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Un buon numero di correnti e movimenti presenti in Italia derivano dalla spiritualit della Cina, e dalle sue influenze in Indocina

e in Giappone, che vanno concettualmente distinte sia dal buddhismo, sia da quella combinazione di scintoismo e di religiosit popolare giapponese che alle origini in Giappone delle nuove religioni non buddhiste. Le esperienze religiose della Cina sono anche presenti fra gli immigrati cinesi in Italia, in genere in forma poco organizzata, e coesistono con le Chiese e comunit cristiane di lingua cinese, a loro volta attive sia in Cina sia nellemigrazione. La domanda tuttavia, quando ci si trova di fronte a correnti di origine cinese, se si tratti di realt religiose o non religiose. un problema che esiste anche in Cina, dove oggi interagisce con questioni politiche, dal momento che il regime comunista guarda con sospetto le religioni, e per numerose correnti e scuole pi facile sopravvivere presentandosi come non religiose. I cinesi parlano comunemente di tre insegnamenti confucianesimo, taoismo e buddhismo e questo schema stato adottato, almeno fino a tempi recenti, dalla maggioranza degli studiosi occidentali della religione in Cina. Recentemente, tuttavia, si sono levate voci critiche, per pi ordini di ragioni. Anzitutto, il riferimento a tre insegnamenti pu far sorgere la tentazione di dividere i cinesi in confuciani, taoisti e buddhisti (pi, naturalmente, cristiani che peraltro, secondo alcuni studiosi, sarebbero ormai, o almeno si avvierebbero a diventare, la maggioranza relativa fra i cinesi che praticano una religione , musulmani e seguaci dellateismo scientifico marxista propagandato dal regime). In realt non cos, perch nella tradizione cinese come del resto in quella giapponese perfettamente normale rivolgersi, per diversi rituali e necessit della vita, al confucianesimo, al taoismo e al buddhismo, senza che neppure si possa parlare di doppia o tripla appartenenza, dal momento che la stessa nozione di appartenenza a una religione si applica difficilmente alla spiritualit cinese. vero che, nella storia dellImpero, ci sono stati tentativi di imporre una religione di Stato: ma si trattato di tentativi effimeri, proprio in quanto hanno incontrato la resistenza della popolazione. In secondo luogo, la formula dei tre insegnamenti stata coniata da una tradizione culturale colta, e rivolta alle persone colte, e rischia di lasciare fuori quella che in Occidente chiamata religiosit popolare e che governa una serie di attivit gestite dalle famiglie o da specialisti religiosi locali, a proposito dei quali spesso difficile dire se siano confuciani, taoisti o buddhisti. Fra queste attivit cruciali per la vita spirituale cinese si situano la celebrazione dei funerali e quella del nuovo anno cinese. In terzo luogo, alcuni studiosi osservano che la formula dei tre insegnamenti mette insieme realt non omogenee: il buddhismo (per quanto in Cina, influenzato dagli altri insegnamenti, assuma profili peculiari) propriamente una religione, il confucianesimo un sistema di valori (per altri un ideale o ideologia politica), il taoismo uno stile di vita (per la maggioranza di coloro che vi si accostano) e per alcuni una scuola esoterica. stato soprattutto Joseph Needham (1900-1995) il maggiore studioso contemporaneo della cultura e della religione cinese a suggerire lesistenza, a monte di molteplici manifestazioni e differenze, di una cosmologia e di una religiosit specificamente cinese, che influenza sia altri paesi dellEstremo Oriente sia il buddhismo cos come recepito in Cina, e rispetto alla quale il confucianesimo e il taoismo costituiscono tentativi di

