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Cicci di Scandicci

Quando ero in vita mi hanno chiamato Cicci, Cicci di Scandicci. Ora, vorrei che provaste a guardare una mia fotografia, e poi a dirmi se potevo chiamarmi Cicci. Quello un nome da finocchi. Io finocchio non lo sono mai stato. Mi piaceva la passera. Anche troppo, forse, ma in una maniera sana, schietta, popolare. Come si usa dalle mie parti, dove laria buona e la vita genuina. O almeno lo era, prima che arrivassero i cinghiali. Io ero buono quanto laria che respiravo. Gran lavoratore, tutto il giorno sui campi, la sera in famiglia. Da noi la famiglia vuole ancora dire qualcosa. Abbiamo vissuto alla stessa maniera per secoli, nel nostro piccolo villaggio sulle colline (non era Scandicci, anche se era l vicino). Si zappava la terra, si beveva un pochetto e si stava in armonia, con i nostri cari. E cos che si diventa artisti. Perch noi si era tutti un po artisti. No, non ridete. In citt la famiglia finisce tra le mura di casa. Da noi, in campagna, tutto il paese un po una famiglia. Si sa tutto di tutti. Non sempre ci si vuole bene, vero, ma perch ci si conosce troppo. Ci si somiglia. E allora si litiga come tra fratellini. Per poi si beve un bicchiere e si va a far merenda assieme. Non con tutti, certo. Con gli amici. Gli altri, se li frequenti troppo, ti fanno carognate. Lideale starsene in casa propria, con i tuoi, e uscire solo di tanto in tanto, per le merende. E cos che nascono gli artisti: stando tra la gente che conosci e godendoti il paesaggio da casa tua o dal tuo campo. La gente pensa che larte non sia per i contadini. Sono pregiudizi. Io coloravo i disegni che trovavo sui giornali. Inoltre impagliavo gli animali. Impagliare unarte vera. Bisogna aprire la pancia alla bestiolina quel tanto che basta a fare uscire le budella, senza rovinare il pellame. Poi si pulisce il sangue, si infila la paglia e si ricuce. Non mica facile. Molti animaletti che tagliavo li rovinavo. Per i cinghiali no, quelli mi venivano bene. Sar perch io i cinghiali li odio. Mi piaceva tagliarli. Li avrei tagliati vivi.

Mia moglie e le mie figlie non mi capivano. Si lamentavano di tutto il sangue che spargevo per la casa, quando impagliavo. Mia moglie era quella che si spazientiva di pi. Era facile farla spazientire, per era una santa donna. Sana, robusta, con braccia magre ma forti. Una vera contadina, assennata e di poche parole. Adesso che ci penso, non parlava quasi mai. Quando lo faceva, era per lamentarsi del fatto che impagliavo, oppure per le nostre figlie. In questultimo caso diventava violenta. Una volta mi minacci con un badile. Devi stare lontano dalle tu figlie, porco! Ma lo fanno tutti! Metti gi quellarnese e prepara da mangiare! Anchio me ne stavo zitto, e pi che altro cercavo di quietarla. Non che fosse ca ttiva, no. Badava alla casa e non parlava con nessun vicino. Da noi cera un gran silenzio. Si viveva bene. Le mie figlie parlavano poco anche loro, ed erano brutte come la mamma, e sceme. Per avevano la pelle liscia come le cinghialette appena scuoiate. Faceva piacere carezzarle. Dopo ne nata una gran storia. Lo so che non dovevo godere con loro, ma con chi avrei dovuto farlo? Un uomo un uomo, Dio bono! A furia di guardare ci si stanca. Avere femmine brutte per casa una tragedia. Non si sa a chi sposarle, e allora devono rendersi utili, in qualche modo. Devo dire che le mie figlie avevano buon carattere, anche se qualche volta facevano le bizze. Babbo, piantala! Dai, vedrai che ti piace. E poi sei mi figlia, no? Finivano sempre con lobbedire. Buona razza, la nostra. Poi cominci a cambiare tutto. Arrivarono i cinghiali. E il cinghiale il nemico mortale del contadino toscano, ma nei secoli abbiamo imparato a difenderci. Quelli che vennero, per, erano una trib e camminavano ritti. Li attiravano le nostre campagne. I primi che vedemmo venivano dalla citt. Si nascondevano nei boschi a trombare in macchina. Una trombata e via. Non erano tanto pericolosi. Ma poi calarono francesi, tedeschi e inglesi. Gli inglesi erano i peggiori, e anche i meno raggiungibili:

comperavano delle ville e ci si chiudevano dentro. Di notte avevano tutte le finestre illuminate: ricevevano gli amici e facevano chiss quali porcherie. Francesi e tedeschi avevano invece laria di spiantati. Riempivano i prati di roulottes, vestivano di stracci, suonavano la chitarra, ficcavano il naso dappertutto. Le loro femmine ogni tanto capitavano in paese. Camminavano scuotendo il culo dentro le brache cortissime. Avevano capelli lunghi e biondi, e camicette piene da scoppiare. Mia moglie e le mie figlie le spiavano da dietro le imposte. Tutto il paese le spiava. Guarda, mamma, che svergognata! E vestita come una troia! Meglio che il tu babbo non la veda. Un porco non deve annusare lodore di cinghiala. Mia moglie non riusciva a perdonarmi un fatto di tanti anni prima. Era il 51 o gi di l. Avevo una fidanzata e un giorno la scoprii con un altro. Ammazzai lui e trombai lei di fianco al cadavere. Godette da morire, anche se era quasi paralizzata. Non disse niente ma sapevo che godeva. Ricordo che aveva una tetta coperta e laltra no, come la Venere nascente dalla conchiglia nel quadro famoso. Glielavrei mangiata, quella tetta. Mi misero in prigione, e per tanti anni sognai la scena. Io che mangiavo la tetta. Divent unossessione. Mia moglie aveva le tette vizze come prugne secche. Divent gelosa del mio ricordo, e del quadro della nascita di Venere che avevo appeso al muro. Lo trovava immorale. Forse fu allora che smise di parlarmi, non ricordo bene. Per io non posso dire male di lei, anche se larte non la capiva proprio. Fu con me contro linvasione. Con me e con tutto il paese. Fin infatti che noi uomini si inizi, di notte, ad andare a guardare i cinghiali che trombavano. Noi del paese ci si nascondeva nei boschi, e si guardava. Degli amici cera a chi veniva duro. A me no. Mi veniva duro solo quando tagliavo gli animaletti morti per impagliarli. O quando le mie figlie stavano anche loro come morte, aspettando che avessi finito. Se prima eravamo in pochi, a stare a guardare, presto diventammo una folla. Noi si spiava come gli abitanti di un castello circondato spiano il nemico. Colpa di quelli:

