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APPUNTI SULLA GESTIONE DELLA PRATICA

1) IL VERBALE

Nel verbale devono essere ben definiti: quando il danno si è originato, quando è stato percepito, quando sono
stati effettuati gli interventi di ricerca e riparazione del guasto, chi li ha eseguiti ed in cosa sono consistiti.

È importante chiedere durante il sopralluogo i residui del sinistro (nello specifico: i tubi sostituiti) al fine di
capire che cosa è successo.

È molto importante compilare la parte “prontuario dei danni da acqua”.

I verbali di sopralluogo, se sono più di uno per la stessa pratica, devono sempre essere montati assieme in un
unico file .pdf. È importante eventualmente abbassare la qualità del .pdf affinché non occupi troppo spazio
sulla cartella relativa alla pratica.

Il file del verbale va salvato con la seguente tipologia di denominazione: GES_NUMEROPRATICA_VERBALE.

2) L E FOTO EFFETTUATE IN SEDE DI SOPRALLUOGO

Devono essere fatte le foto in sequenza “discendente”, cioè bisogna inquadrare:

1. L’esterno dello stabile, non solo per avere la preesistenza (la tipologia e quanti piani ha lo stabile), ma
proprio per inquadrare il luogo dell’accaduto;
2. Le foto della porzione di stabile o della stanza coinvolta dal sinistro;
3. Le foto specifiche del danno, sempre contestualizzando il luogo dell’accaduto (non basta inquadrare
una parete bianca ma devo mostrare che angolo della stanza sto inquadrando e solo dopo scendere
ulteriormente nel dettaglio).

È importante capire se c’è corrispondenza tra il danno da acqua ed il punto dove è stato effettuato l’intervento
di ricerca e riparazione guasto.

3) L A CARTELLA SPEDITI

Vanno allegati: verbale, foto, giustificativi, foto fatte dall’assicurato e dal danneggiato.

La nomina dei file va fatta in questo modo: GES_NUMERO PRATICA_TIPOLOGIA FILE (ad es.
GES_43882_foto).

Le foto vanno montate sempre in blocchi di 4 per pagina, in formato .pdf.

Nelle foto deve essere sempre presente in basso a destra la scritta con la data.

La dimensione massima della pratica è di 5gb.

Deve essere sempre controllato che le foto che andranno poi caricate in sincro.net le foto siano dritte (spesso
nella trasposizione da telefono [o cloud] a pc vengono messe storte).

4) L A RELAZIONE

Nella relazione i giustificativi a cui si fa riferimento devono essere tutti puntualmente citati facendo riferimento
al nome del file presente in cartella.

La relazione che deve essere spedita in audit va completata in tutte le sue parti e campi.
Nel campo data di restituzione presente nella copertina della relazione va inserita la data in cui la relazione va
in check all’auditor.

Nel campo “importo denunciato” va messo l’importo risultante dalla sommatoria degli importi risultanti dai
giustificativi, o, se questi non sono pervenuti, “imprecisato”.

Nel caso di danni ingenti l’importo denunciato è dato dalla sommatoria dei giustificativi e dalla quantificazione
che il perito fa del ripristino.

La relazione, nella cartella della pratica, va collocata al di fuori degli spediti in doppia copia: una in formato
Excel e l’altra in formato pdf.

È molto importante mettere il codice fiscale di assicurato e amministratore: entrambi si trovano (o dovrebbero
trovarsi) nella scheda di polizza.

Nel caso si abbia a che fare con supercondomini con più palazzine non bisogna inventarsi e costruire la
descrizione ma prendere sempre quella presente nel formulario, che fa riferimento all’intero supercondominio,
precisando poi che si farà riferimento ad un ben determinato edificio o scala.

Nella sezione I, al paragrafo “estratto condizioni di assicurazione”, bisogna mettere sempre e solo le condizioni
di assicurazione che ci interessano, chiamate, nel caso di sinistri di acqua condotta “garanzie accessorie
attinenti il caso di ns. interesse”.

