Sei sulla pagina 1di 6

90004>

4
TECNOLOGIE E MANAGEMENT PER LA SANITÀ

770392 483002
ISSN 0392-4831 - Mensile - Anno XLVI

MAG019

Tecnica

9
Ospedaliera Con il patrocinio di

CREMS
www.tecnicaospedaliera.it

Centro di Ricerca
in Economia e Management
in Sanità e nel Sociale
LIUC
Università Cattaneo

n
A MEZZOLOMBARDO
UN OSPEDALE LEED
n
STRATEGIE PER LA GESTIONE
DEL RISCHIO E DELL’ERRORE
n
EFFICIENZA ENERGETICA IN OSPEDALE
n
SPECIALE NEONATOLOGIA E PEDIATRIA

SANITÀ DIGITALE
SOMMARIO MAGGIO 2019

Tecnica DIREZIONE GENERALE 36 Cure palliative, quando


Ospedaliera 10 Percezione di responsabilità a necessitarne è un neonato
e ruoli apicali Beatrice Arieti
D. Croce, G. Albini, P. Bianco, G. Bracchi,
C. Bravi, A. Brioschi, R. Chiesa, E. Fabbrini, 39 Strategie di controllo
G. Ferrari, M. Ficarelli, E. Frisoni delle infezioni ospedaliere
Michele Cerruti
14 Tech4Life indagine su salute
e tecnologie mediche 42 ROP, i vantaggi dell’acquisizione
a cura di Confindustria Dispositivi Medici digitale delle immagini
Valentina Sirtori
16 Carenza di camici bianchi,
In copertina: come contrastarla? 44 Fototerapia per il trattamento
C/S FRANCE
Rue Edouard Isambard, 135 Stefania Somaré dell’ittero neonatale
B.P. 66 Armando Ferraioli
27120 Pacy Sue Eure (Francia)
Tel. +33 232671420 PROGETTAZIONE
20 Mezzolombardo, Trento. 48 Studio osservazionale
Centro sanitario San Giovanni sull’utilizzo del Pediatric
Giuseppe La Franca Alarm Score
L. De Marchis, E. Lucani, N. Giannetta,
SPECIALE NEONATOLOGIA S. Dionisi, E. Di Simone, M. Di Muzio
E PEDIATRIA
26 Costi standard, la bussola RISK MANAGEMENT
gestionale per la pediatria 54 Gestione del rischio
Roberto Carminati e dell’errore, quali strategie?
S. Interlandi, E. Di Simone, S. Dionisi,
30 L’unione fa la forza N. Giannetta, D. Pettinelli, M. Di Muzio
e aggiunge valore
Roberto Carminati INGEGNERIA CLINICA
58 Lampade scialitiche,
32 Trasporto neonatale, innovazioni tecnologiche
formazione e raccomandazioni della luce a led
Aurora Sala Armando Ferraioli

16 20 32
INGEGNERIA CLINICA

Lampade scialitiche
innovazioni tecnologiche
della luce a LED
La luce è un elemento indispensabile alla sala operatoria così come tutte le
apparecchiature elettromedicali a essa dedicate. Negli ultimi anni la tecnologia a LED
ha portato notevoli innovazioni nel campo della produzione delle lampade scialitiche.
In questo articolo vengono riportati vantaggi e peculiarità che possano assicurare al
campo operatorio un’illuminazione con minimo effetto d’ombre e una perfetta messa a
fuoco, nel caso si operi in superficie o in profondità, su organi interni o in cavità.