sistematizzazione. Il principio essenziale di questa religiosit cinese lesistenza del qi (che diventa ki in Giappone) come materia prima o componente fondamentale delluniverso. Nessun tentativo di traduzione della parola qi in lingue occidentali giudicato interamente soddisfacente dai cinesi. Se si parla di materia prima, infatti, si rischia di dimenticare che il qi una realt primordiale insieme materiale e spirituale. Energia o forza vitale sono forse traduzioni pi soddisfacenti, ma anche queste non traducono completamente il carattere insieme fisico e metafisico del qi. Il qi opera secondo due principali modalit, chiamate yin e yang (espressioni di cui ormai si rinuncia a cercare una traduzione, e che anzi sono entrate nelluso comune in Occidente, particolarmente in ambienti New Age). Yin identifica lombra, lumido, il freddo, il principio femminile, il basso. A yang corrispondono la luce, il secco, il caldo, il principio maschile, lalto. Sarebbe invece sbagliato identificare semplicemente yin con il negativo e yang con il positivo. Lideale cinese e il modo con cui il qi si manifesta armoniosamente non quello di una prevalenza di yang su yin, ma di un equilibrio e di unarmonia fra i due principi. Equilibrio, armonia, moderazione come sottolinea la tradizione confuciana sono valori essenziali nella visione del mondo cinese. Al sistema non tuttavia estranea unidea di gerarchia: lalto e il basso sono entrambi necessari, ma non sono sullo stesso piano. Perch la societ sia armoniosa (cio, yin e yang siano in equilibrio) sono necessarie una gerarchia e una burocrazia, in cui ciascuno sappia esattamente quale la sua parte e il suo compito. Cos importante la burocrazia nella mentalit cinese che lo stesso mondo celeste visto come organizzato in modo burocratico e gerarchico, con lImperatore di Giada (celebrato nel capodanno cinese) che ha lo stesso ruolo del monarca terreno nella Cina imperiale. Yin e yang devono essere in armonia e in equilibrio anche allinterno del corpo umano, e a questo fine per esempio necessario assumere in modo equilibrato alimenti classificati come yin e yang. Se lequilibrio si rompe, lenergia qi non riesce pi a fluire armoniosamente allinterno del corpo, determinando le malattie e ultimamente la morte. Il qi gong, spesso definito come la versione cinese dello yoga, cerca precisamente di restaurare il fluire armonioso del qi allinterno del corpo umano attraverso una serie di esercizi e di tecniche. Tutto il vastissimo campo della cosiddetta medicina tradizionale cinese pure basato sulla nozione di un necessario flusso armonioso del qi. Poich il qi un principio sia fisico, sia metafisico non sempre facilissimo distinguere la medicina cinese dalla religione; e analoghe considerazioni valgono per il qi gong e per le scuole di arti marziali (anchesse spesso basate sullidea di un controllo dellenergia che fluisce attraverso il corpo umano). Nellattuale Cina comunista, non potendo sradicare facilmente tradizioni pi che millenarie, il regime ha cercato di distinguere fra pratiche tradizionali che sarebbero semplicemente curative, dietetiche, ginniche o sportive (che sono insieme controllate attraverso organizzazioni governative e cautamente promosse), e superstizioni o sette malvagie che sono invece combattute con tutta la potenza di una macchina repressiva totalitaria. Per ragioni diverse, anche in Occidente molti gruppi affermano di insegnare forme di yoga taoista e simili come semplici tecniche, che non avrebbero nulla di religioso e come tali potrebbero essere praticate anche da cristiani senza mettere in pericolo la loro fede religiosa. certamente vero che non tutti coloro che praticano arti marziali di origine cinese, o

estremo-orientale in genere, o che si rivolgono a questa o quella branca della medicina cinese abbracciano necessariamente il quadro religioso o metafisico di riferimento soggiacente. Entrano tuttavia in contatto con alcune idee che non sono semplicemente igieniche o sportive, e che in alcuni gruppi (talora definiti quasi-religiosi) emergono pi facilmente in primo piano. Si tratta di una problematica che non facile cogliere se si considera la religione semplicemente come la venerazione in forma organizzata di un Dio creatore. Al centro e al cuore della spiritualit cinese non c Dio, ma il qi. Qualche studioso pensa che lImperatore di Giada, al vertice della gerarchia degli