non li avevamo invitati noi dalle nostre parti. Ci invadevano, compravano le nostre terre. Blateravano di aprire bar e discoteche, tanto per sentirsi a casa. Ma era casa nostra. Cominciarono a circolare cattivi pensieri. E se li si impagliasse? mi chiedeva un compare, che sapeva dei miei passatempi. Prima bisogna tagliarli. E se li si tagliasse? Non era finita. Arrivarono altri cinghiali di specie diversa: poliziotti, magistrati, giornalisti. Una quantit di giornalisti. Era successo che qualcuno aveva ammazzato un po di forestieri che trombavano nei boschi. Non li aveva solo ammazzati: alle donne aveva anche asportato col coltello le parti vergognose. Tagliate bene, dicevano i giornali. Ma non pubblicavano le foto e non potevo giudicare. In paese reagimmo come avevamo reagito alle altre invasioni. Spiavamo gli stranieri in cappotto o in divisa attraverso le persiane. Andavano dovunque, cercavano di parlare con tutti. Mia moglie e le mie figlie stavano sempre accucciate dietro la finestra. Quando cominci la cosa, verso il 1968 o gi di l, le donne di casa mia erano in orgasmo. Mia moglie, che sapeva leggere un poco, ma piano, compitava gli articoli alle ragazze, tutte eccitate. Il Mostro colpisce ancora. Ogni tanto mi guardava: Di, porco, non mica che tu? Cosa vai a pensare, grulla! Leggi e basta! I commenti delle mie figlie dimostravano moralit: Oh, le svergognate! Se landavano proprio a cercare! E adesso le chiamano vittime! Mia moglie, che con me non parlava mai, con le ragazze parlava: Perch non se ne sono state a casa loro, le cinghialette? La polizia dovrebbe cercare tra gli inglesi. Sono della stessa razza porcina. Un vitello non scanna un cinghiale. Un altro cinghiale s. Io avevo smesso di impagliare. Coloravo i disegni con la vernice che usavo per pitturare il motorino. Uscivo di rado anche con gli amici. Nei boschi ci andavamo

solo quando eravamo sicuri di non essere visti. Cera una gran brutta atmosfera, in paese. Non eravamo pi la famigliola di un tempo. Infatti fu qualcuno del paese che mi rovin. Un bischero qualsiasi mand al giudice una lettera anonima. Mi ritrovai con i cinghiali alle calcagna. Uno di quelli, uno sbirro piovuto da chiss dove, venne in casa mia a rimestare cose dimenticate. Risulta che lei ha fatto anni di carcere per assassinio e per violenza carnale sulle sue figlie. Roba vecchia. Io mi spezzo la schiena sui campi. Perch non se ne va? Sulle prime le mie donne non capirono che il sospettato ero io. A dire la verit, anchio ero incerto. Gli esperti dicevano ai giornali che il colpevole era un uomo di cultura anglosassone, freddo e spietato. Freddo e spietato? Al massimo io menavo quando cera da menare. Anglosassone, poi! Io non me ne stavo chiuso in una villa a trombare dalla mattina alla sera. Tirarono fuori anche la storiella della setta satanica. Non ho mai creduto alle bischerate dei preti. Avrei dovuto credere al diavolo? Per larmonia familiare fin per incrinarsi. Un giorno che accopparono due tedeschi dai capelli lunghi, una figlia comment: Erano uomini. Devessere stato un finocchio. Mia moglie rispose: Allora non di qui. Nessuno lo piglia in culo in paese. A meno che non abbia scambiato uno dei crucchi per una donna. A quel punto ne ebbi abbastanza di tutte quelle chiacchiere. Le picchiai tutte e tre. Ogni tanto mi sedevo per riprendere fiato, poi ricominciavo a picchiarle. Feci lo stesso nei giorni successivi, ogni volta che aprivano bocca. Immagino che in tutte le case intorno si facesse lo stesso. Noi ci si comporta tutti alla stessa maniera, tanto siamo abituati a vivere insieme. Figuriamoci quando si sotto assedio. Il postino smise di portare i giornali. Finalmente torn il silenzio, ma non era pi il silenzio sereno di una volta, quando una famiglia era una famiglia. Non si usciva pi, non si andava pi a merenda. Qualcosa si era rotto.

And a finire che mi arrestarono. Mi addossarono tutti i delitti possibili. Fui processato e condannato; in seconda istanza fui assolto. Quando tornai a casa, moglie e figlie se ne erano andate via. Anche il paese se ne era andato via. Per le strade cerano solo cinghiali, famelici e ostili. Troppi, per poterli impagliare. Mi chiusi in casa. Stavo tutto il giorno su una sedia, in canottiera, a guardare la tv. Morii qualche anno dopo, di attacco cardiaco, o almeno cos si disse. La verit che un uomo, senza la sua famiglia attorno, non pu vivere a lungo. Avevano ucciso me e tutto un mondo, piccolo, semplice e bello. Un frammento di bellezza, per, riuscii a portarmelo dietro. Caddi per terra proprio davanti al poster che raffigurava Venere mentre usciva da una conchiglia. Lultima cosa che vidi fu quella tetta scoperta, rosea e gonfia. Pronta per essere mangiata. Pronta per essere tagliata.

RACHID Io, Rachid, nato in Palestina e vissuto in Siria, giuro che mai e poi mai rinnegher il santo nome di Allah. Sono venuto in Afghanistan come ero stato in Cecenia, per difendere lIslam dai nuovi crociati che cercano di distruggerlo. Mi sono battuto con onore e mi sono arreso solo quando il nostro comandante mi ha detto di farlo. Gli americani potranno cercare di umiliarmi, ma io conserver fino allultimo la mia dignit. E inutile che adesso, col sacchetto ridicolo che mi hanno messo in testa e con le strisce di plastica che mi feriscono i polsi, tentino di piegare la mia volont. Un soldato di Allah non si lascia spaventare dal buio, n dallobbligo di tenere corpo e testa piegati in avanti, n dalle percosse. Resister, perch cos comanda il Misericordioso. Resister anche sullaereo che mi sta per portare nella terra di Satana. Sono ormai due ore che siamo decollati. Fatico molto a respirare. Ma cosa conta la mia sofferenza? Brucia ancora nella mia mente il ricordo dei fratelli sepolti vivi, a Laggi, dietro il carcere.

