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a.a.

2019-2020

Corso Integrato di
Morfologia e funzioni ….

Fisiologia
Dott.ssa Francesca Uberti

francesca.uberti@med.uniupo.it
Dove studiare?

Appunti
(personali!)
STANFIELD -
GERMANN

EDISES

L. ZOCCHI et al.
PRINCIPI DI MARTINI - NATH
FISIOLOGIA 3a ed., EDISES
Φύσις
Talete di Mileto

I fisiologi presocratici

Tra l'età di Omero (XIII-IX secolo a.C.) e l'età di Socrate (seconda metà del V secolo
a.C.) all'interno della cultura greca si sviluppa un originale movimento di pensiero,
che pone come oggetto di studio e di indagine la natura.

Aristotele chiama questi pensatori "fisici" o "fisiologi", cioè studiosi della natura o
"naturalisti". Con essi si è soliti dare inizio alla filosofia vera e propria.
DIFFERENZA TRA APPARATO E
SISTEMA
Apparato: insieme di organi anatomicamente
collegati tra di loro e che svolgono insieme una
determinata funzione (es. apparato digerente,
apparato respiratorio).
Sistema: insieme di organi che svolgono una
funzione comune ma che non sono
necessariamente connessi tra loro dal punto di
vista anatomico (es. sistema endocrino, sistema
immunitario).
l’Uomo
60% della massa
corporea
99% delle molecole
corporee
"Non l'uomo, bensì
l'acqua è la realtà
delle cose"

Talete di Mileto “Tutte le cose sono


sorte dall'acqua”
Claude Bernard
(1813 – 1878)

Milieu intérieur
(ambiente interno)

Le condizioni del mondo che


ci circonda cambiano
costantemente, ma il delicato
equilibrio di caratteristiche
interne dei nostri corpi non ne
è affetto.
Walter Bradford Cannon, (1871 – 1945)

Omeostasi
(dal greco ομέο e στάσις), è la tendenza
naturale al raggiungimento di una relativa
stabilità interna delle proprietà chimico-
fisiche che accomuna tutti gli organismi
viventi, per i quali tale stato di equilibrio
deve mantenersi nel tempo, anche al
variare delle condizioni esterne, attraverso
dei precisi meccanismi autoregolatori.

In molti processi biologici, l'omeostasi


mantiene la concentrazione chimica di ioni
e molecole, e permette alla cellula di
sopravvivere.
OMEOSTASI
L' , sia a livello cellulare sia a
livello dell'intero organismo, viene assicurata da
un complesso gioco di regolazioni atto a stabilire i
vari parametri fisiologici (temperatura,
concentrazioni, ecc.) rispetto alle condizioni
esterne, riportandoli ai valori abituali quando
vengono modificati.
Allostasi
L'allostasi è la capacità di mantenere la stabilità dei sistemi fisiologici per mezzo
del cambiamento. È un metasistema di regolazione che mantiene la stabilità dei
sistemi essenziali per la vita (sistemi omeostatici). La funzione dell'allostasi non è
la costanza dei sistemi tramite il controllo omeostatico di alcune variabili, ma
piuttosto la fitness del sistema rispetto alle domande poste dall'ambiente
all'organismo in regime di selezione naturale. Questa capacità dipende
dall'efficienza dell'organismo nel regolare sia la fisiologia sia i meccanismi
comportamentali che supportano e modulano la fisiologia stessa. Un adattamento
che coinvolge solo la fisiologia periferica (che modifica cioè solo i parametri finali
di un processo complesso) rischia quindi di essere contrastato dai comportamenti
e dai meccanismi di compensazione fisiologica che stanno a monte delle
modificazioni dei parametri finali. Quando l'organismo è sottoposto a sfide
ambientali entra in uno stato allostatico.
Feedback

processo per cui l’effetto risultante dall’azione di un sistema (meccanismo, circuito,


organismo, ecc.) si riflette sul sistema stesso per variarne o correggerne
opportunamente il funzionamento: f. positivo o negativo, secondo che si abbia, come
risultato finale, l’intensificazione oppure l’attenuazione dell’effetto.
Feedback: meccanismo generale
Esempi di Feedback: lo sciacquone
Esempi di Feedback: il termostato
Esempi di Feedback: la termoregolazione corporea
Esempi di Feedback: controllo della glicemia
Esempi di Feedback: controllo della pressione arteriosa
ESEMPI DI
FEEDBACK POSITIVO
EFFETTO
LARSEN
FORMAZIONE O
FUSIONE DEI
GHIACCI AI
POLI
TERRESTRI

