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Sull'e etto Compton1

E. S hrodinger
E noto he se ondo la teoria ondulatoria della lu e tutte le variazioni della frequenza e della normale d'onda si possono prevedere in base a onsiderazioni assai
sempli i e generali sulla fase, senza introdurre un qualsivoglia dettaglio del pro esso.
Penso a onsiderazioni del tipo seguente: un'onda luminosa on la fase
h
i
2 t n ( x + y + z)
in ida dalla direzione degli z positivi sul piano x; y, he ostituis e la super ie di
separazione di due mezzi on indi i di rifrazione n (per z > 0) e n0 (per z < 0). Si
assuma l'onda rifratta on la fase


2 0 t

n0 0
( x + 0 y + 0 z) +

e si ri hieda per z = 0 una di erenza di fase ostante, ioe indipendente da x; y; t;


si ottiene
 0 = ; n0 0 = n ; n0 0 = n ;
ossia la legge della rifrazione di Snellius. Il pro edimento e os generale, he per
esempio esso vale immutato an he per i ristalli. Esso si puo estendere senz'altro
a super i di separazione in moto. Un esame dettagliato del pro esso elettromagneti o sara pur sempre ne essario quando i si interessi an he delle intensita
(formule di rifrazione di Fresnel).
Poi he ora i si aspetta di trovare nelle onde di de Broglie uno strumento pari
all'otti a ondulatoria per dominare quei pro essi, he prima si erano interpretati es lusivamente ome moti orpus olari, bisogna aspettarsi e ri hiedere he sulla base
di onsiderazioni di fase assai sempli i del tipo prima introdotto si possano rendere
omprensibili le variazioni di direzione e di frequenza delle onde d'etere he intervengono nell'e etto Compton in onnessione on le variazioni di velo ita dell'elettrone.
An he queste ultime, se ondo l'idea di de Broglie, sono des rivibili ome variazioni
di direzione e di frequenza di un'onda, ossia dell'onda di de Broglie. Un esame
piu approfondito della me ani a ondulatoria del pro esso, ome re entemente ha
ondotto on pieno su esso W. Gordon , e ne essario per la determinazione delle
intensita. Poi he quest'ultimo e onsiderevolmente lungo e intri ato, la trattazione
sempli e ed intuitiva omuni ata nel seguito, he da tutto fuor he l'intensita, puo
essere in ogni aso assai desiderabile.
Partiamo da un risultato dell'otti a lassi a. \Quando in un mezzo trasparente,
omogeneo e isotropo, il ui indi e di rifrazione dipenda dalla densita, un raggio
luminoso di lunghezza d'onda  in ro ia un'onda di ompressione (onda sonora)
di lunghezza d'onda , ome ha mostrato L. Brillouin on un al olo puramente
lassi o, il raggio luminoso viene ri esso parzialmente in modo regolare dai piani
2

1 Uber

den Comptone ekt, Annalen der Physik 82, 257-264 (1927).
2 W. Gordon, Zeits hr. f. Phys. 40, 117 (1926). Gordon 
e stato os gentile,

da onsentirmi una
visione del suo manos ritto, dal quale sono stato portato alla sempli e rappresentazione seguente,
he in nu e sta alla base an he della trattazione di Gordon.
3 L. Brillouin, Annales de Phys. 17, 88 (1923).
1

delle onde sonore, pur he tra le due lunghezze d'onda e l'angolo di illuminazione #
sussista la relazione di Bragg ben nota nella teoria della ri essione dei raggi Rontgen
(1)
2sin # = 
per la ri essione al prim'ordine (= , non = k). Questo si trova in approssimazione, quando la velo ita della lu e puo essere onsiderata molto grande rispetto
alla velo ita del suono. Detto piu pre isamente, su ede ome per uno spe hio
in moto: l'angolo di ri essione non e esattamente uguale all'angolo di in idenza,
il raggio luminoso subis e spostamento Doppler, e an he la (1) va orretta, ome
avverrebbe per un ristallo in moto".
Queste leggi sono ri avate in un altro lavoro nel quale poi si mostra on soddisfazione he il risultato di Brillouin si puo ottenere an he dall'ipotesi di uno s ambio
quantizzato di energia ed impulso. Si era allora dell'opinione, he l'intera nostra
spiegazione della natura si dovesse ostruire in n dei onti on si atti bilan i
quanti i e i si rallegrava ogni volta he un risultato lassi o degno di fede si poteva
trasferire agevolmente dalla ve hia alla nuova base. Prendiamo adesso per os dire
la via opposta. Mostriamo he in stretta analogia on il risultato di Brillouin su
ri ordato si puo dare un'interpretazione se ondo la me ani a ondulatoria delle relazioni di Compton, he non e per nulla meno sempli e della trattazione quantisti a
dell'impulso e dell'energia. Un'onda piana
4

(2)
dove

e

2i
h

ht

p2

02

x+ y+ z )

