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Figline Valdarno, 15 Giugno 2010

Sig. Riccardo Nocentini Sindaco del Comune di Figline Valdarno e p.c. Sig. Gino Calvani Assessore allAmbiente del Comune di Figline Valdarno Sig. Maurizio Viligiardi Sindaco del Comune di San Giovanni Valdarno Sig. Ivano Ferri Sindaco del Comune di Cavriglia Sig.ra Anna Rita Bramerini Assessore allAmbiente e Energia Regione Toscana Sig. Renzo Crescioli Assessore allAmbiente e alla Difesa del Suolo Provincia di Firenze Sig. Andrea Cutini Assessore allAmbiente Provincia di Arezzo Sig. Silvano Longini Presidente del Consiglio di Amministrazione di A.E.R. Ambiente Energia Risorse S.p.A.

Oggetto: Discarica Le Borra

Spett.le Sig. Sindaco, In qualit di amministratore della res pubblica del Comune di Figline Valdarno, nonch portavoce di eventuali problematiche inerenti il territorio che amministra alle autorit di competenza, desideriamo portare alla Sua attenzione la questione riguardante la prospettata attuazione della discarica in localit Le Borra. Le nostre perplessit, che sottoponiamo alla Sua attenzione, e alle quali La invitiamo a dare una risposta pubblica alla cittadinanza, riguardano il modus operandi che ci sta portando verso la fase operativa della discarica di Le Borra. Per sommi capi la cronistoria della discarica, e ci corregga se omettiamo qualche passaggio visto che non stato facile reperire la documentazione inerente Le Borra, pu essere cos riassunta:

Nel lontano 1990 i Comuni di Figline Valdarno, Incisa in Val dArno, Reggello e Rignano sullArno, commissionarono uno studio preliminare e per questo del tutto superficiale sulla localizzazione di siti idonei alla realizzazione di un impianto di discarica per Rifiuti Solidi Urbani (R.S.U.) nel Valdarno Fiorentino. Come si pu leggere a pag. 2 della relazione prodotta: ... Stante la natura dellincarico volto allindividuazione di probabili siti idonei alla discarica di R.S.U. in tempi ristretti, le indagini si sono necessariamente limitate a rilievi di superficie, raccolta di dati bibliografici e conoscenza diretta, per pratica professionale dei luoghi individuati. Le indicazioni cos scaturite necessiteranno, ovviamente, nel prosieguo, di tutte quelle indagini specifiche che sono richieste a norma di legge per la progettazione e realizzazione di discariche controllate.... Nonostante quanto riportato chiaramente nel sopracitato paragrafo estratto dalla relazione del 1990, e nonostante nella relazione si esprima un parere sostanzialmente negativo alla localizzazione di una discarica presso Le Borra, sia per la presenza di vincoli idrogeologici che per le caratteristiche geologiche intrinseche del sito, il progetto discarica Le Borra ha continuato lentamente ma inesorabilmente ad essere portato avanti senza che il Comune di Figline Valdarno avanzasse obiezione alcuna presso le autorit provinciali e regionali e, con grande rammarico, senza che venisse avviata alcuna indagine tecnica di dettaglio per ottemperare ad una seria valutazione di impatto ambientale e di rischio idrogeologico. Si arriva quindi al 2007, quando nel Supplemento al Bollettino Ufficiale della Regione Toscana n. 42 del 17.10.2007, si riporta quanto segue (pag. 94): ... 2.2.4.1 La discarica di Le Borra (Figline Val dArno) Le valutazioni condotte in merito alla discarica di Le Borra qui presentate riprendono sostanzialmente quanto gi formulato nellambito del Piano Industriale 2004. Tali valutazioni sono quindi state sviluppate in forma preliminare e devono essere ritenute di larga massima. La discarica di Le Borra funzionale allo smaltimento di rifiuti non pericolosi derivanti dal ciclo di gestione dei rifiuti urbani, in linea con le prescrizioni della normativa nazionale e della pianificazione regionale e provinciale. Ci premesso, si ritiene che lopera in questione sia realizzabile, pur con alcune difficolt legate in particolare: allorografia dellarea indicata come disponibile che presenta, soprattutto nella zona centrale, notevoli dislivelli altimetrici (in alcuni punti di oltre 45-50 m) che risulterebbe necessario regolarizzare con, quindi, necessit di importanti interventi di scavo/riporto di materiali; il tutto nellipotesi che il materiale in sito sia idoneo per le operazioni di ritombamento delle aree pi depresse; alla difficolt di realizzazione di scarpate omogenee nei vari versanti (a meno di ingenti e, quindi non proponibili, interventi di scavo e riporto), nonch di costruzione di una viabilit perimetrale di transito alla quota pi alta dimposta della discarica (individuabile in linea di massima a + 220 m slm) ... Sono passati quasi due decenni e ancora si parla di valutazioni preliminari e di larga massima, e comunque la discarica viene indicata come funzionale allo smaltimento di rifiuti non pericolosi. Si precisa inoltre che lopera in questione pu essere realizzata tenendo conto solamente di difficolt morfologiche, senza fare alcun accenno alla necessit di effettuare una seria valutazione di impatto ambientale e di rischio idrogeologico. Sempre nello stesso Bollettino viene riportata anche:

