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www.agricoltura.regione.lombardia.it 80.

000copie
Anno XXVII
Febbraio 2011
Numero 2
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LA VOCE DEGLI ESPERTI, DEI RICERCATORI E DEGLI AGRICOLTORI
PER METTERE A FUOCO LE NUOVE FRONTIERE DELLE
FILIERE CEREALICOLE, CUORE DELLAGRICOLTURA LOMBARDA
PAC
Entra nel vivo
la discussione
sui criteri per
la redistribuzione
degli aiuti diretti
Grandi
colture
Grandi
colture
VERSOLANUOVA
01_cover febb. ok.qxp 21-02-2011 16:13 Pagina 1
Ad ogni
maiscoltore
il proprio Merlin
Una gamma risolutiva su abutilon,
farinello, erba morella, altre dicotiledoni,
sorghetta da seme e, nella sua
evoluzione, anche su poligonacee e
graminacee
Lunga durata dazione grazie alla sua
riattivazione
Ottimizza il risultato del post-emergenza
www.crop.bayercropscience.it
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novit novit
Merlin Linea INF AGRARIO 21x287 20-01-2010 17:42 Pagina 1
I FEBBRAIO 2011 I LOMBARDI A VERDE I 3 I
I EDITORIALE I
VISIONE DINSIEME DI UN PERCORSO IN SALITA
al mio punto di vista, nel senso letter ale di cosa vedo dallalto del r uolo che ho lonor e
di r icopr ir e, c una vista pr ivilegiata. Vista che, almeno per come ho inteso inter pr etar e
il r uolo di assessor e, non segna un distacco, anzi. Chi mi conosce sa bene quanta
importanza io attr ibuisca allascolto, al coinvolgimento del ter r itor io e, sopr attutto,
delle per sone che sono in pr ima linea nelle aziende, nei campi, negli allevamenti, tr a i
filar i dei vigneti e, tr oppo spesso, tr a le car te della bur ocr azia. Quanto sia fondamentale
esser e tr a di lor o, par tecipando alle assemblee, alle fier e, visitando le lor o impr ese.
Ci non toglie che esser e assessor e r estituisce anche una visione complessiva sullo
stato del pr imo settor e lombar do, che va ben oltr e la semplice media algebr ica
tr a cr iticit e punti di for za delle diver se filier e, nel contesto di una cr isi globale che
ancor a fr ena la r ipr esa che tutti auspichiamo.
Colgo la velocit in cui le cose accadono, lintensit del lavoro, la delicatezza di un
sistema che deve potersi mantenere in equilibrio per poter sfruttare tutto il suo
potenziale: penso ad esempio allesplosione delle quotazioni del mais mentre il settore
suinicolo si mobilita per lo stato di crisi, o alle performance del grana padano mentre
gli allevatori conducono una solitaria battaglia per salvaguardare il proprio reddito.
Ma penso anche alla bellezza del nostro paesaggio, alla sicurezza dei nostri alimenti,
alla solidit delle nostre tradizioni, allavanguardia delle nostre tecnologie come
fili allacciati al lavoro operoso e responsabile dei nostri agricoltori.
Sono r imasto molto soddisfatto dalla gr ande par tecipazione al convegno sul futuro
della Pac (di cui parliamo nel servizio da pag. 7), dallentusiasmo dei giovani agr icoltor i
del settor e lattier o casear io, lombar di e nazionali, che abbiamo pochi gior ni fa ospitato
pr esso la Dir ezione gener ale agr icoltur a e che legittimamente chiedono alle istituzioni
gli str umenti per sostener e la competitivit delle lor o impr ese. Fr onte sul quale
Regione Lombar dia non insensibile e immobile, anzi il 22 febbr aio abbiamo
pr ogr ammato un convegno sul tema Mercato del latte e, a seguir e, il Tavolo
della filiera. Abbiamo anche tenuto a battesimo la nascita dei pr imi Distr etti agr icoli,
a confer ma che sempr e pi impr enditor i sono flessibili a un cambio di pr ospettiva,
inser endosi in una logica di r ete.
I compiti che ci attendono sono molto impegnativi e sottovalutar li sar ebbe un fatale
er r or e. Ser ve r imboccar ci le maniche, con dedizione e ser iet. Sopr attutto, non mi
stancher di r ipeter lo, serve essere uniti, aver e un comune obiettivo. Il per cor so
cer tamente in salita, ma questa anche lunica dir ezione che conduce alla vetta, dove
ci attendono la soddisfazione che r ipaga della fatica e la vista su panor ami miglior i.
Unire le forze
per un obiettivo comune
Giulio De Capitani
Assessore allAgricoltura della Regione Lombardia
D
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I FEBBRAIO 2011 I LOMBARDI A VERDE I 5 I
I IN PRIMO PIANO I
IN PRIMO PIANO
Il futuro della Pac
in Lombardia
Frutta nelle scuole,
una battaglia culturale
Varate le norme
sullammasso
PSR 2007-2013
Per non perdere le misure
SPECIALE
IL PREZZO DA PAGARE
PER LE GRANDI COLTURE
Aggregazione e sostenibilit
vanno a braccetto
Le interviste ai cerealicoltori
Variet provate
direttamente in azienda
Le due facce del sorgo
Una filiera produttiva
per valorizzare il monococco
Frumento, calano le superfici
aumenta la qualit
La qualit il futuro
del nostro mais
Nel pieno cuore
della filiera zootecnica
Fitosanitario, le linee guida
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DALLE PROVINCE
Lodi, la forza costruttiva
della sperimentazione
MONTAGNA
Non tremate anche se
gli orsi son tornati
SPERIMENTAZIONE
Ricerca, 14 progetti al via
EVENTI & ATTUALIT
I SOMMARIO I
MENSILE DELLA
DIREZIONE GENERALE
AGRICOLTURA
DELLA REGIONE LOMBARDIA
Piazza Citt di Lombardia, 1
20124 Milano
anno XXVII - n. 2 - febbraio 2011
Reg. Tribunale di Milano
n. 188/96 del 23/3/96
Diffusione 80.000 copie
COORDINAMENTO EDITORIALE
Rosamaria Prevosto
DIRETTORE RESPONSABILE
Michela Longo
REALIZZAZIONE EDITORIALE
Editing Srl
Via Vitruvio, 43
20124 Milano
lombardiaverde@editing.it
FOTO
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(Carlo Silva), Ersaf e Fotolia
FOTOLITO
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Postel Spa - Pomezia (RM)
CONCESSIONARIA ESCLUSIVA
DELLA PUBBLICIT
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20149 MILANO
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RESPONSABILE PUBBLICIT
E MARKETING
Claudio Pietraforte
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I FEBBRAIO 2011 I LOMBARDI A VERDE I 7 I
I IN PRIMO PIANO I
L
a discussione sulla Pac si fa sempr e
pi str ingente. Lo dimostr a linfittir -
si di incont r i e di at t i ist it uzionali,
d a l cos id d et t o Rappo rto Lyo n d el
Parlamento Europeo, approvato il 1luglio
scor so a Br uxelles, alla Comunicazione
sul futuro della Pac della Commissione
Eur opea, var ata a novembr e. A maggio
la Commis s ion e eur op a r la men t a r e
Agricoltura, presieduta da Paolo De Castro,
ha in pr epar azione un altro Rapporto
che entr er di pi nel mer ito delle misu-
r e, ma per la pr ima pr oposta legislativa
bisogner aspettar e lestate, se non lini-
zio dellautunno.
I giochi, dunque, non sono ancor a chiu-
si ma siamo entr ati nella fase finale, che
det er miner il fut ur o dellagr icolt ur a
eur opea e della Politica comunitar ia dal
2014 al 2020. La posta in gioco alta e la
Lombar dia vuole aver e un r uolo da pr o-
tagonista nel dibattito. Per questo, lo scor-
so gennaio la Regione ha or ganizzato un
convegno, La Lombardia verso la Pac
2020 con r elator i di pr imo piano nella
par tita: Paolo De Castro, pr esidente del-
la Commissione agr icoltur a e sviluppo
r ur ale del Par lamento eur opeo; Mario
Catania, capo dipartimento delle Politiche
eur opee e inter nazionali del Minister o
delle Politiche forestali; Beatriz Velazquez
della Commissione Eur opea. Il pr esiden-
te Roberto Formig oni ha fatto gli ono-
r i di casa, r icor dando che se vogliamo
cibi sicur i, tr acciati, pr odotti con moda-
lit contr ollate e cer tificate, r ispettose
dellambiente, del ter r itor io, dei lavor a-
tori, del benessere animale, abbiamo biso-
gno di una Pac che intr oduca e valor izzi
la qualit dei pr odotti, la tipicit e la tr ac-
ciabilit. Per la Giunta lombar da, il pun-
to pi delicato della Pac r iguar da la redi-
s tribuzio ne de g li aiuti t r a St at i e t r a
Regioni, che, se fosse basata sul cr ite-
rio della sola superficie agricola, compor-
ter ebbe il taglio pi significativo a car ico
della Lombar dia, par i a quasi il 50%,
r imar ca For migoni. Se il cr iter io fosse
il numer o degli occupati, il taglio sar ebbe
del 40% cir ca. Quello meno penalizzante
per la Lombar dia, con una r iduzione del
15% risulta essere il valore aggiunto del-
le produzioni agricole. Per questo il pre-
sidente lombar do sollecita Gove rno e
Regioni a unazione coordinata di for-
te pressione sulle istituzioni europee.
Una r edistr ibuzione r adicale, impor tan-
te ed impr ovvisa delle r isor se comunita-
r ie non sar ebbe a favor e dellItalia e del-
la Lombar dia, ha r icor dato lassessor e
allAgricoltura regionale Giulio De Capitani,
a conclusione del convegno sulla Pac. Ma
non sar penalizzando i modelli di agr i-
coltur a pi intensiva e capitalizzata che
pr odur r emo pi cibo sui ter r eni agr ico-
li, sempr e meno estesi, che abbiamo a
disposizione. Sullottimizzazione nel-
l' utilizzo di risorse pi limitate, De Capitani
favor evole alla lor o concentrazione
a favore delle cosiddette aziende atti-
ve, pi capaci di far le fr uttar e a vantag-
gio di tutti. Quali gli scenar i possibili?
Pr oviamo a ipotizzar lo nelle pagine che
seguono attraverso la voce delle istituzio-
ni e unilluminante ricerca dellInea.
A PALAZZO PIRELLI, I PROTAGONISTI
ISTITUZIONALI A CONFRONTO SUL
TEMA DELLA POLITICA COMUNITARIA
POST 2013. LA DISCUSSIONE
SI CONCENTRA SUI CRITERI
DI REDISTRIBUZIONE DEGLI AIUTI
DIRETTI TRA PAESI E REGIONI,
UNA PARTITA CRUCIALE PER TUTTI
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Sussidi alle esportazioni
Aiuti diretti accoppiati
Sviluppo rurale
Altre forme di sostegno al mercato
Pagamenti disaccoppiati
% del PIL e dellUE
UE-10 UE-12 UE-15 UE-25 UE-27
Nel grafico,
illustrata la
ripartizione degli
aiuti Pac e la sua
evoluzione negli
anni. Nel 2009, la
spesa per il
sostegno stata
di oltre 50 miliardi
di euro, pari al
41% del bilancio
Ue e solo allo
0,5% del Pil Ue.
t EVOLUZIONE DELLA SPESA E DELLE RIFORME DELLA PAC
(prezzi costanti del 2007)
In miliardi di euro
Fonte: CommissioneEuropea- DGAgricolturaesvilupporurale
In percentuale sul PIL
Da sinistra, lassessore ai Sistemi verdi e Paesaggio
Alessandro Colucci, lassessore allAgricoltura Giulio De Capitani,
il presidente di Regione Lombardia Roberto Formigoni.
Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale:
lEuropa investe nelle zone rurali
PSR 2007-2013 Direzione Generale Agricoltura
Il futuro della
Pac in Lombardia
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1
LA RICERCA DELLINEA METTE IN GUARDIA LITALIA SULLA REDISTRIBUZIONE
I 8 I LOMBARDI A VERDE I FEBBRAIO 2011 I
I IN PRIMO PIANO I
Bruxelles sta lottando
per non ridurre le risorse
P
aolo De Cas tro, pr esidente del-
la Commissione agricoltura e svi-
luppo rurale del Parlamento euro-
peo, ha voluto sottolineare il nuovo ruo-
lo confer ito dal Tr attato di Lisbona al
Parlamento Europeo, che oggi ha voce in
capitolo alla pari con il Consiglio nel pro-
cesso legislativo comunitario. Un r uolo
che pu r ivelar si fondamentale in que-
sta delicata fase di contr attazione per
la definizione della Pac visto che, come
De Castr o ha r ibadito, la volont parla-
mentare lespressione diretta dei citta-
dini dei territori e delle istanze che nasco-
no dalla base. Dunque anche dagli agr i-
coltori e dalle loro associazioni. De Castro
invita quindi a par tecipar e al dibattito
con maggior attenzione e in siner gia
con il Par lament o, che st a por t ando
avanti una battaglia ser r ata per man-
tenere le stesse risorse attuali anche per
la Pac post 2013. Gr azie alla pr ocedur a
di codecisione, il Par lamento pu cer -
care di intervenire anche in uno dei pas-
saggi focali della Pac, ovver o la deter-
minazione dei nuovi criteri di ripartizione
degli aiuti ai singoli Stati. Ci sono Paesi
che, come la Francia, con i suoi 24 milio-
ni di ettari coltivati, sono favorevoli alla-
dozione della super ficie come cr iter io
base. Ma lItalia si distingue per una super-
ficie contenuta (8 milioni di ettar i, che
possono salir e a 9 con vigneti e fr utte-
ti) e un valore elevatocome produzione lor-
da vendibile, come va lor e a g g iun t o,
insomma come r icchezza pr odotta per
ettaro. Non possiamo considerare un etta-
ro di superficie a pascolo nord europeo ugua-
le a un ettaro di agricoltura intensiva nel
sud dEuropa, a ffer ma con vin t o De
Castr o, e noi, nel gioco di sponda tr a
Pa r la men t o e Con s ig lio, d ob b ia mo
far emer ger e questi elementi. Un altr o
aspetto impor tante sul quale si soffer -
mato il pr esidente della Commissione
Agr icoltur a la sicur ezza alimentar e,
tema vitale che da solo spiega come mai
riservare il 38-40% delle risorse europee
alla Pac indispensabile. De Castr o spe-
cifica che si r ifer isce alla sicurezza degli
approvvigionamenti alimentari quando
dice che il tasso di crescita della doman-
da alimentare mondiale superiore al 4%
e il tasso di crescita dellofferta inferiore
al 2%. Quindi necessar io gover nar e i
mer cati per governare la nuova instabi-
litche causa unincontrollabile volatilit
dei prezzi, a livello planetario. Il r ichiamo
allo zuccher o esemplar e: Fino a ieri
lindustria europea voleva avere la possi-
bilit di comprare prodotti agricoli a basso
prezzo in giro per il mondo. Oggi non li
trova, e se li trova sono a caro prezzo. Lo
zuccher o a mille dollar i a tonnellata,
quando abbiamo fatto la r ifor ma che
stata un disastr o er a a tr ecento dol-
lar i a tonnellata. Oggi lo paghiamo due
volte: per la r istr uttur azione e per com-
prarlo a mille dollari. Per questo abbia-
mo bisogno di una Politica comune for-
te, r obusta, che dia r isposta alle gr an-
di sfide. De Castr o cita i numer i Usa a
sostegno di questa cer tezza, dando la
notizia che la Commissione da lui pr e-
sieduta sta cer cando di or ganizzar e un
incontro con quella del Congresso ame-
r icano pr opr io sul tema degli appr ov-
vigionamenti agr icoli. Nel 2009 (non
ho i dati 2010) gli Stati Uniti hanno mes-
so sul Farm Bill 124 miliardi di dollari. Un
po meno del doppio della Pac con due milio-
ni e mezzo di agricoltori. Noi contiamo 10
milioni e mezzo di agricoltori e spendia-
mo un po meno della met.
P
ochi giorni dopo il Convegno organizzato a Milano da Regione
Lombardia sul futuro dellagricoltura legato alla riforma della Pac,
nella sede del Parlamento Europeo a Bruxelles lInea ha tenuto un
seminario dalleloquente titolo, Le prospettive finanziarie dellUe e
le implicazioni per lagricoltura italiana della Pac oltre il 2013,
presieduto da Paolo De Castro. A Bruxelles il direttore generale
dellIstituto nazionale di economia agraria, Alberto Manelli, ha
presentato una simulazione dello scenario ipotizzabile per il nostro
Paese. Dopo aver fatto notare che il peso dellagricoltura nel bilancio
comunitario si via via ridotto, fino a contare oggi poco pi del 40%,
Manelli ha ricordato che la parte preponderante del sostegno agricolo
quella dei pagamenti diretti del primo pilastro, disaccoppiati dalla
produzione. Con la Pac post 2013, che prevede una redistribuzione
delle risorse relative ai pagamenti diretti tra gli Stati membri, lItalia
potrebbe vedersi ridurre in maniera importante lammontare dei
contributi europei: tutto dipender dai criteri che si individueranno
per la riallocazione. Se prevalesse la sola superficie coltivata, lItalia si
vedrebbe ridurre il massimale di spesa in maniera molto penalizzante
per avvicinarsi alla media di sostegno europea. Va invece considerato
che il nostro Paese contribuisce in maniera significativa alla PLV
europea cos come alla produzione e valorizzazione dei beni pubblici
europei. Il lavoro svolto da Inea in collaborazione con il Mipaaf
ed evidenziato nei grafici di seguito, illustra alcune ipotesi possibili.
I PAGAMENTI DIRETTI PER SUPERFICIE AGRICOLA
Se si rapportano i massimali dei pagamenti diretti per Paese
alla superficie agricola che ha generato i diritti allaiuto, il valore
medio comunitario sarebbe pari a poco meno di 300 euro/ha
e lItalia si collocherebbe al di sopra di tale valore (433,7 euro).
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Scostamento dal flat rate(aiuto di base - /ha, UE = 100)
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I FEBBRAIO 2011 I LOMBARDI A VERDE I 9 I
Il Mipaaf: criteri equi
e autonomia per gli Stati
M
ario Catania, capo dipar timen-
to delle Politiche eur opee e inter -
nazionali del Mipaaf, inizia il suo
inter vento inquadr ando le cr iticit del-
lagr icoltur a comunitar ia. Se da un lato
la globalizzazione ha aperto nuovi mercati,
dallaltro concorrenza e volatilit dei prezzi
hanno effetti negativi importanti. Le cause
di debolezza dipendono sopr attutto dal-
lelevato numero delle aziende e dalla polve-
rizzazione dellofferta. In It alia la sit ua-
zione ancor pi cr itica, con un settor e
pr imar io debole r ispetto al secondar io,
per leccessiva fr ammentazione azienda-
le e gli elevati costi di pr oduzione. La Pac
di oggi non mette pi gli agricoltori al ripa-
ro dai mercati, come avveniva fino a qualche
anno fa, quando la Politica comunitaria li ave-
va forse isolati dal mercato, generando un
sistema produttivo insano. Oggi, r ileva
Catania, non possiamo per chiedere ai pro-
duttori di r imaner e sui mer cati, di diven-
tare pi competitivi, senza considerare gli
handicap strutturali dellEuropa di fronte alle
agricolture pi competitive del pianeta e quan-
to pesano sui costi di produzione i vincoli
imposti dalla regolamentazione dellUnione.
Il sostegno economico agli agr icoltor i
eur opei , dunque, una r emuner azione
che dobbiamo r iconoscer e, ma pur e
necessario dotare la Pac di meccanismi che
permettano di prevenire le crisi di mercato
o almeno di limitarne gli effetti.
Fecendo r ifer imento alla Comunicazione
sul Futur o della Pac della Commissione
Eur opea, Catania conviene sulla possibi-
lit di modificare i parametri di ripartizione
degli aiuti diretti, a condizione che siano
oggettivi e soprattutto equi. Ma fa notar e
(avvalorando le parole di De Castro) come
sia inaccettabile la richiesta di alcuni Stati
membri di adottare una distribuzione delle
risorse in funzione della sola superficie agri-
colanazionale. Oggi, infatti, il nostro Paese
per cepisce un volume di aiuti dir etti assai
elevat o, se r appor t at o alla super ficie,
rispetto alla media comunitaria e una redi-
str ibuzione basata solo su questo cr ite-
r io, consider at a la modest a super ficie
agricola nazionale, sarebbe estremamen-
te penalizzante. Non va poi dimenticato
che le aziende agricole operano in un con-
testo economico con costi di pr oduzione
e con un poter e di acquisto assai diver -
sificati nelle diver se r egioni eur opee. Per
questo occorre prendere in considerazione
la produzione realizzata, il lavoro, gli inve-
stimenti, i costi di produzione e il potere di
acquisto degli agricoltori. In ogni caso, il
Mipaaf auspica un passaggio al nuovo
r egime estr emamente gr aduale. Il Capo
dipar timento del Minister o cr itica anche
lipotesi di per venir e a una unifor me er o-
gazione allinter no di ciascun Paese (o
di ciascuna regione), rilevando come oggi
la distr ibuzione degli aiuti fr a le aziende
italiane sia par ticolar mente disomoge-
nea. necessario salvaguardare lautono-
mia degli Stati membri nella distribuzione
degli aiuti, con un congruo periodo di tran-
sizione nel pr ocesso di allineamento.
