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i1 rielitto di .scloj~e?.onon durique esattamente parlando, un delitto di semplice .inn~ione.

. fatto si I1 ~isolvenelle sue consegnenze in una i~ccaioize ma ; il substrato crimi~iosodel medesimo, il precedente che solo pnb dar diritto all' antoriti a portarvi soI r a le sue considerazioni, & I' atto positivo; cio+ rina serie di azioni estoriori con le quali siasi inOotto altri ad accattare Irt determinazione di scioperare, e ad astenersi poi dall' agire per obbeclienaa di quella. Laonde vede ognuxlo ctie il nome (1) (i cioj~ero l~ (dato modernamente a questo reato) non b porfcttamentc esatto : l~erclibesprirne il reato ilelle suo consegrienze, anzicl~knel vsro ~lornutito clie pnD costruire la sua criminositi~,
(l) La causa pcr cui niolti vennero nella err:itn opinione clie le antiche Icggi noli provedesscio la coalizione e lo scluporo, questo si fu che sirnil fatto nel19antico lingu:iggio forense racchiudevasi sotto il geuerico nome (li nzonopolio ; Itioride i titoli presenti non erano re~ieribilisu@' indici degli scrillori, I1 nionopalio ero una forrnii generale cli dclinquenzii clic aveva per suo oggeito fiiriritlico il cominercio. Vi si cnuitisrnvano tlxlte quelle fornio clie anclic oggidi 113nno tlenominaziose di monopolio, corrie lo :illeanzc dirette a fare :ihlia5~:irt?od alzdre i prezzi di ccrii generi o in gsnaralc bl ~ ' ~ l o r c ulln intr<ipresri, lc nlleitrize direlle a noti insc?gtiiirt? di 1111' c h ai propri figli, ctl altre siiiiili CosC. La pr'ptesil ~ atliIlerizo clellc qiiiili al rniigistero peirnlc dilrende di) qiit~slioili esoiiorniciio clie qui non k luogo cii cunloniplare, rlt:~ cfir: vc?rali;ieJitenon possono :ivcre altrd o$getlivila Lriiiinc 1:i Veduta di t v o r i r c il cominer'cio. Trii qucslc: forine uovcrasano

- 490 gli antichi l'alleanza degli operai diretta a non prestare lo mano loro s e non a prezzi da loro determinali. Dal D e c i a n o f tpact. c r i ~ n Zlb. 7 , cap. 21, n. 15 ) rilevaci che gli anticlii . statuti punivano questo fatto anclie nei villici e lavoranti dellti campagila: e 1' A l b e r i C o Plfi rubr.. C. dc mo?zopolJ ricorda *in singolare straltagernma ideato da certi campeguoli per eludere siffatto statuto. Essi si coalizzarono non di non andare al lavoro ma di andarvi e star fermi, pensando cos nelle grossolane loro menti di non incorrere nella pena. La coalizione degli operai di campagna fu oggelto di speciali prescrizioni in Francia pel codice rurale dei 28 setleinbre, 6 ottobre 1791 (art. 20, tit. 2) che sembra rimasto tuttora in vigore. La pena di questa spccialith tanto pi mite che ad evidenza si scorge i l grande movente della severit conir'o questo fatto non essere altro che la paura del pericolo di tumulti nelle citt manifalluricre per cili si confuso I ' uficio della polizia con I: ufficio della penaliti.

I1 co9zcerto adunque deve essere nei processi di lucidamente come cjualunquesta natura Gin~ostrato clue altro atto positivo che voglia imputarsi a delitto. Non pu credersi provato per semplici presunzioni. Se acl un dato mattino un cento di operai addetti acl una stessa officina o a diverse, non vanno al lavoro, ailduceiidone per ragione la insufficienza della mercede, ci non basta per affermare clie siavi co?~csrto;perchb siffatta determinazione pu essere nata spontanea nell' animo di ciascuno cli costoro ad occasione di un rincaro di viveri, o cli un aumento cli salari fitto in altre officine per liberale volont del padrone, o di altra consimile ;iccidcntalitli. Xon tutti i fatti che si riproducono

- 500 c~utemporaneaiiienteda u~oltisono conseguenza di i1n accordo dei molti: lo saranno il ~ ~ spesso ;m* i u : ilon sempre. E ci basta perch debba respingersi la idea clella prova per presunzione (idea pericolosissima nelle materie penali) e debba esigersi la ~igorosaprova che la inazione dei molti fu consetuenza di un accordo preso e stabilito precedenfeiuente fra loro.

S. 1613.
,4.ccettanclo come verit siffatta proposizione si \iene naturalmente a questa conseguenza: che pub esistere da un lato la coalisioize fra un ziumero (li operai, ecl il susseguente sciopero: pub clall' altro lt-tto esistere la inazione per parte (li c~illilcl-ie opewjo, e malgrado ci6 non essere a costui giustamente 0l~iettabileun delitto. Mi spiego : pongasi, a modo (li esenipio, che un numero di garzoni fornai si siano in un dato giorno concordati di non pii1 tornare al lavoro, se non pagasi loro una incrcede maggiore della usata ; essi in conseguenza clell' accoiclo hanno lasciate deserte le officine allc quali erano ad(letti : ecco clie in costoro lo sciope~-o essere cripub ~iiinoso,perch in loro deriva da un accordo prece(lente nel quale trova raclice la 11~ro politica imputabilitk; ma potr egli dirsi percib clie tutti i garzoni iMrnai che in quella datuamattina non sono andati a bottega sono colpevoli? Io credo di no, perchk il primo elemento del reato b In cocc2ixion.e: cosicchb chi non ha preso parte a questa non i? colpevole. La cosa evidente se costoro si sono astenuti dalla officina per una causa tutta loro particol:ire, come malattia, distrazioi~i,altre cure, e simili. M lo urnmottere a

codesta eccezione soltanto fin qni, porterebbe alla conseguenza che 1' operaio restatosi inerte in quel giorno in crii esisteva nella cittn una coalizione dei suoi confratelli, dovrebbe c4ssetslzet.e egli Z lii.ouu ,?i.. u .I-ettccdella causa innocente per cui non andrj. Questo modo di vedere porterebbe, come ognuno couiprende, a1 risultato della prova presuntiva rispetto all' individuo. I1 fisco direbbe io non ho provato che tu prendessi parte all' accordo; ma ho provato che 1 accordo esisteva, ed ho provato che altri cinquanta ' dei tuoi confratelli presero parte al concerto, e stettero inerti in conseguenza di quello: tu pure restasti inerte in quel giorno: dunquo io presu~izo che anche tu partecipassi all' accorcio. Giustifica tu che. 1 0 aItrimenti sarai condannato. Ma non si puL alli1, mettere per principio generale codesto modo d' argomentazione, e senza palpabile ingiustizia non pui~ accettarsi.

5.

1014.

Sotto rin punto di vista generale la suddetta rJr(Jposizione non pud seriamente disputarsi oggidi, poich8 la Dio mercB le prove presuntive sono statc: cacciate dal foro criminale, Ma la proposizione conduce ad un risultamento speciale che merita particolare attenzione. Che dovrh dirsi se l' operaio scioperante, sebbene estraneo a qualunque concerto, francamente confessi essersi anch' egli astenuto dal1' andare, non per cagioni sue proprie, ma perch avendo udito correr voce che gli altri scioperavano volle anch' egli fare altrettanto, sia per desiderio di profittare del fatto altrui, sia per timore della indignazione dei suoi compagni? Questo problernn

speciale si risolve nella qnestione generale, se in questo reato il coizctsrto ttecito equivalga al conc a ~ * espresso. Colui clie noD prese parte agli ac~ cordi (dir8ataluno) se scictper poscia quando coziobl ~ esistere 1' accordo, prestb tacitamente adesione: e non vi partecip con le parole, ma vi partecipd col fatto, e torua lo stesso. Ecco i termini netti della cluestione. A mio giudizio poraltro codesto obietto noil accettabile, perche ripeto chc nel mio moclo di vedere il reato non pu farsi consistere nello .~cio$ev-o,m a nella eoalisio?ze. Tenulo come vero il principio che il momento criniinoso stia no1 coiztergo, e non nello sciopero, 1' uliosione taciia a1 concerto tion puo agli effetti penali adeguarsi alla partecipazione vera. E dico che non lo pu, perche h principio generale nella materia della complicitb che la semplice adesione interiore non rende partecipe al delitto altrui neppure uei malefizi pi gravi. Colui che trovasi spettatore di un omicidio commesso da altri, pno nel suo interno godere ael l'atto, perch 1u vittima sia a lui iilvisa; puG per coriseguenza di questo gravo sentimento astenersi dal recare soccorso a qaell' infelice. Ma nessuno ha il diritto di convertire codesto seii1;imento e codestu inazione in un atto di cornplicita. Ove si accolga il principio della solidariet citlarlina, potr in simili ipotesi troxrarsi 1' elemento di un delitto di per si? stante: ma non potrassi mai senza confusione cli termini obiettare il titolo di partecipazione all' omicidio. LO stesso io dico nella proposta questione. Lo PCZO~J~?*Onon e delitto nell' individuo : 8 delitto il corrzcesfito. aderire in cuore ai ileiitto altrui non Lo e coiriplicif;Aiicllb lalo adesione, senoa estrinsecarsi

in atti positivi cli materiale coeficienza, si limiti ;~Il:i uera in:izione. S. 1615.

I1 secondo estremo di questo reato consiste uel


filze. Possono anche cento o piit opci'ai accor~larsi per solenne patto a non larorcire in un dato gio~no, e consegaenteniente lasciare deserte le officine. Ma sc tale accordo nasce o per cagione di un diporto che vogliasi prendere in codesto giorno, o per ctigione di una festivitii cui si voglia fare onollanza, o per altro iilnocao motivo (i); non pui, neppurit l' accordo costituire delitto. Perchi: cib sia vi hlsogno che lo sciopero si concerti 97el fl12c W ~ ~ s t g * i ~ z g c ~ , r : i padroni ad aumentare i saIari, o rcspettivnmcntio pel fine di costx8iiigeregli operai a lavoritre a meiio.
(1) facile comprendere cbe in questo reato pu nascere conflitto di coalizione contro coalizione. i'cr esempio i padroni si sono coalizzali per imporre ai lavoranti un'ora pi di lavoro giornaliero per il medesimo prezzo: gli operai si conlizzano alla loro volta ed ahbandonano la officina. Clie dovr.'t cgli dirsi? Vi saranno due delitli? 11 delinquente in cotesti casi sempre l'innovatore: sicciib in cbtesta fpbtcsi vi serit delitto di coalitibne per p x t o dei padroni; nun vi snrk ~ l i e uii esercizio dei diritto di legrtlima resistenza per parte degli operai. Cos la pensb anche J. .T. Hn u s oDscrvat.ions sur l c projet dc ~8vdsiondzc code p&inl belge part. 3, pny. 3 14. e C o s e n t i n o pay. 269,

4:

La ragione della differenza apparisce chiarlssiriia cliixinquc faccia risalire la nozione di qucslo reato

al vero ed unico principio della sua imputabilit politica, come verrb mostrando fra poco. Fincli i iilolti operai si concertano di non andare al lahoratorio perchb aggrada loro ( a modo di esempio di fare una gita di piacere, essi sono nei limiti del1' esecizio della loro libert naturale. L' atto & lecito in s&stesso; il fine & pur lecito; e quantunque al padrone della officina ( ed anche se vuolsi al pubhlico) ne derivi un danno per la inoperosit di quel giorno, 1' accidentalit del nocumento non pu renderlo criminoso quando coclesto nocumento non fu il fine dell' atto; poichb gli operai non sono n& iloti di Sparta, n servi romani. Tranne la specialit cli particolari convenzioni (operative di puri effetti civili) nessuno pri vantare il diritto di avere le cose inie ad un determinato prezzo; o la opera delle mie hraccia, o della mia intelligenza per una determinata mercede, o per un lavoro che siami antipatico ($1).Ma ognuno ha alla sua volta il diritto di agire liberamente secondo il piacere suo nelle proprie speculazioni. Questa libert viene menomata quando la volont di molti si accordi ad esercitare sulla rneclesima una pressione, quantunque mediante semplice violelzza ntorale. Se pu ammettersi la imputulilit politica dello sciopero e la legittimit della sua punizione, essa non pu trovarsi in altro concetto tranne in cotesta pressione morale che clelil~eratamentesi vuole esercitare e si esercita sul1' altrui liberth. Ci posto non ha bisogno di ulteriore rlimostrazione questo secondo estremo per il quale la criminosit dell' accordo non pu esistere se il inedesimo non ha il preciso fine di costringere altri a fare a moclo nostro contro sua voglia: di costrin-

- 505 .sere c i ~ & resp.ettivamentc i padroni n dare salari maggiori o contentarsi di minor tempo di lavoro, oppure gli operai a lavorare per meno o a prolungare le ore delle fatiche. La essenza ginriciica del reato sta in questo fine.
(1) Cos vidi talora in qualclie citt8 coalizzarsi tutti gli operai falegnami alla occasione in cui sapevasi dovere aver luogo una esecuziooe capitale. Essi chiusero le loro officine e si tennero latitanti per tema di essere forzati a dar mano alla costruzione clel palco ferale. La obbedienza u qtiel nobile sentimento ancorchb manifestata per un concerto esplicito non si sarebbe potuta qualificare come criminosa, perchb noti ilveva il fine di vincolare la Ilberl altrili ma di cserGitare la propria.

