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Breve storia della musica classica attraverso l'ascolto

guidato

Capitolo primo

Diciamo che vogliamo inquadrare un epoca precisa dove


piazzare la nascita della musica sinfonica. Beh!Allora
scegliamo il rinascimento, precisamente Venezia che a quel
tempo era una dinamica repubblica marinara: trombe,
tromboni, corni e fagotti sono la perfetta colonna sonora per
L’ aggressività veneziana.
Quella che vi consiglio di ascoltare è una pietra miliare, composta dal
maestro Andrea Gabrieli, zio di Giovanni Gabrieli. Il brano è La
battaglia per sonar d'istrumenti  a fiato. Nell’iTunes store trovate il
brano Battaglia per sonar a 8 di Andrea e del nipote Giovanni,
interna all'album Ricercari e Canzoni. 99 cent! Ma se siete dei
tacaglioni e non volete crearvi una lista di brani che accompagnino
questa lettura, potete anche solo ascoltarne un campione gratuito.
Ah! È la prima volta che troviamo nelle composizioni i segni
dinamici: ovvero indicano se lo strumento deve essere suonato piano
o forte, come ad esempio in Sonata piano e forte, di Giovanni
Gabrieli, Canzoni e Sonate, 1615.

Nel '600 nascono il melodramma e la "monodia": musica ad una


sola voce accompagnata da strumenti, in opposizione alle elaborate
architetture polifoniche, dove non si capiva un cavolo, ;-). Avete
presente quando non riuscite a capire una parola?

Gli umanisti rinascimentali cercano il modo di fare rivivere l'antica


musica greca e nel palazzo del conte Bardi. A Firenze nasce l'opera
Euridice, musicata da Jacopo Peri, su testo di Ottavio Rinuccini.

Claudio Monteverdi, (che già presso la corte del duca di Mantova


aveva rappresentato nel 1607 l'Orfeo), compone a Venezia
L'incoronazione di Poppea, nel 1642. Io l’adoro!

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Nell’iTunes store l'intero album, interpretato da Mario Cecchetti, Ian
Honeyman e Makoto Sakurada, ė venduto a circa 30 euro, ma il
brano più popolare all'interno dello stesso, ovvero Atto III, Scena 8,
Finale: Pur ti miro (Poppea, Nerone) costa i classici 99 centesimi. Di
seguito il link che vi darà modo di ascoltare Sylvia Mc Nair e Dana
Hanchard:
- https://itunes.apple.com/it/album/lincoronazione-di-poppea-pur/id96053177?i=96054172 -
Ci tengo a precisare che il link vi permettete di ascoltare un
campione gratuito del brano: sarete voi a decidere se comprarlo o
meno.

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Capitolo secondo

I trovatori nel Seicento e nel Settecento usavano accompagnarsi con


la viella o con altri strumenti a corda. La tecnica era ovviamente
rudimentale.
Con l’affermarsi della polifonia invalse l’uso di realizzare,
generalmente con il liuto, le voci mancanti. Questa tecnica porterà
all’innovazione del basso continuo1 che sarà rivoluzionaria per la
musica posteriore e segnerà il trionfo della monodia svincolando la
voce principale dalle altre e rendendole superflue. I maestri liutai
iniziano ad affinare la costruzione degli strumenti ad arco e proprio
uno di questi, il vìolino, porterà i musicisti a sviluppare pienamente
la tecnica del basso continuo.
In pratica la voce principale sarà affidata al suono dolce e cantabile
del vìolino mentre mentre gli accordi del basso continuo saranno
affidati al cembalo (strumento polifonico per antonomasia) o a un
piccolo complesso di strumenti ad arco.
Il termine più usato per indicare le prime composizioni di strumenti
ad arco è Sonata accanto alla quale si sviluppò un altro importante
tipo di composizione strumentale: il Concerto Grosso.
Il Concerto grosso è la contrapposizione dinamica di due gruppi
distinti di strumenti. Uno più nutrito (Concerto grosso) formato
all’inizio da quattro archi e in seguito da un’orchestra d’archi, col
basso continuo al clavicembalo; il secondo, meno numeroso, detto
appunto Concertino formato in genere da due violini e un basso (che
può essere un violoncello, un liuto o un cembalo).
L’ampia sonorità del Concerto grosso darà enorme popolarità a
questo genere di composizione e porterà all’affermazione di un’altra
tecnica compositiva a più voci detta Fuga. La Fuga inizia con
l’esposizione a una sola voce alla quale poi si uniscono le altre.
Quando tutte le voci sono entrate inizia l’elaborazione a cui segue la
Ripresa fino ad arrivare alla grandioso finale.

