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Istituzione Gestione Separata Inarcassa

ATTO CAMERA INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/17182


Dati di presentazione dell'atto

Legislatura: 16 Seduta di annuncio: 674 del 31/07/2012


Firmatari

Primo firmatario: MURGIA BRUNO Gruppo: POPOLO DELLA LIBERTA' Data firma: 31/07/2012
Destinatari

Ministero destinatario: MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI delegato in data 31/07/2012
Stato iter: IN

CORSO Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-17182 presentata da BRUNO MURGIA marted 31 luglio 2012, seduta n.674 MURGIA. Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. - Per sapere - premesso che: in virt dei principi contenuti nella legge n. 335 del 1995, il professionista - ingegnere o architetto o architetto - non dipendente, che esercita in modo non esclusivo e continuativo la libera professione soggetto esclusivamente ad una contribuzione previdenziale presso la relativa cassa previdenziale: INARCASSA. Se il professionista esercita in modo non esclusivo la libera professione ed anche dipendente, ad esempio docente, il proprio datore di lavoro corrisponde all'ex INPDAP i relativi contributi previdenziali (l'INPDAP dal 1 gennaio 2012 confluita nella super INPS);

l'articolo 18, comma 12, del decreto-legge n. 98 del 2011, convertito con modificazioni delle legge n. 111 del 2011, interpretando autenticamente la disposizione dettata dall'articolo 2, comma 26, della legge n. 335 del 1995, prevede l'obbligo dell'iscrizione alla gestione separata per i soggetti che esercitano per professione abituale, ancorch non esclusiva, attivit di lavoro autonomo e il cui esercizio non sia subordinato all'iscrizione ad appositi albi professionali, ovvero le cui attivit non sono soggette al versamento contributivo agli enti di diritto privato disciplinati dai decreti legislativi n. 509 del 1994 e n. 103 del 1996;

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l'assoggettamento dei professionisti alla gestione separata INPS riguarda, i soli soggetti appartenenti a categorie per le quali non esistano forme autonome di previdenza obbligatoria della con riferimento al modello delineato dal decreto legislativo. Infatti, il comma 26 dell'articolo 2 della legge n. 335 del 1995, estende la tutela previdenziale a coloro che, per svolgere attivit di lavoro autonomo senza essere iscritti ad alcun ente, risultino privi di ogni tutela previdenziale; a seguito della legge n. 111 del 2011, molte casse private hanno adeguato il proprio statuto rendendo facoltativa ed opzionale la contribuzione alla gestione separata INPS o alla cassa afferente al proprio albo professionale (per esempio avvocati, medici ed infermieri) nei termini di 6 mesi indicati dalla legge; in particolare, tali casse private hanno introdotto l'istituzione di una propria gestione separata. In tale panorama risalta l'eccezione di INARCASSA che, a tutt'oggi, non contempla tale facolt, preservando l'articolo 7.5 del proprio statuto che impedisce l'iscrizione alla cassa professionale dei professionisti titolari di altro rapporto previdenziale per l'esistenza di un contemporaneo rapporto di lavoro subordinato. Tale posizione si pone in aperto contrasto con il comma 4, parte seconda, del messaggio 12 luglio 2011, n. 14490 dell'INPS, che affida agli enti esponenziali a livello nazionale degli enti abilitati la tenuta di albi od elenchi, il compito di deliberare l'inclusione della categoria nella forma di previdenza obbligatoria prevista; secondo la posizione di INARCASSA, fino ad oggi, possibile raggruppare due tipologie di liberi professionisti: ingegnere/architetto professionista-dipendente: un contributo integrativo pari al 4 per cento del volume d'affari (a fondo perduto) e il 18 per cento a INPS sul reddito per un totale del 4 per cento + 18 per cento (potendo usufruire solo del 80 per cento dei contributi versati ai fini pensionistici); ingegnere/architetto professionista a puro: un contributo integrativo pari al 4 per cento del volume d'affari ed un contributo soggettivo pari al 13,5 per cento sul reddito, corrispondendo a INARCASSA un totale del 4 per cento + 13,5 per cento (e potendo usufruire del 100 per cento dei contributi versati ai fini pensionistici); pertanto quanto mai evidente come, a parit di attivit svolta, la differenza di contribuzione corrisposta dalle due tipologie di professionisti pregiudichi a priori la possibilit di potersi confrontare pariteticamente sul libero mercato; lo scorso anno, nel mese di giugno, la gestione separata INPS ha inviato a molte figure professionali, tramite raccomandata, avvisi che segnalavano l'iscrizione d'ufficio. Tale iscrizione conteneva la richiesta di pagamento dei contributi omessi nell'anno 2005, maggiorati di iperboliche sanzioni che superano il 78 per cento dell'importo; da giugno 2012 INPS sta inoltrando avvisi di accertamento bonario, per l'anno 2006, ad ingegneri ed architetti liberi professionisti nonch dipendenti. Su tali professionisti, gi sofferenti per una congiuntura economica assai critica e che stenta a trovare una soluzione nel breve termine, non possono gravare gli effetti di una normativa non compiutamente chiarita e definita e di differenti valutazioni da parte delle istituzioni interessate (come risulta dalle risoluzione XI Commissione Permanente della Camera dei deputati n. 7-00929 - seduta n. 658 del 28 giugno 2012); le somme richieste sono state appesantite da sanzioni ingiuste e non applicabili in quanto frutto non gi di una deliberata sottrazione agli obblighi contributivi da parte dei professionisti ma, piuttosto, di una scarsa chiarezza di norme e di posizioni altalenanti e contrastanti tra le diverse istituzioni; di univoca interpretazione la prima parte del comma 12, dell'articolo 18 del decreto legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, che interpretando autenticamente legge n. 335 del 1995, in base alla quale i soggetti che esercitano per professione abituale, ancorch non esclusiva, attivit di lavoro autonomo tenuti all'iscrizione

