Sei sulla pagina 1di 6

La rivoluzione scientifica

A partire dal 1500, in Europa, ha avuto luogo un grandissimo cambiamento nel modo di concepire il mondo e l'universo, che prende il nome di "rivoluzione scientifica". Questo cambiamento ha costituito le fondamenta della scienza moderna, attraverso una profonda trasformazione concettuale ed un nuovo modo di concepire il mondo fisico, la meccanicistica. Le osservazioni pratiche e il nuovo metodo d'indagine, la nascente cultura scientifica generata da una straordinaria rivoluzione in questi termini, portarono a un radicale cambiamento nel tessuto connettivo culturale europeo tra XVI e XVII secolo, mutamenti che hanno indicato e tracciato profondamente la via per la definizione del mondo e della scienza moderni. Fino a met del 1500, la concezione del cosmo era legata alla filosofia antica, in particolare a quella di Aristotele e Tolomeo, che con il suo sistema definito "geocentrico", considerava la terra al centro di un universo finito, circondata da altri corpi non costituiti da materia. In contrapposizione alle teorie scientifiche, un ruolo importante aveva la magia, che a differenza della scienza, non era alla portata di tutti: il mago era colui che, attraverso atti miracolistici, riusciva a trasformare il mondo; parlava una lingua conosciuta soltanto dagli adepti, e considerava la magia una cosa da tenere segreta. La scienza invece poteva essere compresa da tutti, tramite la ragione e grazie ad un linguaggio universale basato sulla matematica. L'avvento del Rinascimento e dell'Umanesimo port a qualche innovazione in campo scientifico, soprattutto nell'ambito matematico. Tuttavia, si pu riconoscere l'inizio della rivoluzione scientifica con Copernico, che nel 1543 pubblic "De revolutionibus orbium coelestium", in cui esponeva la sua teoria eliocentrica. Copernico attribuisce allUniverso una forma sferica, al cui centro posiziona il Sole, immobile, mentre tutti gli altri pianeti, Terra compresa, ruotano attorno ad esso, disegnando orbite uniformi. Riconosce la rotazione della Terra su se stessa e la rotazione della Luna come satellite terrestre e fa una distinzione fra pianeti interni (Mercurio e Venere, ossia quelli che stanno tra il Sole e la Terra) e pianeti esterni (gli astri posizionati al di fuori dellorbita circoscritta dal nostro pianeta, vale a

dire Marte, Giove, Saturno), e posiziona la Terra al terzo posto nello schema del sistema solare.

Il sistema copernicano

La teoria eliocentrica, che si contrapponeva a quella geocentrica di Tolomeo, all'inizio non ebbe molto successo: si tendeva ad accettarla sul piano matematico, ma a rifiutarne le conclusioni. La scienza del tempo, che ignorava il principio d'inerzia, non riusciva a spiegare perch, se la Terra si muoveva con grande velocit da occidente verso oriente, i pesi in caduta libera non toccassero terra pi a ovest del punto dal quale erano caduti. L'accettazione parziale delle teorie copernicane port in parte ad un ripensamento riguardo al vecchio sistema tolemaico, evitando cos uno scontro tra i sostenitori del nuovo pensiero e i tradizionalisti (tra i quali importante sottolineare il clero). Le tesi copernicane, furono in parte contestate da un astronomo e matematico tedesco, Keplero, il quale fin da giovane ader alla tesi eliocentrica di Copernico, ma ne contest in particolare un aspetto: l'affermazione che i moti planetari siano perfettamente circolari, e contrariamente postula un movimento in orbite ellittiche che permetterebbe la descrizione del cosmo con l'uso di sei forme geometriche (crolla cos un altro dei capisaldi dell'astronomia antica,

