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RICERCHE
FISIOLOGICHE

INTORNO ALLA VITA ED ALLA MORTE


DI

SAVERIO BICHAT
' 9

LÀ DIVISIONE MAGGIORMENTE NATURALE DEI FENOMENI FISIOLOGICI DI BUJSSOX

È LE SFERIENZE SUL PRINCIPIO DELLA VITA DI LEGALLOIS

VE NE Z i
CO 1
TIPI DELL’ ED. GI USEPPE ANTON ELEI
PREMIATO CON MEDAGLIE d’ ORO
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ENCICLOPEDIA
DELLE

SCIENZE
DI

AL1BERT, BARBIER, BAYLE, BAUDELOQUE, BOUSQUET, BRACHET, BRlCIIETÈAU, CAPURON,


CAVENTOU, CAYOL, CLARION, CLOQUET, COTTEREAU, DOUBLE, FUSTER, GERDY,
GIBERT, GUERARD, LAENNEC, LENORMAND, LISFRANC, MALLE, MARTINET, PARENT-
DUCHATELET, PELLETAN, RECAMIER, SERRES, AUGUSTO THILLAYE, VELPEAU, YIBEY

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DI M. G. LEVI

TOMO IV

PIUMA DIVISIONE
ANATOMIA E FISIOLOGIA

V ENEZ I A
CO’ TIFI DECE ED GIUSEPPE ANTUNEELI
PREMIATO DELLA MEDAGLIA D ORO
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RICERCHE FISIOLOGICHE
INTOr. fto

ALLA VITA ED ALLA MORTE


AV VER TI MEN T( )

il presente volume contiene tre opere le più ragguardevoli che sìeno sitile

intorno alia fisiologia dettate, tre monografie cui non è lecito a verim medico di
non aver lette e meditate, le Ricerche fisiologiche sulla vita e sulla morie di

Bichat, e due libri da riputarsi dipendenti da questo, vale a dire, La divisione

maggiormente naturale dei fenomeni fisiologici di Buisson, e le Spcrìcnzc sul

principio della vita di Legaììois.

Sono generalmente concordi i medici nell’ asserire, che le Ricerche sulla


vita e la morte costituiscono il miglior lavoro di Bichat, quello in cui esso s in-

nalza a sublimi considerazioni, ad importantissime conseguenze per la fisiologia.

Stabilisce ivi, con quella eloquenza che gli è propria, la bella divisione delle

due vite, di cui appena esisteva qualche vestigio, tanto presso gli antichi come
fra i moderni ;
divisione accettata poscia dal maggior numero dei fisiologhi. Do-
po aver colà tracciati i caratteri che distinguono le funzioni a norma dello scopo

a cui sono destinate, del pari che quelli degli organi delle due vite, esamina la

maniera con cui avviene la morte in tutte le circostanze possibili. Dimostra che
la morte incomincia sempre da uno dei tre organi seguenti : il cervello, il cuore,

ed il polmone ;
spiega in modo mirabile mediante qual successivo concatena-

mento il cessare di alcune funzioni apporti seco quello delle altre, e dà a cono-
scere nel tempo stesso quali siano i fenomeni che si manifestano in ognuno dì

questi generi di morte. Le Ricerche di Bichat sulla morte vengono del continuo
vantaggiosamente applicate al Ietto del malato e del moribondo.
L 1
opera di Buisson è una vera continuazione di quella di Bichat, testò no-

mata ;
è dessa destinata ad estendere alcune parti poco sviluppate nelle Ricerche

sulla vita e sulla morte, ad aggiungerne altre che erano state ommesse, e special-

mente ad ripiegarne c correggerne altre capaci di produrre gravi errori ;


per si-

mi 1 guisa appigliossi esso singolarmente a far conoscere f uomo morale ed a mo-


strare la immensa distanza esistente fra F uomo c gli animali riguardo alle firn-
funzioni, comprendeva i mammiferi in generale.

Il lavoro di Buisson non la cede a Bichat nè in elevatezza, nè in profondità,

ned in eloquenza ;
sicché per tutti i riguardi doveva esso andar di seguito alle

Ricerche fisiologiche sopra la vita e la morte.

Gli sperimenti di Legallois appartengono affatto alla scuola di Bichat, di cui

sviluppano e modificano certi punti, nel tempo stesso che ne racchiudono parec-

chi altri affatto nuovi ;


e quindi produssero essi una grande sensazione nell’epoca
in cui comparvero, e serbarono poscia una riputazione giustamente meritata. Si

fanno essi singolarmente osservare per certa chiarezza perfetta, per molta preci-

sione e per un concatenamento di proposizioni e d’una logica severa, che svelano


nel loro autore un non comune spirito di deduzione.

Ì-P autore si propose principalmente per iscopo, determinare qual sia la sede
del principio, i .° delle forze del cuore e degli altri organi delle funzioni involon-
0
tarie ;
2. dei movimenti inspirator] e delle funzioni soggette alla volontà.

Le sue esperienze mirano ad un tempo a fissare le attribuzioni del cervello e

della midolla spinale, ed il grado di dipendenza in cui queste due parti del siste-

ma nervoso sono V una dall’ altra nelle diverse classi del regno animale.
Le Esperienze sul principio della vita meritavansi sotto ogni aspetto di
figurare dopo le due opere per \ioi citate.

Rinviensi in questo volume Fincominciamento della esecuzione della idea poi

annunciata nella Prefazione all’ enciclopedia delle scienze mediche vale a dire
5

che non solamente daremo varj trattati generali di ogni ramo


1
dell arte di guari-
re, ma inoltre alcune serie di monografie sui punti maggiormente importanti di
siffatte scienze.

Laonde abbiamo motivo per isperare che il pubblico valuterà V importanza


della nostra condotta, finora generalmente approvata.
PARTE PRIMA
*$• iHN*

di ciascuno di questi due regni e vedremo ;

ARTICOLO PA IMO. DIVISIONE GENERATE Fumo non esislere che dentro di sè medesimo,
DELLA VITA. e non manifestare con ciò che lo circonda se
non che semplici relazioni di nutrizione : Io
vedremo nascere, crescere, perire fissato al
fiatino finora i Fisiologi cercalo la de- suolo ohe ne ha ricevuto il germe mentre ;

finizione della vita in astratte considerazioni ;


F altro unisce a questa vita interna, di cui go-
ma meglio, cred’ io, potrà essa trovarsi
assai de al più alto grado, una vita esterna, la qua-
in questo generale concetto La vita è l'unio- : le stabilisce numerose relazioni tra esso e
ne delle junzioni resistenti alla morte. — gli oggetti vicini. Esso combina F esistenza
Questa è in fatti la comune maniera
d’esiste- propria con quella di tutti gli altri esseri lì ;

re dei corpi viventi; poiché tutto ciò, che li ricerca, o li fugge seguendo i suoi bisogni o
circonda agisce su di essi incessantemente ten- i suoi timori; per cui sembra appropriar-
dendo a distruggerli. Gli stessi corpi inorga- si propria
tutta la natura, e riferire tutto alla
nici esercitano sopra di essi; essi stessi esegui- particolare esistenza. —
direbbe che il ve-
Si
scono gli uni sugli altri un’ azione non in- getale è un primo abbozzo dell’ animale, e
terrotta, a cui tosto soccomberebbero senza che per formare quest’ ultimo fu necessario
l’interno principio di reazione, di cui vanno rivestire tale abbozzo d’ un apparato d’or-
essi forniti. Tale principio è quello stesso del- gani esterni propri a stabilire delle esterne re-
la vita, che, sconosciuto nella sua natura, non lazioni. —
Da tutto questo risulta, che le fun-
può essere apprezzalo se non se dietro i fe- zioni dell’animale formano due classi assai
nomeni da esso medesimo manifestati; il più distinte La prima è il una serie
risultato di
generale dei quali consiste appunto in questa abituale d’ assimilazione, e di escrezioni, per
abituale alternativa d’azione per parte dei cor- le quali l’animale cambia continuamente in
pi esterni, e di reazione per parte dei corpi vi- sua propria sostanza le molecole dei corpi vi-
vi alternativa, le di cui proporzioni variano
; cini, ed elimina in seguito queste stesse mo
col variare delle età. —
Nel fanciullo così, in
• ieco le allorché divenute siano eterogenee, co-
cui la reazione è più attiva dell’ azione, havvi sì che, per questa classe di funzioni esso non
soprabbondanza di vita\ mentre nell’ adulto, vive che in sè medesimo. L’altra, portandolo
nel quale questa turgenza vitale svanisce, si fuori di sè stesso, lo stabilisce abitante del
determina un equilibrio perfetto tra essa azio- mondo, e non del luogo che lo vide nascere,
ne e reazione, finché nel vecchio, diminuita la come avviene delia pianta. Egli sente, cono-
reazione del principio interno, eguale ancora sce e distingue tutto ciò che locirconda, ri-
essendo Fazione dei corpi esterni, la vita si flette le sue sensazioni, si move volontaria-
rende languida, ed insensibilmente si avanza mente dietro la loro influenze ; e ben soven-
verso il suo fine naturale, che ha luogo allor- ti è reso pure capace di comunicare
col mez-
ché ogni proporzione è distrutta. La misura zo della voce i suoi desideri!, suoi timori, i i

delia vita viene adunque in generale stabilita suoi piaceri, i suoi dolori. —-
chiamo 1 u- Io
dalla differenza esistente tra lo sforzo delle nione delle funzioni spettanti alla prima clas-
esterne potenze e quello della interna resisten- se vita organica : siccome quella, che in
un
za ; sicché l’eccesso delle une sarà segno della grado più o meno marcato è comune a tutti
sua debolezza, mentre il predominio dell’altra gli esseri organizzati vegetabili od
animali; e
costituisce l’indizio della sua attività. siccome quella che riconosce per sola condi-
Divisione della vita in animale ed
§. I. zione necessaria al suo esercizio la tessitura
m organica. —
Tale è la vita esaminata nel-
-
organica. Le funzioni riunite della seconda
la sua generalità, la quale poi considerata più classe formano la vita animale così chiama- ,

particolarmente, ci offre due modificazioni ta, perchè essa è 1’ attributo esclusivo del re-
assai notabili, delle quali F una è comune al gno animale. —
La generazione non forma
qua-
parte dei fenomeni di queste due vite, le
1
vegetale ed all animale contemporaneamen-
te; mentre l’altra forma il retaggio speciale li hanno rapporto alF individuo,
mentre ap-
di quest’ ultimo. Esaminiamo due individui partenendo alla specie solamente, non trovasi
Elicici. Med. l\d
2 DIVISIONE GENERALE
unita alla maggior parte delle altre funzioni, mente vcrrebbegli tolta da una maggiore e-
che per legami indiretti. Non ha luogo i! suo stensione delle di lui esterne comunicazioni.
esercizio se non dopo che le altre funzio- — Doppio è pure il movimento, che si eser-
ni furono già da mollo tempo esercitate ; e si cita nella vita organica ; l’uno continuamen-
estingue dessa assai prima del finire di tutte te compone, l’altro decompone l’animale. E
le altre. Nella maggior parte degli animali i tale è appunto il suo modo d’esistere, che ciò
1
suoi periodi d attività sono separati da lun- eh’ esso era ad un’epoca, cessa di esserlo ad
ghi intervalli di nullità; e nell’uomo, nel qua- un’altra, quindi, benché il suo organismo
le le sue remittenze sono meno durevoli, rimanga lo stesso, suoi elementi vengono a
i

non mostra colle altre funzioni un maggior ciascun istante variati. Le molecole nutritive
numero di relazioni ; che anzi la sottrazione assorbite a vicenda e rigettate, passano dall’a-
degli organi che ne sono gli agenti, è sempre nimale alla pianta, da questa ai corpi bruti,
contrassegnala dall’ accrescimento di nutri- finché ritornano all’ animale per uscirne di
zione. Perciò 1’ eunuco gode di minor gra- nuovo. — Da ciò intendiamo, come, essendo
do di energia vitale, ma si sviluppano presso lavita organica destinata a questa circolazio-
lui i fenomeni della vita organica con mag- ne continua di materia, risulti essa da un or-
giore intensità. Faremo qui adunque astra- dipe di funzioni, che assimila all’ animale le
zione dalle leggi che ci danno l’esistenza, per sostanze nutritizie e da un altro, che gli to-
:

non considerare che quelle le quali la man- glie queste sostanze divenute eterogenee alla
tengono; quindi a queste sole saranno diret- sua organizzazione, dopo d’ aver per qual-
te le nostre considerazioni. che tempo fatto parte di essa. Il primo, che —
§. il. Suddivisione di ciascuna delle dicesi ordine d’assimilazione, risulta dalla di-
vite animale ed organica in due ordini di gestione, dalla circolazione, dalla respirazione
funzioni. —Ciascuna delle due vite animale e dalla nutrizione. AH’ influenza di queste
ed organica, è composta da due ordini di fun- quattro funzioni deve essere sottoposta ogni
zioni , che si succedono e s’incatenano in molecola straniera al corpo prima di divenire
senso inverso. —
Nella vita animale il primo elemento del corpo medesimo; ma dopo che
ordine si esercita dall’esterno del corpo verso essa ha per qualche tempo fatto parte dei no-
il cervello ; il secondo da quest’ organo verso striorgani, viene a questi tolta dall’ assorbi-
quelli della locomozione e della voce. Gli og- mento, portata nel torrente della circolazio-
getti estendono loro impressione successi-
la ne, in cui circola di nuovo
, e da cui viene
vamente sui sensi, sui nervi e sul cervello e ; espulsa o per la via dell’ esalazione polmona-
mentre primi ricevono, e i secondi trasraet-
i
le e cutanea, o per la via di quelle secrezioni,
rnettono, I’ ultimo percepisce queste impres- di cui fluidi
ì sono evacuali al di fuori
tutti
sioni, le quali così ricevute, trasmesse e per- del corpo. L assorbimento, la circolazione,
cepite costituiscono le nostre sensazioni. — I esalazione e le secrezioni, formano così il
In questo primo ordine di funzioni l’animale secondo ordine delle funzioni della vita orga-
è pressoché passivo; ma diventa attivo nel se- nica, 1 ordine cioè della disassimilazione.
condo, il quale risulta dalla successiva azione
Da
ciò ne segue doversi il sistema
:
sanguigno con-
del cervello poiché dietro le sensazioni na-
; siderare quale sistema medio, centro della vi-
sce in esso la volizione, che viene in segui- ta oi gallica, nello stesso modo
che il cervello
to trasmessa per la via dei nervi agli organi costituisce quello della vita animale. In esso
locomotori e vocali, i quali costituiscono gli circolano contuse le molecole che devono es-
agenti della sua esecuzione. Avviene adun- sere assimilate e, quelle che avendo già
servi-
que, che i corpi esterni operano sull’ animale to all’assimilazione sono destinate
alla elimi-
mediante il primo ordine di funzioni ; e che nazione. lnjtal modo anche il sangue deve
mediante ri-
il secondo, 1’ animale reagisce sugli guardarsi come composto di due parti 1’ una
oggetti esteriori. —
Tra questi due ordini i eci ementizia
, prodotta specialmente dagli
esiste generalmente una rigorosa proporzio- alimenti, dalla quale emergono i materiali per
ne, sicché dove il primo riesce più attivo, si la nutrizione 1 altra escrementizia, la quale
:

sviluppa 1’ altro con maggior energia e per


; risulta dagli avanzi e dal residuo di tutti gli
ciò nella serie degli animali quello che sente
organi, e che presta i materiali alle secrezio-
più, è anche dotato di movimenti più at-
zioni ed esalazioni esterne. Ciò non
tivi. Per questo pure l’epoca ostante
delle sensazioni queste ultime funzioni trasmettono pure tal-
le più vive è quella della vivacità dei movi-
volta fuori del corpo i prodotti digestivi, sen-
menti; quindi è che durante il sonno in cui
, za che questi siano concorsi a! nutrimento del-
il primo ordine si sospende, cessa
pure il se- le parti: come occorre di osservare
nell’ urina
condo, o non si esercita che per iscosse irrego-
e nel sudore dopo 1’ uso di copiose bevande
lari ; ed il cieco, il quale non vive che ;
per nel qual caso la cute e i reni diventano orga-
metà riguardo a ciò che lo circonda, incatena
ni escretori non per la nutrizione, ma bensì
i suoi movimenti con tale lentezza che certa-
per la digestione. Questo pure si osserva ri-
DELLA VITA
guardo della formazione del latte, umore, ohe sa può essere ovunque supposta ; e perciò la
proviene manifestamente dalla porzione del natura, mentre sembra essersi, per così dire,
sangue che non è stata ancora assimilata dal- dimenticato di tracciarla, pose di tratto in
r opera della nutrizione. —
Non riscontriamo tratto dei punti assai sensibili e marcati che in -
però fra questi due ordini di funzioni della dicano il suo tragitto. Le solcature dell’estremi-
vita organica quelle stesse relazioni che abbia' tà del naso, del mento, del mezzo delle labbra,
mo osservate fra quelli della vita animale, poi- 1 ombilico, il rafe del perineo, la prominenza
1
ché l indebolimento del primo non è seguilo delle apo fisi spinose, la concavità media della
dalla diminuzione del secondo; e perciò nello parte posteriore del collo, costituiscono questi
smagrimento e nel marasmo, in cui cessa in vari punti d’ indicazione. —
Anche i nervi che
parte l’assimilazione, viene la disassimilazio- trasmettono 1’ impressione ricevuta dai sensi,
ne esercitata collo stesso grado di attività. — come 1’ ottico, l’acustico, il gustatorio, 1’ olfa-
Queste grandi differenze stabilite tra le due torio, sono evidentemente distribuiti a paja
vite dell’animale; questi limiti non meno simmetriche. —
Fra tutti gli organi poi, il
marcali, che separano i due ordini di fenome- cervello, da cui si ricevono tali impressioni,
ni, dai quali ciascuno risulta, sembrano offrire inerita di essere a preferenza distinto per la
al tisiologo la sola divisione reale che egli pos- forma regolare delle sue parti. Queste si ras-
sa stabilire tra le funzioni delle due vite me- somigliano perfettamente da ciascun lato, co-
desime, —
Noi quindi, lasciando alle altre me vedesi nei talami dei nervi ottici, nei cor-
scienze i metodi artificiali, seguiremo P ordi- pi scanalali, negli ippocampi, nei corpi fim-
ne naturale dei fenomeni che concatenano le briati, e via dicendo. Le parti impari poi so-
idee che ne riceviamo ; e con ciò vedremo no tutte simmetricamente divise dalla linea
la maggior parte delle divisioni fisiologiche mediana, di cui si osservano tracce marcatis-
offrire basi assai che voles-
incerte a colui sime in molte parti ^ siccome può osservarsi
se su P edifizio della scien-
di esse innalzare nel corpo calloso, nella volta a tre pilastri,
za. — Non cerco di richiamare qui ad esa- nella protuberanza anellare, e va discorrendo.
me tali divisioni, bastando per dimostrar- — Gli stessi nervi
destinati a trasmettere le
ne l’insufficienza il provare la solidità di quel- volizioni de! cervello agli agenti della loco-
la che io adotto percorreremo perciò le gran- mozione e della voce; gli organi locomotori
;

di differenze che isolano Panimale vivente formati da una gran parte del sistema musco-
fuori di sè, dall’animale esistente al di dentro lare, ed osseo, la laringe e le sue parti acces-
e consumantesi per un’alternativa continua sorie, doppi agenti dell’ esecuzione di queste
di assimilazioni e di disassimilazioui. volizioni, hanno tale regolarità e simmetria,
che non manca giammai di essere osservata.
ARTICOLO II. —
DIFFERENZE GENERALI DELLE
* — E tale è la verità del carattere che io in-
DUE VITE PER RAPPORTO ALLE FORME ESTE- dico, che cessano i muscoli ed nervi di es-
i

RIORI DEI LORO ORGANI RISPETTIVI. sere regolari tosto che non fanno più parte
delia vita animale. Ne sian prova di questo
La piùessenziale differenza, dalla quale per i muscoli, il cuore, le fibre delle intestina,
sono organi della vita animale distinti da
gli e simili ; per i nervi poi, ne abbiamo bastan-
quelli della vita organica, sta riposta nella si- te argomento nel gran simpatico, il quale de-
melria dei primi, e nella irregolarità dei se- stinato alla vita interna, presenta nella mag-
condi. Alcuni animali offrono delle eccezioni gior parte delle sue ramificazioni una irrego-
a questo carattere, soprattutto per la vita ani- lare distribuzione. Sono esempio di questo i
male; tali sono fra pesci le solide, i rombi,
i plessi solare, mesenterico, ipogastrico, spleni-
diverse specie fra gli animali non vertebrati, co, gastrico, e via dicendo. — Possiamo adun-
e simili; ma esso è perfettamente marcalo nel- que, dietro la più evidente ispezione, conchiu-
P uomo, egualmente che nei generi a lui vici- dere , che la simmetria è il carattere essenzia-
ni per la loro perfezione. Ed è in questo ap- le degli organi della vita animale dell' uomo.
punto in cui ora dobbiamo esaminarlo, al che §. II. Irregolarità delle forme esteriori
fare basta la semplice di lui ispezione. nella vita orgànica. —
Se noi passiamo ora
§. I. Simmetria delle forme esterne ad esaminare i visceri della vita organica, tro-
nella vita animale. —
Due globi perfetta-
• veremo essere loro applicabile un carattere
mente simili ricevono l’impressione della lu- esattamente opposto. Vedremo così irregofar-
ce ; il suono e gli odori hanno pur essi i loro mente disposti nel sistema digestivo lo stoma
organi analoghi doppi. Un’ unica membrana co, le intestina, la milza, il fegato, e via dicen-
riceve le impressioni ìlei sapori; ma questa non do. — - Nonoffrono egualmente traccia di
manca di essere divisa da una linea mediana simmetria nel sistema circolatorio, il cuore, i
in due segmenti fra loro perfettamente simili. grossi vasi, come la parte curva dell’ aorta, le
La cute non ci presenta in verità segni visibi- vene cave, 1’ azigos, la vena delle porte, 1 ar-
bili, e sempre marcati di questa linea ma es- teria innominata. Nei vasi stessi delle, meni-
;
4
DELLE FORME ESTERNE
lira troviamo continue varietà non solo, ma l’altro Iato, pel sentimento, e pel moto super-
osserviamo ancora, che in queste stesse varie- slite tulli i diritti all’animalità. — E certa-
tà, la disposizione d’ un lato non porta con sè mente queste parziali paralisi, delle quali la
quella del lato opposto. —
Potrebbe a prima linea mediana costituisce il fine, e il principio
vista sembrare l’apparato respiratorio esat- della facoltà di sentire e di moversi, non de-
tamente regolare: ciò non pertanto se si os- vono osservarsi con tanta regolarità negli ani-
servi che il bronco destro differisce dal sini- mali, nei quali, come nell’ostrica, trovasi un
stro, e per la sua lunghezza, e pel suo dia- esleriore irregolare.— La vita organica, al con-
metro, e per la sua direzione che uno dei ;
trario, costituisce un sistema unico, in cui lut-
polmoni è composto da tre lobi, che due soli to è legato e coordinato , e in cui le funzioni
compongono l’altro che lo stesso volume di
;
di un lato non possono interrompersi senza
questi due organi è assai differente; che le due che di necessaria conseguenza si estinguano
divisioni dell’arteria polmonare non si rasso- quelle dell’ altro. Avviene così, che ammalato
migliano nè pel loro ,
tragitto nè pel loro da una parte il fegato, influisce a destra sullo
diametro che il mediastino, su cui cade la li-
;
stato dello stomaco; per la stessa cagione, ces-
nea mediana, devia sensibilmente a sinistra; sato il colon destro dall’ agire, non può più
vedremo che la simmetria non è che apparen- essere continuata l’azione del sinistro. Lo stes-
te, e che la legge comune non soffre punto ec- so colpo che arresta la circolazione nei grossi
cezione. —
Anche gli organi dell’ esalazione tronchi venosi e nella parte destra del cuore,
e dell’assorbimento, le membrane sierose, il ca- la toglie pure nella parte sinistra, e nei gros-
nale toracico, il grande linfatico destro, gli as- si tronchi arteriosi posti dallo stesso lato, e via
sorbenti secondarli di tutte, le parli presenta- dicendo d’onde segue che supponendo cessa-
;

no ovunque una distribuzione ineguale ed tele funzioni di tutù gli organi della vita inter-
irregolare. Vediamo nel sistema glandolare, le na situati da un lato, quelle del lato opposto
cripte o follicoli mucosi ovunque disseminati dovranno di necessità venirne sospese;e la mor-
senz’ordine sotto le loro respetlive membra- te ne dovrà essere una necessaria conseguenza.
ne. Il pancreas, il fegato, le ghiandole sali vali — Questa generale asserzione però risguarda
stesse, benché al primo aspetto simmetriche , solo l’assieme della vi la organica, non già i suoi
non si trovano mai esattamente sottomesse fenomeni isolati alcuni de’ quali sono doppi,
;

alla linea mediana. 1 reni differiscono 1’ uno e possono a vicenda supplirsi come ne abbia-
dall’ altro per la loro posizione, pel nume- mo esempio nei reni e nei polmoni. Non —
ro dei loro lobi nel feto, per la lunghezza e la cercherò la causa di questa differenza, che di-
grossezza delle loro arterie e delle loro vene, stingue nell’uomo, e negli animali a lui affini
e soprattutto per la loro frequente varietà nei gli organi delle due vite; osserverò solamen-
diversi individui. — Queste numerose consi- te, che essa entra essenzialmente nell’ordine
derazioni ci conducono evidentemente ad un dei loro fenomeni, e che la perfezione delle
risultato inverso dal precedente, cioè che l’at- : funzioni animali è legata in modo alla simme-
tributo speciale degli organi della vita inte- tria generalmente osservata nei loro organi
riore è riposto nell’irregolarità delle loro for- rispettivi, che tutto ciò, die disturba una tal
me esterne. simmetria, altera più o meno queste funzioni.
Conseguenze che risultano dalla
§. III. — E da tale proprietà nasce, senza dubbio,
differenza delle forme esterne negli organi quest’ altra differenza tra gli organi delle due
delle due vite. —
Dalle osservazioni or ora

vite, cioè che la natura assai più di rado per-


esposte risulta chiaramente, che la vita ani- mette delle alterazioni nella conformazione
male è, per così dire, doppia, e che suoi feno- i degli organi spettanti alla vita animale che in
meni benché contemporaneamente operati dai quelli proprii della organica. Grimaud si era
due lati, formano in ciascuno di essi un siste- già servito di questa osservazione senza indi-
ma indipendente da quello del Iato opposto : care il principio, da cui dipende il fatto eh’ es-
che vi è, se è lecito così esprimermi, una
vita destra ed una sinistra, delle quali 1’ una
sa cipresenta. —
A qualunque anatomico, i!
quale abbia anche per poco estese le sue dis-
può ancorché cessi 1’ azione dell’ al-
esistere, sezioni non può non essere sfuggita l’osserva-
tra, e che esse senza dubbio sono destinate a zione sulle frequenti variazioni di forma, di
supplirsi reciprocamente. —
Questo si osser-
va appunto in quelle tanto comuni affezioni
grandezza, di posizione, di direzione degli or-
gani interni, del fegato, della milza, dello sto-
morbose, nelle quali la sensibilità e la moti- maco, dei reni, degli organi salivali, e simili,
lità animale indebolite, ed anche del tutto E tali sono le varietà nel sistema vascolare, che
cessate in una delle metà simmetriche del cor •
due individui difficilmente offrono la stessa-
po, più non si prestano ad alcuna relazione disposizione all'occhio dell’ anatomico. Nes-
con ciò che ci circonda. In tali malattie è l’uo- suno cosi ignora, che gli organi dell’ assorbi-
mo in una parte del corpo ridotto allo stato mento, le ghiandole linfatiche specialmente, sì
di vegetale, intanto che egli
conserva dal- trovano rare volle disposte in due individui
NEL LB DUE VITE

•coila proporzione di numero, di volu-


siessa sterne, così P ar-
e nella interna struttura;
me, e viadicendo e che le ghiandole mucose
;
monia diventa la conseguenza della sim-
mostrano non mai una posizione fìssa ed ana- metria, essendo cosa impossibile, che due par-
loga. —Nè solo ciascun sistema separatamen- ti essenzialmente simili per la loro struttura,

te esaminato è soggetto a frequenti aberra- differiscano fra loro nel modo d’agire. Da
zioni, ma il complesso pure degli organi della tale ragionamento siamo condotti ad un
V'ita interna trovasi qualche volta in un ordi- dato generale, cioè, che l’armonia costituisce
ne opposto a quello che gli è naturale. Si — il carattere delle funzioni esterne ; e che la
recò nel mioanfiteatro un fanciullo, che aveva dissimiglianza forma l’attributo delle funzio-
vissuto parecchi anni con un generale rove- ni organiche; ma su tal punto si rendono ne-
sciamento dei visceri digestivi, cireolatori!, cessari più estesi rischiarimenti.
respiratori! e secretorii a destra si osservava §. 1. Dell armonia di azione nella vita,

:

10 stomaco, la milza, P S del colon, l’apice del animale. —


Abbiamo già fatto conoscere co-
cuore, 1’ aorta, il polmone a due lobi, e simili; me la vita esterna risulti dalle azioni succes-
si trovavano a sinistra il fegato, il cieco, la ba- sive dei sensi, dei nervi, del cervello, degli
se del cuore, le vene cave, 1’ azigos, ilpolmo- organi locomotori e vocali ; considereremo
ne di tre lobi ec. Mostravano pure un ordine ora l’armonia di azione in ciascuna di queste
inverso tutti organi situati sotto la linea
gli grandi divisioni. —
La precisione delle nostre
mediana, come il mediastino, il mesenterio, i! sensazioni sembra essere tanto più perfetta
duodeno, il pancreas, le divisioni dei bronchi. quanto più corrispondono tra lorde due im-
Molti autori hanno fatto cenno di tali Iraslo- pressioni che le costituiscono. Noi in fatti ve-
camenti di visceri, ma io non conosco un altro diamo male e confusamente quando uno de-
esempio così compiuto. Se osserviamo ora — gli occhi, meglio organizzato e più attivo
gli organi della vita animale, i sensi, nervi, i dell’ altro, risente anche più fortemente le
11 cervello, i muscoli volontari, la laringe, li impressioni esterne, e trasmette al cervello
troveremo tutti esattamente e rigorosamente immagini più vive. Per la stessa ragione sia-
disposti nella forma, grandezza e posizione mo obbligati di chiudere un occhio quan-
loro determinata nè giammai ci occorre di
;
do l’azione dell’altro è accresciuta artificial-
osservare in essi varietà di conformazione. mente da lente convessa onde evitare la ,

Che se dessa ha luogo, le funzioni sono distur- confusione che ne segue dalla tolta armonia
bate ed anche distrutte mentre quelle della ; tra i due organi, per l’uso della lente. Ma !o
vita organica rimangono ancora le stesse an- strabismo ci offre naturale P esempio artifi-
che in mezzo alle alterazioni delie varie sue cialmente prodotto dalle lenti. Noi guardiana
parti. — Tale differenza tra gli organi delle
• bieco, dice Buffon, perchè storniamo l’occhio
due vile procede evidentemente dalla sim- più debole dall’oggetto, su cui si fissa il più
metria degli uni, la quale sarebbe stata dal forte, onde evitare la confusione che nasce-
minimo cambiamento di conformazione al- rebbe nella percezione di due immagini dis-
terata, e dalla irregolarità degli altri, la qua- uguali. —
Egli è vero che molte altre cause
le permette assai bene questidiversi can- concorrono a produrre quest’affezione, ma
giamenti. — - Le funzioni di ciascun organo, non può cadere alcun dubbio sulla realtà del-
nella animale, dipendono immediata-
vita la già addotta. Egli è pur vero che in diversi

mente dalla sua rassomiglianza coll orga- 1


animali può ciascun occhio agire isolatamen-
no simile del lato opposto, se esso è doppio; te che in certe specie
;
due occhi trasmet-
i

o dalla uniformità di struttura delle sue metà tono nello stesso tempo due diverse immagi-
simmetriche, se è semplice; dal che si conce- ni; ma ciò non toglie, che allorquando que-
pirà facilmente l’ influenza dei cangiamenti stiorgani riuniscano la loro azione sullo stes-
organici sull’ alterazione delle funzioni. Ma so oggetto, le due impressioni ch’essi trasmet-

ciò diverrà più facile a comprendersi quando tono al cervello, non debbano essere fra loro
avrò indicalo i rapporti che esistono tra la analoghe. E siccome il risultato di tali ira-
simmetria o 1’ irregolarità degli organi e l’ar- pressioni deve essere un unico giudizio, que-
monia o la discordanza delle funzioni. sto non potrà riescil e esatto, se lo stesso cor-
po si presenti al cervello nello stesso tempo
ART. Tir. DIFFERENZA GENERALE DELLE DITE e con colori forti e deboli, secondo che esso
VITE AVUTO RIGUARDO AL MODO d’ AZIONE si dipinge sull’ una o su P altra retina. —
DEI LORO ORGANI RISPETTIVI. Quello che diciamo per l’occhio, conviene
esattamente per l’orecchio; poiché se del-
L’ armonia è per le funzioni degli or- le due sensazioni che compongono P udito,
gani ciò che la simmetria è per la loro con- P una è ricevuta da uu organo più forte e
formazione suppone quella una perfetta
; meglio sviluppato, essa produrrà una impres-
eguaglianza di forze e di azioni, mentre que- sione più chiara e più distinta; sicché il cer-
1
sta indica un esatta analogia nelle forme e- vello diversamente eccitato da ciascuna di es*

%
G DIFFER E N Z A GENERAL L

se, diverrà ! a sedo di una percezione imper- arresta di nuovo. Il primo riceve dalle ema-

fetta. Questo è quello, che costituisce l'orec- nazioni odorose una viva impressione, intan-
chio quindi comprendiamo perchè uno
falso, e to che gli organi del secondo la -risentono con
si risenta facilmente di certa dissonanza , che confusione; confusione dipendente dalla ine-
1
per nulla è da un altro avvertita. Il primo di guaglianza d azione delle due narici, dalla
essi, in cui le due impressioni dello stesso superiorità d’organizzazione dell’ una, e dal-
suono si confondono precisamente in una sola, la debolezza dell’ altra. E che ciò sia real-

sicché questa risulta esatta e rigorosa, distin- mente verrà dalle seguenti osservazioni pro-
gue il minimo difetto nel canto in tantoché ;
valo. —
- Nella corizza, che prende una soia
l’altro, in cui le due orecchie, offrendo sen- narice, se tutte e due restano aperte , 1’ odo-
sazioni diverse, producono percezioni abi- rato è confuso: ma diviene distinto se si chiu-
tualmente confuse, non è capace di distingue- da la narice ammalata. Un polipo sviluppato
re il difetto di armonia nei suoni. (Tale sup- in un lato ne indebolisce l’azione della pitui-
posizione è certamente ingegnosa , ma non taria rimanendo inalterata quella dell’altra;
-veritiera; ed infatti se la mancanza di giu- dal che, come nel caso precedente, nasce un
stezza dell' udito, procedesse dall’inegual for- difetto d’ armonia tra i due organi; e per-
za dei due organi, rimedierebbesi a questo ciò ne segue la confusione nella percezione
difetto, giovandosi di un solo orecchio ma ;
degli odori. Così la maggior parte delle affe-
l’esperienza dà un risultato diverso. Non di- zioni di una sola narice è seguita da analoghi
scuteremo riguardo allo slessoprincipio d’ine- risultati,che ponno essere momentaneamen-
guaglianza negli organi, la spiegazione dello te corretti col mezzo indicato, con cui, ren-
strabismo ma relativamente alla esatta valu- dendo inattiva una delle pituitarie, si toglie
;

tazione dei colori, codesto principio non rie- h sua discordanza d’azione coll’altra. Se —
sce men fallace, di quello lo è applicato alla adunque una causa qualunque accidentale,
giusta valutazione dei suoni. Conosco un uo- che tolga 1’ armonia delle funzioni degli or-
mo che non giunse mai a distinguere 1’ az- gani, si rende capace di produrre confusione
zurro del cielo dal verde di mare neppure
,
nelle percezioni degli odori , possiamo a ra-
chiudendo un’occhio. Nota di Magendie). Per gione credere assai probabile , dover esiste-
la stessa ragione pure mentre P uno coordina re un’ineguaglianza naturale di conformazio-
sempre la conca tenazione della sua danza colla ne e di forza nelle narici, allorché le perce-
successione delle misure, P altro al contrario zioni dell’ odorato sono naturalmente inesat-
1
combina costantemente agli accordi dell or- te. Del gusto diremo ciò che si disse del-
chestra la discordanza de suoi passi., Buf-
1
— l’olfato; poiché in esso pure accade soven-
fon ha limitato le sue considerazioni intorno te di osservare uu lato solo della lingua preso
all’armonia di azione, alla vista ed all’ udito da paralisi, o da spasmo, per cui pare, che la
soltanto noi però ne estenderemo P esame a linea mediana separi qualche volta una parte
;

tutta la vita animale. Nell'odorato , come — insensibile dall’ altra, che conserva ancora la
negli altri sensi, dobbiamo egualmente di- propria sensibilità Che se questo avviene
.

stinguere due impressioni P una primiti- : quando l’affèzioue è in allo grado, niente osta
va, che non appartiene che all'organo, l’altra il credere dover pure avvenire lo stesso sotto

consecutiva risentita dal sensorio. E dobbia- un minimo grado morboso ; dover accadere
mo intorno a queste due impressioni osserva- cioè, che mentre un lato conserva perfetta la
re, che mentre la prima rimane sempre la facoltà di percepire i sapori, l’altro goda di essa
1
stessa, può la seconda variare ne suoi effetti ;
in grado inferiore. In questo caso il gusto di-
per cui quel medesimo odore, che allontana verrà irregolare e confuso ; e ciò perchè due
molte persone da un luogo, ne attira ad esso sensazioni ineguali, benché indotte dallo stes-
molte altre. Non dipende già questo dal di- so oggetto, non possono avere per conseguen-
verso modo di sentire della pituitaria; ma da za una percezione precisa ed esalta. Dal che
ciò piuttosto, che 1’ anima ha la facoltà di an- nasce, che certi corpi di oscuro sapore a mol-
nettere sentimenti diversi ad una identica ti, riescono causa di aggradevoli o dolorose
impressione ;
per cui in tale caso la varietà di sensazioni a molti altri. —
Il tatto pure, come
risultalo non suppone varietà nel suo princi- gli altri sensi lega la sua perfezione alla uni-
pio. Qualche volta però P impressione nata formità di azione delle due metà simmetriche
sulla pituitaria differisce realmente da ciò del corpo , e particolarmente delle due mani.
1
eh essa dovrebbe essere per la perfezione del- Supponiamo, che un cieco nasca con una ma-
la sensazione ; così di due cani che seguono no regolarmente organizzata, e coll’ altra, che
la stessa uno non ne perde mai
preda ,
1’
priva dei movimenti d’opposizione del polli-
la traccia e batte sempre la stessa sua stra- ce, e di flessione delle dita, presenti una su-
1
da mentre 1’ altro che pure P insegue, s ar-
;
perfìcie rotonda ed immobile. Esso non acqui-
resta soventi, ne perde, come dicesi, la peda- sterà che difficilmente le nozioni di grandez-
1
ta, esita e s affatica di ritrovarla, corre, e si za, di figura, di direzione, esimili, perchè

« !
DELLE DUE VITE
1
l mani sullo
applicazione successiva delle due che e’ indicano uno stalo particolare di qual-
stesso corpo non produrrà una medesima sen- che organo interno, nella guisa stessa che i
sazione. Così, per esempio, facciamo che am- sensi esterni ci danno a riconoscere le pro-
be le mani tocchino una piccola sfera 1’ una
; prietà e lo stato dei corpi esterni. Nota di Ma-
abbracciandola esattamente nelle estremità di gendie). Supponiamo di fatti l’un emisfero più
tutti suoi diametri farà nascere l’idea di
i
perfettamente organizzato dell’altro, e meglio
rotondità; mentre l’altra, che non viene in sviluppato in tutti suoi punti senza dubbio
i
;

contatto con essa che in qualche punto sol- risentirà esso più vive le impressioni ricevute,
tanto, darà una sensazione affatto differente. per cui la percezione non potrà non essere
Incerto, in tal modo, il cieco tra queste due confusa, essendo il cervello per l’anima quel-
basi del suo giudizio, non potrà che difficil- lo, che i sensi sono pel cervello ; trasmet-
mente proferirlo anzi potrà egli far corri-
; tendo cioè questo a quella gli scuotimenti ri-
spondere a questa doppia sensazione un dop- cevuti dai sensi nello stesso modo che i sensi
:

pio giudizio sulla forma esterna del medesi- estendono al cervello le impressioni prodotte
mo corpo. Saranno al contrario le sue idee dai corpi esterni. Ragion vuole adunque che
assai più precise, qualora egli condanni 1’ una se il difetto di armonia nel sistema esterno
delle sue mani all’inazione; non altrimenti dei sensi turba la percezione del cervello, l’a-
dello strabitico, il quale, onde fuggitela con- nima pure percepisca con confusione allorché
fusione, inevitabile effetto della diversità delle i due emisferi, di forza ineguale, non concen-
due sensazioni, svia f occhio più debole dal- trano in una sola la doppia impressione rice-
1’oggetto che osserva. Anche le mani adun- vuta. —Nella memoria, facoltà di riprodurre
que si suppliscono 1’ una 1’ altra reciproca- antiche sensazioni nella immaginazione, fa-
;

mente, poiché I’ una conferma le nozioni date coltà di trovarne delle nuove, ciascun emisfe-
dall’altra, per il che richiedesi essenzialmen- ro sembra riprodurne o crearne una. Ma sup-
te 1’ uniformità della loro conformazione. posti essi non perfettamente simili, la perce-
Le mani però non costituiscono gli unici zione delfanima che deve riunirle sarà inesat-
agenti del tatto: potendo anche le piegature ta ed irregolare, ineguali essendo le due sen-
dell’ antibraccio, delle ascelle, degli inguini, sazioni per la dissimiglianza degli emisferi
la concavità del piede, e simili, fornirci egual- che ne sono la sede. E siccome la percezione,
mente, abbracciando i corpi, delle basi reali , la memoria, e l’ immaginazione costituiscono
benché meno perfette, dei nostri giudizii sul- labase ordinaria della facoltà del giudicare :

le fo rme esterne dei corpi medesimi. Suppo- questa non potrà essere esatta e distinta, con-
niamo ora che una metà del corpo nostro sia fuse essendo le altre. — Abbiamo così suppo-
diversamente dall’ altra disposta, ed avremo sto l’ineguaglianza di azione dei due emisfe-
pure in tal caso la stessa incertezza di risul- ri : abbiamo provato dover essere tale ine-
tato nella percezione del tatto. —
Dal fin qui guaglianza causa di difetto nelle funzioni in-
esposto possiamo francamente conchiudere : tellettuali ; resta ora stabilire col fatto la
essere nell’apparato del sistema sensitivo ester- realtà della nostra supposizione; al che con-
no condizione essenziale alla perfezione delle corre una immensa folla di casi. Niente havvi
sensazioni armonia d’azione dei due organi
1’ di più comune, in fatti, quanto l’osservare
simmetrici, o delle due metà simili dello stes- numerose alterazioni nella memoria, nell’im-
so organo. —
I sensi esterni costituiscono le maginazione, nel giudizio indotte dalla com-
naturali cause eccitatrici delle funzioni cere- pressione di un emisfero operata dallo strava-
brali, le quali nella vita animale ad essi succe- so di sangue, o di pus, dalla depressione di
dono costantemente e le quali cadrebbero in
;
un osso, da un’ esostosi interna elei cranio c
una perpetua inazione, se non trovassero in essi simili. E tali alterazioni persistono pure lun-
ilprincipio della propria attività. Dalle sensa- go tempo, se, anche cessalo ogni segno di
zioni vediamo nascere immediatamentela per- compressione, uno dei Iati del cervello più
cezione, la memoria, 1’ immaginazione, e lo debole rimanga per l’ influenza della lesione
stesso giudizio per cui riesce facile il compren-
;
sofferta dal che avremo come funeste conse-
;

dere come queste diverse funzioni, distinte col guenze diverse alienazioni nelle facoltà del-
nome di sensi interni seguir debbano nel
, l’ intelletto. Che se poi due lati restassero
i

loro esercizio le stesse leggi stabilite per gli egualmente lesi, il giudizio riescirebbe piu
esterni per cui, come questi, essi sono tan- debole, ma più esalto. (Non si comprende co-
to più vicini alla perfezione, quanto più le me il giudizio può essere debole od energi-
parti dell’organo, che uè costituisce la sede, co, ove pure non intendasi dire con ciò che
sono fra loro perfettamente simmetriche. esso è abitualmente falso o giusto. Avrà giu-
(Non puossi, senza confondere tutte le nozioni dizio esatto quegli che coglie comunemente ì
che abbiamo dei sensi, dare tal nome alla me- veri rapporti tra le cose, e ciò riesce indipen-
moria, alla immaginazione, al giudizio; potreb- dente dal numero e dalla varietà delle idee
be»! al più nomare scusi interni certe sensazioni sopra cui deve pronunciare. Colui al quale
8 DIFFERENZA GENERALE
pochi rapporti avrà poca immagi-
affacciatisi dalla perfezione di organizzazione, dall’ atti-
nazione; ma se tali rapporti sono veri, non vità di nutrizione e di vita di ciascun musco-
1
potrassi dire eh abbia giudizio debole. Nola lo; questa è il risultato dell’abitudine, e del
di Magendie Ed è per tal ragione , che
)
. frequente esercizio. Osserviamo ora , che la
possiamo spiegare la causa di molte osser- discordanza degli organi locomotori deve es-
vazioni soventi riferite, dalle quali risulla sere riferita alla agilità, non già alla forza.
essere stato un colpo, portato ad un lato del Tutto è eguale nel volume, e nel numero del-
capo, valevole a ristabilire le funzioni intel- le dell’ uno e dell’ altro dei
fibre, nei nervi
lettuali, giàda gran tempo turbate per altro membri superiori o inferiori ; e pressoché
colpo ricevuto a! lato opposto. — Credo in nulla è pure la differenza che riscontrasi nel
tal modo di aver stabilito, che sopposta l’ine- loro sistema vascolare- Dal che ne segue, che
guaglianza di azione degli emisferi , le fun- tale discordanza è nulla , o quasi nulla in na-
zioni intellettuali devono essere per necessa- tura ;
come manifesta conseguen-
e che nasce
ria conseguenza turbate ; ed ho indicato di- za delle ‘nostre sociali abitudini, le quali, mol-
versi casi morbosi, in cui tale turbamento co- tiplicando movimenti di un lato
i aumenta- ,

stituisce il risultato evidente di questa ine- no in questi la destrezza, senza molto aggiun-
guaglianza. Appaiono qui chiari 1’ effetto eia gere alla forza. — Tali sono in fatti bisogni i

causa, per cui dove il primo è apparente, ci della società, eh’ essi rendono necessari certi
viene dall’analogia indicata la seconda. Quan- movimenti generali, i quali devono essere
do adunque il giudizio riesce abitualmente ovunque eseguiti nella stessa direzione onde
inesatto, che tutte le idee mancano di preci- poterci più facilmente intendere ; si è per ciò
sione, potremo senza tema di errore ammet- convenuto, che tale direzione sarà quella di
tere un difetto d’ armonia tra i due lati del sinistra a destra. Le lettere in fatti compo-
cervello. Se vediamo bieco allora quando nenti la scrittura della maggior parte dei po-

discordano Ira loro le forze dei due occhi , poli sono dirette in questo verso e tale cir- :

dobbiamo egualmente percepire, e giudicare costanza richiede la necessità di impiegare per


malamente se gli emisferi cerebrali sono tra formare queste lettere la mano destra, la qua-
loro naturalmente discordanti ; per cui lo spi- le riesce assai meglio adattala a questo modo
rito il più giusto, ed il giudizio più sano sup- di scrittura siccome la sinistra converrebbe
:

pongono sempre 1’ armonia più compiuta infinitamente meglio al modo opposto, del
negli organi dell’intelletto. (Molte persone che può ognuno facilmente colla prova con-
hanno gli occhi dotati d’inegual forza, e pure vincersi. Alla direzione poi delle lettere da
la loro visione si eseguisce con tutta Chiarez- sinistra a destra segue la legge di percorrerle
za e precisione. Nota di Magendie). E siccome nello slesso modo anche cogli occhi ;
e dalla
infinite gradazioni occorrono nelle operazioni abitudine di leggere in tal modo nasce quella
di esso, così devono esse supporsi corrispon- di esaminare la maggior parte degli oggetti
denti ad altrettante varietà delle relative forze secondo questo verso. Anche la necessità —
delle due metà del cervello. Che potessimo
se dell’ unione nei combattimenti ha determi-
ricevere le impressioni esterne con un solo nato ad impiegare generalmente la mano de-
emisfero, non che impiegare un lato solo del stra pel maneggio delle armi siccome l’ar- ;

cervello per prendere delle determinazioni, o monia che dirige la danza nei popoli più i

per giudicare, avremmo allora in nostro po- selvaggi richiede un certo accordo nelle gam-
tere anche E aggiustatezza delle nostre ope- be, il quale è conservato facendo sempre di-
razioni intellettuali ; Io che però è impossi- rigere a destra i movimenti principali ai
bile affatto mancandoci tale facoltà. — Con- quali esempi io potrei aggiungerne un im-
;

tinuando nell’esame intorno all’ armonia menso numero d’analoghi. — Questi movi-
di azione nel sistema della vita animale, tro- menti generali convenuti tra gli uomini nel-
viamo succedere alle funzioni del cervello l’ordine sociale, i quali eseguiti in diverso
quelle della locomozione e della voce; di cui senso romperebbero l’armonia di una folla
la prima può sembrare, forse a primo aspet- d’azioni, questi movimenti, dico, ci obbliga-
to, allontanarsi dalla legge generale dell’ ar- no inevitabilmente, per l’influenza dell’abi-
monia di azione. Se in fatti consideriamo le tudine, ad impiegare le membra da essi posti
due mela verticali del corpo, troviamo l’una ,in azione anche pei nostri movimenti parti-
costantemente superior# all’altra per l’esten- colari. Ed essendo tali membri per appunto
sione, pel numero, e per la facilità dei movi- situate a destra, ne risulta, che dessi sono
menti che eseguisce; e, come a ciascuno è no- sempre in attività, sia ciò pei bisogni relativi
to, la parte destra è per lo più quella che ai movimenti che eseguiamo di concorso
mostrasi in ciò superiore alla sinistra. —
'Per cogli altri individui, sia pei bisogni personali.
comprendere la ragione di questa differenza, E siccome dall’ abitudine di agire si perfezio-
bisogna distinguere in ogni specie di movi- na azione, così questo deve essere causa
1’

mento la forza e l’agilità; quella dipende della prevalenza in agilità del membro destro
DELLE DUE V ITE
9
sul sinistroprevalenza, che non devesi ere-
; le dei fisiologi e da Haller in particolare,
,

dere come primitiva, ma portala in un modo addotta come causa


dei suo difetto d’ armo-
lento, e pressoché insensibile dal continuo nia, la discordanza delle due metà simmetri-
uso. —
Non devesi adunque considerare co- che della laringe, 1’ ineguaglianza di forza nei
nte naturale questa rotabile differenza delle muscoli che muovono le arilnoidi, la dispa-
due metà simmetriche del corpo, e non de- rità di azione nei nervi che vanno a ciascun
1
vesi per ciò considerare come un eccezione lato di quest’organo, la differenza di rifles-
1
della legge generale dell armonia di azione sione dei suoni nelle narici e nei seni destri
delle funzioni esterne. E ciò è sì vero, che il o sinistri. Può senza dubbio la voce falsa es-
complesso dei movimenti, eseguiti con tutte sere ancora prodotta dall’ udito ; poiché se
le nostre membra, riesce tanto più preciso , noi sentiamo toni falsamente, dobbiamo pu-
s

quanto meno l’agilità dei muscoli destri dif- re falsamente cantare ma allorché il diletto
;

ferisce da quella dei sinistri. Per ciò alcuni di precisione nei suoni coincide colla esattez-
animali corrono arditamente sopra dirupi tali, za dell’ udito, dovrassi senza dubbio alcuno
che facilmente, dietro la minima deviazione , cercare la causa di tale difetto nella laringe.
li farebbero precipitar negli abissi ; ed altri —= Conchiudiamo adunque, dover essere più
si muovono massima celerità e precisio-
colla armoniosa quella voce che sarà ad egual gra-
ne su piani appena eguali in larghezza al- do prodotta dalle due parti della laringe ,
T estremità delle loro membra. Per questo nella quale eguaglianza Se vibrazioni di un
pure gli animali anche i più pesanti, non va- lato, perfettamente simili per Io numero, per
cillano mai nel loro cammino, lo che spesso la forza <? per la durata a quelle del Salo op-
avviene all’ uomo e ciò perchè, nulla quasi
; posto, si confondono con Soro onde produrre
essendo la differenza tra gli organi locomoto- 10 stesso suono non altrimenti che assai per-
;

ri, d ambo i lati, essi trovatisi in una costan-


1
fetto diventa quel suono, il quale è prodotto
te reciproca armonia di azione. Da ciò pu-— -
da due voci esattamente identiche nel grado*
re ne segue, che 1' uomo meno abile nei mo- nei timbro, nella flessione. Dalle numerose —
vimenti isolali della parte destra, gode di as- considerazioni fin qui presentale ne segue ,
sai maggiore agilità nei movimenti di lutto il cred’ io, questo generale resultato: che cioè,
corpo poiché, come potrò altrove compro-
: uno degli essenziali principi! della vita ani-
male, è riposto nell’armonia di azione dei due
1
vare, la perfezione di una parte non s acqui-
1
sta giammai che a spese di quella delle altre. organi analoghi , o dei due lati dell orga-
E così un fanciullo che si ammaestrasse a far no semplice, che concorrono allo stesso seo^
uso eguale delle sue quattro membra, godreb- po. E si scorgeranno pure da esse facilmente,
1
be ne suoi movimenti generali di quella pre- senza la necessità d’ indicarlo, quali rapports
cisione, che non può egli acquistare per l’uso esistano tra questa armonia di azione, ^carat-
e pex movimenti particolari della mano destra tere delle funzioni, e la simmetria di forma,,
resi necessari scherma e
dalia scrittura, dalla attributo degli organi della vita animale.

simili. — Non nego avere qualche naturale Devo però, onde por fine a questo paragra-
circostanza influito sulla scelta della direzione fo, avvertire, che indicando in esso le diver-
dei movimenti generali richiesti dalle abito- se alterazioni che risultano nella vita animale
dìni sociali; tali potrebbero essere la leggier dal difetto di armonia degli organi , non ho
prevalenza di diametro della suclavia destra , preteso di assegnare se non se una causa iso-
il sentimento di stanchezza che accompagna lata di tali alterazioni conoscendo come ol-
;

la digestione, e che più sensibile a sinistra tre la discordanza dei due emisferi del cer-
per la maggiore estensione dello stomaco a vello, mille Mire circostanze possono alterare
questo lato, ci determina ad agire durante un 11 giudizio, la memoria, e via dicendo.

tal tempo coi lato opposto tale può essere §. II. Discordanza di azione nella vita

;

ancora i’ istinto naturale, che nelle vive affe- organica Paragoniamo ora ai fenomeni
.

