Sei sulla pagina 1di 25

DIREZIONE CENTRALE VIII SVILUPPO COMMERCIALE, ARTIGIANALE E TURISTICO

REGOLAMENTO PER I PUBBLICI ESERCIZI DI SOMMINISTRAZIONE DI ALIMENTI E BEVANDE E DISCIPLINA DELLE ATTIVIT DI SOMMINISTRAZIONE DI ALIMENTI E BEVANDE Allegato C

Napoli Gennaio 2011

Sommario
Capo I - Principi e disciplina
Articolo 1 - Principi e finalit................................................... Articolo 2 - Definizioni e specificazioni dei pubblici esercizi di somministrazione.. Articolo 3 - Tipologia degli esercizi di somministrazione Articolo 4 - Esercizio dellattivit......................................................................... Articolo 5 - Requisiti per lesercizio dellattivit. Articolo 6 - Programmazione comunale Articolo 7 - Decadenza dallattivit...................................................................... Articolo 8 - Attivit di somministrazione non configuranti pubblici esercizi.. Articolo 9 - Orari e giorni di apertura. Articolo 10 - Procedimento per lautorizzazione allesercizio h 24 Articolo 11 - Obblighi e divieti.. Articolo 12 - Pubblicit e trasparenza dei prezzi. pag. 3 pag. 3 pag. 4 pag. 4 pag. 4 pag. 5 pag. 6 pag. 6 pag. 7 pag. 7 pag. 8 pag. 8

Capo II - Disciplina funzionale ed igienico-sanitaria


Articolo 13 - Requisiti minimi dei locali per pubblici esercizi. pag. 8 Articolo 14 - Requisiti funzionali dei locali per la somministrazione. pag. 9 Articolo 15 - Vetrine, tende ed insegne... pag. 9

Capo III - Disciplina occupazioni di suolo pubblico relative a pubblici esercizi


Articolo 16 - Contenuti .. pag. 9 Articolo 17 -Nuove aperture di esercizi di somministrazione collocati in chioschi ..pag.9 Articolo 18 - Definizioni in materia di occupazione di suolo pubblico connesse a pubblici esercizi.... pag. 10 Articolo 19 - Criteri in materia di occupazione di suolo pubblico annesse a pubblici esercizipag. 10 Articolo 20 - Occupazioni con elementi di arredo urbano..pag. 12 Articolo 21 - Occupazioni per esposizione di merci....pag. 12 Articolo 22 - Norme di realizzazione per le occupazioni con elementi di arredo per attivit di somministrazionepag. 13 Articolo 23 - Azioni di coordinamento delle occupazioni di suolo pubblico per ambiti omogeneipag. 13 Articolo 24 - Procedimento di formazione di Azioni di coordinamento in ambiti urbani omogenei.pag. 13 Articolo 25 - Modalit di presentazione dellistanza per il rilascio della concessione di suolo pubblico per la installazione di arredi..pag. 14 Articolo 26 -Procedimento di rilascio della concessione di suolo pubblico per la installazione di arredi.. pag. 15 Articolo 27 - Portata dei Provvedimenti. pag. 15 Articolo 28 - Obblighi del Concessionario pag. 16 Articolo 29 - Oneri del Concessionario. pag. 16

Capo V - Sanzioni, norme transitorie e finali


Articolo 30 - Sanzioni. pag. 16 Articolo 31 - Vigilanza e controllo... pag. 16 Articolo 32 -Norma transitoria per la regolarizzazione dei punti vendita in chioschi esistenti pag.16 Articolo 33 -Norme finali... pag. 18 Articolo 34 - Abrogazioni ....... pag. 18

Pagina 1 di 24

ALLEGATO C1): Criteri di qualit per gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande ..pag.19 ALLEGATO C2): Punteggio minimo ancorato ai criteri di qualit ...pag.20 ALLEGATO C3): Parametri igienico sanitari e funzionali per lapertura di esercizi di somministrazione ..pag.21 ALLEGATO C4): Titoli abilitativi distinti per tipologia di area oggetto di concessione .. pag.22 NOTE pag. 23

Pagina 2 di 24

Capo I - Principi e disciplina


Articolo 1 - Principi e finalit
1. Le attivit di somministrazione di alimenti e bevande sono espressione delliniziativa economica privata, ai sensi e per gli effetti dellart. 41 della Costituzione e sono esercitate in un regime di libera concorrenza, secondo condizioni di pari opportunit di accesso e di corretto funzionamento del mercato, senza alcuna forma di contingentamento e di distanze minime tra gli esercizi, cos come previsto dal Dlgs 59/2010. 2. In applicazione delle vigenti disposizioni normative comunitarie e nazionali, sono individuati i presupposti e i criteri necessari a garantire la valorizzazione e lo sviluppo della rete comunale degli esercizi pubblici di somministrazione di alimenti e bevande, in armonia con le altre attivit economiche e con le esigenze di un ordinato assetto del territorio urbano. 3. Allo scopo, sono introdotti nuovi criteri di programmazione del settore, non pi quantitativi ma qualitativi, che si pongono come obiettivi prioritari: a. lesigenza di garantire lequilibrio tra linteresse della collettivit, inteso come fruizione di un servizio adeguato, e quello dellimprenditore al libero esercizio dellattivit, prevedendo parametri oggettivi e indici di qualit del servizio, che garantiscano il rispetto di criteri di sostenibilit ambientale e sociale, di vivibilit e di ordine pubblico; b. la tutela della qualit della vita, attraverso la indicazione di standard prestazionali degli esercizi, necessari per la compatibilit ambientale dell'insediamento delle attivit di somministrazione, prevedendo misure e regole che garantiscano l'equo bilanciamento tra funzione economico-sociale e diverse funzioni del territorio; c. la riqualificazione e laumento della competitivit della rete dei pubblici esercizi cittadini di somministrazione, integrandoli col contesto urbano di riferimento, anche attraverso la tutela e la salvaguardia delle zone di pregio artistico, storico, architettonico della citt. 4. Le norme del presente atto, che prevedono vincoli allattivit economica di somministrazione, devono essere interpretate nel senso pi favorevole allesercente.

Articolo 2 - Definizioni e specificazioni dei pubblici esercizi di somministrazione


Ai fini del presente regolamento, si intendono: a) per pubblici esercizi di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande, la vendita per il consumo sul posto, con relativo servizio assistito, che comprende i casi in cui gli acquirenti consumano i prodotti nei locali dell'esercizio o in unarea allaperto privata, pubblica o di uso pubblico, aperta al pubblico, a tal fine appositamente attrezzata e gestita; b) per somministrazione di alimenti e bevande in esercizi non aperti al pubblico, l'attivit svolta nelle mense aziendali, negli spacci annessi ad aziende, amministrazioni, enti e scuole, nelle associazioni e nei circoli privati, nonch quella svolta in forma esclusiva presso il domicilio del consumatore; c) per superficie di somministrazione, la superficie appositamente attrezzata, al chiuso ed allaperto, utilizzata per la funzionalit del servizio. Costituiscono superfici di somministrazione larea occupata da banchi, scaffalature, tavoli, sedie, panche e simili, nonch lo spazio funzionale tra tali elementi. Non rientra nella definizione larea occupata da magazzini, depositi, locali di lavorazione, cucine, uffici, spogliatoi e servizi; d) per somministrazione presso il domicilio del consumatore, l'organizzazione di un servizio di somministrazione di alimenti e bevande rivolto esclusivamente al consumatore medesimo, ai familiari e alle persone da lui invitate, svolto presso labitazione del consumatore, nonch nei locali in cui lo stesso si trovi per motivi di lavoro o di studio, per lo svolgimento di cerimonie, convegni ed attivit similari; e) per impianti ed attrezzature di somministrazione, tutti i mezzi e gli strumenti finalizzati a consentire il consumo di alimenti e bevande nei locali e sulle superfici di cui alle lettere a) e c); f) per delegato all'esercizio dell'attivit di somministrazione; il soggetto cui conferita la rappresentanza nell'effettiva conduzione dell'esercizio ai sensi dell'articolo 2209 c.c., che sostituisce, definitivamente, la figura del preposto.

Pagina 3 di 24

Articolo 3 - Tipologia degli esercizi di somministrazione


1. Gli esercizi cittadini di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande sono costituiti da ununica tipologia definita: Pubblici esercizi per la somministrazione di alimenti e bevande. Detti esercizi possono somministrare anche le bevande alcoliche di qualsiasi gradazione, fatto salvo il disposto del comma 2 dellart. 5 L. 287/911. 2. I titolari di autorizzazioni rilasciate ai sensi della legge 287/91 possono estendere la propria attivit senza necessit di convertire i titoli autorizzativi, a condizione che gli aspetti igienicosanitari siano preventivamente conformati alle prescrizioni della vigente normativa in materia. Gli atti amministrativi rilasciati dal Comune sono formulati riportando obbligatoriamente la dicitura Esercizio pubblico di somministrazione di Alimenti e Bevande 3. Senza necessit di ulteriori titoli abilitativi, gli esercizi di cui al comma 1 hanno facolt di vendere per asporto i prodotti che somministrano, ivi compresi i generi di pasticceria, gelateria, pastigliaggi e ogni altro prodotto alimentare preconfezionato allorigine.

