La struttura cristallina
Materiali metallici
Tecnologie e materiali aerospaziali
Argomenti lezione
- La struttura cristallina dei materiali metallici. Impaccamento degli atomi
- Proprietà del materiale che dipendono dalla struttura atomica/cristallina
- Come si forma la struttura cristallina a partire dal liquido
- I difetti di impaccamento. Dislocazioni, difetti di punto, difetti di
superficie
- Modifica della struttura e del comportamento meccanico. Incrudimento,
trattamenti termici
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Dall’atomo al cristallo
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• tipo d
ELETTRONIal
Dall’atomo LOCALIZZATI
cristallo SU ORBITALI
Orbitali:
• tipo s → simmetria sferica
• tipo f
• tipo p → orientati secondo tre direzioni
ortogonali
• tipo sp o sp3 (orbitali ibridi, direzionali)
→ orientati lungo vertici di un tetraedro (sp3)
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Dall’atomo al cristallo
Principio di Aufbau
Orbitali vs no elettroni:
• tipo s → massimo 2 elettroni
• tipo p → massimo 6 elettroni
• tipo d → massimo 10 elettroni
• tipo f → massimo 14 elettroni
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Dall’atomo al cristallo
Classificazione:
• Forza (o energia) del legame
• Direzionalità del legame
Legami primari → forti attrazioni (condivisione o trasferimento e-)
• Covalente
• Ionico
• Metallico
Legami secondari → deboli interazioni
• Van der Waals
• Idrogeno
• Dipolo-dipolo, dipolo indotto
Legami direzionali → e- di legame appartengono ad orbitali non sferici (p, sp3)
Legami non direzionali → e- di legame appartengono ad orbitali sferici (s) e/o il
legame deriva da forze elettrostatiche
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Dall’atomo al cristallo
Legame covalente
• Elettroni confinati su orbitali definiti
• Scarsa conducibilità elettrica e termica
• Scarsa duttilità
• Direzionale (se non coinvolge orbitali s)
• 500 - 1250 kJ/mol
• Molti ceramici
Struttura tetraedrica per Si
Covalent
bonds
Silicon atom
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Dall’atomo al cristallo
Legame ionico
• Elettroni confinati intorno agli ioni
• Scarsa conducibilità elettrica e termica
• Scarsa duttilità
• Non direzionale (attrazione elettrostatica tra ioni)
• 600 - 1550 kJ/mol
• Molti ceramici
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Dall’atomo al cristallo
Legame metallico
• Elettroni di valenza liberi di muoversi
• Buona conducibilità elettrica / termica
• Spesso buona duttilità
• Legame non direzionale
• 100 - 800 kJ/mol
• Metalli
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Dall’atomo al cristallo
Catena polimerica del polivinilcloruro (PVC)
Legame di Van der Waals
Van der
Waals bonds
Legame idrogeno per molecola H20
Legame a idrogeno
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Dall’atomo al cristallo
LEGAMI MISTI
legami parzialmente metallici e parzialmente covalenti (es. ferro)
----> parziale direzionalità dei legami
legami parzialmente metallici e parzialmente ionici (es. composti
intermetallici)
legami misti ionico-covalente
----> parziale direzionalità dei legami (es. molti materiali ceramici)
La frazione di carattere covalente (Fc) è funzione della differenza di
elettronegatività (DE)
• Fc = exp (-0.25 DE2)
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Dall’atomo al cristallo
Legami forti
→ minore distanza di legame
Legami deboli
→ maggiore distanza di legame
Come varia la forza di legame con la distanza?
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Dall’atomo al cristallo
Dipendenza del modulo elastico dalla forza di legame
Curva forza-distanza interatomica per due materiali.