Quanti erano? Cento? Duecento? Alcuni imploravano piet, ma la maggior parte di loro erano dignitosi. Molti perdevano sangue dalle ferite, e sapevano che comunque non sarebbero sopravvissuti a lungo. I vecchi sembravano rassegnati, per erano pochi. Let dei pi era allincirca la mia: ventanni. Gridavano ancora le loro maledizioni, mentre i camion coprivano con la sabbia la fossa in cui erano distesi. A tanti erano state serrate le labbra con un cerotto, ma non a tutti. Chi non poteva pregare o gridare lo faceva con gli occhi. Non credo che i soldati americani capissero parole o sguardi. Osservavano indifferenti, e lasciavano fare ai loro servi afgani. E in nome di quei martiri che io, Rachid, terr duro. In fondo, la ridicola tuta arancione che mi hanno fatto indossare prima di salire in aereo mi torna comoda. Mi ripara dal freddo. Mi dispiace solo di non vedere i miei fratelli in Allah, a causa del cappuccio. Ce n uno che urla, forse per una ferita. Alcuni piangono, tuttavia sono pochi. Io li comprendo, per via dellet. Sono poco pi che bambini. Stare curvi, stretti dalle cinghie e con le ginocchia che urtano la bocca, fa male. Ma cosa conta, dopo tutto quello che ha sopportato la nostra gente? Il mio fratellino stato uno dei primi a essere uccisi durante lIntifada, Aveva solo sette anni. Ecco, a lui, a Mohammed, che dedico il mio sacrificio. A lui e ad Allah, che sia benedetto. Nessuno degli americani parla la nostra lingua. Imprecano nella loro, fatta di sillabe rabbiose, Intuisco che vogliono che stiamo zitti. Forse per via della voce rauca di un adolescente. Dice che ha bisogno di orinare. Chiss se gli americani lo capiscono. Magari la scambiano per una minaccia. Mi sembra di udire il rumore di uno schiaffo. Il mio bisogno opposto: vorrei bere. Da quante ore siamo in volo? Direi due o tre. Non ho idea di quanto disti la terra di Satana. Allah lo sa, ed a Lui che mi affido. Ora tutti abbiamo bisogno di orinare. E passato tantissimo tempo, e il freddo penetrato sotto la tuta. Le proteste si fanno corali, ma vengono soffocate dai colpi. Gli americani si stanno innervosendo, si direbbe. Io so che inutile pregarli: non hanno cuore. In Afghanistan, per colpire noi, hanno fatto unecatombe. Inutile, non hanno coscienza. Io non li supplicher mai, nemmeno per pisciare. Che Allah li maledica. Le contrazioni della vescica stanno diventando dolorose. A un tratto sento che lorina

mi cola tra le gambe. Stringo ancora di pi le ginocchia, per non darlo a vedere. Ci che non mi aspettavo era di cominciare a defecare. La diarrea mi cola da dietro e mi immerge nel bagnato. Ci che accade a me forse sta succedendo a molti, perch il fetore orrendo. Mi vergogno tantissimo. Gli americani imprecano e picchiano. Anchio ricevo un colpo dietro la nuca, violentissimo. Ma il dolore conta poco: la vergogna che mi ferisce. Tutto mi aspettavo salvo limprovvisa puntura sul braccio. Non ho dubbi, una siringa. Ma cosa vogliono farmi? Tento di tenermi fermo, perch linfermiere, se un infermiere, fa tremare lago. Sento, in tanto freddo, il calore lieve di un rivolo di sangue che mi corre fino allavambraccio, e poi si dirama tra le dita. Attorno, i pi hanno smesso di urlare. Si odono invece colpi di tosse e conati di vomito. In mezzo ai piedi avverto lo scorrere di liquami, certo lorina e le feci dei miei fratelli. Anche il mio sedile tutto inzuppato. Iniziata la diarrea, non sono pi riuscito a controllarla. Esce ogni tanto, a piccoli fiotti. Il dolore allo stomaco cos forte che non lo avverto nemmeno pi. Un sibilo sottile riesce a sovrastare i rumori gorgoglianti che riempiono labitacolo. Sembra uno spray. Dimprovviso capisco: ci stanno deodorando, oppu re disinfettando. La nausea peggio della diarrea e del dolore; ormai persino della vergogna. Tento di trattenere i conati, ma poi il sacchetto che mi serra la testa mi si riempie di vomito. Adesso vorrei sollevarmi. Non ci riesco pi. Non riesco a fare nulla, se non vomitare con la gola in fiamme. Ho una percezione molto indistinta di ci che mi circonda. I suoni mi giungono attutiti. Anche gli odori, ma che il vomito mi ha ricoperto il naso. Per fortuna mi scivola lentamente lungo il collo, e libera piano il sacchetto. Cerco di aggrapparmi alle immagini forti della mia vita, quelle che mi hanno dato la fede. Mio nonno che stenta a credere che gli israeliani abbiano potuto davvero sradicargli tutte le piante di ulivo. Mia madre che si dispera davanti alla nostra casa distrutta dai bulldozer, con me avvinghiato alle sue gonne. Il cadaverino di Mohammed portato a braccia dai vicini.

Evoco anche immagini di vendetta: le due torri della ricchezza abbattute a New York, e gli americani che fanno esperienza di ci che noi subiamo ogni giorno. Ma c poco da fare. Sono visioni vacue, che si perdono nel nulla e non suscitano sentimenti. Lunica realt che mi rimane la nausea. Me la porto dietro nellincoscienza in cui sto sprofondando. Tante punture credo. Non sono pi lucido Siamo arrivati, credo. Fa un caldo orribile. Mi tolgono il sacchetto di testa per mettermi degli occhiali dalle lenti nere. Per un attimo vedo i miei fratelli. Tutti nudi come me (non sapevo di essere nudo). Tutti coperti di vomito ed escrementi. Rannicchiati su se stessi come scimmie. Forse ci portano alla doccia Prima che mi mettano gli occhiali, vedo un uomo che mi sembra enorme. Con una siringa in mano. Dopo capisco sempre meno. Sono in ginocchio, in un cortile rovente. Adesso io sono lucido. Stanno per farmi unaltra puntura. Eccomi sveglio, finalmente. Sto curvo in una gabbia. Di nuovo la diarrea. Le sbarre sono incandescenti, sotto il sole. Io sono Rachid, nato in Palestina. Io sono da una settimana mi impediscono di dormire Rachid Ho deciso di mozzarmi la lingua tra i denti e di soffocarmi da solo Allah mi Punture Punture e diarrea. Nella gabbia. Rachid dignit Rchd dgn.

Fluidit corporea 1 Vi hanno mai detto Guarda che faccia da delinquente? Io me lo sono sentito dire tante volte che ho perso il conto, da quando una graffetta tiene ferma la mia effigie in un dossier criminale. Ci che paradossale che, ora che sono morto, di me non rimasta che la faccia, destinata a sopravvivere, per decenni se non per secoli, nella foto segnaletica che mi fece la polizia quando mi arrest. E per decenni o per secoli chiunque vedr quella foto ripeter: Guarda che faccia da delinquente. 2 Non aspiravo a questa semi-immortalit. Me la sono ritrovata addosso senza averla preventivata. Direte: ci che accade normalmente con le fotografie. S, per una foto segnaletica non una rappresentazione oggettiva. Ti raffigura in un attimo della tua vita particolarmente drammatico. Non c oggettivit: se lidentikit essere prigionieri della soggettivit altrui, la foto segnaletica lessere prigionieri del proprio tormento e della propria umiliazione. 3. Chiss dove sono finite le tante foto che mi fecero da ragazzo. L ero sempre sorridente. Fino ai 12 anni di et, io, Graham Young, intenerivo le vecchie signore e venivo coperto di complimenti. Un cherubino biondo, cos mi chiamavano. Una delle meraviglie dellangolo verde del Berkshire in cui ero cresciuto. Da parte mia, ero incuriosito da tutti. Pur senza avere malattie particolari, provavo difficolt a muovere bene gli arti. Li sentivo estranei. Invece, chi avevo attorno sembrava avere sul corpo un dominio perfetto. 4. Mi piaceva la gente. Proprio cos. Come si muoveva, come agiva. Naturalmente, oggetto privilegiato della mia curiosit erano i miei familiari. Mi sentivo goffo, rispetto a loro. Ammiravo mio padre quando sedeva con disinvoltura in poltrona, le