5. lui7
Ho enunciato prorniscuamente fnqui il fatto della coalizione degli operai, e il fatto della coaIizione dei padroni come dne fatti che procedono di pari pwso iii faccia alla scienza penale. Evvi per talrino che non concorda simile pnrificazione. Ma in faccia al principio giuridico non vi B ragione di distinguere; o b imputabile la seconda forma, o non imputabile rteppnre la prima: perchb cos i10117 una oome nell'nltra vi B il prc?170 fitie di cserritare coazions sagli animi altrui, e d' imporre le proprio esigenze ad altri che non vorrebbe subirle; e si nell' una come nell' altra vi (4 il risultato della iriipcsizione del volere. Anzi nella coalizione dei padroni vi B qnalche cosa di pii1 crudele e tirannico che non no31u colrlizio~iedegli operai. Di pi.ii il capitale che vnol dettare Ieggc alla industria pu re-

- 500 care maggiori danni politici clie ~zoa industria la la quale voglia dettar legge al capitale; per'cl~k nel priuo caso si getta sulla strada un numero di operai che non hanno mezzi di sussistenza, e che dalla miseria sarari.no facilmente condotti nella via del delitto : laddove gli operai che abbandonano le officine per volonth loro devono essere nataraliizente provvisti di mezzi di sussistenza o propri o forniti cla chi 1' istiga. E quando la fame li stringa cesseranno dalla presa determinazione piuttosto che darsi ad altri delitti. Sicch nella coalizione dsgli opeilai non vi B altro pericolo sociale che iI momentaneo arresto della lavorazione :laddove nella coalizioric dei padroni vi ha pericolo gravissimo per una turba di gente famelica repentinamente lanciata nelle pubbliche vie. Inoltre ancho per riguardo dei provvodimenti economici ( i quali a mio credere soua in cadesti casi migliori assai dei rigori penali) la coalizione degli operai presenta al buon goverilo pii1 proilti mezzi di riparo, potendo l' autorit vigilante far vonire operai dalle vicine citt; melitre a1 contrario alla coalizione dei padroni 8 assai difficile che il buon governo porga immediato riparo, osigeliilosi a ci6 capitali e stabilimenti che non di facile s' improvvisano (1).
(1) In Friincia fu agilata vivamente in questione se la disposizioni del codice contro la coalizione dei filbbricanti ed operai dovessero o no estendersi ;iliche q l i speculiilori di trasporti. L' atfcrrnativa sanzionata pi volte dalli1 Corte Siiprema a termiui dell' art. 419, si sostenne do IVo l o ~ ~ s R i wlla sua dissertazione intitolata la concurrence et la oonlilioat, inserita nella Rcuue tom. 10, pog. 347,

Questo considerazioni come puraniente orilyii*ir:lie noil entrano scconilo l' ordine delle mie iclcc ilella categoria delle ragioni bastovoli alIa soluzione (ti un prol~lenia penale: ma ho voluto ilolarll: perchb uii illustre scrittore contempoilanco, I J I ~ tenero fr~rse delle consideruziorii empiriclie elle delle considerazioni giaridiche, ha combattuta 321 parificazione clell~ due forme di coalizione, asserendo che nella coalizione dei padroni vi i minor danno sociale di yuelll? ! che sorge dalla coalizione degli operai. Io pelisu precisamente tutto il contrardio;e ne ho gih clottl* il perch&: ed czggiui~gocl~eniicl~esotto il l~uxitodi vista economico la coalizioiie degli opeulai teililcnrli~ rid aumentare la diff~isionc! delle ricchezae, puh ri1.1scire entro certi limiti meno dannosa ; Iadclove la coalizione dei padroni tendendo ad aumentare 1 rics diezzn di pochi o In miseyia di molti, puO pih gi'nvemente osteggiare la prosperith del prteuc, 1 illu, ' stre crirninalisla crede din~ostrare sua :isserzioriu Ia ilicorrendo ai calcoli Ctella concorrenza: nia pare u me clie la concorrenza possa pii^ f;icilniento porgat. riparo alla inaaione deliberata dell' i n d ~ s f ~ rche, i~ non all'inazione deliberata del capitale. Ad ogni modo ripeto che coilesti calcoli non mi se~iihrano jnfluenti sulla cjuestione giuriclica.

Il tr?rlzo estremo di questo reato b la esecuzione f~eZl'ucco~d~, mediante lo sciopero effett,ivamonte se-

quito o almeno incominciato ad eseguire. La maggior parte dei criminalisti e 1egisIaturi contemporanei sono uniformi xic3llo esiger0 questo terzo estremo: e di qui forse ri'b nato che oggicli siffatto ii~alefizio siaai venuto denominancto pih volentieili sciopero che conZisionc. Non vi iia ctabbio che se il primo momento della criminositi cloll' atto risietlc: ncl concert,~, momento cleila conszcmaziione clel i1 delitto non pno risiedere che nella inazione effettivamente conseguita al concerto. Un accortlo per quanto seriamente slretto fra gli operai nella sera, se susseguito nella mattina dipoi dallo spontczneo ritorno degli operai alle loro officine, rimane nella categoria dei meri progetti criminosi. Non pud neppure qualificarsi come tentativo, per le generali teorie (le1 conato, Potrebbe tutto al pi prendersi di mira come reato diverso sotto il pulito di' vista tlella minaccia: ma il progetto di scioperare non P, un p+~zcipiodi esecuzione dollo sciopero. Cosicchb come non B delitto lo sciopero senza accordo, non B neppure delitto l'accordo senza sciopero.

Ma 1' elcmento di malerialit srisseguonte aI1' accordo ad al fino gi;i svolto di sopra, si deve egli esprimere con la successiva assoluta iraazionc? Possono un numero di operai concertarsi di abbandonare le loro officine: possono venire in questo accordo per il fine di costringere i loro padroni ad un numento di salario : ma se I' accordo si estrinscca con l'andare tatti i congiurati o la maggior parte tli loro ad nna lavorazione diversa, taluno dubiter

m--

3)g

iiou cliucaripere?i1 clelitto di sciopero, poreliil la esecuzione &Il' accordo si i~~ariifesta lavorare e non col con lo stare inerte. Se peraltro verr dimostrato che la iluova 12s-orazione a cui sonosi volti quegli operai sia pii1 faticosa q: ineilo lucrusa di cluella che hanno abbandonato, ci6 porri in chiaro che gli operai ncjn hanno agito per una speculazione cli loro tornaconto itiimr-?tliato,ma per nn odio contro i primi padroni, e par costringerno lc viilonta ritrose all' aumento (legli stiyondii. L'operaio che dico voglio lavurars per menu e faticare d i pi, esprime un concetto che si!.relilje irilngionr?vole senza referirlo al Ario della. violenza morale sui vecchi patlroni : e poicbb in cotsstn ipotesi siEi:attaviolenza, uiorale viene rcalrirenlt? : ~ desercitar~i, creSler13i c l il delitto di .sciope?-o io ~ (se deve rnanterlcrsi al rarigo di delitto) potesse dirsi costituito: c vcdesi anche qui la influenza che esercita stifle speciali questioni la definizione dal titolo. So il delitto in question~si denomiaa scio$crqo, la soluzioilc della fatta ipotesi nel senso favorevole agli operlai non amiuett;e disputa; perchi? warim la ~izate~iullth delitto negli operai che del vanno ad un lavoro qualunque. Ma se invece il (lelitto si clcfiriisce cocclizione cc fine di coazione, non puO per ino(lo alcuno esigersi 18 inazioizo assulu.ta come estremo del maleflzio: ed mecticri dedurne che il principio di ssecuzionc dell' accordo si condclla v e o figuri l~nstantemsnteaie1 solo nbba~idono cljin, officina por i1 flnc anzidetto.

Colo~oche credono trovare l'elemento della politica iinputabilitii di questo reato nei pericoli che

- 5.11 in Itdia ) hanno opinnto per la logittimit4 della sua politica imputnzione. 1 primi procedono dal principio che il non usare delle proprie braccia, o della propria intelligenza, o il tener morti i propri capitali, o lasciar porire IO cose proprie piuttosto che vonderle a prezzo vile, un esercizio della liljertk indi~idualc:non coercibile dalla legge. Scendendo poi pii1 pnrticolsrrnente allo sciopero ctegli operai harinn osservato che codeetct forrua di co~tlizicine trovava facilmeiitc i! SUO criterio di repressione penale riei i~icusiadoperati :perchi'. di ordinario a sigatte conliziolii si giunge ~ncdiante minacce srii compagni, :dtrul)p:iriie~iti,0 ver'c violenze ; in una parola mcclirrntc 8tt.i est.criori clie trovano ~ufHcientersliressiono penale nel titolo speciale di reato cho vicric! per loro rt conlig~~rnw'si. I secondi lianxio, s parer mio, divagato soverc1ii:imente ilelle considerazioni dcl17 utilo, non distinguendo abl~ilstalizu ci6 ctic autorizza a provveclimonti anche energici il magistero cii buon governo da ci6 CIIQ si esige nrl ariiorizzare una repressione penale. I1 girire punitivo non pn0 raggiungere l' apogoo della sua esattezza finch8 non si deljmitario le attril~rizioiiidella polizia, e le attrihuzioni della giustizia; o finchb codestri delirnitazionc non & rigoros:tmantc asssrvnta. 3iezzo secolo addietro il giure ljsnale currcra per yue~ta linea e progrediva ogni giorno. Oggi prir troppo s i riianifesta una tendenz:r pericolosa a riprnrltirre l' antica confrieione, sia poi. la conf~jsionc principio iuorcrle COI principio giuclol ridico ( coxifrisione che turba spesso le inenti ) sia per il nqturalc cloaiderio che linnno i magistrati tli allargwi'i: i lorw poterli o(1 alitialtere Ic barriere or)-

- 512 paste dalla civilt moderna alf arbitrirl loro; onde ne avviene che certi magistrati quando si fbrino scrittori vengono insinuando teorie per le qntili alla magistratura si vorrebbero accordati poteri di polizia, ed anche so occorre poteri legislativi (1). 3Ia lasciamo di ciG (che ho detto per sola digressiont. e senza niente alIudere ai due insigni scrittori citati teste) e torniaino alla nostra questione.
(1) Osservai iu altro mio S~ritt0 alla pur~ti CIIP della giusiizia punitiva hauno grandemente nociuto le politiche riforme introdotie in senso liberale io varii stali di Europa. soli^ i Governi dispotici In polizia dava largo urmamsntario ai mcrlesiri~iper sostenere i l potere asrolulo. (Juindi venne in ug$i:* ;li popoli, i quali coltala in odlo, non sppen:i polerouo scUOtc~'t> I l giogo del dispotismo alle omhra di uiio Statuto Co.;~it~izi~-1naie O di un orcnuauiento rcpubblicnoo, presero la pr?lizi;l

cotiie primo obiettivo delle loro dcmolizioni. Bla la polizid iivn f i i i per $010 anicio In tutela del tiranrio, fla per uficio lrc,iltimo ed ulilo nllresi la prevenzione dei reati cbc r n i a a c c i i ~ r ~ ~ la privata sicuiazza. Esautorarlii ed annichilirla affallo 11011 si poteva. Di q u i uacqlie una tacita tran~azioricper la quale la f~oliziaiion pi al soldo della tiraunide si mise al soldo dcllii giustizia orirninalc. Fuiicsto c sriaturat0 conoubio, geIicralorc di poricolosissitni eUeili, dei quali siamo oggi cori so se io dica speltatori o vittinie in Ilalia. Di qui lo i n ~ b n slarditrienlo deiin n m t ~ ~procedura penale. Le arti birresct.lie a che nella dispotica Toscana portavano seiizn riparo lo ;Innullamento di un processo crirn!ar?Ie, so110 oggidi divanui[t la base di troppi processi, e l' tibitudine e orgoglio di 1);'recclii giudici istruttori. 1 rapporti deila polizia che in ddietro ovc fossero letti ad un pubblico dibntlimento portavoll 13 11ulIitk dei gluclizio, oggi formano 1' esordio e quasi 1;1 pietrii angolare del processo orale in rnolii giudizi correzionnli p qualche volta anche ia faccia alle Corti di Assise. Il ilioviI j

nlento della polizia a ripigliare nei processi criminali quella potesth immensa che in altri tempi lo davano le paure dei despoti, sensibile ed evidente fra noi non metio che pauroso. E questo trae seco una confusioue di idee che invadp troppo spesso unche le menti degli scrittori. RIa non : pii1 possibile una scienza pennle s e la facollh di punire non rli mantiene rigorosamente distaccala doHa facolti di prevenire. Questo il faro della libert civile: la quale h; irremissibilmente perduta, toslochb un Codice penale si converbta in uii Codice di polizia. Dire che lo sciopero deve punirsi per i pertcoli emergenti da un uumero di operai disoccupati non altro che fare della polizia cou la giuslizia. E la santa Diva si atteggia a donna da bordello. NB per qucste parole si crede cbe noi vogliamo si lasci la societi indifesa in faccia a t i i l i pericoli. No : la polizia provveggo, iua come polizia, ordinandosi nel modo meglio moderato e meglio sindacnbile. iila liori faccia a s strumento la puuitiva giustizia. Del roslo 6111 limiti clclla puaibilitb ddlo sciopero dcgno di studio I' tirticolo dci Prof. P i e t r o S b a r b a r o pubblicato ncl Gioruali* Il Pu?mro i,. 545 e 510,

