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DIRITTO
1.0 le relazioni giuridiche
Il rapporto giuridico è una relazione tra due o più persone
regolata dal diritto. Proprio perché disciplinato dal diritto
il rapporto giuridico deve svolgersi obbligatoriamente
secondo quanto stabilito dalla norma: il mancato rispetto
di una norma comporta l’applicazione al trasgressore di
una sanzione.
Esempi di rapporti giuridicamente rivelanti possono essere
i prestiti di vario genere.
1.1 elementi del rapporto giuridico
Gli elementi di un rapporto giuridico sono i soggetti
(attivi o passivi), l’oggetto e il contenuto.
Il soggetto è attivo se detiene il potere di far valere le
proprie pretese, passivo se invece è colui sul quale grave il
dovere giuridico di un tenere un determinato
comportamento.
L’oggetto può essere un bene materiale (beni mobili o
immobili) o immateriale (diritto d’autore, brevetto ecc.) o
in generale l’utilità a cui si riferisce il rapporto giuridico.
Il contenuto invece è il complesso di poteri e doveri
predisposti dall’ordinamento giuridico a protezione degli
interessi coinvolti nel rapporto.
I soggetti coinvolti nel rapporto giuridico (attivo o
passivo) si vengono a trovare in condizioni rilevanti per
l’ordinamento giuridico definito.
➔ Situazione giuridica soggettiva attiva: quando a un
soggetto viene riconosciuto e tutelato il potere di
pretendere un determinato comportamento e di far
valere il proprio interesse.
➔ Situazione giuridica soggettiva passiva: quando un
soggetto ha l’obbligo o il dovere di assumere un
determinato comportamento altrui.
Si tratta di situazioni tra loro corrispondenti nel senso che
al potere del soggetto attivo corrisponde l’obbligo del
soggetto passivo.
Al soggetto attivo vengono però riconosciuti
contemporaneamente sia diritti che obblighi.
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Esempio:
L’acquirente ha il diritto di pretendere la cosa acquistata
ma ha l’obbligo di pagare il prezzo al venditore, il datore
di lavoro ha il diritto di pretendere dal suo dipendente la
prestazione lavorativa ma ha l’obbligo di corrispondergli
la retribuzione pattuita.

1.2 situazioni giuridiche soggettive


Il termine diritto viene usato comunemente con due
significati:
➔ Diritto in senso oggettivo: è la regola da seguire. Si fa
riferimento alle norme giuridiche che prescrivono o
vietano ai soggetti determinati comportamenti.
Es: il diritto protegge la proprietà.
➔ Diritto in senso soggettivo: è il potere riconosciuto
dalla norma al soggetto per la tutela di un proprio
interesse al fine di pretendere che altri soggetti
tengano un determinato comportamento.
Si fa riferimento alla titolarità del potere che la
norma giuridica attribuisce.
Es. Tizio ha un diritto di proprietà sulla propria
auto.
Esempio:
Art. 2043 del codice civile: chiunque cagioni ad altri un
danno ingiusto ha l’obbligo di risarcire il danno.
Da questa regola (diritto in senso oggettivo): il soggetto
danneggiato trae il diritto di pretendere il risarcimento
(diritto in senso soggettivo).

1.3 i diritti soggettivi


I diritti soggettivi si possono distinguere in:
➔ Diritti assoluti: garantiscono al titolare un potere
che può far valere verso tutti.
a. Diritti reali
b. Diritti della personalità
c. Diritti immediati: consentono al titolare di
realizzare il proprio interesse senza la
mediazione di altri.
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➔ Diritti relativi: garantiscono al titolare un potere che


può far valere solo nei confronti di una o più persone
determinate.
a. Diritti di credito
b. Diritti mediati: il titolare ha bisogno della
collaborazione del soggetto passivo per la
realizzazione del proprio interesse.
I diritti soggettivi si possono anche distinguere in:
➔ Diritti trasmissibili: possono essere trasferiti ad altri
soggetti sia in vita che a seguito della morte del
titolare:
a. Diritti reali: hanno per oggetto delle cose e
attribuiscono al proprietario un potere pieno o
limitato su un bene.
b. Diritti di credito: hanno per oggetto la
prestazione di un soggetto, e attribuiscono al
titolare il potere di pretendere dal debitore una
determinata prestazione.
● Diritti patrimoniali: attribuiscono al
titolare un vantaggio di tipo
economico, ovvero possono essere
quantificati economicamente
➔ Diritti non trasmissibili: non possono essere trasferiti
ad altri soggetti e si estinguono con la morte del
titolare.
a. Diritto della personalità
Diritti non patrimoniali: attribuiscono
un vantaggio che non può essere
quantificato economicamente.
b. Diritti soggettivi pubblici
Le situazioni giuridiche passive vengono qualificate come:
➔ Dovere: dovere generico di astensione contrapposto
alla figura del diritto assoluto;
Es. Dovere di rispettare la proprietà altrui, dovere di
non arrecare danni ad terzi.
➔ Obbligo: dovere specifico al quale è tenuto il
soggetto passivo del rapporto obbligatorio (debitore);
Es. Obbligo di restituire la somma avuta in prestito.
Si distingue l’onere:
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Un soggetto attivo per esercitare il potere di cui è titolare


talvolta è sottoposto ad un determinato onere.
L’esercizio del potere è condizionato ad un adempimento.
Essendo l’onere previsto nell’interesse dello stesso
soggetto non è obbligatorio. Pertanto non sono previste
sanzioni nel caso non venga rispettato.
Il creditore per far valere le sue ragioni e farsi restituire
il prestito ha l’onere di dimostrare la validità del proprio
diritto e l’inadempienza del debitore, se non lo fa si
preclude la possibilità di far valere il suo diritto in sede
processuale.
Tutela giurisdizionale dei diritti: il titolare di un diritto
soggettivo laddove veda leso o minacciato il proprio
diritto non può farsi giustizia da solo ma deve esercitare
il diritto d’azione.
Il diritto d’azione è il potere di ricorrere all’autorità
giudiziaria per l’applicazione concreta della legge.
Il soggetto (attore) che ritiene violato un proprio diritto
soggettivo cita con domanda giudiziale il presunto
trasgressore (convenuto) a convenire davanti al giudice.
Si avvia in questo modo il processo civile che si
concluderà con una sentenza del giudice.

