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Editoriale

di Pino Pardo - presidente ARCI Liberamente

BENE COS, FEEERMI, RESTATE FERMI, DITE CIIIIIIIIIIIIS, SCATTA!


Siamo arrivati! Pronti. Belli, bellissimi e scattanti! arrivato notato si chiama

aprile-maggio 2012

anno IV - n. 1

Continua l'attivit dell'associazione ARCI Liberamente di culturale del territorio.

finalmente il nuovo numero della newsletter di ARCI Liberamente Niscemi, con una nuova esemble, nuovi contenuti e intenzioni. Come avrete lamalgama che pi unisce e coinvolge i nostri amici tesserati: il

Niscemi, impegnata da anni nella promozione socio Questanno l associazione compie cinque anni dalla sua fondazione. Anni molto intensi che hanno visto limpegno, il lavoro e il protagonismo di molti giovani occupati nelle varie attivit che sono state organizzate sul territorio. LARCI, da semplice associazione quale era una fucina dove a convergere sono state le aspirazioni, i maniera disinteressata questo grande progetto. Nel corso della seconda assemblea dei soci, svoltasi inizialmente, si trasformata, nel corso del tempo, in sogni e le proposte di quanti han voluto sottoscrivere in giorno 5 Gennaio, i soci tesserati assieme al direttivo hanno stilato un documento programmatico inserendo le attivit che lArci intende organizzare per lanno sociale 2012. Molto sentita stata la partecipazione ed il linteresse nei giovani e nei giovanissimi di continuare il associazione si propone di portare avanti. Lassociazione si impegner nellorganizzazione del fu organizzata lo scorso anno e vide ladesione di molti dibattito interno, dibattito che certamente ha stimolato lungo percorso che ormai da moltissimi anni la nostra secondo concorso fotografico a tema . La prima edizione concorrenti da tutte le parti dItalia. Inoltre, si intende organizzare eventi culturali che abbiano come tema quella della solidariet e dellintegrazione sociale cos da concomitanza agli eventi tipici di Niscemi cos da interessare quanti pi giovani possibili ai temi oggi registrano un calo vertiginoso nelle giovani generazioni. sensibilizzare maggiormente le coscienze dei giovani e dei meno giovani. Questi eventi saranno organizzati in

Il Grandangolo

abbiamo in effetti enfatizzato

surreale, superbo, iconografico mondo della fotografiamolti di noi si dilettano in questarte che armonizza la scienza e la sensibilit, la tecnologia e locchio umano, la permanenza dellattimo e la fantasmagoria dei colori. Allinterno troverete diversi articoli, che facendo riferimento, appunto, alla fotografia. E naturalmente,

spaziano dallarte alla medicina, dalla scienza alla societ, titolati attraverso gli articoli, parliamo di noi e dei nostri interessi,

nellintento di coinvolgere e allietare il lettore.Senza un giornale, senza un foglio di qualsiasi genere non si costruisce una societ. Gandhi

dellintegrazione e della solidariet. T emi, questi, che attenzionata lattivit di cineforum a tema con la proiezione a cadenza fissa per i mesi di Febbraio, Marzo affrontato un dibattito inerente il film in questione. trasmettere ai partecipanti. e Aprile di alcuni film. A seguito di ogni proiezione verr Lattivit di cineforum ha riscosso grande successo non fosse altro per gli stimoli che la stessa riesce a In sintonia con gli scorsi anni, verr

tempi di apertura Incontro con il Sindaco sull'Insediamento di nuove realt sociali: gli abitanti stranieri di Morena Monteleone, pag.2 diaframma Un mondo in comune: prima mostra fotografica sul Creative Commons di Fabio D'Alessandro, pag.3 nitrato d'argento Ecco perch il mondo non finir (per adesso) di Francesco Cinquerrui, pag.4 profondit di campo Di noi e degli altri! di Nunzio Pardo, pag.4 camera oscura Aggiornamenti NO M.O.U.S. di Cristina Di Pietro, pag.5 Sara e le sbiruline di Emily di Rocco Rocky Cannia, pag.5 istogramma Se la scrittura ci toglie le parole di Sara Cona, pag.6 ritratti/1 Uomo, ambiente, paesaggio di Angelo Monteleone, pag7 autoscatto intervista taglia small ai nostri adepti, pag.7 panning La protesta dei lavoratori di Tot Pennino, pag.8 Un mito tutto italiano di Angelo Monteleone, pag.8 dagherrotipo Storie d'Italia: volume 1 di Cristina Di Pietro, pag.10 teleobiettivo Alice nel mondo della pastasfoglia di Elena Sentina, pag.11

Elena Sentina

Questa newsletter non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornata senza nessuna periodicit. Pertanto, non pu considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della Legge n. 62 del 7.03.2001.

I residenti stranieri a Niscemi erano l1%, mentre nel 2010 era del 2,3%. Si notato un incremento dei cittadini negli ultimi 5 anni. Quanto ha influito la loro partecipazione sulla crescita della citt di Niscemi? Negli ultimi anni la presenza maggiore di comunit straniera, dopo quella tunisina, rappresentata dai rumeni. Certamente hanno dato un apporto, soprattutto per la crescita economica nelle aziende agricole anche perch lavorano nelle famiglie come badanti. C lerrata convinzione che la presenza dei rumeni a Niscemi abbia fatto aumentare la disoccupazione della popolazione locale soprattutto in agricoltura. Ma ogni volta che qualcuno si lamenta di questo faccio presente che qui purtroppo dobbiamo fare i conti con una dura e cruda realt che rappresentata dalla rappresentanza datoriale agricola che fatta soprattutto di niscemesi, che preferiscono magari a basso costo o non addirittura a lavoro nero occupare le campagne di rumeni che certamente pur di trovare lavoro si accontentano di essere sottopagati. Ci ha creato un divario. Non cos stato per la presenza gi nei decenni scorsi della popolazione tunisina, loro da questo punto di vista si sono perfettamente allineati e integrati come paga salariale a quella corrente gi nel nostro territorio e che veniva gi applicata anche per i cittadini locali. I centri di accoglienza sono pronti ad accogliere per brevi periodi necessari per stabilire lidentit e la legittimit della loro permanenza sul territorio. Vi sono numerosi centri di accoglienza sul territorio siciliano e volevo sapere se ci sono sportelli attivi nel nostro paese e quali sono i requisiti per farne parte. A Niscemi registriamo proprio negli ultimi mesi unattivit di sinergia su proposta anche del Comune al Ministero dellInterno e della Protezione Civile che sono anche i 2 centri per lorganizzazione dellaccoglienza degli stranieri. Abbiamo una presenza di 10 stranieri richiedenti asilo politico, che sono ospitati presso la casa di riposo, e un paio presso le suore della

