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BIOARCHITETTURA

Istituto Nazionale di Bioarchitettura®

Qualità Ambientale e sostenibilità edilizia

Riqualificazione energetico ambientale una sfida per la città sostenibile

Sono anni che a livello internazionale le iniziative a favore dello sviluppo sostenibile vengono non solo
auspicate ma trovano fertile terreno nelle attività e nella programmazione delle Amministrazioni
pubbliche e nelle iniziative dei privati nei diversi paesi della Unione Europea.
Ad esempi di buona gestione sostenibile del territorio quali il nuovo quartiere di Kronsbeerg inaugurato
ad Hannover (Germania) in occasione dell’expo universale del 2000 quale testimonianza della possibilità
di costruire nuovi brani di città in accordo con i principi della sostenibilità, il nuovo quartiere di Bo01 a
Malmo (Svezia) – City of Tomorrow; l’entusiasmante esperienza del Viikki Ecological Community Project
(Finlandia) incentrato sulla definizione della qualità ecologica urbana, le scelte di sostenibilità della
intera città di Friburgo (Germania), tutte concorrono a definire un nuovo modello di città e di corretta
gestione sostenibile del territorio.
A fronte di queste e di molteplici altre esperienze di nuova sostenibilità urbana la Commissione
Europea ha prodotto già nel 2004 (Bruxelles, 11.02.2004 COM-2004-60) una importantissima
comunicazione rivolta al Consiglio, al Parlamento Europeo, al comitato Economico e Sociale Europeo
e al Comitato delle Regioni ed intitolata: verso una strategia tematica sull’ambiente urbano.
In questo importante ed interessantissimo documento la Commissione europea pone la corretta e
sostenibile gestione del territorio e delle città tra le attività strategiche a livello europeo ed invita
tutti i paesi membri a prodigarsi in questa direzione.
L’attenzione della Commissione Europea verso l’ambiente Urbano è giustificata dal fatto che in Europa
circa l’80% dei cittadini europei vive nelle aree urbane1, ossia proprio nelle zone in cui gli effetti dei
vari problemi ambientali sono avvertiti con maggiore intensità. Il rumore, la cattiva qualità dell’aria, il
traffico intenso, la scarsa manutenzione dell’ambiente costruito, la cattiva gestione ambientale e la
mancanza di pianificazione strategica favoriscono l’insorgere di problemi di salute e peggiorano la
qualità della vita, è quanto pone a base della Comunicazione la Commissione Europea.
Per trovare una soluzione ai principali problemi sanitari connessi alla situazione ambientale in Europa,
occorre migliorare radicalmente l’ambiente urbano e la qualità della vita nelle città ed a tal proposito la
Commissione nella comunicazione individua quattro elementi fondanti, necessariamente da perseguire
per avviare i diversi paesi della Comunità Europea nella direzione della gestione sostenibile delle città e
cioè:

