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"All'alba del gioved 7 ottobre 1943, in un piccolo paese della pampa argentina fu ucciso un uomo.

La verit non venne mai a galla. I morti non parlano, gli assassini non si autoaccusano, l'unico testimone non parl perch era il vero colpevole." Lungo le pagine di questo breve romanzo si dipana un mistero che coinvolse (e sconvolse) gli abitanti del paesino di Palo Santo, con magistrale colpo di scena finale. Fra i personaggi troviamo: una sarta insignificante e scontenta della sua vita. La bella merciaia Solimana, che attira gli uomini del paese a casa sua. Una telefonista bizzarra che non si fa vedere da nessuno. Un vecchio immigrante greco che, dalla toppa della sua porta, tiene sott'occhio l'intero paese. Ci sono un assassinio, un grande amore, invidie e pettegolezzi... troppe cose per un paese di soli otto isolati e 207 abitanti.

Autore: Lilia Carlota Lorenzo nasce in Argentina, abita a Ivrea, Piemonte. Laureata in architettura, dipingere quadri ambientati nella Buenos Aires del tango e scrive su strani fatti accaduti (o immaginati) nella pampa argentina. Via Fratelli Falchetti, 2 Ivrea (TO) 10115 0125692029

Copertina dellautrice. I duellanti (1999)

Lilia Carlota Lorenzo

Il cappotto della macellaia

Allalba del gioved 7 ottobre 1943, in un piccolo paese della pampa argentina fu ucciso un uomo. La verit non venne mai a galla. I morti non parlano, gli assassini non si autoaccusano, lunico testimone non parl perch era il vero colpevole.

il paese... Palo Santo si trova in mezzo alla pampa. Ha una sola strada di terra battuta che costeggia la ferrovia. Da un lato sinnalza il lindo edificio della stazione fatto dagli inglesi, come daltronde tutta la rete ferroviaria che attraversa il Paese; il cui tracciato, questo va detto, soddisfaceva il comodo degli inglesi, non quello degli argentini. Di fronte alla stazione si stendono gli unici otto isolati che compongono il paese, con una media 1 di cinque case ciascuno. Poi, sparpagliati un po qua un po l, i soliti ranchos abitati dai soliti poveracci. Oltre ai 207 residenti del paese, agli agricoltori e agli allevatori di bestiame che vengono a far la spesa una volta alla settimana pi i parenti di entrambi i gruppi nessuno ha mai sentito nominare Palo Santo. Questo non impedisce agli abitanti di sentirsi come se vivessero nellombelico del mondo. Non se ne sarebbero mai andati e, se fosse stato necessario, molti di loro avrebbero sacrificato mogli, mariti, genitori e figli per impedirlo. gli abitanti... La signora Fernndez nata Tomasetto di anni quarantatr, altezza un metro e cinquantotto, piuttosto insignificante e insoddisfatta della sua vita, si era alzata come tutte le mattine, alle sei meno un quarto. Era ancora buio. Soffiava un vento gelido che tagliava la faccia. Nella ciotola del cane, lacqua aveva formato una sottile lastra di ghiaccio. La signora Fernndez era uscita nel cortile per accendere il braciere. Una volta assicuratasi che funzionasse correttamente hai voglia poi di sentire le clienti che si lamentano dellodore di fumo lo aveva messo nella cameretta adibita al cucito. Oggi doveva sbrigarsi. Dopo pranzo sarebbe venuta la macellaia era la maestra, ma in paese tutti la chiamavano la macellaia con quel cesso di sua figlia a provarsi il cappotto. Era la terza prova. A quella non andava mai bene niente. Le cose non andavano bene perch fra una prova e laltra, quel bidone di sua figlia continuava a ingrassare. Cos, monta smonta, quel maledetto cappotto non sarebbe mai finito. Quella credeva di essere chiss chi perch era la direttrice della scuola. Direttrice, segretaria e maestra. Per forza, era lunica. Chi veniva in un posto simile? Per carit, lei sarebbe morta se avesse dovuto lasciarlo, ma alla gente di fuori non la porti manco a rimorchio. La vita non era giusta. Non era giusto che quella serpe avesse un marito coi fiocchi: bello, bravo, di compagnia e chiss che uomo a letto. In pi lavoratore, non come quel buono a nulla che si era trovata lei per marito vabb lasciamo stare la macellaia voleva assottigliare la figura di sua figlia che la metta per terra e le faccia passare un panzer sopra cos la assottiglia per sempre con quelle due tette da mucca in allattamento cosa vuole assottigliare?

In Argentina: tuguri con pareti di fango, tetto di paglia e pavimento di terra in cui vivono i poveri delle periferie.

Alle sette, la signora Fernndez sent che si alzava suo marito. Adesso andava a pisciare e le lasciava il cesso pieno di schizzi che manco puliva, come se portasse a casa chiss che stipendio. Per dirla tutta, lo aveva sposato perch lei non era mai stata una gran bellezza. Piccola e proporzionata quello s, ma la faccia era quella che era. In pi, con il cucito si era guastata la vista e adesso doveva portare due culi di bottiglia davanti agli occhi. A quellepoca aveva oltrepassato la trentina. Cosa vuoi, un marito non spunta dalla notte alla mattina come un fungo. Non che fosse brutto, ma il resto era tutto da buttar via. Se sua madre non si fosse impuntata, forse, non lo avrebbe sposato. Che poi, manco passato un anno del matrimonio, quella gi diceva: A tuo marito il lavoro non piace mica, di qua e di l. No, se fosse stato per lei, non lo avrebbe sposato. Qualche scopata s, quello le era sempre piaciuto. Non ne aveva mai fatta parola con nessuno e se ne vergognava, ma era nata cos. Anche sotto quel profilo non era un granch, suo marito. Allinizio tanto quanto, ma adesso le saltava addosso una volta ogni dieci giorni. Due colpi e via vabb lasciamo stare meno male che suo suocero aveva un po di ettari di terra. Appena morto, vendute le terre e fatta la divisione dei beni fra la vedova e i due figli, con quei soldi si erano costruiti la casa, ma suo marito, lavorare sul serio, manco per sogno. Se non fosse stato per il cucito... non voleva pensarci. Lui caccia, puoi capire, la selvaggina aiuta un po, ma non basta. Nemmeno con suo figlio aveva avuto fortuna: un bambino imbranato che tutti prendevano in giro. Doveva ringraziare la vedova Manch, quella stramba di telefonista lo aveva preso per far la spesa, malgrado lui gliene combinasse di tutti i colori che vita di merda! Quando la signora Fernndez si era alzata per accendere il braciere, il signor Andreani, che abitava due case pi in l di anni quarantotto, mestiere macellaio e carattere rassegnato era gi tornato dal mattatoio con il camioncino pieno. A lui piaceva quellora del giorno o, se si preferisce, della notte, visto che in questo periodo dellanno, marted 24 agosto per la precisione, fa ancora buio. Gli piaceva quel silenzio pieno di libert. Sua moglie e sua figlia dormivano ancora. Non che non amasse sua moglie e non adorasse la sua Pagnottina. Sarebbe morto senza di loro, ma quellora era solo sua, ecco tutto. Scaldava lacqua 2 per la seconda bevuta di mate , la prima laveva fatta appena alzato, due o tre mates presi alla veloce, pi che altro per svegliarsi. Poi iniziava a scaricare il camioncino. Non appendeva tutta la carne, solo quella che gli sarebbe bastata per il mattino. Il resto lo metteva nella ghiacciaia. Poi si accendeva una sigaretta e sintonizzava la radio su quella stazione 3 che trasmetteva i tangos di Carlos Gardel . Carlitos, ormai morto da otto anni! Non ci poteva credere. Quando ci pensava, gli veniva da piangere. Commosso, inizi a canticchiare qualche strofa accompagnando la musica della radio: Mentira, mentira, yo quise decirle, las horas que pasan ya no vuelve ms. Y as mi cario al tuyo enlazado es solo un fantasma del viejo pasado 4 que ya no se puede resucitar .
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Infusione caratteristica fatta con lerba mate utilizzando una zucchetta dove sinserisce una cannuccia.

Mitico cantante di tango, nato presumibilmente a Tolosa, Francia, nel 1890; morto in un incidente aereo a Medellin, Colombia, nel 1935. Si dice che a quellepoca molte donne si fossero suicidate dandosi fuoco per morire carbonizzate come lui.
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Bugie, bugie, io volevo dirle, le ore passate non tornano pi.

Questo momento magico finiva alle sette meno dieci, quando doveva portare la colazione a sua moglie. A letto. Gli piaceva, ma meno di una volta. Se laveva abituata cos, ormai che poteva fare? Era cambiata sua moglie, soprattutto di fisico, perch il carattere era sempre stato quello: di merda. Solo che fino alluscita della chiesa non lo aveva tirato fuori. In fondo in fondo, e nemmeno tanto in fondo, sua moglie gli faceva un po paura. Mai detto ad anima viva, ma era la verit. Forse il fatto che fosse maestra gli metteva un po di soggezione, comunque bastava dirle sempre di s, qualunque cosa ma non discutere. A lui non piaceva discutere. Ormai si era abituato. In pi e questo lo riempiva di orgoglio sua moglie era una donna istruita. Escludendo i libri di storia antica del defunto signor Paganini, il padre della merciaia, sua moglie era lunica in paese ad avere una libreria con ottantadue libri, o volumi, come diceva lei. In 5 bella vista cera anche El Tesoro de la Juventud . Quei venti volumi con le copertine bord e le scritte dorate facevano veramente un figurone. Lo aveva comprato per la sua Pagnottina da quel commesso viaggiatore ormai da parecchio. Peccato che Pagnottina non ne avesse mai aperto un volume. Lui lo sfogliava le domeniche, quando pioveva. Quando piove, Palo Santo diventa una pozzanghera unica. Impossibile uscire, nemmeno per far due passi. Cos andava nel salotto e prendeva un volume a caso. Cercava la sezione chiamata Il libro dei Perch. Perch non canta la gallina come il gallo?, Perch non si bagnano le papere?, Perch non si mescola lacqua con lolio?. Bello. Peccato che Pagnottina non lo avesse mai guardato. Sua figlia non era una gran bellezza. Aveva preso dal nonno materno. Brutto forte suo suocero. S, era un po bruttina la sua Pagnottina, forse per quello le voleva cos bene. Sua moglie adesso era brutta, grassa soprattutto, ma da giovane non era male. Se lavesse amata, non avrebbe saputo dirlo, aveva fatto tutto lei. A quellepoca studiava da maestra a P., lui era solo il garzone nella macelleria di suo padre. Non avrebbe mai immaginato che una donna cos si potesse interessare a uno come lui. Poi si erano sposati. Il brutto carattere, o lo aveva sempre avuto o le si era guastato di colpo. Ingrassare invece, era ingrassata un po per volta: A forza di annusare la carne dice, che se avesse avuto un marito con un altro mestiere sarebbe rimasta magra. Magra magra non lo era mai stata. Poi non voleva contraddirla, ma la figlia del macellaio era lei, comunque la lasciava parlare. Forse era vero che lodore della carne faceva ingrassare. Nel Libro dei Perch, la domanda Perch ingrassiamo quando annusiamo la carne? non cera. L'arrivo del garzone lo riport alla realt. Non gli piaceva questo garzone. L'altro era andato a fare il militare. Marina. Non poteva rimanere per due anni senza garzone, cos aveva preso il meno peggio. Bel ragazzo, ma troppo furbo per i suoi gusti, poi lo aveva visto parlare con la sua Pagnottina, nemmeno questo gli era piaciuto.

E cos il mio amore al tuo legato solo un fantasma del vecchio passato che mai pi risusciter. Testo di Alfredo Le Pera, musica di Carlos Gardel, 1935.
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Enciclopedia per ragazzi di origine Statunitense molto diffusa in Latinoamericana.

Buongiorno don Andreani. Ciao Miguel Angel. tutto a posto. Vado a svegliare mia moglie. Il signor Andreani usc, attravers il cortile ed entr in casa. Inizi a preparare la colazione per sua moglie, come tutte le mattine a quellora. Quando alle sette del mattino il signor Andreani stava portando la colazione a sua moglie, si era svegliata la signorina Solimana, di anni quarantacinque ne dimostrava dieci di meno bellezza fuori del comune, peso, altezza e misure giuste. Dai Marcantonia, svegliati che ora disse alla sorella, che dormiva in un letto singolo accanto al suo bel lettone matrimoniale. Ho sonno... . Dai. Alzati!. Fa freddo... . Se non facesse freddo non ti sveglierei per accendere la cucina. Dai, muoviti!. Le sorelle Paganini, i cui nomi bizzarri erano frutto dellamore smodato per la storia antica che aveva avuto in vita il defunto signor Paganini, gestivano la merceria del paese. Solo articoli di ottima qualit. Be, del negozio se ne occupava soltanto Solimana. Marca Antonia, detta Marcantonia per facilitare la pronuncia, faceva quel che poteva in casa. Marcantonia, di anni trentotto, zitella come sua sorella, corpo informe, sguardo bovino e capelli radi, si alz controvoglia e rimase seduta sulla sponda del letto. Ti vuoi muovere! S o no?!. Marcantonia si mise la ciabatta destra nel piede sinistro, la ciabatta sinistra nel piede destro. Si alz e cadde per terra. Maledizione! Non vita questa si lament Solimana. Marcantonia era la sua croce. Portarsi dietro una minorata non era facile. Lasci contrariata le lenzuola calde, aiut sua sorella ad alzarsi e torn a letto. Accendi la cucina e metti lacqua a scaldare che devo farmi il bagno. 7 Sinfil di nuovo fra le lenzuola, prese il Para Ti che era sul comodino. Inizi a sfogliarlo. Aveva visto un modellino che le piaceva. Voleva mostrarlo alla sarta. Era una ladra, ma lunica decente. Con quello scansafatiche di marito per forza doveva aumentare i prezzi. Le venne in mente quello stupido bambino che aveva per figlio. Quando lo trovava per strada scappava terrorizzato. Da quando era capitato quello, non veniva pi nel negozio. Su quel fronte poteva stare tranquilla. S, spaventarlo ogni tanto non era mai di troppo. Per il matrimonio mancava ancora tempo, ma non le piaceva fare le cose di corsa altrimenti mi metto il tailleur blu un tailleur blu va sempre bene me lhanno visto ma chi se ne frega! Allimprovviso sent un gran fracasso provenire dal cortile. Marcantonia. Che cosa stava facendo quella deficiente nel cortile? Rassegnata, si alz. Si tolse con cura la retina che metteva ogni sera per non rovinarsi la pettinatura. Dalla parrucchiera andava solo il sabato, per forza, lei nel negozio non le piaceva 8 dire merceria attuava il sabato inglese . Sinfil la soffice vestaglia porpora che profumava di gelsomino, il sabato lavava anche quella, sincammin verso la cucina a passo svelto. Con la cucina Marcantonia se lera cavata. Il pentolone con lacqua era sopra un fornello, il bollitore per il caff, sullaltro. Entrambi accesi. A volte metteva la pentola con lacqua e si dimenticava di accendere il fornello, a volte accendeva
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Modo riguardoso di rivolgersi a un uomo. 7 Rivista femminile apparsa in Argentina negli anni 20.
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Chiusura del sabato a partire delle tredici.

il fornello con la pentola vuota. Sua sorella era uscita lasciando la porta del retro aperta. Con quel freddo! Che cosa stava facendo fuori, quel progetto mal riuscito? Sent un rumore che proveniva dallo sgabuzzino. Ecco dovera! Che cosa stava combinando nello sgabuzzino? Cosa ci fai nello sgabuzzino, vuoi dirmi?. Niente, faccio io. Vai viiia!. Non era la prima volta che trovava Marcantonia nello sgabuzzino. Guard lora, otto meno venticinque. Marcantonia, lacqua calda. Molla l e vieni a riempire la tinozza che faccio tardi. Poi prepara la colazione e non leccare niente. Tutti i giorni le stesse raccomandazioni. Si ferm un attimo aspettando che tornasse. Marcantonia!. Silenzio. Maledicendo la sua sorte, decise di andare a vedere che cosa stesse facendo. Sent un brivido alla schiena: Marcantonia, sguardo deciso e vanga in mano, la guardava con odio. Che cosa pensi di fare con quella vanga in mano, vuoi dirmi?. Vai via, vai via, vai via. Quando Marcantonia ripeteva tre volte la stessa frase voleva dire guai. Solimana si avvicin cercando di toglierle la vanga. Marcantonia opponeva resistenza. Il suo sguardo bovino era diventato cattivo. Aveva acceso la candela e la fiamma mossa dal vento dava al suo viso un aspetto folle. Dannazione! Dammi questa maledetta vanga e vai dentro o chiamo la mamma. Noo! La mamma noo!. Marcantonia moll la stretta e scapp dentro. Solimana prese la vanga, la appoggi alla parete, poi vide il piccolo scaffale per terra ecco il rumore! Lo rimise a posto. Spense la candela con un soffio. Non le piaceva spaventare Marcantonia con la mamma, ma quando sintestardiva era lunico modo. Entr in casa. Chiuse bene la porta per non lasciare scappare quel poco di caldo che cera. Marcantonia si era data da fare: gi aveva riempito la tinozza e messo la biancheria sulla sedia assieme allasciugamano, cose che solitamente doveva farsi ripetere tre volte. Si tolse la vestaglia, la camicia di notte non usava altro per dormire e simmerse nella tinozza. Marcantonia aveva persino fatto la miscela giusta. Non era male spaventarla con la mamma. Mentre la signorina Solimana apriva il negozio, la signora Andreani, detta la macellaia, maestra di professione, di anni quarantasei, chili ottantacinque e brutto carattere quella mattina pi brutto ancora era seduta dietro la cattedra a contemplare i suoi trentaquattro allievi, se per allievi sintendono quei trentaquattro testa di cazzo che doveva acculturare. Non uno, dico non uno, di questi animali in grado di capire qualcosa, lo aveva riferito alla merciaia proprio il giorno prima, quando era andata a dare unocchiata nel suo negozio. Stava cercando qualcosa di carino per la pettinatura di sua figlia in vista di quel fottutissimo matrimonio del cazzo. Sua figlia, ogni giorno che passava, invece di migliorare peggiorava. Sua figlia era uneccezione alla regola: brutta in fasce, brutta in piazza. Quella era nata brutta e bruta rimaneva. Da chi aveva preso? Lei, adesso era un po ingrassata a forza di annusare la 7

carne giorno e notte ma non era brutta. Suo marito era un belluomo, altrimenti perch una donna del suo livello lo avrebbe sposato? Quella mattina era andata di merda sin dallinizio. Suo marito le aveva portato la colazione con il pane del giorno prima. Tornando dal mattatoio si era dimenticato di prendere il pane appena sfornato. Il pane del giorno prima faceva schifo. Se fai il panettiere, devi saper farlo, invece no, bastava un giorno perch diventasse duro come una pietra, nemmeno i maiali lo volevano. Suo marito, ultimamente, aveva la testa altrove, doveva scoprirne il motivo. Reinoso, di anni quattordici, altezza un metro e ottanta, brutto, strabico e figlio di cenciosi, invece di aver finito la scuola dellobbligo era ancora alla terza elementare, in pi faceva il furbo. Reinoso si alzi in piedi. E in che cosa dovrei alzarmi signora maestra?. questo negro lammazzo Non faccia il furbo e mi guardi in faccia. La sto guardando in faccia signora maestra. Certo, quello era pure strabico e lei una cretina. Doveva soppesare ogni parola. Reinoso non perdeva la minima opportunit di farla passare per unimbecille davanti a tutti. Infatti, tutti si erano messi a ridere. Si alz, prese la bacchetta e si avvicin al banco di Reinoso con il fermo proposito di spaccargli come minimo due dita. Da vicino Reinoso era ancora pi brutto e, da come la stava guardando con locchio buono, si capiva che di bacchettate non ne voleva pi prendere. In ogni modo doveva uscirne a testa alta da quella situazione di merda. Anche subito, altrimenti la sua autorit era finita. Reinoso quanti anni ha?. Quattordici signora maestra. Sa che se volessi potrei mandarla al riformatorio fino a quando ne avr ventuno. Faccia lei. Certo che faccio, per iniziare vada immediatamente a pulire i gabinetti dei maschi. Voglio siano cos puliti da potermici specchiare. Reinoso usc dallaula senza rispondere. Per il momento la sua autorit era in salvo, ma doveva stare attenta, Reinoso non era pi un bambino e di bacchettate glielo aveva fatto capire persino con locchio strabico non ne voleva pi sapere. S, con Reinoso doveva rallentare. Prima o poi quello le avrebbe mollato un pugno, se lo sentiva. Doveva rallentare, ma senza farglielo capire, altrimenti sarebbe stato peggio. Quella era proprio una giornata di merda e non era ancora finita. Nel pomeriggio doveva portare sua figlia dalla sarta a provarsi il cappotto. Solo a pensarci le veniva il prurito. Quindici minuti dopo, la signora Andreani decise di dare unocchiata ai gabinetti maschili. Ognuno finisca il suo compito in silenzio. Torno subito. Prese la bacchetta non si sa mai e usc dalla classe. Attravers il cortile verso i gabinetti dei maschi. Aguzz lorecchio. Non si sentiva rumore dacqua n sbattere il secchio. Strano cosa sta facendo quellimbecille? Apr la porta. Non cera nessuno che avesse capito male e fosse andato a pulire i gabinetti delle femmine? Attravers di nuovo il cortile. Appena apr la porta, sent la puzza. Per terra, in mezzo al corridoio, cera un bel mucchietto di merda fumante appena fatta. Di Reinoso, manco lombra. Tornando indietro con lorologio di qualche ora, per la precisione quando la signorina Solimana 8

si era svegliata e il signor Andreani portava la colazione a sua moglie, la vedova Manch, di anni cinquantaquattro, chili quarantotto, e felicemente impiegata nellazienda telefonica, si apprestava a fare colazione indossando la sua vestaglia blu elettrico che adorava. 9 Era molto concentrata sulle tostadas che stavano abbrustolendo dolcemente sul fuoco. Quelle sei fette di pane stavano alla vedova Manch come un proficuo conto in banca a un commerciante avaro. Quando tutto fosse stato pronto e solo allora avrebbe aperto la finestra per prendere il burro dal davanzale. La vedova Manch era sana come un pesce, aveva un appetito invidiabile, mangiava come una lima nuova, non era mai andata dal medico n pensava di andarci. Ringraziava Dio non poteva soffrire la Madonna per averle concesso una vita cos bella. Solo gli chiedeva di fargliela durare pi a lungo possibile. Della sua vita non avrebbe cambiato niente, voleva solo continuare a lavorare senza muoversi da casa. Tutto il giorno in vestaglia senza farsi vedere da nessuno. Della gente le interessava solo ascoltare le loro conversazioni. Era convinta di avere trovato il modo di farlo senza che nessuno se ne accorgesse. Lunica seccatura erano i rompiscatole che venivano a telefonare dalla cabina pubblica, ma anche quel problema era stato risolto. In un primo momento aveva pensato a una tendina per dividere lufficio, ma una tendina basta alzarla e ti trovi il rompiscatole davanti. Le cose si fanno bene o non si fanno. Aveva preso un po di soldi che teneva da parte e ordinato a un falegname di P. in paese avrebbe dato motivo di pettegolezzo di costruirle un bel separ con il quale custodire la sua vita privata. Alto due metri, in modo che nessuno potesse sbirciare dallalto. Quando sentiva la scampanellata della porta, diceva: Si accomodi e il rompiscatole sinfilava nella cabina. Ci aveva messo un po per far capire allutenza che per richiedere il numero non era necessario rivolgersi a lei personalmente, bastava alzare la cornetta del telefono che cera nella cabina e sollecitarlo attraverso la linea. Poi, fare la stessa cosa per sapere lammontare della telefonata. Per pagare bastava lasciare i soldi accanto al telefono. Cera per la storia del resto. Se per caso lutente non ci arrivava con i soldi e la differenza era poca mica puoi sapere a priori quanto vorrai o dovrai parlare lei ci rimetteva volentieri, altrimenti mandava il figlio della sarta il suo tuttofare di fiducia a prendere o restituire il resto a domicilio. Man mano che lutenza cap la musica, non port pi banconote di grosso calibro. La gente la si deve abituare. Tutto l. Cos era finita la seccatura di farsi vedere. Poteva rimanere tranquillamente sia in vestaglia dinverno, che in mutande e reggiseno destate. Peccato che ci fossero solo sette abbonati. In ogni caso sette abbonati non volevano dire sette persone, bens sette famiglie. In questo modo si poteva arrivare alla ventina di persone. Inoltre cerano quelli, in sostanza tutti, che non avendo il telefono chiedevano una cortesia solo in casi di urgenza ai vicini abbonati. Quelle erano le telefonate pi interessanti, perch annunciavano morti o malattie, mal che andasse nascite, battesimi o matrimoni. In pi, oltre alle persone che parlavano al telefono, cerano quelle che erano nominate nelle conversazioni, cos ne venivano fuori tante belle storie che potevano continuare per giorni e giorni. Come un romanzo dappendice, per capirci. Ogni volta un pezzo.
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Fette di pane tostato.

La cosa pi stuzzicante era che non sapevi quando sarebbe arrivata la prossima puntata. Potevano passare giorni, settimane e persino mesi. In pi di unoccasione le era capitato che fra una puntata e laltra dimenticasse landamento della storia o il nome dei personaggi. Per questo aveva mandato il figlio della sarta allemporio, a comprare un grosso quaderno, vi annotava le storie degli abbonati in ordine alfabetico. Quel ragazzino era stato la sua salvezza. Poteva fare i capricci, ad esempio non cera modo di farlo andare dalla merciaia, ma quello non era un problema, lei si aggiustava con la biancheria che aveva, chi la vedeva poi? In pi, a volte sbagliava la spesa, comunque sempre meglio di tutta quella sfilata di garzoni a portarti la carne, il pane e via dicendo. Il caff era passato, le tostadas abbrustolite al punto giusto. La vedova Manch prese il gigantesco vassoio appartenuto alla sua defunta suocera, lo teneva sempre pronto sul tavolo con una tazzina pulita e la zuccheriera. Le piaceva lo zucchero, ne metteva tanto. Aggiunse la caffettiera con il caff bollente, un litro tondo. Il latte caldo, mezzo litro. Prese la marmellata dallarmadietto, apr la finestra e pigli il burro dal davanzale. Con il vassoio ben guarnito si diresse in ufficio, lo appoggi sul tavolino messo apposta accanto alla sedia, si sedette, aggiust le cuffie alle orecchie e inizi felicemente la sua giornata lavorativa. Tornando di nuovo indietro con lorologio, esattamente quindici minuti dopo che la signora Fernndez si era alzata per accendere il braciere, si era svegliato il signor Zotikos, detto Tiko, di cognome impronunciabile, origine greca, anni settanta e una gamba fuori uso. Si svegliava sempre alle sei del mattino senza necessit della sveglia. Non perch fosse unabitudine rimastagli da quando lavorava, niente affatto. Lui, prima dalle otto e mezzo non aveva mai aperto il salone di barbiere, quando lavorava, si capisce. Dopo lincidente non lavorava pi. Campava con la pensione e con i soldi della vendita del salone. Era accaduto una mattina. Di colpo si era svegliato e aveva guardato lora: le sei in punto. Cos da dieci anni. Al principio si era spaventato. Dicono che quando uno si sveglia da solo sempre alla stessa ora il diavolo che viene a prenderti, ma ormai erano passati pi di dieci anni e lui continuava a campare. Da l in poi la sua vita era diventata un tormento, si capisce che un guaio svegliarsi alle sei del mattino se non hai niente da fare. Come lo riempi il giorno? La sua salvezza, del tutto casuale, fu aver affittato quelle due camere dal macellaio, pi il gabinetto del cortile che condivideva con il garzone, perch la famiglia aveva un bel bagno di lusso dentro casa. Le due camere si trovavano fra il negozio e la casa del macellaio. Proprio in mezzo, come il ripieno di un panino. Nella camera che dava sulla strada, aveva sistemato il letto; in quella che dava sul cortile, la cucina, che fungeva anche da sala pranzo e salotto. Se fosse venuto qualcuno a trovarlo avrebbe dovuto farlo passare dalla stanza da letto, ma da lui non veniva nessuno. Nella parete che separava la cucina della macelleria, cera una porta, chiusa a chiave, si capisce. La chiave laveva il macellaio, la toppa era stata tamponata con il mastice. Ebbene, proprio quella porta era stata la sua salvezza. Quando uno disperato inizia a pensare. Lui era disperato sin dalle sei del mattino. Continuare a girarsi nel letto non ce la faceva, si capisce che quellidea gli era venuta proprio per disperazione. Per tre sere di fila si era dato da fare per liberare la toppa valendosi di un ago da materassaio che, appunto, aveva dimenticato un materassaio nel suo salone quando ancora lavorava, si capisce. Aveva dovuto aspettare che piovesse. 10

Quando piove, il macellaio mette della segatura per terra perch i clienti arrivano con gli stivali pieni di fango. Con la segatura per terra nessuno avrebbe notato se fosse caduto qualche pezzo di mastice dallaltra parte. Perch ci aveva messo tre sere? Perch lavorava solo quando la famiglia Andreani era a tavola. Madre e figlia urlavano sempre, quelle due vivevano litigando per il cibo. Con il casino nessuno avrebbe potuto sentirlo quando trafficava con la toppa. Il mastice era diventato una pietra perch quella porta era chiusa da una vita, appunto da quando era venuto a viverci linquilino precedente, un vecchio morto di vecchiaia. Non aveva faticato invano, la toppa era stata liberata. Siccome la cucina non aveva finestre e doveva stare sempre con la luce accesa, bastava appendere un tovagliolo alla maniglia per impedire che dalla macelleria si vedesse la toppa illuminata. Cos, quando gli garbava, spegneva la luce, toglieva il tovagliolo e voil: poteva vedere tutto quel che accadeva nella macelleria. Lingresso non entrava nel suo campo visivo, per beccava il bancone in pieno, pi tre metri davanti e tre dietro. Insomma, questa toppa gli aveva cambiato la vita da cos a cos. Non era mai riuscito a parlare quel maledetto castigliano come si deve. La gente non ha pazienza, persino in quel cazzo di posto come se avesse tante cose da fare. Da quando non lavorava pi si era reso conto che la gente lo evitava. Un po per volta, anche lui aveva perso la voglia di parlare, quindi sentire e vedere gli altri senza avere a che fare con loro, si era rivelata una cosa molto piacevole. La felicit della vecchiaia. E da quella toppa aveva visto tante cose! Peccato che non ci fosse unaltra porta nella parete che comunicava con la casa del macellaio. A Palo Alto, lultima ad alzarsi quella mattina fu la futura sposa. Mentre accadevano i fatti fin qua descritti, lei dormiva placidamente sognando il futuro sposo. Era una bella ragazza incontaminata da ogni male. Simpatica, timida quanto basta, era la donna ideale da condurre allaltare per poi portarsi a letto, con una madre cos vigile era lunico modo. Il 25 settembre si sposava innamorata. Era un matrimonio damore. Nessun vantaggio da nessuna delle parti: entrambi belli, giovani e benestanti. La data delle nozze era stata discussa a lungo. Lei voleva il 21 settembre, primo giorno di primavera, ma cadeva di marted n di Venere n di Marte ci si sposa o si parte Quello non sarebbe stato un problema, il detto si riferiva a venerd o marted 13, ma tutti si sposavano di sabato, quindi alla fine si era deciso per sabato 25 settembre. Al matrimonio, tranne i poveracci, era stato invitato tutto il paese. I poveracci, com giusto che sia, sarebbero andati il giorno dopo a fare le pulizie e, oltre la paga, si sarebbero portati a casa un po di avanzi fra quelli pi scadenti, accuratamente scelti dalla madre della sposa. Nel paese di solo otto isolati erano arrivate le tredici. Il panettiere, il macellaio e lemporio tranne la pompa di benzina annessa che rimaneva sempre aperta chiusero i battenti. La scuola aveva chiuso a mezzogiorno, la signorina Solimana, il barbiere e la parrucchiera alla mezza. La signora Fernndez aveva mandato gi un boccone alla veloce ed era tornata nella saletta adibita al cucito per ultimare il cappotto. Suo marito era rimasto a tavola aspettando il rutto. 11

Pepincito, il figlio di entrambi che ultimamente mangiava poco ed era sempre agitato disse: Babbo mi porti con te a caccia?. No. Non faccio rumore, ti giuro. Oggi no. Il signor Fernndez si alz da tavola lasciando suo figlio con la faccia compunta. Piuttosto aiuta tua madre a sparecchiare. La mamma non vuole. Perch?. Dice che spacco tutto. Ha ragione lo rassicur il padre prima di chiudersi in bagno. Dalla saletta cucito la signora Fernndez aveva sentito tutto. Ebbe una punta di amarezza. Povero piccino! Ultimamente non ne combinava una giusta. Poi dimentic il figlio per chiedersi che cosa stesse facendo suo marito chiuso in bagno. A chiave, perch aveva sentito il rumore. In bagno suo marito ci andava il mattino per deporre, lo aveva sentito dire alla macellaia quando parlava dei suoi problemi di stitichezza. Era una stronza, ma se voleva sapeva esprimersi. Il termine le era piaciuto subito e adesso lo usava anche lei. Non sai mai come dire quando vai a far quello. Muovere il ventre sembra che invece di andare al cesso ci si debba mettere a ballare una danza araba, andare di corpo sa di esercizi marziali, defecare poi... si sente la puzza solo a pronunziare la parola. Invece deporre era perfetto, fine pi che altro, quindi suo marito per deporre andava in bagno appena alzato; se era a casa e non pioveva, pisciava nel cortile; se era a caccia e gli veniva la voglia, faceva tutto nei campi. Quando pisciava in bagno e scoreggiava anche lasciava sempre la porta aperta. Per lavarsi destate, perch dinverno non si lavava lo faceva nella tinozza che cera nel cotile. Meglio, cos non sporcava il bagno. Non tutti avevano il bagno dentro casa, anzi, un bagno installato, lo avevano solo lei e la macellaia. E lei ce laveva grazie alla buonanima di suo padre, il miglior muratore dei paraggi. Niente a che vedere con quello che cera adesso. A suo marito non piaceva molto lavarsi. 10 Ai gallegos lacqua non piace molto, cos dicono. Sempre meglio di suo suocero, quello lacqua non laveva mai frequentata. Lei era italiana. Be, nata proprio in Italia no. Concepita. La mamma laveva partorita tre mesi dopo larrivo. Dovevano andare in America loro, in quella del Nord, perch anche lArgentina lAmerica, ma allultimo momento i suoi si erano lasciati convincere da un amico ed erano finiti a Buenos Aires. Poi, tutta la famiglia si era trasferita a Palo Santo. Erano gli unici siciliani in paese. 11 Suo marito diceva che i gringos sono tirchi da far schifo, comunque: che ci faceva suo marito in bagno chiuso a chiave? Il signor Fernndez, di anni cinquanta, scostante e cacciatore di selvaggina in mancanza daltro, si era chiuso a chiave in bagno perch nessuno gli rompesse i coglioni. A casa sua, di rompicoglioni ce nerano due: sua moglie e suo figlio. Suo figlio lo aggiustava con un cazzotto, invece con sua moglie doveva far attenzione. Appena apriva bocca, quella tirava fuori la storia del cucito. Se lei fosse stata capace, con la selvaggina ci si poteva aggiustare benissimo, ma forse meglio cos, altrimenti la caccia, invece di un piacere, sarebbe diventata un obbligo giornaliero.
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Molti immigranti spagnoli arrivati in Argentina provenivano dalla Galizia. Modo di chiamare gli italiani nella pampa.

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Oggi giusto oggi! quel deficiente voleva accompagnarlo. Stava fresco. Gli venne in mente la troia. Solo a pensarci il suo tigrotto gli fece un salutino. Apr larmadietto. Diede unocchiata. Cosa ci faceva sua moglie con tutti quei barattoli? Non era un letterato, ma sapeva leggere. Inizi a guardare le etichette: crema per le mani, crema per il viso, olio per i capelli... che cosa se ne faceva di tutte quelle porcherie? cesso cesso rimane Prese una bottiglietta. Acqua di colonia al lill. La apr, annus il contenuto questo schifo da checca non me lo metto Rimise la bottiglietta nellarmadietto. Inizi a sbottonarsi la camicia, si annus le ascelle. Puzzavano. Si lev maglione e camicia; la canottiera era senza maniche, per lavarsi le ascelle non gli dava fastidio. Tutto pulito. Sua moglie lo obbligava a cambiarsi i vestiti tutti i santi giorni. Obbligava si fa per dire, lui nessuno lo obbligava a fare niente, semplicemente quella fanatica gli faceva trovare la roba pulita tutte le mattine sulla sedia vicino al letto. Apr il rubinetto del lavandino, prese il sapone, sinsapon le mani. Con la mano destra si sfreg lascella sinistra, con la mano sinistra lascella destra. Basta cos. Si chin sul lavandino. Si risciacqu. Si era bagnato un po la canottiera. Pazienza sopra sono a posto adesso sotto Si tolse i pantaloni e le mutande, i calzini no i piedi chi te li guarda? Era la prima volta da quando si era sposato, che usava quellattrezzo con il nome francese che suo suocero aveva fatto portare da Buenos Aires. Lui personalmente non capiva il motivo di tanto disturbo. Apr il rubinetto. Uno schizzo dacqua gelata gli bagn la faccia merda! Lo chiuse. Decise di sedersi sopra a cavallo guardando la parete o seduto come al cesso? a cavallo cos tengo docchio questo cazzo di getto Lo apr piano perbacco si gela! dopo tanto sacrificio speriamo in bene accidenti il sapone rimasto nel lavandino se mi alzo mi scivola lacqua per le gambe e mi bagno i calzini Non sopportava i calzini bagnati niente sapone chi se ne frega Si asciug. Si rivest. Un ultimo sguardo allo specchio, and verso la porta. Si pent, torn indietro, apr larmadietto, prese il profumo da checca e si bagn le guance alle donne le cose da checca piacciono Usc dal bagno. Senza salutare n moglie n figlio, apr la porta del retro, and nello sgabuzzino, prese il fucile che era appeso a un chiodo, se lo mise a tracolla e attravers il giardino. Era uno schifo, il giardino. Sua moglie non aveva tempo di occuparsene, lui quelle cose da donnetta non le faceva. Invece di tagliare per i campi, prese la stradina parallela a quella principale, che passava dietro le case. Camminava piano guardando fisso verso un punto che in linea daria poteva trovarsi trecento metri pi avanti, nellultimo isolato del paese. Per la precisione stava guardando il retro della casa delle sorelle Paganini, proprietarie della merceria. Non era il suo percorso abituale, lo faceva da pochi giorni, tre per la precisione, da quando quella troia lo aveva guardato. Era passato per caso. La troia si trovava nel cortile. Lo aveva guardato in faccia, per la precisione pi in basso. Aveva gli occhi buoni, lui, raramente sbagliava un tiro. Poi la troia era sparita dentro casa. 13

Quello sguardo lo aveva colpito nel profondo delle viscere. Per la precisione un po pi sotto. Adesso non ci dormiva la notte. Che fosse stato un caso? Pass il giorno dopo. Uguale scena, anzi peggio, o meglio: la troia si era chinata lasciando in bella vista le giarrettiere e tutto il resto. Sotto i pantaloni, il tigrotto si era svegliato di botto. Era stato a questo punto che aveva deciso di lavarsi vediamo oggi cosa capita Un giorno al bar aveva sentito dire delle cose strambe riguardo alla merciaia. Lui andava di rado al bar e non parlava con nessuno, ma da qualche mezza parola aveva capito che a quella piaceva guardare i maschi nudi o cose cos. Strana come troia, ma al solo pensiero gli veniva duro. Da lontano non riusciva a vedere il cortile per via di quegli eucalipti del cazzo. Fino allultimo momento non poteva sapere se ci fosse o no. Quando finalmente oltrepass gli eucalipti fu deluso: la troia non cera. mi sono lavato per niente! La signora Andreani aveva lasciato la scuola di pessimo umore. Quanto arriv a casa, suo marito stava apparecchiando la tavola. Come mai apparecchi tu? Dov la Marta?. 12 13 Ha dovuto accompagnare sua madre da doa Mara, deve farsi curare lempacho . Ma non capisci che quella ti prende per il culo?. Mi ha detto che la madre non va in bagno da una settimana, che sta male, che troppo vecchia per andare da sola. Quando io non ci sono, quella se ne approfitta. Ci mancava anche questa!. La signora Andreani diede un profondo sospiro, poi guard sua figlia, chiamata affettuosamente Pagnottina dal padre, di anni diciannove, chili ottanta ma potevano aumentare altezza un metro sessantaquattro e sei brufoli sulla faccia, due dei quali appena spuntati. Stravaccata sul sof, Pagnottina stava mangiando un pezzo di torta ricolma di panna. Era stato suo marito a comprare la torta, come se quella ne avesse bisogno. Laveva nascosta in fondo alla ghiacciaia, ma ormai non cera posto dove sua figlia non arrivasse. Mangia mangia cos il marito te lo trovi su Marte. Se voglio il marito ce lho gi. Il signor Andreani rimase con il piatto a mezzaria: E chi sarebbe questo futuro marito? le chiese pensando subito al garzone. Segreto. Cara, glielo puoi chiedere tu, visto che in questa casa ormai non conto pi niente?. Ma cosa vuoi che abbia! In ogni caso chiunque fosse andrebbe bene. chiunque no quel morto di fame prendersi il capitale e far infelice la mia Pagnottina mai! Non sai di qualcuno che possa riempire di botte quello stronzo di Reinoso? gli chiese sua moglie cambiando discorso. Di nuovo Reinoso? Che cosa ha combinato oggi?. Faceva il furbo come sempre, lho mandato a pulire i cessi dei maschi cos impara. Dopo un po vado a controllare. Sparito. Sai cosa ha fatto quel negro schifoso? Mi ha lasciato una bella cagata in mezzo al corridoio del cesso delle femmine. Prima che il resto della classe se ne accorgesse, ho dovuto pulire la merda da
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Modo popolare di rivolgersi alle signore anziane.

