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Tecniche di memoria e lettura veloce
Le strategie più efficaci per massimizzare il rendimento nello studio e al lavoro

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L’emozione di imparare
Diversi fattori concorrono durante il processo di apprendimento.
Diversamente da quanto si potrebbe pensare l’intelligenza e la razionalità non
sono necessariamente le più importanti; altrettanto importante è infatti il ruolo
svolto dalle emozioni.
Le aspettative che ci creiamo in merito al risultato che vogliamo raggiungere,
ciò che crediamo di saper fare, il nostro “dialogo interno” e lo stato d’animo
con cui affrontiamo lo studio determinano in larga maggioranza l’esito finale
della nostra prova. Il sentirsi bravi nel fare qualcosa e l’aspettarsi di farlo bene
è, ovviamente, un buon punto di partenza per avere successo.
Un secondo aspetto, non meno importante, è l’attribuire a sé il merito del
risultato. Troppo spesso siamo abituati a caricarci di colpe per non aver
raggiunto l’obiettivo prefissato trascurando invece, quando necessaria, la
dovuta autogratificazione (va detto, inoltre, che piuttosto che parlare di colpa
in caso di un risultato non raggiunto, sarebbe più corretto assumersi
semplicemente la responsabilità dell’accaduto per poter imparare
dall’esperienza vissuta).
Se siamo poi convinti che i buoni risultati del passato siano dovuti a nostre
qualità, quali l’intelligenza, la prontezza, la memoria, e non a cause
indipendenti dalla nostra volontà, quali un colpo di fortuna, non solo
affronteremo con maggiore sicurezza una situazione, ma otterremo dei buoni
risultati.
Un buon metodo di studio e tecniche di apprendimento efficaci contribuiscono a generare uno stato
d’animo positivo. Sfruttando al meglio le proprie potenzialità, si otterranno, di volta in volta,
risultati positivi; la qualità del ricordo e la velocità di studio miglioreranno confermando sempre di
più la fiducia nelle proprie risorse. Il risultato concreto influenzerà a sua volta l’area emozionale e
così via di seguito in un circolo virtuoso.
Chi invece crede che la probabilità di successo sia legata alla fortuna o ad altre cause che non
dipendono da lui tendenzialmente sarà scoraggiato quando affronta un nuovo compito, oppure
proverà una forte ansia nel farlo per via dei sentimenti di impotenza. Il sentirsi impotenti
contribuisce ad alimentare pensieri illogici che giustificano comportamenti inadatti, i quali portano
a risultati inadeguati dando origine ad una sorta di circolo vizioso.
E’ stato dimostrato che tanto maggiore è il divertimento mentre impariamo tanto migliore saranno il
ricordo e la facilità di apprendere. Senza un valido mix di strategie sarà però molto complicato e
inverosimile pensare di potersi divertire dovendo studiare per ore e ore, magari materie non
particolarmente interessanti (eppure è possibile farlo!).
Esistono tanti strumenti per imparare più facilmente, ricordare con meno sforzi e leggere meglio. Le
emozioni hanno un ruolo fondamentale, il tutto sta nel saperle sfruttare a nostro vantaggio e non
contro di noi, come solitamente accade.
Richiedi maggiori informazioni sul corso >>
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• Di seguito sono riportate alcune indicazioni su come affrontare lo studio in
modo logico e produttivo, sono informazioni attinte da varie fonti di autorevoli
esperti nel campo delle tecniche di studio e apprendimento. Con l'augurio che
possano tornarti utili !
METODO.
Vanno approfondite determinate abilità:
• una gestione efficace del tempo;
• un piano cronologico di studio;
• una verifica continua dei risultati;
• le principali mnemotecniche;
• strategie per appunti, mappe, lettura, creazione di un testo;
• automotivazione.