dei, sia una personificazione del qi. Tuttavia, il qi una realt permanente, impersonale, di cui anche gli dei sono fatti e che li precede. Gli dei particolarmente nelluniverso taoista sono superiori agli uomini, e la loro venerazione utile. Ma anche gli dei sono coinvolti in un processo di limitazione e di manifestazione del qi, che nella sua forma pi perfetta non-manifestato e indeterminato. Quando il qi si manifesta, anche nella forma degli dei, comincia a limitarsi. Non neppure chiarissimo quale termine cinese traduca il concetto di Dio. La parola pi importante shen, che come lespressione occidentale spirito pu indicare la componente spirituale delluomo, oppure un personaggio che fa parte della categoria degli spiriti o divinit, o la realt spirituale in genere. Quando sono chiamati shen, gli spiriti o divinit sono yang e superiori, e si oppongono agli spettri o demoni chiamati gui, che sono invece yin. Lespressione guishen (che indica i demoni e gli dei, e il loro mondo) mostra ancora una volta come, pure nel mondo degli spiriti, le componenti yin e yang devono necessariamente coesistere. Lo stesso avviene per quella che si chiamata componente spirituale delluomo. Non si tratta dellanima nel senso occidentale del termine, anzitutto perch non unica: ogni persona ha diverse anime o componenti spirituali, sia di tipo yin, chiamate po, sia di tipo yang, chiamate hun. Le anime terrestri o po alla morte rimangono legate alla Terra, interagendo con il cadavere (secondo le sue ricostruzioni storiche pi autorevoli, il mito del vampiro ha le sue origini in Cina) o tormentando i viventi come fantasmi. Le anime celesti (hun) che sono sempre pi di una per ogni persona rinascono in Cielo come spiriti divini, o si reincarnano in Terra, o ancora risiedono nelle tavolette e altri emblemi che non solo celebrano ma ospitano gli antenati nel santuario della famiglia o del villaggio. Il fatto che ogni persona abbia pi anime permette di rendere compatibili il soggiorno del defunto nel sacrario degli antenati e, contemporaneamente, la sua reincarnazione sulla Terra o la rinascita in Cielo come spirito divino. La famiglia patrilineare estesa, insieme alla gerarchia sociale, occupa un posto di straordinario rilievo nella spiritualit cinese. Recentemente, lespressione culto degli antenati stata contestata dagli specialisti e sostituita pi frequentemente con culto dei morti, non senza sottolineare che la differenza fra i morti e i vivi molto pi sfumata rispetto allOccidente. I morti sono vivi, particolarmente per i membri della loro famiglia, di cui fanno parte e cui si manifestano e appaiono in una molteplicit di modi diversi. Professionisti del sacro chiamati sciamani o medium dagli studiosi occidentali (e in una variet di modi dai cinesi) sono importanti in Cina e nellemigrazione: non trasmettono tanto messaggi dei defunti, ma di spiriti divini (i quali per, come si visto, possono essere antenati rinati in Cielo come divinit). Non solo questi professionisti, ma qualunque persona pu apprendere i rudimenti della predizione del futuro, che si basa ancora una volta sullinterazione fra yin e yang, particolarmente nelle formule dellI Ching, un testo attribuito al leggendario imperatore Fo-Hi che insegna a

interpretare sessantaquattro esagrammi formati da combinazioni casuali di cinquanta bastoncini. Nei confronti di questa religiosit cinese il confucianesimo e il taoismo si pongono come sistemi che tentano di organizzare un substrato riconosciuto come precedente. Confucio il nome dato dai missionari occidentali a un personaggio di cui poco si sa, ma che sembra storico: Kong Qiu (551 a.C.-479 a.C.). Quello che si sa di lui sufficiente a far concludere che Kong Qiu non voleva in nessun modo presentarsi come il fondatore di una scuola, e tanto meno di una nuova religione. Kong Qiu era piuttosto un tradizionalista, che lamentava la decadenza nella morale e nei riti (li). Per Kong Qiu i valori della famiglia e della gerarchia sociale erano essenziali alla prosperit dellImpero, e i riti avevano il compito di rafforzarli. Sullimportanza delletica individuale insiste il continuatore di Kong Qiu chiamato dai missionari Mencio (Meng Ki o Mengzi, 371 a.C.