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Friedrich Nietzsche

Friedrich Nietzsche fu un filosofo tedesco vissuto nel XIX secolo in un contesto culturale
dominato dal positivismo. Nietzsche, insieme a Marx e a Freud, venne considerato un “filosofo del
sospetto”, in quanto insinuava il dubbio sulle certezze condivise dalla maggior parte delle persone,
inoltre il filosofo aveva intenzione di abbattere le credenze dominanti che gli uomini accettavano in
maniera acritica, in particolare il suo obiettivo era quello di mettere a nudo l’inconsistenza delle
dottrine su cui si fondava la civiltà occidentale, eliminando la tradizione greca, quella latina e
quella giudaico-cristiana. Il filosofo riteneva che la scienza e la filosofia qualcosa di superficiale,
infatti esse non potevano cogliere la vera realtà del mondo. Le sue idee erano contrapposte alle
filosofie ottimistiche di Hegel e dei positivisti, infatti questi ultimi ritenevano la ragione poteva
risolvere ogni cosa. Nietzsche aveva intenzione di svelare l’inganno, ovvero che la razionalità da
sola non bastava ed era necessaria una corrispondenza tra razionale e reale accettando la presenza di
una componente irrazionale. Nietzsche individuò tre stadi dello spirito, attraverso i quali spiegò la
sua filosofia. -La prima fase del pensiero nietzscheano viene rappresentata dal cammello, il quale
indica colui che è fedele alla tradizione. In questa fase il filosofo tratta le origini della cultura
occidentale a partire dal mondo greco. Nietzsche si allontanò dalle interpretazioni tradizionali del
mondo greco, considerato come una dimensione idilliaca, secondo il filosofo il mondo greco era il
risultato del conflitto tra due principi contrapposti, ovvero l’apollineo, emblema della misura e
dell’ordine, ed il dionisiaco, principio del caos e della distruzione. L’apollineo ed il dionisiaco
erano fusi nelle tragedie greche, in particolare in quelle di Eschilo e Sofocle, in cui l’apollineo
veniva rappresentato dalle vicende dell’eroe e dai dialoghi, mentre il dionisiaco dalla musica.
Il legame tra apollineo e dionisiaco si ruppe con Euripide, infatti egli diede maggiore importanza
all’impulso apollineo rispetto a quello dionisiaco. La cultura cadde definitivamente con Socrate,
che attraverso la ragione negò l’irrazionalità della vita e rimosse completamente le forze
dionisiache. In questa fase pensava di poter far rinascere lo spirito della tragedia greca attraverso la
musica, in particolare con le opere di Wagner che fondevano irrazionale e reale. Ma la prima tappa
si concluse con la delusione per la consapevolezza dell’impossibilità di un ritorno al passato.
-La seconda fase del pensiero nietzscheano viene rappresentata dal leone, che rappresenta lo spirito
libero che si affranca dalla tradizione. Nietzsche abbandonò l’idea di una restaurazione dell’epoca
tragica dei Greci, sostenendo che occorreva spingere verso il nichilismo della cultura europea.
Secondo il filosofo le grandi costruzioni teoriche della morale, della filosofia e della scienza non
erano altro che un’invenzione consolatoria che forniva una spiegazione rassicurante del mondo.
Nietzsche criticò in particolare gli uomini mediocri che diffusero valori antivitali sottomettendo i
pochi uomini forti guidati dai valori vitali. In questa prospettiva secondo Nietzsche era necessaria la
morte di Dio, ovvero la caduta di tutti i valori assoluti. Però la morte di Dio comportava l’avvento
di una dimensione difficile da sostenere, infatti l’uomo si ritrovava senza le certezze e senza i
valori che lo avevano sostenuto nel corso dei secoli, i pochi che riuscivano ad accettare
l’irrazionalità diventavano “oltreuomini”. -La terza fase del pensiero nietzscheano viene
rappresentata dal fanciullo, il quale rappresenta l’oltreuomo, cioè colui che va oltre l’uomo dando
origine a un nuovo inizio. In questa fase Nietzsche affronta il tema dell”oltreuomo”, ovvero di colui
che si è liberato completamente dai valori assoluti ed ha accettato la condizione dionisiaca
dell’esistenza. I nazisti interpretarono in modo scorretto i suoi scritti e considerarono l’oltreuomo
come una razza superiore che aveva il diritto di sottomettere gli uomini mediocri. Secondo
Nietzsche, l’oltreuomo era in grado di sostenere l’idea dell’eterno ritorno dell’uguale, che consiste
nell’ipotesi che la storia sia un grande circolo, in cui tutti i fatti e gli avvenimenti erano destinati a
ripetersi, inoltre l’oltreuomo doveva creare un mondo in cui aveva senso volere il ritorno di ogni
istante di vita vissuta. Con questa dottrina Nietzsche si allontanò dalla concezione del tempo della
tradizione ebraico-cristiana, secondo la quale il senso della vita era rimandato al futuro. Infine,
secondo Nietzsche l’oltreuomo era l’espressione compiuta della volontà di potenza, con la quale il
filosofo intendeva l’essenza della vita e l’arte, in particolare l’artista veniva considerato colui che
incarnava meglio l’ideale dell’oltreuomo, quest’ultimo doveva operare una trasvalutazione dei
valori inaugurando un nuovo modo di rapportarsi ai valori che diventavano valori non universali.