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MASSIMILIANO CAMILLI LEZIONE DEL 22-11-2011 FISIOLOGIA RESPIRATORIA

DISEGNO LAVAGNA: vengono ripresi argomenti delle lezioni precedenti. Rivediamo concetti di meccanica respiratoria e il modo migliore utilizzare il modello della concertina: fisarmonica senza tasti. Possiamo schematizzare la concertina come una specie di soffietto con pareti dotate di ritorno elastico. Consideriamo un modello lineare di concertina; rappresentiamo la compliance della concertina con una relazione volume pressione cos come abbiamo fatto per il sistema respiratorio: una relazione lineare rappresentata da una retta. Supponiamo che la pressione a cavallo della parete della concertina (una sorta di pressione transmurale), abbia questa relazione: la differenza tra la pressione interna e la pressione esterna atmosferica uguale a 0; inizialmente il volume della concertina uguale a zero, poi ad esempio per una pressione transmurale di 5 cmH2O il volume della concertina diventa di un litro e per una pressione di 10 cmH20 il volume pari a 2 L. Supponiamo che voglia far assumere alla concertina un volume interno di un litro: devo vincere il ritorno elastico della concertina cio quella forza che tende a farle assumere il suo volume proprio uguale a 0. Questo lo faccio generando una pressione transmurale positiva: in questo caso per far assumere un volume di un litro devo generare una pressione transmurale di +5cmH2O cio la pressione interna deve essere maggiore della pressione esterna di + 5cmH20. Come lo posso fare? Ovviamente lo faccio collegando la concertina con una siringa o pompa o stantuffo, e premendo sullo stantuffo genero in un sistema chiuso una pressione interna di + 5; la pressione esterna ovviamente quella atmosferica o quella che si esercita sulla superficie esterna della concertina che assumiamo essere pari a 0. A questo punto il volume interno di un litro perch la pressione transmurale : +5-0=+5. Ovviamente adesso se voglio far aumentare ulteriormente il volume della concertina, per esempio se volessi arrivare ad un volume di 2 l., devo aumentare la pressione transmurale. Se spingo ulteriormente sullo stantuffo fino ad arrivare ad una pressione interna di + 10 ovviamente la pressione transmurale sar +10-0=+10. Quindi ilo volume sar adesso di 2 L. Questa una prima possibilit; una seconda possibilit di non agire sulla pressione interna

Meccanica Respiratoria e suo controllo

ma di agire sulla pressione esterna intorno alla concertina. Prendo la mia concertina, la metto allinterno di un recipiente chiuso stagno e qu creo uno spazio non comunicante con lesterno. In questo caso la pressione interna della concertina sar sempre uguale a 0 in condizioni statiche perch linterno comunica con lesterno e le pressioni si equilibrano sempre. Che cosa devo fare per far assumere un volume interno di 1L ? Devo generare una pressione negativa, inferiore a quella allinterno della concertina. Se io genero una pressione esterna di -5cmH20 la pressione transmurale sar 0-(-5)=+5 e ottengo la stessa situazione. Avr un volume interno di 1l. Se voglio appunto generare un volume interno di 2l, devo rendere pi negativa la pressione nellintercapedine fino a farla diventare -10 cmH20 per cui la pressione transmurale sara 0-(-10)=+10. Ci sono quindi 2 possibilit. La condizione fisiologica che si verifica nellorganismo quella in cui viene diminuita la pressione esterna: la concertina il polmone e lintercapedine lo spazio pleurico. Invece laltra situazione cio quella in cui limboccatura della concertina messa in comunicazione con una pompa meccanica si verifica nella ventilazione artificiale: fondamentale che non ci sia perdita di aria tra la pompa che genera il flusso e la concertina e questo viene realizzato inserendo un tubo endotracheale con un manicotto di gomma e quando il tubo in posizione, il manicotto viene gonfiato e sigilla lo spazio intorno al tubo nella trachea. Ovviamente per generare queste variazioni di volume occorre generare variazioni di pressione transmurale o in questo caso variazioni di pressione pleurica. Queste forze che fanno variare la pressione pleurica