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Il denaro dal punto di vista spirituale ROBERTO ASSAGIOLI 7 sono ancora tanti preconcetti ¢ tan- te incomprensioni riguardo alla spiri- tualita che non mi sorprenderei... che alcuni si siano meravigliati del titolo di questo articolo. Quindi non é forse inutile viafferma- re che la spiritualita non consiste nel fare teo- rie ed astrazioni; non é un idealismo lontano dalla vita. La spiritualita consiste anzitutto nel consi- derare ogni problema della vita umana da un punto di vista elevato, comprensivo, sintetico, nel saggiare tutto in base ai veri valori, nel cer care di arrivare all'essenza di ogni fatto, senza lasciarsi arrestare dalle apparenze esteriori, senza lasciatsiilludere dalle opinioni wadizio- nali, dalle passioni collettive, daglistinti, dalle emozioni, dai preconcetti personali Far cid @ arduo e pud sembrare orgoglioso. Invero sarebbe grande presunzione il credere di riuscirvi appieno, pers il tentarlo & non solo lecito, ma costituisce un preciso dovere, dato che la luce spirituale proiettata sui pit assillanti problemi individuali e collettivi rivela delle so- uzioni e mostra delle vie che possono fare evi tare pericoli ed errori, risparmiar renze e quindi arrecare benefici incalcolabili. La concezione spirituale della vita e delle sue manifestazioni, lungi dall’essere qualcosa di accademico, di astratto, di sterile, @ eminen- temente rivoluzionaria, dinamica e creativa rivoluzionaria, perché alla luce dello Spi- rito le valutazioni ordinarie e gli atteggiamenti pratici che ne derivano si dimostrano fonda- mentalmente errati. E naturale ed inevitabile molte soffe- che sia cot, poiché quelle valutarioni ¢ que- gli atteggiamenti sono egocentrici separatt- vi; ent clo® deformano la real secondo una falsa e ristretta prospettiva e creano artificiali scission’ in quella che in realta& un’unica Vita, 1 punto di vista spitituale produce quin- i una serie di ‘rivolusioni copernicane’, o- stituendo alla prospettiva antropocentrica e petsonalistica un eliocentrismo spirituale che mette al gusto posto ifati edi problemi che st considerano, e soprattuto... nol sess La spirtualita dinamicae ceativa poiché i cambiamenti di prospettiva, 5 capovolgimentt Aivalori lo snebbiamento daillusion, Iaverae propria trasfigurazione del mondo e della vita, prodotta dalla nuova luce, producono profon- i cambiamentiin noi, risvegliano nuove e po- tent energie, allargano il campo della nostra azione suglt altri ¢ cambiano radicalmente la udlta di tate azione. E quindi sommamente opportuna opera direvisione radicale che si sta tentando da par te degli anim pid svegli epi fervidl in tute campi della vita ummana Tali revision spiritual implicano una dop- pia auivtds anzieatto una chiara comprensione ed una decisa riaffermazione dei principi ewe- lori eterni dello Spirto; poi, applicazione di aquei principte di quei valor ai problemi con- Tnfat in ogni epoca ein ognlindividuo quet problemi assumono aspetd diversi I molteplici clementi della vita, pur rimanende fondamen- talmente gli stesi, i aggregano in combinazio- ni sempre diverse, creando forme sempre nuo- ve. Percié le soluzioni spirituali~ pur partendo agli stessi punti iniziali ~ per essere aderenti a quella ognor mutevole realta ed aver quindi efficacia pratica devono essere plastiche ed in un certo senso sempre nuove ed original, Fra i tanti problemi che assllano ora Tuma- nitd ve ne sono due che riguardano gli interessi piit central, i pit forti impulsi all’azione nel la vita degli individu e delle collettivita ¢ che quindi, forse pitt degli alu, richiedono di esse- xe esaminati ed illuminati alla luce dello Sptito. Sono i nostsi atteggiamenti verso l'amore Anteso nel suo senso pitt ampio, includente la sessualita, ma non limitato ad essa) e verso il denaro Ora tenterd brevemente, con V'aiuto di alti che si sono proposti questo compito, di consi- derare il secondo di questi problemi Se esaminiamo noi stessi con quella corag- giosa sincerita che é condizione essenziale di tuna vita spirituale degna di tal nome, ci accor giamo che il pensiero del denaro suscita in tutti noi profonde ed intense risonanze: @ un tumulto di oscure emorioni, di reazioni appas- sionate, le quali mostrano che Tidea di quel metallo’ tocea aleuni dei punti pid sensiili della nostra personalita Gonviene far luce in quel caos ¢ percié Ia- sciar affiorare alla nostra coscienza, climinan- do ogni censura psichica, tutto cid che insorge dai bassifondi del nostro subcosciente. Allora emerge un torbido fiotto in cui sono frammi- ste correnti di paura, di desiderio, di avidita ¢ di attaccamento, sentimenti di colpa, di invi- ia, di isentimento. Corchiamo di risalire alle sorgenti di que- ste forze con Vaiuto di Hermann Keyserling’, i quale ha meglio