Armando Ferraioli - bioingegnere – Studio di Ingegneria Medica e Clinica – Cava dei Tirreni (SA)

L
KEYWORDS a lampada collocata nelle sale chirurgiche atta cavità. La norma di riferimento delle lampade sciali-
lampada scialitica, a illuminare il campo operatorio è un dispositi- tiche è la CEI EN 60601-2-41 “Apparecchi elettrome-
norme di riferimento, vo medico definito apparecchio d’illuminazione dicali – Parte 2: Norme particolari relative alla sicu-
tecnologia a LED, di tipo scialitico. Tale termine deriva la sua ori- rezza fondamentale e alle prestazioni essenziali delle
caratteristiche peculiari
gine dal greco antico skia lytikos che vuol dire “ombra lampade scialitiche per uso chirurgico e per la diagno-
surgical light,
reference standards, dissolvente”. Ciò sta a significare che tale corpo illumi- si” e successive varianti. Principio basilare relativo alle
LED technology, nante deve avere la prerogativa di rendere minimo l’ef- lampade scialitiche e ai sistemi di lampade scialitiche
peculiar characteristics fetto d’ombra generato sul campo operatorio dalla co- (per chirurgia) è offrire una buona omogeneità della
pertura parziale e/o intermittente degli operatori che superficie illuminata durante l’osservazione su una
si interpongono tra lampada e paziente. Il concetto che superficie piatta o sul fondo di una cavità profonda e
ne scaturisce è di generare un fascio luminoso unifor- stretta, anche in presenza di ostacoli, come per esem-
me proveniente da più punti, in modo da minimizzare pio la testa o le spalle dell’operatore. I requisiti fonda-
la presenza di ombre, da cui il termine “scialitica”. mentali delle lampade scialitiche sono:
Questa è la caratteristica primaria delle lampade per • intensità luminosa: compresa tra 40.000 e 160.000
le sale operatorie a cui le case produttrici hanno da- lux(1); tale valore varia a seconda della particolare
to una risposta adeguata, in modo da assicurare sul procedura chirurgica svolta; è specificato un limi-
campo operatorio un’illuminazione con effetto minimo te massimo di 160.000 lux per limitare un indesi-
di ombre e perfetta messa a fuoco sia sulla superficie derabile quanto dannoso affaticamento degli occhi.
sia in profondità, quando si opera su organi interni o in La sovrapposizione del campo luminoso con l’uso di
due o più lampade scialitiche per chirurgia può su-

A
surgical light also referred to as an operating light is a medical perare tale limite massimo e aumentare il rischio di
devise intended to assist medical personnel during a surgical affaticamento degli occhi;
procedure by illuminating a patient’s local area or cavity, • spettro delle emissioni e temperatura di colore:
dispersing or dispelling shadows. LED as light sources remove the lo spettro delle emissioni deve essere adeguato
problem of heat radiations and reduce energy requirements. This paper per permettere di distinguere i vari tessuti. A que-
details norms and requirements for surgical lights. sto scopo, l’indice di resa del colore Ra deve esse-
re compreso fra 85 e 100 e la temperatura di colo-