-289 a.C.), mentre Xun King o Xunzi (215 a.C.) insiste sul ruolo primario del rituale per creare istituzioni sociali capaci di costituire unautentica civilt. Sullesempio di questi saggi pi antichi, la dinastia Han fra il 202 a.C. e il 220 d.C. crea un sistema di amore per la letteratura classica, di etica incentrata sulla famiglia, di dottrina sociale intesa a sottolineare il carattere sacrale della burocrazia celebrato nei riti, cui i primi osservatori occidentali daranno il nome di confucianesimo. La dinastia Han lega i riti a una rete nazionale di templi eretti in onore di Kong Qiu, che culminano nella casa del saggio trasformata in santuario nazionale. I testi sacri confuciani canonizzati dalla dinastia Han risalgono peraltro o si ritiene che risalgano a unepoca precedente a Kong Qiu, e tra gli intellettuali il confucianesimo che pi tardi i missionari incontreranno deve molto allelaborazione di Dong Zhongshu (179 a.C.-104 a.C.), che applica sistematicamente la dottrina del dualismo di yin e yang a un gran numero di problemi metafisici e sociali. Nella versione di Dong, consacrata dalla dinastia Han e mantenuta da dinastie successive, il confucianesimo un sistema di istituzioni religiose destinate a confermare il carattere sacrale dellImpero attraverso i riti, letica individuale e quella familiare. Sotto le dinastie che succedono agli Han, il confucianesimo diventa secondario rispetto al buddhismo, e pi tardi patisce la concorrenza del taoismo. Un primo movimento di risveglio si verifica fra lXI e il XII secolo, con una serie di commentatori che va da Zhou Dunyi (1017-1073) a Zhu Xi (1130-1200). Gli scritti di questultimo commentatore conquistano anche i mongoli, che nel 1315 ne fanno lelemento principale dellesame nazionale per accedere alla burocrazia imperiale. Lultimo sistematizzatore del confucianesimo, Wang Yangming (1475-1529), notevolmente influenzato dallesoterismo taoista e dalle pratiche buddhiste di meditazione. Il taoismo attribuisce la sua fondazione a un personaggio forse interamente mitologico, Laozi o Lao Tze, che sarebbe vissuto nel VI secolo a.C. Il testo che gli attribuito, il Taote-king, probabilmente pi tardo. Una figura storica di taoista ma forse non lautore delle opere che gli sono attribuite Zhuangzi o Chuang Tze (370 a.C.- 301 a.C.). Il taoismo nato probabilmente immediatamente dopo il confucianesimo, e se ne differenzia in quanto rappresenta la nostalgia di una Cina pre-imperiale divisa in piccole comunit autoctone e non ancora sottoposta alle rigorose regole, morali e sociali, della burocrazia imperiale. Dal punto di vista metafisico, questa nostalgia si traduce nel primato del caos (hundun) come oceano infinito di possibilit. Secondo un principio caratteristico della

religiosit cinese, questo stato di non determinatezza come abbiamo visto superiore a ogni determinazione, nascita o creazione che costituisce non tanto e non solo uno sviluppo, ma anche una limitazione del primitivo stato indeterminato. Lespressione tao indica sia il tutto o il fluire dellenergia universale qi, sia la via dei saggi che con tale tutto sanno entrare in armonia. Muovendo dal caos originario il tao indeterminato nel suo primo stato si determina come uno (chiamato pure qi), quindi come due (yin e yang), tre (materia, ragione e figura, che compongono ogni essere) e infine diecimila (la pluralit degli esseri che abitano il mondo manifestato). Il passaggio del tao dallo stato caotico di non manifestazione alluno, al due, al tre e al diecimila costituisce una progressiva caduta. La via, il taoismo appunto, insegna a ritornare dalla molteplicit alluno determinato, e dalluno al tao non determinato. Come complesso di scritti e di dottrine, il taoismo risale quindi almeno al IV secolo a.C. Come movimento religioso organizzato, le sue origini sono pi recenti e rimandano a un insieme di sette (lespressione non ha