1.4 capacità delle persone fisiche


La capacità giuridica è l’idoneità a essere titolare di
diritti e doveri.
La capacità giuridica si acquista con la nascita e si perde
con la morte.
Es. Diritto alla vita, diritto al nome ecc.
Avere la capacità giuridica significa essere considerato
soggetto di diritto ed essere tutelato dall’ordinamento.
Oggi è riconosciuta a tutti.
Un esempio storico in cui la capacità giuridica ha subito
notevoli ridimensionamenti è dato dalle leggi razziali
(1938) che incisero in modo rilevante sulla capacità
giuridica dei cittadini di razza ebraica.

La capacità di agire è l’idoneità a compiere validamente


atti giuridici che consentano al soggetto di acquisire ed
esercitare diritti o di assumere e adempiere obblighi.
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Es. Vendere, comprare immobili, fare testamento.


Si acquista con il raggiungimento della maggiore età
(compimento del 18° anno).
In alcuni casi si può acquisire parzialmente a 16 anni
limitatamente ad alcune specifiche fattispecie legate
alla figura del minore emancipato:
a. Matrimonio;
b. Riconoscimento di un figlio naturale.
L’incapacità di agire avviene quando il legislatore
suppone che un soggetto non sia in grado di compiere atti
giuridici che modificano la sua sfera patrimoniale prima
del compimento dei 18 anni pertanto sono incapaci:
a. Tutti i minorenni:
A eccezione del minore emancipato;
b. I maggiorenni a seguito di:
- Interdizione giudiziale;
- Inabilitazione.
I maggiorenni a seguito d'interdizione giudiziale che
comporta l’incapacità assoluta:
Il soggetto non può compiere nessun atto dispositivo
neanche di scarsi rilievo.
Vengono interdetti a seguito di una sentenza del tribunale
quei soggetti che trovandosi abitualmente in uno stato
d'infermità mentale non sono ritenuti in grado di
provvedere ai propri interessi.
Diversa è ‘interdizione legale che colpisce le persone
condannate a pene detentive uguali o superiori ai cinque
anni. Questa ha una finalità punitiva e si configura come
una pena accessoria.
I maggiorenni a seguito d'inabilitazione subiscono un
incapacità relativa:
Il soggetto non può compiere atti dispositivi di
straordinaria amministrazione, può solo compiere atti di
ordinaria amministrazione. L’inabilitazione si ha seguito
di sentenza del tribunale nei seguenti casi:
a. Infermità mentale: non così grave da determinare
l’interdizione;
b. Eccessiva prodigalità:
c. Abuso abituale di alcool e droghe
d. Sordomuti e ciechi sin dalla nascita.
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L’incapacità naturale, a differenza dell’incapacità legale


dichiarata dal giudice a seguito di una specifica
procedura, l’incapacità naturale attiene a una situazione
psicologica del soggetto che ha il carattere della
transitorietà e occasionalità.
Per quanto riguarda la tutela degli atti compiuti dal
soggetto incapace naturale, il legislatore appresta anche
per l’incapace naturale delle specifiche difese (art. 428
codice civile):
Gli atti compiuti da una persona priva anche
momentaneamente dalla capacità d'intendere e volere
possono essere annullati se risulta un grave pregiudizio
all’autore e se risulta la malafede dell’altro contraente.
Il legislatore al fine di proteggere gli interessi economici
delle persone interdette, inabilitate e di coloro che si
trovano anche solo momentaneamente in condizione di
non riuscire a gestire i propri interessi i seguenti istituti:
a. Potestà: complesso di poteri e doveri attribuiti ai
genitori a tutela dei figli minori.
b. Tutela: complesso di poteri e doveri attribuiti a un
soggetto tutore nominato dal giudice per proteggere
gli interessi degli interdetti e dei minori privi di
genitori.
c. Curatela: complesso di poteri e doveri attribuiti a un
soggetto curatore nominato dal giudice per
proteggere gli interessi degli inabilitati.
d. Amministrazione di sostegno: figura introdotta di
recente nel codice civile dalla legge 6/2004 per la
protezione di coloro che si trovano temporaneamente
in una situazione d'infermità.
Es. Persona colpita da poco da ictus.

1.5 la fine e la sede delle persone fisiche


La fine della persona fisica avviene con la morte di un
individuo che produce l’estinzione della persona fisica e
della sua capacità giuridica.
Le situazioni giuridiche di cui era titolare il defunto
subiscono due fini:
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Quelle personalissime e intrasmissibili si estinguono con


la morte del loro titolare, come ad esempio la potestà
genitoriale.
La maggior parte dei diritti e obblighi si trasferiscono ad
altri soggetti con un procedimento che prende il nome di
successione a causa di morte:
a. Successione legittima
b. Successione testamentaria.
A fini successori è fondamentale conoscere il momento
esatto della morte di un individuo soprattutto se si
verifica la drammatica situazione della morte congiunta
di due o più persone.
L’art. 4 del codice civile introduce la presunzione di
commorienza, ovvero si presuppone siano morte tutte
nello stesso momento.
Spetterà al soggetto che ha interesse dimostrare la
sopravvivenza di una persona all’altra.
Quando è impossibile constatare il decesso di una persona
per il mancato ritrovamento del corpo, l’ordinamento
tutela il patrimonio della persona scomparsa.
Una persona si definisce scomparsa se ricorrono i seguenti
requisiti:
a. Allontanamento dal luogo del suo ultimo domicilio
e della sua residenza da almeno 48 ore
b. Assenza di notizie
Il tribunale, su richiesta degli interessati nomina un
curatore per amministrare e conservare il patrimonio
dello scomparso:
➔ Trascorsi due anni dalla scomparsa i soggetti
interessati possono richiedere al tribunale che ne sia
dichiarata l’assenza.
L’assenza è una situazione di diritto che si verifica a
seguito di una pronuncia giudiziale.
Il tempo passato dalla scomparsa fa apparire più certo
l’evento MORTE: pertanto il legislatore si preoccupa
maggiormente di tutelare gli interessi dei soggetti che
potrebbero avere dei diritti in conseguenza della morte
dello scomparso.
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A seguito della sentenza, il tribunale su istanza dei


