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GALILEO

Sidereus Nuncius
Sono leggi che lui pubblica nel 1610 mentre fa il professore di matematica e fisica a Padova ( anche
astronomia ), università aristotelica e molto avanzata dal punto di vista della medicina.
Prima insegnava a Pisa, ma veniva pagato poco, dopo una serie di difficili osservazioni fatte con il
cannochiale.
Egli ha una grande reputazione, nonostante non abbia veramente finito un circolo di studio, avendo
studiato matematica privatamente.
I genitori invece volevano che lui studiasse medicina, per far fronte ai problemi economici che
aveva al tempo la famiglia.
Galielo con il cannocchiale osserva cose mai viste prima e quindi deve condividerle.
La novità portate da questo cannochiale sono molte; infatti egli scopre novità riguardo la luna, la via
lattea, le nebulose e 4 nuovi pianeti, che in realtà si scopriranno essere i satelliti di Giove.
La scoperta dei satelliti viene deticata alla famiglia dei Medici.
Galielo scopre moltissime nuove stelle ( sempre grazie al cannocchiale ).
Osservando la luna scopre che la superficie di essa non è liscia e uniforme ma ineguale e con
diverse cavità, monti e valli.
Questa osservazione quindi smentisce la credenza che la luna sia fatta di etere ( perché altrimenti
sarebbe perfettamente tonda e liscia ).
Con questo mette in dubbio la dimensione dell’universo di Aristotele e di fatto crollano le teroie
aristoteliche sulla luna.
Galielo inoltre nota un enorme cratere circolare ( che in realtà non c’è, dovuto a delle imperfezioni
della lente ).
Galielo dice che la via lattea era un’insieme di moltissime stelle, ovunque si guardi ( ).
Dice anche che le nebulose sono degli ammassi si stelle.
Infine osserva i 4 satelliti di Giove.
Inizialmente osserva “ 3 stelle piccole e luminose ” e pensa siano fisse. Successivamente osserva
che hanno cambiato posizione e pensa quindi che Giove si sia spostato.
In un terzo luogo torna ancora ad osservare e nota che esse si erano ancora spostate dall’ultima
volta, e quindi capisce che sono loro che si muovono.
Deduce infatti che questi pianeti riutano attorno a Giove, e successivamente scopre anche il quarto.
Questo va contro le tesi aristoteliche, in quanto tutti i corpi dovrebbero girare intorno alla terra ma
in realtà non lo fanno.
Osserva le fasi di Venere; essa presenta delle fasi simili alla luna.
Queste fasi sono spiegabili solo con la teoria copernicana.
Osserva che Saturno è tricorporeo; in realtà sono gli anelli di saturno ( ma lui osserva solo 3 pianeti
molto vicini ).
Osserva poi le macchie solari, e quindi smonta il sistema aristotelico per lo stesso motivo della luna;
infatti il sole presenta delle macchie e quindi non è perfetto.
Un atronomo gesuita dice che le macchie siano pianeti in mezzo tra la terra e il sole, ma galielo lo
smentisce perché sono irregolari.

Galileo a questo punto crede che questi dati possano bastare per confermare il sistema copernicano,
specialmente le fasi di Venere.
Inoltre crede che non ci siano vitaìe extraterrestri come gli umani, ma non esclude ci siano altre
forme di vita.

CANNOCCHIALE

Galielo presenta lo strumento ai signori veneziani, dandone una pubblica dimostrazione.


Egli inoltre afferma di averlo costruito egli stesso, ma non l’ha inventato.
Per aver costruito questo oggetto, egli ottiene l’incarico a vita all’università di Padova e anche un
aumento; successivamente però confessa dicendo che fu inventato in Olanda.
In realtà lui lo sa costruire, infatti egli ha provato ( Venezia abile a fare lenti di vetro ) e ha fatto
molte prove empiriche ma non ha alcuna esperienza e conoscenza teorica sull’ottica.
Spesso le lenti presentavano dei difetti ( producevano false immagini ); il cratere lunare era appunto
uno di questi errori.