La pendenza è proporzionale al modulo elastico
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Dall’atomo al cristallo
Dipendenza del coefficiente di espansione termica dalla forza di legame
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Dall’atomo al cristallo
Ordine a corto raggio vs ordine a lungo raggio
A. Nessun ordine – gas inerti
(monoatomici)
B. Ordine a corto raggio – gas,
liquidi (es. vapore H2O)
A B
C. Ordine corto raggio – solidi
amorfi (es. vetro, polimeri
amorfi)
D. Ordine a lungo raggio –
metalli, solidi cristallini
C D Monocristallini Policristallini
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Dall’atomo al cristallo
a)
Ordine a corto raggio (esempi)
a) Molecola d’acqua
b) Polietilene (PE)
b) Struttura tetraedrica del PE
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Dall’atomo al cristallo
Ordine a lungo raggio
Atomi o molecole impaccati in strutture ordinate (cristalline)
4 celle unitarie
7 classi di cristalli
14 forme cristalline
(reticoli di Bravais)
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Dall’atomo al cristallo
Parametri del reticolo
– Dimensioni: lunghezza dei lati, angoli tra i lati della cella
– Numero di atomi per cella: somma frazioni atomi per cella
– Numero di coordinazione: numero di atomi direttamente in contatto
– Fattore di impaccamento: rapporto volume occupato dagli atomi di
una cella (considerati sferici) e il volume della cella
– Frazione di impaccamento lungo una retta: rapporto tra spazio lineare
occupato dagli atomi e lunghezza totale lungo una retta
– Frazione di impaccamento in piano: rapporto tra spazio occupato
dagli atomi nel piano e superficie del piano
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Dall’atomo al cristallo
Esempio: cella CFC (cubico faccia centrata)
Numero di atomi per cella
8 angoli ∙ 1/8 + 6 facce ∙ 1/2 = 4
Numero di coordinazione:
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Frazione di impaccamento
𝑎𝑡𝑜𝑚𝑖 4 4
4 ∙ 𝜋𝑟 3 4 ∙ 𝜋𝑟 3 𝜋
𝑐𝑒𝑙𝑙𝑎 3 3
𝐹𝐶 = = 3 = ≅ 𝟎. 𝟕𝟒
𝑎03 4𝑟/ 2 18
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Dall’atomo al cristallo
Cubico Faccia Centrata (CFC) e Esagonale Compatta (EC)
Strutture di massimo impaccamento → Legami non direzionali
Cubico Corpo Centrata (CCC)
Strutture meno densamente impaccate → Legami parzialmente direzionali
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Dall’atomo al cristallo
Direzioni di massima compattazione
CCC CFC
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Dall’atomo al cristallo
Piani di massima compattazione (CFC e EC)
CFC EC
A A
B B
C A
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Dall’atomo al cristallo
Siti interstiziali Numero di coordinazione e
rapporto dei raggi
Posizione dei siti interstiziali in
alcune celle cristalline
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Dall’atomo al cristallo
Siti interstiziali: es. ottaedrici in CFC e CCC
CFC: 13 siti ottaedrici (12 condivisi + 1 appartenente alla cella)
CCC: 18 siti ottaedrici (tutti condivisi con celle adiacenti)
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Formazione dei cristalli
Passaggio da ordine a corto raggio a ordine a lungo raggio (cristalli/grani)
a T< Tfus Minore energia libera di volume solido vs liquido → ∆𝐺𝑉 = 𝐺𝑉,𝑆 − 𝐺𝑉,𝐿 < 0
solido stabile
1) Nucleazione
2) Accrescimento
∆𝐺 = 4Τ3 𝜋𝑟 3 ∆𝐺𝑉 + 4π𝑟 2 𝜎𝑠𝑙
negativo positivo
𝜎𝑠𝑙 = energia libera di interfaccia solido-liquido
25
25
Formazione dei cristalli
Solidificazione quando variazione di ΔG < 0
Energia totale dell’embrione/nucleo
r < r*
Nucleo instabile
(si forma e si dissolve)
r > r*