Specie dindigestione che i santoni curano, seconda la loro scuola di pensiero, con un filo, alzando la pelle della schiena, con le dita o con parole miracolose.

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sola. Rivolgendosi alla figlia: Scusa cara, mi sono dimenticata che stavi mangiando. Cara continu a inghiottire come se si stesse parlando di ricette. Quello lo ammazzo! disse il signor Andreani. Tu non ammazzi nessuno. Devi trovarmi qualcuno che lo riempia di botte. Se non la smette di fare il furbo divento pazza! Pazzaaa! e, presa da una rabbia contenuta sin dalle sette del mattino, quando suo marito le aveva portato il pane duro a colazione, la signora Andreani scoppi in un pianto isterico. Non se la sentiva di andare dalla sarta, mandare sua figlia da sola era escluso. Invece di controllare se il cappotto le andava bene, magari avrebbe chiesto alla Fernndez qualcosa da mangiare. Era gi capitato. Quando la teneva a dieta ferrea, andava a chiedere cibo in giro. Se quella morta di fame avesse avuto il telefono, lavrebbe chiamata. Per la seconda volta diede un profondo sospiro. Stava un po meglio. Poi guard sua figlia sdraiata che inghiottiva e cambi idea: Silfide! Puoi alzare il sedere e dire alla sarta che oggi non sto bene? Chiedile se possiamo rimandare la prova fino a domani?. Silfide, che si era preso un altro pezzo di torta, si limit a rispondere: Non rompere. La signora Andreani si alz di scatto con il fermo proposito di ammazzarla. Fu fermata dal marito: Lascia stare, vado io. Il signor Andreani capiva che sua moglie fosse nervosa e gli dispiaceva disturbare la sua Pagnottina, che stava mangiando il terzo che sua moglie pensava fosse il secondo pezzo di torta. Adesso finisci di apparecchiare. Andrai dopo pranzo. Il signor Andreani fin di apparecchiare. Serv sua moglie. Chiss se Pagnottina aveva fame dopo i tre pezzi di torta: Amore. Tu mangi?. Cosa c?, chiese Pagnottina dal sof. Lasagne al forno. S. La ragazza si alz trascinando i piedi, si sedette a tavola e gli porse il piatto. Sentendosi lo sguardo di sua moglie addosso, il signor Andreani tagli una porzione discreta. E che cosa me ne faccio io di questo pezzetto di merda, puoi dirmi?. Il signor Andreani rimase in attesa. Guarda che nemmeno un marziano riuscirai a trovare. Se continui a mangiare, quel cappotto non ti andr mai bene e al matrimonio col cazzo che ci vai concluse la signora Andreani, dopodich sprofond la forchetta nella lasagna, come se fosse la colpevole di quella mattinata infernale. Il signor Andreani porse a Pagnottina il piatto con quel solo pezzetto di merda. Finito il pranzo, la signora Andreani si alz da tavola: Io vado a farmi un riposino. Dopo una giornata come questa ne ho proprio bisogno. Il signor Andreani sparecchi, mise le stoviglie sporche dentro il lavandino e disse: Pagnottina non ti preoccupare, faccio tutto io quando torno dalla sarta. Piuttosto mettiti a studiare. Non dirmi Pagnottina, e chi si preoccupa?. Pagnottina, che a studiare non ci pensava neanche perch doveva digerire, si alz, fece quattro passi fino al sof e ci si butt con tutto il peso adesso leggo un po la rivista che la vacca ha comprato allemporio Papi, mi passi la rivista che ha comprato la mamma. sulla credenza. Il signor Andreani guard sua figlia, le porse la rivista e usc scuotendo la testa. Quando la signora Fernndez alz distratta lo sguardo dal cucito, il signor Andreani era davanti a casa sua. Dietro le tende di tulle lui non poteva vederla, ma lei s. 15

Eccome se lo vedeva. Che belluomo! Italiano come lei. Bello. Dolce. Perfetto! Cosa faceva davanti a casa sua? oddio sta varcando il cancello! La signora Fernndez si alz di scatto e corse in bagno. Che disastro! Acqua dappertutto. Che cosa voleva dire quel profumo? Suo marito era diventato pazzo per caso? Mettersi il suo profumo al lill per andare a caccia? I suoi pensieri furono interrotti dal campanello maledizione! se avessi saputo che veniva mi sarei cambiata Si diede uno sguardo veloce allo specchio ma s io me li tolgo che mi invecchiano vedo tutto sfumato ma poi mi abituo And ad aprire senza gli occhiali. Buongiorno signora Fernndez. Buongiorno signor Andreani, ma che piaceeere! Entri, la prego. La ringrazio, ma sono un po di corsa. Volevo solo dirle che mia moglie non sta molto bene, se invece di oggi pu portare la bambina domani, per la prova. Chiamare bambina quellelefante! Quindi aveva lavorato come una negra con solo un boccone nello stomaco per niente? Non si preoccupi signor Andreani. Stavo giusto per prendere il caff, gradisce una tazzina?. La ringrazio, ma dovrei proprio andare. Dovrei non era devo, la signora Fernndez si aggrapp a quel dovrei come una sanguisuga ingorda davanti a un cane depilato. Lo afferr per un braccio e inizi a tirare verso linterno fin quando lui non smise di opporre resistenza. Va bene, ma poi devo andare subito. Ma certo signor Andreani figurati se ti lascio scappare adesso che sono da sola venga venga. Il macellaio la segu rassegnato. Si sieda, la prego. La signora Fernndez si apprest a servire il caff. Non era facile senza gli occhiali. Doveva avvicinarsi agli oggetti quasi fino a sfiorarli con il suo lungo naso: caffettiera, tazzine, cucchiaini, zuccheriera... Non centr bene la prima tazzina, macchi la tovaglia. Fu pi cauta con la seconda, ma ne vers troppo caff riempiendo il piattino sottostante ecco fatto adesso lo zucchero Lo prende con lo zucchero?. No grazie. certo sei cos dolce che non ne hai bisogno Gli porse la tazzina. Poi gli si sedette davanti, lo guard. Aveva fatto male a togliersi gli occhiali, adesso non riusciva a vedere la sua espressione. Bruciandosi le labbra, linterno della bocca, la gola e lesofago, il signor Andreani fin il caff in due sorsate. Poi si alz: Grazie signora Fernndez, adesso devo proprio andare, quindi rimaniamo per domani. Per domani a prendere un altro caff?. No, per la prova del cappotto. Ah s, domani va benissimo. Viene anche lei?. Non credo. La signora Fernndez lo accompagn fino alla porta. Mi raccomando: venga a prendere un caff quando vuole o a bere il mate, come se fosse a casa sua. Mi capisce?, disse, accentuando il mi capisce alle due macchie nere, che tirando a indovinare potevano essere gli occhi del signor Andreani. Chiuse la porta, diede un sospiro mamma mia che maschio! Si avvi verso la sala cucito. 16

Come mai vedeva tutto fumoso? Si ricord che non aveva gli occhiali, and a metterseli. Era contenta a met. Lui aveva accettato il caff perch lei aveva insistito, comunque era un inizio. Solimana e Marcantonia andavano a tavola alluna meno un quarto spaccate. Sempre. Cucinava Marcantonia. Era lunica cosa che faceva bene. Un dono del Signore, e meno male, pensava Solimana. Lei non era portata per i fornelli. Guard sua sorella che mangiava avida una coscia di pollo. Aveva la faccia coperta di grasso. Quel disgustoso spettacolo era il prezzo che doveva pagare per quei cibi cucinati cos bene. Aspett che finisse la coscia di pollo. Che cosa pensavi di far questa mattina con la vanga?. Marcantonia pos la coscia incredibilmente spolpata sul piatto e guard il mucchio di ossa che aveva ripulito. Ne prese uno a caso e inizi a rosicchiarlo daccapo. Lascia stare quella schifezza e rispondi!. Marcantonia guard sua sorella con odio, butt losso sul piatto, prese una banana la pi grossa del vassoio della frutta che era in tavola e si alz trascinando la tovaglia. Fece cadere il piatto per terra mandandolo in frantumi. Le ossa si sparsero sul pavimento. Va bene, se non vuoi dirmelo fa lo stesso. Marcantonia and a chiudersi in camera con laria offesa. Solimana si alz rassegnata per riparare il disastro. Quando sua sorella si chiudeva in camera non cera modo di farle far niente. Guard lorologio. And alla finestra. Spost appena appena la tenda. Dalla finestra della cucina vedeva la stradina che passava dietro casa. Era lora. Aspett fino a quando non vide comparire il cacciatore di selvaggina eccolo! Lui si ferm un attimo. Guard verso la casa. guarda pure che oggi non esco Era interessata a quelluomo, ma non solo a lui. Di uomini nel paese ce nerano parecchi. Uomini possibili. Proprio da scartare solo due. Troppo vecchi. In pi uno era quasi paralitico e laltro quasi cieco. Poi cera il signor Echeverry. Il pazzo Echeverry, come lo chiamavano tutti. Era stato un amico di suo padre, forse non era il caso... S, il cacciatore di selvaggina poteva essere luomo giusto. In pi la interessava per un altro motivo, ma solo se non fosse stato luomo giusto. Se era luomo giusto, il secondo motivo avrebbe perso senso. Solimana lasci la finestra e and a lavare i piatti. Quattro del pomeriggio. Pepincito, di anni quasi undici, piccolo e di sguardo smarrito, come tutti i pomeriggi a quellora, stava andando dalla vedova Manch a farle la spesa. il pap non ha voluto portarmi a caccia cattivo tutti sono cattivi meno la vedova Manch anche la mamma cattiva mi tratta come se fossi ancora un bambino piccolo non sono pi un bambino piccolo fra due mesi ne faccio undici danni tre meno di Reinoso che pi alto del babbo e mette paura persino alla maestra la maestra unaltra che non mi vuole bene dice che sono troppo piccolo per la mia et e non si riferisce solo al corpo pensa che sia un po scemo me ne rendo conto eccome un po ha ragione a lamentarsi perch la scuola mi fa schifo schifo da vomitare solo a vedere la lavagna e i quaderni mi piacciono solo per disegnare fare disegni come quelli dei fumetti mi piace da morire e poi colorare i disegni per la mamma dice che i quaderni 17

non si devono sprecare per disegnare che sono per scrivere e fare i conti il babbo le d ragione dice che disegnare non serve a niente tutto deve servire a qualcosa se non serve non si deve fare a me invece i disegni e i fumetti sono lunica cosa che mi piace se non fosse per il pazzo Echeverry io non avrei mai avuto un fumetto pazzo ma sa leggere si fa mandare tutti i giornali da Buenos Aires mi d linserto dei fumetti ma come pazzo strappa quelli che lui chiama di destra peccato comunque coi pazzi non si pu far niente mi d i fumetti non di destra perch amico del babbo non proprio amico perch il babbo non ha amici e forse non ha mai parlato col pazzo Echeverry il pazzo Echeverry che amico del babbo al contrario della mamma dice che il babbo un uomo intelligente che fa bene ad andare a caccia e a non lasciarsi sfruttare da nessuno chiss cosa vorr dire meno male che la mamma non lo sente gi ce lha col pazzo Echeverry perch mi d i fumetti se in pi sapesse che il pazzo Echeverry dice che il babbo fa bene ad andare a caccia finisce che ci litiga e quello non mi da pi i fumetti mi mancherebbe solo quello certo che se io fossi Reinoso non avrei nessun problema ma non sono Reinoso anzi nei suoi confronti sono meno di una cacca di cane ma se fossi Reinoso o come Reinoso prima di tutto uccido la signorina Solimana come la odio e magari fosse solo odio mi fa paura da morire non voglio pensare a quello perch dalla paura mi scappa la pip da quando successo quello la sogno tutte le notti mi sveglio piangendo la mamma vuole sapere perch piango ma io zitto non racconter mai a nessuno n quello n i sogni che poi sono la stessa cosa non racconterei niente a nessuno nemmeno se la signorina Solimana morisse perch i morti vedono e sentono tutto quel che i vivi dicono e pensano lo dice sempre la mamma ma se io fossi Reinoso o come Reinoso ammazzerei la signorina Solimana la sera quando esce dal negozio ad accostare le persiane le punto una pistola alle costole non ce lho la pistola ma potrei schiacciarle un dito contro le costole come fanno nei fumetti dalla paura manco si gira a controllare se il dito o la pistola poi la trascino dietro langolo e l devo studiare come lammazzo devo ammazzarla con qualcosa che la faccia soffrire la lascio soffrire poi lammazzo e la lascio morta con la gonna alzata e anche se mi fa schifo le abbasso le mutande cos tutti possono vederle il sedere se i morti vedono tutto come dice sempre la mamma vedr che tutti le guardano il sedere poi... basta! non voglio pensare pi alla signorina Solimana chiss che cosa mi da oggi da mangiare la vedova Manch sono proprio fortunato ad aver trovato questo lavoro il babbo dice che la vedova Manch sar scema a prendere uno come me per far la spesa invece il babbo si sbaglia perch la vedova Manch si fida di me anzi molto contenta e se mi confondo non fa storie massimo mi dice Pepincito non volevo farina ma aspirina e basta e a volte nemmeno devo riportare le cose indietro perch dice che prima o poi ne avr bisogno e non vuole mandarmi col bigliettino cos sviluppo il cervello chiss cosa vorr dire forse che se vado col bigliettino non diventer mai furbo i soldi dello stipendio la mamma li mette nel maialino che mi ha comprato allemporio dice che quando sar pieno lo rompe e mi compra la bici usata certo un cavallo costa di meno ma la mamma ha paura perch quando era piccola suo fratello che era anche piccolo morto cadendo dal cavallo e dice che se non muoio magari rimango pi rintronato di adesso oltre alla paga la vedova Manch mi da tutti i giorni una monetina questo solo per te, mi raccomando non dirlo a nessuno mi dice in gamba la vedova Manch chiss quanto vive speriamo tanto Verso le nove di sera, fredda e umida in questo periodo dellanno, nel paese di solo otto isolati si chiudono tutte le porte e tutte le finestre. Verso le undici, si spengono tutte le luci. E quando a mezzanotte si spengono anche i lampioni della strada, se non c la luna, il paese rimane avvolta nelle tenebre. Il giorno dopo, mercoled 25 agosto, per fortuna della signora Andreani, Reinoso non and a scuola. Lunica seccatura della giornata sarebbe stata la prova del cappotto. S o s, doveva andare dalla sarta. 18

Alle quattordici e trenta, dalla signora Fernndez era tutto pronto, aveva persino tirato fuori il servizio da t di porcellana regalo di nozze e fatto una torta che solo lei sapeva il sacrificio di spesa, pi la seccatura di alzarsi mezzora prima con quel freddo che non dava segnali di voler andarsene. In pi aveva perso tempo per cambiarsi, truccarsi e profumarsi casomai fosse venuto lui, anche se era difficile. Se aveva afferrato lallusione di venire a prendere il caff come se fosse a casa sua, mentre con lo sguardo lo rassicurava che oltre al caff poteva prendersi tutto il resto, forse sarebbe venuto da solo. Di mattina, quando suo marito andava a caccia e il bambino era a scuola. Poteva lasciare la macelleria con il garzone, non sarebbe stata la prima volta. Lo aveva visto in pi di unoccasione farsi un bicchierino al bar. Alle undici del mattino la strada era piena, ma poteva fare il giro ed entrare dal cortile gli lascio aperta la porta sul retro e mezzora di felicit una volta alla settimana non me la toglie nessuno La torta non laveva fatta cos per far qualcosa. Aspettava che la macellaia ricambiasse linvito. Voleva infilarsi nella casa del signor Andreani come amica di famiglia... e s, ormai era arrivata a quel punto. La visita del giorno prima aveva fatto ribollire il suo sangue siciliano. Sent il campanello eccole che sono arrivate le faccio aspettare un po non sono mica la loro serva Lei aveva il campanello, non come la maggioranza che dovevi battere le mani e iniziavano ad abbaiare tutti i cani di Palo Santo. La buonanima di suo padre se ne intendeva anche di elettricit. Aveva fatto un bellimpianto con campanello e tutto meglio che vada ad aprire magari quella gira sui tacchi e ciao invito Prima che arrivasse alla porta, si sent la seconda scampanellata eh eh... non ha pazienza la signora Direttrice Buongiorno signora Andreani. Ciao bella. Bella manco rispose. Buongiorno signora Fernndez. Come siamo eleganti oggi ma cosa si messa questa che puzza come le negre al matine della domenica e si impiastrata la faccia come una maschera di carnevale quanto buffo il povero! Grazie signora Andreani. Lei troppo gentile non mi sono mica cambiata per te speriamo che la prova vada bene La prova non and bene. Vede signora Fernndez, il cappotto le tira di qua evidenziando troppo il seno. il seno vorresti dire quelle due tette da mucca che si potrebbero nascondere solo con la tenda del circo che viene destate a parte il fatto che dallultima volta questa ha preso minimo due chili ci metterei la firma Forse la ragazza ingrassata un pochino azzard la signora Fernndez. Niente affatto. Possiamo cambiare le spalline per altre pi grandi cos il seno si nota di meno. Faccia lei. Cos non va. certo che cos non va se da una prova allaltra questa continua a mettere lardo addosso non andr mai Forse sar meglio smontarlo. Non uno scherzo sa? Si perde un sacco di tempo e con la storia del matrimonio ne ho fin qui di lavoro. se la stai facendo lunga per aumentare il prezzo perch devi mantenere quel galiziano sporco stai fresca Questo cappotto sta diventando come la tela di Penelope. e che cazzo me ne frega a me di questa Penelope Dio ti prego: dammi ancora un po di pazienza perch questa mi sta sfinendo La signora Fernndez tolse il cappotto a Pagnottina, che per tutto il tempo della prova aveva guardato il soffitto. Quindi signora Fernndez: a quando la prossima prova, visto che nemmeno oggi abbiamo combinato niente?. 19

Se devo smontare tutto, ci vuole almeno una settimana. Va bene e rivolgendosi a sua figlia: Dai! Muoviti che andiamo. Ma cos presto? Sapendo che venivate, ho preparato una torta che mi venuta una meraviglia, e lacqua per il t pronta. Ma io... inizi a dire un po spaesata la signora Andreani; fu interrotta da Pagnottina, che parlando per la prima volta da quando era arrivata disse: Dai mamma! Solo una tazzina di t, cosa ti costa?. Ha ragione la ragazza. Venite. Unaltra volta minvitate voi. Ne segu un silenzio imbarazzante, dopodich si accomodarono in cucina. La ragazza prese due porzioni di torta prima del t, tre durante, e due dopo. Quando stava per allungare il braccio nel tentativo di prendere lottava, sua madre le afferr la mano al volo sprofondando le unghie nella carne della sua carne, mossa grazie alla quale, con un movimento da contorsionista, la sarta riusc a prendere lultimo per lei il primo pezzo di torta. Davanti al vassoio vuoto, ignorando gli sguardi che le lanciava sua madre, Pagnottina si alz da tavola dicendo che doveva andar a studiare. Vai tesoro vai disse la signora Fernndez, con la diplomazia propria del mestiere. La macellaia pens che fosse opportuno far finta di niente, si alz anche lei: Oggi mercoled, quindi torniamo mercoled prossimo?. Proprio cos, ci vediamo mercoled prossimo. Buongiorno signora Andreani. Ciao carina. Carina non rispose e la signora Fernndez torn in cucina con i succhi gastrici in risalita. Rischiando di spaccarsi la spina dorsale era riuscita a prendere lultimo pezzo di torta prima che quelle due balene la finissero. Non era rimasta nemmeno una porzione per Pepincito, anche se quello, rincoglionito comera con quei dannati fumetti, nemmeno se nera accorto che lei avesse fatto una torta. Di ricambiare linvito manco la mossa, anzi, quella vacca aveva fatto finta di non aver sentito lallusione, in pi doveva smontare di nuovo il cappotto che vita di merda! Gioved 26 agosto, la prima cosa che la signora Andreani vide entrando in classe, fu Reinoso seduto al suo posto. Non lo degn nemmeno di uno sguardo. Salut gli allievi e assegn i compiti. Aveva preso una decisione: sarebbe stata lei a risolvere il problema Reinoso. Quellinutile di suo marito non era in grado. Reinoso mi segua e agli altri: Non voglio sentire volare una mosca. Bacchetta in mano, la signora Andreani usc dalla classe seguita da Reinoso, che la guardava di traverso fatti forza Mara Anglica il toro si deve prendere per le corna Entrarono nel piccolo ufficio che fungeva da Direzione. La signora Andreani si ferm vicino alla porta, che non chiuse, in pi lasci una distanza di sicurezza fra s e il bruto. Meglio parlare piano per non farsi sentire dagli altri, che rimanere chiusa con Reinoso. Senti brutto stronzo, la musica finita e, senza fermarsi perch Reinoso continuava a guardarla storto, e non solo per colpa dellocchio strabico: Ho parlato con mio cugino il commissario. Sai benissimo chi pausa a effetto che non sembr impressionare minimamente lallievo Gli ho spiegato della bella cagata che mi hai lasciato laltro giorno nel bagno delle femmine. Sai cosa mi ha detto? e siccome Reinoso non sembrava interessato a sapere che cosa avesse detto suo cugino il commissario, la signora Andreani prosegu: Mi ha detto che basta una mia parola e finisci al riformatorio. Solo che prima ti fa conciare per bene, non dai poliziotti inutili del Commissariato, ma da certi suoi conoscenti che non lasciano segni, per ti rovinano gli organi vitali per sempre. Tu non sai cosa siano n dove si trovino, ma lo saprai dopo ecco che glielho detto! Che suo cugino fosse commissario era vero, solo che con quello stronzo non si parlava pi da tre anni causa eredit se avesse saputo quello che era appena accaduto lavrebbe denunciata per 20

maltrattamenti ai minori e in galera sarebbe finita lei al posto di Reinoso. Questo per, quel fottuto non lo sapeva, forse avrebbe smesso di fare il furbo per un po. Quellimbecille di Reinoso padre non aveva ancora capito che suo figlio, con o senza scuola, nella merda sarebbe rimasto comunque. Reinoso non dava segni di aver sentito e continuava a guardarla male. Prima che a quel negro lercio venisse in mente di assalirla, gli ordin di tornare in classe. Quando erano fuori, sentendosi pi sicura, aggiunse: E ti avverto, se racconti a qualcuno quello che ti ho appena detto, e lo vengo a sapere nella macelleria si sa tutto chiamo mio cugino. Adesso vattene!. Reinoso si prese tutto il tempo necessario prima di muoversi, poi inizi a camminare strisciando i piedi. Prima uno, poi laltro. Lei non pensava di stargli dietro camminando a passo di tartaruga. Decise di oltrepassarlo tenendosi il pi lontano possibile. Fu allora che Reinoso piant una scoreggia fenomenale. La signora Andreani fece finta di non aver sentito. Pregava che soprattutto non lavessero sentita gli allievi: la porta della classe era aperta e quei bastardi stranamente silenziosi. Il giorno dopo, venerd 27, a Palo Santo non accadde niente di rilevante. Dopo pranzo il signor Fernndez fucile a tracolla e tigrotto rannuvolato pass davanti alla casa della troia. Non cera di nuovo. Non pensava di mollare. Quella gli aveva fatto vedere apposta le gambe fino alle mutandine; prendere questa o quella direzione, per lui non faceva differenza. A scuola, Reinoso non fece il furbo. Marcantonia non and nello sgabuzzino a prendere la vanga. Tiko non vide niente dinteressante dalla toppa, e nemmeno la vedova Manch ascolt alcuna conversazione degna di essere segnata nel quaderno degli episodi a puntate. Lunica cosa spiacevole accadde a Pepincito: sogn che la signorina Solimana gli tagliava il pisellino con le forbici. La mattina seguente, sabato 28 agosto, lunica strada del paese si mostrava piuttosto animata. Il sabato era il giorno pi vivace della settimana. Arrivava la gente dalla campagna a fare le provviste, in pi era calato un po il freddo e aveva fatto capolino un sole timido, come chiedesse perdono per tanti giorni di assenza. La parrucchiera si era alzata unora prima. Il sabato era il giorno pi proficuo riguardo a soldi e pettegolezzi. I due bar straripavano di gente. La signorina Solimana aveva esaurito le calze di seta numero 8 . A mezzogiorno la signora Andreani girava ancora in pantofole e vestaglia. La sua vestaglia era pi vecchia, soprattutto pi sporca, di quelle che indossavano la signorina Solimana e la vedova Manch, ma lei ci si trovava bene dentro. Non si era pettinata n lavata la faccia, e non lo avrebbe fatto per tutto il fine settimana. Il sabato e la domenica non si faceva portare la colazione a letto, voleva dormire fino a quando non si fosse svegliata da sola. Il piacere pi grande, per, era risparmiarsi lodiato muso di Reinoso per due giorni di fila. Pagnottina, alla faccia di suo padre, aveva passato una notte di fuoco. Alla faccia di sua madre, si era sbafata mezzo chilo di paste ripiene di cioccolato, gliele aveva portate il suo spasimante. Dopo pranzo il signor Fernndez pass di nuovo davanti al cortile della troia, di nuovo la troia non cera. Stranamente sbagli tutti i tiri e non port niente a casa. Il sabato pomeriggio e durante tutta la domenica, suo figlio Pepincito sarebbe stato pi agitato 21

del solito: la signorina Solimana non lavorava e poteva spuntare allimprovviso da qualsiasi parte. Il sabato pomeriggio, come tutti i sabati pomeriggio, Solimana and dalla parrucchiera. Quella le aveva gi lavato la testa. Gliela stava asciugando con un asciugamano caldissimo, poi le avrebbe messo tutti quelli affari bollenti per modellare le onde. Solo sul davanti, dietro le piaceva portare i capelli raccolti. Non aveva ancora bisogno di tingerli, erano neri come lala di un corvo. Nemmeno un solo capello bianco. Prima o poi doveva decidersi a farsi la permanente. Si sarebbe risparmiata tutte quelle galline. Doveva gi sopportarle nel negozio. Venivano il sabato pomeriggio come se lavorassero. A farsi belle! Di belle, salvo lei nonostante i suoi quarantacinque anni suonati e la futura sposa, non ce nerano. Le altre erano dei veri cessi, con rispetto per i cessi. Prima le piaceva la gente. Adesso un po meno. Soprattutto non sopportava che le chiedessero di sua sorella, manco sospettassero qualcosa. Era quasi sicura che il figlio della sarta non avesse parlato, comunque ogni volta che le chiedevano di Marcantonia entrava in agitazione. Non perch fosse una debole, manco per sogno, solo che fino a quando non avesse risolto le cose non voleva destar sospetti. Se fosse stata capace di guidare la vecchia Ford T del babbo che marciva in garage, sarebbe potuta andare fino a P. da unaltra parrucchiera. Il treno non ci arrivava. Con tutti quegli indiani in turbante che gli inglesi sfruttavano, cosa sarebbe costato stendere ancora qualche binario? Non si vede pi sua sorellina in giro. Come mai signorina Solimana?. ecco ci siamo Neanche quella le avesse letto nel pensiero. Si permetteva di farle domande perch era nelle sue mani. Quando veniva nel negozio, e lei si trovava sulla pedana alta venti centimetri da dove serviva le clienti, col cavolo che avrebbe osato. Quella diventa sempre pi pigra, non c verso di farla uscire. Non poteva permettersi il lusso di non risponderle, nemmeno di farlo in maniera sgarbata con tutte quelle pettegole come testimoni. Doveva pazientare ancora, venire un altro giorno era impossibile. Vero, una volta si vedeva dappertutto salt su la moglie del muratore, come se qualcuno le avesse chiesto qualcosa, ma quella la liquid con un sorriso da ebete che va sempre bene. Sempre cicciottella? si azzard di nuovo la parrucchiera, agganciandosi allintervento della moglie del muratore. E s, cucina bene e mangia meglio. Passati i quaranta, siniziano a mettere chili addosso che una nemmeno se ne accorge continu la parrucchiera. te che sei un cesso perch io ho lo stesso peso da quando avevo quattordici anni Ormai Solimana ne aveva abbastanza. Per sviare la conversazione, le chiese se era stata invitata al matrimonio. Ceeerto! Io pettino la sposa. Unora e mezzo dopo Solimana era di nuovo a casa. Marcantonia stava preparando una torta per la colazione della domenica. Sin da quando aveva dodici anni, era lei a occuparsi delle torte, le venivano squisite. Cucinare bene era lunico dono che la natura le aveva concesso. Fra il sabato sera e la domenica mattina il tempo cambi. Smise di far freddo e inizi a far caldo. Un caldo piuttosto anomalo per quel periodo dellanno. Il clima era diventato afoso, di quellafa che annuncia pioggia. Nessuno si stup pi di tanto. Dal 23 agosto, Santa Rosa nel calendario, erano gi passati sei giorni, ma, come dicono gli argentini scherzandoci sopra: Sei mesi prima o sei mesi dopo, la tormenta di Santa Rosa arriva di sicuro. 22

Ogni abitante, ciascuno a modo suo, percep quei piccoli disturbi che annunciano il temporale. A Tiko inizi a far male la gamba. Marcantonia era pi dispettosa del solito. Il tigrotto del signor Fernndez si mostrava irrequieto persino quando il suo padrone non pensava alla troia. La signora Fernndez, con i nervi a fior di pelle, riusc a pungersi tre volte con lago. La vedova Manch trov che le tostadas fossero meno croccanti; per non parlare di Pepincito che era sullorlo di una crisi di nervi. La domenica mattina si present nuvolosa. Laria era pesante. Non si vedevano pi i cappotti e qualcuno andava perfino in giro a braccia nude. Nellunica strada del paese cera un po di movimento, meno del giorno prima perch molti negozi erano chiusi. La macelleria, la parrucchiera, il barbiere e il negozio della signorina Solimana non aprivano di domenica. Uno dei due bar e la pompa di benzina dellemporio non chiudevano mai. La panetteria apriva la domenica mattina. Il nostro pane quotidiano che ci manda il Signore, serve anche la domenica Il paese si sarebbe svuotato dopopranzo per riempirsi di nuovo verso le cinque. La domenica cera matine danzante nel salone da ballo. In paese, le donne erano tutte credenti, i maschi solo il cinquanta per cento, ciononostante nessuno andava in chiesa. La chiesa non cera. Anche se per pregare poi, non necessario andare in chiesa, ognuno pu farlo quando e dove vuole. Non cerano nemmeno il medico n la farmacia, ma in questo campo le cose erano pi complesse. Quando uno si ammalava, se non stava troppo male, andava dal medico di P. In macchina, in sulky o a cavallo, altrimenti ci si serviva di don Rodrguez, proprietario dellauto a noleggio. Se si avevano soldi a sufficienza e voglia di spenderli si chiamava il medico a domicilio, ultima scelta: si moriva. Infatti, i decessi causati per limpossibilit di raggiungere il medico, erano stati parecchi. Chi ce la faceva ad arrivare fino a P. per recarsi dal medico, approfittava per andare in farmacia. Nellemporio del paese si trovavano solo cotone, acqua ossigenata, alcol, aspirine e unguenti. Non cera il Commissariato, ma a Palo Santo nessuno commetteva reati. Cosa strana perch a quei tempi, una domenica s e laltra anche, nei bar dei centri abitati o in quelli disseminati in mezzo alla campagna, sovente scappava il morto. 14 I gauchos portano sempre con s il facn, un coltellaccio grosso da far spavento, che infilano nella cinghia dietro la schiena. 15 Il facn ha diverse utilit. Serve per ammazzare e spellare gli animali, per tagliare lasado e, con qualche bicchiere di troppo, anche per ammazzare un cristiano. A volte non c scelta: o ammazzi o ti fai ammazzare. La domenica il bar dellemporio era chiuso. In settimana, al massimo ti prendevi un bicchierino alla veloce mentre facevi la spesa. Nellaltro bar, che era sempre aperto, si beveva parecchio, ma si poteva morire soltanto di morte naturale: non era permesso entrare armati, il padrone non voleva. Una domenica di festa e alcol
Inizialmente mandriani e cacciatori dindios della pampa argentina. A seguito della colonizzazione degenerati in vagabondi senza pi specifico compito sociale.
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Tipico modo argentino di cucinare la carne alla griglia.