(i) la stima delle quantit di rifiuti che saranno destinati alla discarica di Le Borra, ed in particolare si fa riferimento a scorie da trattamento termico per una quantit di circa 59000 t/a, su un totale complessivo di rifiuti di circa 152000 t/a; (ii) il costo per lacquisizione dellarea pari a 800000 . Nel sito dellA.E.R. Ambiente Energia Risorse S.p.A., viene approntata una pagina di chiarimenti anche in merito alla realizzazione della discarica di Le Borra, consultabile allindirizzo WEB (di cui si riporta copia in allegato n. 1): http://www.termovalorizzatore.it/thermo/domande/indidomande.htm Particolarmente interessante la risposta alla domanda n. 12: 12. Che tipo di rifiuti verranno raccolti nella discarica Le Borra e come saranno stoccati?? R. I materiali depositati nella discarica de Le Borra saranno le scorie pesanti (esempio, le ceneri del caminetto), ovvero le ceneri che escono dal fondo del forno e non le polveri leggere derivanti dalla filtrazione dei fumi. Si tratta di rifiuti speciali non pericolosi. Le scorie pesanti che proverrano dallinceneritore I Cipressi presso Rufina (FI), vengono bonariamente paragonate alle ceneri del caminetto!!! E comunque non si fa accenno alcuno a dove e come verranno smaltite le ceneri sottili. L'incenerimento dei rifiuti produce, infatti, sia scorie solide (circa 200-300 kg ogni tonnellata di rifiuti introdotti), che ceneri (circa 20-30 kg ogni tonnellata di rifiuti introdotti). Le ceneri volanti e le polveri intercettate dall'impianto di depurazione dei fumi sono rifiuti speciali altamente tossici, che come tali sono soggetti alle apposite disposizioni di legge e sono poi conferiti in discariche speciali. Contengono sostanze cancerogene e mutagene per l'organismo umano come diossine e furani. Sono poco volatili per via del loro elevato peso molecolare e sono solubili nei grassi, dove tendono ad accumularsi. Proprio per questo motivo tendono ad accumularsi nella catena alimentare e nell'organismo umano per cui anche una esposizione a livelli minimi ma prolungata nel tempo pu recare gravi danni alla salute. Nel 2008, il Consiglio Comunale di Figline Valdarno del 28 novembre, con delibera n.165 avente come oggetto lacquisto dellarea denominata Case Le Borra, presenta una variazione di bilancio per lacquisto del terreno di Le Borra (vedi allegato n. 2). Non sappiamo se questa variazione di bilancio stata approvata in quanto il documento non disponibile on-line (vedi allegato n. 2), ma comunque anche sul sito di figline.it viene riportata la notizia: si parla di una stima di 700000 per lacquisto del terreno per la discarica di Le Borra, del tutto in linea con quanto precisato nel Supplemento al Bollettino Ufficiale della Regione Toscana n. 42 del 17.10.2007 (costo per lacquisto del terreno di 800000 ). http://www.figline.it/hcm/hcm5485-0-VENERDI%27_28_NOVEMBRE__CONSIGLIO_COMUNALE__:_si_compra_il_terreno_della_Discarica___.html Sembra quindi, purtroppo, che il progetto discarica Le Borra cominci a diventare operativo solamente sulla base di valutazioni preliminari e di larga massima!!! Dopo questa sintetica cronistoria, sicuramente lacunosa, ma che riteniamo illustri sommariamente liter procedurale che sta determinando la realizzazione della discarica di Le

