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SISMICIT

Sismicit storica La sismicit della Regione Sardegna assai bassa. Tali evidenze sono messe in rilievo da molti indicatori, quali l'evoluzione cinematica del Mediterraneo centrale, che secondo qualsiasi ricostruzione, ci dice che l'intero blocco sardo-corso rimasto stabile negli ultimi 7 milioni di anni. Il catalogo storico dei terremoti riporta, infatti, solo 2 eventi nel Nord della Sardegna, entrambi di magnitudo inferiore a 5 (nel 1924 e nel 1948); il catalogo strumentale (sismicit degli ultimi 25 anni registrata dalla rete nazionale) riporta solo alcuni eventi nel Tirreno e pochissimi eventi a Sud della Sardegna (come gli ultimi eventi del marzo 2006), tutti eventi di magnitudo inferiore a 5. Levento sismico pi forte in Sardegna stato registrato nel 1948 nella zona tra Castelsardo e Tempio Pausania; fu un terremoto che provoc solo qualche lieve danno. Nel 2006 alcune scosse avvennero nel Golfo di Cagliari, spaventando la popolazione senza danni. Nella zona del Sulcis la situazione analoga: non impossibile che si verifichi qualche scossa leggera ma la probabilit molto bassa. Si tratta, insomma, di eventi di bassa energia, rari, che possono avvenire un po ovunque; in particolare i terremoti localizzati in mare nel Tirreno Orientale, risultano piuttosto superficiali (profondit inferiori a 20 km). Dal punto di vista della pericolosit sismica, vale a dire della probabilit di occorrenza di questi eventi, il livello cos basso che non si riesce a valutare in maniera adeguata e affidabile. Lo strumento di difesa principale per la salvaguardia dai terremoti attualmente la normativa sismica, con la quale sono stati predisposti i requisiti antisismici adeguati per le nuove costruzioni in determinate zone del Paese e gli adeguamenti necessari al patrimonio edilizio gi esistente. Le regole antisismiche si basano sul concetto della pericolosit sismica, ovvero nella stima dello scuotimento del suolo previsto in un certo sito durante un dato periodo di tempo a causa dei terremoti.

Pericolosit Sismica Nella classificazione sismica, definita dai decreti emessi fino al 1984, la sismicit era definita attraverso il grado di sismicit S. Nella proposta di riclassificazione del Gruppo di Lavoro della Protezione Civile del 1998 si utilizzavano invece 3 categorie sismiche pi una categoria di comuni non classificati (N.C.).

Nel 2003 sono stati emanati i criteri di nuova classificazione sismica del territorio nazionale, basati sugli studi e le elaborazioni pi recenti relative alla pericolosit sismica del territorio, ossia sullanalisi della probabilit che un dato territorio venga interessato in un certo intervallo di tempo (generalmente 50 anni) da un evento che superi una determinata soglia di intensit o magnitudo. . Nella classificazione del 2003 dellOrdinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3274 del 20 marzo 2003 (pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 105 dell8 maggio 2003) la sismicit stata infine definita mediante 4 zone, con numerazione da 1 a 4. La corrispondenza fra queste diverse definizioni riportata di seguito:
Decreti fino al 1984 S= 12 S= 9 S= 6 non classificato G.d.L. 1998 prima categoria seconda categoria terza categoria N. C. Classificazione 2003 zona 1 zona 2 zona 3 zona 4

Il provvedimento detta i principi generali sulla base dei quali le Regioni, a cui lo Stato ha delegato ladozione della classificazione sismica del territorio (Decreto Legislativo n. 112 del 1998 e Decreto del Presidente della Repubblica n. 380 del 2001 - "Testo Unico delle Norme per lEdilizia), hanno compilato lelenco dei comuni con la relativa attribuzione a una delle quattro zone, a pericolosit decrescente (zona 1, zona 2, zona 3, zona 4), nelle quali stato riclassificato il territorio nazionale. In sintesi vengono brevemente descritte le quattro zone derivanti dalla classificazione del 2003: Zona 1: Sismicit elevata-catastrofica la zona pi pericolosa, dove si possono verificare forti terremoti e dove nel passato alcuni comuni sono stati distrutti durante eventi sismici. Zona 2: Sismicit medio - alta In questi comuni si possono verificare terremoti abbastanza forti.. Zona 3: Sismicit bassa I comuni presenti in questa zona possono essere soggetti a moderati terremoti. Zona 4: Sismicit irrilevante

Classificazione sismica della Regione Sardegna in base allOrdinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3274 del 20 marzo 2003 Delibera della Giunta Regionale n. 15/31 del 30 Marzo 2004. (tratto da Dipartimento Protezione Civile).