E' necessario un dialogo interiore, per controllare e verificare, cioè automonitorare, cosa si sta
studiando. E' quindi indispensabile:
• prevedere (tempi, materiali, risorse, scadenze);
• progettare (tecniche di studio, metodica, tempi limite, riassunti);
• automonitorarsi (passo per passo, meglio trascrivendo i progressi);
• valutarsi (il lavoro, i risultati ricevuti, i ritmi, l'impegno, le abilità, i limiti, le
risorse).
Un buon sistema è tenere un quaderno di studi.

MOTIVAZIONE.
E' forte se nasce dall'interno, come consapevolezza dei propri valori. Se è forte, si riversa nello
studio un forte interesse, una maggior voglia di apprendere, e si ricorda meglio e più a lungo. Solo
la motivazione, accompagnata da un metodo e da strategie efficaci, garantisce con certezza il
successo nello studio!
Ci può essere una motivazione :
• intrinseca: più forte, autostima, autorealizzazione
• estrinseca: incentivi, gratificazioni.
Un'alta motivazione porta a maggior successo, una scarsa motivazione ad autosvalutazione e
sfiducia. E' importante pianificare dei risultati, autorinforzarsi e premiarsi.
ABILITA'.
Possono essere:
• Cognitive (Cosa si sta studiando):
○ conoscenza (di una disciplina, quali prerequisiti);
○ comprensione (capacità di ripetere);
○ applicazione (esempi);
○ analisi (correttezza dei concetti);
○ sintesi (organizzazione logica);
○ valutazione (giudizio critico, validità).
• Metacognitive (come si sta studiando):
• guidare l'attenzione;
• adottare strategie per apprendere;
• conoscere le leggi della memoria;
• elaborare strategie di recupero;
• rielaborare in mappe.

STUDIO
Lo studio senza metodo è disordinato, lo studio senza motivazione è noioso. Lo studio è quantità e
qualità di energia investita nell'imparare; bisogna "saper studiare", cioè usare metodo. In vari
passaggi bisogna prevedere cosa si deve studiare, porsi continuamente domande, leggere con cura,
sintetizzare con schemi o appunti rielaborando i concetti, verificare l'apprendimento. Caratteristiche
importanti sono:
• Consapevolezza del proprio valore.
• L'interesse ("Lo studio senza desiderio guasta la memoria e non ritien cosa che
la pigli" - L.da Vinci).
• La costanza ("una goccia riesce a scavare anche la pietra, non per la sua forza,
ma per la sua costanza" prov.latino) Come per lo sport, così per lo studio serve
costanza.
• Il metodo (lo studente motivato sente la necessità di curare un metodo e
apprezza il valore di strategie di studio).
Quando studiare?
E' importante sviluppare il proprio ritmo veglia-riposo, fissare gli orari migliori nella giornata per lo
studio, stabilire obiettivi primari e obiettivi secondari. No allo studiare a letto o addormentarsi alla
scrivania.
Prima di iniziare và preparata la concentrazione. Meglio pause brevi che lunghe per non perdere in
concentrazione. E' importante individuare il profilo giornaliero della propria attenzione ed il ritmo
ideale di studio (studio, ripasso, rielaborazione, riposo). E' preferibile studiare il mattino e ripassare
la sera, però lo studio prima di andare a letto (se entro il ritmo sonno-veglia) ha il vantaggio di
fissare i ricordi...per questo può essere un buon momento per ripassare velocemente i concetti
appresi in giornata.
Quanto studiare?
Dipende dai prerequisiti, dalla motivazione, dalla difficoltà del testo, dalla padronanza di strategie
metodologiche, dall'efficienza delle proprie abilità cognitive. E' importante :
• valorizzare ciò che si studia
• elaborare schemi e mappe cognitive
• suddividere in piccoli passi contenuti complessi
• tradurre concetti astratti in immagini concrete
Come studiare e programmare il proprio studio?