Nucleo stabile
(accrescimento)
Perchè la solidificazione avvenga è
necessario che si formino nuclei stabili
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Formazione dei cristalli
Nucleazione omogenea
2𝜎𝑠𝑙 𝑇𝑚
𝑟∗ = Basso sottoraffreddamento
∆𝐻𝑓 ∆𝑇
• Pochi nuclei (al limite un solo
nucleo)
• Grani grossi
Elevato sottoraffreddamento
• Molti nuclei di solidificazione
• Grani fini
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Formazione dei cristalli
Nucleazione omogenea
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Formazione dei cristalli
Nucleazione eterogena
Impurità nel liquido (es. particelle, pareti) → Ridotta energia libera nuclei stabili
∆𝑮
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I difetti nei cristalli
Solidificazione (formazione dei grani) comporta la nascita di difetti nella struttura cristallina che si
viene a formare
Tipologie di difetti:
Difetti di punto
Difetti di linea
Difetti di superficie
Influenza sul comportamento del materiale
Controllo dei difetti tramite operazioni tecnologiche (es. trattamenti termici, deformazioni
caldo/freddo)
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I difetti nei cristalli
Difetti di punto
Vacanze (a) → 𝑛𝑣 = 𝑛 ∙ 𝑒𝑥𝑝 −𝑄𝑣 Τ𝑅𝑇 manca un atomo
Difetti interstiziali (b) un atomo estraneo in posizione interstiziale
Difetti sostituzionali (c, d) un atomo estraneo (più piccolo o più grosso) in posizione di reticolo
a b c d
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I difetti nei cristalli
Difetti di linea - Le dislocazioni
- Dislocazioni di linea o a spigolo
- Dislocazioni a vite
Dislocazione di linea Dislocazione a vite
Vettore di Burger ( ), caratterizza la direzione e la Dislocazione mista
grandezza della dislocazione
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I difetti nei cristalli
Moto delle dislocazioni
Movimento di una dislocazione a spigolo dovuta ad una
sollecitazione di taglio
• Piano di scorrimento: piano massima compattazione
• Direzione di scorrimento: direzione di massima
compattazione
↓
Scorrimento (a) e annullamento (b) di
Sistema di scorrimento dislocazioni di segno opposto
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I difetti nei cristalli
Moto delle dislocazioni: Sforzo di Peierls-Nabarro
𝜏 = 𝐶 ∙ exp −𝐾𝑑 Τ𝐛
• d = distanza interplanare tra due piani di scorrimento adiacenti
• b = vettore di Burgers
• C e K = costanti del materiale (dipendono da intensità di legame)
Considerazione:
Scorrimento più facile parallelamente ai piani densamente impaccati (𝑑 alto)
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I difetti nei cristalli
Movimento delle dislocazioni difficile in materiali covalenti o ionici (elevate forze di legame)
→ Rottura fragile, senza scorrimento di dislocazioni
Materiali con pochi sistemi di scorrimento paralleli (es. strutture EC): poche possibilità di
interferenza tra dislocazioni → bassa duttilità, basso incrudimento (leghe magnesio, titanio)
Materiali con numerosi sistemi di scorrimento non paralleli (es. CFC e CCC): attivazione di più
sistemi di scorrimento e interferenza tra dislocazioni → alta deformabilità plastica, efficiente
incrudimento (leghe alluminio, acciai)
Es. CFC
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I difetti nei cristalli
Difetti di superficie
Bordi di grano
Bordi grano a basso angolo
Difetti di impilamento
Bordi geminati (twin)
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Proprietà meccaniche e trattamenti termici/meccanici
Le dislocazioni si muovono, si moltiplicano (e si annullano), interferiscono con altre
dislocazioni e difetti.