2 + 2 + 2 = 1; 0 = m0 2 =h

(m =massa a riposo dell'elettrone, h= ostante di Plan k, =velo ita della lu e),


soddisfa nello spazio privo di ampi l'equazione d'onda- proposta negli ultimi
tempi da molte parti
 1  4  = 0;
0

2
0

e si riferis e se ondo de Broglie ad un elettrone he si muova on energia h nella


direzione ; ; . Da questa si al ola in modo noto he
p

h h  2 02
h  2 02
h  2 02
;

;

;




e il tetravettore \energia-impulso" del orrispondente elettrone. Dal punto di vista


dell'onda lo hiameremo \tetravettore di propagazione" e indi heremo on questa
espressione i oe ienti di t, x, y, z nella fase (tralas iando il fattore 2=h)
per un'onda piana sinusoidale del tutto arbitraria, sia essa un'onda , sia un'onda
4 E. S hr
odinger, Physik. Zeits hr. 25, 89 (1924).
5 O. Klein, Zeits hr. f. Phys. 37, 895 (1926); E. S hr
odinger,

Ann. d. Phys. 81, 109 (1926);


V. Fo k, Zeits hr. f. Phys. 38, 242 (1926); Th. De Donder e H. van den Dungen, Compt. rend.,
5 luglio 1926; L. de Broglie, Compt. Rend., 26 luglio 1926; J. Kudar, Ann. der Phys. 81, 632
(1926); W. Gordon, opera itata.

d'etere, o qual os'altro. Il \vettore di propagazione" e un on etto puramente della


inemati a delle onde ed ha le omponenti
(3)

h
 frequenza;

lunghezza d'onda ; lunghezza d'onda ; lunghezza d'onda ;


dove ; ; sono i oseni direttori della normale d'onda. Per un'onda d'etere queste
quantita oin idono pure on i valori dell'energia e dell'impulso se ondo la teoria dei
quanti. Tuttavia questi ri hiami a grandezze quantisti he servono solo ad agevolare
alla ne l'identi azione del nostro risultato on quello di Compton - operiamo on
il on etto puramente della inemati a delle onde (3) di vettore di propagazione. Per vettore di propagazione tridimensionale intendiamo naturalmente la proiezione
spaziale, ioe il vettore (3) dopo aver tralas iato la prima omponente.
Se ondo l'ipotesi sempre nora onfermata della me ani a ondulatoria non si
asso ia signi ato si o alla funzione stessa, ma al quadrato del suo valore assoluto, e in parti olare il signi ato: densita di elettri ita . Una sola onda del tipo
(2) genera quindi una distribuzione di densita ostante nello spazio0 e 0nel 0 tempo.
Se tuttavia ne sovrapponiamo due - le ostanti della se onda siano  ; ; ; 0 si
ri onos e fa ilmente he dalla loro azione ongiunta si forma una \onda di densita
elettri a" on un vettore di propagazione he e la di erenza vettoriale dei vettori
di propagazione delle due onde ostituenti. Se hiamiamo simboli amente questi
due vettori A, A0 , quello dell'onda di densita e
(4)
D = A A0 :
Quest'onda di densita e ora quella he ompare al posto dell'onda sonora di Brillouin. Se fa iamo l'ipotesi he da essa un'onda luminosa sia ri essa ome da uno
spe hio in moto, pur he sia soddisfatta la legge di Bragg, le nostre quattro onde,
ioe le due onde , A ed A0 , l'onda luminosa in idente e l'onda luminosa ri essa,
ome mostreremo, stanno proprio nel rapporto di Compton. La di erenza rispetto
al aso di Brillouin della ri essione da un'onda sonora e solo quantitativa, per he
in generale la velo ita della nostra onda di densita D non e pi ola rispetto alla
velo ita della lu e; si possono avere valori arbitrari no alla velo ita della lu e (ma
mai sopra la velo ita della lu e, ome si veri a fa ilmente).
La dimostrazione della nostra a ermazione si ottiene fa ilmente. Non o orre
infatti trovare davvero la ri essione da uno spe hio in moto. Poi he tutte e quattro
le onde e naturalmente an he i loro vettori di propagazione sono invarianti per
trasformazioni di Lorentz, possiamo on una di queste trasformare a riposo l'onda
di densita. La prima omponente (temporale) del suo vettore di propagazione
sara allora nulla. Inoltre allora la frequenza (e la lunghezza d'onda) dell'onda
luminosa non ambiano per ri essione, ioe la omponente temporale del vettore di
propagazione di questa risulta invariato per ri essione. In on lusione la relazione di
Bragg vale proprio nella forma (1), dove  e la lunghezza d'onda dell'onda luminosa,
 quella dell'onda di densita, # l'angolo di illuminazione. Essa si puo porre nella
forma:
6

6 Il ranamento relativisti o nel nostro aso non ambia questa ipotesi. (W. Gordon, luogo
itato).
7 Il segno 
e di po a importanza, per he s ambia soltanto i ruoli delle due onde .