Borra, ci preme, Sig. Sindaco, rivolgerLe alcune domande a cui dovrebbe dare risposta ai cittadini che amministra. Perch, Sig. Sindaco, non chiede al Presidente dellA.E.R. di destinare le scorie pesanti dellinceneritore, visto che tali scorie, a detta dellA.E.R. non sono pericolose e costituiscono quindi una potenziale risorsa di materie prime secondarie quali acciaio, alluminio, materiali ferrosi e quantaltro, verso un cammino virtuoso di riciclo? Che progetti ci sono invece, Sig. Sindaco, per quanto riguarda le ceneri dellinceneritore? Quale sar la loro destinazione? Come Lei sa, contengono sostanze cancerogene e mutagene per l'organismo umano come diossine e furani, e sono rifiuti speciali altamente tossici. In altre parole, non possono essere destinate alla discarica di Le Borra considerata funzionale, purtroppo a tuttoggi solamente sulla base di indagini prettamente preliminari, allo smaltimento di rifiuti non pericolosi (Supplemento al Bollettino Ufficiale della Regione Toscana n. 42 del 17.10.2007). Ci pu far sapere se si fatto carico di chiedere chiarimenti e indagini pi accurate di valutazione di impatto ambientale e rischio idrogeologico, come stabilito dal D.L. n. 36 del 13/01/2003, alle autorit che hanno competenza in materia di discariche (a cui viene inoltrata, per conoscenza, questa lettera)? Non si pu basare una scelta cos delicata, che avr implicazioni serie per quanto riguarda limpatto ambientale e gli aspetti sanitari relativi alle ricadute sulla popolazione del Valdarno Superiore, su unindagine condotta 20 anni fa e, per ammissione stessa dei Comuni committenti, del tutto preliminare e di larga massima, come ribadito successivamente nel Supplemento al Bollettino Ufficiale della Regione Toscana n. 42 del 17.10.2007. In particolare, nei riferimenti normativi del D.L. 36/2003 "Attuazione della direttiva 999/31/CE relativa alle discariche di rifiuti", viene riportato espressamente quanto segue: art.8, comma 1, lettera d: (relativo alla domanda di autorizzazione per la costruzione e l'esercizio di una discarica): la descrizione del sito, ivi comprese le caratteristiche idrogeologiche, geologiche e geotecniche, corredata da un rilevamento geologico di dettaglio e da una dettagliata indagine stratigrafica eseguita con prelievo di campioni e relative prove di laboratorio con riferimento al decreto del Ministro dei lavori pubblici in data 11 marzo 1988, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 127 del 1 giugno 1988; Nellallegato 2 del suddetto decreto legislativo, relativo agli impianti di rifiuti non pericolosi e rifiuti pericolosi, viene riportato: 2.1. UBICAZIONE Di norma gli impianti di discarica per rifiuti pericolosi e non pericolosi non devono ricadere in: - aree collocate nelle zone di rispetto di cui all'articolo 21, comma 1, del decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 152, dove si riporta: art. 21 - Disciplina delle aree di salvaguardia delle acque superficiali e sotterranee destinate al consumo umano 1. Su proposta delle autorit d'ambito, le regioni, per mantenere e migliorare le caratteristiche qualitative delle acque superficiali e sotterranee destinate al consumo umano erogate a terzi mediante impianto di acquedotto che riveste carattere di pubblico

