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DISCORSO SULLO STATO PRESENTE DEI COSTUMI DEGL ITALIANI di Giacomo Leopardi

SUNTO

DETTAGLIATO

Capoverso

I)

INTRODUZIONE: In Europa c uno spirito favorevole alla comunicazione. Lo spirito filosofico ha diffuso uno spirito di moderazione. L Italia oggetto di rinnovato interesse (viaggi, diari, romanzi) da parte degli stranieri. Due grossi inconvenienti : le loro analisi e critiche: *) spesso errano per insufficienza di dati e di tempo di osservazione, **) provocano reazioni irritate e spesso esagerate degli italiani. Strana suscettibilit visto che essi spesso non lesinano in autocritiche e sono in genere esterofili. M.me De Stael ( in Corinna ) spesso troppo generosa sugli italiani. Grazie al dominio culturale straniero l Italia si parecchio aggiornata in quanto a illuminismo e temi rivoluzionari. Leopardi intende cimentarsi nello stesso tentativo fatto dagli stranieri. Cos si eviteranno entrambe gli inconvenienti di cui sopra. Lindebolimento e quasi estinzione delle vecchie credenze, dei vecchi valori [ vedi: gloria, amor patrio, virt, amore, giustizia, fede nella sapienza ( esemplificazione tratta da Storia del genere umano- Operette morali ) ] sono un problema serissimo per la sussistenza-estabilit della compagine sociale. I vincoli delle leggi e della forza pubblica non bastano a garantirla. Occorre che vigano costumi ben fondati e diffusi. Ma su che possono fondarsi ? Di nuovo solo su credenze, su opinioni. Il guaio che la filosofia ( impietosa indagine razionale ) ha distrutto i valori tradizionali. Gli italiani sono messi male; nei paesi pi evoluti (Francia, Inghilterra e Germania) esiste invece una soluzione, un principio che funge da contro-veleno alla dissoluzione dei vincoli sociali. Questo principio la societ stessa. Quelle nazioni sono dotate di una struttura sociale in senso eminente, di una societas stricto sensu. La sede in cui si formano questo tipo di compagne sociale e questo tipo di socialit non la rete in cui vengono soddisfatti i bisogni economici primari, bens la trama in cui si soddisfano quelli secondari, l dove si d senso alla vita con interazioni interpersonali di reciproco riconoscimento, l dove fiorisce un galateo comportamentale codificato e condiviso. Cos nasce una societ stretta, che unisce gli uomini quasi come in una famiglia. Il cardine attorno a cui ruota la giostra degli scambi e della comunicazione sociale non la buona opinione che gli uomini hanno degli altri (un fondamento fragile, anzi insussistente), bens il bisogno di STIMA, bene di cui ognuno vuole godere. E non si pu soddisfare questo bisogno altrimenti che in una societ stretta, che offra il terreno per mettersi alla prova e ottenere il riconoscimento altrui. Ma non si prenda questa dipendenza dagli altri per altruismo. Non altro che AMOR PROPRIO in piena azione. L ambizione di essere riconosciuto, che ognuno prova, richiede e postula la societ stretta. Questo il nuovo surrogato alla gloria. La volont di gloria, che in altri tempi funzionava a dovere incompatibile con i tempi presenti, obsoleta. Ora, invece, nel bel mezzo della societ intima l amor proprio produce il sentimento dell ONORE. In una societ stretta si forma una OPINIONE PUBBLICA, in cui gli uomini politi hanno cura della morale alla stessa stregua della loro esteriorit, dell etichetta. Lusso, virt e giustizia hanno tra loro lo stesso principio. Si sviluppa il buon tuono ( bon ton ), che

II )

costituisce l unico fondamento dei buoni costumi. Dove questo manca, nella nostra fase storica vengono meno i vincoli morali. In fondo si pu dire che una tale societ causa immediata della conservazione di se medesima . Orbene, la soddisfazione di questo bisogno di onore non altro che una ILLUSIONE. Infatti si basa sulla stima che si conquistata, ma questa funziona solo se noi stimiamo gli altri e la loro opinione verso di noi. Il guaio che degli altri non possiamo ragionevolmente e sinceramente avere una buona opinione ( come detto poco sopra ). Ma allora il gioco della reciprocit funziona perch mettiamo tra parentesi questo aspetto. Dunque, quel che si instaura non altro che un bel gioco di specchi. Leopardi non sembra affatto preoccuparsi di questo problema. Per lui scontato che non possiamo fare a meno di illusioni, e che le illusioni hanno un ruolo fondativo nella vita degli uomini, singolarmente presi, e presi in societ.