potenziali eredi o del pubblico ministero ordina l’apertura
degli atti di ultima volontà dell’assente.
Si apre così la successione:
a. testamentaria: in caso esista un testamento
b. Legittima: come da previsione legislativa.
Gli EREDI TESTAMENTARI o LEGITTIMI possono domandare al
tribunale l’immissione nel POSSESSO temporaneo dei beni
dell’assente (art.50 del codice civile) con conseguente
gestione degli stessi per tutti gli atti di ordinaria
amministrazione, con il godimento delle rendite dei beni,
con la possibilità di rappresentarlo in giudizio.
Non possono assolutamente compiere atti di straordinaria
amministrazione (alienare, ipotecare dare in pegno) se non
per necessità o utilità evidente riconosciuta dal tribunale
(art 54 codice civile).
Se l’ ASSENTE ritorna o se risulta provata la sua esistenza in
vita in tal caso I possessori temporanei devono
restituire i beni (art 56 codice civile)-
Se è provata la morte dell’assente Si apre la successione
verso coloro che al MOMENTO DELLA MORTE (non al giorno
dell’ultima notizia) erano gli eredi o legatari (art 57).
Si può avere dichiarazione di morte presunta:
a. Per i maggiorenni dopo 10 anni dalla scomparsa
b. Per i minorenni dopo 9 anni dal compimento della
maggiore età dello scomparso
c. Casi particolari prevedono tempi più brevi ⅔ anni (art.
60 del codice civile):
1) Scomparsa in occasione di conflitto bellico;
2) Scomparsa di prigionieri in occasione di conflitto
bellico;
3)infortunio
Il TRIBUNALE su istanza delle PERSONE INTERESSATE o del
PUBBLICO MINISTERO può dichiarare la MORTE PRESUNTA dello
scomparso a decorrere dalla data dell’ultima notizia.
Questa, quanto agli effetti giuridici patrimoniali e
familiari è equiparata alla morte naturale.
Se il Morto presunto ricompare può recuperare i suoi beni o
pretendere il corrispettivo ricavato dagli stessi a seguito
della loro alienazione.
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Il matrimonio eventualmente contratto dal coniuge è


nullo fatti salvi gli effetti civili, particolarmente a
tutela degli eventuali figli che, nonostante la nullità del
matrimonio dei genitori, sono considerati legittimi.
Il luogo dove la persona vive e lavora assume rilevanza
giuridica per svariate situazioni, per questo motivo
distinguiamo:
➔ Domicilio: luogo dove la persona ha stabilito la sede
principale dei suoi affari;
a. Domicilio legale, imposto dalla legge: il minore
deve avere il domicilio nel luogo di residenza
dei genitori.
b. Domicilio speciale: è consentito eleggere un
domicilio specifico per determinati affari.
➔ Residenza: luogo in cui la persona ha la dimora
abituale
a. Luogo in cui il soggetto ha scelto di vivere
abitualmente con la sua famiglia
➔ Dimora: luogo in cui la persona soggiorna
temporaneamente.

1.6 soggetti e oggetti


In un rapporto giuridico, ci sono, per definizione:
-soggetti:
➔ attivi
➔ passivi
-oggetti:
➔ beni: cose che possono formare oggetto di diritti (art.
810 del codice civile)
➔ Attività: comportamento cui è tenuto il soggetto
passivo.
Per il diritto, non tutte le cose sono rilevanti a livello
giuridico, in quanto un bene ha una disponibilità
pressoché illimitata non è un bene giuridico, mentre un
bende del quale è impossibile appropriarsi non può
generare conflitti d'interesse giuridico.
Il concetto di bene giuridico è ben più ampio della
nozione di ‘cosa’: esistono cose che non sono beni giuridici,
come ad esempio luce e aria e ci sono beni che pur non
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avendo una consistenza fisica, sono giuridicamente


rilevanti come ad esempio una canzone.
Il bene giuridico quindi può essere:
➔ Bene immobile: secondo la definizione del codice
civile è immobile il suolo e tutto ciò che
naturalmente o artificialmente è incorporato al
suolo formando con esso un corpo unico.
ad. esempio sono considerati beni immobili le
sorgenti, i corsi d’acqua, gli alberi, gli edifici e via
così.
➔ Bene mobile: la definizione di bene mobile, a
differenza del bene immobile che si trova nel codice
civile, le si arriva per esclusione, sono beni mobili
tutti quelli che non sono immobili.
➔ bene mobile registrato (art. 815 del codice civile).
dISTINZIONE TRA BENE MOBILE E IMMOBILE.
è RILEVANTE PER L’APPLICAZIONE RELATIVA AL TRASFERIMENTO DEI
BENI CHE PREVEDE REGOLE DIVERSE A SECONDA DELLA TIPOLOGIA
(MOBILI-IMMOBILI).

1.7 il trasferimento
iL TRASFERIMENTO è UN ATTO, PREVALENTEMENTE UN CONTRATTO DI
COMPRAVENDITA, CON IL QUALE UN SOGGETTO DETTO ALIENANTE
TRASFERISCE LA PROPRIETà DEL BENE A UN ALTRO SOGGETTO DETTO
ACQUIRENTE. OLTRE AL TRASFERIMENTO I BENI POSSONO ESSERE
OGGETTI DI ALTRI ATTI DI DISPOSIZIONE.
eS. POSSO CONCEDERE UN BENE IN GODIMENTO.
es. CON IL CONTRATTO DI LOCAZIONE TRASFERISCE IL GODIMENTO
DEL BENE AD UN ALTRO SOGGETTO CHE SI IMPEGNA AL PAGAMENTO
DEL CANONE DI LOCAZIONE.
Trasferimento:
➔ beni mobili: il trasferimento dei beni mobili non
richiede una particolare forma ne pubblicità.
➔ beni mobili registrati: è richiesta anche per questi
beni forma scritta e trascrizione.
l’art. 815 sancisce che pur essendo beni mobili essi
ricevono un trattamento giuridico simile a quella dei
beni immobili. Il contratto deve avere forma scritta e
deve essere trascritto in un apposito registro.
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La ratio (ragione di una norma) è garantire i terzi e