Articolo 4 - Esercizio dellattivit


1. L'apertura degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande al pubblico, il trasferimento di sede, il sub ingresso (se accompagnato da ulteriori variazioni), la modifica di superficie, le variazioni soggettive e la cessazione dellattivit sono subordinate alla presentazione di Segnalazione Certificata dInizio Attivit (SCIA). 2. subordinata alla Segnalazione Certificata dInizio Attivit ai sensi dell'articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241, come modificato dallart. 49 della L. 122/2010, anche l'attivit di somministrazione di alimenti e bevande riservata a particolari soggetti elencati alle lettere a), b), c), d), e), f), g) e h) del comma 6 dell'articolo 3 della legge 25 agosto 1991, n. 287. 3. La Segnalazione Certificata dInizio Attivit relativa alla somministrazione di alimenti e bevande si riferisce esclusivamente alla attivit condotta nella specificata unit locale subordinata al permanere dei requisiti di legge ed alle prescrizioni del presente Regolamento. 4. Lapertura di un esercizio di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande condizionato dallaccertamento della sussistenza dei requisiti di cui ai successivo articolo 5 del presente regolamento, nonch alla verifica del raggiungimento della soglia minima di punteggio stabilita per la zona di insediamento dellattivit, di cui allallegato C2), ed in base ai criteri di qualit di cui allallegato C1. Dette condizioni sono autocertificate dal titolare dellesercizio e comunicate allatto della Segnalazione Certificata di inizio attivit secondo la disciplina prevista dalla L. 241/90 e ss.mm.ii. 5. Il trasferimento di sede di un esercizio di somministrazione, nellambito della medesima zona ovvero nellambito di diverse zone, soggetto al medesimo procedimento di una nuova apertura. 6. I titoli abilitanti all'esercizio dell'attivit di somministrazione di alimenti e bevande, di cui al presente articolo, hanno durata indeterminata e si riferiscono esclusivamente ai locali e alle aree in esse indicati; in ogni momento possono essere effettuate verifiche in ordine alla permanenza dei requisiti previsti ed autocertificati. 7. La modifica afferente alla sola titolarit (sub ingresso e voltura), soggetta a semplice comunicazione, secondo la disciplina prevista dalla L. 241/90

Articolo 5 - Requisiti per lesercizio dellattivit


1. L'esercizio, in qualsiasi forma, di un'attivit di somministrazione di alimenti e bevande consentito al titolare dellomonima impresa individuale o lamministratore della societ o il responsabile dellattivit di somministrazione, appositamente delegato dalla Societ in possesso di uno dei seguenti requisiti professionali, previsti dallart. 71, comma 6 del decreto legislativo 59/20102 e dalle altre normative vigenti in materia: a. aver frequentato con esito positivo un corso professionale per il commercio, la preparazione e la somministrazione degli alimenti, istituito o riconosciuto dalle Regioni e dalle Province autonome di Trento e Bolzano; b. aver esercitato in proprio o avere prestato la propria opera, per almeno due anni, anche non continuativi, nel quinquennio precedente, presso imprese esercenti lattivit nel settore alimentare o nel settore della somministrazione di alimenti e bevande, in qualit di dipendente qualificato addetto alla vendita o allamministrazione o alla preparazione
Pagina 4 di 24

2.

3.

4.

5.

6. 7.

degli alimenti, o in qualit di socio lavoratore o, se trattasi di coniuge, parente o affine, entro il terzo grado, dellimprenditore, in qualit di coadiutore familiare, comprovata dalliscrizione allINPS; c. essere in possesso di un diploma di scuola secondaria superiore o di laurea, anche triennale, o di altra scuola ad indirizzo professionale, almeno triennale, purch nel corso di studi siano previste materie attinenti al commercio, alla preparazione o alla somministrazione degli alimenti; I soggetti di cui al comma 1 devono, inoltre, possedere i seguenti requisiti professionali indicati dal Ministero dello Sviluppo Economico nelle risoluzioni emanate al riguardo: a. essere iscritto nel registro esercenti il commercio per lattivit di somministrazione alimenti e bevande presso una Camera di Commercio e di non esserne stato cancellato per perdita dei requisiti soggettivi; b. essere iscritto nel registro esercenti il commercio per lattivit di vendita per uno dei gruppi merceologici individuati dalle lettere a), b) e c) dellart. 12, comma 2 del D.M. 4/8/88, n. 375 presso una Camera di Commercio e di non esserne stato cancellato per perdita dei requisiti soggettivi; c. aver superato lesame di idoneit allesercizio dellattivit di somministrazione alimenti e bevande presso una Camera di Commercio; d. aver superato lesame di idoneit allesercizio dellattivit di vendita di alimentari presso una Camera di Commercio. E fatta salva la validit del requisito professionale acquisito dai soggetti gi iscritti nel Registro esercenti il commercio per lattivit di somministrazione di alimenti e bevande, di cui allart. 1 della L. 426/71 e s.m.i. Sono cause ostative allesercizio dell'attivit di somministrazione di alimenti e bevande al pubblico quelle citate allart. 71 commi 1,2,3,4 e 5 del D.Lgs. 59/2010, nonch allart. 10 della L. 31/5/65 n. 575. Con riferimento ai locali ove condotta la somministrazione, il titolare deve dichiarare e/o comprovare: a. di poter esercitare tale attivit nel rispetto delle norme vigenti; b. che i locali, sotto il profilo urbanistico-edilizio, sono legittimamente realizzati ed hanno destinazione duso compatibile o sono legittimabili con procedimento in corso; c. di essere dotato delle necessarie autorizzazioni nel caso in cui i locali siano compresi in edifici e/o aree oggetto di tutela ai sensi del D.lgs. 42/2004 e s.m.i.; d. il rispetto delle disposizioni previste dalla Legge 447 del 26 ottobre 1995 e quelle contenute nella normativa di attuazione del piano di zonizzazione acustica del Comune di Napoli, approvato con delibera di Consiglio Comunale n. 204 del 21 dicembre 2001; e. il rispetto delle disposizioni in materia di sicurezza dei luoghi di lavoro e prevenzione incendi, ove dovuto; f. che i locali e le aree allaperto rispettano i criteri di sorvegliabilit dettati dal Decreto del Ministro degli Interni 564/92 e s.m.i. . E fatto obbligo agli esercenti di salvaguardare il continuativo funzionamento dei servizi igienici presenti nel locale, garantendone altres la libera fruibilit al pubblico. Il possesso dei requisiti di cui ai comma 1, ove non suscettibili di autocertificazione, sono comprovati mediante produzione della relativa documentazione, secondo quanto riportato nella modulistica di riferimento.

Articolo 6 - Programmazione Comunale


1. Secondo quanto stabilito allart. 1, comma 3 del presente regolamento, per sostenere lo sviluppo della rete cittadina degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, lAmministrazione stabilisce una griglia di requisiti di ordine strutturale e di criteri qualitativi, relativi ai locali utilizzati per lo svolgimento dellattivit e alla conduzione ed al servizio offerto, che devono essere obbligatoriamente garantiti nei casi di apertura di nuova attivit. 2. Tali criteri, oggettivi e misurabili, sono finalizzati al miglioramento dello standard di servizio reso al consumatore, in uno alla salvaguardia delle aree aventi valore storico, archeologico, artistico e ambientale e, pertanto, per finalit costituzionalmente tutelate.

Pagina 5 di 24

3. A ciascun criterio, come individuato nellallegato C1, collegato uno specifico indicatore di qualit, cui assegnato un corrispondente punteggio. Lo svolgimento dellattivit subordinato al raggiungimento della soglia minima prefissata, riportata nellallegato C2. 4. Gli interessati allapertura di una nuova attivit di somministrazione di alimenti e bevande devono: a) presentare, insieme alla Segnalazione Certificata dInizio Attivit, una dichiarazione attestante lindicazione dei requisiti qualitativi posseduti nellambito di quelli di cui allallegato C1, quantificando il punteggio raggiunto, che dovr essere pari o superiore al minimo di accesso indicato nellallegato C2, in base alla zona di insediamento; b) garantire in ogni momento il mantenimento degli indicatori di qualit e del correlato punteggio, come indicato nella dichiarazione di cui alla lettera precedente. 5. La soglia minima di punteggio di cui allallegato C1 deve essere rispettata anche in caso di trasferimento di sede o di ogni altra variazione significativa dei locali e delle attrezzature (tali sono da considerarsi quelle rilevanti ai sensi e per gli effetti della normativa igienico-sanitaria di cui al reg. CE 852/2004). 6. La disciplina di cui al presente articolo, fermo il rispetto delle norme igienico sanitarie e di tutela della sicurezza dei luoghi di lavoro e dei lavoratori, non si applica agli esercizi esistenti ed ai locali gi in uso come pubblici esercizi, ivi compreso i subentri, in assenza di modifiche alla sede dellesercizio. Nel caso di ampliamenti e/o modifiche eccedenti la manutenzione ordinaria della sede dellesercizio e trasferimenti in altri locali, gli esercizi esistenti devono osservare integralmente le disposizioni del presente regolamento.

Articolo 7 - Decadenza dallattivit


1. Ferme restando le ipotesi di decadenza previste dallart. 64 comma 8 del D.Lgs 59/2010 , lAmministrazione, laddove accerti il venir meno del possesso, in capo allesercente, degli indicatori di qualit che danno luogo al punteggio minimo di cui allallegato C2, procede: a) a comunicare lavvio del procedimento diretto alla pronuncia di decadenza, assegnando allinteressato un termine non inferiore a 15 e non superiore a 60 giorni per ladeguamento; b) a pronunciare la decadenza in caso di mancato adeguamento entro il termine assegnato. 2. Ai fini della verifica della permanenza dei requisiti previsti, oltre agli ordinari strumenti di vigilanza e controllo, lesercente, in occasione della comunicazione degli orari di apertura e chiusura e del calendario delle chiusura, in conformit a quanto disposto nel successivo articolo 9, comunicher attraverso autocertificazione la permanenza dei requisiti riconosciuti allatto dellautorizzazione allesercizio. I titolari degli esercizi esistenti alla data di entrata in vigore del presente regolamento comunicheranno che non hanno apportato modifiche agli esercizi esistenti.
3

Articolo 8 - Attivit di somministrazione non configuranti pubblici esercizi


1. Le attivit di somministrazione non configuranti pubblici esercizi non sono soggette al rispetto delle norme di cui allarticolo 6 del presente regolamento. Tali attivit di somministrazione di alimenti e bevande sono quelle effettuate: a) negli esercizi nei quali la somministrazione al pubblico di alimenti e bevande viene effettuata congiuntamente ad attivit prevalente di spettacolo, trattenimento e svago, in sale da ballo, sale da gioco, locali notturni, stabilimenti balneari, impianti sportivi, centri fieristici, nonch congiuntamente ad attivit culturali, in cinema, teatri, librerie, gallerie darte, internet point, ludoteche. Lattivit congiunta si intende prevalente nei casi in cui la superficie utilizzata per il suo svolgimento pari ad almeno il 75% della superficie complessivamente a disposizione per lesercizio dellattivit, esclusi magazzini, depositi, uffici e servizi. Non costituisce attivit di spettacolo, trattenimento e svago la semplice musica di accompagnamento e compagnia; b) negli esercizi situati allinterno delle strutture di media e grande distribuzione, delle aree di servizio, delle strade extraurbane e delle autostrade, nonch allinterno di stazioni ferroviarie, aeroportuali e marittime o nelle stazioni dei mezzi di trasporto pubblico o direttamente sui mezzi di trasporto pubblico; c) nelle mense aziendali e nelle sedi ove si svolgono le attivit istituzionali delle associazioni e dei circoli privati, di cui allarticolo 2 del D.P.R. 4 aprile 2001 n. 235;
Pagina 6 di 24

e) in via diretta a favore dei propri dipendenti da amministrazioni, enti o imprese pubbliche; f) al domicilio del consumatore; g) con accesso inibito alla generalit dei consumatori, in favore delle persone alloggiate o ospitate per fini istituzionali da ospedali, case di cura, case per esercizi spirituali, asili infantili, scuole, case di riposo, caserme, stabilimenti delle forze dellordine, strutture di accoglienza per immigrati o rifugiati e altre simili strutture di accoglienza o sostegno; h) nei parchi pubblici, negli alberghi, pensioni, locande o ad altri complessi turistico-ricettivi, limitatamente alle prestazioni rese agli alloggiati. 2. Le attivit di cui al presente comma sono soggette a Segnalazione Certificata di inizio di attivit, da formalizzare al competente Ufficio e possono essere iniziate dalla data di ricevimento della relativa dichiarazione, completa della documentazione prevista. 3. Le attivit di somministrazione allinterno delle strutture di cui ai commi a, b e c avranno accesso dallingresso di dette strutture e dovranno osservare gli orari di apertura delle stesse.