CICLO
MESTRUALE MANTENIMENTO
E AMPLIFICAZIONE
E DELLE
CARATTERISTICHE
GRAVIDANZA GENETICHE
DI UNA
POPOLAZIONE
Feedback

+
amplifica o smorza

+
sopprime

– –
+ +
ALLOSTASI
capacità degli organismi viventi di mantenersi stabili e vitali
attraverso il cambiamento, adattando i propri sistemi interni alle
mutate condizioni ambientali

Bruce S. McEwen

Sterling, P. and Eyer, J., 1988, Allostasis: A new paradigm to explain arousal pathology. In: S. Fisher and J. Reason
(Eds.), Handbook of Life Stress, Cognition and Health. John Wiley & Sons, New York
OMEOSTASI ALLOSTASI
= equilibrio statico = equilibrio dinamico
Carico Allostatico è il prezzo che il nostro organismo è costretto a
pagare per adeguarsi a cambiamenti indesiderati o situazioni vissute, andando a
modificare alcuni parametri interni per mantenere inalterate le funzionalità di organi
e apparati.

I meccanismi allostatici sono protettivi nel breve periodo,


ma deleteri nel lungo.
Quando i cicli allostatici si susseguono nel tempo senza interrompere il loro carico
si passa al Sovraccarico Allostatico che logora tessuti, cellule e organi, finendo
per comprometterne la migliore funzionalità.
E’ stato dimostrato che pazienti in fase avanzata di Sovraccarico Allostatico hanno
visto aumentare i rischi cardiovascolari, declino fisico e cognitivo e conseguente
aumento di mortalità.
Da un punto di vista anatomico, i sistemi che nell’organismo sono deputati al
controllo della risposta agli stimoli stressanti sono essenzialmente due, peraltro
interconnessi tra loro: l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene e il sistema limbico.
Secondo McEwen il Carico Allostatico provocherebbe danni
in 4 differenti modi:

1. Stress Cronico: eventi stressanti che si ripetono nel tempo causano


elevazioni dei mediatori dello stress (ormoni, neurotrasmettitori).
2. Mancato Adattamento: L’organismo non si “abitua” al fattore stressante e
quindi si è esposti continuamente ai mediatori dello stress.
3. Incapacità di blocco alla risposta: cioè incapacità di bloccare la
secrezione di ormoni di risposta allo stress o di ripristinare il ritmo circadiano
al termine dell’evento stressante.
4. Inadeguata risposta ormonale: una non adeguata secrezione di ormoni in
risposta allo stress.
Chi controlla
l’omeostasi?
il Sistema Limbico
Paul Broca (1824-1880)
1878: “le grand lobe limbique”

James Papez (1883-1958)


Anni ‘30: “limbic system”
(circuito di Papez).
i nuclei del Sistema Limbico
Circuito di Papez
(1937)

Circuito neuroanatomico delle emozioni


Paul D. MacLean (1913 – 2007)
È il centro di integrazione di processi neurologici superiori
come le emozioni, coinvolta anche nei sistemi della
memoria emozionale. È attiva nel sistema di
comparazione degli stimoli ricevuti con le esperienze
passate e nell'elaborazione degli stimoli olfattivi. Lavora in
connessione con l’ippocampo

Mentre l’ippocampo "rimembra" i fatti, l’amigdala ne giudica


la valenza emozionale. L'amigdala quindi fornisce a ogni
stimolo il livello giusto di attenzione, lo arricchisce di
emozioni e, infine, ne avvia l'immagazzinamento sotto
forma di ricordo.

Amigdala
L’amigdala è dunque l'archivio della nostra memoria
emozionale, per ciò analizza l’esperienza corrente, con
quanto già accaduto nel passato: quando la situazione
presente e quella passata hanno un elemento chiave simile,
l’amigdala lo identifica come una associazione ed agisce,
talvolta, prima di avere una piena conferma. Ci comanda
precipitosamente di reagire ad una situazione presente
secondo paragoni di episodi simili, anche di molto tempo fa,
con pensieri, emozioni e reazioni apprese fissate in risposta
ad eventi analoghi.