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avevano ammazzato suo fratello. Dallora, nel suo bar entravi disarmato o non entravi. Comunque, a Palo Santo non si commettevano grossi reati. Il crimine pi grave che potesse accadere era che il cane del vicino assassinasse la tua gallina. Se non ci si metteva daccordo fra contendenti, si andava dalla macellaia il poliziotto fisso mandato dal Commissariato vicino non sapeva mai prendere una decisione lei telefonava al cugino commissario e risolveva il litigio. Nessuno sapeva tranne la vedova Manch e il vecchio Tiko, che non potevano parlare degli inesistenti rapporti fra i parenti. La signora Andreani si era guardata bene dal farlo sapere. Avere un cugino commissario arreca parecchi vantaggi, cos si era limitata a dire che ultimamente suo cugino era molto impegnato. Potevano dire a lei il motivo del diverbio, avrebbe poi telefonato a suo cugino il quale, appena fosse stato meno impegnato, le avrebbe dato le giuste indicazioni. Frattanto lei consultava il Codice Civile, annoverato fra i volumi della sua libreria. Questa storia mi sta stufando diceva ogni volta, visto che non ne traeva alcun vantaggio. Lo faceva pensando alla futura clientela di sua figlia, quando fosse diventata avvocatessa, nonostante le rimanessero ancora tre esami arretrati al liceo. Quella domenica mattina la panetteria era affollatissima. Oltre al pane, la gente comprava i cornetti e le paste. Le torte dovevano essere prenotate con due giorni di anticipo. Solimana era in coda. Il figlio della panettiera, che passava tutti i giorni con il carretto, la domenica non lavorava. Era stato il primo della lista. Anche perch il destino glielo aveva messo proprio davanti. Non era il suo uomo, mica male comunque. Bello, pulito e ben attrezzato. Non che fosse una fissata, ma, date le circostanze, certe cose si notano per forza. Era stato un bel guaio levarselo di dosso. Se non fosse stato per quella ragazza spuntata da chiss dove, lo avrebbe avuto ancora fra i piedi. Davanti a lei cera la moglie del calzolaio, brutta e sporca come suo marito. Perch i calzolai sembravano sempre sporchi? Cera la figlia del macellaio che masticava quella mastica sempre sar venuta a prendere qualcosa di nascosto sua madre dice che impossibile tenerle ferme le mascelle Poi cera la moglie del muratore fresca di pettinatura, che le regal un bel sorriso, e che lei fece finta di non notare. Il muratore. Non ci aveva mai pensato. Poteva attirarlo con un pretesto qualsiasi, magari per farsi fare un forno a legna per il pane Marcantonia era bravissima a trafficare con la farina cos la domenica non cera la scocciatura di dover uscire. Perch no? Un forno per il pane non era una cattiva idea. Le altre due in coda non erano del paese. Le conosceva di vista. Per fortuna erano venute assieme: un acquisto solo. Erano parenti della vecchia che rammendava le calze di seta speriamo che crepi presto non che mi tolga il pane dalla bocca ma senza i suoi rammendi potrei triplicare le vendite comunque pi di due volta le calze non tengono e tornano per forza s devo far venire il muratore due piccioni con una fava Allimprovviso si sent la scampanellata della porta. Tutti si girarono. Un piede dentro, laltro fuori, Pepincito era rimasto bloccato guardando la signorina Solimana con gli occhi a palla. Poi era scappato di corsa lasciando la porta aperta. Povera donna disse la panettiera scuotendo la testa, Tutto il giorno su quella maledetta macchina per cucire, in pi un figlio del genere. E non solo il figlio aggiunse la moglie del muratore alludendo al marito. Solimana fece un sorriso. Bene, quello non avrebbe parlato. Era troppo spaventato. Finalmente tocc a lei. Mi dica, signorina Solimana. Mezzo chilo. 24

Tutto di bocconcini?. S. Grazie. Mentre Solimana stava uscendo, entr il signor Andreani. Incrociandolo gli si strofin contro, sufficientemente adagio per fargli capire che non era stato un caso. Era difficile con il macellaio, prima o poi doveva trovare il modo. Solimana e Marcantonia si erano messe a tavola alluna meno un quarto spaccate. Per loro, giorni festivi o feriali non facevano differenza. Tuttavia questa domenica ci fu una variante: la bibita che Solimana offr a sua sorella, se per offrire sintende mettergliela davanti e obbligarla a bere. Cos?. Una bibita straordinaria che ti far dimagrire. Io non voglio dimagrire. Bevi lo stesso, molto buona. Se la bevi tu, la bevo anchio. Io sono magra, non ne ho bisogno. Se non la bevi tu io non la bevo, io non la bevo, io non la bevo. Dio dammi la forza per andare avanti Aveva studiato tutto a puntino; se Marcantonia si metteva a fare i capricci, il piano andava a monte. Le altre volte era capitato di notte, quando Marcantonia dormiva. Adesso doveva essere dopo pranzo o niente. Per di pi cera il rischio che il sonnifero non le facesse effetto avrei dovuto darglielo prima per provare mal che vada rimando tutto per unaltra volta ma mi scoccia Doveva insistere, non le piaceva rimandare le cose. Se il sonnifero non faceva effetto, doveva telefonare alla farmacia di P. e farsi mandare un altro flacone. Lo avrebbe saputo la telefonista, quella ascoltava tutte le conversazioni. Si sentiva persino il rumore quando mordeva le tostadas, comunque non lo avrebbe detto a nessuno. Per forza. Sarebbe stata la prova che ascoltava le telefonate. In pi, non si faceva mai vedere. Si era fatta fare un separ a P. e costringeva la gente a una pantomima assurda: invece di rivolgesi a lei di persona per chiedere il numero, bisognava passare direttamente alla cabina e farlo alzando la cornetta. La cosa pi probabile era che il sonnifero non le facesse effetto. Lo prendeva la mamma nella fase di eccitazione, altrimenti chi la fermava, ma dalla morte della mamma erano passati ormai dieci anni. Tuttavia doveva insistere: Se non bevi sai cosa faccio?. Cosa fai?. Sei sicura di non saperlo?. Sono sicura, sono sicura, sono sicura. Chiamo la mamma, ecco cosa faccio!. Marcantonia divent pallida e mand gi il liquido di un fiato. Solimana ringrazi la madre morta, poi iniziarono a mangiare. Stava tirando fuori la mamma troppo spesso. Le dispiaceva. Se avesse insistito ancora un po, magari avrebbe bevuto lo stesso. Povera mamma. Tutto era iniziato con la morte improvvisa del povero pap. O forse prima, quando quello stronzo laveva lasciata con il vestito gi consegnato dalla sarta, non dalla Fernndez, dalla sarta pi rinomata da P. Incredibile! Quanto tempo era passato! Quello laveva lasciata di punto in bianco per una brutta come un cesso. Brutta, ma proprietaria di quattromila ettari coltivabili pi una villa in mezzo ai poderi. Se lui aveva fatto bene, lei anche: si era risparmiata il matrimonio con uno stronzo. 25

Poi, la morte del povero pap era stata il colpo di grazia. La mamma non voleva pi alzarsi dal letto, non voleva pi mangiare n voleva prendere le pastiglie per farle venire lappetito che le aveva dato il dottor Sabattini. Forse era stata colpa sua, se lavesse portata da un neurologo a Buenos Aires... pastiglie per lappetito in quello stato, cosa potevano farle? Infatti, non le fecero niente. Era stato orribile. Cos magra, senza voler lavarsi n pettinarsi, con quello sguardo smarrito. Di colpo un giorno inizi a mangiare; almeno, masticava se una la imboccava, ma era come se non se ne rendesse conto. Masticava guardando il vuoto con gli occhi spiritati. Poi inizi a dare i numeri. Scappava per strada, diceva che sarebbero venuti a prenderla da un momento allaltro per portarla in convento. Urlava che lei non voleva fare la suora, perch aveva quindici anni ed era innamorata. Si truccava come una pazza e si metteva i nostri vestiti. Meno male che il povero pap non cera pi. Sarebbe morto di nuovo. Anche quella volta, se lavesse portata a Buenos Aires... il dottor Sabattini le aveva dato delle gocce per dormire. Certo che con le gocce per dormire dormiva, ma quando si svegliava era peggio di prima. Fu allora che Marcantonia inizi ad aver paura della mamma. E con ragione! Una sera laveva presa per il collo, convinta che fosse un prete venuto per portarla in convento. Meno male che cera una cliente, in due riuscirono a strappargliela, altrimenti lavrebbe strangolata. Era uno scheletro, la mamma, ma aveva una forza incredibile. Con i capelli tutti spettinati e quello sguardo da pazza, la povera Marcantonia si era spaventata a morte. Se divento magra, potr uscire di nuovo?. Si era dimenticata di Marcantonia: Certo. Per molti anni ancora, sua sorella non sarebbe pi uscita da sola. Solimana la guard. Stava togliendo a morsi la carne attaccata allosso dellenorme bistecca che aveva divorato in un baleno. Finita la carne, inizi a pulire il piatto con la lingua. Solimana gir la testa da unaltra parte. Se non lavesse spaventata prima con la mamma, lavrebbe sgridata. Le due cose assieme erano troppo. Finita la pulizia del piatto, lo spost, ne prese un altro metteva tutto in tavola per non alzarsi pi e allung la mano verso il dolce. Si serv una porzione gigantesca, poi sbadigli. ecco! Dio ti ringrazio Solimana guard lora: luna e mezzo. Perfetto. Mancava mezzora. Aspett il prossimo sbadiglio, che arriv dopo cinque minuti. Hai sonno?. Un po... . Solimana spost il suo piatto. Era quasi intatto. Non aveva fame. Si alz, and a buttare gli avanzi nella pattumiera (loro non avevano cane), mise i piatti sporchi nellacquaio. Quando torn a tavola trov Marcantonia con la testa appoggiata sul piatto. Dalla bocca aperta le colava un po di budino. Distolse lo sguardo, per adesso la lasciava l. Marcantonia era pesante, poi non cera tempo. Guard di nuovo lora. Mancavano dieci minuti. La domenica, dalla famiglia Fernndez si mangiava bene. La signora Fernndez, nata Tomasetto, cucinava da dio. 26

La domenica non lavorava. Se era in ritardo con il cucito, piuttosto si alzava il luned alle quattro del mattino la domenica si deve riposare lha detto il Signore Lei la domenica non si riposava per niente. Doveva cucinare, pulire la casa, fare il bucato e stirare, ma quello era amore per la famiglia, senza fini di lucro. Solo che il Signore non sapeva quale famiglia di merda aveva lei. O forse lo sapeva, visto che era il Signore, magari gliela aveva mandata apposta per punirla: lei era una peccatrice col fuoco sotto, che viveva pensando al macellaio giorno e notte. Lunica attenuante era che lo amava in corpo e anima soprattutto in corpo. Non era colpa sua, ognuno nasce come il Signore vuole che nasca, ma poi pretende. Il Signore ti fa alla cazzo, poi pretende. Non desiderare il marito delle altre, quindi due peccati: il fuoco sotto e desiderare il marito della macellaia vabb lasciamo stare non mi voglio rovinare il pranzo questi cannelloni alla Rossini sono una delizia la mamma cucina proprio bene questi cannelloni sono squisiti se avevo del veleno invitavo la signorina Solimana a mangiare apro appena la porta del negozio la invito poi scappo devo dirle di portarsi anche la scema se no non viene il problema trovare il veleno e poi il modo di metterlo solo nel suo piatto non posso avvelenare tutti la scema tanto quanto ma la mamma e il babbo no difficile trovare il veleno nei fumetti il veleno si trova come niente ma qua dove lo trovo il veleno? ma mettiamo che lo trovi e lo metta solo nel suo piatto sarebbe bellissimo che la signorina Solimana mangiasse un cannellone avvelenato pieno di quei veleni che corrodono le viscere ti vengono gli occhi storti ti manca il respiro e dalla bocca ti esce il sangue a fiotti che soffrisse... che soffrisse Madonna santa!!! url spaventata la signora Fernndez guardando la faccia allucinata di suo figlio. Spaventato a sua volta dallurlo, Pepincito lasci cadere la forchetta e lanci un grido stridulo. Ma cosa cazzo avete voi due?! url il signor Fernndez, che stava pensando al pezzo di carne bianca posizionato fra il reggicalze e le mutandine della troia. Ma non hai visto la faccia da pazzo che aveva tuo figlio mentre mangiava? Si sveglia piangendo, scappa allimprovviso. Non ce la faccio pi. Fa qualcosa, sei il padre!. Che quel deficiente fosse suo figlio non cera dubbio. Chi poteva essersi scopata quel cesso? Del resto lui non aveva visto n sentito niente. Sua moglie, oltre che cesso era una rompicoglioni. Che ne sapeva lui dei sogni di quello stordito. I cannelloni, questo s, erano proprio buoni. Avrebbe mangiato volentieri ancora un altro piatto, ma non voleva fare tardi. Se aveva qualche possibilit era dopo pranzo vorr dir qualcosa se mi ha fatto vedere le mutande Oggi aveva il presentimento che sarebbe stata la volta buona. Non ce la fece pi a rimanere seduto: Io vado. Mi porti con te babbo? disse Pepincito, che non voleva rimanere da solo con sua madre. Allimprovviso anche lei gli faceva paura. No!. Perch non lo porti? Magari si distrae un po, cosa ti costa?. Oggi no!. Il signor Fernndez si alz da tavola, a modo di ringraziamento per lottimo pranzo fece una sonora scoreggia, poi usc dal retro. Dio Santissimo fa che si trovi davanti un cacciatore che lo confonda con un cinghiale e lo stenda La signora Fernndez pens che cinghiali da quelle parti non ce nerano che vita di merda! Nove, otto, sette, il signor Fernndez contava i passi. Sei, cinque, Dio che non esisti fa che quando finiscono gli eucalipti mi trovi la troia davanti 27

quattro, tre, due, uno eccola l! lo sapevo io lho saputo sin dal mattino Si ferm di botto, sent il suo tigrotto svegliarsi sotto i pantaloni. Guard in giro, non cera anima viva. Furba la troia, lo aveva fatto aspettare fino a domenica perch la domenica dopo pranzo non cera nessuno in giro sono appena le due posso rimanere fino alle otto se non porto niente a casa chi se ne fotte finalmente una donna decente e non quel cesso mi sta facendo segni con la mano non ce la fa pi la troia figuriamoci quando veda il mio tigrotto Solimana aveva chiuso la porta della cucina. Il cacciatore di selvaggina non doveva vedere Marcantonia che dormiva con la testa sul piatto. Usc nel cortile. Aveva deciso di aspettarlo fuori, vicino alla porta. Appena fosse spuntato dietro gli eucalipti gli avrebbe fatto segno di avvicinarsi. Guard lora. Come mai non arrivava? Che si fosse stancato? No, gli uomini non si stancavano di lei eccolo l Gli fece un segno con la mano perch non si muove? Gli fece un altro segno finalmente! Si sbrighi! gli disse quando lui la raggiunse. Lo prese per un braccio e lo spinse dentro. non ce la fa nemmeno ad aspettare che entri com bella da vicino altro che il cesso mi d del lei dammi pure del lei vedrai come poi mi darai del tu Mi segua. Il signor Fernndez la segu. Solimana lo fece accomodare nel salotto. Il salotto era ben illuminato. Troppo, per i gusti del signor Fernndez, in fondo era un timido. Lei invece non sembrava intimidita, anzi, si era avvicinata e gli stava togliendo fucile e borsa. Solimana appoggi il fucile alla parete, la borsa per terra. Torn vicino al cacciatore di selvaggina, lo guard dritto negli occhi: Si svesta. ha proprio fretta la troia Il signor Fernndez si tolse il pullover. Continui. Il signor Fernndez si tolse la camicia. Continui. certo che una bella porca Il signor Fernndez si tolse la canottiera. La troia si era avvicinata e gli guardava il petto. Aveva un petto molto peloso lui. La troia gli pos una mano sul torace. Inizi a far scorrere le dita contropelo. Poi gli alz un braccio, guard sotto lascella. Poi gli alz laltro, guard sotto laltra ascella. Era vero che alla troia piaceva guardare i maschi nudi. Si giri. Il signor Fernndez si gir chiedendosi se quel giochetto sarebbe durato molto. Non che si stesse annoiando, ma nemmeno si sentiva a suo agio. Sapeva che cerano donne pervertite, persino che volevano essere picchiate, lo aveva sentito dire ai soldati quando faceva il militare. Due scapaccioni su quel bel culetto bianco e sodo lui glieli avrebbe dati volentieri. Non vedeva lora di strapparle i vestiti, toccare quella carne bianca che aveva intravisto da lontano... ecco il tigrotto che rompe Adesso la troia gli stava passando la mano sulla schiena. Anche la sua schiena era pelosa. Bene. Adesso mi guardi e si tolga i pantaloni. eh eh... lo sapevo che prima o poi arrivava al dunque Il signor Fernndez si tolse i pantaloni, poi si ferm glielo faccio desiderare un po dovrai chiedermi il tigrotto in ginoc... ma che fa? mi guarda le gambe 28

Anche quelle erano pelose. Adesso la troia stava passando al setaccio le sue gambe. Prima una, poi laltra. Si giri. e dai con questo si giri... Il signor Fernndez si gir di nuovo dandole la schiena. La troia faceva scorrere la mano sulla sua gamba sinistra, poi sulla destra se non avesse quella faccia cattiva le sarei gi saltato addosso Adesso mi guardi. Il signor Fernndez si gir e rimase immobile. Vide lo sguardo della troia che scendeva verso i suoi piedi fai come ti pare ma i calzini non me li tolgo Si tolga i calzini. no i calzini non me li tolgo poi questa va a dire in giro che ho i piedi sporchi Non ha sentito? Si tolga i calzini. questa mi sta rompendo i coglioni Solimana percep il cambiamento di umore nel cacciatore di selvaggina. Decise di cambiare atteggiamento: Fa vedere i piedini al tuo amore. oddio! se mi parla cos il tigrotto mi si spacca in due come i piccioni quando li becco in pieno vabb chi se ne frega si tolse un calzino. Anche laltro. Giusto, i calzini erano due, se si toglieva uno, che senso aveva non togliersi laltro? Si tolse laltro calzino meglio che non guardi se ho i piedi sporchi meglio non guardare Siediti!. Ma cosa voleva fare? Lui di troie rare non se ne intendeva, ma non si os contraddirla. Si sedette sul sof adesso cosa fa? mi prende i piedi e guarda sotto? questa pazza mal che vada prendo il fucile A Solimana non sfugg lo sguardo che il cacciatore di selvaggina diresse al fucile: Di che cosa hai paura? Mancano solo le mutande. Vuoi che ti tolga io le mutande?. s porca toglimi le mutande poi tinfilzo Il signor Fernndez non rispose, in realt non aveva ancora aperto bocca da quando era arrivato. Si alz in piedi. Solimana si mise in ginocchio e inizi ad abbassargli le mutande. Si scost un po per non beccarsi in piena faccia il tigrotto dritto del signor Fernndez. Guard il tigrotto a distanza ravvicinata, lo prese con la punta del pollice e lindice come faceva la panettiera quando prendeva le paste con la pinza. Lo alz, guard i due bei nipotini tondi del tigrotto, poi lo pos delicatamente e disse: Si giri. Gli dava di nuovo del lei questa mi sta veramente frantumando i marroni adesso mi giro conto fino a cinque poi le salto addosso Si gir uno due tre quat Oddiiio! Si svegliata mia sorella! Si vesta subito!. Solo allora gli venne in mente la scema. Pensando a quelle giarrettiere, al signor Fernndez non veniva in mentre nientaltro. Ma... inizi a dire deluso come mai in vita sua: Io non ho sentito niente. Lei no, ma io s. Si vesta! Se quella entra si mette a urlare e vengono i vicini. Maledicendo lintero universo, il signor Fernndez inizi a rivestirsi. Appena sinfil le scarpe, Solimana lo spinse verso luscita e gli chiuse la porta in faccia. Poi si avvi verso la cucina, ma prima di arrivare sent bussare dal retro. Torn indietro. Apr. Il fucile! le disse il cacciatore di selvaggina cercando di sbirciare dentro. Solimana gli chiuse di nuovo la porta in faccia. And nel salotto, prese fucile e borsa, torn indietro. Apr la porta quel tanto che bastava per farli passare. Lui fu pi veloce, mise il piede sulla soglia impedendole di chiudere: Come la mettiamo con questa storia? disse guardandola diffidente. 29

Stai tranquillo, ti far sapere. Adesso vattene. Lui tolse il piede controvoglia, Solimana chiuse la porta, questa volta a chiave. Torn in cucina. Marcantonia russava gagliardamente nella stessa posizione di prima. And nel salotto, rimise a posto i cuscini del sof. Per terra cerano i calzini di Piedi Sporchi. Li prese con la punta delle dita, li butt nella pattumiera, poi si lav le mani. Si avvicin alla finestra. Il cielo era diventato scuro. La pioggia non sarebbe tardata ad arrivare. Stessa domenica. Nel preciso momento in cui tutti gli orologi di Palo Santo battevano le cinque, il cielo diventava sempre pi scuro e latmosfera si faceva sempre pi pesante, il futuro sposo, come tutte le domeniche da due anni, bussava alla porta della futura sposa con il pacchetto di paste comprato quella stessa mattina nella pasticceria pi cara di P. Solo una cosa era diversa: la decisione che aveva preso e pensava di mettere in atto a qualsiasi costo. Come tutte le domeniche, venne ad aprirgli la sua amata. Si baciarono sulle labbra un bacio carico di passione e senza testimoni prima di passare alla sala pranzo a prendere il t assieme ai futuri suoceri. La futura suocera gli chiese dei futuri consuoceri, lui rispose: Bene grazie. Come va la tua mamma con le prove del vestito? gli domand di nuovo, di nuovo lui rispose: Bene grazie. Oggi non se la sentiva di parlare troppo, soprattutto non voleva perdere tempo. Dopo un silenzio alquanto imbarazzante, la futura suocera disse la solita frase che diceva da due anni: Se desiderate accomodarvi in salotto... mentre fulminava sua figlia con il solito sguardo minaccioso che le lanciava da due anni. guarda pure vecchia strega che ormai ho deciso Lui odiava quel salotto, pi che un salotto sembrava una filiale del Commissariato. La futura suocera chiuse la porta e li lasci da soli. La coppia, occhi negli occhi, si sedette sul sof. Ti sono mancato?. Tantissimo. Mi ami?. Tantissimo. Mi desideri?. Tantissimo. Il futuro sposo avvicin a s la futura sposa. Le diede un tenero bacio sul nasino, uno sulle labbra. Poi, a mano a mano, i baci teneri diventarono pi audaci. Nel preciso momento in cui la lingua del futuro sposo era per cinque centimetri dentro la bocca della futura sposa e la mano stava varcando la scollatura, si apr la porta seguita dal solito colpo di tosse: Scusate ragazzi... , e la futura suocera si avvicin alla credenza, lapr, tir fuori un barattolo di qualcosa. Prima di uscire lanci uno sguardo minaccioso alla figlia. Cos da due anni, allincirca cento domeniche filate, ogni volta che lui voleva andar avanti, quella strega apriva la porta e dava il suo fottutissimo colpo di tosse. Fino a oggi. Si alz, osserv la distribuzione dei mobili. Il sof era di fronte alla porta da dove entrava la vecchia. Fra la porta e il sof non cera nessun mobile che limitasse la visuale. And fino alla porta, guard dal buco della serratura: la chiave non cera. Estrasse un fazzoletto 30

dalla tasca, che fosse pulito e profumato non ha importanza, ma va detto, il futuro sposo era molto pulito. Appese il fazzoletto alla maniglia, prese una sedia, la inclin e la mise contro la porta, torn al sof. Si sedette accanto alla futura sposa. La avvicin di nuovo a s e la baci sulle labbra. Lei rispose al bacio. Gli mise la mano sotto la gonna, non trov resistenza. And avanti fino a raggiungere le giarrettiere, non trov resistenza. Super la giarrettiera e si spinse fino allelastico delle mutandine, non trov resistenza. Per la prima volta dopo cento domeniche, scavalc quellelastico. A questo punto la futura sposa lo ferm, si alz in piedi, si tolse velocemente le mutandine e, adottando una postura che lautore non si sente di descrivere, gli disse: Prendimi, porco, sono la tua maiala. Nello stesso istante si sent un gran fracasso, la sedia che bloccava la porta cedette, e nel vano comparve Colpo di Tosse con una scopa in mano. Un lampo accecante illumin il salotto, ma nessuno dei presenti diede importanza al fulmine, soprattutto la vecchia, rimasta impietrita a guardare le mutandine di sua figlia, che nellentusiasmo del momento erano finite sopra labat-jour che era sul tavolino accanto al sof. Bruttoporco tammazzo. Tu non ammazzi nessuno disse il futuro sposo e, vedendo che la futura sposa tendeva la mano verso le mutandine: Ferma l! Quelle mutande rimangono dove sono. Poi, molto calmo, parl: Vecchia strega ascolta bene quel che ti dico. Se vuoi che sposi tua figlia, vale a dire che non la molli con gli inviti gi recapitati, il vestito quasi finito, chiesa e salone prenotati e in pi dica in giro cosa successo oggi, dora in poi e fino al giorno del matrimonio, mentre io e tua figlia siamo da soli, non metterai pi piede in questo cazzo di salotto. Sono stato chiaro?. Come si vedr di seguito, il matrimonio ebbe luogo, quindi si pu dedurre che Colpo di Tosse non entr pi nel salotto. Di quel che accadde nel medesimo durante le poche domeniche che mancavano alle nozze, non ci sono testimonianze, ma considerando leccellente predisposizione della futura sposa, come si deduce dai fatti fin qui descritti, si possono fare le pi estrose congetture. Durante la tranquillit innaturale che precedette la tormenta perch quella domenica la tormenta ci fu eccome Marcantonia aveva continuato a russare. Non sul tavolo, ma nel letto dove con non poca fatica laveva trascinata sua sorella. Il sonnifero non era affatto scaduto. Bene, pens Solimana mentre lavava i piatti, avrebbe continuato a usarlo se fosse stato ancora necessario. And alla finestra. Il cielo era diventato di un grigio violetto fosforescente. Non si muoveva una foglia. La tormenta non sarebbe tardata ad arrivare. Decise di andare a letto. Solo per riposarsi un po, altrimenti avrebbe fatto fatica a prendere sonno la notte. Poteva sfogliare qualche rivista fino alle sei. Alle sei cera lultima puntata della 16 radionovela . Le piaceva la voce vellutata delluomo che raccontava le scene. Poi si era innamorata del protagonista. Un uomo cos le sarebbe piaciuto. Quando il cielo era diventato grigio violetto fosforescente, il signor Fernndez si trovava in mezzo al bosco seduto sul tronco di un albero caduto.
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Romanzo a puntare trasmesso alla radio.

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In pi era incazzato. Non aveva cacciato niente, ma non era quello il motivo. Per lui poteva estinguersi lintera selvaggina del pianeta. A seguito dei fatti accaduti, dopo ventotto anni aveva dovuto farsi una sega. Da quella parte, per il momento, era a posto, ma la rabbia non gli era passata. Se la sorella della troia si era svegliata, non cera stato altro da fare. Solo che questa sorella che si era svegliata, lui non laveva sentita. Quel che pi lo faceva imbestialire era che invece di metterci una pietra sopra e dimenticare la troia, come il naufrago aggrappato a un pezzo di legno, lui si aggrappava a quelle tre parole: Ti far sapere con cui la troia lo aveva mollato col tigrotto imbestialito. Si alz, prese il fucile che aveva lasciato appoggiato al tronco, inizi a camminare. Usc dal bosco. Il cielo non lasciava presagire niente di buono. Decise di tornare a casa. Nello stesso momento, la vedova Manch stava guardando dalla finestra. Brutto tempo. Quelle nuvole scure le mettevano unangoscia spaventosa. Se la prese con la Madonna. Ce laveva sempre con la Madonna. Era stata lei la colpa di tutti i suoi guai, quelli che aveva avuto in passato perch adesso, se il tempo era bello, lei non aveva bisogno di chiedere niente a nessuno. In passato, tutte le volte che aveva chiesto aiuto alla Madonna le era andata male, quindi con la Madonna aveva chiuso. Guard di nuovo il cielo. Se arrivava il temporale, di sicuro le linee telefoniche sarebbero state interrotte e lei cosa faceva? Senza le telefonate la sua vita non aveva scopo. Erano ossigeno per i suoi polmoni. Tutte le telefonate, persino la pi insignificante, avevano la loro importanza. Se la signora tal dei tali telefonava alla panetteria perch le mandassero meno pane del solito, voleva dire che aveva iniziato la dieta. Una dieta la inizi se vuoi dimagrire, quindi ci poteva essere un possibile amante. Se telefonavano al macellaio perch avevano bisogno di pi carne, significa che cerano degli ospiti. Quali ospiti: i soliti o erano nuovi? Guard per la terza volta il cielo be se tagliano le linee posso mettere a posto i quaderni Aveva cambiato il quaderno grosso per tanti piccoli. Uno per ogni abbonato. Il quaderno grosso si era rivelato inappropriato: mentre per certi utenti avanzavano molti fogli in bianco, per altri non bastavano i fogli mal che vada rileggo le puntate e butto via quelle ormai finite Doveva fare attenzione per, una volta che le linee erano state interrotte per due settimane, presa dalla disperazione, si era messa a fare pulizie e aveva bruciato un quaderno che credeva ormai inservibile e poi si rivel prezioso, cos non seppe mai il nome dellamante del barbiere, non del vecchio Tiko, ma di quello nuovo. Nelle conversazioni si faceva accenno a una donna del paese, addirittura sposata, senza dire il suo nome che, appunto, cera nel quaderno bruciato. Oltre al brutto tempo in arrivo che minacciava giorni vuoti, non aveva il pane per le tostadas dellindomani. Quella domenica Pepincito era tornato senza il pane. E il pane? gli aveva chiesto con il migliore dei modi per non spaventarlo. La panetteria era chiusa. Chiusa? Come mai?. Pepincito era rimasto un attimo disorientato, poi: morta la signora Pregadio. Morta la signora Pregadio? Che cosa spaventosa. E com morta?. A questo punto Pepincito era scappato senza risponderle n prendere la sua monetina. Povera signora Pregadio, era una brava persona. Sfrenatamente pettegola ma brava, poi lei non 32

era la pi indicata per dar del pettegolo a nessuno: il pettegolezzo era il suo pane quotidiano. Al pensiero del pane si rannuvol di nuovo. Come faceva senza le sue tostadas? Signore perdona il mio egoismo ma pi che la morte della signora Pregadio mi dispiace non avere il pane per le mie tostadas S, era proprio seccata. Poteva mangiare senza pane, ma la colazione senza le tostadas era una tragedia. Chiss comera morta la signora Pregadio. Un infarto forse, tuttavia in quella storia cera qualcosa che non quadrava. Se era morta ci sarebbero state delle telefonate. Non si muore tutti i giorni. Invece niente. Quella mattina, dalla panetteria non cerano state telefonate n in arrivo n in partenza. Guard lora e se telefono alla macellaia? no magari sta facendo la siesta Ormai non era ora di siesta, ma quando non andava a scuola, quella poltriva in vestaglia tutto il giorno passando da una sedia allaltra. Sapeva tutto lei. Scart la macellaia. Poteva chiamare il benzinaio, era aperto, ma non aveva confidenza. Poi le venne in mente la merciaia forse sta ascoltando la radionovela della domenica Bella donna la merciaia. Gente bene, anche i genitori. Prima di fare la telefonista andava spesso dalla signora Paganini. Povera signora Paganini, morta pazza. E povera signorina Solimana, con quella sorella! non capisco perch Pepincito non voglia andare dal lei la gente ha ragione quel bambino non ha tutte le rotelle a posto vabb io la chiamo magari sa dirmi qualcosa Quando suon il telefono, alla radio cera lintervallo pubblicitario, altrimenti non avrebbe risposto. Era lultima puntata e ancora non si sapeva per quale delle due donne si sarebbe deciso il protagonista. Rispondere era una seccatura lo stesso, doveva alzarsi perch il telefono era nel negozio. Che strano, la domenica non chiamava nessuno. Chi poteva essere? Solimana si alz senza mettersi la vestaglia, non voleva perdere tempo. Pronto?. Buongiorno signorina Solimana. Sono la signora Manch. la vedova Manch? che cosa voleva? Buongiorno signora Manch. Mi dica. Disturbo?. Niente affatto. Mi dica. Volevo chiederle se sa qualcosa della povera signora Pregadio. la panettiera? perch povera? No, che cosa successo?. Lei non sa niente?. No. Glielo chiedevo perch oggi Pepincito tornato senza il pane. Mi ha detto che la panetteria era chiusa. Qualcosa le diceva che era meglio non aggiungere altro. A Solimana venne in mente la faccia terrorizzata del figlio della sarta quando lo aveva visto quella mattina nella panetteria: S, io cero. Si affacciato, poi scappato lasciando la porta aperta, ma cosa centra con la signora Pregadio?. No, niente. Pensavo che fosse capitata qualche disgrazia, sa com. Meglio cos. Mi dispiace di averla disturbata. Arrivederla. Solimana pens che la telefonista stesse peggiorando. Ormai era sicura che quello stupido bambino non avrebbe parlato. Torn subito a letto, sua sorella continuava a russare, luomo dalla voce vellutata aveva iniziato a raccontare lultima parte della radionovela. Quando la vedova Manch attacc la cornetta era pi seccata di prima. 33

Aveva fatto la figura della cretina. Quindi quel mascalzoncello si era inventato tutto, ma perch? Che senso aveva? Non capiva nemmeno perch lo avesse coperto. La gente aveva ragione, quello era proprio scemo. In quel momento un fulmine terribile squarci il cielo da est a ovest. And via la luce oh no! La vedova Manch part di corsa a controllare la linea telefonica. Quando Colpo di Tosse era entrata nel salotto con la scopa in mano, un fulmine, il primo, aveva squarciato il cielo da est a ovest. Concentrata a fissare le mutandine di sua figlia appese allabat-jour, non se nera accorta. Ignorava, come daltronde tutti quanti, che da l a poco si sarebbe scatenata una tormenta come mai si era vista nei paraggi. Un disastro simile non lo ricordava nemmeno il pi anziano degli abitanti del paese quel vecchio quasi cieco scartato da Solimana, appunto perch era vecchio e quasi cieco. Il cielo era diventato ancora pi scuro e un silenzio innaturale avvolgeva ogni cosa. Quel silenzio che fa smettere i cani di abbaiare e gli uccelli di cinguettare; persino le mucche alzano la testa dallerba smettendo di ruminare. Poi si era scatenato il vento. Un vento che non poteva alzare molta polvere, perch la pampa coperta derba. Infatti, lunica polvere che alz fu quella della sola strada del paese, che bast a ricoprirlo. Poi, uno qua, un altro l, siniziarono a sentire degli spari. Chi poteva sparare con quel vento? Se qualcuno fosse rimasto allaperto, avrebbe dovuto aggrapparsi a qualcosa per non cadere. Infatti, non erano spari, ma una grandine dai chicchi grossi come mele, che quando andavano a finire sui tetti di lamiera, sembrava fosse arrivata la fine del mondo. Dur cinque minuti, cinque minuti soltanto, poi inizi a piovere mentre il vento continuava a imperversare. Piovere non il termine esatto, inizi a diluviare. Una cortina dacqua che non permetteva di vedere a un metro di distanza. Questi particolari atmosferici non furono percepiti dal futuro sposo, distratto comera dai fatti che lo stavano coinvolgendo. Nemmeno lo preoccup che fosse andata via la luce, anzi, la penombra agevol le cose, casomai Colpo di Tosse avesse avuto un buco di riserva per continuare a spiarli. Dopo che la coppia si fu calmata come natura vuole, il futuro sposo lasci la casa molto soddisfatto, e anche questo va detto. Il vento era talmente forte che a met strada gli port via la capotta della Ford T vecchia, ma ben tenuta cosa alla quale, dopo la futura sposa, teneva di pi al mondo. Correva contro il vento e lacqua, and a finire in una cunetta. Fu grazie a un gaucho ritardatario che passava sul suo baio e lo trov privo di conoscenza, che quel matrimonio ebbe luogo. Linterruzione della corrente elettrica fu accolta in diversi modi a Palo Santo. Pepincito, che stava leggendo un fumetto dove il personaggio principale era pugnalato da una donna identica alla signorina Solimana, lanci un grido agghiacciante e sua madre fece cadere la tazza di t che aveva in mano. Il signor Fernndez non se ne rese conto. Era sotto le coperte. Non si sarebbe alzato nemmeno per la cena. Era gi, era molto gi. Dopo le dita della troia sul suo tigrotto, non se la sentiva di vedere la faccia del cesso. Solimana non seppe con quale delle due donne rimase il protagonista della radionovela. Pagnottina ne approfitt per prendere dalla ghiacciaia le paste avanzate dal t e and a chiudersi 34

in camera. Come gi detto, la vedova Manch corse a controllare la linea. Non si sentiva niente. Inizi a piangere sommessamente. La tormenta di Santa Rosa dur tre giorni e tre notti. Mercoled mattina, primo settembre nel calendario, il cielo si present cos azzurro che sembrava di vetro. Laria era pungente; lunica strada, una pozzanghera unica. Si vedevano alberi spaccati fino alle radici, lamiere che galleggiavano, uccelli morti, e - sui tetti - i gatti avevano tutta laria di non voler scendere. Quel mercoled mattina la scuola rimase chiusa: inagibilit delle strade. Il signor Andreani apr la macelleria esponendo solo cinque metri di salsicce e due di sanguinacci. In buone condizioni, per quanto nella ghiacciaia il ghiaccio si fosse quasi sciolto. Chiss quando sarebbe passato luomo del ghiaccio! La panetteria non aveva aperto, si era allagato il magazzino della farina. Il negozio della signorina Solimana era aperto, come lo era stato durante la tormenta. Le calze non patiscono. Cuffie nelle orecchie e sguardo folle, la vedova Manch metteva e toglieva incessantemente i cavi dagli appositi buchi per verificare lo stato delle linee telefoniche. Pepincito, dalla domenica quando si era trovato davanti quellorribile signorina Solimana e aveva mentito alla vedova Manch lunica persona che lo trattava bene pass tre giorni orribili, con quella tormenta orribile e con suo padre orribile che non lo aveva nemmeno degnato di uno sguardo. Erano ormai passati undici mesi, ventuno giorni, undici ore e trenta minuti da quando era capitato quello. Avrebbe mai potuto dimenticarlo? Ci aveva provato in tutti i modi, persino a colpirsi la testa per perdere la memoria come capitava nei fumetti. Un colpo alla testa e tutti perdevano la memoria. Allinizio non aveva avuto il coraggio. Chiss che male darsi un colpo alla testa! Se te lo da un altro, tanto quanto, ma da solo devi avere un bel coraggio. A lui, il coraggio era venuto un sabato pomeriggio, quando aveva incrociato la signorina Solimana. In pi lei si era fermata a guardarlo. Senza pensarci due volte era andato di corsa dritto nello sgabuzzino, aveva preso il martello e pam, si era dato una martellata sulla testa. Gli erano apparse tante lucine gialle fosforescenti davanti agli occhi e il male era stato terribile. Forse aveva urlato, perch sua madre era arrivata di corsa tutta agitata chiedendogli cosa fosse successo. Lui le aveva detto che era scivolato, cos oltre al mal di testa si era beccato un cazzotto proprio dove si era dato la martellata. Poi sua madre se nera andata dicendo la sua frase preferita: Che vita di merda. Vita di merda era la sua. La memoria non laveva persa, anzi, sembrava che quella scena orribile si fosse inchiodata nel suo cervello. Tutto era iniziato quando sua madre lo aveva mandato da quella maledetta signorina Solimana a comprare quei maledetti bottoni. Pioveva a dirotto. Come adesso, lunica strada del paese era allagata, i marciapiedi pure, ma sua madre era cos, quando voleva una cosa la voleva e basta. Quando era entrato nel negozio la signorina Solimana non cera. A volte capitava, ma dopo la scampanellata arrivava subito. 35

Siccome quella non si faceva viva, lui maledetta lora era andato avanti. Aveva superato il retro, imboccato il corridoio, poi, di nuovo maledetta lora, aveva continuato ad andare avanti. Conosceva la casa perch la signorina Solimana, quando ancora lui non sapeva che fosse un mostro, a volte lo mandava a far la spesa. Niente a che vedere con la vedova Manch: non gli dava la monetina n gli offriva niente da mangiare; se poi lui si confondeva, gli faceva una testa cos. Ma era abituato, i grandi trattano sempre male i bambini; quindi era andato avanti per il corridoio. Nel salotto non cera nessuno. Aveva proseguito fino alla cucina. Se almeno la porta fosse stata chiusa, sarebbe tornato indietro. Invece quella maledetta porta, di quella maledetta cucina, di quella maledetta casa, era aperta. Fece ancora due passi, poi vide la scena. Voleva scappare, ma allimprovviso gli erano spuntate delle radici ai piedi. Voleva chiudere gli occhi, ma aveva uno stuzzicadenti in ogni occhio. Fatto sta che era rimasto a guardare quella scena rivoltante come incantato: la signorina Solimana si stava mangiando la sorella. La cosa pi spaventosa era che la stava mangiando viva. S, la scema era viva. Laveva legata al tavolo perch non scappasse e laveva imbavagliata con un fazzoletto perch non si sentissero le urla chiss che male essere mangiati vivi cera del sangue, ma la cosa che gli fece pi schifo, fu il pezzo di sorella che la signorina Solimana teneva in mano. Forse aveva urlato, perch lei si era voltata di colpo e lo aveva guardato. Quello sguardo, maipimaipimaipi in vita sua se lo sarebbe dimenticato. Poi era svenuto. Quando si era svegliato, il mostro era con la faccia sulla sua. Si sentiva tutto bagnato e quella gli urlava: Mi senti?. Certo che la sentiva. Non aveva pi il pezzo della sorella in mano. Forse se lo era mangiato. Lui aveva tentato di scappare, ma lei lo aveva afferrato per un braccio: Senti bene quel che ti dico. Se parli con qualcuno di quello che hai visto, ti taglio la gola con queste forbici. Hai capito?. Quando finalmente era riuscito a scappare, aveva iniziato a correre come un pazzo senza fermarsi e pestando pozzanghere fino a raggiungere la sala cucito. Solo quando vide sua madre che lo guardava con una faccia da pazza ormai tutti sembravano pazzi cap che era stato un errore andare direttamente da lei senza darsi prima una calmata. Ma cosa chai? Fa vedere. Oddio, questo sangue! aveva detto spaventata la mamma, mentre lo guardava dappertutto. Non contenta, lo port in bagno e lo denud cercando la ferita. Non c niente, non capisco. Cosa vuol dire questa macchia di sangue?. Pedro, facevamo un modellino, si tagliato con un pezzo di lamiera, forse mi sono macchiato col suo sangue. Modellino? Pedro? Pezzi di lamiera? Con questa pioggia? Ma cosa stai dicendo? Non sei andato dalla merciaia a prendere i bottoni?. Al sentire il nome del mostro si era messo a tremare. Cosa ti succede, Madonna santa?! Io non ce la faccio pi, dove sono i bottoni?. Me ne sono scordato, mammina, scusa. Dopo il cazzotto, la mamma era andata a prendere i vestiti puliti. La sent farfugliare qualcosa. Non riusc a capire tutta la frase, ma finiva con merda. Da quel mercoled iniziarono ad accadere una serie di fatti che sarebbero finiti in tragedia. A dire il vero, tutto era incominciato molto tempo prima, anche se nessuno lo sapeva, be... qualcuno s. Mezzogiorno dello stesso mercoled, la signora Andreani si appresta a preparare il pranzo. Non era andata a scuola. Per forza, era tutto allagato. Non era venuta neppure la povera Marta chiss come lavranno passata lei e la vecchia nel 36

rancho con tutta questa pioggia le ho detto mille volte che pu rimanere a dormire da noi ma piuttosto di dare una mano a cena preferisce andarsene tutte le sere in quel rancho che cade a pezzi alla fine le schiaccer entrambe sa che pu vedere sua madre quando vuole ma niente unirriconoscente le diamo la carne e i nostri vestiti e ancora si lamenta che le vanno larghi non c il pane ma mi aggiusto con le gallette salate faccio una purea per accompagnare le salsicce e sono a posto senza la carne un guaio frutta e verdura manco a parlarne il camion non verr per almeno una settimana non c il fruttivendolo in paese ma salvo un po di frutta per i bambini la verdura chi la mangia? i pomodori destate un pezzo di zucca e qualche patata per il bollito un po dinsalata la domenica per accompagnare lasado poi basta c ancora qualche gringo vecchio che fa lorto ma con tanta carne chi perde tempo a pulire la verdura che poi non riempie nessuno con la purea e la salsiccia sono a posto in pi c il budino un budino di pane riempie lho fatto ieri apposta ci vuole un giorno di stagionatura perch venga meglio ho finito il latte pi sei uova per ammorbidire il pane duro che mi da la Pregadio un giorno o laltro le galline si spaccheranno il becco cosa mette nel pane per farlo diventare cos duro? nel magazzino al sicuro nella ghiacciaia a parte il fatto che non c pi ghiaccio o nel cortile quella stronza ci arriva di sicuro Sbucci le patate, le lav, le mise dentro una pentola. La riemp per met dacqua e la pos sul fuoco oggi devo portare la ragazza a provarsi il cappotto che seccatura! adesso vado a prendere il budino Per precauzione lo aveva messo sullo scaffale dietro alla scatola degli attrezzi. Spost la scatola. Prese il vassoio. Troppo leggero. Sent il sangue affluirle alle guance. Tolse il tovagliolo: il vassoio era pulito come se lo avesse leccato un cane che non mangiava da due settimane quella lammazzo! non le sono bastate le paste che si sbafata quando andata via la luce ha fatto fuori lintero budino otto porzioni! lammazzo! Le vennero in mente le gallette salate, ci contava per accompagnare il pranzo. Part sparata dentro casa. Si ferm davanti alla credenza della cucina. Non si decideva ad aprirla. Diede un profondo sospiro coraggio Mara Anglica! Non si chin sulle gambe, i chili iniziavano a darle fastidio. Si limit a piegar la schiena. Stir il braccio, tast con la mano fino a trovare il barattolo che aveva spinto fino in fondo perch non si vedesse eccolo qua! Lo trascin fino al bordo: troppo leggero e non si sentiva nessun rumore di gallette. Per puro masochismo prese il barattolo, lo appoggi sulla credenza, tolse il coperchio: nemmeno le briciole. Lammaaaaaazzoooooooo!. Il signor Andreani era uscito nel cortile per prendere la scopa quando sent le grida. Cosa stava capitando a sua moglie per urlare in quel modo? Decise di dare unocchiata. Le grida provenivano dalla cucina. La trov in piedi davanti a una latta vuota con il coperchio in mano e gli occhi fuori dalle orbite. Cosa c?. Quella stronza ha arraffato tutto. Oggi dovevo portarla a provarsi il cappotto. Falla salire a calci in culo sulla bilancia e dimmi quanti chili ha preso. Durante la tormenta di Santa Rosa, approfittando dello scompiglio, Pagnottina aveva messo su tre chili netti. Durante quei tre giorni di pioggia, il signor Andreani laveva vista pi di una volta chiudersi in camera masticando. Lui era un debole, lo sapeva. Con Pagnottina ancor di pi. Non aveva avuto il coraggio di dirle niente. Povera Pagnottina, il cibo era pi forte di lei. 37