zioni ci fa portare la mano sul cuore, a cui la della vita esterna quelli della vita organica; e
destra si dirige assai più facilmente delta si- vedremo nessuna influenza esercitarsi su que-
nistra. Ma tali cause sono pressoché nulle in sti dall' armonia di azione. Niente importa in

confronto alla sproporzione dei movimenti falli che un rene più attivo dell’ altro separi
delle due metà simmetriche del corpo; per maggior copia che un polmone me-
di urina;
cui sotto un tale rapporto sarà sempre vero glio sviluppato riceva in un dato tempo mag
il dire: essere la loro discordanza un effetto so- gior quantità di sangue venoso, e mandi pure
ciale: ed averle la natura primitivamente sla- maggior copia di sangue arterioso niente ;

bi! ite per una perfetta armonia di azione.- -La — importa, che le ghiandole salivari sinistre si
voce forma colla locomozione 1’ ultimo aito distinguano per un minor grado di forza or-
della vita animale nella concatenazione natu- ganica dalle destre. La stessa unica funzione,
rale delle sue funzioni. E intorno ad essa a cui concorre ciascun paio d’organi , non e
indicheremo essere stala dalla maggior par-
: meno regolarmente esercitata, por cui se un
Elicici Mccl d
IO DIFFERENZE GENERALI

legger ingorgo occupi uno dei lati del fegato, male da quelli della vita organica, l’asso ora
1
della milza, del pancreas, la porzione sana vi all esame di un altro, la di cui importanza

supplisce, e la funzione non è turbala. Anche


1
. non è minore del primo; cioè dell intermit-
la circolazione rimane la stessa in mezzo alle tenza periodica delle funzioni esterne, e della
frequenti varietà del sistema vascolare dei due non in terrò Ita continuità delle funzioni interne.
lati del corpo, sia che tali varietà esistano na- §. I. Continuità d' azione nella vita or-
turalmente, sia ch’esse dipendano da qualche ganica. —È sì vero che la respirazione e la
artificiale obliterazione dei grossi vasi, coinè circolazione devono essere continuamente e-
1
nell aneurisma. —
Per ciò occorre, come già sercitale , che quelle cause dalle quali esse
si disse, di osservare gran numero d’ irrego- vengono sospese, valgono pure, per poco che
larità di struttura, e molli vizi di confor- esse siano prolungate, a sospendere ed anche
mazione nella vita organica senza alcuna di- a distruggere la vita. Tutte le secrezioni —
scordanza nelle funzioni. Per ciò nasce la del pari sono senza interrompimenlo eserci-
quasi continua successione di modificazioni, tate ; e se pur si osserva in esse qualche pe-
1
le quali estendendo o ristringendo a vicenda riodo d intermittenza come avviene della se-
la sfera di queste funzioni, non le lascia pres- crezione della bile fuori del tempo della di-
soché mai in uno stato fisso. Le forze vitali gestione, della saliva fuori di quello della ma-
così, e gli stimoli che li chiamano ad attività, sticazione, ed altri, tali periodi hanno solo
continuamente variabili nello stomaco , nei riguardo alia intensità, non già all’intero e-
reni, nel fegato, nel polmone, nel cuore, e si- sercizio delle funzioni. L’esalazione e l’as-
mili, determinano una perenne
instabilità nei sorbimento si succedono a vicenda perenne-

loro fenomeni. E
mille cause in oltre possono mente ; la nutrizione non è giammai inattiva,
ad ogni istante accrescere del doppio, del tri- e il doppio movimento di assimilazione e di
plo P attività della circolazione e della respi- disassimilazione, da cui essa risulta, non fini-
razione , accrescere o diminuire la quantità sce che col termine della vita. In questa —
della bile, deli’ urina, della saliva, sospendere, continua concatenazione dei fenomeni organi-
od accelerare la nutrizione di una parie. In tal ci, ciascuna funzione trovasi in una immediata
guisa la fame, gli alimenti , il sonno, il movi- dipendenza con quella che la precede. Fra
mento, il riposo, le passioni, e simili, imprimo- esse poi, la circolazione, come centro di tutte,
no queste funzioni una tale mobilità, ch’esse
a è sempre immediatamente legata al loro eser-
passano ciascun giorno per cento gradi diversi cizio sicché tutte vanno a languire, se dessa
:

di forza o di debolezza. —
- Nella vita animale viene turbata ,
e cessano affatto, se essa si so-
al contrario tutto è costante, uniforme e re- spenda non altrimenti, che le
;
numerose ruote
golare ; non potendo le forze vitali dei sensi di un orologio arrestano i loro successivi mo-
provare, come le interne, tali alternative di vimenti, tosto che la molla, che le mette in
modificazioni, o non provandole, almeno, in esercizio, sia resa immobile. Nè solo 1’ azione
un grado così sensibile. Queste forze, in fatti, generale della vita organica è strettamente
vengono da abituali rapporti unite alle forze 1
legata all azione particolare del cuore, ma le
fìsiche reggenti i corpi esterni, i quali restano singole funzioni pur anco sono isolatamente
perennemente gli stessi nelle loro
variazioni ;
colle altre tutte concatenate così non havvi
;

altrimenti sarebbe un tal rapporto distrutto, digestione senza secrezione , non si dà assor-
e la funzione annichilata. —
Che se tale mo- bimento senza esalazione , e mancherebbe ai-
bilità, propria soltanto della vita organica, fatto la nutrizione col togliere la digestio-
fosse anche attributo delle sensazioni, essa lo ne. —
Possiamo adunque stabilire, come ca-
dovrebbe egualmente essere e della percezio- rattere generale delle funzioni organiche, la
ne e della memoria e dell’ immaginazione e loro continuità, e la mutua dipendenza in cui
del giudizio , e in conseguenza anche della le une colle altre si trovano.
volontà. In tal caso che sarebbe mai 1’ uomo? Intermittenza d? azione nella vita
§. II.
Attratto da mille opposti movimenti, giuoco animale. —
Consideriamo al contrario cia-
• *

perpetuo di tutto ciò che lo circonda egli ,


scun’ organo della vita animale nell’ esercizio
vedrebbe la sua esistenza, or vicina a quella delle sue funzioni e vedremo sempre in es- ,

dei corpi bruti, or superiore a quella di cui so le alternative di attività e di quiete, le


gode attualmente, combinare ciò che la ma- compiute intermittenze, e non già le remit-
teria presenta di più vile, a quello che l’ intel- tenze, come incontrano in alcu-
quelle che s’

ligenza mostra di più sublime. ni fenomeni organici. Ciascun senso stan- —


co per le lunghe sensazioni diventa momen-
ARTICOLO QUARTO. —DIFFERENZE GENERALI DEL-
taneamente inetto a riceverne delle altre. Così
LE DUE VITE AVUTO RIGUARDO ALLA DURATA 1’ orecchio non 1’ oc-
è più eccitato dai suoni,
DI LORO AZIONE.
chio si chiude alla luce, i sapori non irritano
Ho
qui indicato uno dei grandi carat-
fin più la lingua, la pituitaria fissi insensibile agli
teri che distinguono i fenomeni della vita ani- odori, il tatto diventa ottuso per la sola ra-
DELLE due vite i t

gìone, che le rispettive funzioni «li questi di- re. -—Fra questi due estremi
riscontrano si

versi organi si sono per qualche tempo eser- molti gradi intermedi ; poiché ora, sospese
citate. —
Affaticato il cervello dal continuo soltanto le sensazioni , la percezione, la loco-
1
esercizio della percezione, dell immaginazio- mozione e la voce, continuano ancora il loro
ne, della memoria o della meditazione, sente esercizio P immaginazione , la memoria e ii

il bisogno di ristorare le proprie forze, me- giudizio; ora all


1
esercizio di queste facoltà,
diante una sospensione d’azione proporzio- ancora attive, sì aggiunge pur quello della
1
nata alla durata d attività, che ha preceduto, locomozione e della voce. Ed è questo il caso
senza di che non può esso più rendersi attivo. del sonno perturbato ed interrotto dai sogni,
— Ciascun muscolo del pari dopo forti con- i quali altro non sono se non se parte della ,

trazioni non si presta più al contrarsi, se non vita animale sfuggita dallo stupore in cui l’al-
dopo essere stato per qualche tempo nello tra porzione è immersa. Avvien pure talora,
stato di rilassamento : da! che deriva la ne- che tre o quattro sensi soltanto cessano la
1
cessità d intermittenza della locomozione e loro comunicazione cogli oggetti esterni; co-
della voce. — * Egli è adunque un Carattere me in alcune specie dì sonnamholismo, in cui
proprio di ciascun organo della vita animale, alla superstite azione del cervello, dei muscoli
quello di cessare d’ agire dopo l’ esercizio, e della laringe, si unisce quella , sovente as-
perchè affaticandosi esso, e perdendo le pro- sai distinta dell’ udito e del tatto — - Nora
prie forze, ha bisogno di ripararle. -Tale — ,

possiamo adunque considerare il sonno sicco-


intermittenza nella vita animale può essere me uno stato costante e invariabile ne suoi
1

parziale o generale quando un


;
parziale sarà fenomeni poiché, quasi mai succede, che due
;

organo isolato è stato lungo tempo in eserci- volte di seguito il sonno sia perfettamente
zio inattivi essendo gli altri quest’ organo ;
eguale, essendo una folla di cause capace di
1
alla fine si cade nel sonno intanto
rilascia ;
e modificarlo , coll estendere la legge generale
che vegliano gli altri. Ecco senza dubbio, per- dell’intermittenza d’azione ad un maggiore
chè ciascuna funzione animale non è, come o minor numero di parti della vita animale.
nella vita organica, in una dipendenza imme- Così saranno suoi gradi diversi contrasse-
i

diata colle altre. Può così il cervello, essendo gnati dal diverso numero delle funzioni, le
chiusi i sensi, continuare l’azione sua come quali vengono, durante esso, prese da tale in-
vediamo soventi mantenersi attive la memo-
;

termittenza. —
Il principio però, benché di-

ria, l’immaginazione, la riflessione. Possono versi siano i gradi, è sempre lo stesso, da!
nello stesso caso continuar pure la locomozio- semplice rilasciamento di un muscolo volon-
ne e la voce; intanto che , sospese queste, tario, che succede alla sua contrazione, fino
possono i sensi ricevere egualmente le esterne all’intera sospensione della vita animale. Sic-
impressioni. E siccome P animale è in potere ché in ogni caso dipenderà sempre i! sonno
di affaticare o tal’altra parte isolatamen-
tale da questa legge generale d’intermittenza: ca-
te, deve così ciascuna poter liberamente rila- rattere esclusivo «li questa vita, benché la sua
sciarsi, onde in modo isolato riparare le pro- applicazione alle differenti funzioni esterne
prie forze ; lo che costituisce il sonno parziale varii infinitamente. —
Evvi certamente gran
degli organi. divario fra queste idee sul sonno, e quei pic-
§. 1ÌE Applicazione della legge d' inter- coli sistemi ne’quali la sua causa, riposta esclu-
mittenza d" azione alla teoria del sonilo.
1
— sivamente nel cervello, nel cuore, nei grossi
Il sonno generale risulta dall’ unione dei son- vasi, nello stomaco e simili, presenta un feno-
ni parziali di tutte le parti, e deriva da que- meno isolato spesso illusorio come base di
sta vita animale , la
legge propria alla quale una delle grandi
, ,

modificazioni delia vita. —


avvicenda costantemente, nelle sue funzio- Perchè mai la luce e le tenebre sono esse nel-
ni coi periodi di attivila i tempi d’ inter-
,
1’ ordine naturale regolarmente proporziona-
mittenza e tal legge stabilisce una speciale
;
te all’attivitàed alla intermittenza delle fun-
distinzione tra le due vite animale ed organi- zioni esterne? Perchè durante il giorno, mille
ca. E perciò il sonno non manifesta su questa cause eccitanti circondano l’animale, mille
òhe un influenza indiretta , mentre tutta la
1
cause consumano le forze de’ suoi organi sen-
estende sulla vita animale. —- Ma in tale pe- sitivi e locomotori, determinano il loro lan-
riodico stato, a cui sono tutti gli animali as- guore, e preparano un rilasciamento, che vie-
soggettati, ci si presentano numerose varietà ne dalla notte favorito per la mancanza di
di grado e di estensione. Perciò sarà com- ogni genere di stimolo. Così nei nostri at-
piuto il sonno dove tutta la vita esterna, le tuali costumi, in cui questo ordine è in parte
sensazioni, la percezione, P immaginazione, la pervertito, «lobbiamo riunire attorno «li noi,
memoria, il giudizio, la locomozione e la voce durante le tenebre, diversi stimoli, onde pro-
sono perfettamente sospese ; mentre il meno lungare la veglia, e facciamo coincidere colle
perfetto contende un sol organo isolato, ed prime ore «Iella luce l’intermittenza della vita
è di questo di cui ora intendiamo parla- animale, la quale favoriamo allontanando dal
72 DIFFERENZE GENERALI
mente ottuso, mentre
l
W g°
nascere
del nostro riposo ogni

vero che pos-
delle sensazioni.
mezzo
E
alto a far giudizio riconosce da
il

essa la propria perfezione. Così quanto più


siamo, per qualche tempo, sottrarre gli orga- vediamo un oggetto, tanto meno siamo sen-
ni della vita animale alla legge d intermit-
1
sibili a ciò eh’ esso presenta di doloroso o di
tenza moltiplicando attorno di essi le cause piacevole 5
ma giudichiamo meglio de’ suoi
1
d eccitamento ma essi finalmente vi sog-
;
attributi.
giacciono, e, giunti a un certo punto, niente L? abitudine ottunde il sentimen-
§. II.
più è capace di allontanarne 1 influenza. Per-

to. — Dirò prima d’ ogni altra cosa, essere
ciò dorme il soldato esausto dalla veglia proprietà dell’ abitudine quella di ottundere
prolungata anche a canto del cannone, lo schia- il sentimento, e di portare sempre il piacere
vo sotto la verga che lo percuote, ed il reo in 0 il dolore allo stato di indifferenza, che è,
mezzo ai tormenti della tortura , e simili. fra di loro, il termine intermedio. Ma prima
— Dobbiamo del resto ben distinguere il son- di provare sì rimarchevole proposizione, sa-
no ria turale, conseguenza della lassezza degli rà utile determinarne il significato. 11 dolo-
organi, da quello che è l’effètto di una malat- re ed il piacere sono assoluti o relativi. Se
tia cerebrale, per esempio, dell’apoplessia, della uno stromento laceri le nostre parti, o risie-
commozione, e via dicendo. In questo sonno da in esse un’ infiammazione, ha luogo un vi-
i sensi vegliano, ricevono le impressioni che vo dolore, il quale sarà senza dubbio assolu-
vengono dall’ esterno, e ne sono come all’or- to, come assoluto è il piacere dell’ accoppia-
dinario commossi ma queste impressioni ,
; mento ; ma il diletto che proviamo dalla
non potendo essere percepite dal cervello am- vista di bella campagna , deve essere rela-
malato, non sono seguite da interna coscienza, tivo allo stato in cui 1’ anima si trova, poi-
^'ello stato ordinario al contrario, l’intermit- ché tal vista indifferente riesce al suo abita-
tenza di azione ha luogo tanto nel cervello che tore. Una siringa, del pari, che percorra per
nei sensi, e fors’anche più in questi che in quel- la prima volta l’uretra, riesce dolorosa all’am-
lo. —
Da ciò che abbiamo in quest’ articolo malato ma otto giorni dopo ei più non la
:

esposto segue di conseguenza essere per sua , sente , nel che abbiamo un dolore di parago-
natura la vita organica assai più durevole ne. Possiamo quindi stabilire, essere sempre
della animale. E infatti, la somma dei periodi tutto ciò che opera sui nostri organi, distrug-
d’intermittenza di questa è quasi in propor- gendone il tessuto, causa di sensazione as-
zione «Iella metà coi tempi d’attività di quel- soluta ; mentre il semplice contatto di un
la; così che, sotto questo aspetto, possi a m di- corpo sul nostro non produce che sensazioni
re di vivere internamente pressoché il doppio relative. —
Egli è da ciò evidente, che il do-
di quello che viviamo al di fuori. minio del piacere e del dolore assoluto è as-
sai più ristretto, di quello del dolore e del
ARTICOLO QUINTO. —
DIFFERENZE GENERALI piacere relativo e che le parole piacevole e
;

DELLE DUE VITE STABILITE DALL’ABITUDINE. doloroso suppongono quasi sempre un con-
fronto tra 1’ impressione che ricevono i sensi,
L’abitudine e l’influenza che dessa
esercita sull’ una vita, a preferenza che sul-
e lo stato dell’ anima che la percepisce. —
Dal
che riesce egualmente manifesto, dover essere
1’ altra, costituiscono pure
uno dei grandi ca- il solo piacere e dolore relativi assoggettali
ratteri distintivi delle due vite dell’ animale. all’ impero dell’ abitudine e per ciò noi ci
§. I. DelV abitudine nella vita animale. occuperemo di essi solamente
;


Dietro que-


Siccome tutto viene nella vita animale dal- sto, premetteremo come certo potere 1’ abi-
:

l’abitudine modificato, così ciascuna funzio- tudine condurre allo stalo d’indifferenza qua-
ne, da quella esaltala o indebolita, sembra, lunque specie di piacere e di dolore relativo,
secondo le diverse epoche in cui si eserci- il che possiamo confermare con un numero
ta , prendere caratteri affatto diversi e per infinito di prove. Ogni corpo straniero in
;

ben conoscere la sua influenza dobbiamo , contatto, per la prima volta, di una membra-
distinguere negli effetti delle sensazioni due na mucosa, vi determina una sensazione do-
eose il sentimento cioè ed il giudizio
: Per . lorosa ma tale, che ogni giorno diminuisce,
;

ciò intendere supponiamo, che un canto col- finché termina col non esser più sensibile. 1
pisca il nostro orecchio; la sua prima impres- pessarii nella vagina, le candelette nell’uretra,
sione è, senza conoscerne la cagione, penosa 1 turaccioli nel retto, le sonde nell’esofago o
o piacevole ; e questo costituisce il sentimen- nella trachea, lo strumento destinato a legare i

to . Se esso continui cerchiamo di cono- polipi nell’ utero, nelle narici, i setoni, gli sti-
scere i diversi suoni da cui risulta, e di distin- lettinelle vie lacrimali, e simili, presentano co-
guere loro accordi ; e in ciò abbiamo il giu-
i
stantemente tale fenomeno. Anche le impressio-
dizio, sul quale abitudine agisce in modo
1’ ni che sì operano sull’ organo cutaneo non
,
affatto contrario da quello che operi sul sen- si sottraggono dalla stessa leggetesi il repen-
timento. Questo, cioè, viene da essa comune- tino passaggio dal caldo al freddo, o vicever-
DELL li DUE VITE i3

sa^porla sempre uu’ impressione molesta , la minore, perchè il paragone tra lo stato attua-
1

quale s' indebolisce, e cessa alla fine, se la le e il passalo diventa assai meno sensibile.
temperatura dell’ atmosfera si mantiene co+ E volta che vediamo un ogget-
così ogni
stantemente allo stesso grado , dui che inten- to, che sentiamo un suono, che gustiamo una
diamo come nascano in noi le varie sensa- vivanda, e simili, troviamo minor differenza
zioni eccitate dal cangiamento delle stagioni, tra quello che in allora proviamo, e quello
del clima, e simili. Analoghi fenomeni seguo- che abbiamo di già provato. E quindi pro- —
no pure dalle percezioni successive delle qua- prio della natura del piacere e del dolore, il
lità umide o secche , molli o dure, dei corpi distruggersi da sè medesimi, ed il cessare di
in contatto colla nostra macchina^ In genet e essere , sedo perchè essi già sono stati; dal che
ogni sensazione, da quella clnt
assai differente segue, consistere P arte di prolungare la du-
precede, fa nascere un sentimento tale , che rata dei nostri piaceri nel variarne le cause
1

ben toslo viene dall abitudine affievolito.- <


— Che se io considerassi soltanto le leggi del
Applichiamo ora al piacere ciò che fu dello nostro materiale organismo, sarei quasi por-
del dolore. Il profumiere che vive quasi sem- talo a dire essere la costanza un sogno felice
:

pre in uu’ atmosfera odorosa il cuoco, il di ; dei poeti, e non trovarsi la felicità che nel
cui gusto è continuamente esposto all’impres- l’incostanza; direi che il sesso incantatore,
sione di deliziosi sapori, non trovano più nel- che ci incatena, non avrebbe che deboli drit-
le loro professioni i vivi piaceri che prepara- ti su! nostro omaggio, se le sue attrattive fos-
1
no agli altri, abitudine ha in essi ol-
perchè l sero troppo uniformi e che, se da un unico :

:use le sensazioni. Lo pure del- slesso avviene modello le fem-


fosse fratta la figura di tutte
le impressioni piacevoli che hanno sede ne- mine, diverrebbe esso la tomba dell’ amore ,
gli altri sensi sicché tulio ciò che fissa pia-
, e simili. Ma guardiamoci dall’ impiegare i
cevolmente la gratamente l’u-
vista, o colpisce principi i della fisica per abbattere quelli del-
dito, non ci offre che piaceri effimeri , e lo la morale, poiché sono gli uni come gli altri
spettacolo più gradito, il suono più armo- egualmente benché qualche volta in
solidi ,

nioso diventano successivamente origine di opposizione. Limitiamoci ad osservare, che


1
piacere, d indifferenza, di sazietà, disgu- di bene spesso siamo dai primi soltanto diretti ;

sto, ed anche di avversione locchè solo av- : e in tal caso P amore, su cui P abitudine cerca
viene per la loro durala. E ciò è sì vero, che di estendere la sua possanza, fogge col piace-
può ognuno ripeterne in sè medesimo 1’ os- re, lasciando dietro di sè il disgusto. La me-
servazione, benché i poeti ed i filosofi se la moria a'iora mette un termine sempre pron-
siano, ciascuno a suo modo, arrogata. IVI a — to alla costanza , rendendo uniforme quello
donde nasce questa facilità con cui le nostre che sentiamo e quello che già abbiamo sen-
sensazioni subiscono modificazioni tanto di- tito ;
tale sembrando essere l’essenza elei bene
verse, e soventi anche opposte ? Per concepi- che ciò che è passalo diminuisce P al-
fisico,
re l’origine di queste, osserveremo prima es lettamento di ciò che sentiamo allualmcnle.
sere riposto il centro di tali rivoluzioni di Eccovi, per tal cagione, quell’ uomo che è di-
piacere, di dolore e d’ indifferenza non già vorato oggi dalla noia al fianco di quella ,

negli organi che ricevono e trasmettono le presso cui già un tempo fuggivano le ore al
sensazioni, ma nell’ anima che le percepisce : par del lampo egli sarebbe oggi pure felice,
;

poiché ancorché P impressione ricevuta dal- se non o se potesse di que-'


lo fosse già stato ;

P occhio, dall’ udito, esimili, sia sempre la sto dimenticarsi. Dicesi per ciò la memoria if
1
stessa facciamo a quest unica impressio- solo bene degli amanti sfortunati ; ciò sia pu-
,

ne seguire sentimenti variabili. Dobbiamo — re, ma confessiamo ancora, eh’ essa è il solo
osservare ancora, che l’azione del! anima in 1
male degli amanti felici. =
— Riconosciamo
ciascun sentimento di piacere o di dolore nato adunque che il piacere fisico non è che un
da una sensazione, consiste in un confronto sentimento di confronto, eh’ esso cessa d’esi-
tra questa stessa sensazione e quelle che l’han- stere laddove sopraggiunga l’uniformità tra
no preceduta. Nè devesi già riguardare tal le sensazioni attuali, e le impressioni passate,
confronto come il risultato della riflessione, e che per tale uniformità , P abitudine tende
ma come P involontario delle prime
effetto continuamente a portarlo alla indifferenza, ed
impressioni degli oggetti,, per cui quanto ecco scoperto tutto il grande segreto dell’ in-
maggiore sarà la differenza tra P impressione fluenza eh’ essa esercita sui nostri piaceri.*—
attuale, e le impressioni passate, tanto più riu- Nè diverso riesce il suo modo di azione sui no-
scirà vivo il sentimento. La sensazione quin- stri dolori. Dicesi che il tempo fugge portan-
di che produce su noi la più viva impressio- do seco dolori :e ch’esso n’è il più sicuro ri-
i

ne, sarà quella che non ha mai sopra di noi medio. Perchè mai questo ? Perchè quanto
operato. —
Da ciò ne segue, che a misura che maggiori sensazioni si accumulano su quella
le sensazioni si ripetono più frequentemente, che ci è riescila dolorosa più si indebolisce ,

devono esse indurre su noi una impressione il sentimento di confronto, stabilito Ira ciò
l DIFFERENZE GENERALI
4
che siamo allualmenle, e ciò che eravamo al- perfeziona costantemente il giudizio, il qual ul-
1

lora, e viene finalmenle un epoca nella fana- timo effetto dipende inevitabilmente dal primo;
le questo sentimento si estingue. Per ciò nes- lo che sarà dal seguente esempio confermato. Io-
1

sun dolore dura eterno, e tutti cedono all ir- passeggio in un prato tutto sparso di fiori; sono
1
resistibile potere dell abitudine. da principio colpito da un odor generale, unio-
1
abitudine perfeziona il giudi*
§. 111. Z/ ne confusa di tutti quelli emanati isolatamen-
zio . —
Ho fin qui provato, che tutto quello te da questi fiori ; 1’ anima, da tale odere di-

che riguarda il sentimento nelle nostre re- stratta, non può percepire alcuna altra cosa ;

lazioni cogli oggetti che ci circondano è ,


ma questo primo sentimento viene a poco a
dall’ abitudine indebolito ottuso, distrutto, ;
poco indebolito e cancellato dall’abitudine,
facile riesce ora il dimostrare, che essa per- sicché posso allora distinguere l'odore parti-
feziona ed estende lutto ciò che ha rappor- colare di ciascuna pianta, e sono atto a dare un
to al giudizio portato dietro queste relazioni. giudizio per me prima impossibile. -
Questi —
— Allorché per la prima volta si spazia P oc- due modi opposti (l’influenza, che l’abitudi-
chio su una vasta e ridente compagna, o T o- ne esercita sul sentimento e sul giudizio, ten-
dono, come ognun vede, ad uno scopo comu-
1
recchio è colpito da un armonia, o il gusto
o l odorato si risentono di un sapore, o di un
1
ne, il quale consiste nella perfezione di cia-
odore assai complicato: le idee che nascono scun atto della vita animale.
dalle rispettive sensazioni riescono a prima §. 1Y. Deir abitudine nella vhci orga-
giunta confuse ed inesatte, poiché mentre con- nica. —
Paragoniamo ora con questi fenome-
sideriamo il tutto, ci sfuggono le singole par- ni quelli della vita animale e li vedremo sot-
:

ti. Che se tali sensazioni verranno soventi ri- tratti costantemente dall impero dell’abitudi-
1
petute e ricondotte dall abitudine, il nostro ne ;
non sono mai infatti da essa modificate la
giudizio furassi allora rigoroso e preciso, per- circolazione, la respirazione, l’esalazione,
chè abbracciando esso le singole parti, rende- l’assorbimento, la nutrizione e le secrezioni.
rà perfetta la cognizione dell oggetto da cui
1
Che se queste funzioni potessero riceverne la
fummo colpiti. — Avverrà egualmente di un influenza, l’esistenza sarebbe da mille cause
uomo, quale privo affatto d’ogni idea di
il minacciata. — Ad onta di questo però vedia-
spettacolo, si porti al teatro, in cui da prin- mo escrezione delle urine e delle feci capa-
1’

cipio non acquisterà che cognizione vaghe e ce qualche volta di sospendersi, di accelerar-
inesatte. La danza, la musica, le decorazioni, si, o eli esercitarsi ancora dietro leggi dall’
1
l azione dei comici, i clamori del popolo ac- bitudine determinate; lo stesso dicasi dello
corso, tutto è per lui ima specie di malia che stomaco, il quale sembra ad essa sottomesso
lo ha incantato. Ma se egli successivamente nella fame, e nel contatto di diverse specie di
assista a molle rappresentazioni, comincierà alimenti. Ma è da osservarsi, che questi diver-
allora a separarsi nel suo spirito tutto ciò che si fenomeni occupano quasi un mezzo tra que-

in questa bella composizione appartiene ad ste due vite ;


e trovandosi collocate sui limili
arti diverse ; potrà egli quindi giudicare; e ciò dell’ una e dell’altra, pertecipano tanto della
farà tanto più precisamente, quanto più glie- vita animale che dell’ organica. Tutte queste
ne saranno dall’ abitudine di vedere presen- azioni in fatti hanno luo^o, e sono eseguite da
tate più frequenti occasioni. Quest’esem- — membrane mucose, da una specie d’organo
pio ci offre in piccolo il quadro dell uomo
1
cioè che è sempre in rapporto con corpi stra-
che comincia a godere dello spettacolo della nieri alla nostra sostanza ; esse sono la sede
5

natura. 11 neonato bambino, per cui tutto è d’ un tatto interno analogo in tutto a quello
nuovo, non sa ancora percepire in ciò che col- che si esercita dalla cute verso i corpi che ci
pisce i suoi sensi , se non che generali im- circondano. Tale tatto quindi doveva essere
pressioni. Ma l’abitudine, dopo d’aver affie- sottomesso alle stesse modificazioni, per cui
volito gradatamente queste prime impressio- non dobbiamo meravigliarci dell’ influenza ,

ni, le quali sole occupano dapprima l’atten- che sopra di esso viene dall’abitudine eserci-
zione del bambino, concede ad esso di poter tata. — Osserviamo d altronde, che la mag-
1

cogliere e di conoscere gli attributi partico- gior parte di questi fenomeni relativi al pri-
lari ilei corpi e in tal modo dessa lo in-
: mo od ultimo soggiorno de£rli alimenti nelle
slruisce insensibilmente alla vista, al gusto, al nostre parti, che devono essi riparare , feno-
tatto, e via dicendo, facendolo passare per cia- meni che cominciano per così dire, e finisco-
scuna sensazione, successivamente dalle no- no la vita organica , osserviamo, dico, essere
zioni confuse del tutto alle idee precise delle dessi accompagnati da movimenti essenzial-
parli. Dal che emerge un altro dei grandi ca- mente volontari, e per conseguenza essere
ratteri distintivi della vita animale: eh’ essa dessi soggetti al dominio della vita animale. —
cioè ha bisogno, come lo vedremo altrove, di Nè voglio qui perdermi ad indicare una folla
una vera educazione. —
L’abitudine adunque
- d’altre modificazioni nelle forze, nei gustif,
rendendo ottiuso il sentimento, come vedemmo. nei desideri, e via dicendo, modificazioni che
DELLE DUE VITE »5

devono la all’abitudine \ rimet-


loro origine male soltanto si rende così grande e superio-
tendo i questo
curiosi di alle opere numerose re a tutti gli esseri che lo circondano; per es-
di coloro, quali ne hanno considerato l’ in-
i sa egli è fatto abile alle scienze ,
alle arti e a
fluenza sotto aspetti diversi da quelli che fu- tutto ciò che lo allontana dagli attributi gros-
rono da me presentali. solani, sotto cui ci rappresentiamo la materia,
per avvicinarlo alle immagini sublimi che ci
ARTICOLO DIFFERENZE GENERALI DELLE
VI. formiamo della spiritualità; diventano così
DUE VITE AVUTO RIGUARDO ALLO STATO retaggio della vita esterna l’industria, il com-
MORALE. mercio, tutto ciò che è bello, tulio ciò che
amplifica il cerchio ristretto in cui restano gli
Egli è d’uopo considerare sotto due aspet- animali confinati. —
L’attuale società non è
ti quegli atti, quali poco dipendenti dall’or-
i altro che uno sviluppo più regolare, una per-
ganizzazione materiale dell’animale, derivano fezione più marcata nell’ esercizio delle diver-
da questo principio sì poco nella propria na- se funzioni di questa vita, le quali stabilisco-
tura conosciuto, ma così appariscente ne’ suoi no i nostri rapporti cogli esseri che ci circon-
effetti, contro di tutti i movimenti volontari!, dano ; perchè, come lo proverò in seguito,
e intorno a cui non si sarebbe tanto disputato, imo de’ maggiori suoi caratleri consiste nei
se filosofi invece di voler ascendere alla sua
i potere estendersi e perfezionarsi intanto che :

essenza , si fossero accontentati di solo a- ciascuna parte della vita organica non abban-
nalizzarne le operazioni. Questi atti, che noi dona mai limiti impostile dalla natura. Per
i

consideriamo principalmente nell’uomo, in ciò noi viviamo organicamente in un modo


cui giungono al loro più alto grado di perfe- egualmente perfetto, ed egualmente regolare
zione, o sono puramente intellettuali, e rela- tanto nella prima età eh è nell età adulta ma :

tivi solo all’intendimento, o sono il prodotto appare tosto la differenza dei va rii gradi di vi-
immediato delle passioni; sotto il primo aspet- ta animale, se paragoniamo il neonato bam-
to essi sono l’attributo esclusivo della vita bino all’adulto di trent’ anni. Dietro ciò —
animale sotto il secondo appartengono es-
; che si è fin qui detto, possiamo considerare il

senzialmente alla vita organica. cervello qual organo centrale della vita ani-
Tutto ciò che è relativo alV inten-
§• I. male, quale centro di tulio ciò che ha rappor-
dimento appartiene alla vita animale —~ to all’ intelligenza ed all’intelletto. Potrei qui
Credo cosa inutile il perdermi lungamente parlare della sua proporzione di grandezza
onde provare appartenenti alla vita animale Dell’ uomo e negli animali, in cui 1 industria
la meditazione, giudizio; e in
la riflessione, il sembra decrescere a misura che l’angolo fac-
una parola tutto ciò che deriva dall’associa- ciale diventa acuto, e lacavità cerebrale si ri-
zione delle idee. Noi non giudichiamo che die- strìnge potrei dire delle diverse alterazioni
;

Irò le impressioni altre volte ricevute, o die- di cui diventa esso la sede, e che tutte vengo-
tro quelle che riceviamo attualmente, o che no contrassegnate da notabili turbamento nei-
sono da noi stessi create essendo la memo-
: Pintelletlo. Ma tutti questi rapporti sono assai
ria, la percezione e l’ immaginazione le basi conosciuti, e ci basti il solo indicarle. Passiamo
principali su cui appoggiano tutte le operazio- ora piuttosto a quell’altro ordine di fenome-
ni del -nostro intendimento ed essendo que-
; ni, quali stranieri come i precedenti alle idee,
i

ste stesse basi appoggiate sull’azione dei sen- che ci fenomeni materiali, han-
formiamo dei
si. — Supponiamo un uomo nato senza
ap- 1’ no cionnonostante una sede essenzialmente
parecchio esterno, che stabilisce le nostre re- diversa.
lazioni cogli oggetti che ci circondano; que- IL Tutto ciò che è relativo alle pas-
§.
st’uomo non sarà mai da paragonarsi alla sta- sioni appartiene alla vita organica. — Non
tua immaginala da Condillac perchè, come ;
è mio scopo di qui considerare le passioni me-
vedremo, molte altre cause, oltre le sensazio- tafisicamente ; e poco pure ci importa ch’esse
ni, ponno determinare in noi l esercizio dei non siano che modificazioni d’una sola, o che
1

movimenti della vita animale ma straniero ;


ciascuna dipenda da un principio isolato. Os-
almeno a tutto ciò ohe lo circonda, non potrà serveremo soltanto, che molti medici, trattan-
egli dare alcun giudizio mancandogli di esso i do della loro influenza sai fenomeni organici,
materiali e non potrà quindi manifestare al-
;
non le hanno ben distinte dalle sensazioni,
cuna delle funzioni intellettuali. Non potrà co- delle quali ponno bensì essere causa, ma ne
sì esercitarsi la volontà, che è il risultato di differiscono essenzialmente. — Egli è vero,
queste funzioni ; e per conseguenza non sarà che se noi non trovassimo nelle nostre relazio-
più suo attributo questa estesa classe di movi- ni cogli oggetti esterni l’origine e la causa
menti, che ha la sua sede immediata nel cer- delle passioni, queste non commuoverebbono
vello, e che è una consegueuza delle impres- l’anima nostra; egli è pur vero che sensi co- i

sioni che desso ha dagli oggetti esterni rice- stituiscono agenti di queste relazioni , che
gli
vuto. —
L’ uomo aduuque per la vita ani- essi stessi comunicano la causa delle passioni.
/

iG DIFFERENZE GENERALI
essi però non par leci pano in nessun conto al queste esaltino talmente le forze di circolazio-
di loro effetto poiché, semplici conduttori in
;
ne, che di un tratto esaurite più non valgano
questi casi, non partecipano agli effetti che a ristabilirsi, come nella morte prodotta da ec-
producono. E cioè sì vero, che ogni qualun- cesso di collera; o sia, come in quella cagionata
que sensazione ha il suo centro nel cervello, e da violento dolore, che le forze colpite ad un
suppone sempre P impressione e la percezio- tratto da eccessiva debolezza, non possano più
ne di cui la prima è ricevuta dei sensi, la se- ridursi al loro stato ordinario. — E abhenchè
conda è opera del cervello per cui, laddove
;
lai debolezza non determini una instantanea
sia l’azione di questo sospesa, ogni sensazione o totale cessazione nella circolazione, soventi
1
cessa pur anche. Ma quest organo, al contra- però mantiene nelle parti una durevole im-
rio, non viene giammai affetto dalle passioni ;
pressione, e diventano consecutivamente sede
sicché organi soli della vita interna ne so-
gli di diverse lesioni organiche. Così Desault
no la sede. (Vedi nel seguente fascicolo le no- potè osservare, essersi moltiplicate le malattie
te di Buisson a questo paragrafo). —
Egli è cer- del cuore e gli aneurismi dell’aorta, durante
tamente meraviglioso, che le passionale quali la rivoluzione a norma e in proporzione dei
fanno essenzialmente parte delle nostre relazio- mali da essa prodotti. — Nè meno esente dal-
ni cogli oggetti che ci circondano le quali ad ; P influenza delle passioni è la funzione del re-
ogni istante modificano queste relazioni, senza spiro; infatti la soffocazione e l’oppressione
di che la vita animale non sarebbe che una fred- nate all’improvviso dietro un ‘profondo dolo-
da serie di fenomeni intellettuali, le quali ani- re attestano un notabile cangiamento, ed una
mano, aggraddiseono, esaltano continuamente repentina alterazione nei polmoni. E il medi-
tutti i fenomeni di questa vita egli è, dico, co trovasi ben soventi obbligato di riascende-
;

meraviglioso, che le passioni non abbiano mai re alle passioni delPammalalo per arguire la
nè il loro termine nè la loro origine nei vari causa e il principio di una lunga serie di ma-
organi e che al contrario siano costantemen-
; lattie sì croniche che acute, triste retaggio del
te da esse affetti gli organi destinati aile fun-
zioni interne; e che queste siano pure da que-
sistema polmonare. — E per ciò che riguar-
da gli organi della digestione, non è prova-
sti variamente determinate secandoli vario lo- to lo stretto legame che connette il loro stato
ro stato. Eppure ecco quanto la rigorosa os- a quello delle passioni da un infinito numero
servazione ne dimostra. —
Intendo dire con ciò, di fatti ? Tali sono appunto la viva impressio-
che P effetto delle passioni di qualunque specie ne che dietro forti emozioni si eccita al pi-
estraneo costantemente alla vita animale, è di loro impressione , che pur talora rendesi
;

far nascere un cangiamento, un’alterazionequu- incancellabile, e lungamente persiste, da cui


Junque nella vita organica. Così Pira accelera nascono scirri ed altri malori : tale è pure
ì movimenti della circolazione, ed accresce quel senso di stringimento che si prova sotto
spesso in proporzione incommensurabile gli la stessa causa allo stomaco tutto, ed al car-
sforzi del cuore; porla in una parola tutta la dias in particolare. In altre circostanze osser-
sua influenza sulla forza e la rapidità del mo- vansi vomiti spasmodici a causa del dolore
to del sangue. Nello stesso modo la gioia, sen- per la perdita di un oggetto amato, o per
za alterare a tal punto il circolo, è capace di la novella di funesti accidenti, o per altri tur-
cambiarlo sensibilmente essa ne sviluppa
; i bamenti determinati da qualsiasi passione; si
fenomeni con maggiore attività, P accelera, e sospendono così i fenomeni della digestione
lo determina verso Porgano cutaneo. Il timo- dietro una grata od ingrata notizia ; e nella
re opera in senso inverso; viene contras- melanconia, e nella ipocondriasi, che quasi
segnato da una debolezza in lutto il sistema sempre dispongono od accompagnano le tri-
vascolare. Sa quale, ostando al sangue di per- te affezioni, osserviamo frequentemente alte-
venire ai vasi capillari, produce quel genera- razioni dei visceri, lesioni organiche delle in-
le pallore che si mostra su tutto il corpo, e testina, della milza , e vìa dicendo. Le quali
specialmente alla faccia. Nè diversificano mol- cose tutte indicano quanto i visceri della dige-
to da questi effetti quelli indotti dalla tristez- stione strettamente dipendano dalle passioni.
za e dal cordoglio. — Tale anziP influenzaè — Nè minore è l’ influenza che le passioni

esercitata dalle passioni sugli organi cireola- mostrano sugli organi secretori, poiché cono-
tori eh’ esse, appena siano efficaci, valgono
; sciamo, come un subitaneo spavento sospenda
a sospenderne l’azione, dal che nasce la sin- ilcorso della bile, e determini l’ itterizia ; co-
cope, la cui sede primitiva è sempre, come me un accesso di collera sia frequente origine
lo proverò fra poco, nel cuore, e non già nel della disposizione alla febbre biliosa
,
o ne
cervello, il quale allora non cessa d’ agire, se diventi la causa immediata
;
per la stessa ca-
non perchè non riceve più col sangue, il ne- gione cadono abbondanti le lagrime nel do-
cessario eccitatore della sua azione E da ciò lore, nella gioja, equalche volta nell’ammira-
pure avviene la morte, come effetto talvol- zione ; ed il pancreas viene soventi affetto nel-
ta subitaneo delle forti emozioni; o $ia che T ipocondriasi e simili. —
Potrebbe sembrare,
DELLE DUE VITE *7

che i’es a Iasione, l’assorbimento e la nutrizio- cuore, dello stomaco, delle intestina. E l’at-
e
ii, non si risentano dell’ influenza delle pas- tore che a tal riguardo commettesse un equi-
sioni nello stesso grado della circolazióne, del- voco che parlando di dolore dirigesse gesti
e i

la digestione, della respirazione, e delle secre- alla tesla, o li riunisse sul cuore onde manife-
zioni ma questo, senza dubbio, devesi ripe-
;
stare uno sforzo di genio r attirerebbe a se
tere da ciò, che esse non hanno, eome le al- quello scherno , che noi meglio sentiamo di
tre centri principali, e visceri essenziali, il quel che possiamo comprendere, Lo stesso —
cui stato possa essere paragonato con quello linguaggio volgare ha sempre distinto gli at-
dell anima. I loro fenomeni generalmente
1
tributi delle due vite anche quando tutti sag- 1

sparsi in tutti gli organi, nèappartenenti esclu- gi riferivano ogni nostra affezione al cervello,
sivamente ad'alcuno, non possono così viva- CQrne sede dell’ anima, perciò fu detto sem-
mente manifestarsi, siccome quelli, il di cui pre : una testa forte , una testa ben formata
1
effetto è concentrato in lino spazio più ristret- per annunciare la perfezione dell intelletto ;
ta Con tutto ciò. però, le alterazioni che un buon cuore , un cuor, sensibile per indi-
esse subiscono sotto le passioni non sono me- care quella del sentimento. Queste stesse e~
no reali, per cui dopo certo tempo divengono spressioni, il furore, che circola nelle vene,
as.sai apparenti; Paragona 1’ uomo continua- che a'gita la bile ; la gioia , che fa palpitare
mente afflitto, a quello cui giammai manca là i visceri ; la gelosia che stilla il suo vele-
pace del cuore e la tranquillità e dell’ anima no nel cuore , ec. non sono già metafore im-
conoscerai quale differenza distingua la nu- piegale dai poeti, ma espressioni, di ciò che
trizione delTuno, da quella dell’altro Para- — trovasi realmente in natura. E per ciò tutte
goniamo tempi, in cui tutte le tristi passio-
i queste’espressioni, tratte dallo stato delle in-
ni, il timore, desiderio di ven-
la Tristezza, il terne funzioni,- formano parte de’ nostri canti
detta, sembravano dominare sulla Francia, a specialmente, i quali sono il linguaggio delle
quelli, in cui la sicurezza e l’abbondanza vi Mostre-passioni e perciò della vrta organica; sic-
chiamava le più liete passioni sì naturali ai come la parola ordinaria è quello dell’ intelli-
Francesi ; confrontiamo la costituzione ester- genza. della vita animale. La declamazione oc-
na di tutti gli individui in questi due tempi : cupa il medio; essa animai! freddo linguag-
e vedremo come la nutrizione risenta l’influen- gio del cervello col linguaggio espressivo de-
za delle passioni. Le espressioni , ardere d'in- gli organi interni del cuore, del fegato, dello
vidia essere corroso dai rimorsi , essere
,
stomaco, e via dicendo* —
La collera e l’amo-
consunto dalla tristezza e simile , annuncia- re innestano, per così dire, agli umori, ed alla
,

no questa influenza, ed indicano quanto sia il sfliva in particolare, uri vizio radicale che ren-
detrimento della nutrizione dalle passioni mo- de dannosa la morsicatura degli animali agi-
llificala. —
L’esalazione stessa e l’assorbimen- tati da queste passioni le quali instillano ve-

to. benché lo sembrino in minor. grado, de- ramente nei fluidi un funesto veleno, come
vono essere del pari assoggettate al di loro .
viene dalla comune espressione indicato. Le
impero per il quale vediamo sì spesso na- violenti passioui della nutrice imprimono al
;

scere raccolte acquose, idropi ed infiltrazioni di lei latte un carattere nocivo , e tale da

negli organi cellulari, vizi essenziali di queste portare diverse malattie nel bambino. E in-
due funzioni. —
Fra tanti disordini e tante tendiamo per ultimo come le forti* agitazio-
rivoluzioni generali o parziali prodotte dalle ni delia madre influiscano sulla nutrizione,
passioni nei fenomeni della vrta organica, pos- sulla conformazione e sulla vita stessa del
siamo scorgere gli atti della. vita animale per- feto ;
poiché da essi s’ inducono molte mo-
sistere costantemente nello stesso grado ;
op- dificazioni nel sangue e in quello stesso
pure, se dessj soffrano qualche alterazione, che dalla placenta viene trasmesso all’ em-
troviamo costai) temen te che la loro sorgente brione. - —
Oltre di questo dobbiamo an-
primitiva esiste nelle interne funzioni. - Dal- — cora osservare, che non solo le passioni por-
le quali considerazioni conchiudererao essere : tano sulle funzioni organiche la loro influen-
F influenza delle passioni diretta sempre sulla ze, dirigendo in modo speciale le loro im-
vita organica, non mai sulla animale e così ;
pressioni ai visceri di quéste funzioni ;
ma il

tutto ciò che cfserveper dipingerle si riferi- vario stato, le varie lesioni e le variazioni di
sce alla prima, non gi’à alla seconda. Abbiamo forze di questi visceri concorrono, in mo-
di quésto una prova convincente nel gesto, do assai evidente, alla produzione delle pas-
espressione muta del sentimento e dell’intel- sioni, il qual, fa Ito yiene incontrastabilmente
letto ; e così per indicare qualche fenomeno provato dai rapporti, che uniscono le passio-
intellettuale relativo alla memoria, all’imma- ni stesse coi temperamenti, colle età, e via di-
ginazione, al giudizio, e va discorrendo, la cendo. —
G.gnuu sa, che un individuo, il di
mano si porta involontariamente al capo; men- cui apparecchio polmonare sia assai pronun-
tre, volendo esprimere l’amore, la gioia, la ciato, ed il sistema circolatorio goda di molta
tristezza, l’odio, si dirige essa alla regione del energia, e che sia, come si dice, assai sangui-

Bacici Med. /j/


i8 DIFFERENZE GENERALI
gno, mastra nelle sue affezioni un certo im- tuiscono gli eccitatori naturali delle passioni,
peto che lo dispone soprattutto alla collera, al e dal non essere questi viventi provveduti di
trasporto, al coraggio. Ognun sa essere certe quegli organi interni, che più specialmente
passioni più sviluppate là dove predomini il concorrono alla loro produzione, come sono
sistema bilioso che dispone all 1 invidia, all’ o- T apparato digestivo, quello della circolazio-
dio, e simili come è pur noto, che le costi-
; ne generale, delle grandi secrezioni, che si
tuzioni, in cui predominano le funzioni dei riscontrano negli altri animali. Ed ecco , —
linfatici, imprimono alle affezioni una lentez- perchè le' passioni sono così oscure, e quasi
za,opposta all’impeto del temperamento san- nulle nel genere dei zoofiti, nei vermine simi-
guigno. — E in generale ciò che caratterizza li, perchè a seconda, che più nella serie degli

un tale o tal altro temperamento, è sempre animali la vita organica si semplifica, e perde
una tale o tal altra modificazione delle pas- essa i suoi organi importanti, decrescono pro-
sioni per una parte e dello stato dei visceri porzionalmente anche le passioni.
§. III. Come le passioni modifichino gli
delia vita organica- per l’altra,
non che la
prevalenza di o tal altra delle loro fun-
tale atti della vita animale benché abbiano la
zioni. La vita animale però trovasi cjtta si co- loro sede nella vita organica.
,

Passeremo —
stantemente estranea agli attributi dei" tem- ora all’ esame dell’ influenza che sui movi-
peramenti. —
Lo stesso* occorre, pure di dire menti della vita animale mostrano le passioni,
intorno alle età poiché nell 1 infanzia coinci-
: benché siano l’attributo speciale della vita or-
de la debolezza di organizzazione colla pusil- ganica. Le vedremo spesse volte a porli in
lanimità e col timore; si spiegano nella gio- esercizio esse pel fatto ora esaltano i movi-
;

ventù il coraggio e l’audacia nella propor- menti di delta vita animale ,ed ora vi ope-
zione in cui i sistemi polmonare e vascolare
fanno
rano sopra come sedativo Osserviamo . —
si agli
superiori ;altri
età virile in 1’ un uomo agitato dalla collera, e dal furore:
cui fegato e 1’ apparato gastrico si rendono
il esterna egli le sue forze muscolari accre-
più pronunciati, divenia V età dell’ambizione, sciute del doppio, del triplo, od anche por-
dell’ invidia, dell’ intrigo, e simili.
stesso rapporto tra
Questo — tate a tale* energia , eh* esso stesso non sa
gli organi delle funzioni moderare dove mai cercheremo P origine
:

interne e le passioni , appare dall’ esame di di tale aumento ? Essa appare manifestamen-
quelle che sviluppatisi nei diversi climi e sta- te nel cuore. Quest’ organo, come sarà in se-
gioni, ma è inutile il qui richiamarle,- essen- guito provato, deve riguardarsi come il na-
do già tali analogie stale abbastanza indicate turale eccitatore del cervello in grazia dei
da molti medici.-— Se dall’ uomo néllo stato sangue che vi manda, e in tal modo, resa più.
di salute , rivolgiamo il nostro esame sul- o meno viva la causa eccitante, P energia ce-
I’ uomo ammalato, vedremo come le lesioni rebrale fassi più o meno grande , siccome
del fegato, dello stomaco, della milza, degli abbiamo già osservato, essere effetto della
intestini, del cuore, e simili, valgano a deter- collera quello d’ imprimere alla circolazione
minare nelle nostre affezioni una folla di una estrema vivacità, e di spingere per con-
varietà, d alterazioni, che. non hanno più luo- seguenza entro un dato tempo una maggior
go , allorché cessi il movente, o la causa che copia di sangue al cervello, ognuno cesi può
jfeintrai teneva. —
I medici antichi per ciò, i facilmente intendere per qual mezzo Pira
quali erano nell’ opinione che le tristi affezio- estenda fino al cervello i suoi effetti. Da ciò
ni si evacuassero dalcorpo'coi cattivi umori un
risulta analogo a quello che soprav-
effetto
per mezzo dei rimedii purgativi, conoscevano viene tutte volte in Cui ha luogo la stessa
le
assai meglio dei nostri moderni meccanici affezione del circolo, come negli accessi di
le dell’economia animale. Purgando
leggi febbre ardente, nell’ uso del vino fino a certa
essi le prime vie, toglievano le cause di que- gradò, e simili. —
-In tutti questi casi, forte-
ste affezioni poiché sappiamo quanto le im- mente-eccitato
; determina con vee-
il cervello,
purità degli organi gastrici alterino il nostro menza all’azione muscoli sottoposti
i alla pro-
colorilo, e come lo rendano tetro. Gli Stessi pria influenza, e i.loro movimenti diventano
errori dei primi medici sull’ atrabile prova- per così dire involontarii per ciò pure la ;
no la precisione delle loro osservazioni intor- volontà rendasi estranea agli spasmi muscolari
no ai rapporti che legano questi organi allo determinati da una causa che irriti 1’ orgauo
stato dell’anima. —
Tutto adunque concorre midollare, come una scheggia d’ òsso, del san-
a stabilire, essere il termine
la vita.organica gue, del pus effuso nelle ferite del capo , lo
m cui finiscono, e
centro da cui partono le
il scalpello, o tutto altro istromenlo adoperato
passioni; Mi si chiederà senza dubbio come
mai vegetali , che vivono solo organica-
i
nei nostri esperimenti. —
L’analogia in que-
sti casi diversi appare esatta poiché il san- ;
mente, non presentino alcun vestigio di pas- gue, che fluisce in maggior copia dell’ordi-
sioni? Ciò dipende certarhente dal mancare nario, produce sul cervello 1’ effetto di questi
essi degli organi sensitiyi esterni, che costi-
diversi stimoli. Dpyeéi quindi in questi diversi
BELLE BCE VITE ife

1
movimenti considerare un tal viscere, pereo- ne, un cangiamento dì forza nell uno o nei-
sìdire passivo; e. benché da esso partano, co- 1’ altro di questi visceri ,
pure un ef-
così sarà
me al solito, le necessarie irradiazioni, queste fetto quello di eccitare simpaticamente o tut-
però vi nascono suo malgrado, e noi non sia- to, o qualche parte del cervello, la di cui rea-
mo più in potere di sospenderle. —
Osservia- zione determinerà i movimenti che si osser-
mo un costante rapporto
nella collera inoltre vano allora nei muscoli, i quali no ricevono
tra le contrazioni del cuore e quelle degli or- i nervi. L'organo cerebrale, adunque, è per
gani locomotori, per cui aumentando le une, così dire passivo nella produzione di questi
crescono pure le altre e ristabilito l’ equili-
;
movimenti, intanto che’esso è attivo, allor-
brio nelle prime, si manifesta tosto anche nel- quando la volontà presiede a’ suoi sforzi.—
le seconde; mentre in qualunque altro caso b così ciò che osserviamo nelle passioni non
contrario non iscorgiarno alcuna apparenza di differisce da quello che avviene nelle malat-
questi rapporti. Così avviene di osservare, che tie danno sim-
degli organi interni, le quali
anche in mezzo a numerose variazioni del si- paticamente origine a spasmi, a debolezza e
stema muscolare locomotore 1’ azione del
,
perfino alla paralisi dei muscoli locomotori,
cuore rimane sempre la stessa, e nelle convul- — * Possiamo quindi sospettare con ragione,
sioni, o nelle paralisi^ che pure risiedono in che gli organi interni agiscano sui muscoli
quel sistema, non mai si accelera o si rallen- volontarii sènza l'azione intermedia dei cer-
ta la circolazione*. —- Avendo nella collega co- vello, e in grazia soltanto di dirette comuni-
nosciuto modo con cui la vita organica
il cazioni nervose. Nè importa per ora cono-
esercita la sua influenza sulla animale , potre- scere come ciò avvenga, non trattandosi qui
mo pur comprendere tale unione stabilita tra dèlia quistioue, tanto agitata, sul modo delle
la causa e V effetto nel patema del timore in simpatiche comunicazioni. — Quello, che più
cui, per una parte le forze del cuore indebo- ci interessa è il. fatto stesso, e ciò che -in esscs
lite, mandando ai cervello minor copia di san- avvi di più evidente: cioè, per una parte l’al-
gue, vi dirigono pure ama causa più debole terazione d’ un organo interno prodotta dalie
di eccitamento, e in cui per l’altra si mani- passioni; per l’altra il movimento determi-
festa un indebolimento di azione nei muscoli nato da tale affezione nei muscoli, su cui que-
esterni. Questa passione offre nel primo gra- st’organo non ha nella serie ordinaria dei fe-
do il fenomeno presentato 'al suo massimo di nomeni delle due vite alcuna influenza. Ed ab-
intensità dalle forti emozioni, che, sospenden- biamo qui un effetto certo di simpatia non dif-
do d’ un tratto V azione del cuore, determi- ferendo esso da quelli che ci offrono le con-
nano la sincope ed una subitanea cessazione vulsioni, gli spasmi dei muscoli della faccia
della vita animale. —Ma come spiegare le prodotti da lesione del centro frenico, da fe-
modificazioni all’ infinito variate, che le altre rita allo stomaco, e simili, se non se per la va-
passioni ad ogni istante inducono nei movi- rietà della causa che agisce sull’organo. Lai —
menti proprii di questa vita ? Come trovare irritazione dell’ugola, della faringe mette in
la càusa di tante gradazioni, 1’ una l'altra sqc- convulsioni il diaframma ; l’azione sovente
eedentisi cqn maravigliosa rapidità sul mobi- ripetuta dei liquori fermentati sullo stomaco,
lissimo quadro della fisionomia ? Come con- è causa di tremori ora niente osta al crede-
;

cepire perchè, anche senza che la volontà vi re, che ciò che avviene sotto un modo d’ affe-
influisca, la fronde si fa rugosa o si spiega, gli zione dei visceri gastrici possa pur succedere
occhi s’ infiammano o illanguidiscono, brilla- sotto altri modi ed altre lesioni. Così non
no o si offuscano, le labbra s’ innalzano o si importa che lo stomaco, il fegato, e simili,
deprimono ? e simili. —
Tutti i muscoli da cui siano irritati da una causa materiale, o dauna
questi movimenti provengono, ricevono i loro passione: poiché la simpatia non nasce già
nervi dal cervello, e sono ordinariamente vo- dalla causa, ma dalla lesione che questa ap-
lontari! ma perchè cessano essi di esser tali
;

porta.- -Ecco adunque in generale come le
sotto le passioni ? Perché si riducono essi alla passioni valgano a togliere dall’impero della

classe dei movimenti della vita organica , i volontà alcuni movimenti volontarii, e come,
quali tutti sono esercitati senza la nostra dire- se è lecito di così.esprimermi, esse appropria-
zione, e senza che ne abbiamo conoscenza? no medesime i fenomeni
a sè della vita ani-
Ecco la spiegazione la più probabile di questo male, benché la loro sede sia nella vita orga-
fenomeno .

Numerosi rapporti simpatici nica. — Sotto passioni veementi, 1’ affezio-
le

uniscono tutti i visceri interni col cervello o ne assai viva degli organi interni eccita eoa
colle sue differenti parti; sicché ad ogni passo tal impeto i movimenti simpatici dei muscoli,

fatto nella pratica, incontriamo esempi d’af- che viene assolutamente tolta ogni azione su
fezioni cerebrali nate simpaticamente da quel- di essi dal cervello esercitala ;
ma cessata poi
le dello stomaco, delle intestina, della milza, questa prima impressione, si restituisce il mo-
1
e simili. Ciò posto, siccome l effetto di ogni do ordinario di locomozione.— Perchè riesca
specie di passione è di produrre una affezio- ciò chiaro, osserviamo un uomo, il quale in
ao DIFFERENZE GENERALI

una conversazione riceva eoi mezzo di una autori. —


Tolti gli autori sono fra loro sena*
lettera una notìzia, Che a lui prema di na- pre convenuti riguardo al centro cerebrale ;
scondere egli ad un tratto impallidisce, gli
;
poiché tutti hanno sempre considerato i mo-
si corruga la fronte, o si anima la sua fisiono- vimenti volontari! quale effetto Belle sue ir-
mia a seconda della passione in esso eccitata ; radiazioni. Ma non Vanno essi d’accordo in-
questi fenomeni simpatici sono nati da alcu- torno al centro epigastrico, situandolo gli uni
ni visceriaddominali repentinamente affet- nel diaframma, altri al piloro, altri nel plesso
ti da tale passione e che perciò appartengo-
;
solate del gran simpatico. (L’intreccio ner-
no alla vita organica. Ben presto. però questo voso dato principalmente dal .ganglio. semilu-
uomo lenta di riaversi ;
e la sua fronte si ras- nare appartiene a quasi tutto il sistema vasco-
serena rinasce il primiero suo colorilo e la
: lare addominale, di cui seg'ue le ramificazioni.
sua fisionomia torna al pristino stato, benché Esso è, secondo il comune modo di vedere, una
delle divisioni del gran simpatico; sembra pe-
1
l interno sentimento ancora sussista; in tal
caso adunque il molo volontario vince il sim- rò che le idee degli anatomici intorno a que-
patico ; l’azione del. cervello supera quella sto nervo così importante, siano assai poco con-
dello stomaco, del fegato, e simili, e la vita formi a ciò ch’esso è naturalmente. Ognu- —
animale riprende il suo impero.— Faremo per no se lo rappresenta siccome un cordone mi-
ciò osservare, che in quasi tutte le passioni ci dollare che si estende dal capo fino alla regio-
si offre quésta mescolanza, o successione dei ne del» sacro, che somministra nel suo tragitto
movimenti della vita animale a quelli della vita diversi rami al collo, al petto e al basso ven-
organica, di modo che, in quasi tutte, l’azione tre, che segue nelle sue distribuzioni un cam-
muscolare viene in parte diretta dal cervello , mino analogo a quello dei nervi della spina ,

secondo 1’ ordine -naturale, e riconosce in par- che tra secondo alcuni la suà origine da questi
te la sua origine dai visceri organici, come il nervi medesimi, secondo altri da quelli del cer-
cuore, il fegato', lo siomaco, e simili. Questi vello. 11 modo però dì considerarlo* è sempre
due centri, a vicenda dominandosi l’ un 1’ ai-, lo stesso, qualunque sia il nome sotto cui vie-
tro, o restando in equilibrio, costituiscono col ne indicato, come di simpatico, intercostale,
loro modo d 1
influenza tutte le numerose va- trisplancnico, e via dicendo. Dubito assai —
rietà che ci presentanole nostre affezioni mo- che il modo nervo
di considerare
tal non sia .

rali.— Nè sul cervello soltanto i visceri affèt- intieramente falso e, che non esistè realmente
ti da passione estendono la loro influenza alcun nervo analogo a. quello dieci viene in-
simpatica, potendo essi ancora comunicarla à dicato sotto tali nomi; che ciò che è preso per
tutte le parti del corpo. Il timore, per esem- un nervo non sia che un seguito di comunica-
pio, dirige la sua impressione primitivamente zioni tra i diversi centri nervosi* situati a di-
sullo stomaco, come lo prova il senso di strin- verse distanze fra loro.
r

l’ali centri nervosi
>

gimento da esso indotto alla sua regione ; sono i gangli, che disseminati nelle differenti
ma 1’ organo così affetto reagisce pure sulla regioni hanno tutti una azione indipendente
cute, con cui ha tanti rapporti, e questa si co- ed isolata. Ciascuno è un centro particolàre,
pre allora subitamente di sudore freddo, che dà in sensi diversi una lolla di ramifica-
tanto frequènte nelle affezioni d’animo. Que- zioni, le quali portano ai loro organi rispetti-
sto sudore è della stessa natura di quello de- vi le irradiazioni del centro da cui provengo-
terminato da una sostanza,, la quale, come il no. Tra queste rarnifieazionbalcune vanno da
tè, operi prima sullo stomaco, il quale rea- un ganglio all’ altro e siccome questi rami
:

gisce in seguito simpaticamente sull’organo che uniscono i gangli, formano colla loro unio-
cutaneo. Non altrimenti che un bicchier di ne una specie di cordone continuo, fu siffatto
acqua fredda, un colpo d’aria sopprimono cordone considerato come un nervo isolato ;
questa escrezione in causa della relazione che ma questi rami non sono che comunicazioni,
passa tra quest’organo, e le superficie mucose o semplici' anastomosi e non già un nervo ana-
dello siomaco, o dei bronchi. Egli è però qui logo agli altri. - —
E ciò è sì vero, che tali
necessario distinguere i sudori simpatici da comunicazioni trovansi nqn di rado interrot-
quelli la cui causa opera direttamente sul- te hannovi per esempio dei soggetti, in cui
la cute, come il calore, 1’ aria* e simili. — Ma si
;

riscontra un intervallo assai distinto tra la


ancorché il cervello non sia sempre, dietro ciò porzione pettorale e lombare di ciò che si chia-
che si è detto, lo scopo unico della reazione ma gran simpatico; il quale sembra in questi
dei visceri interni affètti dalle passioni, esso è punti tagliato. Io ho pure osservato tale
però principale, e sotto un tal punto di vista
i-1 preteso nervo cessare e rinascere in seguito o
sipuò considerarlo come un centro in opposi- alla regione lombare o alla regione sacra. Chi
zione sempre con quello rappresentato dagli non sa inoltre che ora un sol ramo, ora molli
organi interni. passano da un ganglio all’altro e ciò princi-
§. IV. Del centro epigastrico ; esso non palmente tra l’ultimo cervicale e il primo dor^
esiste nel senso sotto cui ‘fu inteso dagli sale che il volume di questi rami è in sfngo-
;
DELLE DUE VITE
Dr modo varialo ;
che,
1
dopo d aver fornito nervi dell’ uno
e d’ altro ? Quelli del cervello
molte divisioni, il simpàtico è più voluminoso sono più voluminosi, in minor numero, più
di prima eh’ esso dia alcun ramo.? Queste — bianchi, più densi nel loro tessuto, esposti a
diverse considerazioni provano evidentemen- molte minori varietà. I nervi gangliari al con-
te, che rami comunicanti dei gangli non sup-
i trario hanno per canal te re una estrema sotti-
pongono un nervo più continuo dei rami che gliezza, un numero assai più considerabile,
passano da ciascuno dei paia cervicali, lomba- principalmente verso il plesso, un colore gri-
ri o sacri, ai due paia che gli sono superiori e giastro, una rioarchevole mollezza di tessuto;
inferiori. Difatti, malgrado le sue comunica- eccettuali però i. nervi che servono di comu-
zioni, viene ciascun paio considerato in un nicazione coi nervi cerebrali e qualch’ uno di
modo separato, nè si stabilisce già un nervo quelli che uniscono fra loro questi piccoli
dalla loro unione. —
Deve quindi ciascun gan- centri nervosi. —
Codesta divisione d’altron-
glio essere considerato separatamente e si de- de del sistema generale dei nervi in due altri
vono descrivere i rami che ne nascono. — secondarie s-' accorda assai henecolla divisióne
Dietro ciò d’ora innanzi io dividerò nelle delia vita. Sappiamo infatti , che .le’ funzioni
mie descrizioni, in cui finora ho seguilo la via esterne, le sensazioni, la locomozione, la vocé
ordinaria, i nervi in due gradi sistemi l’uno : dipendono dal. sistema nervoso cerebrale; che
emanato dal cervello, l’altro dai gangli ; que- al Contrario la maggior parte degli organi in-
sto così presenterà un gran numero di centri; servienti alle finizioni
interne, ottengono i
mentre il primo ne riconosce un solo.—-Esa- loro nervi, e con essi il principio della loro
minerò da principio le divisioni del sistema azione dai gangli. Sappiamo, per ultimo, che
cerebrale, tratterò in seguito del sistema dei la sensibilità e contrattilità animale nascono
gangli, che si possono suddividere in quelli dai primi, e che havvi sensibilità e contratti-
della testa, del collo, del torace, dèli’ addorni- lità la dove si trovano solamente i
organica
nc e della pelvi. —
Al capo trovasi il ganglio secondi—— Ho del to d’ altronde,, che jil ter-
lenticolare, quello di Meckel, quello della ghian- mine di questa specie di sensibilità e ì’ origi-
dola sublinguale, e via dicendo.- E benché que- ne della contrattilità ad essa corrispondente,
sti centri non siano uniti da alcuna comuni- tròvansi negli organi .stessi in cui si effettua-
cazione sia fra loro, sia col preteso gran sim- no 5 ma torse questo termine e quest’origine
patico, la loro descrizione appartiene ciò non sono anche più lontani, ed esistenti nei gan-
ostante a quella dei nervi dalla di -cui unione glii. da cui gli organi ricevono i loro nervi,
esso risulta, poiché le comunicazioni non sono come il termine della sensibilità animale e
che disposizioni accessorie a questo sistema di l’ origine delia contrattilità della stessa
specie
nervi. — Al hannovi tre gangli cervi-
collo i si riscontrano sempre nel cervello. Così es-
cali e qualche volta un quarto sui lati della sendo la cosa, siccome gangli sono assai mol-
i

trachea ;
nel petto dodici toracici
i nell’ad- ;
tiplicati, si concepirà perchè le forze della vita
domine il semilunare, i lombari, e simili; nel- organica non si riferiscano, come quelle della
la pelvi Ecco diversi centri, le cui ra-
i sacri. i vita animale, ad un centro comune.-— Risulta
mificazioni devono essere isolatamente esami- chiaro da tutte queste. considerazioni, che non
nate, non altrimenti di quello che si conside- esiste alcun nervo gran simpatico e che ciò
rino ramificazioni del centro cerebrale.
l'e - — che si indica con tal nome non è se non se
;