Si reca a Roma, diventa matematico e fisico dei Signori di Firenze con un altissimo stipendio e non
ha l’obbligo di lezione, così può dedicarsi meglio alla ricerca.
Il più conosciuto astronomo gesuita conferma quello che galielo vede e conferma le osservazioni
presenti sul Sidereus Nuncius, ma da un’interpretazione diversa ( l’utilizzo del cannocchiale è molto
complesso e quindi bisogna saper interpretare e capire le immagini ).

LETTERE COPERNICANE

ordine dei gesuiti: particolarità è che le loro scuole sono più prestigiose, e i professori che
insegnano in quei posti sono soggetti a molte controversie da parte dei personaggi che aderiscono
alla rivoluzione scientifica.

I gesuiti stanno difendendo il sistema di Thyco Brahe; essi infatti osservarono la stessa cosa che
osservò Galileo ma danno interpretazioni diverse.

Lettere copernicane: pubblicazione privata ( ma comunque Galileo già sapeva che queste lettere
sarebbero state conosciute da tutti ). Sono 4 lettere, e in queste si affronta una questione molto
delicata sul rapporto tra sacre scritture e ricerche scientifiche, in particolare si concentrano su un
passo della Bibbia di Giosuè.

Quella della prima lettera fu una vicenda molto complicata; protagonisti di questa vicenda sono
Castelli e Boscaglia.
In questa discussione Boscaglia ( filosofo aristotelico ) ha pensato che la questione fosse chiusa
citando il passo di Giosuè che diceva che la terra era immobioe e al centro dell’universo.
Castelli racconta a Galileo la vicenda tramite una lettera in cui riporta tutto il discorso fatto dalla
corte medicea circa il passo di Giosuè.
Galileo, tramite un’ulteriore lettera ( la prima delle 4 ), non contesta la sacralità della scrittura; egli
infatti avrebbe solo aggiunto che se esiste un errore non è a carico del testo della Bibbia, ma è
piuttosto a carico degli interpretatori.
Infatti egli sostiene che uno dei più gravi errori è quando si cerca di interpretare la Bibbia in modo
letterario; così facendo diremmo cose false e addirittura bestemmie.
Con questa argomentazione Galileo dice che non dovremmo considerare la Bibbia in dispute
scientifiche ( infatti non è un testo che ha la necessità di dimostrare come funzioni il cielo o la realtà
naturale ), ma lo scienziato deve tener conto e fae affidamento alle sue esperienze ed osservazioni e
con quelle può arrivare a trarre una conclusione, le quali non meritano di essere discusse o messe in
dubbio ( è possibile solo se si dimostra che il ragionamento è sbagliato o se altre osservazioni la
smentiscono ).
Infine egli dice che per il passo in questione devono rivedere il significato di esso e l’interpretazione
di alcuni passi della Bibbia.
Galielo è assolutamente convinto che se usiamo correttamente le osservazioni e le esperienze sulla
realtà naturale possiamo dimostrare il vero.
La bibbia è un testo che contiene verità, ma sta alle interpretazioni.
PAOLO FOSCARINI

Egli sotiene le stesse tesi di Galileo; scrive una lettera o opuscolo in cui si torna a parlare del
rapposrto tra sacre scritture e ricerche scientifiche e l’aveva inviato a Roberto Bellarino,
personaggio molto importante nelle gerarchie ecclesiastiche, il quale dice sia a lui che a Galileo di
parlare di cose matematiche ma non della chiesa.
Infatti sostiene che l’affermazione che il sole stia al centro e la terra le giri in torno è una cosa molto
pericolosa, poiché nuoce alla fede e alle sacre scritture, infatti si rischia di negarle.
Dice di stare attenti perché è incauto parlare assolutamente, attaccare aristotele vuol dire attaccare la
visione cristiana del mondo, il problema vero è che si rischia di negare la verità delle sacre scritture.

