Sei sulla pagina 1di 9

LA VIA DEL MISTERO 1- Il Filosofo che usa solo la mente e quello che inclina anche verso il cuore Un tempo

il volgo bisbigliava sullesistenza di due personaggi misteriosi. Di essi si diceva che respirano laria corrotta senza ammalarsi e che vagano da soli nella selva in cerca di qualche erba particolare; non hanno amici n parenti, ma solo qualche strumento di scienza. Il primo di essi non chiede carit e non ne dona, non fa del male, ma neanche del bene, in lui il mondo chiuso solo in s stesso; n gioia n dolore scaturiscono dal suo volto impassibile, ed il passato, come il presente, per lui sono solo studio e contemplazione in una vita calma e spirituale. Egli, la cui vita nella mente, guarda con distacco ogni lotta esterna alla sua solitaria sfera di vita e nulla, gioia o dolore altrui, lo turba. E lo spirito che vive solo nellintelletto. Porta con s non i turbolenti desideri della giovinezza, ma i calmi e spirituali diletti della vecchiaia. E del tutto indifferente allintero mondo circostante, non commette male alcuno, ma sembra ugualmente apatico al bene, le sue azioni non recano sollievo ad alcuna disdetta, le sue parole non compatiscono alcuna sventura. Ci che noi chiamiamo amore, in lui pare essersi trasformato in intelletto. La sua vita contempla soltanto, a differenza di chi usa il cuore, che invece gode; O quanto diverso appare lo spirito del grande filosofo che lascia trapelare dal suo volto commozione e tristezza alla notizia della lotta altrui ! Luno, il primo, pensa alluso delle cose, laltro ne ammira la bellezza; entrambi sublimano in s qualit diverse;

il contatto con luno rende pi saccenti, il contatto con laltro aiuta a vivere meglio; luno non si abbassa a vivere in mezzo alla massa per conoscerne i peccati, laltro desidera di voler riformare i peccatori. Entrambi sono capaci di trovare i segreti del corpo umano, di sapere perch le parti del corpo degenerano ed il sangue stagna, e sanno applicare continui preventivi agli effetti del tempo, acquisendo in tal modo il segreto che elude la morte fisica. Ma essi non hanno potere alcuno sulla possibilit di mettere la propria vita totalmente fuori dalla sfera della morte, in quanto la volont celeste o la loro stessa volont possono procurargliela. Dei due, pertanto, per la sua inclinazione verso luso del cuore, solo il secondo potrebbe scegliere di voler morire anzich sopravvivere agli esseri che ama. Anchegli, filosofo misterioso, ha rifiutato di vivere solo nellintelletto e non ha mortificato il cuore, che in lui batte ancora alla dolce musica delle passioni mortali della giovinezza. Le vicende dei fratelli sono per lui tuttaltro che astrazione. Tiene anchegli separata la propria vita da quella del gregge turbolento degli uomini comuni, malgrado riveli un profondo e generale interesse per il genere umano; coltiva altres un sentimento simile allentusiasmo per larte e la bellezza che lo inclina alla contemplazione dellamore ed alladorazione del bello, dal quale, comunque, tenta di bandire ci che il bello ispira alla moltitudine: lamore delle figlie della terra; luomo ha comunque il divino privilegio del libero arbitrio; ognuno pu preparare il proprio sentiero, e Dio pu far s che le nostre contraddizioni armonizzino con i suoi fini solenni.