Io concorclo la possibilith dei gravissimi danni a)ciali eventualmente dsrivabili dallo sciopero, o sotto 1 una o sotto 1' altra delle sue forme. Concordo dun' qne senza esitazione che il magistero di buon governo passa ( ed anzi debba) provvedere rielle relative emergenze alla pubblica quieto ed alla prosperith del paese. Niente in contrario flnqal. I\fn quando vuolsi costringere in carcere un cittadino, sottoporlo ad un giudizio criminale, e chiedendo contro di lui una pena corporale gettarlo nella scliera dei ft~cinorosirinfacciandogli non una semplice tt*asgsicssionc ma tili vero ilclitlo; bisogna adagiarlsi VOL.Il. 33

alpra un principfo gho.idico, e noli. colitentarsi ddlc xnere considerazioni di pul~blicoritile, se non ~=uolci corri-ertirc il magistero puniti~oin un facile stramento di tirannia. Iii questo priricipio sta il supraiu1.s 1~aluiirrIodelle liberta civili di an poyiolo. Se xmrriettete una volta che per rispetto acl una vecluta di pul~l~lica prosperita si possa un' azione perseguitare (:orne rlelitto l~enchk? offencln i diritti di veruno, non ecco la il magistero l~enale posto alla l~alitzd i quaIiinryuc tirartiiide. Le azioni o lo inazioni le pii1 innocenti bench non lesive del diritto ed anco sa ~iioralrnente lecite, si coniernpleranno da un economistn sotto il rapporto dello influsso ~rillapul~l~licn riccliezza, e si convertiranno in ilelincluenze: e cosi si per-vertliri il senso ~rioraledel popolo condncenclolo ad [in fatale ahorriu~entodalla giustizia punitiva quando la vede fhrsi strumento alla persecuzione tii atti innocenti. Bisogna in una r);irola trovare 1~ f i ~ r ~ i ~ u l ala quale lo sciupero configuri In bsione per /TI zrn di~*itto. Scnxa lesione di ztn di.~-SZlo non puG t*sisteredelitto civile. I1 nocumcnto clio nasca da un Iitlto, ed anche In sua stessa irnmoralitz'i, possono :ttitoi3izznre provvcdimcz~ di polizia, ma non drtnno ti wgione per obiettare ai loro autori, coi siele i7cdii~quciztii, Essi avranno scmpro raagionc (li rispondere, ilclilzqitanti non siamo ~ir?rchi,non violaiuill(r il diritto di alci~no. Le declaniazioni pertanto sulle eventualith col~scquenziali dello sciopero, so porgono larga materia {li scrivcre C D E ~ai gi1,iri~ti coIxie ai non giurlsti, non fknno fare un pnsso alla qnostione giuridica do113 sua pnnil~ilith.Bisogna tilavnrc nello scioporo la lesiotie cli un diritto.
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Esaminato 1' argomento sotto questo punto di vista 1' oggetto del reato in qriestioiie noli j~ui,t i ~ varsi nel pulshlico; pere118 il pubblico noil hn diritto a clie io faccia il f'oriiaio o elle zappi la terra; li& Iia diritto cile io i~iipiegfii mio c~q2italetrila mail ilipolazioire dellc farille, o al dissorlameuto dei twreni. L' oggetto 11ei.tanto di qucsio reato, se v u o l ~ i antioverare fiB:z kdcnti, liisogna trovarlo nel ~lirittfi indiricluale dei ptiilron rispc tto li olic!rai, C 13 !gli operai rispetto ai garlroni. La libertk inclivictni~lt? che porge il pih forte argomeiitn per c;ost>eiier1a 1:i iu~punil~ilild dello sciol~cro, qricllo invece dlc! giii fu forniva a TV (3 l o TI- s lr i 1% uggettivitit giuridicti tl questo malefixio. Se la liber'tj. individuale vuol essere rispettata, ne consegue chc (li~~er~ga illeciio ynalnnclue atto con cui si voglia comprimere In liI1~11~ti altcrii. L'operaio che sciopera 1x1 fine di estorrere dal p:~droae quel fleiiaro cllc ci non vorrebbe dnilgli, ha intenzione di agire ed agisce realmente sullii Ii1~urt.i~ altrui. Sc egli agisce cori violenza fisic:i ritl anche con viulanzn morale consisteilte nella min:i(#cia di un niale cflettivo, k pronto il. titolo di ??inZrr,mt ylSvnt;a: I;? nessuno ne dubita, ttncorclii' agisca come inriividuo. Se per6 ~ ~ I S G e011 cyuelln vioC 1i:nztl. 1iloraIe cho esercita srill' animo clel padr'oric fa l'crdit-a di un operaio senza nlinaccia di altro an:tlo, il f l ~ c S:LY>\ prriIro; n1a il vnczso snr8 inetto 14 irnlmtonte, c colile tale non nieriter8 snnzioiio pn!itic:i iiiichi* colrii ngiarc come individuo. fila sp

si sforza ad mire alla sua volontb la volontk dei compagni, e questi vengono all' accordo corz lui oiienclosi nel divisamento di esercitare una pressione sulla volontd del padrone, alla pravita, del fino si aggiunge In potenza e la idoueiti dei mezzi; perchD al padronc cui non fa gran paura la perdita di un operaio, fa sicuramente paura lu improvvisa solitudine della sua officina, In ceseazione delle speculazioni sue, la inattivith repentiiia di uno stabilimento a caro prezzo costruito. Ci9 costituisce un timore grave. Questo timore B deliberatamento incusso dai coi~ginrati. incusso pel fine d' incate nare 1' altrui Iibert, Vi O dunque snbiettivamenle cc1 obiettivamente un attacco alla liherl8 inilivicluale. M non ogni offesa che rechisi dall' uomo clie corre a in cerca dell' utile proprio alla lil~ertb dell' altrii uomo, esaurisce sempre tali caratteri politici da meritare dle se ne faccia un delitto. Qriiildi anche dopu fatta con la piu acuta analisi la rigorosa ricerca della lesione giuridica che guo essere nello sciopero si rimane semp1.e incerti ss veramento si ai~biano nclla figura semplice cii clue~tofatto eleaienti ha-, s t e r ~ ~per sottoporlo a pexla, li

Quai~clo pei'i, lo sciopero abbandoni la sua 6gur.a semplice, ed offra la coruplicanzn di una criminositii incidente, come la iilinaccia o la violeuza privata, non pub essere dubl~iain allora la sua puriilsilitii, c~uantunyuein tale ipotesi tuttavia rimanga sotto (liversa forma no113 cltlsse ctoi delitti contro la libcrt:i iiirliviilu;~le.Lo stesso coli pii1 sicurozzn ai ilev{:

- 517 dire quando in ragione della pi estesa obicttivit5. esca da questa sua classe per far passaggio come violenza pubblica nella serie dei delitti contro la pubblica tranqnillit8. Quando il timore s' incute da molti su molti, la libortn di molti viene a comprimersi dal17 azione dei molti: siamo tosto nei termini netti della pubblica ~lioleriea, sicche il fatto dello sciopero quando da un codice non eia contemplato come delitto speciale trover sempre congrua punizione o come violenza pnbblica, se nvr$ cagiou:~to disordini, attrupparnenti o tumulti; o come minaccia, o come lesione, o come violenza privata, quando tali siano stati i mezzi aduperati per influ~rei compagni allo sciopero. Ecco le irrecusabili osservazioni con le quali si comhnlte la convenienza di queste) titolo di delitto, perchb quando e semplice noli ha importanza politica, e quando per poco assume irmportanza politica trova pronto in quelle cipcostanze che gliela danno il mada di essere represso.

Se trascurate nella questiono il punto di vist:i della pressione volontariamente esercitata sulla liberti dei pwilroni, o respettivameilto degli operai; se andate accwttando le ragioni della sua punibilith nella everitualitd di commozioni o di danni al c o m ~ *lercio od alla industria, voi divagate dal campo giuridico, e vi trovato necessariamente condotti o a gettarvi nella. falsa e pericolosa dottrina dell' utile, o a sottoscrivervi alla negazione assoluta di ogni punibilita dello scioliero semplice. Sicchb in conclusione, o bisogna dire che questo non dslitto, o bi-

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sogna trovare I' eleriiento ginri11ii.o clella sua ridiiiiinosith nella pressione eswrcit:rtn iVerjpcttivarilt:nto(~ sul padrone o sugli operai.

Ala oggidi prevale appo molti In pii1 libcrslo opinione : la clalile considerando nella pressiono moralt: 6~i;ercitata padroni o sugli operai ria mero fatto sui (40nscquenziale al legittimo esercizio clell' attivitti uiutinu, non ravvisa delitto nello sciopero quandn non sia procurato con mezzi chr: siano criminosi i11 loro stessi, L n leggo francese del 25 maggio 1804 con notevole innovazione (i) ha riconosriuto il libero diritto ('Li coalizione nelle inrlnstrie. Ean ha voluto codesta kgge apertamente proclamare il lihero esercizio del diritto di coalizione, ma ha evi~lenterrientesa~izionrttn cotestcr libert con abrogare gli art. 4 14, 41 5,41 fi del codice penale, e col non minacciare pena cont1.o la coalizione tranao quando sia accoinpagnata (la ~~iolenzn da frode. o Cosi ricostruita la nozione di tale reato nelle SU^: Iiasi fonclamentaii, B iilluitivo che ai tre estreroi iliscorsi di snpra SO ne c I ~ v ~ ' e t ~aggiungere un be quarto consistei~tt!nei mezzi. Ed i pure m:tnifesto ! dio si b venuto a cambiare la oggettivit del reato, cosiedi&spesso coloro clie sotto 1' antica nozione sarebbero stati agenti nei reato possano venirvi a(l nssarncre la diversa figura di soggetti passivi.
(1) La pnnibilii della coalizione iridustrinle indipendcntcinente di, c~ualuliquccriminosilb speciale derivante dai mezzi

dai risultanienti, si accett dai seguenti codici codice Spagnolo art. 461, il qiiale presenta una specialit modificando la pena di questo reato secondo che si eseguisca in una citt la quale contenga una popolazione maggiore o minore di diecimila anime codice Bavaro del 1513, art. 4 1 5 codice Austriaco del f 852, S. 479, 480, 481 codice Parmense art. 481, 482, 483. I1 codice penale Francese del 3810 distingueva fra coalizione di padroni ( a r t . 414) e coalizione di opercci (art. 415). La pena dei primi era pi severa di quella dei secondi, ma la nozione della crirninosit era pi ristretta per i primi; poich 1' art. 4114 esigeva alla punizione del concerlo fra i capi di officina, che il rnedesirno fosse fatto ahusioamente ed ingizcstametzte; lo che apriva alla apprezzazione del giudice sul conto della imputabilit un campo che era interdetto rapporto alla coalizione degli operai, la quale per conseguenza di siffatta discretiva veniva a dirsi punibile ancorch non fosse stata n ingiusta n& abzbsioc. La legge del 27 novembre 1 8 4 9 fece sparire questa differenziale, non gih con estendere dai padroni ai lavoranti il benefizio della causa ragionevole, ma con estendere invece dilgli operai ai padroni il rigore della inflessibilit, e parificare la penalilg in ambo i casi: e cos fu data balia al giudice di condannare l7operaio ad una multa di diecimila franchi, a cui non bastava a far fronte il guadagno di tutta la vita. Dopo qiiesta legge la giurisprudenza stabil che non vi era ragionevolezza di motivo, n innocenza di mezzi che valessero ad esimere dalla punizione: Corte di Cassazione 24 fel.1braio 1859. Non per vero in tutta la estensione del termine che la nuova legge di Francia non tenga in alcun conto 1;i coalizione. Essa ( come acutamente osserva B a t b i e ) non pi un delitto di per s stante, ma influisce come circoslanza aggravante sulla pena della minaccia, della violenza, delle vie di fatto, e delle manovre frodolenli, Sul modo col quale si b proceduto in Francia nella inlerpetrazione di questa legge B interessante a vederci 17art. S l S 7 del Jozcr~tcrl Cril?a.inel di M o r i o , e 1' art. 8411, e 1' art. 9253.