L’amigdala può reagire prima che la corteccia sappia che


cosa sta accadendo, e questo perché l’emozione grezza
viene scatenata in modo indipendente dal pensiero
cosciente, e generalmente prima di esso.
Functions of
amygdala
Collega gli stimoli ambientali a risposte
comportamentali autonome ed endocrine
coordinate, osservate nella conservazione
delle specie.
Le risposte includono:
Nutrire e bere
Comportamento agnostico (combattimento)
Accoppiamento e cure materne
Risposte a stress fisici o emotivi.
Evoluzione del Cervello Emotivo 1/2

Le radici più antiche della nostra vita emotiva affondano nel senso dell’olfatto, cioè nel lobo olfattivo o
rinencefalo. Nei rettili, uccelli, anfibi e pesci questo rappresenta la regione suprema del cervello. Infatti l’olfatto
era un senso di importanza fondamentale ai fini della sopravvivenza.
Il centro olfattivo era costituito da un sottile strato di neuroni che recepiva lo stimolo olfattivo e lo classificava
nelle principali categorie: nemico o pasto potenziale, sessualmente disponibile, commestibile o tossico.
Un secondo strato di cellule inviava, attraverso il sistema nervoso, messaggi riflessi per informare l’organismo sul
da farsi: avvicinarsi, fuggire, inseguire, mordere, sputare.

Già con la comparsa dei primi mammiferi dal lobo olfattivo incominciarono ad evolversi gli antichi centri
emozionali, che ad un certo punto dell’evoluzione divennero abbastanza grandi da circondare l’estremità cefalica
del tronco cerebrale. Per questo questa parte del cervello venne chiamata sistema limbico, dal latino “limbus” che
vuol dire anello.
Questa nuova parte del cervello aggiunse al repertorio cerebrale le reazioni emotive che hanno più
specificamente a che fare con le quattro funzioni della sopravvivenza ( nutrizione, lotta, fuga, riproduzione) e le
emozioni che gli sono proprie: ira, rabbia, paura, piacere, desiderio ecc.
Quando si evolse ulteriormente, il sistema limbico perfezionò altri due strumenti: l’apprendimento e la memoria.
Questo consentiva ad un animale di essere più intelligente nelle sue scelte per la sopravvivenza. Poteva infatti
modulare le proprie risposte in modo molto più consono ad esigenze e situazioni mutevoli, senza dover più
reagire in modo automatico e rigido.
Evoluzione del Cervello Emotivo 2/2

Fu l’aggiunta della neocorteccia e delle sue connessioni con il sistema limbico a permettere ad esempio il legame
madre-figlio, cioè quel sentimento che rende possibile lo sviluppo umano, rappresentando la base della dedizione
a lungo termine necessaria per allevare i figli.
Infatti nelle specie prive di neocorteccia, come i rettili, manca l’affetto materno: quando i piccoli escono dall’uovo,
devono nascondersi per non essere divorati dai loro stessi genitori.
Negli esseri umani il legame protettivo tra genitori e figli consente che gran parte della maturazione del sistema
nervoso prosegua nel corso dell’infanzia. Infatti durante l’infanzia il cervello continua a svilupparsi.

La neocorteccia rende possibili anche le finezze e la complessità della vita emozionale.


Nei primati le interconnessioni tra neocorteccia e sistema limbico sono infatti potenziate rispetto ad altre specie,
e lo sono immensamente negli esseri umani.
Ciò conferisce ai centri emozionali l’immenso potere di influenzare il funzionamento di tutte le altre zone del
cervello, compresi i centri del pensiero.
A sua volta senza l’influenza modulatrice della neocorteccia l’attività del sistema limbico può essere la causa di
crisi anormali e incontrollabili di rabbia o di paura.
La normale espressione delle emozioni richiede, quindi, anche il contributo delle aree più evolute del cervello.
le funzioni del Sistema Limbico

Plasticità

Risposta allo Stress


Vigilanza/Attenzione

Apprendimento da stimoli sensoriali


apprendimento Pavloviano learning


● (condizionamento classico)

controllo degli stati affettivi (rabbia, paura, piacere)