Per esempio io descriverò da principio il gan- 1’ unione di piccoli


sistemi nervosi a funzioni
glio semilunare, come si fa per il cervello in isolate, ma a ran;d ehm unicanti.
:
Si intende
seguito esaminerò i suoi rami, fra i quali tro- pure cosa debbasi pensare delle dispute degli
vasi anclie quello per cui comunica coi gan- anatomici intorno all’ origine di questo pre-
gli toracici, cioè di grande splancnico; essendo teso nervo stabilita nel sesto, nel quinto paio,
una espressione -assai impropria quella che in- nei nervi del collo, del dorso, e simili.— Mol-
dica tale nèrvo come origine del ganglio. Del ti altri fisiologi hanno avuto intorno ai gan-

pari verrà da principio descritto ciascun gan- gli idee analoghe a quelle da me presentate,
glio del collo e del capo e in seguito tratte- :
considerando questi corpi come piccoli cer-
rò de’ suoi rami, fra cui si annoverano quelli velli ma pur cosa necessaria il realizza-
è
;

pure di comunicazione. E così essendo a pres- re queste anche nelle descrizioni, che
viste
s’ a poco’comune disposizione per gan-
tale tali, quali ordinariamente si presentano, .dan-
glituttr del petto, dei lombi, .della pelvi, je via no un’idea inesatta assai di questi centri e
dicendo, anche la descrizione per ciascuna re- dei nervi che ne sortono. — L’ espressione di
gione diverrà generale. Questa maniera di — rami nervosi che danno origine a tale o a
considerare i nervi stabilendo un vero limite tal altro ganglio rassomigliano a quella, col-
sensibile trai due grandi sistemi, presenta i la quale si indicherebbe il cervèllo come nato
sistemi medesimi tali.quali sono realmente in dai nervi, dei quali è 'esso stesso 1’ origine.
i natura. —Qual anatomico, difalli, non è stato
sorpreso dalle differenze che si trovano tra i
Nota dell’ Autore. )
—l utti sembrano anda-
re errati su tal punto per ciò die parago-
22 DELLE FORZE VITALI
n.indo al secondo il primo. centro, credono
. funzioni del cervello ma tutte quelle in gene*
che le passioni, come le sensazioni, dehbano re della vita animale, che hanno in esso il lo-
costantemente riferirsi ad un centro unico, ed ro centro comune, abbiano presso a poco que-
invariabile. —
E ciò che gli ha condotti a st’ angolo per misura della loro perfezione.

questa opinione è il sentimento d oppressio-


1
Sarebbe cosa assai curiosa l’indicare pure una
ne, che si fa sentire vicino al cardias , dietro misura, che presa nelle parti destinate alla
le dolorose affezioni. —
Ma osserviamo, che vita organica, potesse fissare P ordine di cia-
negli organi interni il sentimento nato dal- scuna specie, sotto il rapporto delle passioni.
l affezione di una parte è sempre un infedele
1
Perchè mai presso il cane viene il sentimento
indizio della sede e dell’ estensione di tale af- portato a tant’ alto grado ? Perchè mai viene
fezione, la fame, per esempio, estende la sua esso così facilmente agita’to dalla riconoseen-
influenza su tutto lo stomaco, e il cardias solo za, dalla tristezza, dalla gioia^ dall’ odio, dal-
ciò non ostante ci trasmette tal sensazione. — l’amicizia ? Per
parte è esso affitto
e simili. tal

Così una larga superficie della pleura o del superiore agli altri animali forse ch’esso ab- :

polmone infiammata, non eccita ben soventi bia qualche cosa di più perfetto nella vita or-
che un dolore concentrato in un sol punto. E ganica ? La scimia ci sorprende colla sua in-
quante volle non avviene, che fin dolore fis- dustria, colla sua disposizione alla imita-
so e limitalo in qualche punto del Capo, del- zione, colla sua intelligenza: forse supera essa
r addome, e simili, coincida con un’affezione le altre specie meglio organizzate per un mag-

assai estesa, e risiedente pur anco in una par- gior grado di vita animale ? Altri animali ,

te ben diversa da quella che noi presumia- come 1’ elefante ci interessano col loro attac-
mo Non devesi adunque mai considerare il
!
camento, col loro affetto, colle loro passioni,
luogo a cui noi riferiamo il sentimento, sic- é ci fanno maravigliare colla loro destrezza ,
come il sicuro indizio del luogo occupato dal- colla estensione della loro percezione, della
V affezione, ma solamente come un segno, che loro intelligenza. In questi il centro cerebra-
essa deve trovarsi colà od in quelle vicinanze.— le, e le funzioni interne o organiche trovansi

Da ciò pure ne segue, che onde giudicare del— allo stesso grado di perfezione, e sembra che
l’organo con cui trovasi in relazione tale o tal la natura abbia in essi egualmente estesi i

altra passione, devesi aver ricorso non già al confini delle loro due vite. Se diamo una —
sentimento, ma all’effetto che l’ influenza rapida occhiata sulla serie degli animali, scor-
della passione produce nelle funzioni dell’or- geremo, ora predominanti i fenomeni relati-
gano. Partendo da questo principiò,, riesce vi alle sensazioni sopra quelli che nascono
ora facile il conoscere, che i cangiamenti e i dalle passioni ora questi fatti superiori a
,

turbamenti indotti dalle nostre affezioni mo- quelli, ora li troveremo posti in equilibrio-fra
rali, sono costantemente risentiti ora dagli loro, per cui dietro queste varie circostanze ,
organi digestivi, ora dal sistema circolatorio, osserviamo nelle due vite animale ed organi-
e qualche volta pure dai visceri appartenenti ca, ora superiore, ora inferiore ora eguale
alle .secrezioni. —
Non ripeterò le prove che P una all’ altra. —
E ciò che riscontriamo
,

stabiliscono questa verilà ma appoggiando- ;


nella lunga catena, degli esseri animali, occor-
mi sopra esse, come già dimostrale, dirò, che re pure di vedere nella specie umana presa
le passioni mancano di un centro fisso e co- isolatamente. Presso gli uni le passioni -domi-
stante, mentre uno ne riconoscono le sensa^- nanti sono il principio, del maggior numero
zjoni; che il fegato, i polmoni,
milza, lo sto- la di movimenti e P influenza della vita anima-
;

maco, il cuore, e simili affetti a vicenda, for- le vinta ad ogni istante da quella dell’ orga-

mano pure a vicenda il centro epigastrico, sì nica, dà luogo continuamente ad azioni , alle
celebre nelle opere dei nostri moderni ; e se quali è quasi estranea la volontà, e che so-
noi riferiamo in generale l’ impressione sen- venti traggono dietro di se P amaro penti-
sibile di tutte le nostre affezioni a questa re- mento, che si fa sentire tosto che la vita ani-
gione, è perchè ivi si trovano concentrati tut- male riprende il suo impero, hi altri questa
ti i visceri importanti della vita
organica; che vita è superiore alla prima, e in tal caso tutti

se natura avesse separato questi visceri con


la i fenomeni relativi alle sensazioni, alla perce-

due grandi intervalli situando, per esempio, il zione, intelligenza sembrano estendersi a
all’

fegato nella pelvi, lo stomaco al collo, lasciando spese delle passioni, che restano nel silenzio,
al luogo ordinario il cuore e la milza, scom- a cui vengono dall’ organizzazione dell’indi-
parirebbe allora questo centro epigastrico, e viduo condannate. La volontà allora presiede
il sentimento locale delle nostre
affezioni va- a tutto, e i muscoli locomotori trovansi in

rierebbe secondo l’organo a cui esse diriges- continua dipendenza col cervello, mentre nel
sero le loro impressioni. —r Camper, deterrtii- primo caso sono tratti ad azione principalmen-
n arido l’angolo facciale, badato origine a lu- te dagli organi gastrici e toracici — L’uomo, la

minose considerazioni suirintelligeuza rispet- cui costituzione è più felice e nello stesso
la

tiva degli animali, E sembra, che non solo le tempo la più rara, è quello che ha le sua
«ELLE DUE VITE 23
«lue vile in una specie di equilibrio; di cui i ghe chiunque tenta di lacerarlo. — Nello stu-
centri cerebrale ed epigastrico esercitano dio della natura, come fu da un filosofo osser-
1
I uno siili’ altro un’ eguale azione, per cui le vato, i principii altro non sono che certi ge-
passioni in esso animano, attivano, esaltano i nerali risultati delle cause prime, dai quali
fenomeni intellettuali .senza usurparne il do- nascono innumerevoli altri risultati seconda-
minio; e trova egli nel proprio giudizio ùu rii. è Ed
propria soltanto dello spirito il piu
tal mezzo, per cui è sempre in potere di op- giudizioso 1’ arte di trovare la concatenazione
porsi alla loro impetuosa influenza. l’ale — dei primi eoi secondi mentre il cercare la
;

influenza appunto, che le passioni esercitano connessione delle cause prime coi loro effetti
sugli atti della vita animale, costituisce ciò che generali è un camminare da cieco pene una stra-
si dice carattere , il quale come il tempera- da in cui mille sentieri conducono all’ errore.
mento appartiene alia vita organica; e perciò, — Che ci importa mai d’ altronde il conosce-
mostrandone esso tutti gli attributi, tutto ciò re queste cause ? È egli necessàrio sapere cosa
che ne emana riesce per così dire involonta- sia la luce, 1’ ossigeno, il calorico; e via dicen-
rio. Le nostre azioni esterne così formano un do, pei* istudiarne i fenomeni? Non altrimen-
quadro, il cui fondo e disegno appartengono ti adunque potremo noi, senza conoscere il
alla vitaanimale, ma su cui la vita organica principio di vita, analizzare le proprietà de-
spande in varj gradi tutti i colori delle pas- gli organi dal medesimo animati. Facciamo
sioni. — Tutti i filosofi hanno più o meno co- nella scienza degli animali quello che méta- i

nosciuto l’alternativo dominio delle due vite: tìsici moderni fanno nello studio dell’intellet-
Piatone, Maro’ Aurelio, Sant’ Agostino, Baco- to supponiamo cioè le
: cause, e non attenia-
ne, San Paolo, Leibnitz, Yanhelmont, Buffon, moci che ai loro grandi risultati.
e via dicendo, hanno in noi riconosciuto due §. 1. Differenze delle forze vitali
dalle
principi! ;
dei quali 1’ uno sembra produrre leggi fisiche. - —
Esaminando sotto questo
involontariamente le nostre azioni morali rapporto le leggi vitali, la prima considerazio-
mentre l’altro ci rende capaci di governarle. ne, che ci si presenta è la notabile differenza
Nè importa il cercare corn’ essi fecero, la
, che le distingue dalle leggi fisiche. Le prime
natura di questi principi basti osservarne i ; contjnuamente variabili nella loro intensità ,
fenomeni, analizzare le relazioni-che uniscono energia e sviluppo, passano soventi con mas-
gli uni agli altri, senza ascendere alla lor cau- sima celerilà dall’ ultimo grado di prostrazio-
sa prima. (Nota. Intorno a queste ultime pro- ne al più alto punto d’ esaltamento ; s’accu-
posizioni si rinverranno eccellenti considerai mulano, e s’indeboliscono a vicenda negli or-
zioni, nell’ opera di Buisson, che dobbiamo gani, e prendono, dietro l’influenza di mini-
far andar di seguito a questa di Bichat. )
me cause, infinite diverse modificazioni. 11
t • sonno, la veglia, 1’ esercizio, il riposo , la di-
ARTICOLO VII. —
DIFFERENZE GENÉRALI DECLE
- gestione, la fame, le passioni, Fazione ilei cor-
DDE VITE AVUTO RIGUARDO ALLE FORZE pi esterni, e simili, tutti valgono ad indurre
VITALI. in esse ad ogni momento numerose rivoluzio-
ni. Le seconde, al contrario, fisse, invariabili ,

La maggiorparte dei medici che hanno costantemente le stesse in tutti tempi, sono i

scritto intorno alle proprietà vitali, comincia- la sorgente di una serie di fenomeni sempre
rono col ricercarne principio ; essi hanno
il uniformi. Paragoniamo la facoltà vitale della
voluto discendere dallo studio della sua na- sensibilità alla facoltà fisica dell’attrazione, e
tura a quello dei suoi fenomeni in vece di ;
scorgeremo essere F attrazione sempre in ra-
ascendere da ciò che 1’ osservazione indica, a gione della massa del corpo bruto in cui si

ciò che la teoria suggerisce. L’anima di Stahl, manifesta,, intanto che la sensibilità cangia
Farcheo di Yanhelmont, il principio vitale di continuamente di proporzione nella stessa
Barthez, la forza vitale di altri, e simili, con- parte organica, e Bella stessa massa di materia.
siderate a vicenda come centro unico di tutte — L’invariabilità delle leggi che presiedono
*

le azioni, che hanno il carattere della vitalità, ai fenomeni fisici, ci permette di sottomette 2
furono a vicenda la base comune, a cui* tutte re al calcolo tutte le scienze, che ne sono l’og-
le fisiologiche spiegazioni furono per ultimo getto ;
mentre
matematiche applicate alle
le
risultato appoggiate. Ognuna di queste basi azioni della vita non offriranno mai for-
fu successivamente abbattuta, e fra le loro rui- mole generali. Si calcola così il ritorno di una
ne non sono rimasti che soli fatti presentati
i cometa, si miserano le resistenze che un flui-
dalla rigorosa esperienza intorno alla sensibi- do soffre percorrendo un canale inerte; si può
lità e motilità. = —
Imperocché, talmente ri- stabilire la velocità d’ un proietto: ma calco-
stretti sono i limiti del’ umano intendimento , lare con Borelli la forza d’ un muscolo, con
che per sempre gli- verrà interdetta la cogni- Keil la con Jurine, Lavoi-
celerità del sangue,
zione delle cause prime-; e il denso velo che le sier, eva discorrendo, la quantità d’aria che
ricopre inviluppa fra le sue innumerevoli pie- s’introduce nei oolmoni, è lo slesso che in-
DELLE FORZE VITALI
nalzare un edilìzio solido per se slesso sulla scienze fisiche a quella dell’.ecouomia anima-
mobile .arena, il quale va tosto a cadere per le o vegetabile , ci richiama continuamente
mancanza di una base sicura. Questa insta- — delle idee che per nulla corrispondono ai fe-
bilità delle forze vitali, e questa facilità con
*

nomeni di questa scienza. — Se la fisiologia


cui esse variano ad ogni momento in più o in fosse stata coltivata dagli uomini prima della
meno, imprime a tutti i fenomeni vitali un fisica,siccome questa lo fu prima di quella, io
carattere d’ irregolarità tale, che li distingue sono persuaso, eh’ essi avrebbero fatto molte
dai fenomeni fisici notabili per la loro unifor- applicazioni della prima alla seconda, ed avreb-
mità. Prendiamo ad esempio i fluidi viventi bero veduto i fiumi moversi per l’azione to-
e gli inert].; questi, sempre gli una vol- stessi, nica delle loro sponde, cristalli riunirsi per
i

ta analizzati con esattezza sono per sempre l’eccitamento ch’essi esercitano sulla loro re-
conosciuti ; ma chi potrà dire di conoscere i ciproca sensibilità, i pianeti moversi, perchè
primi dietro una sola analisi, od anche dietro si irritano reciprocamente a grandi distanze,

molte fatte nelle stesse circostanze? Si analiz- e via dicendo. Tutto ciò sembrerebbe lontano
zi Purina, la saliva, la bile, e via dicendo, pre- dalla ragione a noi che non riconósciamo in
se indifferentemente da tale o tal altro sog° questi fenomeni se non che la gravità; ma per-
getto; dal loro esame risulta la chimica ani- chè non saremo egualmente vicini al ridicolo
male, ma non è questa la chimica fisiologica , allorché con questa gravità, colle affinità col-
essa è, se posso così esprimermi, T anatomia le composizioni chimiche, e con un linguag-
cadaverica dei fluidi. La loro fisiologia risulta gio stabilito su questi dati fondamentali, ar-
dalle cognizioni delle innumerevoli variazioni riviamo ad una scienza su cui esse non hanno
eh’ essi subiscono secondo lo stato dei rispet- che l’ influenza la più oscura ? La fisiologia
tivi loro organi. —
L’ uriria emessa dopo il avrebbe fatti assai più progressi se non fosse-
pasto differisce assai da quella che si evacua ro ad essa state trasportate delle idee dedotte
dopo il sonno essa contiene nell 1 inverno-dei
: dalle scienze flette accessorie ma che ne so-

,

principi, che le sono stranieri nell’estate, in no essenzialmente differenti. La fisica, la


cui le principali escrezioni si operano dalla chimica- ec. sono fra loro in contatto perchè
cute ; il semplice passaggio dal caldo al fred- i loro fenomeni sono diretti le stesse leggi ;
do, sopprimendo il sudore, e l’esalazione pol- ma esse sono separate per un immenso spazio
monale,è capace di variare i suoi componen- dalla scienza dei corpi organizzati, perchè esi-
ti. Non altrimenti avviene degli altri fluidi, ste tra le leggi loro, e quelle dèlia vita una
poiché, variando ad ogni* istante lo sta'to delle enorme diversità. Sarà quindi un’ idea estre-
forze vitali negli organi secernenti, devono mamente inesatta quella il dire che la fisiolo-
essi soffrire continui cangiamenti nel proprio gia è la fisica, poiché si potreb-
degli animali ;

modo d’ azione, e in conseguenza variare le be dire pur anco. essere l’astronomia la fi-
:

sostanze che separane» dal sangue. Chi o- — siologia degli astri. —


Ma ci siamo di troppo
serà dunque credere di conoscere la natura perduti in una semplice digressione ; jri tor-
cT un fluido dell’economia viv.enfe, se egli non niamo alle forze vitali considerate sot4o il rap-
P ha analizzato nel fanciullo, nell’adulto, nel porto delle due vite dell’ animale.
vecchio, nel maschio, nella femmina fuori o §. 11. Differenza delle -proprietà vitali
nell’ epoca dei mesi, nello stato d’animo tran- dalle proprietà di tessuto. —
Esaminando le •

quillo, o sotto il turbamento indotto dalle pas- proprietà d’ ogni, organo vivente, troviamo
sioni, le quali, come già abbiam detto, hanno poter esse venir distinte in due specie: delle
tanta influenza sulla natura animale ? E che quali Tuna appartiene immediatamente alla
sarebbe mai se si dovessero conoscere le alte- vita, comincia, e finisce con essa, q piuttosto
razioni diverse di cui i fluidi sono suscettibi- ne forma il principio e' T essenza T altra non ;

li nello stato di malattia? —


L’instabilità a- è unita alla vita che indirettamente, e sembra
dunque delle forze vitali è stato io scoglio , piuttosto dipendere dall’ organizzazione e
contro cui incagliarono tutti i calcoli dei me- dalla tessitura delle parli. — Li} facoltà di sen-
dici fisici del secolo scorso; e le variazioni abi- tire c quella di contrarsi spontaneamente Co-
tuali dèi fluidi viventi, provenienti da tale in- stituiscono le prime, e diconsi perciò proprie-
potrebbero del pari essere un ostacolo
stabilità, tà vitali. L’eslendibilità, e la facoltà di ristrin-
non meno reale alle anàlisi dei medici chimi- gersi cessata T estensione,, formano le pro-
ci dei tempi presenti. —- Egli è facile da ciò prietà di tessuto queste, è vero, ottengono
;

lo scorgere, dovere la scienza dei corpi orga- dalla. vita mi aumento di energia, ma persi-
nizzati essere trattata in moofo affatto diffe- stono negli orfani anche, abbandonati dalla
rente da quello, che serve per le scienze % le vita, e la sola decomposizione di questi è il
quali hanno per oggetto.! corpi inorganici. termine della loro esistenza. Tra queste esa-
Bisognerebbe, per così dire, impiegare in essa nimeremo dapprima le proprietà vitali.
un linguaggio differente perchè la maggior §. III. Delle due specie di sensibilità
,

parte delle parole, che noi trasportiamo dalle animale ed organica. — Egli è facile cono-
IN' JELL E DUE VITE 23

Seere, che le proprietà vitali si riducono a I assorbono ancora, il muscolo sente


linfatici
quelle di sentirò e di muoversi: ciascuna del- ancora che lo punge
la spilla le unghie, e ;
i

le quali porta differenti caratteri nelle due vi- peli possono ancora nutrirsi, e sentire flui- i

te. Nella vita organica la sensibilità è la facol- di, che attraggono dalla cute e simile (Tulio ;

tà ili ricevere fina impressione; ma nella vita questo manca di esattezza un’ unghia cre- ;

animale essa è la facoltà di ricevere un’ im- scendo non si nutrisce, come non si nutre il
pressione e di trasmetterla ad un centro co- muco nelle fosse nasali o l
1
orina nella vesci-
mune. -(Non bisogna dimenticarsi essere l’esi- ca. L’ unghia, il pelo, il capello, tutte le pro-
stenza di tale sensibilità affatto congetturale ; duzioni epidermiche infine sono il risultato
dappoiché essa non si trasmettendo ad un cen- delle vere secrezioni, le quali non differisco-
tro comune, non possiamo conoscerla che pei no dalle secrezioni di cui abbiamo parlato, se
suoi Ora per ispiegare questi effetti
effetti. non in quanto il prodotto, anziché essere li-
non si abbisogna minimamente di ammettere quido come 1’ orina, o viscoso come il mu-
simile facoltà. Cotale sensibilità d’altronde., co s’ indura
, uscendo dall’ organo secreta-
seppur la si volesse ammettere, si rinverrebbe re, come fa il filo del verme da seta o quel-
del continuo in errore. Lo stomaco, ad esem- lo dell’ araguo. Nola di Magendie. e non )

pio, lascia uscire dalla sua cavità certa sostan- è che al fine d’ un tempo soventi assai lungo
za quale non potrà mai servire di alimen-
la che viene cancellata ogni traccia diquesta sen-
to, laddove siffatta sostanza .presenti un gra- sibilità; intanto che l’ annichilamento dell’al-
do ,li fluidità prossimo a quello del chimo. tra è stato instantaneo. — Ma quantunque al

Gli assorbenti succhiano fluidi maggior- i primo aspetto queste due specie di sensibilità
mente notevoli, quelli eziandio la cui azione animale ed organica presentino una notabile
disorganizza le loro pareti il cuore non si ;
differenza, la loro natura però sembra essere
contrae senza l’arrivo del sangue e via par- essenzialmente la stessa e l’ima non è proba- :

lando. Nota di Magendie)- Lo stomaco


1 è sen- bilmente che il massimo dell’ altra. È adunque
presenza degli alimenti, il cuore allo
sibile alla sempre la stessa forza, che più o meno inten-
sa si presenta sotto diversi caratteri del che
arrivo del sàngue, il condotto escretore al ;

contatto del fluido che gli è proprio ma il ; sono prova seguenti fatti. i Hanno vi nell’e- — -

termine di questa proprietà è nell’ organo conomia diverse parti, in cui queste due ta~
stesso ed essa non oltrepassa mai questi li- coita si incatenano, e succedono .in mo-
si
;

miti. Al contrario la ente, gli occhi, le orec- do insensibile, e ne sono un esempio le mem-
chie, le membrane delle narici, della bocca, brane mucose. Abbiamo così sensazione del
tutte le superficie mucose alla loro origine ,
passaggio degli alimenti nella bocca, e nelle
i nervi e simili, sentono la impressione dei fauci; questa sensazione si indebolisce al prin-
corpi che li toccano*, e la trameltono in se- cipio dell’esofago, diviene quasi nulla alla sua
guilo al cervello , che è il centro generale metà, e scompare al suo fine, non che nello
della sensibilità di questi diversi organi. — stomaco, in cui sussiste il solo senso organi-
Esiste adunque una sensibilità organica , ed co lo stesso fenomeno occorre nell’ uretra ,
:

una animale su 1’ una s’ aggirano tutti i feno-


: nelle parti genitali e va discorrendo, 'i rovasi
meni. della digestione, della circolazione, della del pari sulla cute la sensibilità animale la ,

secrezione, dell’esalazione, dell’assorbimen- quale diminuisce gradatamente, e diventa or-


to della nutrizione, ee. ressa è comune alla ganica nelle parti interne. Osserviamo in- —
pianta, ed all’animale; il zoofito ne gode al pa- oltre, potere diversi stimoli determinare nel-
ri del quadrupedepiù perfettamente orga-
il l’organo stesso alternativamente l’uno o l’al-
nizzato. Dall’altra derivano le sensazioni eia tro melo di sensibilità perciò irritati i le- ;

percezione, egualmente che il dolore e il pia- gamenti da un acido, o da on alcali coucen-


cére che le modificano e la perfezione degli (rato, o da uno stromento pungente, non tra-
;

animali dipende, mi sia lecito di così espri- smettono al cervello la forte impressione che

mermi, dalla varia dose d? essa, che la natura ricevono; che se vengono stiracchiati, distesi,
ha loro compartito; tale sensibilità inoltre non lacerati, danno allora una viva sensazione di
può considerarsi come attributo del vegeta- dolore. Questo fatto, già pubblicato nel mio
le, a cui non appartiene. La differenza tra — Trattato delle membrane fu da me confer- ,

queste due specie di forza sensitiva appare mato con molte esperienze ma qui ne pre- ;

specialmente dal modo, con cui esse hanno fi- sento un altro dello stesso genere osservato in
ne nelle morti violenti, che sorprendono su- seguito. Le pareti delle arterie sensibili, come
bitamente l’animale, nelle quali la sensibilità sappiamo, sangue che percorre entro esse,
al

animale viene sul punto distrutta. Non rima- formano il limite del loro sentimento, che
ne quindi più traccia di tale facoltà dopo una non si estende al di fuori, e non si propaga al
forte commozione, dietro una grave emorra- cervello se noi iniettiamo in questo sistema
:

gia, dietro 1’ asfissia, mentre la sensibilità or- un fluido straniero, 1’ animale ne risente to-
ganica persiste un tempo più o meno lungo. sto i’ impressione, che manifesta colle sue gri-
Ended Med, . /p*
26 belle for le vitali
da. — (Finché liquido incettato non esce dal-
il per rischiarare la mia idea potessi servirmi
V arteria, ciò che oltiensi di leggeri mediante d’ una volgare espressione, direi : che distri-
alcune legature, non evvi dolore ; ma se la buita a fid dose in un organo la sensibilità è
sostanza irritante sia recata dai vasi al cuore animale, ad una dose inferiore essa è organi-
o ad altra parie sensibile, si comprende be- ca. ( Queste espressioni, dose, somma , quan-
nissimo che l’ animale dovrà patir dolore, tità di sensibilità, sono inesatte, in quanto che
giacché l’irritante produce sempre il proprio presentano tale facolta vitale sotto lo stesso
effetto, tanto se sia recato direttamente sulla aspetto delle forze fìsiche, dell’attrazione, ad
parte, quanto se vi -giunga per mezzo del- esempio, pel motivo cne la mostrano suscet-
la circolazione. Nota di Magendie .) —- Abbia- tibile di calcolo ; ma in mancanza di voci per
mo già fatto conoscere essere facoltà propria una scienza, bisogna, onde farsi comprende*
dell' abitudine quella di ottundere la vivaci- re, toglierle da altre scienze. È di tali espres-
tà del sentimento, e di rendere indifferenti sioni ciò che avviene dei vocaboli saldare ,
,

tutte le sensazioni di piacere o di dolore : scollar ? collare e simili, usate relativamen-


, ,

osserveremo ora, che i corpi stranieri, i qua- te al sistema osseo, che rappresenterebbero
li epcitano sulle membrane mucose un’ im- idee fallaci, se lo spirito non ne correggesse
pressione dolorosa nei primi giorni del loro il significato . IN ola dell’ Autore. ) La va-
contatto, ossia sviluppano la sensibilità ani- rietà poi di tal dose o è prodotta dall’ordine
male, non sono in seguito più risentiti, per- naturale, o è un effetto di malattia ; nel pri-
chè a poco a poco tale sensibilità si indeboli- mo caso abbiamo la cute e i nèrvi superiori,
sce al segno, che più non sussiste se non se la
5
a questo riguardo, ai tendini, alle cartilagini,
organica, L’ uretra così si risente certamente esimili; nel secondo raddoppiata in questi
della sonda finché vi soggiorna, essendo tale la dose di sensibilità, si rendono eguali, ed
soggiorno costantemente accompagnato da una anche superiori ai primi. E siccome infinite
azione più viva delle ghiandole mucose, dal- cause possono ad ogni istante esaltare o di-
la quale nasce una specie di catarro ma non ;
minuire questa forza in una parte, così può
è che nei primi momenti che l’individuo ha essa ad ogni momento essere animale ed or-
una coscienza dolorosa dei suo contatto, — ganica. Ed ecco perchè gli autori, i quali ne
Le infiammazioni al contrario, che contìnua- hanno fatto 1’ oggetto delle loro esperienze ,
mente esaltano in una parte la sensibilità or- hanno pure ottenuto diversi significati: ecco
ganica, la trasformano in sensibilità animale. perchè gli uni trovano insensibile la dura ma-
Per tal modo le cartilagini, le membrane sie- dre, il periostio, e via dicendo, mentre altri
rose, e via dicendo, le quali nello stato ordi- vi scoprono una squisita sensibilità.
nario non godono che dell’ oscuro sentimen- §. IV. Della relazione che esiste tra la
to necessario alla loro nutrizione, vengono al- sensibilità di ciascun organo e i corpi che
lora penetrate da una sensibilità animale assai gli sono stranieri. —Benché la sensibilità sia
spesso più viva di quella degli organi, a cui in ciascun organo soggetta a continue varietà,
essa è naturale e ciò perchè è proprio delle in- ognuno di essi però sembra averne una som-
fiammazioni l’accumulare le forze in una par- ma primitivamente determinata, alla quale
te, la quale accumulazione basta per cangiare esso sempre si restituisce. dopo queste alter-
al modo di sensibilità organica, che non diffe- native di aumento e di diminuzione nello
:

risce dall’ animale, se non se per un minor stesso modo quasi che nelle diverse sue oscil-
grado, --- Dietro tutte queste considerazioni lazioni il pendolo riprende costantemente il
egli è evidente che la distinzione’ superior- suo primo posto, a cui è dalla gravità ricon-
mente
-
stabilita nella facoltà di sentire risguar-
r
dotto. — Questa somma di sensibilità deter-
da non già la sua natura, che è eguale da per mina la vita di ciascun organo, poiché è des-
tutto, ma le diverse modificazioni di cui essa sa, che fissala natura de’ suoi rapporti coi
è suscettibile. Questa facoltà è comune a lutti corpi che gli sono stranieri, ma che trovansi
gli organi, i quali tutti ne sono penetrali, sic- a contatto con esso. Così la somma ordinaria
ché nessuno di loro può dirsi insensibile; essa della sensibilità dell’ uretra la mette in rela-
Stabilisce loro carattere vitale; ma più o
il zione coll’ urina; ma, aumentata tal somma ,
meno abbondantemente distribuita in ciascu- e portata in alto grado come nell’erezione.,
no di loro, ne determina nn diverso modo di la relazione cessa e il canale, mentre viene di
esistenza, per cui nessuno gode di tal forza troppo irritato dall’urina, permette passaggio
nolla stessa proporzione ed essa
presen- così al solo spenna, il quale a vicenda non trova-
ta infinite diverse gradazioni,
;


In tutte que- si in rapporto colla sensibililà dell’uretra nel-

ste varietà trovasi una misura nella quale per lo stalo di non erezione. — Ecco come la som-
una parte il cervello ne stabilisce il limite su- ma di sensibilità nei condotti stcnoniano, vvar-
periore per 1’ altra, un organo , che eccitato
:
thoniano , coledoco, pancreatico , in una pa-
riceve, e percepisce la sensazione senza tra- rola in tutti gli escretori, sia esattamente ana-
smetterla, ne forma il grado inferiore, Sa — loga alla natura dèi fluidi che in essi percor-
SV I.I.K DUE VITE

fono, ma sproporzionata a quella degli altri ménte, quanto alla chimica composizione, dal
non permette penetrarvi per cui
a questi di ;
liquido che rinvieni per consueto nella loro»
se qualche molecola vi si introduca eccita, in cavità: 11 qual liquido d’altronde assai poco
essi condotti, spasmi e contrazioni la laringe ; varia nella sua composizione, abbenchè in ap-
del pari , eccettuata l’aria, viene fortemente parenza fion risulti costantemente eguale ;
irritata da qualunque corpo che accidental- ora, se fosse desso il resultato dell’assorbi-
mente vi si introduca. — Da ciò ne segue, che mento di fluidi diversissimi fra loro, la sum
gli escretori aperti sulle superficie mucose, composizione dovrebbe eziandio Variare a
benché contatto con molli fluidi che passa-
in norma degli alimenti, come varia quella del
no o si formano sulle superfìcie stesse, non chilo. —-Prima ancora che si avesse contezza
ne vengono mai penetrati e per questa stes- ; dei vasi erano già stati osservati i
linfatici,
sa ragione le boccucce dei lattei aperte nelle principali fenomeni delTassorbimento, per cui
intestina non attraggono che il chilo rigettan- naturai cosa era l’attribuirli all’azione delle
do gii altri fluidi con esso frammisti e coi vene, e siffatta opinione si mantenne pure
quali non loro sensibilità in relazio-
trovasi la lungo tratto di tempo dopo la scoperta dei
ne. — Nè
tali rapporti esistono solo tra le di- suddetti vasi di essi finalmente essendosene
;

verse somme della sensibilità degli organi 6 i molto occupato G. Hunter, vèrso la metà del-
Varii fluidi del corpo; ma possono pure aver T ultimo secolo, ed avendoli coi suoi lavori
luogo tra i corpi esterni e le varie nostre par- più di ogni altro posti in chiaro, stimò egli
ti. La somma determinata della di sensibilità doverlisi raffigurare quali agenti dell’ assor-
vescica, dei reni, delle ghiandole saiivali e si- bimento opinione che venne tosto general-
:

mili, mostra un’analogia speciale colle canta- mente accolta. Ponendosi a rintracciare poi
ridi, colmercurio ee. —- Si potrebbe credere con quali mezzi pervenne egli a rovesciare là
che in ciascun organo la sensibilità prenda primitiva teorica, si rimane storditi osservan-
una modificazione, una natura particolare e do ciò aversi da Sui ottenuto dopo cinque soie
che tale diversità di natura costituisca la dif- esperienze. Con tanta facilità non riesci certo
ferenza delle relazioni tra gli organi eie for- Harvey a ammettere la circolazione del
far
ze straniere che vengono in contatto di loro. sangue, nè forse havvi un solo esempio di tana
Ma una folla ali considerazioni provano, che opinione anticamente ricevuta* abbandonata
la differenzarisguarda non la natura, ma la con tanta facilità. Però è a notarsi come sì
somma, dose, le quantità di sensibilità, se è
la era tuttora immersi nello stordimento per Sa
lecito di applicare questi termini ad una pro- scoperta di un sistema di vasi cotanto sparsi,
prietà vitale. Ed ecco queste considerazioni. e tuttavia sì a lungo ignorati; crasi impazien-
— Gli orifici! assorbenti delle superficie sie- ti di conoscerne qualche Soro uffizio le vena ;

rose stanno immersi talora per mesi àtteri nel si riguardavano come impiegate a riportare

fluido delle idropi senza che attraggalo alcu- al cuore il sangue arrecato dalle arterie, e si
na porzione di esso se l’azione dei tonici, e So
; tenne quindi non impoverirle gran fatto spo-
sforzo della natura esaltano in essi la sensibili- gliandole della facoltà per far
di assorbire
tà, questa si pone, se posso così esprimermi, in ricchi linfatici. Delie cinque esperienze ese-
i

equilibrio coi fluidi dal che ne segue Tassai bi-


,
guite da Hunter, due Sono destinale a provar
raentd. Lo stesso fenomeno viene pure rappre- che le tene non assorbono affatto le Ire al- ;

sentato dalla risoluzione dei tumori, nei quali, tre tendono a far vedere che linfatici assor-
i

finché le forze delia parte sono indebolite, lin- i bono. Nella prima esperienza, insellò egli
fatici rifiutano di ricevere le sostanze effuse in acqua tiepida in utf ansula d’intestino, ed if
questi stessi tumori; che se la somma delle for- sangue retrocesso per la vena non sembrogli
ze sia rad-doppiata o triplicata col mezzo dei ri- nè più diluito nè più leggero che dapprima
solventi, tosto il tumore scompare per P azio- noi fosse. Si comprende di leggeri che dietro
ne dei linfatici. — Al medesimo principio
è ap- la semplice apparenza, non è possibile discer-
poggiata la spiegazione di tutti i fenomeni nere se il sangue non contenga certa quantità
prodotti dagli asso r hi nienti di pus, di sangue di acqua assorbita, quantità che deve risulta-
e di altri fluidi, che ì linfatici ora assorbono re in proporzione alquanto piccola, se si con-
àvidamente, ora rifiutano secóndo che la loro sideri tutto il sangue che attraversa le vene
somma di sensibilità è, o non è in rapporto mesenteriche nel tempo necessario all’ assor-
con essi.-u(Quanto si dice qui intorno alla sen- bimento de! liquido. Hunter, nella stessa espe-
sibilità dei vasi linfatici, per cui essi talora rienza, legò l’arteria che perveniva ali’ansula
ammettono e talora scacciano i fluidi spanti, intestinale, ed esaminò lo stato della vena ;
risulta tanto maggiormente ipotetico in quan- non gonfìossi dèssa, nè ne divenne sangue
il

to che nulla fino al presente comprova sieno co- più acquoso ; ma dopo siffatta legatura, T as-
desti vasi gli agenti dell’ assorbimento. È me- sorbimento continuò forse ad operarsi in del-
slieri osservare come liquidi che da essi si
i laansula intestinale, che possedeva ancora cev*
suppongono assorbiti differiscono essenzisd- tarnente vasi linfatici ? Appunto di ciò T ani© -*
1
28 delle forze vitali
ve non dà conio. In qual modo, d’altronde, cervello, nella placenta, nelle quali non si .

potè egli credere che, legata l’arteria, la vena giunse, nemmeno mercè la più scrupolosa ana-
continuerebbe tuttavia la sua azione ? Nella — tomia, a discoprire il minimo vaso linfatico.
seconda esperienza, injet tò Hunter latte in una 11 Esperienza prima. prendere Si fece
ansula intestinale, nè gli fu fatto di discernere ad un cane quattro once di rabarbaro in de-
la presenza di codesto liquido fra il sangue cozione, dopo mezz’ ora fu ucciso e riconob-
delle vene mesenteriche ; se non che all’epoca besi essere scomparso più della metà del liqui-
in cui si eseguì cotale esperienza erasi ben do l’ orina
: conteneva manifestamente del
lungi dal pofer distinguere framezzo il san- rabarbaro, ma la linfa racchiusa nel canale to-
gue sì tievolissima porzione di latte, ed anche racico non ne offriva traccia.
oggidì, con tutti i soccorsi della chimica, du- n Seconda esperienza. Un cane inghiot-
rerebbesi fatica a discoprirsene una piccola te alcune once di alcoole allungato di acqua ;
quantità che per avventura vi si avesse diret- in capo un quarto d’ora il sangue dell’ ani-
tamente mescolata. Codeste due esperienze mate offriva odore d’ alcoole distintissimo ; la
adunque non contraddicono per nulla l
1
as- linfa non presentava nulla di simile. Flan- —
sorbimento delle vene ;
e quanto poi a quelle drino fece un’esperienza all’ incirca eguale in
ch’egli riferisce siccome favorevoli all’ assor- un cavallo a cui diede mezza libbra di assa-
bimento esercitato dai linfatici, rieppur esse fetida stemperata in altrettanta quantità di
risultano del pari concludenti. Mi basterà mele. Dopo sedici ore 1' animale fu ucciso ;

quindi dì riportarne una soltanto. Injettò egli, 1’ odore dell’ assafetida risultava sensibilissi-
in una porzióne vuota d'intestino, certa quanti- mo sangue delle vene pettorali, dell inte-
nel
1

tà di latte caldo, mantenendovelo appresso con stino tenue e del cieco non lo si potè sen-
;

due legature. Le vene che si portavano a que- tire nella linfa.


st’ansula vennero vuotate delloro sangue me- n Terza esperienza. Fecesi inghiottire
diante parecchie punture fatte nel loro tron- a un cane sei once di una soluzione di prussia-
co, e si legarono le arterie corrispondenti. to di potassa luito nell’acqua. Un quarto di
Ripose in seguito le parti nel ventre,
indi in ora dopo 1’ urina conteneva, apparentissima-
capo a mezz’ora le ritrasse. Esaminatele con menle, il prussialo: la linfa estratta dal canale
attenzione, riconobbe le vene essersi presso- toracico non ne offriva minimamente.
ché vuotate, più non contenevano alcun flui- r> Quarta esperienza. Diedi a bere a un
do bianco, mentre ripieni se ne mostravano i cane, quale legato aveva il canale toracico,
al
Vasi lattei. Ma siffatto fluido bianco che le due once di decotto di noce vomica. Gii ef-
riempiva, non era forse desso chilo anziché fetti dell’ assorbimento furono rapidi quanto
latte? Non vi si conteneva anche prima del- se il canale toracico si trovasse libero. Dopo
V injezione di codesto liquido ? Conciossiachè la morte dell’animale, mi assicurai che questo
si trattava di comprovare quan lo succede du- canale fosse stato ben legato, nè vi avesse al-
rante 1’ assorbimento nei vasi linfatici, dove- tro ramo per cui la linfa pervenir potesse nel-
vasi dapprima farsi ad esaminare lo stato di la Vena soltoclaveare, come talora avviene.
siffatti vasi innanzi della speranza. Ora, ciò Variai codesta esperienza in più modiponen-
appunto Hunter non e perciò appunto
fece, do, sia nel retto, sia nel sacco delie pleure o
lasua esperienza risulta affatto inconcludente. del peritoneo, il liquido velenoso. I resultali
Non è poi gran meraviglia, del resto, che abbia sortirono costantemente eguale effetto.
egli preso il chilo per latte, se sì a lungo ri- n Quinta esperienza In un cane il qua-
guardossi il latte per chilo. Flambino , pro- le mangiato avea abbondantemente alcune
fessore nella scuola veterinaria di Alfort, ri- ore prima, affinchè i linfatici chiliferi ili ve-
petè più volte siffatta esperienza di Hunter li isserò facili a distinguersi, feci in compagnia
;

però ebbe cura dapprima di assicurarsi che di Delille, una incisione nelle pareti addomi-
innanzi la injezione del latte non contenesse- nali,quindi traendo aldi fuori un’ansuia d’in-
ro i linfatici alcun fluido bianco ; nè mai poi testino tenue su cui applicaronsi due legatu-
ile rinvenne nella loro cavità dopo la espe- re a tre pollici P una cor-
dall’altra. I linfatici
rienza. Io stesso praticai parecchie volte si- rispondenti a questa porzione d’intestini pie-
mile esperimento, prendendo le adatte pre- ni erano di chilo e apparentissimi, e vennero,
cauzioni, ed i resultati che ne ottenni furono egualmente dei vasi sanguigni tutti legati e
costantemente eguali a quelli di Flandiino.— tagliati, tranne una vena ed un’arteria; Pau-
Troppo noioso tornerebbe il discutere tutte sala intestinale fu pure tagliata al di fuori
le ragioni già poste in campo prò o contro l’as- delle legature, non più così comunicando col
sorbimento dei linfatici, e quindi basterammi rimanente dell’ animale se non per mezzo
riportare alcuni degli esperimenti da me so- della vena e dell’ arteria già rimaste intatte.
pra ciò fatti ; prima per altro devo far osser- Codesti due vasi furono dissecati con tutta la
vare esercitarsi 1’ assorbimento indubitata- cura possibile, ed anche denudati della loro
mente in certe parti, come nell’ occhio nei , tonica cellulosa, temendo restati non fossero
Nelle nr e vite 29
nascosti i linfatici; injettossi allora nella cavi- liuti, secondo che la loro somma di sensibilità
tà delPansula intestinale una decozione di noce è inferiore o superiore;»! grado che la mette in
vomica, mantenendovela mediante nuova le- rapporto col fluido da assorbire.Per ciò rime- i

gatura. L ansula, involta con fino pannolino, possono essere egualmente presi
1
di risolventi
fu riposta nell addomine sei minuti dopo si secondo le varie cricostanze,o dalla classe dei ri-
1

manifestarono gli effetti del veleno colla solita medii corroboranti, o da quella dei deprimenti.
loro intensità. -—La stessa teoria delle infiammazioni com-
v Sesta esperienza. In compagnia del bina colle idee che qui presentiamo. Sappia-
summentovato Delille ,
separossi dal corpo mo, che il sistema dei vasi, in cui circola il
lacoscia di un cane lasciando intatte solamen- sangue, dà origine a un gran numero di altri
te l’arteria e la vena crurale, le quali con- piccoli vasi, i quali non ammettono se non
servavano la comunicazione tra le due par- che la parte sierosa di questo fluido, come è
ti. Vennero questi due vasi dissecati con tut- provato senza dubbio dall’esalazione; ma per-
ta cura, isolati pel tratto di due o tre pol- chè non vi passano anche globetti rossi, ben- i

lici, e tolta pur anco venne loro la tonica cel- ché vi abbia tra essi continuità? IN on de- —
lulosa, temendo non nascondesse qualche va- ve si già questo ripetere dalla sproporzione di
sellaio linfatico. Due grani di attivissimo vele- diametro, come credeva Boerhaave poiché ;

no, cioè dell’upas Dentato furono allora inter- quantunque il lume dei vasi bianchi fosse
nati nella zampa, e gli effetti risultarono sì «loppio o triplo quello dei vasi rossi, pure
«li

pronti e sì intensi come se la coscia non fosse i globi di questo colore non vi passerebbero,
slata divisa dal corpo. —
Siccome opp'or si pote- se non vi fosse un rapporto fra questi e la

va, malgrado tutte le prese cautele, contener somma di sensibilità di tali vasi ;
nello stesso
ancora le pareti dell’ arteria o della vena qual- modo che, come abbiamo di già veduto, il

che linfatico, così variammo le nostre espe- chilonon passa pel coledoco, benché il dia-
rienze in modo da non lasciar più ombra di metro di questo condotto sia di gran lunga
dubbi su tal punto. Tagliossi affatto l’arteria, superiore alle molecole attenuale degli ali-
indi si la comunicazione tra le due
ristabilì menti. Nello stato naturale adunque la sensi-
estremità mediante un tubo di penna intro- bilità dei vasi bianchi, essendo inferiore a
dotto nella loro cavità e fissato con legature quella dei rossi, riesce evidente, non potere
convenienti. Si fece egualmente per la vena ; esistere il rapporto necessario all’ammissione
della parte colorata. Che se una causa qua-
1
in guisa che più non v ebbe comunicazione
tra la coscia e il rimanente del corpo, se ciò lunque esalti la forza dei primi vasi, la loro
non fosse col sangue arterioso che perveniva sensibilità sale allo stesso livello di «[nella dei
alla coscia e col venoso che retrocedeva al secondi, viene a stabilirsi il rapporto e i flui-
tronco veleno introdotto in seguito nella
: il di da prima rifiutati ottengono facile il pas-
zampa produsse i suoi effetti nello spazio so- saggio —
beco come le superficie più esposte
lito, vale a «lire in capo a quattro minuti al- agli agenti che esaltano la sensibilità, sono an-
l
1
incirca. —
Da siffatte varie esperienze, puossi che le più soggette alle infiammazioni locali ,
a ragione concludere le radicette venose go- come si osserva nella congiuntiva, nei polmo-
dere della facoltà assorbente ; esercitarla desse ni, e simili. In questi casi avviene di frequen-
nelle superficie delle membrane mucose e del- te, che l aumento di sensibilità è tale, che da
1

le sierose, e nell’ interno degli organi ; risul- organica diventa animale, e trasmette allora
tare inesatti o mal interpretati
gli esperimenti al cervello impressione dei corpi esterni.
1

che si citarono in favore dell’assorbimento L’ infiammazione dura finché l’eccesso di sen-


«lei linfatici nulla in fine provare che siffatti sibilità sussiste, e quando questa s’indeboli-
;

casi assorbano all infuori del chilo.


1
In suc- — sce gradatamente, e si restituisce al suo gra-
cinto, io penso, dice Magendie, potersi dedur- do naturale, allora anche i globetti rossi ces-
1
re dalle precedenti sperienze essere l inzup- sano di passare nei vasi bianchi, ed ha luogo
pamento dei va sei lini una delle cause princi- così la risoluzione. —
Dal fin qui dello risul-
naìi dell’ assorbimento detto venoso. Se lin- i ta non essere la teoria dell’infiammazione se
fatici rron sembrano godere nel modo stesso non che una conseguenza naturale delle leggi
della facoltà d’ assorbire, ciò dipende unica- che presiedono al passaggio dei fluidi nei loro
mente, dic’egli.non già dalla natura delle loro ili versi canali, e si concepisce così quanto sie-

pareti» le cui fisiche proprietà sono all’ incirca mancanti le* ipotesi tratte dall’ idraulica ,
110
eguali a quelle delie vene, ma alla mancanza la quale non offre quasi mai applicazioni reali
«li una corrente continua nel loro interno. per l’economia animale, perchè non riscontrasi
Nota di Magendie ji) —
L’arte del medico, nel— nessuna analogia Ira un seguito di tubi inerti,
l’applicazione «lei risolventi, consiste nel tro- ed una serie di condotti vivi, di cui ciascuno
vare il termine medio e di ricondurre a que- ha una sensibilità propria che lo mette in ,

sto i vasi, o aggiungendo loro nuove forze, o rapporto con tale o tal fluido, mentre respin-
sottraendo in parte quelle «li cui sono pro v ve- ge gli altri, che può, db Irò una minima causa*.
ut
ÙO bl.Li.y. FORZE VITALI
aumentare e diminuire, e cambiar così di rap- vello; riceve da questo le irradiazioni, che N
porto ed ammettere quel fluido che prima mettono in azione, cessa d’esistere tosto cb«r
aveva rigettalo* o rigettare quello che prima gli organi in cui si osserva non comunicano
aveva ammesso. —
Non finirei mai se Volessi più con esso per mezzo de» nervi, partecipa
moltiplicare le conseguenze di questi principi costantemente a tulli gii stati, in cui esso si
nei fenomeni dell uomo vivo sì nello stato di
1
trova, ha la propria sede esclusivamente nei
salute' che di malattia. I miei lettori vi sup- muscoli detti volontari /, e presiede alla loco-
pliranno facilmente, e potranno estendere il mozione, alla voce, ai movimenti generali del-
numero delle conseguenze, dalla di cui unio- la testa, del torace, dell’ addome , e simili.
ne risultano quasi tutti grandi dati della ti- i L’altra*indipendente da un centro eomune *
siologia, e punti essenziali della patologia
i
— trova suo principio nell’ organo stesso, che
il

Si dimanderà senza dubbio perchè, nella di- si muove, sfugge a tutti gli atti volontari! e
stribuzione delle diverse somme di sensibilità, dà luogo ai fenomeni digestivi, circolatorii ,
non furono di essa dotate dalla natura che s'ecretorii, assorbenti, nutritivi, e simili, —
ad un grado inferiore le parti e gli organi Sono tutte e due, come le due specie di sen-
interni, mentre ne furono gli esterni così am- sibilità, essenzialmente distinte nelle morti
piamente forniti ? O in conseguenza di qué- violenti, le quali distruggono ad uri tratto la
ste, perchè gli organi digestivi, circolatori! contrattilità animale, e permettono ancora aì-
respiratorii, nutritivi, assorbenti non tras- ,
1'organica di esercitarsi un tempo più o meno
1
mettono al cervellone impressioni eh essi ri- lungo sono esse
;
egualmente distinte nell' a-
cevono, mentre ogni azione animale suppone sfissia. immagine tanto somigliante alla mor-
questa trasmissione? La ragione di questo è te, in prima è interamente sospesa
cui la *

semplice, ed è che tutti fenomeni, quali i i mentre gode la seconda ancora della sua at-
ci mettono in rapporto coi corpi esterni de- tività; esse lo sono finalmente nelle paralisi*
vono sono sotto 1’ influenza della
essere, e o prodotte artificialmente in qualche membro,-
volontà, mentre sfuggono da qriesta tutti gii 0 portate da una malattia nelle quali cessà
,

òrgani inservienti all’ assimilazione. Ma ac- ogni movimento volontario, restando intatti
ciocché un fenomeno dipenda dalla volon- 1 movimenti organici. —
L’ una e 1’ altra spe-
tà, dobbiamo necessariamente averé di esso cie di contrattilitàsono unite alla specie cor-
coscienza ;
e perchè sia esso sottratto al suo rispondente di sensibilità, e ne sono, per Cosà-
impero deve tale coscienza essere nulfo. dire, una conseguenza, per cui le sensazioni
§. V. Delle due epecie di contrattilità degli oggetti esterni chiamano ad azione la
animale ed organica. La contrazione co- — contrattilità animale, e la sensibilità del cuore
stituisce il modo più comune di movimento eccitata dal contatto del sangue determina l’e-
nelle parti organiche ma vi hanno pure del-
; sercizio della sua organica contrattilità. — =>

le parti, le quali si muovono dilatandosi, co- La connessione però nelle due specie di fa-
me sono corpi cavernosi Vii capezzo-
l’iride, i coltà, non è sempre la stessa, potendo la sen-
lo delle mammelle* e simili. E perciò le due sibilità animale esercitarsi isolatamente, sen-
facoltà generali , da cui deriva la mobilità za che la contrattilità analoga entri per ciò ira
1
spontanea sono la contrattilità e l éstendibi- esercizio e, benché siavi tin rapporto gene-
:

lità attiva, che bisogna distinguere dalla pas- rale tra la Sensazione e la locomozione , tale
siva, di cui ora parleremo, e delle quali Luna rapporto però non è diretto e attuale. La con-
appartiene alla vita, l’altra al solo tessuto trattilità organica al contrario non è mai se-
degli organi. Troppo pochi però sono dati i' parata dalla sensibilità della stessa specie e cosi
che esistono sulla natura e modo di movi- la reazione dei condotti escretori è immedia-

mento che risulta dalla prima di queste esten- tamente legata all’azione esercitata su di loro
dibilifà* e troppo piccolo è il numero degli or- dai fluidi separati, e la contrazione del euore
gani che ce la offrono perchè possa meritare i necessariamente succede alla sopraggiunta dei-
nostri riguardi in queste generali considera- sangue. Tutti gli autori perciò non hanno
zioni. Ci occuperemo quindi della sola con- mai isolato queste due cose nelle loro consi-
trattilità, e per quello che riguarda 1’ estendi- derazioni, ed anche nel loro linguaggio irri-
bilità, io rimando il lettore a ciò che fu di tabilità indica nello stesso tempo e la sensa-
essa scrittodai medici di Montpellier. La zione eccitata sull’organo dal contatto di un
mobilitò spontanea, facoltà inerente ai corpi corpo, e la contrazione dell’ organo che rea-
vivi, ci offre come la sensibilità due grandi gisce sii questo corpo medesimo.— La cagio
modificazioni assai differenti fra loro,secondo ne di questa differenza nei rapporti delle du«
che vengono esaminate nei fenomeni dell’tnia specie di sensibilità e di contrattilità è assa
o dell’ altra vita ; distingtfesi cioè una con- semplice ; nella vita organica non trovasi al
trattilità animale ed una organica. L’ una <
— con intermedio nell’esercizio delle due faeoi
essenzialmente assoggettata all’ influenza del- là, lo stesso organo è il punto in cui finisci
la volontà, riconosce il suo principio nel cer- la sensazione, e il principio, da cui parte !
WELLE DUE VITE » t

«contrazione. Nella vita animale, all’opposto, assai inesatte di questi due modi di movimen-
Irò vansi tra queste due azioni delle funzioni to, se fossero considerati come due diverse
medie, quelle cioè dei nervi e del cervello; specie, e come dipendenti da diversi princi-
funzioni, le quali interrotte possono sospen- pi ma F uno non è che F estremo dell altro,

;

dere anche la relazione.


