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UNITI NELLA REGOLARITÀ

Per la rinascita della Massoneria italiana

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A∴ G∴ D∴ G∴ A∴ D∴ U∴
MASSONERIA ITALIANA GRANDE ORIENTE D’ITALIA
PALAZZO GIUSTINIANI

PROPOSTA DI CANDIDATURA ALLE CARICHE ELETTIVE


PER IL QUINQUENNIO 2009-2014 E∴ V∴
EX ART. 110 DEL REGOLAMENTO

Il sottoscritto Fratello Maestro Natale Mario di Luca, nato a Roma il 24.12.1949 ed ivi
residente in Via Pietro Borsieri 12, attivo e quotizzante presso la R∴ L∴ Aretè N. 1137
all’Oriente di Roma, propone le seguenti candidature per le elezioni alla Gran Maestranza
per il quinquennio 2009-2014:

Natale Mario di Luca ..................per la carica di GRAN MAESTRO


Arturo Pacinotti...........................per la carica di GRAN MAESTRO AGGIUNTO
Francesco Sannia.........................per la carica di GRAN MAESTRO AGGIUNTO
Giuseppe Saverio Mitidieri.........per la carica di PRIMO GRAN SORVEGLIANTE
Francesco Delitala .......................per la carica di SECONDO GRAN SORVEGLIANTE
Francesco Celona.........................per la carica di GRANDE ORATORE
Cesare Cometto ...........................per la carica di GRAN TESORIERE


NATALE MARIO DI LUCA
candidato alla carica di GRAN MAESTRO
Nato a Roma il 24.12.1949 ed ivi residente in Via Pietro Borsieri, 12.

Curriculum Massonico
Iniziato presso la R∴ L∴ Hermes N. 594 all’Oriente di Roma nel 1971, elevato Maestro nel
1974. Maestro Venerabile della R∴ L∴ Virtude e Conoscenza N. 1098 all’Oriente di Roma nel
triennio 1995-1997. Presidente del Collegio Circoscrizionale dei Maestri Venerabili del Lazio nel
triennio 1998-2001. Membro e Vice-Presidente della Commissione Permanente Rituali dal 2001 al
2005. Componente del comitato direttivo della rivista “Hiram” dal 1999 al 2002.
Attualmente membro effettivo della R∴ L∴ Aretè N. 1137 all’Oriente di Roma. Membro
onorario della R∴ L∴ Hermes N. 594 all’Oriente di Roma e della R ∴ L∴ Andrea Palladio N.
1177 all’Oriente di S. Lazzaro di Savena (Bologna). Fa parte del Rito Scozzese Antico e Accettato,
dove ha conseguito il 31° grado.
Autore di studi monografici sulla storia e sul simbolismo della Libera Muratoria, tra i quali: - La
Massoneria. Storia, miti e riti, Atanòr, Roma, 2000 e successive edizioni; - Arturo Reghini. Un
intellettuale neo-pitagorico tra Massoneria e Fascismo, Atanòr, Roma, 2003; - I documenti
fondamentali della Massoneria, Atanòr, Roma, 2008.

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Curriculum profano
Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1975. Specializzato in Medicina Legale e delle
Assicurazioni nel 1978. In servizio come Assistente Ordinario dal 1981 e come Professore
Associato dal 1985 presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Roma “La
Sapienza”, attualmente è Professore Ordinario di Medicina Legale e Direttore della Scuola di
specializzazione in Medicina Legale e delle Assicurazioni presso la II Facoltà di Medicina e
Chirurgia dello stesso Ateneo. È Risk Manager del Policlinico Universitario S. Andrea di Roma,
sede della suddetta Facoltà. Autore di oltre 200 pubblicazioni scientifiche. Membro dei direttivi
delle principali società scientifiche della sua disciplina. Fa parte dei comitati scientifici di numerose
riviste mediche e giuridiche. Membro di commissioni ministeriali e interministeriali per la
redazione di testi legislativi. Consulente per la Medicina Legale di diversi Enti pubblici e privati.

ARTURO PACINOTTI
candidato alla carica di GRAN MAESTRO AGGIUNTO
Nato a Pistoia il 1 settembre 1943 ed ivi residente in Via F.lli Bandiera, 12.

Curriculum Massonico.
Iniziato nel 1980 nella R∴ L∴ Ferruccio N. 118 all’Oriente di Pistoia, ove è tuttora attivo e
quotizzante, nella quale è stato elevato Maestro nel 1983 e di cui è stato Maestro Venerabile negli
anni 1994, 1995 e 2000. Presidente del Consiglio dei Maestri Venerabili dell’Oriente di Pistoia e
Montecatini Terme per gli anni 1994 e 1995. Giudice Effettivo della Corte Centrale dal 1995 al
1999. Presidente del Collegio Circoscrizionale dei Maestri Venerabili della Toscana nei trienni
2000-2003 e 2003-2007. Aderisce al Rito Scozzese Antico ed Accettato di cui riveste il 33° grado
ed è attualmente Presidente della Sezione Regionale della Toscana Interna del Sovrano Tribunale
Nazionale (Camera del 31°).