Triune brain

Paul D. MacLean
Il cervello trino è un modello dell'evoluzione del cervello
anteriore e del comportamento dei vertebrati proposto dal
medico e neuroscienziato americano Paul D. MacLean.
MacLean.
MacLean originariamente ha formulato il suo modello negli
anni '60 e lo ha proposto a lungo nel suo libro del 1990 The
Triune Brain in Evolution. Il cervello trino è costituito dal
complesso rettiliano, dal complesso paleomammaliano
(sistema limbico) e dal complesso neomammaliano
(neocorteccia), visti come strutture aggiunte
sequenzialmente al cervello anteriore nel corso
dell'evoluzione.
L'ipotesi del cervello trino divenne familiare a un vasto
pubblico popolare attraverso il libro del 1977 vincitore del
premio Pulitzer di Carl Sagan The Dragons of Eden. La
teoria è stata abbracciata da alcuni psichiatri e da almeno un
importante ricercatore di neuroscienze affettive
Reptilian complex
The reptilian complex, also known as the R-complex or "reptilian brain" was the name
MacLean gave to the basal ganglia, structures derived from the floor of the forebrain
during development. The term derives from the fact that comparative neuroanatomists
once believed that the forebrains of reptiles and birds were dominated by these
structures. MacLean proposed that the reptilian complex was responsible for species
typical instinctual behaviors involved in aggression, dominance, territoriality, and ritual
displays.
Paleomammalian complex
Il complesso rettiliano, noto anche come complesso R o "cervello rettiliano", era il
nome che MacLean ha dato ai gangli della base, strutture derivate dal pavimento del
cervello anteriore durante lo sviluppo.

Il termine deriva dal fatto che i neuroanatomisti una volta credevano che i cervelli
anteriori di rettili e uccelli fossero dominati da queste strutture.

MacLean ha proposto che il complesso rettiliano fosse responsabile dei


comportamenti istintuali tipici delle specie coinvolti in aggressioni, dominanza,
territorialità e manifestazioni rituali.
Neomammalian complex

Il complesso neomammaliano è costituito dalla neocorteccia cerebrale, una


struttura che si trova unicamente nei mammiferi. MacLean considerava la
sua aggiunta come il passo più recente nell'evoluzione del cervello dei
mammiferi, conferendo la capacità di linguaggio, astrazione, pianificazione
e percezione.
L’insieme delle rappresentazioni e delle operazioni mentali che
permettono di percepire ed elaborare l’informazione resa disponibile
dall’ambiente e dal mondo interiore e che sono alla base del
comportamento umano.

I processi cognitivi sono connessi con quelle funzioni che hanno il


loro sistema di controllo nei centri superiori della corteccia
cerebrale; si distinguono dalle funzioni inferiori del cervello
(bisogno di cibo, acqua, sonno) che contraddistinguono gli animali e
li differenziano da essi.

Ogni comportamento rappresenta il risultato di una funzione


cerebrale.
Ciò che noi chiamiamo “mente” non è altro che una serie di
operazioni eseguite dal cervello.
Le attività cerebrali non comprendono perciò soltanto
comportamenti motori relativamente semplici come mangiare o
camminare, ma anche tutte le complesse attività cognitive che noi
tendiamo a mettere in relazione con comportamenti essenzialmente
umani come il pensare, il parlare ecc.
1. spiegare i processi mentali che ci permettono di pensare,
percepire o ricordare o, in altre parole, di spiegare il
comportamento in termini di attività cerebrali.
2. modalità attraverso le quali i neuroni operano nel cervello per
determinare la comparsa di comportamenti e in che modo
queste cellule possano essere influenzate dalle condizioni
dell’ambiente che le circonda, incluso il comportamento di altre
persone.

I fattori biologici sono fondamentali per la nostra esperienza


sensoriale, lo stato di coscienza, la motivazione e l’emozione, lo
sviluppo nel corso della vita e la salute fisica e psicologica.
1. Neuroscienza Molecolare. La materia cerebrale è costituita da una
grande varietà di molecole, cruciali per il funzionamento del
cervello.
2. Neuroscienza Cellulare. Focalizza l’attenzione sullo studio del
modo in cui le molecole lavorano insieme per conferire al neurone
le sue proprietà.
3. Neuroscienza dei Sistemi. Costellazioni di neuroni formano
complessi circuiti che eseguono funzioni semplici (vista,
movimento). I neuroscienziati studiano come circuiti neurali
differenti analizzano le informazioni sensoriali, come formano la
percezione del mondo esterno, come prendono decisioni o
eseguono movimenti.
4. Neuroscienza Comportamentale. Studia in che modo i sistemi
neurali lavorano insieme per produrre comportamenti integrati.
5. Neuroscienza Cognitiva. Riguarda la comprensione dei meccanismi
neurali responsabili dei livelli più alti dell’attività mentale umana
(autocoscienza, linguaggio, pensiero). In che modo l’attività del
cervello crea la mente.
Inoltre i progressi delle neuroscienze comportamentali hanno
preparato la strada alla creazione di farmaci e altri
trattamenti per malattie fisiche e psicologiche.