A questa stessa e lutti edue s’incatenano per insensibili gra-
causa si deve pur riferire la seguente osserva- dazioni. Tra la contrattilità oscura, ma rea-
zione ; cioè, che esiste sempre nella vita or- le, necessaria nutrizione delle unghie, dei
alla
ganica una proporzione rigorosa tra la sen- peli, e simili, e quella che ne vien presentata dai
sazione, e la contrazione, mentre, nella vita movimenti delle intestina, dello stomaco, e si-
animale, può una essere esaltata o diminui-
1
mili, s incontrano infinite gradazioni, che
9

ta, senza che l’altra se ne risenta.


servono di transizione dall una all altra: co?
VI. Suddivisione della contrattilità
§. me sono movimenta del darlos, delle arte-
i

organica in due varietà. La contrattilità — rie, di certe parli dell organo


cutaneo, e si-
9

animfile, qualunque sia la parte,


in cui si ma- mili. —
La circolazione, più diluito, può
darci un’idea di questa concatenazione gra-
nifesta, è quasi sempre la
stessa ;
mentre esi-
stono nell organica due
essenziali modifica- duata delle due specie di contrattilità organi-
zioni, che potrebbero sembrare poiché presiede moli del cuore, e delle
ai
indicare in ca,
essa una differente natura, grosse arterie la contrattilità sensibile, la qua-
quantunque la di-
versila non esista che meno apparente, di
nella esterna apparen- le a poco a poco diventa
za
inano in mano, che il diametro del sistema
. e in alti ora essa si manifesta un mo-
in
do apparente, ora, benché finalmente essa è
reale, non può es- vascolare va diminuendo ;

seie nessun modo dalla ispezione conoseiu-


iti
in cui si osserva la
insensibile nei capillari,
*a ' a coni ratlililà
organica sensibile si os- sola tonicità. ( Potrebbesi credere, giusta una
contenuta in questo periodo, suppones-
sei va ne cuore,
nello stomaco, negli intestini, frase
tie a vcsnca, e simili, sul coiso
e si esercita su conside- se che le grosse arterie influiscano
la mass di fluidi animali.
. f
ti ila oiganiea
, La contrai? — del sangue, mediante certa contrazione
ma
attiva
tale
insensibile è quella, in virlù analoga alla contrazione muscolare,
della, quale dire c ve il
condotti escretori reagiscono
j
non è il suo parere solo intese ;
su 1 Rispettivi fluidi,
gli organi secretòri sul sangue continuava a muoversi nelle grosse ai-
sangue che vi perviene, le parti in cui s’ope- terie unicamente sotto la influenza
del cuoi e.
ra la
nutrizione sui loro sughi n u ri tizi i. i t Nota di Magendie.)— È dunque falso, e con-
«tifatici sulle
sostanze che eccitano le loro trario al modo distribuzione seguito dalla
di
estremità aperte, e simili. Quindi considerare, colla massima parie degli
questa se- natura il
eom a specie di contrattilità si manifesta ovun- come una proprietà esclu-
autori, l’irritabil'ilà
que fluidi trovansi in piccole
i
siva dei muscoli, come un carattere distinti-
masse, o assai
c ivisi.
-Si potrebbe dare d’ ambedue un’idea vo «li questi organi, e come una proprietà
assai precisa,
paragonando F una aiF attrazio- che in essi solo risieda. -Occupano, è ver.o, —
ne che rappor-
esercita sui grandi aggregati di ina- i muscoli il primo posto, sotto questo
si
* er «a, 1
to, nella serie dei solidi animali, essi godo-
1
altra all affinità chimica, i di cui fe-
nomeni hanno luogo tra le molecole di diver- no del massimo grado di contrattilità orga-
se sostanze.
Barthez, per far meglio sentire la nica ;
ma ogni organo, che viva, reagisce al
inferenza che le distingue, si serve del para- par di loro, benché in un modo meno appa-
gone di un orologio,
secon- il di cui indice a rente, sullo stimolo che vi si applica artifi- •

di percorre in modo assai manifesto la circon- cialmente, o sul fluido che nello stato natura-
ferenza, mentre quello delle perviene, onde portarvi materiali delle
ore, che pure si le vi i

move, non dà segni. del proprio moto. — La secrezioni, della nutrizione, dell’ esalazione e
contrattilità
presso
organica sensibile corrisponde dfdl’assorbimento. —
Quindi non havvi niente
a poco
a ciò che dicesi irritabilità la di più incerto, quanto la regola comunemente
contrattilità organica insensibile a ciò che adottata, per istabiiire la natura muscolare o
chiamasi tonicità. Ma questi due termini sem- non muscolare di una parte regola dedotta ;

brano supporre ne.'ìe proprietà, che indica- 1


dall osservare, se essa si contragga sotto l’azio-
no, una diversità di natura, mentre tale di- ne degli irritanti naturali o artificiali. — Inten-
versità non esiste che nell’ apparenza ester- diamo così perchè siammetta una tonica car-
na; preferisco perciò d’ impiegare per tulle nosa nelle arterie, benché questa per la pro-
e due il termine comune di contrattilità or- pria organizzazione sia affatto straniera alla
ganica poiché essa indica il loro carattere
, natura «lei muscoli; intendiamo, perchè Fa-
generale, quello cioè di appartenere alla vita terò si considera qual viscere dotato «li fibre
interna, di essere indipendenti dalla volontà; carnee, benché un gran numero di differenze
a?gmngendo poi a questo termine comune lo distingua da queste sostanze, e perchè si
un aggettivo, che esprima F attributo parti- ammetta una tessitura muscolosa nel dartos.
colare a ciascuna. — Si avrebbe in fatti idee nell’ iride, e simili, benché niente appaia di
3a DELLE FOtlZE VITALI
tal natura in queste parli. La facoltà di — ilvomito può accadere senza che lo stomaco
centrarsi sotto V azione degli irritanti è, co- presenti verun indizio di contrazione; 2.° che
me quella di sentire, inegualmente e in diffe- la pressione esercitata iramediatemente sullo

renti gradi distribuita negli organi, i quali stomaco dal diaframma e dai muscoli addo-
ne vanno torniti", noi quindi non concepia- minali, sembra bastare per produrre il vomi-
mo di- una retta idea, allorché la consi-
essa to, allorquando non vi osti 1’ otturamento
u che la
deriamo propria esclusivamente di certe par- della parte inferiore dell’ esofago ;
3.

ti, della fibrina, dei muscoli, per esempio, come contrazione convulsiva del diaframma e dei
qualeh’uno sembra aver pensato. Là sola con- muscoli addominali nel vomito apportato dal
dizione necessaria alle libre, onde godano di tarlrito antimoniato di potassa, e dalle so-
essa, è la vita, e il loro particolare tessuto non stanze vomitive propriamente dette, è il ri-
influisce che sulla somma, che quelle ricevo- sultato dell’ azione diretta di tali sostanze sul
no. Per ciò sembra che a tale tessitura orga- sistema nervoso, ed indipendente dalla im-
nica sia, se posso così esprimermi, distribuita pressione patita dallo stomaco) questi movi- ;

lai dose di contrattilità, e che a tal altra tes- menti però conservano sempre il proprio tipo
situra corrisponda una tal altra dose; di mo- e carattere primitivo; nè mai il cervello ne re-
do che, per servirmi delle espressioni usate gola le scosse irregolari, come nell’incremento
trattando della sensibilità, espressioni impro- di sensibilità organica; riceve le impressioni ,
prie, è vero, ma capaci di rischiarare la mia che prima ad esso non pervenivano. Non mi —
idea, le differenze della contrattilità organi- è possibile il d eòi de re in modo preciso e ri-
ca nelle nostre diverse parli non si riferisce goroso.la quislione intorno a tale differenza
che alla quantità, non già alla natura di tale tra fenomeni della sensibilità e della con-
i

proprietà, secondo che si consideri nei mu- trattilità.


scoli, nei legamenti, nei nervi, nelle ossa, e §. Vili. Estendibilità e contrattilità di
simili. — Che
se nei muscoli si dovesse mani- tessuto. —
Dopo di aver presentate alcune
un particolar modo di contrazione, ciò
festare generali riflessioni intorno alle forze, che so-
dovrebbe essere senza dubbio non già la con- no in modo immediato collegale alla vita, esa-
trattilità organica, ma quella dei muscoli vo- minerò ora le proprietà dipendenti dal solo
lontarii, poiché essi soli, tra tutte le parti che tessuto, e dalla disposizione organica delle fi-
si muovono, godono di movimenti che trovan- bre delle nostre parti, dirò cioè della.'estendi-
si sotto l’influenza del cervello. Ma questa, pro- bililà e contrattilità di tessuto. Queste due —
prietà è estranea al loro tessuto, e non vien proprietà si succedono e s’ incatenano reci-
loro concessa che da quest'organo: perchè procamente, sono cioè fra loro in una mutua
laddove cessa la reciproca loro comunicazio- dipendenza al pari della sensibilità e contrat-
ne mantenuta dai nervi, cessano essi pure di tilità organica ed animale nei fenomeni vitali.
moversi volontariamente.— Dalle cose or ora — 1/ estendibilità di tessuto, ossia la facoltà di
esposte siam condotti ad esaminare i limiti allungarsi e di distendersi olire lo stato ordi-
posti tra T una e V altra specie di contrattili- nario dietro un impulso straniero (ciò chela
1
tà. Abbiamo Veduto, che ciò che. distingue i distingue dall estendibilità dell’iride, dei cor-
due modi di sensibilità non sembra dipende- pi cavernosi, e simili ) appartiene in modo
,

re che dalla maggiore o minore proporzione sensibile a un gran numero di organi. I mu-
di questa forza abbiam detto, che a tal do-
: scoli estensori così acquistano una notdùle
se, questa proprietà è animale, che a tal altra lunghezza nelle forti tensioni delle membra ;
più debole essa è organica che soventi per il : la pelle cede e si presta per inviluppare i tu-
semplice aumento o diminuzione d’intensità mori che la sollevano si distendono le apo-
;

essa veste a vicenda i loro caratteri rispetti- neurosi, se si raccolga sotto di esse qualche
vi; ed un fenomeno pressoché analogo a que- fluido, come si osserva helP idropisia ascite,
sto ci è pure occorso di osservare nelle due nella gravidanza, e simili. Presentano pure un
suddivisioni della contrattilità organica. La — analogo fenomeno le membrane mucose delle
stessa cosa però non avviene nelle due grandi intestina, della vescica, delle vesciche ite, non
divisioni della contrattilità considerala in ge- che le sierose, sotto 1’ accresciuta capacità
nerale, poiché P organica non può mai tras- della loro cavità rispettiva.* Si mostrano su-
formarsi in animale, e qualunque sia il suo scettibili di tale distendimento anche le me. li-
esaltamento, il suo aumento d’energia, essa brane fibrose e le viene pro-
ossa stesse, come
conserva costantemente la stessa natura. Ci vato dai casi d’ idrocefalo, di spina ventosa ,
siano d’esempio lo stomaco e le intestina, le di pedarlrocace, in cui la dura madre,* il pe-
quali acquistano soventi una suscettibilità ta- ricranio, le ossa del cranio nelle prime inala tj
le per la contrazione, che soffrono per il mi- lie, il periostio, 1’ estremità e la parte media
nimo contatto forti irritazioni, e si determi- delle ossa lunghe in queste ultime provano un
nano a violenti movimenti fece Ria gen die ; (
notabile distendimento. 1 reni, il cervello , il
molti esperimenti dai quali concluse i.° Che ;
legalo, la milza, i polmoni, i legamenti arti»
KELL'S DDE VITE Oj9
5
*
icolari, tu organi in una parola ci offro-
Iti gli dipende dalla cessazione di un’estensione con-
no innumer'abili prove <ii questa proprietà tro natura, come nel caso in cui si contrag-
nelle raccolte di pus, di sangue, di siero, e sì- gono il basso ventre dopo il parto o dopo la
mili. la quale è inerente al ìqio tessuto non , puntura nell
1

ascile, il seno, mascellare dopo


«già dipendente dalla vita poiché finché tale ;
l’estirpazione del fungo, il tessuto cellulate
(tessuto rimane intatto, sussiste sempre la me- dopo l’apertura di una raccolta, la tunica va-
desima eslendibilità, anche allorquando già da ginale 'dopo l’operazione dell’idrocele, la pel-
lungo, tempo sikno stati abbandonati dall vi- i le dello scroto dopo la demolizione di un te-
ta. Quindi la decomposizione, la putrefazione sticolo voluminoso che la distendeva, sacchi i

:e lutto ciò che altera il tessuto organico è il aneurismatici dietro l’evacuazione del fluido,
solo termine dell’esercizio di simile proprie- e via dicendo. —
Questo modo di contrattilità
tà, nella quale gli organi sono tutti passivi e è affitto indipendente dalla vita, e non dipen-
1
sottomessi ad un influenza meccanica per la de, come la eslendibilità, che dal tessuto e dal -

parte dei diversi corpi che «agiscono su di lo- la disposizione organica delle parti, hieeve
ro. —Tale estendibililà riconosce una scala di esso però dalle forze vitali un accrescimento
gradazioni nei diversi organi alla parte su- ;
d’ energia, e perciò la retrotrazione di un mu-
periore «Iella quale sono riposti quelli che scolo tagliato dopo la morte è assai minore di
jgodono di maggiore mollezza nella disposizio- quella d’ un muscolo diviso duramela vita, e
ne delle proprie fibre, come muscoli, la cu- s allontanamento dei lembi delia cute tagliata
1’

te, il tessuto cellulare, e simili; all’estremo varia egualmente a seconda di queste due cir-
inferiore si trovano quelle parli caratterizza- costanze. Ma tale contrattilità, benché meno
te «la grande densità, come le ossa, le cartila- pronunciata, sussiste sempre, e ai pari della
gini, i tendini, le unghie, esimili. — Guar- estendibililà, non ha termine che colla disor-
diamoci però dai lasciarci imporre da certe ganizzazione, decomposizione e putrefazione
apparenze intorno alla eslendibilità delle no- delle partitoli già colf annichilamento delle
stre parti, poiché le membrane sierose, per loro forze vitali.*— La maggior parte degli
esempio, suscettibili a prima vista di enorme autori ha confuso i fenomeni di questa con-
distensione, si estendono però meno per se trattilità con quelli delia contra t lili-tà organi-
stesse, che per lo sviluppo delle loro pieghe , ca insensibile, ossia della tonicità ; tali sono
ome ho più volte osservato, e del pari d ri Haller, Blumenbach, Barthez, ed altri, i quali
movimento della etite, la quale abbandona le hanno ripetuto dallo stesso principio tanto il
ip arti vicine per ricoprire certi tumori, po- contrarsi delle pareti addominali distese, l’al-
trebbe farci supporre una eslendibilità mag- lontanamento della cute, o d’ un muscolo di-
giore di quella di cui essa è suscettibile, esi- visò, quanto la contrazione dei dartos per
mili. — Àll’estendibilità di tessuto corrispon- l’azione del freddo, l'increspamento delle
de un modo particolare di còni Tattilità, il di parti per effeflò di certi veleni, delle sostanze
imi carattere può essere esposto col medesimo sìniche astringenti, e simili. I primi di questi
termine o colla medesima espressione, con • fenomeni sono dovuti alla contrattilità per
Tattilità da mancanza di estensione ; e in difetto che non suppone mai
<T estensione,
1
fatti, basta che cessi l’esercizio dell’estendibi- sulla parte b applicazione d’ irritanti, alla in-
ilà in un organo, perchè essa si metta in azio- fluenza dei quali, ed alla tonicità da essi ecci-
ne. —
-
- Nello stato ordinario la maggior parte tata, sono dovuti secondi. Questi due mo-
i —
dei organi è mantenuta in un certo
nostri di di contrazioni non furono da me abbastan-
grado di tensione da cause differenti 3 mu- za fra loro distinti nella mia opera intorno
scoli locomotori lo sono dai loro antagonisti; alle membrane, ma fa d' uopo stabilire tra
muscoli cavi dalla sostanza che in sé conten-
i
essi dei limitievidentemente marcati. So che
dono ; i vasi dai fluidi in essi circolanti ; la otterremo chiaramente dalla seguente appli-
mite una parte da quella della parte vicina;
d’ cazione. Prendiamo un organo, in cui occor-
fé pareti alveolari dai denti che contengono, rano tutte e tre le specie di contrattilità di cui
re simili. Ora cessando queste cause d’agire, ho fin’ora parlato, un muscolo volontario, per
sopraggiunge la contrazione, per cui si accor- esempio, in cui distinguendo con precisione
pia un muscolo tosto che il suo antagonista è queste tre specie, potremo dare una idea chia-
ma gl iato e vuotato un muscolo cavo, esso si
, ra e distinta di esse. Questo muscolo si —
ristringe; così pure se si impedisca che il san- mette in azione, i.° per 1’ influenza dei ner-
r
gue entri nell’arteria, questa si converte in vi ch’esso riceve dal cervello, e questa sarà la
ligamento, e tagliata la cute, i lembi dell’ in- contrattilità animale ; 2 ° per !’ applieazio-
visione si separano, perchè tirati dalla contra- ne d’ uno stimolo chimico o fisico, il quale
zione delle parti vicine, come estirpato un vi determina artificialmente un movimento
chiude, e simili. — In que-
lente, l’alveolo si di totalità analogo a quello che è naturale
Isti casi la contrazione è determinata dalla ces- al cuore, ed agli altri muscoli ùnvolontarii ,
1
«azione dell’ estensione naturale; in altri però e tale contrazione è I organica sensibile o
Encicl. Med. 4.* 5
34 BELLE FORZE «PITALI

irritabilità; 3.° per l’arrivo dei fluidi i e quella di tessuto. — Generalmente parlando
quali penetrano per recar-
in tutte le sue parti queste due ultime trovanti inerenti ad ogni
vi la materia nutritizia e che sviluppa in cia- specie d’ organi, intantochè le due prime non
scuna fibra e in ciascuna molecola un movi- appartengono che ad alcuni in particolare. Si
mento d’oscillazione parziale necessario alla deve dunque ammettere come cara ttere gene-
sua nutrizione, come è necessario alle ghian- rale di tutte le parti viventi la tonicità e con-
dole, ed ai linfatici per la secrezione, per l’as- trattilità organica insensibile ; mentre si con-
sorbimento, e via dicendo; questa contrattilità sidererà la contrattilità di tessuto come attri-
è l’organica insensibilè, ossia la tonicità; \.° buto comune a tutte le parti vive o morte ,
finalmente per la sezione trasversale del suo ma organicamente tessute. ( Perchè inventare
corpo che determina la retrolrazione dei capi un vocabolo nuovo, quando si possedè quello
recisi verso i loro punti d’attacco; questa è la di elasticità che esprime per tutti i corpi in
contrattilità di tessuto, ossia la contrattilità generale organici ed inorganici, codesta ten-
per difetto d’estensione. —
Di tutte queste denza a riprendere la loro forma ed il loro
speciepuò ciascuna isolatamente cessare in un volume consueti, sempre che la causa che li
muscolo così, tagliali i nervi che vi si distri- fece in essimutare cessò di esercitarsi? Nota
;

buiscono, viene distrutta ogni con tra ttililà a- di Magendie. ) —


Anche questa contrattilità
nimale intanto che ancora sussistono' i due
;
però mostra, come P estendibilità, e via di-
modi di contrattilità organica. Impregnato iu cendo, a cui è sempre proporzionata, i suoi
seguito Io stesso muscolo d’ oppio fino al se- gradi diversi e la sua scala d’intensione: i
gno che i suoi vasi
esso penetri ,
esso cesserà muscoli, la cute, il tessuto cellulare, e simili,
del tutto di moversi sotto l’ impressione degli per una parte , i tendini, le aponeurosi, le
irritanti perderà cioè la sua irritabilità; per- ossa per l’altra formano sotto questo rap-
;

sistendo ancora però il movimento tonico de- porto i due estremi. —


Dalle cose fino ora
terminato dalla presenza del sangue. Ucciso esposte in quest’ articolo facilmente si ve~
finalmente 1’ animale, o piuttosto, lasciandolo de, che nella contrattilità di ciascun organo
in vita, legati tutti vasi che si distribuiscono
i devonsi considerare due cose ; cioè la contrat-
al muscolo,|esso perderà anche le sue forze to- tilità ola facoltà e la causa che mette in azio-
niche e non resterà più che la contrattilità di ne questa facoltà. La contrattilità è sempre la
tessuto che cesserà al sopraggiugnere della can- stessa e dipendente dall’ organo cui è ineren-
grena, qual conseguenza dell’ interdetta azio- te, ma la causa la quale ne determina I’ eser-
ne vitale. —
Per quest’esempio si conosceran- cizio, è singolarmente variabile, d’onde nasco-
no facilmente le differenti specie di contrattili- no le diverse specie di contrazioni animali, or-
tà in quegli organi, nei quali esse trovatisi riu- ganiche e per difetlo di estensione per cui:

nite in minor numero di quello che lo siano queste parole dovrebbero piuttosto essere con-
nei muscoli volontari, come nel cuore e nelle giunte a quella di contrazione che ne esprime
intestina, nei quali visceri trovatisi bensì la 1’ azione, di quello che alla parola contrattilità

contrattilità organica sensibile, V organica in- che ne indica il principio soltanto.


sensibile, la contrattilità di tessuto , ma non §. Vili. Riassunto delle proprietà dei
osservasi la contrattilità animale. Parimenti corpi viventi. —
Possiamo presentare il rias-
negli organi bianchi, come sono i tendini, le sunto di quest’articolo intorno alle proprietà
aponeurosi, le ossa, e va parlando, in cui man- dei corpi vivi colla seguente tavola, la quale
cano le contrattilità animale ed organica sen- offre sotto un sol colpo d’ occhio tutte queste
sibile, sussiste tuttavia 1’ organica insensibile proprietà.
DELLE DUE VITE

CLASSI. GENERI. SPECIE. VARIETA-


1
°
I.»
Sensibilità. Animale.

I IL*
\ Organica.
Vitali.


li. LE

Animale.
Contrattilità.
IL» l.a

Manifesta.
Organica»
S
ÌIa
)
II.» l.° . { Latente.

Estendibili!»
Di tessuto.
H.»
Contrattilità,

Non ho nella presente tavola introdotto denti dalie leggi comuni il che vale pure per

i movimenti dell’iride, dei corpi cavernosi, e la produzione del calore.


;


Sotto questo stes-
simili, i quali non sonodeterminali dal-
già so rapporto la forza digestiva di Grimaud ci
l’arrivo del sangue, ma bensì preceduti non ;
presenta un’idea inesatta. L’assimilazione pu-
la dilatazione del cuore, e in una parola quella re delle sostanze eterogenee ai nostri organi
specie d’estendibilità attiva e vitale, di cui sem- non è già effetto di una forza propria, ma è
; brano certe parti suscettibili. E ciò perchè uno dei grandi prodotti della sensibilità e
debbo confessare che, ancorché riconosca la della mobilità-; tali sono ancora la forza for-
; realtà di questa modificazione del movimento mativa di Blumenbach, di situazione fissa di
vitale, non bo però ancora idee chiare e pre- Barthez, e diversi principii ammessi da una
i

i eise intorno
rappòrto che lo unisce alle al-
al folla d’autori, quali a certe funzioni e. a cer-
i

v tre specie di mobilità, nè intorno alle diffe- ti risultati hanno attribuito denominazioni
jnrenze che ne lo distinguano.-—-Emergono dalle che indicano soltanto alcune leggi o proprie-
i esposte proprietà tutte le funzioni e fenome- i tà vitali, e simili. —- propria di cia-
Lia vita
}mi presentati dall’ economia animale ; e alcu- scun organo risulta dalle diverse modifica-
jmo non ve ne ha, il quale non possa in ultima zioni che la sensibilità e mobilità vitali subi-
analisi essere a quelle riferito : non altrimenti scono in ciascuno di essi, le quali modificazio-
i
dei fenomeni fisici, nei quali tutti riscontria- ni si estendono inevitabilmente alla circola-
rao sempre
gli stessi pri nei pii e le stesse cause, zione ed alla temperatura dell' organo. Cia-
j

l’attrazione cioè, l’elasticità, e via dicendo. — scuno in mezzo alla sensibilità, mobilità, tem-
Ovunque trovami le proprietà vitali in atti- peratura e circolazione generale, gode di un
Evita, succede uno sviluppo ed una perdita modo particolare di sentire, di moversi, gode
di calore, proprio dell’ animale e il quale gli di una temperatura indipendente da quella
i stabilisce una temperatura indipendente dal del corpo, di una circolazione capillare, la qua-
mezzo in cui esso vive. La parola caloricità le sottratta all’ impero del cuore non riceve
jnon è atta ad esprimere questo fenomeno, che T influenza dell' azione tonica della parte.
I «effetto generale delle due grandi facoltà vitali Ma abbandoniamo questo punto di fisiologia
jiin esercizio e che in nessun modo deriva danna tante volte discusso e abbastanza studiato da
:
ma. E così non
-speciale facoltà distinta dalla pri altri autori. —
- Io del resto non presento ciò
'Si dice digeribilità respirabilità secrezio -
, ,
che è stato detto intorno alle forze vitali che
nabilità, esalabilità e via dicendo: perchè la
, come una vista sulle modificazioni
diverse
digestione, la respirazione, la secrezione, resa- eh’ esse provano nelle due vite e come idee
si itazioné e simili risultano dalle funzioni dipeli» ancora sconnesse, le quali formeranno tosto»
30 ORIGINE E SVILUPPO
la Ime di un lavoro più esteso, — 'Non hu care, ha per oggetto di avvertirci della presen-
neppure indicato le diverse divisioni delle for- za dei corpi, delle loro qualità Calde o fredde,
te vitali adottate dai vari autori: potrà il let- secche o umide, dure o molli, e simili, ossia de-
tore trovarle nelle loro opere e potrà facil- gli attributi comuni ; ma il percepire le parti-
mente ohe le di
in esse scorgere la differenza colari modificazioni dei corpi è proprietà sola
stingue .da quelle che sono qui presentate. Os- dei sensi, ciascuno dei quali trovasi in rappor-
serverò solamente che se queste divisioni fos- to con una specie di questemodificazioni.— 11
sero state chiare e precise, se le parole sensi- feto ha egli delle sensazioni generali,? Per de-
bilità irritabilità tonicità , e via dicendo ,
, ,
cidere tale questione osserviamo quali siano
avessero a tutti offerto lo stesso significato, le impressioni che possono in esso eccitare il
non troveremrtio negli scritti di Haller, di Le- tatto. fògli è sottomesso ad una abituale tempe-
cat, di Wyth, di Dehaen, di tutti i medici di ratura, nuota in un fluido, urta nuotando con-
Montpellier, e via dicendo, una folla di dispu- tro le pareti dell’utero; e queste tre condizioni
te sterili per la scienza e stucchevoli per quel- stabiliscono tre sorgenti di sensazioni genera-
li che la studiano. li. — Ma osserviamo tosto essere le due prime
quasi nulle, e non aver egli coscienza nè del
ARTICOLO vili. —
dell’ ORIGINE E DELLO mezzo in cui si nutre, nè del calore che lo
SVILUPPO DELLA VITA ANIMALE. . penetra; poiché ogni sensazione suppone un
confronto tra lo stato attuale ed il passato. Il
Se havvi circostanza la quale valga a sta- freddo così non ci riesce sensibile se non per-
bilire un limile di distinzione tra le due vite, chè abbiamo antecedentemente provato un
questa si trova senza dubbio nel modo e nel- maggior grado di calore; sicché se l’atmosfe-
V epoca della loro origine. L’ organica trovasi ra si mantenesse ad un grado costante di tem-
già in attività tin dal primo istante dell’esi- peratura, non distingueremmo punto questo
stenza, mentre l’animale non si mette in eser- grado e per ciò l’ abitante della Laponia go-
:

cizio che dopo la nascita e allorché gli oggetti de uno stato di beu essere sotto un cielo, in
1
esterni offrono udivi duo che circondano dei
all ! cui un negro, trasportatovi subitamente, ver-
mezzi di relazione giacché sarebbe questa
: rebbe sorpreso da dolore e morte. Per questo
vita condannata ad una necessaria inazione per pure le sensazioni di cablo o di freddo sono
mancanza degli stimoli esterni , siccome ver- più vive nel tempo degli equinozj che del sol-
rebbe estinta la vita organica senza fluidi del- i stizio, perchè le variazioni allora ili maggior
1’ economia che sono di essa gli interni eccita- numero fanno nascere dei confronti più fre-
tori, — Ma lutto ciò abbisogna di più profon- quenti tra ciò che sentiamo, e ciò che abbia-
da discussione. Osserveremo adunque dappri- mo antecedentemente sentito. — Ciò che di-
ma come la vita animale nulla sul principio, cesi del calore atmosferico vale pure per le a-
nasca in seguito e si sviluppi. cque cui influenza non è dal
dell’ amnios', la
§. 1. Il primo ordine delie funzioni spet- feto risentita, essendogli fin ora sconosciuto il
tanti alla vita animale è nullo presso il feto. contatto di un altro mezzo. In fatti, perchè mai
~r- L’istante in cui può dirsi cjae il feto viva è ci il bagno, men*
riesce insensibile l’aria avanti
quello appunto in cui esso è concepito tale e- ;
tre sortendo da esso 1’ impressione da quella
sistenza però che va quotidianamente estenden- prodotta diventa dolorosa e molesta? ci affetta
do la propria sfera, differisce d’assai da quella, malamente, solo perchè la sua azione sull’ or-
di cui egli godrà dopo
veduto
— Fu da alcuni paragonato questo luce. d’ aver la gano cutaneo è stata interrotta. —
Potrebbe a
stato del fe- prima sembrare essere l’urto delle pareti
vista
to ad un sonno profondo; ma
paragone rie- tal dell’utero una causa d’ eccitamento più reale,
sce assai improprio, poiché nel sonno la vita delle acque dell’ amnios e del calore e ciò
;

animale non è che in parte sospesa; mentre nel perchè, non essendo il feto assoggettato a que-
feto è intieramente annichilila, o piuttosto non sta impressione che ad intervalli, la sensazio-
ha ancor cominciata. Abbiamo in falli veduto ne che ne segue, deve essere più viva. Ma
consistere essa nel simultaneo o distinto eser- dobbiamo qui pure osservare che non essen-
cizio delle funzioni del polmone, dei nervi, del do la densità dell*’ utero, soprattutto durante
cervello, degli organi locomo tori e vocali, i (pia- la gravidanza, maggiore di quella delle acque,
li tutti sono allora inattivi.
Ogni sensazione — P impressione deve essere minore. In fatti,
•suppone e l’azione dei corpi esterni sul nostro, quanto più corpi sono per la loro consisten-
i

eia pei cezione di quest azione, la quale succe- za analoghi al mezzo in cui viviamo, tanto
de in grazia della sensibilità cl\e deve qui di- minore riesce la loro azione sopra di noi. L’a-
K i», icis m lue sorta, o piuttosto trasmette in cqua, la quale ridotta in vapori nella nebbia
due specie d’ azioni, V una generale, parziale ordinaria non affetta che leggermente il tatto,
‘ altra. - L in fatti la facoltà di percepire le di mano in inailo che si condensa nell’ atmo-
impressioni generali considerata in esercizio co- sfera e allontana dalla densità dell’aria, di-
si
stituisce il tatto, il quale assai distinto dal
toc- venta causa di una più viva impressione.
DELLA VITA AJUluALt.

L’ aria adunque per l'animate che respira è il st’espressione, già quattro porte chiuse nel fe-
vero termine di confronto generale a cui egli to alle sensazioni particolari e che a lui non si
riferisce senza ingannarsi ogni sensazione di apriranno per la di loro trasmissione se non
tatto cosicché se immergiamo una mano nel
;
dopo la Ma dobbiamo osservare ,
nascita.
gas acido carbonico, il latto non c’ insegna a che la azione di questi sensi porta
nullità d’
distinguerlo dall’aria, perchè la loro densità è con sé quasi inevitabilmente anche quella del
press’ a poco la stessa. — La vivacità delle tatto propriamente detto. Questo senso in—
sensazioni è in ragione diretta della differenza fatti è specialmente destinato a confermare le ->•

della densità dell' aria con quella dei corpi nozioni acquistate per mezzo degli altri, ed
fatti ometto di sensazione. Nello stesso modo anche a rettificarle, essendo questi soventi ori-
r5 , ,

la misura delle sensazioni del telo consister gine di illusioni, mentre quello lo è sempre di
deve nel soprappiù di densità dell’utero iu verità. Perciò la natura attribuendogli que-
1
confronto di quella delle acque; ma non es- st ufficio, lo sottomise direttamente alle vo-

sendo la differenza di molto rilevante, devo- lontà, intanto che la luce, gli odori, suoni i
,

no le sensazioni essere ottuse. Per questa stes- anche ad onta nostra, colpiscono loro orga- i

sa causa ciò che a noi sembra di una grande ni rispettivi. 11 suo —esercizio è preceduto
densità, deve produrre un’ impressione assai ed anche determinato da quello degli altri e ;

meno viva sui pesci, a cagióne della densità quindi non possiamo concepire come avrebbe
maggiore del mezzo in cui vivono. Que- — -
luogo il tatto presso un uomo, supposto ch’e-
st’ asserzione relativa a! feto, diverrà più ge- gli nasca privo della vista, dell’odorato, del

no
1
nerale coll aggiunta della seguente
o osserva- gusto. —
Il feto
• rassomiglia a quest uomo 1
:

zione, la quale consiste nel vedere che le mem- egu può esercitare il tatto colle sue mani già
brane mucose, sede de! tatto interno, come la assai sviluppate; ma
chiuso nell’utero, non
cute lo è dell esterno, noti hanno ancora iti
1
trova corpo su cui possa esercitarlo. E perciò
lui cominciato 1’ esercizio delie proprie fun- esso è in una costante nullità d’azione, poiché
zioni. Queste membrane trovami continua- niente il feto vedendo, nè sentendo, nè gu-
mente dopo la contatto coi corpi
nascita in stando, non è neppure indotto al toccare; e le
stranieri al nostro, nei quali esse trovano cau- membra sono per esso lui quello che sono per
se molteplici d’irritazione che rinnovate con- 1’ albero suoi rami,
i quali non gli riferisco-
i

tinuamente diventano stimoli più potenti per no le impressioni dei corpi eh’ essi toccano o
gli organi: presso il 'feto però non havvi al- a cui si intrecciano. —— Osserverò di passag-
cuna successione di tali cause, essendo sempre gio che una grande differenza fra il latto e il
urina, lo stesso muco, lo stesso
la stessa me- toccare, all re volte confusi dei fisiologi, consi-
conio che esercitano la loro azione sulla ve- ste in ciò che le impressioni di questo sono
scica, sulla membrana pituitaria, sulle intesti- sempre dirette dalla volontà, mentre quelle
na, e via dicendo. — Da tutto questo possia- dell’ altro che ci dà le sensazioni generali di
mo quindi conchiudere, essere le sensazioni callo, di freddo, di secco, d’umido, e via di-
generali del feto pressoché nulle o assai debo- cendo sono costantemente fuori della sua
,

li, benché sia egli circondato dalla massima influenza. —


Possiamo adunque stabilire' in
parte di quelle cause che dovranno in seguito generale, essere ancor nulla nel feto quella
procurargliele. Le sensazioni particolari non porzione di vita animale che costituisce le sen-
sono presso di lui più attive ma ciò dipende ;
sazioni. —
Tale nullità d’ azione nei sensi, ne
propriamente dalla mancanza degli stimoli ec- suppone pure nei nervi diramantisi ad essi,
citatori. —
E supposto ancora che la luce, gli non che nel cervello, da cui questi partono,
odori, e simili, potessero su di esso agire, la lo- ed essendo funzione degli uni il trasmettere,
ro azione sarebbe ancora nulla, perchè l’oc- dell’ailro il percepire, questi due atti non pos-
chio chiuso dalla membrana pupillare, o le na- sono aver luogo senza oggetti di trasmissione
rici appena delineate non sarebbero ancora e- di percezione. —
Dalla percezióne dipendo-
capaci dì riceverne 1’ impressione siccome la ;
no immediatamente la memoria e l’ immagi-
o
lingua la quale è applicata al palato, non può nazione; dall’insieme di queste tre facoltà pro-
venire in contatto di alcun corpo che possa cede il giudizio e da questo la volontà. Tu! - —
produrvi un sentimento di sapore e ancor- ;
ta questa serie di facoltà', le quali si succedo-
ché essa fosse in contatto colle acque dell’àm- no Duna all’ altra e s’incatenano reciproca-
nios, l’effetto sarebbe nullo, perchè, come già mente, non può nel feto aver ancora avuto
abbiara detto, bavvi sempre nullità di sensa- principio, perciò appunto difesso non ha an-
zione laddove manca la varietà d’ impressio- cora avuto sensazioni. 11 cervello quindi tro-
ne. La nostra saliva per ciò insipida per noi, vasi nell’ aspettazione d’, azione, poiché esso è
riescirà sapida per unAnche l’udito non
altro. fornito di tutto ci’ò che è necessario per agire:
è risvegliato da alcun suono tutto quindi è Ite manca ad solo l’ecci-
esso l’eccitabilità, ma
pel piccolo individuo in istato
;

di* placida tamento. —


Risulta da ciò che tutta la prima
quiete, — Ecco adunque, se mi è lecita que- divisione della vita animale, quella cioè, che
/

38 ORIGINE E SVILUPPO
si riferisce all’azione dei corpi esterni sul no- — Tutti i fenomeni di questa vita sì succedo-
stro, è appena abbozzata nel feto ; vedremo no allora, come vedremo, con una estrema ra-
ora se avviene ancora della seconda
lo stesso movimenti diversi s’incatena-
pidità; e mille
divisione, ossia di quella che è relativa alla rea- no continuamente negli organi circolatola e
zione del nostro corpo sugli altri.
; così che tutto
nutritivi trovasi in una ener-r
§.11. Esìste nel feto la locomozione ma gica azione. Questa attività della vita organi-

,

essa appartiene alla cita organica Dal .


ca suppone delle frequenti influenze esercita-
vedere la stretta connessione che. passa negli te dagli organi interni sul cervello, e in con-
animali tra le sensazioni e tutte le funzioni ohe seguenza numerose reazioni da esso traman-
ne dipendono da una parte, tra la locomozione date ai muscoli, quali movono
i si in tal caso
e la voce dall’altra, siamo portati a credere, es-
sere costantemente le une in diretta relazione
simpaticamente. — In questo periodo della vi-
ta è il cervello tanto più susoetlibiie di rice-
colle altre, e ad ammettere che il moto volonta- vere impressioni da tali influenze, in quan-
le
rio cresca, diminuisca sempre, secondo che il to che desso è assai più sviluppato in propor-
sentimento verso ciò che circonda l’tmimale, è zione degli altri organi, e trovasi in uno stato
o maggiore o minore e tutto ciò siamo obbli-
:

gati ad ammettere, poiché, essendo il sentimen-


passivo dal lato delle sensazioni. Intendia- —
mo ora adunque di qual natura siano i movi-
to la fonte la quale fornisce materiali della menti del feto
i
;
essi cioè appartengono alla
volontà, nè essa nè i movimenti che ne dipen- stessa cui spettano molli movimenti
classe
dono, potranno riscontrarsi là dove il senti- dell’adulto non per anco a sufficienza distin-
mento manchi. Passando così da induzione ad ti ; assomigliano a quei moti prodotti dalle
induzione, potremmo facilmente provare, do- passioni, o a quelli dell’ uomo che dorine, iì
ver essere nel feto inattivi muscoli volontari
i
quale si muove con più o meno di forza, an*-
e non esistere per conseguenza presso lui al-
covchè nessun sogno venga ad agitare il suo
cuna specie di movimento nel tronco e nelle
cervello. Così , per esempio, vediamo assai
membra-, —
Ma il feto ciò non ostante si muo- spesso effettuarsi durante il sonno violen-
ve nell’ utero ; e ben soventi si hanno per ri-
ti moti prodotti dalla difficile digestione nel ;
sultato di movimento delle scosse assai
tal
qual caso lo stomaco, trovandosi in una viva
forti e sensibili. Che se egli non dà voce, non
azione, agisce sul cervello, dal quale vengono
dipende già questo dallo stato passivo dei mu-
ma dalla deficienza deljnez-
scoli della laringe,
i muscoli locomotori chiamati ad azione. —
E, riguardo a questi fenòmeni, dobbiamo di-
zo necessario a questa funzione. Spiegheremo
stinguere nel sonno due specie di locomozione,
ora adunque come si possa combinare P iner-
di cui 1’ una, per così dire, volontaria prodot-
zia della prima parie della vita animale colla ta dai sogni è un effetto della vita animale; l’al-
attività della seconda. — I muscoli locomoto- tra, dipendente dalla influenza degli organi in-
ri,quelli cioè degli arti, del tronco, in una pa-
terni, ha il suo principio nella vita organica di
rola quelli tutti diversi dal cuore, dallo sto-
cui forma parte, alla quale ulti ma specie appar-
maco, e via dicendo, sono, come abbiamo ve-
tiene precisamente quella che ha luogo nel feto.
duto parlando delle passioni, tratti in azione
in due maniere, cioè dalla volontà e dalle sim-
— Potrei trovare molti altri esempi di movi-
menti involontarii e in conseguenza organici
patie. — Quest’ ultimo modo d’azione ha luo- eseguiti nell’adulto dai muscoli volontari!, ed
go quando il cervello eccitato dalla af-
allora
atti perciò ad offrirei un’ idea di quelli ese-
fezione diun organo interno determina nei guiti dal feto ;
ma possono i già addotti esse-
muscoli locomotori movimenti involontari
; Osserveremo solamente che
re sufficienti. i
cosicché se una passione dirige sua in- la movimenti organici, non altrimenti che le af-
fluenza sul fegato, il cervello eccitato simpati-
fezioni simpatiche del cervello, dispongono
camente chiama ad azione i muscoli volontari, poco a poco quest’ organo e i muscoli, l’uno
ma il principio di questi ino vimenti esiste nel alla percezione delle sensazioni, gli altri ai mo-
fegato, per cui essi sono da ascriversi alla clas-
vi meni della vita animale, che sono per comin-
!

se di quelli appartenenti alla vita organica


; ciare dopo la nascita sul qual punto crederei
;
sicché questi muscoli, sebbene sieno sempre
opportuno il consultare le giudiziose memorie
messi in azione dal cervello, possono con tutto
ciò appartenere vicendevolmente
di Cabanis. —
Da tutto ciò che abbiamo in
all' una ed quest’ articolo esposto, possiamo senza dubbio
all altra vita. — Da
questo riesce facile il con- d’errore conchiudere, essere tulle le azioni che
cepire genere di locomozione del feto, la
il
si esercitano durante quest’epoca della vita,
quale non forma presso di lui, come nell’adul-
strettamente dipendenti dalla sola vita organi-
to, parte della vita animale e il suo esercizio
; ca, e mancare nel feto la vita animale. Diremo
non suppone una volontà preesistente diret- perciò, clie il feto non offre ne’-suoi fenomeni
trice e regolatrice 1
de suoi atti ; ma procede niente di quello che caratterizza l’animale; che
da effètti puramente simpatici e che ricono- la sua esistenza per nulla differisce da quella
scono la propria origine nella vita organica. del vegetale; e che la diluì distruzione non ns-
DELLA MIA ANIMALE 39
guarda se non se quella di un essere vivente, ne, quanta si osserva nel restante della loro
non già quella di un essere animato. Per ciò attività. — Gli organi della vita esterna , al
non cadrà più alcun dubbio sulla decisione contrario , hanno bisogno di una specie di
dell’ ostetrico posto nel bivio crudele di do- educazione, non giungendo che a poco a poco
ver sacrificare il felo o di dover esporre la a quel grado di perfezione, il quale appare in

madre ad una morte quasi certa. • Il delitto seguito nelle loro azioni. Questa importan-
di dover distruggere un suo simile è assai più te differenza merita di essere più attentamen-
relativo alla vita animale, di quello lo sia alla te esaminata e pel’ ciò comincieremo dal con-
vita organica. Noi sentiamo compassione e siderare la vita animale. —
-Scorriamo le di-
proviamo rammarico, non già per Tessere verse funzioni di questa vita, la quale al mo-
che appena respira, si nutre, digerisce, e il mento della nascita sorge dal nulla in cui tro-
quale è sede soltanto della circolazione delle vavasi immersa, e vedremo nel di lei sviluppo
secrezioni, e simili ; ma
per quello, il quale un lento graduato progresso vedremo che i :

riflette, vuole, eseguisce delle volontarie azio- suoi organi non giungono al proprio perfetto
ni e la cui morte è circondala dalle terribi- esercizio se non se insensibilmente e dietro
li immagini, sotto le quali viene al nostro spi- una vera educazione.—-Le sensazioni sul prin-
rito dipinto T omicidio. Per ciò s’ infievolisce cipio confuse, non eccitano nel bambino che
in noi il sentimento doloroso eccitato dalla immagini generali ; la vista quindi non ha
vista della distruzione di un essere vivo, di che il sentimento della luce, l’udito quello
mano in mano che nella serie degli animali del suono, il gusto se non quello del sa-
decrescono le funzioni intellettuali ;
esso fi- pore, T olfato quello dell’odore, e in que-
nalmente divieti nullo quando arriviamo ai ste generali affezioni egli non prova ancor
vegetali, dotati soltanto di vita organica. — nulla di distinto. Ma T abitudine rende ottuse
Se il colpo di un assassino, il quale mette fine queste prime impressioni, e succedono allora
alla vita di un uomo, non distruggesse in esso delle sensazioni particolari per cui vengono ;

che questa vita, lasciando sussistere l’altra, e dapprima percepite le generali differenze dei
di nulla alterasse le facoltà che stabiliscono colori, dei suoni, degli odori,, dei sapori, indi
le nostre relazioni cogli esseri esteriori, que- le differenze secondarie, finché dopo un certo
sto colpo verrebbe osservato con animo indif- tempo il bambino impara, mediante T eserci-
ferente, e non produrrebbe nè la pietà verso zio, a vedere, a sentire, a gustare, a toccare —
quello che ne è la vittima, nè T orrore verso Non altrimenti avviene nell’uomo il quale
quello che ne fu P artefice. — Per ciò nasce lo sorga da una profonda oscurità in cui trova-
spavento da una ferita, dalla quale sgorghi vasi già da gran tempo immerso ; egli è sul
molto sangue, non già perchè dessa arresti la principio colpito dalla luce soltanto, e non
circolazione, ma perchè il deliquio, che ne è giunge che a grado a grado a distinguere gli
una pronta conseguebza, rompe tosto tutti i oggetti dai quali è riflessa simile a quello ,
;

legami, i quali attaccano la nostra esistenza a avanti cui presentasi per la prima volta, come
tutto ciò che ci circonda e che trovasi fuori già accennammo, il magico spettacolo dei no-
di noi. stri balli, il quale altro non percepisce al pri-
§. III. Sviluppo della vita animale edu- mo colpo d’ occhio se non se un lutto che lo

;

cazione dei suoi organi. Appena esce il sorprende e non giunge che gradatamente ad
bambino dal seno materno, che il suo mo- isolare piaceri procuratigli nello stesso tem-
i

do di vivère si cambia e comincia per esso po dalla danza, dalla musica, dalle decorazio-
lui una nuova esistenza. Mentre in fatti la vita ni, e simili. —- Nè diversamente succede per
organica, a cui si aggiungono nuove funzio- l’educazione del cervello; poiché tutti gli
ni, diventa allora più complicata e moltiplica atti dipendenti dalla sua azione acquistano
perciò i proprii risultali, la vita animale en- lentamente il grado di precisione a cui sono
tra pure in esercizio e stabilisce tra il piccolo destinati percezione, così, la memoria
: la ,

individuo e corpi vicini dei rapporti fin al-


i l’immaginazione, facoltà precedute e deter-
lora sconosciuti, sicché tutto veste per esso un minate sempre dalle sensazioni, crescono e si
nuovo modo di esistere. Ma in questa rimar- estendono di mano in mano che il loro eser-
chevole epoca delle due vite, nella quale Tuna cizio viene da nuovi stimoli determinato. Il
si accresce quasi del doppio e T altra prende giudizio finalmente che riconosce una. triplice
cominciamento, acquistano ambedue un ca- base in queste facoltà, associa dapprima irre-
rattere distinto, non seguendo Tauraento del- golarmente delle nozioni per sè stesse già ir-
la prima le stesse leggi osservate per lo svi- regolari ma acquista in seguito maggior
;

luppo della seconda; perciocché, come vedre- chiarezza ne' suoi atti, e fassi in fine rigoroso
mo tra breve, gli organi della vita interna sono e preciso.- —
Gli stessi fenòmeni sono pure
portati ad un tratto alla, loro perfezione, ed presentati dalla voce e dalla locomozione i :

eseguiscono nel punto in cui sono posti in gridi dei giovani animali danno sul principio
esercizio le funzioni loro con tanta precisio- dei suoni informi quali non portano con sè
i
4
° ORIGINE h SVILUPPO

ancora alcun carattere; ina sono a poco a po- perfezionata dal frequente esercizio, 1 orec-
co dall’età modificati, e dietro frequenti ri- chio del musico, il palato del cuoco, il cer-
petuti esercizi! offrono quelle consonanze vello del filosofo, i muscoli del danzatore, la
proprie di ciascuna specie, dalle quftli gli in- laringe del cantore, e simili. —
E perciò si
dividui della specie medesima non sono mai potrebbero, sotto tale rapporto, dividere le
ingannati, all’epoca specialmente degli amo- occupazioni dell’ uomo in tre specie. La pri-
ri. Niente dico della loquela-, essendo questa ma comprenderebbe quelle che esercitano l’a-
anche troppo evidentemente il frutto della zione specialmente dei sensi quali sono la :

educazione. —
-Osserviamo ora l’animale neo- pittura, la musica, la scultura, l’arte del pro-
1
nato ne suoi molteplici movimenti, nei quali fumiere, del cuciniere e tutte quelle, iu una
i muscoli tutti sono in continua azione sic- parola, che allertano la vista, T udito, e via di-
;

come tutto gli riesce nuovo, così tutto lo ec- cendo. Alla seconda si dovrebbero riferire
cita e lo fa muovere; egli vuol toccar tutto, quelle occupazioni, le quali esercitano più
ma la sua progressione e la medesima sta- particolarmente il cervello, come sono poe- la

zione non è ancora bene stabilita anche in , sia, che appartiene alla immaginazione , le
mezzo alle numerose contrazioni d'egli organi scienze di nomenclatura, le quali costituisco-
muscolari locomotori. Fa d’uopo che l’abitu- no la principal molla della memoria, e le
dine lo ammaestri a combinare tal contrazio- scienze sublimi, che più di tutte apparten-
ne a tal’altra, onde possa eseguire un tal mo- gano in modo speciale al giudizio. La ter-
vimento, o prendere Trina o l’altra delle pro- za classe verrebbe tutte quelle
composta da
prie posizioni; egli quindi vacilla, ondeggia le quali mettono in eserciziomuscoli loco- i

e cade ad ogni istante. —


Lo stesso feto uma-
- motori, come la danza, 1’ equitazione, le arti
no appena nato trovasi per molle cause inca- meccaniche, e simili. —
Ciascuna occupazione
pace alla stazione e specialmente per la in- dell’ uomo adunque mette quasi sempre in
clinazione del bacino, la disposizione dei fe- attività permanente un organo particolare;
mori ,
per la mancanza
di curvatura nella ora siccome l’abitudine d’agire perfeziona
colonna vertebrale, al che dobbiamo anco- T azione, T udito del musico e la vista
così
ra aggiungere la mancanza d’esercizio. Ad del pittore sente in un’ armonia e distingue
ognuno è noto , che un membro lasciato in un quadro ciò che sfugge al volgare. So-
Sungo tempo in quiete perde T abitudine venti pure avviene che questa perfezione di
di moversi e che ha d’uopo , allorché vo- azione è accompagnata da un eccesso di nu-
gliano di esso servirci, di una specie di educa- trizione dell’ organo più esercitato, come si
zione, la quale ammaestri muscoli alla pre-
i osserva nei muscoli delle braccia del panat-
cisione dei movimenti -eseguiti da principio t Are, in quelli degli arti inferiori del balleri-
con irregolarità.. L’ uomo, così che per lunga no, e in quelli della faccia degli istrioni, e via
pezza si fosse condannato al silenzio, prove- dicendo. —
Ho detto in secondo luogo, che la
rebbe certamente la stessa difficoltà allor- società ristringe la sfera di azione di molti
ché tentasse di romperlo. —
Conchiudia-
mo quindi da queste diverse considerazioni
organi esterni. Per la stessa causa in fatti, per
la quale viene nelle nostre abitudini sociali
che noi siamo nella necessità di dover impa- più esercitalo un organo, restano più inattivi
rare a vivere fuori di noi, che la vita esterna gli altri, i quali sembrano perdere in attitu-
sì perfeziona quotidianamente, e che dessa ha dine ciò che il primo acquista. L’ osservazio-
bisogno di una specie di scuola, della quale si ne della società prova questa verità ad ogni
è la natura preso carico per la vita interna. istante. — Osservia ino- T uomo di lettere, il
§. IV. Influenza della società sulV edu- quale nelle sue meditazioni astratte esercita
cazione degli organi della vita animale — continuamente i suoi sensi interni e il quale
La società esercita senza dubbio una notabile passando la sua vita nel silenzio del gabinetto
influenza su questa specie di educazione degli condanna gli esterni e gli organi locomotori
organi delia vita animale essa estende ia sfe-
; all’ inazione ; egli ci muove le risa colla sua
ra di azione degli uni, ristringe quella degli imperizia e con quegli atteggiamenti che non
altri, modifica quella di tutti. —
Dico primie- gli son proprii, ove intraprenda per azzardo
ramente che la società dà, quasi costantemen- un qualche esercizio di corpo e in tal modo ;

te, a certi organi esterni una perfezione, la mentre siamo sorpresi dai suoi sublimi con-
quale non è loro naturale e per la quale essi cetti, ci prendiamo spasso della torpidezza dei
vengono distinti dagli altri, dale in fatti è la suoi movimenti. —
Osserviamo al contrario
natura delle nostre occupazioni nei nostri usi Taglie ballerino, il quale sembra coi leggeri
attuali, che quella alla quale ci abbandoniamo suoi passi rappresentarci tutto ciò che di se-
abitualmente esercita quasi sempre uno degli ducente offrono nella favola alla nostra imma-
organi a preferenza degli altri. Quindi, oltre ginazione il riso e le grazie, crederemmo a
l’educazione generale della vita esterna, rice- prima giunta essere questa felice armonia di
veranno pure un’ educazione particolare e movimento T effetto di profonde meditazioni,
Della vita animale 4 1

troveremo l’uomo
sua con versiamo seco lui e 1’aquila che gode di vista acutissima ha 1 o- ’

meno sorprendente sotto un apparenza di 1


dorato assai ottuso, e il cane, il quale si distin-
tanta lusinga. — Consimili osservazioni occor- gue per la finezza di quest’ultimo senso possie-
reranno in ogni istante ad uno spirito osser- de la prima ad un grado di gran lunga mino-
vatore ohe analizzi l’uorao in società ; trovia- re ;
in tal modo predomina 1’ udito nelle ci-
mo in tatti non coincidere mai la perfezione vette, nelle lepri e simili, il tatto nei pipistrel-
di azione degli organi locomotori con quella li, l’azione del cervello nelle sdraie, la fprza
del cervello e dei sensi, ed è cosa assai rara e di locomozione nei carnivori, e via dicendo.
diffìcile I’ osservare che mentre gli uni sono — Ha dunque ciascuna specie una .divisione
resi perfettamente abili alle proprie, funzioni, della propria animale che sopravanza
vita
siano gli altri del pari capaci alle loro. 1’ altra in perfezione: sicché nessuna se. ne ri-

§. V. Leggi dell' educazione- degli or-


' scontra in cui un organo non sembri aver
,

gani della cita animale .- Hisulta chiaro — acquistato un grado di perfezione a spese di
adunque, essere la società capace d’ invertere quella degli altri.—-L’uomo, latta astrazione di
in parie 1’ ordine naturale dell’ educazione ogni altra considerazione, gode in generale del-
della vita animala, e distribuire essa irrego- l’udito assai più sviluppato di ogni altro senso,
larmente a’ suoi diversi organi una perfezio- ancorché ciò non, sia nel di lui stato naturale ;
ne della quale altrimenti godfebbero in una del che è causa la loquela, la quale esercitan-
proporzione più uniforme, benché sempre do continuamente questo senso forma per es-

ineguale. - A questa vita è stata in genere so una causa permanente d’ attivila e per ciò
compartita una determinata somma di forze, di perfezione. —
Nè una tal legge è rimarca-
e siccome questa deve restar sempre la stessa bile nella vita animale soltanto, mentre vi è
tanto che la sua distribuzione sia latta equabil- ne’ suoi fenomeni assoggettata quasi costai) te-
mente o con irregolarità, così attività di un fi mente anche la vita organica. Osserviam quin-
organo suppone necessariamente l’inazione de- di che l’affezione d’nn rene attiva del doppio
gli
mente
altri. — Questa veritàconduce natural- ci la secrezione dell’altro; che distrutta porzione
principio seguente fondamentale dt-l-
al di una parotide nel trattamento delle fistole
Teducazibne sociale, cioè che l’uomo non deve salivali, ne segue tosto una maggiore energia
mai applicarsi a molti studi nello stesso tempo, d’ azione dell'' altra, la quale sola adempie al-
se egli brama in ciascuno di essi
on’ottima riu- le funzioni di ambedue. —
Se consideriamo ì
scita. dale massima fu già molte volte dal fenomeni che seguono la digestione, vedremo
filosofi ripetuta, ma io credo che assai più che ciascun sistema è successivamente la sede
delle ragioni morali, su cui fu essa appoggia- d’ un esaltameuto di- forze vitali, le quali ab-
ta, valga questa bella osservazione fisiologica bandonano gli altri nella medesima propor-
che la dimostra all’evidenza certo essendo , zione. Tosto dopo l’ introduzione degli la-
che, onde aumentare la forza di un organo è menti nello stomaco s’ aumenta
1’
,
azione
d’uopo djminuire quella degli altri, per cui dei visceri gastrici e le forze che si con-
,

non credo inutile il fermarmi su questa os- centrano all’ epigastrio, abbandonano gli or-
servazione, onde meglio stabilirla con un suf- gani della vita interna. Dal che nasce, come
ficiente numero di fatti. ,
— Osserveremo dun- fu da diversi autori osservato, la debolezza dei
que, che udito e soprattutto
1’
acqui- il tatto sensi a ricevere le impressioni esterne, la ten-
stano nel cieco una perfezione tale, che po- denza al sonno, la facilità dei tegumenti al
rrebbe sembrarci favolosa, se l’osservazione raffreddamento, e va discorrendo. -— Termi-
di ogni giorno -non ne confermasse la realtà, nala la digestione gastrica, succede la vascola-
li sordo e i! mulo del pari godono rii tale pre- re; poiché il chilo passa nel sistema circolato-
cisione nella vista, che affai to estranea riesce rio per ivi subire )' influenza di questo siste-
a quelli, in cui lutti i sensisono assai svilup- ma e di quello della respirazione: ambidue al-
pati. Anche nell’ estasi avviene che, per l’abi- lora diventano un centro d’azione più ener-
tudine presa di stabilire rapporti assai deboli gica a dirigono le forze; e così si rialza
cui si

ira corpi esterni ed- fi sensi, questi si ren-


i il fiolso, si accelerano movimenti del petto,
i

dono deboli, intanto che il cervèllo acquista e via dicendo. —


-11. sistema ghiandolare in se-
fai forza di contemplazione che tutto sembra, guito, indi il nutritivo acquistano una nota-
durante essa, dormire nella vita animale, que- bile superiorità nello stato delle forze vitali ;

sto viscere eccettuato/ Ma non abbiamo finché per ultimo dopo che queste si sono in
bisogno di trarre da falli straordinari una leg- tal modo spiegate su tutti, ritornano agli or-
ge, la di applicazione ci viene ad ogni
cui gani della vita animale. ipt endono per que-
momento presentata dagli animali nello stato sto i sensi allora la propria attività, le funzio-
di salale. Se consideriamo nella serie di ni cerebrali loro energia,
la muscoli fi loro- i

questi la perfezione relativa di ciascun orga- vigore, e va discorrendo. L ciò è tanto vero,
no, scorgeremo sempre essere 1’ uno superio- che ognuno è in grado di convincersi intorno
re, quando gli altri sono meno perfetti. Cosi alla realtà dell’esposto riflettendo soltanto a
£ ncicl . Med. 6
42 ORIGINE E SVILUPPO

quello eh' egli medesimo prova dietro un pa- entro un cerchio più limitato, potremmo più
sto appena abbondante. — Tutte le I inazioni rap- facilmente divenire eccellenti in molte parti
presentano in questo caso una specie di di cer- ma anche in questo caso il segreto di renderci
chio, di cui una metà appartiene alla vita orga- superiori in una, è di essere mediocre nelle al-
nica, 1’ altra alla vita animale. Sembra quindi tre. —
Prendiamo per esempio le scienze, le
che le forze vitali trascorrano successivamente quali mettono in azione le funzioni del cer-
vello. Abbiam già veduto che tali funzioni si
1

tali due metà, e che trovandosi esse nell una, .

I
1
altra resti meno attiva; quasi nell'egual mo- riferiscono specialmente alla memoria, la qua-
do, con cui tutto sembra alternativamente lan- le presiede alla nomenclatura alla immagi- :

guire c rianimarsi nelle due porzioni del globo nazione, la quale ha sotto il suo impero la
1

a misura che il sole loro accordi o ricusi i*suoi poesia all attenzióne, la quale si esercita spe-
:

benefìci raggi. —
Che se ‘desideriamo ulterio- cialmente ligi calcoli al giudizio, if cui do-
;

ri prove per meglio stabilire questa inegua- minio abbraccia la scienza del ragionare ma ;

glianza di distribuzione nelle forze, basta esa- di tutte queste diverse facoltà ed operazioni
minare la nutrizione che sempre si mostra più avvien pure che P una non si sviluppi, o non
attiva in un organo, il quale goda di vita più si estenda che a spese delle altre. Perchè —
energica degli altri. Così a spe$adelle altri par- mai l’abitudine di recitare le bellezze di Cor-
1

li ove la nutrizione è meno visibile , sembra- neille non sublima P anima dell attore e non
no crescere il cervello e nervi nel feto gli i
;
10 mette ài possesso di una energia di concet-
arti inferiori dopo la nascita ; le parti genita- ti superiori a quelli del volgare? Questo di-

li e le mammelle 1
epoca della pubertà, e
all pende senza dubbio dalle naturali disposizio-
va parlando. - —
Consideriamo sotto questo ni ;
ma può essere ancora prodotto da ciò che
rapporto le malattie tutte, le infiammazioni, la memoria e la facoltà d’imitare, a preferen-

gli spasmi, le emorragie spontanee, e saremo za in esso lui esercitate, spogliano per così
facilmente convinti che se si stabilisce in una dire ’le altre facoltà onde arricchire se mede-
parte un centro più energico d azioni, dimi-
1

sime. —
Quando vedo un uomo, il quale cer-
'

nuiscono la vita e le forze nelle altre. Ed, a ca nello stesso tgmpo distinguersi colla destrez-
nessun è ignoto che la pratica della medicina za della mano nelle. operazioni di chirurgia,
è in massima .parte fondala su questo princi- colla profondità del suo giudizio nella prati-
1
pio, il quale dirige l uso delle coppette, della ca della medicina, colla estensione della sua
mocsa, dei vescicatori, dei. rubefacenti e simi- memoria nella botanica, colla forza della sua
li. —
Dietro un tanto numero di considera- attenzione nelle contemplazioni metafisiche e
zioni possiamo senza dùbbio stabilire come via dicendo, mi sembra vedere un medico, il
legge fondamentale della distribuzione del- quale per guarire una malattia, per espellere-,
le forze che allorquando esse si accrescono secondo l’antica espressione, umore morbi- T
in una parte, diminuiscono nel restante dell’e- fico, volesse nello stesso tempo aumentare tutte
conomia vivente che la somma non aumenta
; le secrezioni coll’uso simultaneo-degli scialalo-
giammai e che esse altro non fanno se non se ghi, dei diuretici, dei sudorifici, degli eraena-
trasportarsi successivamente da un organo ad goghi, degli eccitatiti la secrezione della bile,
un altro. Con questo dato generale, riesce fa- del sugo pancreatico, del muco, e simili. La —
cile lo spiegare p'erchè !’ uomo non può con- più piccola cognizione delle leggi dell’ econo-
temporaneamente perfezionare tutte le- parti mia animale basterebbe per insegnare a que-
della vita animale e rendersi per conseguenza sto medico che una ghiandola non sommini-
grande iù tutte le scienze. Per questo non — stra maggior quantità di fluido,. se non perchè
è che una chimera 1’ universalità delle cogni- le altre ne versano mefio; che uno di questi me-
zioni nello stesso individuo, la quale ripugna dicamenti è contrario all' altro che col troppo
1
alle leggi dell organizzazione. Che se là sto-
*
esigere dalla natura, è lo stesso che esser certo
ria ci offre qualche genio straordinario, il qua- di niente ottenere. Lo stèsso diciam purea queì-
le sparse un eguale splendore in molle scien- 1' uomo, il quale pretende
che i suoi muscoli,
ze, questo non lo consideriamo che come ec- 11 suo cervello, i suoi sènsi acquistino una si-
cezione alla legge enunciata. Nè siamo noi da multanea perfezione; il quale vuole raddop-
tanto per osare di conseguire la perfezione su piare, od anche triplicare la sua vita di rela-
molli punti, la quale più' soventi .ci .sfugge- su zione, mentre la natura ha stabilito che noi
un solo. -- Se ci fosse permesso di combinare possiamo bensì staccare da qualcuno degli or-
molte occupazioni, sarebbero queste senza gani un qualche grado di forza per aggiun-
dubbio quelle, le fra loro mag-
quali hanno gerlo agli altri ma giammai accrescere la
gior analogia in grazia .degli organi, ch’esse somma
,

totale di queste forze, — Per questo,


mettono in azione, come quelle, le quali «i ri- se vogJuiino che un organo si venda superio-
feriscono ai sensi, quelle, le quali esercitano re agli altri, dobbiamo condannar questi al-
il cervello, quelle, le quali fango agir.C i imi-' 1' inazione. Si castrano gliuomini onde cam-
itoli, e simili. Hislriugèndoci di lui modo biar la lor voce ;• e coiqe da ciò non nacque
f
DELLA VITA ANIMALE 34
ancora la barbara idea di accecarli pur an- poca attività del giudizio favo-
l’altra parte, la
co onde renderli perfetti musici, sapendo
, risce a quest’epoca l’energia d’azione di que-
1
noi che il cieco non distratto dall eserci- ste due facoltà. In tale età pure la rivoluzio-
zio della vista presta maggior attenzione ne che porta la pubertà, il nuovo genere di
a quello dell udito? Un fanciullo destinato
1
sensazioni che da questa derivano, i desiderii
alla musica, dal quale si allontanasse tutto eh’essa crea, estendono assai più la sfera del-
ciò, che può esercitare la vista, 1’ odorato, 1’ ultima di tali facoltà. —
Perfezionata così
il tatto, non presentandogli che suoni armo- la percezione, la memoria e l’ immaginazio-
niosi, farebbe, a cose pari, in tal arte rapidis- ne, e terminata la loro educazione, comin-
simi progressi. —
lìllà è verità certa adunque, cia quella del giudizio, o, per dir meglio, es-
potersi sempre misurare la nostra superiorità so diventa più attivo; poiché già si esercita tin
in tale arte o scienza,* dalla inferiorità nelle dal momento, in cui riceve dei materiali atti
altre; egli è pur vero che una tal massima ge- al proprio esercizio. E a quest’ epoca mede-
nerale, consacrata da un antico proverbio, sta- sima, non avendo più niente da acquistare
maggior parte degli antichi filoso-
bilito dalla le funzioni dei sensi, é una parie* di quelle del
fie male approvato. da molti moderni, ha per cervello, tutte le forze si .riconcentrano pei!
fondamento una delle grandi leggi dell eco-
1

lo perfezionamento di quest’ ultimo. Die- —


nomia animale, e sarà sempre tanto fissa ed tro tali considerazioni riesce evidente che Li
immutabile, quanto lo è la base sulla quale prima parie della vita animale, ossia quella,
viene appoggiala. mediante la quale corpi esterni agiscono so-
i

VI. Durata della educazione degli


§. pra di noi e per la quale noi riflettiamo a que-
.

organi della vita animale. L’ educazione —



• *st’ azione medesima,, offre una divisione per

degli organi della vita animale viene protratta ciascuna età, nella quale essa si forma, ed a-
ad un tempo, il quale non può essere con cer- cquista maggiore estensione. Riesce quindi
tezza determinato, troppe essendo le circo- evidente, che la prima età è quella della edu-
stanze le quali vi influiscono. Ma ciò che de- cazione dei sensi che la seconda presiede al
:

1
vesi in tale educazione osservare è, che cia- perfezionamento dell immaginazione della
scuna età sembra essere consacrata a perfe- memoria che la terza si riferisce tutta al-
:

zionare particolarmente certi organi.


