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Claudio Renato Fantone Fra gli appunti manoscritti di Baresh,

Progetti
stica. Non è solo organizzazione degli
elaborati negli anni in cui egli era stu- spazi: è relazione con il luogo e con il
dente di architettura - pazientemente cosmo.
ordinati dal suo allievo Hernando Ba- Dai viaggi, dagli studi sulle architetture
raya -, colpiscono alcune acute rifles- precolombiane e dalla permanenza per
sioni che rivelano la ricerca di un le- lunghi periodi presso le comunità con-
game profondo fra l’architettura e il tadine del suo Paese,Baresh sviluppa l’a-
luogo. Un legame che va al di là del- more per la natura, per le proporzioni e
l’oggetto architettonico e che si esplica le forme semplici, i materiali umili di
in un atto quasi di possesso spirituale cui è fatta l’architettura locale; coglie
dell’ambiente. “La territorialità del- l’importanza di elementi tradizionali
l’uomo - annota Baresch - è stata elimi- come il patio.In seguito,quando diverrà
nata dall’architetto che obbedisce, nel docente presso l’Universidad Javeriana, a
suo commercio architettonico, alla so- partire dal 1982, solleciterà i suoi allievi
cietà consumista”. Mantenere il legame alla riflessione su questi temi e a dare va-
territoriale garantisce all’uomo la sua li- lore alle proprie radici architettoniche.
Nella sua breve e intensa attività profes-
herbert baresh sionale – muore all’età di 37 anni – Ba-

Casa Atuesta, Floresta 3


resch svilupperà questa ricerca artistica-
spirituale nella realizzazione di nume-
rose residenze.

nella savana di Bogotà


Casa Atuesta è la prima che Baresh rea-
lizza in adobe, un materiale umile, solita-
mente impiegato in abitazioni conta-
dine, cui l’architetto riesce a conferire
dignità architettonica sperimentando
bertà di azione e di espressione; altri- coraggiose soluzioni strutturali.La scelta
menti egli sarà dominato dalla sintassi del materiale indica anche la volontà di
globalizzante del non-luogo, perdendo creare una relazione organica fra la terra
la propria naturalità. Osservando le ar- del sito e la terra con cui si fabbrica il
chitetture di Baresh, la territorialità si componente edilizio principale della
esprime, oltre che nell’uso dei materiali casa: l’adobe è stato fabbricato con l’im-
propri della cultura locale, nel rispetto piego di una mola azionata da un asino
dell’orografia naturale e, soprattutto, at- che girava un bidone metallico di 55
traverso l’esplorazione fisica e visiva: galloni in cui veniva impastata l’argilla.
percorsi che favoriscono la visione cine- Ciò che sorprende a prima vista è l’ar-
tica e la definizione di punti focali.“L’ar- ticolazione fra masse murarie e grandi
Baresh e Marco Aurelio, chitettura – scrive Baresh nel ‘75, all’età vetrate: spazi organici, saldamente anco-
il muratore che ha costruito la casa. di 23 anni – si fa partendo dalle ‘circo- rati al terreno che, da un lato, si dilatano
lazioni’ e dal naturale”. Dalle circola- verso l’esterno, sulla vallata, e, dall’altro,
zioni, in riferimento alle attività dell’a- si raccolgono attorno all’intimità dome-
bitare, vivere, camminare, guardare, os- stica dei patii.
servare e toccare: la scoperta che si rin- La residenza, di circa 330 m2, si adagia
nova nel quotidiano. Dal naturale, in- lungo il pendio del terreno. Da un piaz-
tendendo il rapporto fra permanenza fi- zale più elevato,sosta per gli autoveicoli,
sica e consapevolezza spirituale, ossia si discende, passando attraverso un alto
l’antica e dimenticata capacità del- muro, ad un primo patio di ingresso di
l’uomo di perdersi nel luogo in un viag- forma quadrata con un piccolo specchio
gio interiore di ricerca meditativa. d’acqua. Il percorso, misurato da una se-
Concepita in questi termini, l’architet- rie di scalinate diversamente configurate
tura recupera il suo primitivismo, com- e non in asse,consente di entrare nel pa-
DISEGNI German Franco prende l’altra dimensione, diviene mi- tio dall’estremità del muro, con una vi-

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Sezione nord-sud
(disegno elaborato dall’autore).
Legenda:
1. sala da pranzo
2. cucina
3. lavanderia
4. passaggio aereo (ponticello metallico)
5. patio-giardino
6. soggiorno
7. piccolo patio centrale

6 4

1 2 3

5 7

Prospetto ovest.