di ogni altro, erediamo, inda- gato le oscure radici telluriche di cid che nella personalita umana si é sviluppato dal bass, di cid che in essa vi é di mincrale, di vegeta lee di animale, senza perd cadere nell'ervore, commesso da altri esploratori dei bassifondi, i disconoscere quello che invece ha origine superiore e affatto indipendente: cid che egli chiama con espressione efficace ‘Virruzione dello Spirito’ Nelle sue Méditations Sud-Américaines*, che sono forse la sua opera pitt profonda, ¢ poi nel libro riassuntivo Vie intime, egli mette in evidenza come vi siano, alle radici stesse della vita, due istinti primordiali. I primo é la ‘pawa originaria’, riguardo alla quale egli segnala un fatto importante, che cio: “questa aura orig navia’ non si rifeisce alla morte ma alla cavestia” ioé alla paura di mancare del cibo necessario, paura della fame “Vi é probabitmente in cid un oscuro ma inten 40 vicordo atavico delVassillante ricerca del cibo che costiuiva Vansia continua dell'vomo primitive Come salvaguardia contro questa jpaura origina- ria’ Vistinto di sicureza costtuisc il primo impulso attivo di ogni essere vivente” dice Keyserling, © da questo istinto di sicurezza si sviluppa, secon- do lui, Vistinto della proprieta. La proprieti, quale salvaguardia contro la ‘paura originaria’, pud manifestarsi in diverse forme’ Lialtro istinto fondamentale, che sorge dai bassifondi dell'inconscio ¢ che @ il contrap- posto dinamico del primo, é quello che Key- serling chiama ‘fame originaria’ ma che, per evitare confusioni, sarebbe pid opportuno designare come ‘avidita originaria’. Essa, dice Keyserling, & “il Principio motore di ogni erescita Ora la erescta, per sua essenza, aspira allinfinito, sin dallinizio nom riconosce alcun limite come definitive. Per conseguenza, la fame primigenia’ é ariginariamente aggressiva ed insaziabile. Per sua natura & opposta ad ogni istinto di sicwrezza: il ri- schio 8 il suo elemento; Villimitato é ad ogni istante It seo scopo, Da cid, un conflitooriginario con tutto cid che appartiene all‘rdine della Proprieta e del Di- ritto. Nei bassifondi, un perpetuo combattimento si aaccanisce tra fame ¢ pauura; non viéalcun equilibrio permanente ed armanioso"™ Roberto Assagioi (1888-1974), medio « pichiatvae padve fondatore dela puicosints. Non é difficile scorgere che, nel piano di vita della nostra cosiddetta civilta, entrambi quegli istinti si manifestano come bramosia di acquistare ¢ conservare la maggior somma possibile di denaro e di altri beni material, E a potenza di quegli istinti, malgrado i millen- ni tascorsic il parziale raffinamento della vita ‘umana, @ ancor si travolgente che prevale ~ sia con manifestazioni violente, sia per vie subdo- Ie ed indirette ¢ mascherata mediante ipocrite ‘giustificazioni — sopra ogni alo movente 0 freno superiore e non di rado supera perfino Vistinto di conservazione. Se potessimo realizzare la somma di delitt, di radimenti, di firti, di frodi, di prepotenze, di prostituzioni fisiche e morali, di bassezze ogni genere, pi 0 meno larvate, che gli uo- mini quotidianamente commettono per la auri sacra fames, per Vesecranda avidita del denaro, ne saremmo profondamente turbati, anzi atter rit E se poi facessimo un esame spietatamente sincero di noi stessia questo riguardo, temo che avremmo, ognuno, delle spiacevoli sorprese. Di tutto cié si sono ben resi conto gli alti Spiriti che sono venuti a tentare l’arda impre~ sa di elevate moralmente ¢ di risvegliare spizi- tualmente gli uomini, liberandoli dall'asservi- ‘mento ai loro istinti Cosi il Buddha abbandoné ricchezze ed ‘ogni possesso terreno, prima per ricercare la verita, poi, dopo aver raggiunta Villuminazio- ne, per aiutare gli uomini a liberarsi dal dolo- re, frutto del desiderio. E gia molti secoli pri- ma della venuta del Buddha, in India, coloro che avevano raggiunto un certo livello spiri- tuale solevano rinunciare a tutti beni terreni ¢ diventavano dei sannyasin, facendo vita di mendicanti, Caisto ha pi volte indicato con forti paro- le quale grave ostacolo siano le ricchezze alla vita spirituale. 