1
Ven- — lo sviluppo del giudizio. -- —
Non dòbbiam
gono nell infanzia educati specialmente i sen- quindi fare che coincida colla età in cui 5
si sicché* lutto in questa età sembra riferirsi
;
sensi sviluppano la propria attività lo studio
allo sviluppo delle funzioni loro. Circondato di quelle scienze, le quali esigono 1’ esercizio
il piccolo individuo da corpi per lui nuovi, del giudizio ;
ma dobbiamo piuttosto nella e-
non cerca egli che a conoscere tutto ei quin- ;
ducazione nostra artificiale seguire quelle stes-
di mantiene, se posso così esprimermi, in una se leggi, de quali presiedono alta educazione
continua erezione gli organi, che stabiliscono naturale degli organi esterni. Il fanciullo per
dei rapporti fra esso lui e ciò' che lo circon- questo dovrà applicarsi al disegno, alla musi-
da. per cui egli offre in uno stalo di massima ca, ed altre arti, il giovane alle scienze di no-
attività e sviluppo tutto ciò che è relativo alla menclatura, ed alle belle arti, che trovansi
sensibilità. Sappiamo essere in questa età, as- sotto l’impero della immaginazione; l’adulto
sai più che nelle seguenti sviluppato il sistema alle scienze esatte ed a quelle i di cui fatti
nervoso paragonato col muscolare, mentre in vengono concatenati dal raziocinio ; così fra
1
séguito sarà esso. predominato da tutti gli al- le .imperfezioni dell antica educazione, questo
tri e sappiami pure, che onde bene studiare
; si aveva di utile che Io studio della logica e
Panalonria e distribuzione del sistema nervoso delle matematiche ne terminava il corso. —
ci serviamo sempre del cadavere di fanciulli. Perciò che spetta alla seconda parte della vita
— Alla educazione dei. sensi poi si combina animale, quella cioè, mediante la quale Pani-
necessariamente i! perfezionamento di quelle male reagisce sui corpi esterni, dobbiamo os-
funzioni del cervello, che si riferiscono alla per- servare essere l’ infanzia caratterizzata dal nu-
cezione. —
Di mano in mano che si estende la mero, dalla frequenza e debolezza dei movi-
somma delle sensazioni, la memoria e l
1
im- menti, l’età adulta dal vigore, l’adolescenza
maginazione cominciano ad entrare in attivi- da una disposizione mista. La voce però non
tà quindi l’età che vien dietro all’infanzia è
; segue tali proporzioni, essendo essa sottomes-
quella, nella quale si opera l’educazione di sa a molte influenze dipendenti per la massi-
quelle parli del cervello clic hanno relazione ma parte dagli organi genitali. —
Non penso
con esse. In tal epoca havvi per una parte un .di perdermi sulle varie modificazioni della
numero già sufficiente di sensazioni antece- vita animale, effetto dei climi, delle stagioni,
denti, mediante le quali può la prima di quel- del sesso e simili altri, essendo siali questi
le facoltà esercitarsi rappresentarcele ;* e la
a vari argomenti trattali da tanti autori, che
seconda trova in esse il tipo delle sensazioni difficilmente potrei aggiungere qualche cosa
illusorie, che ci rappresenta intanto che, dal-
;;
a ciò che da essi fu detto. —
Avvertirò solo,
ORI Gl NB P SVII.FPP»

che parlando delle leggi d'educazione per gli mero di azioni > esse penetrano nel feto già
organi della vita esterna, ho supposto questi elaborate dalla digestione, dalia circolazione e
organi in uno stato di compiuta integrità, do» resipi razione della madre e invece di attra-
;

tati di tulio ciò che richiedesi al loro perfe- versare l’apparato degli organi digerenti, i
zionamento, e forniti di tutta la necessaria quali sembrano in tale età affai lo inattivi, en-
forza di tessuto che* se l'originaria loro fab-
;
trano esse tosto nel sistema circolatorio, quin-
brica è debole, dilicata, irregolare, se riscon- di il cammino, eh’ esse percorrono è assai più
trasi in qualche vizio di conformazione,
essi breve. Nè hanno pure bisogno di presentar-
queste leggi allora non potrebbero -ottenere si all’influenza della respirazione ;* e sotto
una perfetta applicazione. — In* tal modo av- tale rapporto il feto dei mammiferi offre nel
viene che 1’ abitudine di giudicare non retti- primordio della sua organizzazione grandissi-
fica mai il giudizio, mal costi- se il cervello, ma analogia coi rettili adulti, nei quali il san-
1
tuilo, presenti ne suoi due emisferi una ine- gue che sorte dal cuore per passare ai polmo-
guaglianza di forza, e di conformazione ; e in ni, è in quantità assai piccola. —
Le molecole
tal modo pure 1’ esercizio frequente della la- nutritizie pascano adunque quasi direttamen-
ringe, dei muscoli locomotori ed altri, non te dal sistema circolatorio in quèllo della nu-
poirà supplire alla regolarità d'azione pro- trizione l'opera dell’assimilazione generale
;

dotta in essi da una irregolarità d’organizza- riesce in conseguenza più semplice e assai me-
zione e via dicendo. no complicata nel “feto, che nelle altre età.-
Da un altro canto le funzioni, le quali decom-
pongono abitualmente nostri organi, qpelle,
ARTICOLO IX. — dell’orìgine E SVILUPPO i

le quali trasmettono fuori del corpo le sostan-


DELLA VITA ORGANICA.
*
ze divenute eterogenee, ed anche nocive al lo-
ro tessuto, dopo averne formalo parte, trovan-
Abbiamo veduto, come Sa vita animale si in tale età in uno stato quasi compiuto di
inattiva nel feto si sviluppi dopo la nascita e inazione. L’ esalazione polmonale, il sudore,
segua in questo sviluppo delle leggi affatto la traspirazione non iranno ancora principio
particolari'. Vedremo ora al contrario che la negli organi loro rispettivi. Del pari le secre-
vita organica trovasi già in azione nello stesso zioni dellà bile, dell’ urina, della saliva e via
momento, in cui il feto è concepito, per cui dicendo, forniscono una quantità di fluido la
1
possiam dire che da essa cominci esistenza. l quale è assai piccola in proporzione di quella,
Resa appena apparente 1’ organizzazione, il eh’ essi daranno in seguito e perciò tutto il
;

cuore spinge in tutte-le parti il sangue, il qua- sangue dalle esalazioni impiegato nell’adulto
le ad esse porta i materiali della nutrizione e rifluisce quasi intieramente nel sistema della-
dell’ incremento esso perciò è il primo for-
;
nutrizione. —
È adunque la vita organica del
mato, il primo in azione e siccome tutti fe- ; i telo rimarchevole per la estrema prontezza di
nomeni organici trovansi da esso dipenden- assimilazione da un lato, prontezza dipendente
ti, nello slesso modo che dal cervello dipen- dal piccolo numero delle funzioni che vi con-
dono quelli delia vita animale, si .concepisce corrono ; e per una estrema lentezza della dis**
facilmente come vengano le funzioni inter- assimilazione dall’ altro, la quale d.eve desu-
ne tutte- V una dopo l’altra poste in attività. mersi dalla minima attività di quelle funzioni
§. 1. Del modo con cui esercitasi la vita che operano questo grande fenomeno. Rie- —
organica nel feto, —
Ancorché la vita orga-
.

nica esista nel feto, come nell’adulto, essa, ciò


dietro queste considerazioni, il con-
scirà’ -facile,
cepire la grande rapidità, che caratterizza l’in-
non ostante, non riscontrasi la medesima; cer- cremento del feto, rapidità che trovasi ma-
cheremo perciò in che consista tal differenza nifestamente in isproporzione con quella del
generalmente considerala. Abbiam detto che le" altre età. Sembra in fatti, che intanto
,

questa vita risulta da- due grandi ordini di che tulio. accelera la progressione della mate-
funzioni, di cui le une, la digestione, la circo- ria nutrirci;» verso le parti, eh’ essa deve nu-
lazione, la respi razione, la mi rizione assimi- t trire, sembra, dico, che tutto obblighi questa
lano continuamente all'animale le sostanze stessa materia a soggiornare nelle parti, poi-
dalle quali è nutrito esalazione, le;
le altre, 1’ ché essa non trova quasi emuutorii, pei quali
secrezioni, 1’ assorbimento, gli tolgono le so-
stanze divenute eterogenee; di modo che que-
possa Sortire. —
Alla glande semplicità d’ as-
similazione nel feto devesi aggiunger pure la
sta vita riducesi ad un cerchio abituale di massima attività degli organi che ad essa eon-
creazione e di distruzione ma questo cerchio corVono, dipendente dalla maggior somma di

;

ne! telo è in singoiar modo ristretto* Sono forze vitali, di cui vannò essi allora forniti ;

da principio mollo meno numerose le funzio- quindi pare, che tutta la forza dell’ economia
ni assimila ilici. In fatti le molecole non si tro- si cbneéntri nei due sistemi circolatorio e nu-
vano prima di arrivare all’organo che devono tritivo. Ili ciò lauto più appare, imperocché
imparare, sottomesse ancora ad un sì gran nu- gli slessi sistemi della digestione, della re spi.-
'
DELLA VITA ORGANICA 4
1
razione, delle secrezioni, dell esalazione, t Vo- tra eccita reni ed altri. IP aria sulla superfi-
i

va risi iil oscuro esercizio , e non godono cie interna della trachea e delle narici, gli
1

che di un debole grado d attività*; per ciò alimenti sopra quella «Ielle vie digerenti e via
quello che in questi manca di forza, diceudo, provocano le ghiandole mucose delle
trovasi
abbondante negli altri. — Se osserviamo parli rispettive che perciò enirano in eserci-
ora,
che gli organi della vita animale, condannati zio. —
Hanno pure principio in questo istante
ad una necessaria inazione, non costituiscono anche le escrezioni, le quali fin ora furono
che la seile di una piccolissima quantità di sospese per la poca quantità di fluido'separa-
forze vitali, il cui sopra più rifluisce sulla to dalle ghiandole. E se poniam mente a tutti
vita organica, sarà facile il concepire, come questi vari fenomeni, vedremo, che essi si e-
quasi tutta la quantità delle.forze, che dovran- seguiscono tosto colla massima precisione,
no in seguito estendersi a tutti 1 sistemi, si e scorgeremo che i di versi organi, che vi
1

trovi in allora concentrala in quelli, quali


i concorrono, non hanno bisogno d alcuna
servono a nutrire ed a comporre le diverse specie d‘ educazione. Non voglio per ora cer-
parti del feto r e che in conseguenza, riferen- care la causa, per la quale è stata stabi!i!a.una
1

dosi tutto in esso .alla nutrizione ed all accre- tal differenza nello sviluppo di queste due vi-

scimento, queste funzioni vengono perciò in le ed osserverò soltanto, che, siccome gli or-
;

tale epoca contrassegnate da ima energia e- gani della vita interna non sono dall’abitudi-
1
stranea a tutte le altre. ne e dall esercizio perfezionati, siccome cia-
§. II. Sviluppo della vita organica dopo scuno trovasi già, allorché entri in azione, a
la nascita - , —
Sortito appena il telo dall'ute- quel grado di perfezione, di cui dovrà per
ro materno, prova un aumento assai notabile sempre godejre, così ciascuno non può acqui-
nella sita vita organica, la quale si rende assai stare coLprogresso del tempo un grado di su-
più complicala, acquista una estensione mag- periorità sugli altri, il che fu al contrario os-
giore quasi del doppio, e molte funzioni si ag-, servato nella vita animale. —
Ciò non ostante
giungono a quelle, che già esistevano; mentre riesce assai comune l’osservare il predominio

queste stesse sono rese più perfette, e più e- di un sistema della vita organica sopra gli al-
stese. In tale rivoluzione però occorre di os- tri: poiché ora 1’ apparalo circolatorio, ora il

servare una légse affatto contraria a quella


. polmonare, soventi il complesso degli organi
che presiede allo sviluppo della vita anima- gastrici e il, fegato soprattutto, si rendono su-
le; poiché gli organi interni, i quali entra- periori agli altri colla loro azione, ed impri-
no allora in esercizio, o quelli la cui azio- mono pur anco un carattere particolare al
ne non fa che estendersi, non hanno biso- temperamento dell’individuo. Ma ciò dipen-
gno di alcuna educazione. Essi arrivano d'un de da un altra causa, cioè dalla primitiva or-
1

tratto allo stato di perfezione, a! quale gli or- ganizzazione, dalla struttura e conformazione
gani della vita animale non arrivano se non delle parti, dalla quale soltanto ha origine ta-
per l' abitudine del frequente operare. E ba- le superiorità, non già dall’esercizio come av-
1

sierà p*er convincerci di questo un rapido viene nella vita animale. Il feto quindi nel-

sguardo sullo sviluppo di questa vita.- Al l’ utero materno, il fanciullo nel momento
momento della nascita la digestione* la respi- della nascita priesen tane questa superiorità coir
razione, ed altre, una gran parte delle esala- tanta certezza quant-o nelle età consecutive,
zioni, e degli assorbimenti cominciano pron- ancorché in grado meno apparente.— Nè pos-
tamente il loro esercizio: e dopo le prime in- siamo, negare, che 1’ indebolimento di un si-
spirazioni, ed espirazioni, dopo l’elaborazione stema delle funzioni interne dipende sempre
nello stomaco dei primo latte succhiato dal neo- o dalla costituzione originaria o da qualche
nato, dopoché gli esalanti de! polmone, e della vizio .prodot to accidentalmente dietro una af-
cute hanno segregato" qualche parte del loro fezione morbifica, che consuma le molle orga-
fluido rispettivo, gli organi respiratori!, dige- niche di questo sistema, intanto che gli altri
renti,, esalata! eseguiscono le loro funzioni con
i
rimangono in uno stato <T integrità. Tale è —
quella stessa facilità, con cui le eserciteranno adunque la. grande differenza delle due vite
per tutta la vita. - —
Tutte le
1
ghiandole allora, nel! animale rapporto all’ ineguaglianza di
.

Ì le quali, per così dire, dormivano, e che versa- perfezione dei diversi sistemi di funzioni, da
vano una piccolissima quantità di fluido, sono Cui ciascuna risulta cioè, che nell’ una la su-
;

scosse dal loro letargo col mezzo degli stimoli periorità o l’ inferiorità diun sistema, relativa-
portati dai differenti corpi alla estremità dei mente agli altri, è cfuasi sempre collegata col-
loro condotti escretori. E così il latte eccita le la maggiore o minore attività, od inerzia del
ghiandole li va li
sa passando sulle estremità
,
sistema medesimo, e colla sua abitudine d’ a-
dei condotti slenoniano e wartoniano: il chi- gire, o di persistere, nell’ inazione : che nel-
mo, passando sulle estremità. de! condotto co- l'altra, al contrario, questo predominio o
ledoco e pancreatico, eccita il fegato e il pan- questa inferiorità è immediatamente d pen-
1
creas, Paria al contatto dell orificio’ dciPure- dente dalla tessitura degli organi, non mai
I
4r * FINE NATURALE

dalla loro educazione. —-Ecco perche il tem- viene distinta perciò che essa pone fine quasi
peramento fìsico, ed il carattere morale non intieramente alla vita animale, prima assai di
sono mai suscettibili di cambiamento dietro l'e- quello che cessi 1’ organica. —- Osserviamo
ducazione, la quale tanto videa modificare pro- l’uomo, la cui vita s’estingua dopo una lunga
digiosamente gli atti della- vita animale; perchè, vecchiaia ; egli muore a parte a parte; le sue
come già si è detto, ambidue appartengono esterne funzioni finiscono 1’ una dopo l’altra;
alla vita organica. — --carattere è, se posso
11 tutti i sensi si in modo successivo,
sospendono
così esprimermi, la fisionomia delle passioni; sicché le cause ordinarie delle sensazioni si
il temperamento è quella delle funzioni in- presentano, ad essi senza più eccitarli. La —
terne : ed essendo le ime e le altre invariabili, vista si oscura, si turba e cessa finalmente di
godendo cioè di una direzione, che non può trasmettere 1’ immagine degli oggetti ; avvie-
essere mai dall’abitudine e dall’esercizio al- ne cioè la cecità della senile. I suoni colpisco-
terata, riesce manifesto, come il temperamen- no da principio confusamente l’udito, il qua-
to e il carattere devono essere del pari sottrat- le ben tosto diventa per essi insensibile. L’in-

ti impero dell’ educazione. Può questa, è


dall’ viluppo cutaneo contratto, indurito, privo in
vero, moderare l’influenza del carattere, per- parte dei vasi, che si sono otturati diventa
fezionando il giudizio e la riflessione e forti- sede di un tatto oscuro e poco distinto, aven-
ficando la vita animale sì che questa resista do 1’ abitudine stessa contribuito a rendere
alle impulsioni della vita organica ; ma pre- ottuso il sentimento ; anche tutti gli organi
tendere di snaturare col mezzo dell’abitudine dipendenti dalla cute s’ indeboliscono e muo-
il carattere, di raddolcire ed esaltare le pas- iono :
perciò incanutiscono capelli e la bar-
i

sioni, delle quali esso è 1’ espressione abituale, ba ;


cade un. gran numero dipeli, mancan-
di restringere o dilatare -la loro sfe-ra, sareb- do dei succhi che di nutrano, e gli odori
be lina intrapresa analoga a quella di un me- non producono più sulle narici, che una de-
dico,- il quale tentasse di innalzare o di ab- bole impressione. —
Il gusto si sostiene anco-

bassare di qualche grado e per tutta la vita la ra per qualche tempo, perchè legato essendo
forza di ordinaria contrazione del cuore nel- tanto alla vita organica, quanto alla animale,
lo stato di salute, di precipitare o di rallenta- rendesi esso necessario alle funzioni interne;
re abitualmente quel movimento che è natu- e perciò mentre il vecchio è .abbandonalo da
rale alle arterie, e necessario alla. loro azione, tutte le sensazioni aggradevole mentre la loro
e via dicendo. —
Noi richiameremmo all’ at- mancanza ha di già rotto* in parte i legami i
tenzione di quésto medico , non essere la cir- quali lo univano ai corpi esteriori, questo
colazione, la respirazione ed altre, sottoposte senso ancora gli. resta quasi ultimo filo, a cui
al dominio della volontà, e che non possono è sospeso il bene di esistere. —
Isolato così il
esse venire dall’ uomo modificate, senza pas- vecchio in mezzo alla natura e privo già in
sare allo stato morboso e simili; la stessa osser- parte delle funzioni degli organi sensitivi, ve-
vazione faremmo per quelli quali credessero i de egli ben tosto estinguersi anche* quelle del
possibile il cambiamento del carattere e delle cervello. La percezione quindi è in e'sso quasi
passioni poiché sono un prodotto dell’azio-
;
.del tutto spenta, poiché il suo esercizio noni
ne di tutti .gli organi interni ; o almeno rico- è più determinato dalla piarle dei sensi e nel-
noscono in essi la loro sede. lo stesso tempo si infievolisce anche la ìrama-j
giunzione, che ben tosto si estingue. Si di-—
strugge la memoria delle cose presenti , per
ARTICOLO X. DELLA FINE NATURALE cui il vecchio obblia in un istante quello che
DELLE DUE VlTlv gli fu detto un momento prima, e ciò perchè i
suoisensi esterni indeboliti, e già, per così dire,
morti, più non valgono a confermargli ciò che
Abbia mo veduto, che le due vite dell’ a- lo spirilo gli fa conoscere, e poiché fuggono le
nimale cominciano ad epoche assai lontane fra idee allorché l’ impronta loro non viene con-
loro .e che èsse si sviluppano con leggi assolu- servata dalle immagini rappresentate dai sen-
tamente contrarie. Le vedremo ora giungere si. Rimane al contrario in questa età la me-
al fine loro in qn modo del pari differente, moria del passato, perchè ciò che il vecchio sa
cessare dalle loro funzioni in- tempi assai di- ancora de' suoi primi tempi gli è stato comu-
stinti e presentare nel proprio line dei carat- nicato e conservato dai sensi. Differisce- quin-
teri tanto separati, quanto lo sono durante la di il vecchio dal fanciullo perciò, ohe questa
loro attività. Ioqui non considererò che la giudica solo dietro le sensazioni ch’egli pro-
morte naturale formando tutte quelle pro- va, quello soltanto dietro ciò che ha già pro-

; :

dotte da cause aecideniali l’oggetto della se- vaio. Ma il risultato di questi due stati è
conda parte di quest’ opera. sempre lo stesso essendo sempre il giudizio
:

§. I. La vita animale cessa la prima egualmente incerto, tanto che esso appogg
nella morte naturale. La morte naturale — - alle sole sensazioni attuali, quanto alle sols i]
|
DELLE DUE VITE d7

passate
,
imperciocché la sua precisione na- potenza che Io mettae questa af-
in azione,

I

usee essenzialmente dai loro confronto. Ognu- fitto manca supposizione.


nella nostra È
1:110 sa, per esempio, che nel giudizio fondato facile dal fin qui detto comprendere che le
,sulla visione, l’impressione attuale ci ingan- funzioni esterne si estinguono nel vecchio
nerebbe soventi,, se l’errore non venisse cor- gradatamente, e che persiste ancora V attività
retto dalle impressioni passate e da un altro ;
della, vita organica, mentre 1’ animale è già
lato noi osserviam pure,- che le sensazioni an- quasi intieramente cessata. Sotto un tale rap-
tecedenti diventano tosto confuse se novelle porto lo stato dell’ animale vicino, ad essere
sensazioni ed analoghe non impriman di nuo- distrutto dalla morte naturale si approssima
vo i tratti del quadro ch’esse hanno già in noi di molto a quello in cui si trova nell’ utero
lasciato. — Nelle nostre sensazioni adunque si materno, non che a quello del vegetale il ,

Tendono necessari per la perfezione del giudi- quale non vive che internamente e per il qua-
zio che ne risulta, il presente e il passato, di le tutta la natura è in silenzio. Se si richia- —
cui se 1’ uno o P altro manchi , non esiste più mi ora che il sonno diminuisce di più d’ un
paragone fra di loro, nè in conseguenza vi sarà terzo durata della vita animale, se si ag-
la

più precisione nel giudizio.-— Ecco quindi, co- giunga la sua assenza .compiuta nei nove
me la prima e 1’ ultima età sono egualmente primi mesi, e l’inazione quasi intera alla qua-
contrassegnate dalla incertezza nel giudizio ; le è ridotta negli ultimi tempi della sua esi-
e come si esprima con molta verità, allorché stenza, sarà facile lo scorgere quanto grande
si dice, che il vecchio cade nell’infanzia. Que- sia la sproporzione della sua durata con quel-
sti due periodi si toccano per l’irregolarità la della vita organica, la quale- gode di un
del giudizio, e non differiscono che pel prin- continuo non interrotto esercizio. — Ma
4
co-
cipio di questa irregqlarità. —"Nello stesso me mai, avendo noi cessato di esistere ester-
modo con cui nel vecchio al quasi totale an- namente, viviamo ancora nell’ interno, quan-
nientamento delle funzioni del sistema sensi- doché i sensi, la locomozione, esimili, sono
tivo esterno segue l’ interruzione di quelle destinati principalmente a metterci in rap-
del cervello, all’ inazione di questo tien pure porto coi corpi, i quali devono nutrirci? Per-
dietro l’ indebolimento della locomozione e chè mai queste funzioni s’ indeboliscono in
della voce imperocché la sua reazione si
: maggiore sproporzione delle interne e non
opera sui muscoli con quella stessa propor- avvi un esatto rapporto tra la loro cessazio-
zione, con cui i sensi agiscono su di esso. — ne? —
Ea risoluzione di tali problemi non è
I movimenti del vecchio sono lenti e rari; egli del tutto possibile, osserverò, quindi soltanto,
sorte dall’ attitudine in cui si trova, con som- che la società specialmente ha gran parte in
ma difficoltà, ed assiso presso il fuoco che lo questa differenza. —
L’uomo in mezzo a’suoi
riscalda, passa i giorni concentrato in sé me- simili fa molto uso della propria vita anima-
desimo, straniero a ciò che lo circonda* privo le, le cui molle sono abitualmente pivi af-
di desideri], di passioni, di sensazioni, e taci- faticale di quelle della vita organica. Tut- —
turno perchè niente lo’determin » a rompere to si logora in questa vita sotto 1’ influenza
il silenzio, e quando già tatti gli altri senti- sociale ; la vista dalle luci artificiali , 1’ udito
menti sono quasi affatto svaniti, egli . è con- dai suoni troppo ripetuti, soprattutto dalla
tento del solo sentire, che ancora esiste. — parola, che mancando agli animali porta ad
Aggiungerei a questa causa dell’inerzia del un numero assai minore le reciproche loro
vecchio la rigidità de’suoi muscoli, e la dimi-
.
comunicazioni e quelle specialmente operate
nuzione di contrattilità in questi organi, le dall’ orecchio si logora Lódorato dagli odori
;

quali cose certamente hanno su essa speciale depravati il gusto da' sapori non
: corrispon-
influenza, ma non ne * costituiscono la princi- denti alla sua natura, il tatto e il toccare
pale cagione, poiché anche il cuore e le fibre dai vestimenti il cervello dalla riflessione,
: e
muscolari delle intestina, che pure contraggo- simili ; tutto il sistema nervoso da mille affe-
no una tale rigidità, perdono ciò non ostante zioni indotte dalla sola società o da essa al-
assai più tardi dei muscoli volontari la facoltà meno moltiplicate. —
Noi viviamo adunque
di muoversi nét perdono già i muscoli lo-
;
nella nostra esistenza esterna con un eccesso
comotori una tale facoltà, ma piuttosto sono di vita, se mi è lecito servirmi di questo ter-
privali (Iella causa che gli eccita all’esercizio, mine, ed abusiamo della vita animale; mentre
cioè a dire, manca loro 1’ azione cerebrale. — la natura la vorrebbe circoscritta, noi ne esten-
Se fosse possibile comporre un uomo, per diamo troppo suoi limiti: per cui non è mera-
i

una parte cogli organi dei sensi e il cervello viglia che essa termini più prontamente. A libia-
del vecchio, per l’altra coi muscoli di un fan- mo. in fatti già vedute le forze vitali divise in
ciullo, non sarebbero di Ini moti
volontari
i due ordini, di cui l’ uncf appartiene a questa
più attivi e sviluppali ^ perchè non basta che vita, ‘l’altro è proprio della vita organica.
un muscolo goda di tulle le condizioni op- Possiamo paragonare questi due ordini a due
portune al centrarsi, ma è pur necessaria la candele àrdenti nello stesso tempo" e fornite
48 FINE NATURALE

di unn determinata quantità di materiali per della respirazione e della circolazione, funzio-
il loro alimento. Se fi una è dell’ altra più ec- ni che finiscono quasi sempre
contempora-
citata, se è agitata più fortemente dal vento, neamente animale; il secondo più
alla vita
deve necessariamente estinguersi più presto. lento ne’ suoi fenomeni ci offre il termine
—L 1
influenza però che la società estende delle altre funzioni organiche in una maniera
sulle due vite, riesce all
1
uomo-di qualche uti- lenta e graduata. — • I sacchi
digerenti esciol-
lità*, poiché sciogliendolo gradatamente dai gono ancora gli alimenti che si trovano nello
legami, quali lo uniscono a ciò che lo cir-
i stomaco; e le pareti di quest’ organo ancora
conda, rende meno crudele per esso ristante irritabilipossono abbastanza agire. Gli espe-
che viene a rompere questi legami, certo es- rimenti dei medici inglesi e italiani fatti so-
sendo che intanto ci riesce dolorosa l’idea pra 1’ assorbimento, hanno provato che que-
dell’ora nostra estrema, in quanto che essa fa sta funzione resta soventi in attivila anche
cessare tutte le azioni, le quali d mettono in dopo la morte generale, e se non per tanto
rapporto eon tutto ciò che ci circonda, e la tempo, quanto alcuni hanno assicurato, alme-
privazione sola di queste funzioni sémina io no per uno .spazio .di tempo assai notabile.
spavento e il terrore sull’orlo della nostra Sappiamo pure che le escrezioni delle urine e

tomba. -Non è adunque il dolore che n >i delle materie fecali hanno luogo anche molte
temiamo in tal punto poiché, quanti mai ri-;
ore dopo le morte subitanee, in grazia dei-
dotti agli estremi della vita, avrebbero 1’ esi- fi i conservata nella vescica e nel
mutabilità
stenza preziosa, ancorché riacquistata con una retto. —
Resta pure evidente la nufrizione dei
serienon intérrotta di patimenti? Perciò l’a- capelli e delle unghie, e ld sarebbero senza
nimale, che vive poco esternamente e il qua- dubbio a-ncfie le secrezioni nelle altre par- '

le non ha se non quelle relazioni che ba- ti se si potessero scorgere movimenti insen-i

stano pe’ suof bisogni materiali, non è capace sibili, «la cui tali funzioni risultano. Osservia-
di paventare dell’ istante in cui esso cesserà di mo nelle rane persistere la circolazione ca-
essere.- — Se fosse possibile «li supporre un pillare anche dopo d’ aver levato all’ animale
uomo ,
la cui morte non colpisse che gli il cuore; e ciò solo per l’influenza della for-
organi delle funzioni interne, come la circo- za tonica. Nella massima parte delle morii su-
lazione, la digestione, le secrezioni, e simili , bitanee e nell’asfissia specialmente, si conser-
lasciando sussistere il complesso'della vita ani- va il calore animale, anche oltre il termine
male, egli osserverebbe con occhio indiffe- che sarebbe necessario ad un corpo bruto per
rente fi avvicinamento del fine della propria perdere quello che è sviluppato all’ istante in
vita organica perchè sentirebbe che il bene
;
cui cessa la vita generale. Potrei a queste—
deli’ esistenza non gli sarà tolto, e che rimar- osservazioni aggiungere molti altri fatti qua- ì

rà ancora in istato tale, anche dopo questo li, come esse stabilirebbero, che la vita orga-
genere di morte, da poter sentire e provare nica finisce nelle morti subitanee in un modo
quasi tutto ciò che prima costituiva la pro- lento e graduato; che queste morti colpiscono
pria felicità. —
Se adunque la vita animale dapprima fi armonia delle funzioni interne,
cessi gradatamente, se ognuno dei nodi che che estinguono d’un tratto la circolazione ge-
ci legano al piacere di vivere si rompe a poco nerale e -la 'respirazione, ilon portando sulle
a poco, questo piacere ci sfuggirà 'senza che altre che un’ influenza successiva : in questo
noi ce ne avvediamo, e già 1’ uomo ne avrà genere' di morti adunque finisce da principio
dimenticalo il pregio allorché sarà «falla mor- il complesso organica, indi hanno
della vita
te colpito. —
E questo è appunto ciò che os- fine le varie parti di essa. —
Nella morte pro-
serviamo nel vecchio, il quàle colla perdita dotta dalla vecchiezza al contrario la cessa-
parziale e successiva «Ielle sue funzioni ester- zione del complesso «Ielle funzioni non avvie-
ne, giunse alla perdita totale «Iella sita esisten- ne, che dietro la successiva, estinzione delle
za. La sua distruzione si avvicina a quell* del medesime'. In questa morte, le forze abban-
vegetale, il quale non avendo per mancan- donano a poco a poco ciascun organo, la di-
za di relazioni, la coscienza della propria vi- gestione languisce, finiscono le secrezioni e
ta, non potrebbe neppure avere qn-ella della fiassorbimento la circolazione capillare vie-
;

propria morte. ne impedita e sospesa, per la mancanza delle


§. II. La
organica non ha nella
vita, forze toniche che vi presiedono Finalmente .

morte .naturale lo stesso fine che nella mor- la morte sospende anche la circolazione ge-
te accidentale. —
La vita organica'superstite nerale nei grandi vasi, superstite ancora re- .

al vecchio dopo la perdita quasi totale della stando per poco tempo l’azione «lei cuore, il
vita animale, termina in esso di un modo .as- quale cessa per fi ultimo, ed è come dicesi
sai «inferente quello che ci offre il suo fi-
«la —
V ultimimi moriens Per questo la gran dif-
ne nelle morti violente e subitanee. Queste
hanno veramente due periodi, «li cui il primo
— ferenza. la quale distingue la morte della vec-
chiaia da quella' prodotta da un subitaneo
è contrassegnato dalla improvvisa cessazione colpo,, dotfvassi riporre in ciò che in quella
DELLE DUE VITE 49
la vitacomincia ad estinguersi in tutte le par- in seguito nelle altre parti ,
vale a dire , pro-
1
ti, cessando nel cuore per l ultimo esercita
;
duce essa a suoi fenomeni dal centro alla Pr-
essa cioè il suo impero dalla periferia al cen- riteria.
irò ; nell’altra la vita si estiugue nel cuore e

PARTE SECONDA

organi si trovano allora in una per-


lutti che
ARTICOLO PRIMO. CONSIDERAZIONI (GENERALI fetta integrità,cessano dall’ agire dietro cau-
INTORNO ALLA MORTE. se direttamente opposte a quelle che ne in-
trattenevano l’ordinario esercizio. E siccome
queste ultime ci riescono per la massima par-
,A,bl)iamo nella prima parie di quest o-
1
te note, saremo così dietro le medesime con-
pera esposte le due grandi divisioni della vita dotti, in modo
quasi necessario, alla cognizio-
generale ; le differenze che distinguono P ani- ne delle altre; e ciò tanto più, in quanto che
male il quale vive fuori di sè stesso per tutto sta in nostro potere l’imitare un tal genere di
ciò che lo circonda, dall’animale che vive den- morte sugli animali, ed analizzare nelle no-
tro di sè per sè medesimo. Abbiamo esposti i stre esperienze i diversi fenomeni che gli son
^caratteri propri esclusivi a ciascuna delle due propri mentre al contrario è per noi quasi
:

vite secondarie, animale ed organica, non effe del tutto impossibile il produrre artificialmen-
le leggi particolari dietro le quali queste due te nelle specie d’animali diverse dalla nostra,
vite hanno principio, si sviluppano e si estin- malattie simili a quelle che ci affliggono.
.guono nell’ ordine naturale. —
Ci occupere- Che se questo ci fosse anche concesso, poco
mo in questa seconda parte nella ricerca del vantaggio ne trarrebbe essendo le
la scienza,
modo, con cui esse finiscono accidentalmente; leggi vitali dalle morbose affezioni talmente
ci occuperemo cioè della morte ch,e .tronca il modificate, cambiale e direi quasi snaturale
loro corso prima del termine fissato dalla na- che più non potremmo allora partire dai fe-
tura per la loro diirata. — E tale è in fatti S’in- nomeni conosciuti dell’ animale vivente, per
fluenza che su esse esercita la società,7 che noi cercare quelli dell’animale che muore. Si ren-
• #

rare volte giungiamo a questo termine natu- derebbe per ciò fare, necessario, il conoscere in
rale; sicché la cessazione del nostro essere por- che consista questo stato intermedio tra la sa-
cata dalla sola vecchiezza è per noi una specie lute e la morte, stato nel quale le funzioni tut-
di fenomeno, intanto che a quasi tutti gli ani- te provano quel tanto sensibile e variato cam-
mali è concesso di pervenire a tal punto. Sarà biamento, dal quale hanno origine le innume-
utile quindi il fissare la nostra attenzione par- revoli varietà delie malattie. Ma chi mai può,
ticolarmente intorno a questa morte che av- dietro i dati attuali dell’arte nostra, squarcia-
viene per paro accidente — Osserveremo adun- re denso velo che nasconde in questi casi le
il

que, prima d’ogni altra cosa, che essa può aver operazioni della natura ? Quale spirito oserà
luogo per due modi differenti ora cioè non oltrepassare su tal punto limiti della pre-
i


;

è che il subitaneo risultato di un forte turba- cisa osservazione ? Nelle nostre ricerche
mento indotto nell’economia; ora succede perciò avremo maggior riguardo al pri-
essa alla vita in un modo lento e graduato e mo che al secondo genere di morte, e questo
quale effetto delle malattie. —
Riescirà in ge- non ci occuperà che per incidenza, richieden-
nere assai facile il conoscere dietro quali leg- do esso, per bene analizzarne le cause, una
gi abbiano finele funzioni deila vita, allorché esperienza estranea purancoalfa mia età, e con-
esso è T effetto di un colpo subitaneo e vio- cessa soltanto dall’abitudine d’avere osserva-
lento, come avviene, per esempio, nell’ apo- to molti ammalati. —
La prima considerazio-
plessia, nelle grandi emorragie, nella commo- ne che nasce dall’ osservare le diverse specie
zione. nell’ asfissia, e via dicendo, perchè gli di morti subitanee, consiste in ciò che in esse
Elicici. Med. 7
oo CONSIDERAZIONI GENERALI

tutte sussistere ancora per certo grado la


può morte subitanea comincia dalbinlerrom-
cie di li

vjta organica anche già estinta Taniraale, men- pimento della circolazione, della respirazione
tre questa al contrario trovasi in tale dipen- o dell’ azione del cervello; dalle quali tre fun-
denza da quella che giammai non sussiste do- zioni, 1’ una sempre ha per la prima il suo fi-

po la sua interruzione. Così un individuo ne, al quale tiene dietro successivamente quel-
colpito da apoplessia, da commozione, e via lo delle altre. E in tal modo, onde esporre con
dicendo, vive talvolta entro di sè per molti precisione i fenomeni di questi generi di mor- i

giorni ancora, mentre la sua esterna esistenza te, considerarli sotto questi tre
sarà utile
è d un tratto cessata. In questo caso adunque e così questi formeranno
1
essenziali rapporti
;

la morte ha principio dalla perdita della vita Lordine che noi seguiremo nelle nostre in-
animale; che se essa al contrario, dirige la sua dagini. —- Ci occuperemo da principio intor-
prima influenza su qualche funzione organi- no morti subitanee che cominciano
a quelle
ca essenziale, sulla circolazione, come in caso dal cuore indi intorno a quelle che comin-
;

di ferite, di rotture aneurismatiche del fcuore, ciano dal polmone; e per ultimo studieremo
e va discorrendo, sulla respirazione, come in quelle specie di morte che hanno principio
caso d’asfissia ec.queste funzioni allora ces-
,
ti al cervello. Nello studio di ciascuna di esse
seranno quasi sul punto e la vita animale sarà mostrerò da principio, come affetto uno di
egualmente d’ un tratto distrutta ;
ma in tal questi tre organi muojano anche gli altri, e fa-
caso pure sussisterà più o meno lungamente, rò conoscere in seguito quale sia il meccani-
come abbiam veduto, una parte della vita or- smo, pel quale deriva la morte di tutte le par^
ganica, per non estinguersi che gradatamente. ti da quella dell’organo affetto, Finalmente
«- Noi quindi non vedremo giammai un anima- determinerò, dietro i pri nei pi i che avrò espo-
le a sangue rosso e caldo vivere ancora fuori di sti,la natura delle differenti specie di quelle ma-

sè, allorché è già morto internamente. Per cui lattie, le quali sorprendono il cuore, il polmo-
la cessazione dei fenomeni organici sarà sem- ne, o il cervello.
pre un sicuro indizio della morte generale e un
dato certo per decidere della realtà di tal mor- articolo ii. —
dell’ influenza che la mor-
te, essendo rinterruzione dei fenomeni esterni TE DEL CUORE ESERCITA SU QÙELLA DEL
un. segno quasi sempre incerto. -Che se cer- — .

CERVELLO.
chiamo la causa di tale differenza intorno' al • •

modo con cui hanno fine accidentalmente le Sarà per me assai facile cosa il fissare
due vile, troveremo che essa dipende dalla chiaramente come si intrattenga tale influen-
za, dopo che avrò stabilito in qual modo l’a-
1
maniera con cui 1’ una influisce sull altra , e
dai legami, da cui sorto reciprocamente con- zione de! cuore sostenga quella del cervello. E
nesse, certo essendo che le loro funzioni, an- siccome nel nostro caso, la morte ha per ca-
corché per tanti caratteri distinte, s’incatena- gione la mancanza di quella causa che man-
no a -vicenda fra loro. — Questo modo d’ in- tiene la vita, così conosciuta questa, quella ap-
fluenza, questo legame fra ledue vite sem- pa rirà pei» sè stessa manifesta. Il cuore non —
bra specialmente esistere da una parte ira il può arresili cervello che in due maniere, per
cervello, per la vita animale, dall’ altra il pol- i nervi cioè e per vasi che intrattengono l’u4
i

mone ed
cuore per l’organica. L’azione del-
il nione fra questi due organi, quali non pos- i

F uno organi è essenzialmente


di questi tre sono altrimenti comunicare fra loro. E cosa
necessario a quella dei due altri, per cui se evidente però che nervi non costituiscono i

P una cessi intieramente, non possonole altre gli di quella connessione, di cui ora ci
agenti
continuare la loro attività e siccome es-si so- ;
occupiamo poiché il cervello opera bensì col
;

no Ire centri ai quali finiscono


i tutti i fe- mezzo loro sulle diverse parti del corpo, ma
nomeni secondari delle due vite, così questi queste non influiscono giammai col loro in te r-
si interrompono del pari inevitabilmente e ne mezzo sulle azioni del cervello se eccettuiamo
succede la morte generale. Hanno i fisiolo- — casi di simpatia; legato in fatti un fascio ner-
i

gì in ogni tempo conosciuto l’importanza di voso che si distribuisce ai muscoli volontari! ,

questo triplice centro e quasi tutti éhiama-


;
mentre cessano le funzioni di questi, per nul-
rono le funzioni da essi esercitate co! nome di la si alterano quellè*delJa massa cerebrale. —
funzioni vitali, perciocché da queste sembra Non è vero che la legatura di un nervo pro-
(

immediatamente dipendere la vita, la quale duca i suoi effètti soltanto sulla parte alla qua-
mostra relazioni assai più deboli con quelle le questo nervosi distribuiva mentre, in al- ;

che diconsi naturali ed animali. Credo perciò tra guisa, non si potrebbe spiegare il dolore
che dietro il finora esposto, si troverà di gran percepito e l’eccitamento spesso tanto forte da
lunga preferibile a questa la divisione da me produrre le convulsioni, anzi capace talvolta
adottata ; ma essa non merita di fissare la no- da cagionare la morte. Nota di Magendie.) —
stra attenzione sotto il punto di vista, che ora Per tale cagione io mi sono, dietro vari espe-
ri occupa. —
Vedremo in fatti che ogni spe- rimenti, assicurato che i fenomeni galvanici, i
INTOUNÒ AI-LA MORTE
quali con tanta energia si propagano dal cer- di sangue-di cui ciascuno costituisce il centro
vello verso questi organi, a cui si distribuii e l’ agente della impulsione.
scoilo i di lui nervi e lungo i quali, se posso determina come la Cessazione
§. 1. Si
così esprimermi, discendono, don rimontano delle funzioni del cuore a sangue rosso in
giammai in senso opposto. Armati per questo ter rompa quelle del cervello. — 11 ventrico-
un nervo lombare e muscoli degli arti su-
i lo e l’orecchietta a sangue rosso hanno mani-
periori, e fatte in seguito comunicare le due festa influenza sul cervello in grazia del san-
armature, nessuna contrazione si manifesta o gue che ad esso mandano per la via delle ca-
almeno questa sarà appena sensibile; se al con- rotidi e delle arterie vertebrali : e questo flui-
trario, lasciando Tannatura allo stesso nervo, do può, arrivando al cervello, eccitarlo in due
si trasporti l’altra ai muscoli degli arti infe- modi : cioè i.° per
la scossa che ti impri-
riori e se ne stabilisca la comunicazione, han- me ; per la natura dei principia dai quali
2 .°
no tosto luogo dei violenti moti convulsivi. è tal sangue costituito e pei quali è desso -di-
Ho pure potuto osservare che situando una stinto dal sangue nero. —
Riesce facile il pro-
piastra metallica sotto nervi lombari e un'al-
i vare che i movimenti del sangue comunicati
comunica-
tra sotto gli arti superiori, la loro al cervello valgono ad intrattenere la sua vita
zione, operata da un terzo metallo, determina ed energia. Per verificar questo metti allo sco-
l’azione degli arti inferiori sprovvisti d’ar- perto in un animale tale organo in modo che
matura, in tanto elle i superiori o restano inat- si possauo scorgere i suoi movimenti ; e ve-

tivi o si muovono debolmente. - Queste


— drai che questi si indeboliscono tosto dopa
esperienze sono applicabili più di tutto al cuo- legate le carotidi e l’animale vien preso da so-
re per rapporto al cervello; imperocché ìa se- pore: e se talvolta persistano tali movimenti
zione, la legatura, la compressione dei nervi come aU’ordinario, e non occorra alcuna alte-
Cardiaci, non solo non producono effetto sulle razione nelle principali funzioni cerebrali, ciò
funzioni di questo secondo viscere, ma nep- devesi ripeìere dalle arterie vertebrali, le qua-
pure modificano i movimenti del primo se li potino esattamente supplire alle arterie le-
non che indirettamente, come vedremo in se- gate; sempre però si osserverà una reciproca
guito. — Possiamo dunque stabilire essere i relazione tra l’energia vitale e P alternativo
tasi soli gli agenti esclusivi dell’ influenzi! del abbassamento ed innalzamento del cervello,
cuore sulla vita del cervello. Questi vasi, — — L’otturazione delle carotidi non è mai,
tome ognun sa, sono di due sorta, arteriosi generalmente parlando, seguita da pronta
cioè o venosi, a sangue rosso o a sangue ne- morte, potendo gli animali vivere qualche tem-
ro. 1 primi corrispondono al lato sinistro, se- i po anche senza la loro funzione. Ho infatti
condi al lato destro del cuore ed essendo la ;
potuto conservare per molti giorni in tale sta-
Ìoro' funzione assai differente, l’azione di una to alcuni cani che mi hanno in seguito servilo
parte di quest’ organo sul cervello non potrà per altre esperienze, benché due di questi ani-
essere eguale a quella dell’altra parte. Vedre- mali non abbiano potuto sopravvivere a que-
mo quindi, quale sia V azione dell’ una e del- sto stato più di sei ore. *—- Se dopo gli espe-
l’altra. —
Nominando queste due parti, io non rimenti, di cui si è ora parlato, leviamo una
userò T espressione comune di destra e sini- parte del cranio ad un altro animale e si in-
stra per distinguerle; ma piuttosto quella di tercetti il corso del sangue in tutti i vasi che
cuore a sangue rosso e di cuore a sangue vanno alla testa, occorre tosto di vedere ces-
nero. Ciascuno in fatti forma un organo iso- sato il movimento cerebrale e la vita d’ un
lato e distinto da qùello, a cui è sovrapposto, tratto sospesa. Possiamo dunque stabilire es-
potendo pur anco essere nell’ adulto l’un dal- sere una condizione essenziale per le funzioni
T altro disgiunto. Esistono, è vero, due cuori del cervello, la scossa generale ricevuta dall ar-
l’uno arterioso l’altro venoso; ma questi
4 rivo del sangue ma tale asserzione deve es-
aggettivi non bene convengono per indicarli:
;

sere appoggiata ad ulteriori piove. — I. Hav-

perche ambidue formano sistema e colle vene vi grande numero di compressioni , le quali
e colle arterie il primo colle vene
; di tutto il agiscono immediatamente, togliendo al cer-
corpo e colle arterie del polmone il secondo ,
vello la facoltà di obbedire a queste scosse.
colle vene di quest’organo e eoi gran tronco Perciò osserviamo soventi una raccolta puru-
arterioso di cui rami si distribuiscono a tut-
i lenta o sanguigna* una scheggi p ossea, e via
te le parti. Per un altro lato nè 1’ uno nè l’al- dicendo, interrompere tutte le funzioni rela-
tro di questi cuori sono esattamente posti a tive alla percezione, alla immaginazione, alla
destra o a sinistra, in avanti o in addietro, e memoria, ed allo stesso movimento volonta-
questa stessa denominazione non sarebbe ap- rio che se vengano tolte queste diverse cau-
plicabile agli animali. Quindi è, che a me sem- se di compressione, tutte le sensazioni sona
bra infinitamente preferibile la denomina- all’istante ristabilite. Riesce manifesto quindi.*
zione di cuore a sangue rosso e a sangue che il cervello non fu in tali casi disorganiz-
nero essendo questa dedotta dai due sistemi
,
zalo^ che esso fu soltanto compresso e portalo
INFLUENZA DELLA MORTE DEL CUORE
fuori <li poter essere eccitalo dal cuore.
stato <1 i un collo ravvicinamento de! cuo-
assai corto e
— (
Siccome non sappiamo assolutamente nul- re al cervello, corrispondono comunemente
la sullamaniera con cui produconsi nel cer- alla energia <1 questo. Così gli uomini, la di
i

vello fenomeni intellettuali, così non possia-


i cui testa è assai lontana dalle spalle, parago-
mo dire se la compressione si opponga al loro nati a quelli, in cui essa è a queste più vicina,
sviluppo facendo cessare il movimento di cui olirono qualche volta Io stesso fenomeno. —
l
1
organo è abitualmente agitato, impedendo Dietro tutti questi fatti possiamo senza tema
l’ arrivo del sangue arterioso, o finalmente d’errore stabilire la seguente proposizione,
in qualunque altra maniera che noi neppur cioè che uno dei mezzi pei quali il cuore a
sospettiamo. Nota di Magendie.) --Non credo sangue rosso assoggetta alla propria dipen-
necessario P addurre osservazioni intorno denza i fenomeni del cervello è riposto nel-
a questi casi, poiché ne troviamo un sufficen- l’abiluale movimento eh’ esso imprime a que-
te numero presso tutti gli autori che hanno st'organo. — Tal movimento differisce essen-
trattato delle ferite del capo. Mi accontente- zialmente da quello che pure prodotto dalla
rò quindi di far osservare che possiamo ar- stessa causa, si osserva negli altri visceri, co-
tificialmente produrre questi stessi effetti nel- me il fegato, la milza, e va parlando, quali lo i

nostre esperienze sugli animali , nei quali


le presentano in un modo poco sensibile, men-
compresso e liberato a vicenda il cervello , tre assai manifesto si riscontra nel cervello.
1
trovasi quest organo a vicenda nello stato Questo dipende da ciò che i grossi tronchi
di eccitamento o di sfinimento, secondo che arteriosi situati alla base del cervello, trovan-
viene con maggiore o minore facilità solleva- dosi fra esso e le pareti ossee del cranio, pro-
to e scosso dal sangue. —
11. Troviamo fra i
> vano nel momento in cui si raddrizzano una
rettili alcune specie nelle quali il cuore non resistenza, la quale ripercuote lutto il movi-
determina alcun movimevlo nella massa ce- mento sulla massa encefalica questa viene :

rebrale; il che ho più volte osservato nelle così sollevata da tale raddrizzamento, appun-
rane. In questi animali togliendo la parte su- to come succede «nelle diverse specie di tumo-
periore del cranio e ponendo perfettamente ri,, allorché passa fra essi e un piano assai re-
a scoperto il cervello, non si osserva in esso sistente una qualche considerabile arteria. Si-
il minimo innalzamento. In tale specie quin- mili esempi possiamo riscontrarli nei tumori
di, non che nelle salamandre, possiamo im- situati al collo sulla carotide, là dove questa
pedire ogni affluenza di sangue al cervello, arteria si appoggivi sulla colonna vertebrale ;
senza che per questo cessino le sue funzioni, in quelli situati agli inguini sulla arteria cru-
come avviene in tutte le specie di animali a rale, quando essa passi sopra l’arco osseo del
sangue rosso e caldo. Osserviamo pur pube dal che abbiamo dei motivi di ben esa-
;

anco in tali animali agire i muscoli volon- minare questi tumori per non confonderli col-
tari, gli occhi conservare la loro vivacità, l
1
aneurisma. — Nessun altro organo, eccet-
il tatto manifestarsi per qualche tempo anco- tuato il cervello, appoggia colla propria base
ra, benché sia strappato il cuore e legalo il sopra una superficie resistente analoga a quel-
doppio ramo, nato dalla grande arteria che la della parte inferiore del cranio e per ciò il
1
sorte dall unico ventricolo del cuore ; ( evvi movimento delle arterie che ad esso si por-
1
nell organizzazione di questi animali parago- tano, si perde nel tessuto cellulare e nelle par-
nata con quella dell’uomo tanta differenza, li molli circonvicine. Tal movimento quindi
da non potersi concludere dall 1 una all’altra , riesce nullo per questi organi, come si vede
specialmente per riguardo alle funzioni del nel fegato, nei reni, e simili, e come si vedrà
sistema nervoso. Si conosce la esperienza di ancora nei tumori del mesenterio, ed in tut-
Dumeril, in cui una salamandra visse molto ti quelli situati sopra le arterie che appoggia-
tempo dopo l’imputazione della testa e la for- no sopra dei muscoli o sopra degli organi di
mazione sul collo di una perfetta cicatrice che un tessuto molle e spugnoso. Osservere- —
doveva intercettare il passaggio dell aria nei 1
mo ancora, essere l
1
integrità delle funzioni
polmoni. Nota di Magendie. cosicché ho )
del cervello non solo dipendente dai movi-
potuto ripetere moltissime volte questi due menti comunicatigli dal sangue , ma ancora
modi di interrompimento della circolazione, dalla somma di questi movimenti che devono
ed ho sempre ottenuto il medesimo effetto sempre essere in una giusta relazione; rie-
per ciò che risguarda il cervello. III. Si — scendo essi o troppo deboli o troppo impe-
osserva in genere, come già fu da qualche tuosi diventano egualmente nocivi, il che sarà
medico notato che gli animali a collo lungo, dalle seguenti esperienze provato. —- I. Fatta
presso i quali è per tal causa il cuore più lon- una iniezione d acqua 1
in una carotide d 1
uri
tano dal cervello e questo con minore ener- cane, osserva che il contatto di questo flui-
si
gia ne è scosso, offrono una intelligenza più do non riesce funesto e l’animale vive anco-
limitata e le funzioni cerebrali sono in es- ra assai bene, se l’iniezione è stata fatta con
si mollo più circoscritte; mentre al contrario. molti riguardi; ma se essa viene spinta con
SU QUELLA el cervello 6*
impeto, tosto turba l’azione cerebrale e ben
si o lasua energia più necessaria, la prima e
soventi non si ristabilisce che difficilmente ;
la più forte scossa dal cuore
;
per cui possia-
quindi troviamo un rapporto Ira la forza di mo dal finora esposto conchiudere che 1’ in-
impulsione e Io stato del cervello poiché se si ;
terruzione dell’azione del cuore a sangue ros-
aumenti per poco questa impulsione, nasce so fa cessare quella del cervello e ne distrug-
lina pronta agitazione nei muscoli della faccia, ge i movimenti. —
Ma un tale movimento
degli occhi, e via dicendo, e ritorna la calma, non costituisce il solo modo d’influenza dii
se 1’ impulso è reso minore; ove esso sia por- primo secondo di questi organi poiché
sul
;

tato al più alto grado, ne segue come sicura se ciò fosse, si potrebbe injetlando dàlie caro-
conseguenza, la morte. 11. Per altra parte — tidi con un tubo biforcato un fluido acquoso
messo a nudo il cervello, ed aperta in seguito e con un’ impulsione analoga a quella che è
un arteria in modo da produrre un’ emorra-
1
naturale al sangue, si potrebbe, dico, scuotere
gia, si vedono movimenti del cervello dimi-
i l’organo e rianimare così le sue funzioni in-
nuire di mano in mano che il sangue perden- debolite. Spinti con egual forza il sangue ne-
dosi si porta a quest’organo con minor for- ro ed il sangue rosso, non avrebbero in tal
za, e cessare finalmente, allorché il fluido non caso un’ azione diversa sopra di esso, ciò che,
è più in quantità sufficiente. Nel medesimo tem- come vedremo in seguito, è manifestamente
po s’indebolisce e cessa in proporzione la stes- contrario alla esperienza. Ne segue perciò che
sa energia cerebrale, il che appare dallo stato il ventricolo e 1’ orecchietta a sangue rosso
degli occhi, del tatto, dei movimenti volontà- agiscono sul cervello anche in grazia del flui-
rii e simili. —
(Non è cosa rara veder malati do che vi mandano. Ma siccome il polmone
a serbare perfettamente intatte le loro facoltà forma il centro in cui si prepara il sangue ros-
intellettuali allorquando i movimenti del cuo- so, il quale attraversa il cuore senza provarvi
re sono tanto deboli, da non poter certamen- alcuna alterazione, così rimetteremo l’esame
te determinare, nella massa del cervello \e- della sua influenza sul sistema cerebrale all’ar-
run sensibile sentimento. Nota di Magendie) ticolo in cui tratteremo dei rapporti di que-
—Riesce facile dal fin qui detto il comprende- sto sistema col polmone.
re, perchè la diminuzione dei movimenti ce- Determinare come la cessazione
§. II.

rebrali accompagni sempre lo stato di pro- delle funzioni del cuo re a sangue nero in-
strazione, di languore, e via parlando, pro- terrompa quelle del cervello.
t

Ella è cosa —
dotto costante delle grandi perdile di sangue. assai rara che la morte generale cominci dal
— Si comprenderà pure facilmente dal sopra ventricolo ed orecchietta a sangue nero; poi-
esposto, perchè tutto il sistema arterioso del ché quasi sempre avviene che l’azione loro sus-
cervello sia da principio concentrato alla sua sista anche dopo cessata quella dellealtre parli :

base , prima di distribuirsi tra i suoi lobi ; e così allorché cessano esse d’agire, il cervello,
mentre i grossi tronchi venosi si osservano
r>
il cuoresangue rosso e il polmone hanno già
a
quasi esclusivamente alla convessità della sua interrotto loro fenomeni.
i Può ciò non —
-

superficie. Quest’organo presentando inferior- pertanto avvenire, che una ferita o una rottura
mente una minor superfìcie, è più suscettibile aneurismatica interrompano d’ un colpo le
,

di ricevere ivi 1’ influenza del moto vasco- contrazioni loro o almeno le rendano inutili
lare, di quello che lo propria conves-
sia alla per circolazione, in grazia dell’effusione del
la
sità, alla quale questo moto diffuso-di trop- sangue fuori delle vie della circolazione. In —
po, produrrebbe organo un effetto assai
sull’ questo caso il cervello diventa inattivo e muo-
meno sensibile. Dobbiamo aggiungere inol- re nello stesso modo con cui cessa d’ agire
tre che le parti tutte essenziali del cervello nei caso precedente; perchè le cavità a san-
trovami. sua base, per cui
riposte verso
la gue rosso cessando di ricevere questo sangue
siccome le questa parte riescono
Jesioni di non possono spingerlo .al capo quindi non :