sono generate dai muscoli respiratori. Queste sono le condizioni statiche in assenza di flusso di aria nelle vie respiratorie; vediamo ora che succede in condizioni dinamiche fisiologiche: abbiamo detto che in condizioni dinamiche devo prendere in considerazione la resistenza al flusso dellaria delle vie respiratorie. Indico questa resistenza delle vie respiratorie come fosse concentrata in un unico punto mediante 2 triangolini per indicare che qui c una resistenza. Allora partiamo adesso dalla condizione in cui avevamo una pressione pleurica di -5cmH2O e 0 come pressione alveolare e quindi questo volume di 1 L. Supponiamo che non siamo in condizioni statiche ma dinamiche e quindi ad esempio consideriamo la fase inspiratoria. Abbiamo detto che a causa della resistenza delle vie aeree quando si rende disponibile un volume interno durante linspirazione, laria non ce la fa immediatamente ad entrare e riempire completamente quel volume per cui si genera una depressione cio una pressione inferiore. In condizioni dinamiche quindi, mentre la pressione alla bocca continua ad essere 0, la pressione interna ad esempio -2cmH20 dovuta alle resistenze. In condizioni dinamiche la pressione
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pleurica non pu pi essere -5 perch a questo punto la pressione transpolmponare non sarebbe pi di +5 ma sarebbe -2-(-5)=+3 e questo impossibile se consideriamo la condizione che siamo ad un volume costante di un litro allinterno dei polmoni. Quindi c una negativizzazione della pressione pleurica dello stesso valore di pressione interna in modo che la pressione transpolmonare rimanga la stessa: per cui -2-(-7)=+5. Se stiamo ventilando attorno a questo volume di un litro in condizioni statiche abbiamo una pressione pleurica di -5; adesso con condizioni dinamiche avr una pressione pleurica di -7 (pi negativa). Viceversa se adesso siamo in fase espiratoria e ventiliamo sempre intorno a questo valore di 1 l, supponendo che il flusso espiratorio sia identico (1 l/sec) abbiamo una pressione alveolare pi positiva rispetto alla pressione alla bocca in quanto laria non riesce pi ad uscire immediatamente, a liberare lo spazio che non pi disponibile e laria viene compressa generando una pressione alveolare positiva rispetto a quella alla bocca. Posto che la pressione transpolmonare deve rimanere quella dato che abbiamo definito che il volume sempre di 1 l, la pressione diventer meno negativa o positivizzata. In fase inspiratoria abbiamo una negativizzazione mentre in fase espiratoria abbiamo una positivizzazione della pressione pleurica di un valore simile a quello dellinspirazione, posto che la resistenza tra inspirazione ed espirazione la stessa. Supponiamo che stiamo ventilando intorno al volume di un litro, vedete che mentre in condizioni statiche io mi muovo lungo la retta, in condizioni dinamiche non pi una retta ma appunto unansa. In inspirazione mi sposto verso pressioni pleuriche pi negative e in espirazione mi muovo verso pressioni meno negative. Lansa respiratoria si muove cosi in senso antiorario e ovviamente quanto maggiore la resistenza respiratoria tanto pi dilatata sar lansa. In condizioni fisiologiche essa relativamente stretta: come abbiamo visto lavoro di compliance maggiore del lavoro di resistenza; in condizioni patologiche di aumentata resistenza questansa pu diventare anche molto larga. Ora il concetto importante quello del lavoro respiratorio che si divide in lavoro di compliance e lavoro di resistenza: il lavoro di compliance il lavoro che compiono i muscoli respiratori per vincere le resistenze elastiche, il lavoro di resistenza un lavoro dinamico che serve per vincere le resistenze che derivano per il 90% dalla viscosit dellaria e per solo un 10% circa dalla viscosit dei tessuti. Il lavoro compiuto dai muscoli respiratori rappresentato dalla superficie che separa la curva di compliance dallasse delle ordinate, mentre il lavoro di resistenza in inspirazione quellarea che si aggiunge dovuta alla negativizzazione della pressione pleurica e quindi vedete in condizioni fisiologiche il lavoro di compliance di molto maggiore del lavoro di resistenza.