Curriculum profano.
Laureato in Matematica con specializzazione in Ricerca Operativa. Ha iniziato l’attività presso
una divisione della Rand Corporation per conto della quale ha svolto consulenza ai clienti per i
problemi relativi alla pianificazione ed alla gestione della produzione. Ha tenuto lezioni presso il
Politecnico di Milano sotto la direzione del Prof. Brandolese. Alla fine degli anni ‘70 ha intrapreso
un’attività professionale autonoma, costituendo società con sedi a Torino e Firenze e, al contempo,
ha operato nel settore informatico con primarie aziende. Nel 1994 ha ripreso l’attività
esclusivamente professionale.
E’ componente del consiglio di amministrazione della Lega Italiana contro i Tumori (Sezione di
Pistoia).

FRANCESCO SANNIA
candidato alla carica di GRAN MAESTRO AGGIUNTO
Nato a Nuoro il 25.03.1944 e residente a Torino in Via Valgioie, 60.

Curriculum Massonico.
Attivo presso la R∴ L∴ Camillo Cavour N. 16 all’Oriente di Torino nella quale è stato iniziato
il 9.02.1983 e di cui è stato Maestro Venerabile per il triennio 1999-2001. Ricopre attualmente la
carica di Consigliere dell’Ordine per il quinquennio 2005-2010.
Ha aderito al Rito Scozzese Antico e Accettato ed è insignito del 33° Grado. Membro Aggiunto
del Supremo Consiglio, riveste l’incarico di Ispettore Regionale per il Piemonte e Valle d’Aosta.

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Curriculum profano.
Coniugato, ha un figlio. Ha seguito studi classici, conseguendo il diploma di laurea in Lettere
presso l’Università di Torino con tesi in Storia dell’Arte Medioevale. Master in Tecnica della
Pubblicità e Comunicazione, docenza.
Attualmente è Presidente di una società operante nel settore della pubblicità e comunicazione,
editore di libri e di testate giornalistiche periodiche. In qualità di appartenente al Corpo Diplomatico
della Repubblica Democratica del Congo, ha svolto intensa attività in favore di tale Paese, in
particolare nel settore della sanità e degli aiuti umanitari.

GIUSEPPE SAVERIO MITIDIERI


candidato alla carica di Primo Gran Sorvegliante
Nato a Palmi (RC) il 20.02.1936, residente a Rossano (CS) in Via Grottaferrata, 4.

Curriculum Massonico.
Iniziato nel 1972 presso la R∴ L∴ Bruzia-De Roberto N. 269 all’Or∴ di Cosenza. Elevato al
grado di Maestro nel 1975. Maestro Venerabile della R∴ L∴ Luigi Minnicelli N. 972 all’Oriente di
Rossano dal 1978 al 1981. Consigliere dell’Ordine dal 1982 al 1985 e dal 1985 al 1990. Gran
Tesoriere Aggiunto del Grande Oriente d’Italia dal 1993 al 1998. Primo Gran Sorvegliante del
Grande Oriente d’Italia dal 1999 al 2004.
Ha aderito al Rito Scozzese Antico e Accettato ed è insignito del 33° Grado.

Curriculum profano.
Laureato in Economia e Commercio. Imprenditore. Socio e amministratore della Soc. Fratelli
Mitidieri-Costruzioni s.n.c. e di altre società. Past-President del Rotary Club di Corigliano-Rossano
Sybaris.

FRANCESCO DELITALA
candidato alla carica di SECONDO GRAN SORVEGLIANTE
Nato a Sassari il 13.10.1942, residente a Sassari in Via Gioscari, 5.

Curriculum Massonico.
Iniziato presso la R∴ L∴ G. M. Angioy N. 355 all’Oriente di Sassari il 6.11.1975. Elevato al
grado di Maestro in data 18.11.1979. Dal 6.12.1993 a piedilista nella R∴ L∴ B. Mura N. 1081,
sempre all’Oriente di Sassari; in quest’ultima Loggia ha ricoperto le cariche di Maestro delle
Cerimonie, Oratore, 1° Sorvegliante, e Maestro Venerabile. Ha fatto parte della Commissione
Permanente Costituzione e Regolamento del Grande Oriente d’Italia.
Attualmente riveste la carica di Giudice del Tribunale Circoscrizionale della Sardegna. Insignito
il 5.12.1998 dell’onorificenza dell’Ordine di Giordano Bruno, classe Eracles.

Curriculum profano.
Ha conseguito il diploma di maturità classica presso il Liceo Azuni di Sassari nel 1960. Iscritto
al corso di laurea in Giurisprudenza presso l’Università di Sassari nel 1961, ha conseguito il relativo
diploma nel giugno 1965 con 110 e lode.
Iscritto all’Albo degli avvocati e procuratori di Sassari nel 1968, esercita da tale data la libera
professione nel campo civilistico. Attualmente ha studio in Sassari, via Manno n. 12, ed in Olbia, in
corso Umberto I n. 187.

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FRANCESCO CELONA
candidato alla carica di GRANDE ORATORE
nato a Messina il 16.6.1954 ed ivi residente in via Mamertini, n. 17, is. 106.