Articolo 9 - Orari e giorni di apertura


1. Al fine di assicurare il corretto sviluppo del sistema commerciale cittadino, in linea con le esigenze dei consumatori e degli esercenti, nel Comune di Napoli, in quanto ente ad economia turistica, gli esercenti determinano liberamente gli orari di apertura e chiusura allinterno dei propri esercizi, nellarco temporale che va di norma dalle ore 06,00 alla 03,00 del giorno successivo. Per quanto attiene alle attivit di somministrazione effettuate allaperto e/o su area pubblica esse di norma in vigenza dellora solare, cessano alle ore 1,00, ed in vigenza dellora legale alle ore 2,00; inoltre tali orari nella notte tra il venerd ed il sabato, la notte tra il sabato e la domenica, nonch la notte tra i giorni pre festivi e festivi, sono protratti per unulteriore ora. 2. Il Sindaco, in relazione a specifiche condizioni o necessit, sentite le associazioni dei consumatori e le organizzazione di rappresentanza degli esercenti e degli artigiani, pu disporre con propria ordinanza ampliamenti e/o riduzione degli orari di apertura e chiusura, ferme le esclusive prerogative accordategli dallart. 54 del D.Lgs. 267/2000. 3. I pubblici esercizi che intendono fornire i propri servizi per lintero arco delle 24 ore, dovranno richiedere al competente Ufficio dellAmministrazione specifica autorizzazione. Detta autorizzazione sar rilasciata unicamente per lesercizio allinterno dei locali, con espressa esclusione di ogni attivit allaperto a tutela della quiete pubblica. LUfficio provveder ad evadere la richiesta in conformit al procedimento illustrato al successivo articolo 10. 4. Gli esercenti sono tenuti a comunicare, entro il 30 settembre di ciascun anno, solare gli orari che intendono effettuare per lanno successivo ed il calendario dei giorni di chiusura settimanale. Eventuali variazioni al calendario delle chiusure dovranno essere comunicate almeno 15 giorni prima della data della richiesta modifica. 5. Gli esercenti sono tenuti ad esporre ben in vista allingresso del negozio il cartello recante lorario di apertura e chiusura e la giornata di chiusura.

Articolo 10 - Procedimento per lautorizzazione allesercizio h 24


1. Il competente Ufficio dellAmministrazione comunale istruisce in ordine cronologico le richieste di esercizio allattivit interna h24. 2. Le richieste, formulate dallesercente sulla apposita modulistica, saranno inoltrate allunit della Polizia Municipale competente per territorio, che nel termine di 30 gg. dovr far pervenire al responsabile del procedimento un puntuale rapporto, dal quale emerga, in ragione del contesto ambientale cittadino, se lapertura notturna ammissibile, ovvero quali sono le cause ostative per la pubblica sicurezza e/o per la tutela della quiete pubblica, da documentare debitamente. Alla decorrenza del trentesimo giorno il rapporto sar inteso rilasciato favorevolmente. 3. Non saranno accolte le richieste di esercizi non dotati di un adeguato spazio interno corrispondente almeno ai requisiti minimi fissati dal presente regolamento. Non saranno accolte, altres, le richieste per le quali lesercente non sia in grado di dimostrare di disporre del personale in numero sufficiente a coprire il turni di lavoro, nel rispetto dei contratti collettivi nazionali di comparto. 4. Il responsabile del procedimento termina listruttoria ed emana il provvedimento nel termine
Pagina 7 di 24

di 60gg dalla ricezione dellistanza correttamente formulata.

Articolo 11 - Obblighi e divieti


1. In tutti gli esercizi di somministrazione di bevande vietata la vendita per asporto di bevande in contenitori di vetro o di metallo dalle ore 23.00 sino alla chiusura. 2. Nei locali e negli spazi aperti adibiti allattivit di vendita e/o di somministrazione di bevande e/o di sostanze alimentari o allattivit di intrattenimento e di spettacolo, i titolari dei relativi esercizi devono vigilare affinch gli avventori non disturbino, mediante schiamazzi o rumori, ovvero abusando di strumenti sonori, la quiete pubblica e il riposo delle persone, e sono obbligati a vigilare, anche avvalendosi di addetti al controllo dellutenza, che allentrata dei locali, o alluscita, nonch durante lintrattenimento nelle immediate prossimit degli stessi, i frequentatori non tengano comportamenti atti a turbare la quiete pubblica o che contrastino con le norme igieniche, ovvero che determinino, per luso e la sosta di auto e motoveicoli, alterazioni della circolazione stradale. 3. I titolari degli esercizi di somministrazione sono tenuti alla corretta tenuta delligiene e pulizia dei locali per lintera durata di apertura dei locali stessi e a garantire, sino alla chiusura, anche negli spazi pubblici antistanti gli esercizi, ligiene e la raccolta differenziata dei rifiuti prodottisi in conseguenza dellesercizio dellattivit.

Articolo 12 - Pubblicit e trasparenza dei prezzi


1. Lesercente ha lobbligo di pubblicizzare i prezzi per i prodotti destinati alla somministrazione con le seguenti modalit: a) mediante esposizione, allinterno dellesercizio, di apposita tabella; b) mediante esposizione della tabella allesterno del locale o comunque in maniera tale che sia leggibile dallesterno dello stesso, limitatamente alle attivit di ristorazione, nel rispetto della normativa vigente e con divieto di affissione sui muri esterni del fabbricato. 2. Nel caso di somministrazione di alimenti e bevande con offerte di men completi a prezzo prefissato, vietata lapplicazione di costi aggiuntivi per il servizio, il coperto e quantaltro non sia compreso e pubblicizzato nellofferta medesima. 3. Qualora il servizio di somministrazione sia effettuato al tavolo, il listino dei prezzi deve essere posto a disposizione dei clienti prima dellordinazione e deve indicare leventuale componente del servizio con modalit tali da rendere il prezzo chiaramente comprensibile al pubblico. 4. E inoltre obbligatorio indicare, in maniera facilmente visibile, nel listino prezzi la presenza di prodotti surgelati e/o congelati.

Capo II - Disciplina funzionale ed igienico sanitaria


Articolo 13 - Requisiti minimi dei locali per pubblici esercizi
1. I pubblici esercizi, al fine di conseguire il raggiungimento di migliori standard qualitativi della rete, devono possedere una superfici minime indicate allallegato C3 del presente regolamento. 2. Le superfici accessorie, i servizi per il personale (spogliatoi e igienici) ed i servizi igienici per i clienti, devono essere fisicamente e funzionalmente separati dalla superficie destinata al pubblico. I pubblici esercizi devono, altres, rispettare i requisiti prestazionali definiti al successivo articolo 14. 3. I locali devono rispettare le norme in materia di igiene, sicurezza e salubrit dei luoghi di lavoro. La conformit a dette normative deve essere espressamente dimostrata negli atti istruttori del procedimento. 4. Di norma i locali per i pubblici esercizi sono collocati al piano terra, direttamente aperti sulla pubblica via. E ammessa lapertura di pubblici esercizi in condizioni diverse solo in conformit alle specifiche destinazioni urbanistiche ed edilizie, fermo restando il requisito della sorvegliabilit. 5. La disciplina di cui al presente articolo non si applica agli esercizi ed ai locali gi in uso come pubblici esercizi, anche in caso di subentro, senza modifica dei locali e delle attivit in esso condotte.

Pagina 8 di 24

Articolo 14 - Requisiti funzionali dei locali per la somministrazione


1. I pubblici esercizi e le altre forme di somministrazione, fermo restando il rispetto delle nome in materia igienico sanitaria e di sicurezza dei luoghi di lavoro e dei lavoratori, devono essere strutturati nel rispetto dei requisiti funzionali di seguito enunciati. 2. Gli esercizi, ai soli fini della qualificazione funzionale, sono distinti in caff e ristoranti. I caff sono somministrazioni assistite di prodotti di semplice preparazione, che vengono serviti al banco o seduti. I ristoranti sono somministrazioni assistite di prodotti di preparazione complessa, con servizio esclusivamente al tavolo. Ciascuna delle due tipologie di somministrazione ulteriormente articolabile, in ragione della qualit del servizio, in: C1. Caff con solo servizio al banco (BAR) C2. Caff con servizio al tavolo per degli avventori; C3. Caff con servizio al tavolo per 1/2 degli avventori; C4. Caff con solo servizio al tavolo; R1. Ristorante semplice ; R2. Ristorante con attrezzatura media; R3. Ristorante con attrezzatura superiore; 3. Le caratteristiche funzionali sono identificate nella tabella acclusa al presente regolamento, sub allegato C3, che qui si intendono integralmente trascritte.