9 La progettazione urbana sostenibile;


9 L’edilizia sostenibile;
9 Il Trasporto Urbano Sostenibile.
9 La gestione urbana sostenibile

2.3.1. Perché l’edilizia sostenibile è una priorità

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Gli edifici e l’ambiente costruito sono gli elementi che caratterizzano l’ambiente urbano; tali elementi
conferiscono a ciascuna città una sua particolare fisionomia e una serie di punti di riferimento che
creano un senso di identità e di riconoscibilità, rendendo la città un luogo attraente per vivere e per
lavorare. Pertanto, la qualità dell’ambiente costruito ha una forte influenza sulla qualità dell’ambiente
urbano, ma tale influenza non si limita a semplici considerazioni di carattere estetico.
Il riscaldamento e l’illuminazione degli edifici assorbono la maggior parte del consumo di energia (42%,
di cui il 70% per il riscaldamento) e producono il 35% delle emissioni complessive di gas serra. Gli
edifici e l’ambiente costruito utilizzano la metà dei materiali estratti dalla crosta terrestre e
producono ogni anno 450 milioni di tonnellate di rifiuti da costruzione e da demolizione, ossia più di un
quarto di tutti i rifiuti prodotti.
La comunicazione intermedia “Verso una strategia tematica di prevenzione e riciclo dei rifiuti”segnala
l’aumento dei volumi dei rifiuti da costruzione e demolizione e la loro sempre maggiore complessità,
dovuta alla crescente varietà dei materiali utilizzati negli edifici. Ciò limita le possibilità di riutilizzo e
di riciclo (il cui tasso è attualmente pari appena al 28% circa) e rende necessaria la costruzione di
discariche e l’ulteriore estrazione di minerali.
In Europa la popolazione trascorre quasi il 90% del proprio tempo all’interno degli edifici: una cattiva
progettazione degli immobili o il ricorso a metodi di costruzione inadeguati può avere un effetto
significativo sulla salute dei loro occupanti e può renderne estremamente costosa la manutenzione, il
riscaldamento e il raffreddamento, con forti ripercussioni soprattutto sulle persone anziane e sui
gruppi più svantaggiati della popolazione.
Una cattiva progettazione di alcune tipologie di edifici, quali i complessi residenziali, può addirittura
favorire comportamenti criminali. Il mutamento delle modalità di progettazione, costruzione,
ristrutturazione e demolizione degli edifici e dell’ambiente costruito può quindi consentire un notevole
miglioramento delle prestazioni ambientali e dei risultati economici delle città, nonché della qualità
della vita dei cittadini.
Come sottolineato nella Terza conferenza interministeriale europea sull’“abitare sostenibile”,
occorre rendere più sostenibili anche gli edifici esistenti, mediante lavori di adeguamento o
assicurandone la ristrutturazione secondo criteri di sostenibilità.
Il miglioramento del rendimento energetico degli edifici esistenti è uno dei sistemi con il miglior
rapporto costi/efficacia per rispettare gli impegni assunti in virtù del protocollo di Kyoto in materia di
cambiamenti climatici. L’adeguamento del vecchio patrimonio immobiliare mediante lavori di isolamento
potrebbe consentire una riduzione delle emissioni di CO2 degli edifici e dei relativi costi energetici del
42%46.

Cardine di questa azione rivolta alla sostenibilità urbana dice ancora la Commissione Europea in una
successiva importante comunicazione sul tema della strategia tematica sull’ambiente Urbano
(Bruxelles, 11.1.2006 COM-2005-718) è L’adozione di un approccio integrato alla gestione
ambientale delle aree urbane, gestione integrata che contribuisce ad una migliore armonizzazione delle
diverse politiche ed iniziative poste in essere nelle aree urbane e allo sviluppo di una visione a lungo
termine dello sviluppo delle città.

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Oltre alle iniziative volontarie dell’Agenda 21 locale e della Carta di Aalborg, diversi Stati membri,
annota la comunicazione hanno legiferato o istituito meccanismi al fine di imporre una gestione
integrata dell’ambiente urbano.
Gli approcci integrati portano ad una migliore pianificazione e a risultati più significativi. Per garantire
un’efficace attuazione delle misure sono essenziali: obiettivi chiaramente definiti, accettazione delle
responsabilità, procedure di monitoraggio dei progressi compiuti, consultazione pubblica, revisione,
audit e rendicontazione.
A questo fine molte città hanno istituito con successo sistemi di gestione ambientale, quali EMAS o
ISO 14001, per garantire la realizzazione degli obiettivi strategici e consentire il monitoraggio da
parte del pubblico dei progressi compiuti.

Le buone pratiche di gestione sostenibile delle città e del costruito Italiane

A fronte di tutto quanto sopra fortunatamente il nuovo paradigma dello sviluppo sostenibile sembra
aver messo profonde radici anche in Italia e finalmente, dopo tanto parlare, è oggi possibile evidenziare
anche nel nostro paese progetti, iniziative, realizzazioni pubbliche e private coerenti con il paradigma
della sostenibilità.
Di seguito se ne individuano e se ne descrivono alcune utili ad evidenziare come questo nuovo modo di
pensare alle nuove città ed al costruito venga concretamente perseguito dalle Amministrazioni
Pubbliche, da iniziative private e da Associazioni di ricerca e da progettisti sensibili a diversi livelli di
programmazione ed attuazione.

