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Al Presidente dell'Ordine degli Architetti della Provincia di Roma Arch. Amedeo Sciattarella architettiroma@awn.it Al Presidente di INARCASSA Arch.

Paola Muratorio segreteria.presidenza@inarcassa.it Al Presidente dell'INPS dott. Antonio Mastropasqua CasellarioCentralePensioni@inps.it direzione.provinciale.roma@postacert.inps.gov.it Spett.le Ministero delle Finanze Direzione Legislazione Tributaria Dott. Paolo Puglisi df.dlt.segreteria@finanze.it Alessandra.Sarti@finanze.it Al Ministro del Lavoro, Salute e Politiche Sociali dott. Maurizio Sacconi segreteriaMinistroSacconi@lavoro.gov.it ai Sottosegretari del Ministero del Lavoro, Salute e Politiche Sociali On. Nello Musumeci segreteriamusumeci@lavoro.gov.it On. Luca Bellotti segreteriabellotti@lavoro.gov.it

Ingegneri ed Architetti dipendenti e liberi professionisti loro sedi Roma, 25.08.2011 La presente per inserirsi nel dibattito tra Presidente dell'Ordine degli Architetti di Roma, Arch. Amedeo Sciattarella, il Presidente di INARCASSA Arch. Paola Muratorio ed INPS nella persona del suo Presidente dott. Antonio Mastropasqua, per esprimere alcune considerazioni che invier, contemporaneamente al Ministro del Lavoro. In riferimento alle lettera del Presidente dell'Ordine degli Architetti della Provincia di Roma del 21.07.2001 ed alla successiva risposta fornita da parte del Presidente di INARCASSA del 3.08.2011 (si attende, invece, ancora la risposta dell'Ente Previdenziale Statale), va aggiunto a proposito della vicenda (Operazione Poseidone) che sembra costringere centinaia di liberi professionisti Architetti ed Ingegneri ad iscriversi alla gestione separata dell'INPS pur essendo soggetti a contribuzione integrativa obbligatoria presso la loro cassa professionale INARCASSA e ugualmente contribuenti in forma obbligatoria presso gli enti di riferimento al loro contratto di lavoro subordinato a T.I. vi il tentativo da parte del Presidente di INARCASSA di declinare ogni responsabilit e coinvolgimento. Con la presente, al contrario, si intende esprimere quanto segue: vi responsabilit di INARCASSA per inadeguata comunicazione agli iscritti. La Cassa, se