La Commissione pr evede di r affor zar e
lefficacia ambientale della Pac attr aver -
so una componente ecologica (greening).
Questo str umento, da attuar si nei paga-
menti dir etti del pr imo pilastr o, consiste
in un menu di misur e ad hoc obbligato-
r ie (pascoli per manenti, coper tur e vege-
tali, r otazione ecc). Ma per r affor zar e la
valenza ecologica della Pac, secondo Mario
Catania, la via pi semplice quella di con-
solidare le misure previste allinterno del
secondo pilastro, piuttosto che complicare il
meccanismo dei pagamenti diretti.
I PAGAMENTI DIRETTI RISPETTO ALLA PLV AGRICOLA
Se si tiene conto di altri criteri distributivi delle risorse,
la situazione si modifica, notevolmente a svantaggio del nostro
Paese. La PLV un parametro di grande interesse per la
distribuzione dei pagamenti diretti, perch sintetizza molti criteri
oggettivi (specializzazione, forza lavoro, strutture, ecc.).
LItalia contribuisce in modo rilevante alla Produzione Lorda
Vendibile europea (12,7%), ma limporto medio degli aiuti per 1000
euro di PLV vede il nostro Paese molto al di sotto (76,7%)
rispetto al dato medio europeo (123 euro).
I PAGAMENTI PER SUPERFICIE E PER PLV CORRETTI CON LA PPP
(PPP = purchase power parity, parit di potere dacquisto)
Essendo il potere dacquisto molto diverso nei vari Paesi Ue, 100 euro
medi di aiuto corrispondono a un valore molto differente da Paese a
Paese. Per questo Inea ha applicato il criterio della Parit di potere
dacquisto (PPP) per correggere i dati.
Un flat rate medio europeo di 296,2 euro/ha pari a 320,9 in Italia, a
379,9 nel Regno Unito, e solo a 121,7 euro in Bulgaria o a 142,8 in
Romania. Quindi, per avee un flat rate per ettaro rispondente alla PPP
in Italia bisognerebbe scendere da 433,6 a 320,9 euro e non a 296,2
euro. Con la PLV
in PPP in Italia
bisognerebbe
portare laiuto
medio da 94,8
euro per 1000
euro di PLV a
133,9 euro (e
non a 123,6
euro).
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200,0%
180,0%
160,0%
140,0%
120,0%
100,0%
80,0%
60,0%
40,0%
20,0%
0,0%
Scostamento dal flat rate(aiuto di base - /1.000 di PLV, UE = 100)
SAU Sau (PPP) PLV PLV (PPP)
Italia 433,6 320,9 94,8 113,9
Regno Unito 260,8 379,9 168,9 158,5
Germania 347,6 375,5 117,7 156,7
Polonia 213,9 176,6 140,4 73,7
Bulgaria 249,3 121,7 196,3 50,8
Romania 204,3 142,8 105,3 59,6
UE 296,2 296,2 123,6 123,6
07-10 PAC_OK.qxp 21-02-2011 16:28 Pagina 9
I IN PRIMO PIANO I
I 10 I LOMBARDI A VERDE I FEBBRAIO 2011 I
I MASSIMALI SECONDO CRITERI OGGETTIVI
Inea ha ipotizzato un altro modo per agire sulla distribuzione
delle risorse, ovvero rivedere i massimali individuando
criteri oggettivi che tengano conto della potenzialit di
produzione di beni pubblici da parte dellagricoltura.
Come esempio, ha utilizzato 4 criteri con pesi diversi,
ovvero: superficie ammissibile, PLV, popolazione rurale
(indicatore di ruralit) e la superficie delle aree Natura
2000(come indicatore ambientale). Il massimale italiano
cos ricalcolato, indipendentemente dai pesi adottati per
ognuno dei quattro criteri, resta sempre stabile e in linea
con quello attuale, mentre per altri Paesi non cos.
Questo risultato visibile nel grafico a barredove si
mettono a confronto massimali diversi per lItalia, basati
su diversi parametri di calcolo: le ultime tre barre in
basso, sono relative a massimali ricalcolati applicando i 4
criteri oggettivi indicati con pesi diversi (rispettivamente
40-20-20-20 per hp1; 30-30-20-20 per hp2; 40-40-10-10 per hp3).
INFO: www.inea.it
La Commissione
punta sul greening
B
e atriz Ve lazque z ha par lato a
nome di Lor etta Dor mal Mar ino,
vice d ir et t or e g en er a le d ella
Direzione Agricoltura della Commissione
Eur opea, sottolineando che le questio-
ni sollevate allinterno della Comunicazione
della Commissione sul Futuro della Pac,
adottata lo scor so 18 novembr e 2010,
sono trattate in modo piuttosto generale
al fine di creare un punto di partenza per
un dibattito interistituzionale che possa
generare nuove proposte legislative.
Par tendo da una r iflessione sulle evo-
luzioni della Pac dalle sue or igini ad
oggi, la Velazquez ha evidenziat o la
struttura a due pilastri un pr imo pila-
str o che include i pagamenti diretti e le
misure di mercato, e un secondo pilastr o
compr endente misure pluriennali di svi-
luppo rurale , il sostegno agli agricolto-
ri per lo pi disaccoppiato e soggetto alla
condizionalit, il r uolo dei meccanismi
di intervento sul mercato (ridotto a rete
di sicur ezza) e la politica di sviluppo
r ur ale r affor zata con pi r isor se e nuo-
vi str umenti.
Tutto ci ha contr ibuito a una miglio-
r e competitivit, a una efficienza di tr a-
sfer imento in aumento, a unagr icol-
tura pi sostenibile, a un approccio inte-
gr ato applicabile alle zone r ur ali, e in
gener ale a una Pac che contribuisce alla
stabilit di bilancio dellUe.
Tuttavia, le sfide attuali di tipo econo-
mico, ambientale e ter r itor iale r ichie-
dono la necessit di una riforma della Pac,
con lintento di renderla verde, inclusi-
va e socialmente responsabile.
necessar ia una r ifor ma che si occu-
pi della sicur ezza degli appr ovvigiona-
ment i aliment ar i e dellaument o dei
pr ezzi delle der r ate alimentar i, r ispon-
d en d o a lla necessit di soddisfare la
domanda globale di prodotti alimentari in
continua crescita, nonch delle pr oble-
matiche sulle differenze territoriali tra le
varie regioni dellUe a 27. Dal punto di
vista ambientale, impor tante sfrutta-
re il potenziale del settore agricolo in
termini di riduzione delle emissioni, gr a-
zie a misur e basate sullinnovazione e
finalizzat e allefficienza pr odut t iva,
ener getica, al sequestr o del car bonio
e alla pr otezione del car bonio conte-
nuto nel suolo.
In g en er a le, lid ea d i fon d o d ella
Commissione di consentire agli agri-
coltori europei di ottenere una fetta del
valore aggiunto dalla loro produzione che
sia pi adeguata e bilanciata rispetto a
quella ottenuta dagli altri soggetti della
catena di distribuzione.
In particolare, i pagamenti diretti dovran-
no essere pi mirati, ridistribuiti e ride-
finiti. La Velazquez ha poi descr itto il
possibile nuovo pagamento diretto carat-
terizzato da un aiuto di base (flat rate)
a titolo di sostegno del r eddito (con dei
tetti massimi per le gr andi aziende) a
cui aggiungere una componente ambien-
tale obbligatoria ed eventualmente una
componente legata alle aree con difficolt
naturali specifiche. In olt r e la
Comunicazione pr opone, dove neces-
sario, pagamenti specifici accoppiati e
un ulteriore aiuto destinato ai piccoli pro-
duttori. Infine la r appr esentante della
Commissione ha sottolineato non solo
che lagr icoltur a dovr ebbe per seguir e
una cr escita sostenibile e ver de affi-
dandosi a str umenti e tecnologie che
contribuiscano alla lotta ai cambiamen-
ti climatici, ma anche che questo obiet-
tivo dipender dal tipo di scelte politi-
che pi o meno r adicali e pr essanti
che ver r anno pr ese nei confr onti del-
la nuova Pac.
Massimali (all. VII Reg. 73/2009)
Massimali con parametro SAU
Massimali con parametro SAUcorretto PPP
Massimali con parametro PLV
Massimali con parametro PLVcorretto PPP
Massimali con criteri oggettivi hp1
Massimali con criteri oggettivi hp2
Massimali con criteri oggettivi hp3
2.000 2.500 3.000 3.500 4.000 4.500 5.000 5.500 6.000 6.500
4.374
2.987
3.276
5.701
6.251
4.347
4.618
4.481
07-10 PAC_OK.qxp 21-02-2011 16:28 Pagina 10
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I IN PRIMO PIANO I
I 12 I LOMBARDI A VERDE I FEBBRAIO 2011 I
Frutta nelle scuole,
una battaglia culturale
S
econdo lospedale Fatebenefr a-
t elli d i Mila n o il 6,9 p er cen t o
dei r agazzi delle scuole elemen-
tar i cittadine obeso, mentr e il 19 per
cento in sovr appeso. Solo due anni
fa i pr imi er ano il 5,4 per cento, i secon-
di il 16 per cento. Si tr atta di dati allar -
manti, che legittimano una battaglia
se non una guer r a per affer mar e i
principi di una sana educazione alimen-
tar e. Regione Lombar dia, in par ticola-
r e la Dir ezione gener ale Agr icoltur a,
pr omuove da anni pr ogetti sul tema
rivolgendosi sia agli studenti delle scuo-
le pr imar ie e secondar ie, sia ai citta-
dini in gener ale. Due esem-
pi: le Fattorie Didattiche
(2002), il p r og et t o
Or tocir cuito. Fr utta
e Ver dur a, Altr o gir o
altr o gusto (2005). Ed
del 2010 la sottoscr izione
del pr otocollo di intesa Ver so
Expo 2015 Un per cor so di edu-
cazione aliment ar e, che punt a a
coinvolgere gli studenti nellapprofon-
dir e il tema dellalimentazione. In que-
sto contesto si situa la campagna Frutta
nelle scuole, progetto di matrice euro-
pea gestito dal Ministero delle Politiche
Agr icole Alimentar i e For estali di con-
cer t o con i Min is t er i d ella Sa lut e e
dellIstr uzione Univer sit e Ricer ca. I
destinatari, in Lombardia, sono 480 isti-
tuti scolastici pr imar i, il che vuol dir e
9.847 classi e 184.977 alunni. Aderendo
a questa iniziativa, Regione Lombardia
con fer ma la g r a n d e a t t en zion e ch e
da sempr e dedica ai temi delleduca-
zione alimentar e e della pr omozione
d ei p r od ot t i
agr oalimentar i locali come gar anzia di
una sana, buona e cor r etta alimenta-
zione, affer ma Giulio De Capit ani,
assessor e r egionale allAgr icoltur a.
Sono soddisfatto che sia AOP Uno
Lombar dia ad esser si aggiudicato il
bando per la somministr azione di fr ut-
ta e verdura fresca. Dove possibile favo-
r ir emo il consumo di pr odotti a chilo-
metr o zer o, ma impor tante sottoli-
near e che lobiettivo non economico
ma cultur ale. I bambini devono impa-
r ar e a mangiar e bene.
UNA SFIDA IMPORTANTE
Co me h a a n t icip a t o De
Ca p it a n i, il p r og r a mma
per la Regione Lombar dia
affidato a un r aggr uppa-
mento tempor aneo di impr e-
se: Aop Veneto Ortofrutta, Brio
e Kiwi Sole e, come capofila, Aop
UnoLombar dia. Ha r agione las-
sessor e: una sfida cultur ale, dice
Ambr ogio De Ponti, che della capo-
fila pr esidente. I nostr i pr ogr am-
mi commer ciali sono quelli di sem-
pr e, ma i nostr i agr icoltor i possono
PRENDE IL VIA IN 480 SCUOLE
LOMBARDE UNINIZIATIVA DI
EDUCAZIONE AL CONSUMO DI
FRUTTA E VERDURA CHE COINVOLGE
I PRODUTTORI REGIONALI.
UNA SFIDA CON CUI REGIONE
LOMBARDIA PUNTA A DIVULGARE
I PRINCIPI DI UNA CORRETTA
ALIMENTAZIONE E A FAR
CONOSCERE I PRODOTTI
DEL TERRITORIO, LOMBARDO
MA ANCHE DI ALTRE REGIONI
12-13 edu alimentareOK.qxp 21-02-2011 17:27 Pagina 12
far conoscer e i lor o pr odot t i anche
fuor i dai confini r egionali. Al r ag-
g r up p a men t o t emp or a n eo, in fa t t i,
sono stati assegnati i lotti 2, 3 e 5 del
b a n d o , va le a d ir e Va lle d Ao s t a ,
Tr entino-Alto Adige, Veneto, Fr iuli-
Ve n e zia Giu lia , La zio , Sa r d e g n a ,
Mar che (oltr e alla Lombar dia).
Gli studenti coinvolti nel progetto sono
cir ca 520mila . Il la t o cult ur a le c
anche nel conoscer e i pr odotti come
espr essione di un ter r itor io, pr ose-
gue De Ponti. Gli studenti del Lazio
impar er anno che la Valtellina eccel-
lenza nella pr oduzione di mele, e quel-
li della Lombar dia che la pr ovincia di
Latina lo per i kiwi. Una campagna
di sensibilizzazione a tutto tondo, quin-
di, riassunta sotto il nome di Benessere
a color i, dove questi ultimi sono cin-
que: r osso, giallo-ar ancio, ver de, blu-
viola e bianco. Ciascuno di essi r ife-
r ito a un fr utto o a un or taggio, e li-
deale sar ebbe mangiar ne, appunto,
cinque por zioni al gior no.
TRACCIABILIT E SICUREZZA
Co me s i s vo lg e , in co n cr e t o , lin i-
zia t iva ? Dis t r ib uen d o n elle s cuole,
fino a giugno (ma si dovr ebbe r ipar -
tir e a ottobr e, dopo aver r accolto le
adesioni delle scuole), al posto delle
mer endine, fr utta e ver dur a gi pr on-
t e p er il con s umo: la va t e, t a g lia t e,
sbucciate e sigillate in apposite con-
fezion i. Un a cor r en t e d i p en s ier o
vor r ebbe che i r agazzi impar asser o
a sb ucciar e un a mela o un a car ot a,
ma io cr edo che conti anzitutto il r isul-
tato, conclude De Ponti. Se dar lor o
questi alimenti gi pr onti da mangia-
r e significa abituar li al consumo, ben
venga. I t r adizionalismi non ser vo-
no: se una car otina in busta viene vista
come un g ioco e r iesce a sost it uir e
una patatina, possiamo dir e di aver
r aggiunto lobiettivo.
Teniamo anche conto che ci r ivela
la tr acciabilit degli alimenti, che la
cosa pi importante, gli fa eco Vittorio
Riboldi, r esponsabile di Vitaminika,
azienda lombar da pr oduttr ice di quar -
ta gamma. Il consumator e, e in que-
sto caso il r agazzo, deve poter capir e
cosa sta mangiando, poter r isalir e al
ter r itor io di pr ovenienza del pr odot-
to, poter capir e come stato coltiva-
t o. Tut t o q ues t o s eg n a le d i ma g -
gior e gar anzia alimentar e. E quindi di
maggior sicur ezza.
Igor Principe
12-13 edu alimentareOK.qxp 21-02-2011 17:27 Pagina 13
Fondo Europeo Agricolo
per lo Sviluppo Rurale:
lEuropa investe nelle zone rurali
PSR 2007-2013 Direzione Generale Agricoltura
I IN PRIMO PIANO I
Varate le norme
sullammasso
L
a difficile situazione di
mer cato del compar to
suinicolo spinge le isti-
tuzioni, eur opee e nazionali,
a pr ender e adeguate e r api-
de contr omisur e. Dal 1 feb-
br aio sono attive le misur e
europee per il sostegno allam-
masso privato della carne sui-
na, che il commissario Dacian
Ciolos h a comun ica t o a l
Consiglio dei ministri agrico-
li dello scor so 24 gennaio a
Br uxelles e che sono conflui-
te nel Regolamento n. 68/2011
del 28 gennaio. La Commis-
sione Europea si mossa dopo
aver r iconosciuto che il livel-
lo dei prezzi delle carcasse ha
r aggiunto il limite al quale
attivabile un r egime di aiu-
to allammasso pr ivato del-
CON IL DECRETO 910 REGIONE
LOMBARDIA APRE AGLI OPERATORI
LE MISURE ANTI CRISI.
LAZIONE ARRIVA SUBITO DOPO
LEMANAZIONE DEL REGOLAMENTO
COMUNITARIO 28/2011
nale (OPR), gli operatori lom-
bardi possono presentare
domanda alle Province ove
hanno sede legale le r ispet-
tive impr ese. Di nuovo, la
Reg ion e h a d imos t r a t o d i
saper venire incontro in tem-
po r eale alle esigenze degli
oper ator i, cogliendo fin da
subito l' oppor tunit offer ta
dal sostegno comunitar io,
ha detto lassessor e r egiona-
le allAgr icoltur a Giulio De
Capitani.
le carni. Destinatari del prov-
vedimento sono gli oper ato-
r i in gr ado di immagazzina-
re le carni di determinate cate-
gor ie individuate dal r egola-
mento stesso, per un per io-
do che pu esser e di 90, 120
o 150 giorni. Le quantit mas-
sime fissate sono di 10 ton-
nellate per i prodotti con los-
so e di 15 per gli altr i. Al ter -
mine del suddetto per iodo la
car ne potr tor nar e sul mer -
cato eur opeo.
Regione Lombardia si mos-
sa subito, con una r apidit
dettata dalla for te vocazione
suinicola del pr opr io ter r ito-
r io, e con il d ecr et o n . 910
h a s t a b ilit o ch e dal 2 fe b-
brai o , t r a mit e il p r op r io
Or ganismo Pagator e Regio-
14-15OK.qxp 21-02-2011 13:37 Pagina 14
I FEBBRAIO 2011 I LOMBARDI A VERDE I 15 I
I PSR 2007-2013 I
s cia t o d a lla Pr ovin cia ; a lle
per sone fisiche o giur idiche
d i d ir it t o p r iva t o; a g li en t i
gestor i di par chi e di r iser -
ve natur ali, ai Comuni e alle
r e gli effetti dei cambiamen-
ti climatici. La misur a si r ivol-
ge agli impr enditor i agr ico-
li pr ofessionali in possesso
dellattestato di qualifica r ila-
NELLA CONSUETA
RUBRICA SUL PSR,
LINDICAZIONE DELLE
MISURE APERTE,
OLTRE A UNA BREVE
DESCRIZIONE
E I RIFERIMENTI
PER INFORMAZIONI
E APPROFONDIMENTI
Un memorandum
per non perdere le misure
MISURA 216
In tema di tutela ambienta-
le e miglior amento del pae-
s a g g io r ur a le, a g en n a io
stata r iaper ta la misur a 216
sugli Investimenti non pr o-
duttivi. Sar possibile pr e-
sentar e le domande di con-
t r ib u t o fin o a l 31 ma g g io
2011. La dotazione finanzia-
r ia pr evista per questazio-
ne, che si applica su tutto il
t e r r i t o r i o d i p i a n ur a ,
a mmo n t a a 2 4 mi l i o n i d i
e uro . Gli in t er ven t i fin a n -
ziati (al 100% delle spese tota-
li ammissibili) r iguar dano,
d a u n a p a r t e , la r e a lizza -
zione di s trutture ve g e tali
l i n e a r i e fa s c e t a mp o n e
bos cate ; dallalt r a, il r ecu-
per o di fontanili e la r inatu-
r alizzazione delle zone umi-
de pi in generale. Beneficiari
possono esser e le impr ese
a g r icole, i p r iva t i e g li en t i
pubblici.
MISURA 221
Finanzia la cost it uzione su
t e r r e n i a g r ico li d i bo s c hi
pe rmane nti e impianti di
arboricoltura da legno, per
r icost it uir e le r et i ecolog i-
che, incentivar e le pr oduzio-
ni ecosostenibili e attenua-
Pr ovince, allEr saf, ai con-
s or zi d i b on ifica e a q uelli
for estali pubblici.
MISURA 223
Finanzia la cost it uzione di
b o s c h i p e r ma n e n t i c o n
finalit ambientale, paesag-
g ist ica o p r ot et t iva su t er -
r eni non agr icoli della pia-
nur a lombar da. Limpeg no
assunto dai beneficiar i (che
sono gli st essi della misur a
221) deve esser e di 15 anni,
con vin colo for es t a le p er -
manent e.