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Unaltra piccola precisazione sul concetto della glottide aperta: le condizioni fisiologiche sono quelle a glottide aperta. Ricordate che nel grafico della compliance dellintero sistema toraco-polmonare, che parte dal volume residuo e giunge alla capacit polmonare totale, c un punto di equilibrio in cui le forze che tendono a dilatare il sistema sono pari e opposte a quelle che tendono a farlo collabire per cui la pressione alla bocca 0. Questo punto di equilibrio corrisponde allFRC, che corrisponde al 45% della capacit polmonare totale; In soggetti con enfisema questa FRC pu essere aumentata mentre in soggetti con fibrosi o versamento pleurico la FRC diminuita. Se io inspiro oltre il volume di equilibrio, non posso volontariamente rimanere in questa posizione senza chiudere la glottide perch il sistema ha energia interna e tende a tornare al suo volume di equilibrio. Per inspirare e mantenere quel volume dovrei inspirare e chiudere la glottide: vedete che in queste condizioni la pressione alveolare diviene fortemente positiva, cio faccio una manovra di Valsalva. Chiudendo la glottide, si esercita sullaria che rimane intrappolata allinterno dei polmoni una pressione positiva a causa delle forze che tendono a far collabire il sistema fino a portarlo al suo volume proprio. DOMANDE: - In condizioni dinamiche il valore di compliance varia istante per istante? La porzione centrale del grafico una retta in cui la compliance pu essere definita indipendente dal volume. Per misurare la comliance del sistema si deve interrompere il flusso respiratorio perch la resistenza inficia sulla misurazione. - Il ritorno elastico del polmone tende a farlo contrarre/collabire/deflare, ma non c la pressione transpolmonare che agendo in direzione opposta dovrebbe farlo rimanere al suo volume? Evidentemente il concetto non ancora chiaro: torniamo allesempio della concertina. La pressione transpolmonare lespressione del ritorno elastico e affinch la concertina abbia un volume maggiore del suo volume proprio, la pressione traspolmonare deve essere sempre positiva indipendentemente dal modo in cui io raggiungo questa pressione positiva. Se consideriamo solo il polmone, esso ha un volume proprio inferiore al volume residuo e la pressione transpolmonare sempre positiva a meno che non ci siano condzioni patologiche definite pneumotornace dove la pressione attorno al polmone eguaglia quella interna del

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sistema e la pressione transpolmare si annulla; il polmone collabisce intorno al suo volume proprio. Vincere il ritorno elastico equivale a generare una pressione transpolmonare positiva: per questo che si dice che la pressione transpolmonare espressione del ritorno elastico. N.B. Si riporta il grafico della compliance toracica per chiarire lazione della pressione transtoracica nellindicare la tendenza della gabbia toracia ad espandersi o collabire. Si immagini qualcuno che ci comprime il torace, in queste condizioni non appena viene rilasciato il torace tende ad espandersi per le forze rivolte verso lesterno.