Sempre per quanto riguarda il riassunto delle condizioni di polizza, va precisato il riferimento alle condizioni
generali di assicurazione (es. “articolo x della sezione y della parte a delle CGA”).

La struttura della parte relativa alle “circostanze dell’accadimento” deve essere sempre la seguente:

• Denuncia del sinistro - riportando la data, chi ha eseguito la denuncia e che cosa ha denunciato,
nonché quali sono le cause che secondo la denuncia hanno originato lo spargimento d’acqua;
• Quali accertamenti sono stati eseguiti in sede di sopralluogo – riportando se la perdita è stata risolta,
quanti e quali interventi sono stati effettuati, se si è potuto prendere visione (o meno) dei danni da
bagnamento, evidenziando eventuali circostanze particolari (ad es. sono in corso lavori di
ristrutturazione), eventuali circostanze riferite dal danneggiato in sede di sopralluogo;
• Eventuali ulteriori accertamenti;
• Conclusioni sulla indennizzabilità o meno del danno.

Va ricordato che occlusione e rottura accidentale sono due fenomeni diversi.


Talvolta l’occlusione può generare una pressione così forte che si deve procedere alla riparazione (o
sostituzione del tubo), ma generalmente basta un intervento con il canal-jet (getto d’acqua in pressione per
eleminare le ostruzioni).
È importante verificare nelle CGA di polizza che non siano richiesti danni da spargimento d’acqua
indennizzabili: alcune polizze infatti prevedono come presupposto per l’operatività della garanzia il danno da
acqua indennizzabile, che se assente non fa operare nemmeno la ricerca e riparazione guasto.

5) LA RICHIESTA DEI GIUSTIFICATIVI E LA NEGOZIAZIONE DELL’IMPORTO CON IL CONTRAENTE

Dai giustificativi (fatture o eventualmente preventivi) si può capire che cosa è stato fatto, perciò è molto
importante averli.
Se l’importo liquidato si aggira attorno alla somma 800-900€ (importo medio liquidato nei sinistri di acqua
condotta), è bene provare a chiudere il sinistro anziché sollevare riserva e trascinare troppo a lungo la pratica.
Se mancano in tutto o in parte i giustificativi si stima comunque il danno, della stima poi si chiede una
accettazione al contraente, al fine di evitare che il contraente possa presentare successivamente giustificativi
di importi attualmente sconosciuti e potenzialmente spropositati che potrebbero fondare una contestazione del
danno stimato, e poi si procede ad inviare l’atto conclusivo di perizia,
Bisogna perciò provare a negoziare con il contraente e farsi mandare subito l’accettazione della cifra
negoziata, altrimenti si ammette il sinistro ma poi c’è rischio che spuntino fuori nuovi giustificativi che fanno
lievitare enormemente l’indennizzo.

6) PRECEDENTI

È importante verificare se ci sono stati precedenti (tramite sincro.net), nella relazione vanno riportati i più
recenti. Oltre che per evitare di pagare due volte lo stesso sinistro, questo serve a capire la consistenza del
rischio.
In assenza di giustificativi la pratica può comunque essere chiusa, in media l’importo liquidato per i danni da
acqua condotta vanno dai 700€ ai 900€

7) RISERVE

Se si ha intenzione di liquidare con atto firmato non va messa nessuna riserva.


Se invece ci sono riserve va specificato quali fare, usando sempre le formule presenti nei modelli GESPEA.

8) RICOSTRUZIONE , STIMA DEL DANNO, APPLICAZIONE DI FRANCHIGIA E QUOTA FRANCHIGIA

In media gli interventi per questo tipo di sinistro coinvolgono non più di due persone (un edile e un idraulico).
Bisogna sempre riuscire a capire, ricostruendo accuratamente l’evento, se il danno che si lamenta è poi il
danno che si è effettivamente verificato.
Se il danno coinvolge terrazzi o giardini è inverosimile che si tratti di una tubazione: l’unica tipologia di tubazioni
che passano sotto terrazzi o giardini è la piletta di scarico dell’acqua piovana, altrimenti tutti gli impianti si
trovano connessi alla struttura dell’abitazione (muri).
Se le tubazioni sono montanti verticali (tubi che caricano acqua dall’acquedotto agli appartamenti), sono
condominiali, se invece sono tubazioni orizzontali sono in genere di pertinenza della singola unità immobiliare.