che attribuiva ai corpi celesti, considerati divini, il moto circolare in quanto moto perfetto). Keplero concepiva il cosmo come incentrato su una divina armonia di carattere matematico- geometrico. La caratterisca del metodo di Keplero era il formare teorie intellettuali e poi verificarle con l'osservazione. Comp anche degli importanti studi di ottica. In questo periodo, che corrisponde a quello della controriforma, si stavano sviluppando inoltre molte teorie naturalistiche, come quelle di Giordano Bruno. In questo clima, il nuovo pensiero scientifico si scontrava ovviamente con quanto enunciato nella bibbia. Nasceva inoltre un sospetto di eresia. La pubblicazione, nel 1632, del "Dialogo sui massimi sistemi" di Galileo Galilei, segn l'inizio di uno storico conflitto tra i fautori della nuova scienza e la chiesa di Roma. Galilei (1564-1642) fu uno dei maggiori esponenti della rivoluzione scientifica. Tra le sue conquiste intellettuali vanno ricordate: una netta distinzione tra l'ambito teologico e l'ambito scientifico, la nuova teoria sul metodo della conoscenza, l'idea che le scienze matematiche rispecchino la realt (secondo Galileo, la natura e il cosmo sono scritti in caratteri matematici), la distinzione tra "qualit primarie" ( qualit intrinseche degli oggetti) e "qualit secondarie" (qualit percepite dai sensi del soggetto).

La teoria della conoscenza Galilei fu l'ideatore del metodo sperimentale basato sulle "sensate esperienze e necessarie dimostrazioni", riflettendo cos pienamente lo spirito di critica ai sistemi tradizionali proprio della rivoluzione scientifica. Questo metodo, basato sulla sperimentazione, constava essenzialmente di tre momenti: 1) L'esperimento. L'esperimento consisteva sia nell'osservazione di fenomeni che avvenivano spontaneamente in natura, sia dalla stimolazione artificiale della natura con mezzi appropriati, affinch essa rispondesse. In entrambi i casi, l'essenza (e la novit) dell'esperimento galileiano stava nel ridurre l'esperimento alla

misurazione e alla misurazione dei fenomeni. 2) L' ipotesi. L'ipotesi non era altro che la formulazione provvisoria di una legge matematica, che si potesse applicare a tutti i fenomeni dello stesso genere e non solo a quelli gi sperimentati. Tale legge diveniva allora la fonte di spiegazione dei fenomeni stessi. 3) La verifica (o sperimentazione dell'ipotesi). Affinch l'ipotesi risultasse vera, doveva ritornare di nuovo alla pratica: doveva cio essere sperimentata, essendo applicata a casi sempre nuovi. Ci comportava un duplice vantaggio: - Rendeva certa l'ipotesi stessa e quindi, di nuovo, la rendeva applicabile a tutti i casi possibili. - Faceva in modo che la scienza diventasse tecnica, cio che i principi teorici venissero applicati su strumenti che dapprima servivano solo a verificare la teoria, ma che poi furono applicati per tutti gli usi immaginabili. Uno strumento molto importante introdotto proprio da Galilei come miglioramento del cannocchiale, fu il telescopio, di cui si serv in molti dei suoi studi. La prima scoperta di Galileo fu l'irregolarit della superficie della luna, che, proprio come la terra, presentava irregolatit e crateri: tale constatazione contrastava evidentemente con la tradizionale concezione della materia dei pianeti, ritenuta fino ad allora cristallina e perfetta. Decisive furono inoltre le osservazioni del pianeta Giove e la scoperta di quattro satelliti che gli ruotavano attorno, denominati Astri medicei. La Terra non era pi fulcro di rotazione e centro dell'universo. Galilei cap quindi che anche la Terra poteva ruotare intorno a un centro di moto quale il Sole: ebbe cos la prova pratica, data dall'osservazione e dalla sperimentazione, della teoria copernicana, arrivando cos a sgretolare il sistema aristotelico-tolemaico, radicato da molti secoli. Inoltre, fondamentali per lo sviluppo del progresso scientifico, furono le osservazioni della via Lattea, che "non altro che una congerie di innumerevoli stelle disseminate a mucchi" costituita da Saturno "tricorporeo", dal Sole a macchie, delle fasi di Venere. Copernico e Galileo tolsero alla Terra, e di conseguenza anche