11 suo atto pid energico © com- battivo di cui ci sia giumta notizia fu quello di scacciare a colpi di fune coloro la cui avidita di denaro aveva portato a profanare coi propri wwaffici la santita del Tempio. Questo atteggiamento contario al denaro continud attraverso i secoli nel Cristianesimo, fino a culminare nel drammatico e sublime ge- sto dl san Francesco che, nel Tempio di Aas, rinunci® ad ogni avere e alle stesse vesti che indossava e celebrd giubilante le proprie misti- che nozze con Madonna Poverta Di fronte a tai ateggiamenti ed ai modi di due domande: 1. Sono giusti e necessari dal punto di vista spirituale quegli ateggiamenti? E necessatio, per vivere spiritualmente, condannare il de- 2. E se pur cost fosse, @ attuabile un tal modo di vivere ai nostri tempi? [La risposta alla seconda domanda 2 facile Gia pochi decenni dopo la morte di san Fran- una vita regolare nei conventi non era prat camente possibile senza maneggiare denaro e senta possedere, sotto qualche forma, edifick ¢ terreni, Cid diede occasione a contrast ap- passionati tra gli osservanti igorost della Re- gola primitiva e coloro che Yadattavano alle caigenze della vita pratica, Quest ultimi eb- bero il soprawento ed attualmente i religios: francescani si servono di tutti i mezzi tecnict offerti dalla vita moderna, dalla stampa alla posta dalla ferrovia all‘utomobile e al'aero- plane, pagandone regotarmente Fuso, Se dun que cd fanno i figh di san Francesco, tanto pid siamo costretti a fare noi lac, impigliati nelle raille maglle della vita econornica, famigliare ¢ sociale, intimamente inseriti~ nom solo pet necessiti, ma anche per scelta consapevole ~ nella vita del nostro tempo, convinti che ogni trasformazione di ess, in senso spitituale, non ud essere fata dal di fuori ed estraniandose- ne, bens! operando quale fermento dentro la sta compagine. Prendiamo ora in esame la prima e pid dif ficte domanda. In primo luogo, occorte star bene in guar- dia contro le facili degenerazioni ed ipocri- sie cui pud dar Iuogo il disprezzo del dena- ro. Esso pud divenire una comoda maschera alla pigrizia, alla debolezza, alla vilt&; pud dar luogo al parassitismo individuale e collettivo. id in realta @ spesso avvenuto, soprattutto in India, ove i clima, le condizioni di vita ¢ la mentalita collettiva lo rendono piti facilmen- te attuabile. Ma vi é una obiezione pit sostanziale con- wo Vatteggiamento suesposto verso il denaro, Essa @ rappresentata da una concezione del tutto opposta, la quale pure si ispira a principi spirituali ¢ religiosi, Secondo tale concezione, che pervade tutto Antico Tistamento, le ric chezze e la prosperita sarebbero segni tangibili ¢ sicuri del favore di Dio, premi di una condot- ta giusta e retta, Invece la poverti e le avversita sarebbero effetti di castigo Divino, o almeno il risultato di errori di pensiero, di sentimento di condotta, sia individuali sia collettivi Questa concezione é stata ripresa in pieno da alcune correnti religiose e spisituali moder- ne ¢ ad essa si informa, piti o meno consape- volmente, tutta la mentalita americana, In que- sta, successo pratico, merit e valore personale vengono ad identificarsi; quello é la riprova ed il segno di quest. Vediamo quali clementi di vero ci possa- no essere in questa veduta. Se Dio & buono, dicono in sostanza i sostenitori di essa, se Dio & Amore, se Dio desidera il bene dell’'uomo ¢ ‘wuole che questi abbia una vita piena, gioiosa, ‘ricca’, Egli non pud non volere che I'tomo faccia I'uso pitt ampio dei beni terreni che ma- dre natura copiosamente gli largisce. Se vi @ — ed evidentemente vi @ - una ge- rarchia fra i regni della natura, naturale ¢ divino che i regni inferiori siano posti al giusto servizio dei regni superioti, Nei regni subumani awiene spontaneamente Cosi: il regno minerale rende possibile lesistenza della vita vegetale che di quello @ costituita; ed nell ordine il contuibuto, il ‘sacrificio’ di entrambi quei re- gni é necessario alla manifestazione della vita animale, Vi é un analogo rapporto fra i we regni si bumani ¢ quello umano. La vita dell'womo ti- chiede in ampia misura il contributo degli altri we regni, Gli evidenti eccessi ed abusi da parte dell’uomo non giustificano la condanna spiti- tuale ¢ la rinuncia pratica al retto so, Ma vié di pit: col retto uso I'tomo non solo riceve benefici dagli altzi regnio, per usare una espressione pid realistica, i sfrutta; ma egli da molto ad esi in cambio, elevandoli e raffinan- doli in molti modi, Non si pud forse dite che, in un certo senso, I'uomo glorifichi e sublimi le sostanze minerali traendo dalle oscurita della terra le gemme imprigionate nelle loro rozze ganghe e wasformandole in fulgidi brillant, in rubini, topazi, zaffiri scintillanti? Non imita gli forse, in qualche modo, il potere di Dio nel wasformare le grevi inerti masse dei metalli in congegni delicatissimi pulsanti di vita, vibranti e sapienti nel cogliere e scegliere ¢ tasformare Ie pit sottili energie dell'etere? Ma opera benefica dell’uso si svolge in modo ancor piti importante sui regni vegetale ed animale, Quale progresso ha fatto fare l'uo- mo alle piante e quanto le ha avvalorate, nel wasformare tanti arbusti selvatici, dalle frut ta piccole ed asprigne, in piante che offrono doni saporosi, apportatori di salute e di gioia, E non si pud forse chiamare un tacito patto di amore quello che, dall'unione fra la fatica del’'uomo ¢ degli animali c Ie latenti virvit del grano, fa produrre gli innumerevoli chicchi dorati che sfamano