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Educazione civica.

Il patrimonio artistico e culturale.


IL PATRIMONIO ARTISTICO E CULTURALE ITALIANO
L’art 9 della Costituzione afferma che la Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la
ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della nazione. La
gestione del patrimonio artistico e culturale è passata nel corso degli anni sotto il controllo di
diversi ministeri. Attualmente è il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo
(MIBACT) che si occupa dei beni culturali italiani.
Nel 2004 è entrato in vigore il codice dei beni culturali e del paesaggio che contiene la più
importante normativa in materia.

VARIE DEFINIZIONI DI BENE CULTURALE:


Sono beni culturali le cose immobili e mobili appartenenti allo Stato, alle regioni, agli altri enti
pubblici territoriali e agli enti ecclesiastici riconosciuti, ma che presentano interesse artistico,
storico, archeologico etc… (art.10 del codice del beni culturali e del paesaggio).
I beni culturali possono essere sia mobili che immobili: quelli mobili possono essere spostati o
trasportati (statua, dipinto etc…) , gli immobili rimangono ancorati al suolo (chiesa, edificio storico,
castello etc…).
La fruizione del patrimonio culturale si basa su 3 parole chiave:
- La tutela, i beni culturali devono esseere tutelati. La tutela consiste nell’individuare i beni
costituenti il patrimonio culturale o artistico e nel garantire la protezione o conservazione per fini
di pubblica fruizione. La tutela comprende sia la fase di individuazione del bene che la fase di
fruizione del bene. Questo è previsto nell’art 3 nel codice dei beni culturali del paesaggio;
- La valorizzazione, che consiste nell’attività diretta a promuovere la conoscenza del patrimonio
culturale e ad assicurare le migliori condizioni di utilizzo e fruizione del patrimonio stesso. La
valorizzazione comprende anche la promozione e il sostegno degli interventi di conservazione
del patrimonio culturale (pulizia, restauro, sponsorizzazione ) che avviene anche da parte di
soggetti privati;
- La conservazione. Del patrimonio culturale è assicurato mediante un’attività di studio,
prevenzione, manutenzione e restauro (art.29 del codice dei beni culturali).

IL PATRIMONIO CULTURALE IMMATERIALE.


Oltre ai beni culturali materiali (quadri, reperti archeologici, chiese, monumenti) bisogna inserire
anche la musica, la moda, il teatro, il folklore, la gastronomia, etc… e tutto ciò che può essere
definito come patrimonio culturale immateriale di una determinata area geografica.
LUOGHI DELLA CULTURA
I luoghi della cultura sono i musei, le biblioteche, le aree dei parchi archeologici, i complessi
monumentali (art. 10 del codice dei beni culturali).
Il Museo è una struttura permanente che acquisisce, cataloga, conserva ed espone beni culturali
per finalità di educazione e studio.
La Biblioteca è una struttura permanente che raccoglie, cataloga e conserva un insieme
organizzato di libri , materiali e informazioni pubblicati su qualunque supporto e ne assicura la
consultazione per fini di lettura o studio.
L’Area Archeologica è un sito caratterizzato dalla presenza di resti di natura fossile o da manufatti
o strutture preistoriche.
Il Parco Archeologico è un ambiente territoriale caratterizzato da importanti evidenze
archeologiche e dalla presenza di valori storici, paesaggistici o ambientali, attrezzati come il
museo all’aperto.
Il Complesso Monumentale è un insieme formato da una pluralità di edifici edificati anche in
epoche diverse che con il tempo hanno acquisito, come insieme, un’autonoma rilevanza artistica
e storica.
L’UNESCO, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura è stata
fondata dall’ONU nel novembre del 1945, per incoraggiare la collaborazione tra gli stati nelle
aree dell’istruzione, della scienza , della cultura e della comunicazione. L’Italia ne è entrata a far
parte nel 1947. L’UNESCO ha predisposto una lista dei patrimoni dell’umanità, che viene
costantemente aggiornata; questi beni sono considerati fondamentali sotto l’aspetto culturale e
naturalistico e la loro conservazione è ritenuta essenziale per la vita dell’intero pianeta. I siti o i
monumenti riconosciuti come patrimonio “UNESCO” diventano patrimonio di tutta l’umanità, a
prescindere dal luogo in cui si trovano, e la loro conservazione e protezione diventa un dovere
per l’intera comunità internazionale. L’Italia è il paese che ha il maggior numero di siti che sono
scritti nella lista.