gambe accavallate e il giornale tra le mani. Ammiravo mia madre, mentre si muoveva con eleganza nella piccola cucina di casa nostra. NON STARE SEMPRE IMPALATO A GUARDARMI, GRAHAM. GIOCA, FAI QUALCOSA. 5. Soprattutto mi incantava la mia sorellina. Un batuffolo biondo, grazioso quanto me, ma molto pi mobile. La pelle delle sue manine mi sembrava trasparente, e adoravo la motilit delle sue dita. Ci doveva essere un segreto dietro a tanta grazia. Non poteva trattarsi di un fattore meccanico. Quello lo possedevo anchio. Doveva essere questione di fluidi, di composizione chimica. 6. Lo constatavo soprattutto in Alex, il mio migliore amico. Agile, elastico, pronto al salto e alla corsa. Una sola volta lo vidi perdere la sua meravigliosa energia. Gli avevo fatto bere certa birra scadente, dimenticata in cantina. Fu la conferma che era la chimica a governare muscoli e nervi. Impadronirsi della chimica significava dominare il moto e la sua assenza. STO MALE! NON RIESCO NEMMENO AD ALZARMI! 7. (Scena completamente scura, con qualche indistinta sfumatura pi chiara) Decisi che la chimica sarebbe stata il mio terreno. Avrei sperimentato il suo potere di comando sui corpi. Cos fu. Dopo i tentativi iniziali, ebbi anni di calma per approfondire le mie conoscenze. Ma fu solo molto pi tardi che potei fare della mia passione il mio mestiere. Era il 1971. Avevo 21 anni. 8. Dopo un corso professionale, risposi allannuncio di un giornale locale. Una piccola fabbrica di Bovington, nellHertfordshire, cercava un magazziniere. Produceva strumenti ottici. Nulla a che fare con la chimica, direte voi. Ma che cos la visione, se non il prodotto di meravigliosi processi chimici che si rinnovano di istante in istante?

9. Al colloquio Godfrey Foster, il padrone dello stabilimento sembr perplesso. Aveva trovato bizzarra la mia domanda di lavoro. Mi proponevo come esperto in farmacologia, in tossicologia e in chimica organica e inorganica. Non vedeva il nesso con lattivit di magazziniere. Poveretto, era un buon uomo, ma non troppo perspicace. DI, RAGAZZO, NON E CHE HAI QUALCHE ROTELLA FUORI POSTO? NO, SIGNORE. PUO SCRIVERE AL MEDICO DEL MIO PAESE, SE VUOLE. 10. Scrisse sul serio, e la risposta lo soddisfece. Fui assunto. Facevo un po di tutto, ma lo facevo volentieri. I miei compagni di lavoro mi piacquero subito. Erano attivi, fluidi nei movimenti. Toccavano ottiche complesse e strumenti delicati con grazia e abilit. Era un piacere starli a guardare. 11. Tutti mi trovavano simpatico, e apprezzavano il mio eterno sorriso. Cerano operai giovani e anziani, fieri della perizia delle loro dita. Il mio preferito era Bob Egle, il capo magazziniere. Un uomo brusco ma cordiale, dai baffoni a manubrio. Era prossimo alla sessantina, ma maneggiava plichi anche pesanti con la disinvoltura di un ragazzo. I suoi processi chimici dovevano avere del miracoloso. LO SAI PERCHE MI PIACI, GRAHAM? PERCHE SEI SEMPRE ALLEGRO! E TUTTO COSI BELLO, SIGNOR EGLE! 12. Poi cerano Frederick Biggs, e Ronald Hewitt, lautista. Tutta gente simpatica ed esperta. Mi offrivano sigarette e mi pagavano da bere. Presi labitudine di andare in fabbrica, la mattina, con un thermos pieno di t caldo. Cos li avevo tutti intorno, vocianti e cordiali. NON PENSI MAI ALLE RAGAZZE, GRAHAM? COSA FAI ALLA SERA? OH, SIGNOR BIGGS, SPERIMENTO!

PERDIO, RAGAZZO, SAREBBE ORA CHE TU PASSASSI AD ALTRE SPERIMENTAZIONI! 13. In realt, non sentivo il bisogno di ragazze. Mi piacevano, s, specie quando mi ricordavano mia madre e leleganza delle sue movenze. Ma la loro composizione chimica non era diversa da quella degli uomini, in fondo. Preferivo passare le sere in cantina, dove avevo attrezzato un piccolo laboratorio. La vera festa era presentarmi in fabbrica col mio thermos. NIENTE TE, STAMATTINA, GRAHAM. DA QUALCHE GIORNO NON MI SENTO MOLTO BENE. LEI E TROPPO ATTIVO, SIGNOR EGLE. UN CERTO RALLENTAMENTO RIENTRA TRA GLI SVILUPPI NATURALI DEL MOTO. NON PARLARE STRANO, GRAHAM. STO DAVVERO MALE. 14. Decisi di rallentare del tutto il signor Egle. Del resto, era lintero personale della fabbrica che, a un mese dalla mia assunzione, stava rallentando. Chi aveva diarrea, chi dolori di stomaco, chi perdeva i capelli. Erano divenuti delle larve. Ci fu anche uninchiesta ufficiale, ma solo quando sospesi le trasformazioni chimiche interne al signor Egle vi fu vero allarme. MIO DIO, E MORTO! NON STARE LI IMPALATO, GRAHAM! CORRI A CHIAMARE UN MEDICO! E TANTO BELLO, COSI FERMO! BELLO? SEI IMPAZZITO, GRAHAM? MUOVITI, TELEFONA AL DOTTORE! 15. Nei giorni successivi mor anche il signor Hewitt. Venne a Bovingdon lispettore John Kirkland, della polizia di Hempstead. Non mi piacque neanche un poco: tozzo, lento, con le dita grosse. Qualcuno gli parl del mio t. Mi sommerse di domande, poi pretese di venire a casa mia. In cantina not pentole e provette.

E QUI CHE PREPARI IL TE PER GLI ALTRI OPERAI? NO, SIGNORE. QUI PREPARO IL TALLIO CHE POI METTO NEL TE. TALLIO? MA E UN VELENO POTENTISSIMO! OH, AUMENTO LE DOSI PIANO PIANO, IN MODO DA RALLENTARE LA LORO CHIMICA. LEI NON IMMAGINA, ISPETTORE, QUANTA CURA SIA NECESSARIA PER FRENARE ADAGIO IL CORSO DEI FLUIDI UMANI. 16. Seguirono tempi cupi e agitati. Mi chiusero in carcere, e ogni tanto qualcuno mi chiedeva perch lavevo fatto. Le mie spiegazioni cadevano nel vuoto. Quella gente non aveva nessun interesse per la dinamica dei corpi. Una volta dissi loro che mi sentivo goffo, e che solo rallentando gli altri provavo lebbrezza di sentirmi agile e flessuoso. Era una verit che raramente avevo confessato a me stesso, ma non capirono nemmeno quella. Da quellistante mi misi zitto. 17. La parte pi dolorosa fu il processo, che inizi a St Albans, nel 1972 . Un agente di Scotland Yard si era preso la briga di frugare nel mio passato. Chiamato a testimoniare, disse in udienza cose che non mi fecero piacere. GRAHAM YOUNG HA TRASCORSO NOVE ANNI DELLA SUA ADOLESCENZA NEL MANICOMIO CRIMINALE DI BROADMORE. VI ENTRO NEL 1962, APPENA DODICENNE, DOPO AVERE AVVELENATO IL PADRE, LA SORELLA E UN AMICO. 18. Quellagente non aveva nessun diritto di rievocare, in un momento cos triste, listante pi bello della mia giovinezza. Ricordai con nostalgia le manine trasparenti della mia sorellina, rese ancor pi diafane dai processi chimici che rallentavano la circolazione del sangue fino ad arrestarla. Rividi mio padre, riverso con gli occhi vitrei sulla poltrona, il giornale caduto ai suoi piedi. Pensai ad Alex, reso immobile dalle magiche miscele che gli avevo fatto bere.