Bellarino inoltre ricorda a Galileo che il concilio di Trento proibisce e rifiuta il libero esame ( non
tutti infatti potevano interpretare la bibbia ), quindi la chiesa cattolica lo rifiuta.
Esempio: nella messa le scritture vengono lette ed interpretate dal prete e non ai credenti ( la
cosiddetta predica ).
La verità del testo è diffusa solo dalle autorità ecclesiastiche.
L’operzione di Galileo è per la chiesa scorretta, perché da buon cattolico doveva sottostare
all’interpretazione della chiesa, e quindi è una cosa gravissima.
Il passo di Giosuè per la chiesa deve essere interpretato alla lettera.
Quindi riassumendo Galileo dovrebbe sapere che il concilio proibisce, e deve, da buon cattolico,
sottomettersi alla chiesa.
Bellarino continua con il dire che Galielo dovrebbe fornire delle dimostrazioni ( prove fisiche, in
quanto dal punto di vista ottico tutto è possibile ); egli afferma quindi che non ci siano
dimostrazioni.
Da questo momento in avanti, Galileo smette di lavorare come astrologo e incomincia a lavorare
come fisico, nel tentativo di smontare le argomentazioni fisiche contro di lui.

5 marzo 1616 la chiesa prende una posizione contro copernico, condannando solo peroò certe
interpretazioni sulle idee copernicane; infatti condannano solo il parlare in assoluto, mentre le
supposizioni le lasciano in pace.
Anni dopo la vicenda con Bellarino si scoprì un documento che varrà la condanna a Galileo.
Il resto degli anni prima però Galileo stette in silenzio sulle questioni astronomiche, a testimoniare
il fatto che la questione era molto pericolosa e tesa.

IL SAGGIORE

Galielo sostiene una teoria sbagliata sulle comete; Orazio Grossi dice invece che Tycho Brahe
aveva ragione su di esse e quindi afferma che sono un fenomeno celeste.
Galielo dice che le comete sono simili agli arcobaleni, sono cioè illusioni ottiche.
Testo scientificamente sbagliato, pubblicato grazie al finanziamento da parte dell’accademia
medicea ( hanno buone ragioni per farlo ).
Autoritas
Il cervello è sia l’organo centrale del sistema nervoso sia una specie di cuore che fa da organo più
importante. Il cervello è più il più importante degli organi ma anche se lo vedono non ci credono
più poerchè hanno letto il contrario in Aristotele.
Galileo dice che gli aristotelici danno troppa importanza ai libri, senza tenere conto delle
osservazioni; infatti replica ancora dicendo che lui non è un aristotelico perché mantiene lo stesso
metodo di ricerca ( in più si basa anche su osservazioni ), mentre gli aristotelici non mantengono lo
stesso metodo.
Aristotelici si basano soltanto su libri “ autorevoli ”.
Per esporre la natura bisogna conoscere la lingia della matematica.
L’aspetto quantitativo conta di più su quello qualitativo, per due ragioni in particolare; la prima è
perché il linguaggio matematco è universale e non crea fraintendimenti, inoltre riesce a descrivere
tutti gli aspetti della realtà e la seconda è perché l’aspetto qualitativo è soggettivo mentre quello
quantitativo è oggettivo, quindi è meglio.