CONTROLLO RESPIRATORIO: REGOLAZIONE DELLA VENTILAZIONE


La respirazione un tipo di movimento estremamente interessante perch combina aspetti automatici con aspetti volontari. Se sono a riposo la ventilazione procede in modo automatico che non devo volontariamente tenere sotto controllo. Esiste infatti, una sindrome molto rara, la cosidetta sindrome dellondina, dove i pazienti non hanno questo controllo automatico per cui per poter ventilare devono farlo volontariamente per cui se questi si addormentano vanno in apnea e muoiono. La respirazione ha un ritmo automatico perch serve alle necessit metaboliche dellorganismo; essenzialmente ha un controllo OMEOSTATICO cio adatta lassorbimento di ossigeno e leliminazione di anidride carbonica alle condizioni metaboliche. Vedete questo schema: sintetizza i vari fattori che agiscono sulla ventilazione: cio o possono aumentarla o la possono diminuire; questo si pu ottenere in due modi in modo analogo alla regolazione della gittata cardiaca, cio o variando la frequenza respiratoria, o variando il volume corrente ovvero la profondit del respiro. Nel test della Massima Ventilazione Volontaria il sogetto esegue una serie di atti respiratori alla frequenza massima e alla velocit massima anche se ci non pu durare per pi di 10 secondi circa a causa dellaffaticamento dei muscoli respiratori e dellalcalosi respiratoria. ovviamente una forma estrema di iperventilazione. Troviamo tutta una serie di fattori a destra ma di fatto i fattori fondamentali che prenderemo in esame sono quelli sulla sinistra: -aree chemosensibili del bulbo ovvero sono delle aree specificatamente sensibili allaumento della Pco2 e alla diminuzione del PH cio allacidosi. Sono aree superficiali dove sono presenti porzioni terminali di neuroni chemosensibili che
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reagiscono e vengono stimolati da aumento di PCO2 oltre i 40 mmHg e da una diminuzione del PH al di sotto del valore di 7,4. Questi sono quindi chemocettori centrali cio localizzati allinterno del sistema nervoso centrale. -chemocettori periferici situati in piccoli organi specializzati che prendono il nome di Glomi che troviamo situati in prossimit della carotide: glomo carotideo e dellaorta:glomo aortico. Questi sono anchessi sensibili a stimoli chimici e in particolare all abbassamento di PO2 al di sotto dei 100 mmHg, all aumento di PCO2 e all acidosi. -meccanocettori che sono sensibili a forze meccaniche che si generano durante il ciclio respiratorio e essenzialmente li troviamo nei muscoli respiratori; come vedremo quando parleremo di meccanocettori muscolari un tipo molto importante sono i fusi neuromuscolari la cui struttura e funzione vengono rimandati allanno prossimo. Allinterno degli stessi polmoni e delle vie aeree ci sono meccanocettori che vengono definiti di stiramento: ad attivarli la variazione di lunghezza dei muscoli (fusi) o del volume dei polmoni. Tutti questi fattori convergono su dei circuiti molto complessi e tuttora non completamente conosciuti la cui funzione principale quella di generare il ritmo respiratorio, come una sorta di pacemaker. Sono distribuiti su varie regioni tra ponte e bulbo e tipicamente non allinterno di nuclei anatomici (aggregati di corpi cellulari neuronali). Molti dei neuroni in questione invece formano una rete diffusa che fa parte della cosidetta Formazione Reticolare del Ponte e del Bulbo. Questa ha funzioni molto importanti di controllo autonomico (respirazione, postura e altre funzioni di base). Meccanismi di regolazione e fattori chimici: In condizioni normali e fisiologiche, lo stimolo principale per i centri respiratori e ci che li mantiene in attivit la pressione parziale di CO2 nel sangue arterioso ovvero nellaria inspirata, mentre gli altri due fattori che abbiamo valutato precedentemente come il PH e la PO2 sono fattori secondari che intervengono solo in condizioni particolari. Vediamo il concetto di controllo omeostatico: qual la funzione omeostatica della respirazione? Mantenere la concentrazione di O2 nel sangue a valori accettabili, la PCO2 a 40 mmHg e il PH a 7,4. Se uno di questi parametri si scosta dal valore desiderato la ventilazione viene attivata o disattivata. Ph e PCO2 non sono indipendenti perch c una reazione chimica che si chiama
