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STORIA CONTEMPORANEA

L’Unione Europea nacque come una garanzia per la pace, a questa idea, nonostante fosse molto presente, era
anche molto criticata in quanto la percezione che sia aveva era di una Europa per una veloce ricostruzione dopo
la guerra.
Nel 1848 si tenne a Parigi il primo Congresso internazionale dei Movimenti Pacifisti, verso il quale si espresse
in maniera favorevole anche Victor Hugo e lega il concetto di pace all’idea di unità europea.
I movimenti pacifisti si riunirono nella League pour la Paix et la Libertè, che nel 196 a Ginevra, pubblicò un
proprio bollettino, “Les etats unis d’Europe”, in cui espressero la loro idea che solo un tipo di unità confederale
fosse la soluzione per prevenire le guerre in territorio europeo; il presidente della associazione era Victor Hugo
e Garibaldi era il suo vice, creando così un connubio tra le idee di uno spirito rivoluzionario anticipatore dei
nazionalismo e un’idea di integrazione europea.

Tra il 1914 e il 1945 le supremazie nazionali presero il potere.


Secondo Duroselle fra il 1914 e il 1918 “non c’è Europa”. I partiti socialisti prendono posizione a favore dei
propri Stati nazionali e con i loro governi prendendo posizione a favore della guerra. Molti storici ritengono che
lo scoppio della guerra abbia portato ad uno stop alle iniziative tra gli Stati europei.
L’idea di Friedrich Naumann era della creazione di una Mittleuropa (1915), che sarebbe stata una
confederazione che si sarebbe occupata di questioni economiche, creando un mercato comune nell’Europa
centrale e una difesa comune. La Germania sarebbe stata le Oberstaat, in quanto le sue capacità organizzative e
l’etica del lavora sarebbero state da riferimento per tutta la regione. L’idea era quindi di costruire un gruppo
omogeneo e pù coeso e più forte all’interno dell’Europa, incentrato sulla Germania e sulla solidarietà fra unioni
regionali omogenee e che collaborino tra di loro in un piano più grade per la creazione di una federazione
mondiale.
Altri progetti politici si svilupparono tra le 2 guerre:
 Società delle Nazioni e Stati Uniti d’Europa (1925, Aristide Briand), in cui i membri sono rappresentati
dei governi ma non parlamentari, che si riuniscono in una specie di parlamento mondiale
L’obbiettivo era la costruzione di un mercato comune, la promozione del benessere dei popoli della
comunità europea con alleanza di carattere regionale all’interno della società delle Nazioni.
3 sarebbero stati gli organi importanti:
1. Conferenza dell’Unione Europea, di cui avrebbero fatto parte tutti i rappresentati dei governi
membri
2. Comitato politico permanente, era l’organo esecutivo e presieduto dalla rotazione
3. segretariato
 Paneuropa (1923, Richaard Coudenhove-Kalergi), i cui per evitare il declino l’Europa deve restare
unita, se no verrà assorbita dalla Russia. Le ragioni del declino sono politiche in quanto il suo sistema
politico, così come le sue élite politiche sono obsolete. Si parla di una Europa come promotore di pace,
internamente e esternamente doveva lavora una alleanza difensiva paneuropea, con un mercato comune
senza barriere doganali (zollverein). L’unità fondamentale sarebbe stata la nazione (nasce una
Kulturnationa).
L’idea è di sostituire l’anarchia con la cooperazione, perseguendo una modernizzazione del sistema
politico, costruendo una entità grande come gli USA e l’impero britannico. Per quanto riguarda i confini
verrebbero esclusi gli USA e l’impero britannico in quanto troppo grandi.

Altri progetti:
 Emile Mayrish, 1926 – cartello di produttori di acciaio
 Louis Loucher – cartelli francotedeschi per sfruttamento congiunto di carbone e acciaio
 Carlo Sforza, stati uniti d’Europa
 Bertramd de jouvenel – vers les etats unis de l’Europe
 Stefan Zweig, 1932

Piani nazisti:
 Heinrich Hunke, die grundfrage: Europa, 1942
 walther funk, das wirtschaftliche gesicht des neun europa, 1943

Progetti di unione anglo-francese:


 Arnold Tonybee (act for perpetual association), che prevedeva una unione che controllasse la difesa, il
controllo delle risorse, il commercio estero, la politica coloniale e la cittadinanza
 Jean Monnet, unione dei parlamenti

Nel giugno 1941 venne firmato il Manifesto di Ventotene, scritto da Altiero Spinelli, Ernesto Rossi e Eugenio
Colorni. Rappresenta uno dei tentativi di pensare ad una Europa libero e unita, una Europa dei popoli, per
evitare il ritorno del nazionalismo aggressivo, portando una forte carica rivoluzionaria, senza moderazione, con
l’intento di concludere una fase distruggendo l’idea di stato nazionale e il sistema capitalista (c’è una forte
presenza di odio nei confronti dello Stato e una critica dei totalitarismi e delle strutture sociali). Critica ciò che
probabilmente succederà con la fine della guerra quindi che il sistema mandato per amministrare i territoti non
sono più sotto il controllo della Germania e la speranza di autodeterminazione dei popoli si trasforma in una
grande delusione perché nuove aree sotto il controllo dell’impero francese e britannico che continuano a
allargarsi (questo era successo dopo la 1° Guerra Mondiale e il timore era che si riproponesse anche alla fine
della 2°). La soluzione che viene proposta è quella di una forte riforma della società, con la fine dello Stato
nazionale a favore di una federazione, l’idea di promuovere i popoli e no i governi, un forte spirito di
rivendicazione sociale e lo scardinamento del sistema sociale capitalista che aveva caratterizzato la realtà
precedente. Il fine era la nascita di un movimento federalista nell’ambito della resistenza europea e la
distruzione degli Stati nazionali, considerati aggressivi e militaristi. Questa proposta si affianca a tante altre.

L’idea di Europa unita è una maniera di pensare ad una alternativa dell’Europa in guerra, in quanto il pensiero
diffuso era che la guerra fosse il segno della crisi degli Stati nazionali quindi l’unica soluzione per evitarlo è
superare i conflitti.

A Ginevra, nel luglio del 1944 venne scritto il Manifesto della resistenza europea, in cui si metteva in luce che
solo una unione federale avrebbe potuto garantire un futuro all’Europa, permettendo la ricostruzione
economica, salvaguardando la libertà e la civiltà del continente europeo.
Nel settembre 1946 si tenne a Hertenstaein (CH) il primo grande incontro dei federalisti europei, i quali, il 15
settembre 1946 si sarebbero riuniti, a Parigi, nella Union européenne des fédéralistes (UEF), che conteneva i
movimenti federalisti di 8 paesi europei ed era presieduta dall’olandese Hendrik Brugmans.

I piani americani per il dopoguerra, disegnati da F. D. Roosevelt, prevedevano un nuovo ordine mondiale
fondato su istituzioni che raccolgano l’eredità positiva della Società delle Nazioni. Nella sua idea, con la
Dichiarazione delle 4 potenze USA, URSS Gran Bretagna e Cina si impegnavano a collaborare fra loro nella
gestione della guerra e nel processo di pace poi, e nel garantire l’eguaglianza tra Stati sovrani (non si realizza in
quanto la Cina è debole e occupata dal Giappone ma sarebbe stata necessaria).

Per quanto riguarda la URSS, Gilas in una conversazione con Stalin, nel luglio 1944, disse che questa era una
guerra diversa da quelle del passato e chi occupa un territorio ha il diritto di imporre il proprio sistema sociale,
con governi non necessariamente comunisti ma anche di coalizione o come fronti nazionali.

Si trovano quindi diverse visioni d’Europa:


 Federalisti, che avevano una visione utopica di una società armoniosa. Sarebbe il risultato di una
trasformazione del continente che si ispira a una società non più conflittuale, con il fine comune di
federazione de popoli che collabora per un governo comune europeo. Il progetto europeo è per loro una
federazione di popoli
 Unionisti, che avevano una visione più realista. Ritengono che l’unione europea possa derivare da una
cooperazione fra governi
 Funzionalisti, che pensavano di costruire una unione europea partendo da una unione economica e
procedere a settori in quanto ritenevano impossibile la cooperazione tra governi.

Dal 4 al 28 febbraio 1945 si tenne al Conferenza di Yalta, in cui si dichiarava la liberazione dell’Europa e
venne presieduta da Churchill, Roosevelt e Stalin.
Il principio fondamentale dell’alleanza era quello di stabilire condizioni interne di pace, formare governi
provvisori largamente rappresentativi e la libere elezioni.
L’alleanza tra USA e URSS cadde in quanto il nemico comune, la Germani nazista, non esisteva più e i modelli
delle due nazioni erano completamente diversi tra di loro.
Gli USA attaccarono la URSS accusandola di non rispettare i principi decisi a Yalta e ritengono che la
occupazione fatta dalla URSS miri a restaurare i regimi comunisti non consentendo la nascita dei governi
rappresentativi. Nel 1946 gli inviati di Roosevelt scrivono un rapporto in cui accusano la URSS di reprime le
forze socialiste e di truccare le elezioni. La risposta di Stalin fu che non intendeva imporre regimi comunisti e
che i non democratici erano loro i quanto non si stavano impegnando nella eliminazione del nazismo.

Ciò portò alla Guerra Fredda (il termine fu coniato da Walter Lippmann), una guerra totale con un antagonismo
in tutti i campi, non solo in quello militare, che coinvolgeva le armi nucleari in quanto c’era una impossibilità
dello scontro armato diretto (corsa agli armamenti e allargamento/consolidamento delle zone di influenza sono
gli ambiti centrali in cui si esplica) e con l’utilizzo di altri mezzi come servizi segreti, propaganda e guerra
economica.

Il 9 febbraio 1946, Stalin, durante il suo discorso al teatro Bolshoi decretò l’inevitabilità del conflitto tra
capitalismo e comunismo e incoraggiò il popolo russo a continuare con i suoi sforzi per l’industrializzazione
pesante e per il riarmo in quanto la guerra sembrava sempre più vicina.

Winston Churchill, nel suo discorso sulla Cortina di Ferro a Fulton del 5 marzo 1946, dichiarò che fosse
necessario trovare una “nuova unità in Europa da cui nessuna nazione può essere permanentemente esclusa” e
che la Cortina di Ferro tra il Nord ella Polonia a Trieste tagliasse l’Europa in 2; il 19 settembre 1946 dichiarò
all’Università di Zurigo che per risolvere la tragedia dell’Europa bisogna creare degli Stati Uniti d’Europa
partendo da una union tra Francia e Germania. Insieme a Duncan Sandys fondò, il 14 maggio 1945, il
Movimento per l’Europa Unita (United European Movement, UEM), che coordina i movimenti europeisti
comunisti, che sono ben organizzati e con contatti importanti nel mondo politico e sono ben visti anche in
Vaticano.

Durante la Conferenza di Pace del 1946 a Parigi, Molotov, rappresentante degli USA attaccò gli USA e
divennero evidenti le tensioni; il segretario di Stato americano Byrness, venne dimesso in quanto ritenuto
troppo debole.
Ci fu un allarme sulla possibilità di ritorno della guerra e di una possibile occupazione della Europa da parte
della URSS. L’unione delle forze avrebbe potuto creare un blocco che possa far fronte a eventuali situazioni di
pericolo.