Tecnica Ospedaliera 58 maggio 2019


INGEGNERIA CLINICA - Lampade scialitiche a LED n
Figura 1

re della radiazione emessa deve essere compresa


tra 3.000 e 6.700K, quando la lampada scialitica o
il sistema di lampade scialitiche siano predisposti
in modo da raggiungere la massima illuminazione,
tanto da permettere di evidenziare con precisione
le piccole variazioni di colore all’interno del campo
operatorio;
• illuminamento al centro: il livello di illuminamento
al centro di una singola lampada scialitica per chi-
rurgia, in assenza di ostacoli al suo fascio luminoso,
deve poter raggiungere un valore minimo di 40.000 Figura 2
lux e non superare i 160.000 lux;
• diametro del campo luminoso e distribuzione della
luce: il diametro d50 minimo (dove l’illuminamento
raggiunge il 50% dell’illuminamento centrale), deve
essere almeno pari al 50% del diametro del campo
luminoso d10, che è diametro di un cerchio attorno
al centro del campo luminoso in cui l’illuminamento
raggiunge il 10% dell’illuminamento al centro (che
è l’illuminazione a una distanza di 1 m dall’area di
generazione della luce dell’apparecchio nel centro
del campo luminoso);
• stabilità della sorgente luminosa: il flusso lumino-
so emesso dalla lampada scialitica non deve variare zione dei tessuti durante l’intervento; Figura 1. LED in rosso,
oltre il 20% durante l’uso. La temperatura di colo- • resa cromatica migliore: le lampade a LED forni- area di emissione in
re e l’indice di rendimento del colore devono essere scono una luce bianca di cui è possibile regolarne blu. A sinistra cupola
stabili secondo quanto indicato dalla norma. l’intensità luminosa circa dal 30 al 100% del totale. luce diretta con 9 LED,
a destra cupola luce
La luce emanata dalle lampade scialitiche viene filtra- La temperatura del colore può essere regolata in un
indiretta con 9 LED
ta in modo da trasmettere solo la radiazione relativa range che varia tra i 3.500 e i 5.000K, con un relati-
allo spettro visibile e non la radiazione infrarossa (re- vo vantaggio per il contrasto degli elementi cromatici. Figura 2. In verde la
sponsabile degli effetti termici). In questo modo la luce Studi recenti provano, infatti, che la temperatura del maschera. A parità di
trasmettendo poco calore evita l’essiccazione dei tes- colore influenza la capacità di concentrazione: duran- maschera, con la luce
suti. Tale filtraggio non è necessario nei modelli più re- te un intervento chirurgico nel pieno della notte un au- diretta (a sinistra) si
centi che utilizzano i LED come fonte di luce. I vantag- mento della componente blu aumenta la capacità di perde il 28% di luce;
gi tecnici introdotti dall’utilizzo dei LED nelle lampade concentrazione del chirurgo. con la luce indiretta (a
destra) si perde il 20%
scialitiche rispetto ai bulbi tradizionali alogeni, sono i
di luce
seguenti: Temperatura di colore
• lunga durata: circa 25 volte superiore rispetto a ideale per le lampade scialitiche
quella delle lampade alogene. Le lampade a LED I produttori di lampade hanno orientato le loro produ-
vantano un ciclo di vita lungo circa 20.000/30.000 h, zioni verso l’impiego di LED monocolore che avessero
contro le 5-1000 h delle lampade normali; l’unica differenza nella tonalità variabile dei vari chip
• basso consumo di energia rispetto all’illuminazio- utilizzati. Nelle lampade scialitiche ad alte prestazioni,
ne tradizionale; la temperatura di colore variabile è quindi la combina-
• gestione dei contrasti tra zone d’ombra e zone di zione di LED monocolore bianchi con una temperatura
luce, dato che la miscelazione della luce avviene di- che oscilla fra i 2.700K (bianco caldo) e 6.500K (bianco
rettamente nella sorgente luminosa. La matrice a freddo). Ogni costruttore decide quale tonalità di bian-
lenti multiple permette una migliore illuminazione, co impiegare in base alle prestazioni che intende ot-
distribuendo la quantità di luce emessa dai diodi nel tenere, tenendo conto della difficoltà di realizzazione
modo più uniforme possibile; necessaria a direzionare le diverse sorgenti di luci pre-
• assenza di calore: la luce emessa dai LED è a bassa senti nelle lampade scialitiche. L’obiettivo comune per
emissione di radiazioni infrarosse e non producen- la realizzazione di queste lampade per sale operato-
do calore nella zona di intervento, evita la deidrata- rie è rimasto invariato nel tempo, ovvero fornire al chi-