:tutte mortali dovranno così le sue funzio- avvi più molo e in conseguenza non av vi più
ni essere ivi di assai più grande importanza. vita nella massa encefalica. -Un altro gene- —
Nella parte superiore, al contrario, anche ta- re di morte del. cervello succeder deve allor-
gliato , lacerato , e via discorrendo, questo

ché il ventricolo e 1’ orecchietta a sangue ne-
organo, la sua azione rare volte soffre delle ro non possono ricevere questo fluido tale ;

alterazioni, come viene provato dalle espe-, sarebbe il caso, in cui essendo legate tutte le
rienze.e dalla comune osservazione delle fe- giugulari, il sangue ristagni necessariamente,
rite del capo. — Ecco perchè quest’ organo ed anche rimonti nel sistema venoso cerebra-
i presenti da un lato un inviluppo pressoché le, per cui questo sistema s’ ingorga, e il cer-
i
impenetrabile agli agenti esterni, in tanto ohe vello cessa dall’ agire, perchè compresso dal
dall’ altro lato la volta che io protegge non sangue nero che rifluisce, e dal rosso che con-
oppone a questi agenti un ostacolo egualmen- corre nella sua sostanza. Ma io non mi fermo
te solido. Era adunque indispensabile che il su tale pomo, avendo non pochi autori isti-
:
cervello ricevesse là dove la vita è più attiva, tuite molte esperienze, e presentalo i loro ri-<
5/j Influènza della morte del coore

multati a ciò rei alivi. — Esaminerò piuttosto il che solo deve interessarci. 4-° Mi so-
fatto —
10 questo articolo ,
un genere di morte il no sempre assicurato, che allorquando un ani-
cui principio fu da molti considerato nel cuo- male perisce per l’ introduzione .dell’ aria in
re e particolarmente nella sua parte a san- una delle sue vene, il lato del cuore a sangue
gue nero, ma che piuttosto, come a me sem- rosso è come quello a sangue nero, pieno di
bra, dirige sua principale e forse unica in-
la un sangue schiumoso, misto di bolle d’ aria";
fluenza sul cervello. Voglio dire cioè di quel- e che le carotidi e vasi del cervello ne sono
i

la morte, la quale viene determinata dall’inie- egualmente pieni, per cui ha essa dovuto agire
1
zione deli aria nelle vene. Sappiamo in ge- — su quest’organo nello stesso modo che nelle
nerala, e già da gran tempo, che tosto che una due specie d’apoplessia artificiale e spontanea
quantità qualunque di questo fluido è intro- superiormente riferite. 5.° Se si spinga del- —
dotti? nel sistema vascolare, movimento del il 1’ aria in una delle divisioni della vena porta,

cuore si precipita, l’animale si agita, manda verso il fegato, essa non può che difficilmente
dei gridi di dolore, e preso da movimenti passare nel sistema capillare di quest’ organo;
convulsivi cade privo di vita animale, vivendo osci 11 quindi nei. grossi tronchi, non arriva
»

per qualche tempo ancora organicamente, che tardi al cuore, e 1’ animale, come ho po-
finché in breve cessa affatto d’ esistere ; che tuto osservare, non soffre che dopo un tem-
se cerchisi quale organo sia così prontamente po assai lungo, quegli accidenti che avvengo-
estinto dal contatto dell’aria, io dirò essere no prontamente allorché si faccia penetrare
11 cervello e non il cuore ;
e non interrom- questo fluido in una delle vene del gran siste-
persi circolazione se non perchè è già pri-
la ma, perchè allora il cuore la trasmette subito
ma sospesa l’azione cerebrale; della quale al cervello. —
- ( Allorquando s’ introduce aria
asserzione posso addurre prove seguenti* le nella vena porta, non solo non si se'orge ve-
1 Il cuore batte ancora qualche tempo in run accidente al momento della injezione, ma
1
questo genere di morte, dopo che la vita ani- eziandio non ne risulta d ordinario per l’ani-
male, e per conseguenza il cervello che ne male alcun effetto apparente. Non così avvie-
costituisce il centro, hanno
cessato dalla loro ne allorquando s’injejti aria nelle vene del
attività; ( questo fatto è inesatte, e la morte sistema generale, e la si spinga con tanta pre-
avviene all’opposto, pel cessare dei movimen- cauzione da non produrre subito la morte a
ti dei cuore. ventricolo destro si riempie di
II motivo della dilatazione del cuore. Gli effetti
aria che dilatata dal calore lo distende in mo- non si mostrano allora pel fallo altro che mol-
do da non poter più esso rinvenire so'pra se to tempo dopo ma riescono
della injezione ;

stesso. 11 movimento che agita talvolta tutto affatto diversi primitivi che
dagli accidenti
l’organo, devesi soltanto alle contrazioni del- abbiamo descritti. Siffatti sintomi consecutivi
ì’ altra metà del cuore che non trovasi mica della entrata dell’aria nelle vene sono, come
distesa dall’ aria. Nota di Magendìe.) 2. 0 in- osservò Nysten, il risultato dell ingorgamento
iettando dell’ aria nel cervello per mezzo di dei polmoni prodotto dall’ accumulamento
una delle carotidi, fio determinata la morte dèll’aria nelle ultime divisioni dell’arteria poi-»
con analoghi fenomeni, eccettuata l’agitazio- monare. L’ ambascia del respiro si appalesa
ne del cuore prodotta dal contatto d’ un cor- spesso dopo di una mezza giornata , diventa
po straniero sulle sue pareti, le quali vengo- sempre maggiore bronchi riempionsi di
,
i

no per ciò eccitate con maggior forza 3.° ;


liquido viscoso, e 1’ animale muore per solito
Morgagni cita diverse osservazioni di morti al terzo od al quarto giorno. Coll’apertura di
subitanee, la cui causa parve dipendere e- esso non si rinviene più aria nel cuore, uè en-
videnlemenle dalla ripienezza dei vasi san- tro vasi
i ma polmoni, anziché essere rosei,
; i

guigni del cervello prodotta che


dall’ aria, sono grigiastri, macchiati di bruno, ed ingor-
vi si spontaneamente
era sviluppata, e che gali «li molto sangue e di rauco spumoso.—
aveva* come egli dice, compresso colla sua ra- Credeva Boerhaave che la morte, la quale sus-
refazione l’origine dei nervi. Io dubito però segue alla injezione dell’aria, nelle vene, fosse
che tale compressione possa essere eccitata sempre dovuta, come essa lo è in tal caso, alla
dalla piccola quantità d’ aria spinta nelle ca- presenza dell’ aria che oppone nei piccoli vasi
rotidi, la quale valga a portare la morte del- un ostacolo meccanico al passaggio del san-
1’ animale : così dubito egualmente che tale gue venoso. Nota di Magendìe.) 6.° Questa —
compressione fosse reale nelle osservazioni ad- rapidità, colla quale sono in certe esperienze, |

dotte dal Morgagni benché tali osservazioni


; dietro l’introduzione dell’aria nelle vene, anni-
non siano per questo meno importanti. Non- chilate le azioni cerebrali,potrebbero far crede-
dimeno qualunque sia il modo con coi l’aria re con molti autori che questo fenomeno av-
porta la morte, essa è sempre da considerarsi venga nello stesso modo con cui esso si mani-
mortale allorché perviene al cervello , il che festa in una ferita del cuore, nella sincope, e si-
forma per noi il punto più essenziale, per cui mili, cioè a dire, perchè sospesa in un momento
trascurali do come ciò avvenga, considereremo l’azione del cuore dalla presenza dell’aria che ne
©U QUELLA D (il POLMONI 55
1
distende le pareli, non può più quest organo grossi tronchi venosi, da un’affezione del lato
comunicare il movimento al cervello. Ma con- a sangue rosso o delle grosse arterie, colpisce
tro questo osserveremo: i.°che ia più sem- diversamente il polmone.
plice inspezione basta per far conoscere la §. I. Determinare come V azione del
0
persistenza dei movimenti del cervello; 2. che polmone venga sospesa dalla cessata azio~
siccome questi movimenti sono prodigiosa- ne del cuore a sangue nero. li cuore a —
mente accelerati dal contatto del fluido stra- sangue nero non ha visibilmente alcuna in-
niero, così viene colla massima prontezza fluenza sui fenomeni meccanici del polmone ,
spinto il sangue spumoso attraverso il polmo- mentre esso concorre essenzialmente a pro-
ne, e per le arterie, sicché possiamo intendere durre fenomeni chimici, mandando a que-
i

questa rapidità con cui avvengono le lesioni st’ organo il fluido che deve trarre dall’ aria

cerebrali. 7.
0
—Se i! cervello cessasse d’agire dei nuovi principii, cedendo ad essa quelli di
per la mancanza dei movimenti del cuore, la cui trovasi soprabbondante. Allorquando il —
morte avverrebbe come nella sincope nelle , ventricolo e 1’ orecchietta del sistema a san-
grandi emorragie dell’ aorta, dei ventricoli, e gue nero, o qualcuno dei grossi vasi che con-
simili, cioè a dire senza movimenti convulsivi corrono alia sua formazione, sospendono le
ben marcati. Ora al contrario questi movi- loro funzioni, come succede dietro una ferita
menti sono spesso violentissimi appena dopo o dietro la legatura fatta nelle esperienze, i
l’iniezione, ed annunciano perciò la presenza fenomeni chimici sono di un tratto sospesi;
di un irritante sul cervello, il quale devesi ma l’aria entra ancora nel polmone per la
ammettere nell’aria che vi perviene. Con- — dilatazione e il ristringimento del petto. —
chiuderemo per ciò da! fin qui detto, che nel- Ciò non ostante niente succede al ventricolo
la mescolanza accidentale dell’aria col sangue a sangue rosso se qualche poco di sangue vi
:

del sistema venoso, il cervello muore pel pri- penetri per qualche istante, esso è nero non
mo, e morte del cuore è 1’ effetto e non il
la avendo subito alcuna alterazione. La sua quan-
principio di quella. Spiegheremo altrove co- tità è insufficiente per produrre il movimen-
me interrotta 1’ azione del secondo fra questi to cerebrale, quale allora va a cessare, man-
il

iorgani cessi il primo dall’ agire. cando T agente dell’impulso. Per questo si
sospendono pure, giusta quanto è stato detto,
articolo ni. —
dell’ influenza, che la mor- le funzioni de! cervello, in conseguenza
C 7
di che
te DEL CUORE ESERCITA SU QUELLA DEI esso non agisce più sui muscoli intercostali e
POLMONI. sul diaframma, i quali restano in quiete so-
spendendo l’esercizio dei fenomeni meccanici.
Costituisce il polmone la sede di due —
- Picco adunque come succede la morte dei
“specie di fenomeni assai fra loro distinti. I polmoni dopo quella del cuore a sangue ne-
;primi affatto meccanici sono relativi ai rnovi- ro ; essa accade in modo inverso alla mor-
iraenti d'innalzamento o di abbassamento dei- te del cuore a sangue rosso.
ile costee del diaframma, alla dilatazione od al §. II. Si determina come venga inter-
iristringimento delle vescichette aeree, ali’ en- Yotta V azione del polmone allorché cessi .

trata. od alla sortila dell'aria effetto di questi d' agire il cuore a sangue rosso. —- Se una
'movimenti. secondi puramente chimici si ri te-
I ferita interessi il ventricolo o 1’ orèechiella a
sriscono alle alterazioni diverse provate dal- sangue rosso, 1’ aorta o le sue maggiori di-
l’aria, ai cangiamenti di composizione nel visioni ; se viene a questa arteria applicata ar-
‘sangue, e simili. —
Queste due specie di fe- tificialmente una legatura, o se si rompa un
linomeni sono fra loro in una mutua dipenden- suo aneurisma, e simili, le funzioni del pol-
za, cosicché l’ istante, i il cui gli uni si inler- mone cessano nell’ ordine seguente: i.° Il
srompono, è sempre vicino a quello in cui gli cervello non riceve più impulsione 2.
0 ces-
;

:altri cessano di manifestarsi ; quindi avviene sano suoi movimenti ; 3 .° non esercita più
i

che senza fenomeni meccanici non po'treb- la sua azione sui muscoli ° cessa la con-
i
4 ;

1 bero esercitarsi chimici per mancanza di


i trazione dei muscoli intercostali, e del dia-
materiali ; come pure, mancando questi ulti- framma ;
sospendono fenomeni mec-
5 .° si i

mi, il sangue cessa, come vedremo, di essere canici. E* siccome senza questi non possono
un eccitante pel cervello, il quale allora più esercitarsi fenomeni chimici , così mentre
i

:non vale a dirigere la sua influenza sui mu- che essi nei casi enunciati finiscono per man-
scoli intercostali, e sul diaframma ;
essi pure canza di sangue, in questo cessano per man-
devono adunque perdere la loro attività, dal canza di aria essendo queste due cose egual-
,

«che vanno a cessare anche fenomeni mecca- i mente necessarie, ed essendo l’una inutile
mici. —
Queste due specie di fenomeni poi non senza 1 ’ altra. —
Tale è adunque la differenza
^cessano nello stesso modo dietro la morte del della morte del polmone dietro le lesioni del
cuore; imperocché secondo che questa nasce cuore ; giacché se questa risiede nel lato a
1 da una lesione del Iato a sangue nero o dei sangue nero, cessano dapprima i fenomeni
INFLUENZA DELLA MORTE DEL CUORE

chimici, indi meccanici; se essa in luogo nel


i cause*, movimento, 2. 0 dalla na-
cioè: i.° dal
lato a sangue rosso, la morie comincia dagli tura del sangue. Esamineremo per ora il pri-
«Itimi e termina dai primi. Ma siccome la cir- mo di questi due modi d’influenza , essendo
il secondo appartenente all’azione dei polmo-
1
colazione è assai rapida, così intervallò chel

passa tra 1’ interrompimento degli uni o degli ni. — Tanto nella vita animale, quanto nel-
altri riesce assai breve. l’organica, hanno le parti bisogno per agire
d’ un movimento abituale, il quale intratten-
ARTICOLO QUARTO. DELl’ INFLUENZA CHE LA ga la qual condizione è egual-
loro azione : la

MORTE DEL CUORE ESERCITA SU QUELLA DI mente essenziale alle funzioni /dei muscoli
TUTTI GLI ORGANI. membrane, e via
delle glandole, dei vasi, delle
dicendo. Ma questo movimento nato in parie
Divideremo questo articolo in due sezio- dal cuore, differisce essenzialmente da quello
ni, come già abbiam fatto dei precedenti ;
che il sangue comunica al cervello. Questo —
I' una ad esaminare come si in-
sasà destinata ultimo viscere obbedisce in modo assai sen-
terrompano le azioni tutte degli
organi, al- sibile all’impulso di totalità che solleva la sua
lorché cessi quella del cuore a sangue rosso ; massa polposa ò gli permette di abbassarsi du-
nell’altra cercheremo il modo d’influenza rante la intermittenza. Il movimento interno
della morte del cuore a' sangue nero su quella al contrario, il quale agita isolatamente cia-
di tutte le parti. scuna delle sue parti è assai meno sensibile, il
Determinare come la cessazione
§. 1. che dipende da ciò che i suoi vasi divisi all’in-
delle funzioni del cuore a sangue rosso in- finito prima nelle sue anfrattuosita, indi sulla
terrompa quella di tutti gli organi. -Tutte — pia madre, ne penetrano la sostanza con sole
le funzioni della macchina animale apparten- ramificazioni quasi capillari. Il movimento —
gono o alla vita animale od alla organica; per determinato dall’ arrivo del sangue negl» altri
cui devono esse distinguersi in due classi fra organi offre un fenomeno esattamente inver-
loro assai differenti. Esaminando ora quelle so : poiché nonosserva in essi alcun movi-
si
della prima, vedremo che
esse per la lesione mento di abbassamento o di innalzamento ;
dell’ orecchietta o del ventricolo a sangue ros- essi cioè non sono agitati da alcuna scossa ge-
so possono interrompersi in due modi; e pri- nerale, perchè, come già si disse , 1’ impulso
ma di tutto, ciò avviene perchè reso immobi- delle arterie si perde nelle parti molli vicine ,
le il cervello, diventa esso inattivo , e non è mentre al cervello viene a questo viscere ri-
più capace nè di ricevere le sensazioni,' nè di percosso dalle parti dure sottoposto Negli al-
esercitare la propria influenza sugli organi lo- tri organi al contrario avviene, che in quasi
comotori e vocali. —
Deve quindi un tale or- tutti insinuandosi i vasi in tronchi considera-
dine di funzioni in questo caso sospendersi , bili, dividendosi assai prima di giungere ad
siccome quando la massa encefalica ha pro- essi, la loro pulsazione vi fa nascere delle in-
vato una violenta commozione, da .cui sia sta- testine agitazioni, delle parziali oscillazioni ,
ta la sua azione distrutta per cui intende- delle scosse proprie a ciascuno dei lobi, degli
:

remo come possa una ferita del cuore, la rot- strati o delle fibre, dalle quali risultano. —
tura di un aneurisma, e simili, togliere ad un Questa differenza nel modo di distribuzione
tratto i nostri rapporti cogli oggetti estèrni. dei vasi apparirà assai evidente paragonando
— In quegli animali poi, il cui cervello non il modo con cui il cervello per una parte, il
ha bisogno per agire di ricevere dal sangue fegato, la milza, i reni, i muscoli, la pelle, e
una scossa abituale, quasi) nulla si osserva la via dicendo, per l’altra ricevono il sangue
dipendenza tra i movimenti del cuore e le rosso, destinato al loro nutrimento. — Ed era
funzioni della vita animale. Perciò ancorché poi necessario che il cervello fosse dagli altri
si strappi ad un rettile il cuore o si leghino i organi distinto pel movimento di totalità che
grossi vasi di questo vivrà esso ancora lun-
,
gli imprime l’arrivo del sangue, perchè, chiu-
go tempo per gli oggetti che lo circondano , so esso in una scatola ossea, non è come quelli
cioè a dire, locomozione, le sensazioni, esi-
la soggetto a mille altre cause d’ agitazione ge-
mili, non saranno
sul punto sospese come av- nerale. —
In conferma di che osserveremo:
viene nelle specie a sangue rosso e caldo. essere tutti gli organi vicini ad un gran nu-
E supposto ancora, che dietro le lesioni del mero d’ agenti destinati a supplire all’ impul-
cuore a sangue rosso il cervello non interrom- so, che loro manca per parte del cuore. Tro-
pa le azioni sue, la vita animale andrebbe viamo in fatti nel petto l’alternativo molo di
egualmente a perire, benché più tardi im- : elevazione e di abbassamento degli intercosta-
perocché dobbiamo riconoscere qual causa li e del diaframma, non che la dilatazione e
necessaria per l’esercizio di questa vita V ec- Io stringimento successivo risiedenti nel cuo-
citamento de’ suoi organi, indotto dal sangue re e nei polmoni ; troviamo nell’ addome l’a-
che ad essi si porta. Tale eccitamento poi è gitazione continua prodotta sulle pareti addo-
qui pure, come altrove, dipendente da due minali dalla respirazione, lo stato continua-
SU QUELLA DI TUTTI GLI ORGANI 5^

mente variabile dello stomaco, delle intestina, quale succede allorquando impedita la circo-
della vescica, che a vicenda sono o distesi, o lazione in un membro, il .sangue rosso non si
contratti su loro medesimi non che il rimo- ;
distribuisce più alle sue parti, le quali ven-
vimento dei visceri liberi, continuamente pro- gono dapprima prese dalla insensibilità e dal-
dotto dalle diverse nostre posizioni final- ;
la paralisi poco dopo dalla cangrena. Di
,
e
mente troviamo nelle membra la loro flessio- questo fenomeno abbiamo frequenti esempi
ne ed estensione, l’adduzione ed abduzione, nell’ operazione dell’ aneurisma e può osser- ;

l’elevazione ed abbassamento, quali moti i varsi ancora in molli esperimenti espressa-


occorrono ad ogni istante tanto per la loro to- mele animali viventi,
instiluìli lu
sugli —
talità, quanto per le diverse loro parli. Ab- questi casi influisce senza dubbio particolar-
biamo adunque cause moltipltei permanenti mente la mancanza d’azione, dipendente da-
di movimento, le’qua'i equi valgono per man- gli elementi che compongono il sangue rosso

tenere la vi(a di tutti gli altri organi, a quel- e Io distinguono dal nero; ma non è meno

le dipendenti dal sangue che perviene al reale il diletto d’azione per la deficienza del
cervello.—- Non pretendo perfidi escludere movimento intestino, che il sangue comunica
affatto quest.’ ultima causa di eccitamento ne- alle parti. — Nè
possiamo ammettere come
cessario ajla vita (le^li organi la quale può ,
causa dei fenomeni, che succedono all’ oblite-
essere verisimilmente congiunta a quella or rarsi di un’arteria, cessazione della nutri-
la

ora esposia ; e perchè la


intenderemo così zione imperocché il modo lento e graduato,
;

maggior parte dei visceri ricevano al pari insensibile, con cui questa funzione si esegui-
del cervello il sangue, rosso dalla propria sce; non si accorda visibilmente colla loro in-

superficie concava, come si osserva nei re- vasione pronta e subitanea, specialmente ri-
ali,
-
nel fegato, nella milza, nelle intestina, e guardo alle funzioni della vita animale, le
simili.Per tale disposizione avviene che l’im- quali sono in un arto distrutte nello stessa»
pulsione del cuore meno diffusa è più facil- momento, in cui non vi perviene più sangue;
smente risentita benché ciò non sia se non non altrimenti che esse cessano all’ istante, in
;

che una condizione accessoria all’ in tra (leni- cui tagliati i nervi, 1’ arto è privo delia loro
mento. delle funzioni. — Per tutte le cose fin influenza. —
Oltre alle cause già addotte, le
qui dette, siamo in diritto di poter aggiun- quali al cessare dell’azione del cuore, sospen-
gere un’ altra ragione alla sopra esposta, on- dono in generale tutte le funzioni animali ed
de stabilire come cessata 1’ azione del cuore a organiche, un’ altra pure ne riscontriamo.che
sangue rosso, debbano interrompersi le fun- risgua-rda il maggior numero di queste ulti-
zioni tulle della vita animale Ma, essendo tale me cioè nutrizione, l’esalazione, le secre-
la

’ragione comune sì alla vita animale, che alla zioni e la stessa digestione, eseguita solo per
organica,, possiamo* anche da questa comincia- oftfra di fluidi segregali. Essa consiste nella
sre a spiegare lo stesso fenomeno: ed ecco quale
mancanza dei materiali necessari al mantene-
iragioneessa sia. —
i.° Il movimento intestino, re in esercizio le dette funzioni, per cui devo-

«iato in ciascun organo delle due vite dal mo- no queste necessariamente cessare. Il loro fine
do di distribuzione arteriosa , essendo allora però non avviene che lentamente e ciò perchè
totalmente sospeso, cessa in questi organi ogni esse traggono propri materiali, non dalla
i

eccitamento e con esso di conseguenza, anche circolazione generale, ma dalla capillare, per-
Ha vita : 2.
0 essi non hanno più vicino a sè chè sottoposta alla sola influenza delle forze
ile cause' di scuotimento generale: poiché contrattili insensibili della parte in cui è ese-

quasi tutte queste cause dipendono da movi- guita ;


essa indipendentemente dal
si esercita

aneliti a cui presiede il cervello: tali sono quel- cuore, come può maggior
osservarsi nella
H j della respirazione, della locomozione delle parte dei rettili, nei quali, ancorché quest’or-
mae rubra, òcchio, dei muscoli sottocuta-
dell’ gano sia tolto, il sangue oscilla per qualche
nei. eli quelli- del basso ventre, e simili. E sic- tempo ancora nei piccoli vasi. Kiesce quindi
come il cervello rendesi inerte e cessano affat- manifesto, che tutta la porzione di questo
to suoi movimenti tosto che non riceve più
i
fluido, la trovava nel sistema capillare
quale si

ssangue da! cuore ; così viene pure tolto P ec- al momento dell’ interruzione della circola-

citamento che esso estendeva agli organi vi- zione generale, deve servire ancora qualche
cini. -—
Da ciò ne segue, che il cuore esercita tempo a queste diverse funzioni, le quali per

sui diversi organi due modi d’influenza, uno i conseguenza termineranno gradatamente.
diretto e senza intermezzo 1’ altro indiretto
;
Ecco adunque in generale, come 1’ annichila-
se per l’azione intermedia del cervello, per mento delle funzioni tutte sopravvenga alla
interrirzione di quelle del cuore. Nella vita •

x'ui la morie di questi organi dietro la lesione


di quel viscere avvienee mediatamente ed im- animale ciò avviene i.° perchè tutti suoi or- i

mediatamente. Occorre pur anco di osser- gani non sono più internamente eccitali da?
vare qualche volta degli esempi .di morti par- sangue, ed esternamente dal movimento delle
ziali analoghe a questa m Di'ti generale, la parti vicine ;
a.° perché il cervelli mancando
Janeiri Mtui.
* 8
. 4*
58 INFLUENZA DELLA MORTE DEI, CUORE
egualmente di cause eccitanti non può più ai quali è abitualmente portato il sangue dalle
comunicare la sua influenza ad alcuno di que- arterie, godono della vita ad un grado tanto
sti organi. — Nella -vita organica poi la causa più elevato, quanto maggiore è la quantità di
della interruzione de' suoi fenomeni dipende** questo fluido, come l’osserviamo non solo nei
rà in tal caso : i.° come nella vita animale, muscoli, ma ancora nel glande, nei corpi ca-
dalla mancanza d’ eccitamento
interno ed vernosi, nel capezzolo delle mammelle al mo-
esterno pe’ suoi visceri ; 2. 0 dal difetto dei mento della loro erezione, e simili, come os-
materiali necessari alle diverse funzioni di serviamo nella cute della faccia sotto le vive
questa vita, straniere affatto all’ influenza del passioni, le quali la colorano e ne gonfiano il
cervello. —
Molte altre osservazioni poi con- suo tessuto; come osserviamo nelle funzioni
corrono colle già esposte a provare e la real- cerebrali, le quali si esaltano allorché il san-
tà dell’ ecci/a mento degli organi indotto dal gue si dirige con impeto alle parti interne e
movimento loro impresso dal cuore o dal si-- simili. —5 .°
Nello stesso modo, in cui tutto
sterna vascolare e la realtà della causa asse- ciò che accresce ciascuno dei fenomeni della
gnata alla loro morte , allorché cessi tale vita in particolare, determina sempre un au-
eccitamento , delle quali qui ne presentere- mento locale nella circolazione, avviene pure
mo alcune. —
i.° Gli organi, i quali non ri- che allorquando si esalti il complesso di qhe-
cevono sangue, masono soltanto penetrati dai sti fenomeni, tutto il sistema circolatorio pro-
fluid.i bianchi, come i capelli, le unghie, i peli, nuncia assai più la propria azione. CosTTtwiia-
le cartilagini, tendini, e simili, godono di
i mo, l’uso degli .spiritosi, degli aromi e
.che
una vitalità meno manifesta, e di un 1 azione simili,ad una certa dose è momentaneamente
meno energica di quelli, nei quali questo flui- seguilo da una energia generalmente accre-
1
do circola o per l influenza del cuore, o per sciuta e nelle forze e nellar circoldzione, e hon
quella delle forze contrattili insensibili della altrimenti che gli accessi di una febbre ar-
parte medesima. 2.
0 —
Allorché l’infiamma- dente raddoppiano, ed anche triplicano l’ in-
zione determini il sangtfe a portarsi acciden- tensità della vita. — In queste considerazioni
talmente negli organi bianchi, questi ricevo- io non ho riguardo se non se ai movimenti
no nello stesso tempo un tale aumento di vita, che il sangue comunica agli organi e faccio ;
ed una tale soprabbondanza di sensibilità, che astrazione dall’eccitamento prodotto in essi
vengono spesso portati, per riguardo alle for- dalla natura di questo fluido, dal contatto dei
ze, al livello di quelli, i quali ne sono nello principi^ che lo rendono rosso o nero poi- ;
stato ordinario, dotati al più alto grado. 3 .° ché fisserò altrove su questo soggetto l’atten-
Nelle parti in Cui il sangue penetra abitual- zione del lettore. —
Porrem quindi fine a que-
mente, P infiammazione aumenti la quan-
se ste riflessioni, quali bastano a sempre più
le
tità di questo fluido, se una preternaturale convincerci di quanto il sangue col pervenire
pulsazione indichi un aumento nell 1 impeto semplicemente agli organi, e indipendente-
del suo corso, si manifesta sempre un esalta- mente dalla materia nutritiva che adessi por-
mento fenomeni della vita; questo
locale nei ta, sia necessario alla energia della loro azio-
cangiamento di forze precede, è vero, nei due ne, e quanto per Conseguenza la cessazione
casi enunciati, quello della circolazione; ma delle funzioni del cuore debba influire pron-
ciò avviene perchè ècondizion necessaria, on- tamente sulla loro morte.
de il sangue si pòrti in maggior copia ad una
parie, che organica sensibilità|veng.a
la di essa articolo quinto. —
dell’ influenza che la
prima esaltata. L’eccesso del sangue però, che MORTE DEL CUORE ESERCITA SULLA MORTE
ad essa vi perviene, è quello che in seguito vi GENERALE.
sostiene le forze in quei grado preternatura-
le furono prima portate
a cui sicché esso : Ogni volta che il cuore cessi d'agire, suc-
forma l’eccitante continuo di queste forze; cede la morte generale nel modo seguente
,
imperocchè anche nello stato ordinario richie- cioè: cessa da principio l’azione cerebrale per
devasi pure una determinata quantità di que- mancanza d’ eccitamento * dietro questo ven-
sto fluido onde sostenerle nel grado stabilito gono di necessità sospese le sensazioni, la lo-
dalla natura. Ma essendo tale grado allora ac- comozione e la voce, le quali trovatisi sotto
cresciuto del doppio, ed anche del triplo e si- l’immediata dipendenza dell’organo encefa- <

mili, fa pur bisogno che eccitante sia egual-


1

lieo. li gli organi pure di queste funzioni ces-
mente raddoppialo, triplicato, e via dicendo; serebbero d’ agire per mancanza dell’ eccita- 1

imperocché nell’ esercizio delle forze vitali si mento prodotto dal sangue, anche supposto 1

riscontrano sempre queste tre condizioni, cioè che il cervello restasse illeso ed esercitasse
, ì

là facoltà inerente all’ organo, V eccitante che arteora su essi da propria influenza. Tutta la
gli è straniero, e F eccitamento che risulta dal vita animale è dunque prontamente distrutta;
mutuo loro contatto. —
per questa cau-
/j.° K sicché l'uomo, al momento della morte del suo
|

sa ’senza dubbio, che in generale gli organi cuore cessa d’esistere per tutto ciò che lo 1
SULLA MORTE GENERALE -’9

circonda» In questo stesso tempo la respi-r stezza, alla vista di un oggetto che lo colpisce
1 1
razione produce interruzione della vita or-
I di spavento, d un nemico, la cui presenza
1
ganica, che già ha comincialo a sospendersi lo agita di furore, d un rivale, di cui succes- i

nella circolazione.; imperocché non avvengo- siirritano la sua gelosia, e via dicendo. In
no più fenomeni meccanici nel polmone dal- questi casi tutto il cuore cessa i! primo dafl’a-
1’ istante., in cui il cervello ha cessato d’agire, gire e ia sua morie trae seco successivamen-
essendo da questo dipendente il diaframma e te quella degli altri organi; e perchè la pas-
i muscoli intercostali.. Ànché fenomeni chi- i sione lui sopra di lui particolarmente diretta
mici devono essere sospesi tosto che il cuore la sua influenza, anche il suo moto è pel
non è più 'capace di ricevere e di mandateci primo sospeso, ma ben tosto ne segue V im-
materiali necessari alla loro produzione; di mobilità di tulle le altre parli. Tulio que- —
modo che questi ultimi fenomeni sono, nelle sto ci porta a fare alcune considerazioni in-
lesioni del cuore, interrotti direttamente, men- torno alla sincope, la quale presenta in minor
tre primi lo sono indirettamente e soltanto
i grado lo stesso fenomeno che accennate
le
per r intermezzo del cervello. Segue po- — specie di morti subitanee ci offrono in un gra-
co a poco in modo gradualo la morte genera- do eminente. — Cullen
a due capi riferisce
le per la interruzione delle secrezioni, delle generali le cause di questa affezione ; delie
esalazioni e della nutrizione. E quèst' ultima
1
quali le une esistono secondo lui nel cervello,
termina primieramente in quegli organi, i le altre nel cuore. Annovera fra le prime le
1
quali ricevono abitualmente del sangue rosso; vi ve affezioni dell animo, le evacuazioni di-
essendo in questi assai più necessario al man- verse, e simili ; ma è facile il provare che la
tenimento di tale funzione i’ec'ci lamento pro- sincope, la quàle succede alle passioni , non
dotto dall arrivo di questo fluido, mancando
1
affetta che secondariamente il cervello, e che
il quale, essa pure deve cessare. Nelle parti sempre cuore, interrompendo il primo le
il

bianche al contrario tale' funzione diminuisce sue azioni, determina colla sua morte momen-
e cessa a gradi a gradi, perchè meno soggette tanea la mancanza d azione del cervello. E
1

1
all influenza del cuore, risentono più tardi perchè non rimanga alcun dubbio intorno a
gli effetti- della sua mancanza. 'Avviene un tal punto, addurrò le seguenti considera-
però in tale successiva terminazione degli ul- zioni. —
i.° fio provato all articolo delle pas-
1

timi fenomeni della vita interna, che le sue sioni, che èsse giammai dirigono sul cervello
1
forze sussistono ancora per qualche tempo ,
la loro influenza ; che quest organo è da esse

allorché già sono cessate le sue funzioni ; e messo in azione iù un modo secondario ; che
così sopravvivono ancora ai fenomeni digesti- lutto ciò, che risguarda le nostre affezioni mo-
vi, secretorii, nutritivi,,e simili, la sensibilità rali, appartiene alla vita organica, e simili. —
organica sensibile 0 Le sincopi prodotte dalle vive emozioni
organica e la contrattilità 2.

ed insensibile. — Ma
perchè mai persistono sono nei loro fenomeni perfettamente eguali
1
per qualche tempo ancora le forze vitali nella a quelle che nascono dai polipi , dall idrope
vita interna, mentre nella 'esterna quelle che del pericardio, e simili, per cui siccome in
le corrispondono, la sensibilità, cioè, e Con- queste ultime la primaria affezione trovasi nel
trattilità appartenenti a questa vita vengono cuore, così dovrà pure essere lo stesso per le
subitamente estinte ? Ciò è perchè l azione di
1
altre. —
3.° Noi sentiamo T ambascia che ac-
sentire e di muoversi organicamente non compagna la sincope, nel momento in cui
suppone l’esistenza d’ un centro comune; questa si manifesta, non già al cervello ma alle
mentre al contrario per muoversi ed agire regioni dei precordii Ed osserva ancora .

animalmente, è necessaria l’influenza cerebra- l’attore, che rappresenta sulla scena questa
le. Per ciò essendo estinta l'energia del cer- morte momentanea egli porta, nel lasciarsi ,

vello tosto che il cuore non


è più in azione , cadere, la sua mano al cuore, non già al capo
deve nel medesimo punto cessare ogni senti- per esprimere il turbamento ehe J
1
agita. —
mento e movimento esterno. — Coll -
1
o.rdine /|.°Le passioni vive che hanno p^dotto la
esposto adunque si seguono fra loro
i feno- sincope sono seguite non già. dalle malattie
meni della morte generale portata da una,
del cervello, ma
da alterazioni del cuore: per
rottura aneurismatica, da una ferita al' cuore, cui niente avvi di più comune «lèi vizi orga-
o ai grossi vasi, da polipi formati nelle loro nici di questo viscere prodotti dalle afflizioni
cavità, da legature loro applicate artificial- esimili. E le diverse pazzie cagionate dalla
mente, da una compressione troppo forte, slessa causa riconoscono il più soventi il loro
esercitata sovr’ essi da certi tumori, dagli a- centro principale in qualche viscere dell’ epi-
scessi delle loro pareti, e via dicendo. In — gastrio profondamente affetto, sicché il cer-
questo stesso modo pure noi moriamo» dietro vello non cessa che per contra-colpo di eser-
le vive affezioni dell’ animo. Spira un uomo citare regolarmente le. sue funzioni.— 5.° Pro-
alla nuova d’un evenimento, che lo -trasporta verò in seguilo, che il sistema cerebrale non
di gioia o lo immerge in una spaventevole tri- esercita alcuna diretta influenza su quello del-
60 INFLUENZA DELLA MORIE DEI- CUORE
la circolazione ;
che non •
-avvi alcuna corri- cui arrivo non gli è più intei'detto; abbando-
spondenza due sistemi che le alte-
tra questi ;
na esso in parte quelli de! cervello, e tale istan-
razioni del primo non portano punto analo- taneo mutamento nella circolazione dell’ or-
ghe affezioni nel secondo, intanto che quelle gano determina la sincope. Se all’ opposto lo
del secondo modificano in modo necessario la spandimento siasi formalo sotto dell’ arenoi-
vita del primo. Togli in fatti ogni comu- de, o, per parlare più correttamente, se la
nicazione nervosa che unisce il cuore co! cer- quantità del liquido cefalo- rachidico che sem-
vello e la circolazione persisterà' come all’or- pre vi esiste si trovi considerabilmen te au-
dinario ma dal momento in cui trovasi in-
;
mentala come nella spina bifida, allorquando
tercetta la comunicazione vascolare, la quale si. evacui il liquido colla puntura, i vasi del
tiene il cervello sotto l’impero de! cuore, ces- cervello trovatisi ad un tratto liberati dalla
sano tosto fenomeni cerebrali.
lutti i 6.° Se — pressione alla. quale erano sottomessi, ed il
l’influenza delle passioni non è portata al gra- sangue che dapprima era costretto refluire
-

do di sospendere in un colpo il movimento verso le parti inferiori, vi si precipita con


del cuore e di produrre in conseguenza la impeto; il cambiamento, è, come scorgesi, in
sincope hanno luogo frequentemente le
,
direzione inversa del precedente, tua il risul-
palpitazioni ed altri irregolari movimenti. tato è lo stesso. Tuttavia la sincope non pro-
Quindi è che la sede di queste alterazioni se- viene già soltanto dalla mancanza di pressio-
condarie trovasi costantemente al cuore e non ne, ma sembra che il liquide cefalo-racbidi-
mai al cervello poiché esso solo ci si mostra
;
co, colla sua chimica composizione,' produca
affetto laddove si possa tale affezione distin- sulla superficie del cervello e su quella della
guere, non cessando allora tutti dall’agire, co- midolla' allungala 'un eccitamento necessario
me succede nella sincope. Conchiudiamo — per Tadempimento delle funzioni cerebrali.
adunque da tutte queste considerazioni, che Nota di Magendie r ) — l e sincopi portale dagli
nella sincopela sede primitiva del male èsempre odori, dalle antipatie, e simili, sembrano of-
riposta nel cuore, che quest’organo non cessa frile ne’ loro fenomeni lo stesso andamento ,
già dall’ agire per l’ interrotta .azione del cer- benché il loro carattere sia più diffi ilmente
vello ma che questo piuttosto muore perchè
; riconoscibile. —
Stabiliremo pergiò uria gran-
più non riceve dal primo il fluido che lo ec- de differenza tra la sincope, I’ asfissia e l’apo-
cita abitualmente, e che 1’ espressione vvdgare plessia ; nelle quali la morte generale comin-
di mal di cuore iqdica con esattezza la natu- cia per la prima dal cuore, per
seconda dal la

ra di questa malattia. —
Sarà quindi la suc- polmone, per la terza dal cervello. D’ordi- —
cessiva affezione degli organi mai sempre nario però la' morte, la quale tien dietro alle
-

eguale, sia ciré la sincope dipenda da un po- diverse malattie, concatena questi diVersi fe-
lipo, da. un aneurisma, e simili, o eh’ essa sia nomeni fra loro e la morte dàlTuno di questi
effetto, d ulia viva passione, sotto la quale mo- tre organi estende agli altri due, indi a tut-
si

riranno essi sull’istante, -siccóme abbiano dello te le altre parti per cui o cessi prima la cir-
;

eh’ essi periscono istantàneamente dietro una colazione o la respirazione, o l’azione del cer-
ferita del cuore, una legatura all’aorta, e si- vello. devono necessariamente sospendersi an-
mili. — Non diversamente avvengono le sin- che le altre funzioni. In queste morti però
copi dalle evacuazioni di sangue, di pus, di ra tè volte avviene che .il cuore cessi il primo
acqua, e simili, nelle quali il cuore affetto sim- d’agire, benché possa ciò talvolta accadere,
paticamente cessa d’agire : dal che il cervello siccome osservatisi nei lunghi, dolori , nelle
deve tosto interrompere la sua azione per grandi suppurazioni, nelle perdite d’ umori,
mancanza eccitamento.
d’ La sincope av-•
— ( nell’idropisia, in certe febbri, nella eangrena,
viene in tal caso perchè effettuasi un subita- e simili, nelle qua'i tutte si in nifeslano a di-
neo cangiamento nella circolazione del cer- ili cui se una più
versi intervalli delle sincopi,
vello, nella pressione alla quale è desso sotto- veemente sopraggi unga, non può essere dal-
posto, ne” eccitamento che ricevè dal sangue l’ammalato sostenuta ed egli deve ad essa ,

internamente, ed esternamente dal liquido soccombere. Iti tal caso, qualunque sia la par-
cefalo-spinale; ma siffatto cambiamento diffe- te dell’ economia alterata, qualunque sia il \i-
risce giusta la sede in cui formossi la effusio- scere ammalalo, fenomeni della morte., co-i

ne ; se questa sia nelt* cavità peritoneale, la minciando dal cuore, si succedono e s’ incate-
pressione in èssa esercitala, angustia la circo- nano nel modo già esposto per quelle morii
lazione in tutti gli organi addominali ; l’aor- subitanee, le quali riconoscono il loro princi-
ta discendente trovasi compressa ed il sangue pio nelle lesioni di quest’organo. In tutti —
ricalcalo verso le parti superiori, si accumula gli altri casi il cuore finisce le sue funzioni
nei seni e nei vasi del cervello. Laddove il dopò le altre parti, esso cioè è /’ ultimum mo-
fluido evacuato colla, puntura, l’equilibrio
sia
si riordina nelle diverse parli del sisiema va-
ri ens . — Troveremo, generalmente parlando,
essere cosà assai più comune, che. nelle malat-
scolare, il. sangue si precipita in tali vasi il tie sì acute, che croniche, il petto perda pel
,
Si f.T.A MORTE G N R ATS i£ di
primo In facoltà «Iella sua- azione, c che la mor-
]
te rio io amboper un trailo considera-
i lati
te cornim dal polmone piuttosto che dal cuo-
i quale
bile, «bilia determina un pronto av-
si

re o dai cervello. ->Per cpiesto accade costan- vizzimento; la sezione della midolla spinale
temente- che allorquando la sincope metta line a cui lien diètro la pronta paralisi degli inter-
ni e diverse malattie, i! cadavere offra i pol-
I diaframma una forte compres-
costali e del ;

moni in uno vslato di quasi perfetta vacuità, e sione contemporaneamente esercitata e sul
non più ingorgati di sangue e se alcun vizio ; torace e sidìe pareti addominali, dalla quale
non esisteva in essi prima della morte, tro- ne seguirebbe una eguale impossibilità per la
vatisi talmente avvizziti, che più non occupa- dilatazione. tanto secondo il diametro trasver-
no che una parte della cavità toracica, 'presen- sale, quanto secondo il perpendicolare;
la
tando ancora il colore loro naturale. La ra- — pronta iujezione di u.na grande quantità di
gione di questo fatto anatomico -è assai sem- fluido nella cavità toracica, esimili, because
plice circolazione la quale è stala d’ mi
;
la poi, le quali dirigono la loro prima influenza
colpo interrotta e non fu gradatamente inde- sui fenomeni chimici, sono 1’ asfissia per la
bolita, non ha avuto il tempo
empire vasi di i mancanza d aria, pei diversi gas, per lo stroz-
del polmone, siccome -succede allorché la mor- zameli lo, per la sommersione, 'pel vuoto pro-
te generale cominci da questo viscere ed all- dotto da qiialsisia causa, e sìmili. Esamine- —
eile dal cervello, come vedremo. Ho. già fatto, remo adunque come, nell’uno che nell’ al-

in conferma di questo un gran numero di os- tro genere di morte dei polmone, av-venga
servazioni sopra molti individui, nei quali ho anche quella del cuore.
trovalo polmone nello stato di vacuità ac-
-il 1. Determinare come il cuore cessi
§
cennata, e dei quali seppi essere terminata la di agire dietro i interruzione dei fenomeni
vi.ta con una sincope. Possiamo in genere— meccanici del polmone. —
•L’interruzione
considerare questa vacuità del polmone come dell’ azione dei cuore non può succedere a
un fenomeno universale, ogni -volta che la quella dei fenomeni meccanici del polmone
morte cominci dal cuore o dai grandi vasi, che in due maniere i.°, direttamente, perchè
purché essa sia stata subitanea Ciò in fatti il sangue trova allora in quest’organo un rea-

occorre dietro grandi emorragie da ferite ,


le ostacolo meccanico alla sua circolazione ;
dietro rotture aneurismatiche, dietro violenti 2 .° indirettamente, perchè «essala Fazione
passioni, e simili. Questo stesso fenomeno si meccanica, il polmone non riceve più l’ali-
osserva nei cadaveri di persone decapitate, e mento necessario pe’suoi fenomeni chimici, il
negli animali che si uccidono nelle nostre ma- cui bue è quello di determinare prima di
cellerie per ciò il polmone di vitello, che
;
ogni altro il fenomeno della contrazione del
serve alle nostre mense, è sempre in questo cuore. —11 primo modo d’ interruzione ne'la
stato d’avvizzimento e non mai infiltrato di circolazione polmonare fu da tutti i fisiologi
sangue. —
Si potrebbe quindi, facendo perir ammesso; imperocché hanno essi consideralo
lentamente Pan ima le per la morte p.o buona re, incapaci vasi ripiegali sopra sè medesimi di
i

rendere quest’organo zeppo di sangue, e far- trasportare il sangue a cagione dei nume’rosi
gli prendere un gusto affatto diverso del na- attriti, che questo fluido deve provare. E così
turale, e che si avvicinerebbe a quello che co- con questa spiegazione dedotta dai fenomeni
munemente ci presenta la milza. I cuoehi per- idraulici, hanno essi resola ragione della mor-
ciò hanno tratto profitto dall’ infiltrazione te che lien dietro ad mia troppo prolungata
sanguigna, in cui si trova costantemente que- espirazione. —
Goodwyn ha provato che Fa-
st’ ultimo visqere, onde prepararne differenti ria restando allora in grande nuantità nelle
vivande, e in mancanza di questo potremmo vescichette aeree, poteva bastantemente di-
procurarci un polmone egualmente infiltrato, stenderle onde permettere meccanicamente il
rendendo a poco a poco.asfitico l’animale. passaggio di questo fluido, e così la perma-
nenza contro natura dell’espirazione, non agi-

ARTICOLO SESTO. - DELL’ INFLUENZA CHE LA sce come comunementesi crede. Questo è un

MORTE DEL POLMONE ESERCITA SD QUELLA passo fatto verso verità; ma possiamo av-
la
DEL CUORE. vicitiarvisi anche più, ed anche toccarla, assi-
curando che il sangue può in tal caso circo-
Abbiamo superiormente detto essere le lare ancora nel polmone con facilità non solo
funzioni del polmone di «lue specie, meccani- perchè tutta T aria non viene dalla espirazio-
che, cioè, e chimiche; diremo ora, che 1’ atti- ne cacciata dai polmoni ma ben anche per-
;

vità di quest’ organo può cominciare a cessa- chè le piegature formate dai vasi dietro l’av-
re,o dalle une o dalle altre di queste funzioni. vizzimento delle cellule non può essere un
— Molte sono le cause, le quali portano la ostacolo reale al suo corso. Questo -tatto va ad
morte del polmone per la cessazione de'feno- essere incontrastabilmente comprovato dalle
meni meccanici. Tali sarebbero, per .esempio ,
seguenti osservazioni ed esperiènze. i.° Ho —
una ferita che. niella questo viscere allo sco- altrove provato che lo stato di pienezza o dì
INFLUENZA DELLA MOtltE DEL POLMONE
vacuità dello sfouìaco, e in gènere di tutti gli pra sè stesso, non solo avvizzisconsi le cel-
organi cavi, non produce alcun cambiamento lule bronchiche , ma si comprimono pur
apparente nella loro circolazione ; e che, per anco i vasi polmonari e tendono ad espellere
conseguenza, il sangue al tra versa colla medesi- il «angue contenuto nella loro cavità. Rifluisce

ma facilità tanto i vasi piegati sopra lóro stes- quindi codesto lìquido da un lato verso il ven-
si, quanto quelli in ogni verso distesi. Che se tricolo destro per mezzo 1
dell arteria
. polmo-
mai do- nare, e dall altro accumulasi nelle vene pol-
1
ciò avviene negli altri visceri, perchè
vrà nei polmoni aver luogo un effetto contra- monari innanzi penetrare nella sinistra
di
rio dietro la medesima disposizione delle par- orecchietta. Storgesi da tutto ciò come il getto
ti ? —
- 2.° Molti vasi s’ incontrano nell econo-
1

dall’ arteria carotide deve, nei primi istanti,


mia animale, i quali possono alternativamen- aumentare anziché decrescere ina se la com- ;

te e a volontà piegarsi sopra sè stessi, od esten- pressione sussiste, divenendo allora minore
dersi in ogni verso 'tali sono quelli del me-
; la capacità delle ramificazioni dell’arteria pol-
senterio, allorché si mettano allo scoperto con monare, nonché quella delle vene dello stesso
una apertura praticata all addome dell ani-
-1
1
nome, scema pur anco la quantità di sangue
male. Se in questa esperienza già insliluita ,
attraversante il polmone, e quindi di necessi-
1
per provare l influenza della direzione tor- tà decresce getto che dalla carotide zampil-
il

tuosa delle arterie, sul meccanismo delle loro la. Per tulle le quali Gose, la esperienza rife-
pulsazioni, si apra una delle mesenteriche, e la rita da Richat. risulta affatto contraria alla opi-
si pieghi e la si distenda vicendevolmente, si ve- nione daini stesso emessa.. Il movimento —
drà zampillare il sangue colla medesima faci- alternativo del torace modificala circolazione
lità e sgorgare in due tempi eguali la mede- non già solo predominando sul tragitto del
sima quantità di fluido, Ho più volle ripetuto sangue nel sistema dei vasi polmonari ? con-
comparativamente questa doppia esperienza ci os sìa che, se si ponga allo scoperto la vena

sulla medesima arteria, e sempre ho ottenuto giugulare di un Cane, ci avvediamo che il san-
un simile risultato. Questo resultato adunque gue non muovesi nella cavità sotto la sola in-
non dovrà essere diverso nei polmoni, come fluenza della destra orecchietta, ma pur anco in
1
viene dall analogia provato dal-
indicato e più solenne modo sotto quella dei moli della
V esperimento seguente. Prendi un — 3 Q. respirazione.T —
Ogni volta che il petto dilatasi
animale qualunque, per esempio, un Cane ;
per ispirare, vuotasi subita la vena, diviene
adatta alla sua trachea messa a nudo e ta- schiacciata, ed accollatisi talora esattamente le
1
gliata trasversalmente il tubo d una sckinga sue pareti 1’ una contro l’ altra si gonfia des- ;

d’ injezione, cella quale farai vuoto, riti-


il sa al contrario ed empiesi di sangue qualora
rando prontamente tutta l’ aria contenuta nel il petto ristringasi. Eguale fenomeno avviene
polmone, ed apri contemporaneamente la ca- pure nelle vene cave e per renderlo visibile,
;

rotide. evidente che in questo espe-


lògli è basta introdurre per la vena giugulare siilo
rimento dovrebbe tosto sospendersi la circo- alla vena cava, una sciringa di gomma elastica!
lazióne, imperocché passano d’ un tratto i va- scorgesi
C allora colare il sangue
o dall’estremità
si polmonari dall’ordinario grado di esten- della detta sciringa solo durante il tempo della
sione al maggiore ripiegamento possibile, con espirazione. Consimile effetto si osserva intro-
tutto questo però continua ancora per qual- ducendo la sciringa nella véna crurale e diri-
che tempo sangue ad essere spinto con for-
il gendola verso 1 addomine.’
Haller e Lorry, —
za dall’arteria aperta e per conseguenza a i quali occuparoiisi di tale fenomeno all’occa-

circolare attraverso il polmone contratto so- sione dei moti del' cervello, ne accamparono
pra sé stesso. Cessa è vero in segnilo la circo- una spiegazione che sulle prime sembra molto
lazione a poco a psco, ma ciò avviene per al- soddisfacente, quantunque poi pel fatto riesca
tre cause che indicheremo dappoi. * (
L 1 im- — incompiuta; 11 petto, dilatandosi, aspira, dicono
pedimento che prova il sangue nell’ attraver- essi, il sangue delle vene cave, e, di luogo in
sare vasi del polmone, non dipende già dalla
i luogo^ quello delle vene che vi melton capo.
maggiore loro tortuosità ma sì bene perchè
, Cosiffatto meccanismo di ispirazione è pres-
vengono essi eompi’essi. Avrebbe poi Goodwyn so a poco simile quello per mezzo del quale
a
potuto dispensarsi dall’andare in traccia di l’aria viene attratta nell’ asperarteiia. Se il
ragioni onde confermare che l’avvizzimento petto poi ristringesi, il sangue allora ricalcasi
di codesto organo non apporta per nulla un nelle vene cave a causa della pressione soffer-
ostacolo meccanico al corso del sangue 5 e se ta da tutti gli organi pettorali, vasi, cuore,
dato si fosse ad osservare con attenta cura i polmoni, per parte delle potenze espiratimi,
fenomeni della respirazione, rimasto sarebbe e mano a mano quindi perviene alle vene che
convinto come siffatto ristringimento, se non vi si terminano: da ciò 1’ alternativa di vuo-
interrompe afflitto nel polmone la circolazio- tezza e ripienezza osservale nelle vene giu-
ne del sangue, per lo meno notabilmente la gulari. —
Aprendo un’ arteria, ed esaminato
modifica. Allorché il polmone si contrae so- con attenzioife il gitlo del sangue, scorgesi
su quella tìEt cùoiiè 63
come au menti desso nella espirazione, il che s’accrebbe visibilmente nelle grandi espira”
risulta singolarmente assai marcato allorché zioni, negli sforzi, e nelle compressioni mecca-
1
l animale espiri con forza o faccia uno sforzo; niche fatte colle mani sulle pareti del torace. —
ma siccome non è dato di emettere sempre gli Da questa e dalla precedente esperienza, scor-
sforzi o una forte ispirazione a proprio talen- gesi, non doversi adottare senza modificazio-
to , puo'ssi in certo modo simulare il fe- ne la espressione di Haller e Ldrry relativa-
nomeno e produrre il ristringimento* dei pol- mente all’enfiamento delle vene. Codesto en-
moni comprimendo colle fnani i lati del tora- fiamento succede non solo, come essi affer-
ce; vedesi allora.il getto del sangue ingrossa- mano, per causa del ricalcamento del sangue
re o scemare a tenore della esercitata pressio- delle Vene cave nei rami che vi si aprono me-
ne. Producendo la respirazione codesto ef- diatamente. o immediatamente, ma ancora a
fetto nel corso del sangue delle arterie, devesi motivo del giungervi nella vena una maggior
naturalmente suspicare poter dessa esercitar quantità di sangue proveniente dalle arte-
il proprio dominio sul corso del sangue ve- rie. Nota di Magetidie. ) ° H me-
4
noso, non solo per mezzo delle vene , come desimo effetto pure otteniamo allorché si
,

opinavano summenzionati Haller e Lorry


i
,
apra da ambo i lati il petto in un animale vi-
ma ben anco per via delle arterie. Onde assi- vente; il polmone in tal caso fa ssi tosto avvez-
curarmene^ feci la seguente esperienza. Al- zilo, perchè 1’ aria riscaldata e rarefatta che è
lacciata la vena giugulare di un cane, i vasi contenuta in quest’organo, non può fare equi-
1
tosto vuotaronsi inferiormente alla legatura, librio coll aria più fredda che lo preme al di
enfiandosi inoltre molto al disopra, come av- fuori.— (Siccome nel cadavere. 1’ aria interna
viene di consueto. Punsi quindi leggermente ed esterna sono alla medesima temperatura ;
con lancetta la tesa porzione, in modo che ri- così il polmone non prova allorché è pieno
sultasse una piccolissima apertura. Ne ottenni alcuna compressione quando si apre la cavità
un getto di sangue cui modificato non veniva del petto. Esiste ordinariamente allora uno
visibilmente dai moti ordinarli della respira- spazio tra le pareti di questo e 1’ organo che
zione, ma n’era poi triplicato o quadruplicato rinchiude la causa di questo però non deve-
;

in grossezza se P animale produceva per av- si ripetere da ciò che noi moriamo nella espi-

ventura qualche energico sforzo. — Obbiettar razione; poiché a misura che per essa si vuo-
si poteva che P effetto della respirazione tras- ta il polmone, le coste e muscoli intercostali}
i

messo non erasi alla vena aperta per via delle si appoggiano su quest’organo, ma dipende
arterie, ma bensì per le vene rimaste libere,
1
da ciò piuttosto che l aria polmonare col raf-
le quali trasportatoavrebbe.ro il sangue delle freddarsi occupa minor spazio, e che le cel-
vene cave verso quella allacciata, mediante le lule ristringendosi a poco a poco, secondo che
anastomosi. Riesciva però agevole far isparire ha luogo il raffreddamento, diminuiscono il
còtesta difficoltà ; diffatti, la vena’interna giu- volume totale dell’organo, per cui succede in
1
gulare del cane non è, per mo. eli dire, che un tal caso un vuoto tra le due porzioni polmo-
vestigio, e la circolazione della testa e del collo nare e pettorale della pleura. —
Questo av-
effettuasi quasi intiera mente per le vene giugu- vien pure in certi casi in cui il cervello, ri-
lari esterne, che sono grossissime. Allacciando stringendosi in sé, e diminuendo di volume
ad un tempo siffatte due vene, era sicuro d'im- dopo la morte, in tanto che la cavità del cra-
pedire, per la maggior parte, il riflusso di cui nio resla ancora la stessa, ha luogo un vuoto
qui si favella; ma tutto altro che cotesta doppia tra queste due parli, le quali offrono allora
allacciatura- diminuisse il fenomeno in discor- una disposizione ben diversa da quella che
so, il gitto diveniva al contrario più stretta- presentano questi organi nello stato di vita.
mente in rapporto col movimento della respi- Che se i sacelli senza apertura rappreseli tali
razione, imperocché risultava ad evidenza mo- dal peritoneo, dalla tonica vaginale, e simili ,

dificato, pur anco colla consueta respirazione; non si assornigiiano mai per questo rapporto
ciò che, come vedemmo, non succedeva in ca- a quelli formati dalla pleura e dall’aracnoide;
so di semplice allacciatura. A render la cosa se sempre le loro di verse superfìcie sono dopo
più evidente, poteva d’altronde agire sulla la morte contigue, ciò dipende dalla impossi-
vena crurale ;
questa vena e tulli i suoi rami bilità, in cui sono le pareli addominali e la
erano guernili di valvole che oppongonsi, per cute dello scroto di resistere all’aria esterna;
così dire, ad ogni riflusso ;
dato che, durante per cui sotto la sua pressione si abbassano
la espirazione., comparisse il fenomeno dell’ac- e si applicano agli organi interni di mano in
crescimento del getto, ritener potrebbesi allora mano che la diminuzione di questi tende a
come indubitato ehe l’impulsione derivata sa- formare il vuoto. —
A questo vuoto esistente
rebbe dai lato delle arterie : la qua-1 cosa ap- nella pleura dei cadaveri noi dobbiamo rife-
punto ebbi ad osservare in vari esperimenti. rire il fenomeno seguente, il quale sempre os-
Allacciata la vena crurale, e puntala inferior- serviamo allorché si apra 1’ addome, per ana-
mente ad essa allacciatura, il getto risultante tomizzare il diaframma. Avviene in fatti, che,
64 INFLUENZA DELI, A MORTE DEL POLMONE
finche non si è ancora praticata alcuna aper- tro l’inspirazione o l’espirazione, a me sem-
tura a questo mùscolo, resta esso disteso e brano contraddizioni fisiologiche perciò che
concavo, anche malgrado il peso dei visceri essi paragonano la natura delle forze vitali a
toracici, i quali, hanno sopra di esso appoggio quella delle forze fìsiche. Essi sono inutili alla
nella posizione verticale ;
perchè 1’ aria ester- scienza, siccome lo sono quelli, che avevano
na premendone la concavità, lo spinge nel vo- altre volte per oggetto la forza muscolare, la
to del petto, che giammai esiste durante la celerità del sangue, e simili. Sicché gli au-
vita. Ma esso tosto s’ abbassa allorché con un tori di quelli non vanno fra loro più d’accor-
colpo di coltello si dia adito all’aria nel petto, do di quello che lo erano altre volte intorno a
poiché in tal caso si stabilisce T equilibrio, queslo punto-tanto agitato. Nota dell autore.)
Che se, di nuovo si estragga con ui\ sifone, tut- — Ma qui pure la circolazione non prova l’in-
ta l’aria dai polmoni il diaframma acquista fluenza di questo subitaneo cangiamento; essa
ancora la propria concavi tà. Avvi adunque— si sostiene ancora allo stesso grado per qualche

tal differenza tra l’apertura di un cadavere e minuto, e non s’ indebolisce in sèguito che a
1
quella d un corpo vivente, c he nel primo il (
gradi. Possiamo per maggior esattezza estrar-
polmone era. già in sé stesso ristretto,nel se- re con un sifone il poco d’ aria che rimane
1
condo si contrae all istante dell’apertura. Il ancora nel polmone, nel qual caso si osserverà
ristringimela to poi delle cellule che avviene
1
pure il medesimo fenomeno. d
5. A lato di —
allorché aria si condensi ed occupi minor
l queste considerazioni, collochiamo come acces-
spazio, è un effetto della contrattilità di tessu- sorie 1* permanenza, ed anche la facilità-delia
to, o per mancanza di estensione, laquale, co- circolazione polmonare nelle raccolte acquose,
me già abbiamo detto, si mantiene in parte purulenti o s,i nguigne .tanto della pleura, quan-
ancora negli organi dopo morte Che se — to dei polmoni, delle quali raccolte alcune ri-
d’altronde il polmone si contraesse nel cada- stringono prodigiosamente le vescichette ae-
vere ne! raoniemo dell’apertura del petto, ciò ree e piegano per conseguènza vasi delle lo- i

sarebbe per causa della pressione esercitata ro pareli in modo manifesto ed avremo
assai ,

dall’aria esterna pressione, la quale espelle-


: allora sufficienti dati onde poter evidentemén*
rebbe per la trachea l’aria (contenuta in que- te conchiudere che la disposizione flessuosa
st’ organo, ad impedire la sortita di que-
li se, dei vasi non può giammai essere iti questi di
sto fluido, si chiuda ermeticamente il canale ostacolo passaggio del sangue
al e che, per
;

adattandovi un tubo a rubinétto chiuso, e si conseguenza,! interruzione dei fenomeni mec-


apra in segliitoil petto, troverassi il polmone canici deda respirazione non fa direttamente
egualmente contratto, per cui dohbia.ni eon- cessare 1' azione del cuore, ma ,qhe questa si /
chiudere essere I' aria di già sortita. Fa al sospende indirettamente, perchè più non pos-
contrario lo stesso esperimento sur un animale sono i fenomeni chimici esercitarsi per man-
vivente, ed impedirai sempre l’avvizzimen- canza dell’ alimento che li sostiene.» Per ciò
to di quest’organo, prevenendo la espulsione se potremo determinare come sospesi questi
dell’ aria. —
Sotto questo rapporto Goodwyn ultimi fenomeni ilcuore resta inattivo, avre-
è partito da un principio falso per misurare mo sciolta una doppia quistione.
hanno ammesso come causa della morte
Molti au- —
sul cadavere la quantità d'aria che rimane nel tori
polmone dopo ciascuna espirazione. Impe- che succede ad una Inspirazione- troppo pro-
rocché per poco che uno abbia aperto dei ca- lungala distensione meccanica dei vasi pol-
la

daveri, può essere convinto, che appena in monari per l’aria rarefatta, per la qual disten-
due soggetti si riscontra nei polmoni la stessa sione viene impedita la circolazione* Questa
disposizione; giacché il modo infinitamente causa non è più reale di'quella delle piegatu-
variato, con cui termina la vita, accumulando re prodotte dalla espirazione.. Se in fatti gon-
maggiore o minor quantità di samgue in que- il polmone con una quantità
fi
d’aria mag-
st’organo, ritenendo in esso più o meno di giore di quella d una più forte inspirazione e
aria, e simili, rende il suo volume così varia- mantieni quest aria nelle vene aeree chiu-
bile, che non è possibile stabilire, dietro que» dendo il rubinetto adattato alla trachea, ve-
sto, un dato generale. Da un’ altra parte poi , drai, aprendo la carotide che il sangue sgor-
non possiamo sperare di essere più esatti sul- ga ancora per un tempo assai lungo e collo
l’animale vivente, poiché ognuno sa che la stesso impeto, con cui sorte allorquando la
digestióne, l’esercizio, il riposo, le passioni , respirazione è perfetta men te libera, e il suo
lacalma dell’ animo, il sonno, la veglia, il corso si rallenta per gradi soltanto, mentre
temperamento, il sesso, e via dicendo, porta- dovrebbe interrompersi d’ un tratto, se que-
no infinite varietà e alle fòrze del polmone ed sta causa subitanea fosse veramente quella che
alla rapidità del sangue che lo aitraversa , ed arresta il sangue ne’ suoi vasi.
alla quantità dell’aria che lo penetra. Quindi Determinare conte cessi d agire
§. li. ’

tutti i calcoli intorno alla quautità di questo il cuore dietro V interruzione dei fenomeni
fluido, che entra o che sorte dai polmoni die- chimici del polmone. -— Secondo Goodwyn,
su quell. 1 DEL CUORE 65
1’unica causa delia cessazione delle contrazio- ne nella sincope, in Cui, essendo il polso sul
ni del cuore che tien dietro all 1 interruzione momento sospeso, viene tosto interrotta l’a-
dei fenomeni chimici di respirazione, consi- zione cerebrale —
Ad onta di questo però se
ste nella mancanza d’eccitamento pel ventrico- rendiamo asfittico un animale od otturando
lo a sangue rosso, il quale più non trova uno la sua trachea, o ponendolo nel vuoto, o
stimolo sufficiente nel sangue nero, di modo aprendone il petto, o immergendolo nel gas
che, a suo avviso, nell’asfissia non succede la acido carbonico, e via dicendo, osserveremo
mortele non perchè questa cavità non può più costantemente interrompersi primieramente
trasmettere sangue ai diversi organi del cor- la vita animale, sospendersi le sensazioni, la
po. — La morte così ha luogo quasi nella percezione, il moto volontario, la voce ; cosic--
maniera, con cui avviene dopo una ferita del chè l’animale è già morto esternamente, quan-
ventricolo sinistro, o piuttosto dopo una le- do per la vita interna batte ancora il cuore e
gatura dell’aorta applicata alla sua sortita dal il polso si sostiene per qualche tempo. Suc- —
pericardio, il suo principio così e la sua causa cede in tal caso adunque, non già quello che
trovatisi esclusivamente nel cuore, per cui le si osserva nella sincope, nella quale il cervello

altre parti non muoiono se non perchè man- e il cuore sospendono le azioni loro nel me-
ca loro sangue; dello stesso modo quasi, con
il desimo tempo, ma ciò piuttosto che occorre
cui in una macchina, fermata la molla princi- nelle violenti commozioni, nelle quali il se-
pale, cessano le altre parti tutte dall’agire non condo dei detti viscerisopravvive al primo
per sè stesse, ma perchè non vengono più mes- per qualche istante ancora. Sarà quindi una
se in azione. —
lo al contrario credo, che in certa conseguenza del fui qui esposto che !