Al moiuento che la coalizione non per se stessa ilelitto, m a lo diviene soltailto quando fu procurata con violenza O con filode, sorge questo singolare rasultnto che pu essere ritenuto collpevole chi non era operaio e che non si B coalizzato, mentre possono non esserne colpevoli gli operai coalizzati. Suppongasi che alcuno (qnautnnqne non operaio o (:ago di officina) per pravi suoi Lini con frodi o violenze abbia condotto un nuniero di operai allo sciopero. Parrai eviciente che gli operai vittime di rduella frode o di quella violenza non siano colpevoli, sebbene la materialitii clello sciopero siasi scientemente eseguita da loro. Stando la criminositb soltanto nei mezzi, l' autore del delitto & il terzo che tali mezzi dolosamente adoperi sebbene in quanto ; sb non abbia materialmente esognito lo sciopero; i e gIi oporai innocenti non sono che un cieco o passivo strumento della sua malvagit. Bssi non sono gli autori della frode o violenza, in cui sta il delitto, ma I' hanno invece subita; e sarebbe assolutamente contradittorio che quando i) ilelitto si fa consistere nell'inganno o nelIa incussione del timore, si dichiarasse partecipe del delitto stesso 1' uomo ingannato od intimorito. Bon B che in. questo caso sorga a pro dcll' ingannato o delI'intirnorilo una scusa, h invece, a parer mio, che iii. lui viene a sparire la ilgurn ili agerlztc. Egli partecipa nzaterialmente al delitto, ma in quel modo in cui v i partecipa qunlunque persona che ne sin soggetto pnssi~o.Vi prende parto come una mitteria-

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iit8 indispensabile a comlileture 1a fgura giuriclicc? cfel reato, ma non per di-iidcrne la reslionsabiiitr'r.

I1 concetto savissimo che dopo tanta lotta ha trionfato in Francia ayeva gi ricevuto fino da1 1553 sanzione legislativa dal codice Toscano :+Il' art. 203 : asie espressamente dispone non bastare ad incorrere la pena che tre o piii operai abbiano cessato dal lavoro, ma bisognare di piu che ubUia9a0 usnto oioZensc~per Brne cessare i compagni, od impedire ad altri di intraprenderlo. Il pensiero di G i ri l i o S i m o n; il pensiero cui si era ispirato il cclebrc atto del parlamento inglese del 1859, abolitivo clollc precedenti leggi contro le cospirazioni di operai ; il pensiero cho il delitto vero non stia qui nel fine ina eventnafmente nei mezzi; gii erasi riconosciuto in Toscana dieci ailrii prima che ottencssc il srio riconoscimento in Francia. 1 codice Sardo per8, che 1 agli articoli 385 a 355 aveva indistintnrnerlte proclamata la prinibilitil della coaljziozie, copiando con tutta obbedienza gli analoghi articoli 424 c 415 del codice Francese del 1810, truvasi adesso in disaccordo col codice fratello e abbandonato dal suo maestro. C A P I T O L O VI,
Apertura di lettere.

I pensiero h il primo momento della libertA in1 terna iiell' uomo : la parola B il primitivo rnonionto

clella libert esterna come primo organo clella cstrinsecazione del pensiero. Nell' uomo culto succede a questa spontanea estrinsecazione la forma artificiale ' della scrittura. Merce la parola soddisfa 1 nomo alla innata aspirazione di affetto verso il suo simile, e comunican~lo i pensieri suoi alla creatura che gli sta vicina raggiunge il contatto delle anime che i.J il sommo bene su questa terra. La scrittnra allarga la sfera di questo godimento dandoci balia di conseguire yuell' agognato contatto anche con chi trovasi per grande spazio segregato da noi. Restringe dunque la libert umana non solo chi osteggia la formazione del pensiero e il suo estrinsecarsi con la parola, ma eziandio chi osteggia in rlualunyue modo la corrispondenza epistolare tra nomo e uomo. Ora nella comunicazione del pensiero tra due e&eri che sono legati per mutuo affetto o per mutuo interesse si esige spesso alla sua libera evolazioi~e la colidizione del segreto, perclib molte cose che si comunicano al conoscente o all' amico non si vorrebbono note all' estraneo, anche prescindendo da qualsisia riguardo di pecuniario interesse o di onore che possa esservi compromesso. Talvolta la cura di questo segreto spingesi alle pi gelose precauzioni ; e di qui la diligenza nel suggellare le lettere, o nel consegnarle ai veicoli pi sicuri; di qui 1' antipatia che si desta nei popoli avverso certi governi che paurosi di tutto trovano ragione cli stato nel fiutare per le lettere dei cittadini. E chiunque caduto in siffatte condizioni abbia udito ripetere, non ci e pii1 libert nessuna, neppur di scrivere perch ci aprono le lettere (l), si persuader& facilmente che se deve clevarsi a delitto la indebita apertura di Iettere altrui,

la sede di fnIe delitto non puO essere altrovo chu nella classe dei reati contro la libartd personale (L).
(1) C i C C r o n e fino dai suoi tempi manifestava tanto irileresse nella cunservnzione del segreto delle lettcre fatuiliori rhe procl+irnnva colpeooli di lesa uuianith nnco quei medesirrii ;li qunli erano d i r e t b se Ic svescei-o imprudenteineiile propaInlc fphr'lip. 2, cnp. 4 ) ilt elicii?i Zitei'crs, qzcns ? N I ~ sihi iiilsisse dicit, recitccuit hoine, ct PitrnailPtntis e z p c r s , et vitue e o a ) ~ i u s i siqnn~its.@bis clgi))~ u~zqtafii, p~tt111to)b qiti f)lo(bo bonorun2 cunszwtudhena nosset, lr'leras nit se rt0 anrico aissus, ofinrione oliqzia intcrpositn, 'l't8 scdiicw ?~vottrlii, ynlnn?qi~erccilciuib? Qzcid est (tlilul tollere i n uila vitric soeielale~?~? tollcre nn~icorurthcolloqttict alse?,lio,i B qunrrr rrrulta ~ O C I LS O I C I Z ~L'SSC i?& el)ifitulis, quae prolutrc si sirif, Itzcpln c.rse cidsnn(zir ? qvcrwr 11111(4 S C ? ' / ~ I , 11t9146 t ( / ~ t ) f ~ ) l ~rllo iodo do divzJg(inda? sit hoc iiila~nrzcir~itrrtis tltcte. (4) I1 codice I'r{issiano trovt nel reato di apertura di Iclierr. una cerla nnonalici, pcr cui nti. fece una classe niista ctir nel suo nlodo di vedere Ruttiiavn in cer-ta guisa fra le o f W e nlln IJegbsoua e le offose alla ptbopl.iet&: S c li u t z e L c I ~ ~ ~ D i i r h S. 102, p a g . 505. (!sesto concetto fu ia~ltalodiil nuova codice dell' Irnpero Tedesco ni S$, 299, e 500 d o ~ o anzi la clrissc anoin:ila fu allargata inoluder~dovicon l' art. 500 cainiitlio il delitto dl rivclazionc di segreii, ed nllri, Io non croiio sii questo punio dovere ~i11bandon:irc le tradizioni della scu(rl:i Tosoaua.

S.

10tji.

Qriesto delitto noil B di creazione iuoderna: carlcle in veduta ailclie degli antii:lii criinindisti e Iegislritori. Gi6 U l p i u n o alla I. 1, ,S. 38. T. [Ity~ositi aveva opinato potersi dare l' rcclia z ' ~ i j @ ~ i l z l * z;t!s e~ 31 n r c i tl n o nlln Zeg. il, 5. 5, f. c u E Icy. G o t ~ n c l i t c ~ ~ ~ (le ficlsis nel fatto di coIlli che avesse aperto il tr-

stamento di un rivo (I) aveva ravvisato un delitto di falso. Sull'argomento di cotesta legge e della leg. 6, p eodeno, i dottori insegnarono che chi apriva le lettere altrui si rendeva colpevole del delitto di falso: e questo modo di vedere si accett8 dalla costituzione criminale Carolina, che all' art. 1i2 dispose doversi punire come falso 1' apertura delle lettere altrui. Cos venne generalizzandosi l' apqlicazione di cotesto titolo al fatto di upe.lmtzcrudi lettere (2). Se non che i dottori per una certa loro equit cerebrina insegnarono doversi distinguere : se colui che aveva rotto i sigilli alle lettere altrui le aveva divulgate nel pubblico, dicevasi rec di falso ; ma se invece dopo averlo egli lette a sfogo della sua curiosit le avesse richiuse senza farle ad altri palesi, dissero non trattarsi che di semplice stellionato. Che l'apertura di una lettera possa clegenerare in falso quando sia mezzo alla sopp~~essione di un documento non mettesi in dubbio neppure oggid: ma questo non B il caso ordinario che qui si contempla. I caso nella sua forma ordinaria non ha niente 1 che arieggi al ful,so, C non pub trovar sede conveniente che nei delitti contro la libert individuale. Non bisogna nel definire la classe di un delitto fermarsi ai casi complicati, altrimenti non vi pii1 ordine possibile. Anche per noi la violazione di lettere pu assumere il titolo di fctbo I .O quando sia stata seguita dalla soppressione; nella quale ipotesi B chiaro che sorge il falso per soppliressione 2." quando dopo aperta la lettera si richiudu, o si rinnovi il sigillo falsificandolo: nella quale ipotesi si avrd la falsificazione di sigilli - 3.0quando la let-

tertt siasi intercettata per farvi rinalche rasura e darlo un senso diverso: e fo'orse in altre ipotesi che ora non mi si presentano alla mente, e che 'furono probabilmente le ipotesi contem~ilntedai giurcconsalti romani quando richianiai'ono questo titolo sotto !a logge Coinelia (te fu'tclsis. Ma qui noi esaminiamo il caso semplice, cho 6 1' unico nel quale il fatto rimanga sotto il presente titolo. E questo titolo speciale trovasi oggi in parecchi codici penali (sebbene in alcuni di loro (3) siasi ~i:thmente deflnito e circoscritto) dappoichb i legislatori dei popoli culti nuti hanno esitato a riconoscore che lo aprire s leggeile ucla lettera diretta ad altri dove punirsi come dclillo; pcrch cib offenile la liberti civile qunntto Iacciasi dal governo, offendo la Iibertit iutlividunlc qrtando facciasi dal privato. Iu~porta clunqno clefinii.(-1 1 criterii di questo titolo di iualofizio.
( ) Contro 1' a1)ertura indebita delle tavole tcstanientari~ 1 di un viveute trovasi una speciale disposizione ncllc leggi dei Visigotl. Vedasi G o o r 5 i s o h corpzcs jzcris Ger~tlanict wttipci; Ecz TVisigollt. liD. 7, lit. 5 , n,4 , colori. 20G6 IVir l t o r carpics juris Gcr~,tn?iirianllqui, lour. 1, ~ ~ 9, 1 pag, 571.