Non possiamo capire il comportamento senza


conoscere la nostra costituzione biologica.
Per comprendere le basi biologiche dei processi cognitivi è
necessario conoscere l’anatomia dei sistemi cerebrali preposti a
queste funzioni.
Il SNC ci consente di eseguire attività molto precise come
danzare, segnare un goal, ma anche semplicemente scrivere o
raccogliere una penna. Queste azioni dipendono, per certi versi,
da una precisa coordinazione muscolare.
Ma se consideriamo come i muscoli possono essere attivati in
modo così preciso, vediamo che sono coinvolti più processi
fondamentali. Affinché i muscoli producano i complessi
movimenti che rendono possibili attività fisiche elaborate, il
cervello deve fornire i giusti messaggi e coordinarli.
Tali messaggi passano attraverso i neuroni, che sono gli
elementi base del SNC.

La struttura, l’azione e le funzioni del neurone sono


aspetti biologici fondamentali del corpo che stanno alla
base di molti processi psicologici primari

La nostra comprensione di come sentiamo, percepiamo e


impariamo dal mondo sarebbe molto più ridotta senza le
informazioni sul neurone acquisite dai neuroscienziati
comportamentali.
 Sistema Nervoso  Sistema Nervoso
Centrale Periferico

Cervello Sistema Motorio


Midollo Spinale Sistema Sensoriale
 Sistema Motorio  Sistema Sensoriale

Sistema Somatico Neuroni che ricevono


(volontario) informazioni
Sistema Autonomo dall’ambiente esterno e
(involontario) trasmettono al cervello
informazioni dal corpo
Sistema Sistema
Somatico: Autonomo:
è specializzato nel si occupa delle parti del
controllo dei movimenti corpo che ci mantengono
volontari e nella in vita: cuore, vasi
comunicazione di sanguigni, ghiandole,
informazioni verso e polmoni e altri organi
dagli organi di senso. che funzionano
indipendentemente dalla
nostra consapevolezza;
gioca un ruolo molto
importante nelle
situazioni di emergenza.
il Sistema Nervoso Autonomo
 Sistema Sistema
Simpatico: Parasimpatico:
agisce per preparare il agisce per calmare il
corpo in situazioni di corpo dopo che la
emergenza molto situazione d’emergenza è
stressanti, impegnando stata risolta; sostiene la
tutte le risorse conservazione
dell’organismo a dell’energia corporea. I
rispondere alla minaccia. due sistemi lavorano
Questa risposta spesso insieme per regolare
assume la forma del molte funzioni .
“combatti o fuggi”.
Divisioni del Sistema Nervoso Autonomo

*
Il Sistema Nervoso Autonomo

• Il SNA è la parte del sistema nervoso periferico che regola quelle attività
corporee che generalmente non sono sotto il controllo della coscienza
• É costituito da un gruppo speciale di neuroni che innervano:
– La muscolatura cardiaca
– La muscolatura liscia (pareti dei visceri e dei vasi sanguigni)
– Gli organi interni
– Cute (muscoli piloerettori e ghiandole sudoripare)

*
Sistema Nervoso Parasimpatico
“riposo & digestione”
SISTEMA CRANIOSACRALE

SLUDD
Salivazione
Lacrimazione
minzione
la sua attività è ben illustrata da un soggetto
Digestione che si rilassa dopo un pasto:
defecazione ● pressione arteriosa, frequenza cardiaca e
ritmo respiratorio rallentano
● il tratto gastrointestinale accelera la sua
attività
● la pelle è calda e le pupille sono costrette
*
Sympathetic nervous system
“fight or flight”
(attacca o fuggi)