le moltitudini umane? Ancor pitt chiara @ I'azione che wna parte dell’umanita - purtroppo non tutta - svolge a favore del regno animale. La domesticita degli animali per se stessa, cio@ il loro allevamento, anche se fatto dall'uomo a scopi puramente utilitari, produce inevitabilmente un affina- mento di quelle specie animali e la manifesta- zione dei germ di intlligenca che «i sviluppa- no dalle radii dei loro istint, Ma vi sono poi i rapport di affeto e di comprensione frail cavaliere ¢ il sto cavallo, fra Y'uomo il sto lefante 0 I suo cane, che si pud dire quasi ‘umanizzino quegli animali, Cid, senza parlare di cert prodigi- discus ma, in pare almeno, innegabili - di cui hanno dato prova aleuni animali educati con intensita ed ingegnosita special Tutto questo mette in evidenzail lato post- vo dell'uso dei beni matetiali da parte dell'wo- mo, so che implica qualche forma di posses so ed altsi scambi di quei beni fra uomini € omini; seambi che, a loro volta, richledono dei mezzi per renderli pit facili rapidi. E di tali meazi il denaro &, se nn il solo, certo il pi pratico ,almeno nelle condizioni attuali, indispensabile Un altro elemento di vero nella eonceato- ne favorevole ai possesti& quello che, in molt casi, Facquisto di quei beni 2 realmente frutto ai operosia, ai previdenaa, di risparmio, didi sciplina e di altre virta moral, E, per conver- so, la povertle gil insuecead i poseone non di rado aturibuite o far rsalire agli oppost difett «vie: pigrzi, imprevidenea,disipazione, di sordine B owio che non awiene sempre cosi; che anti aceumulo delle riechenze 2 spesto effet to di avidta, di durezza di cuore, di assenza di serupoli e, talvolta, di abile rode e di furto legale Percid & evidente come non solo sia unila terale € spesso non rispondente a verit, ma in un certo senso empia, Videntificazione fra rico, della quale 2 esprestione tipica,¢ ditei inconsciamente satiica, il modo di dite ame- ricano “That man is worth one milion dollar!*, Come se una mente, un cuore, n’anima, si poteste commensurate con del biglett dl bare ca 0 con dei ttoli quotati nelle borse! Evidentemente I'esame fatto sin qui dei rapporti fra denaro ¢ spiritualita non ci ha condotto ad alcuna conclusione certa, anzi pud averci resi pitt perplessi di prima, Ma non poteva non esserlo, poiché il problema, cost come lo abbiamo posto, ¢ come del resto viene spesso posto, @ formulato male. Sié tentato cioé un apprezzamento obbiett- vodel denaro ¢ dei possessi material; si € cer- cato di appiecicare ad esso un’etichetta di ‘eat- tivo’ o di ‘buono’, di biasimevole o di pregevo- Ie, Ora questa valutazione obbiettiva od este~ riore, come ogni altta di tal genere (e quante cosiddette ‘morali’ non sono che etichettature siffatte!), sono fondamentalmente errate, per ché basate sopra un equivoco, ¢ quindi ‘irrea- Ki”, Abbandoniamo quindi risolutamente una simile impostazione ¢ rifacciamoci daccapo, per una via del tutto diversa, Cominciamo col porre qualche ‘giusta designazione’ Che cosa @ in realta il denaro? Esso, come & noto, é un mezzo convenzionale creato dagli uo- mini per facilitare lo scambio di beni, anzi per renderlo possibile su vasta scala, nei modi com- plessi e con la crescente rapidita, vichiesti dalla vita contemporanea. Dunque il denaro @ wn semplice slrumento materiale o, se si vuole consi- derarlo da un punto di vista filosofico, un simbolo dei beni materiali, Percid, per se stesso, non me- ita “ni cet exces d’honnews, ni cette indignité”™ ‘Quindi, le veementi condanne di esso sba- gliano semplicemente inditizzo e percid é giv sto che I"ufficio competente’, Ia vera morale, Jo respinga al ‘mittente’,cioé all'omo, E netl'womo, solo nell‘animo dell'womo che stanno verita ed errore, bene ¢ male, merito € colpa. E, se esaminiamo il problema da que- sto pit giusto e profondo punto di vista sog- gettivo, possiamo constatare come gli errori ¢ Ie colpe dell'uomo, rispetto al denaro, siano sostanzialmente due: I'una particolare al dena zo stesso; l'altra riguardante, insieme ad esso, tutti i beni materiali Tl primo malinteso ¢ il primo errore di condotta dipendono dalla tendenza generale degli uomini a scambiare il mezzo col fine, a identificare erroneamente lo strumento con Gio che exs0 produce e, in senso pitt generale, il simbolo con la realta che rappresenta, Ia for- ma con la vita Eun errore di cui si possono osservare con- tinui e spesso comici esempi, Esso si manifesta in tutte le forme di collezionismo, divenuto fine a se stesso, ad esempio nella bibliomania, per la quale si giunge a preferire edizioni illeg- gibili, purché antiche e rare, ad ottime ristam- pe moderne. Cosi il bibliomane non esita ad esclamare (come dice l'epigramma di Pons de Verclun): “Ces lle! Diew que je suis aise! / Oui est la bonne édition; / Voila