La libertà.
I DIRITTI E I DOVERI DELLA COSTITUZIONE.
La costituzione riconosce i diritti inviolabili dell’uomo sia come singolo (principio personalista) sia
nelle formazioni sociali dove si svolge la sua personalità (principio pluralista) e richiede
l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale (art.2 , comma 2
principio solidarista).
I diritti costituzionali si distinguono in diritti individuali attribuiti al singolo che può esercitarli
autonomamente; diritti collettivi assegnati sempre al singolo ma che può esercitarli solo insieme
agli altri; diritti sociali attraverso i quali lo Stato tende a realizzare l’uguaglianza sostanziale.

I DIRITTI INDIVIDUALI: LIBERTA’ PERSONALE


La libertà personale è la libertà di di disporre del proprio corpo quindi il diritto di non subire
coercizioni materiali come l’essere legati, bloccati , ammanettati, ispezionati o perquisiti, l’essere
ristretti in una cella. Secondo il primo comma dell’art. 13 la libertà personale è inviolabile.
L’inviolabilità è illegale per chiunque impone simili coercizioni ad un altro essere umano; infatti il
codice penale prevede una serie di reati che ledono la libertà personale, cioè incidono, come il
sequestro di persona, l’arresto illegale, la violenza sessuale, la riduzione in schiavitù. Il carattere
di inviolabilità implica che non è possibile abrogare questa libertà attraverso un procedimento di
revisione costituzionale.

I LIMITI DELLA LIBERTA’ PERSONALE.


Le persone possono essere legalmente perquisite, arrestate e tenute in carcere per ragioni di
giustizia e per proteggere la collettività. L’art 13 al secondo comma prevede una deroga cioè un
modo, un procedimento ordinario per arrestare, ispezionare o perquisire una persona, e cioè per
atto motivato dall’autorità giudiziaria (riserva di giuristizione) e nei soli casi e modi previsti dalla
legge (riserva di legge).
- LA RISERVA DI LEGGE: solo una legge approvata dal parlamento o un atto avente forza di legge
(decreto legge e/o decreto legislativo) possono stabilire in via generale ed astratta i casi e i modi
di limitazione della libertà personale;
- LA RISERVA DI LEGGE PER LA LIBERTA’ PERSONALE (decreto legge) (1^ Garanzia): spetta quindi
al legislatore e non al giudice quali comportamenti illeciti vanno puniti con il carcere e in quali
casi è possibile arrestare una persona prima che sia condannata (il codice di procedura penale lo
consente se esistono gravi indizi di colpevolezza per un grave reato e se c’è il pericolo che
l’indagato si dia alla fuga);
- LA RISERVA DI GIURISDIZIONE (2^ garanzia): solo un giudice, attraverso un atto
obbligatoriamente motivato, può applicare in concreto la legge stabilendo che qualcuno può
essere sottoposto a limitazione della libertà personale; quindi le forze dell’ordine possono
eseguire l’arresto, l’ispezione o la perquisizione solo sulla base di un atto giudiziario motivato
(ordinanza di custodia cautelare). PROCEDIMENTO ORDINARIO.
PROCEDIMENTO STRAORDINARIO:
Il terzo comma dell’art 13 stabilisce che in casi eccezionali di necessità ed urgenza indicati
tassativamente dalla legge, l’autorità di pubblica sicurezza può adottare provvedimenti provvisori
che devono essere comunicati entro 48h all’autorità giudiziaria e se questa non li convalida nelle
48h successive si intendono revocati e restano privi di effetto. Ad esempio il poliziotto potrà
arrestare subito la persona colta sul fatto (flagranza di reato) ma entro 48h deve darne notizia al
magistrato, il quale nelle 48h successive deciderà se confermare l’arresto o rimettere in libertà il
presunto rapinatore.

