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ASST Ovest Milanese

NOTA INFORMATIVA MAC69


UU.OO.CC. Ostetricia e Rev0
Ginecologia STERILIZZAZIONE TUBARICA Pag. 1 di 3

Data Verifica Data Approvazione:


Funzione Visto Funzione Visto
Gennaio Dir. Dipartimento Addomino - Pelvico dr. M. Meschia Gennaio
dr.ssa
2019 2019 Resp. U.O.C. Qualità e Accreditamento
C. Radice
Dir. U.O.C. Ostetricia e Ginecologia dr. G. Stevenazzi

Le informazioni sotto riportate, unitamente al colloquio informativo, hanno lo scopo di fornirle gli
elementi per esprimere in modo libero e consapevole il Suo “consenso informato” all’atto sanitario
proposto.

CHE COS’E’ e A COSA SERVE?

La STERILIZZAZIONE TUBARICA è un metodo chirurgico che consiste nell’interruzione della


canalizzazione delle tube (strutture anatomiche che, mettendo in comunicazione l’utero con l’ovaio,
permettono l’incontro tra spermatozoi e ovocita) e determina una condizione di sterilità permanente.
La tecnica ha un’elevata efficacia contraccettiva, superiore al 99%, ma non può dare la garanzia assoluta del
risultato.
La sterilizzazione potrà essere praticata:
in LAPAROSCOPIA
in corso di TAGLIO CESAREO

La metodica utilizzata per la chiusura e/o sezione delle tube è diversa, in relazione all’accesso chirurgico.
Durante il Taglio Cesareo comunemente viene utilizzata la tecnica di Pomeroy modificata, che
consiste nel legare entrambe le tube mediante un laccio con filo riassorbibile e la loro sezione.
I monconi tubarici vengono quindi diatermocoagulati.
Questa tecnica può essere eseguita solo e soltanto se la paziente deve già essere sottoposta a taglio
cesareo per altre indicazioni e non rappresenta una motivazione per eseguire il taglio cesareo.
La tecnica può non risultare effettuabile quando per motivi anatomici le tube non sono raggiungibile
(esiti aderenziali).
La sterilizzazione per via laparoscopica prevede la rimozione delle tube (salpingectomia) oppure la
sezione e diatermocoagulazione delle tube a livello istmico per circa 2 - 3 cm, con la conseguente
interruzione del loro lume. (per le informazioni relative alla tecnica laparoscopica si rinvia alle note
informative della procedura chirurgica)

QUALI I POSSIBILI RISCHI / COMPLICANZE / INCONVENIENTI ?

Le complicanze della sterilizzazione tubarica sono nel complesso rare.

Si definiscono COMPLICANZE MAGGIORI: (con un’incidenza del 0.13 – 0.85%):


emorragie da lesione di plessi venosi.

Sono descritte anche rare COMPLICANZE TARDIVE come irregolarità mestruali, sanguinamenti uterini
anomali, dismenorrea, dolori pelvici, entro 1 anno dall’intervento. Questi disturbi, definiti da alcuni autori come
Sindrome post-sterilizzazione, (con un’incidenza sovrapponibile per altri autori a quella della popolazione
femminile nella stessa fascia di età) potrebbe derivare da alterazioni della vascolarizzazione ovarica.
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Sono sempre più numerose le evidenze scientifiche circa l’effetto protettivo della salpingectomia profilattica nei
confronti del cancro ovarico (riduzione di circa il 50%) e di malattia infiammatoria pelvica. Pertanto in caso di
richiesta di sterilizzazione tubarica, può esserle offerta la possibilità di effettuare salpingectomia totale
bilaterale (asportazione totale delle tube). Tale procedura richiede un modesto allungamento dei tempi
chirurgici e un lieve aumento delle probabilità che si verifichino complicanze intraoperatorie a causa delle
difficoltà tecniche correlate.

Il tasso di fallimento medio dell’intervento, anche se correttamente eseguito, (quindi l’incidenza di gravidanza
dopo sterilizzazione anche a distanza di anni dall’intervento) riporta tassi di 5 – 10 / 1000 nei primi 3 anni e
18/1000 a 10 anni. Dati dell’Organizzazione Mondiale della sanità (2004) riconoscono complessivamente un
tasso di fallimenti di 5 per 1000.
Il tasso di fallimento è influenzato dall’età della paziente, dalla sua storia clinica, dal metodo utilizzato.
Circa 1/3 delle gravidanze conseguenti al fallimento della sterilizzazione tubarica sono extrauterine.