Dopo averla fatta salire sulla bilancia ma senza prenderla a calci torn da sua moglie, che stava schiacciando la purea: Non ti preoccupare cara, vado io dalla sarta, le dico che la bambina uscita con la pioggia e ha preso il raffreddore. La tieni sottocchio per qualche giorno, perde qualche chilo ed tutto risolto. Fa come ti pare, io da quella non ci vado. Il signor Andreani si avvicin a sua moglie, le diede un bacio sui capelli. Usc nel cortile. Aveva dimenticato la scopa. Entr nella macelleria. Si tolse il grembiule: Torno subito disse al garzone. Durante il temporale, la signora Fernndez aveva continuato a cucire i matrimoni non si sospendono per pioggia alla luce di una lanterna a cherosene anche di giorno. Il cielo era sempre cos scuro che sembrava notte. Suo figlio era rimasto accanto a lei come un cagnolino terrorizzato dai tuoni. Era seduto per terra sopra un cuscino con la faccia terrorizzata: aveva paura del buio. Suo marito invece era uscito lo stesso ogni giorno. Non si era neanche preso una broncopolmonite, in pi non aveva aperto bocca e cosa ancora pi strana mangiava appena. Oggi pomeriggio sarebbero venute quelle due balene per la prova che vita di merda! Il signor Andreani stava andando dalla sarta. Se non fosse stato per la sua Pagnottina ne avrebbe fatto volentieri a meno. Non sopportava quellappiccicosa. Buss alla porta, senza elettricit il campanello era fuori servizio. Concentrata sul lavoro, la signora Fernndez non aveva alzato lo sguardo dal cucito, altrimenti avrebbe visto il macellaio varcare il cancello se un altro lavoro per il matrimonio non lo prendo non ce la faccio manco volendo non sono mica un mulo se non ce la faccio non ce la faccio Si alz e and ad aprire. Signor Andreani, ma che piaceeere. Si accomodi la prego alla fine si deciso! peccato giusto oggi che non c scuola ma so come togliere di torno questo moccioso Pepincito vai dalla signorina Solimana a prendermi una cerniera bianca lunga trenta centimetri. Come aveva previsto, suo figlio le pass davanti come un fulmine prendendo la direzione opposta almeno per due ore me lo tolgo dai piedi Questo bambino mi far diventar matta. Ha visto come si comporta? Ma non stia l impalato, si accomodi la prego e con un sorriso a trentadue denti: Adesso siamo tranquilli. Venga che le faccio subito un caff. Non era ora di caff, ma dopo aver smontato e rimontato il cappotto, senza luce e con tutto il lavoro che sicuramente aveva con la storia del matrimonio, il signor Andreani decise di prendere quel benedetto caff. La segu rassegnato. La signora Fernndez mise la caffettiera sul fuoco, sempre pronta da quando lui era venuto. Torno subito e scomparve prima che lui potesse reagire. And in camera. Via il pullover! Prese una camicia trasparente rovesciando tre vestiti dallarmadio un po di freddo non ammazza nessuno Ci pens meglio, via anche il reggiseno! Sinfil la camicia lasciando slacciati due bottoni non c molto da far vedere ma quel poco che c facciamolo vedere Si disf lo chignon. Mosse la testa lasciando i capelli sciolti. I capelli non erano male, glielo diceva sempre sua madre: Lunica cosa bella che hai. Gli occhiali? no gli occhiali li lascio altrimenti non vedo che faccia fa se si decide e se venuto per qualcosa sar agli occhiali dovr abituarsi Torn in cucina, come mai il suo amore aveva quella faccia insofferente? 38

Ebbene s, il signor Andreani era nervoso. Quando vide quelle due pustole sotto la camicia, sinfastid di brutto. Le cose che doveva sopportare per la sua Pagnottina! Forse sua moglie aveva ragione, un po di mano dura non avrebbe certo fatto male. Lui non ne aveva il coraggio, doveva lasciar fare a lei. Abituato alle scodelle di sua moglie, quelle due pustole non le sopportava proprio. Si alz di scatto. Ma cosa fa? Si sieda. Lo prendevi senza zucchero, vero? gli chiese, dandogli allimprovviso del tu. Non capiva perch in paese tutti si dessero del lei quando si conoscevano da bambini. S grazie le rispose il signor Andreani ripromettendosi di non mettere pi piede in quella casa. Tieni caro. La signora Fernndez si avvicin in modo da fargli vedere il seno. Lui era timido, lo dicevano tutti. Poi... forse fu colpa di quel lieve odore di carne che esalava a risvegliare il suo sangue siciliano, fatto sta che, presa da un impeto improvviso, gli si avvicin e lo baci sulla bocca. Ci fu un movimento scoordinato, si rovesci un po di caff sulla camicia trasparente, per la precisione sul suo seno destro. Bruciava, ma ne valeva la pena: il suo capezzolo era rimasto in bella vista a distanza ravvicinata dallocchio del signor Andreani. Lui rest a guardarlo. Lei percep benissimo quellocchio sul suo capezzolo. Chiuse le palpebre nellattesa di essere posseduta. Mia figlia ha preso tre chili, quindi dovr smontare di nuovo il cappotto. Non avrebbe dovuto dirlo, ma ormai lo aveva detto. Si scost da quellorribile donna e se ne and senza salutare. Il signor Andreani stava tornando a casa pestando i piedi nelle pozzanghere. Allimprovviso gli venne in mente la signorina Solimana. Ricord come gli si era strusciata contro nella panetteria. Che fosse stato un caso? Metti pure... ma perch lo aveva guardato in quel modo? Certo che se invece dellappiccicosa lo avesse baciato la signorina Solimana... e se lui non avesse avuto moglie n figlia... entr nella macelleria. Riguardo a Pagnottina aveva preso una decisione. Perch lui se nera andato cos allimprovviso, si chiedeva la signora Fernndez fissando la macchia di caff rimasta sul pavimento. Come un automa prese lo strofinaccio dal lavandino e la pul. Si era lasciata andare, ma non era pentita: adesso lui sapeva come stavano le cose. Gli uomini fanno i furbi, ma in fondo sono come dei bambini. Ci voleva una spinta. Lei di spinte gliene avrebbe date tante. Il suo viso si rannuvol. Perch le aveva detto quel che le aveva detto? Che cosa intendeva per smontare di nuovo il cappotto perch sua figlia aveva preso tre chili? Allimprovviso cap tutto: quelluomo odiava sua moglie. Era venuto a rassicurarla. Le prove erano andate male, non perch lei fosse una cattiva sarta, ma perch fra una prova e laltra sua figlia ingrassava. Tutti sapevano come il macellaio adorasse sua figlia, quindi non ce laveva con la ragazza, ma con la madre, che non la controllava come si deve. Forse, anzi sicuramente, era un odio inconscio verso la moglie. La ragazza, il grasso lo aveva preso da lei, mica da lui. Nella disperazione era venuto a confidarsi. Carino da parte sua comunque il cappotto io lo lascio cos com prima o poi quelle due si faranno vive Lui non aveva risposto al bacio, ma come le aveva guardato il capezzolo! E poi, facendole quella 39

confidenza era come se lavesse baciata. Lei avrebbe preferito una bella slinguazzata, ma pazienza... Era sicura che lui non avrebbe dimenticato i suoi capelli sciolti che gli sfioravano la guancia. N il capezzolo diamo tempo al tempo Era contenta. And in camera a rimettersi il pullover perch stava gelando. Quando era uscito dalla casa della sarta, il signor Andreani aveva preso una decisione; per comunicarla a sua moglie aspett la sera, mentre erano a letto. Cara, hai ragione: la bambina deve dimagrire. Mettila a dieta; io non mimpiccio pi, ma non vado pi dalla sarta. Finalmente suo marito tirava fuori i coglioni. La signora Andreani si alz dal letto, accese la candela che era sul comodino, e and in camera di sua figlia. Apr la porta senza bussare, si avvicin al letto, accost la candela alla sua faccia: bocca piena e labbra impasticciate di marrone, Pagnottina stava dando fondo alla barretta di cioccolato fondente che teneva nascosta per fare le torte Mara Anglica conta fino a dieci Arrivata al dieci, disse: Vai a prendere il vaso di notte. Per una settimana uscirai da questa camera solo per deporre, da mangiare te lo porto io. Pagnottina rote gli occhi e sbuff guardando il soffitto cosa prende alla vacca per rompere a questora Dai muovi il culo, piglia il vaso che poi ti chiudo a chiave. Uffa! Non rompere... inizi a dire Pagnottina, ma fu interrotta da un forte schiaffo che quasi la fece cadere dal letto. Lei non era una fifona da quel lato aveva preso dalla vacca ma la guancia le bruciava da morire. Forse era meglio ubbidire. Da quel mercoled fino al seguente, Pagnottina pass giorno e notte chiusa in camera. Venerd 3 settembre, Tiko si era svegliato, come sempre ormai da dieci anni, alle sei spaccate. Il tempo era diventato bello, ma faceva ancora freddo. 17 Dopo la tormenta di Santa Rosa, per due giorni aveva soffiato il Pampero . Lunica pozzanghera dellunica strada si era divisa era diventata tante piccole pozzanghere. Per Tiko il peggio erano le pulizie mattutine; dinverno, si capisce. Doveva uscire nel cortile per andare al gabinetto: un buco per terra, il catino per lavarsi le mani, una tinozza per farsi il bagno. Destate, si capisce; dinverno chi si fa il bagno? Comunque era spazioso, e con la luce elettrica; soprattutto lo trovavi sempre pulito. Era brava la povera Marta. Faceva pena solo a vederla. Secca secca, con la faccia verdastra, vestita con gli avanzi delle due ciccione, era proprio buffa. Quando tornava dal gabinetto si preparava il mate. S, anche lui si era abituato a quel beveraggio; allinizio gli era sembrato piscio di cavallo, ma adesso non poteva farne a meno. Mentre beveva il mate ascoltava i tangos del macellaio. Bella musica il tango. Poi Gardel arrivava dritto al cuore, persino al suo che era greco. Caminito, Volver... ma soprattutto Rencor. Rencor era il suo tango preferito, forse perch in fondo lui odiava le donne. Con Rencor fantasticava che la sua vita di merda fosse colpa loro. El mal que me han hecho es herida abierta que me inunda el pecho de rabia y de hiel. La odian mis ojos porque la miraron. Mis labios la odian porque la besaron Dios quiera que un da la encuentre en la vida llorando vencida su triste pasado pa escupirle encima todo este desprecio
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Vento secco e freddo con forti raffiche proveniente del sud e sudest che soffia nella pampa argentina e nellUruguay.

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que babea mi vida de amargo rencor. La odio por el dao de mi amor deshecho y por una duda que me escarba el pecho. No repitas nunca lo que vi a decirte: 18 rencor, tengo miedo de que seas amor . Ascoltare questo lamento lo appagava, in parte. Per colpa di quella donna crudele mai esistita, lui era finito da solo in quelle due camere di affitto in culo al mondo. Dalla Grecia dove aveva imparato il mestiere di barbiere era andato in Italia, da l a Buenos Aires. Viaggio di schifo si capisce, ma Buenos Aires era una gran bella citt. A Buenos Aires aveva frequentato un po le donne. Cessi o puttane dei casini, si capisce. Un immigrante greco, povero e che parla male e fisicamente non un granch oltre a cessi o puttane chi altri avrebbe potuto frequentare? Come mai fosse finito in quel posto non riusciva a capirlo, ma non ci mettiamo a rimestare la merda adesso, era finito l e basta. Sent una voce di donna che proveniva dalla macelleria. A questora? Chi potr essere? Spense la luce, tolse il tovagliolo della toppa e si mise a guardare. Ecco chi era: la merciaia! Che cosa ci faceva la merciaia a quellora al massimo saranno le sei e mezzo se il garzone le portava la carne tutti i giorni a casa? Come mai da queste parti cos presto? sent che diceva il macellaio. Dormo poco io, ogni tanto mi piace fare due passi. due passi fra le pozzanghere quando ancora buio? qua c dellaltro Poi sa, nel mio negozio vengono solo donne, mai un belluomo con cui poter fare due parole. ecco la troia! Tutte uguali le donne. Tutte troie. Lui ne aveva frequentate di troie, quando era giovane, si capisce, adesso ormai nemmeno le troie. Non che non lo interessassero pi, gli piacevano sempre; e, se ben motivato, poteva ancora farcela. La merciaia era una gran bella donna, si capisce, ma troppo secca per i suoi gusti. A lui piacevano belle piene, con dei culi come cuscini. La macellaia, se non avesse avuto quella perenne faccia incazzata... Che cosa posso offrirle, signorina Solimana?. Per carit, un gran bravo uomo il suo locatario, si capisce, ma un po lento. Era chiaro cosa voleva quella. Un po di salsiccia, magari bella grossa. eccola! lo sapevo io! Tiko si accomod meglio dietro la toppa. Oggi era il suo giorno fortunato, non sempre gli capitavano scene come questa.
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Il mal che mi han fatto ferita aperta che inonda il mio petto di rabbia e di fiel. La odian miei occhi perch la guardaron mie labbra la odian perch la baciaro Dio voglia che un giorno la trovi nla vita piangendo distrutta il suo triste passato pesputarle addosso tutto il mio disprezzo che mi riempie lanima damaro rancor. La odio pel danno dellamor distrutto anche per un dubbio che mi scava il petto. Non ripeter mai quel che io ti dico: rancor ho paura che tu sia amor. Testo Luis Csar Amadori, musica Charlo, 1932.

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Il cretino sembrava imbarazzato. A quella, lui le avrebbe fatto vedere subito la sua, di salsiccia. Cos va bene? chiese il macellaio senza guardare la cliente in faccia. S. Perfetto. Altro?. No, cos posso venire anche domani, se non le dispiace... . Si figuri, per me un piacere, quindi non le mando pi il garzone?. No no, il garzone me lo mandi come sempre. Io faccio ogni tanto un salto da lei, cos per far due parole, certo se le va. Voleva che le mandasse anche il garzone, magari si faceva pure quello. Tiko continu a guardare, gli sfugg solo la carezza che la merciaia fece al macellaio quando prendeva il resto. Il signor Andreani, invece, quella carezza non lavrebbe pi scordata. Solimana e Marcantonia erano a tavola. Mentre una si abbuffava, laltra stava pensando al garzone. Se il macellaio non glielo avesse nominato, non le sarebbe mai venuto in mente e pensare che passa tutti i giorni a portare la carne Era un bellissimo ragazzo. Forse troppo giovane. Faccia birichina. S, proprio un bello stallone. Degli uomini lei aveva deciso di fare a meno. Fare a meno di sposarsi, se non altro, ma con gli uomini non ci si sposa soltanto. Ormai erano passati undici anni da quando aveva deciso di non sposarsi pi devo telefonare al macellaio gli dico che domani mi mandi il garzone alle sette e mezzo alle dieci troppo tardi prima, dal macellaio ci andava Marcantonia; dal panettiere mai, si mangiava tutto il pane per strada e arrivava con la borsa vuota. Andava matta per il pane, proprio quello che la faceva ingrassare di pi sarebbe stato meglio alle sette ma alle sette il garzone deve rimanere nel negozio perch il macellaio porta la colazione alla moglie certo che quando mi ha vista questa mattina rimasto di sasso poveraccio! con quellelefante che ha per moglie ma sembra innamorato sono stata volgare facendogli lallusione alla salsiccia be dopotutto un macellaio e se gli telefono adesso? che ora ? luna troppo tardi telefono oggi pomeriggio Solimana, dov?. Solimana fece finta di non aver sentito. Dove lo hai messo?. Sta zitta e mangia. Voglio sapere dove lo hai messo, quella notte faceva buio e non me lo ricordo. Se non la smetti sai benissimo cosa faccio. Ti odio. Un istante dopo, Marcantonia mangiava tranquillissima. Si era totalmente scordata di quello che appena aveva finito di chiedere. Alle quattro Solimana fece il numero del macellaio. Macelleria, buongiorno. Buongiorno signor Andreani. Sono Solimana Paganini. Disturbo?. Si figuri, come posso aiutarla?. Prima di tutto mi dica se si ricordato di me almeno una volta, da quando sono venuta a trovarla questa mattina. Lo sent sorridere, ma non le rispose. Magari aveva gente o cera la moglie. Difficile, quella non entrava mai nella macelleria. Per il momento era meglio non insistere. Volevo sapere se domani pu mandarmi il garzone un po prima. Devo uscire e alle dieci non ci sar. Certo. Avrei bisogno di un chilo di tritata. Domani sera ho della gente a cena. 42

Il sabato mattina la signorina Solimana lavorava. Se usciva, a chi avrebbe lasciato il negozio... alla scema? Strano, e poi gente a cena? Chi ci andava da quelle? A che ora vuole che glielo mandi?. Alle sette e mezzo va bene?. Nessun problema. Vuole altro?. S, ma glielo dir di persona gli rispose, approfittando dellingenua domanda. Buongiorno signorina Solimana. A presto signor Andreani ecco fatto devo ricordarmi di dare venti gocce di sonnifero a Marcantonia prima che vada a letto a questo ritmo dovr farmi mandare un altro flacone da P. Quella sera Marcantonia non fece storie. Prima di andare a letto mand gi le venti gocce di un fiato. Voleva dimagrire, cos Solimana la lasciava uscire di nuovo, altrimenti non avrebbe pi potuto mangiare le paste alla panna, ma quello era un segreto. Solimana guard sua sorella che si era addormentata profondamente. Mise la sveglia alle sette meno un quarto domani dovr alzarmi ad accendere la cucina che seccatura! Spense la luce. Non si addorment subito. Quando sabato 4 settembre Solimana sent la sveglia, il primo impulso fu di chiamare sua sorella. Poi si ricord del garzone. Invece che a questora avrebbe potuto farlo venire dopocena, solo che quello non era un orario opportuno per la consegna della carne. Si mise la vestaglia e and in cucina. Il tempo era cambiato. Da secco era diventato umido. Incredibile come percepisse i cambiamenti atmosferici. Apr lo sportello della legna. Accese il fiammifero. Niente. Lumidit! Arrotol un foglio di giornale, lo accese e lo mise in mezzo ai tronchetti. Per certe cose Marcantonia era preziosa povera sorella scema vedrai che sistemer tutto ecco che si era accesa la maledetta Il fuoco inizi a crepitare lentamente. Sent arrivare il caldo, cosa che la mise di ottimo umore. Prepar il caff. Bevve due tazzine. Adesso stava meglio. Quellenorme cucina di ferro scaldava tutta la casa. In cucina, dopo un po, non sopportavi nemmeno una maglietta. And in salotto per verificare la temperatura fra un po si star benone in questi casi non si sa mai fino a dove si pu arrivare ogni uomo diverso And a vestirsi. Si aggiust i capelli oggi devo andare dalla parrucchiera che noia! Si trucc e si mise le scarpe con i tacchi alti. Guard lorologio, sette e venticinque. Perfetto. Il salotto era gi abbastanza riscaldato. And fino alla porta e tolse il chiavistello. Guard dallo spioncino proprio quando il garzone stava arrivando con la cesta in mano. Apr la porta: Accomodati gli disse con un bel sorriso. Il garzone la guard stupito come mai questa mi fa entrare? Chiss che freddo fuori. Posso offrirti un caff?. Era il suo giorno fortunato. Un caff a quellora offerto da una tipa simile che pure gli sorrideva: Se non un disturbo... . Niente disturbo, per me un piacere offrire del caff, o qualsiasi cosa, a un bel ragazzo come te gli disse, regalandogli un sorriso pi che promettente. questa vuole guerra 43

Gli vennero in mente le cose che si dicevano della merciaia in paese. Peccato che dovesse tornare di corsa nella macelleria: Se cos, la ringrazio. Vieni. Siediti sul sof, non vorrai mica prenderlo in piedi. Intanto mettiti comodo, togliti il giaccone, qua non fa freddo. Solimana spar per preparare il caff. Lo prendi dolce? gli chiese dalla cucina con voce sensuale. Io lo prendo dolce. Lei come lo prende?. Questo va veloce, pens Solimana. Quando torn nel salotto, il garzone si era tolto il giaccone. Certo che qua si sta proprio bene disse prendendo la tazzina. Mand gi il caff di un fiato. Fa caldo, togliti anche il maglione. Se vuole mi tolgo tutto disse sfacciato. Ci sapeva fare lui con le donne. Lo aiutava il suo aspetto, da un po lo aveva capito. Certo. Togliti tutto gli rispose Solimana con un altro sorriso provocante. Il garzone la guard sorpreso. Sapeva darsi da fare con le donne, ma questa era la prima volta che gli andava cos liscia. Era una vecchia, ma mica da buttar via. Ci togliamo tutto insieme? ribatt lui. Prima tu disse Solimana lanciandogli il terzo sorriso provocante. E va bene. Il garzone inizi a togliersi i vestiti senza smettere di guardarla. Rimase nudo davanti a lei, privo della minima inibizione. Certo che ha una bella faccia tosta, pens Solimana ricordando la goffaggine del cacciatore. Si avvicin al garzone, gli appoggi una mano sul braccio, inizi a guardarlo dalla testa ai piedi. Era proprio un bel ragazzo. Alza le braccia. Lui fece un sorriso, alz le braccia. Girati. Lui si gir. Adesso viene. Siediti. Il ragazzo si sedette e stir la mano cercando dinfilargliela nella scollatura. Non aver fretta. Stai tranquillo. tranquillo! il signor Andreani si star chiedendo dove cazzo sono finito ma cosa fa questa? La merciaia gli aveva preso un piede e glielo stava accarezzando oddio fantastica adesso guarda sotto la pianta del piede? questa proprio suonata Il giochetto non gli dispiaceva, ma aveva fretta. Non voleva grane con il padrone, ci teneva a quel lavoro. Lui guardava lontano. Era povero, sua madre campava con una pensione miserabile, non avevano nemmeno la casa di propriet. Decise di accorciare i tempi. La prese per le spalle, la avvicin a s baciandola sulla bocca. Lei lo lasci fare. Poi: Oddio, si svegliata mia sorella! Vestiti subito e scappa. Chi se ne frega di tua sorella, vieni qua. Domani. Lui la prese per la vita avvicinandola di nuovo a s. Vieni domani. Domani mi farai quel che vuoi. Domani di fretta come oggi? No grazie. Il garzone aveva ragione: Vieni questa sera. Questa sera? si stup di nuovo il ragazzo. S. A che ora?. Alle undici?. Cosa faccio? Busso?. No, entra direttamente. Ti lascer aperta la porta sul retro. Adesso vestiti e scappa. 44

Il garzone si vest in fretta. Solimana prese la carne dalla cesta, gliela restitu, lo accompagn fino alla porta. Prima che lui se ne andasse, lo prese per un braccio, lo avvicin a s e gli diede un lungo bacio sulla bocca. Poi lo spinse fuori e chiuse la porta. Guard lora: le otto e dieci. Mancavano venti minuti, ne approfitt per mettere a posto il negozio prima di aprire. Tiko aveva fatto tutto per benino, anzi, si era affrettato con le pulizie mattutine, casomai fosse venuta di nuovo la merciaia. Non voleva perdersi nemmeno una parola. Invece niente. Quella non era venuta, per cera stata una novit: anzich portarle la carne alle dieci come tutti i giorni, il garzone era uscito alle sette e venticinque. Quando la merciaia era venuta non aveva parlato di cambiamento di orari che abbia telefonato dopo? forse ha chiamato quando sono andato al gabinetto dopo il pisolino comunque adesso sono le otto e quello non ancora tornato cosa ci fa tutto questo tempo dalla merciaia? Per arrivare, consegnare il pacco e tornare indietro, al massimo ci volevano otto minuti. Non aveva proseguito con le altre consegne perch dalla toppa vedeva il macellaio che stava preparando i pacchetti per il resto dei clienti qualcosa non quadra stiamo a vedere ecco che arriva! Ce ne hai messo del tempo per consegnare la carne alla signorina Solimana, non ti pare? disse il signor Andreani guardando il garzone di traverso. A quelle due l si era bloccata la porta che d sul cortile. Sono rimaste chiuse dentro, non potevano uscire nemmeno per prendere lacqua. Ho dovuto dargli una mano. Le donne sono proprio inutili disse, considerando chiusa la spiegazione, e spar nel cortile. Io non ci credo, pens Tiko dietro la porta. Alle dieci, Solimana alz la cornetta e fece il numero della macelleria se risponde il garzone attacco rispose il signor Andreani. Buongiorno signor Andreani, sono Solimana Paganini. Buongiorno signorina Solimana. Qualche problema con la carne?. La carne va benissimo, quello che non va il garzone. Tiko, che stava aggiustando il mate per farsi la terza bevuta, alle parole buongiorno signorina Solimana moll tutto, spense la luce e tolse il tovagliolo dalla toppa. Le saltato addosso?. saltato addosso? Tiko smise di guardare; non cera niente da vedere, ma da ascoltare. Al posto dellocchio, avvicin lorecchio alla toppa a quello non basta la cicciona ha voluto farsi la merciaia magari si farebbe anche la scema Avrebbe dato sei mesi di vita per sapere che cosa stesse dicendo quella dallaltra parte della linea. Lei sporga denuncia, io lo caccio subito. ecco! adesso quello finisce nella merda magari stata lei a provocarlo io le conosco bene le troie le conoscevo si capisce ma le troie troie erano e troie rimangono E perch non vuole denunciarlo signorina Solimana?. come mai la merciaia non vuole denunciarlo? be almeno quel disgraziato si salva dalla galera Va bene, non lo caccio solo perch me lo chiede lei. non vuole nemmeno che lo cacci! Ci fu una pausa, poi Tiko sent il macellaio che diceva: Non capisco, perch non dovrei dirgli niente?. quella non vuole nemmeno che il macellaio gli dica niente perch ha telefonato allora? forse le troie di adesso sono pi strambe di quelle di una volta pens Tiko, con lorecchio contro la toppa; 45

a forza di tenerlo schiacciato, incominciava a fargli male. Al macellaio quello non era mai piaciuto, figuriamoci adesso se avesse saputo della figlia! Il signor Andreani pos la cornetta. Poi si ricord che a quellora la signorina Solimana non doveva esserci. Proprio per questo aveva mandato quello stronzo a consegnarle la carne prima del solito dopo laggressione sar rimasta troppo male per uscire bastardo pezzente schifoso! Nel fine settimana fra il 4 e il 5 settembre, il paese inizi a rimettersi in moto. Fu ripristinata la corrente elettrica, e riaprirono tutti i negozi, panetteria compresa. Gli abitanti i cui tetti erano stati danneggiati immigranti o figli di immigranti non ancora contaminati dalla pigrizia che porta il benessere dovuto alle mucche in abbondanza sistemarono tutto per benino. Lunico segno rimasto della tormenta di Santa Rosa fu qualche pozzanghera qua e l. Prima che la vedova Manch impazzisse, furono ristabilite le linee telefoniche. Il sabato pomeriggio, come tutti i sabati pomeriggio, Solimana and dalla parrucchiera. La domenica mattina, come tutte le domeniche mattina, and a prendere il pane. Trov la solita coda che comprava, oltre al pane, le paste e i cornetti. Non cerano le torte. Date le circostanze, non era stato possibile prenotarle con due giorni di anticipo. Trov di nuovo la moglie del muratore. Solimana decise di farlo venire appena fosse stato libero. Non vide il figlio della sarta, n incroci il macellaio alluscita. Solimana non aveva visto Pepincito perch il bambino era andato a comprare il pane prima che aprisse la panetteria, spaventando a morte la signora Pregadio quando aveva bussato sul retro. Si era alzato allalba. La sera prima aveva pregato sua madre di svegliarlo presto. Non avrebbe mai pi lasciato la vedova Manch senza le sue tostadas. La signora Fernndez era sempre pi preoccupata, ma cosa poteva fare? Si era alzata presto per svegliarlo, rovinandosi cos lunico giorno della settimana in cui poteva dormire di pi. Suo marito si comportava come se quel figlio non fosse suo appena ho un po di tempo lo porto da doa Mara a questo bambino gli hanno fatto il malocchio Un po rintronato lo era sempre stato, ma ultimamente aveva oltrepassato ogni limite. Dopo la tormenta, Pepincito e la vedova Manch chiarirono un po di cose. Adesso mi devi dire perch ti sei inventato che la signora Pregadio era morta. Colto alla sprovvista, Pepincito decise di raccontare la verit: Nella panetteria cera la signorina Solimana, ho avuto paura e sono scappato. La vedova Manch si ricord che al telefono la merciaia le aveva detto che Pepincito era scappato, ma perch doveva aver paura della merciaia? E perch hai avuto paura della signorina Solimana?. ecco! perch ho avuto paura della signorina Solimana? Decise di continuare a dire la verit: Perch una volta sono entrato nel suo negozio, ma lei non cera. E siccome non veniva, sono andato sul retro e ho continuato a camminare fino al salotto. Poi si ferm devo modificare lultima parte: Nel salotto cera la signorina Solimana tutta nuda con un signore tutto nudo. Si arrabbiata e mi ha picchiato con un martello. Oddio! Con un martello?!. La vedova Manch lo stava guardando spaventata ecco! questo non dovevo dirlo adesso telefona alla macellaia che telefona al cugino commissario e viene fuori un casino Era di gomma. Che cosa era di gomma?. Il martello. Un martello di gomma? Mai sentito, comunque non una bella cosa da fare a un bambino. Non mi ha fatto male per niente, solo che poi mi ha sgridato e ho avuto paura. Ho capito. 46

E perch Pepincito aveva tutta laria di aver finito e senza sapere chi fosse luomo nudo che cera con la merciaia, lei non avrebbe dormito la notte gli chiese: chi sarebbe questo signore nudo che era con la signorina Solimana?. Ecco! Chi era il signore nudo con la signorina? devo guadagnare tempo Vuole proprio saperlo?. S. Se glielo dico, mi terr sempre con lei per far la spesa e non cercher nessun altro?. S. S, che mi terr sempre con lei, o s, che cercher un altro?. S, che ti terr sempre con me, ma adesso dimmi chi era il signore nudo con la signorina Solimana quasi url la vedova Manch, mascherando a stento unansia che le bloccava il respiro. Intanto Pepincito stava passando mentalmente al setaccio tutti gli uomini del paese: li immaginava tutti vestiti. Tranne uno. Lui aveva visto un solo uomo nudo in vita sua: Era il mio pap. Il tuo pap?!. Certo che quella si dava da fare: provocava il macellaio al telefono, si faceva quasi violentare dal garzone, andava a letto con il marito della sarta. S, vedova Manch. Signora Manch. S, signora Manch. E tuo padre cosa ha fatto?. Niente, ma mi odia, non mi parla pi e non vuole portarmi a caccia. Povero piccino, vieni che ti do un pezzo di torta. Domenica 5 settembre non ci fu matine danzante nel salone da ballo. Dopo la tormenta cerano troppe cose da sistemare e tante spese da fare, nessuno pensava a divertirsi. Solo al futuro sposo non era calato lentusiasmo. Come tutte le domeniche, era andato a far visita alla futura sposa; non con la Ford T che era dal meccanico, ma a cavallo. Aveva passato una serata deliziosa. Il 6 settembre, luned, riapr la scuola. Alla seconda ricreazione, Pepincito era concentrato a guardare Reinoso com possibile che Reinoso abbia quattordici anni solo tre pi di me se pi alto del babbo Pepincito non si sbagliava. Reinoso non aveva quattordici anni ma sedici. Reinoso padre ci aveva messo due anni per andare allanagrafe. Mica facile andare allanagrafe se si poveri. Per un povero niente facile. Pepincito fece due passi verso Reinoso, che era appoggiato al muro e si stava pulendo le unghie con il coltello a serramanico. Prese coraggio e disse: Reinoso oddio mi sta guardando come se fossi una merda di cane Cosa c, merda di cane?. Prima pens di scappare, poi pens alla signorina Solimana, poi si decise: Devo farti una proposta. Scusa? Non ho sentito bene. Puoi ripetere, per favore?. Pepincito si concentr sul pezzo vivo della scema, che la signorina Solimana stava mangiando quando lui laveva scoperta: Devo farti una proposta. Tu. A Me. Devi farmi una proposta?. S...s. Sparisci se vuoi continuare a vivere. Pepincito cap che quella non era la strada giusta: Vuoi farti un bel po di soldi senza fatica?. Le orecchie sporche di Reinoso si rizzarono: Che cosa vuoi dire, pezzo di verme marcio, con un 47

po di soldi ?. Anche dei gioielli, se vuoi puoi farti un bel mucchio di soldi e un bel mucchio di gioielli. Te lo dico per la seconda e ultima volta: se ci tieni a vivere, spa-ri-sci. La faccia di Reinoso continuava a essere minacciosa, ma Pepincito not un lieve cambiamento nel tono della voce. Si fece coraggio: Parlo sul serio, sarei scemo se mi mettessi a raccontare balle a uno come te. Mi ammazzeresti come un verme. Reinoso lo guard, chiuse il coltello e se lo mise in tasca. Prese Pepincito per un orecchio e lo trascin fino al campo di calcio che cera dietro la scuola. Aiii! Mi fai male!. Vuoi che ti faccia peggio?. No. Adesso spiegami che cosa sono tutte queste stronzate. Conosco un posto dove hanno un sacco di soldi. Tu vai, entri e te li prendi. Sei proprio un ritardato. Dimmi chi, in questo cazzo di posto, tiene i soldi pronti, cos io vado e me li prendo. Tu conosci la signorina Solimana?. Certo, deficiente, qua si conoscono tutti. Che cosa centra quella?. Nel salotto della signorina Solimana c una credenza piena di soldi e gioielli: oro, smeraldi, rubini, zaffiri, ametiste. Lo aveva letto in un fumetto. I ladri erano entrati in un castello dove cera un forziere pieno di gioielli. Che cazzo sono le ameniste?. Ametiste. Sono gioielli dimmenso valore, e siccome nemmeno lui sapeva bene come fossero fatte queste ametiste, aggiunse subito: Tu solo devi guardare che non ci sia nessuna cliente nel negozio. Poi entri, la colpisci il pi forte possibile, vai nel retro dove le donne si provano il reggiseno, imbocchi il corridoio, la prima porta a sinistra il salotto. Dentro c la credenza: prendi i soldi e i gioielli, poi scappi. Ho capito. Quella ti ha detto: Vieni che ti faccio vedere dove nascondo i soldi e i gioielli; tu lo dici al tuo amico, cos lui viene e me li ruba. Ma no! Io ci vado sempre perch mi manda mia madre che fa la sarta. Lo so che tua madre fa la sarta, o pensi che viviamo a P.? disse Reinoso. Malgrado P. contasse 5.346 anime, lui la immaginava su per gi come Buenos Aires, visto che non era mai uscito del paese, nemmeno per andare dal medico. Ho capito, era solo per dirti che mia madre mi manda da lei a comprare bottoni, cerniere, cose cos. In pi a volte le faccio la spesa. Certo che tu sei il finocchio che fa la spesa a tutte quelle vecchie merdose. Non ti vergogni?. Un pochino rispose Pepincito per accontentarlo, Quindi, quando vado a farle la spesa, la signorina Solimana prende i soldi dalla credenza. C una scatola piena di soldi e, a fianco, uno scrigno pieno di gioielli. Un che?. Un coso pieno di gioielli disse Pepincito, pentito a morte di aver iniziato quella storia. Non era detto che Reinoso ammazzasse la signorina Solimana, in pi adesso lo stava guardando malissimo. E tu perch dovresti farmi questo favore?. Ecco: perch offriva a Reinoso la possibilit di diventare ricco? Perch voglio essere tuo amico. giusto il verme una mezza sega che ha paura di tutti e vuole che io lo protegga La campanella mise fine alla ricreazione. Pepincito cerc di scappare, ma Reinoso gli afferr un braccio e glielo pieg dietro la schiena: Dove pensi di andare?. Ti ho detto tutto, adesso lasciami. 48