bien, pages dowze et seie, / Les deus: faies dimpression / Qui ne sont pas dans la mawvaise™ Ma, nel caso del denaro, non si watta di una innocua e pitt o meno ridicola mania; si tuatta di sordide manifestazioni di avasizia che, parlando simbolicamente, fanno ‘perder Vani- ma’, Si tratta di violente cupidigie che non si arrestano dinanzi ad aleuna colpa, dinanzi ad alcun crimine, da quelli sanguinosi dell'omici- da per rapina, a quelli pia raffinati, pericolosi ¢ ignobili di certi fabbricanti di cannoni che, per vender lautamente la loro merce, non esi- tano a fomentare guerre fia i popoli Su questo tema, sul significato simbolico ¢ sugli effetti nefasti dell'oro, Hermann Keyser ling ha detto cose assai forti e degne di esser meditate ‘Lloro #i simbolo del valore, ed ogni valoreé di essenza spiituale... Hanno certo ragione gli arche- ogi che riferiscono questo trasfeimento di senso allimmagine primordiale che Voro era i soe liquide I sole ¢ Vimmagine oviginaria del principio eveatore divino e quindi spivituale... Questa immagine ani- ‘mara, allo stato puro, il culo dell ro da parte degli Incas per i quali ess0 non aveva aleun significato ecomomico... Ma allidea che Vora @il sole iquido si gginnge tote, cla ove questo metallo assume un significato pratico, un secondo metivo che raforca Ia posicione privilgiata del valore deltoro. Bun puro miracolo, del tute incomprensibie, in base ag ‘stint primordial, ches pessano sambiare cn Vore As alot e soprattuto dele vite umane. Si cond lo stuporeinaudito di qugli Incas quando videvo per la prima volta questa posiiltaattuata dagl Spagnol Cosi Yoo simboleggi, ote alldea del sled spensatore di vita preotipo di ei che 2 sopra tere toe quindi spiritule¢ rascendene il vero polere siagica od & per effete di una resurrcione di questa credenca oviginaria che negli Stati Unit il fatto di css milonariorasforna un individ quahingue in un grand’uome. id momostante Voro& un minerae It fatto che sun minerals venga considerate come valor supreme fa sche ta coscenza del valores adati necessaria- rent alle nore di id che dinanimate. Cost i produce wn trasferimento inverse itis tato finale ¢ che Vadoracione del!oro lo vende a mi- stra di ogns valor. Ci produce il ciclo che ¢ state hiamato la maedsione delle, Poiché da allo in ive oched poi la forza determinante é cid che non precedente alla vita. La Fame originaria’éinsaziabi- 1c, tuttavia, sottomessa alla legge della vita, essa tro- ‘vail suo limite normale. Ma la fame dll’or0 & essen- sialmenteinsaziabile. La voracita trova il suo limite nel disgusto, la brama dellalcool nell abbrutimento Vinsaziabilita sessuale nelVimpotensa. Ma come la fame delt'oro potrebbe essere mai saziata? Non vi é peressa aleun limite possibile. csi la brama dell’r0 diviene necessariamente illimitata come Puniverso E poiché tutto dipende solo dalla quantita, ¢ dalla quantita di qualcosa di inanimato, Vanima accetta inevitabilmente la legge della morta quantita, Non solo essa perde la sua umanita, essa perde anche la sua vita animale esi inizia wna sua mineralizzasio- tne, Da ci la fredda crude degli spagnoli, che pure hanno una natura si calda, ai tempi della loro corsa «all‘ovo, Da cid i freddo calcolo dei finanzieri moder- ni I freddo & la temperatura del metallo™®, 1s ree Ooo"=| “ PSICHE., RIVISTA DI STUDI I periodia Psiche, Rivista di swudi psicologic, ‘J fondato a Firenze net 1912 da Roberta Assagiol, vino al gruppo forentino di Francesco De Sarl. La rivsta, affdata ala divrione di SanteDe Santis, Enveo Morsll © Guido Villa, ebbe vita breve, ma rise a incidere in modo signficotio sulla cultura pscolagica del tempo, Percid il primo atto spirituale che dobbia- ‘mo compiere @ quello di liberarci dalla soprav- valutazione del mezzo, dello strumento di pos- sesso € di scambio dei beni terreni: il denaro. Rifiutiamoci risolutamente dall’offrir pitt oltre sactifici sull'altare di questo falso nume; liberiamoci dal fascino esercitato da questo idolo ¢ riduciamolo con chiara visione, con ‘alma freddezza, a cid che & in realta: un sem- plice strumento, un artifizio comodo, una utile Eliminato cosi questo primo ostacolo, pos- siamo passare a risolvere il problema sostan- ziale: quello dei nostri rapporti con 'insieme dei beni material, di cui il denaro non é che il simbolo 0 un sostituto temporaneo. Abbiamo visto come i beni materiali - siano essi cibo, vesti, abitazioni, strumenti di lavoro, oggetti di bellezza ~ sono in sostanza compo- sti di materiali watti dai we regni della natu ra ed usati, sia nel loro stato naturale, sia, pid spesso, dopo essere stati wasformati ed adatta- ti dall'uomo. In essi non vi pud esser dunque alcun ‘male’ intrinseco. Dal punto di vista na- turalistico, sono delle cose; dal punto di vista, religioso, sono doni di Dio. Dunque, il loro