caso d’interruzione dei fenomeni chimici de! differenti organi nell’asfissia non cessano già
polmone vi sia una generale affezione di tut- dall’agire perchè il cuore non manda più loro
te le parti che il sangue nero ovunque spin-
;
il sangue necessario, ma perchè esso non vi
1
to, porti agli organi a cui perviene l indebo- somministra più quel sangue che loro era abi-
limento e la morte; che non è già la mancan- tuale.— 2.
0 Se in un animale, in cui siasi chiu-
za del sangue, ma la mancanza di sangue ros- sa la trachea, si apra un’arteria qualunque, si
so che determina negli organi l’ interroinpi- vedrà, come verrà in seguito esposto, il san-
mento d’azione; e in una parola, che lutto gue che ne sgorga rendersi a poco a poco o-
trovasi allora penetrato dalla causa materiale scuro e finalmente fatto tanfo nero quanto lo
della morte, cioè dal sangue nero ; di modo è il venoso ; e malgrado questo fenomeno che
che, come dirò in seguito, noi possiamo ren- succede in un modo assai evidente, i! fluido
dere asiàtica una parte spingendo ad essa que- continua ancora per qualche tempo a sortire
sta specie di fluido per una apertura praticata con getti eguali a quelli del sangue rosso. E
nell' arteria, intanto che tutte le altre ricevo- si incontrano dei cani, i quali in questo esperi-

no il sangue rosso dal ventricolo. Proverò mento versano dall’arteria aperta tanta quan-
nel seguente articolo gli effetti del contatto tità di sangue nero che sarebbe sufficiente ad
del sangue nero su tutte le altre parti, e mi li- indar loro la morte per emorragia, se essa non
1 1

miterò nel presente alla esatta ricerca dei fe- fosse già portata dall asfissia, in cui l anima-
nomeni di questo contatto sulle pareti de! cuo- le si trova. —
Potrebbe qualcuno credere
3 .°
re. —Per due modi può il movimento del
• esistere ancora nelle cellule aeree una qualche
cuore venir meno e cessare affatto sotto l’in-
1
quantità d aria respirabile sufficiente a co-
,

fluenza del sangue nero; cioè i.° perchè, co- municare al sangue nero che continuamente
me ha detto Goodwyn, il ventricolo sinistro passa per esse, qualche principio d’eccitamen-
non è più da questo fluido eccitato nella sua lo. Ma per convincersi che il sangue venoso
superficie interna 2. 0 perchè portato nel suo
;
passa nel ventricolo a sangue rosso tale quale
tessuto dalle arterie coronarie, impedisce l’a- era esattamente in quello a sangue nero, ba-
zione delle sue fibre, sulle quali agisce come sta estrarre dai polmoni tutta l’aria atmosfe-
su tutte le parti dell’ economia animale di- rica per mezzo di un sifone applicato all’aspe-
minuendo la loro forza ed attività. Ma io son ra arteria , ed aprire dopo di questo un’ arte-
ria qualunque, la carotide per esempio. Allo-
1
d avviso, che il sangue nero possa, come il
rosso, portare alla superficie interna del ven- ra, tosto che il sangue rosso contenuto nel-
tricolo aortico un eccitamento che lo obblighi P arteria si sarà evacuato, succederà ad esso il
sangue nero quasi d un tratto e senza passare
1
alla contrazione la quale asserzione sembra,
;

possa essere dalle seguenti osservazioni con- come nel caso precedente per gradazioni di-
fermata. — i.° Se 1 asfissia avesse questa in-

verse; in questo stesso caso però il getto resta
fluenza sulle funzioni del cuore, i suoi feno- egualmente forte e non si indebolisce che a
meni dovrebbero sempre aver principio dalla poco a poco che re il sangue nero non fosse
;

un sufficiente eccitatore pél cuore, dovrebbe


1
cessazione dell azione di quest’ organo e l’an-
nichilamento delle funzioni del cervello do- in questo caso succedere istantanea la inter--
vrebbe essere ad essa secondario, come avvie- razione dei suoi ruoli, poiché il sangue piu
Eucicl. Med. 4.* 9
66 INFLUENZA DELLA MORTE DEL POLMONE
non prova in tale esperimento alcuna altera- ro non vale a produrre sull’ interna loro su-
zione nel polmone e trovasi questo fluido nel- perficie effetti più sedativi di quelli che pro-
T aorta quello stesso che era nelle vene cave. duca sul cuore. In fatti se mentre il rubinetto
— 4-° Addurrò un altra prova dello stesso
1
adattato aspera arteria è chiuso, si faccia
all’
genere che consiste nella seguente esperienza. sgorgare del sangue da uno dei vasi più lon-
Metti allo scoperto un sol lato del petto , tani dal cuore, come da un’ arteria del piede,
segando con diligenza le coste anteriormente esso zampilla ancora per qualche tempo con
e posteriormente, e vedrai tosto il polmone quella stessa forza con cui scorreva, allorché
di questo lato ristringersi in sè stesso, rima- il rubinetto era aperto, ed il sangue per con-

nendo l 1 altro ancora in attività. Apri in se- seguenza era rosso. L’ azione adunque eserci-
guito una delle vene polmonari e riempito un tata dal sangue venoso sulle pareti delle arte-
sifone riscaldato alla temperatura del corpo di rie in tutto suo tragitto dopo la sortita dal
il
sangue nero preso da una vena dello stesso cuore, non diminuisce punto la loro ener-
animale, od anche di un altro, spingi que- gia, il di cui
indebolimento devesi piuttosto,
sto fluido nell’orecchietta e ventricolo a san- per gran parte almeno, ripetere da tutt’ altra
gue rosso ; egli è evidente che
il suo contat- cagione. —
Dalle esperienze quindi, di cui ho
to, secondo opinione comune intorno all’a-
1’
esposto i risultati e dalle diverse considerazio-
sfissia, non dovrebbe far cessare il movimen- ni che le accompagnano, possiamo conchiu-
to di queste cavità, le quali ricevono nello dere che il sangue nero arrivando in massa al
stesso tempo del sangue rosso dall’altro pol- ventricolo a sangue rosso e nel sistema arte-
mone, ma dovrebbe almeno diminuirlo in rioso, può col suo contatto determinarne l’a-
modo assai sensibile. Con tutto ciò io non ho zione, irritarle, come dicesi, nella loro super-
giammai osservato questo fenomeno in quat- fìcie interna, ed esserne un sufficiente eccitan-
tro esperimenti fatti successivamente, di cui te; che se le loro funzioni non fossero da qual-
1’ uno anzi mi ha offerto un acceleramento che altra causa sospese, la circolazione conti-
nei battiti all’ istante in cui ho spinto lo stan-
nuerebbe, se non colla stessa forza, almeno in
tuffo del sifone. —
5.° Se il sangue nero non
è, modo assai sensibile. —
quali cagioni Da
come il rosso, uno stimolo capace ad
eccitare adunque viene interrotta la circolazione nel
i movimenti del cuore, ciò dipende dal 9 esse- cuore a sangue rosso e nelle arterie, allorché
re quello più carbonizzato ed idrogenato di il polmone mandi loro del sangue nero ? Im-
questo, poiché essi vengono fra loro distinti perocché ove questo sangue sia in essi per
principalmente per questa particolare differen- qualche tempo trascorso, il suo getto s’ inde-
za, olti e di che, se in un animale ucciso espres-
boli see a poco a poco finché cessa del tu tto e
;
samente con una lesione del cervello o del cuo- se allora si apra il rubinetto adattato alla tra-
re, si arrestino i movimenti del cuore, pos- chea, si ristabilisce tosto con forza. Credo che
siamo, finché esso conservi la sua irritabilità, il sangue nero operi sul cuore nello stesso mo-
ristabilire esercizio di questi moti, soffiando
l
do, con cui agisce su tutte le altre parti, come
pei 1 aorta, e per una delle vene polmonari
vedremo che esso agisce sul cervello, sui mu-
del gas idrogeno, o del gas acido
carbonico scoli volontari,
sulle membrane, e via dicen-
nel ventricolo, ed orecchietta a sangue
rosso; do, in una parola su tutti gli organi, in cui si
quindi né il carbonio, nè l’idrogeno manifesta- spande, cioè a dire, penetrando il loro tessuto
no sul cuore un’ azione sedativa.
espeiienze da me fatte e pubblicate 1’
Anche le — e debilitando ciascuna fibra al segno che io
anno tengo per certo che se fosse possibile spin-
sco tso sugli enfisemi prodotti nei
diversi ani- gere del sangue nero per le arterie coronarie,
mali con questi due gas, hanno
egualmente intanto che il rosso passa, come al solito, nel-
stabilito la verità enunciata
per tutti gli altri 1’ orecchietta e nel ventricolo aortico, verreb-
muscoli, i di cui movimenti non cessano
pun- be la circolazione interrotta quasi colla stessa
to sotto tali esperimenti e la cui irritabilità prontezza, colla quale si è veduta interrom-
A conserva ancora dopo morte, siccome al- la persi nei oasi precedenti, nei quali sangue
oi dinario. — Finalmente ho
potuto pure ri-

nero non penetra il tessuto del cuore per mez-
il

stabilire le contrazioni del


cuore annichilate zo delle arterie coronarie che dopo d’ avere
nelle diverse morti violente
col mezzo del attraversate tutte le due cavità a sangue ros-
sangue nero injeltato nel ventricolo, ed orec- so. 11 sangue nero adunque agisce piuttosto
chietta a sangue rosso con un sifone adattato
per mezzo del suo contatto colle fibre carnee
ad una delle vene polmonari. Può adun- —

. alla estremità del sistema arterioso, e non già
que il cuore a sangue rosso spingere anche il pel suo contatto suila superficie interna del
sangue nero a tutte le parti ; ed ecco come av- cuore. Perciò la forza di questo viscere non
viene nell asfissia il coloramento delle diverse diminuisce che a poco a poco e non cessa se
superficie, del quale darò più minuto raggua- non se allorquando ciascuna fibra ne è stata
glio in imo de’ seguenti articoli. — Nelle stes ben penetrata, mentre nel caso contrario la
*’ e arterie, semplice contatto del sangue ne-
il
diminuzione e la cessazione dovrebbero, come
CUORE (Q
lio già falloosservare, essere subitanee. Re- —

• il ventricolo asangue rosso morisse pel pri-
si crebbe ora a vedersi come il sangue nero mo, come
1. lo suppone la teoria di Goodwyn
produca questi estremità «Ielle ar-
effetti alla dovrebbonsi nell’apertura degli animali mor-
terie sulle fibre dei differenti organi; e se esso ti
2. per asfissia riscontrare le cose seguenti cioè :
diriga la sua influenza sulle libre medesime o ° distensione di questo ventricolo e dell’orec-
piuttosto sui nervi che ad esse si distribuisco- chietta corrispondente pel sangue nero che es-
1
no. Inclinerei molto ad ammettere quest ul- so non avrebbe potuto spingere nell’ aorta j

tima opinione, ed a considerare la morte por- ° eguale pienezza delie vene polmonari, non
1
tata dall asfissia quale effetto generalmente che de! polmone ingorgamento consecu-
: 3.°
prodotto dal sangue nero sui nervi, quali ac- i polmonare e delle cavità a
tivo dell’ arteria
compaguano in ogni parte le arterie, in cui sangue nero. In una parola la congestione del
circola allora questa specie di fluido. E ciò sangue dovrebbe cominciare da quello dei suoi
tanto più volontieri ammetto poiché, da ciò serbatoi che cessa pel primo dall’ agire, per
1
che diremo inseguito, l indebolimento pro- propagarsi successivamente a tutti gli altri.
vato allora dal cuore, non è che un sintomo Chiunque però abbia aperto dei cadaveri di
particolare di questa malattia, nella quale tut- animali asfitici, avrà potuto al contrario con-
ti organi diventano egualmente la se-
gli altri vincersi, i.° che le cavità a sangue rosso e lo
de una simile debolezza.
di Si potrebbe do- — vene polmonari non contengono allora che una
mandare ancora come il sangue nero agisca piccolissima quantità di sangue nero, in pro-
sui nervi o sulle fibre; si potrebbe chiedere porzione di quella che distende !e cavità op-
se esso indebolisca direttamente 1’ azione loro poste ; 2 .° che il termine in cui il sangue nero
per i prinoipii di cui abbonda, oppure se tale ha perduto il suo moto, è riposto principal-
interruzione d’ azione provenga dall’assenza mente nel polmone e che dobbiamo partire
di quelli che entrano nella composizione dei da questo organo per seguire la sua stasi iti
:
sangue rosso, e via dicendo. Nascerebbe così tutto il sistema venoso 3.° che le arterie ne
;

la questione di sapere se l’ossigeno sia il prin- contengono una quantità proporzionata a quel-
: cipio dell’ irritabilità, se il carbonio e 1’ idro- la del ventricolo loro corrispondente e che
geno agiscano in modo contrario, e va di- per conseguenza la morte è già comincia-
j

scorrendo. —
Ma dobbiamo, allorché siam ta nel ventricolo più prontamente che altro-

]
giunti ai limiti della rigorosa osservazione, so- ve. —
- Perchè dunque questa parte del cuore
! spendere le nostre indagini e non cercare di cessa di battere prima dell’altra ? L’ Haller lo

|
penetrare là dove 1’ esperienza non può som- aveva già detto è perchè quest’ ultima, con-
;

i
ministrarci ulteriori rischiaramenti. Quindi tenendo una maggior quantità di sangue che
cred’ potremo stabilire un’ asserzione assai
io, affluisce dalle vene e rifluisce dai polmoni,

j
conforme a questi principiò i quali soli devo- viene più lungamente eccitala; conosciamo
no dirigere ogni spirilo giudizioso, dicendo, in fatti abbastanza la famosa esperienza, nella

I
senza determinare il come e soltanto in gene- quale votando le cavità a sangue nero e legan-
i rale, che allorquando sono interrotti fenome- i do l’aorta per ritenere questo fluido nelle ca-
i ni chimici del polmone, cuore cessa d’agi-
il vità a sangue rosso, si è potuto prolungare i
i re, perchè il sangue nero che penetra le sue battiti di queste oltre quelli delle prime. E in
fibre carnee, non è più atto a intrattenerne la questa stessa esperienza egli è manitesto, che

I

i loro azione. • Da questa maniera di consi- nell’ orecchietta ventricolo aortico non si
e
derare i fenomeni dell’asfissia relativamente accumula che sangue nero, poiché bisogna, on-
i al cuore, egli è evidente che essi devono egual- de istituirla, aprire primitivamente il petto,
mente dirigere la loro influenza sull’ uno e nella qual circostanza, polmoni scoperti non
i

'!
sull’altro ventricolo, poiché allora il sangue potendo essere penetrati dall’aria, non var-
nero è distribuito in proporzione eguale nelle rebbero acolorare il sangue che passa attra-
pareti muscolari di queste cavità per mezzo verso il loro tessuto. - Ed avremo di —
questo
del sistema delle arterie coronarie. Si osserva, una prova anche più diretta, chiudendo con
ciò non ostante, che il lato a sangue rosso ces- un rubinetto la trachea appena prima del-
sa costantemente pel primo dall’ agire e che l’esperienza, la quale riuscirà egualmente be-
quello a sangue nero continua ancora per ne, e il sangue ciò non ostante arriverà neces-
qualche tempo le sue contrazioni, mentre esso sariamente nero nelle cavità a sangue rosso.
è, come dicesi, V ultimum moriens. Sup- — Così pure potremo assicurarci del colore del
!
porrebbe mai questo fenomeno un indeboli- sangue aprendo queste cavità, tanto dopo que-
I mento più reale, una morte più pronta nel- st’ ultima, quanto dopo la precedente espe-
1’ una che nell’ altra delle due cavità
del cuo- rienza ; ed io stesso ho potuto più volte stabi-
re ? No senza dubbio, perchè, come Haller os- lire un fatto così ragguardevole.
T
Conchiu- —
!
serva, esso è comune a tutti i generi di morte diamo adunque, che il sangue nero eccita, qua-
degli animali a sangue caldo e non ha niente si 'Egualmente del rosso, la superficie
interna
di particolare per l’asfissia. E se d’ altronde delle cavità destinate ordinariamente a
conte-
68 INFLUENZA DELLA MoKTIi DE f. POLMONI
nere quest’ultimo e clic su esse sospendono
; il getto del sangue, ciò che possiamo ancora
la loro azione prima di quelle del lato oppo- produrre artificialmente comprimendo con
sto ^ ciò non dipende dal suo contatto, ma piut- forza e repentinamente le pareli del petto.
tosto da ciò ch’esse non ne ricevono una quan- Questi esperimenti poi riescono principalmen-
tità sufficiente, od anche da ciò che esse ne te sugli animali già indeboliti dalla perdila di
sono talvolla interamente prive in tantoché le una certa quantità di sangue: mentre sono as-
cavità a sangue nero trovatisi ancora piene di sai meno
apparenti prima di questa circostan-
questo fluido. —
Non pretendo, malgrado il za. — Devo però confessare d ignorare la ca-
1

fin qui detto, di negare affatto che il sangue gione per la quale, nello stato ordinario, le
nero ecciti in minor grado la superficie inter- grandi espirazioni fatte volontariamente non
na del ventricolo a sangue rosso; essendo pos- rendono più forte ilpolso: mentre negli espe-
sibile che esso sangue sia alquanto meno ca- rimenti citati esse aumentano assai sensibil-
pace dell’altro di mantenere questo eccitamene mente il getto del sangue. —
Dal fin qui det-
to, soprattutto se è vero, che esso agisca sui to ne segue che l’esperimento, nel quale il san-
nervi, i quali, come sappiamo, si spandono, ed gue si arrossa e zampilla in un momento as-
alla superficie interna e nel tessuto del cuore. sai lontano, allorché si apra il rubinetto, non
Ma iocredo che le precedenti considerazioni porta una tanto sicura conclusione quanto mi
riducano questa differenza d’eccitamento ad apparve da prima, poiché questo risultato mi
un minimo grado. Ciò non ostante addurrò ha tenuto sospeso per molti giorni, non es-
qui un esperimento in cui tale differenza sem- sendo esso collegato colla maggior parte degli
brerà assai manifesta. Se si adatti all’ aspera altri ottenuti. —
Hiconosciamo adunque per
arteria un rubinetto chiuso, il sangue si an- una volta ancora, che se l'irritazione prodot-
nera e così nero fluisce durante qualche tem- ta dal sangue rosso alla superficie interna del
pio coll’ ordinaria sua forza, la quale però a cuore, è alquanto più considerabile di quel-
poco a poco s’indebolisce. Dando allora ac- la determinata dal sangue nero, la differen-
cesso all’ aria, il sangue ritorna quasi in un za è assai poco sensibile e quasi nulla, e che
tratto rosso e nello stesso tempo il suo getto l’interruzione dei fenomeni chimici opera
aumenta sensibilmente. —
Questo subitaneo principalmente nel modo da me indicato. —
aumento sembra da principio non dipendere Negli animali a sangue rosso e freddo, e nei
che dal semplice contatto di questo fluido sul- rettili specialmente, 1’ azione del polmone non
la superficie
interna del ventricolo aortico ; trovasi in un rapporto così immediato con
poiché non ebbe ancora tempo di penetrarne quella del cuore, come negli animali a san-
il tessuto. Ma appena si esamini il fatto, con
qualche a Udizione, si osserva tosto che tale im-
gue rosso e caldo. —
Ho perciò legalo in due
rane i polmoni alla loro radice, dopo di averli
1
peto d impulso dipende principalmente da ciò scoperti con due incisioni falle lateralmente
che 1’ aria entrando in un istante nel petto de- al petto ; ed ho osservato la circolazione con-
termina l’animale a violenti moti d’inspirazio- tinuarsi come all’ ordinario per un tempo as-
ne e di respirazione i quali riescono assai appa- sai lungo. Aprendo il petto, ho anche osser-
renti nel momento, in cui
apre il rubinetto.
si vato in questo esperimento movimenti del i

Il cuore perciò eccitato esternamente e forse


euore talvolta precipitati il che realmente
;

compresso alquanto da questi moti, spinge, il dipendeva senza dubbio alcuno dal contatto
sangue con una forza straniera alle sue contra- dell’aria. —
Terminerò quest’articolo coll’e-
zioni abituali. —
E questo è sì vero che allor- same di una

quistione importante, la quale


quando 1 inspirazione e l’espirazione riassumo- risguarda il sapere come allorché sono inter-
no la loro solita forza, diminuisce man festa men- i rotti i fenomeni chimici dei polmone, 1’ arte-
teil getto, benché ancora di sangue rosso, il qua-
ria polmonare, il ventricolo, e 1’ orecchietta a
le non e più spinto oltre il termine che offri-
sangue nero, in una parola tutto il sistema
va il sangue nero nei primi tempi del suo scor-
venoso si trovi pieno, zeppo di sangue, men-
ìere e prima che il tessuto del cuore fosse da
tre assai meno se ne riscontra nel sistema va-
questo fluido penetrato. —
L’influenza d’ al- scolare a sangue rosso, quantunque esso ne
tronde che le grandi espirazioni manifestano
presenti assai più in questa, che in qualunque
sulla forza di proiezione del
sangue esercitata altra specie di morte. Sembra in fatti, che il
dal cuore, riesce assai chiara anche allorquan-
polmone sia il punto in cui abbia fine la cir-
do si lasci illesa la trachea. Se in fatti si apra
colazione, quale viene in seguilo arrestata
la
la carotide e si renda precipitosa la
respirazio-
ne tormentando l’animale perchè ho costan-
(
nelle altre parti. —
Questo fenomeno il quale
avrà dovuto sorprendere tutti quelli che han-
temente osservato che ogni subitaneo dolore
no aperto dei cadaveri di animali asfitici fu ,
apporta in un tratto questo cangiamento nel-
dall’ Haller, e da altri spiegato colle ripie-
1 azione del
diaframma e dei muscoli interco- gature formate dai vasi polmonari ma io ho ;
stali); se si renda, dico, precipitosa la respi- già fatto conoscere in qual conto si debba
razione, vedremo manifestamente aumeulare avere tale opinione. —
Prima di addurre una
SU QUELLA DEL CUORE
causa più reale ,di esso osserveremo, che il pol- di questo fluido, particolarmente in vicinanza
mone, in cui si sangue, perciò che
arresta il del cuore; sempre quindi osservasi, sotto que-
olfre a questo iluido il primo ostacolo, si pre- sto rapporto, una differenza somma tra esso
senta in uno stato che varia singolarmente, se- ed il sistema vascolare a sangue rosso, e per
condo il modo diverso con cui termina la vi- conseguenza è sempre nel polmone che la cir-
ta. Allorché la morte è stala pronta ed istan- colazione prova il suo massimo ostacolo. —

tanea, il polmone è libero dal sangue e 1’ o- Ma abbiamo già osservato, che tale ostacolo
vecchietta, ventricolo a sangue nero, i’arte-
il non dipende già dalle ripiegature di quesl’or-
ria polmonare, le vene cave, e simili, non sono gano da quali cause adunque si dovrà esso
:

da esso distese. —
Questo fatto fu da nre os- ripetere T Queste sono relative, i.° al sangue,
servato, i.° sul cadavere di due persone che 2.° al polmone, 3.° al cuore. —
La causa pre-
sierano da sè stesse appiccate, e che furono cipua relativa al sangue deve riporsi nella
trasportate nel mio antiteatro: 2 ° su tre sog- grande quantità di questo fluido che passa in
getti caduti nel fuoco, che vi furono sul pun- quel punto dalle arterie nelle vene. Vediemo
to soffocati e perciò resi asfitiei 3.° sopra al-
: in talli ben presto che il sangue nero circo-
cuni cani, che io sommergeva prontamente o lando nelle artetie, più non vale a prestare i
a cui intercettava l’aria per la respirazione , diversi materiali necessari alle secrezioni, al-
chiudendo in un tratto un rubinetto adattalo le esalazioni ed alla nutrizione , oppure ap-
alla loro trachea Zp° sopra dei porcellini di
: portando esso questi materiali, non è più ca-
India, che io faceva perire nel vuoto o in di- pace di eccitarne gli organi che inconseguen-
versi gas e specialmente nel gas acido carbo-
nico, oppure in cui legava l’aorta alla sua sor-
za lascia affatto inattivi. —(Vedi Particolo in-
torno l’ influenza del polmone su tutte le par-
dal cuore, o in cui finalmente apriva sola-
tita ti. lo sono qui obbligalo dedurre delle con-
mente il petto onde interrompere ì fenomeni seguenze da principii che saranno in avveni-
meccanici della respirazione; poiché in que- re soltanto provati poiché la concatenazione
;

st’ ultimo caso, come già ho osservato, ces- delle questioni risguardanti la circolazione è
sando i fenomeni chimici, più non agisce il tale, che riesce affatto impossibile che la solu-
cuore, e simili. Jn lutti questi casi il polmone zione dell’ una conduca, come conseguenza
quasi nulla conteneva di sangue. Al con- — necessaria, quella di tulle le altre. Formasi di
trario se facciamo terminare in un animale i esse un cerchio, in cui bisogna sempre sup-
fenomeni chimici della respirazione in modo porre qualche cosa da spiegarsi in seguilo.
lento e graduato sommergendolo nell’acqua .Nota deW Autor e. ) —
-Da questo ne segue
e ritirandolo alternativamente, o immergen- che tutta la quantità di questo fluido sottrai-
dolo in un gas, lasciando a vari tempi pene- la ordinariamente al sistema arterioso da que-
trare qualche poco d’aria atmosferica per pro- ste diverse funzioni, rifluisce nel sistema ve-
lungarne la vita o chiudendo incompiutamen- noso colla porzione che deve passarvi natu-
te un rubinetto adattato alla sua trachea fa- ;
ralmente, e che é il residuo di quello che è
cendo in una parola durare quanto più è pos- stato per esse impiegato quindi passa una
:

sibile questo stato di tormento e d’angoscia quantità di saligue molto maggiore di quella
intermedio nella interruzione delle funzioni che passerebbe nello stato abituale, e per con-
delpolmone tra la vita e la morte; osserve- seguenza questo fluido trova una maggiore
remo sempre quest’ organo estremamente difficoltà nell’ attraversare il polmone. Tutti —
zeppo di sangue, econ un volume duplo ed i pratici quindi, che hanno aperto dei cadaveri
anche che presenta nel caso
triplo di quello d’animali asfitiei, furono sorpresi dall’ abbon-
precedente. Tra l’estrema pienezza però e la danza di sangue trovata in quel viscere, la
quasi compiuta vacuità dei vasi polmonari , quale fu osservata da Portai, e da me sempre
trovansi molle gradazioni infinite ; e noi pos- comprovata colle mie esperienze. -—Le cause
siamo, secondo il modo con cui si fa perire relative al polmone che arrestano negli asfitiei
l’animale, determinare un tale o tal altro gra- ilsangue che attraversa quest’organo, sono
do, come ho più volte potuto osservare. In primieramente la mancanza in esso d’ eccita-
questo modo e non altrimenti si deve spiega- mento dipendente dal sangue rosso le arte- :

re lo stato d’ingorgo polmonare, che si osser- rie bronchiali in fatti, che vi trasmettono or-
va in tutti quei soggetti, la cui vita è ter- dinariamente questa specie di fluido, non vi
minata per una lunga agonia, o per una lenta portano allora che sangue nero; per cui que*
affezione; e la maggior parte dei cadaveri por- st’ organo acquista un colóre
bruno-scuro, al-
lorché s’impedisca in qualunque modo all
tati nei nostri anfiteatri presentano appunto ani-
una tale disposizione. -—Ma qualunque sia lo male di respirare. Appare così assai bene que-
stato del polmone negli asfitiei, sia esso ingor- sto colore, e distinguono ancora le sue suc-
si

gato o vuoto di sangue, sia stata la morte cessive gradazioni , allorché si


apia il petto
portata lentamente o d’ un colpo, sempre il dell’ animale, nel qual caso non
penetrando
sistema vascolare a sangue nero trovasi pieno più l’aria nelle cellule aeiee compresse e ri*
INFLUENZA BELLA MORTE DEL POLMONE
1
non può più essere arrossato il san-
strette, pende dall indebolimento del ventricolo e
gue, che in esse circola ancora. Anche la — dell’orecchietts di questo sistema, poiché, pe-
nerezza del sangue delle vene polmonari, e netrati essi per tutte le loro fibredal sangue
mollo più se si ha riguardo alla sua maggiore nero, non sono più capaci di spingere con
quantità, influisce su tale coloramento del pol- energia questo fluido verso il polmone, e di
mone, il quale deve essere distinto dalle mac- superare per conseguenza la resistenza che in
chie cerulee naturali al polmone di certi ani- esso incontra si lasciano quindi distendere
;

mali. — sangue nero circolante nei vasi bron-


11 da esso, e non possono più resistere all’arri-
chiali produce sui polmoni questi stessi effet- vo di quello che vi versano le vene cave.
ti, che abbiamo veduto prodotti nel cuore e Queste dunque gonfiansi come tutto il si-
nati dal suo couta tto, allorché penetra que- stema venoso, perchè le loro pareti non più
1
st organo per le arterie coronarie esso cioè ;
eccitate dal sangue rosso, e penetrate tutte
indebolisce le sue diverse parti, impedisce la dal nero perdono a poco a poco l’attività
loro azione, e quindi la circolazione capillare, necessaria alla loro funzione. Egli è quin-
1
esercitata sotto l influenza delle loro forze di facile dietro ciò che abbiain detto di
Ioniche. —
La seconda causa, la quale rende
1
concepire, come tutto il sistema vascolare a
1
diffìcile la circolazione del sangue sotto in- l sangue nero debba nell asfissia trovarsi pieno
terruzione dei fenomeni chimici del polmone, di questo fluido: mentre dalle seguenti con-
trovasi nel difetto del suo eccitamento per la siderazioni potremo del pari conoscere, come
mancanza dell’aria vitale. — In fatti il primo il sistema a sangue rosso ne contenga una mi-
1
effètto di quest aria, che perviene sulla su- nor quantità.— i.° Siccome l’ostacolo comin-
perfìcie mucosa delle cellule aeree è quello di cia al polmone, così questo sistema dovrà evi-
eccitarle, di stimolarle, e di mantenere per dentemente ricevere una quantità di sangue
conseguenza il polmone
una specie di con-
in minore del solito, per cui nasce come già ab-
tinuo erettismo, (ISon veggo il motivo che in- biami osservato la più pronta cessazione delle
ibisse Bichat ad ammettere siffatto erettismo contrazioni del ventricolo sinistro. 2.—0
La
del polmone di cui non si indovina la utilità. forza naturale delle arterie, benché indebolita
È troppa licenza supporre negli organi esi- l
1
dal sangue nero che perviene alle fibre delle
stenza di proprietà recondite, ogni volta che loro pareti, è ciò non ostante assai maggiore
se ne abbisogni per ispiegare le loro funzioni. di quella del sistema venoso, sottoposta pure
Nota di Magendie) nello stesso modo che gli alla stessa causa di debolezza. Tali vasi quin-
alimenti giunti nello stomaco eccitano le sue di, non che il ventricolo aortico varranno a
forze nello stesso modo che tutti
;
7
serbatoi i superare la resistenza dei capillari di tutto il
\
vengono eccitati dalla presenza dei fluidi loro corpo, assai più di quello, che le vene ed il
abituali. —
Ed è per questo eccitamento delle ventricolo venoso possano vincere quella pre-
membrane mucose, prodotto dal contatto loro sentala dai capillari dei polmoni. —
3.° Nella
colle sostanze straniere che si ottengono in generale circolazione capillare troviamo un
esse le forze toniche, ma
queste decadono al- unica causa della diminuzione delia sua at-
lorché vien tolto un tale contatto per cui ren- tività, cioè il contatto del sangue nero su lutti
desi meno attiva la circolazione capillare. — gli organi, mentre nel polmone a questa cau-
Osserveremo però che i differenti fluidi aeri- sa combina pure la mancanza dell eccita-
si
1

formi, i quali nelle diverse asfissie tengono mento abituale determinato in esso dall’ aria
1
luogo dell aria atmosferica, sembrano agire atmosferica. Nel polmone adunque trovasi per
con diversi gradi sulle forze toniche o sulla una parte maggior resistenza offerta al san-
contrattilità organica insensibile. Gli uni in- gue portatovi dalle vene, per altra parte mi-
fatti le abbattono quasi instantaneamente ed nor forza onde superare una tal resistenza ;
1
arrestano d un tratto la circolazione, mentre mentre al contrario in tutte le parti al fine
altri permettono che questa funzione duri an- delle arterie, ed al passaggio del loro sangue
cora per un tempo più o meno lungo. E pos- nelle vene, trovano ostacoli più deboli da
si

siamo conoscere questa notabile diversità di un lato ed una maggiore forza dall’altro, on-
azione paragonando l’asfissia prodotta dal gas
1
de vincere tali ostacoli. —
4*° $ e nel sistema
nitroso, dall idrogeno solfurato, esimili, a capillare generale che è il termine del sistema
quella portata dall’idrogeno puro, dal gas arterioso, la circolazione si ritarda prima in
acido carbonico, e simili. Egli è vero che una un organo particolare, può essa ancora effet-
tale differenza, non altrimenti che i vari ef- tuarsi per poco almeno negli altri, nel qual
fetti prodotti da queste diverse asfissie, dipen- caso il sangue rifluisce nelle vene. Ma sicco-
dono, come vedremo, da altre cause, ma quel- me contrario tutto il sistema capillare, a cui
al
la or ora addotta vi manifesta una evidente termina quello delle vene, trovasi concentra-
influenza. —
Per ultimo la causa relativa al to nel polmone, così se questo viscere perde
cuore, per la quale ristagna negli asfilici il le sue forze, e la sua sensibilità e contrattilità
sangue entro il sistema vascolare venoso, di- organica insensibile, dovrà allora necessaria-
SU QUELLA DEL CUORE
Diente aver fine tutta la circolazione venosa. riore; 0
apri il basso ventre in modo da
2.
— Le precedenti considerazioni valgono, cre- poter distinguere le intestina, l’omento, e si-
do io a sufficienza, onde spiegare
ineguale 1’
mili 3.° chiuda in seguito il rubinetto. Do-
;

pienezza dei due sistemi vascolari, osservata po due o tre minuti, il colore rosso che rav-
nei cadaveri di animali morti astitici non so- viva il fondo bianco del peritoneo, nato dai
lo, ma più o meno rimarchevole anche in quel- vasi serpeggianti sotto questa membrana, si
li di animali morti per qualunque siasi ma- cambierà in un bruno-scuro, che farai a vo-
lattia.-- E quantunque nell’ asfissia il sistema lontà scomparire e ricomparire, aprendo e ri-
capillare universale presenti alle arterie una dii udendo il rubinetto. INon possiamo in tal
resistenza minore di quella
sistema ca- che il caso, come esperienza fosse
se 1’ fatta su altre
pillare polmonare
offra allora alle vene, tale parti, supporre un riflusso che si propaghi
resistenza però nata principalmente dall’arri- dal ventricolo destro verso le estremità veno-
vo del sangue nero a tutti gli organi, in cui se, poiché vene mesenteriche formano co-
le
esso più non vale a sostenere le forze, risulta gli altri rami della vena porta un sistema a
assai manifesta, e vi produce due ragguarde- parte indipendente dal grande sistema a san-
volissimi fenomeni. —
11 primo di questi è la gue nero, e il quale non ha alcuna diretta co-
il* una
stasi nelle arterie quantità di sangue municazione colle cavità del cuore corrispon-
nero assai più considerabile dell’ordinario, denti a quest’ultimo sistema. Riprenderò —
benché minore di quella che riscontrasi nelle altre volle questo argomento intorno al colo-
vene. Perciò difficilmente si ottengono negli ramento delle parti prodotto dal sangue nero;
ashlici le ìnjezioni, le qualiriescono in ge- quest’ esperienza basta per ora, onde provare
nere tanto meglio ,
quanto più le arterie che esso è un effetto manifesto dell’impulso
sono vuote ; il sangue che in esse allora si arterioso esercitato sopra questo fluido stra-
trova, rare volte è coagulato, essendo venoso niero alle arterie nello stalo ordinario. Dietro
e meno coagulabile, quanto più porta i ca- il fin qui detto è facile spiegare come il pol-
ratteri di renosità, come vieti provato leda- mone, più o meno ingorgato di sangue, debba
gli esperimenti dei chimici moderni, 2 .° dal essere più o meno oscuro, come le macchie li-
paragone di quello rinchiuso nelle varici, con vide sparse sulle varie parti del corpo siano
quello chiuso negli aneurismi, 3.° dall’ esame più o meno sensibili, secondo che 1’ asfissia ò
di quello che ordinariamente ristagna dopo stata più o meno prolungata. Imperciocché
morte nelle vene io vicinanza del cuore, e si- egli è eviden te,che se prima della morte il
mili. —- 11 secondo fenomeno, il quale nasce sangue nero ha compito dieci o dodici volte
nell’ asfissia dalla resistenza che il sistema ca- il giro dei due sistemi , ingorgherà le estre-
pillare universale indebolito oppone alle ar- mità loro assai più che se esso gli avesse per-
terie , cousiste nelcolore livido presentato corso due o tre volte soltanto, poiché per cia-
dalla maggior parte delle superficie del cor- scuna volta ne rimane in esse una quantità più
po, non che negli ingorghi delle diverse parti o meno grande per la mancanza d’azione dei
della fa’ccia, della lingua, delle labbra, e simili. vasi capillari. —
Ponendo fine a questo arti-
Questi due fenomeni indicano un ristagno di colo osserverò che la milza è il solo organo
sangue nero alle estremità arteriose, le quali dell’economia suscettibile come il polmone di
non potino essere da questo fluido superate, differente volume, per cui due volte appena
attraversate ; non altrimenti ch’essi attestano può essa trovarsi nel medesimo
essendo stalo,
il medesimo effetto nei vasi polmonari, nei ora assai piena di sangue, ora quasi vuota ;
quali P ingorgo è assai più manifesto essendo per cui si mostra nei diversi individui sotto
ivi, come già si disse, il sistema capillare con-

forme assai variate. Quindi è che molti han-
centrato in uno spazio assai minore, intanto no falsamente creduto esistere una relazione
che alle estremità arteriose trovasi questo si- tra ineguaglianza nel volume della milza e
l’

stema estesamente diffuso. —


Tutti gli autori lo stato di pienezza o di vacuità dello stoma-
attribuiscono il color livido delle asfissie al ri- co ; le esperienze infatti, come dissi altrove,
flusso di sangue delle vene verso le estremità, ci convincono del contrario, e tale inegua-
ma questa causa non è del tutto reale. Tale glianza straniera alla vita, sembra sopravveni-
riflusso in fatti assai sensibile nei tronchi
va ,
re soltanto al momento della morte. Io sono —
sempre diminuendo verso i rami, nei quali è d’avviso, che essa dipenda specialmente dal-
dalle valvule reso nullo ed anche quasi im- lo stato del fegato, i cui vasi capillari forma-
possibile. —
Ecco d’ altronde una esperienza no il termine di tutti i tronchi della vena por-
la quale prova manifestamente, che tale colo- ta, siccome i
polmone formano
capillari del
ramento deve essere attribuito all’ impulso quello del gran sistema venoso, in modo, che
del sangue nero trasmesso dal ventricolo aor- allorquando i capillari epatici sono da una
tico in tutte le arterie.- —
Adatta un tu- i.° causa qualunque indeboliti, dovrà necessaria-
bo a rubinetto all aspcra arteria denudala, e
1
mente la milza ingorgarsi e riempirsi del san-
tagliata trasvcrsalmeufe nella sua parie supe- gue che non può attraversare il fegato. In
72 INFLUENZA DELLA MORTE DEL POLMONE
questo caso succede, se posso così esprimer- un altro cane, e fatta una allacciatura supe-
mi, una asfissia isolata nell’apparato vascola- riormente all’apertura, si assicura nell’arteria

re addominale. —
Il fegato quindi troverassi tagliata l’altra estremità del tubo. Un aiutan-
allora nello stesso rapporto colla milza in cui te allora, che comprimeva coliedita la caroti-
trovasi il polmone colle altre cavità a sangue de del primo cane, lascia libero il corso del
1
nero nell asfissia ordinaria: cioè a dire ri- sangue, il quale è spinto con forza dal cuore
sconlrerassi nel primo organo la resistenza ,
di quest’animale verso il cervello dell’ altro :

1
mentre avrà luogo il ristagno nel secondo. tosto dopo i battili dell arteria, che erano in
Questo però potrà essere rischiarato col mez- questo cessali superiormente al tubo, sono rin-
zo di esperienze eseguite sopra animali fatti novali ed indicano così il passaggio del flui-
morire in diversi modi. Io mi propongo ora do. Questa operazione dà poca pena all’ ani-
soltanto di fissare con questo l’analogia che male che riceve il sangue, specialmente se siasi
passa tra 1’ arresto del sangue nei diversi rami avuta F avvertenza di aprire una delle sue
della vena porta e quello osservato nel gene- vene, onde evitare una maggiore pienezza dei
rale sistema venoso dietro diversi generi di vasi e F animale vive in seguito assai bene.
morte. Non ho ancora osservato delle parti- — ;

Da questo esperimento soventi volte ripe-


colarità per la milza e pel suo sistema venoso, tuto possiamo conchiudere, che il contatto di
nell’asfissia ordinaria. -Credo del resto inu-— un sangue rosso straniero non è in nessun
tile il dire, che si deve distinguere 1’ ingorgo modo capace di alterare le funzioni cerebrali.
di questo viscere nato dal sangue che lo in- — Ho dopo questo adattato alla carotide aper-
filtra nel momento della morte, da quello as- ta in un cane, ora una delle vene d’ un altro
cane col mezzo d un tubo retto, ora la giu-
1
sai più raro determinato in quest’organo di
malattie diverse avvertendo, che la sola at-
;
gulare del medesimo con un tubo ricurvo, in
tenta osservazione può bastare, onde non es- modo sempre che il sangue nero arrivasse
sere sopra ciò ingannati. pel sistema a sangue rosso al cervello. L’ ani-
male che credevamo ricevere il fluido non ha
ARTICOLO VII. DELL’ INFLUENZA CHE LA MOR- provato alcuna perturbazione in molte ripe-
TE DEL POLMONE ESERCITA SU QUELLA DEL tute esperienze, del che io fui tanto più ma-
CERVELLO. ravigliato, quanto che il loro risultato non
s’accordava con quello dei tentativi fatti so-
Abbiamo già osservato, che nell’asfissia pra altri organi. Ma ne ho finalmente cono-
il polmone influisce sulla cessazione dei batti- sciuta la cagione, in ciò che il sangue nero
ti del cuore, per il sangue nero che esso man- non arrivava al cervello. Ed ecco come deb-
da sue fibre carnee, e fors’ anche per l’a-
alle bisi questo intendere il movimento :stabili-
1
zione che il contatto di questo sangue eserci- tosi nella parte superiore dell arteria aperta
ta sui nervi di tal muscolo Questo fatto . è tale che spinge il sangue rosso in verso op-
sembra annunciarne un altro consimile nel posto a quello, dietro cui scorre ordinaria-
cervello e F osservazione varrà a porlo fuori
: mente tale movimento poi è eguale ed anche
;
1
d ogni dubbio.
cui

Qualunque sia il modo con
interrompe
superiore all’ impulso venoso, per cui questo
si l’azione polmonare, ossia viene facilmente superato e il di cui effetto
che cessino prima i fenomeni meccanici, op- reso nullo, delche possiamo assicurarsi apren-
pure i chimici, sarà sempre 1’ alterazione di do la parte dell’ arteria superiore al tubo che
questi causa delle perturbazioni nelle funzio- dovrebbe portare in essa il sangue nero. Que-
ni cerebrali. Tutto ciò quindi che ho esposto sto movimento sembra dipendere, e dalle for-
relativamente al cuore è esattamente applica- ze contrattili organiche dell’arteria e dall’im-
bile al cervello ; per cui non ne farò più al- pulso del cuore che fa rifluire il sangue perle
cuna replica. —
Trattasi adunque piuttosto di anastomosi in verso contrario a quello che gli
mostrare coll’esperienza e coll’ osservazione è naturale. —
Nasce perciò la necessità di ri-
patologica, che nella interruzione delle fun- correre ad un mezzo più attivo, onde spinge-
zioni chimiche del polmone, F azione del cer- re questa specie di sangue al cervello, mezzo,
vello, non che
quella del sistema nervoso vie- che potevasi facilmente rinvenire. Ho
assai
ne interrotta dal sangue nero. » Esaminiamo — perciò aperto su un animale la carotide e la
perciò esperienze relative a questo sogget-
le giugulare ; e dopo d’ aver ricevuto in un si-
to.-— Io ho da principio comincialo col tras- fone , riscaldato prima alla temperatura del
fondere al cervello di un animale il sangue corpo ,
il versatovi dalla vena , fu
fluido
arterioso di un altro, onde tale tentativo pre- questo injettato al cervello per F arteria
star potesse un termine di confronto pei se- già legata verso il cuore onde evitare F e-
guenti. Aperta adunque una carotide in un morragia Tosto dopo F animale si è agi-
.

cane, si adatta all’ arteria verso il cuore un tato ìa sua respirazione si è resa precipi-
;

tubo, e si lega la parte corrispondente al cer- tosa, ed esso apparve in uno stalo di sofioca-
vello ;
si apre in seguito la stessa arteria io zione analogo a quello determinato dall’ as-
SO QUELLA. DEL CERVELLO
iìssia, ìli cui ha ben
presentalo lutti i tosto però sono più lenti e bene spesso Pani-
effetti
sintomi la vita animale si è interamente so-
;
male sopravvive molte ore all’-esperimenlo.
spesa ; il cuore ha continuato ancora a batte- Ma gli effetti funesti di queste diverse sostan-
re e la circolazione si è mantenuta per una ze, sono, senza alcun dubbio, da ascriversi al-
Metz ora e dopo questo la morte ha posto
1
P azione loro sul cervello, non già sulla su-
termine anche alla vita organica. 11 cane — perficie interna delle arterie, lo in fatti le ho
era di media corporatura e furono injettate injettate comparativamente nell’ arteria cru-
circa sei once di sangue nero con una moderala rale, dal che nessuna mai produsse effetti mor-
spinta, onde non tosse attribuito all’urto mec- tali e soltanto ho osservato succedere uno sta-

canico ciò che doveva essere l’effetto della na- to di stupore e qualche volta la stessa paralisi.
tura e composizione del fluido, ilo consecuti- — 11 sangue nero perciò riesce senza dubbio
vamente ripetuto tale esperienza sopra tre ca- funesto al cervello, a cui porla P atonia e la
ni nello stesso giorno e su molti altri in segui- morte per losuo solo contatto, nello stesso
lo a tempi diversi e i risultati ottenuti furo-
;
modo che riescono funesti tutti gli altri flui-
ì no sempre invariabili non solo riguardo alfa- di, di cui ho superiormente parlato. Non cer-
sfissia dell’ animale, ma ancora riguardo ai fe- cherò qual sia il modo per cui essi riescono

i

; norneni che accompagnano la morte. Po- • letali; poiché da questo punto avrebbero prin-
i Irebbe qualcuno credere che il sangue sorti- cipio le congetture, le quali formano il termi-
ì to da’ suoi vasi, ed esposto al contatto dell’ a- ne a cui io sospendo le mie ricerche. Siamo
i
ria riceva da questo fluido dei principii fune- adunque abbastanza autorizzati a credere die
! sti, o gli ceda quelli che erano necessari al so- nell’ asfissia la circolazione die persiste per
i
stegno della vita, e che a tale causa piuttosto qualche tempo ancora dopo la cessazione dd-
debbasi ascrivere la morte subitanea che se- le funzioni chimiche del polmone, interrompa
i
gue allorché si spinge il sangue al cervello. quelle del cervello portando ad esso del san-
Per distruggere un tale sospetto ho istituito gue nero soltanto, li che viene meglio prova-
i alla giugulare d’ un cane una piccola apertu- to considerando che negli asfittici durano an-
: ra, alla quale ho adattato il cannello d’ un si- cora i movimenti di quest’organo e continua-
; fone riscaldato e da cui ritirando lo stantuffo no come all’ordinario. —
Per provare questo
! ho estratto il sangue senza che abbia potuto si metta in un animale allo scopertoli cervel-

: aver luogo il contatto dell’aria atmosferica lo in modo da osservarne i suoi movimenti ;


i con questo fluido, ilo dopo ciò incettato il sau- si faccia indi cadere l’animale in asfissia con

!
gue nella carotide per una piccola apertura in qualunque siasi mezzo, per esempio, spingen-
essa praticata dopo di che si manifestarono
;
do nella sua trachea diversi gas mediante, un
tosto sintomi come nel caso precedente e la
i
;
rubinetto ad essa adattalo, oppure chiuden-
)
morte non ha mancato di sopraggiungere, ben- do semplicemente tal rubinetto. Si vedrà,
; che più lentamente e con minore agitazione. dietro questo, che la vita animale è già del tut-
I Egli è possibile adunque che allorquando l’a- to sospesa che le funzioni del cervello sono
i ria trovasi in contatto col sangue vivente sor- affatto cessate, ma che tale organo è ancora
1 iiio da’ suoi vasi, valga ad alterarlo alquanto, agitato dai movimenti alternativi d’ elevazio-
abbassamento, movimenti che dipen-
1
i ed a renderlo meno capace a intrattenere la ne e d
! ’s La dei solidi ; ma la causa essenziale
i della dono dall’ impulso dato dal sangue nero. E
t morte è sempre riposta nella nerezza di que- siccome sussiste ancora questa causa di vita
sto fluido, come risulta dal precedente esperi- nel cervello, dovrassi così necessariamente
j

mento. —
Sembra adunque dopo tutto questo ascrivere Sa sua morte alla natura del flui-
il che sangue nero, o non è un sufficiente sti - do che lo penetra. —
Ciò non ostante se col-
i molo per mantenere l’azion cerebrale, o che esso l’asfissia coincide una affezione cerebrale, la
ancora opera in un modo deleterio sopra l’or- morte da quella determinata succede più pron-
gano encefalico poiché anche mandando per
;
ta che nei casi ordinari. Per questo ho prima
la carotide diverse sostanze straniere si otten- indotto una commozione in un animale ehe
gono degli analoghi effetti. Ho in fatti ucciso ho in seguito privato d’aria, e la sua vita che
degli animali injetlando loro dell’inchiostro, era da principio solamente turbata, si è ben
dell’ olio, del vino, deil’acqua colorata col bleu tosto estinta. Ilo egualmente reso asfitico un
ordinario e via dicendo. Ho provato ancora animale, già assopito per una compressione
le
che la maggior parte dei fluidi escrementizi!, portata artificialmente al cervello e tutte
come Purina, la bile, fluidi mucosi presi nel- i funzioni parvero egualmente cessare alquanto
le affezioni catarrali, hanno egualmente sul prima di quello che avviene , allorché il cri-
1-
cervello un’influenza mortale pel loro sem- vello trovasi intatto durante l’operazione.
plice contatto. —
Lo stesso siero del sangue
» schiareremo ora con nuovi esperimenti
presentati.
le con-
che separa dal coagulo in un salasso, è egual-
si seguenze dedotte da quelli finora
mente capace di produrre la morte, allorché — Se nell asfissia il sangue nero
1 sospende col
chiaro
s’injelli artificialmente in una carotide; i suoi suo contatto P azione cerebrale, risulta
E u c tei. Ned. 4
.* io
74 INFLUENZA DELLA MORTE DEL POLMONE
che aprendo in un animale reso asfìtico una un vaso pieno ossigeno, ha in un tratto a-
d’
arteria, la carotide, per esempio, e ricevendo cquislato un color rosso vivo ; ed ho injettato
questo fluido si injetti dolcemente al cervello questo sangue per 1’ arteria ; ma l’animale è
d’ un altro animale, questo dovrà egualmente, morto con tale prontezza che giammai mi sia
dopo certo tempo, morire asfìtico, siccome ho occorso di osservare per cui si concepisce
osservato costantemente succedere. E in — ,

quanto io fossi lontano dall’ aspettarmi tale


fatti, taglia in un cane l’ aspera arteria che risultato. Ma la mia sorpresa però è ben tosto
chiuderai ermeticamente; dopo due minuti svanita dietro la seguente riflessione trova- :

vedrai scorrere nel sistema a sangue rosso il vasi mista al sangue una grande quantità d’a-
sangue nero. Se apri una carotide e ricevi ria, per la quale esso è giunto al cervello assai
il sangue che sorte dall’ apertura in un sifone gonfio e schiumoso :e siccome abbiamo già
per spingerlo al cervello d’ un altro animale , osservato che un piccolissimo numero di bolle
questo cade ben tosto con una respirazione aeree introdotte nel sistema vascolare, o dalla
interrotta, qualche volta con dei gridi lamen- parte del cervello o da quella del cuore, vale
tevoli, a cui non tarda di sopraggiungere la ad uccidere gli animali, intendiamo così come
morte. Ho instituito un’esperienza analoga a abbia avuto luogo un simile risultato. Fui —
questa, dalla quale però ottenni un risultato da questo indotto a ripetere i miei esperimen-
alquanto differente, flisguarda essa due cani e ti intorno all’ injezione del sangue nero, onde

consiste i.° nell’ adattare un rubinetto all’ a- vedere se mai la morte dovesse ascriversi a
spera arteria del primo e V estremità d’un tu- qualche bolla d’ aria che in esso si frammi-
bo d argento alla sua carotide ; 2. 0 a fissare
1
schiasse; ma ho sempre osservato il contrario.
l’altra estremità del tubo nella carotide del Dietro questo mi si presentò pure un’altra
secondo, rivolto verso il cervello; B.° nel le- difficoltà credetti cioè possibile che la poca
:

gare ciascuna arteria nel lato opposto a quel- aria contenuta nell’ estremità del tubo della
lo in cui è il tubo impegnato, onde impedire sciringa o quella che ha potuto essersi intro-
l’emorragia; 4-° nel lasciare cite per un istan- dotta per l’arteria aperta, spinta per mezzo
te il cuore dell’ uno di questi cani spinga san- dell’ injezione verso il cervello, bastasse a di-
gue rosso al cervello dell’altro ;
5.° nel chiu- struggerne 1’ azione ma una semplice rifles-
;

dere il rubinetto e nel fare così succedere il sione ha fatto svanire questi miei dubbi. Se
sangue nero a quello che scorreva dapprima. questa causa fosse reale , essa dovrebbe pro-
— Appena dopo qualche tempo, il cane che ri- durre lo stesso effetto nell’ injezione di qua-
ceve il sangue, diventa stordito, si agita, la- lunque fluido, dell’acqua, per esempio; dalla
scia cadere il capo, perde l’uso dei sensi ester- quale però niente ottenni di consimile. Pos- —
ni, e simili, ma tali fenomeni compaiono assai siamo adunque con certezza assicurare die il
più tardi di quando si injetta del sangue nero sangue nero per la natura dei principii, di cui
preso nel sistema venoso od arterioso. Se si va ricco, od è incapace d’ eccitare l’azione ce-
sospende la transfusione, l’animale può riani- rebrale, od agisce sul cervello in modo dele-
marsi e vivere ancora, dopo che siano dissi- terio. non potendo io stabilire se la sua in-
pati i sintomi dell’asfissia, mentre la morte fluenza venga esercitata negativamente o po-
succede costantemente, allorché lo stesso san- sitivamente, ed altro non sapemlo,se non che
gue è mandato al cervello col mezzo di un si- vengono da essa sospese le funzioni cerebrali.
fone, qualunque sia il grado di forza con cui — Sembrerebbe, dietro questo dato, ebe fosse
si spinge. L’aria adunque comunicherebbe mai possibile di rianimare gli asiatici, spingendo
al sangue qualche principio ancora più fune- al cervello del sangue rosso che ne forma lo
sto di quello che vi compartono gli elementi stimolo naturale. Per tale riguardo dobbiamo
che lo rendono nero? —
Osservo che per que- nell’asfissia distinguere due periodi; i.° quel-
sta esperienza fa di mestieri che il cane, la di lo, in cui sono semplicemente sospese le fun-
0
cut carotide manda il sangue, sia più vigoro- zioni cerebrali; 2. quello, in cui hanno di già
so, ed anche più grande dell’ altro, poiché cessalo la circolazione e i movimenti del pet-
F impulso diminuisce di mano in mano, che il to ;
poiché è questa malattia sempre caraite-
cuore è penetrato dal sangue nero e il tubo rizzata dalla perdita subitanea nella vita ani-
rallenta il movimento
del sanarne, benché esso male e in seguito da quella della organica, le
benché una manifesta pul-
sia assai sensibile e quali però si seguono successiva metile. Ho
sazione indichi superiormente al tubo l’ in- quindi osservato che finché l’asfissia trovasi
fluenza del cuore dell’ uno sull’arteria dell’al- nel primo grado, 1’ animale è ancora suscetti-
tro. — Ho voluto ancora tentare di rendere il bile di rianimarsi lentamente, trasfondendo in
sangue venoso capace a intrattenere l’azione esso del sangue rosso verso il cervello col mez-
cerebrale, rendendo-lo rosso artificialmente. zo d’ un tubo adattato alla carotide d’ un al-
Per questo ho aperta la giugulare e la caroti- tro animale ed alla sua le funzioni cerebrali
;

de d’ un cane di cui : la prima mi ha sommi- cosi riprendono in parte il loro esercizio e ben
nistrato del sangue nero, il quale ricevuto iu soventi subitanee agitazioni al capo, agli 00
su quella del cervello ^5
hi, e via dicendo, annunciano il primo arri- asfitieo un animale, in cui siasi aperta un’ar~
do del sangue al cervello ma bentosto scom- ;
teria, di mano in oscur H
mano che il sangue si
paiono queste speranze e l’animale ricade, se e diventa nero, 1’ azione cerebrale si turba (

la causa dell’ asfissia persiste, se per esempio, si trova già quasi annichilata, in tanto che
il rubinetto adattato all’ aspera arteria rimane quella del cuore continua ancora con energia.
^hinso. —
Da un altro lato, se in questo primo — 3.° Sappiamo che la maggior parte degli
periodo si apra il rubinetto, quasi sempre av- asfiiioi, sloggiti alla soffocazione, non hanno
viene che il contatto di nuova aria sui polmo- provato se non ohe un generale stordimento,
!
i) rianimi a poco a poco quest’ organo. Il sau-
i un sopore, la di cui sede evidente trovasi al
i
gue allora si colora, passa rosso ai cervello ;
e cervello come pure sappiamo che presso tut-
;

ila vita si ristabilisce senza la precedente tra- ti quelli, in cui il polso, ed il cuore più non si

i
quale non induce mai effetto alcu-
sfusione, la fanno sentire, la morie riesce quasi sempre
: no nell’ animale, la di cui asfissia sia portata inevitabile e nelle mie ini me rose esperienze
ual secondo periodo vale a dire, i di cui mo-: non ho giammai osservato guarigione di asfis-
vimenti organici e quello del cuore special- siagiunta a questo periodo. /j.° Quasi tut- —
li unente siano sospesi. Questa esperienza così al- ti gli ammalati sopravvissuti a questo acciden-

leo non ci offre se non che una prova di ciò te, specialmente se determinato dal vapore del
t he già conosciamo cioè della diversa inlluen-
: carbone, dicono d’avere prima sofferto un do-
j sangue nero e del rosso sul cervello, ma
za del lore più o meno violento alla testa, probabile
i non mai un rimedio contro l’asfissia. Os- — effetto del primo contatto del sangue nero so-
servo ancora ch’essa non riesce dopo 1’ inie- pra il cervello; e questo folto fu rimarcato
zione del sangue venoso fatta col mezzo ili una dalla maggior parte degli autori ohe si sono
josciringa. In questo caso, benché la causa del- occupali di una tale materia. 5.° Le espres- —
1’ asfissia sia cessala dopo l’injezione e benché sioni volgari, il carbone dà al capo , offusca
s’ introduca per la stessa apertura del sangue la mente e via dicendo, provano egualmente
,

j
arterioso, sia transfondendolo dall arteria di 1
che il primo effetto determinato da questa so-
i un altro animale, sia iniettandolo, dopo d’ a- stanza col suo vapore si dirige al cervello piut-
Te rio preso in un’arteria aperta e d’ averne
i tosto che al cuore. II popolo così, il quale ve-
»riempito un sifone, l’animale non dà clic de- dé senza la prevenzione dei sistemi, osserva
(boli segni d’ eccitamento,
li quali ben soventi i soventi meglio di noi che non vediamo talvol-
mancano allatto e la morte ne è sempre una ta se non quello che cerchiamo di trovare die-

inevitabile conseguenza.
t In generale l’asfis- — tro opinione già stabilita.
1’ — >
6.° Abbiamo
fssia portata dal sangue nero, preso nel sistema diversi esempi di ammalati, s quali rinvenuti
venoso e spinto al cervello è più pronta, più dallo stalo d’ asfissia, in cui furono immersi
certa e differisce manifestamente da quella, dal vapore del carbone conservano per un
,

aiata dal cangiamento graduato del sangue


i tempo più o meno lungo diverse alterazioni
rosso in sangue nero che ha luogo nel polmone
i
nelle funzioni intellettuali e «tei movimenti vo*
al momento, in cui si intercetti l’aria o viene lontari, alterazioni, le quali riconoscono evi-
|

iintrodotto qualche gas nella trachea Dopo — - dentemente per sede il cervello. Ld anche mol-
»d’ aver stabilito con diverse esperienze i’in- ti giorni dopo l’accidente, se esso è stato por-

llfluenza funesta del sangue nero sul cervello talo ad un certo grado, gli ammalati vacilla-
lidie lo riceve dalle arterie durante f interru- no, non possono sostenersi sulle gambe e le
zione dei fenomeni chimici del polmone, re- loro idee sono ancora confuse succede cioè ;

i puto utilissima cosa mostrare che fenome- i in minor grado ciò che l’apoplessia presenta
:ni delle asfissie osservate sull' uomo, concor-
; in grado massimo. Avvien pure talora che die-
dano assai bene con queste esperienze, le qua- tro l’impressione dei vapori mefìtici si mani-
|

li i sembrano servir loro di spiegazione. — i.° festano quasi d’ uu tratto ilei movimenti con-
Ognuno sa che qualunque specie d’asfissia di- vulsivi e be«ie spesso anche dopo la scomparsa
tri ge la prima sua influenza sul cervello che ;
degli altri sintomi si mantiene pertinace un
|:sul primo principio vengono distrutte le fun- forte male di capo. Potrà ciascuno riscontrare
zioni di quest’organo; che cessa la vita ani- presso osservatori e particolarmente nell o«
gli
ornale specialmente dalla parte delle sensazioni;
i pera di Portai, queste prove moltiplicale del-
«che viene in un tratto sospeso ogni rapporto l’ influenza funesta e soventi prolungata del
Leon tutto ciò che ci circonda e che le inter- ; sangue nero sul cervello portatovi dalle arte-
ine funzioni sono interrotte soltanto consecu- rie. —
Questa influenza, benché reale sugli
tivamente. Qualunque poi sia il modo di asfis- animali a sangue freddo e sui rettili partico-
sia, o per sommersione, o per strangolamento larmente, riesce con tutto ciò molto meno ma-
io pel vuoto, o per diversi gas, e via par- i nifesta. Ho in fotti praticato due incisioni sui

lando, sempre si manifestano gli stessi feno- lati del petto di una rana ; da esse sorti tosto
meni. —
2 .° Riesce cosa curiosa il vedere co- il polmone dell’ uno e dell’altro lafo, ed ho
me durante l’esperienza, nella quale si rende legati dove penetrano nelle viscere»
i vasi là
n( INFLUENZA DELLA MOLTE DEL POLMONE
L’animale, ciò'non ostante, visse ancora per as- ](o fatto da principia comunicare in uri cane
sai tempo, benché fosse interrotta ogni comu- l’arteria carotide colla vena giugulare per
nicazione tra il cervello e l’organo polmona- mezzo di un tubo ricurvo, il quale portava il
re, il (piale fenomeno osservasi anche allor- sangue dalla prima nella seconda, comunican-
quando si l'accia V estirpazione di un tale or- dole un movimento di pulsazione assai sensi-
bano, in vece di legarne i vasi. — l\ei pesci, i bile. Ilo in seguito chiuso il rubinetto adatta-
quali per f organizzazione delle branchie dif- to anticipatamente alla trachea dell’animale,
feriscono essenzialmente dai rettili, sembra il quale sembrava restare per un tempo più
che il rapporto tra il polmone ed il cervello sia lungo senza fenomeni dell’ asfissia
soffrire i ;

alquanto più immediato, benché minore di la differenza di tempo però non è stala ass-ai
quello che esiste nelle specie a sangue rosso e sensibile anzi fu nulla in un secondo anima-
caldo. —
ilo in un carpione levata la lamina
;

le, in cui ho ripetuto la stessa esperienza.