di Morena Monteleone

Incontro con il Sindaco sull'insediamento di nuove realt sociali: gli abitanti stranieri
Sacra Famiglia. Sono tutte quante persone straniere che provengono da paesi difficili, dove i diritti umani non vengono rispettati e quindi ci sono i requisiti perch siano avanzate richieste di asilo politico. La normativa prevede che debbano poter stare qui per tutto il periodo in cui questa richiesta si trova nella sua fase istruttoria viene vagliata. Il tempo potr variare dai 6 mesi a un anno e in questo lasso di tempo vivono a Niscemi. Unaltra presenza quella dei minori stranieri non accompagnati perch anche per loro secondo la normativa vigente bisogna assicurare unaccoglienza e unospitalit nel nostro paese fino al raggiungimento della maggiore et. Successivamente si vedr se verr presentata listanza come rifugiati politici. Attualmente ci sono 2 centri per i minori stranieri. Ci sono una ventina di ragazzi che vivono qui e questo da dicembre che esiste questa seconda fascia di popolazione. Per quanto riguarda i primi sono gi stati avviati dei processi di integrazione, attraverso soprattutto dei corsi di alfabetizzazione, la prima cosa infatti far conoscere la lingua a questa fascia di popolazione. Stanno frequentando dei corsi serali al centro sociale ma fanno anche attivit ricreativa e comunque la stessa cosa anche per quanto riguarda i minori stranieri.

il grandangolo

tempi di apertura

Quali i progetti realizzati dal Comune per favorire lintegrazione? Il Comune il promotore per quanto riguarda la seconda fascia, cio la seconda esperienza quella dei minori stranieri. Mentre per quanto riguarda gli stranieri richiedenti asilo politico il Comune ha fatto da tramite tra le strutture che esistono sul territorio e la protezione civile. Io ho partecipato

ad un paio di incontri presso il Dipartimento di Protezione Civile Regionale, per garantire e assicurare la presenza sul luogo di queste strutture idonee per poter ospitare gli stranieri richiedenti asilo politico. In effetti stato cos e sono state assegnate queste nostre due strutture, che sono quella dellistituto della Sacra Famiglia che ospita solo donne e minori, e quella della casa di riposo. Stiamo verificando la possibilit di creare dei percorsi e dei progetti unitari di integrazione facendo dialogare queste realt che gi dialogano con la realt dove vivono, anche con associazioni che sul territorio svolgono attivit di socializzazione, di ricreazione, di attivit sportive. Mi risulta che gi alcuni scambi, esperienze si sono avute con la parrocchia del Sacro Cuore con i minori non accompagnati. Quindi stiamo cercando di costruire una rete per meglio favorire la loro integrazione sul territorio. Quali sono state le difficolt legate alla loro integrazione, sia a livello sociale che lavorativo? Queste persone che sono ospiti e che sono stranieri non accompagnati o richiedenti asilo politico, per questa fase non possono svolgere alcuna attivit lavorativa, perch sono in una fase di accoglienza ed ospitalit. Degli stranieri che si sono invece insediati qua, che possono essere i tunisini, i marocchini o i rumeni. Con la comunit tunisina c unintegrazione quasi naturale , non un gran numero di presenze. Non sono accompagnati dalla famiglia, ma sono persone singole che hanno la loro famiglia nei paesi dorigine, a differenza dei rumeni che si sono trasferiti con lintera famiglia. I ragazzini vanno a scuola, frequentano le nostre scuole, hanno lassistenza sociale e sanitaria che viene riservata ai cittadini che vivono nella nostra citt. Il problema capire come far comunicare questa comunit con il resto del territorio. Loro assicurano qui una presenza che per tante volte ho visto non essere una comunit che ha dei contatti formalizzati con il resto della comunit niscemese. Dovremmo in effetti qui cercare di sviluppare questi processi di perfetta integrazione anche con la comunit rumena. morenamaria@hotmail.it

n. 1

aprile-maggio 2012

Un mondo in comune: prima mostra fotografica sul Creative Commons


di Fabio D'Alessandro

il grandangolo

diaframma

Immaginate di aver scattato una bella foto o di aver scritto un articolo interessante e di voler condividere la vostra opera con il resto del mondo. Internet, mai come prima, permette di poter far circolare velocemente le opere e le idee. Ma pone anche dei problemi sui diritti connessi alle opere stesse. Fermo restando l'inalienabile diritto alla titolarit dell'opera dovreste decidere come il pubblico (in questo caso il mondo intero) possa far circolare la vostra opera. A quali condizioni e con quali limiti. Prima del 2001 avreste avuto solo due scelte. Diametralmente opposte e radicali. Riservarvi tutti i diritti sull'opera (copyright) o rendere l'opera di pubblico dominio (PD). Le esigenze intermedie non venivano contemplate dunque entrambe le licenze si rivelavano inadeguate alle esigenze della c.d. societ dell'informazione. Il classico copyright, che ben aveva resistito fino a quel momento, era ormai divenuto un pachiderma burocratico che mal s'addiceva alla velocit con cui le informazioni venivano scambiate. Per ogni sfruttamento dell'opera era necessario il permesso scritto dell'autore o di chi ne deteneva i diritti. D'altro canto la licenza di Pubblico Dominio (PD) mal si confaceva alle esigenze dei professionisti a causa dello scarso controllo sull'opera da parte dell'autore. Molti artisti/autori cominciarono a sentire l'esigenza di tutele affievolite. Con questo scopo nacque nel 2001 il progetto Creative Commons per volere del professore Lawrence Lessig, ordinario della facolt di Giurisprudenza di Stanford (e in precedenza anche di Harvard) e riconosciuto come uno dei massimi esperti di diritto d'autore negli Stati Uniti. Queste licenze si ispirano al modello copyleft gi diffuso negli anni precedenti in ambito informatico e possono essere applicate a tutti i tipi di opere dell'ingegno. Le licenze di tipo Creative Commons permettono a quanti detengono dei diritti di copyright di trasmettere alcuni di questi diritti al pubblico e di conservare gli altri, per mezzo di una variet di schemi di licenze e di contratti che includono

la destinazione di un bene privato al

pubblico dominio o ai termini di licenza di contenuti aperti (open content). In Italia l'autore acquisisce la titolarit dei diritti al momento della creazione dell'opera (L. 633/41, art. 6) Il titolo originario dell'acquisto del diritto di autore costituito dalla creazione dell'opera, quale particolare espressione del lavoro intellettuale Spetta poi all'autore decidere quali e quanti diritti concedere a chi volesse redistribuire l'opera. Le sei licenze Creative Commons (definite dalla combinazione di quattro attributi e riconoscibili da una specifica simbologia ) stabiliscono in modo esplicito quali sono i diritti riservati, modificando quindi la regola di default in cui tutti i diritti sono riservati. L'ecosistema CC permette dunque all'utente di riservasi specifici diritti sulla propria opera d'ingegno garantendo comunque la massima flessibilit riguardo la fruibilit, l'uso ed i contenuti dell'opera stessa. Nonostante questo sistema nasca da esigenze prettamente virtuali e si basi su licenze di documentazione software (GNU Free Documentation License v. Linux) indubbio che possa rivelarsi utile anche nella vita reale. Basti

pensare ad esempi come Wikipedia (da cui sono tratte le informazioni necessarie alla stesura di questo