(2) B r o u o c n , i ~ ~ ~D ocl i a n o trnct. crin, llh. 7, cap. 17, 40 - i? a v o de rentrc pug. 296 il a rii h o u d e r praxis criin. C U ~ J .124, n. 19 F o r i 11 a C C i o qirtiest. 150, pflrs 4, ' 11. 125, 199, 150 - 31 e n u C li i o d ~ nrbitrnriis -vol. 41, crts.ii9S, n. 7 D a r t o l o i11 1. 2, ff. tlc frtlsis A ti t o n 31 u t t h e o ad ZED. 48, f . fl't. 7, 11. 7 - V i v i o dccisioncs bib. i , dec. 0% F ri i d o P n p fi t1eci.s. 2o5, 519, ?a, 5 N i c o l a d e P a s s e r i h u s (28 p~v'autis scriplicvis lih. 5 , riitaest. 3, n. d V o ti h o r 11 i q li t d e jnr'e piJarcrrttrri mrp. 13,tileosa. 28, la, 5 C l a r o 1. ! ,selitc~it.Sj. fiilsic~tr, j
44.

m,

$3, ful. 925 - Bs j n r d u od &lflr#?n 5 , S. f,rlsarrr lib. et seqq. L a n S I e o se/~ieslriirj>i 8, eup. 12, li$. 1)ify. 569 C o l e r o decisioncs dec. 179, ai, 1 4 , pag. 485 - T h orni u g i o Jec. 64 Il o e p in g d e jiirc si[lilZor.ir~ri cSrtp. 1 4 , n. 40, et seqq. B o e b n s r o medit. iii C. C C. i . piig. 586 - C l a s o n coit1ijie?it. in C. C . C. p ~ g 347 K r c s s ctrb C. C. C.ptrg, 823 L y r i c k e r dee. 1530 Il o m m e l rhnpsrldirre o h . 321, .l l - Lo u t t m ;r n n rlei. ulentcr jur. criin. S. $35 M u l l e r o yro;irt tsuriit~tr. vert, f;rlsiim, / t . 24 ct 25 - C Ur o v i t ii ittstit. es'illz. t u a . 2, p ~ y027 - R e 11 il z z i elcirte)ilii jttra. criw. ~ o l4,pag. 401 . . A l a foro clmlrrilr~:tlero. 5 , 11/13. 298 - P u C c io ri i c2r~nrtterrl. 4,puy. 056. vol. (5) 11 codice Francese i i : ~ per suci carattere fo~tdamenl:~l (cd io dico per sriu vizio rlidicale) l'eropirjsmo P i1 rnatrtrikllismo. I1 suo cliCeLto costante i: qi,~ellodi definire ic noziotii dei singoli reati, e tletern~iuar.uelo ciusci $111 ~~'iterio C P I ' ~ C di rriutelaictlit{i szcilietfi?re senza inai contcrriplare lcc obieltiuitli yiwrldien del fatta, I:) qurile la ~stiicuricgio~kc ue?.a dcll21 dia criniiuosil e della sua ptinlbilith. In tal guisa si discouusce la scie~lza;O si conosce s~lttltiloper t*ilnotll6tterlu (?
11.
?i. 91.5,

co~ipriiucriii sotlo i1 capriccio del legislatore. Lhltirno ribrilrrrineulo di qucs!o sistema F: la grnlirtizione di Ilno irifinii!~di qii~stioniperplesse nella pratica, etl una ieiquo distribuzioiie di peaelitA. Qilestii confusione clie in ccrlto luoghi si ripiborliicc in quei codice selvaggio (che C a r n i g n a n i gii~stanieLit~i 3 riisse dono funesto fatto all'ltalin dalle buionette Francesi) si presenta sensibilissinia niiche tlel17 argomento alll~ale. 1,' art. 187 unisce in una sola nozione criniiiiosa la apefutiWfZ e In eoppressiosle di letlere, dirne~ilicaudochc non dato neppure alla potenza di u n 1rrigcr;itoi.e di uniflo:ire cose etcrognee. Io obbedie~zaa yiielt' srticolo, 1s Corte di OI'lcilfls (h1 o r i11 art. 9069) cuil sentenza del b Iilglio 1870 11.1 (lovolo giudicare il c:gso di ~iopi>rr:ssiorie circolari mirtii raiilili stampate e cliraiuale riicdiantc la Po~ta,rion sugq'l1:itc c mito sernplicc Li~ciii: ci1 li:^ :t:J~ililo che sebi)ciit~iii

- 521 ordine a tali circolari non potesse troversi il delitto di vinI n x i o ~ e di segreto eplstolnre, poteva per riconoscersi il reato previsto dalla lettera dell' art. 187. Ed era bene una necessit che io Francia ci decidesse cos. BIa in tal guisa i( concetto giuridico di questo reato, che la proteziotie del segreto epistolure, uon solo posto du banda ma diotnetralrnente contradetto. La circolari dei negozianti non hauno bisogno del segreto: tlitto all'opposto, il segreto e 1' occultamento ne distrugge il iiiie; la ~ i t a attiva delle medesime i, In pubblicith. Chi si iaipossessi di una di tali circolmi, e ne moltiplichi numerosi escmplnri, e questi dirami pi in largo che pub anche oll' insaputa dei niittenli, non comniclta reato, egli fa opera hene6ca al privato ed al puh~ I ~ c o .La offesa al diritto non consiste duriquc nello invadere cosa cbe altri voleva conscsnata al segreto confidcnzinle j consictu invece nel rendere occillta G segreta cosa clie allri voleva rendere notoria al pubblico quanto pi si poleva. Se uua uesa d i coramercio iritraprende una nuova speculazione e ne divulga la notizia alle piazze estere onde avere con~niissioui e, lucri, gli emuli che voglioao uccidere I' intrapresa nnsoenle pigliano por loro clrumento il segreto liuti por discoprirlo (che troppo ne sfieno j ma pcr farsene niczzo al nocunioato riltriii caccii~ndofra le leoebrc ci che gli 01l'?si rivevano diritto ed interesse clir $i rccassc nll:r luce, e che alla luco r o l c v ~ n o portare uiedionto quelle circolari. COS:~ sano questi fogli? Sono J n c i l , r ~ e t ~ tpsii~ulii quali hanrio ppr i Scopo cli attestare a persone l o r i t ~ ~ c F i t t o t1cl'0 ciic! bi un coitipie in un:i citlh (13 una dato costi di commercio, la quale f)cr trarre da qiicl fritto Io iitilith c vautaggi che formano la sri:i cIcstiri:iziolie e: la speranza siiit, 1x1bisojino di portarlo quonto pi pub a notizia del pitkklico. La iibortii persunolo di qucl1' intru[>revditorc uon i? iricnte violoin (triinne per z'l&ciiir.?lsj d:t chi intercottn qiiclle circolari e le dist8ru:;gc. I,'ohieliiro principale del reato B la t~cn"il clic si suo1 rendere ignota; 6 il p~ftrlwoniti dei iriittcrili clie si vuole privare di iin 111cro i11 qtl;lI~essi a r c ~ a u odil-illo ~ i al quale era riiezzo rie1

cessario la circoiazionc di quei fogli: e ci0 o per animo di nuocere o per animo di locupletarsi. In simili fatti si hanno dunque tutti i caratteri soggettivi ed oggetiivi di un reato puuibile; ma un reato che svolge esaltameilti, i criterii del fatso doctcrneritale por soppressione (cla noi descritto a 5. 3601 ) e non Iia niente che fare con la liberl individuale, n con lo Interesse dr serbare un segreto. Dove si fdcesse [iriu classe speciale di malcfizi intitolata delilrl contro il commercio (classe che noi per buone ragioni credis~uosuperflua, ed auzi nocevole alla chiarezza) il fatto suddetto potrebbe trovervi sede setlza errore, come potrebbe trovarvi sede il fatto di chi strapp;s~s dalle riiura ddla citth un manifesto cornnicrciale iegittiinmente affisso per relativa notizia al publ~lico.nia la classe siieciale dei reeti contro il comnleroio non portereblic cbc ed uno di questi due inconvenienti, o Iacuiie psricoiosc o nccessil di ripelizloni noiose. La soppilessioac di un dociirncrilo non desurne la sua essenza criminosa dalla indole commerciale o noli coniuierciale del documento. Ci potr offrire un criterio a~isuralorenon un criterio assctz~2'rcle realo. Se del io nou comrnercinnto invio ad un mio agente di CfimpilFn:'. iinn lettera contenente ordini relativi a cosa da farai di ryiabaima urgenza e pericolo, il mio nemico che iriformoto di ci$ al pravo fine di nuocermi intercetta la lettera e In getta i t i un fjunic, noli oEendc il consmercio, non apre letlcre, ricril iscilopre segreti; m s non pertanto verificatosi il clnnuo ; repugnante che si dichiari irniati~ede ocni licnale respolrsabilit. hIa il titolo di reato col quale si reprimo ~iCf'ltl9 nequizia e si antictene a sirriili danni C (secon~lola dottriti:l Toscana) ovvlo, tullo logico, esattissiriio e sufficleoto. 13 il titolo di fhlso per soppressiolac! di documento prit-nlo. Cullti doLli8ina Francese v o d ~ s ianchi? E o r i n avt. !)O50. !

i Evidentemente non possono incoritrarsi f;ra~ltl difflcolti nello studio (li qrresto reato. por ci6 c110

attiene al suo elemento materiaIe potrebbe parere a prima vista che il delitto avesse la sua consumazione nella lettzara, e non nella sola apertura della lettera. Ma non B cos, perchb quando la lettera B stata aperta la offesa alla libert B gi consumata mercB la violazione di quella carta che conteneva il deposito dei nostri pensieri. Anzi non B neppure estremo indispensabile 1' apertura quando le carte non fossero state chiuse o suggellate: ed in tale ipotesi l' elemento materiale sta nello essersi il colpevole iwyossessuto (1) clel foglio col fine di conoscerne indebitamente il contenuto. La sola lettura cli carte consegnate aperte, quando si faccia dal consegnatario, quantunque sia una imprudente o& fesa alla civilt non pu6 punirsi come delitto, per la mancanza di ragione politica; dovendo chi le consegn aperte rimproverare a sB stesso se male coIloc la propria fiducia : ma questa ragione non vale quando non fu il consegnatario del foglio quegli che inurbanamente lo lesse; ma fu un estranea cha per violenza o per frode, od anche profittanclo della inavvertenza del portatore, se ne impossessh pel fine di spiarvi i segreti altrui. In quanto all' elemento ifiteruionale non B necessario che intervenga un fine di avidit, o di denigrare 1' onore altrui, o in una parola il fine di nriocere. Anche il solo soddisfacimento di una puerile curiosit B pravo e meritevole di repressione quando si ottiene con un mezzo arbitrario in onta al diritto altrui.
(1) La Corte di Niines 17 febbraio 1855 dicl~iarpuiiibile cou la g:ilera il privato che col mezzo di falsa chiave

VOL. 1 . 1

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avcvd sottratto una lettera (sebhene noti coiitenente valori)

tl:i una cassetta postale. L'argomentazione 2 seniplicissiriltiCna lettera i?un oggetlo di proprieta privato: dunque chi rgba una lettera mediante f'llsa chiave t! reo di un furto ilual~licato.Tenuto fermo il priucipio prevalente in Francia c!lc niente iriflnisca sulla csseiiza del furto la rnng;iore o mi:iore valuto della cosa sottratta, 1' argomentazione della CorLe cii Xiuies non ammette risposta. Rla ben diverso giudizio dovrebbe emettersi tra noi poichb abbiamo 1' articolo speciale ciie prevede il caso dell'iapossessarnento arbitrario di le(tpra ,iltrui, e ravvisaridovi il titolo di uiolnzione d i letler7e iirterdice (quando non tratfl6i di lettere contenenti valori o documenti) di ravvisarvi i1 titolo di furto o di falso. I1 inodo per qiianlo orlioso col quale sia avvenuto l' impossessamento (scasso, chiave falsa, scalata) quantunque s e fu mezzo di un furto valga a qualificarlo, non pu h r e nascere la nozione d ~ furto dove non 6 . E la nozione del fiirto non pu 111i1i i i1il:ittarsi '11 C3SO semplice della sottrazione di Icttera con r~u:iisisi;iruczzo eseguila, percl del furto ixiarica i1 prirriario t.lciiiciiio cioi: 1' animo di lucrctre siilla cosa clie si sottrae. Si,i prir vero che anche un foglio di carta ha uti vitiore e r l t o ancl.e In sottrazione di rin valore miuiruo esauri6ce i t~criiiiui ciul Ciirlo; cib noli basia dovc uon intervenni. la rer X i i h di i:upossessarsi della cosa ~ I i r u icome di cosa vcriale,