I Russi hanno un tradizionale senso di insicurezza. Mirano alla distruzione del nemico, non alla coesistenza
La risposta a una politica che mira alla distruzione dell’american way of life è una politica di
CONTENIMENTO delle iniziative sovietiche, paziente ma ferma.

Tra il 7 e il 10 maggio 1948 si tenne all’Aja il primo incontro europeista, che non era una riunione di governi
ma di movimenti, i quali combattevano per una Unione Europea.
Durante il Congresso si formarono 3 comitati:
1. Comitato politico, guidato da Paul Remadier, con lo scopo di creare un progetto di unione economica e
politica per garantire sicurezza e progresso sociale, e per trovare un modo per integrare la Germania
unita in una Europa unita o federale
2. Comitato economico e sociale (Van Zeeland), per trovare una maniera per porre fine alle restrizioni
commerciali, per garantire la mobilità del lavoro e scrivere un programma comune per sviluppare
l’agricoltura e una unione doganale
3. Comitato culturale (Salvador de Mandriaga) per fondare un entro della cultura europea

Il 5 maggio 1950 si tenne il Consiglio d’Europa dove nacquero 3 organi:


• Comitato dei ministri (la cooperazione fra i governi)
• Assemblea con funzioni consultive (collegamento con l’opinione pubblica europea)
• Corte europea dei diritti dell’uomo
I membri erano: Francia, Gran Bretagna, Lussemburgo, Belgio, Italia, Irlanda, Danimarca, Norvegia, Svezia e
Olanda.
Il 4 novembre 1950 venne firmata la Convenzione per la Protezione dei diritti umani e delle libertà
fondamentali.

Dopo il 1945 gli USA sono molto importanti in quanto sono i vincitori e la potenza più forte dopo la seconda
Guerra Mondiale, durante la quale non vennero distrutti e non subirono particolari bombardamenti; le loro forze
militari sono i 2/3 di quelle mondiali e hanno una forza economica e politica predominante.
3 sono gli elementi da tenere presenti:
 Influenza culturale: modello di federazione, di costituzione e il modello istituzionale in quanto è un
paese federale
 Influenza economica: come partner economico che viene invitato e disponibile per aiutare la
ricostruzione europea
 Influenza politica: necessità difensive della Guerra Fredda

Vengono da una parte visti come la potenza buona perché aiuta l’Europa nel rimettersi in piedi, con una politica generosa
ma anche vista come potenza cattiva in quanto alcune visioni mettono in luce il comportamento aggressivo nei confronti
dell’Europa (anche con il piano Marshall, che era il simbolo della generosità, viene interpretato sia in maniera positiva
che negativa, in quanto era una politica strumentale per risolvere il problema della sovrapproduzione).
Lundestand fu il primo ad affermare, nell’articolo “L’impero su invito” che la USA intervenne soprattutto su richiesta
degli europei.

Spinelli riflette a lungo sulla idea di prendere il federalismo americano come modello istituzionale, di convocare una
assemblea parlamentare europea e costituire una federazione a partire dal basso, gli USA sono un esempio da replicare sul
suolo europeo, con una particolare attenzione e apprezzamento della politica progressista (per risolvere la crisi del ’29
Roosevelt introduce un modello di democratizzazione della valle del Tennessee).
Già nel 1944 vengono ideati dei progetti di unione doganale tra i paesi del Benelux e tra il 1946 e il 1947 viene
sottoscritto un patto di unione doganale tra Francia e Italia ma che non verrà mai messo in atto.
Il gruppo di stati federalisti europei alla fine degli anni ’40 provava un forte senso di attrazione e identificazione e
promuovevano l’dea di costruire un welfare state e utilizzare la politica del new deal.
Gli unionisti, Churchill e i conservatori britannici sono perplessi nei confronti di questa idea.
C’è un interesse reciproco per l’adozione del modello americano e da parte degli USA deriva dal fatto che i politici
americani sono ideologicamente vicini agli intellettuali e agli esponenti europei. Inoltre si sviluppa un sistema di aiuti da
parte degli USA verso l’Europa e propongono progetti di costruzione di nuovi legami di carattere più ampio che uniscano
le realtà e che tengano insieme i territori; le unioni doganali sono uno dei punti fondamentali che vengono promossi già
alla fine del conflitto.
Con il febbraio 1947, la fine dell’occupazione USA apre una nuova fase con la firma dei trattati di pace.

La situazione di disagio e di distruzione in Europa diventa ancora più forte e nasce il problema di come trattare la
Germania. Il piano Morgenthau prevedeva la trasformazione della Germania in una zona pastorizia, quindi l’assoluta
gestione della Germania e una resa incondizionata. L’idea venne approvata a Yalta, ma i vincitori si dovranno occupare di
gestire in maniera equilibrata le risorse.

Il pericolo comunista è attuale e prevalgono i partiti comunisti nei vari paesi., e ciò che si vuole fare è di reagire con una
politica di ricostruzione ad una possibile rivolta comunista.
George Marshall il 5 giugno 1947 intervenne durante il discorso di laurea a Harvard e tine il suo famoso discorso in cui
mostra il suo scopo: la sconfitta della fame e della povertà per avere una rinascita efficiente a livello mondiale.
L’iniziativa deve però venire dall’Europa e gli USA avrebbero dovuto offrire il loro appoggio. Il piano Marshall viene
lanciato come una grande iniziativa che comportava l’unione doganale e economica, un’idea di libero mercato portato
avanti su scala nazionale e verrà annunciato il 5 giugno 1947, con 2 presupposti:
 Avrebbero dovuto essere i paesi europei e presentare le loro richieste
 Le richieste devono essere formulate assieme e i progetti coordinati tra di loro
Idealmente era aperto a tutti.

Con il comunicato Bidaut- Bevin (Ministri degli Esteri di Francia e Germania) del 19 giugno 1947 i paesi europei
vennero invitati a Parigi per imbastire un piano europeo per la ricostruzione e pensare tutti assieme a questo progetto. Ci
vanno in tanti ma non tutti i paesi alleati della URSS.
Il 12 luglio 1947 inizia a Parigi la conferenza per la cooperazione economica europea poi comitato (Comitato per la
Cooperazione Economica Europea, CECE). L’URSS rifiuta di partecipare quando diventa chiaro che la condizione per
entrare in questa collaborazione è di mettere in comune i propri pini di sviluppo e progetti economici e impone a suoi
alleati di ritirarsi. La cifra che i paesi chiedono è esorbitante e lo spirito è quello di creare attraverso l’aiuto americano una
rete economica comune.
Il 2 aprile 1948 il Congresso degli Stati Uniti approva l’Economic Cooperation Act che autorizza il piano Marshall.
Nell’aprile del 1948 Pau Hoffman viene nominato amministratore dell’Economic Cooperatio Agency (ECA),
l’agenzia incaricata di gestire il piano da parte dell’America.
Il 15 aprile 1948 si tenne la prima riunione dell’OECE (l’organizzazione europea incaricata di ricevere gli aiuti)
per decidere le quote nazionali degli aiuti.
Il paino Marshall fu un grande successo ma finisce prima el tempo, nel ’51, in quanto i soldi vennero confluiti
nel progetto della guerra in Corea.
Partecipano al piano Marshall: Italia, Turchia (entra grazie alle dottrina Truman, che aveva avviato un progetto per
mantenere la Grecia e Turchia alleate all’Occidente), Grecia, Portogallo (entra perché ha delle strette relazioni con la Gran
Bretagna e l’interesse era per le Azzorre che servivano come scalo per i voli transcontinentali), Svizzera, Austria, Francia,
Germania Ovest, Belgio, Gran Bretagna, Irlanda, Danimarca, Svezia, Norvegia, Islanda, Stato libero di Trieste, principato
di Monaco. La Spagna non partecipa n quanto c’era ancora la dittatura di Franco.
I fondi dovevano venire utilizzati per coprire necessità particolari o urgenze di bilancio, di fatto però vengono utilizzati
anche per altri motivi (Italia per le elezioni). Oltre a concordare piani generali di sviluppo economico i paesi OECE si
impegnano a favorire la convertibilità delle monete e forme di unione doganale.
L’Economic Cooperation Administration concorda con i singoli paesi aiuti in natura (alimentari e macchinari), offerti in
dono o a prezzo sussidiato da pagare in forma di beni da offrire a un altro paese europeo. Il ricavato della vendita degli
aiuti ai privati (fondi di contropartita) doveva essere usato per progetti infrastrutturali e di sviluppo.
Grazie al piano Marshall inizia il miracolo economico. I tassi di crescita annui sono notevoli (Francia 10%, Italia 7%) e il
PIL supera quello di prima della guerra.

Ci saranno però 3 importanti conseguenze politiche:


 Nascita di Cominform e COMECON
 Divisione della Germania
 Integrazione europea

Carlo Sforza, che sarà a lungo ministro degli Esteri, sarà il primo a portare avanti i progetti europei insieme a De Gasperi
e a portare avanti l’ammissione dell’Italia alla CECA. Nel luglio del ’48 presenta un progetto per trasformare la OECE in
una organizzazione politica. Nessuno gli da retta ma il progetto de una unione politica viene sfruttato in altri modi come
l’unione franco-tedesca per l’acciaio.

Il 30 giugno 1949 la Repubblica federale tedesca è ammessa all’OECE ma la questione della Germania non è ancora
finita. Risolvere la questione tedesca e essere certi che la Germania sia messa in condizione di non nuocere più all’Europa
è il grande obbiettivo del dopo guerra. Ciò che si vuole controllare sono le industrie siderurgiche del carbone, che sono le
ricchezze che la avevano resa potente. L’idea è di creare una autorità internazionale per controllare le risorse. Alla fine
della 1° guerra mondiale si mise in atto un atteggiamento punitivo nei confronti della Germania, alla quale vennero
sottratti i terreni più produttivi e quelli più pericolosi dai quali si estraevano carbone e acciaio per i carrarmati.
Una delle idea è di una internazionalizzazione economica e politica della Ruhr., che verrà riproposta alla fine
della 2° guerra mondiale ma non funzionerà.

Alla conferenza di Teheran l’idea è di un atteggiamento punitivo con una deindustrializzazione totale della Germania
(piano Morgenthau, agosto ’44) in quanto la si riteneva responsabile in otot del nazismo: lo scopo era smembramento,
denazificazione e democratizzazione della Geramania.
Durante la conferenza di Yalta Churchill e Stalin convincono Roosvelt alla politica delle zone di occupazione.
A Potsdam si definisce meglio la questione delle zone di occupazione, facendo il modo che lo stato tedesco sopravvivesse
e che la economia dovesse venir gestita in maniera unitaria. Viene però concesso un permesso all’Unione Sovietica come
anticipo per rimettersi in piedi essendo la zona più colpita.
L’idea della Francia era dello smembramento della Germania e di dividere lo stato federale in tanti staterelli; inoltre
pesava che le zone della Renania e della Sar dovessero venir staccate e si dovesse tornare a pesare
all’internazionalizzazione della Ruhr.
L’idea degli Stati Uniti era quella del doppio contenimento: del comunismo e quindi della Unione Sovietica, e la forza
pitica e economica della Germania.
Per Stalin si doveva lavorare ad un progetto di Germania unita e socialista.