articolo), Internazionale, Il Fatto Quotidiano, INSTAT o la Camera dei Deputati che utilizzano, ciascuno secondo specifiche esigenze, licenze CC. L'Arci Liberamente, che supporta il CC distribuendo il seguente periodico con una delle licenze aperte, ha deciso di organizzare una mostra

dedicata al mondo del Creative Commons per dimostrare l'assoluta permeabilit di tale licenze nel mondo quotidiano. fabiodalex@yahoo.it

continua dalla prima pagina Una grande novit sar il giornale dellassociazione che da questanno cambier nome e che proporr temi interessantissimi con lintento di approfondire diverse tematiche. Il giornalino, fin dalla sua costituzione, sempre stato uno strumento importante di diffusione culturale e di dibattito interno ed esterno allassociazione. Da questanno, infatti, sar costituita unapposita redazione che avr il compito di decidere, di mese in mese, il tema, gli articoli, le argomentazioni,

le rubriche e gli spazi riservati a quanti, pur non essendo soci, vorranno dare il loro contributo. Importanza sar data allorganizzazione di convegni che tratteranno i temi sulla violenza delle donne, dei minori e sulle tematiche concernenti il bullismo che, negli ultimi anni, ha registrato un eccessivo incremento allinterno delle istituzioni scolastiche. Spazio verr dato anche alle iniziative musicali cos da valorizzare le giovanissime band presenti a Niscemi. La musica uno strumento importante per far veicolare messaggi ed per questa ragione che lArci si sta adoperando per creazione di un EP prodotto dallArci Liberamente con brani di band locali. A conclusione di ci, il gruppo Made In Sud, si occuper, tramite lorganizzazione di eventi pubblici, di temi quali la partecipazione, la cittadinanza attiva e la legalit. Molte altre sono le iniziative che larci intende svolgere nel corso del nuovo anno sociale, cercando di coinvolgere anche tutte le associazioni presenti sul territorio. La rete associativa, se messa in moto, potrebbe favorire percorsi virtuosi. Noi, personalmente ce lo auguriamo!

n. 1

aprile-maggio 2012

21/12/2012 Ecco perch il mondo non finir ( per adesso )


Catastrofisti di tutto il mondo unitevi e fate meaculpa. Per adesso il mondo non costretto a una fine orribile il 21 Dicembre di quest'anno, con buona pace del popolo Maya. Questa fatidica data, sfruttata da maghi e indovini, nel calendario del popolo americano indica solo la fine di un ciclo cosmico e l'inizio di un nuovo ciclo. Nient'altro. Effettivamente la fine del mondo pu essere, gi ora, predetta, anche con una certa sicurezza. Il nostro pianeta, per come lo conosciamo, scomparir fra circa 4 miliardi di anni. Tale evento non sar causato n da cataclismi pi o meno predetti, n per mano dell'uomo, ma dovuto all'azione della nostra stella, il Sole. L'astro che, insieme alla presenza dell'acqua nel nostro pianeta, il principale fattore dell'esistenza della vita sulla Terra, a met del suo ciclo, iniziato circa 5 miliardi di anni fa. Da allora il Sole continua a emanare onde elettromagnetiche, tra cui luce e calore, grazie a reazioni
di Francesco Cinquerrui

il grandangolo

nitrato d'argento

Di noi e degli altri!


di Nunzio Pardo

di fusione che avvengono al suo interno. Gli atomi di idrogeno, che ad oggi il principale elemento chimico che compone la massa del sole, forzati dall'enorme pressione presente, sono spinti a fondersi tra di loro, con la conseguente formazione di atomi di elio. Tale reazione altamente energetica e comporta la liberazione nel cosmo di un'imponente quantit di energia. Una parte di questa energia arriva sulla Terra sotto forma di luce, calore e onde elettromagnetiche di varia natura, come i temibili raggi UV. Il processo di fusione continuer finch la quantit di idrogeno sar superiore a quella dell'elio. Quando ci avverr il sole inizier una nuova fase del suo ciclo vitale. Il raggiungimento del punto di rottura dell'attuale stadio di equilibrio comporter la trasformazione del nostro astro in quella che gli astronomi definiscono una Gigante rossa. A questo stadio la stella avr una temperatura media molto pi bassa rispetto all'attuale, a causa della ridotta quantit di energia prodotta, apparendo cosi con una colorazione

rossastra e non pi gialla. Inoltre il diametro del sole si espander a tal punto da inglobare i primi due pianeti del sistema solare, Mercurio e Venere, lambendo la superficie della Terra e rendendo quindi impossibile la sopravvivenza di qualsivoglia forma di vita nel nostro pianeta. Questo ciclo di eventi, come detto precedentemente, avverr tra circa 4 miliardi di anni, in base alle stime

fatte da fisici e astronomi. Nello stesso lasso di tempo sulla terra si sono susseguiti una serie di processi che hanno portato alla formazione degli oceani, alla modificazione della geografia delle terre emerse, e alla comparsa e al susseguirsi di diverse forme di vita dai pi semplici microrganismi fino all'uomo. Dunque profeti della fine del mondo non angustiatevi. Avrete ancora molto tempo per cercare di convincerci che l'apocalisse sta arrivando, al modico prezzo qualche centinaio di euro per le vostre predizioni e con la promessa di ottenere la salvezza da questo triste mondo. ciccio5rrui@live.it

profondit di campo
A pranzo viene a contatto con una serie di oggetti presi in prestito da altre culture: il piatto fatto con una terraglia inventata in Cina; le posate sono di una lega proveniente dallIndia del Sud; il cucchiaio derivato dagli antichi romani e la forchetta uninvenzione medievale. Quando il nostro amico ho finito di pranzare, apre il giornale e legge i resoconti dei tanti problemi che agitano il mondo. Dinnanzi a una cos smisurata mole di informazioni, se un italiano medio e conservatore, attraverso luso di un linguaggio indo europeo, ringrazier una divinit di origine ebraica di averlo fatto italiano al cento per cento. Se oltre ad essere italiano medio e conservatore, sar anche un elettore della Lega, imprecher contro meridionali ed extracomunitari, rei di venire a rubare le nostre ricchezze e la nostra gloriosa cultura. nuxpardo@tiscali.it