MISURA DATA APERTURA DATA SCADENZA
MISURA 216
Investimenti 10/01/2011 31/03/2011
non produttivi 01/04/2011 31/05/2011
MISURA 221
Imboschimento 22/02/2008 31/07/2013
dei terreni agricoli
MISURA 223
Imboschimento 23/01/2009 04/02/2013
di superfici non agricole
Per approfondimenti sul
Programma di sviluppo
rurale 2007-2013
e sulle singole misure :
- nuovosvilupporurale@
regione.lombardia.it
- www.agricoltura.regione.
lombardia.it
Fondo Europeo Agricolo
per lo Sviluppo Rurale:
lEuropa investe nelle zone rurali
PSR 2007-2013 Direzione Generale Agricoltura
14-15OK.qxp 21-02-2011 13:37 Pagina 15
I DALLE PROVINCE I
I 16 I LOMBARDI A VERDE I FEBBRAIO 2011 I
Lodi, la forza costruttiva
della sperimentazione
Q
uella d i Lod i un a d elle p r o-
vin cie a pi alta vocazione agr i-
cola, sviluppata nei settor i del-
lallevamento, della lavor azione lattie-
r o-casear ia e della tr asfor mazione del-
le car ni. Negli ultimi anni stato intr a-
pr eso un pr ocesso di r adicale tr asfor -
mazione del compar to, in cui r icer ca,
innovazione e aggregazione giocano un
r uolo fondamentale. Abbiamo fatto il
punto con lassessor e pr ovinciale alla-
gr icoltur a, Matteo Boneschi.
di questi giorni la notizia del decollo del
Distretto del latte, che vede come capofila
la cooperativa Santangiolina di Lodi. Lodigiane
sono anche realt importanti che hanno dato
vita al distretto delle agroenergie. Come gio-
cheranno queste nuove aggregazioni nello
sviluppo del settore?
Lidea che le politiche di sostegno alla
filiera del latte dovessero trovare unap-
plicazione int er pr ovinciale, pr opr io
mediante la costituzione di un distr etto
del latte, da sempr e una convinzione
d ella Pr ovin cia d i Lod i, r ib a d it a p i
volte in documenti ufficiali di pr ogr am-
mazione.
DUE DISTRETTI APPENA NATI,
QUELLO DEL LATTE E UNO
INTERPROVINCIALE IN AMBITO
AGROENERGETICO, UN POLO
DECCELLENZA NELLA RICERCA
TECNOLOGICA E UNA VOCAZIONE
ALLAGROALIMENTARE DI QUALIT.
CON LASSESSORE PROVINCIALE
ALLAGRICOLTURA MATTEO
BONESCHI, FACCIAMO IL PUNTO
SU UN TERRITORIO PER IL QUALE
IL SETTORE PRIMARIO DA SEMPRE
UN MOTORE FONDAMENTALE
Si tr atta, sostanzialmente, di super ar e
le cr iticit str uttur ali della filier a attr a-
ver so politiche di ampio r espir o, con-
cer tate tr a i diver si attor i.
Il mondo agr o-alimentar e, come e pi
di altr i settor i pr oduttivi, vede oper ar e
attor i di filier a giganteschi e lobby mol-
to for ti: n la singola azienda agr icola,
n la dimensione cooperativa, sono quin-
di in gr ado di costituir e un inter locuto-
re autonomo dinanzi a tali potenze. Non
a caso qui si intende innescar e un mec-
canismo di livello sovr a ter r itor iale: lin-
tento sempr e quello di valor izzar e il
lavor o dei nostr i allevator i, pr emiando-
ne la qualit, anche mediante iniziative
innovative nelle fasi di tr asfor mazione,
commercializzazione e promozione pres-
so i consumator i.
Il Lodigiano ha i numer i per par tecipa-
r e da attor e pr otagonista allimma-
gine di unagr icolt ur a for t e: il Par co
Tecn olog ico Pa d a n o, il Ma r ch io
Lodigiano Terra Buona e, guarda caso,
un altr o distr etto legato allagr icoltur a,
quello agro-energetico, sono aspetti che
ci pongono davvero in prima fila in cam-
po agr icolo.
t TECNOLOGICO
Il Polo della ricerca di Lodi, di cui il
Parco tecnologico parte, frutto
di tre Accordi di Programma tra
Regione Lombardia, Provincia,
Comune e CCIAA di Lodi e
Universit degli Studi di Milano.
Lultimo, stretto nel 2009, prevede il
trasferimento della Facolt di
Medicina Veterinaria e di alcune
componenti della Facolt di Agraria,
con un costo di 83,8 milioni di euro
di cui 12,6 milioni di euro a carico di
Regione Lombardia, 20.950 milioni
di euro a carico di Provincia e
Comune di Lodi e i rimanenti a
carico dellUniversit. Il testo
dellaccordo disponibile sul sito
www.agricoltura.
regione.lombardia.it
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I FEBBRAIO 2011 I LOMBARDI A VERDE I 17 I
Il grande polo di ricerca che si sta via via imple-
mentando attorno al Parco tecnologico pada-
no svolger un ruolo fondamentale di sup-
porto alle aziende agricole locali e non solo.
A che punto siamo e quali i prossimi step?
Per il futuro, saranno fondamentali alcu-
ni pr esupposti, pr imo fr a tutti il suppor -
to politico di Milano, nelle anime del
Pir ellone e di Palazzo Mar ino. Da par te
lodigiana, stiamo proprio in questi gior-
ni completando liter bur ocr atico pr o-
pedeutico al tr asfer imento dellinter a
Facolt di Medicina Veter inar ia a Lodi
e della par te biotecnologica di Agr ar ia.
Altr o pr ogetto assolutamente str ategi-
co il Bio&Food par k, uno spazio dedi-
cato alle impr ese agr oalimentar i e del-
la salute, che ospiter impr ese per svi-
luppar ne idee, pr ogetti e mer cato.
Con il marchio collettivo Lodigiano Terra
Buona, avete intrapreso un percorso di valo-
rizzazione delle produzioni agroalimentari
di qualit e non solo. Ci spiega il senso del-
liniziativa e quanto questa incide sullo svi-
luppo dellintero territorio anche dal punto
di vista turistico?
Risponder in modo compiuto a questa
domanda nel 2014, al ter mine del mio
mandato, quando sar conclusa la fase
di avvio del processo che abbiamo inne-
stato. Il Marchio esiste gi da alcuni anni,
ma solo sposando la certificazione con
la par te commer ciale e quella pr omo-
zionale che si d valor e al mar chio stes-
so e si pu sper ar e di incider e. Ci stia-
mo applicando pr opr io a questa fase,
tuttaltr o che semplice o scontata.
Motivo in pi per invitar e le altr e pr o-
vince e la stessa Regione, nel caso r av-
vedano unoppor tunit in questo setto-
r e, a muover si con celer it nella dir ezio-
ne dei mar chi di qualit o di qualsiasi
altr o str umento di difesa e valor izzazio-
ne delle produzioni tipiche. Loperazione
Terra Buona a tutto titolo un proget-
to turistico, specie se non si creano com-
partimenti stagni tra i diversi settori del-
la vita economica e sociale, ma ci si muo-
ve nellambito di una str ategia globale,
come stiamo cer cando di far e a Lodi.
Come il settore agricolo contribuir alla sal-
vaguardia del territorio e del paesaggio?
La r isposta tanto banale quanto inec-
cepibile: continuando a vivere. Unazienda
agr icola aper ta gi di per s un pr e-
sidio del ter r itor io, quindi tutti abbia-
mo convenienza a far la sopr avviver e.
Come? Altr a banalit: gar antendo r ed-
dito. E ancor a, come? Qui il ventaglio
si amplia: continuo a sostener e che si
dovr far e un monumento a Luca Zaia,
il quale in soli due anni da Ministr o ha
portato un tema completamente dimen-
ticato alle pr ime pagine dei gior nali. Il
mer ito di molti dei fr utti che lagr icol-
t ur a pot r ebbe ot t ener e nei pr ossimi
anni andr ascr itto alla gigantesca ope-
r a di sensibilizzazione avviata da Zaia
e ot t imament e int er pr et at a da molt i
altr i, come il Gover nator e For migoni e
il nostro assessore regionale De Capitani,
i quali hanno notevolmente alzato lat-
tenzione ver so il settor e agr icolo. Mi si
per metta per uno spunto di r iflessio-
ne fondamentale: non si basi la sopr av-
vivenza dellagr icoltur a sugli incenti-
vi a pr atiche che str idono con lo sco-
po atavico dellagr icoltur a stessa, quel-
lo di pr odur r e cibo. Mi r ifer isco in par -
t icolar e alla pr oduzione ener get ica:
se le sovvenzioni a biogas e sopr attut-
to biomasse sono str umenti occasio-
nali oppur e par te di una ser ie di azio-
ni per aiutar e lagr icoltur a, mi pu sta-
r e bene. Ma non si concent r ino solo
in quella dir ezione tutti gli sfor zi. Mi
p ia cer eb b e, p er es emp io, un a s olu-
zione economicamente possibile e faci-
le da percorrere dal punto di vista buro-
cr atico, per lincentivo agli agr icoltor i
a piantar e filar i di alber i, ad invader -
ne il territorio: cos, agricoltura, ambien-
te e tur ismo andr ebber o sempr e pi a
br accetto.
Gavina Ruju
E la ricerca?
La r icer ca for se il pr incipale punto di
for za per il Polo di Lodi. Una r icer ca che
abbraccia casistiche di amplissimo respi-
ro, come il genoma del bovino e del melo,
finiti in copertina su due delle pi impor-
tanti r iviste scientifiche mondiali, ma
anche pr ogetti pi pr atici per utilizza-
r e un ter mine chiar o, quelli che r ispon-
dono ai bisogni delle impr ese.
Pr opr io la capacit di tr asfor mar e le
r icer che pi avanzate in r isultati per il
mondo produttivo dovr essere sempre
pi il mar chio di fabbr ica del Par co. Gi
oggi pi di 30 impr ese lodigiane han-
no pr ogetti di collabor azione con il polo
di Cascina Codazza: il numer o sale a
80 se si consider ano t ut t e le aziende
italiane, a cui vanno aggiunti i 50 Paesi,
eur opei, nor damer icani e delle zone in
via di sviluppo, che hanno avviato pr o-
getti con il Par co.
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I FEBBRAIO 2011 I LOMBARDI A VERDE I 19 I
I SPECIALE I
a cura di Gavina Ruju ed Eleonora Marchiafava
Il prezzo da pagare
per le grandi colture
APRIAMO QUESTO SPECIALE SULLE
COLTURE PI IMPORTANTI
PER LA LOMBARDIA, DAL MAIS AL
FRUMENTO, CON LANALISI
ECONOMICA DI UN ESPERTO, CHE
RICHIAMA LATTENZIONE SU
CRITICIT E PUNTI DI FORZA.
LA VOLATILIT DEI PREZZI
SI CONFERMA COME UNO
DEI FATTORI PI DIFFICILI
DA GOVERNARE E PREVEDERE,
CON QUOTAZIONI INTERNAZIONALI
CHE, DOPO IL PICCO DEL 2008,
SONO NUOVAMENTE IN SALITA
S
ul finir e del 2010 i pr ezzi inter na-
zionali delle commodities agr o-
alimentar i hanno r ipr eso a cr e-
scere. Nel mese di gennaio, con una cre-
scita quasi del 40% in sei mesi, lindice
Fao dei prezzi alimentari risultato infat-
ti super ior e al livello r ecor d del mar zo
2008 di cir ca il 6%. Il tr end segnalato
dalla Fao inoltr e confer mato da ana-
loghi andament i degli indici messi a
punto dalla Banca Mondiale e dal Fondo
Monet ar io Int er nazionale. Tut t avia,
rispetto al 2008, i prezzi dei diversi grup-
pi di commodities stanno muovendosi
in modo differ enziato tr a lor o: lincr e-
mento maggior e stato fatto segnar e
dallo zuccher o (+70% nellultimo seme-
str e) che ha r aggiunto un livello pr es-
soch doppio r ispetto ai mesi caldi
del 2008, mentr e i cer eali e gli oli e gr as-
si vegetali, pur con una cr escita di oltr e
il 50% in sei mesi, per mangono anco-
r a sotto il livello massimo di due anni
fa ; la n d a men t o d el p r ezzo d ei p r o-
dotti zootecnici, per il momento, sta
invece agendo da par ziale calmier e.
Scendendo pi nel dettaglio dei prez-
zi di riferimento dei pr incipali pr odot-
ti del compar to dei cer eali e dei semi
oleosi (e v id e nz iat i ne l g rafico d e lla
pagina seguente) il livello r aggiunto a
inizio 2011 indica un tr end di cr escita
sostenuto a par tir e dallultima estate,
con quotazioni super ior i ad eccezio-
Fondo Europeo Agricolo
per lo Sviluppo Rurale:
lEuropa investe nelle zone rurali
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1
I FATTORI DETERMINANTI NELLANALISI SWOT
I SPECIALE I
I 20 I LOMBARDI A VERDE I FEBBRAIO 2011 I
ne del r iso r ispetto al gennaio 2010 e
analoghe a quelle dellinizio 2008, ma
ancor a decisamente infer ior i ai picchi
r aggiunti tr a mar zo e luglio 2008.
La r agione di questa nuova impennata,
che alcuni temono possano trasformar-
si da shock tempor aneo a nuova cr isi
alimentar e, come sempr e r isiede pr in-
cipalmente nello squilibr io tr a doman-
da e offer ta.
Landamento pr oduttivo degli ultimi
anni stato complessivamente buono
e per lannata 2010/11 ci si attende un
calo r elativo (5%) solo per il fr umen-
to, pur con il ter zo r accolto di sempr e,
mentr e r iso e mais dovr ebber o ar r iva-
r e ai massimi stor ici. Sui r isultati pr o-
duttivi hanno comunque pesantemen-
te influito alcuni eventi climatici, come
la lunga est at e calda in Russia e in
Ucraina e la Nia nellarea del Pacifico,
che hanno cr eato pr oblemi alle coltu-
re sia durante il ciclo vegetativo e in fase
di r accolto che nelle pi r ecenti semi-
ne autunnali. A fr onte di questo discr e-
to andamento pr oduttivo, che ha per -
messo di r icostituir e le scor te scese ai
minimi livelli nel 2008, sta comunque la
continua cr escita della domanda che in
un decennio ha por tato a un incr emen-
to dei consumi par i a cir ca il 14% per
r iso e fr umento, al 30% per il mais e al
50% per la soia.
Tale incr emento, come noto, der iva sia
dallut ilizzo per biocar bur ant i (mais
negli Usa, semi oleosi in Eur opa, ecc.)
sia dal costante aumento dei consumi
di car ne nelle classi medie dei Paesi
emer genti (Cina e India in pr imis).
Pr evisioni sullandamento futur o dei
pr ezzi sono difficili: nellimmediato, pi
ch e d i ve r e e p r o p r ie s p e cu la zio n i,
essi potr ebber o r isentir e di compor ta-
menti dei diver si attor i (gover -
ni, tr ader , ecc.) in funzione del-
le diver se aspettative sui pr ez-
zi stessi (anticipi di acquisto,
r est r izioni alle espor t azioni,
ecc.).
Al di l di questo, in uno sce-
nar io di continua r incor sa tr a
domanda e offer ta, ben chia-
r o che occor r er abituar si alla
volatilit dei pr ezzi, non solo
dei prodotti agricoli, ma anche
dei mezzi pr oduttivi, come si
segnala per i fer tilizzanti, gi
tornati sui prezzi di inizio 2008,
in pr evisione di un aumento
della r elativa domanda.
Laltro elemento di scenario con cui biso-
gner far e i conti la pr eannunciata
ennesima r ifor ma della Pac che, stan-
do ai documenti circolati, dovrebbe vin-
colar e par te del PUA a misur e di eco-
condizionalit.
In questo contesto la situazione pr odut-
tiva delle gr andi coltur e in Italia, con
la sola eccezione del r iso, non appar e
confor tante: mentr e le super fici semi-
nate sono scese di cir ca un milione di
ettar i negli ultimi cinque anni e le pr evi-
sioni Istat per la nuova annata agr ar ia
vanno in dir ezione di un ulter ior e calo,
il tasso di auto-approvvigionamento per-
mane quasi costantemente infer ior e al
50% per il fr umento tener o, al 70% per
il dur o, mentr e in dieci anni si passati
per il mais dalla quasi autosufficienza a
una dipendenza dallester o intor no al
20%, e per le farine da semi oleosi da una
quota nazionale del 22% a meno del 9%.
In Lombar dia, dove si concentr a cir ca
il 13% della superficie nazionale di cerea-
li e semi oleosi, il compar to ha una r ile-
vanza str ategica per quanto r iguar da
sia il r iso (con oltr e il 40% della pr odu-
STRENGTHS (PUNTI DI FORZA)
Dimensione media strutturale delle
aziende (soprattutto nel riso)
Produttivit dei terreni
Capacit tecnologiche dei produttori
Concentrazione nazionale ed europea
della produzione di riso
Scarsa/nulla competizione tra i
produttori
Integrazione aziendale con zootecnia
t LESPERTO
Il professor Dario Gianfranco Frisio,
esperto del settore cerealicolo,
direttore del Dipartimento di Economia
e Politica Agraria, Agro-alimentare
e Ambientale dellUniversit degli
Studi di Milano. A fronte di un
andamento produttivo in crescita
negli ultimi anni, soprattutto per riso
e mais, lo studioso fa notare anche
una continua crescita di domanda
e consumi a livello mondiale.
Nelle tabelle a fianco, la
schematizzazione delle positivit
e delle negativit del settore
cerealicolo regionale, secondo
lanalisi del professor
Dario G. Frisio.
Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale:
lEuropa investe nelle zone rurali
PSR 2007-2013 Direzione Generale Agricoltura
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I GRANDI COLTURE I
zione nazionale) che il mais, alla base di
una filier a agr o-zootecnica che concen-
tr a quasi il 70% del valor e della pr odu-
zione agr icola r egionale.
Le pr ospettive del compar to a livello
r egionale dipendono da una moltepli-
cit di fattor i; si pu tentar ne una sche-
matizzazione attraverso lanalisi SWOT
(p r esen t a t a in occa sion e d el Ta volo
Cer ealicolo dello scor so set t embr e),
ovver o a t t r a ver s o lin d ivid ua zion e
d ei punti di fo rza e di de bo le zza,
delle opportunit e delle minacce che
si pr esentano. Tr a i punti di for za su cui
poggiar e sicur amente figur ano il capi-
tale umano e la fer tilit del ter r itor io,
mentr e tr a i punti di debolezza emer -
gono in par t icolar e lo scar so pot er e
di mer cato e lar r esto della cr escita del-
la pr oduttivit, evidenziata in par tico-
lare dalla stagnazione delle rese del mais
nellultimo decennio.
A fr onte delle minacce che si pr ospet-
tano e che, in buona par te sono state
delineate pi sopr a, possibile indivi-
duar e anche delle oppor tunit e/o dei
p er cor s i ch e p os s on o mig lior a r e la
situazione.
Oltr e a quelle pi tr adizionali (miglio-
r amento genetico, concentr azione del-
loffer ta, ecc.), dovr ebbe esser e pr esa
in par ticolar e consider azione loppor -
tunit che le nuove tecnologie infor ma-
tiche offr ono per il monitor aggio dei
risultati economici e produttivi derivan-
ti dalle diver se scelte coltur ali e azien-
dali sul piano sia dei costi di implemen-
tazione che della restituzione delle infor-
mazioni ai pr oduttor i.
