Sei sulla pagina 1di 2

Vorrei rispondere alle ragioni per il si.

Innanzitutto questa riforma non snellirebbe affatto l’iter legislativo ma al contrario


questo verrebbe complicato a causa di un sistema abbastanza complicato di rinvii; cioè
in alcune materie ( materie di competenza esclusiva delle stato )l’iniziativa e l’ultima
parola spettano alla Camera,in altre ( materie di competenza concorrente ) spettano al
Senato. E se una legge riguarda allo stesso tempo una competenza esclusiva e una
competenza concorrente ( cosa assolutamente frequente! ) a chi spetterà l’ultima
parola su questa legge?

Questo sistema invece di diminuire il contenzioso tra Regioni e Stato non farà che
aumentarlo.

Inoltre questa divisione di competenze così strutturata farà aumentare notevolmente


le spese burocratiche. Le competenze infatti saranno raddoppiate, cioè nell’ambito di
una stessa materia ci sono alcune competenze che spettano allo Stato e altre alle
Regioni. La conseguenza è un aumento della burocrazia e quindi anche dei costi. Certo,
riducendo il numero dei parlamentari è ovvio che si avrebbe un notevole risparmio sulla
spesa pubblica. E allora perché non ridurne ulteriormente il numero? Perché non
70?o50?Si risparmierebbe ancora di più così no??? Dobbiamo ricordarci che il
parlamento svolge la funzione fondamentale di garantire l’espressione di tutte le
istanze sociali. Questo significa che nel corso dell’iter legislativo tutte le forze
politiche,anche quelle minoritarie, devono poter far sentire la loro voce E questo
diventa difficile se i portavoce sono pochi.

La trasformazione del Senato in una camera delle regioni pregiudicherebbe questa


funzione garantistica,e metterebbe in pericolo una conquista che vorremmo
mantenere e che deve caratterizzare il Parlamento in quanto è l’organo di
rappresentanza per eccellenza:il PLURALISMO!

Diminuire la spesa pubblica è un intento assolutamente giusto e che deve essere


perseguito con forza, ma no diminuendo il numero dei parlamentari…piuttosto non
sarebbe più intelligente diminuire il loro ONORARIO??? Questa si che sarebbe una
proposta da appoggiare!

Vorrei ancora soffermarmi sulla funzione di questo fantomatico Senato federale;


infatti i rappresentanti delle Regioni e delle autonomie locali”partecipano”ai lavori del
Senato federale ma “senza diritto di voto”! E questo sarebbe il tanto agognato
federalismo proposto da questa riforma? Bè,permettetemi di dire che è un
federalismo quantomeno bizzarro!

Sempre a proposito delle competenze alle Regioni,quelle che sono state citate da
Marco e cioè sicurezza sul lavoro,rapporti commerciali con l’estero,tutela della salute,
sono attualmente competenze che spettano alla competenza CONCORRENTE, questo
vuol dire che la legislazione dello stato determina i “principi fondamentali” mentre il
resto della disciplina compete alla regione. Non capisco perché riferendosi
all’introduzione dell’”interesse nazionale” (che oltretutto contrasta col principio di
autonomia di cui agli artt.5 e 114 Cost.) si voglia far credere che attualmente ci sia
una sorta di far west nell’ambito della legislatura regionale, COSA
ASSOLUTAMENTE FALSA!

Le leggi regionali sono giustamente equiparate alle leggi statali e dunque sono
impugnabili dinanzi alla Corte Costituzionale. Inoltre ricordo anche che esiste una
particolare forma di impugnazione PREVENTIVA da parte del governo sulle leggi
regionali che approvano gli Statuti regionali. Quindi non credo che si possa dire che
attualmente le regioni sono libere di fare quello che vogliono,come invece sarebbe se
questa riforma fosse approvata, con effetti ovviamente deleteri,specialmente per la
Sicilia.

Poi vorrei anche rispondere relativamente ai nuovi poteri del Presidente del
Consiglio...oops,primo ministro volevo dire! Il primo ministro con questa riforma
“determina”e non più “dirige” la politica generale del governo e non dovrà chiedere la
fiducia per insediarsi al governo. Su sua richiesta si potranno sciogliere le Camere,
cosa che oggi compete al Presidente della Repubblica. Insomma....a prescindere da chi
sia questo primo ministro non si possono concentrare tutti i poteri nelle mani di una
sola persona. La storia insegna e questa riforma sarebbe un passo verso possibili
svolte autoritarie.

Infine parlerei anche di questo povero Presidente della Repubblica che perde la sua
funzione di garante dell’Unità Nazionale per diventare una figura meramente di
facciata ( ancor di più di quanto non lo sia già oggi! ) .In fatti oltre a perdere il potere
di scioglimento delle Camere,perde anche il potere di conferimento dell’incarico di
formazione del governo e il potere di autorizzare la presentazione dei disegni di legge
d’iniziativa governativa. Tutti poteri che sono stati tolti a lui soltanto per rafforzare
questa figura di primo ministro “PIGLIA TUTTO”.

Insomma, credo che le ragioni PER DIRE NO a questa riforma siano davvero tante e
tutte di grandissima importanza per gli equilibri del nostro paese!