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Accordo particolare che sostiene la voce principale della melodia

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Capitolo terzo

Angelo Corelli, figura di spicco a cavallo del ‘600/’700, dedicò la


propria vita al servizio del vìolino, strumento di cui ebbe una
completa padronanza ma non in senso virtuosistico, come per il
diabolico Paganini, ma nel senso di ricerca di ogni intima capacità
espressiva, di ogni segreto utile ad affinare la tecnica.
La sua prima opera, dedicata a Cristina di Svezia, consta di 12
Sonate da Chiesa a tre, cioè per due violini e violone, col basso
continuo per l’organo. La tecnica dei violini è semplice ma il risultato
eccellente.
Le Sonate di Corelli per violino riscossero un successo europeo tale
da diventare un testo d’obbligo per chi volesse studiare questo
strumento. In ITunes vi consiglio “Corelli: Sonate da Chiesa, Op. 1 &
3. London Baroque”: https://itun.es/it/X2t4p?i=266424786
Sulla scia delle sue opere in Italia fiorirono diversi compositori
barocchi, tra cui merita una citazione Albinoni, musicista veneziano
che compose opere liriche e Sinfonie nelle quali già si intravede il
concerto moderno, con la divisione per famiglia degli strumenti che
intessono le sinfonie.

Capitolo quarto : Vivaldi e Bach

La conoscenza delle opere di Vivaldi è strettamente legata a Bach:


per più di un secolo le sue opere e quelle del grande musicista
tedesco giacquero dimenticate fino a quando, alla riscoperta del
maestro tedesco, alcuni studiosi trovarono diversi concerti per
violino di Vivaldi trascritti da Bach per clavicembalo.
Vivaldi fu ottimo violinista e prolifico compositore: compose più di
quaranta opere, 46 Sonate e 86 concerti, opere non sempre
classificabili a causa della mancanza di data delle edizioni.
Vivaldi si spostava di città in città a capo di una pittoresca troupe
scelta generalmente tra gli orfani dell’ospedale della Pietà.
Morì a Vienna, povero e dimenticato, dallo stesso frivolo pubblico
veneziano che pure ogni sabato e domenica era andato ad ascoltarlo
ed applaudirlo nei suoi concerti all’ospedale.

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Non è facile orientarsi nella complessa produzione di Antonio
Vivaldi: la sua prima opera è fortemente influenzata da Angelo
Corelli ed una raccolta di 12 Sonate da Camera a tre, del 1705.
I concerti scritti dai suoi contemporanei sono formati da un numero
di tempi che varia da quattro a sette. Vivaldi li fissa definitivamente
in tre: Allegro-Largo-Allegro; con la contrapposizione tra il Tutti e il
Solo nella composizione musicale. L’arte del Prete Rosso, così
chiamato per la sua chioma fulva, inaugura un modo di sentire e
comporre musica più moderno, che porterà all’affermazione della
Sinfonia.
Nel 1725 pubblica la sua opera più celebre, l’ op.8: Il cimento
dell’armonia e dell’invenzione. Raccolta di 12 concerti aperta dalle
celeberrime Quattro Stagioni. Dei dodici concerti il mio preferito è il
No.5 “La tempesta di mare “.
Vi lascio il link di Fabio Biondi & Europa Galante:
https://itun.es/it/_FroP?i=691607756 .
La produzione di Vivaldi esercitò una grandissima influenza sulle
opere dei posteriori Bach ed Händel.

La famiglia di Bach è ormai da secoli una stirpe di musicisti così che


già fin da piccolo egli è immerso nella musica sinfonica. Trascorre la
vita intera passando da una chiesa all’altra, da un posto di organista
ad uno di “Cantor”, sempre in Germania e sempre al servizio di
municipi, principi e città. Spirito irrequieto, 21 figli e 2 mogli, pronto
a lasciare il posto, pur di non scendere a compromessi. Il 31 luglio
del 1703, a 18 anni, ormai provetto organista dà il suo primo
concerto pubblico ad Arnstadt.
Nel 1708 si trasferisce a Weimar alla corte dei duca Guglielmo
Ernesto: la sua fama di grande esecutore comincia ad espandersi. A
Weimar approfondisce lo studio dei maestri italiani Corelli e Vivaldi
impadronendosi appieno della tecnica del Concerto grosso. Nel 1720
incontra a Karlsbad il magravio Cristiano Ludovico di Brandeburgo
che gli chiede di scrivere musica per la propria numerosa orchestra.
Nascono i Concerti Brandenburghesi nei quali realizza un risultato
di stupefacente ricchezza per l’uso sapiente dell’orchestra. Vi
segnalo: https://itun.es/it/Fdi-ab?i=1090028986 .