dare certezza negli scambi.
➔ beni immobili: è richiesta la forma scritta e la
trascrizione. I beni immobili si trasferiscono solo con
atto scritto (redatto da un notaio) e reso pubblico
attraverso la trascrizione in appositi registri
immobiliari visionabili da tutti questo sempre al
fine di garantire l’acquirente. Costui prima di
acquistare l’immobile potrà verificare l’effettiva
titolarità del diritto del suo dante causa.
➔ Beni fruttiferi: alcuni beni hanno la caratteristica di
essere produttivi ovvero produrre frutti. Il legislatore
ha dettato regole precise (art. 820 e 821 del codice
civile) in relazione all’individuazione del momento
esatto in cui il frutto acquista autonoma identità
rispetto al bene madre.
➔ Frutti naturali: acquistano autonoma individualità
al momento del distacco dalla cosa madre. Sono
esempio di frutti naturali: i prodotti agricoli, i piccoli
degli animali, torbiere. Diventano pertanto autonomi
rispettivamente al momento della raccolta, della
nascita, del taglio per la legna.
➔ Frutti civili: derivano indirettamente da un bene
come corrispettivo del godimento del bene concesso
ad altri. sono esempio di frutti civili gli interessi dei
capitali dati in prestito, le rendite vitalizie, il
corrispettivo delle locazioni, tali frutti si accrescono
con il passare del tempo.

1.8 i diritti reali


i Diritti reali:
➔ assolutezza: il titolare può farli valere verso tutti.
➔ immediatezza: il titolare non ha bisogno della
collaborazione di altri soggetti per soddisfare il
proprio interesse.
➔ tipicità: i diritti reali sono previsti dalla legge in
modo tassativo non è possibile crearne di nuovi.
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I diritti reali sono applicabili su cosa propria, come la


proprietà o la comproprietà, e su cosa altrui, come i diritti
reali di godimento o i diritti reali di garanzia.
Il diritto di proprietà tra i diritti reali ha il contenuto più
ampio e comprendere:
➔ Potere di godimento: potere di utilizzare la cosa
direttamente;
➔ potere di disposizione: potere di trasferire a vario
titolo la proprietà ad esempio tramite un contratto di
vendita o di costituire diritti a favore di terzi.
Il diritto di comproprietà invece si verifica quando la
proprietà di un bene spetta in comune a più persone.
I diritti reali su cosa altrui:
➔ Diritti reali di godimento: il titolare può esercitare
su una cosa appartenente ad altri, determinate
facoltà di godimento, non di disposizione.
➔ Diritti reali di garanzia: svolgono una funzione di
garanzia per il pagamento di un credito: questi diritti
garantiscono pertanto al titolare (creditore) la
possibilità di rifarsi su certi beni del debitore
qualora questi sia inadempiente.
➔ esempi di diritti reali di godimento:
a. servitù prediali
b. abitazione
c. uso
d. usufrutto
e. enfiteusi
➔ diritti reali di garanzia: pegno - ipoteca
➔ diritti reali su cosa altrui: sono caratterizzati dal
diritto di seguito, seguono il bene e non il
proprietario del bene.

1.9 DIRITTO DI Proprietà


proprietà: diritto di godere e di disporre delle cose in modo
pieno ed esclusivo entro i limiti e con l’osservanza degli
obblighi stabiliti dall’ordinamento giuridico (art. 832 del
codice civile).
Il diritto di proprietà tra i diritti reali ha il contenuto più
ampio: comprende sia i poteri di godimento, ovvero potere
di utilizzare la cosa direttamente, sia i poteri di
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disposizione, ovvero il potere di trasferire a vario titolo la


proprietà ad esempio tramite un contratto di vendita o di
costituire diritti a favore di terzi.

diritto di proprietà:
➔ assolutezza: il titolare può farlo valere versi tutti
(erga omnes);
➔ immediatezza: il titolare non ha bisogno della
collaborazione di altri soggetti per soddisfare il
proprio interesse;
➔ Pieno: il titolare ha sulla cosa ogni potere consentito
dalla legge.
➔ Esclusivo: il titolare ha il potere di pretendere che
nessuno ostacoli il libero e pieno godimento del
bene.
➔ Elasticità: il contenuto può essere limitato, ma una
volta cessata la limitazione riprende la primitiva
pienezza;
➔ Imprescrittibilità: il non esercizio prolungato del
diritto non determina la sua estinzione.
l’art 42 rimanda alla legislazione ordinaria per definire:
a. i modi d’acquisto e di godimento della proprietà
b. limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale e
di renderla accessibile a tutti.
I limiti al diritto di proprietà vengono dati da:
a. codice civile (del 1942) prevalentemente per tutelare il
diritto degli altri proprietari;
b. costituzione (1948) all’art. 42 che introduce il concetto
di funzione sociale della proprietà.
lA costituzione introduce la possibilità che la legge
organizzi un sistema di programmazione economica che
posso influire sull’utilizzazione dei beni di proprietà dei
privati.
si parla anche in altri articoli (es. Art. 41) di utilità sociale
e che l’attività pubblica e privata possa essere indirizzata
e coordinata a fini sociali.
l’articolo 42 della costituzione dice che la proprietà
svolge una funziona sociale: attribuisce alla stessa un
fine più alto di quello puramente egoistico che attribuiva
vantaggi esclusivamente al proprietario. la proprietà
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diventa uno strumento utile per il perseguimento di


benefici collettivi.
Il limite generale previsto dall’art. 833 sancisce il divieto
degli atti di emulazione: l’esercizio del diritto di proprietà
non può diventare uno strumento per danneggiare o
infastidire altri soggetti.
La valutazione di un atto emulativo è rimessa al giudice
che dovrà accertare l’esistenza dei due elementi:
a. elemento oggettivo: assenza di utilità per il
proprietario;
b. Elemento soggettivo: intenzione esclusiva di nuocere
o recare molestia.