Dario G. Frisio
I FEBBRAIO 2011 I LOMBARDI A VERDE I 21 I
WEAKNESSES (PUNTI DI DEBOLEZZA)
Squilibri strutturali a livello locale
e onerosit dellampliamento
della base fondiaria
Crescita della produttivit bloccata
Limitata capacit imprenditoriale
nella fase di commercializzazione
Scarsa concentrazione dellofferta >
scarso potere contrattuale
Problematica corrispondenza
ai requisiti merceologici
e igienico-sanitari richiesti
Vincoli alle scelte produttive
nelle aziende agro-zootecniche
Insufficiente conoscenza condivisa
dei risultati delle scelte gestionali
OPPORTUNITIES (OPPORTUNIT)
Concentrazione dellofferta a livello
territoriale (vedi anche grano duro)
Estensione del ruolo dei produttori
nell'ambito delle filiere > investimenti
Ammodernamento della contrattualistica
e della rete delle Borse Merci
Information Technology: nuove
modalit di monitoraggio gestionale
Miglioramento varietale orientato
allefficienza/rendimento
dei mezzi impiegati
A livello aziendale:
destinazione energetica
Dimensioni di scala nelle scelte
gestionali > riduzione del rischio
THREATS (MINACCE)
Calo e instabilit della redditivit
(vedi Pac e volatilit dei prezzi)
Aumento dellimport dallEst europeo
(vedi Pac e quote latte)
Innalzamento standard
igienico-sanitari
Competizione sui mercati europei
(vedi WTO) per il riso
Vincoli ambientali
A livello di sistema:
destinazione energetica
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Prezzi Internazionali
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963
mar - 08
440
giu - 08
287
lug - 08
554
US N2, Frumento Red Winter ord. Prot, US Fob Gulf
US N2, Mais Giallo, US Gulf
Semi di soia US, Cif Rotterdam
Riso bianco, Thai 100% B second grade, Fob Bangkok
Fonte: Elaborazioni OECV-DEPAAA su dati IGC, USDA e Jackson Son
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I SPECIALE I
I 22 I LOMBARDI A VERDE I FEBBRAIO 2011 I
I
l fine ultimo rimane quello di produr-
r e di pi inquinando di meno, e il
modo ottimale quello della coopera-
zione. Anche per la cer ealicoltur a, cos
come per lagricoltura in generale, que-
sta la dir ezione sugger ita dalle politi-
che r egionali: a settembr e scor so lavvio
dei nuovi distr etti agr icoli lombar di e,
nei mesi scor si, il lavor o sul Pr ogr amma
di sviluppo r ur ale e sulle nuove azioni
sottoposte allapprovazione della Ue, tra
cui la misur a 214M, che r iconoscer ebbe
contr ibuti agli impr enditor i che pr atica-
no lagr icoltur a conser vativa. Sul pr imo
fr onte, quello della cooper azione, per
or a sono dieci i distr etti agr icoli accr e-
ditati, a cui se ne aggiunger anno pr oba-
bilmente di nuovi grazie al secondo ban-
do regionale pubblicato a ottobre e aper-
to fino al 31 maggio 2010. Ma lefficien-
za pr oduttiva e, quindi, la competitivit
si conquista pr ima di tutto sul campo,
con una gestione aziendale che valor iz-
zi le potenzialit delle coltur e, evitando
spr echi e disper sioni di sostanze vitali
come il car bonio, e tutelando lambien-
te. Pr ove on far m e sper imentazioni in
cor s o s t a n n o d imos t r a n d o la b on t
delle tecniche sugger ite dallagr icoltur a
conser vativa, in linea col Pr otocollo di
Kyoto, secondo cui le emissioni di gas
climalteranti possono essere ridotte attra-
ver so lincor por azione di CO
2
in or ga-
nismi e sistemi naturali in grado di seque-
Aggregazione e sostenibilit
vanno a braccetto
ANCHE SE IL SETTORE CEREALICOLO
NON NE HA ANCORA APPROFITTATO
APPIENO, LE POLITICHE REGIONALI
PUNTANO SULLINTEGRAZIONE
TERRITORIALE PER AUMENTARE
LA COMPETITIVIT AZIENDALE. CON
UN OCCHIO ATTENTO ALLAMBIENTE
E ALLE TECNICHE CHE LO TUTELANO
Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale:
lEuropa investe nelle zone rurali
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1
IL SOSTEGNO DEL PSR PER LA CEREALICOLTURA
I GRANDI COLTURE I
strarla stabilmente. Anche la Commissione
Europea lha detto in un recente rappor-
to: in r ealt il suolo a r ivestir e un r uo-
lo cruciale nel mitigare i cambiamenti cli-
matici, e ladozione di tecniche conser -
vative nella gestione dei suoli agr icoli
consente di r idur r e il consumo di car bu-
r anti. Il pr ogetto Agr iCO
2
ltur a, cur ato
dallEr saf, sinser isce nel quadr o delle
iniziative avviate dalla Regione in questo
campo. Studi che stiamo realizzando in
Lombardia, spiegano dallErsaf, mostra-
no in suoli argillosi accumuli di carbonio
di 12-24 t/ha, cor r ispondenti a cir ca 45-
85 t/ha di CO
2
equivalente (1 t C = 3,66 t
CO
2
); inoltr e lagr icoltur a conser vativa
consente un r ispar mio di car bur anti sti-
mabili in 100 kg/ha/anno di CO
2
. Per
passar e dallagr icoltur a tr adizionale a
quella conservativa serve cambiare men-
talit e super ar e il timor e di una pr odu-
zione minor e, che pu scender e nei pr i-
mi anni per poi r isalir e quando il siste-
ma suolo-pianta sassesta.
PI PRECISI CON LA WEBCAM
Un altr o modo di far e agr icoltur a soste-
nibile quello di optar e per lutilizzo di
moderne tecniche di precisione che han-
no dimostr ato di r idur r e il consumo di
ca r b ur a n t i e d i con cimi, a t ut t o va n -
taggio dellefficienza coltur ale. C chi
ha gi sper imentato queste tecniche,
come Fabio Campana, che da Foresto
Sparso, in provincia di Bergamo, ha
dato il via a un sistema tanto innovativo
q ua n t o effica ce, il Si s te mabaci o ,
che in quattr o anni ha gi super ato le
pi rosee aspettative. Ho iniziato le pro-
ve nel 2007, in Romania, dove seguivo
unazienda agr icola di 3500 ettar i, r ac-
conta Fabio Campana, che prima di anda-
r e in Romania ha viaggiato per molto
t emp o a lles t er o, s op r a t t ut t o in Sud
Amer ica. In Romania si tr attavano ter -
reni argillosi, pesanti, destinati alle semi-
ne primaverili: utilizzando il Sistemabacio
siamo riusciti a portare la resa media del
mais in asciutta dalle 2 tonnellate allet-
tar o alle 7 tonnellate, suscitando linte-
r es s e a n ch e d ei g r a n d i ma r ch i d elle
sementi. Dalla Romania Campana quin-
di r ientr ato in Italia per iniziar e la pr o-
mozione di un nuovo modo di far e agr i-
coltur a, che ha diver si punti di for za,
spiega lui stesso: Innanzi tutto, la gestio-
ne in super ficie dei r esidui della coltu-
r a pr ecedente, e la distr ibuzione di pr e-
cisione dei liquami. Il Sistemabacio por-
ta infatti agli estr emi il concetto di agr i-
coltura di precisione: La macchina smi-
nuzza il ter r eno solo dove ser ve per la
ger minazione, lasciando gr ossolano il
r imanente ter r eno, che in questo modo
pu sgr ondar e lacqua in eccesso, r ivi-
talizzar si e sostener e cos elevate pr o-
duzioni. Precisione anche nella fase del-
la concimazione, si diceva, gr azie a una
tecnologia Gps cr eata appositamente
per spander e il liquame senza per dite,
ma alle distanze ottimali dalla pianta.
Ma non sono solo parole: il Sistemabacio
infatti gi stato testato in diver se r ealt
italiane: Labbiamo pr ovato a Udine,
Venezia, Fer r ar a, Piacenza e Mantova,
dove lanno scor so abbiamo posiziona-
to la stazione meteo, una telecamer a fis-
sa che r imane in campo dur ante tutti i
mesi di cr escita delle coltur e, per per -
mettere agli agricoltori di vedere coi pro-
pr i occhi, gr azie ai filmati mandati su
youtube, che si pu coltivar e mais con
rese eccellenti, usando solo effluenti dal-
levamento. Oggi la stazione installa-
ta a Castelleone, in provincia di Cremona,
ma basta un clic su www.sistemabacio.com.
Eleonora Marchiafava
I FEBBRAIO 2011 I LOMBARDI A VERDE I 23 I
t IL SISTEMABACIO
La stazione meteo installata in mezzo
al mais a Castelleone (sopra) ha una
telecamera che consente di verificare
in diretta sul web la situazione in
campo. Fa parte di Sistemabacio,
una tecnica che prevede tra laltro
la semina sui residui della coltura
precedente (foto a sinistra).
Lintento sarebbe accompagnare
lagricoltore nei primi anni, quando
pi alto il rischio derrore,
riconoscendogli i maggiori costi e i
mancati redditi fino al raggiungimento
delle condizioni agronomiche e
pedologiche del nuovo equilibrio
raggiunto con le tecniche
dellagricoltura conservativa. Cos
funzionerebbe lazione 214M del
Programma di sviluppo rurale 2007-
2013, proposta da
Regione Lombardia alla
Commissione europea,
che non s ancora
espressa. Intanto il 22
marzo la Direzione
generale Agricoltura
spiegher in un incontro
dedicato agli agricoltori
interessati i punti
dellazione, che darebbe
contributi alla semina su
sodo e alla minima
lavorazione dei terreni.
Altri sostegni alla
cerealicoltura potrebbero arrivare dalla
214B, anchessa in esame alla Ue, e
che allargherebbe i contributi a
seminativi non previsti finora dai
pagamenti agro-ambientali come il
mais e il riso (al quale dedicata
anche la 214I). Chiusa invece a
dicembre, con 921 domande di
contributo ora in istruttoria, la 121, che
d aiuti ai cerealicoltori che investono
in macchinari e tecnologie innovative.
22-23 spec.agri blu.qxp 21-02-2011 13:46 Pagina 23
I SPECIALE I
D
allazienda di Pagazzano, in
provincia di Bergamo, a ogni
nuova stagione par te il pacco
coi campioni di var iet di sor go da
for aggio, destinazione Usa: qui ven-
gono analizzati per deter minar e il
fattor e k sul livello di diger ibilit
per il bestiame, e poi r ispediti al mit-
tente. Il tutto in una ventina di gior ni
e al costo di 30 dollar i ad analisi. In
Italia non esiste labor ator io che fac-
cia queste analisi, dice Battista Ar-
rigoni, titolar e dellomonima azien-
da zootecnica fondata nel 1913 dal
nonno. Il sor go unottima for ag-
ger a, che gar antisce un fattor e di di-
ger ibilit maggior e r ispetto a quello
degli insilati di mais 4 punti r ispet-
to ai 3.2 del mais e bassi costi di
concimazione e dir r igazione, ma in
Italia poco coltivata, for se per ch
F
lazienda er a associata a una coo-
per ativa dove si allevavano vac-
che da latte, confer endo il latte al-
la Latter ia Sor esina. Poi qualche dif-
ficolt per la diver sit di vedute tr a i
soci nella gestione e gli altalenanti an-
damenti del mer cato hanno convinto
Pr imo e il figlio Mar co, che gestiscono
insieme lazienda di famiglia Sama-
rani a Trigolo, in provincia di Cre-
mona, a chiuder e le stalle per dedicar -
si alla monocoltur a a mais. Scelta che
negli anni ha por tato allottimizzazio-
ne dei costi di pr oduzione investendo
sulla meccanizzazione, e ad eseguir e
tutte le oper azioni coltur ali senza in-
ter venti da par te del contoter zista. Ai
110 ettar i destinati a gr anella di mais
si aggiungono 8 ettar i di pr ati stabili e
qualche fetta di ter r eno r iser vata alle
pr ove var ietali degli ibr idi di mais.
Abbiamo deciso di destinar e linter a
attivit aziendale alla monocoltur a
per ch pi r edditizia, e poi per la
mia scelta di divider mi tr a lazienda e
lattivit di r icer ca, e liber a pr ofessio-
ne, che mi pr ende molto tempo, spie-
ga Mar co, 36 anni, una laur ea in
Scienze Agr ar ie e una specializzazio-
ne in cor so, ma continuiamo comun-
que a far e sper imentazione in azienda
par tecipando alle r eti on far m, che
per mettono sia a noi che agli impr en-
ditor i che vengono in visita di veder e
come cr esce la pianta e di aver e quin-
di r iscontr i dir etti sulle nuove va-
r iet. Sar allor a for se anche gr azie
alla pr epar azione e specializzazione di
Mar co che in azienda cir colano pa-
r ole dor dine come massima pr odut-
tivit ed efficienza dellazoto. Ac-
quistiamo gli effluenti dallevamento
da aziende zootecniche vicine, spiega
r ichiede un cambiamento nel siste-
ma di valutazione dellalimentazione
del bestiame, che non pu basar si
solo sulle analisi chimiche, continua
Ar r igoni, che alleva 350 vacche da
latte e 500 scr ofe a ciclo chiuso per la
pr oduzione di Gr an suino pesante,
mentr e i 350 ettar i coltivati nel 2010 a
mais gr anella (220 ettar i, di cui 52
loiessa in pr ima semina), a or zo (90
ha) e a er ba medica (22 ha) sono de-
stinati al consumo aziendale. nel-
la bocca delle vacche che ottieni la r i-
sposta. Bisogna per aver e il cor ag-
gio di cambiar e, esor ta limpr endi-
tor e ber gamasco, che da 12 anni, da
quando cio and a Houston a pr e-
sentar e i pr odotti lombar di alla co-
munit italiana, visita per iodicamen-
te le gr andi aziende zootecniche de-
gli Stati del Sud. L ci sono aziende
con 7mila capi e mungitur e r ipetute
anche tr e volte al gior no, ma con un
management semplicissimo. Lunica
differ enza che lor o sanno far e bene
Anche in azienda
coltiviamo la sperimentazione
Spesso manca il coraggio di cambiare
I 24 I LOMBARDI A VERDE I FEBBRAIO 2011 I
Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale:
lEuropa investe nelle zone rurali
PSR 2007-2013 Direzione Generale Agricoltura
24-25 spec. inter.qxp 21-02-2011 13:48 Pagina 24
I GRANDI COLTURE I
S
u 330 ettar i di Sau,
sono cir ca ot t o le
coltur e in r otazio-
ne, tra grano tenero, mais,
er ba medica e sor go, che
si pr endono la fetta mag-
gior e di ter r eni con cir ca
50 ettar i ciascuno, e poi
gr ano dur o autunnale e
pr imaver ile, or zo, colza
e gir asole. sostanzial-
mente una scelta di mer -
ca t o, ci s p ieg a Ni co la
St ri ng a, ch e d ir ig e la
Societ Agricola Serena
srl di Pizzale, in provin-
cia di Pavia. Siamo anco-
r a nellOlt r ep pianeg-
giante, a pochi chilome-
tri da Voghera, terra voca-
ta per cer eali di alta qua-
lit e or ticole tipo cipol-
la , p a t a t e , p o mo d o r i.
Qu e llo d e l Co n s o r zio
pr oduttor i della cipolla
un buon esempio di qua-
le d ir e zio n e d o vr e b b e
pr ender e anche il setto-
r e d e i ce r e a li, d ice
Str inga; lor o sono stati
ca p a ci d i va lor izza r e il
pr odotto, cosa che inve-
ce n oi n on r ius cia mo a
fare. Servirebbe una mag-
gior e or ganizzazione di
mer cat o che, par allela-
mente a un maggior con-
tr ollo sui pr ezzi di mer -
ca t o e s u i co s t i d i p r o -
d uzion e d a p a r t e d eg li
enti pubblici, sostenesse
me g lio i p r o d u t t o r i d i
seminativi. Volatilit dei
pr ezzi e r incar i continui,
come quello del petr olio,
sono le gr andi incogni-
te che tengono in bilico il
settore, nonostante il trend
p o s it ivo ch e s t a n n o
imb o cca n d o in q u e s t o
per iodo i pr ezzi di vendi-
ta. Negli ultimi 6 mesi c
stata effettivamente una
svolta, con aumenti anche
del 35% sui pr ezzi di ven-
dita dei cer eali, ammet-
te il dir ettor e dellazien-
d a , la cui p r od uzion e
destinata in par te al mer -
cato, per quanto r iguar -
d a s or g o, ma is ed er b a
medica, e in parte alla mol-
tiplicazione da seme, per
quanto r iguar da i cer ea-
li da paglia e il gir asole.
Ce r t o ch e q u e s t i
aumenti, benvenuti, sono
sufficienti per sopr avvi-
vere ma non possono sod-
disfar e appieno, per ch
ci sono sempre gli alti costi
di pr oduzione a cui dob-
biamo far fr onte. Lur ea,
per esempio, pr odot t o
legato al petr olio, pas-
sat a dai 320 eur o a t on-
nellata dellanno scor so
a i 420 d i q u es t a n n o, e
maspetto aumenti anco-
r a, cos come il gasolio,
che negli ultimi dieci anni,
con lavvento delleur o,
aumentato del 100%, per
non par lar e delle attr ez-
zatur e meccaniche, che
co n t in u a n o a s u b ir e
aumenti. E.M.
ancor a Mar co, ed effettuiamo analisi
per iodiche del suolo per stabilir e qua-
le tipo di concimazione miner ale at-
tuar e e in quali dosi, inter venendo co-
s con soluzioni ottimali sia in pr e che
in post semina. Unattenzione alle
singole fasi di pr oduzione della coltu-
r a che passa anche attr aver so tr atta-
menti antipar assitar i, cr uciali nella
lotta alle avver sit come pir alide e dia-
br otica. Abbiamo da poco investito
sullammoder namento dellessicca-
toio, che ci per mette di ottener e una
maggior e qualit del pr odotto, sebbe-
ne poi non venga comunque r icono-
sciuta sul mer cato, conclude Mar co
Samar ani, e dessiccar e, in fase di
r accolta, dai 1500 ai 2000 quintali di
mais al gior no, abbassando cos il r i-
schio micotossine. E.M.
i conti, mentr e noi abbiamo impar a-
to a usar e il foglio di calcolo di Excel
solo qualche anno fa. Dobbiamo im-
par ar e a confr ontar ci con la globaliz-
zazione, se vogliamo sopr avviver e,
osser va Ar r igoni. Non so se la col-
pa sia solo della Ue e della sua scar -
sa tempestivit nellinter venir e con
azioni efficaci ma, conclude lim-
pr enditor e, anzich il Psr , agli agr i-
coltor i ser vir ebbe poter acceder e a
mutui ventennali, i soli su cui pr oget-
tar e piani di sviluppo ser i. Regione
Lombar dia ha fatto molto, sopr attut-
to per quanto r iguar da la questione
dei nitr ati e le agr o-ener gie, ma ar -
r ivato il momento di agir e. E.M.
Insieme ai prezzi sono
aumentati anche i costi
I FEBBRAIO 2011 I LOMBARDI A VERDE I 25 I
Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale:
lEuropa investe nelle zone rurali
PSR 2007-2013 Direzione Generale Agricoltura
Fondo Europeo Agricolo
per lo Sviluppo Rurale:
lEuropa investe nelle zone rurali
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24-25 spec. inter.qxp 21-02-2011 13:48 Pagina 25
I SPECIALE I
I 26 I LOMBARDI A VERDE I FEBBRAIO 2011 I
I
l pr ogetto Gr andi Coltur e, finan-
ziato da Regione Lombar dia nel-
lambito dei ser vizi innovativi e
gestito da Er saf, in collabor azione
con il Cr a e altr i enti di r icer ca e in
par tenar iato con le pr ovince, atti-
vo dal 2002. Da allor a, ha svolto ne-
gli anni un r uolo fondamentale nel
tr asfer imento delle innovazioni in
campo cer ealicolo. Una sor ta di ser -
vizio per manente alle impr ese, capa-
ce di for nir e indicazioni sulle culti-
var pi adattabili agli ar eali lombar -
di, nozioni tecniche per la valor izza-
zione delle pr oduzioni, valutazioni e
confr onti statistici sulle diver se r i-
Variet provate
direttamente in azienda
LA METODOLOGIA ADOTTATA
DAL PROGETTO GRANDI COLTURE
CONDOTTO DA ERSAF PER CONTO
DI REGIONE LOMBARDIA, GRAZIE
A UNA RETE DI AZIENDE CHE
TESTANO LE NUOVE CULTIVAR
Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale:
lEuropa investe nelle zone rurali
PSR 2007-2013 Direzione Generale Agricoltura
Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale:
lEuropa investe nelle zone rurali
PSR 2007-2013 Direzione Generale Agricoltura
I
l sor go si sta facendo lar go con
decisione anche nelle campagne
lombar de dove occupa ar ee sem-
pr e pi vaste, tant che nel per iodo
2007-2010 si sono r egistr ati un r ad-
doppio della super ficie investita e un
costante incr emento delle r ese. Que-
sto per quanto r iguar da il sor go da
gr anella, anche se, gr azie alla consi-
stente pr esenza di impianti a biogas
nella nostr a r egione, si sta sviluppan-
do un gr ande inter esse anche per il
sor go da biomassa, da utilizzar e al po-
sto del tr inciato di mais per alimenta-
r e i digestor i anaer obici, in abbina-
mento ai liquami zootecnici. Di conse-
guenza si sono moltiplicate le sper i-
mentazioni del pr ogetto Gr andi Coltu-
r e, all' inter no del quale, oltr e ai campi
dimostr ativi di sor go da gr anella, per
il secondo anno consecutivo sono sta-
te r ealizzate pr ove agr onomiche con
ibr idi di sor go per biomassa. La coltu-
r a di sor go a fini agr oener getici sta in-
fatti assumendo sempr e maggior e r i-
levanza, gr azie a una spiccata attitudi-
ne che der iva dallalto contenuto di
zuccher i e fibr e del cer eale, oltr e a tut-
ta una ser ie di altr e peculiar it eviden-
ziate dalla r icer ca degli ultimi anni.
Rober to Reggiani, dellazienda agr a-
r ia sper imentale Stuar d di Par ma,
coor dinator e delle pr ove su sor go nel-
lambito del Pr ogetto Gr andi Coltur e,
non ha dubbi: Il sor go ha dimostr ato
di dar e pr oduzioni uguali/ super ior i al
mais in ar eali non ir r igui e a bassa fer -
tilit. Inoltr e, essendo una coltur a da
r innovo, per mette di ampliar e la r ota-
zione, con ottimi r isultati nella succes-
sione a cer eali autunno ver nini, r icor -
r endo a una tecnica coltur ale molto si-
mile a quella del mais ma con minor i
input e, quindi, a costi r idotti. In
questi anni, la sper imentazione stata
molto impor tante per la selezione de-
gli ibr idi, tanto che oggi le nuove va-
r iet di sor go da gr anella (a nullo o
Le due facce
del sorgo
ACCANTO A QUELLO DA GRANELLA,
SEMPRE PI APPREZZATO NELLE
CAMPAGNE LOMBARDE, ANCHE
QUELLO DA BIOMASSA SI STA
DIFFONDENDO GRAZIE ALLE SUE
CARATTERISTICHE ENERGETICHE.
LO TESTIMONIA PROPRIO
IL PROGETTO GRANDI COLTURE,
PORTATO AVANTI IN
COLLABORAZIONE CON LAZIENDA
SPERIMENTALE STUARD DAL
RICERCATORE MARCO REGGIANI
26-27spec.g coltureOK.qxp 21-02-2011 13:49 Pagina 26
I GRANDI COLTURE I
spost e agr onomiche e pr odut t ive
dei var i genot ipi. Una macchina
complessa for te di una r ete di 40-50
aziende r eali, che ogni anno si
r endono disponibili alle var ie sper i-
mentazioni a beneficio di tutte le al-
tr e. Le pi impor tanti r iguar dano i
campi var ietali e le pr ove dimostr a-
tivo-sper imentali, la cosiddetta atti-
vit on far m, su or zo, fr umento,
mais, r iso e sor go (di cui parliamo
proprio in queste pagine, nellartico-
lo in basso), questultimo intr odotto
nel 2008.
