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CONTROLLI sui MATERIALI (Qualit)

Capitolato Generale (D.M. 145/2000)

Norme Tecniche per le Costruzioni (D.M. del 14/01/2008)

Art. 15. Accettazione, qualit ed impiego dei materiali


1.I materiali e i componenti devono corrispondere alle prescrizioni del capitolato speciale ed essere della migliore qualit: possono essere messi in opera solamente dopo l'accettazione del direttore dei lavori; 2. L'accettazione dei materiali e dei componenti definitiva solo dopo la loro posa in opera. Il direttore dei lavori pu rifiutare in qualunque tempo i materiali e i componenti deperiti dopo la introduzione in cantiere, o che per qualsiasi causa non fossero conformi alle caratteristiche tecniche risultanti dai documenti allegati al contratto; in questo ultimo caso l'appaltatore deve rimuoverli dal cantiere e sostituirli con altri a sue spese. 2

3. Ove l'appaltatore non effettui la rimozione nel termine prescritto dal direttore dei lavori, la stazione appaltante pu provvedervi direttamente a spese dell'appaltatore, a carico del quale resta anche qualsiasi onere o danno che possa derivargli per effetto della rimozione eseguita d'ufficio. 4. Anche dopo l'accettazione e la posa in opera dei materiali e dei componenti da parte dell'appaltatore, restano fermi i diritti e i poteri della stazione appaltante in sede di collaudo. 5. L'appaltatore che nel proprio interesse o di sua iniziativa abbia impiegato materiali o componenti di caratteristiche superiori a quelle prescritte nei documenti contrattuali, o eseguito una lavorazione pi accurata, non ha diritto ad aumento dei prezzi e la contabilit redatta come se i materiali avessero le caratteristiche stabilite. 3

6. Nel caso sia stato autorizzato per ragioni di necessit o convenienza da parte del direttore dei lavori l'impiego di materiali o componenti aventi qualche carenza nelle dimensioni, nella consistenza o nella qualit, ovvero sia stata autorizzata una lavorazione di minor pregio, viene applicata una adeguata riduzione del prezzo in sede di contabilizzazione, sempre che l'opera sia accettabile senza pregiudizio e salve le determinazioni definitive dell'organo di collaudo.

7. Gli accertamenti di laboratorio e le verifiche tecniche obbligatorie, ovvero specificamente previsti dal capitolato speciale d'appalto, sono disposti dalla direzione dei lavori o dall'organo di collaudo, imputando la spesa a carico delle somme a disposizione accantonate a tale titolo nel quadro economico. Per le stesse prove la direzione dei lavori provvede al prelievo del relativo campione ed alla redazione di apposito verbale di prelievo; la certificazione effettuata dal laboratorio prove materiali riporta espresso riferimento a tale verbale. 8. La direzione dei lavori o l'organo di collaudo possono disporre ulteriori prove ed analisi ancorch non prescritte dal capitolato speciale d'appalto ma ritenute necessarie per stabilire l'idoneit dei materiali o dei componenti. Le relative spese sono poste a carico dell'appaltatore.
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PRESCRIZIONI GENERALI RIGUARDANTI I CAMPIONI ED I RELATIVI CERTIFICATI DI PROVA.


Per qualsiasi campione di materiale, prelevato dalla Direzione dei Lavori per esami di laboratorio, occorre redigere un regolare verbale in contraddittorio con l'Impresa od, in sua assenza, alla presenza di due testimoni ed apporre sul campione il sigillo personale del Direttore dei Lavori o del Collaboratore (Direttore Operativo o Ispettore di Cantiere) da esso delegato. Analogo sigillo deve essere apposto sui campioni dal rappresentante dell'Impresa o dai testimoni.