Tecnica Ospedaliera 59 maggio 2019


n INGEGNERIA CLINICA - Lampade scialitiche a LED

Figura 3. rurgo le migliori condizioni la differenza che intercorre


Lampada visive per distinguere con tra la cupola a luce diretta (a
scialitica nitidezza i tessuti e le lo- sinistra) e la cupola a luce
di nuova ro variazioni di colore. indiretta (a destra). Poi-
concezione
Prendendo spunto dal- ché lo scopo di una lam-
la natura e analizzan- pada scialitica è garanti-
do i parametri che la re la soppressione delle
luce solare in condi- ombre, per ottenerla è
zioni di cielo sereno for- necessario che l’ogget-
nisce, si è riusciti a simulare to che si frappone fra la
la temperatura di colore ide- cupola e il campo opera-
ale per operare in campo chi- torio copra la minore quan-
rurgico. Il termine di paragone tità possibile di luce.
sul quale si continua a lavorare e Risulta evidente (figura 2) come
sui quali i LED forniscono la soluzio- la luce indiretta, avendo una mag-
ne più performante è quello compreso giore superficie di emissione, garantisca
tra 4.850 e 4.900K. una migliore soppressione delle ombre. Per
sublimare l’effetto scialitico, bisogna massimizza-
Tecnologia a luce indiretta re la superficie di emissione luminosa della cupola
La tecnologia a luce indiretta nasce dalla considera- della lampada.
zione dei vantaggi che offre: essa permette la mas- Nella figura 3 viene mostrata una lampada scialitica
simizzazione della superficie di emissione lumi- ultramoderna che adotta una tecnologia a luce in-
nosa e di conseguenza ottimizza l’effetto scialitico diretta con doppia riflessione. Essa riporta i LED di-
rendendolo più confortevole all’utilizzatore, migliora sposti su due anelli concentrici lungo la cupola che
quindi l’esperienza di utilizzo da parte del chirurgo illuminando il campo operatorio a differenti distan-
e della sua equipe. Con l’utilizzo della tecnologia a ze focali, offrono il 100% di superficie con emissione
luce indiretta (rispetto all’utilizzo di quella diretta), luminosa eliminando completamente le zone d’om-
si ha una concettualizzazione tecnica della lampa- bra presenti sulla cupola.
da completamente differente: con la luce diretta si La figura 4 ne mostra l’area di emissione luminosa
Figura 4. Tecnologia
hanno tanti punti luce concentrati su di un singolo senza e con ostacolo interposto. Oltre a garantire
di luce indiretta a
punto mentre nel caso della luce indiretta si ha un una migliore soppressione delle ombre, la luce indi-
doppia riflessione.
A sinistra, area fascio luminoso focalizzato (su un punto). Con que- retta riduce “l’effetto abbagliamento” poiché la sor-
di emissione sto tipo di tecnologia innovativa si ottiene una mag- gente luminosa non è direttamente visibile da parte
luminosa; a destra, giore soppressione delle ombre e un effetto sciali- dell’utilizzatore.
area di emissione tico ottimizzato. A parità di LED, con la luce diretta Ridurre “l’effetto abbagliamento” si traduce in una
con ostacolo l’effettiva superficie di emissione della cupola è de- minore quantità di luce (in termini di intensità) cui
cisamente inferiore a quella di una cupola a luce in- l’occhio dell’operatore è sottoposto durante l’uso.
diretta e le aree di ombra risultano ridotte. Nella fi- Generalmente la lampada viene posizionata a 30°
gura 1, dove i LED sono riportati in rosso e l’area di rispetto all’utilizzatore, il che significa una notevo-
emissione luminosa in blu, si evince a parità di LED, le riduzione di luce abbagliante. Oltre al rischio ab-
bagliamento che viene fortemente diminuito con la
tecnologia a doppia riflessione, il rischio di black
spot causati da vista accidentale della sorgente
risulta mitigato dalla minore quantità di luce cui
l’occhio rischia di essere colpito. Al fine di evitare
la sensazione di accecamento e ridurre la probabi-
lità di black spot, passando da una zona altamente
illuminata a una periferica non illuminata, questa
innovativa tecnologia crea una zona intermedia a
basso illuminamento per meglio adattare la pupil-
la al cambio di luce, chiamata area di compensa-
zione (figura 5).