I r isultati dei campi dello scor so an-
no sono stati r ecentemente pr esen-
tati allEnte r isi di Castello dAgo-
gna lo scor so 18 gennaio (gli atti si
possono scar icar e sul sito dellEr saf,
allindir izzo www.ersaf.lombardia.it) e,
pi r ecentemente, a Ber gamo nel
cor so della consueta gior nata dedi-
cata al mais. Sulle futur e edizioni del
pr ogetto Gr andi Coltur e, r ilevano
alla Dir ezione Agr icoltur a, sar ap-
por t at a qualche modifica volt a a
r aggiunger e una maggior e tempe-
stivit nella diffusione dei dati e a r i-
dur r e leccessiva complessit bur o-
cr atica e amministr ativa, al fine di
contenener ne loner osit.
G.R.
basso contenuto di tannini) possono
esser e una valida alter nativa al silo-
mais per il tr inciato integr ale che, tr a
laltr o, pr esenta unottima appetibilit
per gli animali r uminanti, oltr e a doti
di qualit e conser vabilit. Tutte pecu-
liar it che ne fanno una possibile al-
ter nativa al mais, come confer ma Reg-
giani. Lo sicur amente, sopr attutto
per le aziende zootecniche che hanno
la necessit di pr odur r e gr andi quan-
tit di for aggio per alimentar e gli ani-
mali. Laddove non sia possibile la mo-
nosuccessione del mais, diventa indi-
spensabile dispor r e di una coltur a che
pr oduca come il mais: sia in ter mini di
quantit di biomassa secca, sia per
quanto r iguar da il valor e nutr izionale
del for aggio, misur abile in diger ibilit
e nella cosiddetta ener gia netta latte.
Ma i vantaggi non finiscono qui. Il
sor go par ticolar mente inter essante
anche dal punto di vista fitosanitar io,
per il basso r ischio micotossine e per -
ch non subisce alcun danno da dia-
br otica e da pir alide. Gli esper ti sono
tutti daccor do. Lo dimostr a una spe-
r imentazione plur iennale condotta
dalla facolt di Agr ar ia dellUniver sit
di Tor ino, dalla quale emer ge come
linter vallar e la coltur a di mais con il
sor go sia un modo efficace e sosteni-
bile per contener e la diabr otica. Il
sor go par e convincer e gli agr icoltor i
lombar di, continua Reggiani, tanto
che ultimamente hanno voluto r iser -
var e a questa coltur a ter r eni pi fer tili
dove, se condotta in asciutta, pu da-
r e per for mance pr oduttive simili o ad-
dir ittur a super ior i a quelle del mais.
molto impor tante che la r icer ca
continui nei pr ossimi anni, conclude
Reggiani, per la valutazione comples-
siva delle potenzialit pr oduttive del
sor go da gr anella e di alcuni ibr idi da
biomassa nei diver si ar eali della r egio-
ne. Inoltr e dovr emo concentr ar e gli
sfor zi sullindividuazione di var iet in
possesso di toller anza/r esistenza a
specifiche avver sit (str oncamento, al-
lettamento, danni da uccelli, ecc.) e
pr oseguir e nellazione conoscitiva/di-
vulgativa sul ter r itor io al fine di cr ear e
una filier a sor go, anche per quanto r i-
guar da le agr oener gie, visto che per
alcune pr ovince questo cer eale nuo-
vo o addir ittur a sconosciuto.
Gavina Ruju
t ATTIVIT ON FARM
Qui e in basso, campi sperimentali di
sorgo e, a lato, una risaia del Progetto
Grandi Colture, che viene svolto
in partenariato con i settori agricoltura
delle Province di Pavia, Milano,
Lodi, Brescia, Bergamo e Cremona.
26-27spec.g coltureOK.qxp 21-02-2011 13:50 Pagina 27
I SPECIALE I
I 28 I LOMBARDI A VERDE I FEBBRAIO 2011 I
F
ino a qualche anno fa er a quasi
sconosciuto in Lombar dia. Poi, la
pubblicazione dei r isultati di un
pr ogetto finanziato dalla Regione
Lombar dia e lattenzione cr escente dei
consumator i ver so pr odotti dalle alte
qualit dietetico-nutr izionali hanno
acceso i r iflettor i sul monococco, un
fr umento vestito r esistente alle malat-
tie e adattabile ad ambienti coltur ali
diver si. In Italia sono pi di tr ecento le
aziende agr icole che hanno puntato su
questo cer eale noto anche come far -
r o piccolo. In Lombar dia, a por tar e
avanti il lavor o iniziato col pr ogetto di
r icer ca r egionale Monica Mono-
cocco per linnovazione cer ealicola ed
alimentar e, teso a valutar e le linee
Una filiera produttiva
per valorizzare il monococco
GRAZIE ALLE SUE CARATTERISTICHE
DI RESISTENZA IN CAMPO E ALLE
VIRT NUTRIZIONALI, QUESTO
ANTICO CEREALE POTREBBE ESSERE
UNINTERESSANTE ALTERNATIVA.
MA OCCORRE LA VOLONT DI
SVILUPPARE UN PROGETTO CAPACE
DI COINVOLGERE TANTI SOGGETTI
DANDO VITA A UNINIZIATIVA
DI MARKETING TERRITORIALE
Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale:
lEuropa investe nelle zone rurali
PSR 2007-2013 Direzione Generale Agricoltura
Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale:
lEuropa investe nelle zone rurali
PSR 2007-2013 Direzione Generale Agricoltura
S
ebbene negli ultimi anni la su-
per ficie nazionale coltivata si sia
r idotta del 10%, da 627mila et-
tar i nel 2004 a cir ca 560mila nel 2009
(fonte Istat), il fr umento mantiene la
sua r ilevanza, con una pr oduzione to-
tale annua di 2.900.000 tonnellate. Il
Nor d occupa il 76,2% della super ficie
per un totale di 433.213 ha, con una
r esa unitar ia media di 5,3 t/ha e una
pr oduzione annua intor no ai 2,3 mi-
lioni di tonnellate, par i al 78% della
pr oduzione nazionale. Emilia Roma-
gna, Veneto, Piemonte e Lombar dia le
r egioni dov maggior mente diffuso.
Il CRA-SCV, ex Istituto Sper imentale
per la Cer ealicoltur a di SantAngelo
Lodigiano, da anni impegnato nel
Frumento, calano le superfici
aumenta la qualit
PER MIGLIORARE LE RESE E LA
RESISTENZA DEL FRUMENTO, IL
LAVORO DEL CRA DI SANTANGELO
LODIGIANO FONDAMENTALE.
IMPORTANTE ANCHE LATTIVIT DI
PREVENZIONE NEI CONFRONTI DI
AVVERSIT E MALATTIE, COME LE
FAMIGERATE MICOTOSSINE
28-29spec.frumentoOK.qxp 22-02-2011 11:29 Pagina 28
I SPECIALE I
I FEBBRAIO 2011 I LOMBARDI A VERDE I 29 I
avanzate del cer eale dal punto di vista
quantitativo e qualitativo per r eintr o-
dur lo in coltur a (dal sito della Dir ezio-
ne gener ale Agr icoltur a, www.agricol-
tura.regione.lombardia.it, si pu scar ica-
r e il r elativo Quader no della r icer ca),
la cooper ativa sociale agr icola LAnti-
ca Ter r a (www.lanticaterra.it), che ad
oggi pr oduce pane, gallette e biscotti
ma che in futur o, con lultimazione del
mulino in costr uzione, amplier la
pr oduzione alle far ine. A Cigole, in
pr ovincia di Br escia, dove si tr ova la
cooper ativa, sono state condotte alcu-
ne pr ove in campo del pr ogetto, men-
tr e la par te scientifica stata svolta
dallUnit di r icer ca per la selezione
dei cer eali e la valor izzazione delle va-
r iet vegetali di SantAngelo Lodigia-
no e dallUnit di r icer ca per la valo-
r izzazione qualitativa dei cer eali di Ro-
ma del Consiglio per la Ricer ca e la
sper imentazione in Agr icoltur a (Cr a),
insieme con il dipar timento di Scienze
e tecnologie alimentar i e micr obiolo-
giche (Distam) dellUniver sit degli
Studi di Milano. Par tner essenziali la
Fondazione Pianur a Br esciana
(www.raiscultura.it), impegnata nellam-
bito della valor izzazione del ter r itor io,
e il Consor zio Aliment, networ k per la
diffusione della cultur a alimentar e.
Col monococco possiamo offr ir e sul
mer cato un pr odotto nuovo, spiega
Riccar do Geminati, dir ettor e de LAn-
tica Ter r a dal gusto r affinato, simile
alla mandor la tostata, e dalle qualit
nutr izionali indubbie, con un contenu-
to pr oteico di 18 punti, contr o gli 11
del gr ano, e una composizione pr otei-
ca davver o inter essante. La cooper a-
tiva sta lavor ando inoltr e al fianco del
r epar to di gastr o-enter ologia dellO-
spedale civile di Br escia per valutar ne
il potenziale come alter nativa per chi
soffr e di celiachia e di intoller anze. La
sper imentazione, avviata un anno fa,
si muove su due livelli: sanitar io, coi
test sui pazienti affetti da celiachia, e
agr onomico, con lo studio di nuove
var iet condotto dal Cr a di SantAn-
gelo Lodigiano e dal Par co tecnologi-
co padano di Lodi, impegnati anche
nellanalisi genetica per il miglior a-
mento della r edditivit. Semino mo-
nococco da otto anni, conclude Ge-
minati, e posso dir e che una coltur a
dalla for te r esistenza ad avver sit, co-
me la r uggine o le infestanti; pr oduce
il 30, 40% di fieno in pi da vender e
sul mer cato e chiede poco concime, il
che compensa in par te le basse r ese r i-
spetto ad altr i cer eali. Ser vir ebbe per
un cambio di mentalit, necessar io a
cr ear e una ver a e pr opr ia filier a pr o-
duttiva, che unisca gli sfor zi individua-
li e gli investimenti di agr icoltor i, tr a-
sfor mator i e commer cianti, dando vi-
ta a un ver o e pr opr io pr ogetto di
mar keting ter r itor iale. E.M.
miglior amento e nella valor izzazione
della pr oduzione nazionale di fr umen-
to tener o e, in par ticolar e, nella car at-
ter izzazione mer ceologica delle va-
r iet pi coltivate sul ter r itor io nazio-
nale e delle nuove costituzioni iscr itte
al r egistr o nazionale, di cui identifica il
miglior ambiente di coltivazione e la
miglior e destinazione duso. La so-
pr avvivenza della coltur a del gr ano te-
ner o nelle zone vocate, spiegano i r i-
cer cator i del Cr a, dipende dalle inno-
vazioni e, quindi, dai selezionator i,
chiamati a r ilasciar e genotipi r esisten-
ti alle malattie e con unelevata effi-
cienza di utilizzo dellazoto.
Delle 30 var iet valutate negli ultimi
tr e anni, nella classe FP quella con la
pi ampia capacit dadattamento in
tutti gli ar eali r isultata la PR22R58,
mentr e lAubusson sembr a la pi in-
dicata per gli ar eali dellItalia setten-
tr ionale. Tr a i fr umenti di qualit si se-
gnalano Bologna (FF) per lar eale
Nor d, mentr e Ar tico come FB adatto
a tutti gli ar eali malgr ado le oscillazio-
ni di r esa negli anni.
Il lavor o del Cr a si concentr a poi sui
tr attamenti di difesa contr o le malattie
cr ittogamiche, causa di per dite ingen-
ti di pr oduzione e qualit della gr anel-
la. La concentr azione di deossiniva-
lenolo (DON) nella gr anella di fr umen-
to tener o e dur o r appr esenta un par a-
metr o di valutazione dei lotti commer -
ciali, spiegano infatti dal Cr a, il cui
compito anche quello di for nir e agli
agr icoltor i infor mazioni tecniche ed
agr onomiche, com stato col pr oget-
to inter r egionale Micocer coor dinato
da Regione Lombar dia e da Cr a-Qce
(Unit di r icer ca per la valor izzazione
qualitativa dei cer eali) di Roma, che
ha valutato gli effetti dellagr otecnica
sulla contaminazione da DON. Es-
sendo i r esidui coltur ali pr esenti sul
suolo la pr incipale fonte dinoculo del-
linfezione, le tecniche di lavor azione
del suolo e lavvicendamento svolgo-
no un r uolo r ilevante. Basti pensar e
che i r ischi maggior i dinfezione si so-
no r egistr ati nel caso in cui il fr umen-
to succede a una coltur a di mais da
gr anella, mentr e lar atur a ha pi volte
dimostr ato di contener e la fusar iosi
della spiga e le contaminazioni da
DON r ispetto alla minima lavor azione
e alla semina dir etta su sodo.
Eleonora Marchiafava
28-29spec.frumentoOK.qxp 22-02-2011 11:29 Pagina 29
I SPECIALE I
I 30 I LOMBARDI A VERDE I FEBBRAIO 2011 I
A
umentar e e qualificar e
le pr oduzioni di mais
p er et t a r o s emb r a la
strada obbligata perch il mais
italiano possa restare sul mer-
cato in modo competitivo, con-
tr astando lagguer r ita con-
cor r enza dei Paesi dellEst
Eur opa e nonostante i vinco-
li str ingenti di natur a sanita-
ria e agro-ambientale cui sono
s ot t op os t i g li a g r icolt or i.
Quello che la r icer ca deve
adottare un approccio gene-
tico alla produttivit, sostie-
ne Alberto Verderio, dellUnit
di Ricer ca per la Maiscoltur a
del Cr a di Ber gamo, con lo-
biettivo di accrescere le cono-
scenze scientifiche e tecnolo-
effetti dir etti e dr ammatici
sulla composizione chimica
delle car iossidi, per for ma,
colore, struttura, caratteristi-
che fisiche. Ben not i sono i
mais bianchi, i mais vitr ei e il
pop-cor n, per esempio. Nel
tempo si sono ottenuti mais
speciali con pr ecise destina-
La qualit il futuro
del nostro mais
PI PRODUTTIVO
E QUALIFICATO: PER
COMPETERE CON I PAESI
DELLEST, IL MAIS
ITALIANO DEVE AVERE
UNA MARCIA IN PI.
LOBIETTIVO CHE SI PONE
LA RICERCA, COME SPIEGA
ALBERTO VERDERIO
DEL CRA DI BERGAMO
P
r esente da oltr e un
secolo sul ter r itor io
pr ovinciale, il con-
sor zio agr ar io di Cr emona
vanta str uttur e e tecnologie
allavanguar dia, che gli
consentono di svolger e un
r uolo pr imar io nella valo-
r izzazione delle var ie filier e
agr icole, ivi compr esa quel-
la maidicola che qui conta
su ben 80mila ettar i, quasi
un ter zo dellinter a super fi-
cie r egionale dedicata a
questa coltur a. Inoltr e, se si
pensa che Cr emona la
capitale del latte italiano,
utilizzato per lo pi per le
pr oduzioni di Gr ana pada-
no e Pr ovolone, ma anche
la ter za pr ovincia suinicola
italiana, r isulta evidente co-
me il mais, pr incipe dei ce-
r eali, possa esser e il ver o
pr otagonista della filier a
zootecnica. Il mais per
noi una mater ia pr ima fon-
damentale, affer ma Paolo
Nolli, dir ettor e del Consor -
zio, avendo un mangimifi-
cio che pr oduce oltr e due-
Nel pieno cuore
della filiera zootecnica
IL CASO VIRTUOSO DEL
CONSORZIO AGRARIO DI
CREMONA, DOVE SI
CONCENTRA UN TERZO
DELLA SUPERFICIE
REGIONALE A MAIS.
SENZA DIMENTICARE
LERBA MEDICA, CHE IN
CAMPO E NEI MANGIMI
HA UN RUOLO IN CRESCITA
giche dei pr ocessi pr odutti-
vi del mais per miglior ar ne
adattabilit e qualit. Il passo
successivo quello del trasfe-
r imento delle infor mazioni
acquisite in prodotti commer-
ciali innovativi. Il mer cato
mondiale evidenzia una sem-
pr e pi mar cata segmenta-
zione tr a commodity e par ti-
te a valor e aggiunto, in cui la
qualit per destinazione du-
so gioca un r uolo fondamen-
tale. Ver der io ce ne delinea
il quadro generale, da cui emer-
g e un a mp io ven t a g lio d i
oppor tunit per la filier a del
mais italiano.
Nella specie esiste una gran-
de var iabilit genet ica con
centomila tonnellate di
mangime allanno destinato
ai bovini, non solo della no-
str a pr ovincia. For te di
questa vocazione, il Con-
sor zio in gr ado di offr ir e
al settor e una vasta ser ie di
ser vizi. Il r uolo svolto sto-
r icamente dal consor zio,
continua Nolli, quello del
r itir o del pr odotto, con una
capacit di ammasso
espr essa da una r ete capil-
lar e di punti di r itir o costi-
tuita da pi di venti agenzie
e quattr o filiali dir ette, mol-
to vicino quindi alle aziende
agr icole pr oduttr ici. Gr azie
anche alla capacit pr odut-
tiva degli essiccatoi, il mais
Fondo Europeo Agricolo
per lo Sviluppo Rurale:
lEuropa investe nelle zone rurali
PSR 2007-2013 Direzione Generale Agricoltura
Fondo Europeo Agricolo
per lo Sviluppo Rurale:
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30-32spec.maisOK.qxp 22-02-2011 11:32 Pagina 30
I GRANDI COLTURE I
zioni duso attr aver so alter a-
zioni nella composizione del-
lamido e delle pr oteine del-
la cariosside, e altri per carat-
ter i genetici complessi, qua-
li: mais w axy, mais am ylose
extender, mais dolce , mais
high lysine, mais ad alto olio,
mais alto olio alto oleico e
mais high protein . Anche nel-
le par tite di mais nor mali
esistono molteplici differ en-
ze. Vi sono poi alcune par ti-
te di mais con una extr a-uti-
lit duso, che le r ende clas-
sificabili nelle categorie ad ele-
vato valore aggiunto, con filie-
r e di pr oduzione tr acciate
e specifiche r eti di commer -
cializzazione a livello interna-
zionale. Fatta questa premes-
sa, passiamo allanalisi delle
varie sementi per filiera. Quella
del mais alimentar e, sostie-
ne Ver der io, ha costituito in
Italia la pr ima applicazione
operativa della strategia basa-
ta sulla promozione della qua-
lit duso. I molini si sono tr o-
vati a far fr onte a una nuova
domanda di alimenti gluten-
free sostitutivi dei prodotti da
fr umento, di alimenti diete-
tici ad alto contenuto di com-
posti bio-attivi, salutistici e
funzionali.Tutte cir costanze
alla base della recente tenden-
za a una for te specializzazio-
ne di tutti i contr ibutor i della
food-chain alimentare e del
lor o coor dinamento in filier e
di pr odotto for temente nor -
mate e contr attualizzate, in
gr ado di r ealizzar e un sensi-
bile valor e aggiunto e di r idi-
str ibuir lo lungo linter a filie-
r a. La par te del leone per
svolta ancora dal mais per la-
limentazione del bestiame, di
cui Ver der io delinea gli ulti-
mi sviluppi. In gener ale ,
spiega, il compar to mangi-
mistico sembra essere in evo-
luzione: il set t or e in cui si
macinava tutto ora pi atten-
to alle differ enze tr a le par ti-
t e e q uin d i a lla t r a ccia b i-
lit d elle ma t er ie p r ime.
Ultimamente si stanno crean-
do filiere di produzione di mais
a basso linoleico per lalimen-
tazione del suino pesante, che
assicur ano vantaggi appr ez-
zabili a un settor e str ategico
nel nostr o agr oalimentar e.
Inoltr e, per lalimentazione
delle galline ovaiole, si sono
diffusi mais color ati, r icchi di
betacarotene e con endosper-
ma a frattura vitrea, come quel-
li in grado di aumentare le rese
e la qualit delle uova: par tite
di mais con queste car atter i-
stiche spuntano prezzi miglio-
ver de viene essiccato per
esser e poi adeguatamente
stoccato per il tempo neces-
sar io a giunger e alle suc-
cessive fasi di tr asfor mazio-
ne in fiocchi, mangime,
ecc. Vantiamo poi un labo-
r ator io di analisi allavan-
guar dia sul quale abbiamo
fatto un gr osso investimen-
to e di cui andiamo par tico-
lar mente fier i. Gr azie a
questa str uttur a e allimpie-
go di tecnologie innovative,
siamo in gr ado di ver ificar e
in tempo r eale la pr esenza o
meno di aflatossine; qui si
svolgono inoltr e analisi pi
complesse a seconda delle
necessit, con lobiettivo
della massima r iduzione dei
tempi e, quindi, delleffi-
cienza. Sul fr onte dei pr ez-
zi, la politica adottata mi-
r ata a contener e le conse-
guenze della lor o volatilit.
Noi offr iamo agli agr icol-
tor i dei contr atti dove la de-
ter minazione del pr ezzo
ottenuta da una media che
metta al r ipar o confer enti e
Consor zio dalle eccessive
fluttuazioni che in questi ul-
timi anni hanno car atter iz-
zato il mer cato. Un occhio
di r iguar do anche alla valo-
r izzazione delle pr oduzioni
cer ealicole locali. Per
quanto r iguar da il fr umen-
to, dice ancor a il dir ettor e,
potr ebbe esser e esteso in
futur o ad altr i cer eali.