19. Fui condannato a essere rinchiuso a vita in un manicomio criminale di massima sicurezza. Non so per quanti anni vi rimasi. Ero spesso in isolamento, e raramente potevo osservare, negli altri detenuti, la dinamica del movimento umano che continuava a essere il mio unico interesse. Provai a fare esperimenti su me stesso, miscelando orina, sperma e ogni altro liquido che potei trovare. Un giorno morii, non ricordo il perch. Non credo per agenti esterni. Probabilmente mi rallentai da solo. 20. Il mio vero rammarico quella foto segnaletica, mia unica reliquia. Non mi rende giustizia. Io ero molto pi bello, e ricercato per il mio buonumore. E terribile pensare che rester cos per sempre, condannato allimmobilit e alla goffaggine. Ma il vero incubo, per me, la graffetta che tiene ferma la mia foto. Toglietela, vi prego. Voglio muovermi. MARTE DISTRUGGERA' LA TERRA Ci hanno ingannati sistematicamente, per quasi un cinquantennio. Sono riusciti a sfuggire alle nostre ricerche, hanno eluso le ispezioni, hanno fornito immagini artefatte. Il segretario alla Difesa Burke era tutto sudato mentre, al termine di un discorso di unora e mezzo corredato da riprese satellitari, fotografie e mappe, menava di fronte al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite laffondo decisivo. Perch tanto accanimento nella menzogna? Perch una cortina fumogena cos impressionante? Non c che una risposta logica. Non volevano farci sapere quale potenza avevano accumulato nelle loro grinfie. E a quale scopo? Il rappresentante della Russia guard lorologio. Ce lo dica lei, signor Burke. Noi abbiamo pazientato abbastanza. Venga alle conclusioni. Burke trasse dal taschino un fazzoletto e se lo pass sul faccione nero. Oltre a essere affaticato, era incollerito dal palese scetticismo degli astanti. Le conclusioni? Sono presto dette. Dobbiamo intervenire, e subito. Altrimenti Marte distrugger la terra. Ci fu un lungo silenzio, mentre i consiglieri si guardavano increduli. Poi il rappresentante della Francia si alz in piedi, afferr il rapporto che aveva in mano e lo sbatt sul banco. pazzesco. Semplicemente pazzesco. Quelluomo ci prende per

idioti. Ma io ne ho abbastanza di questa farsa. Me ne vado. Burke fece una risatina sardonica, che per risentiva della fatica per la battaglia sostenuta. Noto che il mio collega Rousselet non si convince nemmeno di fronte allevidenza. Ha visto le foto e i filmati. Non riesco a capire perch metta in dubbio con tanta arroganza la buona fede degli Stati Uniti e la mia personale. Mi dia un buon motivo. Rousselet era gi lontano dal proprio banco. Si chin su quello del collega cinese e si serv del suo microfono. Il motivo uno solo. Su Marte non c vita. Proprio le sonde americane ce lo hanno dimostrato, e cos le osservazioni al telescopio, pi ogni altro dato scientifico disponibile. Dove sarebbero i marziani che dovremmo temere tanto? Vi fu un brusio che crebbe di intensit. Burke, ormai fradicio di sudore, afferr il proprio microfono con due mani. Si nascondono nei canali! vi url dentro. Marte tutto solcato da canali! Scoppi un putiferio. Rousselet alz le spalle e lasci la sala. Il rappresentante cinese si rivolse alla presidenza. Prego il segretario Mubele di indagare se il signor Burke ci ha offerto questa recita assurda di iniziativa propria, o se parla per davvero a nome del presidente degli Stati Uniti. In questaula nessuno crede a una sola parola di quello che ci ha detto. Io ci credo. Era stato il posato sir Jeremy Rollins, incaricato degli affari esteri della Gran Bretagna, a pronunciare quella fase. Cadde un silenzio esterrefatto. Il governo britannico ha prove del tutto analoghe a quelle illustrate dal signor Burke. I marziani esistono, e sono cattivi. O si agisce in fretta, o sono in grado di distruggere la terra in appena 45 minuti. Ne avevo abbastanza delle cautele e delle frasi elusive del professor Steven OBannion. Sono un uomo dazione, e il solo vedere uno scienziato che se ne sta in poltrona tutto il santo giorno, a leggere rapporti o a guardare dentro un telescopio, mi fa prudere le mani. OBannion, poi, aveva occhialetti, pizzo, naso lungo e orecchie a sventola, per non dire delle spalle rachitiche e della posa da gobbo. Il pi brutto e sgradevole dei nostri consulenti a Greenwich. Poich seguitava a tentennare, feci ricorso alla lealt di partito. Ascolti, professore.

Lei sa che il Labour Party in crisi profonda. La base si ribella, un terzo dei parlamentari non obbedisce pi. Lei laburista da sempre. Ha letto gli ultimi sondaggi? Guardi qua... Frugai in tasca alla ricerca di un articolo di giornale che sapevo di non avere. Stavo comunque dicendo la verit. La base laburista aveva mal digerito, ai tempi del governo Blair, la proposta di privatizzare le prigioni e gli orfanotrofi. Adesso che il nuovo premier Gideon suggeriva di unificare le due amministrazioni, mettendo gli orfani in prigione, era rivolta aperta in tutto il Regno Unito. I sondaggi gli attribuivano un grado di popolarit inferiore al 2%. Ora non trovo larticolo continuai, dopo avere frugato un poco ma sono cose che sa anche lei. Vogliamo ritrovarci sotto un governo conservatore? E un destino che non vorrei per i miei figli, se ne avessi. Lei ne ha. Pensi a loro. OBannion torse le mani scheletriche, che gli avrei spezzato volentieri. Piagnucol: Mi chiedete una cosa impossibile! Quando ho sentito sir Rollins parlare al Consiglio di Sicurezza, ho pensato che si fondasse su prove che possedeva gi. Poco verosimili, per con una qualche base documentaria. Mai avrei immaginato che vi sareste rivolti a me per fabbricarle! Fabbricarle non il termine giusto lo corressi, severo. Guardi che mi sono documentato. Di prove ne esistono a bizzeffe. Magari dimenticate, magari finite in un trafiletto secondario di una rivista di divulgazione scientifica. Del resto, le pare che il segretario alla Difesa della pi grande potenza mondiale possa parlare a vanvera? Che si presenti davanti al Consiglio di Sicurezza e spari la prima balla che gli viene in mente? Via, non scherziamo. Quando parla un uomo cos, lo fa davanti al mondo. Infatti il mondo sta ancora ridendo. Lei si sbaglia, professore. Gi molti paesi, oltre al Regno Unito, reclamano una guerra preventiva contro Marte. Elencai quelli che mi venivano in mente. LEstonia, la Liberia, lItalia, il Sultanato del Brunei, la Repubblica di Aruba. OBannion strabuzz quei suoi occhi vacui. La Repubblica di Aruba? Che cosa sarebbe? Fino allanno scorso era un governatorato olandese. Adesso uno Stato indipendente. Paese piccolo, ma importante per il turismo.

