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RIFF

(ballata per Klaus Meine)


un racconto breve

Canta, Klaus Meine, Dio se canta. Quando attacca "Still loving you" non diresti mai che solo tre anni prima era rimasto senza voce. "Ritirati," gli avevano detto, "non pi cosa per te." L'attacco un giro tipico da ballata, solo un p impiccato su un'ottava altissima, che pensi fin l non ci arriva. Infatti Klaus entra sussurrando, come se non volesse farti capire che lui, sembra volerti dire che tre anni prima la voce, il timbro, erano un p diversi. Time, it needs time To win back your love again. I will be there, I will be there. Per un attimo ti chiedi se gli Scorpions abbiano ingaggiato una cantante, perch subito dopo senti dire Love, only love Can bring back your love someday I will be there, I will be there come farebbe una donna, con un sussurro che sa di talco francese e piumini da bagno, con le vocali aperte che ti sembra quasi di vedere le labbra. Rosse. Ma alla terza strofa capisci che lui, che tornato ed il ruvido figlio di un giardiniere tedesco. Altro che piumini e talco

francese. Fight, babe, I'll fight, dice. Ti arriva dritto gi in pancia, sotto di due ottave rispetto al sussurro di prima. Bentornato Klaus. E lui, che ha di nuovo voglia di giocare, ti porta insieme alla sua voce nel controcanto alle chitarre. Una tiene il tema e arpeggia sulle quattro note dell'inizio, mentre l'altra gi entrata e senza che tu te ne accorga - fa partire un riff verso una parte del pentagramma piuttosto vicina all'Everest, dove c' poco ossigeno e si possono avere le visioni. Ma Klaus vuole dirti che combatte sul serio, e chiama alla battaglia. No, non entrano i piatti, come in una ballata qualsiasi. Entrano i tamburi, come un jeb dritto in faccia. E poi il pezzo diventa una cosa buona solo per i palati fini. Te lo immagini saltellare sul palco, con le sue gambette da rockettaro. Chiss perch hanno tutti le gambette questi qui, come Angus Young, come Eddie Van Halen. Perfino Vasco ha le gambette sotto quella grande pancia da bevitore di ogni cosa. E mentre stai a pensare alle gambette, il ritornello ti esplode in faccia. If we'd go again All the way from the start, I would try to change The things that killed our love Your pride has build a wall, so strong That I can't get through. is there really no chance to start once again? Qui la ballata se ne va in caciara come tutti i pezzi del buon metal, tra improvvisazioni dei solisti e urletti di accompagnamento, mentre sul palco girano a mille le luci

stroboscopiche. Almeno pensi che sia cos, o forse ricordi che negli anni ottanta i finali erano solo luci stroboscopiche impazzite. Magari adesso non ci sono pi, o le chiamano con una sigla che significa qualcosa in americano. Ma tu in testa hai quelle luci, e ti ricordi pure come si pogava bene, sotto il palco. E ti ricordi anche che quando arrivava una ballata come "Still Loving You", pi o meno a tre quarti del concerto, erano gran fischi perch quella sembrava robetta da ragazze, tipo "The Final Countdown" degli Europe o quelle altre menate che faceva Jon Bon Jovi. Erano gran fischi e i gestacci si sprecavano, ma intanto si smetteva di pogare e durante le ballate ci si asciugava un p il sudore. Erano gran fischi, ma da qualche parte del cervello una vocina ci diceva approfittane ragazzo, prendi fiato, sogna, commuoviti anche un p. Fallo ora perch tra qualche anno, prima di quanto pensi, non ti sar pi concesso. E magari, molto prima di quanto pensi, ti troverai a domandarti se c' ancora una chance, per ricominciare di nuovo. Fight, babe. Fight.

(3583 caratteri spazi inclusi) Marco Orlando Blog Il Capomastro marcoorlando.wordpress.com