Nel febbraio del 1946 venne sottoscritto il piano Byrness: era un trattato di pace con una Germania federale,
accompagnato da un trattato di garanzia delle quattro potenze che sarebbero intervenute in caso di ripresa di una politica
aggressiva da parte della Germania. Le potenze avrebbero inoltre mantenuto dei contingenti sul suolo tedesco a fine
ispettivo.
Nel ’46 nasce la SMAD nella parte orientale in cui i sovietici collaborano con la Germania orientale. Lì nel ’47 nasce la
SED, il partito socialista tedesco che diventerà de facto il partito unico della Germania orientale. Vengono ammessi solo i
partiti socialdemocratici e i comunisti.
Stati Uniti e Gran Bretagna lavorano per la creazione della Bizona, nel ’47 e introducono il marco tedesco, creando degli
squilibri e portando la Germania a non essere più una unità economica.
L’Unione Sovietica decide il blocco degli accessi a Berlino Ovest, nel giugno del ’48 e durerà un anno. Dal punto di vista
politico si rivela una grande sconfitta per l’Unione Sovietica poiché la reazione dell’Occidente è di difesa e viene avviata
una impresa colossale che sottolinea l’impegno degli Stati Uniti per una Berlino Occidentale e il recupero della Germania,
di approvvigionamento della Germani dell’Est tramite il ponte aereo, e si calcola che ogni 2 minuti atterrasse un aereo
pieno di beni.

Germania Ovest:
 1 settembre 1948 si avvia la fase costituente
 aprile 1949 anche la Francia si rassegna alla nuova politica per la Germania, accettando la decurtazione
delle riparazioni – in cambio ottiene l’autorità internazionale per controllo della Ruhr
 7 settembre 1949, con l’approvazione del Grundgesetz, nasce la RFT. Presidente Heuss, cancelliere
Adenauer
 Accordi di Petersburg, novembre 49 diritto a politica estera e commercio con estero e valuta; cessazione
approvazione commissione alleata per entrata in vigore delle leggi

Germania Est
 dicembre 47 primo Volkskongress, con delegati dei partiti orientali e occidentali (questi solo a titolo
personale)
 maggio 48 il secondo congresso decide elezione consiglio del popolo (300 eletti a est, 100 cooptati a
ovest) per deliberare su: trattative di pace, costituzioni, economia, politiche culturali e sociali; richiesta
plebiscito su destino Germania.
 processo costituente, come ad occidente - ma solo 30 delegati!
 2 camere, ma Volkskammer è molto più forte; no governo di coalizione ma del partito di maggioranza.
Volkskammer eletta da Volkskongress, a sua volta eletto a lista unica. Presidente consiglio ministri
Grotewohl; presidente Pieck.
 ottobre 1949 nasce la RDT, “figliastro di Stalin” (Loth)

Il 9 maggio 1950, Robert Schuman propose la creazione di una unione economica del carbone e dell’acciaio tra
Francia e Germania. Ciò stava molto a cuore a Schuman in quanto la reintegrazione della Germania era uno dei
compiti dell’Europa per ricevere gli aiuti del piano Marshall.
Sarebbe stata formata da:
 un’Alta Autorità, organo esecutivo
 un’Assemblea, con il potere di controllo
 un Consiglio dei Ministri, composto da 6 rappresentati dei governi nzionali
 una Corte di Giustizia
il piano viene promosso dagli USA ma la Gran Bretagna decide di non farne parte.
Il trattato venne firmato il 18 aprile 1951 dai paesi del Benelux, Germania Est e Italia. La sede sarebbe stata a
Lussemburgo e è la prima volta che c’è una cessione di sovranità.

The reconstruction of western Europe, Alan Milward


Secondo Milward i padri dell’Europa in realtà non hanno partecipato per i grandi ideali europeisti ma hanno riconosciuto
che l’Europa era il modo migliore per garantirsi le risorse per la ricostruzione dello stato nazionale (Spaak, Schuman,
Adenauer, De Gasperi). L’idea deve essere letta con quella dell’impero su invito, in quanto gli Stati Uniti commentano
con grande entusiasmo la creazione della CECA.

La difesa è un altro dei compiti principali di uno Stato.


Il piano Marshall venne avviato per iniziativa degli USA ma come una risposta a una richiesta dell’Europa.
La Gran Bretagna e la Francia avevano il desiderio di firmare un accordo difensivo con gli USA per la paura
che la Germania avrebbe attaccato nuovamente ma l’idea finisce a causa della politica isolazionista degli USA.
Gli europei sono preoccupati per la difesa in Europa.
Ernest Bevin (ministro degli Esteri della Gran Bretagna), il 22 gennaio 1948, propose la fondazione di una
unione occidentale capace d garantire la sicurezza europea di fronte al pericolo sovietico. Il suo intento è quello
di agire per scopi di difesa comune in caso di un attacco tedesco (l’Italia non parteciperà in quanto per De
Gasperi non era opportuno partecipare ad alleanze militari, in quanto non si era ancora pronti a parlare di una
nuova guerra, di riarmo e di un trattato antitedesco); il patto viene proposto come contro la Germania ma è in
realtà contro l’URSS.
Gli USA sono inizialmente restii ma dopo il colpo di Praga (in Cecoslovacchia i socialisti e i comunisti sono
molto forti e formano in governo di coalizione; l’URSS non accetta però che volgiano accettare gli aiuti del
piano Marshall e il governo va in crisi. Il partito comunista approfitta della situazione e fa un colpo di Stato,
imponendo un governo di minoranza. Viene defenestrato il ministro degli esteri Masaryk, febbraio 1948)
accettano l’idea e il 17 marzo 1948 nasce l’Unione europea occidentale.
11 giugno 1948 approvata al senato americano alla risoluzione Vandenberg – possibili alleanze militari in tempo di pace
(rovesciato il principio di no alleanza militari in tempi di pace che durava da Washington); avviati gli exploratory talk on
security in EU occidentale, sulla possibilità di stringere accordi difensivi.
L’idea che nasce è quella di una alleanza atlantica che copra USA e Europa
Durante quel periodo è in atto un processo di stalinizzazione nelle zone occupate dall’Unione Sovietica.
Stalinizzazione: processo per cui nelle zone occupate dall’Unione Sovietica vengono promossi i partiti
comunisti, ma nell’Europa orientale i partiti comunisti non sono forti perché non c’è una base industriale forte.
1947 rinasce l’Internazionale Comunista, il Cominform, che ha il compito di coordinare l’attività dei partiti
comunisti europei, e viene presentata l’ideologia dei 2 campi da Zhdanov: il mondo è diviso in 2 campi,
socialista e capitalista, che sono inconciliabili e questa differenza vale a tutti i livelli, non è possibile la
neutralità e non sono più possibili le aggregazioni tra partiti. Questa opposizione viene vista come un pericolo e
che ci possa essere un piano coordinato per rovesciare il capitalismo e organizzare una rivoluzione mondiale.
Nasce la retorica della 5 colonna.

Il 4 aprile 1949 si realizzerà il piano degli USA con la firma del trattato dell’Alleanza atlantica.
Era un trattato aperto (quindi i paesi si potevano aggiungere anche in seguito) e membri sono: USA, Canada,
Gran Bretagna, Francia, Benelux, Danimarca, Norvegia, Islanda, Portogallo e Italia.
L’Italia verrà inserita su insistenza della Francia perché aveva provincie in Africa (Algeria) e quindi aveva
bisogno di avere un paese che si affacciasse sul Mediterraneo; l’interesse a partecipare dell’Italia dipendeva
anche dal fatto che vedeva nell’Alleanza una maniera per discutere di sicurezza in maniera più ampia,
introducendo i concetti di mobilità del lavoro.
Viene inserito anche il tema della collaborazione economica e del lavoro.
Uno dei grandi punti di discussione è se i membri debbano entrare in guerra immediatamente se uno viene attaccato. Non
è una alleanza automatica quindi non s deve entrare subito in guerra tutti (es. attacco alle Torri Gemelle, gli USA
chiedono aiuto per la guerra in Afghanistan ma si deve discutere nei Parlamenti nazionali). La preoccupazione di essere
tirati in guerra da un paese piccolo diventa sempre maggiore con la guerra in Corea.

2 saranno gli avvenimenti che trasformeranno l’alleanza politica in una vera e propria alleanza militare:
 1949 la nascita della Repubblica popolare cinese e perdita da parte dell’USA dell’alleanza con la Cina, ormai
comunista e alleata dell’Unione Sovietica con cui avvia un programma di collaborazione molto stretto
 25 giugno 1950, scoppio della guerra di Corea, combattuta da USA con alleati, contro coreani e alleati
cinesi

La guerra in Corea venne combattuta tra il giugno 1950 e il luglio 1953. La Corea era una colonia giapponese, liberata
dopo le 2 guerre mondiali dai russi a Nord, dove si insatura un governo di forze comuniste, e dagli americani a Sud, dove
si instaura un governo appoggiato dagli Stati Uniti. È il primo esempio di proxy war (guerra per procura: in realtà non
sono Nord Corea contro Sud Corea ma comunismo, con la Cina, alleati dell’Unione Sovietica e fornitrice di armi ma a
Stalin non interessava, contro occidente).
Questa situazione è la stessa che ritroviamo anche in Germania.
Cambia la strategia degli USA e Truman approva la triplicazione dello stanziamento per il riarmo, con lo scopo di
avviarlo anche in Europa.

Nel settembre 1951, al consiglio atlantico di Ottawa, vengono approvate le strutture della NATO:
 consiglio permanente ministri degli esteri
 comitato di difesa economico-finanziaria (ministri finanze)
 comitato di difesa e comitato militare
 standing group (comitato di emergenza – USA, UK, FR)
 gruppi regionali di operazioni
 Comandante in capo (SHAPE): Dwight D. Eisenhower

La Germania è occupata dai sovietici nella parte orientale e dagli alleati nella zona occidentale, dove viene
messo in atto il piano Marshall. Le 3 zone occidentali si unirono nel 1949, formando un vero Stato con una sua
legge fondamnetale: la Repubblica democratica tedesca.
La paura è che succeda in Germani ciò che era successo in Corea, quindi gli USA spingono per far entrare
anceh la Germania nella NATO, e di pensare ad un piano per creare una comunità europea che si occupi di
difesa. Nonostante la Francai non voglia, il fatto chegli USA coprano il 70% delle sue spese per le guerre in
Indocina, non le lascia altra possibilità.

L’idea proprosta da Rene Pleven, primo ministro francese, nell’ottobre del 1950, è di ceare delle forze europee
integrate, con contingenti nazionali (tutti possono avere un esercito tranne la Germania) di dimensioni minime e
dipendenti da un Ministero della Diesa Comune. Il 27 maggio 1952 venne firmato il trattato che istituiva la
CED (comunità europea di difesa). Alla Germania viene concesso di artecipare con froze integrate, non può
avere il suo esercito e non più avere generali.
Nell’avanzamneto del trattato durnate le approvazioni da parte dei Prlamenti nazionali, in Francia nacquero dei
dubbi sulla effettiva efficacia in quanto l’esercito non ha un vero e proprioparlmento dietrodi sé che decide se
enarre in guerra o meno e i federalisti ritengono che serva un potere politico.
L’Italia si offre per iniziare a pesare ad un progetto che porti ad una comunità politica che sia in grado di
attivare l’esercito europeo.
De Gasperi, che si impegnò personalmente per trasformare il progetto di integrazione militare (la CED 27 maggio 1952)
in un progetto di integrazione federale a tutto tondo, politica e economica: la CPE – quadro istituzionale per l’esercito
europea, la cui elaborazione è affidata all’assemblea della CECA (statuto: 9 marzo 1953).
De Gasperi, nel dicembre 1951, tenne un discorso al consiglio d’Europa, in cui testimoniò la volontà politica id
trasformare i discorsi sulla difesa. La parte più importante del discorso è la finale, dove si parla della importanza di un
esercito come pilastro di un futuro Stato europeo. La sua idea è che oltre lo scheletro, quindi le istituzioni, serva anche
un’anima, quindi un nuovo Parlamento europeo, e quindi di utilizzare il trattato della CED come nucleo di una futura
comunità europea.
Il discorso di De Gasperi è un momento di svolta e lo pensano anche gli altri ministri degli esteri come Schuman, e
discutono del contenuto di questa richiesta e provocazione di De Gasperi e pensano a come dare una dimensione politica
alle istituzioni comunitarie. Lo strumento a cui si pensa è di inserire in un articolo (38) del trattato della CED in cui viene
esplicitata la necessità dell’Assemblea di avere un ruolo costituente, per creare un progetto di comunità politica europea.
Fine maggio 1952 viene firmato un trattato per questo e deve venir approvato dai Consigli nazionali; subito dopo la
CECA inizia a lavorare a un progetto di comunità politica europea (CPE), terminato nel ’53. La CPE non può partire se
non viene approvata la CED.