Secondo la maggior parte degli autori l’intervento non comporta modificazioni nella sessualità della coppia.

CONTROINDICAZIONI alla sterilizzazione laparoscopica:


Non ci sono controindicazioni mediche che sono strettamente incompatibili con la sterilizzazione
laparoscopica, tuttavia ci sono delle situazioni (es. obesità, possibile s. aderenziale pelvica) per le quali
potrebbe essere più idonea la scelta di altre tipologie di sterilizzazione volontaria o di contraccezione.

QUALI LE MODALITÀ DI RECUPERO E GUARIGIONE?


Il recupero dall’intervento chirurgico è correlato alla tipologia dell’intervento (laparoscopia o taglio cesareo).
La procedura è indicata come irreversibile. A fronte di un ripensamento, rispetto all’eventualità che in futuro
decidesse di sottoporsi i ad un nuovo intervento per recuperare la fertilità, esistono ridotte probabilità di
successo di questo nuovo trattamento. L’opportunità di una gravidanza potrebbe richiedere l’opportunità di
riferirsi a tecniche di fecondazione assistita.

QUALI I PUNTI DI ATTENZIONE?


Chiusura delle tube: si ottiene nel 99,8% dopo 6 mesi dall’intervento.
L’intervento di sterilizzazione non mette al riparo da malattie sessualmente trasmesse, prevenibili solo con
l’uso del preservativo.

QUALI LE ALTERNATIVE AL TRATTAMENTO/PROCEDURA?

STERILIZZAZIONE PER VIA ISTEROSCOPICA CON APPLICAZIONE DI ESSURE:


(questa procedura non viene eseguita nelle nostre U.O.)
Si effettua in isteroscopia, una procedura endoscopica che consente di vedere l’interno della cavità
uterina tramite l’isteroscopio si posizionano bilateralmente nelle tube due dispositivi (microimpianti
Essure in nichel-titanio).
I microimpianti Essure, qui rilasciati, determinano una reazione fibrotica all’interno del lume tubarico,
che porta all’occlusione tubarica in circa tre mesi di tempo. Ne consegue che in questo intervallo di
tempo è necessario adottare una contraccezione alternativa. La procedura viene effettuata in sala
operatoria, può essere eseguita senza anestesia, in sedazione o in anestesia generale e richiede un
ricovero in day hospital.
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METODI CONTRACCETTIVI
Esistono altri possibili metodi contraccettivi non chirurgici oggi disponibili (pillola anticoncezionale,
dispositivi intrauterini, uso del preservativo da parte del partner, ecc. riassunti nella tabella)

Metodo Insuccesso Insuccesso Tipologia come


nell’uso normale nell’uso
Nexplanon (impianto (%)
0.05 perfetto
0.05 (%) progestinico impianto
sottocutaneo) sottodermico
Vasecotmia 0.15 0.1 sterilizzazione procedura
chirurgica
Spirale (I.U.D.)+ 0.2 0.2 Dispositivo intrauterino + inserimento
progesterone progesterone ambulatoriale
Spirale (I.U.D.)+ rame 0.8 0.6 Dispositivo intrauterino + inserimento
rame ambulatoriale
Metodi naturali 1.8 0.6 comportamentale osservazione e
(temperatura basale, registrazione
muco
Pillola cervicale)
anticoncezionale 8 0.3 estrogeni e progestinici assunzione orale

Cerotti contraccettivi 8 0.3 estrogeni e progestinici cerotto


transdermico
Anello vaginale 9 0.3 estrogeni e progestinici inserimento
vaginale
Minipillola 8 0.3 progesterone assunzione orale

Profilattico maschile 15 2 metodo di barriera inserimento


manuale
Diaframma e spermicida 16 6 Metodo di barriera + inserimento
spermicida vaginale
Coito interrotto 18 4 comportamentale va evitata
l’eiaculazione
interna
Nessuno (20-30 anni) 85 85

Nessuno (40 anni) 45 45

Nessuno (45 anni) 15 15

Fonte tabella: Comparison_of_birth_control_methods

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Per ragioni organizzative o per competenza, l’atto sanitario proposto potrebbe essere eseguito da un
operatore diverso da quello che le ha fornito le informazioni o richiesto il consenso.

Se le informazioni che ha ricevuto non le sembrano esaurienti o se necessita di altri chiarimenti, i


professionisti sanitari sono a vostra disposizione.

Se pensa di non essere in grado di decidere subito, potrà sempre chiedere che le sia lasciato altro
tempo per riflettere.

Ha la possibilità di revocare il consenso dato in qualsiasi momento.