un senso peggiorativo per chi studia la religione cinese) che nascono nel II secolo d.C. Una delle pi importanti, la Via dei Maestri Celestiali (Tianshi Dao) nasce nel 142 quando un maestro chiamato Zhang Daoling (di cui si ignorano le date di nascita e di morte) afferma di avere ricevuto una rivelazione dal Signore Lao, cio da Lao Tze rinato in Cielo come divinit. La dinastia Wei che succede nel 220 a quella Han, riconosce ufficialmente la struttura del Tianshi Dao, che nel frattempo si organizzato particolarmente nel Sichuan grazie anche a un originale sistema di pagamento di decime in natura. In cambio, il Maestro del Tianshi Dao proclama il diritto divino dellImperatore come parte della dottrina. Il Tianshi Dao tuttavia soltanto una fra centinaia di sette taoiste fondate a getto pressoch continuo dal II secolo fino ai giorni nostri, ciascuna di solito da un Maestro Celestiale che riceve rivelazioni da Lao Tze o da altri spiriti divini. Il taoismo si presenta spesso come una sapienza millenaria, e le linee essenziali della sua visione del mondo costituiscono un momento unificante per le varie sette. Queste sono tuttavia diversissime fra loro, cos che anche chi sostiene che il taoismo in quanto movimento religioso non un fenomeno unitario non ha torto. Limportanza delle rivelazioni private, dei Maestri Celestiali e dei loro insegnamenti spesso esoterici rende ragione della grande differenza di forme nel taoismo. Le divinit principali sono personificazioni del tao, ma accanto a esse vivono i maestri che sono diventati immortali. Limmortalit peraltro offerta a chi pratichi fino in fondo gli insegnamenti delle scuole esoteriche. Queste promettono la costruzione di unanima che non a tutti gli uomini data, e che permetter la prosecuzione dellesistenza come immortali (xianren) attraverso una variet di tecniche: forme di esercizio fisico e di ginnastica nella tradizione qi gong, diete macrobiotiche, alchimia di laboratorio e alchimia interna con elementi sessuali. Da questo punto di vista, molte pratiche di origine taoista portate dalla Cina allIndia, dove sono state assunte dal tantrismo, poi dallIndia allOccidente si ritrovano (senza che le filiazioni e le origini siano sempre evidenti) in numerosi movimenti magici occidentali che praticano lalchimia interna. Idee confuciane e taoiste, e la religiosit cinese in genere, vivono fra i molti immigrati cinesi in Italia che non si sono convertiti al cristianesimo, ma in genere come si accennato in forme non organizzate. Maestri cinesi, insieme ad altri occidentali (che

spesso sono stati loro allievi), guidano o ispirano centri taoisti, che offrono corsi di arti marziali, di qi gong e yoga, di dietetica e di circolazione e controllo dellenergia vitale, nonch spesso di Feng Shui, larte cinese di disporre gli oggetti, di arredamento e di architettura che si conquistata negli ultimi anni tanti entusiasti sostenitori in Occidente. Certamente molti di questi centri sono piuttosto palestre di arti marziali, che non sottolineano o progressivamente perdono qualunque elemento religioso. Alcuni, pi o meno consapevolmente radicati nella visione del mondo taoista, si ispirano a maestri molto noti su scala internazionale come Mantak Chia, Howard Y. Lee o Master Choa Kok Sui. Un interesse particolare a causa del duro conflitto con il regime cinese ha assunto il Falun Gong, presente anche in Italia da alcuni anni. Il Falun Gong come molti altri gruppi di qi gong potrebbe essere presentato come gruppo sincretistico, con elementi buddhisti, taoisti e confuciani, se non fosse che le caratteristiche peculiari della religiosit cinese rendono ambiguo qualunque uso del termine sincretismo in Cina. Due ulteriori elementi meritano di essere sottolineati a proposito della miriade di movimenti religiosi nati in Cina e fra le comunit cinesi emigrate soprattutto negli ultimi due secoli. Il primo il frequente carattere apocalittico e millenarista, che deriva paradossalmente dalla nostalgia di unet delloro originaria. Giacch il mondo come non corrisponde (pi) alle caratteristiche di questa et delloro, il ritorno alla perfezione primitiva pu passare anche per la rivoluzione. Trascurando le influenze del millenarismo religioso cinese sul maoismo (su sui si sono soffermati diversi studiosi), numerosi e sanguinosi episodi di rivolta apocalittica fra lOttocento e il Novecento rendono sospettosi tutti i tipi di autorit costituita quando si trovano di fronte un movimento religioso cinese che cresce troppo rapidamente. Si dovrebbe aprire qui anche il discorso sulle societ segrete cinesi, presenti anche nellemigrazione in Italia, le cui attuali caratteristiche di organizzazioni criminali non devono fare dimenticare che la loro origine sia religiosa, sia legata alla nostalgia di un passato rappresentato dallepoca Ming. In secondo luogo, lespansione spirituale (e non solo spirituale) della Cina in tutto lEstremo Oriente, e il carattere poco organizzato della religione cinese hanno favorito incontri e commistioni con un gran numero di spiritualit diverse. Cos i numerosissimi movimenti religiosi che sono fioriti in un clima di libert istituzionale sconosciuta alla Cina continentale a Taiwan coniugano la religiosit cinese con un numero sorprendente di altri apporti. Per esempio, il movimento della Maestra Suprema Ching Hai uno dei movimenti di Taiwan che hanno conosciuto la maggiore espansione internazionale presenta, accanto agli elementi della religiosit cinese, altri di origine radhasoami, e a una pluralit di fonti diverse si rif anche Spiritual Human Yoga, di origine vietnamita. Per altri gruppi ancora, si rimane restii a classificarli fra quelli di natura spirituale e religiosa, dal momento che operano nel mondo della terapia, talora a stretto contatto con forme ufficiali di medicina. il caso del Gruppo Jean-Marc Eyssalet, scuola parigina con gruppi anche nel Qubec e in Italia (a Torino), cui legata anche la Associazione Culturale per lo studio dell'Energetica Tradizionale Cinese e la Sinologia La Tartaruga di Lodi, che sotto linflusso di un sistema di esercizi noto come zhan zhuang (letteralmente stare in piedi come un pilastro), sviluppato da Wang Xiang Zhai (1885-1963) propone una forma di qi gong che insiste sulla nozione di shen come torre di controllo del qi. Qui come altrove, la distinzione fra medicina tradizionale e spiritualit si rivela peraltro difficile se non impossibile, e problemi simili si pongono di fronte a scuole che oscillano fra arti marziali, terapie del benessere e accenni alla spiritualit. Gli esempi di centri taoisti che

abbiamo qui indicato non intendono n essere esaustivi n proporre un giudizio ultimo su quali gruppi siano spirituali o religiosi e quali no (giudizio che, per le ragioni indicate, ultimamente impossibile). B.: Fonte essenziale per lo studio della religiosit cinese Joseph Needham, Science and Civilisation in China, 17 voll., Cambridge University Press, Cambridge - New York 19541998 (i primi tre volumi, il secondo in due tomi, sono stati tradotti da Einaudi, Torino 1976-1986, con il titolo Scienza e civilt in Cina). Un classico, per alcuni versi ancora utile Jan J.M. de Groot, The Religious System of China. Its Ancient Forms, Evolution, History and Present Aspect, Manners, Customs and Social Institutions Connected Therewith, 6 voll., Brill, Leida 1892-1910. Sul confucianesimo: Thomas A. Wilson, Genealogy of the Way. The Construction and Uses of the Confucian Tradition in Late Imperial China, Stanford University Press, Stanford 1995. Sul taoismo: Holmes Welch - Anna Siedel (a cura di), Facets of Taoism, Yale University Press, New Haven 1979; Isabelle Robinet, Storia del taoismo. Dalle origini al XIV secolo, trad. it., Astrolabio-Ubaldini, Roma 1993. Sullalchimia interna, importante il testo di Catherine Despeux, Immortali dellantica Cina. Taoismo e alchimia femminile, trad. it., Astrolabio-Ubaldini, Roma 1991. Sullo stato di salute della religione nella Cina contemporanea cfr. pure Bernardo Cervellera, Missione Cina. Viaggio nellImpero tra mercato e repressione, Ancora, Milano 2003.