La Regione Toscana: la nuova legge di governo del territorio e le linee guida sul costruire
sostenibile.

La nuova legge regionale di governo del territorio della Regione Toscana la n°1/05, conferma gli indirizzi
della precedente ed anche questa volta la legge pone al capo primo dell’articolo n° 1 la volontà del
normatore regionale di indirizzare lo sviluppo del territorio verso la sostenibilità e, in aggiunta alla
precedente legge di governo del territorio individua nell’edilizia sostenibile uno strumento
fondamentale per perseguire questo obiettivo.
In aggiunta a questa dichiarazione di intenti nella legge stessa con gli articoli 145, 146 e 147, la legge
precisa e descrive le modalità incentivanti con le quali le Amministrazioni Comunali possono incentivare
l’edilizia sostenibile ed in uno degli allegati tecnici alla legge: ”le linee guida sul costruire sostenibile” la
Regione fornisce alla Amministrazioni Comunali:

9 la modalità di verifica delle prestazioni energetico-ambientali dei progetti dei privati che
richiedono gli incentivi;
9 un manuale esplicativo sulle modalità di uso delle linee guida e delle relative schede prestazionali;
9 un elenco consigliato di materiali per l’edilizia sostenibile.

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In modo molto esplicito la legge regionale esprime la volontà che anche gli edifici pubblici vengano
realizzati secondo i principi dell’edilizia sostenibile.

Appare chiaro come l’indotto di questa legge siano ampi e non ancora conclusi, attualmente in Toscana il
tema del Costruire sostenibile stà appassionando le Amministrazioni Comunali, il sistema delle imprese, i
cittadini ed i prossimi anni saranno sicuramente portatori di grandi innovazioni nel modo di costruire nel
territorio Toscano.

La Regione Veneto

La Regione Veneto ha attivato una profondo rivisitazione delle normative sull’edilizia sostenibile, tra le
azioni più significative è possibile evidenziare:
il protocollo di intesa con l’Istituto Nazionale di Bioarchitettura (INBAR) su questi temi.

Firma del protocollo di Intesa tra l’assessore Regionale all’Urbanistica Marangon e l’INBAR, rappresentato dall’ing.
Marinelli

La Legge Regionale sulla edilizia sostenibile la n° 4 del 9/04/2007;

Il Metadistretto Veneto della Bioedilizia

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Il Metadisteretto della Bioedilizia Veneto.

La Regione Veneto disciplina con la legge regionale n° 8 del 4 aprile 2003 i distretti produttivi e gli
interventi di politica industriale; a fronte di questa legge e su proposta della CNA provinciale di Treviso
la Regione istituì il primo distretto industriale della Bioedilizia Veneto.
Intorno a questa iniziativa molte aziende ed imprese provinciali hanno aderito alla realtà del distretto
della Bioedilizia e di fatto questa realtà già negli scorsi anni ha sensibilizzato, formato e promosso lo
sviluppo dell’edilizia sostenibile in ambito provinciale presso le Amministrazioni pubbliche, le imprese ed
i cittadini.
Nel 2006, a fronte del successo di questa iniziativa provinciale è stata promossa la costituzione di un
Metadistretto Regionale che è stato deliberato dalla Giunta Regionale l’otto Agosto del 2006, facendo
nascere una consociazione di oltre 380 aziende con diverse migliaia di addetti di settore.
Appare chiaro come questa azione nata dal mondo dell’impresa e della produzione non potrà che
spingere la realtà regionale Veneta verso l’affermazione di un modello di sviluppo sostenibile del
territorio regionale.

Il Progetto UE – Sustainable Housing Europe (S.H.E.)