significato per noi e i loro effetti benefici o malefici dipendono dal nostro atteggiamento interiore verso di essi e dall'uso che, con libera scelta, possiamo e vogliamo farne. Questo riconoscimento fondamentale por- taad una serie di chiatimenti di grande impor- tanza spirituale e pratica, Anzitutto risulta evidente che la mancan- za di possessi esteriori non risolve in aleun ‘modo il problema. A parte tutte le limitazioni ¢ le schiavitt che la poverta impone nella vita moderna, se un ‘povero’ desidera appassiona- tamente i beni materiali, se non pensa ad al- two che a procurarseli, se é inasprito € roso da risentimento contro coloro che li hanno, egli psicologicamente @ loro schiavo. ‘Questo non vuol dire che non sia ecito a lui di cercar attivamente di migliorare le proprie condizioni, anzi, spesso é suo dovere farlo. Ma gli pud farlo senza lasciarsene tutto assorbire ed ossessionare, mantenendo la propria liber- 1A interiore e Ia propria dignita, Invece un ricco, il quale fosse moralmente distaccato dai propri possessi, che se ne sentis- se interiormente del tutto libero, non verreb- be da essi diminuito spiritualmente in aleun modo; sarebbe psicologicamente ‘povero’. I Gristo, con la sua divina saggezza, vide appieno questa verita e la espresse nella prima delle beatitudini “Beati i poweri in ispivito, poiché il Regno de" Gieli¢ tora” (Mt 5,3). Poveri in ispinito non vuol, dire poveri di spirto, come qualcuno ha frain- teso, ma appunto liberi da attaccamento alle ricchezze, anzi, come ben dice il padre Gratry, da tutte le forme da tutti possesi dellegoismo””. Invero chi é libero dalla miseria della bra- delle preoceupazioni, degli attacca- menti, chi fruisce della ‘santa liberta dei Figli 4i Dio’, possiede veramente fin dora il Regno de’ Ciel, & il vero ‘ricco" Gexto, per saper cosi dominare i beni mate- riali, per resistere alle continue tentazioni cui danno occasione ~ tentazioni di sensualita, di mollezza, di pigrizia, di egoismo di ogni sorta = occorre un animo di tempra particolare, oc- corre saper vivere in un clima spirituale ecce- zionale; costituisce insomma la vera prova del fuoco della liberta interiore, del distacco, dello ‘spirito di poverta’ Ma neppure questa poverta interiore risol- ve completamente il problema. Quando I'uo- mo si é meso a posto con la propria coscienza € quindi, in un certo senso, con Dio, egli deve anche mettersi a posto con i propri simili, con i quali @ connesso da una wama di rapporti morali e pratici intimi ed indissolubili, Percid alla liberazione interiore deve seguire il retio. uso dei beni posseduti. Questo, a sua volta, sol- leva due problemi 1. quello del retto uso individuale; 2. quello del retto uso collettiva La base del retto uso individuale sta nella rinuncia all'idea stessa del possesso quale un diritto personale, La proprieta giuridica @ cosa puramente umana, che ha le sue giustificazio- ni psicologiche ¢ pratiche, dato il livello me- dio di sviluppo morale dell'umanit. L'istinto di proprieta é una forza primordiale da tener in debito conto: non si pud ucciderla 0 repri- merla violentemente. Percid ogni tentative di abolizione esteriore della proprieta @ ~ a parte ogni altra considerazione — antipsicologico ¢ destinato a fallire. Ma in sede spirituale la pro- prieta assume aspetto e significato assai diversi Essa non é piti un diritto personale, bensi una responsabilta, verso Dio e verso gli uomini. Se si accoglie alta concezione religiosa cri- stiana della vita, si deve riconoscere che tutto viene da Dio, anzi tutto @ dato da Lui, e quindi che, in realta, tutto & Suo, Egli éI'unico ed wni- versale ‘Proprietario’ Chi poi aderisse alla concezione pit meta- fisica che la Vita é inseindibilmente una, che solo il Supremo, I'Assoluto, ha reale esistenza © che tutte le manifestazioni individwali non sono che effimere parvenze (come, ad esem Pio, sostiene la filosofia Vedanta), tanto meno potrebbe ammettere che la proprieti persona: Ie possa avere una base spirituale. Da un punto di vista spirituale, un womo pu considerarsi solo come depositario, ammi- nistratore, ‘fiduciario’ dei beni materiali di cui abbia in qualunque modo ottenuto il possesso sgiuridico. Quei beni costituiscono per lui una vera e propria ‘prova’, una responsabilitA spi tuale, morale e sociale, ben ardua a sostenere degnamente. ‘Questo linguaggio é un po’... nsolito in que- sti tempi e pud sembrare espressione di astratto idealismo. Credo invece di poter mostrare che esso ha un valore pratico immediato ed assai maggiore di quanto sembri a prima vista Anzitutto coloro che hanno una sensibi- lita morale un po’ affinata giungono sponta- neamente alla conclusione suaccennata. Si ricordino, ad esempio, i nobilissimi scrupoli che turbarono V’animo di Antonio Fogazzaro"* quando venne in possesso