SISTEMA
TORACOLOMBARE

Prepara
l’organismo
all’azione
*
Sistemi motori autonomo e somatico
• Sistema motorio somatico
– Un motoneurone si estende dal SNC al muscolo scheletrico
– Gli assoni sono mielinici, conducono gli impulsi rapidamente
• Sistema nervoso autonomo
– Una catena di due motoneuroni
• Neurone pregangliare
• Neurone postgangliare
– La conduzione è più lenta, dovuta ad assoni poco o per niente mielinizzati
neurone soma neurone
pregangliare postgangliare
radice dorsale
assone pregangl.
muscolo liscio

assone
ganglio postgangliare

radice
motoneurone ventrale muscolo
somatico scheletrico
midollo
spinale
Suddivisione del sistema nervoso autonomo
• Divisioni Orto- e
Parasimpatica
• Per lo più innervano
le stesse strutture
• Ma causano effetti
opposti

• Ortosimpatico – “lotta,
fuga, o paura”
– attivato durante
l’esercizio fisico,
l’eccitamento e le
emergenze
• Parasimpatico – “riposo e
digestione”
– Coinvolto nel
risparmio energetico
Azioni del Sistema Nervoso Autonomo
Struttura Stimolazione dell’Ortosimpatico Stimolazione del Parasimpatico
Occhio (Iride) Dilatazione della pupilla Constrizione della pupilla
Ghiandole salivari Riduzione della salivazione Aumento della salivazione
Mucosa orale Riduzione della produzione di Aumento della produzione di muco
muco

Cuore Aumento della frequenza dei Diminuzione della frequenza dei battiti
battitie della forza di contrazione e della forza di contrazione

Polmoni Rilassamento dei bronchi Contrazione della muscolatura


bronchiale

Stomaco Riduzione della motilità Secrezione di succo gastrico e aumento


della motilità
Intestino tenue Riduzione della peristalsi Aumento dei processi digestivi
Intestino crasso Riduzione della motilità Aumento della secrezione e della
motilità
Fegato Aumentata glicogenolisi
Rene Diminuzione della diuresi Aumento della diuresi
Midollare Secrezione di Adrenalina e
surrenale Noradrenalina

Vescica Rilassamento della parete e Contrazione della parete e


chiusura dello sfintere rilasciamento dello sfintere
SISTEMA NERVOSO AUTONOMO

DIVISIONE ORTOSIMPARICA DIVISIONE PARASIMPARICA

Neuroni pregangliari nelle corna Neuroni pregangliari del midollo


laterali grigie dei segmenti spinali allungato e della porzione laterale
T1-L2 delle corna grigie anteriori in S2-S4
Le fibre pregangliari sono inviate a
Gangli vicino al midollo spinale Gangli sugli o vicino agli organi
Le fibre pregangliari rilasciano ACh, Le fibre pregangliari rilasciano ACh,
stimolando i neuroni postgangliari stimolando i neuroni postgangliari
Che inviano fibre postgangliari a
Organi bersaglio Organi bersaglio
La maggior parte delle fibre post Tutte le fibre post gangliari rilascia
gangliari rilascia NA ACh

Risposta del tipo Risposta del tipo


“lotta o scappa” “riposa”
il Sistema Endocrino
ORMONI Regolazione a Distanza

• il Sistema Endocrino è formato da ghiandole che


secernono Ormoni
• gli Ormoni sono messaggeri chimici che
trasportano informazioni sfruttando il sistema
circolatorio
• gli Ormoni raggiungono ogni cellula del corpo, ma
agiscono solo su alcune
Funzioni del Sistema Endocrino

• il Sistema Endocrino avvia, e controlla i processi


corporei di crescita, maturazione, invecchiamento e
riproduzione
• il Sistema Endocrino agisce con effetti lenti, ma
prolungati e corali
LE PRINCIPALI GHIANDOLE ENDOCRINE
Signaling by any hormone involves three key events:

● Reception
● Signal transduction
● Response

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Hormone-Receptor Complex
★ Il legame di un ormone al suo recettore avvia una via di
trasduzione del segnale che porta a risposte nel citoplasma
o a un cambiamento nell'espressione genica
★ Lo stesso ormone può avere effetti diversi sulle cellule

bersaglio che hanno


Diversi recettori per l'ormone
Trasduzione del segnale diversa
percorsi
Diverse proteine da trasportare
la risposta