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Il progetto Europeo SHE “Sustainable Housing in Europe”

Passare dalla sperimentazione alla pratica corrente

Arch. Ph.D Alain Lusardi


Federabitazione Europe

SHE è un progetto comunitario finanziato all’interno del V° Programma quadro di ricerca e sviluppo
della Unione Europea il cui fine è quello di contribuire a portare l’edilizia sostenibile dalla
sperimentalità attuale alla ordinarietà.
Riteniamo utile evidenziare in questa sede questa iniziativa perché è un progetto voluto e condotto da
una grande associazione di cooperative di abitazione italiana: Federabitazione e che ha coinvolto e che
ha a partner, alcuni dei più importanti interlocutori europei dell’edilizia sociale e della ricerca di
settore.
Il progetto ha previsto la definizione di un quadro di specifiche tecniche sull’edilizia sostenibile alla
quale i progettisti di oltre settecento alloggi in Europa (Italia, Francia, Portogallo e Danimarca) hanno
aderito e, attualmente sono in corso di realizzazione questi importanti interventi edilizi.
Le specifiche tecniche sono state elaborate da Enti di Ricerca dei diversi paesi aderanti: per l’Italia
partner scientifico di Progetto è l’Istituto Nazionale di Bioarchitettura.
Il progetto prevede che una volta completati gli interventi, gli edifici realizzati saranno oggetto di un
monitoraggio strumentale finalizzato a verificare la rispondenza degli interventi stessi agli obiettivi
prestazionali prefissati in sede di progetto.
A fronte dei risultato del monitoraggio, riviste in funzione degli esiti ottenuti le specifiche tecniche di
partenza, verranno prodotte delle linee guida europee sul costruire sostenibile.
Appare importante annotare come questa importante iniziativa Comunitaria almeno per una volta abbia
visto delle associazioni italiane proporre e coordinare una iniziativa Europea sulla sostenibilità del
costruito.
L’Ecovillaggio di Preganziol (TV)

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E’ una delle prime iniziative italiane di un complesso residenziale progettato e realizzato


coerentemente ai principi dell’edilizia sostenibile.
E’ uno dei progetti aderenti al programma SHE ed è stato quindi progettato (Progettista: Prof. Arch.
Masud Esmaillou; Consulente sugli elementi di sostenibilità e progettista degli impianti: ing. Francesco
Marinelli) secondo le regole prodotte da questo programma comunitario, inoltre sia il consorzio di
cooperative che l’ha promosso, il Coipes di Venezia che l’impresa che lo stà realizzando: la Matteoli spa
di Padova aderiscono al distretto della Bioedilizia di Treviso.
Quanto sopra testimonia come iniziative corrette abbiano realmente la capacità di promuovere e
spingere il mercato verso la sostenibilità, rendendo finalmente possibile parlare di Buone pratiche di
sostenibilità anche in Italia.
In particolare l’ecovillaggio di Preganziol prevede la realizzazione di circa 70 alloggi, studiati in modo da
ottimizzare gli apporti solari, ridurre le emissioni di CO2, ridurre i consumi idrici, consentire le migliori
condizioni di salubrità e confort degli ambienti interni.
Il complesso attualmente in costruzione ha già ottenuto importanti riconoscimenti nazionali e regionali
quali il premio Next Energy ed il Premio RECAM.

La programmazione degli interventi di edilizia scolastica del Comune di Roma.

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L’Amministrazione Comunale di Roma persegue ormai da anni corrette politiche di sostenibilità urbana;
ha interiorizzato all’interno del suo nuovo piano Regolatore incentivi per l’edilizia sostenibile, ha
condotto e sperimentato iniziative pilota di sostenibilità urbana ed edilizia, ho formato su questi temi
molti suoi tecnici ed ha fatto una decisa scelta di promozione e di sostegno all’edilizia scolastica
sostenibile.
In tutti i bandi di progetto sulle nuove scuole o di ristrutturazione di scuole comunali preesistenti ha
inserito l’obbligo di ricorrere ai principi dell’edilizia sostenibile e sono oramai numerosissimi i cantieri
aperti sul fronte della realizzazione o ristrutturazione di scuole ed asili nido secondo principi di
salubrità indoor e di sostenibilità ambientale.
Appare utile annotare tra le altre un recente progetto affidato in Projet Financing ad un gruppo di
cooperative sociali che, in cambio dell’affidamento dei servizi di assistenza scolastica realizzeranno sei
asili nidi con annesse altre attività al servizio del mondo dell’infanzia, tutti realizzati secondo correnti
regole di bioedilizia (Projet Manager: geom. Gianni Sili; Coordinatore di progetto e progettista degli
impianti: ing. Francesco Marinelli; progettazione architettonica arch. Dea Biondi; progettazione delle
strutture in legno: Legnopiù; Capofila della ATI aggiudicatrice dell’intervento Nuove Risposte scrl).