DIALOGO SOPRA I DUE MASSIMI SISTEMI

In realtà il titolo doveva essere diverso ma venne sostituito perché troppo copernicano ( “ di flusso e
del riflesso ” infatti non andava bene ).
I due massimi sistemi sono copernicano e tolemaico, esclude quindi il sistema di Tycho Brahe.
Questo è un dialogo scritto in volgare, così facendo era accessibile a tutti.
Viene pubblicato dopo aver ottenuto l’autorizzazione alla stampa.
Ci sono principalente tre personaggi ( Simplicio, Salviati e Sagredo ) che si incontrano in un
palazzo.
Simplicio è un aristotelico, Salviati è copernicano mentre Sagredo non sostiene nessuna delle parti
poiché è un uomo aperto mentalemtne che ascolta le argomentazioni di uno e dell’altro ( ma è molto
convinto delle opinioni di Salvati e quindi si schiera con lui ).
Si tiene una discussione di quattro giornate. La prima riguarda il sistema aristotelico
( presentazione e difetti ), la seconda il moto di rotazione della terra, la terza il moto di rivoluzione
della teraa e la quarta ed ultima riguarda le maree.
Per quanto riguarda la seconda giornata si ha la confuta delle obiezioni contro il moto di rotazione.
Galileo smonta le obiezioni fisiche contro il moto della terra.
Il libro viene tolto dal commercio e viene convocato a roma dalla Santa Inquisizione.
Galileo però tenta di rinviare l’incontro ( inferno e peste ), ma poi sarà costretto ad andarci. Li poi
verrà cotretto a dissociarsi.
Alla fine viene condannato per le opinioni di un testo che ha ottenuto il diritto di stampa.

CARTESIO

Il discorso sul metodo

Introduzione di tipo metodologico per tre opere scientifiche.


Dopo la condanna di Galielo, decide di non pubblicare “ Il Mondo ” ma preferisce pubblicare “ il
discorso sul metodo ”.
Cartesio è nato in Francia ma per un lungo periodo vive in Olanda, e spesso cambia città.
Sceglie l’Olanda come posto per vivere perché è un paese tollerante e quindi può lavorare
tranquillamente.
La maggior parte delle sue opere sono scritte in francese piochè essa è una lingua che in Olanda è
una lingua usata e comprensibile a tutti.

In questo libro dice di parlare come un quadro, dal quale infatti c’è un determinato punto di vista
( c’è il primo piano e lo sfondo ).
Per descrivere la sua visione del mondo decide di raccontare in primis la sua vita, divisa in diverse
parti:
 1 parte: formazione
 2 parte: scelta del metodo ( la quale è importante per la vita )
 3 parte: morale provvisoria
 4 parte: metafisica
 5 parte: fisica
 6 parte: cosa ha ancora da fare e il motivo per il quale egli ha scritto questo libro.
Il filo che unisce tutte e sei queste parti è proprio la vita ( che nel quadro sarebbe lo sfondo ) per
parlare di argomenti più specifici ( che sarebbero le parti in primo piano del quadro ); infatti
bisogna applicare le regole da questioni semplici per poi andare verso quelle più complesse.
1 parte
In questa parte si ha la riflessione sul buon senso. Cartesio infatti afferma che tutti gli esseri umani
ne sono dotati, e quello che fa la differenza è come lo si usa.
Egli si presenta come un uomo dotato di un’intelligenza ordinaria.
La fisica di Cartesio è una fisica meccanicistica ( infatti l’universo fisico è una macchina ).
Appunto per questo egli considera l’universo come un “ orologio ” e gli animali come delle
macchine complesse; per quanto riguarda gli esseri umani essi sono più che delle semplici
macchine.
Lo “ sfondo del quadro ” è dato dall’educazione scolastica, che deve essere prestigiosa e severa.
Essa è divisa in classi per livelli di apprendimento.
Cartesio dice che a scuola non ha mai imparato nulla ( ) e quindi spera di imparare viaggiando e
incontrando nuove persone.
2 parte
In questa parte Cartesio afferma che egli ha avuto molto tempo per riflettere e arriva alla
conclusione che la cosa che fa la differenza è come si imposta la ricerca.
Per questo egli trova 4 regole ( ne sceglie solo quattro perché essendo state poi troppe non
sarebbero state rispettate ).
Prende le regole dal modo di procedere deimatematici/geometri.
1. Non accettare mai nulla per vero senza conoscerlo evidentemente come tale ( regola
dell’evidenza ). Se infatti risultiamo con troppi pregiudizi e dubitosi risulteremo ache
dubbiosi.
2. Dividere um problema in tante parti ci permete così di risolverlo più agevolmente ( regola
dell’analisi ).
3. Si rocompone poi gradualmente il problema partendo dalle parti in cui è stato diviso, dal più
semplice al più complesso ( regola della sintesi ).
4. Bisogna fare enumerazioni perfette e complicate a tal punto di essere sicuri di non aver
omesso nulla.