Accanto al mais, negli ulti-
mi tempi anche lerba me-
dica ha destato inter esse
come alter nativa r eddituale
per gli agr icoltor i, con una
pr oduzione passata dai 70
mila quintali del 2009 ai 120
mila del 2010. Anche sul-
ler ba medica c un bel di-
abbiamo deciso di valor iz-
zar e la pr oduzione di gr ano
dur o, sia quantitativamen-
te, sia qualitativamente, at-
tr aver so una Or ganizzazio-
ne di Pr oduttor i, denomi-
nata O.P. Cer eali dItalia,
che ha stipulato un accor do
per la for nitur a di mater ia
pr ima alla Bar illa. Si tr atta
di un pr ogetto pilota che
Il mangimificio del Consorzio
agrariodi Cremona.
A sinistra, il direttore
Paolo Nolli.
30-32spec.maisOK.qxp 22-02-2011 11:32 Pagina 31
I 32 I LOMBARDI A VERDE I FEBBRAIO 2011 I
1
LA REGIONE CREDE NELLA RICERCA
D
al 2001 al 2009la
Direzione Generale
Agricoltura ha finanziato 15
progetti di ricerca dedicati al
mais, per un valore totale di
3,6 milioni di euro e un
contributo regionale di oltre
2,3 milioni di euro. Le
tematiche affrontate sono
state varie e hanno
riguardato: il recupero e la
caratterizzazione delle
collezioni di vecchie variet,
la caratterizzazione dei nuovi
ibridi con la partecipazione
alle reti interregionali, la
messa a punto di criteri di
classificazione della granella
in base alle caratteristiche
qualitative e igienico
sanitarie; la determinazione
del grading della qualit
delle partite con definizione
delle specifiche per amideria,
semoleria, mangimifici e
trasformazione zootecnica; la
valutazione della granella in
relazione al contenuto di
acido linoleico (parametro di
interesse per la produzione
del suino pesante) e la
presenza delle micotossine
nella granella.
Nellanno in corso, la Giunta
regionale ha recentemente
approvato un piano di ricerca
che prevede la realizzazione
di quattordici progetti
(vedere larticolo da pag 40),
di cui due dedicati
specificamente al settore
maidicolo per un contributo
regionale di oltre 480 mila
euro: il primo,
Ottimizzazione della
coltura del mais nella
pianura padana, sviluppato
con il Cra di Bergamo, si
propone di implementare il
database regionale dei dati
sperimentali, per offrire
informazioni sempre
aggiornate sugli ibridi pi
adatti agli areali lombardi. Il
secondo, Sviluppo delle
filiere di produzione ad alto
valore aggiunto nel
comparto del mais
alimentare, si concentrer
sullindividuazione di nuove
variet di ibridi, sviluppati in
ambienti lombardi, con le
caratteristiche qualitative
richieste dallindustria
alimentare.
Se guardiamo in generale al
settore cerealicolo, i progetti
finanziati dalla Regione dal
2001 al 2009salgono a 33,
per un valore complessivo di
oltre 7,6 milioni di euro, di cui
3 milioni rappresentano la
compartecipazione dei
proponenti. Le colture
coinvolte, oltre al mais, sono
riso, frumento, monococco
e altri cereali minori.
Nellarea dei servizi
innovativi, c il Progetto
Grandi colturedi cui, anche
per questa annualit, la
Direzione Agricoltura ha
affidato la gestione ad Ersaf.
I risultati e le pubblicazioni
della ricerca si possono
scaricare su
www.agricoltura.
regione.lombardia .it
ri e cominciano ad essere pro-
grammate nei canali delle spe-
cialty. Altr o tr adizionale seg-
mento quello industriale che
tr asfor ma lamido, attr aver -
so pr ocessi chimico-fisici in
una grande variet di prodot-
ti finali destinati al consumo
umano, alla produzione di beni
non food (car ta, tessile, nuo-
ve plastiche), fino alla pr odu-
zione di alcool etilico ed eta-
nolo quale for ma di ener gia
r innovabile. Lutilizzo delle
produzioni agricole, conclu-
de Ver der io, per la tr asfor -
mazione in ener gia r innova-
bile e beni dur evoli la nuo-
va r esponsabilit di cui viene
investita lagricoltura del doma-
ni. In par ticolar e, letanolo da
cellulosa, una volta messe a
punto le pr ocedur e, potr eb-
be esser e adottato dallagr i-
coltur a italiana come tecno-
logia per lutilizzo delle bio-
masse, che, nella nostr a mai-
scoltur a, vengono gi impie-
gate per alimentar e impianti
di biogas. G.R.
so c un ser vizio innovati-
vo, ovver o quello che pr e-
vede un r uolo di pr imo pia-
no per il Consor zio, in qua-
lit di inter locutor e unico
nella tr attativa per linstalla-
zione di impianti fotovoltai-
ci in sostituzione dei tetti di
eter nit. Gar antiamo cos la
ser iet del par tner tecnico e
svolgiamo tutte le pr atiche
per laccesso ai contr ibuti
pubblici. Un ser vizio a 360
gr adi, affer ma con soddi-
sfazione Nolli. Abbiamo
anche un pr ogetto di medio
per iodo per lautonomia
ener getica del mangimifi-
cio attr aver so un impianto
di co-gener azione per la
pr oduzione di ener gia elet-
tr ica e ter mica, che sar ali-
mentato con olio vegetale
di colza e soia, apposita-
mente coltivati nella zona,
non appena le condizioni
dei mer cati, oggi non favo-
r evoli, lo per metter anno.
Gavina Ruju
scor so completo di filier a. Il
Consor zio allavanguar -
dia con un impianto di es-
siccazione e cir ca 1300 etta-
r i di ter r eni coltivati a medi-
ca nelle sue vicinanze. Il
contr atto qui pr evede an-
che il ser vizio di r accolta, la
lavor azione allessiccatoio e
la successiva cessione al
mangimificio per esser e in-
tegr ata nella pr oduzione
del mangime, chiudendo
cos linter o ciclo di pr odu-
zione. Tr a i pr ogetti in cor -
Erba medica in attesa
dellessiccazione
30-32spec.maisOK.qxp 22-02-2011 11:32 Pagina 32
I FEBBRAIO 2011 I LOMBARDI A VERDE I 33 I
Fitosanitario, le linee
guida
APPENA PUBBLICATE LE LINEE
GUIDA REGIONALI PER LA DIFESA
E IL CONTROLLO DELLE INFESTANTI
PER MAIS, ORZO E FRUMENTO,
CHE IL SERVIZIO FITOSANITARIO
REGIONALE CONSIGLIA
DI ADOTTARE IN CAMPO
U
n contributo importante e costan-
te alle problematiche che colpisco-
no la cer ealicoltur a il lavor o del
Ser vizio fitosanitar io r egionale, in pr ima
linea nellattivit di pr evenzione e difesa
delle pr oduzioni agr icole dalle infestanti
e da avver sit ben note ai cer ealicoltor i,
come la diabr otica. Pr opr io qualche setti-
mana fa, a met febbr aio, sono state pub-
blicate le nuove nor me tecniche di difesa
e contr ollo delle infestanti per le coltur e
del mais, dellor zo e del fr umento, elabo-
r ate sulla tr accia delle linee guida nazio-
nali, e valide per tutto il 2011. Non sono
obbligator ie per i cer ealicoltor i, ci spie-
gano dal Ser vizio fitosanitar io r egionale,
ma certo rappresentano un buon indiriz-
zo t ecn ico d a s eg uir e in ca mp o e, n el
caso della difesa, un approccio integrato.
Le tabelle pubblicate in queste pagine
sintetizzano le principali misure che Regione
Lombar dia consiglia di adottar e in cam-
po (approfondimenti su www.agricoltura.regio-
ne.lombardia.it), e che sono valide sia per la
misura 214 del Psr 2007-2013, sia per i pro-
gr ammi oper ativi delle or ganizzazioni dei
pr oduttor i or tofr utticoli.
PROVE E MONITORAGGIO DIABROTICA
Ne avevamo par lato la scor sa pr imaver a
su Lombardia Verde annunciando sper i-
mentazioni in campo con concianti e geo-
disinfestanti e il monitoraggio su un largo
numer o di aziende. Cos stato. Degli esi-
ti della campagna 2010 e dei r isultati del
monitoraggio abbiamo dato conto in autun-
no su queste pagine: oltr e 1.000 appezza-
EPOCA INFESTANTI SOSTANZA ATTIVA % di S.a. It o kg/ha
Pre semina Graminacee Glifosate 30,4 1,5 - 3
Dicotiledoni
Terbutilazina 50 1,5
Pendimetalin 31,7 1,5 - 3
Acetoclor 36,7 4 - 5
Isoxaflutole 4,27 1,2 - 1,5
Pre emergenza Pethoxamide 60 2
Aclonifen 49 1,5 - 2
Flufenacet 60 0,80
Dimetenamide-P 63,9 1 - 1,3
S-Metolaclor 86,49 1,50
Terbutilazina + Sulcotrione 8,5 + 15 2 - 2,5
(Mesotrione - Terbutilazina - S-Metolaclor) (3,39-16,94-28,23) 4,5
Un trattamento
Rimsulfuron 25 0,040 - 0,060
Due trattamenti
0,030 + 0,030
Un trattamento
Nicosulfuron 4 0,8 - 1,2
Due trattamenti
0,5 + 1
Tifensulfuron - metile 75 0,01
(Florasulam + Fluroxipir) (0,10 + 14,57) 1
Prosulfuron 75 0,025
Acetoclor 36,7 3 - 4
Isoxaflutole 4 1,2
Post emergenza Sulcotrione 26 1
Mesotrione 9,1 0,5 - 1
(Mesotrione - S-Metolaclor) 5,58 + 46,5 2,00
Clopiralid 75 0,15
Foramsulfuron 2,33 2 - 2,7
Tritosulfuron + Dicamba)
(Pendimetalin + Dicamba) (23,8 + 4,8) 3 - 3,5
Dicamba 21 0,8 - 1
Fluroxipir 17 0,4 - 0,8
Equiseto MCPA 25 0,25 - 0,45
EPOCA INFESTANTI SOSTANZA ATTIVA % di S.a. It o kg/ha
Pre semina Graminacee e Glifosate 30,4 1,5 - 3
Dicotiledoni
Post emergenza Dicotiledoni Bifenox 40,8 2,0
precoce e Graminacee Diflufenican 42 0,3
(Fenoxaprop-p-etile+ 5,24 0,7 - 1,5
Mefenpir-dietile) 2,86
Graminacee Tralkoxidim 34,67 1
Pinoxaden 10,0 0,4 - 0,45
Diclofop 27,0 2 - 2,5
Clodinafop 22,2 0,2 - 0,25
Tifensulfuron - metile 75 0,050 - 0,080
Dicotiledoni Metsulfuron metile 20 0,015 - 0,020
Tribenuron-metile 50 0,020 - 0,025
Post emergenza Tribenuron-metile + MCPP-P 1 + 73,4 1,09
Triasulfuron 20 0,037
(Iodosulfuron+Fenoxaprop-p-etile (0,78+6,22 + 1,25
Dicotiledoni con Mefenpir-dietile) 2,33)
(Pyroxsulam + Florasulam) (70,8 + 14,2) 0,265
Galiume graminacee (Tritosulfuron + Dicamba)
(Iodosulfuron-metil sodium + 0,6 0,5
Mesosulfuron metile) 3
Florasulam 4,84 0,1 - 0,125
(Clopiralid + MCPA + Fluroxipyr) (1,8 + 18,2 + 3,6) 4
Dicotiledoni con Amidosulfuron 75 0,02 - 0,04
Galium Fluroxipyr 17,16 0,8 - 1,0
DISERBO ERBACEE - CONTROLLO INTEGRATO DELLE INFESTANTI DI MAIS
DISERBO ERBACEE - CONTROLLO INTEGRATO DELLE INFESTANTI DI FRUMENTO E ORZO
Fondo Europeo Agricolo
per lo Sviluppo Rurale:
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33-34 spec.qxp 22-02-2011 11:09 Pagina 33
I SPECIALE I
I 34 I LOMBARDI A VERDE I FEBBRAIO 2011 I
AVVERSIT CRITERI DI INTERVENTO S.a. e AUSILIARI
CRITTOGAME
Carbone INTERVENTI CHIMICI:
(Ustilago tritici) Consigliata la concia del seme
Carie Interventi chimici:
(Tilletia spp.) Consigliata la concia del seme
Fusariosi INTERVENTI AGRONOMICI:
(Fusarium spp.) - Evitare le semine fitte Tebuconazolo
- Concimazioni azotate equilibrate Procloraz
Propiconazolo
(Ciproconazolo +
Procloraz)
Nerume INTERVENTI AGRONOMICI:
(Alternaria spp., - Evitare le semine fitte
Cladosporium herbarum, - Concimazioni azotate equilibrate
Epicoccum nigrum)
Oidio INTERVENTI AGRONOMICI: Azoxystrobin
(Erysiphe graminis) - Evitare le semine fitte Procloraz
- Concimazioni azotate equilibrate Propiconazolo
- Variet resistenti e tolleranti Tebuconazolo
Soglia di intervento: Triadimenol
Tetraconazolo
Flutriafol
(Ciproconazolo
+ Propocloraz)
Ruggini INTERVENTI AGRONOMICI: Azoxystrobin
(Puccinia graminis, - Evitare le semine fitte Propiconazolo
Puccinia recondita, - Concimazioni azotate equilibrate Tebuconazolo
Puccinia striiformis) - Variet resistenti e tolleranti Triadimenol
- Variet precoci (S. graminis) Tetraconazolo
Flutriafol
(Ciproconazolo +
Procloraz)
Septoria INTERVENTI AGRONOMICI: Azoxystrobin
(Septoria nodorum, - Evitare le semine fitte Propiconazolo
Septoria tritici) - Concimazioni azotate equilibrate Tetraconazolo
(Ciproconazolo +
Procloraz)
FITOFAGI Non ammessa la concia con insetticidi
Afidi INTERVENTI AGRONOMICI: Pirimicarb
(Rhopalosiphum padi, - Evitare le semine fitte
Metopolosiphum dirhodum, - Concimazioni azotate equilibrate
Sitobion avenae)
Lotta biologica:
Esistono predatori naturali che nelle
nostre aree possono essere numerosi
e limitare fortemente le infestazioni
(Ditteri sirfidi, Coccinella septempunctata,
Propylaea quatuordecimpunctata,
Crisope, Imenotteri).
Vanno poi ricordati i parassitoidi
(caratteristica la mummificazione) e, specie
con clima umido e piovoso, i funghi
entomopatogeni (entomoftoracee).
AVVERSIT CRITERI DI INTERVENTO S.a. e AUSILIARI
CRITTOGAME INTERVENTI AGRONOMICI:
Carbone comune - Concimazione equilibrata
(Ustilago maydis) - Ampie rotazioni
- Raccolta e distruzione dei giovani tumori
prima che lascino fuoriuscire le spore
Marciume del fusto INTERVENTI AGRONOMICI:
(Gibberella zeae) - Evitare le semine troppo fitte
- Evitare somministrazioni eccessive di azoto
e squilibri idrici
- Fare ricorso a ibridi resistenti o tolleranti
BATTERIOSI Si richiede la segnalazione tempestiva della
Batteriosi eventuale presenza in campo
(Erwinia stewartii, di questa malattia per poter eseguire
Erwinia chrisanthemi) gli opportuni accertamenti di laboratorio
su campioni della coltura colpita
VIROSI
Virus del nanismo INTERVENTI PREVENTIVI:
maculato del mais - Eliminazione tempestiva delle sorgenti
(MDMV) di infezione all'interno ed in prossimit
Virus del nanismo giallo delle colture (mantenere puliti i campi dalle
dell'orzo (BYDV) graminacee infestanti ospiti del virus)
FITOFAGI
Elateridi INTERVENTI AGRONOMICI: Teflutrin
(Agriotes spp.) Evitare la coltura in successione a prati Clorpirifos
stabili per almeno 2 anni.
In caso si successione a medicai operare nel
seguente modo:
- rompere i medicai nell'estate precedente
in modo che la maggior parte delle larve
subisca l'azione negativa del secco estivo.
- rompere il prato immediatamente prima
di seminare in modo tale che gli eventuali
elateridi si approfondiscano temporaneamente
sotto lo strato arato e restino inattivi
sino superamento delle prime fasi critiche
della coltura.
Con infestazioni in atto eseguire sarchiature
ripetute per creare un ambiente sfavorevole alle larve.
Diabrotica
(Diabroticavirgifera virgifera) Segnalare l'eventuale presenza ai Servizi Fitosanitari
Piralide INTERVENTI AGRONOMICI: Bacillus thuringiensis
(Ostrinia nubilalis) Sfibratura degli stocchi e aratura tempestiva. Indoxacarb
Alfacipermetrina
Ciflutrin
Cipermetrina
Deltametrina
Lambdacialotrina
Zetacipermetrina
Etofenprox
Rynaxypyr
Nottue terricole
(Agrotis spp.) Intervenire nel tardo pomeriggio e, Alfacipermetrina
(Heliothis armigera) quando possibile, in modo localizzato. Ciflutrin
(Spodoptera spp.) Cipermetrina
Deltametrina
Etofenprox
Lambdacialotrina
Rynaxypyr
Afidi dei cereali
(Rhopalosiphum padi, Non sono giustificati interventi specifici.
Metopolophium dirhodum,
Sitobion avenae,
Schizaphis graminum)
menti monitorati con danni marginali e cir-
coscritti in un limitato numero di appezza-
menti. Le pr ove di campo finanziate dalla
Dir ezione Agr icoltur a e condotte in col-
laborazione con Ersaf e il Codife di Brescia
sono state di recente pubblicate sullo Speciale
mais de LInformatore agrario al quale vi
r imandiamo per i dettagli. Qui oppor -
tuno sottolinear e limpegno del Ser vizio
fitosanitario regionale che le ha coordina-
te e or ganizzate allo scopo di for nir e ulte-
r ior i r isultati che si aggiungono a quelli
gi pr esenti in letter atur a. Un commento
per possiamo farlo precisando come cer-
ti risultati possono essere valutati solo nel-
le condizioni nelle quali sono stati otte-
nuti. In presenza di infestazioni sostanzial-
mente contenute, la pr otezione chimica
della r adice ha dato r isultati positivi in ter -
mini di r esa in cer te condizioni e con valu-
tazioni non omogenee tr a le sostanze atti-
ve impiegate e nelle diverse situazioni loca-
li (nel nostr o caso in appezzamenti indi-
viduati a Palazzolo sullOglio, Spinadesco,
Fontanella e Cor no Giovine). La sintesi
che il contr ollo di Diabr otica deve esser e
sempr e affidato a un appr occio integr a-
to che tenga conto della numer osit del-
le sue popolazioni, delle condizioni locali
e dellopportunit di fare ricorso ad appro-
pr iate scelte agr onomiche e a inter venti
di contr ollo chimico sulla base di una r ea-
le necessit ed efficacia.
DIFESA ERBACEE - MAIS
DIFESA ERBACEE - FRUMENTO E ORZO
33-34 spec.qxp 22-02-2011 11:09 Pagina 34
33-34 spec.qxp 22-02-2011 11:09 Pagina 35
I 36 I LOMBARDI A VERDE I FEBBRAIO 2011 I
I MONTAGNA I
t ant e, segno di una buona gest ione
faunistico-venator ia e del miglior a-
mento dellambiente in cui il planti-
grado trova il proprio habitat; ma anche
un fattor e che r ichiede lattenzione e
linter vento, quando necessar io, del-
le istituzioni. Nella nostr a r egione, due
direzioni generali: Agricoltura e Sistemi
Ver di e Paesaggio, attive sia sul fr on-
t e d ella p r even zion e, s ia s u q u ello
del r isar cimento dei danni subiti dagli
allevator i a causa dellattivit pr eda-
tor ia dellanimale.
Sul primo punto, ha preso il via lo scor-
so settembre il progetto Conservazione
dellor so br uno: azioni coor dinate per
lareale alpino e appenninico (Arctos),
a vvia t o d a lla DG Sis t e mi Ve r d i e
Pa e s a g g io e fin a n zia t o d a lla
Commissione Eur opea nellambit o
dello str umento LIFE+Natur e, r ivol-
t o a p r og et t i p er la t ut ela e la va lo-
r izzazione della biodiver sit. Il pr o-
getto pr esentato dal Par co naziona-
le dAbr uzzo, Lazio e Molise punta
a d a t t u a r e p r a t ich e e p r ot ocolli d i
gestione del plantigr ado su un ar co
di 4 anni, a par tir e da un monitor ag-
gio omogeneo della distribuzione degli
animali, dalla for mazione di per sona-
le sp ecia lizza t o e d a llin t er ven t o in
caso di cr iticit.
un pr oget t o impor t ant e, per ch
consente di r appr esentar e le istanze
di tutti e di tr ar r e unoppor tuna sin-
tesi tr a le esigenze degli allevator i e
SONO IL SEGNO DI UNA BUONA
GESTIONE FAUNISTICO-
VENATORIA E QUINDI VANNO
SALUTATI CON PIACERE. SENZA
CONTARE CHE, COME SPIEGA
LESPERTO, SI POSSONO
FACILMENTE TENERE LONTANI
DAGLI ANIMALI DALLEVAMENTO.