I comuni presenti in questa zona sono a basso rischio di terremoto, ma gli edifici pubblici, come scuole, ospedali e caserme devono essere costruiti con criteri antisismici e devono essere messi a norma quelli gi esistenti. In questa zona sono compresi i comuni di tutta la Sardegna. Di fatto, viene eliminato il concetto di territorio non classificato, che diventa zona 4. Rimane facolt delle Regioni prescrivere lobbligo della progettazione antisismica. A ciascuna delle 4 zone, viene inoltre attribuito un valore dellazione sismica utile per la progettazione; tale valore espresso in termini di accelerazione massima su roccia (zona 1=0.35 g, zona 2=0.25 g. zona 3=0.15 g, zona 4=0.05 g). Anche agli studi svolti dai centri di competenza, primo fra tutti lIngv i cambiamenti introdotti con lordinanza sono state integralmente recepiti e ulteriormente affinati. Un aggiornamento dello studio di pericolosit di riferimento nazionale (Gruppo di Lavoro, 2004), previsto dallopcm

3274/03, stato adottato con lOrdinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3519 del 28 aprile 2006. Il nuovo strumento aggiornato per la classificazione del proprio territorio e per lo studio della pericolosit sismica, stato fornito alle Regioni dallallegato allOpcm n. 3519, che ha introdotto degli intervalli di accelerazione (ag), con probabilit di superamento pari al 10% in 50 anni, da attribuire alle 4 zone sismiche.

Zona sismica 1 2 3 4

Accelerazione con probabilit di superamento pari al 10% in 50 anni (ag) ag >0.25 0.15 <ag 0.25 0.05 <ag 0.15 ag 0.05

A partire dal 1 luglio 2009, con lentrata in vigore, delle Nuove Norme Tecniche D.M. 14 Gennaio 2008 (NTC), non mutata la classificazione sismica del territorio nazionale in Zone 1, 2, 3 e 4 con riferimento ai valori di accelerazioni ag ricavati in sede di calcolo (Allegato B delle NTC 2008). La classificazione sismica operata dalle Regioni, non viene inficiata dalle NTC, infatti le Norme Tecniche in oggetto fanno riferimento alle quattro Zone sismiche come zone gi classificate per legge. Dal punto di vista prettamente geografico la pericolosit sismica si svincola dai limiti amministrativi comunali e pertanto al valore di pericolosit attribuito a ogni singolo comune viene sostituita una determinazione per ogni punto facente parte di un reticolo di riferimento costituito da una serie di nodi distribuiti arealmente sul territorio nazionale, con distanze luno dallaltro non superiori a 10.0 Km. Ogni punto del reticolo genera quindi specifiche curve di pericolosit che definiscono la frequenza media annua di occorrenza di una serie di terremoti contraddistinti da diversi livelli di severit espressi sotto forma dei tre parametri ag, F0 e TC*, definiti come segue: ag : accelerazione orizzontale massima del terreno F0 : valore massimo del fattore di amplificazione dello spettro in accelerazione orizzontale TC* : periodo di inizio del tratto a velocit costante dello spettro in accelerazione orizzontale Per la Regione Sardegna, e quindi per il Comune di Sassari, lassegnazione dei parametri per i vari tempi di ritorno semplificata da unapposita tabella che assegna i singoli valori di ag, F0, TC* per le isole (con lesclusione della Sicilia, Ischia, Procida e Capri).

Mappa di pericolosit sismica del territorio nazionale espressa in termini di accelerazione massima del suolo (amax) con probabilit di eccedenza del 10% in 50 anni riferita a suoli molto rigidi VS30>800 m/s. (tratto da Dipartimento Protezione Civile).

Sul sito internet http://esse1.mi.ingv.it, in cui pubblicata la mappa di pericolosit sismica con riferimento allAllegato A delle NTC2008, utile per il calcolo puntuale nelle varie zone del territorio italiano, ma rimane privo di valore giuridico sulla classificazione sismica, compito esclusivo questo delle Regioni (ai sensi dellart.94, comma 2 lett. a del Decreto Legislativo 31/3/1998 n.112);

SINTESI DEL QUADRO TECNICO-NORMATIVO

compito dello Stato fissare i criteri generali per lindividuazione delle zone sismiche, ai sensi dellart.93, comma 1 lett. g) del Decreto Legislativo 31/3/1998 n.112;

compito delle Regioni, in via esclusiva, lindividuazione delle zone sismiche, la formazione e laggiornamento degli elenchi medesimi, ci ai sensi dellart.94, comma 2 lett. a) del Decreto Legislativo 31/3/1998 n.112;

lOrdinanza del P.C.M. n.3274 del 23 marzo 2003, ha dato inizio a un progressivo aggiornamento della normativa antisismica. La sismicit stata definita mediante 4 zone.

lOrdinanza del P.C.M. n.3519 del 28/4/2006 (G.U. n.108 dell11/5/2006), ha adottato la mappa di pericolosit sismica MPSO4 quale riferimento ufficiale, ha definito i criteri generali per la classificazione delle zone sismiche di cui le Regioni dovranno tenere conto nei loro provvedimenti allatto dellindividuazione delle zone sismiche;

ai fini della classificazione sismica valgono i provvedimenti di approvazione della Regione Sardegna (Delib.G.R. 30/03/2004 n. 15/31 B.U. 21/08/2004 n. 27), a prescindere dalleffettivo valore della citata accelerazione ag ricavata in sede di calcolo.