Il signor Mario Rossi si sveglia ogni mattina in un letto la cui forma e struttura sono state ideate in Oriente. Scosta le coperte che, a seconda dei casi, possono essere di cotone, pianta originaria dellIndia; di lino, pianta originaria dellOriente; di lana di pecora, animale addomesticato in medio Oriente; o di seta, tessuto proveniente dalla Cina. Si infila i mocassini, inventati nella regione orientale dellIndia, e si dirige in bagno, i cui accessori sono un misto di invenzioni europee e americane. Si leva il pigiama, indumento inventato in India, e si lava col sapone, inventato dalle antiche popolazioni della Gallia. Si fa la barba, rito masochistico derivato dagli antichi sumeri per il tramite della cultura egiziana prima e latina poi. Tornato in camera da letto si veste indossando abiti la cui forma derivata da quelli usati dalle antiche popolazioni nomadi della Mongolia. Si infila le scarpe, il cui procedimento di tintura stato inventato nellantico Egitto

e tagliate secondo un modello derivato dalle antiche popolazioni del mediterraneo. Al collo indossa una striscia di stoffa, residuo degli scialli che usavano i crociati. Esce di casa e si dirige a comprare il giornale, prodotto con un materiale, la carta, inventato in Cina, stampato con un procedimento inventato in Germania con caratteri inventati dagli antichi semiti. Entra nel primo bar e ordina un caff, frutto di una pianta abissina, pagandolo con degli oggetti metallici, le monete, che sono unantica invenzione della Lidia. Lo addolcisce con una bustina di zucchero, estratto da una pianta importata in India e in Cina dalle isole polinesiane e giunta in Medio Oriente attraverso i Persiani. Mario Rossi eesce dal bar e si dirige al lavoro, dalle tasche estrae un pacchetto di sigarette, prodotte con le foglie di una pianta addomesticata in Brasile. Fuma la sua prima sigaretta mattutina attraverso un rito derivato dagli indiani dAmerica.

n. 1

aprile-maggio 2012

Continuano le azioni No Muos all'insegna della non violenza e della larga partecipazione civile. A Natale Giuseppe Maida riuscito a raccogliere circa 5000 firme di cittadini che hanno portato solidariet all'iniziativa di passare la notte del 24 in tenda, davanti al cimitero. L'inizio dell'anno 2012 stato inaugurato dalla manifestazione simbolica organizzata dal movimento: Befana No Muos. Hanno partecipato anche associazioni e persone provenienti da localit limitrofe: Vittoria, Piazza Armerina, Caltanissetta e Gela. La consegna del carbone da parte delle Befane No Muos davanti all'ingresso principale della base militare statunitense, nonostante la pioggia e la grandine, ha rappresentato una prova ulteriore della forza e della determinazione del movimento. La sera precedente alcuni esponenti del movimento avevano portato anche sotto il palazzo comunale lettere e carbone. La lotta prosegue su due fronti: uno istituzionale e uno civile. L'amministrazione comunale ha chiesto di rivedere i pareri positivi degli enti regionali che hanno autorizzato l'inizio dei lavori appellandosi al Tar e, dato l'esito negativo comunicato il 12 ottobre 2011, successivamente appellandosi al Consiglio di Giustizia Amministrativo. Anche il CGA ha per respinto la richiesta pronunciandosi il 16 gennaio 2012, una decisione che il sindaco ha definito: un altro atto contro la nostra citt. Adesso la parola torna al Tar e non si esclude un ulteriore ricorso alla Corte di Giustizia Europea. La cittadinanza invece si mobilita informando e organizzando iniziative di protesta. Recentemente assistiamo all'allargamento dell'interesse oltre il territorio niscemese. Fin da subito al fianco dei No Muos i catanesi, con la Campagna per la smilitarizzazione di Sigonella. Ma anche nella pi vicina Caltagirone dilaga l'allarme. A dicembre i rappresentanti del Liceo Scentifico hanno invitato alcuni esponenti del movimento a un assemblea indetta proprio per l'occasione. A Vittoria il circolo locale di Sinistra Ecologia e Libert, il 17 dicembre 2011, ha organizzato un

di Cristina Di Pietro

Aggiornamenti NO M.U.O.S.

il grandangolo

camera oscura

convegno dal titolo MUOS di Niscemi e Aeroporto di Comiso a cui stato invitato il movimento. Infine, Fare Verde Vittoria ha espresso la propria preoccupazione con un comunicato stampa del 20 gennaio 2012 in cui si legge: il nostro un grido d'allarme. inaccettabile che tutte le forze politiche non si uniscano in tutti i paesi coinvolti per difendere i propri cittadini. La presa di posizione di Fare Verde Vittoria si manifestata anche il 29 gennaio 2011 in occasione dell'operazione mare dinverno dove i volontari, impegnati a pulire diverse spiagge italiane, hanno dedicato la giornata trascorsa a Scoglitti anche all'approfondimento del problema Muos e della salvaguardia dell'ambiente. Ricordiamo infatti, che il Muos sorger all'interno della riserva ambientale Sughereta di Niscemi. Infine, il presidente della provincia di Ragusa Franco Antoci ha incontrato i tecnici dell'assessorato regionale alle infrastrutture per chiarimenti in merito, il 6 febbraio a Palermo. Le preoccupazioni pi allarmanti a breve termine restano quelle descritte dallo studio di due professori universitari del politecnico di Torino: Zucchetti e Coraddu. Tra le altre cose si legge: lentrata in funzione dei trasmettitori del M.U.O.S. avr come conseguenza un incremento del rischio di contrarre vari tipi di disturbi e malattie, tra cui alcuni tumori del sistema emolinfatico, lipertermia con conseguente necrosi dei tessuti. Le persone irraggiate accidentalmente potrebbero subire danni gravi e irreversibili anche per brevi esposizioni. Le microonde prodotte interdiranno luso dello spazio aereo siciliano. Le interferenze elettromagnetiche sarebbero incompatibili con il regolare traffico aereo in buona parte della Sicilia orientale (Comiso, Sigonella e Fontanarossa). Il movimento continua a riunirsi frequentemente, ultimamente presso il palazzetto dello sport Pio La Torre e si continua a lavorare per allargare l'informazione e organizzare nuove strategie di lotta. dipietro.cris@gmail.com

Gli schiavi delle feste comandate

di Rocco Rocky Cannia

non perdono occasione per lasciarsi sodomizzare dagli esercizi commerciali e dagli spot pubblicitari, e cos anche quest'anno si sono apprestati a passare il San Valentino 2012 rigorosamente "in love". Mossi dalla passione amorosa che li accomuna, le giovani e meno giovani coppie, si sono buttati a capofitto sulle offerte dei ristoratori per rendere speciale questo giorno, dove gli innamorati si dichiarano apertamente il loro amore davanti ad una pizza o un men di pesce, trasformando cos una commemorazione inizialmente religiosa nell'ennesima festa dei commercianti. Se passeggiando nei locali affollati si chiede alle persone dagli occhi a cuoricino chi sia questo famoso Valentino, statisticamente, soltanto in pochi conoscono la storia del Santo da Terni, vescovo e martire cristiano che "perdette la testa", e non per amore, nel 273 a 97 anni, per mano dell'imperatore Aureliano. Ancora meno lovers sanno che anni dopo il martirio del santo in tantissimi si rivolgevano a lui per guarire o proteggersi dal "male di San Valentino" o pi comunemente conosciuto come epilessia. Infatti dal 1671 molte persone affette da questa patologia si recano al santuario "delle sette chiese" per chiedere la protezione dal "mal caduco". San Valentino, quindi, non solo il protettore degli innamorati e del consumismo, ma anche il Santo patrono degli epilettici. continua nella pagina successiva