Curriculum Massonico.
Iniziato nel 1979 presso la R∴ L∴ La Ragione N. 333 all'Oriente di Messina, ove è tuttora
attivo e quotizzante. Maestro Venerabile dal 1990 al 1993; Ispettore di Loggia del 1994 al 1995;
Vice Presidente dal 1995 al 1998 e Presidente dal 1998 al 1999 del Collegio dei Maestri Venerabili
della Sicilia.
Grande Oratore Aggiunto del Grande Oriente d’Italia per il quinquennio 1999-2004.
Fratello tra le Colonne dal 2004 al 2009.
Ha aderito al Rito Scozzese Antico e Accettato ed è insignito del 33° Grado.

Curriculum profano.
Ha conseguito il diploma di laurea in Giurisprudenza. Avvocato libero professionista.
Presidente dell' Associazione Italiana Giovani Avvocati Sezione di Messina nel biennio 1988-1989.
Eletto per cinque volte consecutive al Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Messina da 1990 al
2000, ricoprendo dal 1993 al 2000 la carica di segretario e di direttore responsabile della rivista del
Consiglio "Praxis". Già delegato per il Distretto di Messina all'Organismo Unitario dell'Avvocatura.

CESARE COMETTO
candidato alla carica di GRAN TESORIERE
Nato il 20.09.1950 a Zuccarello (SV).

Curriculum Massonico.
Iniziato nel 1985 nella R∴ L∴ G. Mazzini N. 831 all’Or∴ di Albenga, dove ha ricoperto
cariche di Ufficiale, di Dignitario e di Maestro Venerabile dal 1993 al 1996; è stato Membro
Fondatore e primo Maestro Venerabile della R∴ L∴ George Washington N. 1203 all’Or:. di
Cisano sul Neva. Ha ricoperto la carica di Presidente del Consiglio dei Maestri Venerabili
dell’Oriente di Savona; dal 1993 al 2004 è stato Membro della Commissione Permanente
Solidarietà Nazionale del G.O.I.; negli anni 1996-1998 ha ricoperto la carica di Vice Presidente del
Collegio dei Maestri Venerabile; nel triennio 1999-2001 è stato Presidente del Collegio dei Maestri
Venerabili della Liguria; dal 2001 al 2004 ha svolto funzioni di Garante d’Amicizia con la Gran
Loggia del Delaware; dal 2004 ad oggi ricopre la carica di Consigliere dell’Ordine primo eletto per
la Liguria. E’ Membro Onorario della R∴ L∴ Sabazia N. 96 all’Or∴ d Savona, della R∴ L∴ I
Filadelfi N. 1270 all’Or∴ di Castell’Arquato, della R∴ L∴ Steaua Sudului N. 80 all’Or∴ di
Costanta (Romania), della R∴ L∴ I Persistenti N. 1172 all’Or∴ di Dolceacqua. Nel giugno 2008 è
stato nominato Grand Inspecteur Provincial d’Honneur dal Gran Maestro Provinciale di Marsiglia
della Gran Loggia Nazionale Francese.

Curriculum profano.
Coniugato dal 1974. Inizia l’attività lavorativa nel 1970 in qualità di Educatore Specializzato c/o
l’Istituto Medico Pedagogico della Provincia di Torino. Nel 1976 nominato responsabile della
Riabilitazione nello stesso Istituto. In funzione del corso di studio frequentato presso l’Università
degli Studi di Genova, nel 1983 transitava alla USL n. 5 della Liguria. In tale data ha ricevuto
l’incarico di Coordinatore degli Ambulatori di Fisioterapia situati nel territorio Finalese. Dal 1990
ha assunto anche l’incarico del Coordinamento dell’Attività Domiciliare Integrata (ADI)
nell’ambito Finalese della stessa USL n. 5. Dal 1997 è Coordinatore dell’ADI, nel Dipartimento di
Cure Primarie, nei quattro ambiti della ASL 2 Savonese.
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Roma, 8 novembre 2008 E∴ V∴

Fr∴ Natale Mario di Luca


Fr∴ Arturo Pacinotti
Fr∴ Francesco Sannia
Fr∴ Giuseppe Saverio Mitidieri
Fr∴ Francesco Delitala
Fr∴ Francesco Celona
Fr∴ Cesare Cometto

