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Mohamed

Il sole era alto nel cielo e risplendeva con grande intensit. Non una nuvola impediva ai suoi raggi di rendere rovente la sabbia del Sahara. Correva Mohamed, e il sole gli faceva da guardiano ma il povero piccolo non sapeva che di l a poco sarebbe diventato il suo assassino. Correva su quella sabbia rovente da molte ore, i piedini gli facevano male, non sapeva dove stesse andando ma si allontanava da quella giustizia che gli aveva ucciso la madre. Aveva 8 anni Mohamed ma sembrava ne avesse trenta, ed era proprio quella giustizia assassina che laveva voluto cos grande, doveva combattere Mohamed, non sapeva perch lo facesse, gli avevano solo dato un fucile in mano e gli avevano detto:spara tutti quelli che hanno la divisa diversa dalla tua. E ubbidiva Mohamed altrimenti sapeva che gli avrebbero fatto del male. Ma ora che era da solo affranto dal dolore per la perdita di quella persona tanto cara,era ritornato ad essere il tenero bimbo che doveva essere, la sua fragilit s' intravedeva da quegli occhi ora pieni di lacrime, che fino ad allora gli avevano impedito di versare. Gli avevano detto di non piangere, era roba da femminucce versare lacrime. Ma ormai le lacrime poteva versarle, La giustizia gli aveva gi ucciso la mamma davanti ai suoi occhi e lui era ormai tanto lontano da lei, non poteva pi fargli del male, o almeno non pi di quello che gi gli aveva fatto. Guardava il sole Mohamed lo sentiva caldo sul suo viso, la testa gli girava, e cominciava a sognare una vita migliore. Ma non ci riusciva. Sembrava strano! Ma Mohamed non sapeva sognare, nessuno gli aveva insegnato come si facesse e non sapeva nemmeno dellesistenza di un mondo migliore del suo perch nessuno gliene aveva mai parlato. Mentre quella sabbia rovente gli ustionava i piedini pensava a cosa potesse significare la parola bene, cosera la felicit, lamore sapeva gia cosera la madre glielo aveva

insegnato. Quella donna era stata un angelo per il piccolo,gli aveva insegnato che con un sorriso avrebbe vinto le difficolt che la vita gli offriva. Erano passate ormai molte ore e Mohamed sfinito si accasci a terra, le gambe sembravano quasi non sopportare pi il peso del suo esile corpicino. Il piccolo chiuse gli occhi ed inizi a pensare a tutte le notti trascorse con la madre, quando ella lo stringeva forte a s e gli sussurrava parole dolci nelle orecchie. Ricordava ancora le dolci canzoni che gli cantava la mamma dormi,dormi mio piccolo bambino gli cantava con voce dolce e Mohamed ogni notte al suono di quelle dolci note si addormentava. Ma ecco che allimprovviso un boato enorme costrinse il piccolo ad abbandonare il suo mondo e ad aprire gli occhi a quel mondo tanto crudele che purtroppo faceva parte della sua vita. Osserv una grossa nuvola grigia alzarsi verso quel suo compagno rovente. Anche se era molto piccolo Mohamed cap che quel fumo grigio non era per niente un buon segno, perch sicuramente poco lontano da l era esplosa una bomba, e sapeva bene che ne avrebbero gettata unaltra ancora pi vicina a lui. Intimorito da ci che stava succedendo, si alz a fatica e cominci a correre di nuovo, ancora senza una meta, su quella sabbia che da ogni parte sembrava uguale. Corse per pochissimo tempo perch le gambe lo avevano abbandonato per sempre. Sentiva la gola secca e il sole che riscaldava con molta intensit il suo viso, poi allimprovviso tutto divent buio, sembrava fosse scesa la notte ad accoglierlo nelle sue braccia. E cos era stato perch Mohamed non faceva pi parte di quel mondo crudele. Ma ecco allimprovviso una luce bianca si avvicinava sempre pi verso di lui. Non aveva pi paura, non sentiva pi il dolore ed il suo piccolo cuoricino era pieno di gioia. Una volta vicina quella luce bianca lo prese per mano, lo port con se in un giardino bellissimo con tanti fiori colorati. Cerano tanti bimbi come lui in quel giardino, giocavano felici, nessuno aveva un fucile in mano, e nessun viso era pieno di dolore, tutti erano felici. Ora una signora dal vestito bianco si avvicinava verso di lui, Mohamed la

riconobbe subito, era la mamma,lo prese per mano e gli disse di non avere paura, di andare a giocare con gli altri bambini perch nessuno avrebbe potuto pi fare del male a nessuno dei due, ormai erano in un altro mondo molto diverso da quello in cui vivevano prima, l sarebbero rimasti per sempre e nessuno glielo avrebbe impedito, neanche quella giustizia che tanto spaventava il piccolo Mohamed. Il Paradiso non il posto per persone malvagie come loro, lo rassicur la mamma. Detto questo tutti e due si allontanarono finalmente felici, finalmente insieme sicuri che nessuno li avrebbe pi separati.