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Introduzione di Elisabetta Mondello* Sono racconti orrorifici, visionari, estremi le diciotto storie con cui Ivo Scanner torna

ad affrontare i lati oscuri della contemporaneit, esibendo una compostezza stilistica tanto controllata quanto ribollente la materia narrativa. Non ci sono sbavature o compiacenze espressive: a graffiare e a lasciare senza fiato sono le azioni, i desideri, i bisogni degli spietati protagonisti che si aggirano in queste pagine. Sono personaggi di carta, ma non appaiono tali. Sembrano fatti di carne e sangue. E forse lo sono. La poetica di Scanner potr sorprendere il lettore poco o per nulla avvezzo alla scrittura immaginifica dellautore, il quale stato uno dei fondatori e dei teorici del Neo-noir, il movimento-nonmovimento romano nato nei primi anni Novanta (in tempi non sospettabili di furbizie noviste), la cui estetica rinnovava e ridefiniva il genere noir, rileggendo il reale attraverso unestremizzazione della quotidianit e dei suoi delitti. Per comprendere la macchina narrativa dei racconti, alcuni inediti, altri gi pubblicati in antologie del gruppo, basta riprendere le posizioni teoriche espresse allora, in libri e libretti oggi introvabili, veri oggetti cult, come il cofanetto prodotto da Stampa Alternativa intitolato Neo Noir Deliziosi Raccontini col Morto (1995), che racchiudeva dieci Millelire di vari autori in una scatola che riproduceva la celeberrima confezione di baci Perugina. Fondo blu, stelle e stelline, scritta celeste. Ma fra i due amanti avvinti brillava un coltello. Nella quarta di copertina del volumetto dedicato alla Criminalit quotidiana, Scanner (che si firmava F. G., le iniziali del suo vero nome), spiegava che la narrativa noir costituisce un brusco risveglio dalle illusioni per chi non voglia davvero vedere fino a qual punto sia brutto il reale e non si voglia accorgere che la realt sporca. Estremizzando la quotidianit e i suoi delitti perpetui, il noir, come lhorror e altre zone disturbanti dellimmaginario, scriveva invita a riflettere sulle storture dellesistenza contemporanea, sulle sofferenze, sullinfelicit. In un altro fascicoletto della serie, Delitti in diretta, aggiungeva un ulteriore tassello teorico: Qualsiasi pagina di cronaca dei nostri quotidiani ben pi spaventosa di un romanzo o di un racconto nero. E in un film dellorrore, per quanto efferato, ci sar in fondo sempre meno morte, meno

violenza, meno sangue tra laltro inspiegato e privo di qualsiasi distacco critico che in un telegiornale. persino superfluo aggiungere che i quindici anni che ci separano da questi giudizi hanno dimostrato fino a qual punto quella valutazione fosse tuttaltro che paradossale o provocatoria: semmai, la neo-televisione degli anni Duemila ha esteso il terreno dellhorror ad altri generi della comunicazione catodica. Il furore morboso non si limita pi alle news: che dire dei talk-show o dei programmi pomeridiani delle maggiori reti nazionali? Il termine infotainment sembra essere divenuto un puro eufemismo per giustificare linnalzamento del limite, puntualmente accompagnato dallusuale e assolutorio mantra sugli eccessi della societ dello spettacolo, della vetrinizzazione sociale, della deriva voyeristica. I racconti di Scanner parlano, dunque, di una condizione violenta che si insidiata nelle nostre metropoli, amplificandola con una cifra fantastica-orroristica e si propongono come tante microstorie che compongono una perturbante macrostoria. Nello spazio narrativo della rappresentazione lautore colloca quinte, scenari, attori di cui dichiara i ruoli. Ecco gli uomini letali, gli assassini, i genitori mostruosi, le donne fatali, tante definizioni di una umanit inquietante che costituiscono altrettanti capitoli della raccolta. Ecco i luoghi orribili di tre racconti, i cui titoli citano ambientazioni che sono topoi classici sia della letteratura noir sia della cronaca nera (Il palazzo, Il museo, La villetta dellorrore). Ecco, infine, il gruppo di testi dedicati ad una delle pi raccapriccianti psicopatologie e raccolti come Necrofilie. Sarebbe limitato, per, collocare queste storie solo entro lambito di un immaginario noir, algido creatore di un campionario criminale. O farne unoperazione tutta compressa allinterno del genere e del suo canone, seppur reinventato, modificato, ibridato con lhorror, il thriller, il gotico. Oppure reso ancor pi dark dallincontro col pulp e con lo splatter. Non si vuole prescrivere una chiave di lettura, sia chiaro. LAvventura del Lettore, per dirla con Calvino, un viaggio emozionale che per definizione non pu che essere soggettivo. Tutte le Avventure, cio le interpretazioni, sono parimenti valide perch lopera, lo scriveva anche Eco, necessita sempre della cooperazione del lettore per darsi un senso: questi racconti incontreranno quindi i referenti

culturali, le sensibilit, i linguaggi di chi li legger e solo in quel momento acquisiranno significato. O meglio: significati, che potranno essere anche molto diversi fra loro. In questo caso, per, ci viene offerta dallo stesso autore una griglia concettuale che non possiamo ignorare, perch molto forte. Come il Bagatto nella carta dei Tarocchi, Scanner ci mostra infatti gli strumenti che stanno sul suo tavolo da lavoro: sono grandi classici ricordati in modo esplicito nelle note, da Thomas Hardy a Arthur Conan Doyle, da Aleksandr Puskin a John Keats, da cui trae riferimenti, citazioni, suggestioni. E soprattutto il grande James G. Ballard, lo scrittore visionario, immaginifico, profetico del lato oscuro della contemporaneit, autore di quellemozionante testo, Il mio credo (What I Believe), che Scanner riprende adottandone il modello stilistico nelle pagine iniziali del volume. La sua Premessa non una lunga epigrafe ma una vera dichiarazione di poetica, una cornice, un posizionamento, se si vuole lofferta di uno strumento di decodifica per una materia narrativa tagliente, corrosiva, inquietante. Credo nel buio. Credo nelle ombre il verso con cui si chiude Il mio credo di Scanner. E i suoi racconti si incaricano di dimostrarlo.

* Docente di Letteratura Italiana Contemporanea e Sociologia della Letteratura all'Universit di Roma La Sapienza. Dal 2004 cura Roma Noir, l'appuntamento annuale dell'Universit di Roma sul romanzo nero.