Articolo 15 - Vetrine, tende ed insegne


1. La realizzazione di tende, vetrine ed insegne dei pubblici esercizi deve avvenire in conformit a quanto previsto in materia dal D.Lgs. 380/2001 s.m.i., dal D.Lgs.42/2004 s.m.i. e dai vigenti regolamenti comunali di settore (regolamento edilizio, regolamento della pubblicit). 2. Ove tali manufatti, in relazione alla specifica natura ed al contesto urbanistico nel quale si vanno ad inserire, possano essere realizzati senza espresso provvedimento urbanisticoedilizio e/o paesaggistico-ambientale, potranno essere anchessi oggetto della segnalazione certificata di inizio attivit. Ove la realizzazione dei citati elementi edilizi necessiti di specifico provvedimento autorizzativo, dar luogo ad autonomo procedimento di cui dovr darsi atto nella segnalazione certificata di inizio attivit.

Capo III - Disciplina occupazioni di suolo pubblico relative a pubblici esercizi


Articolo 16 - Contenuti
1. Il presente capo riepiloga prescrizioni e/o indicazioni per la identificazione delle aree pubbliche o di uso pubblico da concedere in occupazione, nonch le condizioni e gli indirizzi per la progettazione delle istallazioni di arredo. 2. In particolare sono individuati: a) le modalit di ubicazione e di dimensionamento delle occupazioni; b) i differenti tipi di manufatti e le rispettive modalit di intervento; c) i materiali ed i dettagli di arredo; d) gli ambiti omogenei da assoggettare al coordinamento delle soluzioni progettuali; e) le modalit di presentazione dellistanza; f) il procedimento di rilascio delle concessioni.

Articolo 17 - Nuove aperture di esercizi di somministrazione collocati in chioschi


1. Si definisce chiosco la costruzione strettamente necessaria ad ospitare la superficie di vendita e gli spazi per i servizi igienici per il personale e/o per il pubblico, la cui specifica dimensione complessiva sar fissata dallAmministrazione mediante lapprovazione del progetto generale di uso dello spazio pubblico urbano, come stabilito nel successivo comma. 2. Nuovi esercizi di somministrazione realizzati in chioschi su suolo pubblico sono localizzati dalla Amministrazione Comunale con atto motivato di Giunta Comunale. Le successive assegnazioni vengono effettuate con procedura di evidenza pubblica. 3. Per tutte le strade, le piazze ed i larghi urbani ammesso linserimento di chioschi se non espressamente vietato dalle norme urbanistiche ed edilizie vigenti, nel rispetto delle procedure di tutela ambientale, paesaggistico-territoriale, del patrimonio storico-artistico o di

Pagina 9 di 24

tutela della salute e della pubblica incolumit. 4. Nella Zona A Insediamento di Interesse storico del vigente Piano Regolatore Generale e nelle zone oggetto di tutela paesistico ambientale, e di pianificazione paesistica o comunque vincolate ai sensi del decreto legislativo 42/2006 e s.m.i. , non ammessa la realizzazione di nuovi chioschi su suolo pubblico. Le installazioni esistenti potranno essere mantenute in essere in conformit a quanto stabilito al successivo art. 32. 5. Quando lAmministrazione non proceda alla realizzazione in proprio delle installazioni di chioschi nellambito delle fattispecie previste dal presente regolamento, ed affida al concessionario del suolo pubblico la realizzazione del chiosco, questi deve produrre la medesima documentazione tecnica prevista per le occupazioni descritte nel presente Capo.

Articolo 18 - Definizioni in materia di occupazione di suolo pubblico connesse a pubblici esercizi


1. Al solo fine di precisare il contenuto delle norme che seguono, si forniscono le seguenti definizioni: a) occupazione di suolo pubblico, sottrazione di suolo pubblico alla comune disponibilit dei cittadini a favore di un uso specifico, temporaneo o stabile, mediante installazioni e/o opere di arredo degli spazi allaperto; b) installazioni e/o opere di arredo degli spazi allaperto prospicienti i pubblici esercizi, linsieme coordinato di tavoli, sedie, fioriere, pedane, ombrelloni, sistemi di ombreggiamento, sistemi di protezione e schermatura, sistemi di raffrescamento e riscaldamento, sistemi di illuminazione. Di seguito nel testo per brevit essi saranno identificati con la locuzione installazioni di arredo; c) Ufficio competente, lUfficio comunale abilitato al rilascio di concessioni di occupazione di suolo pubblico; d) procedimento, linsieme degli atti istruttori della/e Pubblica/che amministrazione/i interessate dal provvedimento; e) concessione, latto abilitativo necessario allesercente per loccupazione di suolo pubblico o ad uso pubblico, con le connesse installazioni di arredo; f) concessionario, il titolare del pubblico esercizio per cui richiesta loccupazione di suolo pubblico o di uso pubblico finalizzata alla installazione di arredo. 2. Le occupazioni di suolo e le connesse installazioni di arredo sono temporanee quando ricorrono tutte le seguenti condizioni: durata limitata ad un numero discreto di giorni o ad un periodo definito dellanno, installazioni di arredo limitate ad un insieme di oggetti non solidali (tavoli, sedie, ombrelloni, fioriere, pedane, ecc.), la cui posa e rimozione non richiede particolari mezzi ed attrezzature, installazioni di arredo che non danno luogo a spazi delimitati e volumetricamente definiti. 3. Le occupazioni di suolo e le connesse installazioni di arredo sono non temporanee quando ricorre una delle seguenti condizioni: la durata investe pi periodi annuali o interessa lintero anno, prevista la rinnovabilit delloccupazione e delle connesse installazioni di arredo, le installazioni di arredo danno luogo ad un insieme solidale e coerente, anche se le stesse non sono ancorate al suolo (fondate) e quindi flottanti, le installazioni di arredo danno luogo a spazi delimitati e volumetricamente definiti.

Articolo 19 - Criteri in materia di occupazione di suolo pubblico annesse a pubblici esercizi


1. Ai titolari di pubblici esercizi, i cui locali prospettino su uno spazio pubblico o di uso pubblico occupabile, pu essere rilasciata la concessione di una porzione limitata di detto suolo per la collocazione di istallazioni di arredo, con le modalit descritte dal presente regolamento. 2. Il concessionario dovr rispettare tutte le condizioni generali e particolari definite nellatto di concessione, nonch tutte le disposizioni normative e regolamentari. 3. La concessione potr essere revocata, oltre che nei casi espressamente previsti dal presente regolamento, in qualsiasi momento dalla Amministrazione Comunale di Napoli, per giustificato motivo, senza che detta revoca possa determinare pretesa alcuna da parte del concessionario. 4. La concessione di suolo deve essere commisurata al rispetto dei parametri igienicosanitari, inerenti allesercizio dellattivit nel suo complesso, ove per complesso si intende la somma
Pagina 10 di 24

delle superfici dellesercizio pubblico esistente e di quelle superfici che si intende occupare, ed in particolare alla capacit operativa del pubblico esercizio (dimensioni della cucina, e dei locali di preparazione degli alimenti) e al numero e alla qualit dei servizi igienici riservati allutenza e al personale addetto. E facolt dellesercente, nel rispetto della capacit massima di servizio, commisurata anche in funzione del rispetto dei parametri igienicosanitari, nonch della superficie di suolo pubblico ottenuta in concessione, posizionare gli arredi funzionali alla somministrazione, quali tavoli e sedie, tra spazi interni e spazi esterni, nel modo maggiormente corrispondente alle proprie esigenze. 5. La concessione di suolo dovr essere tale da non ridurre o limitare la qualit del tessuto urbano, dei beni storico-culturali e paesaggistici, la sicurezza dei cittadini, la qualificazione formale e funzionale dellambiente urbano. Le istallazioni devono risultare commisurate agli spazi pubblici disponibili, nel senso che le stesse devono interessare una porzione non predominante e comunque non devono snaturarne il carattere principale di strada, di slargo o di piazza. 6. Le occupazioni di suolo e le installazioni di arredo dovranno in particolare conformarsi ai seguenti criteri: a) loccupazione di suolo pubblico sui marciapiedi consentita nel rispetto di quanto previsto dall'art. 20, comma 3, del D.Lgs. 285 del 30 aprile 1992, e s.m.i. (Codice della Strada), secondo cui comma 3. Nei centri abitati [....] l'occupazione di marciapiedi da parte di chioschi, edicole od altre installazioni pu essere consentita fino al massimo della met della loro larghezza, purch in adiacenza ai fabbricati e sempre che rimanga libera una zona per la circolazione dei pedoni larga non meno di due metri. Le occupazioni non possono comunque ricadere all'interno di triangoli di visibilit delle intersezioni di cui all'art. 18, comma 2. Nelle zone di rilevanza storico-ambientale, ovvero quando sussistano particolari caratteristiche geometriche della strada, ammessa l'occupazione dei marciapiedi a condizione che sia garantita una zona adeguata per la circolazione dei pedoni e delle persone con limitata o impedita capacit motoria. Con riferimento a tale ultima parte, al solo fine di chiarire quali siano le zone di rilevanza storico-ambientale, si precisa che nel Comune di Napoli "le zone di rilevanza storicoambientale" coincidono con la "Zona A - Insediamento di interesse storico" definita dal PRG vigente. In tali zone, se sussistono particolari caratteristiche geometriche della strada, peculiari condizioni di viabilit e se per le dimensioni del marciapiede non possibile il rispetto puntuale di quanto disposto nella prima parte del richiamato comma 3, l'occupazione dei marciapiedi ammessa a condizione che sia garantito uno spazio libero dal margine del marciapiede non inferiore alla somma dellingombro trasversale necessario per la circolazione contemporanea di un pedone e di una persona con limitata o impedita capacit motoria, considerata la misura standard degli ausili meccanici di deambulazione e tenuto sempre conto delle esigenze generali di sicurezza. b) Nelloccupazione dei marciapiedi larea da occupare deve essere posta in aderenza ai fabbricati ove sono collocati i pubblici esercizi cui riferita loccupazione di suolo. Ove le dimensioni fisiche del marciapiedi lo consentono, fermo restando il rispetto delle condizioni generali definite alla lettera a) del presente paragrafo, possibile porre loccupazione non in aderenza al fabbricato. c) Nelle aree pedonali, non applicandosi il disposto dellart. 20 del codice della strada, le occupazioni di suolo pubblico non devono limitare il transito e la circolazione dei pedoni e delle persone con limitata o impedita capacit motoria, dei mezzi di soccorso e di pubblica sicurezza. d) La Giunta Comunale si riserva di identificare, con propria deliberazione, le aree e/o i luoghi nei quali siano vietate le occupazioni di suolo e le installazioni di arredi. e) Quando linstallazione di arredo in prossimit di edifici sottoposti a vincolo di tutela e di elementi di interesse culturale, essa non pu essere posta in aderenza al paramento degli stessi, ma deve essere distanziata da un adeguato spazio per il passaggio dei pedoni. f) Le istallazioni di arredo devono essere distanziate di almeno metri 10 (dieci) dagli accessi ad edifici pubblici e di culto, salvo deroghe autorizzate con lapprovazione dei progetti unitari per ambiti territoriali omogenei. g) Le diverse installazioni di arredo non possono essere contigue, cio poste senza soluzione di continuit, ma devono essere assicurati spazi liberi tra due successive
Pagina 11 di 24

