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Un attenzione particolare va riservata ai cibi contenenti lievito o cibi

fermentati. 

I lieviti sono spesso la causa di fastidiosi gonfiori addominali. Purtroppo li


mangiamo senza accorgercene perché sono contenuti in quasi tutti gli alimenti
della nostra dieta mediterranea: dalla pizza ad alcuni formaggi, dai biscotti al
pane.
Il lievito è costituito da un insieme di microorganismi in grado di provocare
fermentazione, rendendo i cibi morbidi, fragranti e più voluminosi, ma lo stesso
effetto si puo verificare all’interno del nostro organismo. L’estratto di lievito
fornisce acido folico, sali minerali, vitamine, ma anche purine sostanze azotate
che facilitano la formazione di tossine che a loro volta, rallentano i processi
metabolici e affaticano gli organi.
L'eliminazione dei lieviti sembra avere un effetto importante anche sulla
perdita di peso e in particolare sulla perdita di massa grassa.
La relazione con l'infiammazione o con altri aspetti non ancora del tutto
precisati ha sempre evidenziato in chi seguisse una dieta di controllo delle
sostanze fermentate un interessante stimolo alla perdita di massa grassa,
probabilmente grazie ad un importante miglioramento della sensibilità
insulinica. Questa evidenza è confermata da uno studio pubblicato su
Experimental Gerontology che ha valutato la differente assunzione di cibo in
modelli sperimentali animali, cui erano state fornite diete contenenti sostanze
fermentate o meno. Gli animali lasciati a dieta libera mangiavano
spontaneamente una grande quantità di cibo. Gli stessi animali lasciati a dieta
libera di mangimi privi di sostanze fermentate e di lieviti mangiavano solo la
metà degli altri, sentendosi spontaneamente sazi con minore quantità di
cibo. Come lo zucchero che determina una risposta immediata di tipo
iperinsulinemizzante, anche i lieviti e le sostanze fermentate portano ad una
risposta organica di tipo difensivo. Così i lieviti possono essere un segnale
importante nella regolazione dell'appetito, della sazietà e del metabolismo.
Dopo queste osservazioni appare evidente che anche in assenza di una
reattività specifica, riscontrata ai test per la ricerca delle intolleranze
alimentari, visto che il lievito è uno dei componenti alimentari più comuni sulle
tavole degli italiani, vale la pena di considerare la possibilità di uno o due giorni
settimanali di ”astinenza”, per liberare l'organismo da un eventuale
sovraccarico. Nell'alimentazione italiana i cibi connessi alla lievitazione sono
anche quelli che registrano il maggior contenuto di sale insieme agli insaccati,
per cui nella giornata di controllo si otterrà anche una benefica riduzione del
consumo di sale.
Fare attenzione ai lieviti nella  propria alimentazione non è facile ma non è
nemmeno un’impresa impossibile, di seguito un elenco di cibi contenenti lievito
e prodotti in cui sia comunque intervenuto un processo fermentativo.
Oltre ai cibi che ne contengono direttamente, infatti, l'evidenza clinica indica
che la maggior parte delle persone con una reattività verso i lieviti trae
giovamento dal controllo a rotazione nella dieta anche di tutti i prodotti in cui
sia comunque intervenuto un processo fermentativo.
La dieta va applicata quindi non solo agli alimenti che contengono
effettivamente lieviti, ma a tutti i prodotti che hanno subito qualche forma di
fermentazione anche se non è stato aggiunto lievito di birra né lievito chimico
né pasta madre.
I lieviti non sono sempre rilevabili dall'etichetta del prodotto, e vanno
considerati parte di questa categoria tutti gli alimenti fermentati oltre che quelli
con presenza effettiva di lievito.
 
Elenco dei cibi da considerare fermentati da evitare a rotazione
 
Tutti i prodotti lievitati da forno: pane, crackers, grissini, fette biscottate,
biscotti, prodotti di pasticceria e di panificazione in genere, compresi quelli
detti “a fermentazione naturale”. La restrizione sui prodotti da forno va estesa
anche ai cibi cotti in forno in cui sia contenuta farina. Anche in assenza di
lievito, infatti, durante la cottura le farine subiscono una parziale lievitazione
Tutti i formaggi sia freschi che stagionati (compresi ricotta, mozzarella e
parmigiano), il tofu (formaggio di soia). Lo yogurt anche se a fermentazione
naturale sia di latte animale che di soia
Le bevande fermentate: birra, vino, tutti gli alcolici, il tè. Il bortsch, la tipica
minestra russa a base di barbabietole latto-fermentate.
Funghi (essendo essi stessi miceti come i lieviti), sia che si tratti di
champignons, porcini, funghi secchi o sott'olio.
Condimenti: aceto (anche quello di mele), i dadi da brodo (in quasi tutti,
anche in quelli naturali, sono presenti lieviti), la maionese industriale (per il
suo contenuto di aceto) e le salse macrobiotiche (quasi tutte fermentate, come
la salsa di soia e il tamari, il miso).
Miele contiene dei funghi (lieviti) microscopici unicellulari in grado di vivere e
riprodursi in ambiente molto ricco di zuccheri.
Tra i farmaci: estratti di lievito, molti integratori vitaminici (in particolare
quelli del gruppo B che talora sono estratti da lieviti). L’eventuale uso di
probiotici (fermenti lattici) va discusso col medico. Attenzione all’uso di tinture
madri o macerati glicerici in quanto alcolici o di qualunque altro prodotto su
base alcolica. Favorire estratti secchi o altri tipi di sali minerali.
Avanzi o cibi cucinati per più giorni: cibi lasciati a fermentare o ortaggi
conservati a lungo all'aria aperta.
Acido citrico: conservante contenuto in moltissimi alimenti in sostituzione del
succo di limone (derivato dal fungo Aspergillus geneticamente modificato).
Frutta essiccata come uvetta (attenti a certi muesli), albicocche seccate,
datteri seccati, ecc.
Cibi poveri di lievito

Amaretti (solo se senza farina e senza lievito)


Budini
Cereali in fiocchi
Cereali soffiati
Cioccolato
Conserve sott’olio (solo se non trattate con aceto)
Corn flakes
Cracotte/Estrusi di crusca, farro, frumento, kamut, riso
Creme
Crepes
Croccante
Gallette di riso
Gelati
Granite
Karkadè
Meringhe
Mousse
Muesli (senza uvette)
Panna cotta
Pasta
Patate
Polenta
Riso
Sorbetti
Spremute
Succhi di frutta
Succo di pomodoro
Tè verde
Tisane
Torrone (senza l’ostia che lo avvolge)