LA LIBERTA’ DI DOMICILIO (Art 14)


Un’estensione della libertà personale. Secondo la nostra costituzione il domicilio è inviolabile (art
14 comma 1) . Il domicilio è il luogo nel quale ciascuno può svolgere attività private. Secondo
l’articolo 14 comma 2 è divieto eseguire ispezioni e perquisizioni o sequestri, se non nei casi e
nei modi stabiliti dalla legge e secondo le stesse garanzie previste per la libertà personale, cioè
riserva di legge e giurisdizione.

SEQUESTRO. E’ il procedimento dell’autorità giudiziaria che rende un bene indisponibile a chi lo


detiene.

LA LIBERTA’ NELLA CARTA DEI DIRITTI FONDAMENTALI DELL’UE


- Art 6: Ogni persona ha il diritto alla libertà e alla sicurezza.
- Art 7: Ogni persona ha il diritto al rispetto della propria vita privata e familiare, del proprio
domicilio e comunicazione.
- Art 8: Ogni persona ha il diritto alla protezione dei dati personali che la riguardano. Tali dati
devono essere trattati secondo il principio di lealtà , per finalità determinate ed in base al
consenso della persona interessata o ad un altro fondamento legittimo previsto dalla legge. Ogni
persona ha il diritto di accedere ai dati raccolti che la riguardano e di ottenere la rettifica. Il
rispetto di tali regole è soggetta al controllo di un’autorità indipendente.
In Italia, tale autorità, prevista dal comma 3 dell’art 8, della carta dei diritti fondamentali dell’UE, è
il garante per la protezione dei dati personali.

LA LIBERTA’ DI CIRCOLAZIONE E SOGGIORNO.


Secondo la nostra costituzione , ogni cittadino può soggiornare e circolare liberamente in
qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale
per motivi di sanità e sicurezza. Nessuna restrizione può essere determinata per ragioni politiche
(Art 16 comma 1). Ogni cittadino è libero di uscire dal territorio della Repubblica e di rientrarvi,
salvo gli obblighi di legge (art 16 comma 2).
E’ da notare che, mentre la libertà personale e di domicilio valgono per tutte le persone, la libertà
di circolazione e soggiorno è un diritto riconosciuto espressamente ai cittadini italiani e, dunque,
può essere disciplinato in maniera più severa per gli stranieri. In base al principio
dell’euguaglianza (art 3 comma 1) ciò può avvenire solo se il diverso trattamento degli stranieri
deve essere ragionevole.
Per quanto riguarda l’oggetto della libertà, possiamo dire che è consentito ogni tipo di
movimento all’interno del territorio nazionale (libertà di decidere la residenza, il domicilio etc..) e
di uscire e rientrare dai e nei confini nazionali.
I LIMITI
A differenza della libertà personale, per le limitazioni della libertà di circolazione e soggiorno, non
è prevista una riserva di giurisdizione, ma solo una riserva di legge rinforzata. La costituzione,
infatti, consente alla legge di stabilire limitazioni alla libertà solo in via generale (le limitazioni
devono riguardare tutti o una particolare categoria di persone, e non singoli individui) e solo per
motivi di sanità o di sicurezza.
L’art 16 al comma 1, vieta espressamente qualunque restrizione basata su ragioni politiche.