Notai che lo scienziato rimaneva scettico. Era il momento di passare alle maniere forti. Lo feci con gusto. Mi ascolti bene, professore. Lei lavora per lMI6 gi da quindici anni. Deve a noi la carriera e la posizione che ricopre ora. E tempo di ricambiare tutto ci che abbiamo fatto per lei. Che cosa le chiediamo, in fondo? Solo di dimostrare che su Marte ci sono i marziani, a tramare nei loro canali la conquista della terra. Sarebbe un peccato se, dopo averla allevata nella bambagia, ci vedessimo costretti a toglierle tutto ci che ha. Lo vidi impallidire. Buon segno. Ma su Marte non ci sono n canali n forme di vita! Dove vado a trovare le prove che vi servono? Glielo devo dire io? Feci locchiolino. Lei avr pure dei colleghi americani che lavorano per il governo, no? Ecco, se fossi in lei non starei tanto a faticare. Le prove le chiederei a loro. Ralph Rupert, dellosservatorio di Monte Palomar, stava sorseggiando una birra Colt 45, pi alcolica di un bourbon, e intanto guardava la tv. Il presidente Bruce Maynard spiegava da quasi unora come distruggere i marziani fosse nellinteresse dei marziani stessi: per ci che si sapeva della loro societ, vivevano sotto unorrenda dittatura colpevole di quotidiane violazioni dei diritti umani. Disse proprio cos: diritti umani. Rupert ammir la sottigliezza dello staff che scriveva i discorsi del presidente. Se avesse parlato di diritti marziani, limpatto emotivo sui telespettatori sarebbe stato molto minore. Il telefono prese a squillare, e Rupert si precipit a sollevare la cornetta. Sperava che fosse la bella Astrid, la ricercatrice a cui faceva la corte da una settimana circa. Invece era quellinsopportabile lagnoso di OBannion, che lo chiamava da Greenwich. Pazienza: una volta detto il proprio nome, era impossibile riattaccare. Per un poco, Rupert ascolt il collega. Quindi disse: Steven, so che tutta la questione sembra puro delirio. Per il presidente Maynard ha appena confermato le parole del segretario Burke, punto per punto. Ha anche aggiunto del suo. Il vostro premier pu anche mentire in pubblico, ma il nostro presidente no. Sai cosa capitato ai suoi predecessori che lo hanno fatto. Maynard certo mezzo scemo, ma non un disonesto e parla col cuore. Tutta lAmerica con lui. Ci significa una cosa sola: noi astronomi ci eravamo sbagliati. E cos i nostri colleghi che si sono occupati di

Marte. Rupert rimase in attesa per udire la replica dellinterlocutore, che fu lunga. Alla fine sbuff. Parliamoci chiaro, Steven. In fondo cosa sappiamo di Marte? Quanti metri quadrati hanno percorso le nostre sonde? Nota: parlo di metri quadrati! Daccordo, ci sono le foto dallalto e non mostrano nessun canale. Be, potrebbe trattarsi di canaletti. Credi che un qualche satellite sarebbe capace di fotografare il rigagnolo che irriga il tuo giardino di casa? Magari s, ma non se ne prenderebbe la briga. La verit che noi i canali non li abbiamo mai cercati sul serio, e nemmeno i marziani. Chi pensava che se ne stessero nascosti nei loro fiumiciattoli, con gli occhi avidi da insetto puntati sulla terra? Eppure, chiss da quanto tempo ci spiavano. Altra pausa, e nuova risposta di Rupert. Mi ha contattato solo la National Security Agency, ai massimi livelli. Voleva sapere qual era laspetto presumibile dei marziani. Non ho la mia relazione sotto mano, ma ho detto che si poteva scartare tutta la fauna di John Carter di Marte, di Edgar Rice Burroughs. Giganti e bestie alti tre o quattro metri li avremmo visti. Meglio le creature piccole e ripugnanti de La guerra dei mondi, di H.G. Welles. Per hanno macchine enormi, e avremmo visto anche quelle. Pi credibili le creature di Cronache marziane, di Ray Bradbury. Fantasmi di una razza perduta, che manipolano i ricordi degli uomini. Il problema che robe cos non sembrano una gran minaccia... Fu tanta la veemenza dellobiezione che Rupert dovette staccare la cornetta dallorecchio. Gli cadde persino la lattina di birra. Quando riusc a parlare di nuov o, era ormai esasperato. Lo so anchio che quella narrativa! Ma se mi chiedono una tipologia del marziano medio, dove la trovo? Solo nella fantascienza, libri e cinema. Meglio il cinema: da un certo momento in poi si fatto strada il preconcetto che su Marte non ci fosse vita, e gli scrittori ne hanno parlato sempre meno. A chi potevano interessare quattro sassi sotto un cielo rosa? Per fortuna il cinema andato avanti col tema qualche anno in pi. Sai quanti film scadenti mi sono visto, nelle ultime settimane? Tutta lidea che ancora ci facciamo di Marte come pianeta rosso e vivo viene da l. Rupert ascolt il commento di OBannion, e finalmente sorrise. Vedo che capisci. Bene, per la tua relazione guardati tutti i film che puoi, eccetto Mars attacks, che

demistificante e induce al disfattismo. Dimentica invece ufo, rapimenti da parte di alieni e cerchi nel grano. Fanno riferimento a pianeti molto pi lontani... Lo vuoi un consiglio da amico? Per la parte astronomica del rapporto, punta sulla cosiddetta Sfinge di Marte. E un viso femminile. Senzaltro un omaggio a una qualche regina tirannica. S, abbiamo detto che si trattava di un gioco di ombre e di luci su montagne di pietre e sabbia. Allora per non sapevamo che i marziani esistevano per davvero. Ultimo silenzio, mentre ci si avviava al congedo. S, Steven. Anchio ho pensato a una scena simile. La Sfinge che crolla, colpita dai nostri missili, mentre i marzianini fanno festa e celebrano la libert ritrovata. Prima che altri missili arrivino. Una bella immagine per chiudere il tuo rapporto... Oh, non ringraziarmi. Tra colleghi ci si aiuta. A presto. Gi provavo stima per il nostro primo ministro Gideon. Divent ammirazione sconfinata quando, in tv, lo vidi additare alla Camera dei Comuni un immaginario corpo astrale rosso fuoco e scandire, solenne: Lass c Marte, il dio della guerra. Per me, uomo di lotta, ha sempre avuto unattrazione irresistibile. Abbattere Marte, ci pensate? Quale compito pi degno pu unire il popolo britannico e il popolo americano? Ditemi voi: quale? Pochi riconobbero un passo del rapporto segreto di OBannion, a sua volta ricalcato sulle prime righe di John Carter di Marte. Gideon raccolse il primo applauso scrosciante dopo mesi di fischi ininterrotti. La sua proposta di privatizzare le amministrazioni municipali e di vendere la carica di sindaco al maggior offerente aveva scontentato molti, dentro e fuori il partito. Ma adesso, con la guerra ai marziani imminente, la popolarit del premier nei sondaggi stava risalendo. Aveva gi superato il 6%, e continuava a crescere. Come uomo dei servizi segreti non avevo pi molto da fare, a parte scovare eventuali agenti filomarziani nei ranghi dellesercito o nei ministeri (ne trovai pochissimi). Lunico incarico di rilievo fu spingere OBannion a impiccarsi, dopo la consegna del suo rapporto. Si temeva che potesse rivelare a qualche ficcanaso della BBC che aveva ricevuto limbeccata da noi e che si era basato su romanzi e film, sulla traccia di una bibliografia fornita da Monte Palomar. Poich OBannion non collaborava lo impiccai io stesso, nel giardino di casa sua. Odio gli scienziati.