In quel momento comparve la signora Andreani: Ehi, voi due! Che cosa aspettate? La carrozza?. In classe, la signora Andreani trov che Reinoso aveva unaria strana. Mai visto cos. O dormiva o disturbava. Una faccia come quella era la prima volta. Non le piacque per niente. Durante lora di lezione, Pepincito guard Reinoso per ben diciassette volte; per diciassette volte trov il suo sguardo. Inoltre ci si mise pure la maestra: Fernndez, mi spieghi cosa centra questo disegno con la composizione che ha scritto. Silenzio. Fernndez, sordo?. No. No, signora maestra. No, signora maestra. Le ripeto: perch, se ha scritto un tema intitolato Mio padre va a caccia, e fin qua nessun problema perch il tema era libero, ha poi fatto questo disegno?. Pepincito non rispose, nemmeno lui sapeva perch invece di disegnare un uomo con un fucile, avesse disegnato una donna pugnalata. Lo salv la campana che segnava la fine delle lezioni. Vabb, me lo spiegher unaltra volta. Cancelli questo disegno senza bucare il foglio, e ne faccia un altro adatto al tema. Mentre Pepincito si avviava verso la porta, lo avvicin Reinoso: Ci vediamo fuori. Io devo andare subito a casa. Te lo dico io dove andrai tu, se continui a far limbecille: al cimitero. Pentito a morte, Pepincito aspett che si finisse di cantare linno nazionale e che il portabandiera leccapiedi schifoso sparisse nella Direzione. Si gir a guardare Reinoso, che lo stava guardando a sua volta. A domani, alunni. A domani, signora maestra. Tutti iniziarono a muoversi verso luscita. Pepincito aveva lo stomaco annodato adesso Reinoso vuole continuare a parlare dei gioielli la panetteria chiude e mia madre chi la sopporta Non si sognava neanche di scappare, ma inizi a camminare svelto guardando avanti non ti voltare Pepincito non ti voltare Improvvisamente sent un dolore tremendo allorecchio sinistro. Dove va il verme cos veloce?. Alla panetteria prima che chiuda, se no mia madre mammazza. Se non ti fermi, tammazzo prima io. Pepincito si ferm. Prima sputi il rospo, prima ti lascio andare. Ti ho detto tutto. Nel salotto c una credenza, tu devi sol... . S, quello lho capito, non sono deficiente. Come faccio a entrare?. Allimprovviso Pepincito fu assalito da un dubbio: e se Reinoso fosse un po scemo? Anche i grandi erano scemi, o pazzi, come il pazzo Echeverry. Devi entrare nel negozio quando non c nessuna cliente. La colpisci forte in testa. Ti devi portare un ferro o qualcosa di simile, fino a farla svenire. Anzi, una volta svenuta ti conviene darle un altro colpo, cos dorme di pi. Certo, cos lammazzo e vado dritto in riformatorio. Devi farla svenire per forza; se ti denuncia, tu neghi, quella sempre piena di lividi. Perch piena di lividi?. Glieli fa la sorella scema. Lo sanno tutti. Reinoso lo guard serio, forse il verme non era cos stupido come credevano tutti. 49

Adesso lasciami andare che faccio tardi. Vai vai, cagasotto!. Reinoso, contento come mai fino ad ora, si avvi verso il suo pidocchioso rancho, dal suo pidocchioso padre, pensando ai soldi e ai gioielli che lo attendevano: finalmente avrebbe detto addio a quella sua pidocchiosa vita! Nel paese erano arrivate le sette di sera. In quel periodo dellanno, alle sette di sera ormai buio. Dietro il banco Solimana stava guardando la strada attraverso i vetri. Le era sembrato di vedere quel ragazzaccio, Reinoso, che la stava spiando. Possibile? E perch la spiava? Era grandicello ormai, quanti anni poteva avere? Quindici... sedici. A quindici o sedici anni il pistolino gi si fa sentire. Continu a mettere a posto, tenendo docchio la porta e la vetrina che mi sia sembrato... no era lui eccolo di nuovo s proprio lui Reinoso, perch, in effetti, era Reinoso, si spost di scatto cazzo! quella mi ha visto adesso cosa faccio? Rimase nascosto con la schiena contro il muro. Decise di aspettare ancora, forse si era sbagliato. Pregava che non passasse nessuno. Era gi buio, avevano acceso quel cazzo di lampione che illuminava proprio il negozio della merciaia. Cosa ci fai come uno stupidino l fuori?. A Reinoso si rizzarono i capelli della nuca. Con chi stava parlando la merciaia? Dai! Vieni dentro che ti do un pezzo di torta con la panna. Reinoso si volt lentamente: da dietro il vetro, la merciaia gli stava sorridendo non mi piace Perch gli offriva un pezzo di torta? E se ne prendeva un pezzo? Anzi me ne faccio dare un altro pezzo poi la colpisco Non si era portato un ferro come voleva il verme, ma il mezzo mattone che aveva in tasca poteva andare... Dai entra, non stare l al freddo come si chiama di nome questo negro rognoso? Armando? no... un nome pi strano... Armentario? no pi corto... Amilcar? s proprio Amilcar Amilcar! Dai, carino. Perch non entri?. Amilcar? carino? e vuole farmi entrare offrendomi un pezzo di torta? questa una trappola! Reinoso scomparve dietro langolo e inizi a correre attraverso i campi. La mattina seguente, marted 7 settembre, Pepincito stava andando a scuola. La maestra lo avrebbe sgridato: era in ritardo e non aveva rifatto il disegno. Perch era in ritardo? Perch aveva passato una notte orribile: la signorina Solimana gli aveva tagliato il pisello, poi se lo era mangiato a morsi. Si era svegliato in piena notte piangendo e coperto di sudore. Sua madre gli aveva chiesto perch piangeva, lui del pisello tagliato manco una parola. Non ce la faccio pi, questa non vita, tutte le sere la stessa musica, ma togliti la mano dal pisello! Cosa ci fai con quella mano sul pisello?. Ma si fa una sega, cosa vuoi che si faccia! Spegnete quella cazzo di luce e lasciatemi dormire! aveva urlato il signor Fernndez, parlando per la prima volta dopo nove giorni di silenzio. Alla fine Pepincito si era riaddormentato, ma il mattino era stata dura farlo svegliare. Questi pensieri che Pepincito rimuginava mentre percorreva il lotto incolto che cera prima di arrivare alla scuola furono interrotti da un tremendo spintone che lo fece sprofondare nellultima pozzanghera rimasta, a testimonianza della tormenta di Santa Rosa. Bruttovermeschifoso ti perforo le viscere con questo coltello. Coltelli, forbici, pezzi vivi di carne umana, piselli mozzati erano ormai il suo destino. 50

Pepincito aveva la faccia immersa nel fango, ma le orecchie fuori. Riconobbe quella voce. Non gli importava di morire, ma voleva morire senza dolore Dio ti prego fammi svenire prima che il coltello di Reinoso mi perfori le viscere Dio niente. Non cera mai quando uno lo voleva. Con lultima aria rimasta nei polmoni, Pepincito attendeva la morte, ma non era ancora arrivata la sua ora. Prima di iniziare a inghiottire acqua fangosa si sent prendere per i capelli, sollevato da terra, rigirato e scaraventato di nuovo nella pozzanghera, questa volta a testa in su. Ingoi una boccata daria, si pul gli occhi con la manica del grembiule. Adesso poteva respirare, ma vedere la faccia di Reinoso era peggio che mangiare fango. Cos che mi hai fatto lo scherzetto, putrido verme schifoso. C...cosa d...dici?. Ieri sera sono andato dalla tua signorina Solimana. Pepincito se sedette di colpo nella pozzanghera: Lhai ammazzata?. Il rovescio fu cos forte che gli tagli il labbro superiore. Inizi a sanguinare. Chi morir fra pochi secondi sarai tu. Chi ti ha detto di farlo?. Far cosa?. Questa volta Pepincito riusc a schivare il ceffone. La merciaia mi stava aspettando. Voleva farmi entrare offrendomi un pezzo di torta, sicuro che dentro cera quel poliziotto scemo. Se entravo, a questora ero in riformatorio. Lidea stata della maestra, vero? Quella cicciona merdosa mi ha minacciato un sacco di volte col riformatorio. Che ti hanno promesso quelle due stronze, leccapiedi schifoso?. T...ti giuro ssu mia madre che nessuno mi ha promesso niente. N...non so perch quella ti ha offerto della torta. Pepincito sapeva benissimo perch la signorina Solimana voleva farlo entrare che schifo mangiarsi un pezzo di Reinoso Perch non la finiamo con questa storia? disse quasi in un sussurro. Ah! Vedi che era un complotto?. Non era nessun complotto. Ti giuro. Cosa vuoi dire? Che veramente la merciaia ha i soldi e i gioielli nella credenza?. Il primo impulso fu di dirgli che si era inventato tutto, poi guard locchio strabico di Reinoso e cambi idea: Certo che vero. Bene, se vero andiamo a fare il colpo insieme. Pepincito non poteva credere alle sue orecchie. Chiuse forte gli occhi: Dio fammi morire senza soffrire Ma che cazzo fai? Hai capito cosa ti ho detto?. Ss. Allora muoviti. Pepincito cap che non si pu morire quando uno vuole, lo segu. Non aveva via di scampo: se si negava, Reinoso avrebbe pensato che era stato un complotto e lo avrebbe ammazzato; se la signorina Solimana lo vedeva arrivare in negozio con Reinoso lui che scappava appena la vedeva avrebbe pensato che aveva raccontato a Reinoso che lei si mangiava la sorella un po per volta, come i pirati dei fumetti si mangiavano le tartarughe: prima una gamba, poi laltra. Senza ammazzarle, cos avevano sempre la carne fresca devo fargli cambiare idea: Perch non andiamo unaltra volta? Se adesso la maestra non ci vede arrivare magari sinsospettisce. Che cazzo me ne frega a me della maestra, ci andiamo adesso e basta. Se le cose stavano cos, lunica era ammazzare la signorina Solimana: Hai la statuetta? nei fumetti colpivano sempre con una statuetta. Una statuetta? Per fare cosa?. Per ammaz... per colpire la signorina Solimana. 51

Mi dispiace, lho dimenticata sul pianoforte vicino alla piscina, dove il maggiordomo porta a mio padre la colazione a base di salsicce, tacchino e torta con la panna. 19 Ostriche e campagne lo corresse Pepincito ricordando le colazioni di Isidoro Caones . Basta stronzate. Dai muoviti!. Fece lultimo tentativo: Se ci vedono in paese a questora, andranno a raccontarlo ai nostri genitori. Al mio non gliene frega un cazzo, chiudi il becco e cammina. Rassegnato, Pepincito si tolse il grembiule infangato e macchiato di sangue. Lo arrotol, lo mise nella borsa cercando di non stropicciare il quaderno. Non prendiamo la strada principale, mia madre mi vede dalla sala cucito. Va bene. Presero la stradina che passava dietro le case. Tu pensi di ammazzarla con quel coltello che hai in tasca? si azzard a chiedere Pepincito. Ma chi ammazza, pezzo di deficiente. Questo coltello io ce lho sempre. E allora con cosa pensi di colpirla?. Con cosa pensiamo, vuoi dire. Pepincito sent la voglia di vomitare, era tutto bagnato e stava gelando, in ogni caso pens che ci voleva un oggetto contundente: Passiamo da casa mia, tu rimani fuori, io prendo un oggetto contundente dallo sgabuzzino. Che cazzo un contundente?. Unarma qualsiasi. Ma sei proprio imbecille! Ti ho detto che io non voglio ammazzare nessuno. Ma no! Non unarma, volevo dire un coso qualsiasi per colpire la signorina Solimana. Arrivati davanti al trascurato giardino di casa sua, Pepincito lasci Reinoso al cancello: Rimani qua, torno subito. Non doveva fare rumore, sua madre aveva lorecchio buono. Il cagnolino lo guard e inizi a muovere la coda. Apr la porta dello sgabuzzino e appoggi la borsa per terra. Doveva trovare un oggetto contundente, nei fumetti colpivano sempre con una statuetta o con un oggetto contundente. Il martello sarebbe stato perfetto. Lavrebbe ammazzata di sicuro, ma il manico era troppo lungo per portarlo in tasca. Poi vide la boccia del nonno: Salvatore Tomasetto 1 Premio Associazione italo - argentina di bocce 1922, meglio di no. Chi gli assicurava che Reinoso non avrebbe dimenticato la boccia apposta per incolparlo. Poi si ricord che se doveva accompagnare Reinoso, la signorina Solimana lo avrebbe visto comunque lei-deve-morire non cera scelta. Poi vide il pestello della mamma. Perfetto. Non era di ferro, ma un pestello di pietra pesante lo stesso. Se lo mise in tasca. Prima di uscire aguzz lorecchio, non si sentiva niente. Guard fuori. Il cagnolino alz un orecchio, ma non si mosse. Recit un Paternostro per fare sparire Reinoso, poi usc. Reinoso non era sparito. Ma quanto ci hai messo, cretino, dammi il contundente e andiamo. Pepincito gli consegn il pestello. Reinoso se lo mise in tasca, poi gli chiese: Entriamo dal negozio o dal retro?. Dal retro, almeno non avrebbe visto subito la faccia della signorina Solimana, a quellora era di sicuro nel negozio. Per fortuna la stradina era deserta. Si fermarono davanti al cortile della merciaia, varcarono il cancello, andarono fino alla finestra della cucina. La tenda era scostata di una spanna. Guardarono dentro: seduta a tavola, la scema stava mangiando. Cosa ce ne facciamo di quella? disse Reinoso.
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Personaggio di fumetti creato di Dante Quinterno che rappresenta un famoso playboy di Buenos Aires.

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Allimprovviso Pepincito spalanc gli occhi. Cosa c adesso?. Mi venuta unidea. Che idea? gli chiese Reinoso diffidente. Io spavento la scema, si metter a urlare, si mette sempre a urlare quando mi vede. Sentendola urlare, la signorina Solimana verr di corsa. Tu ne approfitti per entrare dal negozio, vai nel retro, imbocchi il corridoio, apri la prima porta a sinistra e trovi la credenza. Dentro c il bottino. La signorina Solimana non ti vedr nemmeno. Reinoso lo guard diffidente per la seconda volta: E tu che cosa dirai alla merciaia quando ti scopre?. Le chiedo se ha bisogno che le faccia la spesa, che oggi non sono andato a scuola perch dovevo consegnare un vestito a una cliente di mia madre. Cos tutto bagnato e col labbro spaccato?. Le dico che sono caduto, che mi sono fatto male, se posso pulirmi da lei cos mia madre non mi sgrida. Reinoso lo guard. Dopotutto il verme non era stupido come sembrava: Va bene, quindi: negozio, retro, corridoio, prima porta a sinistra, salotto, credenza, bottino. Giusto, verme?. Giusto disse Pepincito, e aggiunse: Io conto fino a cinquanta cos tu hai tempo di fare il giro e metterti vicino alla porta del negozio. Poi batto sul vetro e spavento la scema. Va bene. Reinoso usc dal cortile, fece il giro, si mise vicino alla porta del negozio con la spalla contro il muro come la sera prima retro corridoio prima porta a sinistra salotto credenza bottino al vecchio non gli dico niente sicuramente dorme o a ubriacarsi al bar perch dovrei passare per casa vado direttamente alla stazione aspetto il treno di mezzog Ciao! Perch sei scappato ieri sera?. Reinoso si gir di scatto. La merciaia lo stava guardando. Dai, vieni. Non ti mangio mica. Ho appena finito di sfornare una torta al cioccolato. perch la scema non ha gridato? dov finito il verme? Cosa c? Non ti piacciono le torte?. e adesso cosa faccio? mettiamo che ieri mi stava aspettando col poliziotto nascosto dentro casa ma oggi non poteva sapere che sarei venuto di nuovo il poliziotto non ci sar mica dorme dalla merciaia... io entro mangio la torta poi vediamo La torta con la panna finita?. Ci sono tutte e due. Dai, entra. Reinoso entr. Solimana lo prese per il braccio: Vieni, andiamo in salotto. Se qualcuno fosse entrato in negozio, avrebbe sentito la scampanellata della porta. Lo fece accomodare sul sof. Reinoso diede unocchiata, vide la credenza. Il verme non gli aveva mentito dove sar finito? e se la colpisco adesso col contundente? prendo il bottino e scappo coi soldi e i gioielli posso comprare tutte le torte che voglio ma adesso ho fame quei mates di merda mi galleggiano ancora nella pancia prima mangio poi la colpisco Sistemato Reinoso sul sof, Solimana and in cucina. Marcantonia stava facendo la seconda colazione. Non il pranzo, come chiamano i ricchi il pranzo, stava facendo per la seconda volta la prima colazione. Solimana prese il vassoio pi grande dei tre vassoi di argento che si usavano per Natale, quando da loro ancora si celebrava il Natale. Mise quattro fette giganti di torta in un piatto, due al cioccolato, due alla panna. Aggiunse unenorme scodella piena di caffellatte, la zuccheriera e, per quanto li pensasse inutili, coltello e forchetta. Marcantonia, porta il vassoio al signore che c in salotto. Non spaccare niente. Chi c in salotto?. 53

Abbiamo un ospite. Un ospite?!. Gli occhietti ottusi di Marcantonia silluminarono di gioia. Andava matta per gli ospiti, da una vita non avevano ospiti. Reinoso ascoltava dal salotto. La merciaia gli dava del signore e tutto quasi quasi mi dispiace di dover colpirla dove sar finito il verme? Marcantonia non rovesci il vassoio, anzi, lo appoggi con cura sul tavolino davanti al sof. Fece un enorme sorriso a Reinoso e torn in cucina. Mentre rimango con lospite va a lavarti che usciamo disse Solimana a sua sorella, sottovoce, per non farsi sentire da Reinoso. Dove andiamo?. Parla piano che non ti senta lospite. Perch?. Non bello. Potrebbe pensare che ti devi lavare perch sei sporca. Ho capito. Dove andiamo?. Allemporio. Mi compri le carte per fare il solitario?. Certo, ma se vuoi uscire, prima di lavarti devi mettere a posto la stanza da letto. E lospite?. Non ti preoccupare, mi occuper io di lui, adesso vai. Marcantonia part tutta contenta. Si ferm un momento davanti alla porta del salotto. Guard dentro che bello avere di nuovo un ospite! Mand un bacio con la mano a Reinoso che, impegnato con la testa dentro la scodella, non fu in grado di ricambiare. Poi part sparata a mettere a posto la stanza da letto. Dopo tanto tempo Solimana la portava a spasso che bello che bello che bello Solimana aspett tre minuti, poi and a vedere a che punto fosse arrivato Reinoso con la colazione. Reinoso aveva svuotato la scodella, finito lultima porzione di torta, e fatto il primo rutto. Solimana chiuse a chiave la porta del salotto, fece il giro del sof, gli si mise dietro. Appoggi una mano sulla spalla di Reinoso. Reinoso sirrigid. Stai tranquillo Amilcar, siamo soli. Togliti la giacca gli disse, chiedendosi se fosse il termine appropriato chiamare giacca quel cencio sporco. Reinoso fece il secondo rutto, ma non si mosse. Guardami. Reinoso si gir, la guard con locchio strabico oddio com brutto Stai tranquillo, nessuno pu entrare, ho chiuso a chiave capisci?. Reinoso era disorientato. Nessuno si era mai rivolto a lui in quel modo comunque io non mi tolgo niente Ascoltami: io sono una donna, tu sei un uomo, capisci cosa voglio dire?. Certo che capiva, capiva che era uno stronzo. Una cos, vecchia, ma senza una ruga, che da vicino era bellissima, se la poteva sognare. Cos o diversa, altrimenti non sarebbe sempre stato a martoriarsi laffare in quel modo. Le cose stavano andando per le lunghe, pens Solimana. Marcantonia non sarebbe rimasta per molto in camera, con la fretta che aveva di uscire. Lavarsi da sola era fuori questione, avrebbe combinato un macello. Decise di accorciare i tempi. Fece di nuovo il giro del sof, si sedette vicino a Reinoso. Facciamo cos: io denudo te, tu denudi me. Ti va?. Caffellatte, torta, quella meravigliosa vecchia pi il bottino che lo stava aspettando nella credenza, Reinoso pens di star sognando, ma non si mosse. 54

Dai che ti aiuto io. Solimana inizi a togliergli la giacca poi mi lavo le mani Cosa hai messo nelle tasche che sono cos pesanti?. merda! il contundente Reinoso le strapp la giacca dalle mani. Scusami, non volevo impicciarmi nelle tue cose. nervoso devo metterlo a suo agio Non essere cattivo con me, togliti la camicia, mi piace vedere come ti spogli. Reinoso continuava a star fermo. Si sarebbe messo nudo da un pezzo, ma la canottiera era tutta un buco. Non ti preoccupare per i vestiti se non sono nuovi, minteressi solo tu, non i tuoi vestiti. Capisci?. Erano le parole che Reinoso stava aspettando. Si decise. Via la camicia, via la canottiera tutta un buco. Poi si ferm. Anche i pantaloni. Reinoso rimasse un attimo fermo. Non aveva le mutande. Ma dai, fammi vedere. posso far finta che mi tolgo tutto assieme Reinoso si tolse i pantaloni. A questo punto si era completamente dimenticato del bottino. Solimana guard quel corpo giovane e ben fatto forse un po magro la fame anche ben sviluppato ma... perch cos moscio? strano con me gli uomini reagiscono Hai freddo?. Reinoso non rispose. Che cosa ti succede? Non dirmi che non sei mai stato con una donna?. certo! fanno la coda davanti al rancho questa mi sta rompendo se continua cos prendo il contundente e la facciamo finita con questa storia del cazzo In quel momento si sent la scampanellata del negozio. Aspetta che torno subito. Solimana usc lasciando la porta aperta. Reinoso rimase nudo in mezzo al salotto. Fame non ne aveva pi, che cazzo faceva nudo come un coglione con il bottino che lo stava aspettando? Prese il contundente dalla giacca, non si sa mai, si avvicin alla credenza, lo appoggi per terra. Studi la credenza: due ante sopra, due sotto, una zona libera in mezzo con una statua di un uomo nudo senza laffare. Apr le ante superiori. Nessun bottino. Solo piatti, tazzine e bicchieri. Prese la statua delluomo nudo. Aveva laffare ma piccolissimo. Lo pos dovera prima. Si chin, apr le ante inferiori, era pieno di tutto: scatole, scatolette, fascicoli dove cazzo sar il bottino? Inizi ad aprire scatole, allimprovviso sent un terribile dolore alla testa, potentissime luci arancioni gli ballavano davanti agli occhi. Poi niente. La vedova Manch, cuffie nelle orecchie, si stava limando le unghie. Ristabilite le linee, dopo la tormenta di Santa Rosa cera stato un po di movimento, poi la telefonata della merciaia al macellaio per dirgli che il garzone aveva cercato di violentarla il macellaio il garzone il marito della sarta cosa avr quella che tutti le vanno dietro poi basta. Niente di niente. Si teneva in vita grazie alle telefonate della parrucchiera. La domenica chiamava sua cugina di G. per farle il resoconto della settimana. Lo squillo la sottrasse ai suoi pensieri speriamo che sia qualcosa dinteressante Era la merciaia. Si ricord dei tempi in cui la merciaia aveva il fidanzato. 55

Bei tempi! Che conversazioni! Pi di una volta aveva rimpianto di non avere a portata di mano la buonanima di suo marito, ormai al cimitero. Con che numero vuole parlare? chiese facendo finta di non sapere da dove provenisse la chiamata. che imbecille! un giorno o laltro le dico che perfino i bambini sanno che ascolta le conversazioni Sono Solimana Paganini, mi chiami la polizia per favore. entrato un ladro in casa mia. Oh mio Dio! ferita, signorina Solimana?. No. Si sbrighi per favore. Cosa stava succedendo? Perch la merciaia parlava a voce cos bassa? E cosera tutto quel baccano? Che le linee fossero disturbate? No, lei conosceva il rumore delle linee disturbate. Chiamo la polizia di P.?. Veda lei, basta che qualcuno venga a prendere questo fetente. Clic. Pepincito era a letto, coperto fino agli occhi. Quando sua madre lo aveva visto arrivare bagnato fradicio, con il fiatone e il labbro sanguinante, era quasi svenuta: Madonna santa! Cosa ti successo?. Reinoso mi ha picchiato. Perch ti ha picchiato?. Non lo so, mamma, Reinoso picchia tutti. Ti ho detto mille volte di non avvicinarti a quello!. E chi si avvicina? Stavo andando a scuola e mi ha preso da dietro, non lho neanche sentito arrivare. Non ci credo. Perch? Pensi chi io mi metta a provocare uno come Reinoso?. Vabb, adesso vieni qua che ti pulisco la ferita sua madre gli aveva disinfettato la ferita con lalcol. Dal dolore era quasi svenuto. Adesso ti cambio i vestiti, ti preparo un po di latte caldo, poi ti metti a letto. Stava bevendo il latte quando allimprovviso si era sentito il suono di una sirena. A Palo Santo il suono di una sirena, di qualsiasi natura, non si era mai sentito. Vado a vedere che cosa sta succedendo, non ti alzare capito?. La signora Fernndez usc. Tutti si erano riversati nella strada. Guard verso la macelleria. Il signor Andreani era fuori con Tiko che, sentendo il rumore della sirena, aveva abbandonato momentaneamente la toppa. Antonio il signor Andreani si chiamava Antonio, quindi lei lo chiamava Antonio cos successo. Non lo so. Sembra che davanti al negozio delle sorelle Paganini ci sia la macchina della polizia disse Tiko. La polizia? Oddio che paura!. Il signor Andreani rientr nella macelleria se hai paura tornatene a casa Ormai quella non la poteva pi vedere. e se ne approfitto per prendere la carne? Pepincito non pu venire poi vedo come mi riceve di aspetto sono a posto si era data il rossetto. Prima che arrivasse suo figlio e che arrivo pensava proprio di andare dalla merciaia. Meno male che non cera andata, la polizia e i soldati le mettevano paura. Aveva ricevuto una 56

lettera dallItalia. La sorella di sua madre diceva che stavano capitando delle cose orribili lass. Entr nella macelleria: Visto che ormai sono uscita, ne approfitto per prendere un chilo di bollito. Il signor Andreani tagli la carne senza chiederle come volesse quel maledetto bollito, non le diede neppure il pezzo di coda che regalava a tutti i clienti. Pes la carne, arrotol tutto nella carta, le consegn il pacco. Per la fretta sono uscita senza soldi. Puoi passare a prenderli da me quando vuoi gli disse, accentuando quel quando vuoi. Non importa, poi mi manda suo figlio. Ormai non cera niente da dire, la signora Fernndez usc osservata con malizia da Tiko. Lui aveva sentito tutto dal marciapiede puoi passare da me quando vuoi? anche questa interessata al macellaio ma cosa ha quello? luccello doro? alcuni tanto altri niente vabb un cesso cos se lo tenga pure Arrivederci Tiko. Arrivederci signora Fernndez. Come va il bambino?. Parliamo daltro. La signora Fernndez guard verso la merceria, vedeva una macchina parcheggiata, ma non si distingueva nientaltro. In quel momento stava arrivando il garzone della macelleria: Hanno tentato di rubare dalla merciaia disse rivolgendosi un po a tutti. Sai qualcosaltro? gli chiese la sarta. Solo quello, non lasciano avvicinare nessuno. La signora Fernndez entr in casa e chiuse la porta. Della merciaia non gliene fregava niente, del macellaio s. Era stato troppo freddo, come mai se si era confidato con lei riguardo alla figlia? lo avr scoperto la moglie quella una strega chiss che testa gli avr fatto Cosera quella sirena, mamma?. il bambino! mi sono dimenticata del bambino and di corsa in camera: Era la polizia di P. Hanno cercato di rubare nel negozio della merciaia. morta? chiese Pepincito alzandosi di scatto. Chi?. La signorina Solimana. E perch dovrebbe essere morta?. Bo... dicevo cos per dire. Si coric di nuovo, pensando che doveva fare attenzione prima di parlare. La polizia non mi piace, ma quasi quasi ne approfitto per denunciare quello stronzo di Reinoso. Se la polizia venuta a prenderlo, lascia stare. E chi ti ha detto che stato Reinoso?. ecco, di nuovo! perch non imparo a star zitto Lho detto cos per dire, magari dopo avermi picchiato ha deciso di continuare a fare cattiverie. La signora Fernndez guard preoccupata suo figlio. Quel bambino non stava bene appena avr un minuto di tempo lo porto da doa Mara Allimprovviso Pepincito sent una fortissima botta al cuore: il pestello!!! Mamma non andare! Magari il ladro ha preso la signorina Solimana come ostaggio!. La signora Fernndez sospir preoccupata. Oltre che portarlo da doa Mara, doveva bruciargli tutti quei fumetti quando finisco coi lavori del matrimonio vado anche dal pazzo Echeverry deve smettere di dargli quei maledetti fumetti che lo rintronano ancor di pi Stai tranquillo. Vado e torno. Il risveglio di Reinoso nel salotto della signorina Solimana non fu un bel risveglio. 57

Era nudo, per terra, la merciaia gli stava puntando una pistola in mezzo agli occhi. Non ti muovere o ti faccio saltare le cervella. Alzati. Reinoso si alz. La merciaia non gli sorrideva pi, anzi, sembrava incazzata nera. Alza le braccia. Reinoso alz le braccia. Girati. Reinoso si gir. Adesso siediti. Reinoso si sedette. Alza i piedi. Reinoso ebbe paura laltra scema questa matta sono stato un cretino dovevo colpirla prima dove sar finito il verme? nessuno deve sapere che quel moccioso mi ha preso per il culo Alza i piedi, ti ho detto, o sei sordo?. Reinoso appoggi la schiena contro il sof e alz i piedi. La pazza gli stava guardando attentamente la pianta dei piedi. Adesso vestiti. Reinoso inizi a vestirsi. Not la giacca leggera. Coltello e contundente erano sul tavolino di vetro al posto delle delizie che aveva mangiato. Non cera pi il vassoio, che fosse stato un sogno? Rimani seduto, non ti muovere. Reinoso non aveva lorologio, ma gli sembr che il tempo si fosse fermato. La merciaia continuava a puntargli contro quella fottuta pistola. Poi sent le sirene. Cosa voleva dire? Si sentivano sempre pi forte. Alla fine smisero di suonare. Smisero di suonare perch erano davanti alla casa della merciaia merda! non sar la polizia? Era la polizia. La merciaia si alz. Sempre tenendolo sotto tiro con la pistola, and fino alla porta, tolse il chiavistello, apr: Venite di qua disse rivolgendosi a delle persone che dal sof Reinoso non riusciva a vedere. Poi li vide: erano due poliziotti in divisa e un altro vestito da civile. Quelli guardarono la credenza spalancata, i fogli sparpagliati per terra, le scatolette scoperchiate. A Reinoso non sembrava di avere fatto tanto casino. Buongiorno signora... . Signorina, signorina Solimana Paganini. Piacere, signorina Paganini. Sergente Mancuso, ai suoi ordini. Il sergente le present gli altri: Agente Prez, assistente Bonetti. Poi guard interrogativo la pistola che Solimana teneva in mano. Ce lho per difendermi, sono una donna sola; comunque denunciata, posso farle vedere il permesso. Non si disturbi e, rivolgendosi allagente: Prez, vada fuori e non lasci avvicinare nessuno. Poi guard Reinoso: Bel lavoretto hai combinato. Questo niente, vada a dare unocchiata nel negozio. Io nel negozio non ci sono andato chiar Reinoso. Stai zitto se non vuoi che ti spacchi la faccia gli disse il sergente per metterlo un po a suo agio. Aveva del denaro? chiese il sergente rivolgendosi alla merciaia. Reinoso rizz le orecchie. Si figuri! Marted e venerd passa il ragazzo dellemporio. Gli consegno i soldi - se ci sono, perch questo un negozio piccolo e lui li porta in banca con gli incassi degli altri esercizi commerciali. 58

Senza custodia?. Lo accompagna il poliziotto che ci hanno mandato da G.. Come mai, se avete un poliziotto, ha chiamato noi?. Non cera, oggi marted. Giusto, mi scusi, poi aggiunse: Magari ha cose di valore, dei gioielli. Reinoso divent un enorme orecchio. Manco uno, in famiglia siamo allergici ai metalli, ai non metalli e ai semimetalli. bastardo! appena vedo il verme lammazzo quella parlava difficile, ma lui aveva capito che l, di gioielli non ce nerano. Poi pens con amarezza che probabilmente non avrebbe pi visto il verme. Il sergente Mancuso non era molto esperto in questione di metalli. Cambi argomento: Cosa sono questi? chiese guardando il coltello e il pestello che erano sul tavolino di vetro. Li aveva in tasca rispose Solimana, facendo segno con il capo verso Reinoso. Come mai il signorino aveva queste cose in tasca?. Il coltello mio, ma il contundente di Fernndez. Perch chiami contundente un pestello?. merda! due sbagli assieme non dovevo nominare il verme mi chiederanno cosa centra manco sotto tortura dico che mi sono lasciato incastrare da un moccioso scemo meglio il riformatorio che far la figura del fesso e poi questo coso che non ho mai visto in vita mia non si chiama neanche contundente chiss cosa vorr dire contundente lo sapevo che era una trappola qua centra la macellaia Per il momento decise di rimanere zitto. Vabb, parlerai poi. E chi sarebbe questo Fernndez?. Pepincito Fernndez, un mio compagno di scuola. Non sei un po grandicello per andare ancora a scuola? disse il sergente con un sorriso strafottente. Reinoso non rispose. Va bene, lasciamo stare. Parlami di questo Pepincito Fernndez. Lui non centra. Il contund... questo coso qua lho preso io dallo sgabuzzino di casa sua. Ah! Sei andato a rubare anche l?. No, me lha dato una volta che sono andato a trovarlo. E perch ti ha dato il pestello, a casa tua cucini tu?. Reinoso non capiva cosa stesse dicendo quel poliziotto stronzo, cap invece che era stata tutta una trappola orchestrata dalla macellaia non devo pi parlare Sar meglio far venire questo Pepincito Fernndez. Non necessario, signor sergente intervenne Solimana: un ragazzino adorabile. Sua madre lavora tutto il giorno come una disgraziata, non il caso di preoccuparla. Rispondo io per lui. Quel bambino non centra niente con questa faccenda, men che meno con questo malandrino. Ho capito disse il poliziotto. ecco come lo difende erano tutti daccordo allimprovviso si ricord della torta. Si figuri signor sergente, far entrare uno cos in casa mia per offrirgli torta e caffellatte!. Lo chieda alla scema, disse Reinoso. Il sergente Mancuso guard interrogativo la signorina Solimana. Mia sorella soffre di disturbi psichici, pu chiedere conferma al dottor Sabattini di P. Adesso dorme. sotto gli effetti dei tranquillanti. Ha passato una brutta notte, si addormentata allalba. Se fosse proprio necessario, potrei provare a svegliarla . Si figuri, la ferm il sergente: Non proprio il caso. A questo punto, Reinoso decise di non parlare pi; se avesse raccontato che quella voleva farselo, i poliziotti si sarebbero spanciati dalle risate. Ha qualcuno con cui lasciare sua sorella? Dovrebbe accompagnarci in Commissariato per la deposizione disse il sergente Mancuso rivolgendosi a Solimana. 59

Dovrei svegliarla e portarla con me. Non rimane con nessuno, chiss che baraonda potrebbe combinare. Manco a farlo apposta, siniziarono a sentire dei colpi fortissimi come se stessero sfondando una porta. Solimanaaa la mamma gi andata via?!. mia sorella. Si svegliata. Mi sta chiedendo di nostra madre, si figuri che morta da dieci anni. Vengo subito. Vada vada, frattanto do unocchiata al negozio. E non si preoccupi, far trascrivere la sua dichiarazione dallassistente, cos la firma e si evita il disturbo di accompagnarci. Signor sergente, non sa quanto le sono grata disse Solimana andando verso la stanza da letto. Prese la chiave che aveva in tasca. Apr: Ti avevo detto di aspettare fin quando non fosse andata via la mamma. Sono venuti i poliziotti. Perch?. Perch la mamma ha iniziato a spaccare tutto. Perch?. diventata gelosa perch parlavo con lospite. Se qualcuno ti chiedesse non dire che ha fatto collazione da noi. Tu non lo hai mai visto. Intesi?. Perch?. Perch la mamma diventer gelosa e si arrabbier con te. Vuoi che la mamma ti prenda di nuovo per il collo?. Noo!. Quindi rimani qua, appena va via la mamma, ti apro. Capito?. Solimana chiuse la porta a chiave e torn in salotto. Quando lassistente fin il rapporto glielo consegn: Per cortesia lo legga, se daccordo, la prego di firmare. Solimana lesse attentamente. Poi firm e gli consegn il foglio. Bene. Noi togliamo il disturbo disse il sergente Mancuso. E a Reinoso: Dai! Alzati che andiamo. Mi scusi sergente, non potrebbe lasciarmi il pestello? Chiss quanto lo avr cercato la povera signora Fernndez. be con o senza pestello questo finisce male Tenga. La ringrazio disse Solimana prendendo il pestello e mettendoselo in tasca. Salut i tre uomini senza guardare Reinoso in faccia, ma sent gli occhi del ragazzo fissi su di lei mentre le passava davanti. Finalmente erano andati via tutti. Solimana diede un profondo sospiro. Che mattinata infernale! Quando aveva lasciato Reinoso nudo, era convinta che sarebbe rimasto ad aspettarla fino alleternit. Si era sbagliata. Tornando in salotto, dopo aver servito la figlia del capostazione, che voleva un paio di calze, dal corridoio aveva visto Reinoso di schiena sempre nudo intento a svuotare la credenza. Apriva le scatole e le buttava per terra come stesse cercando qualcosa. Senza fare rumore era andata in cucina, aveva preso la padella con la quale la mamma friggeva 20 le empanadas . Pesava un quintale. Proprio quel che ci voleva. Era tornata subito in salotto. Reinoso continuava inginocchiato e molto concentrato le sue ricerche. Dallalto il colpo era stato fenomenale. Con un Reinoso privo di sensi disteso per terra, era andata in camera. Marcantonia stava finendo
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Fagottino di pasta ripieno di carne a forma di mezzaluna, tipica dellAmerica Latina.