III )

Gli italiani dal tempo della rivoluzione in poi sono diventati tanto filosofi quanto i francesi. Il guaio che sono per privi di societ stretta. Una ragione di questa mancanza certamente il clima, che favorisce il passeggio, che aiuta pi a sentire i desideri dei sensi che i bisogni dello spirito. Pertanto dilagano negligenza e pigrizia. Le principali occasioni di socialit sono il passeggio, gli spettacoli e le Chiese: tutte occupazioni che non stimolano affatto interazioni reciproche. Dunque, se i moderni si astengono dal male non per dovere, ma mossi dall onore, se la sede delle inibizioni non la solitudine, non l atomismo, ma la societ stretta, se in Italia non c societ stretta, allora siamo nei guai. Gli italiani non temono () di essere o parer diversi l uno dall altro . La nazione non solo non ha centro, ma mancano pure un pubblico nazionale, un teatro nazionale, una letteratura nazionale. Non esiste nemmeno un tono italiano. Individualismo senza freni. Non ci sono neppure buona creanza e senso dell onore. Inferiorit dell Italia (rispetto alle nazioni leader ) quanto a scienza filosofica, a livello intellettuale, in termini di sapere. Quanto alla prassi gli italiani sono invece immensamente pi filosofi. Leopardi intende ovviamente nel demolire ogni tipo di illusioni. E qui fa di certo dell ironia. mancanza della opinione pubblica.

IV )

V) VI )

VII ) L italiano di mondo si riempie la bocca di proverbi e frasi fatte e non sente affatto la VIII ) La vita in Italia non solo non ha sostanza, ma nemmeno apparenza. La vita si svolge solo nel
presente, non orientata n da illusioni ( o idee-forza ) n da progetti o prospettive future. Mancando in Italia la opinione pubblica e il senso della reciprocit che comunica la societ stretta, dilaga la piattezza morale ed intellettuale. Ma perch la societ stretta , nella fase del totale illuminismo, lunico mezzo che pu nascondere all uomo la verit circa la sua nullit ? Perch l uomo animale imitativo e d esempio . Nessuno pu sottrarsi all influsso altrui ed all empatia che si prova di fronte alle opinioni, agli atteggiamenti, ai casi del prossimo. Ogni uomo prova spontaneamente l impulso di modificarsi in base all esempio altrui, di adattarvisi. Orbene, l esperienza continua, che si ha nella soc. stretta, delle reciproche cure, dei reciproci adattamenti fa s che aumenti la fiducia nella vita e nelle cose umane. Ecco che allora nascono sane illusioni.

IX )

Altro beneficio della societ stretta: distogliendo dal nichilismo, essa favorisce grandemente la facolt immaginativa ( che penso, modernamente, potremmo chiamare la facolt contraffattuale ) che corrobora la vita. La societ stretta sta agli antipodi della dissipazione comunicativa, della distrazione perenne. Infatti questultima ben peggiore della stessa solitudine, che pu avere in s elementi assai positivi. Nella solitudine anche il nichilista-filosofo pi disincantato fa questa esperienza: la distanza, la lontananza dagli oggetti reali, che lui crea nella riflessione, giova infinitamente a ingrandirli. La lontananza apre il campo all immaginazione ( ) risveglia e risuscita sovente le illusioni ;() l animo dell uomo torna a creare e a formarsi il mondo a suo

modo () l attenzione totale dell animo che nasce dalla mancanza di sensazioni che lo trasportino qua e l, fanno che all ultimo si d peso a menomissimi oggetti che occupano la vita. Ma la detta dissipazione continua senza societ () priva delle risorse interne dell immaginazione e dell animo () e priva () dei soccorsi esterni della immaginazione . Per queste cagioni gl italiani di mondo, privi come sono di societ, sentono () pi degli stranieri la vanit reale delle cose umane e della vita () e sono immedesimati con quella opinione e cognizione che la somma di tutta la filosofia, cio la cognizione della vanit d ogni cosa . Questo l amaro destino di un popolo senza societ stretta, un destino che porta al disgusto ed alla noia.