all'uomo, il primato di centralit e unicit nell'universo, portando un sostanziale cambiamento nella considerazione della potenza umana e del concetto di uomo stesso posto al centro del creato. Un'altra questione generata dalla rivoluzione scientifica e da Galilei quella inerente al rapporto tra scienza e fede. Il nuovo apparato cosmologico appariva discordante rispetto al modello proposto dalla Bibbia. Galilei sosteneva, cosa inaccettabile per la Chiesa, la totale estraneit della fede all'indagine scientifica e al mondo sensibile. Un altro importante esponente della rivoluzione scientifica il fisico Isaac Newton (1642-1727), che scopr i tre principi della dinamica e la legge di gravitazione universale. Secondo Newton, la scienza non cerca la causa ultima dei fenomeni, egli quindi critica il procedimento ipotetico che prevede la spiegazione dei fenomeni inventando delle ipotesi non verificate dall'esperienza, affermando che la scienza debba descrivere in leggi matematiche i fenomeni osservabili: ( ipotesi = cosa non deducibile dai fenomeni) "HYPOTHESIS NON FINGO", non invento ipotesi. Egli afferma che vi sono quattro regole del metodo scientifico o, meglio, del "filosofare" : 1) si devono ammettere solo quelle cause che sono necessarie per spiegare i fenomeni, giacch la natura non va nulla invano; 2) effetti dello stesso genere devono sempre essere attribuiti alla stessa causa; 3) le qualit che appartengono ai corpi di cui si pu fare esperienza possono essere considerate come appartenenti a tutti i corpi in generale, devono quindi essere considerate universali: il principio della induzione scientifica; 4) le proposizioni raggiunte mediante induzioni devono essere considerate vere fino al momento in cui altri fenomeni le confermino interamente. I TRE PRINCIPI DELLA DINAMICA Nel "Philosophie Naturalis principia matematica" del 1687, sono ancora contenuti i capisaldi della filosofia newtoniana, su cui si basa la fisica classica, cio i tre principi della dinamica. 1. PRINCIPIO D'INERZIA: ( le cui prime formulazioni sono di Bruno e Galilei) secondo cui un corpo mantiene il suo stato di quiete o continua a compiere il proprio moto rettilineo uniforme eccetto l'intervento di forze esterne.

2. PROPORZIONALITA' TRA ACCELLERAZIONE E FORZA: il cambiamento di moto proporzionale alla forza motrice impressa e avviene secondo il moto rettilineo del corpo, cio l'accelerazione del moto pari alla forza impressa. 3. PRINCIPIO DI UGUAGLIANZA TRA AZIONE E REAZIONE: ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria. I principi sono validi per tutti i corpi dell'universo, comprese le comete. Una leggenda diffusa da Voltaire racconta che lidea della gravitazione venuta in mente a Newton osservando la caduta di una mela: egli si sarebbe allora domandato che cosa sarebbe accaduto se la mela fosse caduta da un albero alto quanto la Luna. Nel 1666 , egli intu che se la luna non si allontana dalla Terra, perch essa attratta dalla sua forza centripeta terrestre, che non le permette di allontanarsi per inerzia. Quindi la legge della gravitazione universale prevede che i corpi si attraggono con una forza proporzionale alla loro massa, cio pi grande la massa di un pianeta, minore la sua forza di attrazione. Con la legge gravitazionale dei corpi, si verifica il superamento del dualismo tra Fisica terrestre e Fisica celeste, avviata dalla Rivoluzione Copernicana. Per Newton, l'universo opera di un Dio trascendente, dotato di intelligenza. Egli infinitamente esteso e dura eternamente e attraverso lo spazio e il tempo egli percepisce il mondo: lo spazio sempre e il tempo ovunque. Nel periodo della rivoluzione scientifica sono state fatte delle scoperte importantissime, le quali hanno permesso alla scienza di ottenere un ruolo molto significativo nella concezione del mondo. Sofia Tapinassi