La configurazione della colpa in questo malefizio noil trova elementi per la sua irnputabilit. Troppo O facile ad accadere andie all' uomo il pi prudente di aprire una lettera cadutagli fra mano senza fare uvverteliza allo indirizzo: e cjuando colui che trovossi in tale emergente, appena accortosi dello sl~aglio, ritorni la Icttcra alla sua direzione (1) non prih essere imputabile di delitto, quantunque ne sia

avvenuto che egli abbia acqnistato conoscenza di qi~tlIche segreto altrui ; e neppure il rnesnggieru pot~'A essere iecriniinato per 1' ecluivoco invoIoi~tnrio 1ie11a consegna. Si pu amiiiuttere che in questo rento il suo dolo s i esnnriscn ael solo fine <Ic?llncuriosi ti^ ssenzn inteilclirneilto di nnocerc, run lion si pric:) ailimettere la panil)ilith della colpn : P n r i n L? c c i o 1Ze ftlls. qzlnest. f50,pcu.s 61, q&. $?9, 130. Prio per n1ti.o coniplicarsi anche questo caso se 1' apertura fatta per dis;ivvertcnzn sia sussogriitn rltl unci ixldebita ritenziolie per rin intervallo ili ten~po, (li1 O riiia propalaziolie iualigna del segreto accideiit:iliilcutt! scoperto. Allvrti non liotrri giA divsi che! s'imliriti la colpn: iiia piriltosto si c1iiqit elio il snccessivo coriteglio dsrA argolueiito tli crcclcre elle ei ivlii agisse per r n i x : ~ clisxv.i..ertcnzn 111:iper una c o l r ~ ( ~ I~IJIO c~lriosili~.
(1) In questo. reato fiicilo ad incontrarsi la scusa dello : e?t1orc. Lo allega chi apr la lelter- dicendo di averlo fatto in~vvcrlentemeuie pcr equivoco di uon~oo simile cnsuulii.i. Conteriiplorouo i giurisli qucsta specialitu od insegn~roili~ clie simile scusa dello errore allore soltoxito valesse a togliero la iniputazionc cluatido la lettera si fosse tosto ricl~iusne tcnuta occulla, Clie so iiivece si fosso letta nnctio tlopo scopcrio l'.err'ore e s e ne fosse divulgato il roiiteuulo,cessa alIjtto ogtii scusa : D o r ri (IL' 7-esigtzniio?ie,ariilsionc ct Ircrbifts'n)~es i gillorxti)b $. 25, e cita lo S t r y b i o ilisser.i. dc cc?.ti vttbrfr /1LI)?. 4, 1221111, O i'

g.

1c;x I.

Le snnnotsite circostanze clie niente influiscono sui criteiii essenziali dci ~iialellziopossoiio per altro ossere valutabili, ora come critcrii ~>z.i.su~wtori dcll:i

sua cluantiih, ora cu~ilo degradnzioni delle forze s o p gettire (1). Cosi la qtcnntitci tzalz~ralc del reato si riurneriteri ceconclo la maggiore o minore importanza clella carta carpita od aperta, e secondo i possibili risultati daunosi o gli effet,tiri pregiudizi cixc! iie siano derivati. E sulla sua q?~cl'rititti liuliticct induii'ti il uodo col quale il doliriyndrite giunse a conoscere il segreto altrui. kaonde se la lettera era chirisa e il colpevolo ne consumb l'apertura, il delitto anche per le disposizioni clel codice Toscano si considera come piu grave di rlucllo no1 sia so coixiat4& solo impossessamento srl~itrariodi una iiel carta apurfa. Nella prima forma non varia rispetto alla s+econdc?. clanno immecliato, che t? sempre idenil tico; ma si rnu(liflca il danno rncdinto pcii la solita ~~agione minorata potenza della difesa privata. della C h i nppclliixio aI1a clunntita politica 114 mnleflzio le ccindixioili personali del colpevole ; aumentandosi ii clrinno iaccliato se il delitto O comrnesso cln qualcuno clie eserciti l' ufficio di procaccia in quei paesi nei quali la vantata protezione dclla lil~crthdello industrie e del coinmcrcio non ha ancora consigliato la proibizione di cotcsto uffizio tarrlo giovevole al pubblico. La lirlziciu no1 procaccia B ??eces.sa~*irr, mentre in altri volo?~6cti~ict. k rlririclue iilinose Vi potest8 di difendersi coritro la slealtb di quello che ilon contro altri,
(1) UII caso specialissi~tio tic1 qiiali~piiu trovarsi urin rakicirie di cciritpleta scusa alla arbitraria iiporbiira di lettere si qli:*iirlo 1;) lettera cotllenessc orclirii ~r~riculusi diiiiii~\~cili c $11 porL;itorc. A qiieste lettere dcrttrru gli rr~iditi il iioiirc di l e t l e r c bcllcrofu?llce ( per allusioric ,illa rioia f ~ i ~ ~ odi i Reili

lerofootc) : il L o e f l e r nella sua elegante diesertoziorie de lit~l'is hclleroph01~1ei~, Lii~sia 1G90, esaminando (5.29 ct 30) I:] questione, sostenne che tale apertura di lettere fosse mor<iluiente e giuridicamente lecita, qitlrc fctcin thl n(rre slrluti cu?uidcrt. Da questa osservaziotie apparisce ctie la d~duzlone del moderarne o dello stato di nccessilu pcissorio utilizzursi. a11cbe nel presente nialefrzio.

Si degrader la forza morale soggettiva (lo1 delitto se l'apertura della, Icttera non fu commossa per animo ostile o per fine malvagio, ma solo per leggerezza e cnrimita (1). E degradornssi pii[ ancora sino al punto di far cessare ogni rcsponsakilit& penale se niia causa di legittinio interesse avrh conclotto alla violazione. Nessuno voirh per certo iricriminare un padre od un marito se per cagionc di sindacato moralo abbia perquisito le carte del figlio o della consorte: come neppure il padrone che per i1agiouevoli sospetti abbia voluto verificare con siffatto mezzo la fedelt di un suo sottoposto. Vi sono delle situwzioni morali che guantunqne non calcolate nella lettera della legge forzano IL? equit del giudice a declinare 1' ansteritb di un divieto sebbene dettato con formule geiioralissilne (2).
(I L' A il t o ti i o iiI a t t e O (tle o * i ~ i l l a i b u a j nd lili. 48, tit. 7 , ~ 6 ) nolb come interesanntlssiui~cotcst:~distinzione . 11-8 1' apertllra per mera curiositli, e I' apertura delle lettere

operata per fine di nuocere, Deve prrb avvertirsi che quaridu Il Tiue di ntioccrc includa la lesione di uri diriito nella quale potrebbe configurarsi un rnslcfzio speciale sorge alloro 1' irri-

- T>R4 prol~leriia del tentativo. Ifiprnderk cl~rilc.lisii cll4tr.i irc ~:irco~t dei caso delerniinare $e In sorpresa tlclln 1t~tti.ia tnze ro~tituiccaun principio di esccuzionc del i~inggiorr~elitlot i ~ c si vc,l~..ra coi~ietlere.E quando ci;) sin, il fallo dell' i~licrtiii~t ifrlle lettere verrh ad essere assorbito nella pena rilnggiorc di1 tkriji al tentatixo giusta Iti noifi doitriiia della prcrnicisz:~. E i)uesta verili Iiarvc essersi riconosciuta anclie dlnl1:i (,orte di C;rcsazione di l'rancid in uii sua decreto del 42 $ 1 1 ;no IS23, ove i n termini geijerali s i stabil che un cotljrr~c~ il q u ~ l e avesse sorpreso unn lettera aiilorosa dclla propiin iiioglie e l5 avesse ~)roJo&ta un giudizio di adulterio iristauin lalo contro la niedesinia non era iiicriminnhile per codesii f a i l t i . Laonde il B e d e l f tEe l' (ntlrrl/i.re png. 40 j osservi! dovcr.;i giciilicare diversamente sc il 11i:irito avesse s o r l ~ r ~ - o rinn le lettere della riiogiic, ma le Ieitere scritte dal driitlo {itl irri terzo suo aiiiieo. Yednsi cib uonc?in~eno la nota secnriila :t1 S. 1656. La teorica del niodemn~edi incolpata difes:l i. tlessl 4~ppical~iie di u n imputato per apertura di icltterc? a pro 1 prirlici 10 soclerinaro per dare ragioiie :il Governo clre ;ipriv.t le IeHcre dirette ai ribelli ed ai cospiratori : 13 u r g e r s sirrrjt~lari~on h s c ~ ~ v t r l i o ~ ~Ce)iiut*in 2 , o6scr.uul. 05. hltt cc ci iitn qucslo tlclilio prr 1 iiecessit dclla dilosa si vuole 1egittiii~;ir s C in Ltn C ~ P Obisognerh Iierie l c ~ i t ~ i m a rin ogni altro caso clolo vo ricorra ideotiti di r~gionc,se i, vero clie la giustizia sia eguale per t i i l t i .
1101tante

I1 codice penale Toscano Ita considerato che della


gravitk di questo cielitto il primo giudice debha essere lo stesso offeso, e perci0 lo ha dichiarato perseguitabile a sola querela (li parte (1). Ha poi tenuto roi~t~o suoi vari criterii misuratori, minacciandei d ~ l 1 . O la pena ilella multa fino a trecento lirc -c In riprensione giudicialc, o nei casi piii gravi la

carcere da otto giorni a ire mesi (srt. 3G4) cjrinnrl~l trattisi cii apertura di lettere sigillate - 2:' In j-iena della malta fino a centocinrluanta lire e Ia riprerisione giudiciule (iirt. 365) se il delii.f,O coiisist,k neil' iiripossossarsi fraudolenterriexitc ili c:irtc! aporte 2.0 la pena clel carcere ( S. 2 delI' art. 354) cla uno a sei mesi, se 1' npcrt~~rn nrl-)it,i.nrin (li Icttnrc siqillnte sia coinlilessn cla chi porta lettere per n ~ : sticre? o rjuest.i 1' al~liiaconcessa ad altri 4.Qdle sc tale tipertura fossc eseguita drl un illlpiegato postale (2) si punisce (art. 403) con In interdizioni: dal pubblico servigio fino a cinque 111li1i.Q I I ~ risi yreset~lnla solita qrzcaticii~c:, cbr: ixi tautc altre occasioni n1~bi;~mo trattato, circa In coiriunicaeione ni complici clellc agpa~nnt.i desrznic dalle gtlnlit4, 2 1 ~ 1 , solaali clell' autore principnIc. Eoi nl)l)inriso s & ? K ~ J ~ I ~ ~ opiilato per la iloa coruunicaDilit&.li., in clrresto Iriogo ci pare che i1 codice Toscano abbiti sanzionato la x~ostraopinione; poiciib nellaapertrira csegnitn dall' impiegato postale decreta una penna jw*op~~icc l i e ~ i:! impossibile infliggere tili' ostrnticc., istigatoro ilr:I1' impiegato.

(1) Il codice Toscoiio suborclionndn il pi3occdinieeto coiiirc, q~icstodelitto alla qrrcreicl di pflPtc, non qiccificn n ~jlidc clelle dzte p a r t i spetti la qiierela, se cioh allo scrivente o ;il rlcsdinatario della ictlcra. L i 4 questione potrebbe sssiini~r.~ iiipcirtnnza qiiiiucio alio dci due di?ssc In qiiistanxa, e 1; :rlti.r> neg:issc di darla. Patr~ebbea taliino scmbr'nre cho la qii~stiorie do~ecsc risolversi, cotxccdcndo In qiiercln tanto ali' tino quatilo ali' altro indipcndcntenlcnte; 6' ci ycr iirgoiuririo dal trstn in lcg, 1, 5. 59 ff. dcposz'li natn i i i t e ~ e s tC O Y Z L I I ~ qtioti co te)ieu?~tnr. il diibbio puO dirsi rlsoluto i1:1 i111 frnmnirntn ala dcllc I c ~ rotiiane. I ronitini dando in quaiclic caso 1' riclio i