Effetto sulle proprietà meccaniche (controllo del processo di scorrimento)
Incrudimento
Rafforzamento per soluzione solida
Rafforzamento per precipitazione
Rafforzamento per riduzione della dimensione dei grani
Effetti sulle proprietà elettriche, ottiche e magnetiche
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Proprietà meccaniche e trattamenti termici/meccanici
1. Valore teorico
2. Metallo con bassissimo numero di
difetti
3. Minimo della resistenza (densità
dislocazioni 106-108 cm/cm3)
4. Incrudimento
(densità dislocazioni 1012 cm/cm3)
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Proprietà meccaniche e trattamenti termici/meccanici
Incrudimento indotto attraverso deformazione plastica (a freddo)
Deformazione plastica genera dislocazioni che interferiscono tra loro e con difetti
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Proprietà meccaniche e trattamenti termici/meccanici
Effetto delle lavorazioni a freddo sulle proprietà meccaniche del rame
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Proprietà meccaniche e trattamenti termici/meccanici
Sorgente di Frank-Read
Generazione di nuove dislocazioni
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Proprietà meccaniche e trattamenti termici/meccanici
Influenza della struttura cristallina
Strutture cristalline CFC e CCC → Buona risposta a incrudimento
Numerosi sistemi di scorrimento non paralleli → Elevata possibilità di
scorrimento e interferenza delle dislocazioni
Strutture cristalline esagonali (EC) → Risposta a incrudimento ridotta
Pochi sistemi di scorrimento non paralleli → Limitata possibilità di
interferenza reciproca
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Proprietà meccaniche e trattamenti termici/meccanici
Meccanismo di Orowan
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Proprietà meccaniche e trattamenti termici/meccanici
Bordi grano - barriere per scorrimento dislocazioni
Cambio direzione
Discontinuità del piano di scorrimento
Piccoli grani → più barriere per lo scorrimento (maggior numero di bordi)
Equazione di Hall-Petch:
𝜎𝑦 = 𝜎0 + 𝐾𝑑 −1/2
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Proprietà meccaniche e trattamenti termici/meccanici
Orientazione preferenziale dei grani dopo deformazione plastica
(es. laminazione a freddo)
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Proprietà meccaniche e trattamenti termici/meccanici
Rafforzamento per orientazione
preferenziale dei grani
(Es. comportamento anisotropo di una
lamiera di Al-Li ottenuta per laminazione)
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Proprietà meccaniche e trattamenti termici/meccanici
Trattamento termico per eliminare effetti dell’incrudimento
a) Incrudito (lavorato a freddo): grani deformati, alta densità dislocazioni
b) Recupero: riorganizzazione dislocazioni a seguito di riscaldamento moderato
c) Ricristallizzazione: formazione nuovi grani a Tricristallizzazione
d) Crescita del grano: accrescimento nuovi grani per T > Tricristallizzazione
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Proprietà meccaniche e trattamenti termici/meccanici
Incrudimento + ricottura
(es. lega Cu-35%Zn)
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Proprietà meccaniche e trattamenti termici/meccanici
Deformazione plastica a caldo
(T ≈ Tricristallizzazione)
Tricristallizzazione = 0.4 Tfusione
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Proprietà meccaniche e trattamenti termici/meccanici
Movimento di atomi, ioni o difetti nei materiali
a. Interdiffusione a
b. Diffusione per vacanze
c. Diffusione interstiziale
b c
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Proprietà meccaniche e trattamenti termici/meccanici
Prima legge di Fick (tasso di diffusione)
𝑑𝐶
𝐽 = −𝐷
𝑑𝑥
Flusso di atomi J (atomi per unità di superficie e tempo) legato al
gradiente di concentrazione attraverso il coefficiente di diffusione D (m2/s)
Seconda legge di Fick (profilo di composizione, condizioni non stazionarie)
𝑑𝐶 𝑑 𝑑𝐶
= 𝐷
𝑑𝑡 𝑑𝑥 𝑑𝑥
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Proprietà meccaniche e trattamenti termici/meccanici
Fattori che influenzano la diffusione:
• Temperatura, 𝐷 = 𝐷0 exp −𝑄Τ𝑅𝑇
• Struttura cristallina
• Tipologia di diffusione
(meccanismo)
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Proprietà meccaniche e trattamenti termici/meccanici
Fattori che influenzano la diffusione:
• Temperatura, 𝐷 = 𝐷0 exp −𝑄Τ𝑅𝑇
• Struttura cristallina
• Tipologia di diffusione
1. di superficie
2. lungo i bordi grano
3. di volume
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Proprietà meccaniche e trattamenti termici/meccanici
Diffusione e lavorazioni dei materiali
• Fusione, colata in stampo, solidificazione
• Trattamenti superficiali (cementazione, nitrurazione)
• Sinterizzazione
• Crescita dei grani
• Unione per diffusione (Diffusion Bonding)
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Tecnologie e materiali aerospaziali