di beni ereditari Essi sono stati resi noti dal Gallarati Scotti nel- lana Vila di Antonio Fogazzao!, documento di alto valore umano e spirituale. Si ricordi anche il doloroso travaglio in cui si dibatté per gran parte della vita Leone Tolstoj Ma la concezione di essere solo dei depo- sitari delle ricchezze ¢ dei ‘servitori sociali’ ~ sia nell'acquistarle mediante Ia produzione 0 ta distribuzione di beni utili alla comunit, sia nel distibuisli poi a questa mediante munifi- che elargizioni per scopi umanitari ~ @ stata adottata e, quel che pitt conta, attuata da un certo numero di womini pratici, realisti ¢ re alizzatori, del mondo contemporaneo. Sono ben noti gli esempi di disinteresse, di austeri- 18 di vita personale, di lavoro assiduo, ispirato ad un ideale di servizio sociale, di un Edison © di un Ford. E, nella nostra Roma, @ sorto re- ccentemente I Istituto Superiore di Odontoiatria Eastman, la visibile prova che colui che forse pitt di ogni altro ebbe il merito di diffondere Truso della fotografia nel mondo, Eastman" proprietario della Kodak, destind una parte cospicua delle proprie ricchezze a scopi uma: nitari. E non pochi sono gli industiali e gli ‘uomini d’affari americani che pensano ed agi- Ma desidero soffermarmi su di una nobi lissima figura nostra, italiana, di consapevole ‘servitore spirituale’, quella di uomo vissuto a Roma e che da pochi anni ci ha lasciati: Luigi Valli” Le ricchezze avite non hanno costituite per lui alcun allettamento alla ‘vita comoda’ Egli divideva le giornate operose fra gli studi filosofic e letterari svolti con ingegno acuto originale, le assidue cure dette a bonificare e ‘a mettere in valore le terre a lui pervenute dal padre e l'instancabile adempimento di com pitt civili e nazionali, Pur sapendosi malato di ‘cuore, svolse un faticoso viaggio di propagan- a culturale attraverso I'Europa e poi cadde da buon operaio, nel suo campo di lavoro pre- dilewto, mentre parlava pubblicamente di Dan- te,a Terni, Luigi Valli si pose con piena sinceriti il problema della legittimita spirituale dei suoi possessi terreni di fronte alla soluzione fran- cescana ¢ la risposta che egli diede a se stesso @ esposta, in modo mirabile per limpidith di pensiero e bellezza poetica, in na delle sue alate litiche spirituali che meriterebbero di es- ser molto pitt conosciute ed apprezzate...!" Dunque il vivere con distacco interiore dai beni posseduti, considerandosi solo ‘ammi- nistratori’ responsabili, non @ una pia aspira- zione idealistica, bensi qualcosa di cui vi sono Iuminosi esempi attuali. Ma, come ho accenna- to, vi é una ragione precisa per cui tali esempi non dovrebbero restare eccezionali, ma molti- plicarsi rapidamente. Looscuro ¢ potente fermento che agita le masse umane, Ie quali forse confusamente in- travedono questa verita, le rende insofferenti ¢ ribelli contyo l'antica concezione individuali- stica della proprieta, quale diitto assoluto del tutto irresponsabile verso la collettivita, e con- two quella liberalistica dello Stato, quale indif- ferente neutrale protettore di quei diritti in- dividuali. E, per conseguenza, esse accolgono con malanimo ogni aiuto che assuma la forma di ‘carita’ di beneficenza implicanti una su- perioriti ed una magnanimica in chi dona ed. un obbligo di apprezzamento ¢ di gratitudine in chi ticeve, ‘Orbene, finché non saranno compiuti, anzi mentre si stanno compiendo, in modo necessa- riamente graduale, i cambiamenti sociali di cui diremo pid oltre, 'unico modo per frenare disciplinare le impazienze delle masse & quello che coloro che possiedono beni materiali non se ne arroghino un diritto incondizionato, ma dimostrino in due modi di volerne e saperne fare degno uso. In primo luogo, limitandone gli sperperi egoistici ¢ voluttuari, irritanti per coloro che mancano dello stretto necessatio, o di cid che viene via via considerato necessario per un te- nore di vita meno misero ¢ pitt consono ai pro- gressi della tecnica moderna, In secondo Iuogo, mettendo in valore le proprie riechezze in modo che produ moltiplichino i beni utili agli altri womini, E, a questo proposito, pur apprezzando debitamente coloro che, come Ford, Eastman e molti altti, hanno contuibuito ad elevare il tenore di vita ¢ a migliorare la salute del ge- neve simano, conviene affermare che "uso pitt benefico delle ricchezze @ quello di dedicarle all'elevazione morale ¢ spirituale degli uomini, Questo uso ha infatti un duplice valore Uno che si potrebbe chiamare negative — ma che @ in realti molto positivo — € che consiste nel combattere Ie cause prime, Ie radici dei mali d’ogni genere, compresi quelli economi- Gi, che travagliano 'umanita. Ogni uomo rige- nerato interiormente costituisce un pericolo di meno ed n elemento attivo di bene di pitt nella societa, L’altro, diretto, che é