- 8.36 firrii coiitro chi s' impossessava delle letlere altrui, C l p i a n o

alla 1. 14, 5. 17, f . de furlis cercb se I' azione di furto coupetesse al mittclite della lettera, oppure al desti?itibario, oppure a1 nlesso che avevala in sua consegnn, e dalle mani del qualc fosse sottrnttii. Egli consider due distinti punti di vista; il posucsso, e lo ialcresse. In ragione del possesso iisservb che il nlitte?ite non riveva ancora trasferito il pos$esso nel dcsliiiataria, e perci parve negasse I' azione al destinatario, facendo eccezione soltanto pel caso in cui la lettera fosse conseguata a persona che avewe facolt di acquisire i l possesso al desttnatario, come se fosse stato un SUO procuratore od uu suo servo. Cosicch per questo framrncnru parrebbe di regola spettare l'azione al mittente finchl! il destinntario non ha quesito il posscsso o col proprio corpo, Q col corpo di un suo rappresentante. fluesto framarento generb dificolllt appo gli interpelri qusnd6 fu poslo a contatto coi respouso di La h e o n c alli\ 1. 85, f i d c acqirirend!, ?.erratndomi?tio, dove ai ricorda la divergente opinione di P n o l o. Tale conlrovei*siii fu leiameute esornata da O r t e g u Pitiln?ioa Labconla pag. 589 el pug. 809, dove coi1 la couciliazione dei due frammenti si complela la teorica. Col priricipio dello Entcresse U l p i a n o scioglie il dubbio rispetto o1 iiicsso; al quale non d 1' azione tranne quando egli avesr;e rin iuteressc proprio nella consegna della lettera; lo che esemplifica nel pericolo assunto, nella mercetle da conseguire, (i iiella lettera che porlasse 1' orclinc di dare o fare qualche cosa .? profitto del portatore. (2) Questo caso speciale nel codice Praricese previsto :\Il' art. 187, e puiiito di pcna pecuniaria e coli la interdizione tciilporaria del servigio. Non sembra per che quel codice contempli l' apertura di letlero commessa dai particolapi. k per notabile una disputa insorta receritemente i n Francia ad occasione di questo articolo, e che ha dato motivo od una dotta dissertazione di h1 o r i n Jour-nal crirnincl n. 7892, lwl. 36, pag. 289. Nel codice penale P r a ~ c e s e (art. 254, c 255) si putiisce respettivamente della reclusione e della

- 9.37 galera sotto il titolo di rottura di sicilli chiunque abbia sottratto carte consegnate ad un pubblico deposito. Cib diede occasione di sostenere che anche le lettere nell7 u f i i o postale essendo carte consegnato ad un deposito pubblico, la loro sottrazione dovesse esser passibile di galera o di reclusione. Contro tale assunto insorsero diversi crirninalisti osservando che la speciaIit derogava alIa gcneralilh, che le lettere alla posta non era110 carte depositate gcr conservsrsi Dia consegnale per meitersi in circolazione, clie 1' uffizio posiale noti era che I' amfuinistralore di una speculazione; che se riellu lettera ri era un valore potevo trojrare repressione suficiente nel titolo del furto. Queste ed altre solidissime riflessioni furono vane. L' Avvocato Generale C h a r r i n s fu inesorabile. Traltavosi di un marito il quale sognaildosi di fare il 5clo.so si era introdotto entro 1: uffizio della posta, e portata la xnano sopra urla lettera della moglie diretta ad un giovine signore, s e l'ora portata via malgrado i reclami del commesso (li uffizio. 11 caso avvenne il l 5 decembrc 1865, e ooniessato il firtlo dall'accusato il giudice istruttore optiio pel uon l u o ~ o . Ra il Pubblico IIIinislero insiste per 1' invio alla Corte di Assise, ricorse alla Corte di Agen, Iri qiziilc oon decreto del 25 gennaio 1804 fece a lui plauso ordinando 1' invio. Adita la Cassazione, con decreto del 2 aprile 18G4 essa corifernib l'invio. Cos il povero marito trovossi a dover cornpnrire alla Corte di Assise, dopo provelitiva custodia, minacciato di pena aitlittiva ed infatuante. k a notarsi cile 19 Cortc di 9gen corisiderb il caso come gravissimo gerchS Ia siguorii moglie pclteva correre grande pcrfcolo per la scoperta di quella lettera. j~ a notarsi che la Corte di Cassnzione si fece il dubbio sulla p~uprietli del foglio, e disse che in ragione del17 indirizzo quel foglio non era pi proprieth della doasa, rna del signore a cui era iridirizzato: non si fece per 1' obietto che I' amante non aveva ancora conseguito il possesso del foglio, lo che parmi dovesse consiciorarsi fu faccia alla leggo francese che cowacra la regola e n fail de meubles possesiirin vaict lilre; e non avvert che secondo il rigore di questo priricipia

- YJ.;~ql~,+n(lt> niiclic I r t iloi~n~i 11ci-iliI:i ileli I cl,miill-cc:r i n i l ~ i u d r . i i ~ ~ ~ .t\cssc C-il:] nieclr~iril~r riprcsit Li s u ~ tIr':tcr8t: Iii ~ I i ~ ~ ~ i ~ ~ r ' ~ z i o l ~ r t 1 ~ l l : i qiiriita prolirictk ncli' [iniantc riorlar:~lei stc..sn a ri*chio dr drcci anni (11 rcclusiorir per aver ripreso In Icllern sua. ;\li i* ~tiaciiitonnlarc qucsio 11011 per f.rrrtii @dice d~tl\ar p -rione tutta francese fr:r l' art. 187 c 1' ari. 265, in:l per n \ vcrtire soltanto ciie in ~ J C C ~aI cr~festifatti 1,i ~ i i ; t g i ~ t ~ i ~ i i i i i ~ toscana avrebbe trovato rifugio nci principii di,-!la bcienz:~ per dichiarare la mancnnzd d i dolo ncll: agcnlc. C)nesto dociniicnto contradice cib clie ho iuqegn:ito di sopra (S. 16%) ricl testo. ala senza nirnlc rilcnomare il rispetio dovuto :ilI' aiitoriti daltu quale rmanb, io persisi0 nd ojrinarc clic uit iiiarifo, un padre, tin padrone, clic per ragioncroli sospclli iritercelti una lettera della moalie, dcl figlio, o dcl servilorp, non possa dirsi cnlpr?vole di dcli~to. al mio prfisicro rn;inc;i '?t'& I':ippogpio dell' ;ciifori(j: ocdaoi la nota al S. f 6.70, e P a C l-I C-: t o cl ciJdiyo pelzrrl cowentado to111. .),p'($. 376. Dc.1 riti1:i13enle il caso surrii'crilo porge occasione ;id iillcriori rnotlilnzioni. In primo luogo s c n c rileva nuov:triicnte Iit iuiporlaiiz:~ della definizione dei titoli. Comprende og~iiino clie s e I;i sottr:iziotie di ieltere si qualificasse corile furto, la non irnput:ibilitic. del rnarito per la sottrazione di lettere delli1 moglie v e r r c b t e come conseguenza della rrpola generale clie non anitriette qiiercla di furto fra i coiijugi. In secoodo I~iogo torrinnclo i1 contemplare il prohlcuia da nle proposto nella nota precedente sarebbe a cercarsi se l7 ufficio postale rquivnlg:i :il servo rornano pel fine di quesire il possesso di una l ~ t l e r a al destinatario clie non 1' ha peranco conseguito n~aterialmciite; o iri altri termini s e 1' ufficio postalc sia un mnnrlictrrrio drl niiltenle o un mlindatario del destinatario. Gli ordinamenti postali porgono due dati di fatto per sostenere clie 1' ufficio di posta non sia un mandatario del destinatario, nia un niandatario del mittente: e questi sono il sistema dtllle francature, i la disposizione che permette ad un tnitteiite penlito di ricu! perare con la osservanza di certe forinalith In Icttcra Zia lui conscgnatn alla posta; lo clic davvero non sarebbe ailirniss&

bile se i' unizio cli~csisre il possesso al desiinatario, perclii. ritenuto costui coine irilpossesoato giuridicaiilcnte del foglio plir non potrclJ~ecoiitro sua ~:oloriti spogliarsi di cj~icl possesF.0.

11 codice Sardo cho ha innestalo il clelitto di apelatura di lettera in quolla classe aliecinle di innlefizi (Zib. 2, tit. 3 , cc6p. 3, sc2. 7 ) che d e n o m i n ~ g*oluj*a di sigilli e sottrazioni m Iuog?~fdi 2mOi Dlico cZ~posiia, pui~isco questo fatto con In multa fini? n lire cinquecento ed anche col carccre fino ad uii anno. Eviclentelilorite con si vasta latitudine di pena quel codice ha millato a dare al giudico sriiici~l~f,~ balia per adeguare la roprossionc alla iridefiniti-i vnrieti~possibile dello contingeiizu di fi~tto.E ve ile era bisogno perche in yuell' artiaolo si parifica al1' u~301't~~i'a lettere o pieglii sigtllc~li,la S O ~ ~ ~ C S di sz'one di lettere o di pieglii. L)n ci6 sambra che peib cotexto codice i1 somplice 61q)o.s.scs.suu~c~2tofine a di curiosit di lottere o carte noi1 sigillate non incontri rspressioile alcuna sc non i: susseguito d a soppressione clcl docrimc~ito. Ailclie il cuclice Sardo coiitc3lnpln nll' art. 237 1;i caiiiplicanza di qucsto rantri con 1' nbriso di oficio, dispononclo che sia puilito coli caroero da sci lilosi n due aiitii l' impiegato postnlt: clie apra o lasci aprire le lettcro consegiiate alla posta o in c~ualu~iqnc modo permetta clie altri prclnC cognizione del lom contenuto: e li&pena i! tnsT 3 satn in iilio anni di carcere qriarido concorra ancoil:t 1 soppressione; i? seclmpro si aggiunge In sospi:ri3 siolio 8311' iiiq~iego(i),

- 540 il) Il deliito di apertura. di lettere si trovo contemplato dal coclicc Sprignuolo art. l=, il quale esclude espressamente 1,1 irnputahilrth del fatto nella ipotcsi del marilo padre O tutore che abbia intercetlato le lettere della moglie, figlio, o pupillo: dal progetto portoghese, art. 249: dal codice del Brasile, iirt. 215 a 218, ove si duplica la pena nel caso che I' apertun tiella lettera si3 susseguita dalla divulgazione del segreto: dal codice Bsteose, art. 260: dal codlce Parmense, art. 257: dal codice Napoletano art. 261, che contempla le sole lettere consegnate alla posta: e dal codice di Baviera del 1815, art. 300. I1 codice di s, Marino (test&sanzionato con deweto del Consiglio Principe del 26 agosto 18G5) sembra che iiori preveda il caso di apertura di lettere conimessa dal privato; tt soltanto la punisca (art. 257) se commessa dalli iniliiegato postale. In fitccia a quei codici contemporanei che non lianno prevista I' aperlura di lottere f~lttadal privato, potrh egli cotesta sconcia azione colpirsi per aunlogia ricorrendo nd altro titolo di reato? Nou certamente con qucllo di f i l ~ t u , ctie Iion i! giuridicamente possibile dove manchi 1' animo di lucrare. Nclla rnancanza di una legge apposita il L e y s c r ( ~ ~ i c d i (ad pantlecl. spec. 546, viekit. 8, 9 ) opina doversi t. :ipplicore i1 titolo di i16gilrriu cotitro la indebita apertura di lettere, e riferisco un giudicato in questo senso emanato iicl giugno 1719 dalla facollh giuridica Ilelmstndieuse. hIa io tengo per fermo che la nozione modarna del delitto di ingiuria noti si adatterebbe (almeno ncl caso semplice) a sigatta illazione.

C A P I T O L O VII.
Rivelazione di segreti.

