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Soluzioni Simulazione Esame Parte 1 e 2

Il documento presenta le soluzioni di un esame di Analisi Matematica II, includendo esercizi su equazioni differenziali, grafici, continuità di funzioni, e punti stazionari. Ogni esercizio è risolto con dettagli matematici, mostrando passaggi di integrazione, classificazione di punti critici e calcolo di integrali. Le soluzioni forniscono anche condizioni iniziali e analisi di massimi e minimi globali.

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Soluzioni Simulazione Esame Parte 1 e 2

Il documento presenta le soluzioni di un esame di Analisi Matematica II, includendo esercizi su equazioni differenziali, grafici, continuità di funzioni, e punti stazionari. Ogni esercizio è risolto con dettagli matematici, mostrando passaggi di integrazione, classificazione di punti critici e calcolo di integrali. Le soluzioni forniscono anche condizioni iniziali e analisi di massimi e minimi globali.

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Università degli Studi di Verona

Corso di Laurea in Informatica

Simulazione esame di Analisi Matematica II - giugno 2021


Esercizio 1 - Soluzione
y 0 = −x tan y (x ∈ R, y ∈ (− π2 , π2 )) è un’eq. differenziale (ordinaria) a variabili separabili, che presenta una
soluzione costante y = 0 (non interessa, perché non verifica la condizione iniziale y(0) = π6 ). Assumendo
y 6= 0, possiamo scrivere:
1
dy = −xdx
tan y
cos x
dx = −xdx
sin x
Integrando entrambi i membri dell’equazione:
1
ln | sin y| = − x2 + c1 c1 ∈ R
2
1 2
| sin y| = c2 e− 2 x c2 = ec1 ∈ R+
π
La condizione iniziale y(0) = 6 ci consente di determinare subito la costante c2 :
1 1
= c2 · 1 → c2 =
2 2
1 2
Osservato che −1 ≤ 12 e− 2 x ≤ 1 per ogni x ∈ R, possiamo esplicitare y in funzione di x:
 
1 − 1 x2
y(x) = arcsin e 2
2
La soluzione è definita per ogni x ∈ R.

Esercizio 2 - Soluzione
Si tratta di un’equazione differenziale lineare a coefficienti costanti del secondo ordine. L’equazione
caratteristica è:
λ2 + 3λ + 2 = 0
che ha due soluzioni reali distinte λ1 = −1 e λ2 = −2. Se indichiamo con yP (t) una soluzione particolare
di y 00 + 3y 0 + 2y = 1 + t2 , il suo integrale generale è:
y(t) = yP (t) + c1 e−t + c2 e−2t c1 , c2 ∈ R
Per cercare una soluzione particolare possiamo affidarci al metodo di somiglianza e individuare yP (t) tra
le funzioni del tipo k1 + k2 t + k3 t2 .
Sostituendo yP (t), yP0 (t), yP00 (t) nell’equazione completa si arriva al sistema:

2k1 + 3k2 + 2k3 = 1

2k2 + 6k3 = 0

2k3 = 1

che ha soluzione k1 = 9/4, k2 = −3/2, k3 = 1/2. L’integrale generale è quindi


9 3 1
− t + t2 + c1 e−t + c2 e−2t
y(t) =
4 2 2
Imponendo le condizioni iniziali y(0) = 1/4 e y 0 (0) = −1/2, si ottiene la soluzione del problema di Cauchy:
9 3 1
y(t) = − t + t2 − 3e−t + e−2t
4 2 2
2

Esercizio 3 - Soluzione
a) La rappresentazione grafica dell’insieme D è

3.

2.

1.

−3. −2. −1. 0 1. 2. 3. 4. 5.

−1.

b) L’affermazione è falsa, perché D contiene punti della sua frontiera. Per esempio, in ogni palla
centrata nel punto P (0, 2) di raggio r > 0 si trovano punti di D (lo stesso P è uno di questi) e
punti del suo complementare (per esempio Q(0, 2 + r/2)).
9 27 47
c) Equazione piano tangente in (0, 23 , − 13
8 ): z = 2 x + 4 y − 4

Esercizio 4 - Soluzione

a) La funzione è certamente continua se (x, y) 6= (0, 0), perché si ottiene combinando funzioni continue
in R2 \ {(0, 0)}. Il problema, quindi, si pone solo nell’origine.
Proviamo a calcolare lim f (x, y):
(x,y)→(0,0)

1 − cos2 (xy) sin2 (xy) x2 y 2 x2


0≤ = ≤ = · y2 ≤ y2
x2 + y 2 x2 + y 2 x2 + y 2 x2 + y 2
Poiché y 2 → 0 per (x, y) → (0, 0), possiamo concludere (teorema del confronto) che
lim f (x, y) = 0.
(x,y)→(0,0)

Dato che f (0, 0) = 0, f è continua anche nell’origine.

b) L’equazione dell’ellisse si può scrivere (metodo del completamento del quadrato) nella forma
(y − 2)2
=1 (x − 3)2 +
4
Una parametrizzazione dell’arco di ellisse (vedi figura) è:
γ : [−π/2, 0] → R2 ,
γ(t) = (3 + cos t, 2 + 2 sin t)
√ √
Un vettore tangente all’ellisse in γ(− π3 ) = ( 27 , 2 − 3) è γ 0 (− π3 ) = ( 23 , 1).
Allora la retta tangente in P ha equazioni parametriche:
 √
7 3
x(t) = + t