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presso l'apposita gestione separata INPS sono esclusivamente i soggetti che svolgono attivit il cui esercizio non sia subordinato all'iscrizione ad appositi albi professionali. I liberi professionisti, come sopra individuati, ancor prima di poter essere iscritti ad INARCASSA, sono iscritti al proprio ordine professionale, che dovrebbe provvedere alla denuncia dei propri iscritti presso INARCASSA, ed a questa categoria non pu essere addotta la novella dell'omessa denuncia di iscrizione, anche perch obbligati annualmente a comunicare l'eventuale condizione di lavoratore dipendente; alla luce della circolare INPS n. 68 del 19 aprile 2011 che ribadisce che nel caso di mancato o ritardato pagamento di contributi o premi, il cui ammontare rilevabile dalle denunce e o registrazioni obbligatorie, al pagamento di una sanzione civile, in ragione d'anno, pari al tasso ufficiale di riferimento maggiorato di 5,5 punti -: se il Ministro sia a conoscenza che, nell'ambito dell'operazione Poseidone per gli anni 2005 e 2006, sono stati inoltrati da INPS avvisi di pagamento con pesanti sanzioni che arriverebbero al 78 per cento del contributo previdenziale da versare e, considerate le diverse responsabilit istituzionali, non ritenga di chiarire che tali sanzioni dovrebbero limitarsi ad una contribuzione figurativa a forfait; se in relazione ai liberi professionisti ultrasessantacinquenni che decidono di proseguire la propria attivit professionale, regolarmente iscritti ad INARCASSA in forza di recenti modifiche allo statuto ed al regolamento, sussista una possibile discriminazione, una differenza di trattamento ed iniquit tra lavoratori autonomi liberi professionisti della stessa tipologia; l'obbligo di iscrizione dei liberi professionisti nonch dipendenti anche part time alla gestione separata INPS produca una disparit e una discriminazione tra attivit professionali esattamente identiche; se il Ministro non ritenga che il soggetto deputato alla gestione della tutela previdenziale obbligatoria venga scelto dall'organo professionale competente e non dalla gestione separata presso l'INPS; se il Ministro sia al corrente di trattative con INARCASSA per ricomprendere tale tipologia di liberi professionisti; se il Ministro non ritenga che, in un regime contributivo, l'irruzione di nuovi iscritti ad INARCASSA risulterebbe del tutto ininfluente, con calcoli attuariali e finanziari non minimamente sconvolti e che, al contrario, si beneficerebbe di un minor costo di gestione perch estesi a molti pi iscritti; se sia da considerare discriminatorio il fatto che il libero professionista - nonch dipendente - che esercita in modo non esclusivo la libera professione debba rinunciare al 4 per cento sul volume di affari (di fatto circa l'8 per cento del reddito) ovvero, accettare una contribuzione puramente solidaristica che in un sistema previdenziale di tipo contributivo non si riflette in alcun modo sull'entit delle prestazioni previdenziali spettanti. (4-17182)

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