interesse, nonch per la tutela dello stato delle risorse, individuano le aree di salvaguardia distinte in zone di tutela assoluta e zone di rispetto, nonch, all'interno dei bacini imbriferi e delle aree di ricarica della falda, le zone di protezione. E ancora: Gli impianti non vanno ubicati di norma: - in aree interessate da fenomeni quali faglie attive, aree a rischio sismico di 1^ categoria cos come classificate dalla legge 2 febbraio 1974, n. 64, e provvedimenti attuativi, e aree interessate da attivit vulcanica, ivi compresi i campi solfatarici, che per frequenza ed intensit potrebbero pregiudicare l'isolamento dei rifiuti; - in aree dove i processi geologici superficiali quali l'erosione accelerata, le frane, l'instabilit dei pendii, le migrazioni degli alvei fluviali potrebbero compromettere l'integrit della discarica e delle opere ad essa connesse; Inoltre: 2.4. PROTEZIONE DEL TERRENO E DELLE ACQUE 2.4.1. Criteri generali L'ubicazione e la progettazione di una discarica devono soddisfare le condizioni necessarie per impedire l'inquinamento del terreno, delle acque sotterranee o delle acque superficiali e per assicurare un'efficiente raccolta del percolato. La protezione del suolo, delle acque sotterranee e di superficie deve essere realizzata, durante la fase operativa, mediante la combinazione della barriera geologica, del rivestimento impermeabile del fondo e delle sponde della discarica e del sistema di drenaggio del percolato, e durante la fase post-operativa anche mediante copertura della parte superiore. 2.4.2. Barriera geologica Il substrato della base e dei fianchi della discarica deve consistere in una formazione geologica naturale che risponda a requisiti di permeabilit (k) e spessore (s) almeno equivalente a quello risultante dai seguenti criteri: discarica per rifiuti non pericolosi: k 1 x 10-9 m/s e s 1 m; La continuit e le caratteristiche di permeabilit della barriera geologica su tutta l'area interessata dalla discarica devono essere opportunamente accertate mediante indagini e perforazioni geognostiche.

Alla luce di questi richiami normativi ci preme chiederLe, Sig. Sindaco, se larea circostante il sito di Le Borra sia o meno soggetta a vincolo idrogeologico. Inoltre, da un semplice esame della carta geologica 1:10000 scaricabile dal sito cartografico della Regione Toscana (foglio 287020, di cui riportiamo il dettaglio relativo a Le Borra, allegato n.3), larea del sito di Le Borra non presenta una conformazione geologica idonea come richiesto dal D.L. 36/2003, anzi un esempio didattico di unarea dove non ubicare un impianto di discarica. In particolare: 1. I litotipi affioranti sono costituiti dalle Sabbie di Palazzetto (SPA, Sub-sintema di Montevarchi) e dalle Sabbie di S. Donato (SSD, Sub-sintema di Castelnuovo), terreni cio permeabili con conducibilit idraulica (k) difficilmente 1 x 10-9 m/s;

2. Nel versante settentrionale presente una frana attiva (a1a); 3. Si ha la presenza di una faglia con andamento NO-SE che interessa le Sabbie di San Donato (SSD); 4. La falda freatica, presente nei sub-sintemi SPA e SSD i terreni cio dove verrebbe approntata la discarica -, ha come base le argille di Meleto (AME, Sub-sintema di Castelnuovo), che sono terreni impermeabili, e come si pu evincere dalla carta geologica e dalla sezione geologica riportata in allegato il cui tracciato passa casualmente proprio dal sito della discarica - (allegato n. 3), laffioramento della falda freatica forma il lago di S. Cipriano, per poi confluire nella falda freatica del bacino dellArno.

Per Figline in Movimento e Valdarno a 5 Stelle Simone Tommasini Professore Associato Universit degli Studi di Firenze Dipartimento di Scienze della Terra

ALLEGATO n. 1
Pagine WEB estratte dal sito dellA.E.R. Ambiente Energia Risorse S.p.A http://www.termovalorizzatore.it/thermo/domande/indidomande.htm