considerasse necessaria ed inconfutabile la contribuzione alla Gestione Separata da parte di un soggetto non iscritto ad INARCASSA perch appartenente ad altra forma di contribuzione previdenziale obbligatoria, avrebbe dovuto utilizzare le stesse modalit di informazione (per raccomandata ed ultimamente anche per e-mail e addirittura per sms) considerate utili per le richieste di produzione delle dichiarazioni relative al reddito o altre incombenze contributive legate alla cassa. Il presidente di INARCASSA afferma di aver adempiuto ad ogni dovere affrontando la questione attraverso i propri mezzi di comunicazione istituzionali, ma la rivista, la cui lettura potrebbe essere gi messa in dubbio per un iscritto, lo a maggior ragione per un non iscritto, cos come il sito internet e tutti i suoi aggiornamenti. la responsabilit di INARCASSA riscontrabile anche per quanto riguarda l'adeguamento dello statuto richiesto gi dalla legge n. 335 del 1995 e succ. D. Lgs. 103/1996 e poi all'art. 18 c.11 del D.L. 98/2011 convertito in legge 111/2011 e mai realizzato al contrario di altre modifiche dello stesso statuto, vale solo la pena citare l'esempio l'elevazione del contributo integrativo dal 2% al 4%, anche di recente realizzate. Va, tra l'altro, sottolineato quanto non sia, probabilmete, dopo l'emanazione della L.335/95, pi motivata la richiesta del contributo integrativo ad un non iscritto se riferito alla legge n. 6 del 3 .01.1981 che all'art. 10 comma 1 recita:(...) tutti gli iscritti agli albi di ingegnere e di architetto devono applicare una maggiorazione percentuale su tutti i corrispettivi rientranti nel volume di affari ai fini dell'IVA e versarne alla Cassa l'ammontare indipendentemente dell'effettivo pagamento che ne abbia eseguito il debitore. La maggiorazione ripetibile nei confronti di quest'ultimo. Intanto, leggendo il passo legislativo, sembra che il contributo sarebbe da intendersi necessario per tutti gli Architetti ed Ingegneri con la sola condizione che siano iscritti all'Ordine di appartenenza, pur ottenendo i propri redditi da lavoro dipendente (per esempio per Enti ed Amministrazioni, ma anche per societ private e/o cooperative) purch gli oneri e competenze siano legate all'essere Ingegnere o Architetto e non solo nel caso di espletamento della libera-professione. Inoltre, se necessaria la contribuzione alla G.S. per chi professionista e dipendente allo stesso tempo, allora il contributo integrativo da versare alla Cassa (INARCASSA richiede oggi il 4%) va inteso come quota di rivalsa da drenare dal committente e girare alla Gestione Separata e non di certo da versare alla cassa di Ingegneri ed Architetti. Non proponibile pretendere dal committente il 4% da versare ad INARCASSA e aggiungere a questo il 4% da versare all G.S. per la stessa competenza professionale. Ci completamente in antitesi con qualsiasi principio di concorrenza e competitivit e palesa un contrasto in essere riguardo al principio di esclusivit legato ai contributi previdenziali. In questo senso sembra legittima e motivata la richiesta del legislatore di operare interventi di raccordo e modifica degli statuti da parte della Cassa degli Ingegneri ed Architetti fin dal 1995 che, come precedentemente detto, non sono ancora avvenuti. Pare pure immotivata l'eccezione relativa al Dumping sollevata dal presidente di INARCASSA nella sua del 3.8.2011 poich questa comporta la presunzione che il professionista non iscritto alla G.S. sia un evasore e abbia avuto un comportamento consapevole, invece credo che si tratti, in gran parte, di situazioni fortuite e dolorose e prive di dolo (l'unica negligenza sarebbe da individuarsi, oltre che nella condotta di INARCASSA, nell'operato del consulente fiscale che si svincola dalla questione affermando di non essere un consulente del lavoro). Per appurare la buona fede sarebbe sufficiente osservare le fatture prodotte dal professionista e vedere se egli abbia chiesto al committente di versare il 4% come diritto di rivalsa da girare all'INPS. In caso affermativo allora s ci sarebbe dolo, evasione contributiva ed appropriazione indebita. Sarebbe auspicabile, invece, vista la discussione in questi giorni della legge finanziaria bis e vista la effettiva difficile e non univoca interpretazione della legge del 1995 e dalle successive modifiche ed integrazioni, compreso l'interpretazione autentica dellart. 2, c. 26,

L. 335/95, laddove appunto al c. 12, art. 18 del prec. citato D.L. 98/2011 cosi precisa: lart. 2 comma 26 della Legge 335/95, si interpreta nel senso che i soggetti che esercitano per professione abituale, ancorch non esclusiva, attivit di lavoro autonomo tenuti alliscrizione presso lapposita gestione separata Inps sono esclusivamente i soggetti che svolgono attivit il cui esercizio non sia subordinato alliscrizione ad appositi albi professionali, ovvero attivit non soggette al versamento contributivo agli enti di cui al c.11, che ci fosse un consistente impegno da parte degli Ordini Professionali e della Cassa di competenza di un ulteriore chiarimento da parte degli organi competenti dello Stato relativamente alla fattispecie e, se necessario, forme concordate che possano evitare ai malcapitati vogliosi di mettersi in regola con le necessit contributive previdenziali quantomeno sanzioni, more ed interessi. Bisogna considerare come, da questa vicenda, i dipendenti contemporaneamente liberi professionisti sembrino considerati da Ordine e Cassa dei Professionisti lavoratori di serie B, dei soggetti dai quali richiedere l'osservanza di doveri, contributivi in questo caso, ma rispetto ai quali non sia necessario riconoscere uguali diritti. Si chiede al Presidente dell'Ordine degli Architetti di Roma di diffondere la presente dandone massima divulgazione e pubblicit nell'interesse e tutela dei propri iscritti.