il largire agli uomini le ricchezze pid nobili, pitt perma- nenti, apportatvici di pitt alto conforto e di pitt pura e vivida gioia Numerosi e facili sono i modi nei quali un ricco di buona volonta ed anche chi abbia un po’ di superfluo o sia disposto a rinunciare a qualche agio o divertimento possono usare i propri mezzi per il bene spirituale degli wo- mini, Basti sicordare che i buoni libri sono veri “accumulator” di energie spirituali, Un libro ha molte volte trasformato una vita umana, Eun libro costa poche lire! Dobbiamo infine dare un rapido accenno all'aspetto nazionale ¢ sociale della questione. ‘Quand’anche la maggioranza dei ricchi acco- gliesse, entro breve tempo, le idee che abbia- mo esposte ¢ si considerasse solo amministra- tice dei beni di Dio, ~ ¢ nessuno fra noi é cost ingenuo da sperarlo! ~ il problema non sa be ancora risolto. Nella complessa vita moderna l'azione in- dividuale non basta; vi sono problemi di pro- duzione ¢ di distribuzione che possono essere risolti solo collettivamente, anzitutto da tun or ganismo nazionale, da uno Stato che interven- ga in doppio modo: 1. organizzando tecnicamente produzione ¢ distribuzione per il miglior rendimento ¢ per il bene di tutti, risolvendo in modo organico ed unitario i difficli problemi delle materie prime, del ritmo produttivo, del finanziamen- to, degli scambi, e 2, eliminando i disastrosi conflitt fra le clas- si sociali coi loro scioperi ¢ con le loro serrate, con le rivolte e le repressioni, instaurando un nuovo € saldo regime di giustizia sociale © di collaborazione di classi Vi @ infine il problema mondiale della ric- chezza ¢ della distribuzion zioni nazionali, le piti urgenti ed imprescindi- bili, non possono da sole risolvere quei proble- dei beni. Le solu- in modo pieno e soddisfacente. Gli scambi di beni sono necessari: VTnghil- terra € la Sveria non potranno mai produrre aranci ¢ limoni, né la Germania wovare nel proprio solo tutte le materie prime di cui ha bisogno. Sidovra dunque arrivare ad un'orga- nizzazione mondiale, basata sugli stessi princi- pi, spirituali e realisticiinsieme, cui siispirano le soluzioni individuali e nazionali Solo con un senso di pit alta solidarieta umana si potanno evitare fati vergognosi, come quello di distruggere il grano in wn luo- go mentre si patisce la fame in un altro, Solo superando, o almeno contenendo entro certi limiti - anche nel campo collettivo, oltre che in quello individuale ~ gli istinti della paura e dell’avidita originarie, si potranno eliminare le corse agli armamenti alle quali assistiamo, Tutto questo meriterebbe ben pitt ampio svolgimento, non consentito né dallo spazio, dalla mia competenza. Mi limito quindi a questo rapido accenno sintetico. Ma, se non mi inganno, quanto stato esposto basta per dimostrare che il problema del denaro ¢ dei beni materiali # un problema essencialmente spirituale. Pexcid, solo alla luce dello Spirito © con metodi fondamentalmente spiritual ess pud trovare soluzioni pratiche, in cui il bene individuale e il bene collettivo si contem- perino in quella armonia dinamica, in quella sintesi sempre pitt ampia, che @ legge fonda- mentale della Vita, nel testo leap: “Un maestro di vite: Hermann 2 Stock, Pais 5. Chr. Vie dine pag, 41-2. 41 pag. 47. 5. [Maledetta sete d'or 6. "Quel! uomo vale un mione di dolla’ 7. Con cid non vogliamo certo ost di criicareo sa ‘nui in alcun modo ato sublime di san Francesco, sto ‘non solo fu ervico, na ebbe uneffcacia benefica incal cobble quale esempio e cost una lezione vivente di distaco che fu uno del colpi pid poderosiche sano mai ‘Mat infer al feroce idolo di Matniona, La tinuncia ad ‘ogni posteso tervene va qundi apprezsata nel suo giusto valore quale va di eccerione, Nostra intento era slo di smostrare couse questa va mon posta costs ti shsie ne generale atuabile nella vita contemporanea '8. PNéquestoeccessod’onore, né questa indegiti". 9, (*E leil Dio come sono felice! Si, & Vedizione orig nale; ecco qua alle pagine dodicie sedici, i due errori di stampa che non ci sono nelledizione moderna‘] 10. n. 12, 1. 6 16. 16. Meitations Sud Amsricaines, page, 5051 Comments sur Bvangile ston S. Maui, pag. 79. [Wicenza 1842-1911 Pag. 162 (as7é19s1 [G. Eastman (18541982)| $f “Colloguio con Frate Francesco") nel volume itmi, Casa Ba Optima, Roma, pag. 185, Pubblicato nel 1937 in due puntate sulla ri- Vista ZI Loto (anno VIIL, n. 4 pag. 97-104 e n. 5, pag. 129-141), periodico della Societa Teosofi ca Htaliana diretto da Luisa Gamberini Cavalli ni, con redazione a Firenze Liatticolo costituisee uno dei capitoli del volume di R. AssagioliConsiderator: JI Mondo Interore. Seriti teosofci 1918-1962, Edizioni Teo- sofiche Italiane, Vicenza, 2008, volume che & stato curato da William Esposito, presidente del Gruppo Teosofico di Fork