Per studiare efficacemente :
• Riattivare le preconoscenze prima di studiare,
• Individuare il proprio ritmo di apprendimento,
• Variare il menù dei contenuti da studiare (meglio prima le materie più difficili,
poi quelle più facili)
• Individuare i segni di stanchezza o di distrazione (un rimedio contro la
distrazione è il lavoro rapido imponendosi un tempo limitato)
• Studiare tenendo conto di tutte le fasi dello studio (distribuendo il tempo tra
apprendimento, rielabolaborazione, memorizzazione, recupero e tranfert)
• Studiare attivamente utilizzando i vari canali sensoriali (ripetere più volte quasi
"urlando" le parole chiave, abbinare i concetti tra il canale visiso, quello uditivo
e quello motorio-vocale)
• Studiare con sussidi didattici (computer, videoregistratore, registratore, ...)
• Tenere un diario del proprio metodo di studio (con un automonitoraggio)
• Premiarsi
Per programmarsi lo studio:
• Identificare i prerequisiti (scomponendo il compito)
• Scegliere gli obiettivi (scomponendo obiettivi generali, a medio termine, e
obiettivi specifici), predisponendo una gerarchia di obiettivi. Gli obiettivi devono
essere chiari, concreti, delimitati, idonei, misurabili, sequenziali, raggiungibili e
verificabili.
• Verificare i risultati.
• Utilizzare delle strategie di studio. Tra le più importanti sottolineare le idee
essenziali, prendere appunti, preparare mappe cognitive, archiviare le
informazioni per reperirle con facilità.
Dove studiare?
Bisogna favorire la concentrazione, perciò ambiente ben aerato, non troppo caldo nè troppo freddo,
tranquillo, silenzioso, piacevole. L'ordine facilita la concentrazione, fà risparmiare tempo; scrivania
ampia, sedia confortevole, postura corretta, luce da sinistra, accessori a portata di mano. Se si è
capaci di concentrarsi si può ascoltare musica - soft e di sottofondo - a basso volume. Attenzione
alle distrazioni (sia interne -di tipo psicologico, per rapporti o fatti accaduti- che esterne -quali foto,
telefonate, visite continue, temperatura, illuminazione, musica o TV, disordine).
Come affrontare gli esami?
Gli esami possono diventare un'opportunità di autoeducazione. Attenzione al panico e all'ossessione
di non superarli, derivante da una minaccia alla propria autostima (in particolare nascente dalla
propria parte bambina). Perciò bisogna accettare le proprie paure quale segnale positivo,
incoraggiare con la parte adulta la parte bambina, elaborare un confronto tra le due per esaminare i
dati positivi e i negativi. Per affrontare l'esame è necessario conoscere la materia (definire i confini
di conoscenza rinfranca maggiormente), visualizzarsi positivamente, studiare in modo attivo
(sottolineare, schematizzare, fare tabelle, definizioni, domande brevi e precise, rielaborare),
programmare anticipatamente il tempo di studio per dare spazio al ripasso (ripassando "dal basso" e
"dall'alto", velocemente sfogliando e lentamente leggendo, frequentemente e sistematicamente),
automonitorarsi passo per passo, curare la propria stabilità emotiva (visualizzazioni positive, senso
dell'ironia e dell'umorismo). L'ansia devia l'attenzione, anzichè alla domanda, sui problemi propri
(con lapsus, quiproquo, ehe...ehe). Perciò attenzione e iper-riflessione per contrastare tale stato
d'animo.
E' necessario prendersi cura della propria memoria, sia a breve che a lungo termine (come un
bibliotecario ed una biblioteca mentale), non sovraffollare la memoria a breve termine. Attenzione
al feedback (informazione di ritorno) che si stabilisce con l'esaminatore durante la prova.