Raramente la franchigia è di x euro per danneggiato, la maggior parte delle volte si fa un riparto della franchigia
tra i vari danneggiati (“QUOTA FRANCHIGIA”).
Nella valutazione del danno soprattutto nella parte relativa ai danni da acqua, se si va di poco sotto franchigia
meglio aumentare di poco la stima del danno per fare andare l’importo stimato sopra franchigia e renderlo
risarcibile, chiudendo la questione, che non andare sotto franchigia e poi avere la pratica in riserva.
Il danno accertato è il danno al lordo delle franchigie e al netto dello stato d’uso (generalmente nelle acque
condotte si usa comunque il valore intero).
È in proporzione a questo totale che poi si fa il riparto proporzionale della QUOTA FRANCHIGIA.
La coassicurazione non opera, anche se su un appartamento danneggiato vige una polizza privata, se lo
spargimento d’acqua si origina da un altro appartamento, la garanzia si attiva solo nei confronti dell’ente che
causa il danno (ad es., in caso di tubazione rotta: il ripristino della stessa e risarcimento di tutti i danni che la
stessa ha cagionato sono pagati solo dalle polizze che operano su quella tubazione).

9) RIEPILOGO PERIZIA

È costituita dalle sezioni ricerca guasto e danni da acqua.


Gli importi vanno sempre espressi in cifra tonda, evitare di usare i centesimi.
10) PRESENTAZIONE DELLA RELAZIONE

Bisogna sempre usare il layout 65 di Excel.


Va fatto il.pdf dell’intera cartella (si può fare subito grazie alla funzione “stampa”).
Se c’è una interruzione di pagina, cliccare con il tasto destro del mouse il paragrafo “formato celle” e poi
“bordo”.
La cartella della pratica con gli spediti debitamente ordinati e la relazione completata va mandata in check con
il riferimento al numero di pratica.
I documenti vecchi vanno messi nella cartella “old”.
Tra gli spediti va inserita anche la richiesta documenti fatta all’amministratore.

11) INDICAZIONI GENERALI

È importante controllare la decorrenza della polizza perché a volte il sinistro potrebbe essere in realtà
antecedente alla sottoscrizione di una nuova polizza.
Se i sinistri sono effettivamente due (non invece se il sinistro è uno e di danneggiati sono due) vanno applicate
due franchigie, una per sinistro. La franchigia quindi opera PER GARANZIE.
Importante è verificare se le tubazioni rotte sono a vista, perché talvolta le polizze non risarciscono le rotture
di tubi a vista.
È importante vedere il danno da acqua, se non c’è un danno da acqua visibile la polizza non lo risarcisce,
tante polizze pagano la ricerca guasto se c’è un danno da acqua indennizzabile.
È fondamentale localizzare il danno e contestualizzarlo.

12) LA FASE FINALE (SCARICO PRATICA)

Se il contraente accetta l’importo della ns. liquidazione allora bisogna inviare un atto conclusivo di perizia con
oggetto quello riportato nella sez. OGGETTO della corrispondenza, e testo corrispondente a quello sotto.

Va poi allegato in formato pdf l’atto vero e proprio, di cui si deve compilare solo la parte relativa alle cifre.

Una volta restituito l’atto va inviata mail alla auditor con oggetto scarico con allegati i seguenti atti:
1. atto firmato
2. relazione in excel
3. relazione in pdf
Nota bene: se nel giardino o terrazzo manca questa piletta allora il danno da acqua non è per rottura tubazione
di scarico (che non c’è) ma per infiltrazione dovuta al lesionamento della guaina.