installazioni non inferiori a mt. 1,5. h) Le istallazioni di arredo non devono occultare o ostruire la vista di targhe, lapidi o cippi commemorativi, autorizzati dal Comune, di monumenti e di visuali paesaggistiche. i) Le istallazioni di arredo non devono interferire, occultare od ostacolare la vista della segnaletica verticale ed orizzontale per la circolazione, n delle luci semaforiche, n della toponomastica. j) Le istallazioni di arredo non devono interferire con gli scivoli per disabili posti sui marciapiedi, con le reti tecnologiche e loro parti o elementi di servizio (es. chiusini, griglie, caditoie, idranti, quadri di controllo, misuratori dei servizi erogati, illuminazione, ecc.), n comportarne un limitato funzionamento, n ridurne laccesso e la manutenzione. k) Lestensione lineare del fronte della occupazione di suolo e le connesse istallazioni di arredo, di norma, non deve essere superiore al fronte del pubblico esercizio di cui pertinenza ovvero il limite lineare del fronte non pu superare lateralmente di mt. 1,00 gli accessi dellattivit prospicienti sullo spazio pubblico; tale limite potr essere derogato esclusivamente quando il fronte disponibile non sia oggetto di accessi e/o affacci, viceversa, in caso di presenza di accessi e/o affacci, che risulterebbero oscurati o coperti dagli arredi costituenti loccupazione, la distanza del fronte lineare da questi non pu essere inferiore a mt. 1,00 dal varco in muratura. In ogni caso, non dovranno essere pregiudicati i diritti di terzi.

Articolo 20 - Occupazioni con elementi di arredo urbano


1. A quanti esercitano attivit commerciali in locali prospettanti su pubblica via o ai quali si accede dalla pubblica via pu essere concessa l'occupazione del suolo pubblico per collocarvi elementi di arredo (quali, ad esempio, vasi ornamentali e fioriere), a condizione che ci non pregiudichi in alcun modo la circolazione pedonale, che si tratti di intervento unitario interessante l'intera via o, quanto meno, l'isolato, e che i concessionari mantengano in perfetto stato gli elementi medesimi. 2. La domanda per le occupazioni di cui al presente articolo, sottoscritta da quanti partecipano o sono comunque interessati alliniziativa, deve essere corredata da idonea documentazione tecnica (grafici di progetto, relazione illustrativa e fotorendering) che espliciti le caratteristiche e le dimensioni degli elementi di arredo, la loro collocazione, le modalit dell'occupazione e la durata della medesima.

Articolo 21 - Occupazioni per esposizione di merci


1. A chi esercita attivit di pubblico esercizio in locali prospettanti sulla pubblica via pu essere rilasciata la concessione per l'occupazione dellarea frontistante lesercizio nel limite di metri 0,70 dal filo del fabbricato, per la esposizione delle merci. La occupazione deve rispettare il Codice della Strada ed il Regolamento Viario comunale. L'occupazione dei marciapiedi, nelle zone di rilevanza storico-ambientale, ovvero quando sussistano particolari caratteristiche geometriche della strada, ammessa a condizione che sia garantita una zona adeguata per la circolazione dei pedoni e delle persone con limitata o impedita capacit motoria. 2. La domanda per le occupazioni per la esposizione di merci, sottoscritta dal titolare dellesercizio commerciale, deve essere corredata di idonea documentazione tecnica (grafici del progetto e relazione illustrativa e fotorendering) che espliciti le caratteristiche e le dimensioni degli espositori e la loro collocazione. 3. Congiuntamente alla concessione di suolo per l'esposizione, sono autorizzate le strutture di esposizione dal competente Ufficio comunale. 4. L'autorizzazione per la esposizione di merci valida soltanto nell'orario di apertura dell'esercizio commerciale. Le strutture, pertanto, dovranno essere rimosse a chiusura dell'esercizio. 5. Lesposizione deve, altres, rispettare le vigenti norme igienico-sanitarie. I generi alimentari non confezionati non possono essere esposti ad altezza inferiore ad un metro dal suolo.

Pagina 12 di 24

Articolo 22 - Norme di realizzazione per le occupazioni con elementi di arredo per attivit di somministrazione
1. L'occupazione di suolo, sia pubblico che privato gravato da servit di uso pubblico, deve rispondere alle seguenti indicazioni di carattere generale: a) Le coperture presenti, pur nella diversa tipologia, devono risultare coordinate nei colori ed omogenee per altezza. Esse non possono superare in altezza i mt. 3.50. b) Le delimitazioni laterali devono essere limitate ad una altezza dal suolo di 1,5 mt., al solo fine di protezione dal vento e dai rumori dellavventore nella posizione seduta, non ammessa lapposizione di tendaggi o altre chiusure laterali, ancorch trasparenti o di plastica. c) Le strutture di delimitazione dovranno essere realizzate con elementi lignei mordenzati o attintati in colori scuri, oppure con profilati in ferro attintati in colori scuri, e le parti di tamponamento dovranno essere eseguiti con materiali trasparenti non riflettenti, o con grillage montati su fioriere contenenti essenze arbustive. d) La colorazione delle coperture deve essere in tinta unita ed uniforme, preferibilmente nel colore chiaro della fibra naturale del cotone o della canapa. Esso comunque dovr essere compatibile con l'assetto cromatico della intera facciata di riferimento o dell'intorno nel caso di piazze e assi storici; in zone non oggetto di particolari tutele consentito anche l'accostamento di pi colori, fermo restando il criterio della compatibilit con l'assetto cromatico generale circostante, sia esso edificato o meno. e) Sulle coperture e sulle strutture di delimitazione sono consentite scritte pubblicitarie, scritte con il nome dell'esercizio ed un piccolo logo caratterizzante lo stesso; le dimensioni della scritta ed il tipo di carattere usati devono essere uniformati ad un criterio di massima semplicit e di dimensioni contenute. Le iscrizioni dovranno essere oggetto di apposita autorizzazione e, per esse, pu essere dovuto il canone pubblicitario in ragione della estensione complessiva delle indicazioni pubblicitarie.

Articolo 23 - Azioni di coordinamento delle occupazioni di suolo pubblico per ambiti omogenei
1. Il Comune di Napoli, autonomamente o anche su progetti proposti dalle organizzazioni degli esercenti, ovvero delle loro libere associazioni, con riferimento a spazi costituenti ambiti urbani omogenei per caratteristiche funzionali, morfologiche, storico-culturali, paesaggistiche ed ambientali, pu dare corso ad azioni di coordinamento progettuale degli interventi di sistemazione ed arredo che interessano lo spazio urbano pubblico o di uso pubblico. 2. Il Comune di Napoli, nei predetti ambiti omogenei, pu disporre la istituzione di aree pedonali e/o di disciplina della mobilit finalizzate alla fruizione ed al godimento degli spazi pubblici urbani, anche con riferimento a particolari periodi della giornata o dellanno, ovvero a carattere stabile in relazione alla articolazione generale delle esigenze pubbliche. In tali ambiti, al fine di garantire il necessario coordinamento tra le soluzioni progettuali delle attrezzature su suolo pubblico, il sistema dellarredo urbano ed i caratteri dellambiente interessato, si proceder mediante progettazioni unitarie, che dovranno definire: a) la coerenza con lambiente urbano preesistente, ovvero gli elementi di innovazione necessari per la qualificazione e/o riqualificazione; b) la tutela e la valorizzazione dellambiente urbano e dei beni storico-culturali e paesaggistici; c) lassetto funzionale, morfologico e formale degli spazi; d) le tipologie, i materiali ed colori degli arredi. 3. Lazione di coordinamento ed il connesso progetto, anche se non promossi dallAmministrazione Comunale, sono approvati dalla Giunta Comunale. 4. Gli esercenti le concessioni di suolo pubblico devono attenersi ed uniformarsi a quanto definito dallazione di coordinamento approvata dalla Amministrazione Comunale.

Articolo 24 - Procedimento di formazione di Azioni di coordinamento in ambiti urbani omogenei


1. Nei casi definiti al precedente articolo 20, lUfficio comunale abilitato al rilascio di autorizzazioni per loccupazione di suolo pubblico, al fine di valutare il contenuto della proposta, promuove listruttoria e, se necessario, convoca una conferenza dei servizi, ai
Pagina 13 di 24

sensi dellart. 14 della L. 241/90 e s.m.i.. 2. Alla conferenza dei servizi, indetta dal dirigente dellUfficio competente al rilascio delle concessioni di suolo pubblico, partecipano, di norma, i dirigenti degli uffici competenti in tema di, traffico e viabilit, arredo urbano, verde pubblico, edilizia privata, polizia municipale, nonch i dirigenti competenti della municipalit in cui ricade lintervento ed dirigenti apicali delle strutture organizzative ove sono incardinate le predette materie al fine di garantire i necessari livelli di coordinamento delle azioni progettuali. Possono partecipare altres, in qualit di uditori, gli esponenti rappresentanti delle Organizzazioni di categoria maggiormente rappresentative. 3. Se lintervento ricade in area oggetto di tutela culturale e/o paesaggistica, alla conferenza dei servizi deve essere invitato il Soprintendente competente alla tutela del bene. 4. I lavori della conferenza dei servizi sono disciplinati ai sensi dellart. 14 ter della legge 241/90 e smi. Le associazioni di categoria e dei consumatori, nel corso dei lavori della Conferenza dei Servizi, possono far pervenire memorie ed osservazioni. A conclusione dei lavori, il dirigente dellUfficio competente formalizza la conclusione del procedimento istruttorio e la proposta di deliberazione per la Giunta Comunale. 5. La Giunta Comunale provvede alla discussione deliberazione di competenza nel termine di 15 gg. dalla ricezione della proposta.