2 h sin # = h ;

(5)

he spieghiamo on l'adia ente Fig. 1, nella quale va an he notata l'uguaglianza


dell'angolo di in idenza on l'angolo di ri essione.
La (5) esprime quindi he il trivettore dell'onda luminosa in idente, sommato al
trivettore di D, e uguale al trivettore dell'onda luminosa ri essa. Ma un rapporto
analogo al suddetto vale an he per le omponenti temporali: queste sono nulla per
D e immutata dopo la ri essione per l'onda luminosa. Se indi hiamo on L e on
L' i tetravettori di propagazione per l'onda luminosa in idente e ri essa, possiamo
riassumere tutto questo nella singola equazione tetravettoriale
(6)
L + D = L0 ;
he ora deve valere per un arbitrario sistema di oordinate tetradimensionale. Combinata on la (4) essa da
(7)
L + A = L0 + A0 :
Tenendo onto del signi ato delle omponenti di L, L0 se ondo l'ipotesi dei quanti
di lu e e di quelle di A, A0 se ondo l'asso iazione di de Broglie delle onde on
l'elettrone, l'equazione (7) risulta esattamente in a ordo on l'ipotesi della teoria
di Compton dell'energia e dell'impulso per l'e etto Compton.
E' assai interessante notare la ompleta re ipro ita tra le onde da un lato e le
onde luminose dall'altro. Il fenomeno si puo interpretare parimenti ome ri essione
di Bragg di un'onda da parte del sistema di frange d'interferenza prodotto da due
onde luminose he s'in ro iano. Nel sistema di oordinate s elto, prima utilizzato,
esso e a riposo ed e identi o al sistema di onde luminose stazionarie di O. Wiener.
Le relazioni (4) e (6) di ono he il sistema di frange d'interferenza e l'onda di densita
oin idono, hanno entrambe il vettore di propagazione D. Il sistema di oordinate
s elto e proprio quello he Pauli ha trovato ome il piu onveniente nello studio
dell'e etto Compton.
La Fig. 2 er a di rappresentare le relazioni tra i quattro fronti d'onda he si
ompenetrano e le onde ombinate stazionarie (tratteggiate) nel sistema di oordinate spaziotemporale s elto. Per non onfondere la gura, i due fronti d'onda
luminosi sono disegnati solo nella meta sinistra e i due fronti d'onda solo nella
meta destra. Le fre e indi ano la direzione d'avanzamento dei fronti d'onda a
ui sono perpendi olari. La loro lunghezza non ha signi ato. Si immaginer
a di
trasportarle parallelamente al entro della gura, in modo he le piume di L0 ed A0
oin idano in un solo punto on le punte di L ed A. - Dalla gura si oglie
fa il-0
0
mente la ondizione di Bragg (1) per ias una delle oppie di onde (L,L ) e (A,A )
nel loro rapporto on l'onda stazionaria ome \ ristallo". Si puo dire quindi:
8

Le leggi sulla direzione e sulla frequenza dell'e etto Compton sono ompletamente equivalenti all'a ermazione he la oppia d'onde luminose e la oppia d'onde

8 Il segno di D nella (6) 


e di po a importanza, per he s ambia soltanto i ruoli delle due onde
luminose.
9 W. Pauli jr., Zeits hr. f. Phys. 18, 272 (1923).

he parte ipano soddis no alla ondizione di Bragg per ri essione al prim'ordine


(generalizzata al ristallo in moto) relativamente ad una ed una stessa \s hiera di
piani reti olari"; ogni s hiera di piani reti olari pensabile puo avere a priori arbitrarie la gia itura, la spaziatura dei piani e la velo ita di traslazione (minore di
quella della lu e).

Potrei ora in ontrare un'obiezione di prin ipio. Si potrebbe dire: s, ma i dati
primari dell'e etto Compton sono una onda luminosa ed un elettrone he si muove
in un modo determinato, ossia, di iamo, una onda ; ome ompare la se onda
onda , s elta opportunamente, he assieme a quella preesistente ostituis e uno
\spe hio di Bragg" appropriato per l'onda luminosa preesistente? - A io si deve
repli are, he le sempli i onsiderazioni di fase he qui abbiamo presentato non possono ertamente raggiungere una risposta a tale domanda. Studiamo on queste per
os dire il fenomeno Compton in regime stazionario, nel quale ostantemente l'onda
primaria di un tipo per ri essione sul sistema di frange d'interferenza dell'altro tipo
si trasforma in onda se ondaria e vi e-versa. Pro ediamo esattamente ome per
le analoghe onsiderazioni nell'otti a, almeno n quando non la studiamo molto
piu pre isamente per mezzo di una teoria piu dettagliata. An he in quel aso
non trattiamo in generale il primo apparire per esempio di un'onda ri essa e di
un'onda rifratta in orrispondenza alla testa d'onda dell'onda primaria, ma fa iamo un'ipotesi non solo per l'onda in idente, ma an he per tutte le altre onde, la
ui omparsa si puo prevedere, e er hiamo on questa ipotesi di rappresentare uno
stato stazionario, he soddis a tutte le ondizioni da imporsi.
Zuri h, Physikalis he Institut der Universitat.
(ri evuto il 20 novembre 1926)