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Indici di bilancio

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Il bilancio e gli indici di bilancio

Introduzione 1.1 Lo stato patrimoniale 1.2 Il conto economico 1.3 Indici di bilancio 1.4 Schemi per linterpretazione degli indici di bilancio

Introduzione L'analisi di bilancio quel complesso di elaborazioni svolte sul bilancio per interpretarne i dati, allo scopo di valutare la situazione (economica, finanziaria, reddituale) in cui un'azienda si trova e per prendere decisioni sulle gestioni e strategie future. Infatti, l'analisi di bilancio sia strumento di analisi consuntiva (e quindi opera sui bilanci di fine esercizio) sia strumento di analisi prospettica quando opera sui budget alternativi che un'azienda pu prefigurare. L'analisi di bilancio presuppone la possibilit di operare comparazioni nel tempo (per studiare la dinamica aziendale), nello spazio (analisi di settore, della concorrenza, etc.). E importante sottolineare che le analisi e le comparazioni di bilancio hanno un diverso grado di estensione e di profondit in relazione agli obiettivi dei soggetti per i quali si compie lanalisi, e allaccessibilit ai dati interni contabili ed extracontabili. Oggetto dell'analisi di bilancio sono: - lo stato patrimoniale, che registra la consistenza delle fonti e degli impieghi del patrimonio aziendale alla fine di ogni periodo contabile (gli stock al 31/12 di ogni anno), e che informa sulla capacit dell'azienda a fronteggiare gli impegni finanziari; - il conto economico che riporta i flussi di ricavo e di costo dell'esercizio (periodo annuale) e che informa sulla capacit dell'azienda a produrre reddito, sulleconomicit dellattivit produttiva, ecc. - la nota integrativa che informa su aspetti quali: i criteri di valutazione di alcune poste contabili, e che ha lo scopo di rendere pi trasparente il bilancio.

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L'analisi di bilancio richiede i seguenti presupposti: (1) presupposti oggettivi connessi alla qualit dei dati di bilancio (trasparenza) e (2) presupposti soggettivi relativi alla preparazione e posizione dell'analista. Sul punto (1) dobbiamo dire che molti miglioramenti sono stati ottenuti attraverso il recepimento della IV e della VII Direttiva CEE mediante il d.l. n. 127 del 9/4/91 (che ha determinato la modifica degli articoli 2424 e 2425 del Codice Civile). Tuttavia, per condurre una significativa analisi necessario operare degli aggiustamenti (detti riclassificazioni) nelle poste di bilancio per ricondurci ai principali schemi interpretativi suggeriti dagli studiosi di economia aziendale. Sul punto (2) si tende a distinguere fra analisi interna (ovvero effettuata dall'azienda sulla propria gestione) e esterna (ovvero effettuata da un organismo esterno all'azienda). Chiaramente si configurano situazioni informative molto diverse che, nel caso di analisi esterna, dipendono fortemente dalla forza contrattuale dell'ente esterno. Le tecniche pi usate per l'analisi di bilancio si basano sulla determinazione di rapporti (o ratios da cui il termine anglosassone financial ratio analysis) o differenze fra poste contabili allo scopo di costruire indicatori significativi della situazione aziendale, nei vari aspetti operativi, finanziari, come meglio vedremo in seguito. I principali limiti dell'analisi di bilancio vanno ricondotti a: 1) staticit del bilancio e quindi limiti nella rappresentazione di realt a meno di non disporre di serie storiche di bilanci (di regola annuali o, pi raramente, infra-annuali); 2) problema della qualit del dato nel senso della rilevanza teorica (che significato informativo ha un determinato indice?) e dell'accuratezza (le poste di bilancio che si usano per calcolare lindice di bilancio sono accurate?)1; 3) problemi legati alla comparabilit dei bilanci nel tempo e fra pi aziende.
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Per rilevanza teorica intendiamo la pertinenza della grandezza empirica (es. il rapporto di bilancio) nel misurare un determinato elemento definito in via teorica (es. la redditivit). Per accuratezza intendiamo, in questo caso, la correttezza delle poste contabili registrate sul bilancio. Accuratezza e rilevanza teorica sono caratteristiche che definiscono la qualit del dato contabile come informazione statistica.