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Domande & Risposte


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LE DOMANDE

1. Dove il punto di massima ricaduta effettivo, considerando laltezza del camino,la velocit dei fumi e la loro consistenza, la direzione e la forza prevalente dei venti? 2. Com stato valutato limpatto del nuovo impianto sulla qualit dellaria nel territorio circostante? 3. Quando e perch si scelto questa localizzazione di Selvapiana? 4. Quanti termovalorizzatori sono in funzione o in fase di costruzione in Italia? e in Europa? 5. Quando e da chi sono state valutate le alternative alla termovalorizzazione? 6. I comuni italiani che non hanno scelto di costruire termovalorizzatori, come hanno risolto il problema dei rifiuti? 7. Perch non costruire impianti di trattamento a freddo invece dei termovalorizzatori? 8. Come viene tutelata la salute dei cittadini? 9. Ci sar un grave aumento del traffico pesante sulle nostre strade? 10. Come viene impiegato il ricavato della vendita dellenergia elettrica prodotta dallimpianto? 11. Dove si trova di preciso la discarica Le Borra di Figline rispetto alla zona di Gaville? 12. Che tipo di rifiuti verranno raccolti nella discarica Le Borra e come saranno stoccati? 13. Che tipo di polveri sottili verranno prodotte? Pi fini dei PM10? E di quali materiali? 14. Quanta energia viene utilizzata in valori percentuali dall'impianto rispetto a quella prodotta? 15. L'energia prodotta dall'inceneritore gode delle sovvenzioni statali concesse alla produzione di fonti di energia rinnovabili? 16. Che ne stato della infrazione inviata dalla Commissione Europea all'Italia nel 2003 che denunciava il fatto di dichiarare rinnovabile l'energia prodotta dagli inceneritori? 17. Siete a conoscenza degli studi sulle nanoparticelle e i PM2,5? 18. L'uso degli inceneritori non in netto contrasto con la tendenza in tutta Europa di aumentare la raccolta differenziata dei rifiuti e il loro riciclo? 19. L'inceneritore brucer rifiuti non differenziati? 20. Avete mai pensato di creare un impianto veramente ecosostenibile come impianti eolici o una Solar Tower? 21. Abitereste vicino ad un inceneritore e alla sua discarica? 22. Vorrei avere delucidazioni sull'impatto del termovalorizzatore in relazione alla produzione dei PM2 o nanoparticelle o come tecnicamente si chiamino. E' stato fatto uno studio? Sar fatto?

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LE RISPOSTE

1. Dove il punto di massima ricaduta effettivo, considerando laltezza del camino, la velocit dei fumi e la loro consistenza, la direzione e la forza prevalente dei venti? R. Lo Studio di impatto Ambientale mette in evidenza che la massima ricaduta (tenendo conto dei fattori quali altezza del camino, portata, temperatura e velocit dei fumi, temperatura e pressione ambiente, ecc) nellintorno dellimpianto (circa 300 m). 2. Com stato valutato limpatto del nuovo impianto sulla qualit dellaria nel territorio circostante? R. Limpatto sulla qualit dellaria del nuovo impianto stato valutato con lutilizzo di un modello di simulazione delle concentrazioni degli inquinanti nellaria e nel suolo e tenendo conto dello stato attuale, cos come descritto negli studi pubblici della Regione e delle autorit di controllo ambientale. 3. Quando e perch si scelto questa localizzazione di Selvapiana? R. La scelta della localizzazione stata dettata da due considerazioni: - utilizzare unarea gi occupata da un impianto di questo tipo che doveva essere riqualificato; - limpianto collocato nellarea che deve servire, e ci limiter limpatto ed il costo del trasporto dei rifiuti su strada. Le alternative tecnologiche e di localizzazione sono state studiate e valutate al momento della redazione dei piani di gestione rifiuti. Tali fasi si sono svolte a livello regionale e provinciale. Il piano provinciale stato approvato nel 2002, sulla base delle indicazioni regionali. 4. Quanti termovalorizzatori sono in funzione o in fase di costruzione in Italia? e in Europa? R. Le statistiche di Federambiente contavano nel 2003 un numero di 38 inceneritori, per un totale di rifiuti inceneriti di 2.750.000 tonnellate annue. Attualmente sono in costruzione 10 nuovi impianti. In Europa sono gi in funzione 175 impianti. 5. Quando e da chi sono state valutate le alternative alla termovalorizzazione? R. Le alternative sono state studiate e valutate al momento della redazione dei piani di gestione rifiuti. Tali fasi si sono svolte a livello regionale e provinciale. Il piano provinciale approvato nel 2002, anche sulla base delle indicazioni regionali, ha scelto la termovalorizzazione in quanto tecnologia affidabile e sicura, sulla base di studi e valutazioni della esperienze a livello italiano ed europeo. Le alternative possibili sono state studiate e valutate in tale occasione. La soluzione pi congruente appare ancora oggi la integrazione fra raccolta differenziata, recupero e trattamento finale con termovalorizzazione. Questultima consente di recuperare il contenuto energetico dei rifiuti residuati dagli altri trattamenti. 6. I comuni italiani che non hanno scelto di costruire termovalorizzatori, come hanno risolto il problema dei rifiuti? R. Le soluzioni pi avanzate di raccolta e smaltimento dei rifiuti prevedono lutilizzo integrato dei quattro capisaldi della gestione efficace del ciclo dei rifiuti: 1. raccolta differenziata 2. selezione e riduzione (trattamenti a freddo) 3. valorizzazione termica 4. discarica 7. Perch non costruire impianti di trattamento a freddo invece dei termovalorizzatori? R. Limpianto di temovalorizzazione parte integrante della gestione integrata del ciclo di smaltimento dei rifiuti, di cui fa gi parte limpianto di selezione (trattamento a freddo) di Podere Rota (Terranuova Bracciolini AR).

