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1. Quale il valore della Messa dinanzi a Dio?

 
 
A) Fine precipuo(principale-maggiore) dell'uomo è di adorare e lodare Dio Signore e Creatore. 
Che significa adorare Dio? Significa riconoscere l'infinita maestà di Dio e la nostra piccolezza; riconoscere la nostra
dipendenza assoluta da Lui. «Io sono l'alfa e l'omega, il principio e la fine, dice il Signore Dio, colui che è e che era
e che viene. l'Onnipotente» (Apoc. 1, 8). «Io sono Colui che è», dice il Signore di sè (Es. 3, 14). Noi, povere
creature, siamo niente al suo confronto. 
Se così enorme è la distanza tra noi a Dio, come adorarlo; lodarlo degnamente? Da noi non lo potremo mai. 
Ecco venirci in aiuto la s. Messa come l'unica adorazione degna di Dio. Una sola Messa rende a Dio omaggio e
onore maggiore che non le preghiere e le adorazioni di tutti gli angeli insieme, perché nella s. Messa non sono gli
angeli che danno gloria a Dio, ma lo stesso suo Figlio unigenito gli rende un'adorazione di valore infinito. Perciò il
celebrante, dopo la consacrazione, tracciando una croce con la Santa Ostia sopra il calice, dice: «Per Lui, con Lui e
in Lui ti sia reso, o Dio Padre Onnipotente, nell'unità dello Spirito Santo, ogni onore e gloria». 
 
B) Quello che abbiamo detto dell'adorazione, dicasi anche del rendimento di grazie. Per quante cose dobbiamo
ringraziare il Signore! E da soli siamo incapaci di esprimere debitamente il nostro ringraziamento. 
Però mediante la Messa il nostro ringraziamento diventa degno e accetto a Dio. «Ringraziamo il Signore Dio
nostro», Gratias agamus Domino Deo nostro, così canta il sacerdote al prefazio. E il ministro risponde: «E' cosa
degna e giusta» Dignum et iustum est. Allora il sacerdote intona il prefazio: «E' veramente cosa degna e giusta,
doverosa e salutare, che noi sempre e dovunque. Ti ringraziamo, o Signore santo, Padre onnipotente, Dio eterno, per
Cristo nostro Signore...». 
 
C) Ma con la s. Messa diamo al Dio offeso anche la debita riparazione. 
Purtroppo sentiamo con dolore che abbiamo di che espiare, che abbiamo che cosa riparare. 
Di quanto è il nostro debito con Dio? Diecimila talenti! Ciascuno è debitore di tale somma. Ce lo dice una parabola
del Signore. «Il regno del cieli è simile a un re, il quale volle regolare i conti coi suoi servitori. Avendo pertanto
cominciato a far ciò, gli menarono innanzi un tale che gli doveva dieci mila talenti» (Matt. 18, 23-24). Somma
favolosa! Eppure tale è il nostro debito con Dio contratto col peccato. 
Che dirà il debitore spaventato? «Il servo, gettandosi ai suoi piedi, lo scongiurava dicendo: Abbi pazienza di Ine e ti
pagherò tutto» (Matt 18, 26). 
Mendicante miserabile! Lo pagherai tutto? Con che cosa? Come? 
Come? con la s. Messa. Lì, alla s. Messa veramente ci gettiamo ai piedi del Padre celeste e giustamente gli diciamo:
Siamo si debitori, ma pagheremo tutto il nostro debito. Col Figlio di Dio che si sacrifica per noi. Con una pioggia di
fuoco Dio irato fece scomparire dalla terra Sodoma e Gomorra. Ma ciò che si commetteva in quelle città non era che
un giuoco da ragazzi in confronto agli orribili peccati che si commettono oggi nel mondo. Però Nostro Signor Gesù
Cristo continuamente, all'elevazione della s. Messa, tende in alto al Padre celeste le sue mani espiatrici perché nella
sua giusta collera, non termini l'umanità peccatrice. 
 
D) In fine la s. Messa è il sacrificio impetratorio(implorante) più efficace. 
All'uomo riesce difficile di rivolgere qualche preghiera ad un altro uomo, e se lo fa, non è sicuro del risultato. Ma la
preghiera sarà facile ed anche efficace se sarà rivolta non ad un uomo, ma a Dio stesso, e non (la per noi, ma per la
mediazione di Nostro Signore Gestì Cristo. 
Ora ciò lo facciamo nella s. Messa; tutte le preghiere che in essa rivolgiamo a Dio, le concludiamo sempre con le
parole ben note: « Per Dominum Nostrum Iesum Christum, Filium tuum. Per Nostro Signore Gesù Cristo, Figlio
tuo». 
Qualcuno potrebbe obbiettare: La morte di Gesù, avvenuta una volta sola, non è sufficiente per tutte le espiazioni e
per tutte le impetrazioni(implorazioni)? E se è sufficiente, a che serve la Messa? 
Sì, è sufficiente. Gesù sulla croce ci redense e diede soddisfazione per i nostri peccati una volta per sempre. La s.
Messa non è un sacrificio a sé, un sacrificio nuovo, ma è la riproduzione, la rinnovazione misteriosa dell'unico e solo
sacrificio della croce. Chi dunque assiste alla Messa è come se fosse stato presente sul Calvario il primo Venerdì
Santo, quando si svolse la più grande tragedia del mondo. 
E allora a che serve la s. Messa? A questo scopo: Che chi vi assiste, si unisce anche personalmente alla circolazione
del sangue che parte dal Cuore di Gesù e così partecipa della sua forza vitale e dei suoi frutti.