Ripassare significa incidere ed inchiodare le informazioni nella memoria, per poterle riattivare e
recuperare con maggiore facilità. Si ripassa solo se è presente una forte intenzione di voler ricordare
e non voler dimenticare. Chi non ripete dimentica, anche se in precedenza aveva imparato qualcosa
in modo eccellente il ripasso fatto con metodo e rielaborazione personale è la chiave della memoria
eccezzionale, anche a distanza di tempo. E' necessario, per una competenza e maestria nello studio,
dedicare la maggior parte del proprio tempo di studio alla ripetizione ed alla rielaborazione.
Significa quindi organizzare le informazioni in gruppi, o reti, o sistemi coerenti e significativi. Uno
dei metodi fondamentali per sviluppare una buona memoria è quello di ripetere immediatamente ciò
che si è appena ascoltato o appena appreso (sovrapprendimento e verifica immediata).
La rielaborazione è una buona forma di ripasso creativo. Il ripasso và fatto continuamente, nei
momenti liberi e disponibili, sinché una abilità non diventa automatica o naturale. Per ricordare
(curva dell'oblio di Ebbinghaus) è necessario non solo aver capito ciò che si è studiato, ma anche
ripassare frequentemente, costantemente, sistematicamente. Può essere fatto un ripasso dal basso ed
un ripasso dall'alto, un ripasso per schemi, un ripasso per frasi chiave, un ripasso globale ed un
ripasso analitico, un ripasso veloce (con il colpo d'occhio) ed un ripasso lento, un ripasso tramite.
Utile per il ripasso veloce l'uso della sottolineatura e della evidenziazione (ad es. tramite matite
colorate od evidenziatore) dei concetti:
E' necessario studiare da soli, ma è utile ripassare assieme: bisogna ripetere sempre, in modi diversi
e creativi, per assimilare i concetti. La ripetizione conduce alla perfezione.
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Phuket, la perla del Sud
Vestiti su misura
Nelle zone turistiche di
Phuket ci sono molti
centri commerciali e
negozi specializzati che
offrono ogni tipo di
indumenti firmati o
imitazioni delle marche
più ricercate a costi
decisamente inferiori a
quelli italiani, ma è
anche possibile farsi fare
vestiti su misura a costi
molto bassi...
I Massaggi Thai
In tutta la Thailandia
sono diffusissimi i centri
massaggi a cui si
sottopongono sempre più
turisti che ne traggono
notevoli benefici.
Solitamente le
massaggiatrici hanno un
diploma che le abilita
professionalmente per
due principali tipologie...
Ladies Bar... fidanzate
in affitto
In questa pagina vengono
fatte alcune osservazioni
sul fenomeno, molto
diffuso nelle zone
turistiche thailandesi,
delle giovani donne che
dai bar invitano i turisti a
fermarsi con loro...
Viaggio in Laos
Viaggio da Phuket in
Laos con visite alle città
di Vientiane e Luang
Prabang e relativi
dintorni. I testi sono
accompagnati da
numerose foto e si
sviluppano su 5 pagine
web: preparativi e
partenza; Vientiane;
Luang Prabang;
impressioni;
osservazioni.
I sorrisi dei thai
Chi viene in Thailandia,
specialmente la prima
volta, rimane certamente
colpito dagli
innumerevoli sorrisi che
riceve in ogni luogo e in
ogni occasione. Per chi
non è mai venuto faccio
un solo esempio: se ci
soffermassimo a
guardare una graziosa
ragazza e questa
incrociasse il nostro
sguardo, ci
risponderebbe con un
largo sorriso e un
accenno di saluto con un
piccolo inchino del capo.
In occidente
probabilmente
riceveremmo un seccato
insulto.
Culture e pregiudizi
Fra i vari argomenti
fin'ora trattati credo che
questo, riguardante le
culture, sia il più
complesso ma mi
proverò a contestare
affermazioni e
atteggiamenti di quegli
occidentali che ritengono
i thailandesi -per dirla
con parole edulcorate- ad
uno stadio evolutivo
inferiore al nostro e, per
conseguenza, con una
intelligenza molto
contenuta.

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