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SIGNAL
TRANSDUCTION

&
RESPONSE
COMUNICAZIONE

Neuro-
Ormoni
trasmettitori

Citochine
Citochine
Sono state raggruppate sotto il
nome generico di citochine tutte
le proteine, generalmente
glicosilate e di basso peso
molecolare, secrete dalle cellule
del sistema immunitario,
fondamentalmente da monociti e
linfociti T, anche se altre cellule
non immunitarie producono
citochine, come ad esempio: le
cellule endoteliali ed i fibroblasti.
Precedentemente, le citochine
erano denominate in funzione
dell'origine della cellula
secretrice, ad esempio:
linfochine (prodotte da linfociti)
monochine (monociti) o in base
alla loro attività: chemiochine,
interleuchine, interferoni
il Sistema Immunitario
IL SISTEMA IMMUNITARIO
Il sistema immunitario e’ un sistema
omeostatico deputato al riconoscimento ed
eliminazione di tutto cio’ che e’ estraneo al
nostro organismo e che potenzialmente puo’
alterare l’integrita’ strutturale e/o funzionale
dell’organismo stesso

l termine immunità deriva dalla parola latina immunitas, che stava ad indicare l’esenzione da alcuni
obblighi civili e dalla perseguibilità legale, che veniva attribuita ai senatori romani in carica
Storicamente in medicina immunità ha significato protezione dalle malattie, ed in particolare dalle malattie
infettive.
Le cellule e le molecole coinvolte nell’immunità costituiscono il sistema immunitario, e la loro
risposta organica rappresenta la risposta immunitaria.
RETE DIFENSIVA CONTRO INFEZIONI MICROBICHE, SOSTANZE ESTRANEE E
CANCRO

Il mantenimento della identità strutturale comprende anche la rimozione di strutture


endogene invecchiate e modificate

Gli stessi meccanismi che proteggono normalmente l’individuo dalle infezioni e provvedono
ad eliminare gli agenti esogeni sono in grado di causare a volte un danno tissutale e la
comparsa di malattie

I meccanismi implicati nel mantenimento della composizione interna dell'organismo umano


sono unici indipendentemente dal fatto che la variazione abbia origine esogena o
endogena

….QUINDI….
Il sistema immunitario è il senso chimico che verifica la composizione chimica (sotto forma di strutture
complesse) dell'organismo, rispondendo di norma con la tolleranza o, più raramente, con il tentativo di
eliminazione della struttura riconosciuta
Funzioni del Sistema Immunitario

1. Distingue il “Sé”
dal “Non Sé”
2. Riconosce,
distrugge e
rimuove il “Non
Sé” (Batteri, Virus,
Tossine)
3. Distrugge il “Sé”
alterato (Tumori)
IMMUNOLOGIA: Studio delle cellule, delle molecole e dei meccanismi attraverso i
quali il sistema immunitario si protegge

ANTIGENE
Gli antigeni sono molecole che vengono riconosciute come estranee dal
sistema immunitario (sia innato che adattativo) tramite gli anticorpi od i
recettori specifici dei linfociti

• NATURA CHIMICA
• CARBOIDRATI
• LIPIDI
• ACIDI NUCLEICI
• PROTEINE: gli Ab possono riconoscere la
struttura I, II, III, IV

ANTIGENICITA’ è la caratteristica che permette ad una certa sostanza (Ag) di reagire


con i prodotti di una risposta immunitaria specifica (anticorpo o recettore per l’Ag dei linfociti T).

IMMUNOGENICITA’ è la caratteristica che conferisce ad una sostanza (immunogeno)


la capacità di provocare una risposta immunitaria specifica.
Elementi del Sistema Immunitario
LEUCOCITI

Granulociti
Neutrofili
Eosinofili
Basofili

Linfociti
T
T-helper
B
NK (Natural Killer)

Monociti
Macrofagi
Cell Dendritiche

ANTICORPI (Immunoglobuline)
il Riflesso
Infiammatorio
L’infiammazione

L’infiammazione è una risposta adattativa ad uno stimolo dannoso o stressante per il


tessuto
L'infiammazione può essere considerata una risposta allo stress

Ci possono essere diversi gradi a seconda dell'intensità dello stimolo


- Risposta cellulare allo stress
- Risposta del tessuto allo stress
- Risposta del tessuto al danno

Il tessuto danneggiato (1)


libera mediatori chimici (2)
che diffondono verso i vasi
sanguigni circostanti,
provocando la reazione
vasale e cellulare:
formazione di un essudato
costituito da cellule e liquido
(3).
. l’Equilibrio è il principio fondamentale della Vita .
Quali fattori alterano l’Equilibrio del Corpo?
Il DOLORE rappresenta il mezzo con cui l'organismo segnala un danno tessutale.