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idratazione di anidride carbonica per cui la CO2 viene idratata a acido carbonico H2CO3 che a sua volta viene scisso in H+ e HCO3- producendo idrogenioni e ioni carbonato (il tutto viene catalizzato dall anidrasi carbonica). Il perch la PCO2 sia il fattore fondamentale lo si pu anche capire prendendo in considerazione la legge della ventilazione: infatti, lipossia o lacidosi stimolano la ventilazione. Laltitudine ad esempio stimola la ventilazione ma ventilando maggiormente si crea una iperventilazione perch non c corrispondente attivazione metabolica per cui la PCO2 cala e se la PCO2 cala vuol dire che viene meno lo stimolo; ecco perch lipossia uno stimolo ma andando verso la iperventilazione. Queste sono le classiche curve che spiegano quanto detto. Si parla della risposta della ventilazione a vari stimoli, aumentando o diminuendo la ventilazione. Vedete che abbiamo la risposta della PCO2 allipossia e allacidosi. Lordinata sempre la stessa cio la ventilazione alveolare espressa in L/MIN. Prendendo in considerazione la PCO2, partendo da un valore fisiologico di 40mmHg ho una ventilazione alveolare di 5-6 litri al minuto. Quando la PCO2 aumenta nel sangue, questo pu essere dovuto a maggiore produzione di CO2 sotto esercizio fisico. Vedete quanto sensibile la ventilazione ad un aumento di PCO2. Se arriviamo ad un valore di 70mmHg di PCO2, raggiungiamo proprio un picco di 80 L/min . Oltre i 60/70 mmHg vedete che la ventilazione torna a diminuire e questo dovuto alleffetto tossico legato a elevate concentrazioni di CO2, quello che si dice asfisia. La risposta allipossia: i valori di pressione parziale di ossigeno nel sangue vanno da 90mmHg e scendono fino a 50 ecc.: per cui la mancanza di ossigeno (o ipossia) che stimola, mentre per la pressione di CO2 il suo aumento o ipercapnia a generare lo stimolo. In condizioni fisiologiche partiamo da valori di 90/100 mmHg di ossigeno nel sangue arterioso mentre vedete che la curva verde rappresenta la risposta allipossia. Lipossia stimola solo in modo modesto la ventilazione con una pendenza della curva molto pi ridotta. A causa delliperventilazione c abbassamento di PCO2 che toglie leffetto di CO2 sulla respirazione. Se io lavoro invece, in condizioni isocapniche e cio faccio in modo che la PCO2 non vari (introducendo una quantit di CO2 costante nellaria inspirata), la ventilazione viene stimolata soprattutto a causa dellipossia per valori al di sotto dei 50 mmHg. Lipossia il meccanismo attraverso il quale la ventilazione viene stimolata dallaltitudine (ipossia da altitudine). Lo stesso lo possiamo osservare per variazioni di pH. In condizioni fisiologiche, la risposta al pH relativamente bassa. A 7.2, che unacidosi molto pronunciata, guardate quanto poco sembra variare la ventilazione. Per capire a fondo leffetto dellacidosi devo
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compiere lesperimento in condizioni di isocapnia: ad una pressione parziale costante di co2 la risposta della ventilazione alla variazione del pH diversa. Ci sono alcune interessanti osservazioni da tenere presente: ci sono pazienti con disturbi respiratori come quelli affetti da broncopatia cronica respiratoria che a causa dei problemi respiratori vanno incontro a ipercapnia cronica cio la loro pressione parziale di co2 cronicamente elevata e quindi in questi pazienti lipossia diventa uno stimolo fondamentale per la ventilazione. Se voi a questi pazienti, con lidea di curare lipossia gli date ossigeno, li mandate in apnea e li uccidete. Un altro aspetto da tenere presente quello del nuoto in apnea: uno cerca di stare il pi possibile sottacqua fino a che lo stimolo a respirare cosi forte che deve riemergere. Tipicamente gli allenati riconoscono le contrazioni del diaframma che indicano di riemergere. In molti fanno iperventilazione prima di immergersi in modo da aumentare il contenuto di o2 nellorganismo. Ci pu essere pericoloso perch - Guadagnamo poco di o2 legato a emogobina (porzione piatta della curva di saturazione dellemoglobina) - Generiamo unalcalosi respiratoria, cio diminuiamo la PCO2 alveolare. Sottacqua, la co2 non viene eliminata e si accumula. Se per partiamo da una concentrazione molto bassa di PCO2 , possibile che si raggiungano i livelli di PCO2 che stimolano i centri respiratori, che generano contrazioni del diaframma, dopo che lipossia scenda ad un livello cos critico da farci perdere conoscenza; per cui si perde conoscenza sottacqua prima che si abbia lo stimolo a riemerge. Leffetto di questi stimoli avviene sia grazie a chemiocettori centrali che periferici. I chemiocettori centrali sono in aree chemosensibili del bulbo che sono presenti sulla superficie ventrale del bulbo stesso. Sono particolarmente sensibili a PCO2 e pH. Il meccanismo del loro lavoro avviene tramite gli idrogenioni: essi essendo ioni carichi hanno una permeabilit molto bassa attraverso la barriera emato-encefalica che essendo un unico endotelio senza soluzioni ha bassa permeabilit a sostanze chimiche carice. Leffetto della CO2 che un gas neutro e passa liberamente attraverso la barriera dal sangue al liquido cefalo-rachidiano; essa si combina con acqua formando acido carbonico che a sua volta si dissocia in idrogenioni e ioni carbonato. Le aree chemosensibili non sono i centri nervosi che generano il ritmo respiratorio ma misurano la PCO2nel sangue arterioso attraverso la reazione appena citata.