n. 1

aprile-maggio 2012

Se la scrittura ci toglie le parole


di Sara Cona

il grandangolo

istogramma

Un fenomeno ha attirato la mia attenzione qualche giorno addietro, in maniera cos marcata da permanere in memoria. Senzaltro non era la prima volta in cui mi si imponeva allattenzione, tuttavia stavolta ho ravvisato qualcosa di eccessivo. Mi trovavo in un bar del centro a prendere un the con unamica e, nel guardarmi intorno, notavo come ragazzi di et poco inferiore alla mia, non scambiassero tra di loro nemmeno una parola. Erano severamente impegnati a giocare a carte, la partita in corso catturava tutta la loro attenzione, nulla li distoglieva dalla ludica attivit che stavano svolgendo e si rivolgevano lo sguardo solo nel momento in cui luno, concludendo la propria mossa, doveva fare allaltro cenno di continuare. Cerano pi tavoli nella sala di questo locale, e in ognuno di questi tavoli si presentava la medesima immagine: due o pi giocatori, silenziosi, sigaretta in mano, espressione greve, sporadica quanto intermittente azione meccanica capo-occhi. Nulla da dirsi questi ragazzi, nulla di cui discutere eppure del tempo da colmare, dei pomeriggi da riempire in qualche modo. Perch i ragazzi di oggi non sentono lesigenza di parlare? Cosa porta un ragazzo di sedici, diciassette, diciotto anni a rinunciare alla conversazione con un suo coetaneo? Forse sarebbe meglio dire diversamente, ovvero che la rinuncia non riguarda la conversazione tout court bens la conversazione faccia a faccia. Premetto immediatamente che la mia non vuole essere una denigrazione del mezzo di comunicazione telematica, di cui ognuno di noi conosce il valore e di cui ognuno ormai non pu fare a meno di servirsi. La mia piuttosto, per ora, una constatazione del fatto che, oggigiorno, la comunicazione virtuale ha a tal punto soppiantato quella reale da indurre i ragazzi della nuova generazione, cio coloro i quali sono cresciuti imparando prima a digitare e poi a usar di penna, a poter fare a meno di tutti quei fattori extraverbali che,in una comunicazione diretta, rappresentavano elementi di conoscenza fondamentali. Quando si trovano luno davanti allaltro, questi ragazzi non parlano. Giocano a carte, scattano fotografie che verranno un minuto dopo caricate nel social network cui tali foto sono destinate, fumano, ballano, bevono, ma non parlano. Quello che avevano da

dirsi se lo sono gi detto prima, a casa, quando si trovavano davanti ad uno schermo, quando disponevano dellausilio delle emoticon e quando non cera lincombenza e il peso della presenza fisica dellinterlocutore da sostenere. Parlare di s non occorre, la personalit la si presenta in una pagina web, selezionando accuratamente i link da condividere piuttosto che i pensieri da pubblicare. Lio di ognuno,

con tutto ci che lo riguarda, viene espresso in questo modo. Sembra non aver bisogno ormai di nullaltro per rappresentarsi che di uno spazio virtuale e degli ascoltatori/lettori virtuali. Non pi necessario, pare, conoscere le espressioni, i movimenti, il tono della voce, la gestualit della persona con cui stiamo affrontando una conoscenza, per avvallare ci che dice tramite il rivolgimento a quello che di non detto rimane. Non pi necessario pretendere che vi sia associazione tra parole ed espressioni: nascosti dietro ad uno schermo si ha la possibilit di piangere mentre si scrive una risata. Poco importa che la conoscenza rimanga incompleta, poco importa se ci che scriviamo di noi e che concediamo di noi non che una trasfigurazione virtuale, e poco reale, di ci che pensiamo di essere. Limportante che poi, lontani da quello schermo, togliamo a noi e agli altri la possibilit di affrontare qualsivoglia verifica. Giochiamo allora, e non parliamo poich abbiamo gi scritto. Quella che abbiamo davanti , a mio avviso, una situazione tanto pittoresca quanto sconfortante. Non si pu smettere di parlare, non si pu ritenere che sia sufficiente scrivere per sapere (soprattutto nel momento in cui non si ha nemmeno la cura di scrivere in maniera appropriata), non si pu permettere che questa mania di scrittura tolga alla parola la dignit e la prerogativa che le propria. Questa senzaltro lepoca della scrittura ed senzaltro lepoca in cui, proprio per questo motivo, la scrittura ha chiaramente subito un decisivo declassamento. Non pu non essere per anche e ancora lepoca della parola, proprio in un momento storico e politico in cui, forse pi che mai, c bisogno di confronto e di un confronto che sia partecipato pienamente: con la voce, con lo sguardo, con le mani, con le orecchie e con il naso. C bisogno di coinvolgimento,

di un coinvolgimento che sia pieno e totale. C soprattutto bisogno di partecipazione e per partecipare si deve essere presenti, presenti con la propria fisicit, con la propria persona. In un momento in cui abbiamo il grande ausilio della virtualit, non facciamo in modo che questa ci tagli le gambe e sostituisca lessere presente, concretamente, lesserci, qui ed ora, interamente.

Per far conoscere alle persone questo lato immemore o semplicemente sconosciuto della festa di San Valentino quest'anno la LICE (Lega Italiana Contro l'Epilessia) ha patrocinato la pubblicazione del libro, distribuito gratuitamente, Sara e le sbiruline di Emily, scritto da Rachele Giacalone, madre di una bambina alla quale stata diagnosticata una forma di epilessia infantile. Il libro, presentato a Roma il 14 Febbraio scorso, nasce dalla volont di rassicurare la propria bambina di 6 anni e darle tutte le informazioni utili a capire cosa le accade e come affrontare le frequenti crisi. Laltra sera ti ho visto tremare [..] non devi aver paura. Vedi nella testa ci sono tanti fili e ognuno serve per fare qualcosa: giocare, parlare, dormire, pensare poi, ogni tanto pu capitare o almeno cos che succede a me che uno di questi fili inizi a tremare, come se fosse stato toccato da un fulmine, da una scossa elettrica... E come si chiamano questi fulmini? Veramente hanno un nome un po difficile: crisi epilettiche. Ma a me questo nome non piace molto. Ne vogliamo trovare uno nuovo insieme? Tremoline?.. Traballine? Ho trovato: Sbiruline! Lepilessia, per chi non lo sapesse, una malattia neurologica che si manifesta sotto forma di disturbi improvvisi e transitori, le cosiddette crisi, che dipendono sostanzialmente da unalterazione della funzionalit dei neuroni. E' una delle patologie neurologiche pi diffuse in Italia e nel mondo con un picco di incidenza in et infantile e adolescenziale, infatti circa 500 mila persone soffrono di epilessia nel nostro paese. Ci sono pi epilettici di quanto crediamo nella nostra societ, ogni giorno parliamo con essi, ci relazioniamo nei corridoi delle facolt universitarie o nei bar in centro, e se non ci accorgiamo di questo loro problema semplicemente perch sono persone completamente normali, disturbate ogni tanto, dentro la propria testa, da qualche sbirulina. rocco.cannia@hotmail.it

n. 1

aprile-maggio 2012

Uomo, ambiente, paesaggio


di Angelo Monteleone

il grandangolo

ritratti/1
citt, ambiente, uomo, subisce un evoluzione nella mostra realizzata in collaborazione con lo SCAU Studio presso la Fondazione Puglisi Cosentino di Catania nel 2010, dove 100 foto corredate da disegni e modelli di architetture portano alla riflessione sul controverso rapporto paesaggio architettura, un nuovo modo di vedere lantropizzazione di parte della Sicilia, ben lontana dalla contaminazione

una delle figure di spicco della fotografia contemporanea, a cui ha dato e continua a dare grande contributo con la sua ampia e variegata opera.

