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Ma sanno i signori del NO che in caso di vittoria del fronte del NO non si tornerebbe

alla Costituzione del 1948, bensì a quella del 2001???

E sanno i signori del NO che la modifica alla costituzione voluta nel 2001 da D’Alema &
co ha realizzato una confusione tale da intasare la Corte Costituzionale di ricorsi
presentati da Regioni nei confronti dello Stato e da Stato nei confronti delle Regioni,
per controversie riguardanti le competenze di ogni ente?

E sanno i signori del NO che la riforma votata nel 2001 è stata fatta da D’Alema & co
per fare vedere al numeroso elettorato leghista che il federalismo lo sapeva
realizzare anche la sinistra? E già, perché il governo del 2001 guidato da D’Alema, in
successione a quello di Prodi, eletto nel 1996 solo perché la Lega si è presentata
separata dal Polo delle Libertà, sperava di essere riconfermato nel 2001 togliendo voti
alla Lega. Questo non accade, e proprio per questo l’elettorato del centro-destra non
venne mobilitato per il referendum confermativo, dato che nel programma della Casa
delle Libertà c’era proprio la modifica della Costituzione.

La sinistra fa rumore perché vuole abrogare le modifiche alla costituzione votate da


una larga maggioranza, perché ritiene che le modifiche alla costituzione vanno
approvate con un consenso trasversale. Cosa anche giusta, se non fosse che la sinistra,
come al solito, predica bene e razzola male, dato che al posto di una costituzione
votata nel 2005 solo dal centro-destra vuole quella votata SOLO dal centro-sinistra,
per altro con una maggioranza di soli 4 voti.

Ma in che maniera la sinistra aveva modificato la Costituzione nel 2001?

In una maniera semplice: definisce le competenze esclusive dello Stato centrale, le


competenze comuni tra Stato centrale e Governi Regionali, e poi da alle Regioni “la
potestà legislativa in riferimento ad ogni materia non espressamente riservata alla
legislazione dello Stato”(c.t. Art117). E allora a chi tocca la scelta sulle
infrastrutture? Alle regioni! E a chi tocca la scelta sui piani energetici? Alle regioni! E
a chi tocca la scelta sulle norme sulla sicurezza sul lavoro? Alle regioni! E a chi tocca
la scelta sui rapporti commerciali con l’estero? Alle Regioni! E a chi tocca la
legislazione circa le norme generali sulla tutela della salute? Alle Regioni!

In oltre la costituzione del 2001 vede sparire il principio dell’”interesse nazionale”,


secondo il quale delle leggi regionali che vanno contro l’interesse Nazionale non sono
promulgabili, e quindi sono impugnabili dallo Stato press ola corte Costituzionale, in
pratica se una regione fa una legge su una competenza esclusiva, anche se questa
legge va contro l’interesse nazionale, rimane valida!!!
Lo so che è difficile crederlo, ma con la riforma costituzionale votata nel 2005 lo
Stato si riprende una serie di competenze che inavvertitamente e incautamente erano
state concesse alle Regioni, e viene reintrodotto il concetto di “interesse nazionale”. E
allora perché la Sinistra fa tanto rumore? Sempre per lo stesso motivo: tutto quello
che non viene fatto dalla sinistra è sbagliato, anche se è migliore!!!!

Perché dico che è migliore la nuova riforma costituzionale? ( Perché SI ????? )

Perché vengono date allo Stato delle competenze che dal 2001 non ha più avuto.
Perché viene considerevolmente ridotto il numero dei parlamentari, e quindi il costo
delle camere. Qui si deve anche considerare che un parlamentare prende 20150 € al
mese netti (+ tasse), in più ha LE auto blu, LE scorte, LE spese di soggiorno e I viaggi
(che non sono pochi) pagati (abbiamo pagato anche la scampagnata della settimana
scorsa). Diciamo che un parlamentare costa un sacco di soldi, che ci sono casi di
parlamentari completamente assenti dalle camere, e che averne di meno, non dico che
ci fa pagare meno tasse, ma da qualche spicciolo in più ad altre voci della spesa
statale.

Oltre a queste modifiche, vengono aumentati i poteri del primo ministro, che non è
necessariamente Berlusconi, ma lo è anche Prodi o chi per lui. Per esempio con la
riforma il primo ministro può cambiare qualche ministro che ritiene non idoneo a
svolgere il proprio compito.

Poi vengono anche introdotte delle “norme anti-ribaltone”, che evitano che salga al
potere un primo ministro non eletto dal popolo, e vedete che questo è successo nel
1994, dopo la caduta del 1° e breve governo Berlusconi.

E poi finalmente si perde il bicameralismo perfetto, l’ancora che rallenta la


promulgazione delle leggi, e si da a ciascuna camera il compito di approvare
determinati tipi di leggi divise per competenze, fatta salva la possibilità di una camera
di chiedere consiglio all’altra, e determinate competenze per le quali è necessaria
l’approvazione “vecchio stile”. In questa maniera si possono approvare le leggi molto
più velocemente!