2 √2 t∈R
y(t) = 2 − 3 + t

Esercizio 5 - Soluzione
Per i punti stazionari liberi, basta risolvere il seguente sistema:
∂f

 ∂x (x, y) = 2x = 0

∂f
 (x, y) = 4y − 4y 3 = 0


∂y
3

Si ricavano i tre punti A(0, 0), B(0, 1) e C(0, −1), che devono essere classificati. La matrice hessiana di f
in un punto generico (x, y) è  
2 0
Hf (x, y) =
0 4 − 12y 2
pertanto:
Hf (A) definita positiva → A(0, 0) punto di minimo locale;
Hf (B), Hf (C) indefinite → B(0, 1), C(0, −1) punti di sella.
Per la seconda parte del problema, costruiamo la funzione lagrangiana
L(x, y, λ) = x2 + 2y 2 − y 4 − λ(x2 + 2y 2 − 4)
Dal seguente sistema ricaviamo i punti stazionari per f ristretta al vincolo:
 ∂L
 (x, y, λ) = 2x − 2λx = 0
∂x





∂L

(x, y, λ) = 4y − 4y 3 − 4λy = 0
 ∂y



 ∂L

 (x, y, λ) = −(x2 + 2y 2 − 4) = 0
∂λ

Soluzioni sono: (0, ± 2), (±2, 0).
Sappiamo (teorema di Weierstrass) che f ha valore massimo e valore minimo globali sulla regione D. Per
determinare
√ tali valori, basta valutare f nei punti stazionari che abbiamo ricavato.
f (0, ± 2) = 4 − 4 = 0
f (±2, 0) = 4
f (0, 0) = 0
Nota: non serve valutare f in (0, ±1), perché abbiamo già classificato questi punti come punti di sella.
Concludiamo quindi che il massimo globale di f su D è 4 e il minimo globale è 0.

Esercizio 6 - Soluzione
In coordinate polari l’insieme D è descritto cosı̀:
π 5π
D0 = {(r, θ) : 1 ≤ r ≤ 2, <θ< }
4 4
Quindi:
RR y RR r sin θ R 5π
4
R2 √
2 2
dxdy = 2
rdrdθ = π (
1 sin θdr)dθ = 2
D x +y D0 r 4

Esercizio 7 - Soluzione
La coordinata z del baricentro della regione si calcola cosı̀:
RRR
zdxdydz

zG = RRR
dxdydz

Possiamo integrare sia per fili sia per strati. Nel primo caso possiamo scrivere l’insieme Ω in questa forma:
Ω = {(x, y, z) ∈ R3 : (x, y) ∈ D, 0 ≤ z ≤ 1 − x2 − y 2 }
dove D = {(x, y) ∈ R2 : x ≥ 0, y ≥ 0, x2 + y 2 ≤ 1}. Allora:
Z Z Z 1−x2 −y2
1 π/2
ZZZ  ZZ Z Z 1 
1 2 2 2 2 2 π
zdxdydz = zdz dxdy = (1−x −y ) dxdy = (1−r ) rdr dθ =
0 2 2 0 0 24
Ω D D
ZZZ Z Z Z 1−x2 −y 2  ZZ Z π/2 Z 1 
2 2 2 π
dxdydz = dz dxdy = (1 − x − y )dxdy = (1 − r )rdr dθ =
0 0 0 8
Ω D D
4

1
e quindi zG = .
3
Se si preferisce integrare per strati, si descrive Ω cosı̀:
Ω = {(x, y, z) ∈ R3 : 0 ≤ z ≤ 1, (x, y) ∈ Dz }
dove Dz = {(x, y) ∈ R2 : x ≥ 0, y ≥ 0, x2 + y 2 ≤ 1 − z}.

Esercizio 8 - Soluzione
Consideriamo le seguenti parametrizzazioni per i due archi di curva congiunti:
γ1 (t) = (t, t2 ), con t ∈ [0, 1]
γ2 (t) = (t, t), con t ∈ [0, 1]
Notare che γ2 è orientato in senso opposto rispetto al verso di percorrenza specificato. Ne terremo conto
nel punto b), mentre questa scelta non ha alcuna influenza nel calcolo dell’integrale di linea di prima
specie in a).

R R1 √ R1 √ 1 √ 2
2
a) xdl = 0 t 1 + 4t dt + 0 t 2dt = (5 5 − 1) +
γ 12 2

∂F2 ∂F1
b) (x, y) = 1, (x, y) = −1. Dobbiamo verificare che:
∂x ∂y
ZZ I Z 1 Z 1
~ 2 1 1
2 dxdy = F · d~r = (−t , t) · (1, 2t)dt − (−t, t) · (1, 1)dt = + 0 =
0 0 3 3
R γ
RR R1 Rx R1 2 1
In effetti, 2 dxdy = 2 0 ( x2 dy)dx = 2 0 (x − x )dx = 3
R
c) Ovviamente il campo non è conservativo, dal momento che non è soddisfatta la condizione
∂F2 ∂F1
necessaria = .
∂x ∂y

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