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Ancora oggi si continua a discutere del tema che riguarda la pena di

morte, come pena da istituire o come pena da eliminare. alcuni


sostengono che la pena di morte è necessaria, perché è l'unico valido
deterrente alla criminalità. Altri sostengono che la pena di morte non
ha alcun tipo di influenza sul tasso di criminalità, poiché, nei paesi
dove è applicata, la delinquenza non è diminuita, anzi in alcuni casi
è addirittura aumentata. Si deve partire dal principio che l'atto di
uccidere è sbagliato e che la vita è un valore assoluto dell' essere
umano. Alla luce di ciò, quale esempio può fornire uno stato che è
consapevole di essere più forte del singolo individuo? lo stato deve
tutelare l'interesse pubblico, punendo un delitto, ma non
commettendo un altro delitto! Ogni anno sono puniti con la morte
migliaia di detenuti in decine di paesi, la pena capitale o pena di
morte è mantenuta da più di 90 paesi in tutto il mondo, oggi in più
di 90 paesi possiamo dire che viene concesso allo Stato il potere di
privare deliberatamente una persona della vita, i dati che ci giungono
sui giustiziati per vari reati sono allarmanti. non sono d'accordo con
la pena di morte per la sua irrimediabilità : una volta dichiarata ,non
permette alcun tipo di correzione,non si puo ritornare più indietro, ed
è evidente perciò che la pena capitale è molto più costosa di una
condanna a vita in carcere. Qualcuno potrebbe essere favorevole a
questo tipo di pena così disumano,ritenendo che è giusto che chi
uccide debba essere ucciso. Però, se fosse uno di noi, o un nostro
parente, a trovarsi in un processo a dover rispondere del reato di
omicidio, che cosa penseremmo allora sulla pena di morte?
. E non si parla soltanto di stati arretrati o autoritari, come il
Marocco, l'Egitto, ma anche di alcuni stati tra i più civili e
democratici, come il Giappone, la Corea del sud o gli Stati Uniti,
alla pena di morte in Italia si oppose Cesare Beccaria il quale
appunto pubblicò un'opuscolo nel 1764 Dei delitti e delle pene é
indubbiamente il testo più noto dell' intero illuminismo italiano ; ed é
anche il più importante , se si considera la sua fortuna in Europa e la
Beccaria dimostra che la
sua influenza sui pensatori successivi,
pena di morte non é legittima, cioè che non é un diritto,
affermando che essa non é necessaria, e che è un sistema
inutile,lo Stato infliggendo la pena di morte, dà solo un
cattivo esempio perchè infatti da un lato condanna l'omicidio
e dall'altro lo commette,andando contro un diritto
fondamentale quello della nostra esistenza, appunto il diritto alla
vita
Beccaria propone una nuova dimensione giudiziaria secondo
la quale lo Stato non ha il diritto di punire per chi non ha
fatto nulla : la vera giustizia consiste nell' impedire i delitti e
non nell' infliggere la morte . : allora qual' è la punizione da
infliggere ad un'intera società che ha ingiustamente causato la
morte di un individuo.
Beccarla sostiene che le punizioni non devono essere vendette
, e che le leggi siano accessibili a tutti, perche appunto tutti
hanno il diritto di conoscerle e , di conseguenza , di
rispettarle; Nella sua opera lo scrittore sottolinea soprattùtto
che le pene devono essere socialmente utili ,e quindi volte
al recupero e non alla repressione; ma Beccaria sa bene che ai
suoi tempi le cose non vanno così e che in realtà la maggior
parte delle leggi non sono che privilegi, cioè un tributo di
tutti al comodo di alcuni pochi
Per vincere la criminalità, la strada più giusta è la prevenzione
e l'impegno sociale; certo la pena di morte è una soluzione più
facile ed immediata, ma anche la più sbagliata, considerando
che la vita è il valore più importante che esista al mondo.