E’ un’esperienza sensoriale ed emozionale spiacevole associata a danno tissutale, in


atto o potenziale, o descritta in termini di danno.

Si compone di:

● una parte percettiva (la nocicezione) che costituisce la modalità sensoriale


che permette la ricezione ed il trasporto al sistema nervoso centrale di
stimoli potenzialmente lesivi per l’organismo

● una parte esperienziale (quindi del tutto privata, la vera e propria


esperienza del dolore) che è lo stato psichico collegato alla percezione di
una sensazione spiacevole.
lo stato Emotivo può generare Analgesia

L’Amigdala è collegata con le aree centrali


dell’Analgesia Endogena.

*
Definizione di Stress
Lo Stress è uno stato di tensione psicologica e fisica
generata quando un soggetto sente di essere incapace ad
affrontare e risolvere alle alterazioni indotte da un agente
stressante.
Lo stato conseguente può essere adattativo (eustress) o
maladattativo (distress)
Definizione di Agente Stressante
(Stressor)
Ogni stressor che perturba l'omeostasi dell'organismo richiama immediatamente delle reazioni regolative
neuropsichiche, emotive, locomotorie, ormonali e immunologiche.

Anche eventi di vita quotidiana possono portare a mutazioni anche radicali dovute all'adattamento. Malgrado
ciò, l'adattamento è un'attività complessa che si articola nella messa in atto di azioni finalistiche destinate alla
gestione o soluzione dei problemi, alla luce della risposta emotiva soggettiva suscitata da tali eventi.

La capacità di indirizzare le azioni adattative implica sia la possibilità di azioni finalizzate a modificare
l'ambiente in funzione delle necessità del soggetto, sia l'eventualità di intraprendere una modificazione di
caratteristiche soggettive per ottenere un migliore adattamento all'ambiente circostante.

Ad esempio, per adattarsi a un clima rigido, si può decidere di accendere un fuoco, o di indossare abiti più
pesanti: l'adattamento dipende dalle capacità di problem solving, ma anche dalla presenza di opportuni
elementi ambientali, economici o relazionali
Hypothalamic Sympathetic
Pituitary Adrenal
Adrenal Medullary
axis system

HPA SAM

Due meccanismi per affrontare lo Stress


HPA

Hypothalamic Pituitary Adrenal axis


SAM
Sympathetic Adreno Medullary system
Stress: agisce prima SAM o HPA?

La risposta è: entrambi.
I due sistemi vengono attivati contemporaneamente, ma
mentre SAM è istantaneo, HPA è più lento e se l’agente
stressante è rapidamente rimosso, può non comparire
affatto.
General
Adaptation
Syndrome
(GAS) (1907
Hans Selye
– 1982)

Hans Selye definì come "Sindrome Generale di Adattamento" quella risposta che l'organismo
mette in atto quando è soggetto agli effetti prolungati di svariati tipi di stressor, quali stimoli
fisici (ad es. fatica), mentali (ad es. impegno lavorativo), sociali o ambientali (ad es. obblighi o
richieste dell'ambiente sociale).
L'evoluzione della sindrome avviene in tre fasi:
● Allarme, l'organismo risponde agli stressor mettendo in atto meccanismi di
fronteggiamento (coping) sia fisici che mentali. Esempi sono costituiti dall'aumento del
battito cardiaco, pressione sanguigna, tono muscolare ed arousal (attivazione
psicofisiologica).
● Resistenza, il corpo tenta di combattere e contrastare gli effetti negativi
dell'affaticamento prolungato, producendo risposte ormonali specifiche da varie
ghiandole, ad es. le ghiandole surrenali.
● Esaurimento, se gli stressor continuano ad agire, il soggetto può venire sopraffatto e
possono prodursi effetti sfavorevoli permanenti a carico della struttura psichica e/o
somatica.
General
Adaptation
Syndrome
(GAS)