Forse fu inutile, perch la BBC si comport assai bene, specie dopo che il governo Gideon lebbe venduta al gruppo Fox. Di continuo ritrasmetteva pellicole come La guerra dei mondi, Il vampiro del pianeta rosso e, soprattutto, Marte distrugger la terra. Le immagini finali di questultimo, in cui una specie di asparago con tre occhi bisbigliava truce Attenti, terrestri, attenti. Siete spiritualmente ed emotivamente infantili. State lontani da noi, altrimenti... era in coda a tutti i telegiornali. Anche Independence Day funzionava: poich non si sapeva da dove venissero gli alieni, poteva benissimo trattarsi di Marte. Intanto la battaglia del segretario Burke al Consiglio di Sicurezza volgeva al peggio. Mi telefon il capo del MI6 in persona. Ci sarebbe da fare pressione sulla Repubblica di Aruba. Pare che si sia pentita della propria adesione alla coalizione contro Marte. Gideon e il presidente Maynard stanno per andare l in visita ufficiale. Ti senti di accompagnare la nostra delegazione? Certamente. In realt, scoprii ad Aruba, si trattava di una semplice questione di quattrini, facile da risolvere. E vero sentii dire il presidente Maynard, stravaccato in una sedia a sdraio sulla spiaggia, sotto un ombrellone a stelle e strisce. Il veicolo che abbiamo studiato per fare scoppiare Marte richiede una quantit spaventosa di combustibile. Ci siamo voluti ispirare ad H.G. Wells: per questo avr la forma di un grande cilindro. Per sparare in aria una cosa cos serve un bel po di carburante, e ancora di pi ne occorre per mandarla sul bersaglio. Io ero in piedi dietro Gideon che, in costume da bagno, esponeva le costole al sole e sorseggiava una granita. Attorno cerano una ventina di agenti della CIA, tutti in completo nero e camicia bianca. Invece nessuna guardia sorvegliava il presidente di Aruba: un ometto in canottiera, con un berretto da marinaio sulla testa calva. Pareva molto preoccupato. Io capisco il primo cilindro, ma non gli altri nove carichi di aiuti umanitari da lanciargli dietro. Per chi sono gli aiuti, visto che si prevede lo sterminio totale dei marziani? Se gli Stati della coalizione devono partecipare alle spese, Aruba rischia la rovina. Maynard e Gideon si guardarono e scoppiarono a ridere. Fu lamericano che rispose,

appena riusc a tornare serio: Il ruolo di Aruba un altro. Pi cilindri spariamo, pi soldi vi entreranno in tasca. Qual la societ petrolifera che ha qui il suo pi grande deposito al mondo? Larubiano spalanc la bocca, colto da folgorazione: Volete dire la... Esatto. Quella. Maynard rise ancora, imitato da Gideon. Lometto si batt la mano sulla fronte. Che stupido! Non ci avevo pensato!... E il consiglio di amministrazione della societ presieduto dal segretario alla Difesa Burke! Maynard e Gideon avevano le lacrime agli occhi dal gran ridere. Bravo! Ci siete arrivato! dissero quasi assieme. Adesso anche il presidente di Aruba sghignazzava. Comincio a pensare che tutta la storia dei marziani e dei canali sia una patacca. Maynard e Gideon non riuscirono nemmeno a rispondere, piegati in due comerano. Quando tornai nella mia camera dalbergo accesi subito il televisore, sintonizzato sulla BBC, per ascoltare un notiziario. Invece stavano trasmettendo ancora una volta Marte distrugger la terra. Si era alle battute finali, e lasparago gigante stava per pronunciare la sua arringa. Lasciai acceso e andai in bagno. Solo l mi venne in mente che lasparago che ricordavo io aveva tre occhi, di cui uno in mezzo alla fronte. Quello appena visto ne aveva due, ed era senza antenne. Inoltre nel film originale le scene su Marte erano colorate di rosso, non di verde scuro. Tornai di corsa davanti al televisore, in tempo per ascoltare la minaccia: Attenti, terrestri, attenti. Siete spiritualmente ed emotivamente infantili. State lontani da noi, altrimenti Marte distrugger la terra! Le parole successive non le avevo mai udite: Sapete cosa potete fare con i vostri cilindri? Udii un coro di grida venire dallesterno. Corsi sulla terrazza. La spiaggia era piena di gente che, angosciata, guardava il cielo. Eymerich contro Palahniuk

L'intervista a Chuck Palahniuk apparsa nel numero di novembre di Tutto Musica era corredata da questo breve racconto. In esso, la creazione pi nota di Valerio

Evangelisti, l'inquisitore Nicolas Eymerich, sottopone a interrogatorio uno dei personaggi del romanzo di Palahniuk Ninna Nanna, la strega Mona. Purtroppo, molti riferimenti risulteranno oscuri a chi non abbia letto il romanzo. Linquisitore generale Nicolas Eymerich guard con disprezzo la donna legata sul sedile triangolare destinato agli imputati. Scarmigliata, aveva sulla testa riccioli neri parzialmente tinti di rosso. Dal collo le pendevano sul petto, quasi scoperto, collanine, ciondoli e altro ciarpame. Sotto una scapola le si scorgeva il tatuaggio di tre stelline nere. Il dettaglio pi disgustoso erano per i piedi, coperti di un lerciume antico e infilati in un paio di zoccoli. Eymerich si rivolse al notaio, seduto accanto a padre Corona sotto il pesante crocifisso che costituiva lunico arredo della sala. Signor Berjavel, leggetemi latto daccusa. Lometto raccolse un foglio e incominci: Lanno 1367, avanti a noi, frate Nicolas Eymerich, inquisitore dellerrore eretico nel regno di Aragona, comparsa la sedicente Mona Sabbat, nota anche come Gelso, nata in terra ignota da genitori ignoti, la quale Saltate le premesse. Venite al dunque ordin Eymerich, innervosito. Come volete, magister. Berjavel prese un secondo foglio e continu: le attivit e lesistenza stessa di detta Mona Sabbat sono dovute alla scoperta di un grimorio di forma e rilegatura inconsuete. Sulla prima pagina indicato il nome dellautore, tale Chuck Pahlaniuk. Subito sotto, il presumibile titolo del libro di magia, Ninna nanna, sovrasta il disegno di un uccello morto. Saltate ancora. Il notaio pass a un terzo foglio. E scritto nel libro che detta Mona Sabbat, con la complicit di tale Ostrica, si sarebbe dedicata a operazioni di magia. Che nella propria abitazione avrebbe officiato ignuda, con adepti ignudi, riti appartenenti a un culto presumibilmente derivato dai Celti e chiamato Wicca. Che avrebbe ignobilmente tentato, fino al funesto successo finale, di impadronirsi del testo di una cantilena capace di uccidere a distanza, sia per perfezionare le proprie arti diaboliche, sia per impadronirsi del mondo

