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non è in me l’idea di sostanza infinita #49

È vero che io coltivo in me l’idea di essere una sostanza, ma non di possedere una nozione
di sostanza infinita, dal momento che, essendo io sostanza finita, sarebbe assurdo pensare
che io contenga in me una realtà eminente relativa ad una sostanza infinita. Il fatto che io
non abbia una realtà eminente di una sostanza infinita però non toglie che io non possa
pensarla, e se quella costituisce per me un oggetto del pensiero (cioè una realtà oggettiva),
vuol dire che qualcuno me la deve aver pur trasmessa. Infatti, come potrei mai pensare di
essere finito se non vi fosse qualcosa di infinito, che mi persuade della mia imperfezione?
L’idea di Dio è la più chiara e distinta che coltivo nello spirito, perché contiene maggiore
realtà oggettiva di qualsiasi altra. E non vedo perché non debba essere che qualcos’altro da
ma a produrmi l’idea di Dio.

perché io non posso essere l’origine dell’idea di sostanza infinita #51


non sarà forse che io sia qualcosa di più di ciò che penso di essere, e cioè che tutte quelle
perfezioni che attribuisco a Dio non siano in me in potenza? E infatti, non vedo perché non
possa essere che io stesso a produrre in me l’idea di infinito e di perfezione, che in realtà
potrei dunque raggiungere (perché appunto sarebbero in me in potenza).
Nulla di tutto ciò è tuttavia possibile. perché:
1) perché nell’idea di Dio non c’è nulla che possa essere in potenza, perché sennò Dio
sarebbe imperfetto; per quanto ci possa essere in me in potenza che ancora non è
atto, nulla di ciò che è in me in potenza è riconducibile a Dio, perché appunto io sono
finito, lui è infinito e sommamente perfetto.
2) perché la mia conoscenza, per quanto possa progredire (come ora sta accadendo,
facendoci guidare da ciò che vi è di chiaro e distinto nella nostra mente), non sarà
mai infinita e perfetta.
3) nessuna realtà oggettiva può essere il prodotto di un essere meramente potenziale,
ma soltanto formale.

e se l’idea di sostanza infinita ha origine in me? #52


Tuttavia, voglio ancora ostinarmi (per eliminare qualsiasi ombra di dubbio) a pensare se
potessi mai esistere io solo che ho l’idea di sostanza infinita.
Nel caso io (finito) potessi pensare da solo di possedere l’idea di sostanza infinita, a chi
dovrei di esistere? A me stesso, ai miei genitori, o a chiunque sia meno perfetto di Dio. E se
così fosse, se io mi dessi da me, io sarei perfettamente indipendente, cioè non avrei nessun
difetto di finitudine, in quanto perfetto tutto sarebbe di mio dominio e alla mia portata (e
perciò non avrei motivo di dubitare di nulla, mentre io dubito perché so di essere imperfetto);
e così io coinciderei con Dio. Se io mi fossi dato da me saprei tutto dell’idea di sostanza
infinita di cui ora mi sto interrogando.
Se io mi dessi da me, allora, a rigore, dovrei pensare di esistere da sempre, dovrei
soffermarmi a prestare attenzione anche riguardo la natura del tempo. Per conservare
qualsiasi cosa in ognuno dei momenti in cui quella continua ad esistere, occorrerebbe una
forza che crei per la prima volta in assoluto. E io, possiedo quella forza? Se la possedessi
ne sarei cosciente (anche se per ora non abbiamo detto altro che io sia una cosa che esiste,
pensa, immagina e sente), ma siccome non la possiedo, trovo, con massima evidenza, che
l’idea di sostanza infinita dipende da un ente diverso da me (che non abbiamo ancora detto
se è Dio o no).
Pertanto, come detto anche prima, dato che in ogni caso la causa all'origine della realtà
oggettiva di Dio non ha in me una realtà né formale né eminenti a sufficienza, vuol dire che
quell'ente, Dio, esiste, ed è anche egli, pertanto, una cosa che pensa.

Dio autosussiste? #55


Non può darsi un regresso all'infinito. Non si può nemmeno supporre che più cause parziali
contribuiscano all'idea di perfezione che attribuisco a Dio. Ma anche perché è noto che la
perfezione di Dio consiste nella sua unità.

I miei genitori?
I miei genitori non possono essere la causa della mia idea di Dio, perché anche loro finiti,
non contenendo perciò una realtà tale da trasmettere l'idea di Dio in me. Non sono
nemmeno loro a conservarmi.

Dio esiste
Bisogna assolutamente concludere che per il solo fatto che esisto, che abbia l'idea chiara e
distinta di un ente perfettissimo, e che quella idea non possa avere tratto la sua realtà
oggettiva da me, che Dio esiste ed è una cosa pensante e che

L'idea di Dio è innata