Autoscatto Intervista taglia small ai nostri adepti


che non sono un gran lettore, ma, tra che mi ha colpito di pi stato Vaticano s.p.a. quei pochi libri che ho letto, quello Qual il tuo film preferito? Io mio film preferito pulp fiction di Quentin Tarantino Qual il tuo piatto preferito? Mi

Nato a Varese nel 1948 da genitori gelesi, Giovanni Chiaramonte fin da giovanissimo, opera nel campo della fotografia dimostrando grandissime capacit nella ripresa astratta e informale, incentrata sullo studio della tradizione teologica ed estetica di Hans Urs von Balthasar e della Chiesa dOriente. Dopo questa prima stagione della sua attivit, la mostra e il volume Fotografia europea contemporanea (1983) segnano il suo passaggio a una serie di lavori centrati sulla relazione tra luogo e identit delluomo, come Giardini e paesaggi (1983) e Penisola delle figure (1993). Sempre a cavallo tra anni ottanta e anni novanta affronta il dramma

esistenziale delle radici e del destino dellOccidente in due opere. del 1999 il tributo a un viaggio di ritorno a Gela , Ai confini del mare. Nel 2000 espone con autorevoli poeti e scrittori alla Triennale nellallestimento di Pierluigi Nicolin Milano Cerchi nella citt di mezzo . Intanto nello stesso anno realizza il volume dartista In corso dopera in concomitanza ai lavori di restauro della facciata della Scala. Rilevante lesposizione del 2004 Abitare il mondo. EuropE ; alla Biennale di Venezia presenta Berlin, un portfolio di 14 immagini sulla capitale della Germania. Un anno dopo, per la sua lunga attivit sul tema della citt e dellabitare, segnata da diversi anni di collaborazione con riviste e istituzioni internazionali, gli viene conferita la Laurea Honoris Causa in Architettura dallUniversit degli Studi di Palermo. Il tema del rapporto

di architetture fine a se stesse e non contestualizzate. In qualit di grande maestro, ha curato e fondato collane di fotografia. Ha insegnato inoltre alla Facolt Teologica della Sicilia, presso lUniversit di Palermo e lUniversit di Parma, ed attualmente docente presso la IULM di Milano. leonam@hotmail.it

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universitarie, da circa 6 mesi non abbiamo pi suonato. La pallavolo, invece, un qualcosa che mi completa,

che mi fa stare bene. Ho preso questa passione da mio padre che, a suo tempo, giocava da professionista e che fin sport nobile e puro

da bambino mi ha fatto conoscere questo Se dico ARCI qual la prima cosa che pensi? La prima cosa che mi venuta perch la sede per me rappresenta lemblema di questa associazione: in mente stata la nostra sede. Forse

definisco un divoratore di pasta; la spesso la nonna: pennette con sugo,

mia preferita un piatto che mi cucina Nome: Francesco Di Giovanni et: 18 tesserato ARCI dal 2011 pancetta, olive, mozzarella, curry e, quando si preferisce, una spolverata di grana

cosa fai nella vita? Cosa stai studiando? Sto frequentando il quinto anno di maturit scientifica

Qual il tuo cantante\gruppo musicale preferito? Ascolto spesso i Negrita i Pink Floyd anche se i miei preferiti resteranno Qual la tua citt preferita? Ci

unione, divertimento e attivit sociale Qual stata lattivit ARCI nella quale ti sei sentito pi coinvolto? sono sentito pi coinvolto rispetto ad altre. L ARCI un associazione maniera.

Tra cinque anni come ti vedi? Non lo medico-militare.

Non c mai stata una volta in cui mi

so. Forse medico, forse militare, forse Cosa fai nel tempo libero a Niscemi? Nel tempo libero esco con gli amici e, quando non esco con gli amici, pratico attivit fisica Come trascorri il sabato sera?

abiteresti? Il mio paese la mia citt preferita anche se deve ancora fare fare avvenire ci c bisogno del contributo di tutti molto per crescere e migliorarsi e per

in cui tutti sono coinvolti alla stessa Cosa pensi potrebbe fare lARCI per per Niscemi. Ora sta al resto dei paese.

Niscemi? L ARCI sta gi facendo tanto cittadini fare qualcosa per il proprio

Solitamente si va con gli amici al qualcosa e fare due chiacchiere

Hai hobby o passioni che coltivi durante il tempo libero? Musica e pallavolo. band ma, in seguito alla partenza di vari componenti verso le citt Fino a qualche anno fa cantavo in una

solito pub (J. M. Basquiat) per bere Qual il tuo libro preferito? Diciamo

n. 1

aprile-maggio 2012

Protesta dei lavoratori


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In TV sto notando, e sentendo da tanta e BISOGNO DEL LAVORO, e il movimento
di Tot Pennino

il grandangolo
portano alla disperazione

panning
famiglie, e c chi CHIEDE, RUBA, MII ORA PROVO quel lavoro, si vieni, alla queste

arrivano i CAMION e MACCHINE, se si non fanno rifornimento, e aumenta il carburante. E stanno facendo questo LUNGO SCIOPERO AL FREDDO IN MEZZO LA

gente, c una lamentela preoccupazione dei FORCONI soprattutto AGRICOLTORI, E ALTRI, ma questo in tutta lISOLA SICILIANA, DIFFICILE, camion bloccati merce non OFFICINE MECCANICHE in segno stata una

fermano perch GUADAGNO NON CE NE,

fine mese TI PAGO FORSE. Cos inizia E STRANIERI, magari vengono in ferie e trovano BOLLETTE E TASSE DA PAGARE, ma come, io non ci sono, pago in GERMANIA, DEVO PAGARE ANCHE QUA CHE pensionato, che dico: pago, tanto fra PENSIONE, certo potrei aiutare una PERSONA, NON UNA FAMIGLIA, LA STESSA COSA LANZIANO\A. UN CONSIGLIO: alle Per VOGLIO DARE famiglie un mese nuovamente prendo

COMMERCIANTI ARTIGIANI AUTOSTRASPORTARI settimana

STRADA anche le MOGLI mangiando quello che viene loro OFFERTO, ACCENDENDO il FUOCO anche per RISCALDARSI, le stanno aiutando per dire qualcosa, il nostro SINDACO ora con laiuto di altri SINDACI andranno a PALERMO e a ROMA anche i CONSIGLIERI non ne POSSONO famiglie

