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Note fonetiche e fonologiche sull'Italiano Standard

Definizione L'italiano standard una lingua astratta, modello istituzionale parlato nella sua forma pura da un numero ristrettissimo di persone (attori, giornalisti e doppiatori in ambito professionale, cos che per un certo periodo era coincidente con il cosiddetto italiano della RAI, calco semantico del BBC English per l'inglese britannico). quello insegnato nelle scuole, specie agli stranieri. Vocali In italiano possono esere nucleo di sillaba tonica (accentuata primaria) le vocali cardinali primarie a eccezione della posteriore bassa []. Nella illustrazione 1 sono posizionate nel trapezio vocalico, ma si noti che la nostra tradizione linguistica ha generalmente preferito semplificare la rappresentazione con il cosiddetto triangolo vocalico. La quantit di tali vocali data dalla regola della compensazione quantitativa: sillabe aperte lunghe, sillabe chiuse brevi, a eccezione delle sillabe toniche I finali che sono sempre brevi. Non si applica alle sillabellustrazione 1: Vocalismo tonico nel atone. trapezio vocalico Le vocali atone in italiano sono solo cinque, [a], [e], [i], [o], [u]. Sono sempre brevi. Nonostante [e] ed [o] siano in una posizione piuttosto alta non detto che debbano essere realizzate sempre in quel modo: a tale riguardo manca infatti una normativa precisa e non affatto raro che siano realizzate in posizione pi mediana. Sono presenti in italiano solamente dittonghi discendenti ([ai], [au], [ei], ) . Si ricordi che approssimante + vocale non compone dittongo, ma comunque sono definiti trittonghi gli accostamenti approssimante + dittongo discendente. In italiano sono presenti degli iati (ad es. boato, rione, paura, ) . Consonanti Con l'eccezione di [c], [h], [q], [x] e [y], l'italiano possiede tutti i suoni consonantici rappresentabili con i caratteri standard dell'alfabeto latino, a cui vanno aggiunti: la fricativa prepalatale sorda [] (sciacquare), le affricate [ts], [dz], [t], [d] (azione, zero, bici, agio), le nasali [], [], [] (tanfo, sogno, fango) e la laterale [] (gli). Occlusive: sia brevi sia lunghe. Le velari [k g] davanti a [ i j] possono subire un fenomeno di coarticolazione e divenire pi palatali. Fricative. [] breve solo in posizione iniziale assoluta. [s z] non sono soggette a regole particolari in posizione intervocalica, ma negli altri casi: [s] si trova sempre in posizione iniziale o del primo o del secondo (eventuale) elemento di parola; di fronte a consonante si usa [s] se l'altra sorda e [z] se sonora; se preceduta da consonante sempre [s]. Affricate. [ts dz] sono brevi solo in posizione iniziale assoluta e dopo consonante. [t d] sono sempre brevi a eccezione della posizione intervocalica, in cui possono anche essere lunghe. Nasali. [m n ] sono applicabili ovunque. [ ] devono sottostare a una regola di assimilazione regressiva che le determina secondo un principio di omorganicit (devono precedere solo consonanti articolate nello stesso luogo), anche oltre il confine di parola. Laterali. Per [l] non esistono particolari limitazioni. [] pu ricorrere solo in posizione intervocalica (dove sempre lunga), a inizio di parola e nelle forme infinitive seguite dal clitico gli. Vibrante. Non esistono particolari limitazioni per [r].

Approssimanti. [j w] sono sempre brevi e seguite da vocale. Struttura della sillaba Il nucleo sempre un elemento vocalico (talvolta un dittongo). La testa pu essere vuota, monoconsonantica (senza restrizioni), biconsonantica e trinconsonantica. Nel penultimo caso pu essere: (i) [p b t d k g f v] seguita da [l r j w s], oppure (ii) [s z] seguita da qualunque altra consonante a eccezione di [s z t d ts dz ]. Una testa triconsonantica pu essere solo [s z] seguita da una struttura come la precedente (i). La coda pu essere vuota, monoconsonantica o, raramente, biconsonantica. Per le code monoconsonantiche, esistono tre situazioni notevoli: (i) finale di parola, (ii) consonante seguita da consonante diversa nella sillaba successiva e (iii) consonante lunga, con il secondo fono nella sillaba successiva. Accento di parola In italiano l'accento primario libero e pu risalire fino alla quintultima sillaba. A seconda che una parola possieda l'accento primario sull'ultima, penultima, terzultima, quartultima o quintultima sillaba, si distinguono rispettivamente parole tronche (o ossitone), piane (o parossitone), sdrucciole (o preparossitone), bisdrucciole e trisdrucciole. L'accento primario ha poi in italiano funzione distintiva, serve cio a distinguere parole composte da una sequenza identica di foni ma accentate diversamente e dotate di diverso significato. In italiano la tendenza generale quella di alternare sillabe forti a sillabe deboli; per questo motivo l'accento secondario cade generalmente a distanza di due sillabe o pi da quello primario. Inoltre si possono verificare nella catena parlata due fenomeni di spostamento dell'accento, quando a una parola tronca segue una accentata sulla prima sillaba: la retrocessione, quando nella prima parola l'accento risale di una o pi sillabe per preservare l'alternanza; e la deaccentazione, parziale quando vi trasformazione dell'accento in una parola da primario a secondario o totale quando la sillaba interessata diviene atona. Nel caso di parole composte, spesso (ma non sempre) l'accento secondario cade sulla poszione originaria dell'accento nella parola aggiunta. I monosillabi in italiano possono essere di due tipi: monosillabi forti dotati di un accento primario e inseriti nella catena parlata come parole a s stanti; e monosillabi deboli o clitici, sprovvisti di un accento primario e per questo accorpati in una delle parole circostanti per formare un'unica parola fonetica.

Fenomeni fonosintattici Elisione, cio caduta della vocale finale di una parola di fronte a un'altra vocale all'inizio della successiva. Si noti che pu essere obbligatorio, facoltativo o del tutto non accettato (ma spesso realizzato comunque, come in ottimo amico). Raddoppiamento sintattico. Fenomeno causato dalla capacit di alcune parole di raddoppiare la consonante iniziale della successiva. Non agisce solo quando la parola successiva comincia per fricativa alveolare seguita da consonante non approssimante e, ovviamente, quando esiste un qualche tipo di pausa prosodica tra le due parole. Le parole che causano il fenomeno sono generalmente monosillabi (forti e deboli, come i numerali e le congiunzioni), alcuni bisillabi e tutte le parole tronche terminanti con una vocale. Raddoppiamento spontaneo. Non va confuso con il raddoppiamento sintattico quello cosiddetto spontaneo, che avviene in tutti i casi in cui normalmente una consonante si raddoppia in posizione intervocalica. Intonazione Mancano in italiano standard regole precise sull'intonazione, e le diverse variet regionali

possono essere sensibilmente differenziate a riguardo. Pertanto le osservazioni in proposito sono solo di natura generale. A prescindere dal tipo di frase che si sta enunciando, l'andamento della maggior parte di essa tende a essere sempre discendente (declinazione, imputata a motivi fisiologici). Ci che varia soltanto la parte terminale (contorno terminale), distinta dalla declinazione spontanea nel cosiddetto turning point. Il contorno intonazionale pu essere quindi: discendente nel caso di frasi dichiarative; decisamente ascendente per interrogative s/no; moderatamente ascendente per interrogative ch-.