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Genesi del ritmo: i centri respiratori sono localizzati a vari livelli del ponte e del bulbo e sono stati storicamente studiati tramite praticazione di transezioni attraverso il nevrasse a vari livelli (nevrasse = midollo spinale, bulbo, ponte, encefalo mesencefalo) .Praticando transezioni complete a vari livelli, valuto la funzione residua: quando essa scompare vuol dire che al di sopra c un centro che controlla la specifica funzione. Schema di bulbo, ponte, mesencefalo visti dal di sopra con rimozione del cervelletto: - transezione livello 1: al di sotto del collicolo inferiore; la respirazione permane intatta: EUPNEA - se seziono anche entrambi i nervi vaghi che portano al nevrasse importanti afferenze viscerali, la respirazione procede ma in maniera pi profonda. Anche le afferenze periferiche hanno un ruolo di modulazione - transezione livello 2: al di sopra del peduncolo cerebellare medio. La respirazione cambia e ci vuol dire che tra il livello 1 e 2 c un centro che controlla il ritmo respiratorio. Questo centro detto PNEUMOTASSICO perch centro di coordinamento dei muscoli respiratori. In assenza di funzione di questo centro la respirazione si fa atassica cio scoordinata. -transezione livello 3: al di sotto del peduncolo cerebellare medio; centro APNEUSTICO. Lapneusi si ha quando la respirazione si arresta a fine inspirazione e quindi si rimane in inspirazione per lungo tempo e poi si espira per brevissimo tempo. Da ci deduciamo che il centro apneustico ha funzione di favorire lespirazione e di inibire linspirazione. -transezione livello 4: margine inferiore 4 ventricolo in corrispondenza della struttura detta OBEX; abbiamo unapnea. Il kernel (nucleo) respiratorio situato in questa regione del bulbo. il pacemaker della respirazione. Tutti gli altri centri e le afferenze vagali servono solo a regolare il ritmo respiratorio ma non a generarlo. Classi di neuroni respiratori indicati in blu, rosso, verde. Sono suddivisi in base alla loro localizzazione, a dove terminano i loro assoni e anche in base alle loro proprieta fisologiche (cio come lattivita elettrica, spike, varia nel ciclo respiratorio). - interneuroni propriobulbari: interneurone un neurone il cui assone non lascia la struttura in cui contenuto il neurone stesso. Quelli propriobulbari infatti, sono
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neuroni con un assone corto che termina nel bulbo: formano cuircuiti interni al bulbo -neuroni bulbospinali: corpo cellulare situato nel bulbo ma il loro assone va a terminare su altri neuroni a vari livelli del modollo spinale e in particolare innervano i motoneuroni dei muscoli respiratori: quelli che terminano tra C4-C5-C6 arrivano sul nervo frenico che il nervo proprio del diframma; altri neuroni bulbospinali terminano a livello pi basso cio a livello toracico e lombare. I motoneuroni su cui terminano sono quelli che innervano: per il tratto compreso tra T1 e T12 i muscoli intercostali, mentre per quelli del tratto compreso tra T10 e L4 la muscolatura addominale. I neuroni bulbospinali devono portare gli impulsi elettrici generati dal pacemaker ai motoneuroni spinali in modo da controllarli -motoneuroni di alcuni nervi cranici che intervengono nella regolazione della respirazione; questi nervi cranici non innervano la muscolatura respiratoria ma hanno la funzione di regolare il diametro delle vie aeree e di adattarlo alla fase espiratoria o inspiratoria. Quello che si vede che durante il ciclo respiratorio il diametro delle vie aeree cambia: diametro maggiore in inspirazione e minore in espirazione. Un importante passo in avanti nello studio