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Introduzione

Antonio Caizares Llovera Cardinale Prefetto della Congregazione per il Culto Divino Questa unopera che aspettavamo, perch ne abbiamo bisogno: lopera di Rodolfo Papa, che studia con profondit larte sacra e la sua pi intima essenza ed identit. Si tratta dellessenza e dellidentit che nasce dalla verit dellarte sacra, e anche dalla verit dellarte in quanto tale, nella quale verit e bellezza sono inseparabili e in cui fede e arte, fede e bellezza si abbracciano in una perfetta reciprocit, che unit inscindibile tra loro; qualcosa di simile a quanto accade tra fede e ragione. Cos riconosceva il papa Benedetto XVI che, nella sua splendida intervista rilasciata ai giornalisti in aereo, nel novembre 2010, durante il viaggio in Spagna per la sua visita a Santiago de Compostela e, successivamente, per la consacrazione della Basilica della Sagrada Familia dellarchitetto Antonio Gaud a Barcellona, afferm quanto segue: Voi sapete che io insisto molto sulla relazione tra fede e ragione, che la fede, e la fede cristiana, ha la sua identit solo nellapertura alla ragione, e che la ragione diventa se stessa se si trascende verso la fede. Ma ugualmente importante la relazione tra fede e arte, perch la verit, scopo, meta della ragione, si esprime nella bellezza e diventa se stessa nella bellezza, si prova come verit. Quindi dove c la verit deve nascere la bellezza, dove lessere umano si realizza in modo corretto, buono, si esprime nella bellezza. La relazione tra verit e bellezza inscindibile e perci abbiamo bisogno della bellezza. Nella Chiesa, dallinizio, anche nella grande modestia e povert del tempo delle persecuzioni, larte, la pittura, lesprimersi della salvezza di Dio nelle immagini del mondo, il canto, e poi anche ledificio, tutto questo costitutivo per la Chiesa e rimane costitutivo per sempre. Cos la Chiesa stata madre delle arti per secoli e secoli: il grande tesoro dellarte occidentale - sia musica, sia architettura, sia pittura - nato dalla fede allinterno della Chiesa. Oggi c un certo dissenso, ma questo fa male sia allarte, sia alla fede: larte che perdesse la radice della trascendenza, non andrebbe pi verso Dio, sarebbe unarte dimezzata, perderebbe la radice viva; e una fede che avesse larte solo nel passato, non sarebbe pi fede nel presente; ed oggi deve esprimersi di nuovo come verit, che sempre presente. Perci il dialogo o lincontro, direi linsieme, tra arte e fede inscritto nella pi profonda essenza della fede; dobbiamo fare di tutto perch anche oggi la fede si esprima in autentica arte, come Gaud, nella continuit e nella novit, e che larte non perda il contatto con la fede (Benedetto XVI, Intervista con i giornalisti, 6 novembre 2010). Quando fu pensato il presente libro ancora non erano state pronunciate queste parole, ciononostante, linsieme di questa opera di Rodolfo Papa -uomo di fede, artista e pensatore acuto e penetrante, ricercatore appassionato della verit e della bellezza-, costituisce un approfondimento, una spiegazione e un commento fedele di queste parole e del pensiero di papa Benedetto XVI, per il quale il binomio fede-arte, la bellezza dellarte sacra, lunit fondamentale tra arte e Liturgia, sono temi molto importanti del suo pontificato. Si capisce perfettamente lamicizia tra la Chiesa e gli artisti nel corso dei tempi, anche nei nostri giorni. Si comprende laffermazione reiterata degli ultimi papi da Paolo VI a Benedetto XVI- della necessit di questa amicizia, che unit e assoluta mutua reciprocit, e lappello ad esprimere nellopera artistica il binomio fede-arte, fede-bellezza, inseparabili dallaltro binomio di federagione, fede-verit, fede-bont, come realizza tanto splendidamente lautore di questo libro. Da