Cos lo spirito, aperto ai misteri dalla via della mente, ma elevatosi grandemente per mezzo del cuore, stimolato dalla natura femminile pi squisita, pi pura, pi spirituale negli affetti, potrebbe scegliere di risvegliare un germe profondamente sepolto che lo condurrebbe ad un inevitabile dolore. Se in ci indulgesse, il desiderio dellamore umano lo smarrirebbe dalla ricerca della comunione con lAltissimo, e quello che prima gli avrebbe dato una contentezza divina nella conoscenza insieme ad una serena fiducia nel destino adesso lo turberebbe soltanto e lo lascerebbe perplesso. Egli sa bene che la sua sapienza gli viene dallindifferenza per le cose del mondo per mezzo del dominio della volont. Lo specchio dellanima non pu riflettere la terra ed il cielo insieme, luna svanisce dalla superficie allorch laltro appare. Eppure la sua natura incline al sentimento lo stimola ad interessarsi degli uomini e getta in lui il germe della sofferenza per la sua solitudine. Ed allora comincia a chiedersi perch lui, solo fra tutti, non possa avere una compagna come tutti gli altri uomini. E fatalmente sceglie una donna da amare. Egli ha per la consapevolezza che, stringendo al petto una figlia della terra e dicendole di amarla, ha rinunciato al potere di proteggerla dal male e si sottoposto a chiss quale tentazione. Lamore passionale umano un fiore velenoso che fa retrocedere dalle condizioni sublimi della nostra esistenza. Esso solo un momento nella vita infinita dei secoli, una bolla sui mari senza riva. I desideri della terra portano alla perdita della tranquillit -che a sua volta conduce alla perdita del potere- e ci allontanano dai segreti che lintelletto, purificato dalle scorie della materia, pu solo esaminare e dominare.

La severa disciplina del sentiero oscura -a causa del rilassamento- la chiara visione del futuro sulle vicende umane, portando nebbia e vapore ove facile smarrirsi. Lamore riduce tutte le cose alla propria stregua, e lo spinge alla scelta tra lo ridiscendere in basso sino agli abissi della natura dellamata od il cercare di innalzare la natura di questultima alla propria. Avendo perso i poteri di proteggere dal male lamata figlia della terra e di leggere nel suo futuro, in lui la tentazione pi grande quella di voler fare elevare lanima della persona amata al livello di riuscire a vincere la morte, ma non si accorge dellimpossibilit del suo intento giacch in quellanima, tutta intrisa di solo amore, non vi alcuna passione intermedia per la conoscenza e le brame dellintelletto. Ed allora, perseverando nel suo intento, egli perde anche i contatti con gli Esseri Luminosi e ritorna ad essere preda del Guardiano della Soglia, giacch solo l dove nessuna nube di senso e di passione veli locchio della Serena Intelligenza i figli dei Raggi Stellari possono avvicinarsi alluomo per aiutarlo. Malgrado questo, lacutezza dellestremo dolore di non riuscire pi a tutelare la salvezza delle persone amate dal pericolo di vita ha richiamato allazione della sua anima un potere mai prima attivato, capace come unaquila di rapirlo verso le altezze pi sublimi. Esso il potere dellestremo sacrificio, quello della propria vita, per salvare la vita delle persone amate. Il coraggio nellaffrontare la fine della propria terrena vita gli ha restituito tutto il suo potere, rendendolo pi saggio ora, nel momento stesso in cui comprende la morte, di quando il suo spirito senza catene, sconfiggendo la morte, studiava il solenne mistero della vita.

Cos gli affetti umani che lo fecero cadere, nel momento in cui culmin la sua mortalit fisica, gli recarono un sublime premio: leternit che inizia dalla tomba! Appare chiaro, allora, che, attraverso la conquista dellarte con cui pu rifiutare di morire, il filosofo perde la possibilit di conoscere che bella e maestosa cosa sia la morte! Solo quando cade a causa di un amore terreno impara, come fanno i grandi cuori, a provare la dolcezza e la gloria di morire per coloro che amano, come quando il padre si sacrifica per salvare il figlio, il marito per salvare la moglie o leroe per salvare il fratello in pericolo di vita. Ed allora, chi segue il sentiero della mente deve guardarsi bene dal cadere nellerrore di dimenticare che lo spirito, anche se ha raggiunto la sublime altezza che gli consente di vincere la morte sulla terra, fintanto che questa materia lo veste non potr mai interamente e permanentemente dominare i desideri e le passioni. Luso del cuore, se diretto ad accrescere un sentimento puro e forte come lamore, pu proiettare luomo alle altezze pi sublimi del cielo; la sola mente, invece, se non adeguatamente sorretta dal cuore, pu accrescere i poteri dellanima in tempi certamente pi lenti di quanto riesca a fare il solo cuore. Ecco perch tra i due filosofi esaminati quello che usa il cuore giunge alla vita eterna delle sfere celesti pi velocemente di quello che usa solo la mente. 2- LImpavido Immaturo E colui che osa penetrare i segreti del mistero, ma subito si ritrae per lorrore e la ripugnanza di qualcosa di invisibile e antipatico alla sua natura, alla conoscenza della quale fortunatamente tenuto lontano dallimperfezione dei suoi sensi;