I problemi maggiori si trovano in Francia, dove viene inviato, da John Foster Dullis e Dwight D. Eisenhower
che sono dei convinti europeisti, David Bruce per convincere la Francia, che nonostante sia stata il paese
ideatore del piano Pleven era il più restio a procedere. L’Assemblea nazionale francese bloccherà però il
progetto di difesa. L’Italia ha una posizione ambigua in quanto non vota subito ma aspetta di vedere cosa
decide la Francia.
La sconfitta della CED fa sì che la Francia venga considerata come il nemico di una Europa unita.

La Francia ha una identità imperiale molto forte, perché la prosecuzione di una identità nazionale francese è avvenuta in
maniera più forte nelle colonie e grazie alle loro risorse, in particolare di quelle africane.
A Brazzaville, nel ’44, Charles De Gaulle, capo del movimento Francia libera, apre la riunione; Pleven è il responsabile
delle colonie.
Ciò che si sviluppa è l’Union Francaise, formata da:
 la Francia metropolitana;
 I dipartimenti d’oltremare: Algeria (Alger, Oran, Constantine, Territoires du Sud),
Guadeloupe, Guyane, Martinique, Réunion ;
 I territori d’oltremare: Afrique-Occidentale française (Côte
d'Ivoire, Dahomey, Guinée, Mauritanie, Niger, Sénégal, Soudan, Haute-Volta), Afrique-Équatoriale
française (Congo, Gabon, Oubangui-Chari, Tchad), Comores, Établissements en Inde, Madagascar, Nouvelle-
Calédonie, Établissements d'Océanie, Saint-Pierre-et-Miquelon, Somalia ;
 I territori associati (ex mandati SdN e ora trusteeship ONU) Togo e Cameroun;
 Stati associati (Indocina francese – VN, Cambogia, Laos)
I ministri francesi sono molto espliciti a dichiarare che la Francia non rinuncerà mai alla sua dimensione continentale per
una dimensione europea, ma è comunque lacerata nel suo interno dalle questioni colonali.

Principali avvenimenti della Francia imperialista:


 1946 Union Française
 1954 Dien Bien Phu: perdita del controllo del canale di Suez, perdita del potere politico
 1956 Suez
 1954-1962 Algeria - 1956 Battaglia di Algeri: lunga guerra che divide la comunità francese che porta al collasso
dell’Unione e alla nascita di una nuova forma di governo, la V Repubblica
 1958 Communauté e V Repubblica
 1960 Anno dell’Africa (winds of change)
In Francia è un periodo tormentato, e la identità imperiale francese è scossa dal fallimento della CED e della firma dei
trattati di Roma nel ’57.

Nel 1945 Ho Chi Minh dichiara l’indipendenza dell’Indocina, ma Bidault vuole tenere l’Indocina e gli americani aiutano;
buona parte degli investimenti servì per costruire la fortezza inespugnabile di Dien Bien Puh. Però i francesi vengono
sconfitti dalle forze nazionaliste e comuniste dell’Indocina nel 1954. È uno shock per l’Europa che vede emergere il
pericolo comunista e in particolare per Eisenhower che teorizza la teoria del domino (se cade un Paese nelle mani del
comunismo, cadono anche gli altri). Rappresenta momento di consapevolezza del fatto che idea superiorità dell’uomo
bianco è un’idea ingiustificata.
Laos, Cambogia e Vietnam ottengono l’indipendenza.
Nel 9154 la guerra civile nazionalista per l’indipendenza della colonia simbolo, l’Algeria, si conclude con un successo
militare ma con una sconfitta diplomatica e di identità nazionale.

Nel 1952 un gruppo di militari, gli Ufficiali Liberi, organizzano colpo di stato militare contro la monarchia dell’Egitto, e
istituiscono una Repubblica; l’Egitto era indipendente ma ancora sotto protettorato britannico. Ufficiali liberi preparano
rivolta e attuano cambiamento radicale nazionalista.
Nel 1955 Nasser, comandante degli Ufficiali Liberi, firma un accordo per la fornitura di armi con la Cecoslovacchia, che
chiede armi.
La reazione a questo atto di insubordinazione da parte degli europei e degli americani è di ricattare l’Egitto, con Dulles
che propone di finanziare la diga di Assuan, un progetto fortemente voluto da Nasser, che nazionalizza il canale di Suez il
26 luglio 1956. L’apertura del canale di Suez è un momento di svolta per storia mondiale perché cambia la geopolitica del
Mediterraneo e del Mar Rosso. Il canale, su suolo egiziano, viene gestito da una compagnia gestita da Francia e Gran
Bretagna; la Gran Bretagna ha il peso maggiore in quanto il re d’Egitto vende la sua quota della compagnia per
indebitamento.
Il 29 ottobre 1956 venne sferrato un attacco congiunto da tutti i paesi arabi nei confronti dello Stato di Israele e
intervennero anche Francia e Gran Bretagna; nonostante vincono ma contro di loro si scagliano ISA e URSS. Il 6
novembre 1965 l’ONU ordina il cessate il fuoco.
La guerra di Suez momento in cui Francia viene sconfitta e c’è l’espulsione delle vecchie potenze coloniali e l’entrata
della Guerra Fredda in Oriente, con l’entrata delle superpotenze. Gran Bretagna e Francia perdono una zona
importantissima e cercano di recuperare la loro potenza in Europa.

Si procede con il riarmo tedesco ammettendolo all’Unione Europea Occidentale, nel maggio del ’55 e quindi anche alla
NATO.
Come reazione viene firmato il patto di Varsavia a Est però nel ’53 era moto Stalin. Quindi non c’è più il poter
centralizzato. L’Europa è divisa in 2: NATO vs socialisti.
La questione delle alleanze è risolta.
Il 15 maggio 1955 viene firmato lo Staatvertrag, con cui l’Austria si riappropria della sovranità con la promessa di restare
neutrale.
Nel dicembre del ’55 i veti per l’entrata all’ONU cadono e possono entrare tutti a paesi che avevano firmato la pace dopo
la II guerra mondiale.
Il ’55 è quindi un anno di svolta nel contesto europeo.

Secondo Beyen è necessaria una ulteriore unione economica prima di una unione politica.
Nel 1955, durante la conferenza di Messina viene presentata una Europa nuova, come mercato unico e una unione
economica e commerciale.
Il 25 marzo 1957, vengono firmati i trattati di Roma, legati ad una dimensione più imperiale di Europa, portando l’idea di
una Europa portatrice di civiltà. Le norme sottoscritte sarebbero state attuate negli anni.
Vennero istituiti:
 Assemblea, 78 delegati rappresentati i parlamenti nazionali
 Consiglio dei ministri,
 Commissione ruolo importante anche se non stesso potere iniziativa dell’alta autorità della CECA, il presidente
della commissione è una figura di spicco > Halstein, sottosegretario di stato, alto funzionario del governo tedesco,
primo presidente commissione, figura importante, sostenuto dal suo governo, si scontra con de Gaulle.
 Corte di giustizia (stesso di EURATOM e CECA)

Comunità economica europea prevede altri elementi, fondo sociale europeo > dare + risorse, anima welfarista, idea che la
comunità preveda delle misure di compensazione per i problemi causati dall’entrata in vigore del trattato come la
possibilità di movimento della forza lavoro e della dismissione di alcune imprese
Associazione e il fondo europeo di sviluppo,
associazione colonie
Francia entra nel progetto europeo con le colonie, entrano come stati/territori associati.
Altri paesi si impegnino per lo sviluppo coloniale e si prevedono delle agevolazioni per il commercio con le colonie.
Germania dà finanziamento consistente, ottenuto in cambio del fatto che Francia si impegna ad assicurare il diritto di
stabilimento delle imprese tedesche sui territori delle colonie. Elemento fondamentale nel determinare l’avvia della
comunità economica europea.
Negli anni ’60 gli Stati associati/colonie chiedono indipendenza dalla Francia e la ottengono, relazioni con questi paesi
sono in una sorta di limbo, interesse reciproco.
Nel ’63 trasportare alcuni trattati di Roma in un accordo a parte, garantire ex colonie aiuto per lo sviluppo (20 luglio
1963, Convenzione di Yaoundé)
Il primo ambito che viene comunizzato è l’agricoltura, mentre la CECA e l’EURATOM si occupavano delle industrie.
Sulla carta la Commissione ha un ruolo debole ma in realtà acquisirà un peso politico sempre maggiore.

La Francia trova nell’Europa un riscatto alla sua perdita di poteri imperiali e vuole dimostrare di essere una
superpotenza; riuscirà inoltre a trovare un modo di spartire i costi dell’Impero.
Charles DeGaulle salì al potere nel 1958 e fu il primo presidente della quinta Repubblica francese; inizialmente
viene chiamato per risolvere la crisi dei piccoli governi di coalizione e progettò una nuova costituzione.
Aveva vissuto al di fuori della Francia nazionale, ma non per questo pensa che la potenza francese stia
nell’Impero, per lui l’orgoglio francese doveva stare nell’essere una grande potenza, la Francia è un paese
europeo.
Il suo nome è associato all’idea di crisi, in quanto introduce elementi di crisi con una chiave funzionalista.

“Une certain idée de la France” diventa “une certain idée de l’Europe”: entra con l’idea di dare all’Europa un nuovo
potere nel mondo cercando di ristrutturare l’idea europea portando avanti l’idea di una Europa come terza forza.
“Europe des patries”: una Europa delle patrie ma lui non è un europeista, è un unionista. L’Europa deve essere fatta e
l’iniziativa deve essere data agli Stati. Il metodo di governo deve cambiare e chiede una politica con un governo forte e
che veda delle iniziative decise nelle dimensioni cruciali per uno Stato forte: politica estera e politica di difesa.