Articolo 25 - Modalit di presentazione dellistanza per il rilascio concessione di suolo pubblico per la installazione di arredi

della

1. Il titolare di un pubblico esercizio che intenda collocare, su suolo pubblico, ovvero privato gravato da servit di uso pubblico, una installazione di arredo, deve ottenere preventiva concessione. A tal fine deve presentare allUfficio competente formale istanza in bollo. 2. La domanda deve contenere: a) l'indicazione delle generalit, della residenza o domicilio legale ed il codice fiscale o partiva IVA del richiedente, se trattasi di persona fisica, ovvero la denominazione, il domicilio legale, la partita IVA del soggetto, nonch i dati anagrafici del legale rappresentante; b) la ricevuta di pagamento dei diritti di istruttoria; c) la indicazione dellattivit svolta e gli estremi dellatto abilitante lesercizio; d) l'oggetto della occupazione, il periodo per il quale viene richiesta la concessione, le finalit a fondamento della stessa; e) la dichiarazione di conoscere ed accettare a tutte le condizioni contenute nel presente regolamento; f) La documentazione tecnica necessaria ad identificare loccupazione di suolo ed il progetto della installazione degli arredi, redatta ed asseverata da un tecnico abilitato. 3. La documentazione tecnica deve recare: a) stralcio planimetrico 1:4000 e 1:1000 della zona interessata dalloccupazione; b) fotografie a colori (formato minimo cm. 9x12), in numero sufficiente e da varie angolature, del luogo dove la struttura dovr essere inserita, con annessa planimetria che identifichi i punti fotografici; c) progetto, di norma in scala 1:50, delloccupazione richiesta, completa di pianta, prospetti e sezioni, viste prospettiche, fotomontaggio dal quale si evidenzi lo stato di fatto dellarea da occupare, prima dellintervento, e la simulazione dellarea con le istallazioni di arredo dello spazio pubblico o di uso pubblico di progetto. La simulazione potr essere resa anche attraverso la rappresentazione prospettica o assonometrica dellintervento, idonea a valutare lentit delle trasformazioni indotte. Il progetto deve essere opportunamente quotato e riportare le dimensioni del marciapiede, della carreggiata carrabile, dei parcheggi, fermate e pensiline mezzi pubblici, chiusini per sottoservizi, scivoli per disabili, panchine, dissuasori di sosta, alberi, propriet confinanti e loro accessi e/o pertinenze, passaggi pedonali ed ogni altra informazione utile; d) relazione tecnica esplicativa delle condizioni generali e particolari dello stato dei luoghi, del progetto di arredo degli spazi pubblici, dei materiali impiegati; e) specificazioni di tutti gli elementi significativi di arredo anche attraverso riproduzioni fotografiche o copie ed estratti di catalogo; 4. La documentazione tecnica deve essere fornita in n8 copie. Se necessario acquisire
Pagina 14 di 24

anche pareri e nulla osta di enti esterni allAmministrazione, lUfficio competente al rilascio si attiver per lacquisizione dei suddetti pareri e nulla osta. In tal caso, occorre linoltro di ulteriori due copie per ciascun ente interessato. 5. Nello spirito della semplificazione e de-materializzazione dei procedimenti amministrativi e per ridurre i costi per i richiedenti, in alternativa alle modalit sopra indicate, lEnte attiver una procedura web, tramite cui il titolare del pubblico esercizio potr inoltrare le proprie istanze ed i relativi allegati in formato digitale. 6. Al fine dellesame della domanda e della relativa istruttoria, il richiedente tenuto a produrre i dati necessari; a richiesta dellUfficio competente pu integrare la documentazione. 7. Se la concessione ricade in zona sottoposta a tutela dei beni culturali e/o paesaggistici, lefficacia della concessione resta subordinata al conseguimento dei necessari nulla osta ed autorizzazioni.

Articolo 26 - Procedimento di rilascio della concessione di suolo pubblico per la installazione di arredi
1. LUfficio competente valuta la conformit delle richieste di concessione di occupazioni di suolo pubblico alle previsioni del presente documento regolamento. 2. LUfficio competente, al fine di valutare il contenuto della proposta, promuove listruttoria ed inoltra la documentazione agli enti interessati al rilascio di pareri, nulla osta ed autorizzazioni. In particolare alle competenti Soprintendenze in caso di aree soggette a tutela culturale e/o paesaggistica e, in casi di particolare rilevanza e complessit, convoca una conferenza dei servizi, ai sensi dell art. 14 della L. 241/90 e s.m.i.. 3. In caso di convocazione della conferenza dei servizi, indetta dal dirigente dellUfficio competente al rilascio delle concessioni di suolo pubblico partecipano, di norma, i dirigenti degli uffici competenti in tema di, traffico e viabilit, arredo urbano, verde pubblico, edilizia privata, polizia municipale, nonch i dirigenti competenti della municipalit in cui ricade lintervento. 4. Se lintervento ricade in area oggetto di tutela paesaggistica, alla conferenza dovr prendere parte anche il dirigente preposto alla emanazione dellautorizzazione Ambientale, quando necessario il permesso a costruire, alla conferenza dei servizi deve, inoltre, prendere parte il dirigente del servizio edilizia privata. 5. La conferenza, convocata, si esprime entro il trentesimo giorno dalla ricezione della documentazione inerente le richieste. All'esito dei lavori della conferenza, il dirigente competente il rilascio della concessione nel termine dei successivi 15 gg adotta la determinazione motivata di conclusione del procedimento, valutate le specifiche risultanze della conferenza e tenendo conto delle posizioni prevalenti espresse in sede di conferenza dei servizi come risultante dal verbale dei lavori della conferenza. 6. Nel caso di conclusione positiva dellistruttoria, il responsabile del procedimento comunica gli oneri dovuti dal concessionario e gli estremi per il versamento; alla ricezione delle ricevute di pagamento il dirigente competente provvede al rilascio della concessione. 7. In ogni caso il responsabile del procedimento completa listruttoria e provvede alla emanazione del provvedimento conclusivo entro il 60 giorno dal ricevimento dellistanza. 8. Se la concessione ricade in zone sottoposte a tutela dei beni culturali e/o paesaggistici, lefficacia della concessione resta subordinata al conseguimento dei necessari nulla osta ed autorizzazioni, laddove necessari.

Articolo 27 - Portata dei Provvedimenti


1. La concessione del suolo atto presupposto ed autonomo finalizzato alla cessione del diritto duso del suolo medesimo per specifiche finalit, nel caso del presente regolamento, per la installazione di arredi per la somministrazione allaperto di alimenti e bevande connessi a pubblici esercizi. 2. La natura delle installazioni di arredo, la temporaneit, la periodicit o ripetibilit, ovvero la stabilit, la natura del contesto urbano determinano le condizioni di necessit di ulteriori atti abilitativi integrativi della concessione di suolo. 3. La gamma degli atti abilitativi necessari riportata nello schema allegato C4 al presente regolamento, che qui si intende integralmente trascritto. 4. La concessione di suolo presupposto sufficiente per le istallazioni di arredi temporanei,
Pagina 15 di 24

cos come precisato al comma 2 del precedente articolo 18.

Articolo 28 - Obblighi del Concessionario


1. Il concessionario tenuto al rispetto di tutte le condizioni generali e particolari definite nellatto di concessione del suolo pubblico o di uso pubblico. 2. Il concessionario titolare di una occupazione di suolo pubblico per la installazione di arredi dovr esporre nel proprio esercizio, insieme ai titoli abilitativi relativi allesercizio in conduzione, la planimetria vidimata relativa alla occupazione allegata alla concessione affinch gli organi di controllo possano in ogni momento verificare la conformit dellesercizio e delle istallazioni di arredo a quanto autorizzato. 3. Il concessionario tenuto ad assicurare, a proprio onere e cura, la manutenzione, ligiene ed il decoro del suolo concesso e degli arredi installati, compresi fioriere, contenitori e manufatti similari. 4. Nellesercizio della concessione non pu modificare o alterare in alcun modo lo stato dei luoghi.

Articolo 29 - Oneri del Concessionario


1. Il concessionario tenuto al pagamento dei diritti di istruttoria, delle tariffe Cosap in conformit a quanto stabilito annualmente dalla Amministrazione Comunale, e del canone TARSU commisurato alla area occupata, oltre quanto dovuto con riferimento al pubblico esercizio da lui condotto. 2. Il concessionario anche tenuto al pagamento degli oneri di pubblicit, se dovuti, come precisato alla lettera e) dellarticolo 22.

Capo IV - Sanzioni, norme transitorie e finali


Articolo 30 - Sanzioni
1. Per le sanzioni amministrative si rimanda allart. 10 della legge 287/914. 2. In materia di occupazione di suolo pubblico, le violazioni delle condizioni generali e particolari disciplinanti le concessioni di suolo determinano lapplicazione delle specifiche sanzioni gi previste dalla normativa vigente con riferimento a ciascuno degli illeciti previsti dal Codice della Strada, dal Regolamento di Polizia Municipale, dal Regolamento Igienicosanitario, dalle Ordinanze Sindacali, nonch con riferimento a quanto definito quale condizione speciale dal provvedimento concessorio. 3. Laccertamento da parte degli organi di polizia del verificarsi di violazioni a carico dei concessionari, oltre alla irrogazione delle sanzioni specifiche ad opera del soggetto accertatore, da luogo alla comunicazione di quanto accertato allUfficio competente per il rilascio del titolo concessorio. 4. Le sanzioni amministrative a carico dei soggetti esercitanti occupazioni di suolo abusive sono quelle gi definite dal vigente Regolamento Cosap, salvo lapplicazione di ulteriori sanzioni stabilite dalla Amministrazione Comunale. 5. Laccertamento di violazioni a carico del concessionario, ovvero di occupazioni abusive, determina, oltre allapplicazioni delle sanzioni ordinarie, lapplicazione della sanzione accessoria della immediata rimozione di ogni difformit rilevata dagli organi di controllo; tale accertamento va immediatamente comunicato allUfficio comunale competente e comporta la sospensione o revoca dellautorizzazione, da notificarsi allinteressato ad opera del dirigente competente al rilascio.

Articolo 31 - Vigilanza e controllo


1. L'attivit di vigilanza e controllo sull'osservanza delle norme di cui al presente regolamento effettuata dagli organismi dello Stato, della Regione e del Comune istituzionalmente a ci preposti.