Limiti per l’interesse di pubblico:


a. Le leggi urbanistiche vincolano il proprietario che
vuole costruire nel proprio terreno o ristrutturare la
propria abitazione a rispettare limiti e obblighi
nell’interesse collettivo di crescita armoniosa della
città.
b. Per realizzare opere pubbliche che abbiano un
interesse generale la proprietà può essere espropriata.
L’espropriazione consiste nella privazione forzata della
proprietà privata di un bene a opera dello stato o di altro
soggetto pubblico dietro il pagamento di un’indennità (art.
834 del codice civile e articolo 42 della costituzione).
Sono necessari tre presupposti:
➔ dichiarazione di pubblica utilità;
➔ riserva di legge: solo la legge può individuare i casi in
cui è possibile procedere all’esproprio;
➔ diritto a un indennizzo di un importo quasi uguale al
valore di mercato del bene dell’espropriato.
Il legislatore pone limiti alla proprietà privata
nell’interesse del privato soprattutto al fine di regolare i
rapporti di vicinato.
I limiti sono caratterizzati tutti da:
➔ Automaticità: i limiti nascono automaticamente
dalla situazione prevista dalla legge.
➔ Reciprocità: valgono per tutti i proprietari il
sacrificio reciproco e il vantaggio.
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➔ Gratuità non esistendo uno squilibrio di vantaggi non


è previsto un compenso.
Il legislatore pone limiti alla proprietà privata
nell’interesse privato: soprattutto al fine di regolare i
rapporti di vicinato.
a. articolo 844: immissioni di fumo;
b. articolo 873: distanza tra le costruzioni:
c. articolo 901: apertura di luce e vedute.
Il proprietario di un fondo non può impedire le immissioni
di fumo o di calore, le esalazioni, i rumori, gli
scuotimenti e simili propagazioni derivanti dal fondo del
vicino.
Se non superiamo la normale tollerabilità, avuto anche a
riguardo alla condizione dei luoghi.
Il principio di normale tollerabilità non è invariabile ma
si adatta alla condizione dei luoghi, quello che è
intollerabile in una zone residenziale, diviene tollerabile
in una zona con insediamenti misti.
Il giudice deve inoltre contemperare le ragioni della
proprietà con quelle della produzione: l’attività
produttiva gode di una particolare tutela. L’eliminazione
delle immissioni in una zona industriale non è sempre del
tutto possibile per cui si deve contemperare l’esigenza del
proprietario che non vuole immissioni di fumo e le
esigenze produttive.
Il giudice può inoltre tener conto della priorità di un
determinato uso:
Se compro casa in un edificio in cui si trova una
falegnameria devo mettere in conto una certa dose di
rumore perciò sicuramente si eleverà la soglia di
tollerabilità. Se invece è un artigiano ad aprire un
laboratorio in un condominio residenziale è ovvio che il
limite di tolleranza sarà diverso.
La titolarità del diritto contenuto nell’articolo 844 del
codice civile, secondo l’interpretazione della
giurisprudenza.
È estendibile anche ai detentori e possessori degli
immobili vicini: es. Gli inquilini.
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L’articolo 844 del codice civile era impostato per risolvere


i conflitti tra gli interessi individuali con riguardo agli
interessi della produzione.
Attualmente è aumentato l’interesse sociale per il
problema dell’inquinamento.
Si è demandato alle leggi speciali la fissazioni di limiti
massimi di accettabilità e di esposizione dell’ambiente
esterno e abitativo ai diversi tipi d'inquinamento.
È pero nato questo tipo di problema: se le imprese
rispettano alla lettera la normativa speciale e,
comunque, per gli abitanti vicini resta intollerabile il
livello d'immisioni.
Può il giudice applicare il criterio generale dell’articolo
844 del codice civile e imporre ulteriori limitazioni?
La cassazione ha deciso in senso affermativo: il criterio
della tollerabilità non è sostituito dagli accorgimenti
tecnici delle leggi speciali e rimane come ulteriore
valvola di sicurezza per tutelare i proprietari dei fondi
vicini.

Distinzione tra le costruzioni luci e vedute


l’altra fonte di limiti di vicinato è data dalle norme sulla
distanza tra gli edifici e l’apertura di luci, articolo 873 del
codice civile e seguenti:
la violazione delle norme sulla distanza o sulla distanza
o sull’apertura di luci può determinare le seguenti
sanzioni:
a. riduzione in ripristino
b. Risarcimento del danno.

Modi d’acquisto della proprietà


sono i fatti e gli atti giuridici previsti dalla legge, dai
quali sorge il diritto di proprietà di un soggetto.
I modi d’acquisto della proprietà (articolo 922 del codice
civile) si distinguono in:
a. Modi d’acquisto a titolo originario: il diritto sulla
cosa è come se nascesse per la prima volta. La
proprietà si acquista libera da pesi e da diritti dei
terzi.
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Risultano ininfluenti le vicende relative ai


precedenti proprietari.
b. Modi d’acquisto a titolo derivativo: l’acquisto del
soggetto (avente causa) si collega direttamente e in
ogni modo inscindibile all’esistenza, all’ampiezza e
alle limitazioni del diritto in capo a colui che lo
trasferisce (dante causa).
A seconda del modo di acquisto si applica un regime
giuridico diverso, in particolare in caso di acquisto per
titolo derivativo vale il principio fondamentale che
nessuno può trasferire un diritto che non ha, o con
un’ampiezza maggiore rispetto a quella goduta.
I modi d’acquisto a titolo derivativo sono:
➔ Contratti;
➔ successione a causa di morte;
➔ trasferimenti coattivi;
➔ occupazione (articoli 923-926): oggetto dell’acquisto
per occupazione sono solo le cose immobili restano
senza proprietario appartengono allo stato. Ad
esempio: televisore abbandonato vicino ai rifiuti,
pesce pescato.
➔ Invenzione (articoli 927-930): oggetto dell’acquisto per
invenzione sono le cose mobili smarrite, non
abbandonate. Il ritrovatore le deve consegnare al
sindaco del luogo. Se non viene ritrovato il
proprietario dopo un anno dalla pubblicazione
nel’albo comunale ne diventa proprietario.
Se ad esempio ritrovo una collana preziosa, un
portafoglio pieno di banconote, è assai difficile sia
sta abbandonata più verosimile è che sia stata persa.
Per diventarne proprietario il ritrovatore deve seguire
la procedura prevista dal codice civile.
➔ accessione (art. 934): il proprietario di una cosa
principale con l’accessione acquista la proprietà
della cosa accessoria appartenente a un diverso
soggetto. La proprietà della cosa principale si espande
automaticamente, estendendosi alle oltre cose che vi
accedono (piantagioni, costruzioni).
Es. se il proprietario di un terreno da incarico ad
un’impresa di costruire un’abitazione, sebbene
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l’impresa usi materiali propri la proprietà della casa