DeGaulle viene chiamato il signor no in quanto si oppone:


 All’allargamento (Gran Bretagna e Commonwealth)
 Alla riduzione dei dazi
 Al passaggio delle decisioni a maggioranza

Egli introdusse anche delle novità:


 Revisione delle relazioni transatlantiche: alla fine degli anni ’50 era nella politica internazionale una figura di
primo piano. Kennedy, presidente degli USA, chiese un cambiamento nelle relazioni transatlantiche, prevede una
divisione delle spese e pensa che l’Europa debba contribuire alle spese per la difesa. Kennedy dichiara che gli
USA non sono più disposti a correre il rischio di una guerra nucleare per proteggere l’Europa e introduce il
concetto di risposta flessibile (si riservano la possibilità di decidere)
 Nuovo asse con la Germania: l’idea di DeGaulle è di puntare in maniera più chiara ad un accordo con la
Germania. Nel 1963, DeGaulle e Adenauer sottoscrissero il trattato dell’Eliseo, che prevedeva un rapporto molto
stretto tra le 2 nazioni e prevedeva 3 incontri annuali per discutere di questioni strategiche importanti per
entrambi
 Questioni militari / atomiche (NATO): nel 1957 viene lanciato lo Sputnik ed è il primo segno di pericolo per gli
USA. Kennedy introduce la dottrine della risposta flessibile
 Distensione all’Europa dall’Atlantico agli Urali: DeGaulle fu il primo a utilizzare la parola “distensione” per
indicare una nuova fase della Guerra Fredda in cui i rapporti tra Est e Ovest sono pacifici, non più tesi come
prima. Per DeGaulle questa è una iniziative che vede l’Europa al centro con un ruolo fondamentale. Si impedisce
l’uso della bomba atomica per evitare la MAD (Mutual Assured Distruction)

Due fasi della distensione


 Introduttiva, parte nel ’63 con Kennedy e prosegue con Johnson
 Distensione mature, con Nixon e Kissinger, caratterizzata dalla firma degli accordi per la limitazione degli
armamenti

Nel 1958 ha inizio la rivoluzione a Cuba, il dittatore Batista viene deposto da un movimento rivoluzionario guidato dalla
borghesia locale guidata da Fidel Castro. Il suo governo procede con la nazionalizzazione delle grandi imprese degli USA
che sono sull’isola di Cuba e avvia relaziona con URSS e si iniziano relazioni commerciali come l’accordo per la vendita
dello zucchero. L’atteggiamento del nuovo governo è destinato a causare una crisi negli USA, che pongono l’embargo.
Le tensioni sono enormi tra USA e Cuba e si causa una rottura. USA intervengono con una covered operation per ribaltare
il regime (1961 Kennedy da l’ok per uno sbarco di esuli cubani nella baia dei porci). Cuba è una nazione socialista. USA
si trovano con il nemico alle porte di casa e la sensazione peggiora quando nel ’62 la URSS installa delle basi di missili a
Cuba che sarebbero arrivati in territorio americano; bisogna evitare che arrivino le testate nucleari.
Ci si rende conto che ne gli USA sono disposti a usare l’arma atomica per una crisi “locale”, ne la URSS è disposta a
usare l’arma atomica per difendere un alleato. I due paesi discutono su come risolvere la cosa senza ricorrere alle armi.
Dopo la crisi Cuba, l’Europa non si fida più di USA come protettore e gli alleati della URSS pensano la stessa cosa della
URSS. Perdita di credibilità delle due superpotenze.
Questo legittima l’idea di De Gaulle di creare in Europa, soprattutto in Francia, una propria politica di riarmo nucleare. Si
crea l’asse europeo con l’accordo dell’Eliseo tra Francia e Gran Bretagna.

Ciò porterà a:
 crisi nella NATO (questione forza multilaterale 1965-66)– politica sedia vuota Francia e force de frappe
 accordo franco-tedesco del 1963
 crisi euromissili (anni 70)

Nel quadro di fortissime tensioni internazionali, che avevano raggiunto il culmine con la crisi dei missili di
Cuba nel 1962, Charles De Gaulle punta a costruire un’Europa a guida francese che consenta alla Francia di
tornare a giocare un ruolo di primo piano sulla scena mondiale. Obiettivo è la costruzione di un’Europa politica,
capace di porsi come terza forza nel quadro bipolare della guerra fredda. Tutto ciò fondato su un solido asse
franco-tedesco e nella decisione di tenere fuori dalla CEE la Gran Bretagna, che nell’estate del 1961 aveva fatto
richiesta di aderirvi, a testimonianza di quanto il mercato unico risultasse funzionante e attrattivo. Tra le ragioni
della Francia, anche il fatto che la Gran Bretagna rappresentasse un ostacolo esplicito al disegno gollista di un
primato francese in Europa e di un’Europa meno legata alla leadership americana. Da questo progetto prende le
mosse il cosiddetto Piano Fouchet (1961 – 1962), che non ipotizza un’Europa federale ma un’Unione degli
Stati cooperanti in precisi settori di competenza: politica estera, politica di difesa, cultura, diritti umani. La
prospettiva gollista, pur rimanendo ancorata alla dimensione nazionale, creava comunque le condizioni di una
cooperazione di carattere politico tra gli Stati dell’Europa occidentale. Il progetti fallì soprattutto per
l’indisponibilità dei partner a disancorare l’Europa dall’alleanza atlantica.

Il piano Fouchet venne presentato il 2 novembre 1961 e riproposto più volte in seguito.
Prevedeva, come istituzioni:
 consiglio: capi di governo che si incontrano 3 volte l’anno, decisioni unanimi
 Parlamento
 Commissione politica: alti funzionari dei ministeri esteri
Tra i punti più importanti ci sono la difesa della democrazia e dei diritti umani.

Nel 1963 la Gran Bretagna fece la sua prima richiesta di entrare nella CEE ma la richiesta, fatta da Heath, che
stava supervisionando i negoziati, venne respinta da DeGaulle, che venne sostenuto da Adenauer, con il quale
aveva appena firmato il trattato dell’Eliseo. Ci riprovò nel ’67 ma venne di nuovo bloccata. Riuscirà a entrare
solo nel 1969, quindi al posto di DeGaulle troviamo Pompidou e a gestire i negoziati Wilson.

Nel luglio 1965 inizierà al crisi della sedia vuota, in cui la Francia ritirerà il suo rappresentate dal Consiglio
perché non accettava la proposta del presidente Hallstein di finanziare la PAC con risorse proprie.
I due avevano diverse visioni d’Europa per cui la Germani voleva un generale rafforzamento delle istituzioni
comunitarie, le aspirazioni della Commissione si scontravano con la resistenza di DeGaulle.
La connessione era tra l’approvazione della PAC e l’approvazione dei principi generali sulle risorse della CE
(acquisizione di risorse proprie). La Commissione voleva prendere le decisioni a maggioranza e non con
l’unanimità, inoltre voleva rendere le risorse della comunità indipendenti dai singoli Stati.
La crisi finì con il compromesso di Lussemburgo del 1966 in cui si decise che l’unanimità sarebbe rimasta sulle
questioni fondamentali; DeGaulle riesce a imporre la sua idea in quanto c’era la convinzione che senza la
Francia non si sarebbe mai potuto fare nulla.

Questioni sociali hanno importanza fondamentale nel processo di integrazione europea, sono importanti perché per gli
stati che partecipano al progetto di integrazione europea sono importanti.
Stati nazionale tendono ad appropriarsi della politica sociale e di imbastire dei loro sistemi nazionali di welfare, a livello
europeo negli anni ’60, fine periodo ricostruzione apice boom economico, grande successo di welfare state a livello
nazionale e partiti di centro-sinistra.

Quando nel 1952 nasce la CECA, il problema è quello di evitare il social dumping, evitare che la riforma del mercato
consenta dei meccanismi di concorrenza per la forza lavoro, pericolo per il mercato comune. Periodo di grande attivismo
sociale, modello tripartito. Sindacati ottengono garanzia di nominare uno dei commissari/rappresentante nazionale
Art.69: si discute di libera circolazione dei lavoratori nei settori di carbone e acciaio, timore che ci sia gara al ribasso dei
costi salariali. Libera circolazione è garantita ma con un limite, solo con lavoratori altamente qualificati
Costruzioni alloggi per lavoratori, fondi della CECA.

Con la CEE, a partire dal 1957, la politica sociale è a servizio del mercato.
La costruzione del welfare statale avviene a livello dei singoli Stati nazionali e non a livello di CEE, nonostante si
ritrovino alcune norme generiche nel trattato di Roma.
 Art. 117: migliori condizioni di vita della manodopera
 Art.48-49 libera circolazione lavoratori: perplessità e necessità di cautele, nei sei paesi si ma non vale per le
colonie, no norme sociali che valgono per stati della comunità economica europea. Diritto precedenza cittadini
degli stati membri nell’ottenere il lavoro e riconoscimenti di carattere sociale su territorio di tutta la comunità.
 Art.119 parità retributiva uomo-donna (no social dumping): principio stabilito all’interno dei trattati,
preoccupazione del social dumping.
 Art.128 creazione di un centro che si occupi di formazione professionale – CEDEFOP – per sostenere lo sviluppo
tecnologico (priorità europea): nasce nel ’61, pensato con idea di sostenere formazione dei lavoratori nello
sviluppo tecnologico, fiducia scienza e tecnologia (è la norma più importante)

Cosa significa fare politica sociale negli anni ’70: percezione crisi economica, ciò che caratterizza il disinteressa delle
istituzioni europee nell’ambito della politica sociale si trasforma, + forte richiesta da parte degli stati nazionali. Attenzione
del rinnovamento del fondo sociale europeo, voluto fortemente da Brandt e che non dimostrerà tutte le sue potenzialità
causa crisi petrolifera.

Il maggiore problema degli anni ’60 è la politica agricola i quanto è il settore che rischia la sovraproduzione e pieno di
disoccupazione.
La Politica Agricola Comune (PAC) è un tipo di politica sociale molto particolare in quanto diventa la bandiera
dell’Europa. La capacità di integrarsi nella politica agricola comune influenza la possibilità di un paese si entrare a fare
parte dell’Europa.

Dal 1958 fino al 1961 ci si trova davanti a una 2° crisi di Berlino.


Il 27 novembre 1958 Khrushchev annuncia che se gli occidentali non accetteranno di trasformare Berlino in una
“città libera” entro 6 mesi l’URSS darà il controllo degli accessi alla città alla Germania est. Nessuno però era
disposto alla guerra per Berlino. L’ultimatum scade e non succede niente.
A causa della massiccia migrazione dalla Berlino Est alla Berlino Ovest, il 10 agosto 1961 venne costruito un
muro per dividere in 2 la città.
I governi tedeschi si rifiutano di riconoscere come Stato la Repubblica Democratica tedesca (Est); nuovo
governo prima dei social-democratici, poi social-liberali.
Nell’ottobre del 1960 Brandt, cancelliere della Repubblica Federale tedesca (Ovest), propone la creazione di 2
Stati e due nazioni. La sua politica viene chiamata “Ostpolitik” e trasformò la Germania Ovest in una potenza.

La Francia tentò allora di riprendere la sua leadership europea attraverso un nuovo rapporto con la Gran
Bretagna (GB) a controbilanciare il dinamismo tedesco.

Gli anni ’70 vengono identificati con un periodo di crisi e sono coperti da proteste che mettono le leadership in
pericolo.
La percezione generale è di un successo dei paesi comunisti e di insuccesso dell’Occidente; questa è però una
realtà eccessiva in quanto gli anni ’70 non sono solo anni di crisi ma anche anni in cui si semina il grande
successo dell’Occidente e d grande ripresa mondiale.
Il sistema economica internazionale è scossa da una grande crisi tra il ’71 e il ’73 e tra il ’73 e il ’74 ci fu una
crisi petrolifera. C’è una scarsità di risorse e una crisi demografica e ambientale.