quel qualcosa una barriera posta dalla Provvidenza tra lui e cose ostili e pericolose che vivono nellinvisibile; intrepido, per, egli ritenta, e tenta ancora, inconsapevole del grave rischio che corre nello squarciare il velo della soglia; ama leccitazione, abbandonandosi con poca previdenza a ci che colpisca la fantasia e faccia appello alle sue passioni. Egli per solo capace di un amore leggero ed incostante, non per mancanza di sentimenti forti e nobili, ma perch la sua mente non ancora matura per il loro sviluppo, complice il fatto di non aver ancora conosciuto abbastanza il dolore foriero dellamore profondo. Egli non ha imparato a concentrare i suoi desideri su un solo grande obiettivo, ed usa il cuore per svolazzare da un punto ad un altro, a discapito dellequilibrio e della sicurezza della propria mente e delle proprie aspirazioni. Il desiderio selvaggio di superare i limiti della comune conoscenza umana e di varcare la soglia tra il mondo visibile e quello invisibile comunque troppo forte e si impone sugli altri disordinati suoi pensieri e desideri, predandogli lanima. Egli osa, ma poi ha paura -e cade- perch non assistito da adeguata forza ed equilibrio. La sacra dottrina pu essere trasmessa solo a coloro che non ne faranno cattivo uso n la pervertiranno, per questo se ne consente laccesso solo a chi ha superato prove destinate a purificarne le passioni ed ad elevarne i desideri. La natura in ci controlla ed assiste lopera dei Maestri poich pone terribili Guardiani e barriere insormontabili tra lambizione del vizio ed il cielo della pi alta scienza. Colui che volesse stabilire rapporti diretti con gli abitanti dei mondi invisibili assomiglierebbe al viaggiatore che volesse penetrare in terre sconosciute: sarebbe esposto a strani pericoli ed impensati terrori.

Quei rapporti, una volta stabiliti, lo esporrebbero ad imprevisti da cui nessuno potrebbe difenderlo. Acutizzando i sensi con artifici, le larve dellignoto diventano visibili ed udibili, di modo che, a meno di essersi allenati gradatamente a sopportare i fantasmi ed a dominare la loro cattiveria, una vita con questa facolt sarebbe la pi terribile condanna che luomo potesse attirarsi. Al di qua della soglia, tra il mondo visibile e quello invisibile, in particolare, vi il pi terribile e mostruoso abitante dellignoto: il Guardiano. Sprezzante di quanto sopra, limpavido immaturo, dopo essersi preparato alla prova per mezzo della contemplazione e di austeri pensieri, alla prima occasione ritornato a zufolare tra le gonne di civettuole ragazze concedendosi vino, riso e danze, buttando cos al vento mesi di duro lavoro, e malgrado la trasgressione, non ha voluto rinunciare, incautamente, al salto oltre la soglia del visibile. Mentre il dubbio lo rendeva irrisoluto ed incerto nella condotta morale, fisicamente, invece, era coraggioso fino alla temerariet, ed il timore personale non lo scoraggiava dallintraprendere la fatale avventura verso lignoto. Eppur il maestro lo aveva ammonito di non tentare mai la prova prima di aver costretto tutto il suo essere dentro la mente attraverso la mortificazione ed il dominio di tutti i suoi sensi e la tacitazione di ogni bisbiglio di passione terrena. Amore, vanit, ambizione ed odio dovevano essere stati messi totalmente al bando dalla mente. Non recedendo dal temerario tentativo, fu fatale lincontro con il Guardiano della soglia, il quale, fissandolo con intollerabili occhi infuocati ed esalandogli mefitico alito, gli fece provare un orrore indescrivibile tale da fargli perdere completamente i sensi.