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Carissimi Fratelli,
le note che seguono hanno lo scopo di presentare sinteticamente le motivazioni, le idee e
gli intendimenti che ci hanno spinto a candidarci alla guida dell’Ordine.
Il Grande Oriente d’Italia negli ultimi dieci anni ha subìto notevoli cambiamenti, che
riguardano la sua composizione, l’assetto normativo, le forme di comunicazione, i rapporti
con la società. Lo stato dei fatti evidenzia ora la necessità di ristabilire un equilibrio tra il
cambiamento e la coerenza con i princìpi fondanti della Massoneria internazionale e di
recuperare un’armoniosa unità all’interno della Comunione.
“UNITÀ NELLA REGOLARITÀ”: è l’obiettivo che ci proponiamo di perseguire se i Fratelli
ci daranno fiducia. Queste sono le parole chiave che caratterizzeranno la nostra gestione del
GOI.
UNITÀ. L’unione non deriva dall’imposizione coercitiva di un pensiero unico. Al
contrario, la pluralità delle idee e la dialettica interna costituiscono la nostra vera ricchezza.
Nel corso degli ultimi dieci anni il tentativo d’imporre dall’alto la visione
monodimensionale di una Massoneria prevalentemente declinata nell’impegno politico-
sociale ha diviso nel profondo la Famiglia e ne ha depauperato le potenzialità espressive.
Occorre pertanto riaffermare la nostra vera identità iniziatica e ripristinare l’uguaglianza tra
tutti i Fratelli, dal Gran Maestro all’Apprendista, nel quadro degli Antichi Doveri.
REGOLARITÀ. Il Grande Oriente d’Italia deve conformarsi ai princìpi di regolarità nei
quali si riconosce la Massoneria Universale, autorevolmente richiamati dal Ven.mo Pro
Grand Master della U.G.L.E., il Marchese di Northampton, al Meeting dei Grandi Maestri
Europei tenutosi il 5-6 novembre 2007: “La regolarità è un concetto assoluto, non si può
concepire una regolarità parziale o condizionata. Una Gran Loggia o è regolare o non lo è.
… I padri fondatori sapevano benissimo, per averlo sperimentato sulla propria pelle, quanto
possano dividere la politica e la religione. Mettendo al bando siffatti argomenti e impedendo
ai Grandi Dignitari di pronunciarsi al riguardo, essi tentavano di unire uomini di buona
volontà, al di là delle differenze particolari, per lavorare insieme al bene comune”.
Nostro obiettivo esplicito è ripristinare il rispetto delle regole (Antichi Doveri) da parte
di tutti i Fratelli - Gran Maestro incluso - e proporre alla Gran Loggia gli interventi
legislativi necessari per impedire in futuro comportamenti non consoni.
La funzione del Gran Maestro, quale garante della Tradizione, non è d’imporre la
propria volontà. Egli deve essere anzitutto il custode della meta, il custode dei fini: è colui
che ricorda ed indica a tutti dove si deve andare, e che controlla la rotta. Deve trasmettere il
senso della missione, il significato del compito e la direzione del dovere.
Un Maestro Massone, e ancor più il Gran Maestro, non è un tecnico come lo può essere
un architetto o un medico, ma è soprattutto un modello cui tende ad ispirarsi tutta la
famiglia massonica. Ha compiti di guida generale e quindi anche di preparazione dei
Massoni.
In Massoneria, i gruppi dirigenti non devono dominare, ma creare. Il dominare risponde
a un’esigenza egoistica, è rubare la libertà, la volontà dei Fratelli. Il creare appartiene alla
dimensione del dare, è altruismo. In questo caso, il potere è solo uno strumento per poter
donare. Uomini con queste caratteristiche non comandano, non esigono ubbidienza per il
gusto di sentirsi importanti, ma costruiscono il consenso per edificare insieme ciò che
riguarda tutti.
Se sul piano individuale il percorso Massonico è un cammino introspettivo
eminentemente spirituale verso una meta molto difficoltosa – il miglioramento di sé – il

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tracciato istituzionale deve essere d’ausilio alle Logge per realizzare i propri compiti,
salvaguardando i Valori che ci siamo impegnati a rispettare.
L’unico e peculiare “risultato” della Massoneria, grazie al lavoro delle Logge, è la
formazione di Massoni, quali punti di riferimento etico nella società: tutta l’Istituzione deve
essere funzionale a questo scopo.
Non sottovalutiamo il momento elettorale cui siamo chiamati, così determinante per la
vita della nostra comunità e costante occasione per il suo rinnovamento. Il voto è un dovere
morale verso l’Istituzione e verso il giuramento che ci ha legato e ci lega.
Ci rivolgiamo ai tantissimi Fratelli che, con costanza, forza e determinazione, lavorano
nei nostri Templi lontano dal rumore della vita profana e che, con modestia e sincero
distacco, non partecipano alle questioni di materiale governo della nostra Istituzione. A
questi moltissimi fratelli chiediamo attenzione alla pari dignità d’ogni candidato e d’ogni
lista.
A questi fratelli l’invito sincero a partecipare in prima persona, a documentarsi e a
conoscere i programmi, ma più che mai l’esortazione ad aprire i sensi all’ascolto, per
scegliere in piena libertà e coscienza gli uomini, il pensiero, il progetto che potranno
indirizzare il nostro futuro.
Fratelli, partecipiamo tutti al voto, affinché il risultato sia espressione della libera
volontà di tanti e non di pochi.