questa visione dellarte in generale, e dellarte sacra in particolare, si comprende il carattere di perennit dellarte, la sua natura non effimera, il suo valore universale al di l della circostanza dellepoca o del gusto del momento, o degli affanni consumisti, si comprende la sua dimensione religiosa e la stessa implicazione dellartista, e della totalit della sua persona, nellopera della sua arte, soprattutto quando si tratta di arte sacra, ovvero di arte per la liturgia, sia musica, pittura, scultura o architettura, che non possono esimersi dallesprimere liniziativa di Dio, lazione divina che sempre precede lopera artistica, nella stessa liturgia cos come nella realt del creato. Mentre scrivo questa presentazione, penso ai tanti e tanti uomini darte che sono fedele riflesso e testimonianza della verit di questa relazione tra fede e arte, che tanto magnificamente esprime lautore di questo libro, e agli stessi artisti e opere darte a cui, nel corso del libro, egli stesso si riferisce. Penso, per esempio, al geniale pittore universale del Siglo de oro spagnolo, El Greco, nellapprossimarsi della celebrazione del suo quarto centenario. N la persona, n di conseguenza lopera, di El Greco, si possono separare dalla sua dimensione religiosa, dalla fede cristiana. Tutto in lui riflette la grandezza di un uomo di spirito con uno speciale tocco divino, capace di percepire e plasmare, nei tratti grossi o nella impressione dei colori della sua singolare pittura, la Suprema Bellezza, abisso infinito di perfezione, ineguagliabile e sovrana. In tutta la sua opera, grande e unica, si riflette il pi profondo di questa sua anima, immagine del suo Fattore che la plasm con il delicato tocco dei suoi pennelli divini. In tutta lopera di El Greco appare sempre lo spirito sublime che ha contemplato e penetrato il Mistero, stato condotto alla sua densit, e lo ha espresso con tutta lelevazione dellarte che emerge dal fondo dellessere illuminato da questa esperienza, che trascende lo sguardo superficiale incapace di innalzarsi verso le cime alte dello spirito. El Greco si immerso nella profondit del Vangelo, nel mistero dellIncarnazione, -di Dio fatto uomo per gli uomini e per loro consegnato alla Croce -, nella vittoria sulla morte, tanto nemica delluomo, che con tanta bellezza e dramma ha saputo esprimere la sua opera. Cos, con una fede cristiana dalle profonde radici, ben formata e capace di dare ragione della sua verit, El Greco, in tutta la sua opera pittorica, mostra le realt fondamentali di questa fede, insegna, parla dei misteri pi profondi ai rudi e ai semplici, catechizza, eleva, conduce alla contemplazione, alla meraviglia, alla venerazione, allorazione nella preghiera e nella lode; d ragione della fede, e mostra la sinfonia e larmonia della sua bellezza, e il suo irraggiamento e la sua espressione nel pi vivo e genuino dellumano. Lo ha fatto nella peculiare circostanza del suo momento storico, per la sua arte continua a parlare oggi, come ieri, con vivissima attualit, perch non la circostanza o il momento effimero che subito passa, ci che in lui conta; ma perch esprime realt che non periscono e lo fa con il linguaggio della punta del alma, come direbbero i mistici; parla con i pennelli e i colori da questo profondo centro dellanima, dove ogni uomo si conosce e si sente compreso, di qualunque generazione sia. Come uomo di radicata cristianit e, inseparabilmente, figlio del suo tempo, El Greco riflette luomo, per il quale manifesta una viva e singolare passione. Chi non vede questa passione nellEntierro de Duca de Orgaz, o nellExpolio, o nellApostolado della Sacrestia della Cattedrale di Toledo o nel San Jos della medesima Cattedrale? Le mani, gli occhi, i volti, i movimenti dei corpi dei suoi personaggi, tutto, tutta la sua opera una espressione di come vede luomo e il suo dramma: luomo che soffre e che ama, che vive questo dramma dellesistenza e il suo anelito alla felicit, amato da Dio, luomo da Lui amato e elevato, luomo salvato e chiamato a partecipare della sua gloria: la verit delluomo, cos come davanti a Dio. Ben si riflette nella sua arte che la gloria di Dio luomo vivente (S. Ireneo di Lione). Tutta la sua opera manifesta luomo, esprime come penetrato nella profondit dellumano, ma non come lo vedrebbe il pagano o il mero umanista; c una differenza notevole: quella che permette la visione di fede e che lo porta a guardare con uno sguardo peculiare, lo sguardo della verit che inseparabile dalla bellezza. Dietro i volti o i corpi, le mani o gli occhi, i colori e le pieghe dei panneggi o il movimento dei corpi, c la verit che professa la sua fede sulluomo.

Questa fede, decisamente cristiana e cristocentrica, , parimenti, profondamente antropologica, umana, la chiave fondamentale per addentrarsi ed immergersi nella ricchezza e grandezza di El Greco, come nella pi autentica arte occidentale. Le sue opere, come le altre nate dalla fede cristiana, sono opere che non si sono spogliate n si possono spogliare- della loro aura, dellaura della bellezza. Ancora non sono diventate non vogliamo e non permettiamo che diventino- puro e semplice oggetto di piacere per le loro qualit estetiche formali, puro e semplice oggetto di erudizione per gli intenditori, puro e semplice oggetto della curiosit distratta dei visitatori nelle mostre e nei musei. Laddove si incontrano il santo e il credente, la bellezza il fulgore della grazia. Qui la bellezza ci fa rivolgere verso qualcosa di altro di cui non possiamo disporre, e che, ciononostante, ci attrae rasserenandoci e pacificandoci. Qui, attraverso la bellezza, emana una forza che non schiaccia n sottomette, ma che sostiene. Qui si sprigiona una libert che dal profondo emana incessantemente e che dal centro del nostro essere ci rende liberi: la libert sgorga dalla verit e dalla bellezza. Qui, soprattutto, ci si apre alla comunicazione del dono divino e dellamore che in lui ci si comunica; qui si apre la speranza, e qui si dipinge il futuro di unumanit nuova e di unumanit con futuro. In conclusione, le mie felicitazioni ed il mio apprezzamento a Rodolfo Papa, per questa opera che non solo ci introduce nellidentit e nellessenza dellarte e in particolare dellarte sacra, ma che costituisce un grande aiuto affinch linseparabilit di liturgia e bellezza non sia distorta in alcun modo, ma al contrario, ingrandita, potenziata e rafforzata. Non mi resta altro che invitare ad addentrarsi in questo libro ed arricchire, cos, lanimo e lo sguardo con la sua lettura.