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Il recupero della piazza di Castelnuovo Berardenga (SI)

La piazza è da sempre il luogo pulsante della vita sociale delle città: rappresenta il luogo dello scambio,
dell’incontro, dell’essere e del sentirsi cittadini; questo vale sempre ma in particolar modo nei piccoli
centri.
Castelnuovo Berardenga è un piccolo paese nel Chianti Senese, meta di turismo, ma ancora oggi
caratterizzato da una vita rilassata e da una forte identità locale.
L’amministrazione Comunale ha voluto fortemente donare ai suoi cittadini un progetto di
ristrutturazione della piazza cittadina da utilizzare non solo come centro della vita sociale della
comunità, ma anche come manifesto della volontà della Amministrazione di promuovere lo sviluppo
sostenibile del suo territorio.
Per questa volontà il progetto di recupero della piazza è stato prodotto avendo a base la conoscenza del
modo in cui lo spazio fisico della piazza viene investito dal sole nei diversi periodi dell’anno.
Materiali locali, il cocciopesto e la pietra di Rapolano la pavimentano; i luoghi di sosta e di incontro sono
allietati dal movimento e dallo zampillio dell’acqua di due fontane, una preesistente e l’altra nuova, vicino
ad una pergola utile ad ombreggiare la piazza nelle calde giornate estive.

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La nuova fontana ha getti a livello del pavimento la cui portata è proporzionale alla quantità di energia
elettrica prodotta da un impianto fotovoltaico posto all’ingresso della piazza sopra la già presente
cabina ENEL, in questo modo si potrò in automatico microclimatizzare la zona intorno alla fontana.
Tutta l’energia a servizio della piazza viene prodotta da fotovoltaico.
Ancora sono state riscoperte due bellissime cisterne voltate sotto la piazza, una verrà resa visitabile,
l’altra raccoglierà le acque meteoriche provenienti dai tetti degli edifici intorno alla piazza e servirà le
due fontane che quindi funzioneranno solo con acqua di recupero.
L’impianto di illuminazione rende scenografica la piazza di notte, ma contemporaneamente è stato
pensato per rendere minimo l’inquinamento luminoso.
Tutte le scelte di sostenibilità saranno descritte e rese evidenti da cartelli che risulteranno educativi
ed esplicativi della qualità ambientale della piazza sia ai cittadini che ai numerosi turisti italiani e
stranieri che visitano Castelnuovo Berardenga. (Progettazione definitiva, esecutiva e direzione lavori:
ing. Francesco Marinelli).

Villaggio del Gusto

E’ questa una iniziativa privata voluta da Agrinascente spa di Fidenza (PR) di promozione della cultura
agroalimentare di eccellenza.
L’iniziativa prevede la realizzazione di un centro per la promozione delle culture locali che hanno
prodotto la tipicità degli alimenti italiani e vuole consentire ai produttori locali di poter gestire
direttamente e senza intermediazioni una vetrina dei prodotti tipici e vuole generale momenti di
incontro e di riflessione sul come il cibo tradizionalmente è stato veicolo e manifesto della tipicità e
della cultura materiale di una zona.
Gli spazi espositivi e di vendita, gli spazi per le attività convegnistiche e di formazione, gli spazi della
ristorazione, sono stati tutti progettati alla luce di una volontà di fare del Villaggio del Gusto il primo
spazio espositivo e di commercializzazione attento ai significati dell’edilizia sostenibile, al risparmio ed
alla efficienza energetica, alla qualità degli spazi e delle forme, pensate come contemporanee e non
falsamente tradizionali e capaci di veicolare subito la qualità dell’iniziativa.
(Progetto Architettonico: Studio Peia Associati; Progettazione energetico-ambientale ed impianti: ing.
Francesco Marinelli).