Tecnica Ospedaliera 60 maggio 2019


INGEGNERIA CLINICA - Lampade scialitiche a LED n

Lampade scialitiche nelle sale LA MISURA DELL’INTENSITÀ


operatorie a flusso laminare DI TURBOLENZA SI EFFETTUA
Per evitare rischi infettivi nelle sale operatorie è
estremamente importante il controllo del- Figura 6. Lampada
SECONDO I REQUISITI DELLA
la qualità dell’aria introdotta nei suoi scialitica ultramoderna NORMA DIN 1946-4
parametri di grado di filtrazione,
temperatura e umidità relativa in
modo da assicurarne le migliori
condizioni microbiologiche, sia ac-
cettabili condizioni microclimatiche.
I microrganismi patogeni vengono in-
fatti veicolati nell’aria tramite il particola-
to, in quanto hanno la capacità di aggrapparsi
alle particelle con grandezza uguale o superiore a
5 micron. Ridurre la concentrazione di particolato,
cioè realizzare “ambienti a contaminazione control-
lata”, è essenziale per garantire la massima sterili-
tà e asepsi dei locali medici ad alto rischio batterio- le fluttuazioni della velocità dell’aria rispetto al suo
logico, quali le sale operatorie. valore medio) <5%. In tal caso, anche la lampada
Nelle sale operatorie destinate a interventi chirurgi- scialitica deve essere compatibile con l’utilizzo dei
ci a elevato rischio quali quelle per trapianti d’orga- flussi laminari, non deve creare turbolenze ma de-
no, impianti di protesi, interventi complessi di neu- ve dissipare in maniera ottimale il calore. La misura
rochirurgia e/o di oncologia in cui viene richiesta dell’intensità di turbolenza si effettua secondo i re-
una classe di pulizia dell’aria spinta Classe ISO 5, quisiti della norma DIN 1946-4. Anche le lampade
l’utilizzo dei flussi laminari diventa indispensabile. scialitiche (in caso di utilizzo nelle sale operatorie
Un flusso d’aria è definito “laminare” se ha un’in- a flussi laminari) devono essere sottoposte a veri-
tensità di turbolenza (misura espressa in % del- fica della turbolenza che esse possono causare, sia
a lampada spenta che accesa. La misura effettua-
d10 d10 ta con lampada accesa richiede la lampada regola-
165mm 210mm
ø ta alla massima emissione luminosa dopo aver at-
350mm
teso che essa abbia raggiunto una temperatura di
160klx 140klx regime. Le misure di turbolenza devono dimostrare
che i valori massimi riscontrati devono essere al di
6klx 6klx
sotto dei limiti massimi di accettabilità per i test di
sistema previsti dalla normativa di riferimento, pari
a 37,5% (Allegato E normativa DIN 1946-4). Tale va- Nota
lore, da non superare, è inteso come somma della 1) È l’unità
fotometrica di misura
massima turbolenza del soffitto ventilante e quella dell’illuminamento di
della lampada scialitica. Poiché un soffitto ventilan- una superficie, cioè
del flusso luminoso
te di una sala operatoria a flussi laminari introduce incidente sull’unità di
un valore di turbolenza di circa il 15%, la presenza superficie. Il flusso
luminoso di una
di lampade scialitiche di nuova concezione tecnolo- candela, in direzione
gica come quella riportata nella figura 6, introduce perpendicolare e
una turbolenza inferiore al 10% per cui la turbolen- alla distanza di un
metro, produce su
za totale con l’utilizzo di queste lampade scialitiche una superficie di
è ampiamente conforme ai requisiti di norma. L’alta un metro quadrato
l’illuminazione di
tecnologia di queste lampade e la struttura realiz- un lux. La candela
zata interamente in pressofusione di alluminio, per- (cd) equivale
all’intensità luminosa
mettono un’alta efficienza luminosa con l’impiego di di una sorgente che
circa 50 W e un ridotto incremento della temperatu- emette radiazione
monocromatica alla
ra, con una elevata durata delle sorgenti luminose a frequenza di 5,4 x
Figura 5. L’area di compensazione è una zona intermedia a basso
LED superiore alle 60.000 ore. n 1014 Hz.
illuminamento per meglio adattare la pupilla al cambio di luce
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Tecnica Ospedaliera 61 maggio 2019