I laboratori ufficiali presso cui vengono eseguite le prove, dovranno precisare nel certificato che il campione pervenuto al laboratorio stesso con sigilli integri. Nella lettera di richiesta delle prove di laboratorio, il Direttore dei Lavori dovr indicare il tipo di sigillo impiegato, in maniera da consentirne la sua identificazione.
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Il Direttore dei Lavori dovr custodire i seguenti documenti: - certificati di qualit relativi ai materiali di cui ha autorizzato l'impiego: - certificati di origine; - certificati di indagini preventive; - originale dei verbali di prelievo dei campioni inviati ai laboratori ufficiali; - certificati di analisi emessi dai laboratori ufficiali corredati dal visto e dal parere dello stesso Direttore dei Lavori.
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Tutti i documenti in questione dovranno essere allegati agli atti della contabilit finale dei lavori e il Direttore dei Lavori dovr esprimere il proprio parere sui risultati conseguiti nelle prove di laboratorio, in rapporto alla destinazione dei vari materiali (ACCETTAZIONE). Il Collaudatore dei lavori, oltre a disporre ed eseguire gli opportuni controlli di carattere tecnico, contabile ed amministrativo di sua competenza, dovr esprimersi esplicitamente in merito ai certificati di qualit e di prova allegati alla contabilit finale, valutandone la congruit con quanto da lui stesso riscontrato esaminando i lavori.
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CALCESTRUZZI
INERTI 1)Analisi granulometrica per setacciatura: determinazione delle diverse pezzature presenti nella miscela di inerti espressa con la percentuale dei passanti parziali ai singoli crivelli o setacci riferite al peso totale iniziale. Lanalisi permette anche di determinare: - la dimensione massima degli inerti, compatibile con quella delle casseformi, con le distanze tra le armature e con i sistemi di getto (pompe, ecc.); - la percentuale di fino, passante al setaccio 0,075, la cui conoscenza necessaria per valutare la quantit di pasta di cemento necessaria per legare tra di loro gli inerti;
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Per i Cementi le determinazioni pi comuni sono determinazione delle resistenze a compressione e flessione su malte normali ad uno, tre, sette o ventotto giorni di stagionatura dei provini, a seconda del tipo di cemento perdita al fuoco

tempo d'inizio e fine presa

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Acqua contenuto in sostanze organiche contenuto in solfati contenuto in cloruri durezza calcica e magnesiaca Additivi additivi fluidificanti (UNI 7102-72) additivi acceleranti (UNI 7105-72) additivi antigelo (UNI 7109-72)
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Calcestruzzi freschi 1) Controllo in cantiere della composizione del cls fresco (UNI 6393-88): la prova ha la finalit di determinare con l'approssimazione del 3%, del valore in massa del cls, il dosaggio di acqua, di cemento e l'assorbimento degli inerti. 2) Determinazione (con l'approssimazione dello 0,5%) del peso a mc del cls fresco e del dosaggio del cemento per metro cubo (UNI 6394/1-83). 3) Misura della consistenza del cls con il metodo del cono (UNI 7163-72 appendice E UNI 9858-91); praticabile sia in laboratorio che in cantiere, per valutare la lavorabilit del cls, purch questo abbia inerti di dimensione massima 50 mm e non sia troppo fluido.
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4) Determinazione dei tempi di inizio e fine presa mediante la misura di resistenza alla penetrazione (UNI 7123-72), eseguibile su malta opportunamente setacciata dal cls fresco; essa consente di determinare l'influenza che, sulla presa e sul primo indurimento del cls, possono avere il tempo, la qualit del cemento, il dosaggio, la presenza di additivi. 5) Determinazione della quantit di acqua essudata (UNI 7122-89) (eseguibile su cIs con aggregati di dimensione massima di 20 mm): consente di controllare l'eccesso di acqua d'impasto. 6) Determinazione volumetrica per pressione del contenuto in aria nel cls fresco (UNI 6395-72); la prova che consente di valutare la porosit del cls indurito pu essere eseguita su cls confezionati soltanto con inerti relativamente compatti.
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Calcestruzzi induriti
1)Resistenza a compressione su cubetti confezionati al momento del getto o in laboratorio (UNI 6132-72); la prova pi importante e diffusa eseguibile sul cIs. Consente di valutare la qualit e la resistenza caratteristica ai sensi della legge 1086 del 5-11-1971 e del D.M. 9-1- 1996 e s.m.i.. La prova pu essere eseguita anche su provini cilindrici o prismatici derivanti dalle prove di rottura di provini sottoposti a flessione (UNI 6134-72). 2) Resistenza a flessione su provini prismatici (UNI 6133-83); la prova pu essere eseguita su provini prismatici prelevati mediante fresa dal getto gi indurito o confezionati in apposite casseforme al momento dell'impasto del cIs. 3) Resistenza a trazione mediante prova diretta (UNI 6135-72).
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4) Resistenza a trazione mediante prova indiretta o brasiliana (UNI 6135-72): si esegue su provini cubici o cilindrici rispondenti ai requisiti della norma UNI 6130-72, comprimendo il provino -stesso fra i due piani di una pressa. I provini possono essere cubici o prismatici. 5) Determinazione del modulo di elasticit secante a compressione (UNI 6556-76): consente lo studio delle caratteristiche elastiche del materiale nel campo delle sollecitazioni a cui sar sottoposto in opera, tenendo conto degli effetti della maturazione e di particolari azioni esterne (gelo, disgelo, attacchi chimici, variazione di umidit ecc.). 6) Determinazione del contenuto in cemento (UNI 6505-73): si esegue con il metodo Florentin e consente di valutare il dosaggio di cemento in un cls a condizione di poter disporre di campioni originali dei materiali impiegati nell'impasto (cementi, inerti). Si tratta di prova alquanto laboriosa che consente valutazioni 15 approssimate.