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di mettere a posto. Rimani in camera. venuta la mamma a trovare lospite, se non vuoi che la mamma ti scopra rimani qua. Aveva lasciato una Marcantonia con gli occhi a palla, chiusa a chiave, poi era andata nel negozio a telefonare alla polizia. Mentre parlava con la telefonista, un po con la mano libera, un po a calci, aveva rovesciato tutto quello che poteva. Dopo aver preso la pistola da sotto il banco, rientr nel salotto. Reinoso stava tornado in s il vassoio maledizione! And di corsa a metterlo sotto il lavandino, dietro alla tendina che copriva le pentole. Torn indietro. Reinoso era seduto per terra, si massaggiava la testa. Poi tutto era andato per il suo verso. Allimprovviso Solimana si ricord di Marcantonia. And in camera: Puoi uscire adesso disse a sua sorella aprendo la porta. La mamma andata via?. S. Dai. Vieni. E lospite?. Anche lui andato via. Inizia a mettere a posto il salotto senza rompere niente, io vado in negozio. Non dovevi portarmi allemporio? chiese Marcantonia con uno sguardo bovino - deluso. Ormai chiuso, ti porto unaltra volta. Non voglio unaltra volta. Voglio adesso, voglio adesso, voglio adesso!. Guarda che se continui a urlare torna la mamma. Marcantonia smise immediatamente di urlare e si mise a piangere. In quel momento aveva sentito la scampanellata del negozio. And ad aprire. Era la sarta. Quando la signora Fernndez era uscita da casa per denunciare Reinoso, la macchina della polizia stava partendo. Anche se si fosse messa a correre non lavrebbe raggiunta; anche se si fosse messa a urlare la polizia non lavrebbe sentita; nemmeno se avesse fatto dei segni lavrebbero vista, ormai la strada si era prosciugata e la nuvola di polvere alzata dalla macchina lo avrebbe impedito. Se avesse avuto un altro marito, non sarebbe lei a doversi preoccupare di tutto. Non era mai stato di grande aiuto, ma ultimamente era proprio come se non esistesse. Era diventato strano, si lavava persino tutti i giorni poi far un salto dal vecchio Reinoso una minaccia e basta comunque dalla sarta devo andare lo stesso a prendere la cerniera Entr nel negozio, era tutto sotto sopra, la merciaia non cera. Aspett mezzo minuto, poi sent i passi. Buongiorno signora Fernndez. Buongiorno signorina Solimana. vero che volevano derubarla?. S. Non vede il casino che ha combinato il ladro. E chi stato?. Reinoso. La sarta rimase a guardarla a bocca aperta. Quel ragazzaccio che vive nel rancho del fondo. Ha presente? e siccome la sarta continuava a guardarla con la stessa faccia rintronata del figlio, Solimana aggiunse: Va con Pepincito a scuola, non mi dica che non lo conosce?. Appena fu in grado di rispondere, la signora Fernndez le disse di s, che lo conosceva, poi, con aria di avere fretta, le chiese una cerniera bianca lunga trenta centimetri. Pag, salut e si avvi verso luscita. Aspetti. e adesso cosa vuole questa si gir, vide che la merciaia si portava una mano alla tasca. 61

Tenga. Ce laveva Reinoso quando lha perquisito la polizia. La signora Fernndez rimase impietrita guardando il suo pestello. E suo vero?. Direi proprio di s. Non capisco... . Magari Pepincito sa qualcosa... disse la merciaia, con un sorriso che alla signora Fernndez non piacque per niente. Prima che quella la fermasse unaltra volta, apr la porta e usc. Doveva fare una lunga chiacchierata con suo figlio. Il giorno dopo il tentativo di rapina ai danni della signorina Solimana mercoled 8 settembre era una settimana tonda da quando la signora Andreani aveva rinchiuso sua figlia a dieta ferrea. Contrariamente alle previsioni, Pagnottina non si era mai lamentata. Quando a mezzogiorno e venti la macellaia rientr dal lavoro, senza nemmeno togliersi il grembiule, and dritto nella camera di sua figlia. Era curiosa di vedere i risultati. Apr la porta. Pagnottina era seduta sulla sponda del letto. Alzati. Pagnottina si alz. A prima vista non si vedeva nessuna differenza, ma in quella massa amorfa chi poteva notare qualcosa? Dai! Vieni che andiamo a pesarci. Pagnottina la segu fino al magazzino strascicando i piedi. Sua figlia aveva il dono dirritarla, questa volta la ignor. Non voleva rovinarsi la giornata. Da quando aveva saputo che Reinoso era stato portato via dalla polizia il suo umore era ottimo: mai pi quel negro rognoso fra i piedi. Arrivarono al magazzino. Pagnottina sal sulla bilancia. La signora Andreani inizi a trafficare con il peso. Non era una bilancia precisissima, era una bilancia a bascula per pesare i sacchi. Sacchi di mais, di patate, di quel che vuoi, ma non per pesare le persone, anche se sua figlia assomigliava di pi a un sacco di patate che a una donna. Prov il peso al numero settanta. Niente. Lo sapeva gi, sua figlia si avvicinava piuttosto agli ottanta. Inizi a spostare il peso. Settantasei. Niente. Quando arriv a settantanove inizi a sentirsi le guance calde. Ottanta. Niente. La bascula rimase ferma al numero ottantadue ottantadue! Dopo una settimana di dieta sua figlia non aveva perso un grammo, in compenso ne aveva acquisiti duemila. Secondo le sue conoscenze tecniche, duemila grammi equivalgono a due chili. La settimana scorsa, la prova del cappotto era saltata perch aveva preso tre chili, se la matematica non era unopinione, adesso di chili in pi ne aveva cinque. Che cosa ho fatto io nella vita per meritarmi questo, vuoi dirmelo stronza che non sei altro?. Pagnottina rimase tranquilla guardando le travi del tetto. Non aveva intenzione di rispondere, se la vacca voleva picchiarla che la picchiasse vedrai fra un po che bella sorpresa ti aspetta Chi ti ha dato cibo di nascosto? Vuoi dirmelo pezzo di rinoceronte?. Silenzio. calmati Mara Anglica non permettere che questa stronza ti rovini la vita Sai che nemmeno oggi potremmo andare dalla sarta?. Silenzio. 62

Bene. Sai cosa faccio? Ti chiudo di nuovo in camera. Non uscirai nemmeno per andare in bagno. Piscerai e deporrai nello stesso vaso. Pagnottina si limit a rispondere: Non rompere e con la solita sbuffata. Come risposta ricevette due schiaffi: uno con il palmo, laltro con il rovescio. Adesso seguimi, questa volta non mi fotti. Pagnottina la segu verso casa massaggiandosi le guance stai tranquilla che ti fotto lo stesso La signora Andreani chiuse sua figlia a chiave, per quanto lo avesse gi fatto mercoled scorso, poi torn nel magazzino. Cinque minuti dopo aveva parte del necessario. Rientr in casa. And in camera, mise una sedia contro larmadio. Con non poca fatica ci sal sopra. Doveva esserci un rotolo di carta da pacchi eccolo! Scese facendo attenzione a non cadere. And fino alla scrivania del salotto, prese un vasetto di colla del primo cassetto. Era un po secca, ma poteva andare per il resto devo aspettare il pomeriggio che arrivi quello stronzo Era sicura che il garzone centrasse in quella storia. Dalla rabbia mangi malissimo. Sua figlia laveva lasciata a digiuno quella in corpo ne ha riserve di cibo per un mese Alle quattro spaccate usc nel cortile: Miguel Angel!. Mi dica signora Andreani, scatt il garzone. Prendi questo e seguimi. Il garzone prese al volo la catena e il lucchetto che la padrona gli aveva lanciato prima che gli finissero in piena faccia che cavolo le prende a questa? Si fermarono davanti alla finestra della camera di Pagnottina. Lega le persiane con questa catenella e metti il lucchetto. Il garzone lavorava senza chiedere niente. Ecco fatto signora. Dammi la chiave. Il garzone le consegn la chiave. Mi scusi signora se mi permetto... . Prego. Secondo me, se viene un ladro taglia questa catenella come niente. Se viene un ladro e taglia questa catenella come niente, tu perdi il lavoro, ti denuncio e vai in galera. Poi gli consegn la carta da pacchi e la colla: Adesso incolla tutto attorno alle persiane, appiccica questo foglio di carta in modo che non si possa nemmeno infilare una fetta di mortadella. Capito? Incolla bene che non lo porti via il vento. E se piove signora Andreani?. Se piove ti fai una sega, dai muoviti! sarai furbo ma te ne manca ancora Poi and a bussare nella cucina di Tiko. Sent il vecchio che si avvicinava trascinando la gamba. Buongiorno signora Andreani, come va?. Di merda, ascolti Tiko, devo chiederle un favore. Se per caso vedesse qualcuno, mio marito incluso, che porta da mangiare a mia figlia, me lo faccia sapere. Intesi?. Ma certo signora Andreani. Stia tranquilla io non faccio la spia di nessuno sei la mia locataria mica la mia padrona Ah! Mi dimenticavo, se per caso fa il furbo, dico a mio marito della toppa, arrivederci. La notizia del tentato furto da parte di Reinoso ai danni delle povere sorelle Paganini provoc diverse reazioni fra gli abitanti del paese. Tiko, che viveva dietro la toppa aspettando di veder comparire di nuovo la merciaia, si capisce che dopo laccaduto non sarebbe pi uscita allalba da sola, era un tantino gi. Alla futura sposa, il fatto non fece n caldo n freddo. Lei viveva aspettando la domenica per 63

ricevere il futuro sposo in salotto e per il giorno del matrimonio, ne mancavano ancora due di domeniche. Tanto la signora Andreani era contenta perch finalmente si era tolta Reinoso dai piedi, tanto il garzone della macelleria era seccato. Non per la sorte di Reinoso, a lui di quel negro lercio non gliene fregava niente. La sua seccatura riguardava la merciaia. Quella puttana rizzacazzi lo aveva lasciato imbestialito. Gliela aveva fatto luccicare regalandogli un bacio con tanto di lingua fino alle tonsille, per poi telefonare al signor Andreani, dicendogli addirittura che lui aveva cercato di violentarla. Glielo aveva confidato Tiko, in segreto. Lo aveva saputo dallo stesso macellaio, cos gli disse. A questo punto si era fatto un piano ben preciso: sbattere davanti e dietro quella troia puntandole un coltello alla gola, ma ecco che quel negro deficiente aveva avuto lidea di andare a rubare proprio dalla merciaia. Il poliziotto del paese stava tutto il giorno attorno al negozio, faceva anche il giro della casa e, la sera, quella stronza si sprangava dentro perch aveva paura. Certo che alla fine il poliziotto se ne sarebbe andato, quella non era il presidente della repubblica, ma al minimo rumore sconosciuto avrebbe telefonato alla polizia. Era meglio se la togliesse dalla testa. Solo che un conto dire, un altro fare. Non facile togliersi dalla testa quelle due tette da sballo. In pi la cosa peggiore aveva fatto una figura di merda con il padrone. Riguardo al padrone, lui ne aveva dei piani ben precisi. Non poteva rischiare di mandare tutto a monte, quindi: quando gli veniva in mente la merciaia e luccello si metteva a disturbare se lo doveva prendere a schiaffi. Che lui stesse sui coglioni al macellaio, lo sapeva da sempre, ma dopo la telefonata di quella puttana lo guardava ancora pi storto guarda storto che ti fotter lo stesso, so io come Il pi sconvolto di tutti per i fatti accaduti fu, per, Pepincito. Aveva cercato con tutti i mezzi, senza riuscirci, dimpedire che sua madre uscisse per denunciare Reinoso senza riuscirci, cos era rimasto a friggere nel letto aspettando che lei tornasse con chiss quale notizia. Si aspettava il peggio e non aveva scartato lidea di uccidersi. Ma come? Se gi per farsi andar via la memoria con una martellata sulla testa non ce laveva fatta, figuriamoci uccidersi, poi non sopportava il dolore. Per il momento aveva deciso di non uccidersi. Era a letto, assalito da questi brutti pensieri, quando si ricord della borsa con il grembiule sporco. Laveva lasciata nello sgabuzzino quando era andato a cercare un oggetto contundente per colpire sperando di ammazzare la signorina Solimana. Si alz di scatto, and a prendere la borsa e la lasci fuori, vicino alla porta in modo che sua madre pensasse che laveva buttata per terra quando era arrivato di corsa. Poi si ricord del cane scemo, magari gliela prendeva e veniva fuori un casino. Di casini ne aveva gi abbastanza. La mise per terra vicino alla porta, ma dentro casa. Torn a letto chiss come saranno andate le cose Dio gli aveva mandato lidea giusta proprio mentre, con Reinoso, vedeva dietro il vetro la scema che mangiava. Strano, perch ultimamente Dio sembrava sordo. Fatto sta che Dio gli aveva fatto capire che ormai il problema non era pi quello di uccidere la signorina Solimana, ma non farsi vedere da lei. Cos, quando Reinoso lo aveva lasciato per andarsi a piazzare vicino alla porta del negozio, invece di contare fino a cinquanta, si era messo a correre come un disperato senza guardare indietro fin quando non raggiunse la sala cucito. Come fossero andate le cose, lo avrebbe saputo appena sua madre fosse tornata. Manco a farlo apposta, sent aprire la porta dellingresso. Il cuore inizi a pulsare forte, i battiti gli rimbombavano nelle orecchie. Simbacucc nelle coperte fino agli occhi, fece finta di dormire. Sent sua madre entrare nella stanza, poi uscirne. Prima o dopo doveva affrontarla, meglio dopo. Invece fu prima, per la precisione venti secondi dopo, quando torn in punta di piedi e lo becc 64

con gli occhi spalancati. Ahhh! Ci siamo svegliati!. Pepincito cerc di assumere laria pi addormentata che poteva. Sua madre non sembrava convinta. Sei un indovino sai? stato proprio Reinoso a voler derubare la merciaia. Pepincito si rilass, la mamma si era bevuta la storia del suo intuito. Si agit alla seconda demanda: Tu non centri niente in questa storia?. A Pepincito non piacque quel tono di voce e nemmeno lo sguardo: No. Se tu non centri, vuoi dirmi cosa significa questo?. Pepincito vide che sua madre si portava la mano alla tasca destra e tirava fuori qualcosa: il pestello! Era la fine. Chiese aiuto al suo cervello, lo trov enorme, vuoto e silenzioso. Dio lo aveva abbandonato di nuovo. Sai chi me lha dato?. Pepincito tent di rispondere, la voce era sparita. Fece di no con la testa. La merciaia. la signorina Solimana sapeva!!! per farglielo capire gli aveva restituito il pestello dandolo a sua madre ma cosa sapeva? lei lo aveva avvertito: se parli ti taglio la gola se in pi sapeva che era stato lui a mandare Reinoso per ucciderla e derubarla non voleva pensare cosa gli avrebbe fatto Allimprovviso sua madre incominci a ondeggiare. I tratti del viso si deformavano, era orribile, poi limmagine di sua madre inizi a sbiadirsi, stava scomparendo... La mamma lo stava scrollandolo per svegliando. Avrebbe fatto tardi a scuola, la maestra si sarebbe arrabbiata, ma perch sua madre aveva quella faccia spaventata? Mi alzo subito mamma. Ma stai l. Sua madre aveva perso il lume della ragione? Lo svegliava a spintoni poi voleva che continuasse a dormire Cosa ti successo? Sei svenuto. Madonna santa che spavento!. Allimprovviso Pepincito si ricord di sua madre che ondeggiava, poi guard il pestello. La signora Fernndez vide che suo figlio incominciava ad assumere la solita espressione da pazzo. Pepincito non aver paura, se mi racconti tutto non ti picchio. Che sua madre lo picchiasse era il meno. La cannibale gli aveva mandato il pestello per ricordargli che era nelle sue mani. Dire la verit era escluso. Nessuno avrebbe creduto che la signorina Solimana fosse una cannibale a cominciare da sua madre, che sarebbe andata subito a dire al pazzo Echeverry di non dargli pi i fumetti. Lunica era chiudersi in casa per sempre per come faccio se devo andare a scuola e dalla vedova Manch? altrimenti dovrei suicidarmi ma come? il dolore non lo sopporto quindi non penso ammaz ... Pepincito! Mi stai ascoltando? Ti ho detto che se mi racconti tutto non ti picchio. Pepincito torn alla realt. Non ne poteva pi di tutta quella faccenda, doveva dare una spiegazione a sua madre: Mamma, vuoi sapere la verit?. Certo amore. Reinoso voleva che lo accompagnassi a rapinare la signorina Solimana. Io non volevo, per quello mi ha picchiato, poi sono riuscito a scappare. Not che sua madre lo guardava con tenerezza. Che bello era essere guardato cos dalla mamma. Da quanto tempo che non lo guardava in quel modo? Non lo guardava cos da quando lui aveva scoperto la cannibale. Poi erano iniziati gli incubi, i pianti notturni e via dicendo. 65

Lo sguardo tenero dur poco: E come mai il mio pestello finito dalla merciaia?. Come mai il pestello era finito dalla merciaia?: Quando sono scappato, Reinoso mi ha inseguito fino a casa, si vede che appena sono entrato si infilato nello sgabuzzino e lha preso. E come mai il cane non ha abbaiato?. Come mai il cane non aveva abbaiato: Il cane non cera, se lo sar portato pap. Figurati se tuo padre si porta dietro quel cane deficiente. Sar scappato. Dovr legarlo altrimenti finisce che qualcuno gli da il boccone. La signora Fernndez guard suo figlio con tenerezza, si avvicin e lo baci sulla fronte. Pepincito sent un dolce calore scorrergli per le vene. Poi sua madre lo fiss preoccupata adesso cosa c? Ti ha visto qualcuno?. Non credo. Bene. Facciamo cos, se qualcuno ti chiede qualcosa di tutta questa storia, tu non ne sai niente, capito?. Va bene mamma. Sua madre spar nella sala cucito. Laveva convinta. Doveva essere contento, invece no: la cannibale non era morta, in pi cera Reinoso. Aveva parlato? Che cosa aveva detto? Se aveva raccontato alla polizia che era stato lui lideatore del piano per derubare e ammazzare la signorina Solimana, lo avrebbero accusato di essere il mandante del tentato furto con scasso e dellomicidio volontario, cos anche lui sarebbe finito nel riformatorio la mamma ha ragione: che vita di merda! La premeditazione da parte del minore per quanto avesse dichiarato che era stata la donna a farlo entrate offrendogli della torta alla panna e al cioccolato fu confermata dal fatto che nelle tasche della sua giacca sono stati trovati un coltello e un pestello di pietra, portati sicuramente con lintenzione di aggredire la commerciante, nel caso avesse opposto resistenza. Date le circostanze il ladro un minorenne il caso stato trasmesso ai Magistrati per la tutela dei Minorenni di M. La signora Andreani fin di leggere, si tolse gli occhiali, poi guard suo marito: Cosa vuoi che ti dica, per me in questa storia centra anche quello scemo di Pepincito. Perch?. Considerando certi particolari: il giorno prima, Pepincito e Reinoso stavano confabulando nel campo di calcio. Poi sono andati via assieme. Il giorno dopo, nessuno dei due venuto a scuola. La sarta ha detto che il figlio era partito per andar a scuola, ma tornato indietro con il labbro sanguinante: era caduto in una pozzanghera. Io mi chiedo: il labbro chi glielo ha spaccato? La pozzanghera? Comunque va bene cos, ormai Reinoso sistemato, te lo dico io, almeno per otto anni. Io sto zitta. Se parlo, magari viene fuori che quello innocente e me lo ritrovo di nuovo fra i piedi. Sabato 11 settembre, Pagnottina era isolata dal mondo esterno da tre giorni, questa volta sul serio. Sentiva un buco spaventoso nello stomaco, le faceva un male insopportabile. I primi due giorni era rimasta a pancia in gi, per evitare di deporre in camera. Non ce laveva fatta. Pazienza. Anzi meglio, cos la vacca sentiva la puzza quando entrava per portarle da mangiare. Da mangiare poi... Prima di andare a scuola le lasciava due fette di pane bruciacchiato con una tazza di t senza zucchero. Il pranzo si limitava a due carote bollite scondite e una bistecchina piccola piccola, le riempiva solo una carie. Per merenda t amaro con due tostadas, ma umide perch erano quelle avanzate dal mattino. Per cena un piatto di minestra, una mela e ciao. Tutto l. Con la vacca in agguato, il babbo e Miguel ngel non avevano potuto portarle niente di nascosto. 66

In pi la vacca voleva che facesse ginnastica e studiasse per gli esami arretrati. Lunica ginnastica che aveva fatto finora era scoreggiare. Di dimagrire non gliene fregava niente, Miguel ngel la voleva cos comera. E se uno come Miguel ngel che glielo avrebbero invidiato tutte le sue ex compagne del liceo, comprese quelle stronze di suore la voleva cos comera: vaffanculo la vacca e le sue diete dal cazzo! Allinizio aveva avuto paura di rimanere incinta ma Miguel ngel le diceva: Che bello un pagnottino tutto nostro, se rimani incinta ti sposo, quindi a lei, di diventare avvocatessa come voleva la vacca, non gliene fregava niente avvocatessa io? vacca: vaf-fan-cu-lo! Ho fameeeeee, aprite questo cazzo di portaaaaaa!!! aveva urlato Pagnottina squarciando il silenzio e svegliando suo padre alluna di notte. Il signor Andreani percep quel grido come una lama in pieno petto. La sua Pagnottina stava soffrendo non ce la faccio pi Sua moglie russava, si sedette sulla sponda del letto e cerc le pantofole con il piede, non le trov mi alzo scalzo Inizi a muoversi piano piano, non doveva inciampare nei mobili. Prima un piede, poi laltro. Dopo un secolo arriv fino alla sedia dove sua moglie appendeva la vestaglia: larga, sporca, piena di buchi, adesso notava dettagli mai notati prima ecco una tasca niente vediamo nellaltra Inutile che cerci, la chiave ce lho sotto il cuscino, vieni a letto. Quella, ancora un giorno e non sente pi la fame gli disse sua moglie prima di riprendere a russare. Non le rispose. Torn a letto. Decise di tradirla con la signorina Solimana senza rimorsi. Poi pens alla sua Pagnottina. Una lacrima calda e lenta gli scivol gi per le guance. Era sbagliato supporre che Pagnottina dopo un altro po di tempo non avrebbe sentito pi la fame. Pagnottina continu a sentirla fino allultimo minuto dellultimo giorno in cui rimase in cattivit. Orrende punture le trafiggevano le viscere tanto da farla piangere. Aveva pregato intensamente che la vacca morisse. Col cibo, suo padre e il suo amore, lei non aveva bisogno daltro. Nonostante le preghiere di sua figlia, la signora Andreani non mor. Mercoled 15 settembre, tornata da scuola, la prima cosa che fece fu andare a liberare sua figlia dopo una settimana di cibo razionato e disolamento la seconda aprire la porta, la terza vomitare. Se non si fosse ingozzata con due enormi porzioni della torta che aveva portato Rodrguez in classe per festeggiare il suo compleanno, forse non avrebbe avuto bisogno di rigettare proprio davanti alla porta. Pagnottina guard sua madre, le diede uno spintone, la fece cadere e la scavalc. Poi part come un razzo verso la cucina. Arriv nel preciso momento in cui la povera Marta stava finendo di friggere la quattordicesima e ultima scaloppina, mentre il signor Andreani, grazie allassenza di sua figlia, si stava godendo il sof per la prima volta da quando lo aveva comprato, cinque anni prima. Pagnottina lanci uno sguardo panoramico alla cucina: il vassoio con le scaloppine era troppo lontano. Pagnottina che puzza! disse il signor Andreani. Pagnottina non lo vide neppure, gli pass davanti pestandogli i piedi per poi gettarsi sulla ghiacciaia una delle quattro che cerano in paese, inclusa quella della macelleria e afferrare il commestibile pi vicino: un grosso sanguinaccio lungo venti centimetri. Inizi a mordere senza perder tempo a respirare. Mordeva e inghiottiva, inghiottiva e mordeva, fino a quando non fu assalita contemporaneamente da un attacco di tosse, rutti e singhiozzi. Con gli occhi fuori dalle orbite e la faccia viola, prima di strozzarsi, acchiapp la caraffa dacqua che cera sul tavolo: tre lunghi sorsi e riprese a respirare. 67

Superata la crisi, butt al suolo il resto del sanguinaccio, fiss lo sguardo sulle scaloppine: Spostati serva disse alla povera Marta, che non fece in tempo e cadde per terra. Afferrato il vassoio, Pagnottina scavalc il corpo della povera Marta e spar nel cortile. Entr nella cucina di Tiko senza bussare. Il pensionato, che si era tolto la dentiera perch gli faceva male, scapp di corsa in camera. Dovutamente seduta e con il vassoio sistemato sulle ginocchia, Pagnottina inizi a mangiare le scaloppine a morsi. Tre bocconi per ognuna, con quarantadue deglutizioni in sei minuti e mezzo, si fece fuori le quattordici scaloppine. Intanto, Tiko era tornato in cucina con la dentiera in sede e contemplava esterrefatto una Pagnottina tutta unta e che puzzava come un maiale. Dopo un portentoso rutto che fece alzare da dieci centimetri il tovagliolo che copriva toppa, Pagnottina spar senza dire crepa, lasciando la porta spalancata e il vassoio vuoto sulla sedia. Appena la signora Andreani smise di vomitare corse in cucina. Dov?. scappata nel cortile con le scaloppine, adesso cosa faccio io signora? le chiese la povera Marta. Ma prendi un po di bistecche dalla macelleria le rispose guardandosi in giro come cercando qualcosa ecco il mattarello! Mattarello in mano e sguardo inviperito, la signora Andreani usc nel cortile mentre sua figlia stava tornado verso casa. Vedendo arrivare sua madre con il mattarello, Pagnottina si ferm di botto. Adesso fu lei a guardare in giro. Il rastrello appoggiato al muro poteva andare. Fece tre passi tenendo docchio sua madre. Che cosa pensi di fare con quel rastrello?. La stessa cosa che pensi fare tu col mattarello. Va bene, molla il rastrello, io mollo il mattarello. Pagnottina rimase in attesa finch sua madre non pos il matterello per terra. Spingilo via col piede, se no non vengo. La signora Andreani gli diede un calcio, il mattarello rotol in mezzo al cortile: Dai! Adesso vieni che andiamo a pesarci. Pesarci? Vorrai dire pesarmi, perch in vita mia non ti ho mai vista salire su una bilancia. La signora Andreani non le rispose, lei il marito lo aveva gi trovato. Si affacci in casa: Pulisci quel porcile url alla povera Marta, alludendo alla camera di sua figlia. Ben detto signora! Il porcile dove vivono le porche rispose la povera Marta, vendicandosi dellassalto alle scaloppine. Stai zitta negra rognosa ribatt Pagnottina che laveva sentita. La volete finire! url ancora pi forte la signora Andreani. Rivolgendosi a sua figlia: Dai! Vieni a pesarti. Poi ti farai un bel bagno perch puzzi come un maiale. Dopopranzo dobbiamo andare dalla sarta per la prova di quel fottutissimo cappotto. Pagnottina era pi docile con la pancia piena. Segu sua madre verso il magazzino. Non ce la fece ad arrivare, tre metri prima vomit nove scaloppine allincirca. Meglio, cos pesa di meno, pens la signora Andreani facendola salire sulla bilancia, mentre teneva la testa il pi lontano possibile. Sua figlia aveva perso quattro chili. Facendo i conti, dallultima prova era ingrassata di un chilo se la sarta ha smontato il cappotto per allargare le cuciture forse ci siamo Bene. Adesso vai a lavarti. E quando mangio?. Vuoi che ti richiuda per unaltra settimana?. Dopo la solita sbuffata, Pagnottina segu sua madre trascinando i piedi. 68

Sporca negra, scaldami lacqua disse alla povera Marta entrando in cucina. Le porche non hanno bisogno di lavarsi le rispose la serva. Smettetela per Dio! tagli corto il signor Andreani, alzando la voce per la prima volta in vita sua. Ormai si era rotto delle donne di casa. Decise di non aspettare che la povera Marta preparasse le bistecche. Lui doveva fare la sua passeggiata, magari oggi era la volta buona e la signorina Solimana lo invitava a prendere un caff. And fino alla ghiacciaia, prese anche lui un sanguinaccio, un po di pane dalla credenza e un bicchiere di vino io mangio Da una settima usciva tutti i giorni dopo pranzo. Ho bisogno di fare due passi perch sto iniziando a ingrassare aveva detto la prima volta a sua moglie e ciao arrivederci. S, ormai le cose stavano cos. La signorina Solimana gli era entrata nel sangue, nel cervello, nel cuore e cinquanta centimetri pi gi. Non era pi venuta a prendere la carne, gliela portava sempre il garzone. Doveva lasciarla nel davanzale della finestra perch da quando quello schifoso aveva cercato di metterle le mani addosso, la signorina Solimana non lo poteva pi vedere. Lopportunit della sua vita persa come un coglione laveva avuta quella mattina che lei era venuta in macelleria. Gli aveva accarezzato la mano quando prendeva il resto, guardandolo in modo tale che solo a pensarci entrava in ebollizione. Se quella mattina non fosse stato cos imbecille, magari lei lo avrebbe ricevuto in casa sua. Quando tornava dal mattatoio, per esempio. Sarebbe stata lora giusta. A sua moglie continuava a volerle bene era sua moglie e la madre di Pagnottina ma non poteva dimenticare lo sguardo della signorina Solimana. Non riusciva a prendere sonno la notte, durante il giorno la pensava continuamente. La signora Fernndez era nella sala cucito a sbrigare il lavoro. la gente fa sempre i suoi comodi la macellaia e sua figlia per dirne una sono passati quindici giorni dallultima prova per il matrimonio ne mancano solo dieci e non si sono ancora fatte vive nemmeno lui venuto per dirmi qualcosa malgrado passi tutti i giorni dopo pranzo Da una settimana per la precisione. Era una novit. Non lo aveva mai fatto prima. Quando usciva, prendeva la direzione opposta a casa sua, faceva il giro e tornava dalla stradina che passava dietro le case. Ci aveva messo due giorni per capirlo. Adesso, quando lui passava dietro il cortile, lei faceva finta di star dando da mangiare al cane. Non alzava mai la testa e sembrava impensierito. Che non si fosse accorto della sua presenza? Appena lo vedeva sparire dietro langolo correva a nascondersi dietro le tende di tulle, cos poteva guardarlo tranquilla quando passava davanti casa. Da una parte le piaceva vederlo tutti i giorni, da unaltra la intristiva, in questo modo non sarebbe mai riuscita a toglierselo dalla testa e se col pretesto che manca poco per il matrimonio approfitto per chiedergli della ragazza? faccio finta di star aggiustando le piante della finestra e gli offro un caff? La signora Fernndez corse in bagno. Si guard allo specchio. Poteva andare, comunque non aveva tempo di cambiarsi, magari lui non sarebbe nemmeno entrato. Apr larmadietto e si mise due gocce di profumo al lill. Era lora. And nel retro e sbirci dallo spioncino della porta. Un minuto dopo, lui passava guardando per terra. Corse fino allingresso, apr la porta, usc in strada. Si mise a far finta di star sistemando le piante. Cera gi qualche germoglio eccolo che arriva 69

Buongiorno signor Andreani. Era tornata a dargli del lei. Il signor Andreani alz la testa mi mancava solo lappiccicosa Buongiorno. Sa dirmi qualcosa della ragazza?. Tipo?. Tipo quando verr a provarsi il cappotto perch il tempo passa. Credo che venga proprio oggi rispose lui senza fermarsi. Grazie signor Andreani. Non c di che. Lo vide andare avanti ed entrare in casa. Anche lei, con un nodo alla gola, entr nella sua che vita di merda! Mezzora dopo, la macellaia suonava il campanello. ecco che arrivano Le aveva viste varcare il cancello, madre e figlia con faccia da culo entrambe. La signora Fernndez and ad aprire: Buongiorno signora Andreani, come va il raffreddore della ragazza? chiese, facendo finta dignorare che lavevano tenuta rinchiusa per una settimana, anzi due, perch la prima non era servito a niente. Da lei venivano le clienti, si fanno due parole e le cose si sanno. Bene grazie rispose la madre. La figlia non si prese neanche il disturbo di salutare. Accomodatevi prego. Questa volta il cappotto di Pagnottina risult giusto, nel senso che le stava proprio giusto giusto. Poteva reggere ancora un etto, al massimo due, niente di pi. Speriamo che il giorno del matrimonio non faccia freddo. Questo tessuto non sar troppo leggero? disse la macellaia come rivolgendosi a se stessa. con la copertura di lardo che cha tua figlia non lo sente mica il freddo Speriamo in bene disse la sarta. Poi, con una smorfia sembrava annusasse uova marce la cliente concluse: Cosa vuole che le dica signora Fernndez, qua sul seno non mi convince. Puoi stare un po dritta per Dio disse a Pagnottina, che sbuff e rimase dritta per quattro secondi e mezzo. di nuovo col seno! non ce la faccio pi Mi dica lei cosa devo fare?. La signora Fernndez sent una voglia improvvisa dinfilare lago che aveva in mano nelliride della macellaia. Io sono maestra, mica sarta. e tua figlia una balena mica una donna Posso ancora allargare un pochino di qua, ma poco poco. Veda lei. E va bene. Allarghiamo un pochino ancora, solo che a questo punto non ce la facciamo per unaltra prova, ho troppo lavoro. Mi dispiace, ma non un mio problema. Quando troppo, troppo: Mi scusi se mi permetto, ma se sua figlia cambia misura a ogni prova, non nemmeno un mio problema. La signora Andreani stava per rispondere, ci pens meglio: Va bene. Allarghi quel pochino e finiamola con questa storia. Dai cara, togliteli il cappotto che andiamo. Cara, facendo ruotate la mano con lindice e il pollice a novanta gradi, disse: Oggi niente torta?. Tesoooro... non sapevo che oggi venivate. Sar per la prossima volta. La signora Fernndez accompagn madre e figlia fino allingresso, le salut e chiuse la porta. Non sospettava che con le Andreani non ci sarebbe mai pi stata una prossima volta. Era lottavo giorno che il signor Andreani usciva dopo pranzo per fare la sua passeggiata. 70

Sempre la stessa. Era lunica. Al massimo poteva percorrerla al contrario. Andava fino al negozio della signorina Solimana, girava langolo, raggiungeva la stradina secondaria, poi ritornava passando dietro casa sua. Come tutti i giorni, prima dimboccare la stradina, vide il cacciatore con il fucile a tracolla. Quando pass davanti al cortile della signorina Solimana guard verso la casa. Guardava tutti i giorni. Non la vedeva mai. Oggi per le tende erano scostate, dietro cera qualcuno lei! La signorina Solimana lo stava guardando. Rallent cosa faccio adesso? Lei si stava portando la mano alla bocca e... gli mandava un bacio! Si ferm di colpo, poi senza sapere il perch gir lo sguardo: il cacciatore era fermo in mezzo ai campi e lo stava fissando. Perch lo guardava? sar per la storia del cappotto Di nuovo senza sapere il perch, riprese a camminare. Era sconvolto. Camminava senza vedere niente, solo quella mano che gli aveva mandato un bacio. Tranne la tentata rapina al negozio delle sorelle Paganini e la settimana che Pagnottina pass rinchiusa in camera, a Palo Santo non accadde niente di sconvolgente fino al giorno del matrimonio. Cera solo quellagitazione che precede un simile evento, specie in un paese cos piccolo. Molti lo aspettavano ansiosi per sfoggiare il vestito nuovo. Altri perch avrebbero mangiato molto e, finalmente, qualcosa di diverso dal solito. Altri ancora e tanti perch ci sarebbe stato materiale di pettegolezzo. I pi felici, quelli che avrebbero potuto fare le tre cose assieme. Niente lasciava prevedere che da l a poco si sarebbe scatenata la tragedia. Finalmente arriv il 25 settembre, giorno del matrimonio. La signora Fernndez aveva finito il cappotto di Pagnottina. Non cera stato il tempo per unultima prova. Le cuciture, quel poco che si potevano spostare, lei le aveva spostate. Era venuto il garzone a prendere il cappotto: La signora troppo indaffarata disse. Meno male, anche lei era indaffarata con il vestito della moglie del capostazione, infatti, glielo avrebbe consegnato proprio la mattina del matrimonio. Non faceva freddo, ma nemmeno quel caldo inatteso che avrebbe costretto a rimpiazzare il vestito fatto apposta, con un altro gi visto, quindi era la temperatura ideale per il cappotto di Pagnottina se Pagnottina avesse potuto indossarlo. Purtroppo non accadde. Non accadde perch come si potrebbe presumere Pagnottina avesse esagerato con il cibo. Sanguinaccio e scaloppine lavevano costretta a deporre per tre giorni di fila e aveva perso altri due chili. Li aveva recuperati, ma al momento dellevento pesava come quando aveva fatto lultima prova. Considerando lo spostamento delle cuciture, tutto doveva quadrare. Invece non quadrava. Non quadrava perch la signora Andreani continuava a trovare che il cappotto evidenziava troppo il seno di sua figlia. Glielho detto a quella, ma dura, invece di fare la sarta doveva far la sguattera aveva urlato con le finestre spalancate, per quanto non fosse ancora il tempo di spalancare le finestre. La signora Fernndez inguaiatissima con il vestito della moglie del capostazione aveva sentito soltanto le parole sarta e sguattera. Potevano essere collegate, o forse no. Chiam Pepincito, era seduto nel gradino della porta di casa, l avrebbe dovuto per forza sentire la frase completa. Invece, Pepincito non aveva sentito niente. Pepincito non sentiva n vedeva niente oltre il suo mondo dincubi continui. Le lamentele della macellaia-maestra sarebbero continuate anche dopo il matrimonio. 71