COMUNQUE, IN CASI ESTREMI,
SI PU CHIEDERE IL RIMBORSO
DEI DANNI ALLA REGIONE,
CHE HA TERMINATO DI LIQUIDARE
LE RICHIESTE DINDENNIZZO
GIUNTE TRA IL 2009 E IL 2010
A
gr icoltur a e allevamento come
custodi del ter r itor io. cos da
sempr e: nel cor so della lor o sto-
r ia, lattivit agr icola e quella dellal-
levar e animali hanno espr esso anche
una delle for me pi alte di tutela del
ter r itor io, dando alla ter r a un calen-
dar io che ne ha gar antito la fer tilit e
or ganizzando la pr esenza degli ani-
mali in modo da coor dinar la con la
vita della medesima ter r a.
Ma ci sono animali la cui pr esenza non
pu esser e or ganizzat a nelle for me
dellallevament o. il caso dellor so
br uno, che da poco pi di dieci anni
sempr e pi pr esente sullar co alpi-
no t r a Venet o, Tr ent ino-Alt o Adige
e Lombar dia. Una pr esenza impor -
Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale:
lEuropa investe nelle zone rurali
PSR 2007-2013 Direzione Generale Agricoltura
Non tremate anche se
gli orsi sono tornati
36-39 orso.qxp 21-02-2011 14:04 Pagina 36
della tutela dellambiente e della fau-
na, spiega Guido Tosi, zoologo, docen-
te di Gestione della fauna allUniversit
dellInsubr ia (sede di Var ese) e consu-
lente in materia per Regione Lombardia.
Liniziativa per non nasce dal nul-
la, ma si basa sul fondamentale coor -
d in a men t o s p on t a n eo a t t ua t o s in o
allavvio del pr ogetto stesso dai Par chi
e dalle Pr ovince. Per la Lombar dia, in
par ticolar e, quelle di Sondr io, Br escia
e Ber gamo, dove lor so tor nato.
Da quando?
Nel 2000 c stata la pr ima segnala-
zione nella zona di Bagolino. Lultima
osser vazione in Lombar dia r isaliva
al 1977, sempre nel bresciano. Nellultimo
decennio si sono avute al massimo due
segnalazioni allanno tra Val Camonica,
Va l t r o mp ia , Va l d i Me llo , Pa r co
Nazionale dello Stelvio e Alto Gar da
br esciano.
Sono presenze stanziali?
No. Sono animali che si spostano dal
Tr entino in cer ca di ter r itor i dove sta-
bilirsi. Si tratta infatti di giovani maschi
esplor ator i, che com consuetudi-
ne tr a molti mammifer i cer cano nuo-
t LESPERTO
Gli orsi lombardi sono, in realt,
trentini. Lo spiega Guido Tosi,
zoologo e docente di gestione della
Fauna allUniversit dellInsubria.
Le segnalazioni in territorio
lombardo sono state tre lanno
scorso e due nel 2009. Si tratta
di esemplari che, dal Trentino,
si spostano in cerca di nuove zone
di insediamento. Sono giovani
maschi esploratori, in movimento
tra le province di Brescia, Sondrio
e Bergamo. Sulle alpi centrali
si contano circa trenta orsi bruni,
localizzati tra il gruppo del Brenta
e della Raganella-Gazza.
AGROSTAR s.r.l.
Sede sociale e amministrativa:
Via Gramsci, 10 - 42025 Cavriago (RE)
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DRENAGGIO SOTTERRANEO
E MACCHINE PER LIRRIGAZIONE:
PASSAGGIO OBBLIGATO
PER LA RIDUZIONE DEI COSTI
36-39 orso.qxp 21-02-2011 14:04 Pagina 37
I 38 I LOMBARDI A VERDE I FEBBRAIO 2011 I
I MONTAGNA I
ve zone di insediamento.
Quanti sono?
Le segnalazioni par lano di tr e pr esen-
ze nel 2010 e di due nel 2009. Si tr atta
di animali in par te non ancor a identi-
fica t i. Tr a q uelli con os ciut i, la p r e-
senza pi r icor r ente di un maschio
giovane, chiamato JJ5, in movimen-
to tr a alta Valtellina, Val Camonica e
Alpi Or obie. In tutte le Alpi Centr ali
si stimano cir ca tr enta or si, localizza-
ti sopr attutto nel Tr entino occidenta-
le, t r a il Gr up p o d el Br en t a e d ella
Raganella-Gazza.
Cosa possono fare gli allevatori per pre-
venire lattivit predatoria degli animali?
Ci sono due possibili inter venti. Il pi
facile adottar e r ecinzioni a basso vol-
taggio: i r isultati sono ottimi. Laltr a
di tradizione millenaria nellarea degli
Appennini: aver e un cane pastor e di
r azza Mar emmana o Abr uzzese. Sono
capaci di respingere un lupo, sono bian-
chi e per questo si integr ano comple-
tamente con il lor o gr egge. una solu-
zione efficace.
E cosa possono fare, invece, le istitu-
zioni?
Lavor ar e molto sulla comunicazione.
Lor so br uno non r appr esenta un pr o-
blema come quello del cinghiale in altre
zone, ma va comunque affr ontato con
la giusta sensibilit. Gli allevator i di
oggi sono impr enditor i, molto spesso
giovani e pr epar ati. A lor o non biso-
gna par lar e con i toni pietistici o filo
animalisti, ma con quelli di gestor i del-
la fa un a . Il g ior n o in cui i lup i e g li
or si sar anno tr oppi, allor a non sido-
vr escluder e il r icor so a un conteni-
mento, come misur a estr ema. Ma oggi
il pr oblema non c. Cer to, comunica-
re questa realt non facile perch cer-
ti allevator i, faticano ad accettar e li-
dea di sostituir e le pr opr ie pecor e con
una somma di denar o. Tuttavia, fon-
damentale insister e su una comunica-
zione adeguata. Igor Principe
1
CAPRE E PECORE SONO LE PI AMBITE DALLORSO, MA LA REGIONE ASSICURATA
I
l progetto Arctos non
lunico strumento con cui
Regione Lombardia si muove
per gestire la presenza dellorso
bruno nel territorio. La
Direzione Generale Sistemi
Verdi e Paesaggio, infatti, punta
a costituire un Gruppo di
lavoro grandi carnivori per
individuare un gruppo di azioni
da intraprendere per la
gestione, oltre che dellorso,
anche della lince e del lupo. Nel
mentre, la Direzione generale
Agricoltura della Regione
agisce sul fronte dei
risarcimenti agli allevatori che
siano stati danneggiati
dallazione dellorso. Tra questi
c Fiorino Patroni, che a Darfo
(Bs) si occupa di allevare capre.
Due di queste sono state
predate. Parlando anche con
altri colleghi che hanno subito
perdite, pensavamo fosse colpa
di cani selvatici. Ma poi, quando
lho visto, ho capito che si
trattava dellorso.
Patroni racconta cos il suo
incontro con il plantigrado.
Ricevo una telefonata: mi
dicono che nella propriet di un
mio concittadino c una delle
mie capre, uccisa. Vado a
verificare: cos. Rientro a casa,
torno sul terreno con i mezzi per
recuperarla e vedo lorso che la
sta mangiando. Un incontro
ravvicinato, ma senza alcuna
conseguenza. Aveva la capra
in braccio: appena mi ha visto
lha appoggiata a terra. Ho
lasciato che si allontanasse e mi
sono avvicinato al mio animale.
Era rimasta solo la pelle.
Com consuetudine tra gli
allevatori della zona, ovini e
caprini alimentano la
produzione casearia. Dopo la
mungitura, spesso vengono
lasciati liberi sui pascoli di
montagna. l che la possibilit
di imbattersi in un orso
aumenta. Credo che anche la
presenza di un guardiano possa
poco: le capre si muovono, non
riesci a controllarle tutte.
Nel corso del 2010 sono state
otto le capre predate dagli orsi
in Lombardia, che hanno fatto
incursioni anche tra allevamenti
di pollame, ovini
e conigli. E in alcune arnie di
apicoltori. In totale, 23
imprenditori danneggiati, per
un risarcimento complessivo di
circa 10mila euro. Su questo
punto non mi lamento,
conclude Patroni. Ho ricevuto
esattamente quanto ho
richiesto. Il meccanismo per
ottenere la compensazione
economica si basa su una
polizza kasko stipulata da
Regione Lombardia con Ina
Assitalia. Chi subisca un danno
da predazione su bestiame
domestico pu fare domanda di
36-39 orso.qxp 21-02-2011 14:04 Pagina 38
indennizzo alla Provincia
competente per territorio
compilando un apposito
modulo. La Provincia effettua
un sopralloguo, redige un
verbale e lo inoltra alla
Direzione Centrale
Organizzazione, Personale,
Patrimonio, Sistemi informativi
della Regione, che poi invia la
pratica allAssicurazione.
Per i danni provocati dallorso la
franchigia di 150 euro, con un
singolo risarcimento massimo
di 3mila euro. Nel corso del
2009 lammontare degli
indennizzi si aggirato intorno
ai 7mila euro. Una cifra in linea
con il minimo registrato in
Trentino la Regione che ospita
la pi importante popolazione
di orsi dellarco alpino italiano
nel corso dellultimo decennio:
18 danneggiamenti per 8mila
euro di risarcimento. Il massimo
stato di 144 eventi, con 62mila
euro di indennizzo.
RIMBORSI AGLI AGRICOLTORI LOMBARDI PER PREDAZIONI DA ORSI IN MONTAGNA
anno Tipologia danno Localit Danno richiesto Rimborso
2009 Cusio (BG) 1.000,00 800,00
2009 pollame Cusio (BG) 200,00 220,00
2009 galline conigli capretti Ornica (BG) non definito 740,00
2009 pollame Lenna (BG) non definito 3.000,00
2009 api Roncobello (BG) 125,00 100,00
2009 ovini Serina (BG) 200,00 200,00
2009 pollame Dossena (BG) 380,00 350,00
2009 ovino Dossena (BG) 150,00 200,00
2009 pollame Dossena (BG) 190,00 180,00
2009 tetto pareti e consumo mangime Serina (BG) 500,00 400,00
2009 galline piccioni Dossena (BG) 670,00 670,00
2009 voliera Serina (BG) 350,00 320,00
2010 arnie Zone (BS) non definito 500,00
2010 ovini Lavenone (BS) 120,00 120,00
2010 asina Lavenone (BS) non definito 2.000,00
2010 arnie Collio (BS) non definito 5.400,00
2010 arnie Pertica Bassa (BS) 560,00 560,00
2010 2 capre Darfo (BS) 380,00 350,00
2010 ovini e caprini Darfo (BS) 780,00 780,00
2010 3 capre Zone (BS) non definito 450,00
2010 3 capre Gianico (BS) 550,00 80,00
36-39 orso.qxp 21-02-2011 14:05 Pagina 39
2 1
I 40 I LOMBARDI A VERDE I FEBBRAIO 2011 I
I SPERIMENTAZIONE I
VALGONO OLTRE 5
MILIONI DI EURO, DI CUI 3
ARRIVANO DALLE CASSE
DELLA REGIONE,
E SONO LA PRIMA
TRANCHE DI
SPERIMENTAZIONI DEL
PROGRAMMA 2010-2012
A
mmon t a a cir ca 5,3
milioni di eur o il valor e
totale dei 14 nuovi pr o-
getti di r icer ca, sper imenta-
zione e dimostrazione in cam-
po agr icolo destinati al Piano
per la r icer ca e lo sviluppo
2010, appr ovato dalla giunta
regionale lo scorso 29 dicem-
br e. Tr e milioni di eur o ar r i-
veranno dalle casse di Regione
Lombar dia, mentr e i r estan-
ti 2,3 milioni sar anno a car i-
co dei soggetti compar teci-
panti. Il Piano 2010 rientra nel
Programma regionale di ricer-
ca in campo agr icolo 2010-
2012 ch e, a p p r ova t o d a lla
giunta lombarda nel febbraio
2010, definisce e r ealizza gli
ob iet t ivi s t r a t eg ici d ella
Lombar dia nel campo della
r icer ca in a g r icolt ur a .
Ela b or a t o s ulla b a s e d elle
domande provenienti dal ter-
r itor io, il Pr ogr amma inter -
pr eta infatti da una par te le-
sigenza di innovazione espres-
sa dalle filiere produttive; dal-
S
i concentrer sulla
definizione di un nuovo
modello dinterazione tra le
aziende agricole e la
distribuzione il primo dei 14
progetti di ricerca finanziati
dal Piano 2010 della
Direzione generale
Agricoltura di Regione
Lombardia. Il progetto sar
realizzato dallassociazione
dei produttori Aop-
UnoLombardia, ente
proponente, insieme con le
organizzazioni di produttori
C.or.ma, O. Bellaguarda,
Ortonatura; con la societ
agricola Melav e con la
Smea, la Scuola master di
specializzazione in
Economia del sistema
agroalimentare
dellUniversit Cattolica del
Sacro Cuore. Lo studio
prende le mosse dalla
consapevolezza che, nel
caso delle produzioni
intensive e dei consumi di
massa, gli operatori della
distribuzione si trovano in
una posizione di vantaggio
competitivo rispetto agli altri
anelli della filiera, che si
traduce in un +60% del
valore del prodotto. Lo
studio punter allora a
trovare le condizioni affinch
i produttori agricoli possano
conferire i prodotti del
territorio in un certo numero
di punti vendita, e la
distribuzione possa offrire ai
consumatori prodotti di
filiera corta secondo canoni
di servizio adeguati.
V
alorizzare lefficacia dei
fungicidi disponibili sul
mercato. lobiettivo del
progetto proposto
dallUniversit degli Studi di
Milano - Dipartimento di
Produzione Vegetale -
Sezione di Patologia Vegetale
(DiProVe), che lo realizzer
con il Centro Vitivinicolo
Provinciale di Brescia, la
Cooperativa Provinciale
Viticoltori dellOltrep pavese
(Co.Pro.Vi.) e la Fondazione
Fojanini di Studi Superiori. Si
tratter di valutare la
presenza di individui
resistenti e/o di alleli mutati
che conferiscono resistenza
ai principali fungicidi utilizzati
nei confronti di Plasmopara
viticola, Erysiphe necator,
Botrytis cinerea su vite e di
Venturia inaequalis e
Podosphaera leucotricha su
melo. Anche perch le
strategie antiresistenza non
possono prescindere da una
conoscenza approfondita
delle popolazioni dei
patogeni nelle zone di
produzione. Sar svolta
quindi unindagine
conoscitiva sulle popolazioni
di Pl. viticola, E. necator, B.
cinerea, V. inaequalis e P.
leucotricha negli areali dove
si concentra la coltivazione di
vite e melo, avvalendosi della
collaborazione di tecnici
locali che individueranno i siti
di campionamento e
raccoglieranno informazioni
sulle strategie di difesa
adottate negli appezzamenti
prescelti.
laltr a, la r ichiesta di gar an-
zia della salute e della soste-
nibilit dellattivit agr oali-
mentar e da par te dei consu-
mator i e dei ter r itor i.
I 14 progetti finanziati abbrac-
ciano quindi molte tematiche
dinter esse, r iguar dando in
par ticolar e nove compar ti:
zootecnia e for aggicoltur a;
pr oduzioni di or igine anima-
le; gr andi colt ur e er bacee;
or ticolo; flor icolo; vitivinico-
lo ed enologico; foresta e legno;
ter r itor io e ambiente; analisi
socio-economiche. Sono sta-
ti selezionati tr a 52 pr oposte
di pr ogetti esecutivi, scelte a
lor o volta a conclusione del-
la valutazione di 245 espr es-
sioni di inter esse (EdI) giun-
t e a lla Dir ezion e Gen er a le
Agricoltura in risposta al ban-
do per la r icer ca pubblicato
nel mar zo dellanno scor so.
La gr aduator ia dei pr ogetti
elencati nel Piano 2010 rimarr
comunque valida per un anno,
al fine di finanziar e altr i pr o-
getti in caso di r eper imento
di ulter ior i r isor se nel cor so
del 2011.
INFO: - gianpaolo_bertoncini@
regione.lombardia.it
- www.agricoltura.regione.
lombardia.it
Ricerca
14 progetti
al via
1702 FILIERE
CORTE
1712 DIFESA
COLTURALE
Fondo Europeo Agricolo
per lo Sviluppo Rurale:
lEuropa investe nelle zone rurali
PSR 2007-2013 Direzione Generale Agricoltura
40-44 febb.qxp 21-02-2011 14:16 Pagina 40
6
5 4
3
I FEBBRAIO 2011 I LOMBARDI A VERDE I 41 I
A
llinterno della filiera agro-
energia, la digestione o
co-digestione anaerobica un
processo che consente sia la
produzione di biogas sia la
gestione e il riutilizzo delle
biomasse di scarto in
agricoltura esaltandone il
valore agronomico e
riducendo, al contempo, i
rischi di inquinamento del
suolo, dellacqua e dellaria
connessi con la pratica dello
spandimento sul terreno. In
Lombardia sono 86 gli
impianti esistenti e altri 126
autorizzati e in via di
realizzazione entro il 2012,
con una previsione di circa
500 impianti entro 5 anni.
Allora quale potr essere
limpatto della filiera biogas
sullagricoltura lombarda?
Opportunit o competizione
con le produzioni agricole
classiche? A rispondere a
queste domande sar
lUniversit degli Studi di
Milano il DiProVe e la
Sezione Chimica, e il
dipartimento di Economia e
Politica agraria
agroalimentare e ambientale -
insieme con le sedi lombarde
di Confagricoltura e Coldiretti.
Lobiettivo quindi quello di
formulare scenari economici
ed economico-ambientali
sullimpatto della diffusione
della filiera per la produzione
di bio-gas alimentati a
biomasse di origine agricola,
al fine di sviluppare un quadro
conoscitivo di supporto per le
scelte politiche di
competenza regionale.
L
allevamento rurale degli
animali da cortile una
realt diffusa in Lombardia,
rispetto a cui nellultimo
decennio sono emerse due
esigenze fondamentali:
salvaguardare le razze avicole
e rispondere ai consumatori
che chiedono alimenti
provenienti da allevamenti
alternativi. in questo
contesto che sinserisce il
progetto mirato alla
definizione dello standard
della razza pollo Brianzolo e
alla caratterizzazione
qualitativa e nutrizionale della
sua carne, dal quale si potr
poi procedere alla
registrazione del primo
prodotto avicolo Dop della
Regione, in linea con le
esigenze del consumatore
verso produzioni sostenibili a
km 0, sane e a basso
contenuto di grassi. A proporre
il progetto stato Allevamenti
Legramanti, che negli ultimi
anni riuscito a valorizzare
lallevamento tradizionale del
pollo brianzolo nel pieno
rispetto del benessere
animale, dellambiente e
dellecosistema. Legramanti
realizzer lo studio insieme
alla sezione di Zootecnica
veterinaria del DSA, che vanta
una vasta esperienza nel
campo del benessere degli
animali in allevamento
intensivo, e al Distam,
impegnato in progetti di ricerca
nazionali e internazionali per
quanto riguarda la tipizzazione
dei prodotti e il controllo della
qualit degli alimenti e dei
processi di produzione.
S
e vero che lallevamento
suino rappresenta uno
dei punti di forza della
zootecnia italiana e, quindi,
lombarda, per fortemente
vincolato alla produzione del
suino pesante, a fronte duna
importazione di carne di suini
leggeri di circa il 30% dei
fabbisogni e dun eccesso di
produzioni Dop rispetto ai
corrispettivi consumi in calo. Il
progetto di ricerca, proposto
dallAral, lAssociazione
Regionale Allevatori della
Lombardia, individuer le
tecnologie dallevamento e
alimentazione pi idonee alla
produzione di un suino medio
pesante di 130 kg, al fine
dottenere indicazioni
oggettive, scientificamente
rilevate e valutate su
uneventuale produzione
alternativa allattuale
importazione estera. Lo
studio, che durer due anni,
permetter di disporre di
informazioni approfondite
sulle caratteristiche
tecnologiche, nutrizionali e
sensoriali delle carni e dei
prodotti trasformati, mentre
la valutazione
dellintegrazione con estratti
vegetali allattivit
antiossidante fornir
indicazioni in merito alla
possibilit di migliorare la
qualit della carne suina. A
fare le analisi saranno i tecnici
Aral con la Cooperativa
Produttori Suini Pro-Sus e il
Dipartimento di Scienze e
Tecnologie veterinarie per la
Sicurezza alimentare (VSA)
dellUniversit degli Studi di
Milano.
V
alorizzare la filiera di
produzione di latte e
formaggio in termini di
sostenibilit ambientale,
benessere animale e qualit
nutrizionale, coinvolgendo
tutti i processi della filiera
produttiva - dalla coltivazione
delle essenze foraggere alla
trasformazione del latte in
formaggio - per creare un
marchio ben identificabile dal
consumatore sul mercato. Il
piano sperimentale proposto
dalla sezione di Milano
dellistituto di Scienze delle
produzioni alimentari del Cnr
coinvolger 30 aziende
zootecniche, suddivise tra
aziende che praticano una
zootecnia sostenibile dal
punto di vista ambientale e
del benessere animale in
pianura e in zona
pedemontana, e aziende di
pianura gestite in modo
convenzionale. In queste 30
realt verranno raccolti tutti i
dati relativi alla mandria e alla
mungitura, alla sostenibilit
ambientale, al livello di
benessere animale e al latte,
che verr caseificato a Grana
padano presso la cooperativa
Santangiolina di Volta
Mantovana. Le visite aziendali
e le analisi saranno eseguite
con la collaborazione
dellistituto di Scienze delle
produzioni alimentari del Cnr
di Torino, del Cra-Centro di
ricerca per le produzioni
foraggiere e lattiero-casearie
e della sezione Zootecnica
agraria del dipartimento di
Scienze animali dellUniversit
degli Studi di Milano.