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In questo capitolo esamineremo la struttura del bilancio prevista dalla legge e introdurremo gli schemi interpretativi pi usati (sia per lo stato patrimoniale sia per il conto economico). La descrizione del bilancio viene fatta con riferimento anche al problema della qualit del dato poich si tratta di interpretare e utilizzare i dati amministrativi a fini informativi e cio ai fini della costruzione indicatori o modelli di comportamento significativi. 1.1 Lo stato patrimoniale La struttura dello Stato Patrimoniale dettata dalle norme tende a distinguere aree di valori secondo il grado di liquidit ovvero di esigibilit dei crediti (sezione attivo) e di estinzione dei debiti (sezione passivo).
Tab. 1.1.1 Stato patrimoniale (da art. 2424 Codice Civile) ATTIVO (impieghi) PASSIVO (fonti) A) Crediti vs. soci A) Patrimonio netto I Capitale B) Immobilizzazioni II-VII Riserve I Materiali IX Utile (perdita) II Immateriali III Finanziarie B) Fondi rischi e oneri C) Disponibilit I Rimanenze II Crediti III Att. fin. non immob. IV Disponibilit liquide D) Ratei e risconti TOTALE ATTIVO C) Tratt. fine rapporto (TFR) D) Debiti E) Ratei e risconti

TOTALE PASSIVO

Questa struttura si ispira ad uno schema interpretativo che consente una distinzione delle poste rispetto al grado di liquidit ovvero al tempo per il compimento della rotazione da posizione non numeraria a posizione numeraria, che determina il cosiddetto ciclo operativo. Ci, relativamente alla sezione attivo, descritto nello schema seguente da cui si deduce che per tempo breve si dovrebbe intendere il periodo della durata del ciclo operativo (che comprende tutte le fasi: dallacquisizione di materiali allesecuzione monetaria dei crediti). Accade, tuttavia, che il ciclo operativo muti fortemente in funzione del tipo di attivit svolta dall'azienda. Si adotta, pertanto, un ciclo convenzionale di durata uguale all'esercizio contabile.

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Fig. 1.1.1 Ciclo operativo e sezione dellattivo


IM P IE G HI NUM E R A R I (cas s a) IM P IE G HI NUM ER A R I (c re d iti)

2 re aliz z o

in ve s tim e n to

1 re aliz z o

tras fo rm az io ne IM P IE G HI NO N NUM ER A R I (fatto ri p ro duttivi) IM P IE G HI NO N NUM ER A R I (p ro d o tto )

In base al concetto di ciclo operativo, la struttura dell'attivo viene cos distinta in: attivo fisso: realizzo oltre il tempo breve; attivo (capitale) circolante (anche attivo corrente): che comprende lattivo a breve termine (le cosiddette disponibilit) e la liquidit immediata. La composizione dellattivo fisso descritta nella Tab. 1.1.2. Brevemente, si ricorda che le immobilizzazioni tecniche riguardano la specifica attivit dell'azienda (es. locali dove si svolge la produzione) mentre le immobilizzazioni patrimoniali riguardano attivit collaterali che non sono direttamente connesse con la produzione (es. affitto di abitazioni civili in possesso dellazienda); La voce fondo ammortamento contiene gli accantonamenti di fondi che vengono accumulati negli anni per recuperare il valore delle immobilizzazioni che, col tempo si deprezzano (es. gli impianti). Nella vecchia normativa, il fondo ammortamento compariva nella sezione passiva mentre attualmente esso inserito, col segno negativo, nell'attivo patrimoniale ed riferito specificatamente ad ogni cespite ammortizzabile. Il fondo ammortamento va cos a diminuire il valore delle immobilizzazioni, fornendo il cosiddetto attivo fisso netto (immobilizzazioni nette).

Indici di bilancio Tab. 1.1.2 Composizione dellattivo fisso Immobilizzazioni Immobilizzazioni tecniche finanziarie Materiali: partecipazioni terreni crediti medio/lungo fabbricati attrezzature fondi svalutazione mobili ufficio fondo ammortamento Immateriali: ricerca e sviluppo pubblicit licenze diritti su brevetti fondo ammortamento

Immobilizzazioni patrimoniali terreni immobili civili fondo ammortamento

La Tab. 1.1.3 descrive la composizione dell'attivo circolante. Ovviamente, la somma dellattivo fisso e dellattivo circolante fornisce il totale attivo.