10
11

7 9 Pianta
D
8 (disegno elaborato dall’autore).
Legenda:
1. ingresso
2. sala da pranzo
C
3. cucina
E
6 4. lavanderia
B
1 5. passaggio aereo (ponte metallico);
6. soggiorno
5 7. scala al piano superiore (studio)
8. passaggio
9. wc
10. camera da letto
2 4 11. sala da bagno
3 A) giardino
A B) patio di ingresso
C) patio centrale
D) specchio d’acqua (stagno)
E) piazzale di accesso, sosta autoveicoli

39 PROGETTI
sione di scorcio dei volumi adiacenti
della casa. L’accesso alla residenza è
‘compresso’ in un recesso murario, in
ombra, ed obbliga il visitatore a girare di
90 gradi. Passata la soglia, si entra in uno
spazio di grande altezza, illuminato da
un piccolo patio interno e da sottili ta-
gli vetrati ricavati fra due falde di coper-
tura poste a differenti livelli. Qui si
aprono improvvisamente visuali e pro-
spettive esplorative: di fronte, l’accesso
alla sala da pranzo e alla cucina legger-
mente rialzata; sulla destra, un passaggio
su un ponticello metallico completa-
mente vetrato che attraversa il piccolo
patio centrale (C) per portare al sog-
giorno; alle spalle, costeggiando la
grande vetrata che guarda sul patio for-
mato da gradoni con vasi di piante, il
percorso che porta alla camera da letto
padronale, su una quota leggermente
più elevata, e allo studio al piano supe-
riore. È un susseguirsi di sollecitazioni
sensoriali: la vista dall’ingresso verso la
sala da pranzo è inframmezzata da una
sorta di quinta in laterizio che non va
fino a soffitto, lasciando intravedere la
complessa struttura di sostegno del
tetto; sul piano retrostante, si staglia il
muro cieco che delimita il lato ovest di
questi ambienti sovrastato dal finestrone
triangolare posto nel timpano della co-
pertura; solo entrando nella sala, lo spa-
zio si espande nel senso trasversale al
percorso di ingresso con la grande ve-
trata che guarda la vallata (lato nord) con
lo scorcio del ponticello e del corpo
sporgente del soggiorno e l’affaccio in
basso sul patio maggiore posto ad un li-
vello inferiore (A). Sul lato sinistro,
Vista esterna
un’altra vetrata, di fronte alla cucina, co- del soggiorno
munica con il patio di ingresso (B). Una (foto: Castañeda).
studiata variazione luminosa e visiva ac-
compagna l’esplorazione e, al tempo
stesso, consente di ‘appropriarsi’ con
continuità, attraverso gli scorci, degli
spazi della casa. Punti focali, dunque,
studiati sia per garantire intimità rassicu-
ranti, sia per ‘proiettarsi’ nella natura cir-
costante, fino in alto, nella volta celeste, Dettaglio della
struttura lignea
attraverso le grandi vetrate intagliate fra di sostegno della
le falde di copertura. copertura (foto: Gomez).

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All’articolazione dei corpi si accompa-
gna,infatti,quella delle coperture a falda
con forte pendenza. Per sostenere que-
ste coperture inclinate di laterizio, ridu-
cendone la spinta sulle pareti laterali,Ba-
resch interpreta un sistema costruttivo
tipico impiegato nelle abitazioni di
forma circolare indigene, conosciuto
con l’appellativo di El Rey, consistente
in un palo centrale – chiamato appunto
El Rey – sul quale convergono gli altri
sostegni del tetto. Baresch adatta il si-
stema alle forme quadrate e rettangolari
degli ambienti della casa, lasciando a vi-
sta suggestive strutture tridimensionali
lignee. Esternamente, fra le ampie su-
perfici in laterizio delle alte falde che
contraddistinguono la tettonica della
casa, spiccano i grandi timpani vetrati.
Emerge quello sul volume del sog-
giorno, lungo la parete ovest, che, unito
ad un’ampia finestra centrale, va a for-
mare una grande freccia orientata verso
l’alto. È un riferimento all’architettura
Maya che l’architetto investigava in quel
periodo interpretando alcuni simboli
cosmici, come la freccia della porta di
ingresso del tempio del Governatore di
Uxmal: un invito a guardare verso l’alto,
da dove proviene tutta la conoscenza e
l’energia vitale. ¶

Scheda tecnica
Progettista: Herbert Baresh
Collaboratori: Santiago Luque
Cronologia: 1983, progetto;
1984, fine lavori

Vista dal patio di ingresso (foto: Castañeda).

Il patio interno (foto: Castañeda).

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