7) Determinazione del ritiro idraulico del cls (UNI 6555-73 per i cls con inerti di dimensione massima fino a 30 mm. UNI 7086-72 per i cls con inerti di dimensione massima oltre 30 mm): consente di valutare la possibilit di fessurazioni nel cls indurito in relazione alla composizione della miscela ed alle condizioni di temperatura e di umidit in cui avviene la maturazione del getto. 8) Determinazione della resistenza alla degradazione per cicli di gelo e disgelo (UNI 7087-72): si esegue misurando le variazioni del modulo elastico, della lunghezza e della massa del provino dopo cicli di gelo e disgelo.

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9) Determinazione del coefficiente di permeabilit: consente di valutare la capacit di una struttura in cls di resistere alle azioni di sostanze aggressive presenti sull'acqua e, nell'atmosfera, tenendo presente che qualsiasi fenomeno di corro sione, che si innesca nela armatura del cls, o di disgregazione del cls stesso per azioni di gelo, strettamente legato alla possibilit che ha l'acqua di penetrazione nella massa del cls stesso. Le prove 1, 2, 5, 6 sui calcestruzzi freschi e 2, 3, 4, 6, 7, 8 e 9 sui calcestruzzi induriti si effettuano di solito su specifiche richieste dal Direttore dei Lavori, in relazione a particolari condizioni d'impiego del cls risultanti dal Capitolato Speciale d'appalto e dai calcoli statici.

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Il prelevamento dei campioni di calcestruzzo pu essere effettuato: - da impianto di betonaggio; - da autobetoniera; - all'impiego.
In ogni caso occorre sincerarsi che l'impasto da cui si effettua il prelevamento sia del tutto conforme a quelli in corso. Il quantitativo da prelevare deve avere un'eccedenza almeno del 20% rispetto al fabbisogno. GI attrezzi impiegati per il prelevamento devono essere di materiale non assorbente e puliti. I recipienti usati per il trasporto devono potersi svuotare agevolmente ed essere muniti di coperchio.
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Prelevamento da impianto di betonaggio


Tale prelevamento destinato al controllo qualitativo della produzione del calcestruzzo e viene effettuato allo scarico della betoniera. Per betoniera di capacit fino a 0,5 m3 il prelevamento pu essere effettuato in una sola volta a met dello scarico; per betoniere di capacit maggiore si procede al prelevamento in due o pi riprese, ad intervalli di tempo all'incirca uguali. Si deve aver cura di intercettare per quanto possibile l'intero flusso del calcestruzzo uscente dalla betoniera al fine di evitare dispersioni di materiale. E' opportuno registrare: tipo, capacit, numero di giri e tempo di impasto della betoniera.

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Prelevamento da autobetoniera
Il prelevamento deve essere effettuato in tre riprese, a intervalli di tempo all'incirca uguali durante lo scarico, avendo cura di intercettare l'intero flusso del calcestruzzo al fine di evitare dispersioni di materiale. E' opportuno registrare: tipo, capacit e numero di giri dell'autobetoniera, tempo intercorso tra il riempimento e lo scarico e gli eventuali interventi sulla composizione dell'impasto prima dello scarico.