della ritmogenesi stato fatto quando i ricercatori hanno cominciato a registrare lattivita elettrica di alcuni nervi periferici in funzione del ritmo respiratorio; sullascissa leggete il tempo mentre sullordinata ci sono singoli potenziali dazione: quanto pi alta la sbarretta tanto maggiore la frequanza di scarica; abbiamo il primo tracciato in alto in cui c registrazione elettrica del nervo frenico; il tracciato intermedio la registrazione dellattivita elettrica del ramo espiratorio del nervo laringeo ricorrente (controlla il diametro della glottide); lultimo tracciato la registrazione dalla radice ventrale L1 per la quale passano assoni che innervano muscoli addominali. Il primo tracciato rappresenta quindi lattivita di un nervo che stimola un muscolo inspiratorio (diaframma), il secondo lattivit di un nervo che stimola un muscolo che non partecipa allattivita respiratoria ma controlla il diametro delle vie aeree, il terzo mostra un nervo che stimola un muscolo espiratorio (muscoli addominali). Il ciclo respiratorio pu essere ora suddiviso in 3 fasi: la prima che rappresenta laumento progressivo della frequenza di scarica del nervo frenico in fase inspiratoria; la fase espiratoria pu essere invece suddivisa in una fase preespiratoria o E1 dove abbiamo un aumento di attivit nel nervo laringeo ricorrente che quando si attiva
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porta a restringimento della glottide. Questa fase passiva e sfrutta solo il ritorno elastico del sistema respiratorio: a fine inspirazione c talmente tanta energia elastica che in espirazione il sistema tenderebbe a sgonfiarsi immediatamente; in questa fase di espirazione passiva viene diminuito il diamentro delle vie aeree in modo da impedire questa deflazione improvvisa. Nella seconda fase della espirazione che attiva abbiamo lattivazione di un muscolo espiratorio, in questo caso la muscolatura addominale. Parliamo ora del Kernel respiratorio che si definisce come quel circuito neurale minimo che necessario per generare il ritmo respiratorio. La sua localizzazione nel gruppo respiratorio ventrale: accumulo di neuroni respiratori nella porzione ventrale del bulbo in unarea prossima al nucleo ambiguo. Queste cellule sono state definite come complesso di Pre-Boetzinger. Questi neuroni possono essere caratterizzati non solo registrando la loro attivit elettrica ma tramite le loro propriet neurochimiche cio il tipo di recettore che esprimono (esprimono ad esempio molti recettori per neurochina 1 e oppiodi e questo spiega perch gli oppioidi hanno leffetto potente di depressione del ritmo respiratorio). Oggigiorno isolando quelle porzioni contenenti queste cellule di Pre-Boetzinger possibile vedere, tramite registrazione dalle radici del nervo ipoglosso, che queste cellule sono in grado di generare un ritmo respiratorio anche se solo virtuale. Questo uno schema del Kernel. Vediamo come vari neuroni che si caratterizzano come Pre inspiratory, Earl inspiratory e End inspiratory si caratterizzino di una differente attivit durante il ciclio respiratorio. Lultimo concetto lanalogia con il ritmo cardiaco. Questultimo generato da cardiomiociti specifici del sistema di conduzione. Il meccanismo intrinseco alla cellule. Invece non cos nei circuiti respiratori in quanto sicuramente le propriet intrinseche delle cellule del Kernel respiratorio sono importanti, ma sono molto importanti i meccanismi sinaptici e cio come come queste cellule sono collegate con le altre. Se inibite la trasmissione sinaptica il ritmo respiratorio cessa perch non lattivita di un'unica cellula a generarlo ma un intero circuito.

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