Articolo 32 - Norma transitoria per la regolarizzazione dei punti vendita in chioschi esistenti
1. Nel territorio cittadino sono presenti molteplici esercizi di somministrazione di alimenti e bevande localizzati in chioschi. Al fine di assicurare la piena rispondenza delle localizzazioni esistenti alle norme urbanistico-edilizie di tutela paesistico-ambientale e storico-artistica,
Pagina 16 di 24

2.

3.

4.

5. 6.

7.

igienico-sanitarie, di sicurezza urbana e della circolazione stradale, entro 12 mesi dallapprovazione del presente atto, gli uffici comunali preposti procederanno ad avviare una verifica di tutti i punti vendita in chioschi autorizzati, da attuarsi secondo gli indirizzi di seguito definiti. Entro i successivi tre anni si concluder il procedimento di revisione delle autorizzazioni amministrative. I punti vendita che avranno cessato lesercizio, sempre che tale circostanza abbia formato oggetto di verifica da parte dellAmministrazione, non potranno pi essere riattivati sulla base delle vecchie autorizzazioni. Il procedimento di revisione sar uniformato ai seguenti indirizzi: a) gli uffici coinvolti dovranno perseguire lobiettivo della massima conservazione possibile delle localizzazioni esistenti, anche proponendo interventi strutturali, viabilistici e di arredo urbano per rendere compatibile il sito attuale con la presenza del chiosco esistente; b) qualora, per la localizzazione a suo tempo autorizzata, non sia possibile identificare opportune sistemazioni, tali da rispettare le disposizioni di legge e regolamentari richiamate al comma 1, gli uffici potranno valutare ipotesi di modifica e/o di delocalizzazione del chiosco esistente, a spese dei titolari, secondo modalit compatibili con le norme vigenti e con un armonioso inserimento nel contesto urbano di riferimento, presentate dallesercente; c) nel caso in cui il chiosco sia localizzato in aree interessate da progetti di riqualificazione urbana, o nel contesto di Centri Commerciali Naturali riconosciuti, o in ambiti urbani omogenei per caratteristiche funzionali, morfologiche, storico-culturali, paesaggistiche ed ambientali, le proposte di cui al punto precedente dovranno tenere conto, per quanto possibile del criterio di un armonioso inserimento del chiosco nel contesto urbano di riferimento e di un coordinamento estetico e funzionale con le altre occupazioni di suolo pubblico presenti nellarea. I progetti di sistemazione dei chioschi proposti dal titolare dellesercizio devono essere corredati dalla medesima documentazione tecnica prevista per le occupazioni descritte al capo III; Al termine del procedimento di revisione degli atti abilitanti, lAmministrazione comunale rilascer latto di autorizzazione commerciale. Questo sar integrato dalle necessarie concessione di suolo e soprassuolo pubblico e delle autorizzazioni edilizie per il chiosco ove allocato il punto vendita. Nellambito del procedimento potranno essere conseguiti i necessari adeguamenti funzionali del chiosco. Con il medesimo procedimento, potr essere autorizzato il trasferimento del chiosco, ovvero il trasferimento dellattivit in un negozio. Al termine del periodo definito al comma 1, ove il procedimento di revisione amministrativa non si sia concluso per inerzia del titolare delle autorizzazioni/concessioni, per inaccoglibilit delle soluzioni dallo stesso proposte, ovvero per mancato adeguamento del medesimo alle proposte dellAmministrazione, si proceder alla revoca di ogni precedente autorizzazione ed alla rimozione di ogni occupazione. Sino al perfezionamento del procedimento di revisione delle autorizzazioni amministrative: a) sono sospesi procedimenti nei confronti dei titolari dei chioschi la cui ubicazione non sia corrispondente al dettato dellart. 24 del regolamento viario, in quanto lo stesso non integra lintera fattispecie di cui al comma 3 dellart 20 del codice della strada, che consente ai comuni, limitatamente alle occupazioni gi esistenti allentrata in vigore del codice, di derogare alle disposizioni generali per le aree a rilevanza storico-ambientale, ovvero quando sussistano particolari caratteristiche geometriche della strada; b) le istanze di subingresso saranno valutate tenendo conto esclusivamente delle condizioni soggettive del subentrante. Qualora allistanza di subentro si accompagni una richiesta di modifica della localizzazione e/o della configurazione spaziale del manufatto, si dovr procedere ad una revisione dei singoli atti abilitanti ed al rilascio dei nuovi titoli autorizzativi sulla base del lavoro istruttorio di tutti gli uffici competenti.

8. Nel regolamento di organizzazione saranno definite soluzioni idonee a dare piena attuazione agli indirizzi di cui sopra, nel rispetto dei principi dello Sportello Unico e della collaborazione interistituzionale. 9. Per gli esercizi collocati in chioschi, fermo restando la necessit di conseguire una
Pagina 17 di 24

separazione funzionale tra lo spazio di vendita e di servizio, non si applicano il limiti minimi di superficie di cui allarticolo 13.

Articolo 33 - Norme finali


1. Per tutto quanto non espressamente previsto nel presente regolamento, si rimanda alle norme vigenti, anche dettate da altri piani e regolamenti comunali, con particolare riguardo agli strumenti urbanistici ed edilizi, alle norme in materia di tutela della salute e di tutela dellambiente. 2. In coerenza con i principi e le finalit enunciate nel presente regolamento, si precisa che, in considerazione del venir meno di ogni forma di contingentamento e di limitazione, gli esercenti di cui all'art. 13 del D.Lgs. n. 114 del 31 marzo 1998 ed assimilati, quali, gelaterie, gastronomie, rosticcerie, pasticcerie, yogurterie, friggitorie, paninerie, cornetterie, kebaberie, pizzerie a taglio e da asporto, take-away, specialit da forno e vendite di prodotti comunque collegabili anche all'attivit di panificazione che intendono procedere alla somministrazione di alimenti e bevande in forma coordinata ed integrata alle attivit principali di produzione e/o commercializzazione di prodotti alimentari, dovranno dotarsi dellautorizzazione prevista dal presente regolamento.

Articolo 34 - Abrogazioni 1. Del Regolamento di Polizia Urbana, approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n.
46 del 09/03/2001, sono abrogati gli articoli 25 e 26, in quanto disposizioni contenute nel presente Regolamento. 2. Del Regolamento Comunale di Igiene e Sanit Pubblica, approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 46 del 09/03/2001, sono abrogati il Capo V articoli 16, 17 18 19 20 21 e 22 in quanto disposizioni di competenza annonaria contenute nel presente Regolamento. 3. Ulteriori norme contenute in altre disposizioni regolamentari dellAmministrazione ed afferenti a vario titolo alla materia del commercio su aree pubbliche, ma contrastanti o previgenti con quelle contenute nel presente regolamento, sono abrogate.

Pagina 18 di 24

ALLEGATO C1)

Punteggi per la classificazione qualitativa dellesercizio di somministrazione


Considerato che i requisiti igienico sanitari e di sicurezza fissati dalle leggi e dai regolamenti, ed ai requisiti minimi funzionali definiti dal presente regolamento costituiscono elementi essenziali ed irrinunciabili per lapertura di un esercizio di somministrazione, al fine di promuovere il miglioramento della qualit dei servizi di somministrazione, in assenza di specifiche disposizioni di legge a carattere nazionale e regionale si assumono le seguenti caratteristiche quali indicatori della qualit da conseguire per lapertura di nuovi esercizi e per ladeguamento di quelli esistenti. Dette caratteristiche sono state articolate in tre sezioni: la prima riferita alle caratteristiche costruttive dei locali, degli impianti e delle attrezzature; la seconda riferita alle caratteristiche funzionali migliorative dei requisiti prestazionali minimi prescritti; la terza relativa alle misure organizzative che si adottano nellesercizio. Ciascuna poi articolata in fattori, al singolo fattore attribuito un punteggio che traduce in termini ponderali la qualit costitutiva riconosciuta. La sommatoria dei singoli punteggi determina il punteggio di qualit dellesercizio. Ai fini delle nuove aperture, tale punteggio dovr essere pari o superiore a quelli indicati nellallegato C2). CARATTERISTICHE COSTRUTTIVE Barriere architettoniche: Non presenti punti 5 Presenti punti 0 Certificazione energetica dei locali dellesercizio e degli impianti e delle attrezzature: Non Presente punti 0; Presente classe C: punti1; classe B punti 3 Classe A punti 5 Impianto di climatizzazione: Non Presente punti 0; Presente punti 5; Insonorizzazione dei locali: Non Presente punti 0; Presente punti 5; Totale massimo punti 20 CARATTERISTICHE FUNZIONALI Le caratteristiche funzionali sono valutate in ragione del pi alto livello qualitativo conseguito dallesercizio rispetto al minimo prestazionale prescritto nel successivo allegato C3, per ciascuna categoria tipologica di esercizio e per ciascuna caratteristica prestazionale (sala per il pubblico, servizi per i clienti, cucina e area di preparazione, servizi per il personale), anche per singoli fattori, secondo la seguente graduazione: Nessun miglioramento Punti 0; Miglioramento del 10% Punti 5; Miglioramento del 30% punti 10; Miglioramento del 50% Punti 15; Miglioramento del 70% Punti 20, Miglioramento del 100% Punti 25. Ed inoltre: Sala riservata ai fumatori conforme ai requisiti tecnici di cui al D.P.C.M. 23.12.2003 Non Presente punti 0; Presente punti 5; Area gioco per bambini di almeno 16mq., appositamente attrezzata allinterno del locale: Non Presente punti 0; Presente punti 5; Spazi guardaroba in locale separato adeguato al numero di utenti potenziali: Non Presente punti 0; Presente punti 5; Locale separazione e raccolta rifiuti: Non Presente punti 0; Presente punti 5; Area wi-fi ad uso dei clienti: Non Presente punti 0; Presente punti 5; Totale massimo punti 50 CARATTERISTICHE ORGANIZZATIVE: Accettazione dei principali mezzi di pagamento elettronico (Carte di Credito e bancomat): Non Presente punti 0; Presente punti 5; Apertura di almeno 313 giorni allanno: Non Presente punti 0; Presente punti 5; Apertura per almeno 25 giorni nel mese di agosto: Non Presente punti 0; Presente punti 5; Utilizzo di prodotti tipici campani a marchio: Non Presente punti 0; Presente punti 5; Men predisposto anche in almeno due lingue straniere Non Presente punti 0; Presente punti 5; Assunzione di almeno un dipendente con contratto a tempo indeterminato Non Presente punti 0; Presente punti 5. Totale massimo punti 30
Pagina 19 di 24