LA LIBERTA’ E LA SEGRETEZZA DELLE COMUNICAZIONI


La Costituzione prevede anche le libertà che riguardano la dimensione spirituale e intellettuale
della persona perché rientrano nella generale libertà di espressione dell’individuo. Si tratta della
libertà e segretezza delle comunicazioni : - Art 15 della libertà religiosa; - art 19 della libertà di
manifestare il pensiero; - art 21 della libertà dell’arte e della scienza.

DIFFERENZA TRA COMUNICAZIONE E MANIFESTAZIONE DI PENSIERO


Si tratta, in entrambi i casi, di attività attraverso le quali trasmettiamo agli altri informazioni di
natura varia e con qualunque mezzo, ad esempio, la voce, la scrittura, internet etc..
Nelle comunicazioni, le informazioni sono dirette a persone ben determinate; in questi casi, la
mia intenzione è comunicare in modo privato e riservato con determinate persone e desidero
escludere gli altri, estranei alla comunicazione.
Nei casi di manifestazione di pensiero, le informazioni sono dirette ad una generalità di persone
e, quello che voglio, è diffondere il più possibile un messaggio.
Un’altra differenza è che la comunicazione è tendenzialmente reciproca mentre, la
manifestazione del pensiero, è unilaterale.

IL DIRITTO ALL’ESSERE DIMENTICATI


Si tratta del diritto di ciascun individuo di “essere dimenticati”, cioè di richiedere la rimozione di
informazioni presenti in rete ritenute lesive per la persona e non più rilevanti per l’opinione
pubblica. A stabilirlo è la corte di giustizia europea che nel 2014 è intervenuta su un caso di un
cittadino spagnolo che stanco di essere associato sul web ad una vecchia vicenda giudiziaria si
era rivolto alla corte di giustizia europea chiedendo la rimozione di tutti i link che lo riguardavano.
A seguito della sentenza, i responsabili di Google hanno dovuto eliminare dai risultati restituiti dal
motore di ricerca tutti i link che rimandavano a pagine riferite alla vicenda del cittadino spagnolo.
A partire da quella data, Google è stato inondato di richieste di rimozione ma, il diritto alla
riservatezza del singolo deve essere bilanciato con il diritto di cronaca e con quello degli utenti
ad essere informati; infatti, i giudici europei hanno evidenziato che i link “scomodi” non vanno
eliminati se esiste un interesse pubblico che ne giustifichi la visualizzazione.
I giudici italiani, su questa scia, hanno respinto richieste di rimozione avanzate dai personaggi
politici o della sfera pubblica e che riguardano vicende che non sarebbe stato giusto cancellare
dalla memoria pubblica.

LE NORME COSTITUZIONALI SULLA COMUNICAZIONE DEL PENSIERO


In base all’art 15 della costituzione la libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altro
tipo di forma di comunicazione, sono inviolabili (comma 1); la loro limitazione può avvenire solo
sulla base di un atto motivato di un giudice (riserva di giurisdizione) comunque sempre nel
rispetto delle garanzie stabilite dalla legge (comma 2). La libertà a cui fanno riferimento i due
comma viene riconosciuta a tutte le persone e non solo ai cittadini italiani; il diritto consiste non
solo nella possibilità di comunicare con gli altri attraverso qualsiasi strumento , ma nell’interesse
giuridicamente protetto a mantenere il segreto sulla comunicazione e sul suo contenuto. Si tratta
di un diritto e non di un obbligo. Come per altre libertà , l’autorità può limitare questo diritto solo
rispettando le due garanzie della riserva di legge e della riserva di giurisdizione: per intercettare
o sequestrare una corrispondenza è necessario un atto motivato dal giudice, adottato sulla base
di una legge (legge del parlamento o atto avente lo stesso valore di legge).
(L’intercettazione è l’acquisizione degli scambi di comunicazione tra due o più soggetti, effettuata
all’insaputa degli stessi) E’ da sottolineare che ad essere limitate possono essere la sola libertà
della comunicazione, la sola libertà della comunicazione, la sola segretezza o entrambe.