sarà del proprietario del suolo edificato a titolo
originario per accessione.
➔ Usucapione: l’acquisto della proprietà per usucapione
si verifica quando un soggetto, pur non essendo
proprietario di un bene, esercita sullo stesso, per un
certo periodo di tempo (minimo 20 anni), il potere, di
fatto, senza essere contrastato dal titolare del
diritto.
Ad esempio, se coltivo un terreno limitrofo al mio
con la convinzione di esserne proprietario per più di 20
anni senza che l’effettivo proprietario faccia nulla,
trascorso il tempo minimo ne divento proprietario a
titolo originario.
➔ Possesso vale titolo: l’acquirente di un bene mobile
che ignori, in buona fede, che il bene vendutogli non
apparteneva al venditore, diventa ugualmente
proprietario di quel bene.
Es. Se acquisto una bicicletta rubata da un
negoziante, sono in buona fede e ne resto legittimo
proprietario.

La caratteristica di assolutezza dei diritti reali si riflette


sulle azioni previste dal nostro ordinamento.
I diritti reali possono essere fatti valere verso tutti, il
titolare quindi dispone di azioni reali.
A differenza del diritto di proprietà sono dedicate 4 azioni
particolari dette azioni petitorie:
➔ Azione di rivendicazione (articolo 948 del codice
civile): con questa azione il proprietario chiede la
consegna o la restituzione della cosa della quale ha
perduto o non ho mai avuto il possesso. L’azione si
rivolge contro chiunque tiene presso di sé la cosa, si
dice che l’azione segue la cosa. Come regola generale,
chiunque vuole fare valere un diritto in giudizio deve
provare i fatti che ne sono a fondamento.
il Il proprietario che agisce in rivendicazione ha
l’onere di provare di essere l’effettivo proprietario.
La prova della proprietà è definita in diritto prova
diabolica. Ogni acquisto a titolo derivativo
19

attribuisce all’acquirente solo ciò che l’alienante


poteva trasferirgli. La prova di essere effettivamente
proprietario si ha solo quando risalendo indietro nei
vari trasferimenti si arriva a un acquisto a titolo
originario.
non si prescrive come non si prescrive il diritto di
proprietà, tuttavia l’inerzia prolungata del
proprietario può permettere al possessore di
usucapire la cosa.
➔ azione negatoria (articolo 949): è diretta a far
dichiarare l’inesistenza di diritti affermati da altri
sulla cosa quando il proprietario ha motivo di
temerne pregiudizio. Oltre all’accertamento, il
proprietario può chiedere che il giudice ordini la
cessazione delle eventuali molestie e turbative, e
condanni l’altra parte al risarcimento del danno.
➔ Azione di regolamento di confini (articolo 950): il
confine tra due fondi può essere <<incerto>> o perché
oggettivamente insicuro o perché contestato.
Ciascuno dei proprietari può richiedere che il confine
sia stabilito giudizialmente. Il legislatore vuole
evitare che resti qualche incertezza e ammette ogni
mezzo di prova, come estrema misura ricorre ai
confini desumibili dalle mappe catastali.
➔ azione di apposizione di termini (articolo 951): in
questo caso non si ha controversia sui confini ma le
parti non si accordano per mettere i segni di
delimitazione delle due proprietà.
Ciascuno dei proprietari può richiedere che i termini
siano collocati o ricollocati a spese comuni.

1.10 IL CODICE CIVILE


Il codice civile è il riferimento normativo di maggiore
importanza del diritto privato. Il nuovo codice civile
venne promulgato nel 1942 e sostituì in un unico testo il
codice civile del 1865 e il codice commerciale nel 1882. Il
codice civile nel 1942, nonostante l’introduzione della
costituzione repubblicana (1 gennaio 1948) e il trascorrere
del tempo, è ancora in vigore.
20

La trasformazione del codice è comunque parzialmente


avvenuta attraverso la sostituzione di numerosi articoli
con il recepimento nel nostro Ordinamento di nuove leggi,
si pensi alla riforma del diritto.

1.11 LE LEGGI SPECIALI


Il codice, pur disciplinando in modo organico il diritto
civile e il diritto commerciale, non contiene però l’intera
legislazione del diritto privato. Fin dalla sua emanazione,
infatti, vi erano delle leggi statali, dette speciali, che
integrano e si affiancavano al codice. Alcuni istituti
come, ad esempio, le procedure concorsuali, la cambiale e
l’assegno erano, infatti, regolati da fonti speciali. Altri
istituti, invece, sono stati modificati o sostituiti da leggi
speciali successive. Si pensi ad esempio allo statuto dei
lavoratori o al diritto di famiglia.