LA MALA VITA. Certo che ci sono EMIGRATI

arriva, supermercati SCIOPERANO anche SOLIDARIETA E AIUTO, si sono aggiunti perfino i PESCATORI. Nella nostra zona e CONSIGLIERI presente in questa PONTE OLIVO il nostro sindaco Di Martino IMPORTANTE E LUNGA MANIFESTAZIONE DI di

LHO CHIUSA. TOTO PENNINO E DISABILE la

per parlare al MINISTRO DELLAGRICOLTURA, pi, lavoriamo e non GUADAGNIAMO, anche LORO hanno la loro ATTIVITA e dovremmo TASSE. mantenerci, vivere e in pi pagare le

PROTESTA per la dignit di tutti questi LAVORATORI di: Niscemi, Gela, Butera. NATURA. sono Niscemi, Gela e penso nel

quelli che lavorano in contatto con la ragusano Vittoria, Acate ecc., dove ci ORTOFRUTTICOLI SERRE ECC. Dal 16.01.12, queste persone niscemesi (e 2011 PROBLEMONE), a 3 che PROTESTANO per questo questi di lavoro MERCATI

mantenersi,, inoltre hanno le abitazioni, LUCE, TELEFONO, GAS, ACQUA, SPAZZATURA (OGNI PIANO INTENDIAMOCI, mizzica c u CANONE RAI DA PAGARE, si la TASSA e una ma le televisioni non so quanti sono, per lunica ST***TA che batte tutti lICI sulla casa, anche se ho la CASA in REGOLA IN TUTTO, si paga

Queste famiglie non sanno come

SCARSEGGIA IL GUADAGNO, evitateci alcune TASSE, cio la famiglia non deve ricevere TASSA di 3-5 MESI O ANNI FA, perch se la (RIESCE) a prendere 4000 EURO, A CORDA O A PISTOLA, dopo

che

ne deve PAGARE 8000, QUELLI PREFERISCONO la TASSA DI QUEL MESE O PERIODO, certo non pensando LICE, non penso che le PER CUI QUESTA SETTIMANE E STATA famiglie che possono, per non pagano. ORRIBILE PER I SICILIANI, E PARTE DI VILLA SAN GIOVANNI. se mai pagher

da Novembre

in contrada SPINASANTA e alla RAFFINERIA sorge questa PROTESTA, che si allargata in tutta la SICILIA chiedendo AIUTO ai BENZINAI, che hanno da lavorare se ci

SETTIMANE DEL 2012,

lici, attenzione se devi ristrutturare i muri esterni della tua PERSONALE u motorino, le assicurazioni, non se ne pu pi. Certo tutte queste TASSE CASA, avvisa il COMUNE, c macchina,

Un mito tutto italiano, Panda


di Angelo Monteleone

Finalmente arrivata! Presenta una nuova veste, nuovi interni, nuovi motori, e soprattutto una rinnovata simpatia. Circa trentanni fa, nata per sostituire la Fiat 126, ha stupito il pubblico per le sue geniali soluzioni di interno e praticit, opera dellingegno di Giorgietto Giugiaro; 9 anni fa la matita di Giuliano Biasio le ha donato un nuovo carattere, mantenendo quellaria un po da piccolo fuoristrada, ha migliorato abitabilit e confort, con larrivo delle 5 porte, e con quel musetto simpatico ha fatto breccia nel cuore di tanti automobilisti. E ora, al terzo capitolo, la Fiat con la Panda 2012 punta pi in alto: il pianale unevoluzione del precedente, quindi stesso passo e ma abilit

migliorata grazie allintroduzione di sedili sottili (testati gi sulla nuova Lancia Ypsilon), nuovi motori che affiancano levoluzione della precedente gamma, maggiore lunghezza della carrozzeria, abbinato ad un notevole salto in alto sul fronte della sicurezza, tradotto in parole povere, Crash Test Euro NCAP. La fiancata si fa pi possente, i parafanghi pi importanti, viene riconfermato e in certo senso migliorato il tre quarti posteriore (molto belle le nuove luci, pi corte, e il paraurti con lago fascione in nero), ma la parte pi importante va a caratterizzare il muso: dopo lespediente mezzo riuscito della Punto EVO, con lintroduzione di quel baffetto un po da 500 e il largo fascione paracolpi, la Fiat ci riprova

con la nuova Panda, dotandola con grandi e teneri occhi (in questo caso quadrati), un piccolo baffetto in mezzo, e un grande sorriso in contrasto nel paraurti. Pur sempre mantenendo laspetto da piccola SUV, le linee si fanno meno nette, tutto risulta pi arrotondando, e il quadrato dagli spigoli smussati sembra essere il motivo ricorrente, soprattutto guardando allinterno. Aprendo la portiera, si respira unaria nuova: la freddezza degli interni pregevolmente assemblati a Tichy lasciano il posto un nuovo e colorato complesso di abbinamento, tessuti e plastiche. La plancia si fa pi grande e cerca di riprendere un geniale concetto di praticit che ha caratterizzato la prima serie, il tascone porta oggetti: una lascia

n. 1

aprile-maggio 2012

Io nacqui veneziano ai 18 ottobre del 1755, giorno dell'evangelista san Luca; e morr per la grazia di Dio italiano quando lo vorr quella Provvidenza che governa misteriosamente il mondo.
il famosissimo incipit de Le confessioni d'un Italiano, un romanzo su cui si forse per il carattere stilistico non proprio alla moda. Ippolito Nievo, di questa storia, muore trentenne nel Durante la spedizione dei Mille del 1860 militare colonnello. Un motivo in pi, forse, per romanzo pubblicato postumo nel 1867. di Palermo e diventa scritto molto, ma che si legge ormai poco, garibaldino padovano e autore sfortunato misterioso naufragio del piroscafo Ercole che tornava dalla Sicilia il 4 marzo 1861. viene lasciato a capo dell'amministrazione poi interessarci alla sua storia e al suo Il protagonista Carlo Altoviti che, che lo hanno visto protagonista tra il ottantenne, decide di raccontare le vicende 1775 e il 1858. Un periodo che si intreccia vivamente con le trasformazioni italiane: rivolte del 1848. Vero e proprio alter ego dell'autore, Carlo conduce una vita fortemente pratico. Lui un patriota ma soprattutto un combattente per la libert non solo del Veneto ma anche delle altre regioni. e tensione. qualsiasi La sua storia d'amore con la Pisana, amata fin dall'infanzia, assicura romanticismo Scritto in tempi non sospetti, precedenti d'Italia, questo romanzo tramanda un'idea anche linguistiche. Siamo di fronte a un Italia multiculturale per nascita e che polemica sull'unificazione di identit fluida e piena di sfaccettature improntata all'idealismo dalla campagna napoleonica in Italia alle

Storie d'Italia: volume I.