1 titolo di rivelazione di segreti presenta ncll:~ 1 scienza o nelle legislazioni contemporanee diverse

forme; le quali sono cos di&renti nella essenziaIitA loro che pu6 meglio dirsi costituire altrettante s l ~ e c baffntto distinte di reato, le quali sebbene accidentalmente espresse con la identica rnaterialits di parole, niente hanno di comune I' una con l' altra nelle respettive condizioni giuridiclie. Una prima forma speciale di rivelazione di segreto clie B contemplata dai criminalisti e dai codici, is quella che sorge nel fatto di un pubblico funzionario il cjuale venuto in coaoscirnento per ragione del17 ufficio snn di segreti impo~~iaati nazione clie serve, ne f alla h rivelazione ad uno stato estero in pregiudizio dell:r patria (l). Ma questa forma, che assume secondo le circostanze il carattere di prodisione o di percluclUone, e che in sb pr4esenta una vasta varieti ili corifipurazioni, non Iia nessun rapporto al luoytl presente, e sarlelshe perci affatto inol~porlunoqrialuaque cenno che sa ne volesse anticipare. Un' alli.:i forma quella che s' incontra nel fatto degli aliprenilisti ed operai i quali, aminessi al segreto [li una ynnlclie industria o di una qualche lavorazion~ dai capi di fabbrica clie li hanno impiegati, divulghino ad altri il segreto a loro confl(1ato. Questa seconda forma delittuosa si lascii) affatto inosservata da parecchi legislatori: ma iriveee altrove, perclik si aveva a cuore la protezio~ie delle indrrstrie, si dettarorio provvoditiienti speciali e minuziosi sopra tale argomento. Cosi in Francia pub dirsi ~ h c intorno n ci6 esista un apposito corpo di loggi, eci un corpo di giurisprridcnza, che si coririettono col sistema dei brevetti d'invenziorie e con Ici teorica della proprieti intellettuale (2).

l , D i qiiejfa f'rnia sycci tlp di rirel.izi~ne(li ,cc;rrli di-,c.ttriir.\, ,-t.rto T li a 10:i s i a oel!c siic dicputnzioiii dc ~ - f f t i i ~ l z e 1113 r[luirlLl t' sesta iiililcrl~tc de t.tc9cfrfti0itc c f l ' c t ~ l r l , r ' ~P~ ~ l l
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rs]iloi3crto~ilJirs.

siiccinli i'i~,:t31eiriii'iili rcdlnli~ :I (ific+t t i tornr:i di rirc.(rc;io,ie di s e i y ~ f o~ : o > ~ ~ iLCIICTS~: u n r CI 1.18' , i:i, [I
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2) Io propuiito

pr:y. 1,jI 4 : 1% < I r. c i u e t IIe 11 e t/i$l.rit?J I l:<ia:I(l j:1!11(11 I[. .72.34 111s 5CfI5 ~ S y p elo le tlr'oll pdaol c6i.lt)irl,<:, prtq. 618. 11 fra $11 aniicl.1 J v 5 e j w f i + c criitti~teile : t o { . 4, !;,,I. >; tit. 15, 11. 5.5 t,! 5{,. JJ I!1ie~.lr) c ~ ? T ) C ~ t v c i . i l l i i e l ~I)riiv~:;rt ' l i ! C I I , ) I C O 5 : i r l j l l :I!. t~ l' . ~ r l .591, e d t ~ lCOLJCQ l ~ , i ; n ~ ~ i iu) ' .{I 1 . $2t . F : l
lrt t l i r ~ ~ l y f i t i o ~ ~ P P I Y & S ilf* [',4,~;~vq S

JIri ileppuro queot:i fbriiltl ci'iiilitiosa 11:i i.~:I:~xiuiil~ IiessaIin con In ~~rusenttj (li trnl,t:tziniii? (i). SI: setlc sotto un punto di vista cour-:rilrlcilzi:llc!i anc.11~ cotl:stci thttc~porta un c c ~ t oirnpnceio alla lii~ei.l:i del capti rli klil,rivn costretto a cunlitl;irsi nogli crpr!rai, ri:i4io i! CIIC uggettjvit!~prir~iariatli si~ail~.? ~i~;tIcflzi(.i i11\[)irato sf31npr~(13 avi11itA (li ~ I ~ ~ I ~ I I ~ ~ I ~U~ II: I, . J $ ; ~~avvisarln ncll' irktcrcssc clelln 11roliriotil rlcl pi'io ~:.iti;i, u ne110 iiltcrr?ssc del coi~iii.iorci~i indiislr i:& e11 ii?xioiiaIe. (.:il:) pul, poi tare n i-iiii:tnslAe esitalif s': t:ilc clt~litto clui.,l)n ~cfi:rirsi alla ~ l a s s$!i delitti ~ rittfurali coiitro 13 1~ropriel;i piLi\:ata, alla cltissc 11~'i n delitli sociali cotlfi'o 1 pul~1,lica fi21tc: c rontro il 3 cf~rrl~~~ercio. AIa qualtinqf~e :~l~l.warcii ~-l~ii>sti>I e si 11 (\( o])iriioni, ccr-to dio 4 l" (lilo nql)ptfr> r.vllli: I';tlt~'o iiii[~liilisconoclia si kceift ~ l i t i ~ n lal ~ii.czcritoIr.iogo n
+li ciOtCht;i

i'~)l'm:i rielitt~iusa,

i11 quanto staltili p;irlicolriri proibiscituo a certi ufficiali di divulgare le ordiiianze di un giudice, i cleliberoii di urr ccliiciglio, I provvediriieriti di un miiiblro, t: via cosi discorrcodo. Simili alti uuu nierItanu specl;ile LraUazione, e rientrauo neilti figurii genertcti degli abusi di autoriik o di ullicio, clie troscrtnlo u euo tsiiipo fra i dclilli ~ o c i a l i .l~iflcilrner~irr Isi piib scirnza defiuirc a pt7iu/'l 10 iwportaiiz:i di tali C ~ t l i , e diificili~ieiltesi possono giueiiiearo sii eccessivi rigori clic iu ~iliri tciopi iurorib uiln~ccidiicuii(fo i i~icilesilili.

Qui propriamente pw-ulesi ad esaminare uun teiza foriun, che si ha nel Ihttu [li chiunque I~cr ragiorie di una speciale professione! ( iuedici, cliirurglii (1) lavatrici) essendo venuto in cognizicllie di iin segreto ii?teress~nte onore ili una rlualche persona o [ti1' iiliglia (riit~lnttic segrete, gr:tvitlanza illecita) Io ,zhl,ia ilivrilgoto liol pu!~blicu.Il ~e,~riltfito siiklili fatti che? cli

reii-ipre portano un dctriu~etllodl' onore, indusse alcuni crimint~listia collocare Lippunto qilesto delitto fra i reati COU~X'OlYonorC.119 eeorgcsi evidcnta 1 1 : incsatteztn di taltj colloca~uento,yercie il mctdicu 9 la le~~tilricc divulga il scgreto ~ccjuistnto che per la rlectissitti dello funzioni loro, iloii agiscono pel flnc (li iuplierc ad altri l' onore, 1113 di ordinario per leggerezxa od irnprriilonzli. l)lnacsseiiill:, indubitato (corwe vecfrel~~o si10 luogo) dio dei delitti contro a 1' onori., k csrnilieioi~o esseiiziale 1' ctilii,~lc.sitzjzc~~iantZ/~ b dria1.0 che slln ri~?r:lazionc di un styrcto (2) non prib allattarsi siffnttn oggcllivii,h. Chc sc in qualcIic3 spot.i:ilita il modico ilisillti aver0 ngitu per nialvagio spirito iliffixiilstorio, la rivclnzickiie del sti.greto ccsseri{ di t l ~ s e ~ llaj circ~stanza~:1t-;\lti~1'i+ii~3 ' 1 c d ~ I';\rli),

e si avrh una vera e propria diffamazione ag-L?vata da quella circostanza della tradita Adacia. Se la rivelazione dei segreti anzichb qualiflcarsi come delitto si qnalifcasse come iPrasgr*essio~~e che (lo sarebbe forse pii esatto per le ragioni che fra poco dir) allora starebbe bene che siffatta trasgressione in certe sue coaflgnrazioni si ponesse nella classe di quelle contro l' onore : perclib 6 regola fondamentale da me altrove accennata (. 150, nota I j che nelle trasgressioni non richiedendosi l' anirn~~ diretto alla violazione di un diritto, esse non passuno desumere la loro indole dal diritto attaccato, ma bensi dal bene che B posto evontrraltnente in pericolo. Ma finchb la violazione del segreto si vuole considerare comc delitto, non ne se pub desumere l:t classe da una conseguenza accidentale a cui non si diresse la malvagia intenzione dell' agente. E tanto B ci8 vero che alla essenza di questo reato non i? necessario che il segreto sia stato rencluto notorio : basta che aia stato manifestato ariche ad una sola persona confldenzialmente. Laonde con tritta osattezza si (14 a questo reato il nome di ?-iveh~iotic anzichb quello di i~uZguaionedi segreto.
(1) Io non dubiterei in faccia alla scienza clie per identit dl ragione anche i farmacisti dovessero nei corigrui termini tenersi sutretti dal vincolo gturidico del segreto. Sulle origirii storia di questa professione, e sopra alcuni delilti propri2 della medesima, a vedersi la erudita dissertazione di T h om a s i o de jure circa phas.macopolia vol. 2, disrertat. 17. Quanto alle Ievatrlci meritevole di ricordo 1: editto clie i l 17 ottobre 3778 fu pubblicato dal Rc di Svezia. In questa legge esclusivamente diretta ad ordinare i rnodi pi opportuni di prevenire gli Srilanticidii, si trovano niolLissime dispo-

bizioni paterne, ed anche pub dirsi singolari. Ivi ali' art. 1." si minaccia la pena di tre risdatleri e mezzo contro qualunque levatrice che essendo chiamata ad assistere una faaciulia nel euo sgrnvameuto ne avesse poi rivrlnto i l fiillo. Uguale pena si minaccia contro i Sacerdoti che avessero costretto la fariciulla a fare pubblica penitenzn, come sembra fosse conwetudirle di quella Chiesa. Aliiove si proibisce si padroni di rivelare Ia xrnvidanza delle serve. Tutta la ccon(1rnia di quel1'~dilto converge al fine di prevenire i pericoli della pubblicit, onde i iirnori di qiiesta non spingano le fanciulle a partorire occfiltornecle ed uccidere la creatura. Vi era magglor cenno e n1l;lior cuore in coloro clie punivotio i divulgatori delle ~ r a o i d a n z e illegillirne di quello non siavi in cerU maniaci che si ostinano iielln ineflicace criidelth di punire di rnorle le disgraziate. 1,' adilio del Iie di Svezia trovasi riprodotto intei'iimeiile in un volutne di niiscollance pubblicato a Venezia il 1787 col titolo di Opuscoli scelti d i Lrgialuziotre C1.i~ ~ z i n a lche contiene molte interessauti monogrefie. c, (2) i u ~ ~ o c n r r ~ r F o b r o in codicem, lib. 4, li1. '15, B def. 10 D e c i a n o troctrrtus criminnlia Eib. 7, cnp. 1 7 , 12. 7 et seqq. A r e t i n o de rnalefic. oerlio firtsurio, n. 4 9 T u s C h i u s li&. S, conclits. 93, 94 M e n o c h i o cle clrbltruriis cas. 637 Co c p o l l a colis. crim. cons. 50, a. 2 9 - R r a u c n c c i n o dc jure doctoruduu l i b . 2 , c n p . 11, n.20 C a b a l l o cas,U94, ti. 230, e& seqq,- C r u e i ~ Je intdiciis delict. pars 1, cap. 99, n. 3 9, 20 E) a m h o ud c r. prnzis r e r . crirn. cap. 125, 1i. 1 9 G r a n t i O defensin irryc~isitorumcap. 6 , rnerrtb. 2 , secl. 2 , a r l . 5 , n. 448 Ve r i n i g l l o l o cons. 122, n. 1 6 U r s a y a insiit. c r i f l ~ . llb. 1, lif. 4 , n. 19 et scqq, G o d o f r e d o tracl. realuurn ~ P ( SO i 2, C J o u s s e justice criti~irrclleprirt. 4 , liu. 3,lib 15, rr. 55 ct 56 T e s C li e m a k e r iIc jurc silenlir'; in ihesritdro O~l?.iclti 5 , pug. 198 vol. I. e y s c r n l e d i ~in paio. dcrt. spr:r, 540, irird, 8, 8 Ti 5 s o i droit penai tOtR %, p 1 ~ 9$)!t . 1' 11 c i o n i cu7rrrnento rol. i, c pag, 619 -.- kt Qi., te,,)licn p119. 281 U e J o a ti 11 i a desert. de medici

- -

i'or,. 11.

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rccreto 1889
tn

A m e r p o h l de advocarorum circa secreclienlunt pde et perfdiu, Jenae 167.3 B e z e l de n@p i o ~ii~rgiatri poslatpum, Alne 1755 $. 6, 8 el 9.

I W v i ancora chi penso cl-ie la violazione del segreto dovesse referirsi alla serie degli abusi di pubbliche funzioni, e cos trovar sede fra i clelitti propri (i) dei funzio~iaripubblici. Ma anche questa idea non k adequata: perchB snpposto eziandio nella levatrice o ne1 medico che per interesse privato csercita la professione, il carattere di pribblico frirlxionario (lo che mi parrebbe assai problematico) la rivelazione del segreto non si commette neli' esercizio della supposta funzione o con abuso clella medesima, ma consecutivamente dopo compiuta o cessato tal% esercizio, A me par dunque pi conveniente di noverare questo reato fra i delitti contro la libert individuale: e difatti tutto lo interesse clclla relativa incriminaaione sta nel gaarentire al cittadino il libero ricorso agli esercenti dell' arto salutare o di altre professioni fidaciose anche in quei 'casi nel quali vivamente desidera che i suoi Ilisogni Amangapo occulti: che se la legge non piloteggesoe con una pena la sua fiducia da un tradimento, egli temendo 1u pubblicit si asterrebbe dalla cura con proprio psricolo, e se ne troverebbe ristretta la propria libert8 intorno a cosa che somiiiarnente intoreesa alla sua salute. Se poi ad altri 11un piace il mio pensiero io annetto poco vabre ad t i u n questione di motodo.