X)

La disperazione, () il disprezzo e l intimo sentimento della vanit della vita, sono i maggiori nemici del bene operare, e autori del male e della immoralit. . L indifferenza () la maggior peste de costumi. Le conseguenze: il cinismo, la rassegnazione, il riso. Infatti Gl italiani ridono della vita . Essi sono ben pi cinici dei francesi, ritenuti a torto i campioni mondiali in questo sport. Quanto al riso, gli italiani non conoscono alcuna inibizione, non ridono di preferenza delle cose, ma degli uomini, e sono tanto sfrontati da ridere di preferenza dei presenti piuttosto che degli assenti. In Italia la principale e la pi necessaria dota di chi vuol conversare, il mostrar con le parole e coi modi ogni sorta di disprezzo verso altrui, l offendere quanto pi si possa il loro amor proprio () . I danni del cinismo sono incalcolabili. Infatti, al cinismo consegue che non rispettando gli altri, non si pu essere rispettato . Cos dilaga il non-rispetto reciproco, cos ognuno deve imparare ad offendere, cos ha luogo la guerra di tutti contro tutti. Ma il danno sempre riflessivo, ricade sull autore, giacch costui non pu essere delicato e sensibile sul proprio conto. Se vuole offendere, costui deve dirozzarsi, indurirsi, ma con ci contrae un abito di disistima e disprezzo e indifferenza somma verso se stesso . E la disistima di se stesso mina il principale fondamento delle moralit, che abbisogna continuamente di autostima e di senso dell onore. Un uomo senza amor proprio () impossibile che sia giusto . Dimostrazione in positivo di questa tesi: in una sana societ stretta ognuno ha rispetto per il prossimo perch gli sta a cuore essere rispettato. Questa la semplice strategia del riconoscimento reciproco che ben funziona nelle nazioni pi evolute. E i risultati si vedono. Ulteriore conseguenza negativissima: Ciascuno combattuto e offeso da ciascuno dee per necessit restringere e riconcentrare ogni suo affetto ed inclinazione verso se stesso, il che si chiama appunto egoismo, ed alienarle dagli altri, e rivolgerle contro di loro, il che si chiama misantropia . [ Leopardi sottintende che, nel profondo, il senso dell onore, anche nella societ pi depravata, non si estingue; chiunque, anche il pi dirozzato, nel fondo di se stesso, si sente ferito, deve leccarsi le ferite prendendo continuamente cura di s. Cos si diventa egoista e misantropo ]. L. chiarissimo: questa patologia indotta dalla societ. () in Italia () la societ stessa, cos scarsa com ella , un mezzo di odio e di disunione .

XI )

XII/ XIII )

XIV ) L. segnala che non si deve per esagerare nel criticare gli italiani. Sarebbe sbagliato
idealizzare gli uomini che vivono nelle societ strette o gli uomini delle epoche passate. Infatti l uomo ha innata certo la tendenza ad innalzarsi a danno degli altri, ma detta tendenza corroborata particolarmente nelle societ moderne, a forte componente individualistica. In esse l amor proprio degenera facilmente nell egoismo. Certo che si ha pur sempre gradi differenti, nelle societ contemporanee, e gli italiani vivono nell egoismo al grado massimo.

XV / XVI )

L Italia si colloca nel mezzo tra le nazioni pi evolute e quelle pi arretrate, e questa sembra la collocazione pi svantaggiosa quanto ai costumi. Non ha infatti i vantaggi delle pi evolute ( FRA, GB, D ), a societ stretta, ma nemmeno quelli delle pi arretrate ( Spagna, Portogallo, Polonia, Russia ), in cui non ancora avvenuta la strage delle illusioni e i valori tradizionali sono ancora efficaci. L. critica Chateaubriand , il paladino romantico della tradizione antica, che vede conservatasi in nazioni come la Spagna. Ma questo solo un

abbaglio. L non c nulla dell epoca classica, quel che rimasto sono solo le pesanti ipoteche delle epoche basse , cio del Medioevo: epoca barbara, dell ignoranza, della superstizione, dell inerzia, della timidit, della tirannide all orientale, della feudalit, del celibato forzoso, ecclesiastico o secolare, della mancanza d industria, dello spopolamento , della povert, epoca di assassineria . Da questo stato ci ha liberati la societ moderna la sentenza leopardiana. Lo stato di barbarie pu solo piacere ai reazionari, nemici della filosofia. // Alla Spagna per L. attesta un vantaggio: l avere qualche residuo di fondamento alla morale pubblica e privata .

XVII ) Gli italiani hanno piuttosto usanze e abitudini che costumi . [ Evidentemente L. vede nelle
prime solo il frutto di ripetizione meccanica, negli ultimi invece il frutto di una educazione sociale ed al sociale ]. () lo spirito pubblico in Italia tale che () lascia a ciascuno quasi intera libert di condursi () come gli aggrada . Dilaga una tolleranza mal intesa, che concede agli altri e a se stessi il diritto di sentirsi al di sopra dei vincoli sociali pi profondi, cio dei costumi. Manca ovviamente anche lo spirito nazionale.