Nessuno sospettava come sarebbero finite. Il matrimonio vero e proprio and benissimo. Vestito, trucco e pettinatura della sposa, furono irreprensibili sotto ogni aspetto, la sua bellezza era cos prorompente da oscurare come tradizione vuole lattraente marito. Comunque anche lui fece la sua bella figura. A Palo Santo non cerano n il municipio n la chiesa: le cerimonie civile e religiosa furono celebrate a P. I poveracci non erano presenti. N loro n i loro amici e nemmeno i loro parenti, possedevano la macchina per andarci. In ogni modo non si porsero il problema perch ovviamente non furono invitati. La chiesa era ben addobbata, con tanto di organo e Ave Mara da strappare le lacrime. La festa si svolse nel salone da ballo del paese, riscaldato al punto giusto. vero che incominciava la primavera, ma un improvviso colpo di freddo pu rovinare qualsiasi digestione. Il cibo era buono e abbondante, saggia la distribuzione dei posti, equo il servizio dei camerieri stesso trattamento per invitati importanti e meno improntati e nemmeno i bambini parenti dalla sposa litigarono con i bambini parenti dello sposo. La famiglia Andreani un aiuto di Dio per i credenti, del destino o del caso per il resto era seduta lontano dalla famiglia Fernndez, cos la vista consumata della sarta non percep le occhiate cariche di odio che le lanciava la macellaia. Pepincito pass una serata meravigliosa. Con tanta gente attorno si sentiva al riparo dai possibili morsi della cannibale. Oltre che da Pepincito, con una predisposizione molto diversa, la merciaia era tenuta docchio da tre uomini presenti alla festa. Il signor Andreani, oltre a lei, teneva docchio la sua Pagnottina, che stava ballando con il garzone, il secondo uomo che teneva docchio la signorina Solimana. Il garzone era un lontano parente dello sposo. A Palo Santo ormai, tutti stavano diventando parenti di tutti. Il terzo uomo che fissava senza tregua la merciaia era il signor Fernndez, lavato e vestito per loccasione, anche se per la verit, ormai si lavava sempre. Casomai il silenzio della troia fosse dovuto alla sua limitata igiene, si era dato allacqua e al sapone. Dal canto suo, la signorina Solimana guardava pensierosa lo sposo, non ci aveva mai pensato, era un bellissimo uomo... Tranne i malati e i poveracci, lunica persona del paese non presente al matrimonio fu la vedova Manch. Da troppo tempo non parlava di persona con la gente, si sarebbe trovata spaesata, in pi nelle feste si mangia e si beve in modo esagerato. Il suo stomaco in subbuglio il giorno dopo non sarebbe stato in grado di apprezzare le tostadas del mattino come si deve. Seguendo la tradizione, gli sposi lasciarono la festa alle due di notte. Partirono per il loro viaggio di nozze, destinazione: Mendoza. Gli invitati rimasero fino alle cinque, salvo la signorina Solimana, Marcantonia si era addormenta profondamente. Furono portate a casa dal signor Rodrguez, proprietario dellautomobile a noleggio, servizio a carico dello sposo. Del matrimonio, escluso il fatto che Pagnottina dovette portare un cappotto visto e rivisto da tutti, non c altro da aggiungere. Nei giorni successivi, a parte i soliti commenti sulla festa, un altro tema di conversazione inizi a insinuarsi fra gli abitanti di Palo Santo: il cappotto malriuscito che la signora Fernndez aveva fatto a Pagnottina, detta la figlia della macellaia. Certo che con un corpo del genere non c cappotto che tenga dicevano i seguaci della signora Fernndez. Se sei una brava sarta, a parte il fatto che la Fernndez una ladra patentata, devi saper cucire sia per grassi che per magri dicevano i sostenitori della macellaia, simpatie guadagnate, questo 72

va detto, grazie al bravo marito. Da quando la signora Fernndez aveva sentito le parole sarta e sguattera, non era pi andata a prendere la carne. Si arrangiava con la selvaggina che portava a casa suo marito. Lei era figlia ditaliani, gringos allevati a erbaccia, dicevano gli argentini, ma lei se la cavava benissimo con la pasta, pi la frutta e la verdura che le lasciava il fruttivendolo due volte alla settimana, quando passava con il camioncino. Il signor Andreani continuava a fare la sua passeggiata dopo pranzo, adesso quindici minuti pi tardi. Certo che vederlo tutti i giorni non la aiutava a dimenticarlo. Pensare che allinizio aveva creduto che passasse per lei. Invece, quando passava, non la degnava di uno sguardo. Il suo istinto femminile le diceva che le cose si stavano raffreddando, in pi sapeva che la macellaia la criticava in giro. Quando lo aveva detto a suo marito, lui non le aveva neanche risposto, non sembrava far parte della famiglia. Per non parlare di tutto il resto, si lavava ogni giorno, usciva mattina e pomeriggio. Una volta faceva il riposino dopo pranzo. Adesso, con la pioggia o con il vento, usciva lo stesso. Magari si beccasse un fulmine in pieno petto. Non ora per, fino a quando non riprendesse i rapporti con il macellaio, la selvaggina serviva. Cerano ancora tantissimi barattoli di sottaceto nello sgabuzzino, peccato che a Pepincito i sottaceti non piacessero. Il signor Andreani non ne poteva pi, n di sua moglie n di quel maledetto cappotto. Ormai i problemi di casa gli erano indifferenti. Tutto gli era indifferente da quando la signorina Solimana gli aveva mandato il bacio con la mano. Se non fosse per Pagnottina, avrebbe mollato tutto e se ne sarebbe andato con la signorina Solimana in un posto lontano, sempre che lei avesse voluto accompagnarlo. Qualcosa gli diceva che se non fosse per la sorella scema, lo avrebbe accompagnato. Aveva continuato a passare davanti alla sua casa, ma dal giorno del bacio non laveva pi vista. Sarebbe bello un posto lontano con la signorina Solimana. Lui e lei... Ma mi stai ascoltando? disse la signora Andreani guardando suo marito. Invece di starle vicino, quellimbecille sembrava lontano mille miglia. Scusa... dicevi?. A cosa stavi pensando, vuoi dirmelo?. A niente, cosa vuoi che pensi. Dicevo che quella stronza fa finta di niente, malgrado sappia benissimo che la sto sputtanando con tutti. Perch secondo te?. E che ne so io. quanto sei stronza pensava Tiko dietro la toppa. Ormai non si annoiava pi. Tutte le mattine, prima di andare a scuola, la macellaia passava dal negozio a montare il marito. E tutte le mattine, alle otto meno dieci, lui si godeva lo spettacolo. La cicciona non aveva pi accennato alla toppa, forse quella volta glielo aveva detto cos per dire, poi si era dimenticata, comunque lui, la toppa non la chiudeva. Vabb. Io vado. La signora Andreani si avvi verso la scuola con cinque minuti di ritardo. Ormai le mani della signora Fernndez erano talmente esperte che cucivano da sole. Intanto lei andava avanti con i pensieri. Quando si pensa senza essere interrotti si pu arrivare lontano. Lei era arrivata alla seguente conclusione: il lavoro lo aveva fatto bene. Non era colpa sua. Se aveva la coscienza a posto: perch doveva lasciare suo figlio senza le proteine della carne? Suo marito non avrebbe fatto niente, quindi era lei che doveva far qualcosa. Si alz e and in bagno. Che faccia da morta! Per forza. Stare sempre al chiuso le aveva regalato una pelle grigio perla da 73

malata. Si spalm un po di rossetto sulle guance adesso va meglio si sciolse i capelli gli occhiali non me li tolgo per uscire ci vogliono In paese cera una che per uscire si toglieva gli occhiali, tutti la chiamavano la superba perch per strada non salutava nessuno. Unultima occhiata allo specchio adesso vedranno chi sono io! Tiko era andato in camera a prendere un fazzoletto. Quando vide passare la sarta a passo svelto che entrava nella macelleria, dimentic il fazzoletto e part zoppicando verso la cucina. Spense la luce e tolse il tovagliolo dalla toppa. Quasi mezzogiorno, dal macellaio non cera nessuno. La signora Fernndez entr senza salutare. Decise di dargli del tu, prima perch lo amava, poi perch lo aveva gi fatto quando lui era venuto per dirle che la figlia ingrassava colpa della moglie. Non era andata proprio cos, ma il senso era quello. Poi lei lo aveva baciato e... basta! non ci devo pensare Prese coraggio. Sono venuta a dirti questo: trovo ingiusto che tua moglie mi stia sputtanando in giro. Non doveva scegliere quel modello di cappotto per la ragazza, glielho detto sin dallinizio, ma lei non ha voluto ascoltarmi. Il signor Andreani fu assalito da un profondo disgusto. Era stufo di tutta quella storia, era stufo di quella donna brutta e appiccicosa che lo inseguiva ovunque, era stufo anche di sua moglie, lavrebbe mollata volentieri per scappare con la signorina Solimana, se fosse necessario, si sarebbe portata pure la scema. Lui e la signorina Solimana in un posto lontano... Vuoi dirmi qualcosa invece di continuare a guardare il vuoto?. La voce della sarta lo riport alla realt. Guard quella donna insignificante con quei capelli sciolti che le stavano cos male: Perch non te ne vai a prendere la carne da qualcun altro?. Da qualcun altro?! Dimmi brutto stronzo succube: chi vende carne in questo paese di merda tranne te?. Che cosa orribile stava accadendo? Lui non la amava n laveva mai amata. Nessuno che ti ama, almeno un pochino, ti caccia come un cane rognoso. Lo dir a mio marito! url, poi si gir e, accecata dalle lacrime, and a sbattere contro la moglie del muratore che stava entrando. Se per le due famiglie coinvolte nella faccenda del cappotto non ancora diventata tragedia furono giorni bui, per la vedova Manchi furono giorni felici come non ne viveva da parecchio tempo. Prima cera stato il tentativo di rapina alla merciaia con le relative telefonate: Gli sta bene a quel negro rognoso, cos quella gentaglia impara dicevano uni; Colpa di quella sgualdrina, adesso quel poveraccio finir nel riformatorio, dove uscir peggio di prima dicevano altri. Su questo non si sbagliavano. Reinoso sarebbe scappato dal riformatorio per ben quattordici volte. Alla quindicesima si sarebbe beccato una pallottola mentre scappava dopo aver rapinato una gioielleria. Fu trovato cadavere accasciato a terra con un sacchetto di bigiotteria presa per gioielli. Al povero Reinoso, i gioielli erano entrati nel sangue, erano diventati unossessione. Questo per, la vedova Manch non lo avrebbe mai saputo. Accadde sei anni dopo, quando ormai lei riposava in pace nel cimitero di P., stroncata da un infarto dovuto allo stress del mestiere. Tornando al presente, la cosa in assoluto pi interessante erano state le telefonate fra i futuri sposi le ultime settimane che precedettero le nozze. Si faceva cenno alle domeniche trascorse insieme nel salotto della futura sposa. Telefonate che partivano dalla cabina pubblica di P. il futuro sposo non era un abbonato a met mattinata. Dalla scioltezza della ragazza si poteva dedurre che il padre fosse al lavoro e la madre a far la 74

spesa. Purtroppo queste accattivanti conversazioni cessarono con le nozze. Adesso, con la storia del cappotto cerano telefonate in continuazione, una mattina le si era persino bruciato il secondo giro di tostadas. Sembrava che la sarta fosse andata a minacciare il macellaio, forse per quello Pepincito era pi nervoso del solito. Povero bambino, cos sensibile... si lasciava coinvolgere troppo dalle storie altrui. Ad esempio, quando la polizia aveva arrestato quel ragazzaccio, Reinoso, era talmente agitato che non ne aveva azzeccato una con la spesa. Per combinazione si era fatto male, la madre era piombata allimprovviso per dirle che suo figlio non sarebbe venuto per qualche giorno. Quella rimbambita ci aveva messo una vita per capire che doveva parlarle dalla cabina, alzando semplicemente la cornetta. Era stata costretta a farsi portare il pane per le tostadas dal garzone. Al telefono era stata chiara: Lasciare il pacco sul davanzale della finestra. Se paghi, hai diritto di far quel che ti pare, perch doveva vestirsi, pettinarsi e tutto il resto, per ricevere uno stupido garzone che altrimenti avrebbe sbandierato in giro come stava invecchiando. S, quello era un bel periodo per la vedova Manch, non immaginava che sarebbe diventato sempre pi bello. Chiss perch quelluomo la ispirava. Sapeva che passava per lei, ma se lei non avesse fatto la prima mossa, lui non lavrebbe notata. Brava Solimana! Adesso passava tutti i pomeriggi dopo il cacciatore di selvaggina, che sembrava non aver perso le speranze. Prima quasi sincrociavano, adesso il macellaio passava quindici minuti pi tardi. Era un belluomo, il macellaio. Pulito nonostante il mestiere, di sguardo dolce, simpatico. Un debole diceva qualcuno, una vittima dicevano molti, un uomo buono dicevano tutti. Fisicamente le piaceva, era quasi sicura che uno cos poteva farle vibrare qualche corda. Solimana chiuse gli occhi, si lasci portare dai sui pensieri. Poi le venne in mente Marcantonia e il suo bel viso si rannuvol. Povera sorellina! non ci devo pensare Guard lora, mezzogiorno e mezzo. Doveva chiudere il negozio. Oggi poteva andar bene, lo aveva lasciato cuocere abbastanza. Usc ad accostare le persiane, poi chiuse la porta a chiave. And in camera. Prese il flacone del sonnifero che teneva sul comodino accanto al letto. Con quel ritmo lo avrebbe finito presto. Ci pens meglio e lo rimise dovera, la prima volta non sarebbe stato necessario. And in cucina, poi cambi idea. Torn indietro e prese il flacone, non si pu mai sapere. Ritorn in cucina. Il tavolo era apparecchiato, una stuzzicante fragranza riempiva laria. Che cosa ha preparato di buono la mia sorellina?. Zucchini ripieni di carne. Ma che brava! poi, cercando di essere il pi naturale possibile: Oggi devi prendere le gocce per dimagrire. Se dimagrisco potr uscire da sola?. Certo. Marcantonia bevve il liquido di un fiato. Laltro giorno avevi detto che mi portavi allemporio e non mi hai portata. Sei una bugiarda Solimana. Sei cattiva Solimana. 75

Ne abbiamo gi parlato, non ti ricordi?. No, non mi ricordo. Non ti ricordi che venuta la mamma, ha spaccato tutto e ho dovuto chiamare la polizia?. Non nominare la mamma che mi fa paura, lospite dov?. tornato a casa sua. Marcantonia sbadigli. Perch gli hai dato una padellata in testa?. Chi ti ha detto che gli ho dato una padellata in testa?. Lo dicevi alla sorella della signora Pregadio. Ti ho detto mille volte di non ascoltare dietro le porte. Marcantonia inizi a chiudere gli occhi: Ho sonno... . Vuoi che ti accompagni a letto?. S... bello il letto... ho tanto sonno... . Dai, andiamo prima che ti addormenti sul tavolo. Solimana la accompagn a letto, le rimbocc le coperte, poi and a mettere a posto la cucina e il salotto. Voleva che tutto fosse perfetto. Mise sul fuoco lacqua per il caff. Guard lora. Due meno cinque. Alle due passava il cacciatore di selvaggina, alle due e un quarto passava lui. And alla finestra. Guard da dietro le tende. Aspett ecco il cacciatore! guarda ma non si ferma ha una brutta cera And in bagno. Non era proprio un bagno, ma cera tutto loccorrente: larmadio per la biancheria, uno specchio a corpo intero, la tinozza per farsi il bagno, una sedia, larmadietto con i cosmetici, poi basta. Per quelle cose, cera la latrina nel cortile. Apr larmadietto dei cosmetici, prese la boccetta di profumo. Un goccio dietro ogni orecchio. Buon profumo, caro ma buono. Si contempl a lungo nello specchio. Nessuna ruga, bel viso. Si era messa la camicia scollata apposta. Guard lorologio, era lora. Torn alla finestra, scost le tende. Doveva essere oggi, Marcantonia aveva preso il sonnifero. Non poteva rischiare che lui non si fermasse. Apr la finestra, faceva ancora freddo, pazienza ecco che arriva Gli fece un segno con la mano, se lo chiamava lavrebbero sentita i vicini. Lui, invece, non lo avrebbero visto entrare, gli eucalipti non lasciavano veder niente, poi, a quellora, non cera nessuno in giro. Per andare dove? Era tutto chiuso. Lui la stava guardando senza sapere che pesci pigliare. Poveretto! Gli fece un altro segno. Chiuse la finestra, and ad aprire la porta del retro. Lui restava davanti al cancelletto, senza muoversi. Gli fece un terzo segno. Lui guard verso una parte della strada, poi verso laltra, spinse il cancelletto e si avvicin a passo svelto. Quando la raggiunse, Solimana lo prese per un braccio, lo fece entrare senza dire parola. Chiuse la porta, lo attrasse a s, lo baci sulla bocca. Un bacio lungo carico di tenerezza. Cara!. Solimana not che tremava, si scost e lo guard negli occhi: Vuoi un caff. S. Sono rimasta male quando ti ho mandato il bacio e tu hai proseguito come se niente fosse. Ma poi ho continuato a passare tutti i giorni e non ti sei pi fatta vedere. 76

Ti ripeto, credevo di non interessarti, ma adesso che lo so, vieni con me in salotto. Solimana lo prese per mano guardandolo negli occhi, lo fece sedere sul sof. Prima di andare in cucina si chin e gli baci la punta del naso. Vengo subito. Non scappare. E chi scappava! Non poteva credere a tanta felicit. Non capiva come avesse potuto vivere fino ad ora senza di lei. Se fosse dipeso da lui, sarebbe rimasto l per leternit. Non voleva pensare che prima o poi doveva andare via da quel posto meraviglioso, dove viveva quella donna meravigliosa. Nessuna lo aveva baciato in quel modo. La sent trafficare in cucina. Si guard attorno. Che bel salotto! Era tutto cos... femminile. Poi pens al salotto di sua moglie. Si rese conto che aveva pensato salotto di mia moglie s, a casa sua tutto era di sua moglie. Scacci via il pensiero, adesso doveva godersi questo momento unico e non pensare ad altro. La sent arrivare. Fu pervaso da un tremito. Prendi lo zucchero?. Gli venne in mente la sarta, gli aveva fatto la stessa domanda non devo pensare a quellorribile donna adesso S. No, scusa, lo prendo senza zucchero, quando ti guardo non capisco pi niente. Dora in poi sar io lo zucchero della tua vita. oddio sembra un sogno Certo cara. Vieni. Questa volta Solimana lasci che fosse luomo a prendere liniziativa. Lui la guard con tenerezza, le prese una mano, la fece sedere accanto. Poi la attrasse a s e la baci sulla bocca, sulle orecchie, sul collo, sui capelli... Aspetta! Si raffredda il caff lo ferm lei con un sorriso. Lui prese la tazzina, inizi a bere a piccoli sorsi. Era il caff pi buono che avesse mai bevuto. Quella casa era il paradiso in terra. Quando fin, appoggi la tazzina sul tavolino. Anche lei aveva finito il caff lo abbiamo finito insieme un buon segno La avvicin a s, inizi a baciarla. Solimana lo lasciava fare, si sentiva cos bene... lui la stava baciando e le piaceva, perch non godersi questo momento? Poi inizi a spogliarla com bella Le secche non gli piacevano, ma questa era una secca con due tette come scodelle, ma senza il resto di lardo che ricopriva il corpo di sua moglie. Adesso lei era competentemente nuda, lui completamente vestito. Cos non vale disse Solimana civettuola, e inizi a togliergli il pullover. Lui era felice, gli piaceva essere spogliato. Adesso gli stava sbottonando la camicia. Pens allo stato della sua biancheria intima. Se avesse saputo, avrebbe scelto altre mutande. Per il resto era a posto, si era anche profumato. Adesso si profumava sempre. Come mai ti profumi per venire a tavola? gli aveva chiesto il primo giorno sua moglie. lodore della carne, ultimamente non lo sopporto. Te lho sempre detto, a me lodore della carne fa ingrassare. Non doveva pensare a sua moglie adesso, lei gli stava togliendo la camicia, la canottiera, era rimasta a guardargli il petto come incantata. Che cosa aveva il suo petto di cos straordinario perch lei lo guardasse in quel modo? Glielo guardava e glielo accarezzava. Era bello essere guardato e accarezzato da quella donna 77

fantastica. Con gli occhi chiusi, lo stava aspettando. Come mai non laveva scoperta prima? Fin di denudarsi in fretta, poi si abbandon a un mondo magico mai vissuto fino ad ora. Solimana era sdraiata sul sof completamente nuda, sicura della sua bellezza. Anche lui era bello per quanto lo ignorasse. Un pregio nelluomo. Era lamante perfetto, incredibile per un macellaio. Poveretto, con quel bidone di moglie... E tua sorella? le chiese lui allimprovviso. Sta facendo la siesta. Purtroppo devo andare disse. Inizi a vestirsi. Poi si avvicin e la baci sulle labbra. Come sei bella! Vorrei rimanere con te per sempre. Lei sorrise, gli accarezz i capelli: Quando verrai di nuovo?. Sarebbe meglio di notte, questora pericolosa, mia moglie si star chiedendo quanto ci metto a fare la passeggiata. Giusto. Magari prima di andare al mattatoio?. E a che ora sarebbe?. Verso le quattro del mattino, forse prima. Ho problemi di sonno, prendo dei sonniferi, ma una volta alla settima potrei farne a meno. Solo una volta?. meglio di niente, non credi?. Questo vero, ormai morirei senza di te. La baci di nuovo: Adesso devo andare. Lei era cos appagata... non se la sentiva di muoversi: Conosci luscita?. La trover. Fa attenzione che non ti veda nessuno. Ciao amore mio. Ciao caro gli rispose lei dal sof. Sent chiudersi la porta. Sorrise soddisfatta. S, quello era il suo uomo, non doveva cercarlo pi. Il primo a saperlo fu Tiko, appostato dietro la toppa. Il secondo fu il garzone, quando entr nella macelleria alle sette meno dieci. Il primo cliente fu la parrucchiera. Era venuta a scegliere il taglio di carne personalmente, per telefono lei era uno dei sette abbonati non si fidava. S, proprio allingresso. la prima cosa che si vede entrando nella macelleria. Per me unidea della moglie, lui non ha quella cattiveria. Metti pure, ma lui non sa imporsi?. Quando mai quello ha saputo imporsi. bravo, ma senza carattere. Vero. E con quella ci vuole del carattere!. In linea di massima, questi furono i commenti detti e sentiti quella stessa mattina nel salone della parrucchiera. Da l si sparsero come un fulmine nel resto del paese e nei dintorni. La signorina Solimana lo seppe quel pomeriggio stesso da una cliente. interessante Prese due decisioni, entrambe centravano con i coniugi Fernndez. La vedova Manch lo seppe attraverso il filo del telefono la mattina seguente, interrompendo per un attimo la masticazione della tostada. La signora Fernndez fu lultima a saperlo, in realt lultimo fu suo marito. Glielo disse lei, lo 78

aveva saputo dalla merciaia. Solimana e Marcantonia erano a tavola. Dopo pranzo devo portare uno scampolo di tessuto alla sarta. Ti lascio da sola, non combinare nessun pasticcio. Vuoi che glielo porti io?. No. Perch sono ancora grassa?. Certo. Quando venuto lospite, mi avevi detto che mi portavi allemporio ed ero grassa come adesso. Possibile che non si fosse ancora dimenticata di Reinoso? sicuramente lo collega alla mamma Allimprovviso sent una profonda noia. Era stufa. A volte le veniva voglia di mollar tutto avrei dovuto farlo prima adesso non posso Soprattutto adesso. Guard la povera Marcantonia e le venne in mente quella sera. Ci aveva messo parecchio tempo per scoprirlo. In realt lei non aveva scoperto un bel niente, era stata Marcantonia a dirglielo. Chiss perch sua sorella ci aveva messo tanto, forse perch era ritardata. Di solito raccontava tutto come i bambini, o cos credono gli adulti. Ci sono bambini che hanno tenuto un segreto per tutta la vita, coprendo un assassino o mandando in prigione un innocente. Pens al figlio della sarta, fino ad ora non aveva parlato, troppo spaventato. Era stato dopo cena, mentre prendevano il caff: Solimana. Dimmi. Perch non mi vengono pi le mie cose?. Cosa vuoi dire?. Le mie cose, non mi vengo pi. Un brutto presentimento la colp: Come non ti vengono pi le tue cose? E perch non me lo hai detto prima. Da quando non ti vengono?. Boh. Alzati e vieni qua. Senza rendersi conto aveva alzato la voce e Marcantonia si era messa a piangere. Cerc di calmarla: Dai! Non piangere, Solimana ti vuole bene. Vieni qua, fammi vedere. Le aveva alzato il maglione. Chi poteva capire qualcosa in quella massa informe di grasso. Del bucato e di stirare se ne occupava Marcantonia, ma ognuna si lavava le sue pezze. Certe cose gliele risparmiava. Ascolta Marcantonia. Sforzati di ricordare, non c fretta e non mi arrabbio: da quando non lavi le tue pezze?. Da un po. Due mesi?. Silenzio. Tre?. Io non so i mesi!. Ricordati maledizione!. Non mi ricordo, non mi ricordo, non mi ricordo. Si era messa a piangere di nuovo. Per quella strada non le avrebbe cavato nulla. Qualcuno ti ha alzato la gonna? le disse accarezzandole la testa. Marcantonia si mise a guardare il pavimento. 79

Qualcuno ti ha alzato la gonna?. Silenzio. Un uomo, voglio dire. Silenzio. Nessuno ti ha abbassato le mutande?. Marcantonia continuava a guardare per terra. Chi stato? le chiese sforzandosi di mantenere la calma. Marcantonia la guard, un bagliore di entusiasmo era apparso nei suoi occhietti da ritardata: Se dimagrisco, mi lascerai uscire di nuovo?. Stiamo parlando daltro. Se dimagrisco, mi lascerai uscire di nuovo?. Si rendeva conto che stava perdendo la pazienza. Fece un ultimo sforzo, la cosa era troppo seria, non doveva lasciarsi andare: S, ma adesso dimmi chi ti ha messo le mani addosso?. E se non dimagrisco, potr uscire lo stesso?. S! Adesso ti prego, dimmi chi stato?. Grassa o magra potr uscire lo stesso?. S! aveva urlato, trattenendo la voglia di prenderla a schiaffi. se mi lascia uscire di nuovo anche se sono grassa non dico niente un segreto non devo dir niente se no niente paste con la panna le paste con la panna Solimana non me le compra perch cattiva Non stato nessuno. Solimana era stanca, la cosa migliore era portarla dal medico. Solo che Marcantonia era imprevedibile, magari trovavano un conoscente nella sala di attesa e si metteva a parlare. Se faceva venire il medico a casa, le clienti avrebbero iniziato a fare domande. Decise di limitarsi a osservare come procedevano le cose. Poteva esser un caso di menopausa precoce. La zia Zoila aveva avuto la menopausa a trentadue anni. Purtroppo non era menopausa precoce. Nonostante il corpo informe, il ventre aveva iniziato a crescere. Fu allora che incominci a spaventarla con la madre morta, nemmeno cos riusc a cavarle niente. Far denuncia sarebbe stato inutile, se non lo aveva detto a lei, non lo avrebbe detto a nessuno. Lunica era non farla vedere in giro, da loro ormai non veniva nessuno. Decise di tener chiusa a chiave la porta del retro e quella che dava al negozio. Per fortuna tutte le porte di casa avevano la chiave. Era stata una decisione presa quando la mamma si era ammalata perch non scappasse in strada. Non avrebbe mai pensato che quella misura potesse tornarle cos utile. Uno dietro laltro, i giorni incominciarono a passare lenti. Furono i mesi pi lunghi della sua vita. Finalmente arriv la fatidica data. Il giorno prima, Marcantonia si era lamentata di piccole molestie alla pancia, aveva dormito male, alle cinque si era svegliata piangendo. Cosa c?. Mi fa male la pancia, peggio di ieri. Era iniziato il travaglio... e lincubo. Solimana si era alzata alle sei. Il peggio fu accendere la cucina a legna. Poi si era preparata il mate, pi di compagnia che il caff. Un caff finisce subito, invece il mate, se sei capace, puoi farlo durare fino a otto bevute prima che si rovini. Quella giornata sarebbe stata lunga, ci voleva il mate. Sapeva quello che doveva fare. Se la sarebbe cavata. Se lera sempre cavata. 80

Le venne in mente il giorno che nacque Marcantonia. Lostetrica era arrivata di pomeriggio reggendo una grossa borsa di pelle. Nella borsa porta il fratellino le aveva detto la mamma. Poi il babbo laveva portata da zia Zoila. Invece di un fratellino, lostetrica aveva portato nella borsa una sorellina. Cicciottella e carina, ancora non si notava niente. Da quellesperienza lei non aveva appreso il minimo particolare che adesso potesse tornarle utile. Pi che per sentito dire che comunque serve quello che doveva fare, lo aveva letto in un libretto di pronto soccorso che era in casa da sempre. Sarebbe bastato, lei non aveva paura. Il sangue freddo una gran bella cosa. Apr la finestra che dava sul cortile. Guard fuori. Era ancora buio e continuava a piovere. Bene. Pioveva ininterrottamente da due giorni. Una pioggia fine ma continua. Lunica strada del paese era inagibile, i marciapiedi coperti di pozzanghere. Questa volta la tormenta di Santa Rosa era arrivata con un ritardo di quindici giorni e sembrava non volersene andare. Da quando era iniziato a piovere, non era venuta nessuna cliente. Proprio quello che ci voleva: nessuno a ficcare il naso. And in salotto, apr la finestra che dava sulla strada. Non si vedeva nessuno in giro. Era presto, comunque con quel tempo, salvo che per necessit, nessuno sarebbe uscito. Forse pi tardi, dalla parte della macelleria ci sarebbe stato un po di movimento. In quellisolato lunico negozio era il suo. Dalle sei e mezzo le contrazioni si erano fatte pi regolari, duravano di pi ed erano pi dolorose. Alle sette e mezzo aveva telefonato alla panetteria: Non mi mandi il ragazzo, ne ho ancora, se ne prendo dellaltro finisce che mi diventa duro. Dopo telefon al macellaio: Ne ho ancora. Grazie. Ecco i garzoni fuori dalle scatole. Doveva aprire il negozio, era meglio. Con quel tempaccio non sarebbe venuto nessuno, ma non si pu dire. Doveva far finta che fosse un giorno qualunque. Verso le undici Marcantonia aveva iniziato a urlare. Per fortuna la pioggia era aumentata, tuonava persino Dio con me A mezzogiorno le urla di Marcantonia erano diventate insopportabili, aveva dovuto imbavagliarla. Alla mezza aveva chiuso il negozio. Non pranz, chi ci pensava a mangiare, approfitt, invece, per preparare tutto il necessario. Alle due aveva trovato Marcantonia che dava testate contro la parete. Con laiuto della mamma laveva legata a una sedia. Imbavagliata e legata, Marcantonia non era un bello spettacolo. Sua sorella era forte, senza laiuto della mamma non ce la avrebbe fatta. Fra poco tutto sar finito. Dopo ti compro le paste con la panna. Per un istante le si erano illuminati gli occhi, poi era arrivata unaltra contrazione. Quando aveva rotto le acque, sempre con laiuto della mamma, laveva fatta salire sul tavolo. Era un tavolo rettangolare. Aveva spinto il lato pi corto contro la parete in modo di farla rimanere semi seduta con dei cuscini dietro la schiena, come consigliava il libretto. Poi laveva legata al tavolo questo non lo diceva il libretto passandole dei vecchi lenzuoli sotto le ascelle. La cosa pi difficile fu farle tenere le gambe divaricate. Minacciarla con la mamma non era stato sufficiente, era dovuta andare ad aprire la finestra: Ciao mamma, vuoi strangolarla se non tiene le gambe divaricate? Sei proprio cattiva, che brutta con quei capelli da pazza. Quando era tornata, Marcantonia aveva le gambe che pi divaricate non si poteva. Approfitt per lavarla come diceva il libretto. 81

Il tempo passava, ma non succedeva niente. Finalmente inizi lultima parte del travaglio. Aspettava solo che sua sorella collaborasse. Spingi Marcantonia spingi!. Marcantonia spingeva, ma la testa era sempre l. Che le spinte non fossero sufficientemente forti? Dai. Forza! Spingi. Poi tutto sar finito. Il tempo continuava a passare non era un buon segno. Avrebbe chiamato il medico solo se si metteva male per la madre. Controllava il tempo con lorologio. Quello reale non coincideva con i tempi del libretto. Allennesima spinta inizi a uscire la testa: Aspetta! Non spingere adesso. Solimana prese la testa, non delicatamente come consigliava il manuale, quella parte non le interessava. Dai! Spingi di nuovo. Ecco una spalla, ecco laltra, poi usc il resto. Prese il neonato, lo pos allestremit del tavolo, di lui si sarebbe occupata poi. La parte che diceva pulire delicatamente bocca e naso del neonato per agevolare la respirazione non le interessava, comunque non lo aveva visto respirare. Non era colpa sua, era stato il destino. Adesso doveva preoccuparsi solo di sua sorella. Mancava ancora la placenta e tutto il resto. Aspett come diceva il manuale eccola! Prese la placenta. Fu in quel momento che aveva sentito un urlo agghiacciante alle sue spalle. Istintivamente aveva preso le forbici che cerano sul tavolo. Si era girata: di fronte a lei cera il figlio della sarta. Come mai non aveva sentito la scampanellata della porta del negozio. Sicuramente la madre lo aveva mandato con quel tempaccio perch doveva finire qualcosa di urgente. Dopo lurlo il ficcanaso era svenuto. Aveva dovuto buttargli un bicchier dacqua sulla faccia per farlo tornare in s. Non aveva mai visto in vita sua, uno sguardo cos terrorizzato. Senti bene quello che ti dico: se racconti a qualcuno quello che hai visto, ti taglio la gola con queste forbici, hai capito?. Non aveva finito di parlare che quello era sparito rovesciando tutto al suo passaggio. Sicuramente non avrebbe aperto bocca, era troppo spaventato. Torn da Marcantonia, le tolse il bavaglio: tutto finito cara, riposati adesso. Sicuramente era troppo stanca perch non le chiese le paste con la panna. La sleg e la port a letto. La copr fino agli occhi, poi torn in cucina. Se quello stupido avesse parlato, doveva mettere in ordine subito, per non lasciare prove. Avrebbe bruciato tutto dopo la pioggia. And a prendere una scatola da scarpe e ci mise il morticino. Qualcosa richiam la sua attenzione. Avvicin la scatola alla luce. Guard meglio, non si era sbagliata. Mise il coperchio. Doveva nascondere la scatola da qualche parte. Apr la porta del retro, si era alzato il vento e pioveva a dirotto. Lasci la scatola nello sgabuzzino, avrebbe provveduto pi tardi. Guard lora: le sette. And in bagno a lavarsi e darsi unaggiustata. Prima di tornare nel negozio decise di guardare Marcantonia. Dormiva. Bene. 82

Raggiunse il negozio. Mancava unora per la chiusura. Si affacci sulla soglia. Ormai era buio. Non si vedeva nessuno in giro. Continuava a piovere. Solimana rimase nel negozio fino alle otto, non chiudeva mai prima, nemmeno se diluviava. Oggi meno ancora. Se il bambino avesse parlato, il negozio chiuso sarebbe stata la conferma che diceva la verit. Pass quellora a riordinare le idee. Quando alle otto chiuse il negozio, sapeva perfettamente quel che doveva fare. Torn in cucina. Non aveva mangiato niente in tutto il giorno devo mangiare qualcosa ci manca solo che svenga adesso con tutto quello che ho da fare 21 Si tagli un pezzo di formaggio, uno di dulce de membrillo , and alla finestra, la apr, prese il latte dal davanzale. Mangi e bevve un bicchiere di latte bollente. Poi si fece un buon caff adesso sto meglio And in camera. Marcantonia russava. Bene. Continuava a piovere. Sinfil un vecchio impermeabile, usc nel cortile. Il vento era forte e pioveva che Dio la mandava. Entr nello sgabuzzino. Non cera la luce nello sgabuzzino. Nello sgabuzzino ci si va solo di giorno diceva il babbo, comunque cera sempre una candela e una scatola di fiammiferi sul ripiano vicino allentrata. Chiuse la porta, il vento avrebbe spento la candela, la accese. Prese la scatola di scarpe, la apr, guard di nuovo il corpo del morticino. Non si era proprio sbagliata. Le mise il coperchio. Prese la vanga e spense la candela. Usc. Il vento soffiava sempre pi forte. Aspett che gli occhi si abituassero alloscurit. Ogni tanto un lampo illuminava il giardino. Strano dopo due giorni di pioggia tranquilla. Aveva deciso il posto: un pezzetto di terreno fra lo sgabuzzino e la pianta di fico, al riparo dagli sguardi indiscreti. Gli eucalipti coprivano solo le parti laterali dovr decidermi a far costruire un muretto mi scoccia uscire nel cortile esposta agli sguardi altrui Appoggi la scatola per terra, inizi a cavare. Dopo tanta pioggia il terreno era cedevole. Fortuna nella disgrazia. Pens di nuovo al figlio della sarta. Erano passate gi quasi due ore, forse non aveva parlato. Lavorare con il vento e la pioggia non era facile, ogni tanto la aiutava un lampo che illuminava la piccola fossa. Mancava poco. Non si vedeva nessuno in giro n si sarebbe visto. Chi usciva in una notte come quella. Prese la scatola, il vento aveva portato via il coperchio. La fossa era pi che sufficiente, adesso poteva sotterrarlo. Allimprovviso un lampo squarci il cielo. Con la coda dellocchio vide una sagoma bianca accanto a lei. Alz la testa: sua sorella la fissava con uno sguardo folle.
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Marmellata di mela cotogna.

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Non ebbe il tempo di reagire che Marcantonia si era chinata, aveva preso la scatola ed era scappata verso casa. Solimana si riprese dalla sorpresa, le and dietro, riusc a prenderla per la camicia di notte. Caddero entrambe in mezzo al fango. Il morticino rotol fuori dalla scatola, Marcantonia strisci per terra, riusc a prenderlo e lo strinse a s: mio, mio, mio! urlava pi forte dei tuoni. Molla l e vai dentro. Le braccia di Marcantonia erano due tenaglie attorno al morticino. Mamma, vieni! Marcantonia fa la cattiva. Marcantonia moll la presa per un attimo. Fu sufficiente. Solimana le strapp il morticino dalle braccia, lo mise per terra. Fecce alzare sua sorella, la accompagn dentro casa: Aspettami qua, non uscire che ti vede la mamma, torno subito. Solimana torn a raccogliere il morticino. Era una cosa dura, gelata e piena di fango. And barcollando fino alla fossa, lo pos maledizione! dov la vanga? Inizi a tastare per terra. Un fulmine le venne in aiuto eccola! Cominci a spalare adesso copro tutto velocemente domani controllo meglio Si alz. Era sfinita. Prese la vanga, la rimise nello sgabuzzino. Non doveva trascurare nessun particolare. Entr in casa. Per fortuna non era andata via la luce. Marcantonia non si era mossa. Aveva il viso di un pallore mortale e, sotto i piedi nudi, cera una pozzanghera di sangue. Maledizione! Vieni che ti porto a letto. Solimana le tolse la camicia di notte bagnata fradicia, la asciug, la sfreg con lalcol e la rivest. Tampon luscita del sangue con un asciugamano piegato, poi la fece coricare. And di corsa a rileggere il libretto. I motivi dellemorragia se fosse stata unemorragia potevano essere vari. Chiuse il libretto. Si ricord di unantica usanza di campagna: due chiavi incrociate sotto il cuscino della malata se non passa chiamo il dottore Marcantonia era sempre stata molto forte, nemmeno un raffreddore speriamo in bene Le prepar un brodo caldo. Sua sorella lo bevve facendo un rumore spaventoso. La guardava con odio. Non lho ammazzato io, nato morto lo vuoi capire?. Centrassero o no le chiavi, lemorragia si arrest. Da quella sera non parlarono mai dellaccaduto. Solo due, forse tre volte, Solimana aveva scoperto sua sorella con la vanga in mano. Solo in unoccasione le aveva chiesto dove fosse sotterrato il morticino. Solimana torn alla realt. Sorb lultimo goccio di caff gelato. And a vestirsi. Prese lo scampolo per quella camicia che pensava farsi fare da una vita. Marcantonia metti a posto, torno subito. Posso venire con te?. Ma sei scema? Ti ho detto di no. Poi pens che, infatti, sua sorella era nata scema, anche se il dottor Sabattini ci aveva messo tre anni per capirlo. Usc dal retro. Chiuse la porta a chiave, nella borsa aveva lintero mazzo. 84

Si avvi verso la casa della sarta. Era lora eccolo che sta arrivando Luned 5 ottobre, come tutti i giorni ormai da pi di un mese e mezzo, il signor Fernndez stava andando a caccia facendo il solito tragitto. Non aveva percorso ancora cento metri quando la vide arrivare come mai la troia per strada? Inizi a battergli forte il cuore. Era una troia, pure stronza, ma per colpa sua lui doveva lavarsi tutti i giorni faccio loffeso o lindifferente? se non si ferma non mi fermo se si ferma mi fermo o continuo? Quando mancavano cinque metri, la troia, pure stronza, si ferm. Quando mancavano due metri, parl: Ciao gli disse con voce accattivante. Buongiorno rispose lui con voce fredda. Lei voleva prendergli una mano, ma lui le aveva entrambe in tasca. Lei alz la sua, gli accarezz lispida guancia: Domani dopo pranzo passa da me. Ti aspetto. Lui la guard diffidente: E tua sorella?. Adesso fa la siesta, non ti preoccupare. Siccome lui continuava a guardarla diffidente: Muoio dalla voglia di vederti. Dimmi se verrai... ti prego. Il tigrotto del signor Fernndez si svegli di colpo. Lo stimolo fu cos forte da fargli male. La guard ancora un momento, poi: Va bene. Si allontan tagliando verso i campi. La troia ormai laveva vista, non cera bisogno di continuare per la stradina. Solimana lo guard mentre si allontanava a passo svelto una fatta adesso mi manca la moglie Suo marito era appena uscito. La signora Fernndez si alz da tavola senza sparecchiare. Era stanca, voleva farsi un riposino. Chiss perch era sempre stanca, forse tutto quel lavoro per il matrimonio. Adesso aveva rallentato il ritmo. Stava finendo le cose arretrate, ma la stanchezza non le era passata. In pi, la storia del cappotto laveva distrutta. Soprattutto il comportamento del signor Andreani. Che delusione, dolore pi che altro meglio non ci penso mezzoretta di sonno mi far bene Pepincito, dove sei?. Sono a letto mamma. Ecco! Di nuovo a rincoglionirsi con i fumetti che gli dava quel pazzo. Lo aveva gi portato da doa Mara. Era malocchio, come pensava. Le gocce di olio si erano 22 disfatte . D sicuro glielo aveva fatto la macellaia con quello sguardo da strega. Lo vedeva tutti i giorni, magari gli aveva fatto il malocchio apposta per via del cappotto. Dal pazzo Echeverry non era ancora andata adesso per voglio riposarmi un po Alz la trapunta, si sdrai vestita, si addorment subito. Cinque minuti dopo fu svegliata da qualcuno che stava bussando alla porta. Il cane si era messo ad abbaiare come un forsennato. Pepincito vai a vedere chi . Pepincito si alz senza smettere di leggere il fumetto. And alla porta, la apr. Non c nessuno mamma. Ma dove sei?. Alla porta. Che porta?. La porta dellingresso. Ma no! alla porta del retro che hanno bussato. Che cosa avrai in quelle orecchie!.
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Rimedio popolare che consiste nellappoggiare un piatto con acqua sulla testa del sofferente, poi versare poche gocce di olio in forma di croce. Se le gocce si disfano, malocchio.