Il senso di debolezza dell’Occidente porta a dissidi tra gli alleati. Durante la conferenza all’Aja vennero
proposte delle idee di cambiamento e di una revisione delle prospettive europee.
Nella conferenza dei capi di Stato e di governo del dicembre ’69 all’Aja, Pompidou, successore di DeGaulle,
propugnò il rilancio del processo d’integrazione indicando tre obiettivi:
 Completamento: finanziare la PAC e rafforzare le istituzioni
 Approfondimento: unione politica e politica estera comune, politica sociale
 Allargamento: negoziati partendo dall’”quis communautaire”, legge comunitaria su trattati e accordi
firmati

Negli anni ’70 venne pubblicato un rapporto sulla politica monetaria. È un anno percepito di crisi economica e
si pensa che sia necessario procedere con l’integrazione funzionale e di precedere verso una unione economica
e monetaria comune.
Nel 1971 venne firmato il trattato Debel, per cambiare il suolo dell’Assemblea.

Gli USA sentono una ostilità da tutto il mondo nei loro confronti. Durante gli anni ‘70 l’atteggiamento di
cooperazione e d vicinanza che aveva caratterizzato gli anni precedenti non è più un atteggiamento positivo e
nasce da parte di Brandt un sospetto nei confronti dell’Unione europea. Dal ’69 la presidenza finirà nelle mani
di un repubblicano, Richard Nixon, e Henry Kissinger divenne il capo del national security council, in cui
vengono discusse le strategie politiche e ha mola più importanza del segretario di Stato.

En Europa negli anni ’60 si ha un boom economico, gli USA chiedono che vengano restituiti i favori che erano
stati fatti con il piano Marshall, ma la CEE resiste e cerca di sfruttare al meglio le risorse e riesce a bloccare la
domanda degli USA di smantellare le protezioni doganali. Gli USA si lamentano della scarsa generosità tedesca
che non paga per la difesa.
Il ritmo di crescita resta senza positivo anche se la economia è rallentata e la percezione è che si stia peggio di
prima. La priorità è di evitare le gradi spese e Nixon promette di frenare i costi economici del riarmo. Appena
eletto elabora un nuovo progetto di riarmo chiamato “dottrina Nixon”: gli USA diventano disposti a intervenire
con l’armamento nucleare, però in caso di aggressione non nucleare i paesi attaccati devono arrangiarsi da sé.

Gli USA sono maggiormente interessati all’interesse nazionale, soprattutto hanno interesse economico.
Nel 1971 fecero una mossa cruciale per il sistema economico internazionale. Alla base l’idea è di ristrutturare
l’economia internazionale passando per un sistema centrato su oro e dollaro. Dal 1944 la banca centrale
americana si impegnò a garantire la convertibilità del dollaro in oro; questo era però un grosso rischio per la
stabilità della economia americana in quanto si rischia che arrivi un periodo di crisi, con un deficit molto alto.
Il 14 agosto del 1971 Nixon sospende la convertibilità del dollaro, e ciò manda in crisi il sistema. Di fronte a
questa scelta tutti i paesi legati al dollaro subiscono gravi contraccolpi e le valute oscillano in maniera
incontrollabile. I colloqui per garantire un riallineamento internazionale, con un sistema basato sul dollaro e
non sull’oro. Nel dicembre del 1971 tutte le banche centrali firmano un accordo a Washington, dove si decide il
riallineamento di tutte le valute con il dollaro e si stabilisce l’impegno da parte di tutti i paesi per cercare di
mantenere un tasso di cambio limitato rispetto al dollaro. I paesi europei decidono di creare una maggiore
stabilità monetaria tra di loro; alcuni paesi si tirano indietro, come la Gran Bretagna, e altri più tardi, come
l’Italia che uscirà nel ’72 a causa della speculazione finanziaria.

Con il rapporto Verner, del 1970, la CEE si domanda se l’integrazione venga influenzata dalla politica
monetaria e se una politica monetaria comune voglia dire una moneta comune. L’idea dei paesi europei è quella
di avere una politica monetaria unica ma senza una valuta unica. Nel ’70 però rinasce l’idea di pensare alla
possibilità di avere una moneta unica, che funzioni da simbolo per l’identità europea e che renda difficile il
staccarsi dalla comunità. C’è quindi l’idea che l’introduzione della moneta unica sia un momento di forte
identità.
Dopo il ’69 iniziano anche i negoziati per l’entrata della Gran Bretagna, Irlanda, Norvegia e Danimarca.
Entrata della Gran Bretagna cambia tutto nella comunità europea, non è la stessa degli anni ’30, è molto
ridimensionata e entra perché ha l’idea che associarsi con la CEE possa apportare dei vantaggi all’economia.
Le principali discussione sono su: agricoltura, diritti di pesca, contributo britannico al budget (19 % in 5 anni –
ma compensata da riduzione centralità della PAC e nascita di una politica di sviluppo regionale).
Entreranno con il 2° gennaio 1973. LA Gran Bretagna ha delle condizioni per contribuire al bilancio europeo:
una revisione della PAC e avere la possibilità di utilizzare i fondi strutturali (parte del bilancio destinata ad
aiutare i paesi meno sviluppati della comunità; l’Italia avrebbe dovuto essere la principale destinataria ma non è
in grado si scrivere una domanda in maniera adeguata. Sono una novità molto importante, un cambiamento
epocale).

Durante il Summit di Parigi del 1972, Willy Brandt si dimostra un leader nuovo, disposto ad accogliere le
richieste dei movimenti e sostiene che serva un piano sociale per la comunità europea e che i governi debbano
fare qualcosa per evitare che scoppi una rivoluzione sociale. Cambia l’idea di Europa, che non è più una unione
puramente economica (CEE) ma si spinge perché diventi una unione in tutti i campi (CE).
I punti fondamentali della discussione furono:
 Regional policy
 Social policy
 Industrial, Scientific and Technological policy
 Environment Policy >
 Energy Policy > idea scarsità delle risorse, percezione inquinamento come problema, isteria, questione delle
risorse.
 External relations
 Political Co-Operation
 European Union

Francois Dcuhen sviluppa il concetto di Europa Potenza Civile. Tra il 1972 e il 1973 il concetto di
eccezionalismo europeo prende piede in quanto quando l’Europa voleva differenziarsi dagli USA si definiva
come una qualcosa di nuovo e migliore rispetto agli USA, così come gli USA facevano con la vecchia Europa.
“the European Community will only make the most of its opportunities if it remains true to its inner
characteristics. These are primarily: civilian ends and means and a built in sense of collective action, which in
turn express, however imperfectly, social values of equality, justice and tolerance….this implies a concern for
social justice at home spilling over in a revival of interest for the poor abroad….the European Community must
be a force for the international diffusion of civilian and democratic standards or it will itself be more or less
the victim of power politics run by powers stronger and more cohesive than itself”

Nell’aprile del 1973, Kissinger tiene un discorso in cui si rivolge ai pasi europei sull’anno dell’Europa, dove
formalmente apre un nuovo spirito di collaborazione con l’Europa e la definisce una potenza regionale.
La riconosce come un dato di fatto e ne chiede la partecipazione ai costi della difesa, ma la potenza dell’Europa
non viene riconosciuta come quella degli USA.
Ciò porta all’irritazione dei paesi europei, che durante il Summit di Copenaghen affermarono la loro
individualità e la loro indipendenza, come modello delle comunità europee e su quali partner ci si vuole
focalizzare: rafforza le relazioni con il Council of Europe e con i paesi con cui aveva rapporti particolari come
le ex-colonie e i paesi del Nord Africa.

A Helsinki, tra il 22 novembre 1972 e il 1 agosto 1975 si tenne la Conferenza per la sicurezza e la cooperazione
in Europa (CSCE). Su questa conferenza insistettero URSS, Germania dell’Est e Willy Brandt riuscì a farla.
L’Atto finale mise in risalto 3 questioni su cui ci si impegnava:
 Principi politici della sicurezza europea: inviolabilità dei confini, non interferenza negli affari interni,
diritto di appartenere, organizzazioni internazionali, rinuncia all’uso della forza rispetto alle minoranze
(voluto da Est Europa)
 Cooperazione scientifica, economica, tecnica per l’ambiente (massima estensione della clausola della
nazione più favorita)
 Su insistenza della CEE: cooperazione in campo culturale e umanitario, protezione dei diritti umani
Questo è considerato come l’accordo più importante della distensione. La Comunità Europea ha un ruolo molto
importante per discutere degli articoli di sua competenza e per fare pressione; la URSS otterrà la conferma dei
confini dopo la 2° guerra mondiale ma la 3° clausola sarà il suo punto debole in quanto non la rispetta (in
particolare la libertà di movimento dei cittadini).
L’idea è di confermare i confini europei, dopo la 2° guerra mondiale.
Si concluderà come un successo facendo apparire la CE come un soggetto politico.
L’Atto finale viene firmato da Aldo Moro e viene inserita la clausola sui diritti umani.

Il 1973 è l’anno del petrolio. I paesi dell’OPEC indicono un embargo petrolifero nei confronti dei paesi che
sostengono la causa dell’Israele. La crisi petrolifera ha un enorme impatto sull’economia mondiale, anche su
quella dell’Europa; il potere sul petrolio viene nazionalizzato e i paesi produttori hanno il controllo delle loro
risorse petrolifere.

Il grosso problema è il conflitto che nasce tra gli Stati arabi e lo Stato di Israele che nasce nel 1948, in quanto lo
Stato di Israele, che nasce su una parte dello Stato di Palestina, non viene accettato dagli arabi e viene
dichiarata guerra. Nel 1956, con la crisi del canale di Suez, lo Stato di Israele con gli alleati europei riesce a
vincere.
Nel 1967 Israele inizia una guerra preventiva in quanto si sente circondato e attaccato; la guerra dei 6 giorni (5-
11 giugno) si conclude con la vittoria di Israele e in parte è anche in parte una vittoria politica in quanto gli
USA condannano l’occupazione israeliana. I paesi arabi utilizzano l’arma del petrolio per le loro richieste
politiche in particolare per ritirare l’approvazione di uno Stato arabo, ma il primo embargo non funziona bene.
Funzionerà meglio alla fine degli anni ’70 quando avranno in mano tutto il mercato.
Nel 1973 l’Egitto prova a riconquistare terreno come potenza regionale, con una guerra che dura dal 6 al 25
ottobre, guerra dello Yom Kippur, che causa una mobilitazione univoca dello Stati israeliano in aiuto
dell’Egitto. I paesi del’OPEC decidono un nuovo embargo con alcune condizioni: no vendita di petrolio agli
USA e agli Stati che sostengono la causa israeliana, e un aumento del 70% sul prezzo del petrolio.
L’Europa non ha un atteggiamento unitario:
 Paesi filo arabi (Francia e Italia)
 Paesi filo israeliani (Germania, non può moralmente prendere posizione contro Stato d’Israele, e Olanda)
 Paesi neutrali
Le conseguenze sono:
 Politiche di austerità
 Aumento prezzo del petrolio causa un aumento della inflazione
 Europa occidentale non segue le politiche di USA in Medio Oriente
La questione petrolifera peggiora la crisi sociale e economica in Europa; vengono colpiti i Paesi del terzo mondo, URSS
guadagna in quanto produttore di petrolio e dal ’67 (primo embargo) dice agli alleati (paesi del COMECON) che devono
cercare accordi anche fuori perché non darà più risorse naturali a prezzi stracciati e si creano grandi fratture tra i Paesi con
risorse petrolifere (URSS e Romani) e quelli senza (Polonia, Germania Est e Bulgaria si indebitano molto ma loro non
sono soggetti all’embargo in quanto sostiene la causa dei paesi arabi).