3 parte
Nella terza parte si affrontano regole di morale provvisoria, che sono delle regole di
comportamento.
I problemi di tipo teorico possono essere scacciati all’infinito ( per esempio una persona vive bene
anche non studiando la matematica o la fisica ) ma non si può vivere senza problemi etici; essi sono
inevitabili ed implicano per forza una scelta ( anche non scegliere in questo caso è una decisione ).
Le regole sono consigli dati al lettore e sono provvisorie, cioè questi criteri non sono definitivi.
Non si possono dare regole definitive perché le questioni etiche dipendono sempre da qualcosa.
Cartesio usa l’immagine dell’albero per spiegare meglio il concetto; l’albero è costituito dal tronco,
il quale non cambia, dai ramie soprattuto dalle radici.
Il sapere può avere delle specializzazioni ( rami dell’albero ), però ci deve essere un sapere fondante
( le radici ), che tiene in piedi il tutto.
Per cartesio questo sapere fondante è la metafisica.
Cartesio ha un’enorme ambizione: egli vuole infatti sostituire a un sitema vecchio ( aristotelico ) un
sistema nuovo ( il suo ).
Carteio da inoltre dei consigli:
nel primo consiglia di non esagerare, di rimanere sempre in una posizione mediana ( non sposare gli
estremi ).
Per cartesio infatti è meglio tenersi lontani dagli eccessi poiché la scelta moderata può essere
sempre corretta facilmente e quindi ragionevole;
ho un comportamento numerato poichè “ io confido sia la soluzione ma anche se non fosse posso
aggiustarla ”.
Questo consiglio è conformista. Egli fa riferimento anche alla religione, poiché è stato educato
secondo la religione cattolica. Vivendo anche in un paese cattolico per lui è ragionevole non andare
contro i cattolici.
Non ha verità assolute su determinati argomenti e quindi il conformismo per lui è ragionevole.
Nel secondo consiglio egli consiglia che una volta presa una decisione ( anche se è dubbia )
dobbiamo seguirla come se questa fosse del tutto sicura, fino in fondo.
Dobbiamo pensare, ragionare ecc.. e anche se ci rimangono dei dubbi dobbiamo prendere la
decisione che abbiamo fatto con costanza e rimanerle fedeli.
Nel terzo ci consiglia di non lamentarsi ma di concentrarsi su se stessi; dovremmo imparare che
quello che possiamo dominare e su cioò che siamo padroni sono i nostri pensieri e non il mondo.
Non possiamo governare il mondo ma noi stessi si, ad esempio i nostri desideri ecc… .
Il comportamento ragionevole capisce queste cose e si comporta conseguentemente.

Cartesio a questo punto è consapevole che il lettore affronti la quarta parte con difficoltà.
Egli guida il lettore a giudicare, infatti deve avere un suo giudizio.
Dice inoltre che ciò che è dubbio deve essere considerato falso, ma la speranza è quella di trovare
qualcosa di vero.
Il dubbio cartesiano è diverso dal dubbio che hanno i filosofi scettici; infatti Cartesio usa il dubbio
per trovare qualcosa di vero, spera che pri a o poi troverà qualcosa di indubitabile, mentre per gli
scettici qualsiasi teoria se esaminata ha sempre dei punti deboli e quindi nessuna delle teorie che
esistono sfuggono al dubbio.
Cartesio si augura di trovare una o più verità dalle quali si possa poi costruire sopra, essendo esse
paragonate a delle pietre angolari.
Questa parte ( metafisica ) dovrebbe formare le fondamenta. Se il fondamento è solido infatti allora
reggerà tutto il sistema che poggia su di esso, se no crollerebbe.
I sensi spesso si ritrovano ad essere cattivi testimoni; la testimonianza dei sensi è dubbia; questa
cosa è condivisa da praticamente tutta la filosofia.
Cartesio inoltre dice che anche i ragionamenti possono essere sbagliati.
Infine afferma che i sogni sono veri, ma una volta che ci svegliamo questi sono solo un’illusione.
Noi non siamo in grado di distunguere il sogno dalla veglia poiché questa operazione è
praticamente impossibile ( quando stiamo sognando stiamo vivendo un’esperienza reale ).

