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Se dovessimo rileggere le letture di questa

domenica, il Vangelo soprattutto, come


fosse una cronaca sportiva si potrebbe
dire che il nostro campione non era tra
quelli di cui le cronache dai campetti di
provincia si siano interessate quando era
ragazzo, se si esclude la pasqua dei dodici
anni. Non era come un Samuele - prima
lettura - che fin da ragazzo convocato
per campionati significati e con grandi risultati: Ges non fa notizia quando un
ragazzo: cresceva in sapienza, et e grazia
Anche le cronache del suo esordio parlano soprattutto di
chi ritenuto da tanti il vero campione, ed entra in campo dallinizio della gara, e con la fascia di capitano. Il bello avviene quando Giovanni stesso si ferma, chiama attorno a s i suoi compagni di squadra e si toglie la fascia
per consegnarla a quello che lui, il campione fino a quel
momento acclamato da tutti, indica come il vero capitano. Un capitano che arrivando dalla panchina, ora veste
la fascia e comincia a radunare la sua nuova squadra.
Non lascia fuori quanti hanno gi giocato, anzi li conferma, e li coinvolge al punto tale che essi stessi si danno da
fare per coinvolgere altri loro amici per entrare nella squadra.
Da prima sembrano una squadretta di
provincia: non possono disporre di campioni ritenuti infallibili; sembrano destinati a giocare per salvarsi. I grandi risultati sarebbero arrivati dopo...ma su
questo le cronache dei primi tempi non
possono sbilanciarsi. Sono pescatori, non
teologi, esperti di reti e di branchi di pesce, non di leggi e norme della Scrittura.
Eppure sono quelli che il nuovo capitano
sceglie, prendendo in questo modo anche il posto dellallenatore e del presidente, mentre conserva anche il ruolo di
giocatore. Il suo campionato non sar
lungo, ma sar decisivo per lanciarli in una sfida - al peccato e al male - in cui saremo, con lui, vincitori