8. Come viene tutelata la salute dei cittadini?

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R. La costruzione di un impianto di termovalorizzazione sottoposta a Valutazione di Impatto Ambientale. Se nel corso di tale valutazione emergono rischi per la salute e per lambiente lautorizzazione non viene concessa.

9. Ci sar un grave aumento del traffico pesante sulle nostre strade? R. No. Il maggior traffico causato dal potenziamento dellimpianto calcolato in 8 autoarticolati al giorno che percorreranno solo strade extraurbane. Ci dovuto al fatto che limpianto sar rifornito con rifiuti trattati allimpianto di selezione di podere Rota a Terranuova Bracciolini.

10. Come viene impiegato il ricavato della vendita dellenergia elettrica prodotta dallimpianto? R. I ricavi della vendita dellenergia elettrica sono parte del bilancio totale dellazienda e sono utilizzati per la riduzione delle tariffe di smaltimento fatturate a cittadini e aziende. Limpiego di tali ricavi verificabile nel bilancio AER che pubblico. Copia del bilancio viene trasmessa ai Comuni soci.

11. Dove si trova di preciso la discarica Le Borra di Figline rispetto alla zona di Gaville? R. La discarica de Le Borra una previsione del Piano Provinciale di smaltimento dei rifiuti. E collocata allinterno dellex area mineraria e percorrendo la strada che da Gaville conduce al lago di S. Cipriano, dopo circa km sulla sinistra, in localit Poggio Secco, c il sito de Le Borra. In ogni caso laccesso alla discarica previsto dalla SR 69 presso la localit Carresi.

12. Che tipo di rifiuti verranno raccolti nella discarica Le Borra e come saranno stoccati?? R. I materiali depositati nella discarica de Le Borra saranno le scorie pesanti (esempio, le ceneri del caminetto), ovvero le ceneri che escono dal fondo del forno e non le polveri leggere derivanti dalla filtrazione dei fumi. Si tratta di rifiuti speciali non pericolosi.

13. Che tipo di polveri sottili verranno prodotte? Pi fini dei PM10? E di quali materiali?? R. Le polveri sottili prodotte sono quelle residuali della filtrazione a maniche. Questa tecnologia consente elevatissimi gradi di efficienza (anche superiori al 99,9%). I materiali ricercati nelle emissioni sono quelli del D.Lgs. 133/2005 e tra questi: . HCl Acido cloridrico - HF Acido fluoridrico - SO2 Anidride solforosa - NOx Ossidi di azoto Polveri: CO Ossido di carbonio - COT Carbonio organico totale - Cd+Tl Cadmio+tallio - Hg Mercurio Metalli pesanti: PCDD + PCDF Diossine e furani - IPA Idrocarburi policiclici aromatici La normativa considera la misura delle polveri PM10, tuttavia lefficienza tipica dei filtri previsti (anche superiore al 99,9) comprende anche polveri di dimensione inferiore al PM10, e riferite al PM2,5.