Eymerich alz una mano. Basta cos. Si accost alla prigioniera, fino a sovrastarla con la sua statura. Confermi il racconto? Mona Sabbat guard linquisitore con occhi sbarrati e un po acquosi. Dava limpressione di non avere unidea esatta del luogo in cui si trovava. Quando pot parlare lo fece in una lingua bizzarra: una sorta di inglese dai vocaboli deformati. Perch mi avete rapita? Dove accidenti mi trovo? Eymerich valut il ricorso a una lingua poco nota un espediente mediocre. Limputata sottovalutava la cultura degli inquisitori. Lui comprendeva labominevole lingua degli inglesi, e i suoi compagni anche. Nessuno ti ha rapita. Sei piovuta qui da chiss dove: io sospetto dallinferno. Non aspettarti clemenza. Potrai averla solo se renderai piena e completa confessione, e mostrerai pentimento. Mona Sabbat lo fiss con stupore. Capisco solo la met di quello che dici. Ma tu che cacchio sei? Un prete? Sei tu che devi dirmi chi sei, donna. Oh, be. Io sono una strega. Conosco un sacco di trucchi. Eymerich inarc un sopracciglio e guard in direzione di padre Corona. Strega? Il grosso confratello allarg un poco le braccia, dietro il lungo tavolo di legno. Credo si tratti di ci che noi definiremmo malefica. Una donna che segue culti pagani, e magari serve e invoca il demonio. Capisco. Eymerich torn a concentrarsi sulla prigioniera. Dunque confessi. Hai commercio con il diavolo. Capirai che ci sufficiente perch tu sia arsa viva. Lunica tua speranza Ma cosa stai mormorando? Mona rizz il capo. Niente. Sto rimproverando me stessa. Non avrei dovuto pronunciare lincantesimo del teletrasporto. Quando si hanno tutti i poteri, ci si lascia andare ad adoperarli. Non ho capito una parola. Eymerich era perplesso. E credi che io capisca te, caro il mio prete? Devo pensare allincantesimo contrario. Ma chi se lo ricorda, boia dun Giuda? Padre Corona assunse unespressione benevola. Ha imprecato contro Giuda. Non devessere cattiva del tutto. Tacete, voi! La collera di Eymerich era cos palese che Corona ne fu raggelato. E

non osate pi intervenire in un mio interrogatorio! Lincantesimo del teletrasporto non lo ricordo borbottava intanto Mona, a beneficio di se stessa. Per se mi torna in mente la pagina 27 del Libro delle Ombre, magari faccio morire questa gente. Poi vedo come tornare nel mio tempo. In Star Trek riesce sempre. La riflessioni della ragazza furono interrotte da un ceffone violentissimo, inferto con dita coperte dacciaio. Eymerich aveva fatto un cenno a uno dei soldati che si tenevano nellombra, accanto al sedile triangolare. Luomo aveva capito lordine. Il sangue gocciol dalla guancia di Mona. Ehi, ma cosa vi prende, a tutti voi? si lament. Eymerich si chin su di lei, con occhi gelidi che promettevano il peggio. Parla, se vuoi evitare la tortura. Perch vuoi il potere di uccidere chi ti pare? Perch Adesso Mona era spaventatissima, e non riusciva a nasconderlo. Tremava tanto che le collanine che aveva al collo tintinnavano. ...Perch un potere che i governi hanno gi. Meglio che finisca in mano a me e Ostrica. Ammazzeremo tutti e resteremo soli, come Adamo ed Eva. Pu darsi che una nuova umanit sia migliore. Disgraziata! Faresti una strage per migliorare il mondo? Uh, che domanda. Di solito chi vuole migliorare il mondo comincia sempre con una strage. Berjavel, che si sforzava di verbalizzare le dichiarazioni, lasci cadere la penna. Magister, scusate se vengo meno allumilt del mio ruolo e mi intrometto. Quella femmina si sta burlando di noi. Forse sarebbe il caso di passare direttamente alla tortura. Eymerich volse sul notaio occhi torvi, pronto a un rimbrotto violento. Poi ci ripens. Ma s. Mastro Gombau pu spegnere facilmente larroganza di questa sgualdrina. Quando sar appesa al soffitto per i polsi, rinuncer alla sua boria. Una delle guardie usc, diretta ai sotterranei. Un istante dopo, Mona lanci un grido di gioia che nessuno si sarebbe aspettato. Evviva! grid. Anche Ostrica si servito del teletrasporto! Mi ha mandato un messaggio! Eymerich, ai limiti dellesasperazione, sibil: Ma che dici, donna? Tu non capisci la

gravit della tua situazione. Di quale messaggio vai cianciando? Lho qui, fra le tette! Si appena materializzato! Scommetto che per te! Prendilo e leggi! Dove sarebbe? Non capisco. Ma qui, sotto le collanine! Mona, esultante, indic il proprio seno. Ti basta allungare due dita Eymerich comprese. Scandalizzato, gir le spalle alla prigioniera e guard Berjavel. Signor notaio, eseguite voi. Io non voglio e non posso guardare. Ma io Insomma, recuperate quel messaggio e leggetelo! E un ordine! Berjavel, riluttante, lasci il proprio scranno e gir attorno a Eymerich. Questi ud le collanine tintinnare pi forte, mentre Mona ridacchiava. Poi sent il notaio commentare: E una comunicazione stranissima. Sembra quasi una minaccia. Non importa. Leggete! Berjavel esegu, con una nota di incertezza nella voce per via del linguaggio astruso: A tutte le vittime dellInquisizione: attenzione! Se avete riportato ferite da tortura o da interrogatorio, e intendete prendere parte a unazione legale collettiva, contattate il seguente numero Eymerich si gir di scatto, sbalordito. Ma cosa vuol dire? Be, io ho letto per intero il libro firmato da Chuck Pahlaniuk comment il notaio. Vuole dire che Non fece tempo a terminare. Mona Sabbat si mise a ridere e grid: Bravo, Ostrica! Vai col teletrasporto! Funziona alla grande, cacchio! Simultaneamente, il corpo della prigioniera cominci a farsi traslucido. Eymerich si gett su di lei, furente: Non lasciatela evaporare, in nome di Dio! Bruciatene almeno una parte! Si ritrovo ad abbracciare uno sgabello vuoto, alcune catene e una montagna di collanine.