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Nel 1723 si trasferisce a Lipsia come Cantor e realizza le opere della
maturità: le Passioni, il Magnificat, la Messa in Si minore e la sua
ultima monumentale opera incompiuta l’Arte della Fuga.
Dal sublime Magnificat segnalo la dolce: Nulla in Mundo Pax
Sincera: https://itun.es/it/HSZ9?i=16202652 .
Consiglio inoltre l’intero album:
Toccata e Fuga in D minore Bwv 565 della Berliner Philarmoniker
di Herbert von Karajan: https://itun.es/it/HCAhj?i=152938317 .
La personalità di Bach fu gigantesca e oggi trionfa nella storia della
musica come uno dei più grandi geni che l’umanità abbia mai
conosciuto.

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Capitolo quinto: Händel

Händel e Bach nacquero a pochi chilometri di distanza l’uno


dall'altro e furono entrambi valenti esecutori di molti strumenti.
Furono entrambi valenti organisti ed entrambi diventarono ciechi in
vecchiaia. Eppure nonostante queste similitudini diversero in
maniera sostanziale.
Bach, educato in ambiente chiuso e severo, apprese la musica fin da
bambino in modo naturale; Händel la imparò invece da qualificati
maestri che lo misero al corrente delle mode musicali dell’epoca.
Bach rimase sempre in Germania; Händel visitò molti paesi europei,
specialmente l’Italia, dove assimilò l’opera italiana.
Dopo il trionfo dell’opera Agrippina nel 1709 a Venezia, Händel
torna in Germania e da qui, in seguito, si trasferisce a Londra dove si
stabilisce definitivamente.
In Inghilterra scrive una quarantina di opere fedeli allo stile italiano.
Poi, deluso dall’ambiente musicale inglese, abbandona l’opera e si
dedica esclusivamente alla produzione di Oratori. Certamente il più
celebre è il Messia Hwv.56, eseguito per la prima volta a Dublino nel
1742: https://itun.es/it/Xonnu?i=339006529 .
Händel si cimentò anche nella musica puramente strumentale dando
vita alla celebre Water Music o Musica dell’acqua, una Suite di pezzi
brevi da eseguire all’aperto prevalentemente con strumenti a fiato.
Altro celebre pezzo d’occasione è la Musica per i fuochi artificiali,
Fireworks Music, anche questa da eseguire all’aperto. Sono brani
che, se volete, potete trovare a questo link, personalmente non li ho
inseriti nella mia cartella ma ho solo ascoltato il campione gratuito:
https://itun.es/it/so47r .
Händel fu musicista attuale e alla moda e sconta la minore attualità
presente con la perfetta attualità che ebbe al suo tempo essendo
artista versatile, multiforme, persuasivo. Rispetto a Bach approfondì
meno le tematiche a favore di una più brillante esteriorità, pur senza
volgari concessioni alla moda.

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Capitolo Sesto

Mentre la musica strumentale del ‘600 e del primo ‘700 era


organizzata attorno a schemi formali (basso continuo e Concerto
grosso), verso la metà del XVIII si verifica una maturazione del
gusto musicale che porterà sul finire del secolo alla Sonata, alla
Sinfonia e al Quartetto. Si inizia a considerare l’orchestra un tutto
omogeneo dove gli strumenti dialogano tra di loro con pari dignità.
Nel 1736 l’orchestra della scuola di Mannheim formata da 20 violini,
4 viole, 4 violoncelli, 2 contrabbassi, 2 flauti, 2 oboi, 2 fagotti, 4
corni, e timpani, tutti suonati da valenti esecutori. Con un orchestra
così i compositori locali potevano comporre pezzi di grande
complessità.
I musicisti di cui parlerò nei prossimi capitoli sono Hayden, Mozart e
Beethoven. Giganti della musica che è impossibile considerare
separati e distinti: Hayden e Mozart si conobbero molto bene e
Beethoven prese da giovane lezioni di musica da Hayden.