14. Quanta energia viene utilizzata in valori percentuali dall'impianto rispetto a quella prodotta?? R. E previsto limpiego di circa 800 kW a fronte di un recupero di circa 6.300 kW.

15. L'energia prodotta dall'inceneritore gode delle sovvenzioni statali concesse alla produzione di fonti di energia rinnovabili? R. La vendita di energia ai prezzi dei cosiddetti certificati verdi, costituisce un contenimento dei costi complessivi di smaltimento del materiale conferito allimpianto. Ad oggi la normativa consente di tenere conto di tale possibilit, in caso contrario non ne saranno presi in considerazione i vantaggi, a detrimento del costo unitario finale.

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16. Che ne stato della infrazione inviata dalla Commissione Europea all'Italia nel 2003 che denunciava il fatto di dichiarare rinnovabile l'energia prodotta dagli inceneritori? R. Sulla questione della rinnovabilit della fonte energetica in corso a tuttoggi un attento dibattito.

17. Siete a conoscenza degli studi sulle nanoparticelle e i PM2,5? R. Il tema di attualit e si stanno moltiplicando gli studi e le pubblicazioni. Il nostro studio di impatto ambientale ha tenuto conto dei fattori di rischio che hanno un riscontro dimostrato scientificamente, altrimenti sarebbe stato un lavoro di ricerca tout court e non di analisi degli impatti per limpianto progettato.

18. L'uso degli inceneritori non in netto contrasto con la tendenza in tutta Europa di aumentare la raccolta differenziata dei rifiuti e il loro riciclo? R. La termovalorizzazione non assolutamente in contrasto con la tendenza da Lei indicata; a tuttoggi uno dei capisaldi fondamentali di qualsiasi filiera di gestione dei rifiuti.

19. L'inceneritore brucer rifiuti non differenziati? R. Limpianto brucer rifiuti derivanti dalla selezione dei materiali gi a valle di raccolte differenziate, effettuata nellimpianto di trattamento a freddo in corso di realizzazione presso Podere Rota in Comune di Terranova Bracciolini, ed eventualmente di materiali comunque residuali della raccolta differenziata locale.

20. Avete mai pensato di creare un impianto veramente ecosostenibile come impianti eolici o una Solar Tower ? R. Gli impianto eolici e la Solar Tower da Lei citati, sono impianti per la sola produzione di energia elettrica, che non hanno attinenza quindi con limpianto progettato da AER.

21. Abitereste vicino ad un inceneritore e alla sua discarica?? R. Con lo studio di impatto ambientale si dimostrata unaltissima attenzione alla ricaduta socio ambientale dellimpianto. Per fare ci si partiti dalla sorgente ovvero dalle fasi impiantistiche che producono inquinanti, ricercando la migliore soluzione tecnica per poi valutarne la ricaduta a sempre maggiore distanza. Il pensiero stato quindi rivolto in primis al personale che lavorer sullimpianto come soggetti maggiormente esposti ai risultati dellattivit. Va da s che il cittadino sia ancora pi tutelato.

22. Vorrei avere delucidazioni sull'impatto del termovalorizzatore in relazione alla produzione dei PM2 o nanoparticelle o come tecnicamente si chiamino. E' stato fatto uno studio? Sar fatto?? R. Quelle che vengono normalmente identificate come polveri, sono in realt costituite da un insieme vario di particelle solide o liquide che, a causa delle ridotte dimensioni, tendono a rimanere sospese in aria. A seconda delle dimensioni, si distinguono in PM10: particelle con diametro inferiore a 10 micron (1 milionesimo di metro); PM2,5: particelle con diametro inferiore a 2,5 micron, prodotte da un'ampia variet di sorgenti sia naturali che da attivit umane. Tra le principali sorgenti di polveri si trovano quelle naturali quali i vulcani ed i deserti; tra le principali derivanti da attivit umane si hanno le attivit industriali, il traffico veicolare, il riscaldamento civile. Il termovalorizzatore I Cipressi sar dotato di un filtro elettrostatico e di un filtro a maniche; i fumi quindi subiranno due filtrazioni. Tali filtrazioni hanno caratteristiche fondamentalmente diverse, e la somma delle due dar ampi margini di sicurezza. Queste tecniche di filtrazione sono disponibili gi da molti anni, e lefficacia oramai consolidata (vedi http://www.feafrullo.it/emissioni.html e http://www.meta.mo.it ).