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IL NOSTRO IMPEGNO

1. ELIMINAZIONE DELLA RIELEGGIBILITÀ NELLO STESSO RUOLO PER QUALUNQUE


CARICA DI DURATA PLURIENNALE.
2. PREMINENZA DEGLI ANTICHI DOVERI E DEI RITUALI TRADIZIONALI QUALI
ELEMENTI FONDANTI DELLA MASSONERIA E DELLA NOSTRA IDENTITÀ.
3. RECUPERO DEL RIGORE MORALE E DEL PRINCIPIO DI UGUAGLIANZA DI DIRITTI E DI
DOVERI.
4. RECUPERO DELLA SOVRANITÀ E DELLA CENTRALITÀ DELLA LOGGIA E DEL
RUOLO DEI MAESTRI VENERABILI, QUALE ESPRESSIONE DELLA VOLONTÀ DELLA
CAMERA DI MEZZO.
5. MASSIMA ATTENZIONE SULLE AMMISSIONI DEI PROFANI E SULLE
REGOLARIZZAZIONI.
6. RIFORMA DEL CONSIGLIO DELL’ORDINE.
7. RIACQUISTO DELLA FUNZIONE LEGISLATIVA DELLA LOGGIA E DELLA GRAN
LOGGIA.
8. TRASPARENZA E RIGORE NELLA GESTIONE AMMINISTRATIVA DEL GOI E
DELLE SOCIETÀ COLLEGATE.
9. UTILIZZO DI INTERNET PER SVOLGERE LE ATTIVITÀ AMMINISTRATIVE DELLE
LOGGE E DEI COLLEGI.
10. REVISIONE DELLA STRUTTURA DELLA GIUSTIZIA MASSONICA.
11. GARANZIA DELLA LIBERTÀ D’ESPRESSIONE AI FRATELLI.
12. INIZIATIVE IN CAMPO INTERNAZIONALE PER AVVIARE UN PERCORSO DI
RIENTRO DEL GRANDE ORIENTE D’ITALIA NELLA REGOLARITÀ.
13. COMBATTERE LE DISCRIMINAZIONI PROFANE A CARICO DEI MASSONI.
14. SOLIDARIETÀ.
15. NORMALIZZAZIONE DEI RAPPORTI CON I RITI.
16. RAPPORTI CON IL MONDO PROFANO.

1. ELIMINAZIONE DELLA RIELEGGIBILITÀ NELLO STESSO RUOLO PER QUALUNQUE


CARICA DI DURATA PLURIENNALE, TRANNE CHE PER I MAESTRI VENERABILI,
RIELEGGIBILI FINO AL MASSIMO DI TRE MANDATI CONSECUTIVI DI DURATA ANNUALE.
La possibilità di essere rieletti pietrifica l’Istituzione, impedisce il rinnovamento e
alimenta il clientelismo nonché comportamenti che in Massoneria dovrebbero essere
banditi. Se non è possibile la rielezione, la finalità principale di un Dignitario può esser
solo quella di operare al meglio, per lasciare il miglior ricordo possibile di sé.
Nella rieleggibilità è insita un’ingiusta disparità tra chi è in carica e gli altri candidati.
La Massoneria è una scuola di metodo ove tutti sono Maestri e al contempo discepoli,
in spirito di grande umiltà. La presenza di un Gran Maestro “insostituibile” è l’antitesi dei
nostri princìpi.
Se i Fratelli Maestri ci concederanno fiducia, ci impegniamo a proporre questa
modifica in una Gran Loggia straordinaria da tenersi nell’autunno del 2009.

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2. PREMINENZA DEGLI ANTICHI DOVERI E DEI RITUALI TRADIZIONALI QUALI
ELEMENTI FONDANTI DELLA MASSONERIA E DELLA SUA IDENTITÀ.

Gli Antichi Doveri e i Rituali ereditati dalla Tradizione costituiscono l’autentica forza
ideale che anima la Massoneria universale e l’elemento più significativo della nostra
identità.
Il ripetersi di comportamenti in contrasto con gli Antichi Doveri, se non esplicitamente
sanzionato, induce le nuove generazioni di Massoni a ritenere che ciò sia permesso e che
le regole da noi professate siano la galleria degli antenati per una famiglia nobile e
decaduta, o l’obsoleta e polverosa vetrina d’oggetti ormai inutili e fuori moda, e che quindi
sia permessa ogni deviazione, e pure che sia venuto meno ogni rigore.
Senza l’osservanza degli Antichi Doveri la Massoneria si snatura, diventa un
consorzio umano qualsiasi, non diverso da uno strano ibrido tra una parrocchia e una
sezione di partito. Al di fuori dell’esperienza iniziatica vissuta con la dovuta serietà durante
i lavori rituali di Loggia, la vita massonica diventa una consuetudine noiosa e ridicola.
La nostra etica e la nostra ritualità – quest’ultima soprattutto se emendata da alcune
incongruenze che nessuno nell’ultimo quarantennio s’è preso la briga di correggere, e
reintegrata da elementi tradizionali soppressi per incomprensione o per tendenze
profanizzanti – ci collegano fraternamente e intimamente alle Massonerie di tutto il
mondo. Se ci sono venuti a mancare i riconoscimenti di importanti Massonerie estere,
dobbiamo avere l’onestà intellettuale di chiederci se e dove abbiamo sbagliato e di
prendere atto che l’incremento numerico non costituisce la soluzione del problema, ma
soltanto una sua parte.

3. RECUPERO DEL RIGORE MORALE E DEL PRINCIPIO DI UGUAGLIANZA DI DIRITTI E


DI DOVERI.
La Massoneria non è, né deve essere, una forza numerica cementata da interessi
materiali, ma una comunità spirituale ed etica. Quando una comunità smarrisce il senso
morale e il suo gruppo dirigente resta tenacemente abbarbicato soltanto alla ricerca e alla
gestione del potere, a vuote parole, o ancor peggio all’ipocrisia, il suo destino è segnato:
lentamente declina nella mediocrità e avvizzisce.
A questo riguardo, ci proponiamo di smantellare la posizione di sostanziale
impunibilità di cui gode il Gran Maestro nell’attuale assetto della giustizia massonica e di
ripristinare, anche per la massima carica dell’Ordine, una condizione di parità rispetto agli
altri Fratelli.