Indici di bilancio dell'attivo circolante Liquidit differita crediti vs. clienti ratei attivi altri crediti a breve fondi svalutazione

Tab. 1.1.4 Composizione Magazzino materie prodotti finiti e non finiti anticipi a fornitori risconti attivi anticipi a clienti fondi svalutazione

Liquidit immediata denaro in cassa depositi in banca (c/c, etc.) assimilati denaro fondi svalutazione

Analogamente a quanto fatto per la sezione attivo, lo schema interpretativo della sezione passivo dello stato patrimoniale si ispira al criterio del tempo di estinzione dei debiti.
Tab. 1.1.4 Composizione del passivo (fonti) Passivo stabile Passivo consolidato (mezzi propri) (capitale di credito a medio e lungo termine) capitale di rischio mutui riserve di capitale presiti obbligazionari riserve di utili fondo TFR debiti operativi medio/lungo

Passivo corrente (capitale di credito a breve) debiti vs. fornitori ratei passivi debiti fin. a breve quote a breve TFR utile da distribuire

Confrontando gli schemi interpretativi con quello che riproduce la struttura dello Stato Patrimoniale dettata dalla normativa vigente (v. Tab. 1.1.1), si deduce che tale struttura riesce solo in parte a rispettare detti schemi. Infatti, nella pratica corrente, ai fini dell'analisi di bilancio, necessario ricorrere a correzioni delle poste, dette riclassificazioni. Queste operazioni hanno lo scopo di garantire essenzialmente la rilevanza teorica del dato. Le pi frequenti riclassificazioni che vengono effettuate riguardano: 1) collocazione dei ratei e risconti attivi e passivi, rispettivamente, nelle voci di attivo circolante e passivo a breve; 2) il fatto che parte di alcune poste dell'attivo circolante sono in realt fisse (es. la voce magazzino pu contenere scorte di prodotti ormai invendibili oppure previsto un limite inferiore di stoccaggio dei materiali o delle merci). Analogamente, alcune poste del passivo a breve sono in realt a lungo (es. scoperto di c/c per un periodo superiore allanno); 3) il fatto che poste dell'attivo fisso o di debito a lungo termine siano in realt da considerarsi voci di breve termine (es. TFR quando si

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prevede che entro lanno ci saranno uscite del personale per raggiunta anzianit). A conclusione di questo paragrafo, presentiamo la Tab. 1.1.5 che riporta, in forma molto sintetica, i dati di uno stato patrimoniale. Tali dati ci serviranno per introdurre alcuni indici di bilancio e per le successive esemplificazioni numeriche.
Tab. 1.1.5 Stato patrimoniale (azienda XXX; valori in Euro) ATTIVO 1998 1999 PASSIVO 1998 Cassa Crediti a breve Magazzino Attivo corrente 1550 31130 76980 109660 4000 17800 47600 69400 Debiti vs. fornitori Debiti fin. a breve Altri a breve Imposte dirette Passivo corrente 14320 23890 9330 10650 58190

1999 6850 16000 6870 4160 33880

Immobilizzaz. -F.do ammort. Att. fisso netto

43170 -14620 28550

37110 -11640 Debiti a lungo t. 25470 Passivo consolidato Capitale proprio Riserve capitale Utili non distribuiti Tot capitale netto

21600 21600 8320 10360 39740 58420 138210

22800 22800 7610 1940 28640 38190 94870

Totale attivo

138210

94870 Totale passivo

1.2 Il conto economico Larticolo 2425 del Codice Civile regolamenta la struttura del conto economico (v. Tab. 1.2.1). In particolare, esso stabilisce la classificazione dei costi per causa (per natura) e la forma cosiddetta scalare (successivi saldi ricavi-costi relativi alle diverse gestioni) anzich a sezioni contrapposte (costi vs. ricavi).

Indici di bilancio Tab. 1.2.1 Struttura del conto economico (in forma sintetica) A: valore della produzione (venduta) B: costi della produzione (ottenuta) (AB) Differenza fra ricavi e costi C: proventi e oneri finanziari D: rettifiche di valore delle attivit finanziaria E: proventi e oneri straordinari (AB)+C+D+E: Risultato di esercizio prima delle imposte Imposte d'esercizio Utile (reddito) d'esercizio dopo la tassazione

La struttura dettata nella normativa si ispira allo schema descritto nella Tab. 1.2.2, che distingue la gestione di esercizio nelle varie aree che contribuiscono alla produzione del reddito da un lato e allinsorgenza dei costi, dallaltro.
Tab. 1.2.2 La distinzione delle aree gestionali AREA Ricavi, costi (proventi oneri) Caratteristica (operativa, tipica) operativi Finanziaria finanziari Extracaratteristica (atipica, atipici patrimoniale) Straordinaria eccezionali TOTALE

SALDO ricavicosti Reddito operativo + saldo area finanziario + saldo area extratipica + saldo area straordinaria Reddito d'esercizio prima delle imposte