cartilaginosa che ricopre le branchie ; le quali Io credo, che dalle esperienze e dalle diverse
poste a nudo si allontanavano, ed avvicinano considerazioni esposte in questo paragrafo ,
alternativamente all’asse del corpo. La respi- potremo con sicurezza conchiudere: i.° —
razione sembrava eseguirsi come all’ordinario Che nella interruzione dei fenomeni chimici
c l’animale è per lungo tempo vissuto senza del polmone, il sangue nero opera su! cervel-
sensibile turbamento nelle sue funzioni. Ho — lo come sul cuore, penetrando cioè il tessuto
in seguito compreso con in filo di piombo di quest organo e privandolo con ciò dell’ec-
1

tutte te branchie e gli anelli cartilaginei che citamento necessario alla propria azione. —
le sostengono ed il filo fu inseguito ristretto
; 2 ° Che la sua influenza è molto più pronta
.

in modo da impedire ogni movimento nel- sul primo che sul secondo di questi organi.
l’apparato respiratorio. Tosto il pesce è cadu- 3. °
Che la diversità di questa influenza deter-
to in languore i suoi natatoi non si mostra-
; mina la diversità due vite
di cessazione delle
rono più tesi; il movimento muscolare fu a nell’asfissia, nella quale la vita animale è sem-
poco a poco indebolito, esso è cessalo anche pre annichilata prima dell’organica. Possiamo
del tutto e l’animale tini di vivere appena do- pure dall’esposto concepire quanto poco fon-
po un quarto d’ ora. —
Comparvero a presso data sia l’opinione di quelli, i quali credono
a poco gli stessi fenomeni in un altro simile che nei decapitati possa il cervello vivere an-
pesce, in cui aveva strappate le branchie; ed cora per qualche tempo e possano riferirsi ad-
ho solamente osservato che un momento ap- esso ancora le sensazioni di piacere o di dolo-
1
pena dopo esperimento, sono insorti diver-
l re imperocché l’azione di questo organo è
;

si moti irregolari, dopo quali l’animale si è


i immediatamente dipendente dal doppio ecci-
rialzato nell’ acqua, vi si è mantenuto come tamento ricevuto dal cuore, i.° pel movimen-
all’ ordinario, ha perduto molto sangue e ha to ; 2 .° per la natura del sangue che esso ri-
dovuto in seguito soccombere del tutto a capo ceve. E siccome in tal caso questo eccitamen-
di venti minuti. —
11 particolare genere di to viene prontamente annichilato, così deve
rapporto che negli animali a sangue rosso e pure subitamente sospendersi ogni specie di
freddo unisce il cuore, il cervello ed il polmo- sentimento. —
Benché nella cessazione dei fe-
ne, merita, cred'io, di fissare in ispezial modo nomeni chimici del polmone il turbamento
1’ attenzione dei Questi animali non
fisiologi. delle funzioni cerebrali molto influisca sulla
devono andar soggetti come quelli a sangue morte degli altri organi, tale turbamento pe-
rosso e caldo, ai deliquii, all’apoplessia ed alle rò costituisce 1’ immediato principio di morte
altre malattie, atte a portare la mol le subitanea per la sola vita animale, per la quale si com-
per l’inlerruzione di questi rapporti, o almeno binano a questa molte altre cause ancora, co-
le loro malattie analoghe a queste devono pre- me vedremo in seguito. La vita organica quin-
sentare ben diversi caratteri e la loro asfissia di cessa pel solo contatto del sangue nero sui
deve succedere in un tempo infinitamente più differenti organi e la morte del cervello non
;

lungo. Ritornando ora alle specie vicine al- è che un fenomeno isolato e parziale dell’ as-
F uomo, ed all’uomo stesso, io sono di parere quale non risiede già esclusivamente
fissia, la
die dietro l’influenza congiunta del sangue in alcun organo non li colpisce tutti egual-
,

nero sul cuore, sul cervello e su tutti gli or- mente per f influenza del sangue eh’ essa vi
gani, le persone affette d’ aneurisma varicoso manda; il che proveremo nel seguente ar-
debbano perire meno prontamente delle altre ticolo.
allorché trovansi prive d’ aria, perché il san-
gue rosso che passa nelle loro vene, attraver- ARTICOLO Vili. INFLUENZA ESERCITATA
DELI.’
sa il polmone senza aver bisogno di subirvi DALLA MORTE DEL POLMONE SOPRA QUELLA
alterazione, in conseguenza di che dovrà esso DI TUTTI GLI ORGANI.
reggere per un tempo maggiore V azione del
cervello. —
Per assicurarmi se questa mia sup- Ho fatto conoscere in qual modo l’inter-
puàizione potesse avere qualche fondametìta. ruzione dei fenomeni chimici del polmone di-
SU QUELLA DI TUTTI GLI ORGANI
7?
strugga le funzioni del cuore e del cervello. loro organizzazione polmonare ,
io spessore
Bimane ora di far conoscere che il sangue ne- dei vasi e delle cavità del cuore, impedisce, se
ro non eserciia la sua influenza soltanto su non di distinguere interamente il colore del
1
questi due organi, ma che tutti quelli dell e- sangue, almeno di conoscere con precisione le
conomia ne ricevono una funesta impressio- varie gradazioni di coloramento; così tutte le
ne allorquando esso vi venga trasportato
,
esperienze fatte senza vedere a nudo queslo
dalle arterie e che in conseguenza l'asfissia fluido, non offriranno che semplici approssi-
costituisce,
;

come fu già detto una malattia mazioni e giammai delle rgorose nozioni. —

,

universale a tutti gli organi. Non ripeterò Da queste riflessioni fui indotto a cercare in
la divisione stabilita dei fenomeni polmonari modo esatto ciò che fin qui aveva determina-
in meccanici ed in chimici, poiché, o cominci to vagamente soltanto. il —
migliore mezzo
la morie degli uni, oppure dagli altri, la ces- con cui giudicare rettamente del colore del
sazione della vita dipende sempre, come fu sangue, è, a mio credere, i! seguente. Esso —
già provato, dalla interruzione degli ultimi, consiste, come ho già detto soventi, nell’adat-
per cui noi ci occuperemo di questi soltanto. tare primieramente alla denudata e
trachea
— Ma prima 1
di far l analisi degli effetti pro- tagliata trasversalmente un rubinetto che pos-
dotti dalla cessazione di questi fenomeni su sa aprirsi e chiudersi a volontà, e per mezzo
tutti gli organi, ed in conseguenza il modo del quale si può introdurre nel polmone la
d’ azione de! sangue nero sopra essi, non sa- precisa quantità d’aria necessaria agli esperi-
1
rà inutile d esporre i fenomeni della pro- menti, o introdurvi differenti gas, ritenerveli,
duzione di questa specie di sangue nel mo- od estrarre tutta l’aria contenuta, distender-
mento, in cui si interrompono le funzioni lo con questo fluido, olire il grado ordinario,
polmonari. Questo paragrafo che sembrerà e simili. L’animale può assai bene respirare
forse interessante, potrebbe indifferentemente con queslo rubinetto finché è aperto e po- ;

appartenere o ai due articoli precedenti od trebbe con esso vivere per un tempo assai
anche al presente. lungo senza notabile turbamento nelle sue
§. I. Esposizione dei fenomeni della funzioni. —
- Si apre in secondo luogo un’ ar-
formazione del sangue nero nella interru- teria qualunque, la carotide, la crurale, e si-
zione delle finizioni chimiche dei polmone. mili, onde osservare le diverse alterazioni del
—-Sappiamo in generale, che il sangue attra- colore del sangue che ne sgorga secondo la
1

versando il polmone si colora, e da nero che quantità e la natura dell aria, ohe penetra le
era prima, diventa rosso finora però questa ;
cellule aeree. —
In generale però non si do-

materia interessante non ha formato oggetto vrà mai scegliere una piccola arteria, in cui
di precisi e rigorosi esperimenti. Sarebbero i ilsangue si arresta troppo prontamente, po-
polmoni delle rane assai atti a mostrare come tendo sospendersi il corso di questo fluido
tale colorazione avvenga ma la lentezza della :
dal più piccolo spasmo, dal minimo stiramen-
respirazione presso questi animali, la diffe- to, intanto che la circolazione generale si man-

renza del meccanismo di questa funzione da tiene ancora attiva. Da un’altra parte le ar-
quello che si osserva negli animali a sangue terie maggiori perdono in poco tempo tanta
caldo, e la troppo piccola quantità di sangue quantità di questo fluido, che potrebbe l’e-
che al traversa loro polmoni, impediscono
i
morragia portare prontamente la morie. Pos-
per una parte di stabilire una compiuta ana- siamo però opporsi ainconveniente co!-
tale

logia tra essi e le specie vicine all’ uomo, e l’adattare a questi vasi un tubo a diametro
l
1
uomo stesso ;
mentre per un altro lato la assai piccolo, e meglio ancora applicando al
tenuità dei loro vasi polmonari, e P impossi- tubo adattato all’arteria un rubinetto, il qua-
bilità di paragonare
cangiamenti nella cele- i
le aperto a volontà, possa somministrare un

rilà della circolazione con quelli del colore del getto di quella grossezza che si desidera.
sangue, rendono incompiute tutte le esperien- Essendo così tulio preparato sopra un qua-
ze fatte sopra questi piccoli anfibi. Si do- — lunque animale di una slatina alquanto gran-
vrebbero quindi piuttosto studiare fenome- i de, sopra un cane, per esempio, vediamo ora
ni della respirazione umana e di tutte le fun- quale sia la serie dei fenomeni che ci presen-
zioni che ne dipendono sugli animali a dop- ta la colorazione del sangue. Indicando pe- —
pio ventricolo, a circolazione polmonare com- rò in questi fenomeni preciso, in cui
il tempo
piuta, a temperatura superiore a quella del talecoloramento succede, esporrò soltanto ciò
l
1
atmosfera, a due sistemi separati per il san- che bo osservato senza pretendere che la du-
gue rosso e nero imperocché nessuna rigo- ;
rata di questi fenomeni debba essere eguale
rosa induzione potrebbe essere dedotta dagli anche nell'uomo, e costante negli animali esa-
esperimenti fatti sopra le specie, in cui si ri- minati ad epoche ed occasioni diverse come ,

dell e-
scontrano delle disposizioni contrarie alle ac- al tempo del sonno, delia digestione,

cennate. —
-Ma siccome da un altro lato in sereizio, della quiete dell’ animo,
quasi che
ripetere esperimenti sol-
tutti i mammiferi ravvicinati all
1
uomo dalla fosse possibile tali
INFLUENZA DEUT, A MORTE DEL POLMONE
to queste diversa circostanze. Imperocché, co- questo colore
indebolisce in proporzione
s’

me già si disse, voler sottomettere al più esat- della diminuzione della parte respirabile; che
to calcolo le funzioni animali, è lo stesso che il colora del sangue resta simile a quello che
il non conoscerle, troppo grande essendo la esso lia nelle vene, allorché tutta 1’ aria vita-
loro instabilità. I fenomeni però restano sem- le che trovasi all’estremità dei bronchi è af-
pre i medesimi, e questo è ciò che più im- fatto esaurita. —
Ho altrove fatto osservare ,
porta ; mentre le loro variazioni in più o in che nelle diverse esperienze in cui si porta
meno, sono tutte innumerevoli, ed assai me- l’asfissia ad un animale chiudendo il rubinet-
no interessanti. Ritorniamo al nostro ogget- to e rilenendo così 1’ aria nel suo petto du-
to^ cominciamo dai fenomeni relativi al can- rante il tempo dell’esperimento, se esso agili
giamento del sangue rosso in nero, o piutto- con forza questa cavità con movimenti ana-
sto al non cangiamento del sangue nero in loghi a quelli della inspirazione ed espirazio-
rosso. — i.° Se sì chiuda d' uo tratto il rubi- ne, la colorazione in nero succede assai più
netto dopo una inspirazione, il sangue co- tardi, o piuttosto il color rosso cessa più len-
mincia a capo di trenta secondi ad oscurarsi, tamente che quando il petto rimane immobi-
il suo colore è carico dopo un minuto, ed è le. Dobbiamo ripetere questo fenomeno da

perfettamente simile a quello del sangue ve- ciò che imprimendo all’ aria movimenti pro-
noso dopo un minuto e mezzo o due minuti. dotti dalle scosse, queste fanno sì, che essa
— - 2.
0 11 coloramento del sangue è di molli circoli probabilmente nelle cellule aeree, e
secondi più pronto, allorché si chiuda il ru- presenti per conseguenza sotto maggiori punti
binetto appena dopo l’espirazione: soprattut- la sua porzione respirabile al sangue, il quale
to, se questa essendo stata forte, abbia espul- deve o unirsi con essa, o comunicargli i suoi
so molt aria dai polmoni ma la differenza è
1
: principii divenuti eterogenei alla sua propria
poco sensibile dopo una espirazione ordina- natura. Tale spiegazione risulterà assai più
ria. —
*
3 ° Se si adatti ad un rubinetto il tubo evidente dietro ciò che io sono per dire intor-
di una sciringa da injezione, e ritirando lo no agli animali che respirano entro a vesci-
1
stantuffo, si attragga tutta l aria contenuta che. —Passo ora ad esporre il coloramento
nel polmone, sia questo in una volta sola o in rosso del sangue reso nero dalle esoerienze
in due, secondo il rapporto che passa tra la preeedenti.I fenomeni di cui esse furono l’og-
capacità della sciringa e quella delle vescichet- getto, hanno luogo durante il tempo, il quale
te aeree, il sangue rosso convertesi d’un trat- dalla asfissia conduce alla morte ; questi ulti-
to in sangue nero al che bastano venti o mi alcontrario succedono in quell’ epoca che
;

trenta secondi. In questo caso sembra che dalla asfissia riconduce alla vita. i ,° Se si —
non si ricerchi il solo tempo necessario ónde apra il rubinetto chiuso da qualche minuto,
evacuare il sangue rosso contenuto nello spa- l’aria s’introduce tosto nei bronchi. L’ani-
zio che passa dal polmone all’arteria aperta male espira con forza l’aria in essi contenu-
e che tosto vi tenga dietro il sangue nero. In ta, ne assorbe di nuova con avidità, e ripete

questo caso pure non si osservano gradazioni precipitosamente sei o selle ampie inspirazio-
nel coloramento, ma succede prontamente; ni ed espirazioni. Se durante questo tempo si
ed il sangue che sorte sul principio dalle ar- esamini l’arteria aperta, si vede quasi in un
terie, si mostra già tale e quale trovavasi nel- tratto succedere un getto assai rosso al nero
le vene. —
/j.° Se invece di fare il vuoto nel eh’ essa prima somministrava e ciò nell’in-
;

polmone, vi si spinga una quantità d’aria mag- tervallo di trenta secondi al più; non ricer-
giore di quella, che l’animale attrae sotto la candosi per questo se non che ii sangue nero
più grande inspirazione, e chiudendo il rubi- contenuto dal polmone fino all’apertura del-
netto si ritenga l’aria nei polmoni, il sangue l’ arteria siasi evacualo. Occorre quindi lo
tarda assai più a mostrarsi colorato esso non ;
stesso fenomeno, benché in verso contrario di
si oscura che dopo un minuto e non sorte quello superiormente indicato per l’asfissia
compiutamente nero che dopo tre. Ciò non prodotta dal vuoto fatto, assorbendo l’aria
ostante questo varia secondo lo stalo e la col sifone ;
non si osserva cioè alcuna succes-
quantità dell’ aria che è spinta nel polmone siva gradazione dal nero al rosso il cambia
;
-
,

sicché in generale, quanto maggioreè la quan- mento è momentaneo ;


e la vivacità dell’ ulti •

tità d’aria che trovasi in quest’ organo, tanto ino colore sembra anche maggiore di quella
più tardi avviene il coloramento. —
Da tutte che appare nello stato ordinario. Se in— 2 .°
queste esperienze risulta, che la durata del vece d’aprire in un tratto il rubinetto si la-

coloramento del sangue rosso in nero trova- sci penetrare 1’ aria nella trachea per una
si, generalmente parlando, in ragione diretta piccola fessura, il coloramento è assai meno
della quantità d’ aria contenuta nel polmone, vivo, ma egualmente pronto. —
3.° Se si adat-
ohe finché esistono parli aeree respirabili nel- ti al rubinetto una sciringa carica d’aria, e

le ultime cellule polmonari, il sangue conser- questa si spinga con forza nel polmone dopo
va più o meno il color rosso arterioso ; che avere aperto il rubinetto , il quale tosto si
SU QUELLA DI TUTTI OLI ORGANI 79
chiuda, il sangue diventa rosso, ma assai me- eccitiquella del cuore, che il sangue da essa
no manifestamente d’ allora che l’entrata del- colorato penetri quest’ organo ; nò possiamo
1’ aria è dovuta ad una respirazione volontà- comprendere come ciò possa in questo caso
ria. Questo probabilmente dipende da ciò che avvenire, cessata essendo la circolazione. —
la parte d’ aria injettata col sifone spinge nel Dobbiamo, ciò nonostante, distinguere due
fondo delle cellule quella che già trovasi nel casi nell’ in terrompimento dell’azione delcuo-
polmone mentre al contrario coll’ aprire
;
re prodotto dall’ asfissia ;
imperocché soprag-
semplicemente il rubinetto, l’espirazione ri- giunge qualche volta la sincope, la quale ar-
manda da principio l’aria divenuta inutile al resta il movimento di quest’organoprima che
coloramento, alla quale si sostituisce in segui- l’ influenza del sangue nero abbia potuto pro-
to dalla inspirazione un’aria novella, e ciò durre Se iu questo caso si spinga
tale effetto.
viene confermato dall’esperienza seguente. — dell’aria nel polmone, può questo viscere ec-
4-° Se in vece di spingere dell’aria su quella citato dal fluido, risvegliare simpaticamente il
che è già. rinchiusa nel polmone, si estragga cuore, non altrimenti di quello che otteniamo
da principio questa, iniettandone in seguito nella sincope, allorché si applichi una causa ir-
della nuova, il coloramento è più rapido e ritante sulla pituitaria, sulla faccia, e simili;
principalmente più vivo, che nel caso prece- dal che ognun vede facilmente che i nervi soli
dente. Esso, ciò non ostante, appare alquanto formano qui il mezzo di comunicazione tra il
minore d’ allorquando l’aria si rinnovi dalla polmone ed il cuore. Ma allorquando quest’ul-
ifìspirazirone ed espirazione naturale. 5.° Po- — timo ha cessato d’agire, perchè penetrato dal
sto allo scoperto il polmone dall’uno e dal- sangue nero, non è più allora suscettibile di
l’altro lato per la sezione laterale delle coste, rispondere all’eccitamento simpatico esercita-
la circolazione continua ancora per qualche to sopra di esso dal polmone, perchè esso con-
tempo. In talcaso se col mezzo della sciringa tiene in sè causa della sua ìner-
medesimo la
adattata al rubinetto dell’ aspera arteria si di- zia, per superare la quale si ricercherebbe una
1 tano alternativamente e si vuotino le vesci-
la altra causa d’ azione opposta, il contatto cioè
chetle polmonari, dall’aria che è stata spinta del sangue rosso, ilquale è reso del tutto im-
—Ho
;

1 in esse, si osserva succedersi a vicenda il co- possibile. voluto ancora assicurarmi quale
) lor rosso ed il nero con un grado quasi egua- fosse influenza dei diversi gas respirati sul
1’

> le a quello dell’esperimento precedente, il che coloramento del sangue ; per la qual cosa ho
1 ha luogo finché la circolazione si mantiene, e adattato al tubo fissato nella trachea diverse ve-
1 malgrado V assenza d’ ogni funzione meccani- sciche, di cui alcune contenevano dell idroge-
ni ca. —
Dai fatti or ora esposti possiamo dedur- no, altre del gas acido carbonico. — E anima-
li
Te le seguenti conseguenze. i.° La celerilà — le espirando, ed inspirando fa alternativamen-
esso al
> colla quale il sangue ritorna rosso allorquan- te gonfiare e restringere la vescica ;

do si apre il rubinetto, non ci lascia dubitare


i principio trovasi in uno stalo di calma ma :

che il principio, il quale serve a questo colo- re- la


( dopo minuti comincia ad agitarsi,
tre
ramento, non passi direttamente dal polmone e il

spirazione si precipita e si rende difficile ;

nel sangue attraverso le pareti membranose


f sangue che allora sorte da una delle carotidi
delle vescichette
! siaro pure da ciò assicurali
;
aperta, si oscura e diventa finalmente affatto
chetale principio non potrebbe percorrere
; nero dopo quattro o cinque minuti. Qua-
il una strada più lunga, quale sarebbe quella , lunque poi fosse il gas, di cui mi serviva nel-
la differenza nella durata
per esempio, del sistema assorbente; e questa 1’ esperimento, e
M
;; asserzione verrà da me quanto prima stabili- nell’ intensità del coloramento, mi e sernpie
3 ta. —
2 ,° La celebre esperienza di Hook, colla apparsa poco importante. Questa osservazione
quale si accelerano movimenti indeboliti del
j
i merita di essere posta a lato delle esperienze dei
cuore negli asfilici o negli animali di cui siasi commissari dell’ Instituto, quali hanno ve-
i

aperlo il petto, spingendo dell’ aria nella loro dufo sopraggiungere l’asfissia compiuta nel-
trachea, si concepisce assai chiaramente dietro 1’ idrogeno puro in dieci minuti, e ma ni testa r-

il coloramento osservato precedentemente nel-


! si dopo due minuti nel gas acido carbonico.
5 la stessa esperienza. Avviene in essa che il 11 sangue nero adunque circola più lungo
tem-
1 sangue rosso penetrando le fibre del cuore fa po entro il sistema arterioso nella prima, ohe
.

1’ anima-
>
cessare l’indebolimento portatovi dal contat- nella seconda asfissia senza uccidere
to del sangue nero. —
3.° Non credo però che le, per conseguenza senza distruggere
e
a
a-
-
1

un tal mezzo sia stato capace di richiamare i zione di questi organi. E questo conferma
a a
movimenti del cuore arrestati dal contatto del cune riflessioni, che io presenterò intorno
sangue nero e benché molti autori abbiano
;
differenza delle asfissie. — Perchè maiadattino
co o il

preteso di avere con esso ottenuto un esito fe- ramento riesce più tardo allorché si

rubinetto che quando si c


nuc a
lice, ioconfesso d’ averlo sempre tentato inu- le vesciche al
anima e
; tilmente. Questo sarà facilmente inteso, im- semplicemente senza far respirare all
alia
perocché la mestieri, onde 1’ azione deli’ aria alcun gas? —
Questo dipende da ciò che 1
8o influenza della morie del polmone
contenuta nella trachea e nelle sue divisioni nero che questo sangue sorte «fa principio
;

nel momento dell’ esperienza, venendo spinta con un getto simile a quello del rosso che ;

in molte riprese nella vescica, e respinta nel l’ indebolimento di questo getto non è che
polmone, tutta la parte respirabile offessa con- graduato e consecutivo, e simili. Da questo
tiene, si presenta successivamente alle boccuc- potrei dunque conchiudere i.° che la circo-:

ce capillari, che la trasmettono al sangue. — lazione arteriosa continua ancora per cerio
Accontentandosi al contrario di chiudere il tempo, benché le arterie conleugauo un flui-
rubinetto, P aria non può essere agitata che do differente da quello che loro è abituale ;
difficilmente dai movimenti del petto, per cui 2.° che 1’ effetto necessario di questa circola-
allorquando parte respirabile di quella con-
la zione prolungata è «li far penetrare il sangue
tenuta nelle cellule aeree è stata esaurita il ,
nero in tutti gli organi abituali al contatto
sangue cessa di colorarsi in rosso, benché ri- del rosso. Ma deduciamo questa conclusione
manga nella trachea e nelle sue maggiori di- da precisi e rigorosi esperimenti. Per ben —
visioni una grandissima quantità di questo conoscere questo fatto importante, basta il
fluido, il quale non ha potuto essere spoglia- mettere successivamente allo scoperto diver- i

to del suo principio vivificante del che pos-


;
si organi, finché il tubo adattalo alla trachea

siamo essere facilmente convinti anche dopo rimane chiuso, e per conseguenza finché l’ani-
la perfetta asfissia deli’ animale, tagliando la male trovisi nello stato d’ asfissia. Ho cosi
trachea al disotto del rubinetto, e introdu- esaminato di mano in mano i musco'’, i ner-
cendo in essa una candeletta accesa. Da que- — vi, le membrane, i visceri, e simili, eu ‘eco
il

sto adunque possiamo in generale stabilire, risultato delle mie osservazioni. — i.°I .ma-
che il coloramento del sangue non avviene se teria colorante dei muscoli trovasi in due stati
non che all’estremità bronchiali, e che la su- differenti cioè o è libera o combinata ; libe-
;

perficie interna dei vasi aerei maggiori non ra si riscontra nei vasi in cui circola col san-
ha parte alcuna in questo fenomeno. H po- — gue al quale appartiene ; combinata riscon-
trà ognuno convincersi della realtà della spie- trasi nefe fibre medesime fuori dalle vie della
gazione che io presento, attraendo prima con circolazione, ed è quest’ ultima parte la quale
un sifone l’aria del polmone, ed adattando in costituisce particolarmente il colore del mu-
seguito al rubinetto una vescica che contenga scolo.Ora mentre la prima si annera sensibil-
1' uno o T altro dei due gas, facendo così in mente, questa non prova durante l’asfissia al-
modo che animale sia obbligato ad inspira-
l
1
cuna sensibile alterazione, ma resta costante-
re, ed espirare il solo gas senza alcun’altra me- mente la stessa. Se in fatti si tagli a traverso
scolanza. In questo caso il coloramento è pres- un muscolo, esso fornisce una infinità di pic-
soché subitaneo; ma qui pure come nella cole gocce nerastre, le quali sono l’indizio dei
esperienza precèdente non si trova che pic- vasi divisi: è adunque sangue circolante nel
il

cola differenza nella intensità e nella rapidità sistema arterioso di quegli organi, quello che
di questo coloramento, sia che venghi impie- loro comunica la tinta livida eh’ essi allora
gato 1’ uno o l’altro dei due gas quali fu- i presentano, e che trovasi assai sensibile sul
rono da me scielti a preferenza, perchè en- cuore, nel quale si osservano molte Ramifica-
trano a formar parie dei fenomeni «Iella in- zioni e in proporzione assai maggiori di quel-
spirazione naturale. —
A llorché si a ria ti alla t le degli altri muscoli. —
2 .° I nervi sono abi-
trachea una vescica piena di gas ossigeno il ,
tualmente penetrati da una grande quantità
quale sia respirato dall’ animale quasi puro di piccole arterie, che serpeggiando nel loro
,
ilsangue dura lungo tempo a colorarsi in ne- tessuto portano ad essi l’eccitamento e la vita.
ro ; ma non acquista da principio un colore manifesta il sangue nero che gli
Nell’asfissia si
più vivo di quello che gli è naturale, come mi attraversa con un colore bruno oscuro, il qua-
era caduto in mente. le si vede succedere al bianco roseo naturale
§• Ih II sangue rimasto nero per la in- a questi organi. —
>3.° Pochi organi si riscon-
terruzione dei fenomeni chimici del polmo- trano nei quali sia più visibile il contatto del
ne penetra tutti gli organi e circola in essi
,
sangue nero quanto sulla cute; le macchie li-
qualche tempo percorrendo il sistema va- vide così frequenti nella asfissia non sono, co-
scolare a sangue rosso. —
Abbiamo slabìliti me giàabbiamo detto, se non P effetto del-
i fenomeni del coloramento del sangue duran- l’ostacolo eh’ esso ha provato nel passaggio
te l’ interruzione dei fenomeni chimici del entro sistema capillare generale , la cui
il

polmone. Proveremo ora, prima di conside- contrattili la organica insensibile non è abba-
rare 1’ influenza di questo coloramento sulla stanza da questo eccitata. A tale causa sono
morte degli organi, che essi vengono tolti pe- pure da ascriversi gli ingorghi e la tumefazio-
Detrali dal sangue rimasto nero. —
Ho dimo- ne dicerte parti come delle guance , delle
strato che la forza del cuore sussiste ancora labbra, della faccia in generale, della pelle,
per qualche tempo a quello stesso grado che del cranio, talora anche di quella del collo, e
gli e proprio, benché vi pervenga il sangue simili. li qual fenomeno non differisce da
SU QUELLA DI TUTTI GLI ORGANI 8i
quello presentato dal polmone, il quale non — In generale possiamo osservare chesan- il

potendo essere attraversato dal sangue negli gue nero si comporta in tre modi nel sistema
ultimi momenti della vita, diventa sede di un capillare universale: i.° vi hanno delie parli,
ingorgo, che occupa specialmente il sistema in cui esso non penetra affatto e in questo ca-
capillare. —
Un tale fenomeno d’altronde rie- so le conservano il loro colorerà tu rale ;
parti
0
sce assai più sensibile nel polmone che nel si- 2. alcune parti sono attraversale dal sangue
stema capillare generale, per le ragioni supe- nero senza che si arresti nel loro sistema ca-
riormente esposte. 4 —
° Armhe le membrane pillare e passa nelle vene come faceva il san-
mucose presentano questo fenomeno dietro gue rosso ; B.° finalmente s’ incontrali® altre
la cessazione delle funzioni chimiche del pol- parti in cui il sangue passa manifestamente,
mone, per cui dobbiamo ripetere da questo ma vi si ferma e in questo caso si osserva un
principio frequente tumefazione della lin-
la semplice colorameli lo se il sangue vi perviene
gua nei sommersi, negli appiccati, negli asfit- in poca quantità e si osserva oltre il coloramen-
tici per i vapori de! carbone, e simili, non che to una tumefazione della parte se la quantità
la lividezza della membrana della bocca, dei del sangue è grande —
Nel primo ed ultimo
bronchi, delle intestina, e simili, osservate caso la circolazione generale trova l’ostacolo
dalla maggior parte degli autori; leqnalicose che arresta nel sistema generale capillare;
I’

tutte vengono provale dal seguente esperi- nel eseeondo che è molto più frequente il san-
mento. Se in un animale dopo d’ aver estrat- gue sospende il suo corso nei capillari del pol-
ta dalle pareti addominali un’ansa intestina- mone dopo di aver circolato nelle vene. Que-
le, si fenda questa in modo da mettere allo sti due generi d’ ostacolo coincidono sovente
scoperto sua superficie interna ; e se dopo
la fra loro; e così nell’ asfissiauna parte del san-
di ciò si chiuda il rubinetto già adattato alla gue nero si arresta alla faccia, alle superficie

trachea, sì vedrà a capo di quattro o cinque mucose, alla lingua, alle labbra, e via parlan-
minuti, e qualche volta più tardi succedere do 1’ altra parte assai più considerabile che
;

una tinta bruna oscura al color rosso, chedor- non ha trovato ostacolo nel sistema capillare
ma un carattere di questa superficie nello sta- generale forma un ingorgo nel polmone, nel
to naturale. —
5.° Questa stessa osservazione quale trova il fine del suo movimento. Ma —
fu da me stabilita sui bottoncini carnei di una perchè mai certe parti del sistema generale
! ferita indotta in un animale al fine di osser- capillare rifiutano d’ammettere il sangue ne-
i varvi questo coloramento effetto del sangue ro o se 1' ammettono non possono farlo passa-
nero, b arò ciò non ostante, riflettere che nel- re nelle vene, mentre altre meno facilmente
1

le due precedenti esperienze tale fenomeno si indebolite dall influenza del suo contatto, fa-
produce assai più lentamente che in molti al- voriscono la sua circolazione come alfordina-
tri casi. —6.° Tale coloramento ottenuto ed rio ? Perchè mai il primo fenomeno si osserva
i osservato dietro l’indicato mezzo succede as- più particolarmente alla faccia? Ciò non di-
i sai più pronto nelle membrane sierose, che pende che dalla relazione che esiste tra la sen-
nelle mucose, come possiamo esser fatti certi sibilità di ciascuna parte e questa specie di

dall’esame comparativo della superficie inter- sangue la quale relazione per ciò è affatto sco-
:

na ed esterna dell’ intestino durante il tempo, nosciuta. —


Ho voluto ancora servirmi della
in cui il rubinetto èchiuso; questo dipende facilità con cui si può variare il colore del san-
j

l da ciò che nelle prime membrane il colore !i- gue secondo io stato del polmone, per distin-
i vido eh’ esse prendono, non dipende già dai guere P influenza della circolazione della ma-
i sangue che le penetra, ma bensì dai vasi che dre sopra quella del feto. Mi sono per questo
ii serpeggiano sopra le medesime quali sono;
procurato una cagna gravida che ho resa asfi-
tica chiudendo un tubo adattato alla
sua
H le arterie del mesenterio sul peritoneo, quelle
ì del polmone sulla pleura, e simili ; ed es- trachea. Quattro minuti dopo che fu intercet-
e i
s sendo tali vasi piuttosto considerabili , si ta ogni comunicazione tra P aria esterna

c opera in essi la grande circolazione, e per polmoni, essa fu aperta e si vide la circolazio-
conseguenza il sangue nero vi sopraggiun- ne ancora attiva. Aperto poi 1’ utero e le sue
ge quasi nel momento in cui è prodotto. membrane e messo allo scoperto si cordone di
come due o riscontrò alcuna diffe-
non
1 Nelle membrane mucose al contrario ,
tre feti, si
ue.de
pure nelle cicatrici, tale coloramento ha !uo- renza tra il sangue della vena e quello
nero
arterie ombilicali che era egualmente
:j

go per il sistema capillare della membrana


1

nell’uno e nell’altro genere di vasi.


Non
j medesima, il quale riceve più lentamente il giavi
sangue nero e ne è assai più tardi delle prime mi fu più possibile d’ avere altre •cagne
tj

grande
penetrato anzi qualche volta si rifiuta dal- de e di una corporatura abbastanza
;
altro mo-
per ripetere questo esperimento in
j

I
1’ ammetterlo in certe parti; così ho più volte

do imperocché sarebbe d uopo, i.


1

5 osservata la membrana delle cavila nasali es- ;


co
nudo il cordone onde paragonale
i

il sere assai rossa negli animali asfitici, mentre tere a


lore naturale del sangue dell’artena co! color
quella della bocca era livida, e via dicendo,,
* li
{
Elicici. Mcd. 4
83 INFLUENZA DELLA MOLTE DEL POLMONE
naturale di quello della vena orubilicale; giac- ne tale in tutti gli organi, ancorché la circola-
ché la loro differenza in molti feti di porcelli- zione sia assai meno sensibile di quello che è
ni d’ India mi è apparsa infinitamente minore nell’ asfissia, locchè stabilisce la grande diffe-
di quella che trovasi tra i due sistemi vasco- renza propria di questo genere di morte, del-
lari nell adulto. Che anzi in molte circostan-
1
la quale ci occuperemo in seguito. Dietro le
ze essa apparve nulla affatto ; offrendo le due quali cose riescirà assai facile il concepire i fe-
specie di sangue una nerezza eguale, ancorché nomeni seguenti : —
i.° Allorché il ventrico-
la respirazione delia madre, il cui ventre era lo e 1’ orecchietta a sangue rosso, la curvatura
aperto, fosse eseguita quasi naturalmente. 2. 0 dell’aorta, e via dicendo, racchiudono del san-
Si dovrebbe chiudere il rubinetto della tra- gue, questo è sempre nero come è noto a co-
chea, ed osservare se il cangiamento del san- loro che si esercitano nel fare frequenti inie-
gue dell’arteria ombilicale del feto (supposto zioni. Ed esercitando gli scolari nella pratica
che il suo sangue sia diverso da quello della delle operazioni chirurgiche sul cadavere, ho
vena ) corrisponda a quello che si effettua ine- sempre osservato, che allorché le arterie aper-
vitabilmente nel sistema arterioso della ma- te non sono interamente vuote e che lasciano
dre; oppure se il cangiamento che ha luogo trasudare qualche poco di sangue, questo of-
nel sangue di questa, non influisca sul sangue fre costantemente lo stesso colore. — 0
2. I cor-
del feto. Le esperienze istituite sopra grandi pi cavernosi sono sempre pieni di questo san-
animali e dietro tali viste, potrebbero portare gue, sia che essi trovatisi nello stato di flaci-
grande rischiarimento intorno al modo di co- dità abituale, ossia che trovansi in erezione,
municazione vitali tra la madre ed il feto. Ma come ho osservato in due soggetti portati al
restano pure a desiderarsi delle osservazioni mio anfiteatro l’uno dei quali crasi appiccato,
;

intorno al colore del sangue nel feto umano 1’ altro aveva sofferto una violenta commozio-
,
intorno alla causa de! passaggio del suo colore ne, a cui dovette subitamente soccombere. —
livido ad un rosso assai vivo che succede qual- 3.° Non si trova quasi mai rosso il sangue che
che tempo dopo la sortita del feto dall’ utero distende più o meno la milza dei cadaveri con :

materno e va discorrendo. —- Potrei aggiun- tutto ciò l’esterno di quest’organo e la sua su-
gere molli altri esempi a questi già riferiti in- perficie concava presentano talvolta le macchie
torno al coloramento dei diversi organi pro- di un colore di scarlatto assai vivo che io non sa-
dotto dal sangue nero. Così il rene di un cane prei bene a qual causa ascrivere. —
aperto nel tempo in cui si rende asfìlieo pre- brane mucose perdono dopo la morte il ros-
/p° Le mem-

senta un lividore assai più sensibile di quello sore che le caratterizza durante la vita; e pren-
che mostri durante la vita, nella sostanza cor- dono quasi sempre un colore oscuro, carico o
ticale, nella quale particolarmente, come'ognun simile.— 5.° Allorché si esamini il sangue
sa, si distribuiscono le arterie. Anche la milza, effuso nel cervello degli apopletici , trovasi
ed iì fegato tagliati per traverso non lasciano quasi sempre nero. —
6.° Ben soventi avviene
più sortire che sangue nero in vece di dare dei che il sangue si diriga alle parti esterne della
getti misti ai rossi, come si osserva allorché si macchina invece di portarsi alle interne. Per
ia la sezione di questi organi sopra un anima- questo allora tutta la faccia, il collo e qualche
le vivente, in cui sia libera la respirazione. — volta le spalle si gonfiano pel sangue, da cui
rfon ci mancano però numerosi fatti dietro i sono penetrate ed è cosa assai comune 1’ os-
;

quali possiamo con sicurezza stabilire che il servare dei cadaveri, in cui si riscontra questa
sangue rimasto nero dopo l’interruzione dei disposizione che non ho giammai veduto co-
fenomeni chimici del polmone circola ancora incidere con uno spandimeli to interno. Se esa-
per qualche tempo, penetra tutti gli organi e miniamo in questa occasione il colore, della
si sostituisce al sangue rosso che bagnava
il pelle, esso ci si presenta violaceo, o d’un bru-
tessuto. — Quesia conseguenza ci conduce al- no carico, manifesto segno della specie di san-
la spiegazione di un fenomeno sorprendente gue che vi si è* raccolto. Nè è credersi, come già
per tutti quelli che aprono dei cadaveri, cioè si è detto perla causa di questo colore, che tale
£ dire che sempre occorre di osservare il san- fenomeno sia prodotto dal rigurgito del san-
gue nero in quegli stessi vasi che sono natu- gue venoso, ma sì bene dalla siasi del sangue
ralmente destinati al sangue rosso. — Ma co- nero, il quale circola nel momento della mor-
me vedremo, il polmone negli ultimi momen- te entro il sistema capillare esterno in cui tro-
ti dell esistenza, qualunque
sia il genere di va un ostacolo e nel quale in vece di romper-
morte, si ingorga quasi sempre, e mette fine ne le pareti e di spandersi, come succede nel
alle sue funzioni assai prima che siano inter- cervello, produce un vero ingorgo : la quale
rotte quelle del cuore, li sangue per ciò ese- differenza dipende, a mio credere, dalla mag-
guisce ancora molte volle il giro del suo dop- giore resistenza, e dalla più fitta tessitura dei
pio sistema anche dopo cessala l’influenza che vasi esterni che degli interni. — Non preten-
per risente dall’aria; circola adunque nero do però di portare più oltre le numerose con-
&sso un certo tempo, ed in conseguenza lima- seguenze del principio superiormente stabili-
SO QUELLA DI tutti gli ORGANI 83
to, cioè della circolazione del sangue nero en- suno ignora cioè che nelle due età estreme
tro il sistema arterioso negli ultimi momenti della vitadue sistemi vascolari trovansi in un
i

della vita osserverò soltanto che allorquando


morte cominci
:
rapporto inverso. —
Io non conosco come i!
la come in
dalla circolazione, sangue rosso ecciti, ed intrattenga colla sua
caso di ferita del cuore, e via dicendo, man- natura la vita di tutte le parti. Sarà questo
cano i fenomeni anzi detti, o per lo meno so- forse dietro la Combinazione
no as'ai poco sensibili, — Passiamo ora all' e-
dei principi!
coloro no il sangue, coi diversi organi ai quali
che

same dell influenza che


1
il sangue nero esercita questo fluido arriva. E in fatti ecco la diffe-
sugli organi di cui penetra il tessuto, renza dei fenomeni che offrono i due sisten i
§. III. Il sangue nero non vale ad intrat- capillari generale e polmonare. Nel primo — •

tenere V attività e la vita degli organi che il sangue cambiando di colore lascia nelle par-
esso penetra allorché sono cessate le fun-
,
il principio che lo rende
ti rosso nel secondo
zioni chimiche del polmone. - Per determi- — in vece vengono
;

separati e rigettati dall espi-


1

nare quale sia l’influenza del sangue nero reca- razione e dalla esalazione che l accompagna, 1

to agli organi dalle arterie, osserveremo che il quegli elementi ai quali esso deve il suo color
primo effetto prodotto dal contatto del sangue nero. Ma questa unione dei principii coloran-
rosso è di eccitare questi organi, di stimolar- ti il sangue arterioso cogli organi non può
li, di intrattenere la loro vita, come risulta non influire grandemente sull'abituale eccita-
dalle seguenti osservazioni. —- i.° Paragonisi mento in cui essi sono intrattenuti e da cui
i tumori infiammalorii, la risipola, il flemmo- dipende l’azione loro ; per cui concepiamo
ne, e via discorrendo, alla di cui formazione come sangue nero, non potendo sprestare i
il

concorre essenzialmente il sangue rosso col- materiali di questa unione, non vale neppure,
le macchie scorbutiche, le petecchie e simili ad agire come eccitante delle nostre diverse
prodotte specialmente dal sangue nero e ve- parti. —
- Questa idea però viene da me espo-
drassi le une caratterizzate dall’esaltamento sta senza appigliarmi in alcun modo alla me-
delle forze locali, mentre le altre sono contras- desima per cui possiamo collocarla vicino a
i
segnale dalla boro prostrazione. 2 .° Esami- — 1
quella dell azione sedativa che ho detto eser-
nisi due uomini, di cui p uno a faccia rossa, citarsi forse dal sangue nero sui nervi. Qua-
a petto ampio, a superficie cutanea tale che iì lunque sia però la probabilità di un’opinione,
più piccolo esercizio tinge di un colore di co- non dovrà uno spirito giudizioso attribuire
sa, e via parlando, annunciando così P inten- ad alcuna importanza allorché non può
essa
I
sita dellosviluppo di quelle funzioni che sono essere dimostrata dalla rigorosa esperienza. —
destinate a cambiare in rosso il sangue nero, e Fatta così astrazione da qualunque sistema ri-
P altro con colore pallido, con petto ristretto, cerchiamo piuttosto come venga determinata
e via'dicendo, indica col suo esteriore il lan- la morte dal contatto del sangue nero sulle di-
guore di queste funzioni e conoscerai qual verse parti. —
Possiamo, come già abbiami
i sia ladifferenza nell’energia delle loro forze fatto parlando della morte del cuore, divide-
respettive, - —
3.° La maggior parte delle can- re qui pure le parti in quelle che appartengo-
grene senili cominciano con un lividore nella no alia vita animale e in auelle che concorro-
;

i
parte, indizio evidente della mancanza o del- no ai fenomeni organici quindi vedremo co-

;

la diminuzione del sangue rosso. — 4*° M ros-


;

me le une e le altre cessano allora d’ agire.


sore delle branchie costituisce nei pesci un se- Tutti gli organi della vita animale trovansi
gno, dietro il quale si riconosce il loro vigore. sotto la dipendenza del cervello per cui se
— 5.° Giudichiamo nelle piaghe della buona questo viscere interrompa suoi fenomeni,
i
;

natura dei bottoncini carnei dal loro rossore, cessano necessariamente anche quelli di tali
i per cui quanto più essi sono pallidi, o bruni, organi. E siccome abbiamo veduto che il con-
la cicatrice mostra minor tendenza al suo tatto del sangue nero porta un’atonia alle for-

;

compimento. 6.° colore


vivo di tutto il
Il ze cerebrali in modo quasi instantaneo ; cosi
capo e specialmente della faccia, l’ardore de- sotto questo primo rapporto gli organi loco-
gli occhi, e simili, coincidono sempre coll’e- motori vocali e sensitivi, devono negli asfittici
!
stremo grado d! energia acquistata dal cervel- cadere in uno stato di inerzia. E questa sarà la
; lo sotto certi accessi febbrili. — y.° Quanto sola causa che sospende il loro esercizio nei
i più gli animali hanno sviluppato il sistema diversi esperimenti, in cui si manda del san-
i polmonare, tanto più intenso riesce il colora- gue nero al solo cervello, in tanto che le altre
i mento del sangue ed in Conseguenza la vita parti non ricevono ancora tal sangue. Ma al-
generale dei loro diversi organi è più perfetta lorché questo fluido circoli in lutto sistema il


I

e meglio sviluppata. 8.° La gioventùche for- e tutti gli altri organi cadono, come il cervel-
ma V età del vigore, è quella, in cui predomi- lo, sotto la sua influenza, a questa causa sa

!

na il sangue rosso ; e ognuno sa che nei veo ne aggiungono due altre, cioè i.° I nervi
:

I chi trovansi in paragone dei primi anni le ar- da esso penetrati non sono più capaci di sta-
i terie più ristrette e le vene più ampie; nes- bilire delle comunicazioni tra il cervello e i
84 INFLUENZA DELLA MORTE DEL PO LATO NE
sensi per una parte, tra questo viscere e “li della circolazione ed ho fatto conoscere co-
organi locomotori o vocali per l’altra, 2 .° — me cuore
il cessi .dall’
;

agire tosto che venpa


Il contatto del sangue nero distrugge in que- penetrato da questo sangue. Aggiungerò ora
sti organi stessi l’azione loro. Se infatti injet- che tal morte succede ancora, perchè questo
ti nell’arteria crurale d’ un animale questa fluido penetra nelle pareti arteriose e venose,
specie di sangue preso da una delle sue vene, passando per piccoli vasi che concorrono al-
i

vedrai tosto indebolirsi sensibilmente i suoi la loro struttura ; per cui esse pure si indebo-
movimenti sopraggiungere talvolta una
e liscono e mettono fine alle loro funzioni.
momentanea paralisi. Farò però osservare che Piiescirà, è vero, sempre difficile il provare in
in questa esperienza devesi injettare il fluido un modo rigoroso che le secrezioni, 1’ esala-
nella parte superiore dell’arteria, onde possa zione e la nutrizione non possono attrarre dal
esserespinto in quantità sufficiente ; cosicché sangue nero i materiali propri al loro eserci-
se si aprisse l’arteria verso la sua metà, i mu- zio, perchè questa specie di sangue non circo-
scoli della coscia ricevendo quasi tutti del la nelle arterie per un tempo sufficientemente

sangue rosso, continuerebbero i loro movi- lungo da poter instituire delle esperienze in-
menti diversi senza alcuna alterazione ; il che torno a queste funzioni. Ho, ciò non ostante,
ho potuto in due o tre casi osservare. Cono- fatto intorno a ciò qualche tentativo ; e così
sco, è vero, che la sola legatura dell’ arteria i.° ho posto allo scoperto la superfìcie interna
necessaria in questa esperienza può essere suf- della vescica d' un animale vivo, dopo d’ aver
ficiente a portare la paralisi del membro, im- tagliata la sinfisi del pube, ed aperto il baS'.o
perocché ho potuto due volle con questo uni- ventre; ho in seguilo esaminato lo scolo dell’u-
co mezzo, se non distruggere affatto, indebo- rina che ha luogo dagli orifici degli ureteri in-
lire almeno i movimenti. Ma ho pure
soventi tanto che rendeva asfìtico l’animale chiudendo
osservato che 1’ influenza di tale mezzo era il rubinetto adattato sua trachea ; a.° ho
alla
quasi nulla perchè certamente allora vi sup- tagliato il condotto deferente prima denudato
plivano i vasi capillari, ciò che non può aver per vedere se durante l’asfissia colasse dallo
luogo nella esperienza conosciuta dallo Sle- sperma, e via dicendo. Ma dietro tutte queste
none, nella quale la legatura è applicala all’a- esperienze ho sempre in genere osservato che
orta e nella quale il movimento è subito dopo durante la circolazione del sangue nero nelle
sospeso. Ciò non ostante 1’ effetto della inie- arterie non sembrava fluire alcun umore dai
zione del sangue nero è quasi costantemente diversi organi secretori. Devo però confessare;
eguale al già indicato ; dico quasi, perchè, i .° che in tutti questi esperimenti e in altri ana-
esso non fu per una volta osservato benché loghi da me tentati e per la considerabile per-
siensi usate le necessarie precauzioni ;
2.° per- turbazione che l’animale prova dietro l’asfis-
chè l’ indebolimento dei movimenti varia nel- sia grandi incisioni che gli si fanno sof-
e le
la sua durata e nel grado in cui si osserva, se- frire, e per la brevità del tempo, in cui dura
condo la varietà degli animali assoggettati al- l’esperimento, non è possibile il dedurre del-
1’ esperienza.
Occorre in questa stessa espe- le conseguenze di tal natura da poter essere
rienza una manifesta sospensione del sentimen- senza diffidenza ammesse da uno spirito me-
to, la qnale succede talvolta più tarda di quel- todico. lo quindi assicuro piuttosto dietro l’a-
la del movimento, ma riesce sempre reale, par- nalogia di ciò che succede negli altri organi
ticolarmente se si abbia l’avvertenza di ripe- che quelli delle secrezioni, dell’esalazione e
tere l’ injezione del sangue nero tee o quattro della nutrizione, cessano dalle loro funzioni
volte, ed a piccoli intervalli di tempo si ot- : tosto che ad essi pervenga il sangue nero. -
tiene un effetto analogo, ma
più tardo e più Questo d’ altronde concorda perfettamente
difficile adattando alla cannuccia situata nella coi diversi fenomeni presentati dagli animali
crurale un tubo già fissato nella carotide d’un asfilici, tra i quali enumeriamo come princi-
altro animale, in cui si chiuda dopo la trachea pali i seguenti. i.° Il calore animale nei sog-
in modo che il suo cuore spinga del sangue getti asfitici mantiene per un tempo assai
si
nero nella crurale del primo. —
ÀI contrario, lungo, forse perchè nel tempo, in cui circola
gli organi della vita interna mor-
penetrati dal san- il sangue nero nelle arterie prima della
gue nero circolante nel sistema arterioso, non te, malica 1’ esalazione cutanea. 2 .° Ho costan-
interrompono già la propria azione per la so- temente osservato in diversi cani, uccisi len-
spensione dell’attività del cervello, da cui so- tamente durante la digestione col togliere lo-
no indipendenti ; ma la sola causa Mie ne ar- ro a poco a poco 1’ aria per mezzo del rubi-
resta le funzioni sta riposta nel contatto di
netto, ho osservalo, dico, che i condotti epati-
questo sangue. Perciò nella morte di questi co, coledoco, ed il duodeno presentano molto
organi dobbiamo ammettere un principio di minore quantità di bile che all’ordinario, allor-
meno che in quella degli organi locomotori quando cioè si mettooo a scoperto tali organi
vocali e simili, —
Ho già dimostrato quale sia sopra un animale vivo, nel tempo in cui si e-
1 influenza del sangue nero sopra gli organi sereita tale funzione. 3.° Come già ho detto il
*0 QUELLA 1)1 TUTTI OH ROANI
snodile niente perdendo perle diverse funzio- tempo che in uno si mandano al polmone dei
ni superiormente indicate, si accumula in gran- vapori di carbone mediante un tubo adattato
de quantità ne’ suoi Tasi. Ed
ecco perchè rie- alla sua trachea e nell’altro si spinge in que-
sce assai difficile Eanatomia dei cadaveri degli st’organo una certa quantità d’acqua che vi
a p pi coati, dei soffocati dal carbone, e via dicen- si mantiene chiudendo il rubinetto e che si

do poiché la fluidità e l’abbondanza del loro


;
trova tosto cambiata in spuma come negli an-
sangue, porta un grande imbarazzo all’ anato- negati. Malgrado questa analogia degli ultimi
mico. Questa abbondanza osservala da diversi fenomeni della vita, le membra restano nel
autori può dipendere ancora da ciò che gli as- primo flessibili e caldi per certo tempo, men-
sorbenti indeboliti non attraggono più dopo tre diventano rigide e agghiacciate nel secon-
la morte per asfissia la parte sierosa del san- do. particolarmente se durante l' esperienza si
gue contenuto nelle arterie, come avviene in immerga il suo corpo nell’acqua; imperocché
quasi tutti i cadaveri, in cui questa parte si ho osservalo meno pronta la perdita del calo-
separa da! coagulo che resta nel vaso; in que- re facendo annegare l’animale injettando 1’ a-
sto caso al contrario non ha luogo nè separa- cqua, la quale intercetta la sua respirazione
zione nè assorbimento. Anche le escrezioni di quello che immergendolo intieramente in
sembrano allora sospese ; e ciò per 1’ indebo- un fluido. Ma ritorniamo
nostro oggetto.
a!
limento prodotto nell’organo escretore dal — Possiamo da i fatti, e da
tutti tutte le con-
contatto del sangue nero; per questo si è fre- siderazioni contenute in questo articolo con-
quentemente osservata negli asfitici la vesci- chiudere, i.° che allorquando sono interrotte
ca assai distesa come riferisce Portai il che
;
le fu nzioni chimiche del polmone cessano ,
1
dipende dall urina raccolta prima dell’acci- contemporaneamente quelle di tutti gli or-
dente, la quale non ha potuto essere evacua- gani per effetto del contatto del sangue ne-
ta, benché la vita abbia ancora durato per ro , qualunque sia il modo d’agire di que-
qualche tempo. In generale possiamo stabilire sto sangue che io non considero punto; 2 .°
che prodotte dal solo sangue nero
le asfissie che la morte di tutti gli organi coincida
e senza concorso di alcun principio delete-
il con quella del cervello e del cuore, ma che
rio, non sono mai accompagnate da quelle quella non dipende immediatamente da que-
contrazioni che si osservano frequentemente sta 3.° che se fosse possibile a questi due
,

nell’ istante di molte altre morti, o qualche organi di ricevere del sangue rosso intanto
momento dopo nel retto e nella vescica, e via che gli altri sono penetrati dal nero, le fun-
dicendo, contrazioni che vuotano quasi intie- zioni di questi finirebbero, mentre essi con-
ramente questi organi dei loro fluidi e che de- tinuerebbero ad agire, l\ .° che in una paro-
vono essere distinte dal semplice rilasciamen- 1
lai asfissia è un fenomeno generale, il qua-
to degli sfinteri, da cui hanno luogo analoghi le si sviluppa nello stesso tempo in tutti gli
effetti. Si manifestano sempre nella asfissia i organi, e che non si mostra particolarmente
sintomi un generale indebolimento nelle
d’ in alcuno.
1

Dietro questo modo di conside-
parti e non mai si osserva quell’ aumento di
: rare l influenza del sangue nero sulle parti
vita e quello sviluppo di forze che contrasse- sembra che per poco che il suo passaggio con-
gna tanto frequentemente l’ultima ora dei tinui nelle arterie, la morte ne è tosto 1’ effet-
moribondi. —
Ed ecco forse ancora perchè nei to necessario. Ciò non ostante alcuni vizi or- i

cadaveri delle persone asfiliche si osserva una ganici possono prolungare talvolta oltre la na-
grande flaccidità delle membra. Infatti la ri- scita la mescolanza delle due specie di sangue,
gidità dei muscoli sembra soventi dipendere la quale come sappiamo ha luogo nel felo
1
da ciò che, venendo e«si colpiti dalla morte nel chiuso ancora nell utero materno. Tale era
momento della contrazione, le fibre rimango- il vizio di conformazione dell' aorta che trae-
no avvicinate e assai coerenti tra loro; nel no- va origine con un ramo in ciascuno dei ven-
stro caso al contrario esiste nelle parli abban- tricoli in un fanciullo riferito dal Sandifort ;
donate dalla vita un rilasciamento generale, tale sembra essere ancora a prima vista l’a-
ed una mancanza universale d’azione, per cui pertura del foro del Botai osservata negli adul-
esse rimangono in questo stato e cedono alle ti. — Ma faremo, ad onta di questo, avvertire,
impulsioni loro comunicale. —
Confesso, ciò che l’esistenza di questo foro non suppone
non ostante, che una tal spiegazione presenta sempre il passaggio del sangue nero nell’o-
una difficoltà, di cui non ho mai potuto im- recchietta a sangue rosso, come si crede co-
maginare la soluzione; gli asfitici cioè per munemente. In fatti le due valvole serniluna-
i

vapori mefitici muoiono a presso poco nello ri, tra le quali esso è situato quando si osserva
stesso modo dei sommersi o almeno, se dif- dopo la nascita, si applicano necessariamente
;

una «ontro 1’ altra in grazia della pressione


1
ferisce la causa della morte, il sangue nero si 3

muove egualmente per un tempo assai lungo che il sangue contenuto nelle orecchiette eser-
nelle arterie. La qual cosa possiamo osservare cita sulle medesime nel momento deila con-
aprendo la carotide in due cani, nello stesso trazione simultanea di queste cavità. In con-
8 f> INFLUENZA DELLA MORTIS DEL I? ORMONE
sequenza il foro dovrà allora essere necessa-
riamente chiuso, il che succede con assai mag-
1
ARTICOLO IX. — 1
DELL INFLUENZA CHE LA MOR-
giore esattezza di quello che si operi per a- l TE DEL TOLMONE ESERCITA SULLA MOR-
pertura tra i ventricoli e 1’ orecchiette dalle
TE GENERALE.
valvole mitrali o triscupidali, e per quella
1
dell’ aorta e dell arteria polmonare dalle val- Riassumendo che è stato detto negli
ciò
vole sigmoidee. —
Del resto è assai comune articoli precedenti intorno all influenza eser-
1

il riscontrare questo foro aperto nei cadaveri, citata dal polmone su! cuore,
cervello e sul
come ho già più volte osservato; e allorché su tutti gli organi, egli è facile formarsi una
non esiste , riesce facilissimo distruggere idea del termine successivo di tutte le funzio-
l’aderenza, ordinariamente assai debole, con- ni che avviene allorquando siano interrotti i
tratta dalle due valvule che lo chiudono, in- fenomeni di respirazione tanto nella loro par-
troducendo leggermente tra esse il manico di te meccanica, quanto nella chimica. Ecco —
uno scalpello. Se si esamini 1 apertura che da
’ come succede la morte dietro la cessazione
questo processo risulta, si vede che non è stata dei fenomeni meccanici del polmone, tanto
1
il più delle v