Nel ’73, quando la Gran Bretagna entra nella CE, e viene definita come un soggetto da parte di un gruppo che non è in
grado di avere una politica globale. Boumedienne, leader dei Paesi associati, porta l’idea che l’Europa possa rivalutare la
sua posizione nei confronti dei paesi arabi, aumentando i progetti commerciali e di comunicazione, e anche con gli USA.
Con la sua entrata entra una nuova dimensione, quella imperiale e il rapporto con le colonie.
Nel 1958 le colonie iniziano a diventare indipendenti, e il terzo mondo sta scappando. Con le Clausole del Trattato di
Roma si regolano i rapporti commerciali e di investimento.
Con l’inizio però della Gran Bretagna ci si pone il problema sul cosa fare in quanto entrano i paesi del Commonwealth
che sono grandi e popolosi e consapevoli della loro forza. La Gran Bretagna non vuole inserirsi in un sistema dominato
dagli interessi francesi.
Vengono firmate le Convenzioni di Lomé, il 28 febbraio 1975, con cui si rivedono le politiche di associazione, basate su
una partnership tra i paesi della CE, le ex-colonie e i paesi ACP (Africa, caraibi e Pacifico), così da avere una abolizione
delle preferenze reciproche e viene introdotta la Stabex (stabilizzazione dei prezzi).

Il Mediterraneo è visto in una prospettiva più ampia e con l’inizio della decolonizzazione gli obbietti non solo più europei
ma di tutti i Paesi del Mediterraneo.
Il problema sono le ex colonie britanniche perché sono legati al Commonwealth.
28 febbraio 1985, Convenzione di Lomè, con ci si imposta la relazione in una maniera diversa riconoscendo la lotta per la
difesa nazionale e che i Paesi si affaccino sulla scena economica in maniera giusta, nasce una partnership con i Paesi del
terzo Mondo, c’è una natura contrattuale e la CE tratta con Paesi equivalenti, c’è l’abolizione delle preferenze reciproche
(i prodotti delle colonie entravano senza dazi), nascita dello Stabex (la CE si impegna a acquistare l’eccesso di prodotto in
modo da mantenere i prezzi a un livello stabile).
Viene introdotto il fondo Cheysson, Paesi del terzo mondo non produttori di petrolio.
Nel ’79 il trattato deve essere riformato e diventa chiaro che l’idea di Cheysson è di far diventare questo trattato globale,
prendendolo come ispirazione per altri parti del mondo.
Claude Cheysson, responsabile del G8, si occupa dei rapporti on il sud del mondo e diventa la figura di riferimento per le
idee di Lomé. C’è una sensazione di cambiamento dei rapporti di forza. È il responsabile del rilancio della politica
mediterranea e del dialogo euro-arabo, con una dea partita dalla Francia che voleva mettere in evidenza l’idea di
vicinanza tra Europa e mondo arabo nella prospettiva di successo dei mercati.
Gli accordi prevedono:
 Cooperazione commerciale
 Cooperazione economica finanziaria con la concessione di aiuti
 Garanzia di diritti per lavoratori immigrati in Europa e per i lavoratori emigrati dall’Europa

Il 1973 è l’ultimo anno dei governi socialdemocratici. Nel 1974 salgono al potere Helmut Schmidt e Valery
Giscard d’Estaign sono i protagonisti dell’ascesa liberale in Europa.

Anni ’70 definiti dell’euroscleresi, dovuto alle aspettative tradite dei federalisti europei che si aspettano che uscito di
scena de Gaulle, EU possa diventare una vera unione federale, non succede. Campagne elettorali per parlamento europeo,
parte dei federalisti trasmette idea di EU debole e poco democratica che alla fine si ritorce contro progetto.

Anni ’70 sono considerati il momento della transizione democratica. Portogallo Spagna Grecia i governi autocratici
cadono, sostituiti da governi democratici e l’ingresso nella comunità viene visto come un premio; però sono percepiti
come dei problemi per i problemi che porterebbero alla comunità in quanto porterebbero ad una sovraproduzione in
materia agricola.
Nel 1974, in Portogallo, con la Rivoluzione dei garofani, un colpo di Stato militare da il potere ad un governo civile; nel
1976 ci saranno le elezioni di Mario Soares.
Nel 1975, con la morte di Franco, il governo viene preso in mano da re Juan Carlos e nel 1978 verrà firmata una nuova
Costituzione.
Nel 1974 il regime dittatoriale della Grecia finisce a causa della crisi di Cipro e della invasione turca.
Aprile 1978, rapporto Commissione per il Consiglio Europeo evidenzia squilibri economici, differenze regionali, una
sovrapproduzione nell’agricoltura, nella pesca e nei tessili, e problemi strutturali e valuta le richieste di entrata.
Si comincia a parlare di una Europa a doppia velocità.

Durante il Summit di Parigi del 1974 vengono prese decisioni importanti per i futuro dell’Europa.
 Nasce consiglio europeo, incontri formali capi di stato e di governo: vengono meno le aspettative dei federalisti, è
un passo avanti vero la Costituzione e assomiglia all’idea di DeGaulle. Decide la linea politica dell’Europa
 Corte di giustizia europea: preminenza legge comunitaria su legge nazionale
Costa vs Enel, Simmenthal; se c’è una norma nazionale in contrasto con la legge comunitaria, la legge nazionale
decade
 Parlamento europeo: elezione diretta 1979 (rapporto Tindemans 1975): avviene per la prima volta nel 1979 e
dovrebbe rappresentare il culmine del progetto federalista. Le norme sono comunque decise a livello nazionale.
1. Dehousse 1960 prima idea elezione diretta
2. Vedel 1971 idea ripresa,
3. Vertice Parigi 1974: approvato principio elezione diretta, estensione poteri PE
4. Spinelli: costituente europea
5. Rapporto Tindemans 1975
6. Settembre 1976 – Legge sulle Elezioni Europee
7. 1979: elezione diretta

Il 29 dicembre 1975 venne presentato il paino Tindemans (primo ministro belga che ha il compito di scrivere gli
obbiettivi e le linee comuni d’Europa).
Dimensione sociale dell’unione europea.
 Politica monetaria comune > piano Verner inizio ’60, idea che unione economica e monetaria
 Politica sviluppo regionale > idea che regioni + povere debbano essere portate al livello di quelle + piccole
 Controllo democratico: parlamento europeo – potere di proposta legislativa > idea di rafforzare ruolo del potere
esecutivo, consiglio europeo deve dialogare con gli altri elementi istituzionali che costituiscono l’apparato
europeo
 Maggior ruolo commissione > commissione deve recuperare potere d’iniziativa.

Negli anni ’80 c’è un cambio nei governi:


 In Francia sale al potere il socialista Francois Mitterand
 In Germania Schimdt si dimette e prende il potere il cristiano democratico Helmut Kohl
 In Italia importante è Bettino Craxi, presidente del consiglio. Il dinamismo italiano è molto più forte anche su
temi europeisti
 In Inghilterra il nuovo primo ministro britannico diventa Margaret Thatcher nel 1979; è una rappresentate del
neoliberismo e non pensa che lo Stato debba interessarsi dell’economia che è in grado di gestirsi da sola quindi il
suo intento è d smantellare le strutture di gestione politica in materia economica. Con il suo governo inizieranno
grandi mobilitazioni sociali. La Gran Bretagna viene vista come la “5° colonna”, cioè uno Stato che fa parte del
progetto europeo ma in realtà lavora per altri, o per se stessi
 Reagan divenne presidente degli Stati Uniti; come la Thatcher fu uno dei maggiori esponenti del neoliberismo

Il 29 e il 30 novembre 1979 si tenne il Consiglio europeo di Dublino. La Thatcher critica la scelta in materia
economica fatte dai suoi predecessori. “We want our money back” saranno le sue famose parole pronunciate
durante il suo discorso, in cui chiedeva indietro parte dei soldi che la Gran Bretagna aveva dato alla CE come
finanziamento. Riuscirà ad ottenere almeno parte dei soldi che aveva chiesto.

La Thatcher non fu però l’unica ad avanzare delle richieste. Ronald Reagan, nuovo presidente degli Stai Uniti
rilancia la contrapposizione con l’URSS, che ha ormai una leadership molto meno forte di quella che aveva
prima e definisce la sua presidenza come una lotta contro l’impero del male

L’Unione Sovietica ha molti successi politici in quanto i paesi che diventano indipendenti in Africa si
dichiarano socialisti, come quelli in Medio Oriente. L’Etiopia nel 1974 diventa un’alleata della URSS, mentre
prima lo era degli USA; il problema è che in Eritrea, a quel tempo federata all’Etiopia, c’è un altopiano dove si
captano i segnali radio di tutto il mondo, quindi era un importante punto strategico.
Nel 1979 finisce la distensione e inizia la seconda guerra fredda a causa dell’aggressione da parte della URSS
nei confronti dell’Afghanistan, dove il partito comunista locale aveva chiesto aiuto all’URSS.

La distensione viene percepita come un periodo di inganno in cui la URSS promuove una rivoluzione mondiale.
Però nel maggio 1982 Reagan lancia i negoziati per la Strategic Arms Reduction Talks (START) e Breznev
accetta il 29 giugno 1982, introducendo la opzione doppio zero sugli euromissili (gli USA non schierano nulla
se gli SS20. Gli SS4 e gli SS5 verranno smantellati).
La difesa dell’Europa è in mano agli americani che si lamentano che l’Europa non contribuisce alla difesa.