Schematicamente abbiamo quanto di seguito descritto. Area operativa. Fra i ricavi troviamo: valore della produzione venduta (fatturato), rimanenze, incremento di valore di beni destinati alla produzione (es. immobili). Fra i costi: costi per materie prime, costi per servizi, per il personale, materiale di consumo, ammortamenti, svalutazioni, accantonamenti per rischi operativi. Area atipica. Fra i proventi abbiamo: proventi da partecipazione, locazioni di immobili, rivalutazioni. Fra gli oneri: costi e oneri, svalutazioni. Area finanziaria. Fra i proventi: es. da c/c bancari, BOT, CCT. Fra gli oneri: interessi passivi. Area straordinaria. Essa concerne eventi straordinari nel senso di:

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a) non usuali, eccezionali rispetto a situazione 'normali' (dismissione di strumenti, beni, etc.) b) valori relativi ad esercizi precedenti come il recupero crediti c) valori dipendenti da una modifica dei criteri di valutazione (es. la valutazione delle scorte). Si tratta, nel complesso, di fatti straordinari riguardanti qualunque area gestionale (tipica e non). Tenendo presente lo schema suggerito dalla dottrina, la struttura stabilita dalla normativa (v. Tab. 1.2.1) rimane in parte insoddisfacente in quanto: 1) il concetto di area straordinaria rileva di fatto, oltre agli eventi eccezionali (nel senso appena detto), anche fatti relativi allarea atipica/patrimoniale; 2) affinch il confronto costi/ricavi operativi dia informazioni corrette e significative, necessario che i costi e i ricavi si riferiscano ai medesimi eventi (es. costi e ricavi della produzione ottenuta durante l'esercizio, oppure costi e ricavi della produzione venduta durante lesercizio). Anche per il conto economico necessario effettuare delle riclassificazioni secondo schemi proposti dalla letteratura. In questa sede ci limitiamo a riportare il modello a valore aggiunto che classifica i costi per natura e cio in relazione al tipo di fattore produttivo utilizzato (costo del fattore lavoro, del capitale fisso ecc.). Una grandezza molto significativa che scaturisce da questo schema il valore aggiunto, che rappresenta il valore prodotto dalla gestione caratteristica una volta dedotti i costi di materie prime e servizi. Ritroviamo in questo schema un aggregato a noi gi noto perch usato nella contabilit economica nazionale. Anche in questo caso, infatti, il valore aggiunto ricavato come differenza fra la produzione ottenuta e costi per materie ecc., ed quella parte del valore della produzione che serve per la copertura dei costi relativi ai fattori produttivi (lavoro, capitale operativo, di credito, di rischio). La Tab. 1.2.6, infine, riporta una rappresentazione sintetica di un conto economico, i cui dati verranno in seguito usati a fini esemplificativi.
Tab. 1.2.5 Conto economico a valore aggiunto 1.1 Fatturato

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Indici di bilancio 1.2 (sconti, abbuoni, resi) 1. Fatturato netto 2.1 Rimanenze finali di prodotti 2.2 (esistenze iniziali di prodotti) 2. Altri ricavi 3. PRODOTTO DI ESERCIZIO (1+2) 4. Consumo di materie 5. MARGINE INDUSTRIALE LORDO (3-4) 6. Spese operative 7. VALORE AGGIUNTO (5-6) 8. Salari, stipendi, contributi, accanton. TFR 9. MARGINE OPERATIVO LORDO (7-8) 10. Quote ammortamento 11 REDDITO OPERATIVO (9-10) 12. SALDO AREA FINANZIARIA (proventi-oneri fin.) 13. SALDO AREA EXTRA CARATTERISTICA 14. SALDO AREA STRAORDINARIA 15. RISULTATO PRIMA DELLE IMPOSTE (11+12+13+14) 16. Oneri tributari 17. UTILE/PERDITA DI ESERCIZIO

Tab. 1.2.6 Conto economico. Azienda XXX. POSTE CONTABILI Fatturato netto (fatturatosconti, abbuoni, resi) Costo della produzione Spese commerciali e amministrative etc. Totale costi operativi Reddito operativo lordo - quote ammortamento Reddito operativo netto oneri finanziari Reddito prima delle tasse Oneri tributari Utile d'esercizio (reddito globale netto)

1996 214250 151580 25270 176850 37400 2980 34420 2420 32000 16100 15900

1995 150070 107800 19040 126840 23230 3000 20230 1530 18700 9000 9700