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3) ARCHETIPI UNIVERSALI

In quanto somma ultragenetica e comportamentale del mondo che


c'ha preceduto, tendiamo a muoverci, comportarci come quelle oche
che seguivano il cammino dell’etologo e zoologo austriaco Konrad
Lorenz.

In un certo senso si può affermare che a livello comportamentale


deriviamo dall'ambiente originario una sorta di imprinting che
tenderà a sedimentarsi nel tempo modificandosi grazie
all’interazione di fattori esterni (cultura, frequentazioni, mode,
esperienze etc.); da quest’osmosi si getteranno le basi di un modus
vivendi collettivo (e talvolta) universalmente valido: le profonde
radici degli archetipi collegano, secondo differenti modalità
esperenziali, come un flusso invisibile uomini e culture nelle
differenti parti del globo.

Se l'antropologia afferma il suo primato nell’individuazione tra


differenti razze e culture, sarà proprio la presenza di alcuni
archetipi intesi come valore individuale primordiale, che costituirà
una costante comportamentale universalmente valida.

L'archetipo è quell'immagine sotterranea,il nesso causa/effetto che


all’improvviso frena la volontà dell’individuo; è ciò che langue nel
profondo Io inapparente, l'ombra nascosta dal profilo della
coscienza diurna.

In modo del tutto inapparente l’archetipo esiste e vigila, determina


lo stato e le azioni di una coscienza mobile e reattiva.
L'archetipo si annusa, si percepisce, è insito nella coscienza di ogni
individuo e da qui dirige il flusso delle azioni e dei comportamenti.

L'archetipo è regola indotta, per alcuni diviene figlio del consenso,


dei buoni princìpi a cui è vietato contravvenire. Per altri è un limite
di cui si può comodamente fare a meno. Obbedire ad un archetipo è
comunque scomodo soprattutto quando saremmo tentati di fare di
testa nostra, seguire altri cammini sicuramente più avvincenti ed
avventurosi.

Gli archetipi si intersecano tra loro. Le singole azioni,


comportamenti sono il riflesso speculare di un lungo
apprendimento iniziato con la nascita.

Dalla culla alla tomba ci muoviamo attraverso le direzioni dettate


da archetipi primigeni, insiti nella coscienza, archetipi che in un
certo senso circoscrivono e dirigono le direzioni in divenire delle
nostre azioni.

Questo avviene tutti i giorni e a tutte le ore, regolarmente ed


inconsapevolmente nel divenire quotidiano. In questo senso
l’archetipo, sia che lo si segua o lo si uccida, si può dire costituisca
una sorta di bussola interiore capace di indirizzare nel bene o nel
male azioni e comportamenti quotidiani.

L'archetipo urla per uscir fuori esprimendosi attraverso le grandi


metafore d'un consenso collettivo: le masse si muovono lasciando
risplendere le lucenti armature dei loro credi politici, religiosi,
obbediscono ad ordini impartiti da messaggi/temi sociali, culturali
che poggiano su ideologie archetipali che mirano ad innestare
un’immediata risposta comportamentale.