il grandangolo

a cura di Cristina Di Pietro

dagherrotipo

non teme la commistione e la fusione di lingue e popoli, una caratteristica fin ai giorni nostri. decisamente ogni tanto Di fatto una storia d'amore, di fondo assolutamente patriottico, ma ricordare spontaneo l'inizio del Risorgimento non fa mai male, e grazie a Nievo diventa pure piacevole. quanto sia stato davvero retorica, di intento troppo trascurata dalla storia e dimenticata

dipietro.cris@gmail.com

continua dalla pagina precedente fascia perimetrale

circonda la plancia, coniugando utilit, stile e coerenza formale, racchiude unarea di infoentertainment (autoradio, sistema di navigazione, climatizzazione) in alto al centro e un largo porta oggetti aperto davanti al passeggero; viene confermata la leva del cambio in posizione rialzata, si fanno pi ricchi i pannelli porta (una curiosit: la loro plastica resa rugosa con la ripetizione in rilievo della dicitura PANDA). Qualsiasi elemento, dal volante al quadro strumenti, dal pomello del cambio alla plancetta di climatizzazione, dai poggiatesta alle decorazioni per i sedili, riportano la matrice del quadrato ad angoli smussati. Limpressione, evidentemente, quella di voler creare non solo una pratica e graziosa citycar di successo (come hanno fatto le concorrenti del trio Citroen-Peugeot-Toyota

o la recente arrivata, la Volkswagen UP!), ma di andare oltre, cercando di creare una sorta di autoculto, sulla stessa scia di quanto fatto (con grande successo) per la sorellina trendy, infatti sono l a suggerirlo con quel continuo rimando del quadrato, in perfetto richiamo agli originari schizzi di Giugiaro e in contrapposizione con i cerchi e le rotondit che caratterizzano la 500, con la vivacit e la migliore cura nel disegno degli interni, con la realizzazione di un vero e proprio logo PANDA posizionato nel fregio dei cerchi al posto del logo Fiat. Un ultima cosa: la produzione torna in Italia, a Pomigliano dArco (NA), un fatto veramente importante, per noi, per la Fiat e i suoi lavoratori, per la Panda.

AMICA MIA

Ch'eritu bedda ri carusa a to facci pariva "pitturata" fora eritu ariusa 'ncasa sempri cchiffarata; po' divintasti spusa e fusti sfurtunata l'esistenza avisti dilusa a vita sempri marturiata ma ccu ttutti amurusa. Quannu fusti malata ri ddi dulura atruci divintau dilicata a to ardita vuci a cchj pisanti ra Dulurata purtasti a to cruci. Mi spiavitu ccu l'occhi spiranti ma iu e a scenza fummu imputenti e macari u to Amanti divintau nnifferenti. U distinu quantu curiusu a vita raveru na fullia iu ri vecchiu divintavu carusu oquantu a tia Amica mia!

Saro Buscemi, poeta niscemese


n. 1 aprile-maggio 2012

Alice nel mondo della pastasfoglia


di Elena Sentina

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il grandangolo

teleobiettivo

Ore 7.30, un mattino denso di foschia, lungo la provinciale catania gela ss 117, svincolo per misterBianco. A trotto della mia spumeggiante 206 Bianco panna enfant terrible benzina del 2008, cerco di premere a fondo lacceleratore, nella speranza di giungere al lavoro puntuale. Alla radio le frequenze di radio 2 trasmettono il programma di max giusti, che imita franco battiato nelle sue elucubrazioni filosofeggianti musicalesche. mi lascio coccolare dai pensieri, non attenziono pi la strada, un pensiero fisso pervade i miei pensieri: una lussureggiante pasta di cornetto alla nutella Bianca diventa il mio ossessionante pensiero, trabocca crema color oro Bianco, croccante pasta burrosa che addento ummmhh, che goduriaumh che bont eppure, qualcosa non mi quadra, mizzica che lonca sta strata, ma unna cavolo girari, ah, si a scritta pi mistebbianco!!! Miiii, guardo in alto linsegna verde dellautostrada, che recita: PROSSIMA USCITA MESSINA SAN GIOVANNI GALERMO. OCCAVOLO! Sbagliaiu! Nun liggiu u cartello! Ava nesciri primma! E ora!?!?!? PANICO! Ecco cosa succede a pensare sempre al cibo! diventata un ossessione, una priorit, una manna! Tutti siamo diventati ossessionati dal cibo! Se ne

parla nei talk televisivi, ci bombardano a qualsiasi ora del giorno di programmi di cucina: la prova dei cuochi, master chef, cuochi in fiamme, facendoci illudere che anche noi possiamo divenire cuochi sopraffini, e ci propinano mille e mille varianti di parmigiana, di pasta alla carbonara, di roll di pollo, vitello, agnello diventato persino largomento principale nelle conversazioni, non si sbaglia a parlare di cibo, sono stata a provare sushi al moroboschi, sei stato poi allagriturismo di Poggio degli Schecchi, i puppetti i cavaddu ra via plebbliscito su sempri i megghi! Tal, facimmu a savusizza rustuta e nun si sbagghia! Semplice, non implica divergenze dopinione, essenziale, in fondo ovviamente piace a tutti mangiare, no? Eppure nel contempo siano ossessionati dal peso, ci vediamo sempre grassi, abbiamo timore di pesarci, quella brutta bestia malefica e millantatrice mal tarata di bilancia che non altro, ci vergogniamo ad uscire dal camerino perch quel salvagente che esce dai leggings taglia 38 circoscrive inopinatamente i nostri fianchi, ma ovviamente non ci appartiene, la commessa che ha confuso etichetta, si sar sbagliata lei una forma di patologia, denominata B.E.D. binge eating disorder, di recente

comparsa nella classificazione (DSM IV), un criterio che utilizzano gli psichiatri per classificare le patologie, caratterizzata da abbuffate di cibo che si estrinsecano in brevissimo tempo, il desiderio compulsivo di mangiare e pensare sempre al cibo, colpevoli delle abbuffate per poi non toccare nulla per timore di perdere peso; la patologia del nuovo millennio: ci sentiamo grassi, ci prefiggiamo ogni luned di iniziare la dieta, corriamo a iscriverci in palestra- ma dopo le prime due volte non ci andiamo pi- e vorremmo essere snelli e perfetti. Lassunzione de cibo fortemente correlata al nostro stato emotivo: siamo arrabbiati e ci caliamo un pollo arrosto, ci sentiamo gi dumore e non esitiamo a prendere dallo scaffale quel meraviglioso eburneo vasetto di cioccolata, veniamo criticati e allora ci catapultiamo sul fumante piatto di pastasciutta. Il cibo salutare, conviviale, ci diverte prepararlo e gustiamo a mangiarlo, ma non devessere il nostro pensiero ossessivo, non deve limitarci nei rapporti interpersonali, ma soprattutto non deve limitare la nostra autostima, siamo belli perch ci sentiamo bene. DENTRO. elenasentina@hotmail.it

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Impaginazione/Grafica Elena Sentina Angelo Monteleone

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n. 1 aprile-maggio 2012

Arci Liberamente Niscemi aderisce all'iniziativa Teatro Coppola, il teatro dei cittadini. foto di Fabio D'Alessandro

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