Cartesio afferma che mentre stava pensando a queste questioni ha trovato ciò che cercava, ovvero
una verità che sfugge al dubbio; infatti egli dice che in primis lui esiste, in quanto pensa teorie che
possono tranquillamente essere anche false. Lui pensa.
L’indubitabile è infatti che la nostra esistenza è il pensiero, noi viviamo finché esiste il pensiero e la
coscienza.
Tendiamo a prvilegiare la nostra esistenza al cervello più che al cuore o al respiro perché il cervello
è collegato al pensiero.
Il contenuto dei pensieri è anche meno importante, è secondario, il primario sta nel fatto che noi
esistiamo perché pensiamo.

Fisica cartesiana ( parte 5 )

Cartrsio in questa parte tratta del tema della circolazione del sangue del corpo umano.
Questa è una teoria relativamente nuova: infatti fu stipulata da un medico inglese che pubblicò un
libro dove smonta la teoria che il sangue veniva prodotto e consumato dal fegato.
Harley ricostruisce correttamente la funzione del cuore; Cartesio da questo punto di vista sposa una
prospettiva sbagliata, in quanto ritiene che il movimento che spinge il sangue sia la dilatazione
anziché la contrazione.
In questa quinta parte il lettore comprende la novità della fisica cartesiana, che ha un modello a
stampo meccanicistico.
Cartesio fa l’esempio dell’orologio, infatti egli paragona il modno fisico creato da Dio ad un
orologio, e quindi dio è una sorta di orologiaio.
Una volta creato da Dio, questo orologio funziona poi da se, senza interruzioni.
Visto che è una fisica a stampo meccanicistico, Cartesio afferma che leggere ed interpretare la realtà
naturale in termini finalicistici è un errore.
Imfatti la materia è estensione, fisica che si occupa del quantitativo ( piuttosto che del qualitativo )
che cerca delle leggi.
Non tutta la realtà è res extensa, esiste anche la res exogita.
Il corpo umano è una macchina dotata però di un’anima; infatti nell’essere umano le due realtà si
mischiano tra di loro.
L’uomo non è considerabile macchina proprio perché ha pesieri idee e reagisce a stimoli esterni
rispondendo ad essi.
Nell’uomo la res extensia e la res exogita interagiscono e collaborano.
È una cosa complicata che anche lo stesso Cartesio non riesce a spiegare, ma dice che questo
contatto abbia a che fare con il sistema nervoso, a quei tempi formato da dei piccoli tubicini con del
liquido sottile; il fluido confluisce nel cervello, più specificatamente dentro una ghiandola in cui le
due res si uniscono.
Cartesio non sapisce come interagiscono ma sa che lo fanno.

THOMAS HOBS

Egli parte già schierato, infatti sostiene la causa monarchica.