1.12 LA STRUTTURA DEL CODICE CIVILE ITALIANO - LE


DISPOSIZIONI PRELIMINARI
il codice civile, approvato con regio decreto 16 marzo 1942,
n. 262, è preceduto dalle disposizioni sulla legge in
generale, dette anche disposizioni preliminari o preleggi.
Queste si occupano delle fonti di produzione del diritto e
dei criteri di applicazione della legge in generale. L e
preleggi, pur essendo premesse al codice civile, riguardano
i principi fondamentali del diritto in generale.
Il codice civile vero e proprio è composto da 2969 articoli,
distribuiti in sei libri:
➔ libro primo: delle persone e della famiglia (artt.
1-455);
➔ libro secondo: delle successioni (artt. 456-809);
➔ libro terzo: della proprietà (artt. 810-1172);
➔ libro quarto: delle obbligazioni (artt. 1173-2059);
➔ libro quinto: del lavoro (artt. 2060-2642);
➔ libro sesto: della tutela dei diritti (artt. 2643-2969).
I libri si suddividono in titoli, capi, sezioni, paragrafi e
articoli. Questi ultimi, individuati da numeri cardinali,
rappresentano l’unità elementare. Gli articoli possono
comprendere più commi. Il comma è una parte
dell’articolo compreso tra due capoversi.
21

1.13 I DIRITTI REALI


➔ diritti reali: i diritti reali sono i diritti che si
esercitano sulle cose;
a. diritto di proprietà
b. diritti reali su cosa altrui o su minori:
a. Diritti reali di godimento su cosa altrui:
usufrutto, uso, abitazione, superficie, enfiteusi,
servitù.
b. Diritti reali di garanzia: pegno e ipoteca
➔ Diritti di obbligazione o di credito.
Nel caso dei diritti reali su cosa altrui o minori, sul
medesimo bene, il proprietario esercita il diritto di
proprietà (con alcune facoltà che gli sono impedite, come
per esempio quella di utilizzare il bene), e un altro
soggetto esercita un diritto reale su cosa altrui.
I diritti reali di godimento attribuiscono al titolare il
potere di utilizzare un bene di proprietà altrui.
I diritti reali di garanzia attribuiscono al titolare il
potere di vendere un bene di proprietà di un suo debitore,
nel caso in cui questo non fosse in gradi di pagare il
proprio debito.
In assenza di diritti reali su cosa altrui, La proprietà si
dice piena.
Nel caso dei diritti reali su cosa altrui o minori, la
proprietà si dice limitata.

1.14 Caratteri dei diritti reali


i caratteri dei diritti reali sono:
➔ Assolutezza
➔ immediatezza
➔ tipicità
➔ patrimonialità
➔ diritti di seguito.

Il diritto reale è un diritto assoluto. ad esempio il


proprietario, o il titolare del diritto reale, può esigere nei
confronti di chiunque e rispetto del suo diritto.
Il diritto reale ha per oggetto una cosa, in modo diretto e
non immediato. ad esempio il proprietario di una cosa è
22

normalmente la disponibilità materiale della stessa cosa


è il potere di utilizzarla, indipendentemente da qualsiasi
collaborazione.
i diritti reali su cosa altrui sono tipici costituiscono cioè
un numero chiuso di modo che le parti non possono
crearne di nuovi punto
infine i diritti reali presentano la caratteristica della
patrimonialità, in quanto il loro contenuto e suscettibile
di valutazione economica.
Il proprietario e il titolare di un diritto reale su cosa
altrui hanno entrambi il potere di trasferire il proprio
diritto da altri, esempi di venderlo. numerica E sì però
possono solo trasferire i diritti di cui sono titolari per
esempio se la cosa è gravata da usufrutto, l'acquirente
della proprietà, pur diventando proprietario, acquista un
bene su un'altra persona avanti ed esercita un diritto di
usufrutto.
è come se il diritto dell'usufruttuario seguisse il bene,
nonostante il bene Sia venduto ad altre persone.
Si parla in proposito di diritto di seguito.

1.15 LA Proprietà
l’ Articolo 42 della Costituzione: La proprietà è pubblica o
privata. I beni economici appartengono allo stato, a enti O
A privati.
La proprietà privata è riconosciuta in garantita dalla
legge, che ne determina i modi di acquisto, di godimento, e
i limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di
renderla accessibile a tutti.
La proprietà privata può essere nei casi preveduti dalla
legge, e salvo indennizzo, espropriata per motivi
d'interesse generale.

l’Articolo 832 del Codice Civile: il proprietario ha diritto di


godere e disporre delle cose in modo pieno ed esclusivo,
entro i limiti e con l'osservanza degli obblighi stabiliti
dall'ordinamento giuridico.

I caratteri del diritto di proprietà sono:


- la pienezza,
23

- l'esclusività,
- la perpetuità,
- l'autonomia,
- l'elettricità
e come tutti i diritti reali:
- assolutezza,
- immediatezza,
- tipicità,
- patrimonialità con diritto di seguito.

l'estensione del diritto reale su cosa altrui ha l'effetto di


attribuire al proprietario il pieno esercizio dei suoi poteri.
i poteri, che precedentemente erano inibiti al proprietario,
con l'estinzione del diritto reale su cosa altrui, vengono
riacquistati in modo elastico dal proprietario stesso la
proprietà infatti che prima era limitata e compressa
ritorna a essere piena e senza limiti tra "Salvo quelli
previsti dalla legge.

Questo carattere viene indicato con l'espressione


‘’elasticità della proprietà’’.

1.16 i limiti al diritto di proprietà


I limiti al diritto di proprietà sono:
- limiti per tutelare un interesse pubblico:
a. Espropriazione per pubblica utilità:
l'espropriazione per pubblica utilità è un
provvedimento amministrativo, previsto dalla
legge, con il quale, per motivi d'interesse
generale, la pubblica amministrazione prima un
soggetto del diritto di proprietà su un
determinato bene, corrispondigli un indennizzo.
Si può fare ricorso tramite al tar o al giudice
civile.
b. La requisizione:
La requisizione è un provvedimento
amministrativo d’urgenza con il quale l’autorità
amministrativa, per fronteggiare pubbliche
calamità, sottrae temporaneamente o
24

