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Siamo realisti, riconosciamo che letica soggettiva

Nel dibattito sul New realism interviene Flores dArcais: Putnam ha torto, la divisione tra giudizi di fatto e di valore invalicabile
PAOLO FLORES DARCAIS

e il New realism si limitasse a rivendicare semplicemente - contro la tesi ermeneutica che non ci sono fatti, solo interpretazioni - lesistenza l fuori di una realt che prescinde da noi, saremmo alla banalit,alpensierodebolesostituitodal pensierofutile.Checisarannolombrichi egalassie,anchequandononcisaremonoi, lo ammette per primo Vattimo, immagino. Ma il New realism, ci dice Putnam, afferma molto di pi, non riguarda solo la verit (meglio: laccertabilit) degli asserti scientifici, bens il rifiuto di riconoscere una divisione di principio tra giudizi di fatto (scienza) e giudizi di valore (etica). Perch entrambi riscontrabili nella realt. E invece no. Il New realism di Putnam ha torto (ma il New realism di Eco o di Ferraris gi differente), quel confine intransitabile. In primo luogo semplicemente falsa laffermazione di Putnam secondo cui la scienza presuppone sempre valori epistemici come la coerenza o la semplicit. Quei valori possono influenzare, motivare o addirittura guidare il ricercatore nello scremare fra le ipotesi, ma alla fine contano solo gli esperimenti cruciali, che corroboreranno come scientifica una teoria anche se meno elegante delle ipotesi concorrenti(ilbosonediHiggs,perdire,sommamente inelegante e complicato). In secondo luogo valori epistemici e valori morali non hanno nulla in comune, poich laggettivo a fare la differenza essenziale. E la questione fondamentale proprio se i valori morali abbiano una realt oggettiva come i fatti empiricamente accertabili, o siano invece creati dai diversi gruppi umani (e infine dai singoli individui) e dunque ineludibilmente relativi a ciascuno di essi. Per il New realism di Putnam sono legati alloggettivit, sostenere il contrario un errore (p. 37 di Fatto/valore, fine di una dicotomia, ed. Fazi). Quando usia-

mo aggettivi come crudele e malvagio o Diamo un nome al signor X: lindimentisostantivi come crimine intrecciamo cabile top model Verusckha racconta coinestricabilmente scopi normativi e ac- me a scuola (siamo gi nel dopoguerra) vecertamento descrittivo (p. 40). Dire per- nisseisolataeingiuriatasottovocecome fici che il signor X crudele sarebbe gliadeltraditore,poichsuopadre,ilconte riscontrabile nel fatto stesso del suo Henrich von Lehndorff, aveva preso parte comportamento. La cui valutazione sa- al fallito attentato a Hitler del 20 luglio rebbe intersoggettivamente cogente 1944. Quellattentato, che per Putnam e (se la parola oggetper me stato eroitivo disturba i pu- RESPONSABILIT INELUDIBILE co, invece crimiristi) quanto laffero tre geNon ci sono valori veri (o falsi) ne per due tedeschi mazione la componerazioni di ma solo valori creati. Siamo (che probabilmente sizione chimica del2O (pi noi i signori del bene e del male leggono Goethe e lacqua H impurit residue, ascoltano Beethoaltrimenti qualche sofista obietta). ven), milioni dei quali approvavano i Lager Ma, purtroppo per Putnam, mentre per i malvagi ebrei, zingari e comunisti. questasecondaaffermazionevera(interInsomma, da un insieme di fatti accersoggettivamente accertabile in modo co- tabili non si potr mai dedurre un giudizio gente), la prima strutturalmente sogget- di valore univoco, poich i valori fondativa, relativa ai valori morali (che possono mentali che guidano i nostri giudizi morali essere agli antipodi) di chi la pronuncia. non sono dati in natura, non sono conosci-

bili come i fatti, e meno che mai sono scolpitiegualieindelebiliintuttiicuoriumani. Della specie Homo sapiens fanno parte allo stesso titolo (ahim) tanto Francesco dAssisi quanto Adolf Hitler, tanto la volont di eguaglianza quanto la volont di potenza, tanto i fautori della democrazia quanto quelli della teocrazia o del Fhrerprinzip. Perci non esistono valori veri (o falsi), ma solo valori creati. Di cui ciascuno di noi esistenzialmente responsabile, proprio perch la nostra responsabilit non si limita (come vorrebbe Ratzinger e ogni altro cognitivista etico, religioso o meno che sia) a riconoscere valori oggettivamente dati (dove?): siamo i creatori e signori del bene e del male secondo scelte incompatibili (aut la democrazia aut la teocrazia o il Fhrerprinzip: non questione di conoscenza, ma di lotta). Questa responsabilit abissale ci terrorizza, ma ineludibile.