XVIII ) Al contrario di quanto in genere si crede, gli individui pi colti sono i meno scostumati e
immorali nella condotta . Questo vale all interno delle classi non laboriose , ma ha un suo peso anche nel raffronto con le classi basse, oberate dai bisogni primari. Infatti accade che l opera di distruzione dei vecchi principi e valori, conseguenza dei lumi, si diffusa e si diffonde a macchia d olio in tutti i ceti e scatena la cupidigia e le passioni pi elementari, che ora si trovano senza antidoti. E chi ha minori mezzi riflessivi e conoscitivi per governare il mutamento di registro, si trova pi facilmente in balia delle pulsioni pi basse. La cosa va concepita cos: la civilt , per certi aspetti, corruzione, svincolo da legami etico-sociali. E se hanno effettualit solo questi aspetti, cio laddove la civilt non si dispiegata su tutto il fronte ( liberando anche gli aspetti anti-corruttivi, i contro-veleni ), accade che un minor quantum di civilt produca pi corruzione di quanto accade dove c pi civilt. L apparente paradosso si dissolve non appena si pensi al costituirsi di una societ stretta, o dove certi individui hanno compreso sia il dritto che il rovescio delle illusioni (individui che sanno guardare negli occhi le illusioni, decostruendole ma anche, se necessario, riabilitandole in modo raffinato ed avvertito ). Detto altrimenti: la diffusione del nichilismo irrefrenabile e spontanea, corre veloce come il vento, visto che l uomo animale imitativo. Il nichilismo facilmente afferrabile da tutti, anche perch sembra, di primo acchito, essere consono a tanti bisogni primordiali dell uomo, bisogni la cui soddisfazione produce piacere. Non dobbiamo per disperare. () i costumi possono in qualche guisa mantenersi, e solo la civilt pu farlo ed essere istrumento a questo effetto, quando ella sia in alto grado.

XIX ) Raffronto tra i popoli nordici e gli italiani. I popoli settentrionali meno caldi nelle illusioni,
sono anche meno freddi nel disinganno . () l Italia in uno stato, quanto alle cose reali che favoriscono l immaginazione e le illusioni , molto inferiore a quello di tutte l altre nazioni civili () non ci meraviglieremo punto che gli italiani la pi vivace di tutte le nazioni colte e la pi sensibile e calda per natura, sia ora per assuefazione e per carattere acquisito la pi morta () indifferente, insensibile, la pi difficile ad essere mossa da cose illusorie . chiaro che L. intende qui la seconda natura, quella che si acquisisce storicamente e nel contesto sociale. In questo capoverso ha in mente soprattutto l arte, la letteratura, la religione. Anche su questo ultimo aspetto L. tranchant. Le pratiche religiose sono per gli italiani solo usi e consuetudini non costumi, e tutti ne ridono .

XX / XXI ) Si invertita l antica geografia dell immaginazione. Ora, sono i popoli del nord la
culla dell immaginazione letteraria, filosofica. soprattutto in Germania che ha luogo l osmosi di immaginazione, sistema, diligenza, applicazione e rigore nell osservazione. La superiorit dei nordici solidamente fondata nella superiorit dell immaginazione. Questo un dato duraturo. Nella nota18) : Nei popoli settentrionali non manc nemmeno in passato l immaginazione, manc la civilt. Ora quel deficit sta per essere colmato. Nei [tempi] moderni, massime al mezzogiorno, la civilt non manca, ma bens l immaginazione posta in attivit .

[ Apparentemente L. contraddice a sue affermazioni precedenti. Credo per che qui intenda e abbia di mira con il termine civilt l insieme di usanze, ereditate dallantica civilt, che dunque non si sono perse, ma offrono tuttora un buon codice di comportamento, come ad esempio la non-selvatichezza, la comunicativit, e via dicendo. L immaginazione, la produzione di idee-forza, l innovazione scientifica ed artistica langue invece perch la societ non pi in grado di offrire opinione pubblica, n riconoscimento, n stima all immaginazione, ai suoi prodotti, ai suoi promotori. Questo aspetto ci fa capire come il concetto di civilt sia per L. complesso e sfaccettato. In ogni caso, va assolutamente distinta la sfera dei costumi da quella delle usanze civili ].

XXII ) L. torna alla situazione italiana. I popoli e gli ingegni pi sensibili e caldi, hanno meno difese
nella quotidianit, meno difese macchinali e di metodo rispetto agli influssi negativi. Quindi sono pi esposti alla disillusione ed al cinismo. () quando i principi e le persuasioni loro sono contrarie alle illusioni, fredde, conducenti all indifferenza, all aridit, al puro calcolo ne consegue la caduta in una pratica di vita ora fredda, ora depressa, ora cinica.

Beppe Vandai