1713 BIOGAS
PRESENTE
E FUTURO
1717 POLLO
BRIANZOLO DOP
1719 SUINO
MEDIO PESANTE
1726 LATTE
COL MARCHIO
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7
I 42 I LOMBARDI A VERDE I FEBBRAIO 2011 I
L
a Lombardia la principale
regione pioppicola
italiana, con quasi 36mila
ettari coltivati e circa 500mila
metri cubi allanno di legno,
destinato principalmente allo
sfogliato per la fabbricazione
dei pannelli compensati.
Obiettivo prioritario del
progetto allora quello di
valutare ladattabilit e il
comportamento di nuove
selezioni clonali
maggiormente resistenti alle
principali avversit, in modo
da promuoverne la
coltivazione, che in
Lombardia rappresenta
ancora una percentuale
minima rispetto alle
potenzialit del territorio, per
una certa riluttanza
alladozione di nuovi cloni e
alle restrizioni imposte dai
disciplinari di coltivazione
sostenibile. Il progetto,
realizzato dal Cra-Unit di
ricerca per le produzioni
legnose fuori foresta,
consister essenzialmente
nella realizzazione di nuovi
impianti sperimentali di
pioppo a turno decennale, in
diversi ambiti territoriali
vocati alla pioppicoltura (aree
golenali e terreni agrari),
utilizzando nuove selezioni
clonali e adottando gli schemi
di certificazione forestale FSC
e PEFC. Per ogni impianto
verranno raccolti i dati sulle
caratteristiche stazionali,
quelle proprie dellimpianto e
sulle tecniche colturali, che
permetteranno anche
deffettuare il bilancio
energetico e quello della CO2.
L
elenco degli ibridi di
mais iscritti al Registro
Nazionale delle Variet
sarricchisce ogni anno di
nuove costituzioni, verificate
in campo attraverso una rete
di sperimentazione varietale,
che ne testa la risposta ai
cambiamenti delle condizioni
pedo-climatiche. Solo la
continua raccolta di dati nei
diversi anni pu infatti
confermare la validit del
nuovo materiale genetico
immesso in commercio, volto
a incrementare la
sostenibilit economica della
maiscoltura nellareale
padano. Il progetto proposto
da Agricola 2000, che lo
realizzer insieme allUnit di
ricerca di maiscoltura del Cra,
si offre allora da supporto ai
tecnici e ai produttori nella
fase di scelta degli ibridi pi
adatti alla specifica realt
pedo-climatica in cui
operano. Organizzando i dati
sperimentali in un data-base
poliennale, il progetto fornir
indicazioni circa la miglior
utilizzazione della variabilit
genetica disponibile
testandone ladattamento ai
sistemi in doppia coltura, la
tolleranza agli stress di
acqua e di azoto, la
convenienza alla coltivazione
sotto pressione dei pi
comuni patogeni come la
diabrotica o la piralide, e
lutilizzabilit (granella,
pianta intera) nelle filiere
industriali ed energetiche.
D
ureranno tre anni le prove
sperimentali tese a
dimostrare che il ricorso a
tecnologie innovative di
trattamento dei liquami
zootecnici (compresa la
pollina) e una gestione
interaziendale della loro
utilizzazione agronomica
possono superare alcune
difficolt nelle zone vulnerabili
ai nitrati della provincia di
Cremona (e della pianura
padana). Saranno effettuate
dalla Libera Associazione
Agricoltori Cremonesi insieme
con Apima, il Centro Ricerche
Produzioni Animali di Reggio
Emilia, la Provincia di Cremona
e il dipartimento di Scienze e
Tecnologie veterinarie per la
sicurezza alimentare di UniMi.
Andranno dal miglioramento
della qualit fisica e chimica
delle frazioni solide derivanti
dai trattamenti di separazione
dei liquami zootecnici
sottoposti a digestione
anaerobica, alla riduzione
dellazoto nella frazione
chiarificata dei liquami bovini
con linstallazione, in un
allevamento dotato dimpianto
di biogas e di separatore
solido/liquido, di un
dispositivo di riduzione del
tenore dazoto con tecniche di
strippaggio pi efficienti e
affidabili di quelle a oggi sul
mercato. Altre ancora si
concentreranno sulla
praticabilit di tecniche di
fertirrigazione con liquami
zootecnici stabilizzati in
digestione anaerobica e poi
chiarificati, in miscela con
acque irrigue.
L
a mastite una delle
principali problematiche
della bovina da latte, sia per
lelevata frequenza con cui si
presenta, sia per le pesanti
perdite produttive che causa
negli allevamenti. La gravit
e la persistenza delle
infezioni allorigine della
mastite sono il risultato
duna complessa interazione
tra aspetti ambientali e
gestionali, caratteristiche di
resistenza degli animali e
azione dei patogeni
responsabili della patologia.
Il progetto si prefigge quindi
di testare su bovine di razza
Frisona allevate in
Lombardia marcatori
genetici di resistenza alla
mastite, gi identificati in
altri progetti e,
contemporaneamente, di
mettere a punto sistemi di
diagnosi dellinfezione da
ceppi di S. aureus
particolarmente patogeni e
diffusivi. A realizzarlo, su
proposta del Consorzio di
Ricerca e Sperimentazione
per gli Allevatori, saranno
lIstituto di Biologia e
Biotecnologia agraria del
Cnr, lIstituto sperimentale
Italiano Lazzaro Spallanzani,
lIstituto zooprofilattico
sperimentale della
Lombardia e dellEmilia
Romagna B. Ubertini, il Parco
Tecnologico Padano e il
dipartimento di Patologia
animale, Igiene e Sanit
pubblica veterinaria
dellUniversit degli Studi di
Milano.
1739
INNOVAZIONE-
NITRATI
1741
OTTIMIZZARE
IL MAIS
1744
DAI CLONI
AI PIOPPI
1745 NO ALLE
MASTITI BOVINE
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I 44 I LOMBARDI A VERDE I FEBBRAIO 2011 I
11 12
13
14
L
obiettivo costruire uno
strumento danalisi al
servizio delle politiche di
governo delle aree periurbane
e, quindi, dellagricoltura in
queste fasce, che in
Lombardia una realt
importante ma che va
valorizzata. Il progetto punta
cio a rafforzare il potenziale
produttivo e sociale delle
attivit agricole periurbane,
attraverso sia lanalisi e la
classificazione del territorio
lombardo, sia lesame critico
delle buone pratiche di
governo dellinterfaccia
urbano/rurale, per arrivare a
categorizzare le varie zone in
un database aggiornabile e
consultabile dagli enti di
governo del territorio e dalle
aziende agricole stesse, e a
pubblicare un catalogo
ragionato delle buone
pratiche di gestione
dellagricoltura periurbana. Il
lavoro sar svolto da un
gruppo di ricerca
multidisciplinare di cui fanno
parte la Fondazione
Lombardia Ambiente (FLA),
capofila del progetto, il Centro
di Ricerche per lAmbiente e lo
Sviluppo Sostenibile (CRASL)
dellUniversit Cattolica di
Brescia, il dipartimento di
Economia agraria, agro-
alimentare e ambientale
dellUniversit degli Studi di
Milano, il dipartimento di
Sociologia e ricerca sociale
dellUniversit degli Studi di
Milano-Bicocca, il
dipartimento di Architettura e
pianificazione del Politecnico
di Milano.
I
l punto di partenza per il
successo della filiera food
la disponibilit di ibridi di
mais in grado di minimizzare
costi e rischi in campo, e di
ottimizzare la resa alla
lavorazione. Ma il mercato
italiano carente di materiali
genetici adatti: la maggior
parte delle filiere utilizza gli
ibridi Costanza e Lolita
costituiti nel 92 e nel 94,
che dunque mostrano limiti
di produttivit,
dadattamento e di
tolleranza ai funghi
tossigeni. Urge quindi sia la
costituzione di nuovo
germoplasma sviluppato
nellambiente lombardo, sia
uno sforzo conoscitivo per
definire le procedure
agronomiche e di post
raccolta e per ottimizzare il
processo industriale dei
nuovi materiali. Obiettivi: la
creazione di nuovi ibridi e la
costituzione di una filiera
pilota dal seme allo
scaffale. Al progetto
Maismolino, guidato
dallUnit di ricerca di
maiscoltura del Cra,
parteciperanno lazienda
agricola pavese Cascina
Guzzafame, la Cooperativa
miglioramento agricolo
cerealicolo Co.Ma.Cer, la
Cooperativa interprovinciale
servizi agricoli Cisa, la
COOPsementi Cooperativa
agricola tra produttori, la
Fondazione Morando
Bolognini e Lameri s.p.a.

un trend positivo quello


registrato negli ultimi
anni dal settore del verde
ornamentale, sostenuto da
oltre 3800 imprese lombarde
di creazione e manutenzione
di giardini, aiuole e spazi
verdi. Per mantenere la
posizione sul mercato, con
alta qualit del prodotto e
costi di produzione
contenuti, per importante
aggiornare le tecniche di
produzione vivaistica. Una
valorizzazione in questo
senso passa allora anche
attraverso una corretta
gestione degli impianti
arborei in ambiente urbano,
in particolare per quanto
riguarda il rapporto tra le
esigenze idrico-nutrizionali
delle piante e la fruibilit
degli spazi in prossimit
degli impianti arborei. Al
progetto, proposto dalla
Fondazione centro lombardo
per lincremento della floro-
orto-frutticoltura - Scuola di
Minoprio, lavoreranno il
Consorzio Florovivaisti
Lombardi, che compartecipa
finanziariamente con la
fornitura delle essenze
arboree necessarie per
lallestimento della prova di
pavimentazione; il
dipartimento di Scienze delle
produzioni vegetali, del
suolo e dellambiente
agroforestale dellUniversit
degli Studi di Firenze e il
Centro di competenza per
l'innovazione in campo agro-
ambientale dell Universit
degli Studi di Torino.
28
mila forme e 2,6
milioni di euro di
produzione lorda vendibile:
quella del formaggio Silter,
uno dei prodotti tipici
lombardi che nel 2009 ha
presentato istanza per il
riconoscimento della Dop e
che mantiene in vita gli
alpeggi e i caseifici della Val
Camonica e del Sebino
Bresciano, dove si producono
12 milioni di litri di latte di cui il
35% destinato al Silter. Per
mantenere questo patrimonio
economico sono stati attuati
diversi interventi tra cui
lindividuazione di 50 biotipi
per la preparazione di colture
starter per la caseificazione,
capaci di preservare i caratteri
tipici del Silter evitando una
standardizzazione del gusto e
la comparsa di fermentazioni
anomale. Biotipi che per
sono stati valutati solo in
laboratorio o in piccole
produzioni pilota e
limitatamente allattivit
acidificante. Obiettivo del
progetto la valorizzazione
della biodiversit microbica
del Silter mediante la
preparazione standardizzata
di starter autoctoni da
utilizzare nella produzione.
Partecipano al progetto
voluto dal Centro di studi
applicati per la gestione
sostenibile e la difesa della
montagna dellUniversit
degli Studi di Milano, il Centro
per il miglioramento
qualitativo del latte e della
carne bovina e lIstituto
sperimentale produzioni
alimentari del Cnr.
1746
AGRICOLTURA
PERIURBANA
1748
DAL SEME
ALLO SCAFFALE
1749 VERDE
ORNAMENTALE
1752
FORMAGGI
CHE VALGONO
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I 46 I LOMBARDI A VERDE I FEBBRAIO 2011 I
I IN PRIMO PIANO I I EVENTI & ATTUALIT I
Volta Mantovana
da meditazione
G
li appassionati sanno bene che
alcuni vini possono essere gustati
anche da soli, perch racchiudono
caratteristiche tali da configurare un
mondo a s, completo, esaltante, da
centellinare. Sono i vini passiti e da
meditazione, che possono essere gustati
fuori pasto, da soli, o con il contorno
di qualche cibo che non la faccia da
protagonista. La Lombardia ne produce
di meravigliosi, dal Moscato di Scanzo
Docg al San Martino della Battaglia Doc
Liquoroso, dallintenso Moscato Passito
Valcalepio Doc al regale Sforzato di
Valtellina Docg. a buon titolo, quindi,
che anche questanno il comune di Volta
Mantovana celebra questi magnifici
prodotti, provenienti da tutta Italia e
dallestero, dal 29 aprile al 2 maggio,
nel corso della IX Mostra Nazionale dei
Vini Passiti e da Meditazione. Cornice
della manifestazione sar, come di
consueto, il cinquecentesco Palazzo
Gonzaga, con le sue scuderie e gli
splendidi giardini disposti su tre diversi
ordini di terrazze, fra le colline e gli
incantevoli panorami del vicino Lago di
Garda. In mostra pi di 140 etichette
Made in Italy presentate da una
cinquantina di espositori. Inoltre, sono
previsti un banco dassaggio e un fitto
calendario di degustazioni guidate.
Ospiti donore dellevento di questanno,
organizzato dal Comune di Volta
Mantovana in collaborazione con
la Strada dei Vini e Sapori Mantovani,
con il patrocinio di Regione Lombardia -
Direzione Agricoltura, saranno gli
Eiswein, i cosiddetti vini del ghiaccio
provenienti dalla Germania.
INFO: www.voltamn.it
NELLA BELLA CORNICE DI
PALAZZO GONZAGA, A DUE PASSI
DAL GARDA, LA CITTADINA
DIVENTA PUNTO DI RIFERIMENTO
PER I PASSITI DI TUTTA ITALIA.
MENTRE NEL BRESCIANO,
A ROVATO, LA FIERA AGRICOLA
RICHIAMA LATTENZIONE SULLA
FILIERA DELLA CARNE BOVINA
In Franciacorta si parla di carne

uno degli eventi pi


attesi e radicati nelle
tradizioni di Rovato, in
provincia di Brescia. Si tratta
della fiera agricola nazionale
Lombardia Carne, la cui 122
a
edizione si svolger al Centro
Fiere della Franciacorta dal 9
all11 aprile. La mostra
mercato, dedicata
essenzialmente ai bovini da
carne, presenter anche
vitelloni da ristallo, equini e
ovicaprini. Numerose le
degustazioni di carni tra cui
il famoso manzo allolio in
programma per tutta la
durata della kermesse, che
prevede anche le esibizioni
degli allievi del corso norcini
di Rovato sulla preparazione
della caratteristica salsiccia
di castrato e del salame
nostrano. Per loccasione, il
trenino blu, lo storico treno a
vapore, collegher Milano
Lambrate a Rovato.
INFO: www.lombardiacarne.it
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I EVENTI & ATTUALIT I
A
l via il primo concorso
fotografico Vita in
fattoria, che fotografia!
indetto da Regione
Lombardia in
collaborazione con un
pool di associazioni
agrituristiche lombarde,
guidate da Terranostra
Coldiretti, sul tema della
didattica rurale. Set
fotografici deccezione
saranno le fattorie
didattiche (sono 170
quelle della nostra
regione), dove si
dovranno immortalare
momenti emblematici
della nostra
agricoltura spiegata
ai bambini. Proprio
questo sar il focus
del concorso, aperto
a fotografi
professionisti o amatoriali
maggiorenni, che premier le
tre fotografie che meglio
sapranno illustrare lattivit
didattica in fattoria.
Occorrer iscriversi entro
il 15 marzo sul sito
www.agricoltura.regione.
lombardia.it, dove sono
illustrate le modalit del
concorso, e inviare le
immagini nei due mesi
successivi. Ricchi premi per i
primi tre classificati: un
buono di 1.000 euro in
materiale fotografico e un
cesto di prodotti del
territorio; un buono di 500
euro da spendere nel circuito
delle Fattorie Didattiche;
infine un cesto di prodotti
del territorio. Dopo la
premiazione, a insindacabile
giudizio di una giuria di
qualit presieduta dal
fotografo Gianni Berengo
Gardin, sar realizzata una
mostra con una selezione dei
migliori scatti, ospitata
al Palazzo della Regione.
Un concorso fotografico
nelle fattorie didattiche
Il giorno 30 marzo 2011,
presso la Fiera di Cremona, in
Piazza Zelioli Lanzini 1, si
terr un incontro di
aggiornamento rivolto a
tecnici e allevatori del settore
latte sul tema Il lavaggio
dellimpianto di mungitura
per il miglioramento della
qualit del latte. Lincontro
organizzato nellambito delle
iniziative di divulgazione del
Progetto LATTESAN, Igiene e
sicurezza del latte bovino alla
stalla, finanziato dalla
Regione Lombardia con il
Piano della Ricerca 2007-
2009. Sono previsti interventi
di esperti provenienti dal
mondo accademico,
dallindustria e dallambito
dellassistenza tecnica agli
allevamenti. Ai partecipanti
sar rilasciato un Attestato
valido ai fini della formazione
permanente. INFO:
progettolattesan@gmail.com
Aggiornamento
sul latte
46-50 pagine eventiOK.qxp 21-02-2011 15:11 Pagina 48
La collana Coltura&Cultura, progetto editoriale
di Bayer CropScience, una raccolta di volumi
sulle colture strategiche italiane.
Scritta nora da 600 esperti del mondo accademi-
co e della ricerca, della produzione e della comuni-
cazione, integra le migliori conoscenze scientiche
sulle produzioni agroalimentari made in Italy con
gli aspetti emozionali maggiormente apprezzabili dai
consumatori, legati al territorio, alla cultura, alla cucina
e alla salute. I volumi rappresentano un ottimo
strumento di formazione e informazione per tutti gli
operatori della liera ed una comunicazione della
agricoltura vera per il consumatore afnch possa
fare scelte consapevoli.
il grano il pero la vite e il vino il mais il pesco il melo il riso l ulivo e lolio
il carciofo e il cardo luva da tavola il pomodoro la fragola
non solo agricoltura
ma tutti i valori delle produzioni italiane
Volumi gi pubblicati:
www.colturaecultura.it www.bayercropscience.it
I EVENTI & ATTUALIT I
Continua a passi decisi il
cammino di due prodotti tipici
lombardi verso la Dop. Parliamo
di Miele della Valtellina e dello
Strachitunt (nella foto), lo
stracchino tondo della Val
Brembana, antenato del
gorgonzola. Dopo le riunioni di
pubblico accertamento
dellottobre scorso, in cui i
rappresentanti del Ministero
hanno verificato la rispondenza
dei prodotti ai relativi disciplinari,
a gennaio di questanno c stata
la pubblicazione sulla Gazzetta
Ufficiale della proposta di
riconoscimento delle due Dop
in sede europea.
Per corti
e cascine
dal 6 marzo,
Cascina
Grande di
Rozzano (Mi)
Per corti e
cascine firma
questanno
una serie di eventi domenicali a
contorno della giornata clou
della manifestazione, in
programma il 15 maggio. Si
tratta di mostre mercato
sperimentali, che andranno in
scena al Centro culturale
Cascina Grande di Rozzano, alle
porte di Milano, dal titolo: Per
Corti e Cascine tra prodotti
tipici di qualit, tradizioni,
cultura e didattica. Molto pi di
un semplice mercato contadino,
nellintento degli organizzatori,
Cia e Turismo Verde Lombardia,
sar una kermesse dove alla
vendita diretta dei prodotti
agricoli, presentati da produttori
di tutta la regione, si
abbineranno momenti didattico-
formativi per adulti e bambini,
degustazioni guidate, mostre
fotografiche, sul filo conduttore
di sei temi diversi. Si parte il
6 marzo con Il mondo delle api.
Nelle domeniche successive,
Dal latte al formaggio (3 aprile),
Il fiore questo sconosciuto (1
maggio), I cereali e le farine (5
giugno) e I frutti estivi (3 luglio).
INFO:
www.turismoverdelombardia.it
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46-50 pagine eventiOK.qxp 21-02-2011 15:11 Pagina 51
Erb|c|da sap|ens.
Eff cace su||e |nfestant|,
super-se|ett|vo per || ma|s!
Syngenta e uno de| pr|no|pa|| attor| de||'agro-|ndustr|a mond|a|e. l| gruppo |mp|ega p| d| 25.000 persone |n o|tre 90 paes| ohe operano oon un un|oo
propos|to: sv||uppare || potenz|a|e de||e p|ante a| serv|z|o de||a v|ta. Attraverso |a nostra eooe||ente oompetenza so|ent|foa, |a nostra presenza su
soa|a mond|a|e e |'|mpegno ne| oonfront| de| nostr| o||ent|, a|ut|amo ad aooresoere |a produtt|v|t de||e oo|ture, a proteggere |'amb|ente e a m|g||orare
|a sa|ute e |a qua||t de||a v|ta. Per magg|or| |nformaz|on| su Syngenta potete oonsu|tare || s|to web www.syngenta.oom e www.syngenta.|t
Agrofarmaoo autor|zzato da| M|n|stero de||a Sa|ute. Per n d| reg|straz|one e oompos|z|one r|fars| a| s|to lnternet. |eggere attentamente |e |struz|on|.
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