ALLEGATO C2)

Punteggi minimi per lapertura di esercizi di somministrazione distinti per zona


Per ciascuna delle zone sotto indicate lesercizio che deve essere aperto o che deve essere adeguato, ampliato e trasferito deve conseguire il punteggio minimo di seguito riportato: ZONA DESCRIZIONE 1 2 3 Zone di tutela paesaggistica e storico culturale ex d.lgs. 42/04 Centro storico Altre zone della citt PUNTEGGIO MINIMO 60/100 45/100 30/100

Pagina 20 di 24

ALLEGATO C3) Parametri igienico sanitari e funzionali per lapertura di esercizi di somministrazione
Sala pubblico Servizi minimi per i clienti Area di preparazione /Cucina

TIPOLOGIA DELLESECIZIO

MINIMI

numeri da 50 fino a 100 utenti Minimo fino a 50 divisi maschi utenti e femmine

Numeri aggiuntivi da 100 a 200 utenti divisi maschi e femmine numeri aggiuntivi oltre i 200 utenti divisi maschi e femmine MQ/UT aggiun Minimo tivi d a fino a 50 fino 50 a 100 utenti utenti MQ/UT aggiuntivi da 100 a 200 utenti

MQ/UT aggiuntivi oltre 200 utenti

C1. Caff con solo servizio al banco (BAR) C2. Caff con servizio al tavolo per degli avventori; C3. Caff con servizio al tavolo per 1/2 degli avventori; C4. Caff con solo servizio al tavolo; R1. Ristorante semplice ; R2. Ristorante con attrezzatura media; R3. Ristorante con attrezzatura superiore;

MQ/UT 0,6 0,9 1,1 1,4 1,4 1,7 2

Mq Posti 24 40 36 40 36 33 36 26 36 26 36 21 36 18

Wc 1 1 1 1 1 2 2

Lavabi 1 1 1 1 1 2 2

Wc 2 2 4 4 4 4 6

Lavabi Wc Lavabi Wc 2 2 2 1 2 2 2 1 4 4 4 2 4 4 4 2 4 4 4 2 4 4 4 2 6 6 6 4

Lavabi 1 1 2 2 2 2 4

mq 7 10 15 15 15 15 15

mq 0,3 0,4 0,6 0,6 0,6 0,6 0,9

mq 0,3 0,4 0,4 0,4 0,4 0,4 0,6

mq 0,15 0,2 0,2 0,2 0,2 0,2 0,3

Servizi per il personale 1 1 1 1 2 2 2 divisi per sesso 2

Fino a 10 addetti oltre 20 addetti

Da 10 a 20 addetti

Spogliatoio

Docce

Lavabi

Wc

divisi per sesso 2 1 ogni 30 addetti 1 ogni 30 addetti 1 ogni 30 addetti

Pagina 21 di 24

ALLEGATO C4) Titoli abilitativi distinti per tipologia di area oggetto di concessione Tipologia dellarea concessione In area non vincolata In area di tutela Culturale In area di tutela Paesaggistica In area di Paesaggistica tutela Culturale e oggetto di Occupazioni temporanee COSP COSP COSP COSP Occupazioni non temporanee* COSP NOPC+COSP AP+ COSP NOPC +AP+COSP

LEGENDA:

COSP concessione occupazione suolo pubblico; NOPC nulla osta preliminare culturale; AP Autorizzazione Paesistica;

* Quando le occupazioni non temporanee prevedono installazioni di arredo che danno luogo ad un insieme solidale e coerente, anche se le stesse non sono ancorate al suolo (fondate) e quindi flottanti, e/o che danno luogo a spazi delimitati e volumetricamente definiti la concessione di suolo deve essere assistita dal permesso a costruire.

Pagina 22 di 24

NOTE:
La somministrazione di bevande aventi un contenuto alcoolico superiore al 21 per cento del volume non consentita negli esercizi operanti nellambito di impianti sportivi, fiere, complessi di attrazione dello spettacolo viaggiante installati con carattere temporaneo nel corso di sagre o fiere, e simili luoghi di convegno, nonch nel corso di manifestazioni sportive o musicali allaperto. Il sindaco, con propria ordinanza [] pu temporaneamente ed eccezionalmente estendere tale divieto alle bevande con contenuto alcolico inferiore al 21 per cento del volume.
2 1

Art. 71 D.Lgs. 59/2010:

Requisiti di accesso e di esercizio delle attivit commerciali 1. Non possono esercitare l'attivit commerciale d vendita e di somministrazione: a) coloro che sono stati dichiarati delinquenti abituali, professionali o per tendenza, salvo che abbiano ottenuto la riabilitazione; b) coloro che hanno riportato una condanna, con sentenza passata in giudicato, per delitto non colposo, per il quale e' prevista una pena detentiva non inferiore nel minimo a tre anni, sempre che sia stata applicata, in concreto, una pena superiore al minimo edittale; c) coloro che hanno riportato, con sentenza passata in giudicato, una condanna a pena detentiva per uno dei delitti di cui al libro II, Titolo VIII, capo II del codice penale, ovvero per ricettazione, riciclaggio, insolvenza fraudolenta, bancarotta fraudolenta, usura, rapina, delitti contro la persona commessi con violenza, estorsione; d) coloro che hanno riportato, con sentenza passata in giudicato, una condanna per reati contro l'igiene e la sanit pubblica, compresi i delitti di cui al libro II, Titolo VI, capo II del codice penale; e) coloro che hanno riportato, con sentenza passata in giudicato, due o pi condanne, nel quinquennio precedente all'inizio dell'esercizio dell'attivit, per delitti di frode nella preparazione e nel commercio degli alimenti previsti da leggi speciali; f) coloro che sono sottoposti a una delle misure di prevenzione di cui alla legge 27 dicembre 1956, n. 1423, o nei cui confronti sia stata applicata una delle misure previste dalla legge 31 maggio 1965, n. 575, ovvero a misure di sicurezza non detentive; 2. Non possono esercitare l'attivit di somministrazione di alimenti e bevande coloro che si trovano nelle condizioni di cui al comma 1, o hanno riportato, con sentenza passata in giudicato, una condanna per reati contro la moralit pubblica e il buon costume, per delitti commessi in stato di ubriachezza o in stato di intossicazione da stupefacenti; per reati concernenti la prevenzione dell'alcolismo, le sostanze stupefacenti o psicotrope, il gioco d'azzardo, le scommesse clandestine, per infrazioni alle norme sui giochi. 3. Il divieto di esercizio dell'attivit, ai sensi del comma 1, lettere b), e), d), e) e f) permane per la durata di cinque anni a decorrere dal giorno in cui la pena e' stata scontata. Qualora la pena si sia estinta in altro modo, il termine di cinque anni decorre dal giorno del passaggio in giudicato della sentenza, salvo riabilitazione. 4. Il divieto d esercizio dell'attivit non si applica qualora, con sentenza passata in giudicato sia stata concessa la sospensione condizionale della pena sempre che non intervengano circostanze idonee a incidere sulla revoca della sospensione. 5. In caso di societ, associazioni od organismi collettivi i requisiti di cui al comma 1 devono essere posseduti dal legale rappresentante, da altra persona preposta all'attivit commerciale e da tutti i soggetti individuati dall'articolo 2, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica 3 giugno 1998, n. 252. 6. L'esercizio, in qualsiasi forma, di un'attivit di commercio relativa al settore merceologico alimentare e di un'attivit di somministrazione di alimenti e bevande, anche se effettuate nei confronti di una cerchia determinata di persone, e' consentito a chi e' in possesso di uno dei seguenti requisiti professionali: a) avere frequentato con esito positivo un corso professionale per il commercio, la preparazione o la somministrazione degli alimenti, istituito o riconosciuto dalle regioni o dalle province autonome di Trento e di Bolzano; b) avere prestato la propria opera, per almeno due anni, anche non continuativi, nel quinquennio precedente, presso imprese esercenti l'attivit nel settore alimentare o nel settore della somministrazione di alimenti e bevande, in qualit di dipendente qualificato, addetto alla vendita o all'amministrazione o alla preparazione degli alimenti, o in qualit di socio lavoratore o, se trattasi di coniuge, parente o affine, entro il terzo grado, dell'imprenditore in qualit di coadiutore familiare, comprovata dalla iscrizione all'Istituto nazionale per la previdenza sociale; c) essere in possesso di un diploma di scuola secondaria superiore o di laurea, anche triennale, o di altra scuola ad indirizzo professionale, almeno triennale, purche' nel corso di studi siano previste materie attinenti al commercio, alla preparazione o alla somministrazione degli alimenti.

Pagina 23 di 24

7. Sono abrogati i commi 2, 4 e 5 dell'articolo 5 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, e l'articolo 2 della legge 25 agosto 1991, n. 287.
3

Vedi nota 1 Articolo 10 L. 287/91 - Sanzioni. 1. A chiunque eserciti l'attivit di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande senza l'autorizzazione, ovvero senza la dichiarazione di inizio di attivit, ovvero quando sia stato emesso un provvedimento di inibizione o di divieto di prosecuzione dell'attivit ed il titolare non vi abbia ottemperato, si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 2.500 euro a 15.000 euro e la chiusura dell'esercizio. 2. Alla stessa sanzione sono soggette le violazioni alle disposizioni della presente legge, ad eccezione di quelle relative alle disposizioni dell'articolo 8 per le quali si applica la sanzione amministrativa da 155 euro a 2.064 euro. 3. Nelle ipotesi previste dai commi 1 e 2, si applicano le disposizioni di cui agli articoli 17-ter e17-quater del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con regio decreto 18 giugno 1931, n. 773. 4. Il Sindaco riceve il rapporto di cui allart. 17 della legge 24 novembre 1982 ,n. 689 e applica le sanzioni amministrative. 5. Per il mancato rispetto dei turni stabiliti ai sensi dell'articolo 8, comma 5, il sindaco dispone la sospensione dell'autorizzazione di cui all'articolo 3 per un periodo non inferiore a dieci giorni e non superiore a venti giorni, che ha inizio dal termine del turno non osservato.

Pagina 24 di 24