4. RECUPERO DELLA SOVRANITÀ E DELLA CENTRALITÀ DELLA LOGGIA E DEL


RUOLO DEI MAESTRI VENERABILI, QUALE ESPRESSIONE DELLA VOLONTÀ DELLA
CAMERA DI MEZZO.
Occorre che i Fratelli Maestri, e i Maestri Venerabili in particolare, riacquistino la
consapevolezza che l’Iniziazione dei neofiti e la formazione dei Fratelli Apprendisti e
Compagni costituiscono gli anelli essenziali nella trasmissione di un patrimonio di valori e
la garanzia della continuità della Tradizione, di cui la Loggia è insostituibile e gelosa
depositaria.

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L’autenticità del percorso conoscitivo che i Maestri indicano e la validità del modello
di vita che propongono al neofita sono garantite dal fatto che il loro magistero si inscrive
nella successione dei Maestri che ha trasmesso e ricevuto quegli stessi insegnamenti.
La prima funzione di un Maestro, in una società tradizionale qual è la Massoneria, è di
assicurare la trasmissione e la continuità di una sapienza d’origine immemorabile.
Dobbiamo impedire che le Logge si riducano a svolgere la funzione di serbatoio elettorale
e di collettore di capitazioni per un gruppo dirigente che cerca di rendere granitico il
proprio controllo dell’Istituzione.

5. MASSIMA ATTENZIONE SULLE AMMISSIONI DEI PROFANI E SULLE


REGOLARIZZAZIONI.

La Massoneria è un metodo di formazione, ma non tutti sono idonei a usufruirne.


L’idoneità non dipende dal censo o dalla cultura, ma dall’autenticità delle aspirazioni
spirituali e dalla moralità dei singoli. Il rigore nella selezione dei profani è indispensabile.
Quando si accetta in Loggia un nuovo apprendista si fa una scommessa sul futuro, e in
questo modo è la Loggia a costruire il proprio domani. Se l’apprendista è affidato alla
guida di Maestri capaci, e perciò educato come si conviene al culto della libertà e alla
necessità di praticarla in modo che mai si calpesti la libertà altrui, allora è molto probabile
che divenga a sua volta un buon Maestro Massone, un libero muratore rispettoso di sé e
degli altri, attento giudice dei propri comportamenti prima ancora di quelli altrui.
La forza della Massoneria non sta nei numeri, ma nella qualità dei Fratelli e nella
capacità delle Logge di formarli. In questa ottica, va pure esercitata una verifica rigorosa
sulle qualità iniziatiche dei Fratelli provenienti da altre Obbedienze che chiedono la
regolarizzazione.

6. RIFORMA DEL CONSIGLIO DELL’ORDINE.


Quest’Organo è stato, nel tempo, esautorato ed ha perso le sue funzioni propositive nei
confronti della Giunta del Grande Oriente d’Italia. In questo momento è addirittura
presieduto dal Gran Maestro, che ne detta l’ordine del giorno. Noi riteniamo che debba
recuperare le sue prerogative e che debba partecipare in modo più diretto alla guida della
Comunione.

7. RIACQUISTO DELLA FUNZIONE LEGISLATIVA DELLA LOGGIA E DELLA GRAN


LOGGIA.
L’intenzione di riportare le Logge al centro delle dinamiche della Massoneria non può
limitarsi solo a considerarne il ruolo iniziatico e formativo ma deve esaltarne anche
l’importanza nell’effettivo governo dell’Ordine, cioè nell’intero processo che conduce alle
deliberazioni della Gran Loggia. Appare quindi artificioso separare le competenze e i
poteri delle Logge rispetto a quelli della Gran Loggia, che ne è l’espressione.
La Gran Loggia, “suprema autorità della Comunione”, è l’organo legislativo del
G.O.I.. Il potere deliberativo è limitato agli argomenti che le vengono sottoposti dalla
Giunta esecutiva, o ad argomenti che non siano “di competenza di altri Organi della
Comunione”. I lavori dell’Organo legislativo sono stati, inoltre, gradualmente ridotti alla
semplice votazione di articolati già disposti dalla Giunta, mentre la discussione è stata
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caratterizzata dalla fretta e di rado è entrata puntualmente nel merito delle proposte e,
infine, lo strumento dell’emendamento in aula non è stato regolarmente applicato.
Prima d’ogni altra cosa, i tempi dei lavori della Gran Loggia dovranno essere sfrondati
da appesantimenti impropri, o incongrui con i suoi scopi ed i suoi metodi. In secondo
luogo, il lavoro della Gran Loggia andrà preparato tempestivamente, in modo da
razionalizzarlo ed assicurarne l’effettivo svolgimento. Stabilire, con limitate modifiche al
regolamento, un congruo anticipo nei termini d’invio alle Logge delle relazioni e delle
proposte da discutere, prevedere una “presa in visione” ed un preventivo parere da parte
delle Logge, potrebbero essere elementi già sufficienti non solo per recuperare più tempo
utile alla disamina in Gran Loggia, ma anche per predisporre, ancora nella fase di
formulazione delle proposte, gli eventuali emendamenti atti a perfezionarle.
La tempestiva comunicazione con le Logge ed il loro effettivo coinvolgimento nel
processo legislativo, non solo nel momento finale della votazione, ma anche nella fase
precedente la Gran Loggia, nelle Camere di Mezzo ed all’interno dei Collegi
Circoscrizionali, può costituire un importante momento di responsabilizzazione e di
partecipazione dei Fratelli alla vita della Comunione. Tutto ciò allo scopo di sottrarre il
nostro corpus iuris alle continue modifiche ed agli stravolgimenti caldeggiati dalla Gran
Maestranza del momento.