Borghi autentici d’Italia

Borghi Autenti d’Italia è una associazione di piccoli e medi comuni di Italia (attualmente presieduta dal
sindaco di un piccolo paese Friulano) che hanno deciso di portare avanti, sulla scorta di una iniziativa
comunitaria sul turismo diffuso: “Villagge d’Europe”, una esperienza nuova di turismo sostenibile
d’eccellenza.
Il turismo atteso, prodotto e voluto è, gestito direttamente dalle Amministrazioni Pubbliche che,
acquisendo direttamente alcuni immobili in disuso dei lori centri storici, li ristrutturano secondo
principi dell’edilizia sostenibile e tendono ad utilizzare strumentalmente il turismo attivato, al fine di
riportare vita ed economia a centri storici spesso abbandonati.
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L’offerta turistica creata verrà tesa a rendere il turista cittadino momentaneo del comune ed a
metterlo direttamente a contatto con la vita del paese, con i suoi abitanti e con le sue tradizioni.
Le strutture ricettive, riattate secondo quanto previsto dalle normative comunitarie sul turismo
sostenibile godono di un capitolato d’opere studiati secondo i criteri dell’edilizia sostenibile ed oggi i
comuni, consorziati tra loro stanno dando vita ad una E.S.C.O. mista pubblico-privata finalizzata a
rendere sempre più efficienti energeticamente sia le strutture ricettive che gli altri immobili pubblici.

I Contratti di Quartiere (CdQ): Pistoia

I Contratti di quartiere rappresentano le esperienze più avanzate in Italia di piani di recupero di


quartieri periferici degradati secondo criteri di sostenibilità.
Vengono promossi e finanziati dal Ministero delle Infrastrutture e Territorio e prevedono
obbligatoriamente la predisposizione di un programma di sperimentazione su una serie diversificata di
temi quali: la ecosostenibilità dell’intervento, la bioarchitettura e la qualità indoor degli spazi interni, gli
aspetti morfologici e tipologici del quartiere e delle residenze, ecc.
Ciascuna città partecipante puoi individuare su quale tema specifico indirizzare il proprio programma di
sperimentazione, però trasversalmente a tutti i temi di sperimentazione, rimane che tutti i contratti di
quartiere devono essere definiti e progettati con il concorso della popolazione residente nell’ambito del
quartiere oggetto di ristrutturazione e recupero.
Quella della progettazione partecipata è sicuramente un tema fondamentale di sostenibilità sociale
degli interventi urbani, però mentre su altri aspetti progettuali più prettamente tecnici della
sostenibilità comincia ad esserci conoscenza e sperimentazione, sulle forme di partecipazione non vi è
ancora oggi in Italia una idea chiara di come questa vada perseguita.
A fronte dei diversi CdQ, già realizzati con il primo bando Ministeriale e di quelli in fase di avvio sul
secondo Bando riteniamo che la proposta di CdQ presentato dal Comune di Pistoia e, già finanziato dal
Ministero, sia tra quelle in cui il tema della partecipazione sia stato meglio interiorizzato ed utilizzato
concretamente per addivenire sin dalla fase di predisposizione del progetto preliminare ad una
condivisione del progetto stesso da parte dei cittadini residenti.
In particolare il CdQ di Pistoia interviene su di un quartiere quello delle “Fornaci” caratterizzato da una
sua preesistenza storica e poi marcato nella sua storia più recente da un grosso intervento pubblico di
edilizia sociale che ha stravolto l’originario assetto urbanistico del quartiere ed ha incrementato a
dismisura la consistenza demografica del quartiere stesso, senza però intervenire sulla qualità
ambientale del quartiere e sulla sua dotazione in servizi.
A fronte di quanto sopra la qualità sociale del quartiere si è molto degradata ed attualmente il
quartiere delle “Fornaci” è emarginato dal resto della città ed è caratterizzato da forti tensioni sociali.
Il progetto finanziato interviene secondo criteri di sostenibilità ambientale ed indoor sul ridisegno
complessivo del quartiere e sul risanamento di alcuni suoi edifici significativi.
Il progetto stesso è stato però messo a punto con il concorso e l’incontro del gruppo di progettazione,
che aveva al suo interno esperti di conduzione di pratiche di partecipazione, con l’apporto e la
collaborazione dei cittadini e delle forze sociali presenti nel quartiere.