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Lelettrofiltro una macchina che, sfruttando le cariche elettriche delle polveri, in grado di intercettarne una grande quantit fino a livelli di efficacia maggiori al 97%; la capacit filtrante tipica di questa macchina lintercettazione di polveri maggiori del PM10 ed inferiori al PM1. Il filtro a maniche una macchina composta essenzialmente da un grande contenitore nel quale sono inserite centinaia di maniche in tessuto filtrante speciale. I fumi devono obbligatoriamente passare attraverso questi tessuti, pertanto le poveri rimaste dalla filtrazione elettrostatica, vengono trattenute dai tessuti stessi. La capacit filtrante tipica di questi filtri maggiore del 99,9% per le polveri PM10 e PM2,5. Sono reperibili in rete alcuni test effettuati con protocolli di analisi supervisionati dallEPA (Environmental Protection Agency) negli Stati Uniti, che dimostrano laltissima capacit filtrante dei tessuti delle maniche suddette sulle polveri PM2,5 , maggiore anche del 99,99%. Attualmente in corso un acceso dibattito sulle polveri PM2,5 e sulla loro nocivit, tuttavia si evince dallo Studio di Impatto Ambientale che lapporto del termovalorizzatore alle polveri totali presenti nellambiente circostante, garantisce ampi margini di rispetto dei valori di salvaguardia ambientale e sanitaria ad oggi definite per il PM2,5, mentre lapporto totale risulta ininfluente sulla qualit dellaria rispetto alle polveri fini. Lo Studio di Impatto Ambientale ha preso in considerazione sia il modello di dispersione e ricaduta delle polveri PM10 che delle polveri PM2,5. In questo secondo caso, per alzare il livello di cautela, si sono considerate tutte le polveri emesse come se fossero di dimensione PM2,5 e quindi pi dannose, non ottenendo variazioni nei risultati. I valori risultanti sono largamente inferiori sia rispetto a quelli definiti dalla Commissione Europea, sia ai valori guida definiti dallOMS (Organizzazione Mondiale della Sanit).

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ALLEGATO n. 2
Delibera n. 165 del Consiglio Comunale di Figline Valdarno del 28 novembre 2008, avente come oggetto lacquisto dellarea denominata Case Le Borra, di cui purtroppo non disponibile la documentazione on line http://www.comune.figline-valdarno.fi.it/index.php/page/show/id/33

Comune di Figline V.no - Homepage

http://www.comune.figline-valdarno.fi.it/index.php/page/show/id/33

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Dettaglio delibera
Tipo atto Numero delibera Data delibera Oggetto Assessorato Ufficio Immediata eseguibilit Soggetta a ratifica Data inizio pubblicazione Data fine pubblicazione Data esecutiva Documento Componenti DELIBERA DI CONSIGLIO 165 28/11/2008 ACQUISTO AREA DENOMINATA "CASE LE BORRA" SITA IN TERRITORIO DI FIGLINE VALDARNO BILANCIO E ORGANIZZ SETTORE RISORSE No No 01/12/2008 16/12/2008 12/12/2008 Documento non disponibile

Comune di Figline Valdarno piazza IV Novembre 3 Figline Valdarno (FI) P.IVA 01293700488 comune.figline-valdarno@postacert.toscana.it URP 05591251 0559125386 Polizia Municipale 055953025

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ALLEGATO n. 3
Carta geologica 1:10000 della Regione Toscana, foglio 287020, Coordinatore Scientifico Prof. Enrico Pandeli, Universit degli Studi di Firenze - estratto dellarea circostante il sito di Le Borra - sezione geologica SO-NE che passa per il sito di Le Borra - legenda della carta geologica

500 m

Le Borra