La sua convinzione a detta sua è una convinzione motivata poichè ritiene che sia la posizione
corretta da avere.
Egli è rimasto molto segnato dalla guerra civile inglese scoppiata durante una fase della sua vita ed
è inoltre terrorizzato dall’anarchia, nella quale non c’è più stato, la vita non è più sicura ecc..
La soluzione a questo è seguire la politica in una certa maniera ( galileo delle scienze politiche ).
Hobs ha l’ambizione di costruire un sistema in cui la materia che a lui preme maggiormente trattare
sono le questioni politiche.
Scrive che chiunque di noi se interrogato se il disordine dello stato è bene o male, tutti
rispondermmo il male.
Queste situazioni non vengono evitate molto semplicemente perché non sappiamo come
evitarle.Hobs ha fatto molti viaggi e in alcuni di questi è riuscito ad incontrare anche Galileo, il suo
idolo; egli infatti vuole diventare un “ galileo delle scienze politiche ”, vuole cioè applicare
un’impostazione scientifica e rigorosa sulla materia politica.
Per far ciò bisogna innanzitutto prendere in considerazione Macchiavelli.
Per parlare di azioni politiche, infatti, dobbiamo partire osservando e parlando di avvenimenti o di
uomini per ciò che sono veramente.
In quest’ottica appare quindi falso il concetto di Aristotele, che vedeva gli esseri umani come degli
animali politici, cioè che naturalemente vivono in società collaborando.
Secondo Hobs questo risulterebbe falso e per aiutarsi a dimostrare ciò prende come riferimento un a
sequenza latina in cui si dice che l’uomo per un altro uomo è lupo.
Ciò significa che l’uomo di natura è violento, aggressivo e pericoloso, perché molto intelligente.
Questo animale ( l’uomo ), dotato inoltre di ragione, è anche calcolante, vale a dire che è in grado di
valutare quello che ha intorno e sa calcolare il vantaggio e lo svantaggio che una determinata azione
o situazione più dare.
L’uomo, anche se dotato in una minima parte di ragionevolezza, quindi tende a far prevalere la
natura animale.
Hobs parte dal dire come le cose sono per evitare guai.
Per far ciò bisogna trattare la politica con un metodo, cioè la trattativa.
Il trattato intorno agli anni di Hobs, quindi intorno al 600, si sta imponendo come standard per la
comunicazione scientifica.
La lingua con la quale si scrivevano questi trattati era il francese, che era per di più la lingua della
comunicazione internazionale ( accanto al latino ).
Chi scrive un trattato vuole porre sotto esame una tematica, quindi il trattato è un opera in cui un
tema viene esaminato e trattato con scrupolo.
Per far ciò bisogna partire con un ordine geometrico, che per i trattati è il modello di Euclide
( elementi di Euclide ).
Negli elementi di Euclide le definizioni devono essere chiare ed univoche, e quindi anche nel
trattato si deve verificare la stessa cosa.
Nel trattato si dimostra una stringente consequenzialità costruttiva ( ci deve infatti essere un
ragionamento ed un filo logico che tiene collegato tutto ).
Se l’opera è costituita da assiomi ( ), postulati ( ) e teoremi non è ammesso un ricorso al principio
di autorità, infattitutto quello che viene scritto deve essere dimostrato.
All’interno di quest’opera il linguaggio è asciutto, privo di retorica, poiché essa fa appello alla sfera
sentimentale e non a quella razionale e quindi non va bene.
Quindi Hobs tratta la materia politica in un trattato.
Egli inoltre vuole costruire una filosofia di tipo sistematico, infatti vuole creare un proprio sistema.
La sua visione generale della realtà è meccanicistica e materialista; se Cartesio lo era fino a un certo
punto ( infatti egli sosteneva che il mondo della materia funzionava in un determinato modo ma
sosteneva inoltre che esisteva un’altra parte detta “ res exogita ” ), Hobs ha idee più radicali e più
dure ( è un convinto materialista ).
Per parlare bene e rigorosamente della materia politica bisogna innanzitutto sapere che cos’è lo
stato di natura.
Esso, che tratta le cose per come sono, è stato motivato da situazioni prestatali, antistatali e
interstatali.
La situazione prestatale è una situazione in cui lo stato non esiste più. Nel momento in cui esso non
esiste più, l’uomo si comporta naturalmente e quindi ogni individuo ha il diritto di non aver limite
sul suo agire.
Questa situazione porta al caos, infatti ognuno di noi fa quello che vuole e cerca di prevalere sugli
altri: si ha una situazione di tutti contro tutti.
In questa situazione tutto è precario, perfino il bene della vita; infatti Hobs dice che questa
situazione è la peggiore delle situazioni possibili.