8. TRASPARENZA E RIGORE NELLA GESTIONE AMMINISTRATIVA DEL GOI E DELLE


SOCIETÀ COLLEGATE.

Dobbiamo disporre di bilanci più dettagliati e quando necessario corredarli di allegati


esplicativi. Solo la trasparenza può eliminare il dubbio di una gestione non adeguatamente
oculata. Il rigore nell’individuazione delle priorità di spesa e nell’impiego delle risorse
economiche provenienti dalla contribuzione dei Fratelli può consentire l’ottimizzazione
delle spese e la destinazione di maggiori aliquote ai capitoli della solidarietà e
dell’acquisizione di sedi massoniche.

9. UTILIZZO DI INTERNET PER SBRIGARE LE ATTIVITÀ AMMINISTRATIVE DELLE


LOGGE E DEI COLLEGI.
Questa proposta fu formulata all’attuale Gran Maestranza nel 2000-2001, ma non fu
accettata. Tramite le moderne tecnologie queste funzionalità possono essere utilizzate con
la massima garanzia di riservatezza. Queste soluzioni rendono possibili nuovi servizi che
la Gran Segreteria potrebbe mettere a disposizione delle Logge e riducono i costi
amministrativi della Gran Segreteria, dei Collegi e delle singole Logge.

10. REVISIONE DELLA STRUTTURA DELLA GIUSTIZIA MASSONICA.


Occorre restituire agli Organi di Giustizia un’autonomia reale, svincolata da
maggioranze elettorali e da interferenze degli Organi centrali della Comunione. Questo
può richiedere una revisione dei meccanismi d’elezione dei Giudici componenti i
Tribunali Circoscrizionali e la Corte Centrale. L’assegnazione dei processi ai Collegi
giudicanti va effettuata secondo criteri neutri e certi e non già per decisione discrezionale e
incontrollata del Presidente dell’Organo giudicante. Al recupero di una effettiva
indipendenza della Giustizia massonica, finalizzata all’equità, deve corrispondere una
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limitazione nel ricorso alla tavola d’accusa per ragioni spurie. In questo senso sembra
necessario rafforzare l’obbligo di esperire il giudizio del Giurì d’onore per la soluzione di
problematiche sorte tra Fratelli appartenenti alla stessa Officina e anche tra fratelli di
diverse Officine.

11. GARANZIA DELLA LIBERTÀ D’ESPRESSIONE AI FRATELLI.


Va accantonato il pensiero unico che in questo momento controlla l’informazione
interna, per dare spazio anche a opinioni diverse. La diversità costituisce una ricchezza e
non se ne deve avere paura. È preferibile dare spazio alle voci critiche e comprenderne le
istanze, piuttosto che costringerle a cercare strade massonicamente non corrette e
degenerate nella forma.
Dobbiamo aiutare i Fratelli ad avere il coraggio delle proprie opinioni, nella certezza
che per questo motivo nessuno incorrerà in sanzioni o punizioni. Il confronto delle idee è
un arricchimento per tutti: indubbiamente è scomodo solo per chi non vuole ostacoli di
fronte a sé ed ama procedere col piglio prepotente del padrone. Metteremo a disposizione
nel sito Internet del Grande Oriente d’Italia uno spazio riservato in cui tutti i Fratelli
possano esprimere liberamente le loro opinioni, con l’unico limite di rispettare le regole
che presiedono ai comportamenti in Loggia.

12. INIZIATIVE INTERNAZIONALI PER AVVIARE UN PERCORSO DI RIENTRO DEL


GRANDE ORIENTE D’ITALIA NELLA REGOLARITÀ QUALE CONDIZIONE NECESSARIA,
ANCHE SE NON SUFFICIENTE, AL RECUPERO DEI RICONOSCIMENTI PERDUTI.

La Massoneria italiana deve farsi conoscere e rispettare per la fedeltà ai princìpi


tradizionali, per il suo rigore iniziatico, per le qualità intellettuali e morali dei suoi Fratelli,
e attraverso iniziative qualificanti.
L’attenta osservanza dei princìpi di Regolarità costituisce la migliore legittimazione sul
piano nazionale e internazionale.