Da quel momento la sua vita fu segnata dallorrore di siffatte visite, avendo perso la felice oscurit della sua visione primitiva, ed egli si sarebbe avviato a grandi passi verso il declino fatale nel caso in cui non avesse resistito alle mostruose visioni ed ai pensieri ai quali il Guardiano lo avrebbe tentato subdolamente anche in modo non visto . Le visioni, pertanto, si sarebbero perpetuate sino a quando egli non avesse imparato a resistere coraggiosamente allo spettro, al suo orrore ed alle sue tentazioni, imponendo con volont il suo intento di volersi attenere alla virt qualunque cosa fosse successa in seguito a tale sua risoluzione. Appare chiaro, quindi, che occorre unanima temprata, purificata, elevata non da aiuti esteriori, ma dalla propria sublimit e dal proprio valore intrinseco, per oltrepassare la Soglia e sottomettere lorribile Guardiano. 3- Laudace decaduto E colui il cui spirito dotato di grande potenziale, ma i cui fini troppo terreni sono in contrasto con i mezzi che impiega. Egli audace, non ha paura, e se avesse voluto dirigere la sua mente ed il suo cuore verso lAltissimo sarebbe riuscito in grandi imprese spirituali, oltre che materiali. La sua forte ambizione avrebbe potuto condurlo verso la luce elevandolo alle pi sublimi altezze dello spirito. Egli, invece, agognando con intransigenza a quei segreti che non possono mai essere ottenuti da chi desidera regni e scettri mondani, ha diretto la sua ambizione verso le tenebre con lintento di creare un reame pi potente di quello di Cesare, il che lo ha condotto inevitabilmente alla propria distruzione. Il genio nei secoli lo aveva innalzato alle alte vette dello spirito cos come il vizio lo ha fatto ripiombare nelloscurit. Il potere rende malvagi e nulla di malvagio pu durare a lungo

4- il Filosofo Rosacrociano Eun filosofo che non ha ancora raggiunto le sublimi altezze dei primi due personaggi di questa narrazione e non si comporta in modo sprovveduto come gli altri due soggetti esaminati. La sua vita spirituale rigorosa come quella di un monaco, pur essendo laico; a differenza del monaco vero, non si veste di una tonaca, non pronuncia voti espressi ed ha piena libert di pensiero e di azione, non essendo vincolato a nessun ordine religioso; spesso trova il nutrimento per lanima nel vero silenzio della solitudine . Cerca con sacro rispetto il contatto vivido con la natura, ove trova la dimensione in cui pu veramente sentire la propria vita nel tutto ed il tutto che vive in lui, e giorno dopo giorno, meravigliandosi sempre con un entusiasmo bambino, riscopre la piena serenit, lequilibrio e la gioia che scaturiscono dalla consapevolezza di un Dio Uno in cui tutto vive. Contrariamente ad altri filosofi che percorrono la via dello spirito, sceglie come missione ladoperarsi per procurare la guarigione dei propri fratelli ammalati. A tal fine egli si sacrifica e rinuncia ai piaceri della tavola, del sesso, e gradatamente a tutti gli altri piaceri della vita per purificare il proprio corpo affinch possa essere il migliore strumento con cui far fluire e far pervenire ai bisognosi fratelli la luce rigeneratrice del regno dei cieli. Verso tale ultimo obiettivo orienta gli slanci del proprio sentimento, coltivando contestualmente immaginazione ed intelletto per conseguire la Conoscenza ed unarmonica fusione tra Cuore e Mente. Giuseppe Curvati