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Prelevamento all'impiego Al fine di controllare l'effetto del trasporto, di eventuali travasi e del tempo intercorso dal mescolamento, si possono effettuare prelevamenti all'atto dell'impiego del calcestruzzo. E' opportuno registrare la posizione in opera del calcestruzzo prelevato. Nel caso di calcestruzzo impiegato per grandi strutture (dighe, opere marittime, fondazioni) il prelevamento viene effettuato in tre punti ben distribuiti sulla superficie del getto, in modo da rappresentare adeguatamente le condizioni del calcestruzzo stesso; i tre campioni vengono quindi opportunamente rimescolati.

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Prelevamento all'atto della messa in opera Per le opere comuni il prelevamento del calcestruzzo viene effettuato allo scarico dei mezzi impiegati per il trasporto (benne, nastri, ecc.) con gli accorgimenti atti ad ottenere un campione rappresentativo.

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VERBALE di PRELIEVO
Il verbale di prelevamento deve contenere le seguenti indicazioni: a) localit e denominazione del cantiere; b) numero e sigla del prelievo; c) composizione del calcestruzzo; d) data ed ora del prelevamento; e) provenienza del prelevamento; f) posizione in opera del calcestruzzo da cui si fatto il prelievo
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Per prove di resistenza a compressione ed a trazione indiretta


I provini devono essere di forma cubica proporzionati alle dimensioni, massime degli inerti come indicato nel prospetto seguente.
Dimensione massima dell'inerte mm Lato del provino cm fino a 20 20 < d 30 30 < d 50 50 < d 80 80 < d 150

10 - 15

15 - 20

20 - 25

25 - 30

30

In casi particolari possono essere impiegati provini cilindrici, di diametro proporzionato alla dimensione massima dell'inerte con criterio analogo al precedente e di altezza pari a 2 d. In questo caso per ogni tipo di calcestruzzo deve essere determinata sperimentalmente l'opportuna correlazione fra la resistenza su provini cilindrici e quella su provini cubici di lato pari al diametro del cilindro.
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La resistenza caratteristica (Rck) definita come la resistenza a compressione al disotto della quale si pu attendere di trovare il 5% della popolazione di tutte le misure di resistenza. Nella norma, a meno di indicazione contraria, la resistenza caratteristica designa quella dedotta dalle prove a compressione a 28 giorni su cubetti preparati come prima descritto.

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Per prelievo si intende la quantit di calcestruzzo necessaria per la confezione di un gruppo di due provini. La media delle resistenze a compressione dei due provini di un prelievo rappresenta la Resistenza di prelievo, che costituisce il valore mediante il quale vengono eseguiti i controlli del conglomerato. E obbligo del Direttore dei Lavori prescrivere ulteriori prelievi tutte le volte che le variazioni di qualit dei costituenti dell'impasto possano provocare variazione di qualit del calcestruzzo stesso.

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Il D.L. ha lobbligo di eseguire controlli in corso dopera per verificare la conformit delle caratteristiche del conglomerato al fine di accettare il materiale e quindi lopera. I controlli possono essere di Tipo A e di Tipo B.

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Il controllo di Tipo A riferito ad un quantitativo di miscela omogenea non maggiore di 300 m3. Ogni controllo rappresentato da tre prelievi, ciascuno dei quali eseguito su un massimo di 100 m3. Risulta quindi un controllo di accettazione ogni 300 m3 (comunque per ogni giorno di getto va effettuato almeno un prelievo). Dette R1, R2 e R3 le tre resistenza di prelievo con
R1 R2 R3 Il calcestruzzo di classe Rck accettato se: R1 Rck-3,5 Rm Rck+3,5 essendo Rm la resistenza media di prelievo (R1+R2+R3)/3
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Il controllo di Tipo B riferito (ed obbligatorio) ad un quantitativo di miscela omogenea maggiore di 1500 m3. Tale controllo di tipo statistico Ogni controllo rappresentato da almeno 15 prelievi, ciascuno dei quali eseguito su un massimo di 100 m3. Risulta quindi un controllo di accettazione ogni 1500 m3 (comunque per ogni giorno di getto va effettuato almeno un prelievo). Dette R1, R2 e R3 le tre resistenza di prelievo con
R1 R2 R3 Il calcestruzzo di classe Rck accettato se: R1 Rck-3,5 Rm Rck+1,48 s essendo Rm la resistenza media di prelievo e s lo scarto quadratico medio
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