definitivamente, ai proprietari la disponibilità di


determinati beni, sia mobili che immobili.
Il provvedimento è di solito adottato dal sindaco
o dal prefetto. Il proprietario ha diritto a un
indennizzo.
c. Limiti alla edificabilità dei suoli: piano
regolatore comunale o piano di governo del
territorio: area residenziale?
➔ condizioni per l’edificabilità: richiesta
all’ufficio tecnico del comune con la
presentazione del progetto.
➔ Permesso di ricostruire rilasciato dal
comune
➔ versamento al comune degli oneri di
urbanizzazione.
- Limiti per tutelare un interesse privato:
a. immissioni: il proprietario che utilizza il suo
immobile causa frequentemente rumori, fumo,
calore, esalazioni, che si propagano agli
immobili vicini: ciò è lecito finché non va oltre
la normale tollerabilità di chi subisce tali
immissioni.
il giudice deve considerare:
- condizione dei luoghi;
- interessi individuali e interessi collettivi.
b. Le distanze legali: gli edifici posti su terreni
confinanti devono essere in contiguità gli uni
agli altri; altrimenti devono trovarsi fra loro a
una distanza legale minima di 3 metri. Il muro di
divisione tra edifici si presume comune.
È frequente che i regolamenti locali prescrivano
distanze legali maggiori: queste disposizioni
prevalgono sulle regole del codice. il primo
proprietario che decide di edificare, può edificare
dove vuole.
- alberi ad alto fusto: 3 metri dal confine;
- alberi a medio fusto: 1,5 metri dal confine;
- alberi a basso fusto: 0,5 metri dal confine;
25

c. l’accesso al fondo: il proprietario può impedire


l’ingresso di qualsiasi estraneo, e può recintare
il suo terreno (art. 841), con i limiti seguenti:
- esercizio della caccia: il proprietario non
può impedire il passaggio sul suo terreno per
l’esercizio della caccia (a meno che vi siano
colture suscettibili di danno oppure il fondo
sia chiuso nei modi stabiliti dalla legge);
- recupero della propria cosa o costruzione di
un muro: il proprietario deve permettere
l’accesso al fondo al vicino che debba
recuperare una cosa mobile o un animale
smarrito oppure debba costruire o riparare
un muro.
- il divieto di compiere atti di emulazione:
articolo 833 del codice civile dichiara: ‘il
proprietario non può fare atti i quali non
abbiano altro scopo che quello di nuocere o
recare molestia ad altri’. è il caso di un
proprietario di un bene che utilizza il bene
non per ottenere un’utilità, ma solo per
danneggiare un’altra persona.

1.17 POSSESSO E DETENZIONE


il proprietario è il titolare del diritto di proprietà.
Possessore è colui che si comporta nei confronti di un
bene come se ne fosse proprietario, mentre in realtà
potrebbe esserlo come non esserlo. Il ladro non Acquista
la proprietà dei beni, ma ne acquista il possesso, perché si
comporta nei confronti delle cose rubate come se ne fosse
proprietario.

Solitamente proprietario e possessore coincidono. Vi sono


casi, però, in cui una persona esercita il possesso su un
bene, e quindi si configura come possessore, e un’altra
esercita il diritto di proprietà, e quindi si configura come
proprietario.
Articolo 1140: il possesso è il potere sulla cosa, che si
manifesta in un’attività corrispondente all’esercizio della
proprietà.
26

l’autista è possessore dell’autobus? e l’inquilino?


dobbiamo domandarci se le persone in questione si
comportano in tutto e per tutto come se fossero i
proprietari dei beni che utilizzano. Se la risposta è
affermativa, allora possono essere identificate come
possessori, altrimenti hanno semplicemente la detenzione
della cosa, L’inquilino, però, paga il canone di locazione.
L’autista invece tutte le sere deposita il veicolo
nell’autorimessa. Queste persone non hanno solo la
materiale disponibilità della cosa, ma non manifestano
alcuna intenzione di comportarsi come proprietari.
Detentore è colui che dispone concretamente di un bene
altrui, ma non manifesta l’intenzione di comportarsi da
proprietario. Alla detenzione non si applicano le norme
riguardanti il possesso. La detenzione ricorre quando la
disponibilità materiale di un bene è accompagnata dal
riconoscimento dell’esistenza di un diritto di proprietà
altrui.

Possesso in mala fede e possesso in buona fede


se possediamo un bene che non ci appartiene, i casi sono
due:
1. possesso in mala fede: abbiamo la consapevolezza di
ledere un diritto altrui: questo vuol dire che siamo
consapevoli che sul bene un’altra persona esercita un
diritto di proprietà o un altro diritto reale;
2. possesso in buona fede: non riteniamo di ledere con il
nostro comportamento un diritto altrui. Ad esempio
questo significa che non sappiamo che il bene è di
proprietà di un’altra persona.
La presunzione di buona fede, difronte a una situazione di
possesso si presume, in quanto è sufficiente che ci sia al
momento dell’acquisto.
La buona fede è esclusa se l’ignoranza deriva da colpa
grave.

i modi d’acquisto della proprietà


il diritto passa (deriva) all’acquirente, all’erede da un
precedente titolare.
a. dante causa: chi trasferisce il diritto
27

b. avente causa: chi lo riceve


un soggetto acquista il diritto di proprietà su un bene in
modo autonomo, senza avere alcuna relazione con il
precedente proprietario, acquista il diritto come se fosse
il proprietario originario del bene.
l’occupazione è un modo di acquisto della proprietà a
titolo Originario che consiste nella presa in possesso, con
l’intenzione di farle proprie, di cose mobili che non
appartengono a nessuno o di cose abbandonate.
questo vale solo per i beni mobili in quanto i beni
immobili vacanti appartengono di diritto allo stato.
Chi trova una cosa smarrita deve restituirla al
proprietario. se non conosce il legittimo proprietario deve
consegnare la cosa all’ufficio oggetti smarriti del
comune.
Dopo un anno il ritrovatore diventa proprietaro a titolo
originario per invenzione; se invece si presenta il
proprietario a ritirare il bene ha il diritto ad un premio
pari al 20% del prezzo complessivo.
accessione: se una cosa principale si accresce perché ad
essa si unisce in modo stabile una cosa secondaria, il
proprietario del bene principale diventa proprietario anche
del bene secondario. Qualunque piantagione, costruzione
od opera esistente sopra o sotto il suolo appartiene al
proprietario di questo.
L’usucapione è un modo di acquisto della proprietà a
titolo originario (o di altri diritti reali di godimento)
basato sul possesso prolungato nel tempo.

le azioni a difesa della proprietà:


a. AZIONE DI RIVENDICAZIONE
b. AZIONE NEGATORIA
c. AZIONE DI REGOLAMENTO DEI
d. CONFINI
e. AZIONE DI APPOSIZIONE DI TERMINI