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Vi sono stati quindi incontri, workshop, seminari, tavoli di lavoro portati avanti anche sino a notte
inoltrata, che sono entrati nel merito delle diverse problematiche del quartiere e che si sono
concretizzate dopo nella proposta di CdQ successivamente finanziata dal Ministero.
La realizzazione del progetto che verrà cantierizzato a partire dai primi mesi del 2007, prevede ancora
la partecipazione dei cittadini al farsi della città e potrà segnare in Italia un punto di arrivo sulle
buone pratiche di partecipazione da attivare con i cittadini. (Gruppo di progetto: Comune di Pistoia ed
ATER; consulente per gli aspetti sperimentali: ing. Francesco Marinelli)

Il Comune di Calenzano

Il Comune di Calenzano è un comune limitrofo a Firenze ed è stato uno dei primi comuni italiani che
hanno sposato la causa della sostenibilità.
Le diverse giunte che si sono susseguite hanno mantenuto il filo conduttore della sostenibilità nella
programmazione urbana e questo relativamente a diversi aspetti della sostenibilità ambientale quali
quelli edilizi, energetici, dei rifiuti, ecc. che contemporaneamente sono state portate avanti dalla
Amministrazione Comunale in modo coerente con la dichiarazione di voler portare avanti una azione di
programmazione urbana sostenibile.
Relativamente al costruito il Comune di Calenzano evidenzia un percorso virtuoso che riteniamo possa
essere preso ad esempio da altre Amministrazioni Comunali italiane.
A fine degli anni 90 il comune ha prodotto una linea guida sul costruire sostenibile che incentiva la
realizzazione di interventi di bioedilizia, l’Amministrazione promuove la linea guida stessa e
contemporaneamente realizza interventi pubblici allineati con i presupposti dell’edilizia sostenibile: un
piccolo intervento di edilizia sociale, la ristrutturazione di una scuola materna, ecc.
Le forze sociali ed imprenditoriali capiscono la visione generale e vengono quindi presentati progetti
privati aderenti alle linee guida che hanno evidenziato la percorribilità anche economica di questo modo
di costruire.
Quanto sopra è però già storia per il Comune di Calenzano che a fronte della capacità che ha avuto di
introdurre i temi dell’edilizia sostenibile nella realtà locale ha già prodotto e stà ora ancora
implementando nuovi strumenti di regolamentazione urbana ed edilizia che di fatto estendono a tutti gli
interventi previsti nel comune i contenuti di sostenibilità prima oggetto di incentivo e che ora diventano
pratica corrente per tutta l’edilizia permessa nel territorio comunale.
Esiste ancora, modificata rispetto a quella iniziale, una normativa di incentivo ma, solo per interventi
edilizi molto spinti dal punto di vista ambientale, e che dovranno essere presi ad esempio per le
ulteriori implementazioni di questa buona pratica nel territorio comunale e si auspica anche oltre.

In conclusione per dire che con la presente carrellata di alcune iniziative oggi in corso in Italia si spera
di essere riusciti a dare uno spaccato di cosa stà succedendo oggi sul tema della gestione sostenibile
del territorio e delle città nel nostro paese e questo con la speranza che queste esperienze, insieme a
tante altre per esigenza di spazio non evidenziate, possano rappresentare solo un seme iniziale di una
nuova modalità di confrontarsi con le grandi sfide ambientali che caratterizzeranno questo nuovo
secolo.
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