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Pepincito si avvi verso il retro, senza alzare lo sguardo dal fumetto. Apr la porta senza alzare la testa. Buongiorno signorino. Quando Pepincito sent quella voce, ogni pelo del suo corpo si rizz come la coda di un gatto davanti a un mastino. Il fumetto cadde per terra. Senza alzare la testa scapp dallingresso lasciando la porta spalancata. Sarebbe tornato in tarda serata. Cos tutto questo baccano! Pepincito cosa stai combinando? url la signora Fernndez dal letto. Sono io, signora Fernndez. Quella era la voce della merciaia. Che ci faceva quella smorfiosa a casa sua? Non era mai venuta da lei. Quando le cuciva qualcosa, le prove le facevano nel retro del negozio. In realt quella non andava mai da nessuno, soprattutto negli ultimi tempi. Si alz sistemandosi i vestiti. La merciaia era sulla porta con un bel sorriso sulle labbra. Mi scusi... si accomodi signorina Solimana, dove finito quel disgraziato?. Suo figlio?. S. scappato. Tenga, Solimana le diede il fumetto che aveva raccolto dal pavimento. Grazie. tutta colpa di questi dannati fumetti. Vive con la testa fra le nuvole, ha incubi notturni, si sveglia piangendo, poi scappa cos allimprovviso. Non ce la faccio pi. Non si preoccupi, dopo passa. I bambini sono cos. e che ne sai tu dei bambini anzi che ci fai a casa mia? Sono venuta a portarle questo scampolo, vorrei farmi una camicia disse la merciaia, come se le avesse letto nel pensiero. Si accomodi, la prego, ero cos stanca che sono andata a farmi un sonnellino. La signora Fernndez cap che non era quello il modo, ma ormai lo aveva detto. Mi dispiace di averla svegliata. Ma no! Quando ha bussato, ero gi sveglia. Aspetti che chiudo la porta dellentrata. Una volta non ci facevo caso, ma da quando hanno cercato di derubarla, mi venuta la fifa. A proposito, cosa ha detto suo figlio del pestello?. e che cazzo te ne frega a te Niente, si figuri... quello non sa mai niente, mi diceva di quella camicia... . Ah s, da una vita che ho questo scampolo fra i piedi, il tempo era bello e mi sono detta: Solimana perch non vai a trovare la signora Fernndez?. Ma certo! Ha fatto benissimo. Che bella casetta la sua disse Solimana guardandosi attorno. Eh s, lha fatta mio padre, ormai non lavorano pi come una volta. Proprio vero. Ci sono molte camere?. Venga venga! Le faccio vedere. Mi segua. Ma che carino tutto... e che bella illuminazione!. S, abbiamo speso un occhio della testa per le finestre, non mi piacciono le case buie. Ha ragione. Per pulire tutto quando, in pi il cucito, dovr alzarsi presto. Dinverno tutti i giorni alle sei meno un quarto, salvo la domenica. Ci metto una vita per accendere quel maledetto braciere. Le scope e le cose cos, dove le mette? tutto talmente in ordine... . Ha ha ha... ho uno sgabuzzino multiuso che una meraviglia, venga che glielo faccio vedere. Solimana la segu. Uscirono nel cortile. 86

Il cagnolino inizi ad abbaiare. Stai zitto!. un buon guardiano. Per quello non c di meglio, abbaia se sente volare una mosca. Penso che suo marito avr un altro cane per la caccia, questo proprio troppo piccino... . No, da quando glielo hanno ammazzato col boccone, non ha pi voluto avere un altro cane. E s, la gente cattiva. Ha detto bene. Venga, questo lo sgabuzzino magico, qua c un po di tutto. Lo sgabuzzino era addossato alla casa, come quello di Solimana, ma molto pi grande. Entrarono. Che meraviglia! Qua veramente c spazio per tutto. E che bellarmadio. Di uno cos, ne avrei bisogno anchio. Lo abbiamo comprato a P. comodissimo, ci sta tutto. Guardi. La signora Fernndez spalanc orgogliosamente le ante. Vero. Oddio! Che ci fanno tutte quelle cartucce?. Sono di mio marito. A me, tutto quello che centra con le armi di fuoco mi fa paura. Poi aggiunse: Signora Fernndez, devo dirle una cosa. e adesso cosa vuole questa Mi dica. una cosa molto antipatica, per magari la sa gi. Venga che andiamo a prendere un t e mi racconta tutto. Non si disturbi, qua va benissimo. Lei sa del cappotto?. Certo che sapeva del cappotto, ne aveva fino alle orecchie: S, purtroppo ho saputo che la signora Andreani mi sta sputtanando dappertutto. Le giuro, non colpa mia. Lo so signora Fernndez, stia tranquilla. Solo quello sa?. Perch? C dellaltro?. Purtroppo s. Proprio perch lei la mia migliore cliente, mi sono detta: magari la signora Fernndez non lo sa ancora. A parte il fatto che lei mi molto simpatica, ma questo lo avr gi notato. La signora Fernndez non aveva notato di esserle cos simpatica, anzi, quella trattava tutti dallalto in basso, ma le rispose di s, che lo aveva notato. Quella stronza, mi perdoni, io non sono una che dice parolacce, ma quando ci vuole ci vuole. Quella stronza, le dicevo, sa cosa ha fatto?. La signora Fernndez non lo sapeva. Sent che le si chiudeva la bocca dello stomaco: se centrava con il cappotto e quella era venuta apposta per dirglielo, non doveva essere niente di bello. Cosha fatto?. Ha appeso il cappotto nella macelleria perch tutti possano vederlo, infatti, la prima cosa che si vede entrando. Oddio... . Mi scusi sa, ma ne parlano tutti. Per lamicizia che ci unisce, mi sentivo in dovere... . Maledetta strega lammazzo. Il marito non doveva permetterglielo, non le pare?. La merciaia aveva ragione. Come aveva potuto, lui, luomo che lei aveva amato in segreto e che amava ancora, come aveva potuto farle quello! Signora Fernndez, si sente bene?. S...s, mi scusi, solo che non avrei mai creduto di dover vivere unesperienza del genere. La capisco benissimo. una bruttissima cosa, lei non se lo merita. Solimana diede unultima occhiata allo sgabuzzino magico, poi: Purtroppo devo andare. ora di aprire il negozio, le lascio lo scampolo, ne parliamo la prossima volta che viene da me. Solimana si conged da una signora Fernndez cos abbattuta, che non riusc neppure a sfogarsi 87

con la solita frase che collegava la sua vita agli escrementi. La prima cosa che la signora Fernndez disse a suo marito quando rientr quella sera, fu il fatto del cappotto appeso nella macelleria. Come lhai saputo?. venuta apposta la merciaia a dirmelo. La merciaia venuta qua?!. S. E come mai?. Non lo so, anchio mi sono stupita. Solo quello ti ha detto?. Ti sembra poco?. Il signor Fernndez non rispose, del cappotto non gliene fregava niente. Perch la troia era venuta dal cesso e non glielo aveva detto quando si erano incrociati per strada? glielo chieder domani Gli bast pensare alla troia perch il tigrotto gli facesse un accenno di saluto. Che cosa pensi di fare?. E che vuoi che faccia? rispose andando a pisciare in bagno, nel cortile faceva freddo. Quella notte la signora Fernndez non chiuse occhio, quando si alz, aveva preso una decisione. Suo marito era uscito senza dire parola, se ne fregava dellaffronto che le avevano fatto gli Andreani. Bene, se le cose stavano cos, doveva essere lei a salvare lonore della famiglia. Poteva essere un caso, ma da quando la macellaia aveva iniziato a sputtanarla in giro, non era venuto nessuno a portarle del lavoro. Di solito, con il cambio di stagione, era sempre indaffaratissima. In pi, se quella teneva il cappotto in bella vista, magari la gente aveva sterzato verso la moglie del muratore. Come sarta era un cane, ma la gente cos: oggi tinnalza fino alle stelle, poi ti volta le spalle. Date le circostanze non si sarebbe sciolta lo chignon, non si sarebbe truccata, men che meno si sarebbe tolta gli occhiali. Usciva cos comera: a testa alta e con la faccia pulita. Lonore della famiglia tutto diceva sempre il babbo siciliano. Di quella sua famiglia di merda non gliene fregava niente: un marito inutile e un figlio rintronato. Lo faceva per lei, perch si sentiva umiliata. Era lora di punta, la macelleria sarebbe stata piena di gente. Meglio, lei non aveva paura. Usc da casa sbattendo la porta. Con passo sicuro fece i pochi metri che la separavano dalla macelleria. Entr senza salutare. Cerano sei persone. Tutti si voltarono a guardarla, questo le fece perdere un trentacinque percento di sicurezza. Poi vide il cappotto in bella vista e ne perse altri quarantacinque. Quando guard luomo amato che laveva ferita in quel modo, si mise a piangere. Quella era stata una mattina piuttosto noiosa. Nessun commento, proprio come se il cappotto appeso al chiodo fosse diventato invisibile. Che lo avessero tolto? No, avrebbe visto o sentito qualcosa, invece niente. A quel punto Tiko aveva deciso di scaldare lacqua e farsi un bel pediluvio. Era seduto tranquillo con i calli a mollo, proprio quando sent quel pianto provenire dalla macelleria. Lasci immediatamente la bacinella e and scalzo fino allinterruttore della luce. Spense. Tolse il tovagliolo dalla toppa maledizione! chi pu essere? Dal buco vedeva solo la gente voltata che guardava verso lingresso, l doveva esserci la donna che piangeva. 88

Cap chi fosse solo quando sent la voce della sarta. Con il venti percento di sicurezza che le restava, aveva urlato: Ti far ammazzare da mio marito!. Dopo di aver minacciato quellingrato, la signora Fernndez era tornata a casa e aveva pianto fino alla mezza, quando era rientrato suo marito dalla caccia. Lui non not quelli occhi gonfi e rossi perch mangi guardando il vuoto. Visto che ho un marito che non sa difendere lonore della famiglia, sono andata io dal macellaio. Silenzio. Ho visto il cappotto appeso, sai?. Il signor Fernndez continuava a masticare guardando il vuoto. Mi senti?. S. E d qualcosa!. Uffa! Ancora con quella storia?. Certo! Se perdo la clientela cosa mangiamo?. Selvaggina le rispose alzandosi da tavola. Te ne vai senza prendere il caff?. Suo marito non le rispose, and in bagno e si chiuse a chiave ecco che si lava di nuovo che gli abbiano fatto una fattura? devo prendere un paio di mutande usate e portarle a doa Mara non si nemmeno accorto che ho pianto Come se non bastasse, da quando era venuta la merciaia, suo figlio non la mollava un secondo. Aveva dovuto mettergli un materasso per terra perch non voleva dormire da solo in camera sua e ogni volta che andava in bagno, doveva accompagnarlo che vita di merda! Solimana aveva deciso: niente sonnifero, non era il caso. Marcantonia oggi deve venire il marito della sarta. Marcantonia la fiss con il suo sguardo bovino e non rispose. Sai chi ?. S, quello che passa tutti i giorni e guarda dentro. Il primo, perch sono due che passano tutti i giorni e guardano dentro. Doveva far attenzione, sua sorella era una scatola di sorprese. Non so se guarda dentro, viene a portare un vestito che mi devo provare. Tu rimani in camera e non uscire. Uffa! Io mi annoio in camera. Ti do un po di quei biscotti che abbiamo di riserva per gli ospiti. Lospite non pi venuto. ancora con lospite! Lospite non verr pi, vuoi i biscotti?. Li voglio. Perch non verr pi lospite?. morto. Perch?. Lha ucciso la mamma. Marcantonia si alz di scatto trascinando con s la tovaglia: Dammi i biscotti che vado in camera. Quando tutto fosse finito, non lavrebbe pi spaventata con la mamma. Solimana inizi a mettere a posto. Poi and a controllare Marcantonia. Aveva la bocca piena e masticava. Aspetta qui, hai capito?. Chiuse la porta a chiave e torn in cucina. Guard dalla finestra, il cacciatore di selvaggina era gi nel cancello, in anticipo di cinque 89

minuti. And ad aprire la porta che dava sul cortile, gli fece un segno con la mano. Questa volta arriv subito. Ciao lo salut Solimana con un sorriso. Salve rispose il signor Fernndez senza ricambiare il sorriso. Lo fece entrare, gli prese gentilmente il fucile: Dammi che lo appoggio da qualche parte. Lui le consegn il fucile. Anche mio padre andava a caccia, mi portava ogni tanto e qualche volta mi ha anche fatto sparare. Pensi che ne sarei ancora capace?. Vuoi provare?. carico? gli chiese lei con faccia spaventata. S. Vuoi che tolga la cartuccia cos prendi la mira?. Per favore, le armi di fuoco mi fanno paura. Il signor Fernndez apr il fucile, estrasse la cartuccia e la mise nella borsa che teneva a tracolla, richiusa larma gliela porse: Tieni, adesso devi solo puntare. Solimana afferr il fucile, lo posizion, prese la mira. Il signor Fernndez la guardava divertito. Si vede benissimo. Con questo si pu uccidere un uomo?. Eccome! Altroch! Oddio, che paura!. Solimana abbass larma: Vado a metterlo in cucina. Vuoi un caff? Io non lho ancora preso. No grazie. Nemmeno lui aveva preso il caff, ma adesso voleva tuttaltro. E in fretta anche, prima che la troia iniziasse con il suo giochetto di togliti questo, togliti quello, girati di qua, girati di l. Quella non lo avrebbe pi preso per il culo. Detto e fatto, si tolse la borsa, la appoggi per terra e inizi a svestirsi. Quando Solimana torn con la tazzina di caff in mano, lo trov seduto sul sof con addosso solo i calzini vergine santa questo matto Vieni qua, disse lui con voce ferma. Solimana si sedette il pi lontano possibile da lui, circa ottanta centimetri. Ho detto qua!. Il manovrabile cacciatore di selvaggina che Solimana conosceva, era sparito. Doveva fare attenzione, alla fin fine non sapeva come avrebbe potuto reagire. Inizi a tastare il terreno facendogli un dolcissimo sorriso, arma fin allora infallibile. Il sorriso non produsse leffetto desiderato. Sorseggi un po il caff, poi: Caro devo dirti una cosa. Che cosa doveva dirgli la troia adesso? se di nuovo tira fuori la storia della scema le faccio volare la tazzina con uno schiaffo la butto gi e le sprofondo il tigrotto dentro Sentiamo un po cosa deve dirmi la signora adesso. Caro... non so proprio come dirtelo. Solimana rimase in silenzio, lo sguardo del cacciatore di selvaggina era orribile. Allora non dirlo e vieni qua!. Solimana prese coraggio: Purtroppo questa mattina mi sono venute le mie cose. Lui la guard diffidente: Fa vedere. Cosa vuoi dire?. Voglio dire di farmi vedere se vero. oggi decisamente pi risoluto Mi vergogno... . Il signor Fernndez oggi non era pi, ma assolutamente risoluto. Risoluto al punto di uccidere quella troia se continuava a prenderlo per il culo. Se non mi fai vedere, prendo il fucile e ti faccio saltare le cervella, troia rizzacazzi che non sei altro. 90

Conoscitrice degli uomini, Solimana cap che questa volta non cera via di scampo. Se la cav prendendo con cura il tigrotto del signor Fernndez e facendogli un servizio manuale che non faceva da tanto tempo, ma certe cose, una volta imparate, non si dimenticano pi. Le riusc assai bene. Il signor Fernndez, un po disorientato allinizio, fin per lasciarsi andare se mi fa una sega sar vero che le sono venute le sue cose Adesso dovresti andare, ho un sacco di cose da fare prima di aprire il negozio. Il signor Fernndez inizi a vestirsi. Si stava allacciando una scarpa. Che piedi grossi!. Ha ha ha ho tutto grosso io. Avrai un quarantacinque?. Quarantaquattro. Fammi vedere. Lui le diede laltra scarpa, lei la gir, guard sotto sono lisce gliela restitu con un sorriso. Lui la prese, se la infil nel piede. Curiosa la troia niente male la sega se cos esperta con la mano figuriamoci col resto... lui avrebbe preferito il resto, comunque si era rotto il ghiaccio. Per il resto cera tempo, il resto della sua vita. Era felice, non avrebbe pi toccato il cesso. Solimana and a prendere il fucile, lo accompagn fino alla porta. Quando ti vanno via le tue cose?. Ti far un segnale dalla finestra rispose Solimana chiudendogli la porta in faccia. Poi torn in camera. Marcantonia stava leccando le briciole che aveva fatto scivolare nel coperchio del barattolo, ormai vuoto. Puoi uscire adesso. Hai finito col marito della sarta?. S. Per sempre. Con la storia del cappotto la vedova Manch sembrava ringiovanita di dieci anni. Ne parlavano gli abitanti del paese, quelli delle campagne vicine che venivano a prendere la carne, pi amici e parenti di entrambi i gruppi. Unaltra notizia stuzzicante gliela aveva portata Pepincito. Riguardava la merciaia. Quella sfacciata era andata a casa sua. Lui, poveretto, era convinto che fosse per spaventarlo, invece lei era sicura che la merciaia fosse andata a trovare la moglie dellamante apposta. Fatto sta che il bambino era terrorizzato. Forse aveva ragione il piccolo, magari quella voleva spaventarlo per assicurarsi che non raccontasse a sua madre che laveva vista giacere con suo padre. S, vedova Manch. Signora Manch. S, signora Manch, venuta per tagliarmi con le forbici. Tagliarti con le forbici?. questo non dovevo dirlo Volevo dire spaventarmi con qualsiasi cosa, magari le forbici, quella mi odia. E tuo pap cosha fatto?. Mio pap non cera. ecco! andata a parlare con la cornuta quando lamante non cera Povero piccino, che cosa successo quando la signorina Solimana venuta a casa tua. Non lo so signorina Manch. Signora Manch. Non lo so signora Manch. E perch non lo sai Pepincito? Parlavano troppo piano?. No signora Manch, non lo so perch quando ho sentito la sua voce, sono scappato. Povero piccolo, vieni che ti do un pezzo di torta. 91

S. Era un bel periodo, pens la vedova Manch speriamo che non si guasti il tempo ma non credo ormai arrivata la primavera Dopo lumiliante visita che lafflitta signora Fernndez aveva fatto al macellaio con il suo carico di vergogna, dolore e minacce di morte per laffronto subito, sia nel paese che fra le due famiglie subentr una certa calma. Purtroppo era la calma innaturale che precede la tempesta. Una tempesta che, con metodo e precisione, qualcuno stava ordendo da mesi allinsaputa di tutti: Alea iacta est. Prima di andare a letto, Solimana aveva dato una doppia dose di sonnifero a Marcantonia, doveva essere sicura che sua sorella dormisse fino a tardi speriamo che sia lultima volta Mise la sveglia alle cinque e mezzo del mattino. And a letto. Quella notte dorm male. Si alz alle sei meno venti. Ballava dentro i pantaloni del babbo, ma di lunghezza andavano bene sono alta io! Si era coperta con un cappotto vecchio, anche quello del babbo, aveva bisogno di tasche grosse. In una doveva mettere il sacco di iuta piegato, nellaltra il pacchettino con la carne. Anche il Borsalino era un po grande, ma con lo chignon lo riempiva perfettamente. Aveva fatto attenzione a non rovinarsi la pettinatura, fino a sabato non sarebbe potuta andare dalla parrucchiera. Sopra il cappotto si era messa la borsa di Marcantonia, a tracolla. Gliela aveva fatta cucire apposta, quando andava a far la spesa perdeva tutto. Ormai non le serviva, sua sorella non sarebbe pi uscita da sola. Mise dentro le scarpe del babbo, numero quarantaquattro, lei non buttava mai via niente. Aveva riempito le punte con del cotone e si era messa tre paia di calze. Con i lacci ben legati non le si sarebbero sfilate dai piedi. Per uscire si era messa un paio di vecchie scarpe della mamma, due numeri pi grosse delle sue. Le sue tracce non dovevano trovarsi da nessuna parte. Poi, la cosa pi importante, aveva preso un paio di guanti nuovi dal negozio. Fini perch non la impacciassero nei movimenti, neri perch non si vedessero al buio. Prima di uscire era andata a controllare Marcantonia. Russava beatamente. Perfetto. Usc dalla porta del negozio, l cerano pi tracce, quelle che avrebbe lasciato lei, si sarebbero confuse con le altre. Fece il giro dellisolato e imbocc la stradina che passava dietro le case. Camminava decisa. Era tranquilla. Aveva studiato tutto a puntino, ma doveva sbrigarsi. Pass dietro la macelleria. Non si vedeva la luce accesa, ma sicuramente il macellaio era gi tornato dal mattatoio. Si ricord del pomeriggio passato insieme. Nel suo bel volto comparve un dolce sorriso. Quando super la casa della vecchia che rammendava le calze, prese il pacchettino con la carne che aveva in una delle tasche. La prossima casa era quella della sarta. Si ferm davanti al cancello. Se si era alzata alle sei meno un quarto, come le aveva detto, doveva gi essere al lavoro con il braciere acceso. Il cagnolino abbai solo due volte, poi cominci a mangiare la carne avvelenata. Ci mise poco a morire, quel veleno per i topi a base di stricnina era una meraviglia. Prese la borsa che aveva nellaltra tasca. Ci mise il cadavere del cagnolino. Torn indietro fino al pollaio degli Andreani. Per fortuna il cane della macellaia non si vedeva da nessuna parte. Mangiava come un porco, 92

sicuramente stava russando nel cortile. Ormai si era abituata al buio. Cerc un posto discreto per lasciare la borsa con il cane morto eccolo Lo steccato non era alto. Ci avevano appoggiato un mucchio di pali contro, ma erano scivolati un po gi lasciando uno spazio sotto perfetto Alz il braccio, pos la borsa per terra, poi la spinse in modo che restasse nascosta sotto i pali. Nessuno ammazza il cane del vicino e lo lascia in bella vista. Torn dalla sarta. Tutto quel via vai di tracce per terra non la preoccupava, anzi, si era messa le scarpe della mamma apposta. Lei sapeva la misura del piede di ogni donna che abitava a Palo Santo, se la polizia avesse fatto una piccola indagine, non sarebbe risalita fino a sua madre, morta da dieci anni, ma fino a qualcuno vivo, ad esempio la macellaia. Per raggiungere lo sgabuzzino cammin sopra i mattoni che, uno qua uno l, raggiungevano la casa. Adesso non doveva lasciare impronte. Apr lo sgabuzzino. Sapeva che non era chiuso a chiave, sapeva anche che cera la luce elettrica, ma non la accese, poteva essere rischioso, comunque aveva memorizzato il posto di ogni cosa. Di ogni cosa che le interessava. Tolse le scarpe della mamma e le mise nella borsa. Sinfil quelle del babbo, leg forte i lacci, non le si sarebbero sfilate. Aveva fatto la verifica prima di andare a letto, dopo che Marcantonia si era addormentata. Apr larmadio ecco la scatola con le cartucce ne predo due non si sa mai tast la parete dove aveva visto il chiodo con il segno del fucile. Non si era sbagliata, era il chiodo giusto. Prese il fucile, lo apr, mise la cartuccia, lo chiuse. Poi and fino alla porta. Guard fuori. Silenzio e buio. Cammin sulla terra facendo pressione con ogni piede. Adesso doveva lasciare le impronte. Varc il cancello, and fino allangolo, gir a sinistra e continu finch raggiunse la strada principale. La notte era nera come la pece. Cera la luna crescente, ma per fortuna il cielo era coperto. Fortuna o Giustizia Divina. Si vedevano solo tre luci accese: quella che filtrava attraverso le persiane della sarta, quella della panetteria e quella del macellaio. A quellora il vecchio Tiko gi doveva essersi alzato, ma dalla strada non si vedeva la luce accesa. Doveva affrettarsi, faceva ancora buio, ma presto si sarebbe svegliato il muratore. Stava ultimando i lavori della nuova casa per gli sposini, prima che rientrassero dalla luna di miele. Camminava rasente i muri. Super la casa della sarta, si ferm un attimo alla finestra della macelleria. Guard dentro. Lui era dietro il bancone, stava bevendo il mate. Si sentivano le note di un tango. Come tutte le mattine, Tiko si era alzato alle sei in punto. Alle sei e un quarto aveva gi finito con le pulizie mattutine. Da quando la macellaia aveva appeso il cappotto al chiodo che dalla toppa lui non riusciva a vedere si sbrigava con le pulizie. Un commento interessante poteva venir fuori in qualsiasi momento. Non voleva perdersi niente. Inizi a prepararsi il mate. La preparazione del mate quasi un rito. Lacqua non deve essere troppo calda perch non bruci lerba, ma se non sufficientemente calda, sa di niente. Una volta ottenuto il punto giusto di calore, si deve far cadere lacqua piano 93

piano, cos lerba sinumidisce un po per volta. Un mate come Dio comanda deve presentare una superficie schiumosa che, se si sono rispettati tutti i parametri sopra elencati, pu durare inalterato per almeno cinque bevute. Poi, man mano, la schiuma sparir dando luogo a quegli odiosi paletti che galleggiano in un liquido sempre pi trasparente che non sa di niente. Allottava, al massimo alla nona bevuta, bisogna cambiare lerba e iniziare daccapo. Eh s, per bere il mate ci vuole del tempo a disposizione, si capisce. Poi ci sono le aggiunte: con lo zucchero, con il caff, con la scorza di arancia, di limone Tutte cose da gringos, si capisce, che farebbero inorridire un gaucho vero. Allimprovviso Tiko sent delle voci provenire dalla macelleria. La musica della radio era troppo alta. Non riusciva a capire le parole. Spense la luce, tolse il tovagliolo che copriva la toppa, si piazz dietro. Il signor Andreani, pallido come un morto, stava guardando verso lingresso. Cara! Cosa ci fai con quel fucile?. Sono venuta ad ammazzarti brutto figlio di puttana. Ma uno scherzo?. Nessuno scherzo, il bambino aveva la tua stessa macchia. Il signor Andreani non capiva di quale bambino stesse parlando. Perch gli puntava con un fucile? Che fosse impazzita come sua madre... Violentare e mettere incinta una ritardata mentale! Ho visto la macchia nera che hai sul petto. Questo era stato detto quasi urlando, Tiko lo aveva capito perfettamente, come aveva capito anche di chi fosse quella voce. Poi si sent lo sparo. Gardel cantava: Mi Buenos Aires querido 23 cuando yo te vuelva a ver... Mentre cadeva ferito mortalmente dalla donna che aveva amato come nessunaltra in vita sua, il signor Andreani si ricord della macchia di grasso che non voleva andar via. Se l'era fatta aggiustando la porta della ghiacciaia sicuramente lavr vista ma perch... Allimprovviso Tiko si ricord della voglia. A generazioni alternate, i membri maschi della sua famiglia erano colpiti da quella voglia nera in mezzo al petto. Nel suo paese l nella lontana Grecia, si capisce i membri della sua famiglia erano detti i vogliosi. A lui non era toccata. A quanto pareva era toccata a suo figlio, un figlio che non sapeva di avere per quello la scema non si pi fatta viva Se la situazione era quella, cera solo una cosa da fare. Tiko prese un foglio di giornale vecchio, lo appallottol, ottur la toppa alla bella e meglio, spense la luce, e decise di andare a dormire. Tre ore dopo, quando la polizia buss alla sua porta, era ancora coricato. Url: Avanti. stata proprio una nottataccia signor Commissario. La gamba, si capisce. Quando si blocca non c verso di metterla in moto. Mi sar addormentato verso le tre, ho dormito fino alle nove di questa mattina signor
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Mia Buenos Aires amata quando io ti rivedr... Alfredo Le Pera, 1934.

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Commissario. Di solito mi alzo presto, ma questa notte con la gamba No, non ho sentito nessuno sparo signor Commissario. Arrivederci, signor Commissario. Lo aveva attirato a casa sua come a tutti gli altri, nessuno era da escludere, ma che fosse stato proprio lui non lo avrebbe mai detto. Quando gli aveva visto la voglia sul petto, era rimasta male. Peccato! Quelluomo le piaceva sul serio. Lo avrebbe scelto come amante fisso, ormai non pensava pi di sposarsi. Con Marcantonia non avrebbe potuto. Il babbo le aveva insegnato a sparare quando era una bambina. Sei coraggiosa come Solimano il Magnifico le diceva sempre. Era proprio fissato per la storia antica il babbo: Tu dovevi essere nata uomo, sei audace come un uomo povero babbo! Non aveva mai capito niente. Gli uomini coraggiosi! Lei ne aveva conosciuti parecchi, di uomini coglioni, ma pochi coraggiosi. Una cosa era vera: coraggiosa era coraggiosa. E di sangue freddo, infatti, aveva pensato a tutto. Il sacco di iuta per mettere il cane morto, ad esempio, era uno di quelli per il mais che vendevano allemporio. A Palo Santo tutti sapevano che il macellaio, oltre al pane vecchio della panettiera, dava del mais alle galline. Alla fine la polizia lo avrebbe scoperto. Una prova in pi dellodio che opponeva le due famiglie. Se poi la polizia non avesse trovato il cane morto, la macellaia avrebbe pensato che era stato suo marito. Magari si sarebbe rallegrata: lo aveva fatto per lei. Torto per torto: la sarta le aveva rovinato il cappotto, suo marito le aveva ammazzato il cane. Ricord la sua faccia quando era entrata nella macelleria con il fucile in mano e il Borsalino in testa. Prima laveva guardata con gioia, poi con sconcerto. Le aveva detto perch lo ammazzava. Non lo odiava n lo aveva ammazzato per vendetta. Era una cosa che andava fatta. Tutto l. Era stato semplicissimo, un solo colpo in mezzo agli occhi. Il babbo sarebbe stato orgoglioso. Una mano gliela aveva data anche la radio: per mascherare in parte il rumore dello sparo, aveva persino aspettato la nota pi alta di Gardel. Poi si era guardata intorno. Concentrata in quello che doveva fare, non lo aveva visto ecco il cappotto appeso al chiodo Prima di uscire aveva guardato la strada. Era deserta. Fucile in una mano, cappotto nellaltra, era tornata da dovera venuta. Aveva ripreso la stradina secondaria, si era fermata davanti al cortile trascurato della sarta. Doveva completare la seconda parte del lavoro: il tocco finale. Super il cancelletto, and di nuovo nello sgabuzzino pestando forte, anche adesso doveva lasciare le impronte. Tast la parete cercando il chiodo, appese il fucile, pieg il cappotto, lo mise nellarmadio. Ripose la cartuccia avanzata nella scatola. Si cambi le scarpe, usc dallo sgabuzzino. Sorrise pensando al figlio della sarta. Se lavesse vista, sarebbe morto dallo spavento. Si avvi verso il cancello camminando di nuovo sui mattoni, adesso le impronte non ci volevano. Prese a destra. Dietro la macelleria era buio come prima, sicuramente lo avrebbe trovato il garzone. Non si preoccup pi delle tracce, ce nerano troppe, nessuna sua. Tuttavia ebbe la precauzione 95

di girare e riprendere la strada principale per entrare dal negozio. Affrett il passo. Si sent il canto di un gallo in lontananza. Iniziava ad albeggiare. La sera di gioved 7 ottobre 1943, il signor Fermn Fernndez fu arrestato e condotto al commissariato di P. Accett tutti i capi di accusa: omicidio volontario aggravato dalla premeditazione. Emesso il verdetto, fu trasferito al penitenziario di O. per scontare la pena dellergastolo. Che cosa avrebbe potuto fare? Quello che doveva fare, avrebbe dovuto farlo prima, quando sua moglie si lamentava per quel maledetto cappotto. Lei glielo aveva detto: Se tu non fai niente, dovr farlo io, e lei lo aveva fatto, eccome se lo aveva fatto! Mai e poi mai avrebbe immaginato che quella donnetta lagnosa potesse arrivare a tanto. E che sangue freddo! Lo aveva ammazzato prima che lui si alzasse. Quando era andato a deporre, lei era gi tornata, cuciva con il braciere acceso come se niente fosse. Una che non aveva mai toccato unarma in vita sua! Comera possibile?! Un solo colpo in mezzo agli occhi. Forse era labitudine di far passare il filo nella cruna dellago... Sul fucile non cerano le sue impronte, ma questo lo capiva: sua moglie era sempre stata una freddolosa, sicuramente si era messa i guanti. Quando aveva cercato di parlarle per chiarire tutto, lei lo aveva zittito: Ti prego, non dire niente. Promettimi che non parleremo mai pi di questo. E lui glielo aveva promesso. Era lunica cosa da fare. Se lui avesse parlato, con lei in galera, come avrebbe potuto portare avanti una casa e allevare il bambino? Tutto sommato non era stata una cattiva moglie. Anche adesso, veniva a trovarlo una volta al mese con i cannelloni. E finch ce nera stata, gli aveva portato tutta la selvaggina sottaceto. Poteva stare tranquilla, lui non avrebbe parlato, dopotutto non si stava male in galera. Si era perfino fatto degli amici, in paese non gli era mai capitato. Se non sei uno stupratore di bambini, ma un assassino a sangue freddo, persino ti rispettano. E poi in certe notti, quando il sonno tardava ad arrivare, pensava alla troia, si sparava una bella sega e si addormentava subito. Alla fine era stato un bravo marito. Pensare che sempre lo aveva considerato un incapace. Invece si era comportato da vero uomo. A volta le rimordeva la coscienza. Se lei non gli avesse tanto rotto le scatole con quel maledetto cappotto, non sarebbe successo niente. Quando lui aveva voluto spiegarle, lei lo aveva zittito. Lo perdonava lei, ci mancherebbe. Per farglielo capire si era fatta promettere che non avrebbero mai parlato dellomicidio. Quello s, invece di ammazzare il signor Andreani, avrebbe potuto ammazzare la moglie o, forse, era meglio cos, altrimenti non avrebbe mai potuto toglierselo dalla testa. Inoltre era stato il colpo di grazia lui le aveva ammazzato il cane. Lui o lei, fa lo stesso. Se lo aveva avvelenato lei, lui era sicuramente daccordo, comunque non aveva fatto niente per impedirlo. Che ingenua era stata a credere che lui lavesse amata! I primi tempi erano stati duri, la gente voleva bene al signor Andreani. Nessuno le portava pi 96

lavoro. Se non fosse stato per la merciaia, che le aveva ordinato un intero guardaroba per la sorella, non voleva pensare a come se la sarebbe cavata. Per un po si era dovuta aggiustare solo con lo stipendio di Pepincito. Brava la vedova Manch, glielo aveva anche aumentato. Poi, un po per volta, le cose iniziarono a migliorare. Man mano che limmagine del bravo signor Andreani sbiadiva, tornava in primo piano quella della moglie, simpatica a pochi per essere generosi. La gente riprese a portarle del lavoro. Dopotutto, lei era una donna sola con il marito in galera e un figlio stordito da tirar su, quindi su quel fronte le cose si erano aggiustate, ma le mancava un uomo. Anche questo fu risolto, capit per caso. Da tanto tempo lei aveva lintenzione di fare un bel camino nella sala cucito. Ci voleva proprio. Hai voglia di trafficare con il braciere in piena notte sopportando il freddo. In pi, aveva sempre avuto lidea di aprire una scuola di cucito. Una cosa da poco, intendiamoci. Quattro o cinque allieve al massimo, comunque non puoi scaldarle con un braciere. Fatto sta che aveva chiamato il muratore del paese: fra un mattone e laltro, era scattata la scintilla. Non era amore vero, come il signor Andreani non ci sarebbe stato pi nessuno, ma per il suo caldo sangue siciliano, il muratore andava benone. Il giorno dopo larresto del signor Fermn Fernndez, furono celebrati i funerali del signor Antonio Andreani. A Palo Santo non si era mai visto un funerale con tanta gente e tanti fiori. Solo mancavano tre persone: Tiko la sua gamba continuava a fare i capricci, si capisce ovviamente la signora Fernndez, e la vedova Manch, che non poteva lasciare il lavoro. A fianco di Solimana, cera Marcantonia. Un occasionale testimone afferm di aver visto la merciaia piangere.

epilogo Il garzone del macellaio come aveva fatto il macellaio quando era garzone spos la figlia del padrone. Al momento della morte del padre, Pagnottina era incinta di due mesi. Il nuovo macellaio divent, come suo defunto suocero, ma pi a lungo, lamante fisso della merciaia. Si sarebbero visti una volta alla settimana quando lui tornava dal mattatoio, esattamente come Solimana aveva stabilito con il precedente macellaio, particolare che quello attuale avrebbe sempre ignorato. A quellora, Marcantonia e Pagnottina, dovutamente rimpinzate la sera prima come daltronde tutte le restanti sere della settimana dormivano placidamente stravaccate nei rispettivi letti. La signora Andreani non si spos pi, chi avrebbe potuto trovare poi? Finiti i pianti per la morte del marito, continu la solita vita. Adesso era da sola in casa. Sua figlia e il marito avevano preso due camere dalla signora Pregadio, che si era decisa ad affittarle perch vuote si stavano rovinando. Non era molto contenta di questo genero, ma chi altro avrebbe potuto trovare sua figlia? Avvocatessa lei? Figuriamoci! Stava per avere un bambino... con il pancione era diventata una balena di centodue chili. Meglio cos, non doveva preoccuparsi pi se ingrassava, il marito lo aveva trovato. Fatto sta che ogni tanto si sentiva sola, cominci a invitare Tiko a mangiare e, si sa, una cosa tira laltra. Cos, in certe notti di caldo insopportabile grassa comera, lo pativa di pi lasciava aperta la porta che dava sul cortile. Restava in attesa fino a quando non sentiva quel passo 97

irregolare di una gamba buona che ne trascina una guasta, allora si spostava per fare un po di spazio nel letto. Fino alla menopausa, cio fino alla veneranda et di cinquantotto anni, Marcantonia non usc mai da sola. In compenso, ogni Natale, Solimana le portava le paste con la panna. Poco a poco dimentic il morticino e non and pi nello sgabuzzino a prendere la vanga. Con il tempo, Pepincito smise di sognare la signorina Solimana che gli tagliava il pisello, ciononostante non mise pi piede nel suo negozio. Nemmeno da adulto. Accompagnava sempre la mamma a veder il pap una domenica al mese. Due anni dopo la tragedia, sua madre gli compr una bici nuova, ormai con la scuola di cucito guadagnava bene, ma era diventata una fifona. Cos avevano preso un cane grosso per spaventare i ladri per quando dopo il mancato furto di Reinoso di ladri, in paese, non se nerano pi visti. Quando comp sedici anni, gli fu offerto di lavorare nellemporio: doveva recapitare le cose pi delicate ai clienti. Accett alla sola condizione che non lo mandassero mai dalla merciaia. Spinto dal sempre pazzo Echeverry che continuava a dargli i fumetti a diciotto anni siscrisse a un corso per corrispondenza di grafica e disegno. Fino al giorno della sua morte, accaduta sei anni dopo lassassinio del macellaio, la vedova Manch grazie alle telefonate fra la merciaia e il garzone della macelleria, adesso padrone visse gli anni pi felici della sua vita. Oltre ai vividi commenti riguardo ai loro incontri amorosi, quando non cera nessuno da servire nei rispettivi negozi, gli amanti si scambiavano pettegolezzi sui clienti. Forse questo sfrenato piacere quotidiano fu la causa dellinfarto che la port alla tomba, proprio il giorno in cui compiva i suoi primi sessantanni. La coppia di sposini visse felice e contenta fino al quinto anno di matrimonio, poi per Natale venne in visita un cugino dello sposo. Era pi bello e pi sapiente, in certe arti, del cugino campagnolo; la sposina scapp con lui a Buenos Aires, lasciando al marito i quattro figli.

Oggi il paese non esiste pi; tuttavia, cliccando il suo nome su Internet, compare una foto scattata da chiss chi. Si vede una casa semi diroccata accanto a un mulino a vento fuori uso. Domselaar, Argentina, dicembre 2010

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