13. COMBATTERE LE DISCRIMINAZIONI PROFANE A CARICO DEI MASSONI.


Ancor oggi in Italia sussistono discriminazioni per i Massoni, quali l’obbligo di
presentare annualmente l’elenco degli iscritti e il divieto d’essere nominati giudici
popolari. Esigiamo d’essere considerati cittadini normali nei doveri ma anche nei diritti, e
se per raggiungere questi obiettivi sarà necessario fare ulteriore chiarezza al nostro interno,
ce ne assumeremo l’impegno.
Questa scelta non implica l’abbandono della legittima riservatezza cui i Fratelli hanno
diritto, ma c’impegna piuttosto a qualificare la nostra identità, non per cambiarla, bensì per
renderla più esplicita. Il problema dell’identità si propone per un qualsiasi gruppo, per una
qualsiasi categoria sociale, per la Massoneria stessa quale associazione d’individui. Il
riconoscimento pubblico del valore della propria identità non è qualcosa di accessorio, di
superfluo, ma una condizione essenziale per lo sviluppo della coscienza di sé.
Dobbiamo riaffermare e rivendicare con orgoglio il nostro patrimonio ideale in quanto
dotato di valenza positiva all’interno della comunità. Dobbiamo batterci puntigliosamente
contro ogni discriminazione e contro ogni forma di denigrazione o di distorsione
d’immagine.
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14. SOLIDARIETÀ.
Negli ultimi esercizi sono state assegnate cifre irrisorie alla solidarietà. Ci proponiamo
di destinare una parte assai più rilevante delle entrate annuali della Comunione a questa
voce di bilancio, rendendo più trasparenti i criteri e le forme con cui viene attuata.
La solidarietà non è solo un fatto economico. La solidarietà indica una mutua
dipendenza degli uomini che fa dei singoli le parti di un tutto e quindi coincide con una
Fratellanza intesa non come semplice “relazione fraterna”, ma essenzialmente come
“unione piena e reale”, che supera i confini della benevolenza, della beneficenza o del
soccorso per aprirsi all’imperativo più ampio e profondo, ovvero “fare all’altro quello che
vorresti fosse fatto a te”.
Questo concetto, associato a quello di “universalità” massonica, implica che la
solidarietà non sia praticata soltanto come un dovere tra Fratelli e all’interno
dell’Istituzione, ma sia praticata all’esterno e affermata come valore costruttivo dell’intera
comunità umana. Quando i Massoni si dedicano all’elaborazione e all’applicazione di
strumenti concreti di solidarietà umana e civile non profanizzano la propria opera, ma la
perfezionano in senso autenticamente iniziatico.

15. NORMALIZZAZIONE DEI RAPPORTI CON I RITI.


I Riti riconosciuti, e di solido impianto tradizionale, costituiscono una cospicua
ricchezza sapienziale e formativa per i Maestri Liberi Muratori, oltre che un forte elemento
di contiguità e di legittimazione nei rapporti con le Massonerie estere. Fermo restando il
principio dell’assoluta autonomia tra l’Ordine e i Riti da una parte, e dei Riti tra loro
dall’altra, va ripristinato un clima di reciproco rispetto e di fruttuosa collaborazione, nel
perseguimento dei comuni scopi, tra Ordine e Riti, che ponga fine all’attuale clima di
conflittualità.

16. RAPPORTI COL MONDO PROFANO.


Le nostre tradizionali manifestazioni hanno svolto egregiamente il loro ruolo, ma
non possono sostituirsi all’impegno individuale: i Massoni devono accettare il confronto,
devono misurarsi con i tempi e integrarsi con la società.
Quest’azione non può essere unicamente demandata ai vertici dell’Istituzione ma
ciascuno, nel proprio ambito sociale, sul territorio, nel rispetto del ruolo che gli compete,
deve attivarsi e portare il proprio contributo, grande o piccolo che sia. Il mondo profano va
alla disperata ricerca di valori in cui credere, su cui poter fondare il motivo della propria
esistenza e trovarne il senso, per liberarsi da angosce, dubbi, incertezze.
Il modello massonico è chiaro e semplice: in esso spiritualità e razionalità, cioè cuore
e ragione, si armonizzano soddisfacendo i bisogni più profondi degli animi inquieti. La
Massoneria possiede un fondamento etico che scaturisce dalla valorizzazione dell’uomo,
dalla sua capacità d’iniziativa, dall’esaltazione del principio di responsabilità individuale,
di prevalenza della sfera immateriale dello Spirito su quella materiale ed egoistica, nel
rispetto verso l’interesse comune.
La formazione massonica deve generare soggetti sociali capaci di perseguire il
proprio miglioramento individuale coniugandolo a processi di miglioramento collettivo.

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Attraverso la ricerca interiore dobbiamo operare per il bene del singolo, ma anche e di
riflesso per quello dell’umanità.
Perseguire questo duplice obiettivo implica la capacità d’interpretare la realtà che ci
circonda, d’individuare i bisogni della società, di leggere le tendenze di fondo dei
movimenti che la percorrono e, cosa ancor più importante, di tradurre queste elaborazioni
intellettuali in proposte che i singoli massoni potranno portare avanti, se lo vorranno. Ciò
non toglie che dobbiamo porre estrema attenzione ai modi e alle forme con cui ci
presentiamo nella società. Non siamo e non vogliamo diventare un partito d’opinione tra i
tanti, ma espressione qualificata di e per tutta la società italiana. E sarà nostra cura precipua
diffondere gli ideali massonici in particolare tra i giovani, ai quali va assicurato un futuro
di pace, di comprensione reciproca, ma soprattutto d’Amore.

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