Nel 1085 viene eletto come presidente della Commissione europea il socialista Jaques Delors, che si scontrerà
con la Thatcher per i suoi progetti di promozione dell’Unione Europea.
Il periodo del suo potere viene diviso n 3 fasi:
1. Anni della necessità (1985 – 1989): rilancio del Mercato Comune
2. Anni della speranza (1989 – 1991): idea di un’unione politica e democratica acquista nuovo slancio con la caduta
del muro di Berlino
3. Anni della delusione (1991 – 1992): scetticismo di fronte al trattato di Maastricht
Figura controversa, domande se il vero sia quello del mercato sociale o quello del mercato unico.
L’idea di rilancio viene portata avanti soprattutto da Germania e Italia, grazie ai ministri Genscher e Colombo
che rilanciano il progetto europeo.
Il 17 febbraio 1986 venne firmato a Milano l’Atto Unico Europeo, che aveva l’obbiettivo di rileggere i trattati europei e
rendere l’architettura del progetto europeo più chiara. Si vuole rilanciare l’Europa attraverso il mercato unico. È il
momento più alto di riforma delle istituzioni europee.
Si impone anche a causa della insoddisfazione della frammentarietà del procedimento verso una unione, l’idea che serve
dare una struttura e fare una sintesi riguardo a cosa c’è da sapere sull’Europa, chi è contro l’idea che serva un trattato vene
considerato un antieuropeista (Thatcher). Nel trattato si parla anche di politica sociale, fondi strutturali e politica sociale.
Il nucleo principale è il completamento del mercato unico, che deve avvenira entro il dicembre del 1992, e l’attribuzione
di maggiori poteri al Parlamento europeo. L’idea più importante è di putare verso una unione economica.
Gli elementi architettura europea al momento della firma del trattato sono:
 Libero mercato: una delle priorità emerse nei documenti della CEE, tema ben accetto da tutti xk è in sintonia con
quello che avviene sulla scena internazionale
 Tassi di cambio stabili all’interno dello SME: idea della coesione monetaria che facilita libero mercato
 Autonomia della politica monetaria per tutti i paesi: sancire indipendenza banche centrali rispetto allo stato, banca
centrale no automaticamente tenuta a stampare moneta se governo decide di attuare politica estensiva di aumento
delle spese, idea che protegge dall’inflazione
 Libertà di movimento dei capitali
Vengono inclusi anche nuovi ambiti (non solo commercio e politica sociale):
 Ampliata politica sociale: deve compensare gli svantaggi del liberismo per le classi deboli
 Politiche di coesione (Fondi strutturali)
 Ambiente (ma decisione all’unanimità)

Il 18 febbraio 198 vennero presentate alla Commissione un insieme di proposte, chiamate “pacchetto Delors”
che servivano per l’attuazione dell’Atto Europeo.
 Realizzazione di un mercato senza frontiere;
 Coesione economica e sociale;
 Politica europea della ricerca e della tecnologia;
 Rafforzamento del sistema monetario europeo;
 Spazio sociale europeo;
 Interventi comunitari in materia dell’ambiente.
Alla Thatcher non piace il pacchetto Delors e lo vede come una maniera per rendere il mercato europeo meno
competitivo, chiedendo una garanzia per i diritti dei lavoratori molto più ampia.
Il pacchetto Delors aveva una parte dedicata alla politica regionale e intendeva organizzare un piano Marshall
ma con soldi della comunità per rilanciare la politica europea; era inclusa anche l’introduzione di una carta dei
diritti dei lavoratori (la Thatcher aveva passato gli anni precedenti a distruggere i diritti dei lavoratori
britannici).
Fra le novità della seconda metà degli anni ’80 ci sono delle iniziative no collegate in maniera così chiara alle
istituzioni europee. Tra questi il trattato di Schengen, 1985, per l’abolizione dei controlli alle frontiere
(progresso verso la liberalizzazione del movimento delle persone), entro il 1993; questo non è parte dell’Atto
Unico Europeo.

Il rapporto Delors, del 1089 pone come obbiettivo l’unione monetaria e divide il percorso in 3 fasi:
1. Luglio 1990, convergenza indicatori economici, fine controllo movimenti capitale
2. Sistema europeo di banche centrali
3. Introduzione di una moneta unica
Tutto ciò è un percorso che viene concordato con la banca centrale più forte, la Bundesbank.
Il piano viene approvato.

Nessuno immaginava che da lì a poco sarebbe caduto il muro di Berlino e sarebbe finita la guerra fredda.

Tra la fine degli anni ’70 e gli inizi degli anni ’80 la dipendenza economica dall’Europa occidentale è sempre
più marcata e anche i paesi più pigri stringono degli accordi bilaterali con la CE. I rapporti avvengono
attraverso i singoli Stati e la CE, non attraverso il COMECON.
La Germania ha un rapporto particole con la Germania Est e rapporti commerciali molto importanti (i paesi vendono
tecnologie avanzate e la Germani Ovest si indebita).
Nel 1980 in Polonia si hanno degli scioperi nei cantieri navali di Danzica, Solidarnosc a causa della crisi e dei livelli bassi
dei salari. La protesta si coagula intorno a un sindacato libero che nel giro di pochissimo tempo acquisisce 10 milioni di
membri. Richieste: diritto di sciopero, libertà di associazione (diritti politici).
Prima cosa si cerca di cambiare governo e sale al potere prima come capo di stato maggiore e poi capo del governo,
Jaruzelski, impone la legge marziale (1981) e spera nel solito intervento “pacificatore” dell’armata rossa, che però non
interviene. La mancata reazione deriva dalla paura di punizione economiche, che già subiva per il suo intervento in
Afghanistan, e è una cosa che fa presagire un cambiamento di atteggiamento della URSS molto importante.

Il cambiamento viene riconfermato con il cambiamento di leadership con l’elezione di Gorbachev come
segretario generale del PCUS, appartenente a un’altra generazione e ha come obbiettivo di rendere il partito
sovietico più moderno e più onesto. La sua idea è di operare dall’interno per ottenere un cambiamento. Secondo
lui non è vero che l’URSS non possa essere cambiata nelle sue istituzioni di fondo per avere un comunismo
migliore. L’11 marzo 1985 Gorbacev viene eletto segretario generale della PCUS. Sarà lui a portare alla fine
della guerra fredda.
Durante il 27° congresso della PCUS, il 25 febbraio 1986, presenterà le sue linee politiche:
 Perestrojka: riforma e ristrutturazione
 Glasnot: trasparenza
La crisi percepita in Occidente del sistema socialista emerge con il disastro nucleare di Chernobyl, 26 aprile 1986. Ha un
importante impatto sulla opinione pubblica poiché siamo nel periodo della paura atomica (revival, anche culturale, della
percezione di un rischio di una guerra atomica a causa dei toni del presidente Reagan). È un momento importante anche
nella percezione della CE che aveva messo la politica ambientale tra i suoi obbiettivi.
L’idea di Gorbachev è di una casa comune europea e viene rafforzata da questi eventi.
Crisi del sistema sovietico che non riesce a gestire un disastro ambientale ma apre la prospettiva al dialogo.
Gorbachev mette ordine anche in casa sua:
1. Importanti sono la agricoltura e l’industria
2. 1988 indette le elezioni (tenutesi nel marzo 1989) Congresso del Popolo, un vero e proprio Parlamento pluralista
(a Leningrado e Mosca candidati comunisti battuti alle elezioni), solo 1/3 designato dalle organizzazioni sociali
3. Feb. 1990: Abolito art 6 cost. 1977, “funzione dirigente” PCUS, di cui abolisce l’organo principale, il segretariato
– separazione fra Stato e partito per la prima volta. È l’elemento che consente la disgregazione tra le repubbliche
socialiste sovietiche. Favorisce le politiche autonome delle nazioni, soprattutto a quelle più distanti dalla URSS
(paesi baltici saranno i primi)
Inoltre: sostituzione dirigenti di partito a livello regionale e distrettuale.
Leggi importanti: diritto di espatrio, libertà di stampa,
diritti umani vengono tenuti in considerazione e reintegra molti degli oppositori più in vista.

La sua politica lascia una maggiore apertura verso ciò che succede fuori.

Una delle nuove politiche è che l’Unione Sovietica non interverrà più a salvare regimi pericolanti nell’Europa centro
orientale e ha un effetto a catena, si apre una nuova stagione nei Paesi e vanno al potere dei governi che si impegnano a
introdurre delle riforme economiche con il libero mercato: in Ungheria e in Polonia. nel 1989 tutti i regimi dell’Europa
centro-orientale lasciano il posto a governi pluralisti, impegnati a introdurre economie di mercato
(Rivoluzioni dall’alto (PL, HU) e dal basso (RDT, CS, RO, BUL)) 1989
Gli storici distinguono i cambiamenti:
 Dall’alto: dalla leadership
 Dal basso: in conseguenza a rivoluzioni popolari (Germania est, Romania, Cecoslovacchia e Bulgaria)

Le aspettative dei paesi socialisti causano delle rivolte popolari che vengono però controllate dalla URSS. Negli
anni ’80 una serie di rivolte e di richieste vengono accolte. Gorbacev invita ad ascoltare la voce del popolo che
chiede la libertà di movimento e la libertà di andare nella Germania dell’Ovest
Il 9 novembre 1989 cade il muro di Berlino: una folla di cittadini si accalca al confine con Berlino ovest all’annuncio che
viene dato alla radio sull’apertura dei confini. È un momento simbolico molto forte che rappresenta la fine della divisone
dell’Europa del secondo dopoguerra.

Cancelliere tedesco Kohl sostiene che caduto il muro è giunto il momento di negoziare la riunificazione tedesca. Termina
nell’ottobre del ’90, a nemmeno un anno dalla caduta del muro, adesione dei 5 Länder alla Repubblica Federale tedesca
con estensione della legge fondamentale.

L’Europa si sente, dopo il successo della riunificazione tedesca, finalmente matura per ridisegnare il suo ruolo, mettere
ordine nella sua struttura istituzionale. Idea di avviare processo di razionalizzazione di alcune questioni. Ciò che si vede
nell’Europa è il su potere di contenimento della Germania riunita, che dopo la riunificazione diventa il paese più popoloso
e più importante.
Si impone che l’Europa debba avere un nuovo spazio con una politica e una proiezione globale forte.

Il 9 e il 10 dicembre del 1992 si riunisce a Maastricht il Consiglio europeo per discutere del processo di
razionalizzazione e di ampliamento. Il tema è cosa diventerà l’Europa dopo la guerra fredda.

Il 7 febbraio 1992 venne firmato il Trattato di Maastricht o Trattato sull’Unione Europea.


L’idea del trattato è di pensarlo come un tempio con 3 pilastri basato su:
 CE + CECA+ EURATOM > politiche europee
 Politica estera e di sicurezza comune (PESC)
 Cooperazione giudiziaria e di polizia in materia penale

Le novità di Maastricht:
 Viene introdotto il principio di sussidiarietà: vale sempre la legge europea ma i paesi possono intervenire nei
settori in cui la comunità europea non ha legiferato. Comporta anche che se lo stato non legifera la comunità può
legiferare. Il diritto europeo diventa più presente.
 Banca Centrale Europea, che è isolata dal potere politico (non è una istituzione politica e non rappresenta gli stati
nazionali ma riunisce i governatori delle Banche centrali dei singoli stati, che non sono dei politici ma dei
tecnici). Ha il compito di controllare l’equilibrio monetario
 Procedura di co-decisione del parlamento che acquisisce il diritto di veto e il potere di dare la propria fiducia
all’azione di dare la propria fiducia alla commissione europea.
Trattato viene sottoposto a rettifica nei vari paesi.

Condizione per l’unione monetaria:


 Deficit inferiore al 3%
 Debito non superiore al 60%
 Inflazione entro fascia 1,5% dei migliori tre
 Moneta senza significative fluttuazioni
 Tasso interesse non maggiore del 2% della media
La condizioni non sono proprio fisse.
La moneta unica è un simbolo, non era necessaria, ma significa introdurre un elemento da cui è difficile tirarsi indietro

Nell’estate del 1992 c’è una crisi finanziaria che colpisce la lira e la sterlina, che sono le monete più deboli e
ciò obbliga a posticipare l’entrata della moneta unica.
Il 1 gennaio del 2002 viene introdotto l’euro.

L’altra grande novità post guerra fredda è l’avanzamento dell’allargamento verso Est.
Nel ’92 al consiglio europeo di Lisbona, sfida dell’allargamento, questione dell’allargamento ad est.
Allargamento è principio fondamentale della natura dell’Europa.
Vengono introdotti dei programmi di assistenza tecnica e economica e nasce la banca europea per la ricostruzione e lo
sviluppo (BERS).
Le condizioni per l’allargamento sono:
1. Rispetto della legge, dei diritti umani e delle minoranze
2. Accettazione della economia di mercato
3. Accoglimento di tutti gli obblighi che derivano dalla partecipazione europea in tutti gli aspetti decisi a Maastricht
Le politiche di accoglimento vengono avviate dai paesi più avanzati e vicini all’economia di mercato.