Hayden
In gioventù visse di espedienti studiando con passione le Sonate di
Bach. Nel 1761 è in Ungheria al servizio dei principi Esterhazy dove
scrisse tre Sinfonie: Il Mattino, Il Mezzogiorno, La Sera. Nel 1770
entra in contatto con il movimento letterario Sturm und Drang e

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capisce, maturando, che la musica deve essere gioia e dolore e che
questi sentimenti devono passare a chi l’ascolta.
Nascono bellissime Sinfonie tra cui la celeberrima n.45 in fa diesis
minore in cui nell’ultimo tempo, i musicisti, uno alla volta, smettono
di suonare, spengono la candela sul leggio e se ne vanno, detta perciò
“Gli Addii”.
Nel 1791, ormai famoso, si trasferisce a Londra dove compone le sue
ultime Sinfonie, le Sinfonie di Londra. Delle quali le più note sono
“La Sorpresa”, “La Militare” e “La Pendola”. Nel 1795, dopo la
morte di Mozart, Hayden torna a Vienna dove non comporrà più
musica per orchestra. Prima di morire scrisse però delle opere che
ebbero uno strepitoso successo: “La Creazione “ e “Le Stagioni”.
Personalmente non amo Hayden ma se volete ascoltare qualcosa
ecco il link: https://itun.es/it/gIUffb

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Mozart (1756-1791)

Mozart visse in gioventù, accompagnato sempre dal padre, una


continua girandola di concerti ed esibizioni preso re, principi e
vescovi di tutte le città europee. Nel 1764 strinse amicizia a Londra
con Giovanni Cristiano Bach, figlio del grande Sebastian. Da questa
amicizia nacquero le tre Sinfonie K.16, K.19, K.22. Nel 1769 conobbe
a Bologna Padre Martini, teorico musicale dal quale imparerà l’arte
del contrappunto.2
Vanificata la speranza di sistemarsi in Italia, torna a Salisburgo e per
tre anni resta sotto il severo giogo dell’arcivescovo Geronimo di
Colloredo. Nel 1773 conosce, a Vienna, Hayden: il padre della
sinfonia esercita una forte influenza sul giovane Volfango e nascono
subito alcune Sinfonie (K.183,200,201,202).
Nel 1777 si dimette e parte in tournée per arrivare nel 1978 a Parigi
dove nasce la stupenda sinfonia “Parigi” (K.297).
Nel 1781 si sposa e si stabilisce a Vienna dove scrive “Il ratto del
serraglio” e la Sinfonia “Haffner”. Sebbene le difficoltà economiche
comincino ad assillarlo e il pubblico a negargli il proprio favore
scrive “Le nozze di Figaro” di cui segnalo l’overture:
https://itun.es/it/qWvyf?i=90266652 -
Poi compone il “Don Giovanni” e di seguito l’assoluto capolavoro
“Jupiter”: https://itun.es/it/lmHLx?i=395712006
Mozart ormai è malato e povero, tuttavia trova la forza di comporre
il “Flauto magico” e il grande “Requiem”(K.626):
https://itun.es/it/Xonnu?i=339006501 .
Nel 1791 muore e ci sarebbe da chiedersi perché il destino riservi ad
alcuni dei suoi più grandi geni così tristi finali.

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Nella terminologia musicale, il termine contrappunto sta a indicare: la presenza, in una composizione o in
una sua parte, di linee melodiche indipendenti che si combinano secondo regole tramandate dalla
tradizione.

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Beethoven

Nato nel 1770 è il primo musicista moderno che vive principalmente


col ricavato della vendita della propria musica agli editori. E non per
soddisfare richieste per particolari occasioni ma estrinsecando il suo
genio senza schemi preconcetti. Fin da bambino studia sotto la guida
del maestro Gottlob Neefe che lo inizio anche alla composizione. Gli
dal 1787 al 1792 sono milto duri: muore la madre e dopo il padre
ormai alcoolizzato ed è costretto a mantenere i fratelli suonando
come organista e violinista nell’orchestra di corte di Bonn. Nel 1792 è
presentato al vecchio Hayden di passaggio a Bonn che lo esorta a
trasferirsi a Vienna dove entra in intimità col principe Lichnowsky.
Viene lanciato nell’elegante ambiente musicale viennese.
Le prime due importanti opere di Beethoven sono il Concerto n. I in
do maggiore op.15 e la celebre sonata “Patetica” per pianoforte in
do minore op. 13 (1798). Ormai Beethoven è affermato e gli editori si
contendono i suoi manoscritti; ma la sordità comincia a farsi sentire.
Questo drammatico destino appare chiaro nella Sinfonia “Eroica”,
concepita per onorare Napoleone.
L’opera di Beethoven è ormai matura e serena ma la sordità è
gravissima: da questo stato d’animo nascono la gioia scatenata della
Settima in la maggiore op.92, e la Sinfonia n.8 in fa maggiore
op.93. ma nonostante questo comincia a non essere più capito dal
pubblico, la sua musica è reputata bizzarra e lo scapestrato nipote
Karl gli aliena col suo comportamento parecchie simpatie.
Si spegne nel marzo del 1827 non dopo aver scritto la grande Messa
Solenne e la Sinfonia n.9.
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Capitolo sette: il Romanticismo

Weber

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Il Romanticismo

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